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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 7051
    Giusy -

    Ciao a tutti,
    vi leggo sempre…e stasera sinceramente non avrei voluto leggere di te cara Anna…
    Credevo e speravo che dopo tutta quella sofferenza vissuta e “condivisa” in quel lungo periodo che ci ha permesso di “incontrarci” avesse finalmente fatto il suo percorso lasciando spazio alla felicità che meriti poichè sei davvero una persona speciale. Hai sempre dimostrato una grande sensibilità e in tanti tuoi comportamenti e parole hai dato veramente un grande esempio di cosa significa Amare.
    Lo stupore di Anna parte prima ha sicuramente ceduto il passo alla concretezza o meglio alla possibilità, alla eventualità che tutto può accadere e forse questa volta questo senso di vuoto sarà lenito da quella consapevolezza frutto di quel lavoro interiore che hai maturato prima che iniziassi questa nuova relazione.
    Ti abbraccio cara Anna.
    Un saluto a tutti

  • 7052
    ANNA -

    Luna e Giusy, grazie.
    Sto scavando tutta questa storia per meglio riuscire ad accettarla. La vedo molto lucidamente. L’ altra volta non fu cosi’. Annaspavo, mi rifiutavo di capire quel che era, mi ribellavo alla realta’. Ora no. Ora sto male come un cane, anzi peggio, ma so di non poter fare nulla. Il dolore passera’ e io ritrovero’ il respiro della normalita’.
    Intanto mi fanno male le ferite. Ovvio, no? E mi fa male, come sempre, il non aver capito il limite sin da subito.
    Quest’ uomo si e’ sconvolto la vita per me. Anche troppo. Si e’ innamorato come un bambino e ha fuso la sua esistenza con la mia in toto. Ha clonato la famiglia “bis”. Il terreno era di quelli fertili. Io sono una che da’ per natura. Lo sapete.
    L‘ ex moglie e’ sempre stata presente: il bambino e’ molto piccolo e lui lo adora. Non poteva essere diversamente. Per non “urtare” lei, ha sempre mentito sulla mia esistenza, tanto non vivevamo nella stessa citta’. Io ero con la famiglia d’ origine, carinissimi con me. Mi hanno accolto come una figlia da subito, dicendomi che per loro ero come “la salvezza”. A me non importava che lei non sapesse. Capivo che se ti devi separare, se lei non e’ la donna piu’ “comprensiva” del mondo, se devi avere un rapporto civile per il bambino e soprattutto fraquentare l’ ex casa per lui, non puoi, sotto queste condizioni, dire proprio tutta la verita’. Pero’ il bambino cresceva e ormai parlava bene, anzi benissimo. Il castello cominciava a perdere acqua. Era ora di parlare chiaro. Li’ e andato il tilt. Troppe bugie a me e anche a lei .Noi vivevamo insieme da mesi e lei non sapeva nemmeno che io conoscessi il figlio, il quale, a sua volta, chiamava me quando si svegliava di notte ( per fortuna mi ha sempre chiamato con un soprannome nato quando non sapeva ancora dire il mio nome vero ).
    Sta ragazza non e’ un mostro. E’ una persona che ha sicuramente sbagliato molto ma anche lui, dentro al matrimonio, non ha meritato la santificazione. segue…

  • 7053
    ANNA -

    …segue…Non si amavano piu’ e comunque non si capivano. Poi ti trovi sola con un “ non ti amo piu”, tuo marito che se ne va, lei avra’ ben capito che gli errori piu gravi nascevano da suoi comportamenti, il MEA CULPA arriva e dall’ altra parte chi c’e’ : ANNA.
    Io, che intanto capisco che qualcosa non torna, che non e’ possibile che lei non sappia certe cose, che per forza le “vecchie bugie” sono ancora li’…Ho aperto gli occhi e Dio solo sa quanto mi sia costato. Ci vuole riprovare. Per il figlio e per chiuderla ancora, magari, ma senza rabbia. Rispetto per me? Non so. Forse. Ma cmq tante bugie per se stesso. Voleva amore. Ha avuto amore. L’ ha dato, anche. Non posso negarlo ma, a 35 anni, da un uomo mi sarei aspettata piu’ consapevolezza. Sapevamo che sarebbe stata dura. Io ero pronta, lui no. Ma io non ho figli e, in fondo, che ne so…
    Lei perdona tutto per farsi perdonare il suo passato, lui spera che lei sia cambiata davvero per riavere quella famiglia che voleva.
    Io taccio e soffro perche’ il mio amore era pulito, vero e sincero. A me non si deve denaro ( o meglio, me ne dovrebbe ma mi vedete da un avvocato ???? ), io non sono la madre di nessuno e cancellare me e’ piu’ facile.
    Che disastro…

