La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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Ciao a tutti. Sono già passato tra i sentieri angusti ma spesso utili di questo forum, e tra le vie di queste pagine ho conosciuto Luna, e tanti altri, in un periodo nero, come tanti di voi, che arrivano su queste pagine scrivendo “come dimenticare un amore”, “come scordare l’ex”, eccetera eccetera. Mi chiamavo diversamente. Oggi ho scelto di chiamarmi consapevole, perchè di cose ne ho imparate partendo da qui e poi proseguendo sulla strada pratica della vita, dolore, odio, poi di nuovo amore, poi ancora odio, indifferenza, scoperte più o meno gradite, in una macedonia di sentimenti sempre diversa. Come molti di voi ho vissuto la fine di una storia molto importante, come tanti, ho scoperto una persona diversa da quella che credevo scoprendomi pure io molto diverso da quello che pensavo, ho tradito e sono stato tradito, ho usato altre donne per dimenticare e sono stato usato da altre per consolare, però un esperienza nuova, dovuta a condizioni particolari, eccezionali, mi ha permesso di capire delle cose che con umiltà e modestia, mi sono sentito di donarvi, per ringraziarvi dell’aiuto che mi avete dato nei momenti più grigi della mia storia personale, quando perso come un viandante smarrito cercavo risposte che solamente la mia caparbia mi avrebbe donato, e che solo la vita vera poteva partorire anche se dopo dolorosi travagli. Nella lettera che segue, vi racconterò tutto e spero possa esservi di aiuto.
La mia storia, durata 4 anni, era irrimediabilmente finita, di quelle che nn ci si può fare nulla, dovevo solo rassegnarmi. Ero nella disperazione più totale,nonostante tutto ero ancora innamorato,ma era finita.Io faccio un lavoro particolare,a metà strada tra la politica e la vendita,dove convincere la gente,pianificare strategie,rendere in sostanza cose impossibili possibili,è il mio pane quotidiano.Dopo mesi e mesi di dolore,capii che dovevo fare quello che mi ero sempre ripromesso di non fare mai,sfruttare le mie doti professionali per tornare con la mia ex,così buttai giù un piano “strategico” a lungo termine,diviso per obbiettivi e punti da perseguire,che in più o meno breve tempo,mi portò ad avvicinarmi di nuovo alla mia ex,e mi regalai quelli che sapevo essere gli ultimi mesi insieme a lei, di nuovo,come una magia.Non voglio e non posso soffermarmi nei particolari,posso solo dirvi che dovete credermi,soffrite,disperatevi e sfogate la vostra frustrazione in ogni dove,ma non pensate mai,nemmeno per un solo istante,che un amore finito possa essere resuscitato.Scoprireste che puzza come un cadavere,quindi,anche se non vi date pace perchè nutrite delle speranze,convicetevi che è finita e date a questa fine l’accettazione obbligata che si da alla morte,dopo questa consapevolezza io ho ricominciato a vivere,anche se può sembrare banale,vi dico che un amore finisce perchè non funziona,non importa di chi sia la colpa,non importa se siete stati voi, lui o lei, se è un vero amore non finisce,perchè chi ti ama veramente ti perdona e se tu ami veramente perdoni ogni cosa e vai avanti,quando ti ritrovi da solo nella tua stanza e sei triste,non nutrire rabbia o rancore verso l’altra persona,non è questo che ti farà stare bene,sarà la profonda consapevolezza che la vita è fatta di cose finite e mai eterne,che vi farà crescere e vi trasformerà in individui consapevoli,pronti per una nuova,stupenda,avventura. Un bacio a tutti, e grazie Luna.
Giusto Luna. Dare spazio a sè stessi non significa chiudere gli altri fuori dalla porta. Forse significa puntare su tutti. Su sè stessi e sugli altri. Non solo sugli altri.
A volte delle persone si dice “si è chiuso in sè stesso”. E si pensa che lo abbia fatto per un disagio. Per egoismo, per diffidenza, per paura del mondo. Per un rigurgito di asocialità come unica difesa. O, a volte, come autopunizione per non essere stati capaci di stare al mondo.
Un pò come il divieto di uscita a tempo indeterminato “perchè hai preso 4 in matematica” che usciva dalla bocca del pater anni fa.
Non sempre è così. Io punisco me stesso….
E invece? Invece, magari, ha deciso di pensare un pò a sè nell’ottica di volersi bene.
Perchè si può (e si dovrebbe) pensare sia a sè stessi che agli altri. C’è uno spazio immenso dentro a noi.