  • 7054
    LUNA -

    GIUSY: ma è la stessa Anna? Io penso di no, ma forse sbaglio io?
    :O

    MARCO: la tua analisi mi sembra lucida…
    certo, non conosco le variabili, e questo è il tuo punto di vista, però mi pare che tu abbia cercato di guardare le cose con obiettività.
    mi dà da pensare il fatto che dici che tu e i suoi genitori avete dovuto indagare.
    Cioè, non mi sorprende nè la preoccupazione, nè il fatto che insieme abbiate cercato di capire, nè tantomeno la chiusura possibile di una persona in crisi. Penso al fatto che si sia dovuto indagare senza riuscire a parlare in modo diretto.
    Quel che dici sul “bisogno del cambiamento” mi fa pensare come (in generale, nel senso che non conosco la persona, ovviamente, e certo non le sue motivazioni interne, tu che la conosci da 12 anni sicuramente di più!) effettivamente alle volte quando questa pulsione interna si fa sentire si può cercare all’esterno un pretesto, o una sorta di… deus ex machina che sistemi le cose, togliendoci dei carichi interiori che non si è in grado (o si pensa di non essere in grado) di dipanare da soli. Ora, certo, ciò può essere più consapevole o meno. Intendo dire che a volte non è che si fa tutto questo “ragionamento”, neanche emotivo. Si pensa: io sto meglio così che colà. O: c’è chi mi capisce meglio di.
    E può essere anche che sia vero. Cioè che ci si senta meglio.
    Naturalmente sto leggendo il tuo punto di vista, ed è riassunto.
    A volte le persone in crisi si sentono sole, ma al contempo si blindano anche nella loro crisi. A volte quel desiderio di cambiamento nasce anche dalle aspettative che hanno gli altri, che sembrano avere gli altri, o che chi è in crisi identifica negli altri. Non so se riesco a spiegarmi.
    Nel tuo punto di vista riassumi, mi pare, questo concetto:
    lui sembra non averle chiesto niente.
    Lei e basta, allentando la pretesa delle aspettative, come la laurea, che però è un percorso suo personale. Stai dicendo che lui le ha detto: non fa niente, non fa niente se ti laurei o no,

  • 7055
    LUNA -

    io non lo pretendo da te e quindi non serve che tu lo pretenda da te stessa?
    Il concetto del foglio bianco?
    Cambiamento.

    Scusa, mi st che sto divagando.
    In realtà l’amore è irrazionale, e quindi le analisi tengono fino ad un certo punto.
    Vero è anche, però, mi sa, che al di là dei colpi di fulmine e delle affinità elettive conta anche…
    come dire?
    come ci sentiamo e come guardiamo il mondo in un certo momento, cosa stiamo cercando nelle persone che incontriamo.

    Io ci ho messo un po’ di anni a laurearmi, non per difficoltà, ma perché una volta finiti gli esami mi sono messa a lavorare, poi ad un certo punto ho buttato fuori la tesi molto velocemente. Non ho mai pensato di non laurearmi, ma ho scelto di fare il percorso a modo mio, anche se intorno, ovviamente, c’era perplessità, anzi, ostruzionismo, diciamolo, se le tasse mi pesavano economicamente, e, soprattutto, ero io a girare con un file aperto, una cosa inconclusa.
    Non so se la tua ex amava quello che studiava, io sì, d’altra parte ad un certo punto ero satura. Anch’io avevo bisogno del cambiamento, e ho cambiato cercando altri stimoli nel lavoro, che poi, peraltro, mi sono serviti per quella tesi fatta più in là. Tanto che, anche se sulla carta posso dire “avrei potuto fare prima”, e se so che da un lato quel file aperto ha avuto anche dei costi, anche in termini di stress, so benissimo che allora ho fatto la scelta giusta, istintiva, che collimava con delle possibilità che ho cercato/trovato in quel momento di “crisi”.
    Non sto giustificando la tua ex, eh. Riflettevo sul concetto di cambiamento, e sulla capacità generale di ascoltarsi nel momento in cui siamo noi stessi a dover decidere cosa vogliamo. Quanto possiamo sentire il bisogno che quella “giustificazione” a dare valore al nostro sentire e scegliere, o a sistemare le cose, venga dall’interno o dall’esterno, anche per le contingenze. La mia, scusa, era una riflessione generale.

  • 7056
    ANNA -

    Si, sono iooooooooooo.
    Stessa ANNA, presente e attiva dal 2006 :-((((

  • 7057
    elena -

    credo che LUNA abbia centrato il problema. Molto spesso cè bisogno di cambiamento e molto spesso si cerca quel cambiamento facendo il passo più lungo della gamba, stravolgendo tutto e tutti. Se ci si pone sul lato aspettative cioe’: che cosa vogliono gli altri da me? e queste aspettative sono molto alte, si incappa nel classino gradino da scalare.
    Forse non era arrivato per lei il tempo di scalarlo quel gradino. Forse per le, le aspettative che altri si attendevano, erano troppe.
    i arriva alla saturazione.
    Il tuo amico, caro MARCO.TRE tutto questo non l’ha fatto pesare, probabilmente si è posto nei suoi confronti in modo lieve. Non sò le sue motivazioni, ma credo che costui voglia solamente conquistarla non creando aspettative.
    Si vive alla giornata e come andrà…..andrà, non sò se riesco a spiegarmi.
    Tu stesso affermi che c’erano dei problemi di comunicazione ultimamente e che il vs rapporto è cambiato.
    Se avrà la forza, te ne parlerà lei. Ma ora credo che il suo stato, sia di eccitazione nel scegliere le novità. Parlarne adesso, sarebbe spingerla nelle braccia di quest’ultimo che farà di tutto per averla.
    Lascia passare un pò di tempo e vedi come vanno le cose.

  • 7058
    elena -

    te la racconto in breve LUNA:
    7 anni di convivenza, 7 anni in cui mi sono fatta carico dei suoi problemi di carattere spigoloso.
    Già avrei dovuto capire sin dall’inizio che la storia non andava ed entrambi eravamo giovani. Avrei dovuto farmi forma e mollare dopo appena 3-4 mesi.
    Ed invece no, testarda come un mulo ho voluto lottare, ma il carattere non si cambia!
    Mi sono trovata cambiata, non mi riconoscevo più dopo 7 anni.
    Lui grande industriale, io piccolo ceto medio, all’epoca ero all’inizio del lavoro. Ci siamo conosciuti per caso. Dopo 6 mesi, mi chiese di non lavorare più e che mi avrebbe mantenuta lui. Errore letale.
    Avendo lui un carattere autoritario per la sua azienda, con decisioni da prendere molto alte, ha riportato questo suo imporsi anche nella vita privata.
    Non nego di aver vissuto come una principessa nel castello, ma a lungo andare è stato deleterio.
    Non avevo autonomia, ero super controllata,ogni decisione indipendente da lui era un massacro.
    Nel 2002 la rottura. Avevo iniziato il distacco, creandomi una attività indipendente. Vuoi per il mio carattere solare, vuoi che iniziavo a vedere i frutti del lavoro, lui si inkazzò molto.
    Ma il distacco iniziò perchè c’era veramente seri problemi di comunicazione, ero giunta al limite e questo mio limite mi portò a cercare una via di uscita non proprio salutare. Avevo iniziato a frequentare un’amico che non ho mai nascoto a lui.
    Era solamente un’amicizia platonica all’epoca, ma lui non credette molto alle mie parole. Non avevo nascosto nulla, ma la rabbia che lui non credeva alle mie parole, iniziò a far diventare quest’altro uno spunto per evadere.
    Iniziò il delirio. Mi mise alle costole un investigatore privato, mise sotto controllo pure il cellulare e una cimice in auto. Sembra assurdo ma fu così. Non sapendo nulla di tutto questo, avevo chiesto una pausa di riflessione, dove andai ad abitare dai miei momentaneamente.
    I miei non seppero subito dell’investigatore, ma scoprirono……

  • 7059
    elena -

    nella pausa, che lui aveva fatto entrare in casa una nuova conquista. Furono momenti difficili da gestire, dove i miei cercavano di far ragionare me e lui da divisi.
    Chiese il “divorzio” in tribunale, dove riuscì a portarmi via, dimostrando al giudice, la mia colpevolezza del tradimento. Non avevo più, ne lavoro, ne casa, ne soldi.
    Attualmente e ti parlo degli ultimi mesi, fu lui di nuovo a ricercarmi, dove mi mostrò l’ennesimo fallimento. L’ho accolto, ho accolto le sue richieste di domande sospese, dove lui mi disse che voleva riprendere con me da dove era stato sospeso.
    ma come vedi, ho capito che non è cambiato, anzi……
    Di nuovo si era preso la posizione di possesso e di controllo. In casa era peggio di come l’avevo lasciato: ora addirittura può controllare dal suo pc in ufficio che cosa combini in casa.
    Direi che è decisamente troppo.
    Questa è la sintesi, il resto lo sai già.

  • 7060
    marco.tre -

    La decisione di conseguire una laurea era stata solo sua e nè io nè la sa famiglia che si fatto carico delle spese (tasse, libri, affitto ecc), abbiamo fatto sentire il peso delle aspettative, io ero naturalmente orgoglioso dei suoi obbiettivi, propositi, che con il tempo sono diventati, probabilmente, sono diventati per lei più difficili da raggiungere.
    Io non le chiedevo quasi mai di come andassero gli studi perchè ho sempre sostenuto che lei era una ragazza responsabile che sà quello che fà.E’ stata proprio la sua famiglia a dubitare di quello che la figlia le raccontava riguardo agli studi, perchè dopo aver detto di aver terminato gli esami, non puoi dire di preparare la tesi da ben due anni, secondo loro non aveva ancora dato tutti gli esami come diceva…quando io le ho parlato facendo trasparire i miei dubbi, lei mi attaccava accusandomi di non avere fiducia in lei. A me non interessava che lei avesse una laurea, ma non accettavo che mi si mentisse, era segno di poca fiducia e stima nei miei confronti; se hai bisogno di aiuto, basta chiedere, essere sincera, non si ammazza nessuno perchè ha problemi con gli studi.
    Le avevo proposto di iniziare a lavorare proprio per sentirsi meglio lei ed avere al scusa pronta per chi le chiedeva della laurea(ultimamente evitava amici e parenti, forse proprio per non sentirsi rivolgere domande a cui sapeva già di dover mentire).Allora, posso io pensare di sposare una persona che mi sta facendo sorgere dubbi sulla sua maturità? Io quando studiavo per il diploma, d’estate lavoravo, mentre lei è arrivata a 30 anni senza aver mai avuto una esperienza lavorativa e i suoi le lasciavano tutto il tempo per dedicarsi alo studio….caspita, è normale che adesso si aspettino qualcosa…!
    Credo che per lei il matrimonio doveva essere una via di fuga da questa situazione…e nel momento in cui non mi ha trovato subito consenziente….come via di fuga ha preferito quella prospettata da quell’infame del mio collega. Cosa ho sbagliato?