E a volte chi si “chiude in sè stesso” non soffre così tanto come si crede…magari nella sua panza un paio di proiezioni di sè, un paio dei diecimila aspetti della propria peronalità, stanno giocando a carte, bevendo vino, facendosi i ca….propri senza un pensiero “non all’amore, nè al denaro, nè al cielo”…..
Cara Luna, ne hai di cose da raccontare prima di rimbambirti…..ti vieto assolutamente di farlo…..Un bacione.
Un bacione a tutti!!!!!!!!!
Ciao, a tutti, sono mancato per qualche giorno sono stato in grecia a fare un po di ferie.Mi sono divertito e ho conosciuto tanta gente nuova e per 10 gironi sono riuscito a staccare un po con la mente, anche se non nascondo che ho avuto anche la i miei momenti di malinconia. Il problema è stato più grosso al mio ritorno, quando sono rientrato in casa e ho avuto a che fare con la mia solitudine casalinga, non sono stato prorpio bene anzi ho avuto una giornata pessima, ma come dice la mia psicologa è normale, quindi vado avanti per la mia strada fatta di alti e bassi. Lei ha provato in questi ultimi 15 gg di farsi sentire con contatti tramite mail con motivazioni più o meno valide alle quali con sacrifici enormi non ho mai risposto.
Mi mancano tutti gli affetti che ho lasciato, ma non ho scelta, il mio cammino deve proseguire verso la mia rinascita, sia nello spirito che nell’anima che nel cuore, vi confesso che la tentazione di rispondergli è tanta, ma cerco di non farlo, me lo devo e se mollassi mi sentirei ancora più deobole di quanto già non lo sia.
Sto lottando, ragazzi, si lottando e combattendo una battaglia durissima e spero prorpio che un giorno i possa vincerla.
Ciaoo
La vincerai Max ne sono certa. Anche se a volte a passi lenti ma la vincerai. Accettati, accetta le “crisi”, sai servono anche queste. Prova a domandarti una cosa, cosa vuoi adesso?! Torneresti in una situazione che hai appena lasciato?! Credi che sia quello che vuoi?! Rispondo per te, scusa la mia presunzione, non credo….e questo lo dici pure tu. Allora, ben venga (si fa per dire)la giornata no, il ricordo che ti appare improvvisamente in testa ma soprattutto nel cuore,la nostalgia, la solitudine, tutto utile, utile per fermarsi un attimo a pensare,” e’ questa la vita che voglio, sono felice?!” decisamente no, ma ieri stavo come oggi? oppure oggi su 24 ore ci ho pensato “solo” 23? Bene, lavoriamo su questo, su questa grande conquista che sono riuscito ad ottenere….e credimi e’ una grandissima conquista il fatto che in quei 10 giorni di vacanze sei riuscito a staccare ed anche a divertirti…sei decisamente sulla strada giusta. Lo so e’ difficile, a volte sembra davvero di non farcela ma pensa a quanto ti vuoi bene, e devi volertene, vedrai che riparti di nuovo con piu’ carica, ogni volta e’ cosi’, non pensare che io sia completamente fuori dalla mia storia, anche io sono ancora li’ che lotto ogni giorno, ogni ora, ma adesso forse ho superato la meta’ della strada, non so quanto ci mettero’ ad arrivare a quel traguardo, forse tanto forse no, ma sai e’ proprio vero che una mattina ti svegli e ti senti un po’ diverso, allora tutto ti aiuta a riytrovare la serenita’, quella cosa che credevi non tornasse mai piu’, la voglia di vivere non piu’ di sopravvivere.
Lilly: a volte ci si chiude perché si sta male e basta, e male si sta in quella chiusura, perché, appunto, le energie stanno ferme.
Come i gatti che quando stanno male si spostano, dove nessuno li vede, a volte ci spostiamo, da noi stessi, in una parte di noi stessi dove non ci vediamo. Implodiamo, fermiamo le macchine, gli ingranaggi, persino lo stomaco, e ne abbiamo anche bisogno.
Come i gatti che non mangiano se hanno lo stomaco in disordine.
Abbiamo bisogno anche di digiuno alle volte, e di silenzio.
Di non cercare niente,di stare fermi e basta. Per ripartire, però, per ripartire.
Il punto è che bisogna saper anche stare e basta, stare e basta in quell’immobilità, se è necessaria, ma per un tempo che veramente non sia per noi malefico e irragionevole per la nostra panza e il nostro benessere.