  • 7061
    Manu -

    Luna…hai perfettamente ragione, dovrei mandarlo a quel paese, ma lui comunque mi tiene in qualche modo legato a lui!
    comunque mi cerca, mi chiama, mi dice di vederci..poco fa mi dice che non vuole piu illudermi,e ke è inutile ke lo chiamao ogni dieci minuti..ma non capisce che
    mi sta rovinando la vita e la salute….gli ho detto se mi stesse dicendo addio, elui dice che non lo sa…è confuso, ma confonde anche me…allora gli ho detto che mi sta perdendo
    davvero, che se è un addio mi deve dimenticare,lasciarmi andare..perchè è egoista quando mi cerca, xkè sa ke cosi mi destabilizza e allora che vuole?senz’altro mantenere un legame in modo tale
    da non perdermi per sempre e intanto risolvere tranquillamente e beatamente la sua confusione..NON ESISTE!dopo questo sms non lo cerco più…sarà lui a farlo, lui a dimostrarmi, a dirmi qualche parole, a fare passi verso me..
    sono nervosa, ho gli esami d maturitò e piango sui libri, mi chiudo in camera, fumando sigarette e piangendo…..l’altro ieri appena mi ha detto che quando eravamo li, sulla spiaggia, ci sarebbe stato tutta la vita e che quando mi ha salutata
    non vedeva l ora di vedermi…mi ha detto che gli mancavo, che mi amava ancora, che con me ha fatto cose che forse non rifarà mai…..tutto questo piangendo, tenendomi la mano….non capisco piu nulla, sl ke questo vivere in bilico è lacerante, fa male..tanto male…
    e mi rendo conto che sto davvero prendendo una botta di vita, xkè sono innamorata veramente ed era un sogno stare con lui…poi questa, si è messa in mezzo?????L’ho pure trattata come una sorella….ma lui capirà ke per lei è una cotta, lo capirà e allora si dovra vergognare di aver messo in ballo
    un sentimento con una stupida cotta..

  • 7062
    LUNA -

    ANNA: uh, stellina, scusa, non avevo capito 🙁 mi sono un po’ persa. Ma come???
    ho detto un sacco di minch… non avendo capito che eri tu?
    Un abbraccio grandissssssimo.

    MARCO: guarda che non dicevo “aspettative” dei suoi in senso per forza negativo. Però mi ero fatta un po’ l’idea che le cose stessero come racconti…
    Due anni per fare la tesi si può stare, a me non è capitato, ma capita, ed è pure vero che se sei bloccato o comunque in ritardo sulla laurea e i parenti anche lontani ti rompono i maroni la tensione sale… ma è anche vero che non ci si laurea per gli altri, ma per se stessi… poi il fatto è che sei i tuoi genitori hanno investito su di te soldi per 10 anni e tu ad un certo punto dici: mollo, la cosa non è molto semplice… ma il punto è perché era in crisi? era una cosa momentanea o trascinava da anni una cosa che non sentiva?
    Due anni fa una ragazza che conosco, e che era sempre stata una “spada”, ha deciso che non avrebbe fatto l’esame di stato. Si era laureata, tutti si aspettavano anche che facesse (e superasse) quell’esame, ma non era quello che voleva lei. Grande crisi. Pensa che lo ha detto a me, che non le ero tanto vicina, proprio perché ero la persona meno coinvolta del mondo. A me (carattere a parte) non cambiava proprio nulla che lo facesse o no, mentre le sue amiche più care avrebbero potuto dirle qualcosa, io che ero più lontana, non avrei giudicato, no? Di fatto, comunque, ha fatto solo lo scritto, se non erro, ed è pure passata, ma aveva già rinunciato a fare l’orale, dopo aver comunicato ai suoi genitori la sua decisione. “per me questa cosa è un incubo”, diceva “razionalmente dovrei, ma io non ne posso più. Io voglio avere un figlio, tenermi il lavoro che ho già, e di continuare con questa storia di giurisprudenza non ne posso più. Non ho mai contrariato i miei, a mio padre verrà un colpo”. Invece dopo essersi logorata alla fine la cosa si è conclusa con una serata di chiarimento con i suoi. Punto. Tutto tranquillo. Ora ha

  • 7063
    LUNA -

    un figlio, e – ti farà ridere – è anche tornata… più antipatica, com’era prima della crisi 😛 alle sue impostazioni di default. Ma comunque sia lei ora è contenta così.
    Cosa hai sbagliato? Non c’ero e non so 😉 a leggere la tua verità, quella che scrivi, a me verrebbe da dire che invece hai avuto un buon istinto. Perché se il matrimonio era per lei una via di fuga dall’affrontare la responsabilità di prendere una decisione che riguardava lei stessa, cercando un alibi, hai fatto bene a invitarla invece a capire quale fosse il vero problema. Non potevi crescere al posto suo, Marco, no?
    ANNA: mi ero persa dei post. Tu sai che io penso che la tua delicatezza d’animo sia un valore, un pregio, e no, non ti ci vedo a urlare in piazza… però di fatto loro erano separati ed è vero che non ha senso ferire le persone di proposito, e che si può tentare di fare meno male possibile, ma nascondere l’esistenza di un’altra donna, quando una storia è conclusa, è non affrontare le proprie paure innanzitutto, non quelle dell’altra persona. Tu ti sei trovata a gestire/subire una situazione che, mettiamo anche in buona fede, quest’uomo ha messo in un modo che poteva solo esplodere, e nel quale, mi pare, tu con l’umiltà che ti contraddistingue, sei stata un passo indietro, non essendo un’ex moglie, non essendo una madre… ma non è una questione di punti-diritto. la coppia eravate voi due, nella vostra relazione. Tu hai amato e accettato suo figlio, e anche le sue difficoltà, ma la sua ex, mi spiace, non era un problema che doveva ricadere su di te nelle proporzioni in cui, già durante la storia, avveniva. Smettila ti prego con questa cosa dei punti/diritto. E ho le palle piene, per te, che tu sia la “salvezza”. Sei una bellissima persona, ma la gente si salva, innanzitutto, sempre da sè. Tu metti i cerotti agli altri, ma stringi i denti quando ti fanno male, anche senza saperlo, non per forza per cattiveria, anche solo per ignoranza, egoismo, o perché sei troppo delicata per dirlo.

  • 7064
    elena -

    NN darti colpe MARCO.TRE. Non sei tu il problema, ma lei, in quanto non riesce a distingure che cosa voglia da se stessa.
    Forse non era la strada giusta il laurearsi, forse ha cambiato idea e si è sentita addosso il peso della responsabilità, e che tutti compreso i suoi si aspettavano.
    Tu hai fatto il necessario per andarle incontro, per capire. Non è una questione di maturità, ma di scelte. Non di fiducia, ma di comprensione nell’accettare che in quel momento, lei aveva difficoltà estreme a presentartele.
    Non mi fraintendere, non desidero colpevolizzare nessuno/a, tantomeno lei. Sono una serie di considerazioni mie. E’ importante capire che puoi aiutare te stessa e gli altri soltanto se accetti che anche tu hai bisogno di aiuto. Cerca di non cadere nel tranello di sentirti superiore se gli altri confidano in te e se progredisci nel tuo sviluppo personale. Potrai aiutare veramente gli altri a capire e ad accettare se stessi soltanto se non perdi di vista il tuo bisogno di aiuto.
    Ciò che vale per il fisico vale anche per la psiche, nel senso che una sofferenza di vecchia data può continuare ad influenzarci facendoci sentire insicuri, paurosi, inadeguati, pieni di vergogna o vulnerabili. Il senso più profondo di queste forme di sofferenza può essere compreso soltanto a livello individuale.
    Il tuo collega ha trovato solo del terreno fertile su cui lavorare.
    Mi spiace per l’inconveniente e per te.

  • 7065
    ANNA -

    Luna, Luna, Lunaaaaaaaaaa…….io sono stata, DI NUOVO, presa in mezzo in un ingranaggio perverso. Amore per bisogno. Stavolta non solo mio. E il fatto e’ che e’, e resta, amore vero, solo affetto dal particolare di essere MALATO.
    Mi ( ci ) ha ricoperte di balle. Si e’ attaccato a me come se fossi un’ ancora perche’ non ce la faceva piu’ a vivere quell’ infelicita’. E ci credeva! Quello e’ il peggio. Si e’ separato, abbiamo fatta quella maledetta casa da zero, abbiamo fatto vacanze, Natali e Pasque, tutti insieme, tutti e TRE.
    Io, lui, il bimbo. Le nostre famiglie. Gli amici.
    PAZZESCO. Cambiato citta’, residenza, tessera sanitaria, TUTTO.
    CI CREDEVA.
    Io non so se siano stati rimorsi o scrupoli, se ora sia che non ha altra scelta….
    Il casino, cmq, alla fine, l’ ho fatto io ( scusate l’ anacoluto ).
    Capivo che i conti non tornavano e sono andata a casa ( nostra ) quando non avrei dovuto.
    Quando la ex moglie non avrebbe dovuto esserci, ma arrivare dopo 2 ore per il figlio, e ho parlato con lei e poi con lei e lui insieme. Uno schifo. Sembravamo 3 malati di mente ( io un po’ meno degli altri ma ero quella piu’ distrutta perche’, forse, l’ unica sincera nei sentimenti )
    Povero bambino. E’ stato un gioco degno dei pazzi. Loro vanno dallo psicologo. Io non ci andro’ ( stavolta ) perche’ non ho niente da capire. Ha toccato il mio punto debole: DARE A CHI HA BISOGNO. Ci siamo trovati. Lei non ha mai nemmeno detto in giro di essersi separata ( non accetta il concetto a priori ), lui si sente indegno come padre ( oltre che, sec me, anche povero di soldi ).
    Ma le bugie, Luna???? Tu non hai idea…