Come si fa a capire la differenza?
Viviamo in una società che non ha il coraggio di fermarsi, in cui stare fermi è essere ammalati, anche se non fai nulla per un’ora sola. In cui spesso poiché non si ha il coraggio di essere tristi e fermi per dieci minuti, un’ora, un giorno ci si scopre poi depressi di tutto il bisogno di fermarsi trattenuto, per settimane e mesi. E allora poi quando ci si scopre depressi ci si spaventa, perché non si riesce più a riconoscere i propri bisogni, di stare fermi in silenzio, un po’, per ripartire, di trovare nell’immobilità una mobilità interiore, piena di cose, da cui ripartire.
A volte, chiaramente, sono le botte grosse, le delusioni, i dolori ad arrestare la corsa, e a farci correre sul posto nella testa, come “matti” (nel senso di intensità, velocità, non di follia), con le orride sensazioni che sappiamo, con quel senso di non senso che ti travolge. Ogni botta richiede recupero. Non c’è altro da fare, è così.
Se la botta fisica richiede che il colpo si possa assorbire, se la ferita ha bisogno che le piastrine facciano il loro dovere, così accade con le botte emotive.
L’altro giorno mi sono fatta male e ho messo un cerotto, perché
altrimenti, dopo aver disinfettato, la ferita avrebbe continuato a sanguinare e sarebbe stata troppo esposta. Ma se tieni il cerotto troppo alla ferita manca l’aria, e se ti lavi le mani, con il cerotto, e l’acqua passa, poi quando ti ricordi di togliere o di cambiare il cerotto, scopri che la pelle sotto ha un aspetto orrendo.
(che esempio schifezza, ma questo mi è venuto).
Bisogna saper mettersi i cerotti sulle ferite, saper anche cambiarli e quando toglierli. Non dico che sia facile, ma credo che non ci sia altro da fare. Ascoltare quando c’è bisogno di stare fermi e basta, proteggere la ferita, e quando invece c’è bisogno di aria.
La guarigione è fatta di tante cose, del cerotto, del tempo che possiamo concederci anche per implodere e basta, per lasciare che il sangue esca anche per lavare la ferita, del momento in cui ascoltare le proprie risorse di guarigione interne e insieme di far andare l’aria sulla ferita.
Ho visto troppe puntate del dottor Aus, che mi vengono ‘ste metafore ospedaliere?
Non lo so 😛
MAX carissimo: sì, lo so che è dura questa battaglia, ma mi pare che tu sia sulla strada che va bene, no? e la affronti con sensibilità e coraggio. il punto è anche che sei cosciente, credo, delle aspettative che avresti se tu le rispondessi, e sei difeso, dentro, nella tua panza che ti porta a dire no, dal sentire che non vuoi più sentirti frustrato, com’è già troppo avvenuto, perché ti meriti di non esserlo più, di stare bene. Conosci i suoi meccanismi, e non ti vanno più. Hai capito che comunque le persone non cambiano se non sentono la necessità, vera, reale, di farlo. O se non possono, comunque, perché quelli sono i loro meccanismi, e basta.
La consapevolezza ti fa più forte, perché è quella che porta a dire, credo, alla fine io voglio stare bene, ora, me lo merito, ho già dato, sono stanco.
Riposati, Max, è giusto. Pensa un po’ a te 🙂 è dura, ma ti vuoi bene, io lo leggo. E’ tanto, sai? Ti vuoi bene da affrontare questa battaglia.
bacini a tot!
La tua storia Barbibruna mi suona molto familiare, ho vissuto in prima persona una storia simile alla tua.