  • 7066
    ANNA -

    Autogiustificazione immediata : “ le ho detto che c’eri, poi che non c’eri piu’ per vedere come avrebbe reagito, se davvero tenesse a noi ( loro due ) o se fosse solo gelosia. Perche’, se lei ci crede ancora, anche se io non la amo ( ma non la odio piu’ ), devo provare per mio figlio.”
    Ha giocato con la testa della gente per i suoi comodi. Che si autoassolva fa parte dello schema. Lui adora far sentire in colpa gli altri. Mi ha fatto sentire una merda perche’ ho cercato la verita’ da sola. Perche’, da sola, ho capito che lui non l’ avrebbe detta mai ma, anzi, avrebbe cmq rimaneggiato il tutto per uscirne pulitissimo e con un parterre di gente macchiata di onte.
    Tutti e due ( li’ nn si poteva mentire, anche se lei avrebbe pagato per farlo ) mi hanno detto che in questi ultimi mesi di tentato riavvicinamento non si sono toccati con un dito e secondo lui, io dovrei, da quello, cogliere rispetto per me.
    Ma quale rispetto??? La verita’ e’ un’ altra. La poveretta credeva che lui avesse CHIUSO con me ( tipo trombamica di passaggio ) da prima di Natale e che, in tutto, fra noi, ci fossero state due/tre uscite serali con notte di sesso. Il Mercoledi’ prima della Domenica della verita’ io ero beatamente con il mio fidanzato in un fighissimo hotel ( per rifarci della Pasqua con figlio e relativa e senza me ) a vivere la mia vita d’ amore e bugie. E’ stato bellissimo, come sempre. Rispetto??? NO. Voleva tutto.
    Non e’ cattivo, solo uno che ha perso se stesso e chissa’ quante altre volte si perdera’.
    Io conosco me stessa. So cosa nn va in me e cosa nn andra’ mai. Ci convivo da 35 anni. Qui c’e un figlio amatissimo ma portato in una follia ( ripeto : povero il mio piccolino ), una ex moglie cui non e’ mai stata data nemmeno una chance di rifarsi una vita perche’ “tenerla li’” era piu’ fruttuoso e una persona come me amata ma anche tanto USATA.
    Lei mi chiedeva “Ma dici che torna da me? A te l’ ha detto? “ A me????? Se non sono impazzita li’, quel giorno,non impazzisco piu’.

  • 7067
    LUNA -

    ELENA: ciao 🙂
    ho letto…
    e purtroppo le cose che racconti, quelle dinamiche di induzione della dipendenza e del controllo non mi stupiscono :(((
    è anche difficile spiegare, a chi non sa, come sia possibile anche restare invischiati in certe forme di controllo… eppure avviene, e non certo in un giorno. Non è che una persona ti chiude a chiave subito, che sia in senso fisico o in senso morale, espressivo, emotivo…
    il processo non è così immediato, altrimenti sarebbe più facile accorgersene e non permetterlo.
    Si può avere pure l’impressione che quel bisogno di controllo sia una cartina di tornasole dell’entità del sentimento, in realtà il bisogno di controllo nasce da una sicurezza e da un caos interni, non da un oggetto esterno. E dico oggetto non a caso, perché il controllato viene percepito come un oggetto, purtroppo.
    Ciò non toglie che una persona possa anche amare, mentre lo fa, ma comunque sia ama male.

    Quello che non ho capito bene bene è a che punto stai ora.
    Io non credo onestamente, per esperienza, che una dinamica di controllo come quella che racconti sia un modo di fare, ma di essere. E una visione della vita, oltre che una pulsione. Un modo di essere può cambiare? Può cambiare se curato, se è molto radicato, ma non credo possa andarsene semplicemente così, com’è venuto.
    Il bisogno di autonomia in questi casi viene sempre percepito come un tradimento, non importa se in nessun modo influisce con la vita di coppia, se anzi potrebbe influire in modo positivo sull’individuo, e di riflesso anche sulla coppia…
    peraltro la modalità di controllo di solito credo si attualizza in maniera che la persona si senta controllata sempre, anche nei momenti in cui non lo è, in una sorta di ansia generalizzata

  • 7068
    ANNA -

    Gli ho tolto il ruolo che adora : quello della VITTIMA di lei.
    L’ ha fatta sentire uno schifo di madre e donna per mesi e ora, invece, porta su di se’ il ruolo che detesta, quello del COLPEVOLE. Ora deve rimediare perche’ di me ti puoi liberare, di lei, no.
    Tanto lei lo vuole a priori e lui manipolera’ per far passare per “passabile”, il “non passabile”.
    Tutti mi stanno vicini. I suoi amici, i genitori ( allibiti perche’ anche loro non sapevano NIENTE perche’ lui ha obbligato lei a nn dir nulla nell’ attesa di diventare PERSONE NUOVE ), i miei amici, la mia famiglia, ma, dimmi, Luna, si esce vivi da tutto questo?
    Io sapevo che un bambino di neanche 3 anni ha dei diritti sacrosanti e che la sua mamma e’ una persona che non avrebbe mai potuto prescindere dalla nostra ( ??? ) vita ma, quel che e’ successo, per quanto mi riguarda, e’ l’ emblema dell’ egoismo piu’ puro che abbia mai conosciuto.
    Io auguro il bene sempre. Spero che ce la facciano ma spero anche di farcela io perche’ il male che sento e’ affondato fino alle ossa.

  • 7069
    ANNA -

    Sunto dei sunti: vita difficile, quella del padre separato. Eravamo ” in prova ” tutte e due. Una con cui e’ sempre andato tutto male ma e’ madre di tuo figlio e da alimentare conguamente e un’ altra che gli ha dato AMORE. Stava “solo” cercando di capire cosa fosse meglio. Il “come” e’ lavoro da specialisti e non mio.

  • 7070
    elena -

    esattamente LUNA. la forma di controllo genera ansia, non ti senti protetta in certe situazioni, E’ anche vero che ogni individuo, ha bisogno dei propri spazi, dei propri: chiamiamoli così “segreti”.
    In questo spazio, per me vitale, mi sono sentita defraudata, messa a nudo e invasiva. Non credo di aver mai avuto segreti in merito, ho cercato solo di avere forza per aprire un dialogo. Ma non puoi averlo serenamente, se si ricade in continui sensi di colpa. Credo che ciò avvenga in lui e sia da interpretare fin da una adelescenza infelice, dove la mamma controllava ed impediva un normale sviluppo formativo. Anche se all’epoca era entrato in terapia, non credo l’abbia mai assimilata ed è un lavoro lungo che richiede estremamente coraggio ad affrontare certe tipologie ben radicate. Anche il “senso di abbandono” credo non l’abbia mai assimilato: non riesce per un minimo istante a reggere da solo, cerca sempre alternative, mentre io in conpenso non ho avuto altre relazioni dopo di lui.
    Mi chiedi come stò: stò abbastanza bene ultimamente, non nego che il primo mese è stato di nuovo deleterio dopo averlo rivisto. Ma decisamente ho voluto togliermi dal suo mirino, che immancabilmente era divenuto una sorta di “minaccia” per la mia incolumità e benessere psicofisico. Ero divisa, trà lui, la sua attuale ex ed io.
    Anche se, e te lo ripeto, all’inizio l’ho cercato tanto dopo che lui ero tornato. ma più lo cercavo e più la spada di democle feriva, con insulti, parole e gesti da “fuori di testa”, minacciando me e l’altra.
    Un pò di confusione il “ragazzo” l’ha fatta!!
    Anche i miei si sono tolti dalla scena, che, ad un primo istinto erano stati piacevolmente sorpresi dal ritorno di costui. Mio fratello si era persino prestato a dargli una mano. Fatto stà che, se nei primi mesi aveva accettato di bon grado, ora si rifiuta.
    Cmq fatto stà, che ha chiesto silenzio e silenzio ho dato. Sono due mesi che non ho più notizie.
    Ah una cosa non ho detto: nel parlargli, mi accennò che si

  • 7071
    elena -

    sentì svuotato, dal tanto amore che ha donato e preso nel dietro e che quindi, secondo lui, era stato chiarissimo che la ns era solo un’amicizia e null’altro. Peccato che aveva accennato dopo questo fatto, prima di “finire oltre” e sotto le lenzuola. Cosa di poco fatto, ma che mi ha fatto sentire, come una di quelle all’angolo del marciapiede che offre il proprio corpo in cambio di qualche gesto gentile.
    Vado oltre a tutto e vedo lungo, ho capito che responsabilità non ne vuole assemere, nemmeno il fatto che 7 anni fà mi ha scaricata, senza un lavoro e senza una posizione.
    Chi ben comincia è a metà dell’opera!

  • 7072
    Giusy -

    @Luna, Luna, che ridere…non hai riconosciuto la nostra cara Anna!!
    Mannaggia…cmq hai ragione,noi non la “volevamo”nuovamente”qui in queste vesti…
    Ormai sinceramente non capisco più nulla…in cosa credere, in cosa sperare…boh…
    Cara Anna, scusami per il paragone ma in questa storia ti assimilo a questo dolcissimo bimbo che non ha colpe, un bimbo che chiede amore e nello stesso tempo ti riempie la vita oon il suo amore e con quella ingenuità e spontaneità di cui solo essi sono capaci.
    …Credo nella famiglia, è giusto che un bambino debba essere amato, è giusto riprovare ma mi chiedo:”Perchè non averci pensato prima??” Perchè forse era più semplice gettarsi in una nuova storia. Non so. Sicuramente sei stata amata , avete vissuto un anno intenso e importante ma mi chiedo:Il rispetto?In questo suo “perdersi”purtroppo io non vedo quel rispetto nei tuoi confronti,non si può entrare e uscire così dalla vita altrui!
    …spero che il suo “perdersi”non comporti ulteriore dolore…e che in questa confusione che fa da sfondo alle loro vite tu e questo bimbo non siate “risucchiati”.
    …Hai le risorse nuovamente per rialzarti!
    Un bimbo non deve essere Mai un gioco e credo che l’ amore che gli hai donato ti possa rendere fiera della persona che sei!
    Un abbraccio.
    Un saluto a Luna e a tutti voi.

  • 7073
    ANNA -

    Ecco, Giusy: il bimbo. Quella e’ la cosa che piu’ mi fa inc….are.
    Me l’ ha messo in braccio che aveva 15 mesi. Irresponsabile ! Ti amo, sei la donna della mia vita, io non ho mai amato cosi’ ( purtroppo nemmeno io ), sei fantastica, sei cio’ che ho cercato da sempre. Noi siamo stati veramente felici. Ma tu sei un padre, hai 36 anni, devi sapere quello che fai! Io lo sapevo e la dimostrazione e’ che, oggi, tutti sono con me. Hanno visto quello che ho fatto. Quanto sacrificio e amore ci abbia messo. La sua mamma ( nonna del bimbo ) quest’ estate mi chiamava e mi chiedeva : “ ce la fai? “. Certo che ce la faccio ! Ho sette gatti e un cane, figurati un piccolo tesoro che problema mi puo’ creare…Adesso, pare, che per lo schock di avere visto tutti insieme, me, lei e lui, abbia iniziato a non parlare piu’ bene. Dico “pare” perche’ amici suoi ( nostri ??? ) mi hanno detto non credergli e che lo fa solo per far sentire in colpa me e per non vedere cosa ha fatto lui a suo figlio.
    Se fosse ancora qui la mia psico, so cosa mi direbbe : ti deve cancellare perche’ gli hai fatto vedere quanto abbia sbagliato. Si vergogna di se’ e sa che tu non puoi perdonare in 5 giorni perche’ sa chi e cosa sei.E il perdono immediato, quello che lei da’a lui e lui a lei, non e’ perdono e’ negazione/rimozione. Nessuno vuole vedere il REALE perche’ il reale FA MALE.
    E’ li’, Luna, che io mi tiro indietro. Sempre la psico mi direbbe : il problema non e’ cosa fa lui, ma perche’ tu lo possa volere ancora dopo quello che ha fatto. E conosco la risposta. Io sono atterrita dal vuoto e dall’ abbandono perche’ aprono scatole vecchie di trent’ anni. Quel pezzo di strada e’ gia’ stato intrapreso nel 2006 ed e’ stato lungo anni. Non ti passa, sai? Ma conoscere il mostro che hai dentro e’ gia qualcosa. Io sopravvivero’. L’ altra volta ho imparato cosa significhi amare. Stavolta anche cosa significhi essere amati. La prossima volta speriamo di unire le cose e che non ci siano piu’ “malattie” in corso…

  • 7074
    ANNA -

    Scusate, sto intasando il forum ma sapete com’e’: per me e’ casa mia, come fare quattro chacchere tra amiche :-)))
    Grazie.

  • 7075
    LUNA -

    ANNA: ma che intasi??? :DDDD
    Sai quante volte ti ho pensata in questi mesi? Poi arrivi e non ti riconosco 😛 che schifezza di amica di forum che sono 😉
    forse ero io rinco, e la sensibilità mi faceva acqua, anche se c’ero, pur non sapendo chi fossi, ma sono un po’ rinco io in questo periodo, forse sei entrata con la delicatezza tua, e talmente delicata sei stata che non ci sono mica arrivata che eri di casa… forse non mi andava di pensare che proprio tu stessi male…
    Comunque eccoci qua. Salve, piacere, sono quella rinco… di Luna 😉 e ora passiamo avanti, che il centro non è il mio rincoglionimento 😛 (sul quale potremmo scrivere un tomo in questo periodo).

    Anna, tu sei una forza della natura. Alla fine, mi sa, sei sempre stata più forte, nel senso di risorse, di tutti gli uomini che hai incontrato, anche di questo. Sei una Ferrari di risorse, che troverà… la pista giusta, dove correre senza farsi male. Io ne sono certa.
    Certo che supererai la cosa e che ti rialzi. Ma non per dovere, tipo ainzvaidrairialzati. sai che palle ne ho, pure io, del discorso: sei forte.
    Eccccchecazzz… quindi gli altri mi possono passare sopra come un rullo? perché sono mix cristallo mix forza? nenenenenè!
    Intendo dire forte nel senso che lo farai perché sei bella, perché hai tanta energia buona. e quella comunque ti difende dal veleno.
    Abbiamo fatto passi, stellina, non si perdono. Io ci credo. Ci credo anche quando – per me – mi pare che non sia vero. Poi guardo però come leggo le cose, rispetto ad un tempo, e mi accorgo che non si perdono, no.
    E ci credo, pure, francamente, anche leggendo come tu rileggi questa storia. Non è una cosa da poco come la guardi e come guardi te stessa.
    E ci credo anche leggendo come
    Elena rilegge la sua di storia.
    Si capisce cosa intendo dire?
    Consapevolezze, di sè, degli altri, che magari una volta non si avevano.

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