Ti chiedi che scopo ha continuare a vivere?! Lo scopo sei tu, lo scopo sono le persone che realmente ti vogliono bene, se ti guardi intorno sicuramente ce ne sono….vedi io sono arrivata al punto di fare la cosa piu’ grave a me stessa e a chi mi ama, non stavo piu’ bene nella vita, con me stessa, con la gente che mi circondava, con il mio lavoro, volevo morire per amore, cosa avrei risolto? Significava ancora scappare, come avevo sempre fatto davanti a situazioni che non potevo, anzi non volevo affrontare, molto meglio andarsene, non volevo piu’ soffrire, ma per chi per cosa, non certo per me. Non era quella la cosa migliore per me, sai quando l’ho capito?! Quel giorno in cui mia figlia mi venne accanto mi abbraccio e disse, “mamma ti prego rimettiti, io ho bisogno di te, lo sai che ce la possiamo fare…..” in quel momento io ero la figlia e non era giusto, dovevo fare la mamma, dovevo fare qualcosa per lei ma soprattutto per me. Lei mi amav, mi ama, per come sono, non piu’ molto giovane, con i miei difetti, con i miei momenti di malinconia, le dovevo dimostrare che la vita non e’ poi cosi’ terribile come gliel’avevo prospettata, a volte e’ difficile ma superabile, e quando a volte nei momentacci mi passa il pensiero cosa ci faccio qui?! Adesso lo so’, ci sono per fare la donna, la mamma, la figlia, e forse chissa’ un giorno potrei esserci per fare la compagna, ma soprattutto ci sono per vivere!!!!con affetto LULU
http://www.youtube.com/watch?v=taMIe8OtPt8&feature=fvw
mi piace questa canzone 🙂
Gira che ti rigira il punto è sempre lo stesso.
Qualsiasi cosa si faccia, qualsiasi atteggiamento si assuma è la motivazione che fa la differenza.
Stare chiusi per non disperdere e caricarsi di energie.
Stare chiusi per utilizzare le energie contro sè stessi implodendo.
All’esterno cosa vedi? Uno chiuso e basta!
Ma quell'”uno”, dentro di sè, nonostante la confusione, la paura, la depressione, l’ira, il rancore, l’atonia e tutto ciò che si può provare, sa il perchè di quella chiusura.
Magari non realizza il perchè, non lo percepisce, non lo vede, non l’avverte…..ma lo sa.
Garantito!!!Mi è successo!
Ancora oggi sono chiusa. Nonostante la parlantina eccessiva di cui abuso in questi post, nonostante il lavoro che faccio e che mi porta sempre in mezzo ad un mare di gente.
Sono chiusa all’esterno perchè in fondo ho (ancora) paura che gli altri mi travolgano in due secondi netti. E allora sto lì, ben chiusa in me, a rienergizzarmi ancora un pò finchè non mi sentirò pronta.
Ma lo faccio perchè mi voglio proteggere e perchè mi voglio bene.
E perchè l’esaltazione del momento non è mai tale da nascondere i vari limiti che sento ancora di avere.
Ma che cavolo conta poi?
Io sto bene così. Per adesso.
Bacioni a tutti!
LILLY: già, capisco 🙂
sì, darsi il tempo di sentirsi pronti, se comunque dentro si sta in apertura e in movimento, credo proprio sia un gesto d’amore 🙂
comunque anche la tua parlantina nel forum (di cui peraltro non abusi affatto :D) è molto più rilassata di mesi fa, te ne sei accorta?
Io (con affetto) sì 😀
bacini
Luna, l’ho ascoltato, bellissimo, l’immaginazione all’inizio del video mi aveva un po’ turbata, pero’ poi mi e’ piaciuto molto. Un baciotto.
LULU: 🙂 a me piace molto 🙂
è vero, l’inizio è un po’ inquietante… ho provato la tua stessa sensazione. Figo anche in questo, il video, per l’evoluzione del tutto inaspettata 🙂 in senso positivo.
mi piace anche per questo 😀 😀 😀
il testo, poi, secondo me, è davvero bello e “interessante”.
In questo forum intervengono persone di tutte le categorie. La categoria dei malati, quella delle persone in cura, quella dei convalescenti, quella dei riabilitandi e riabilitati etc etc etc.
Qual è la categoria più a rischio di crollo (mentale, panzifero, entrambi)?
Tutte!
E di maggior crollo?
Tutte!
Non è un pensiero negativo! Anzi , il contrario.
Rileggo spesso i post di chi s’inciampa nel suo percorso riabilitativo e, inciampandosi, si deprime o si demoralizza o si spaventa. I famosi “due passi avanti e tre indietro”, la “camminata del gambero”, tutte quelle sensazioni in cui capita spesso di incappare.
Conosco bene questa brutta sensazione e l’ho analizzata. E’ una sensazione che sembra nemica e quando c’è un nemico di mezzo o lo si affronta o si scappa. E tante volte la fuga sembra la soluzione migliore….
Però, pensandoci meglio, mi sono detta “azz….quella sensazione (benché indotta da altri) nasce da me. Ed io non sono nemica di me stessa anzi mi sono amica. E con gli amici che faccio? Scappo? No (se non gli devo dei soldi….)”.
No. Dagli amici non scappo, gli amici li incontro ed io mi sono incontrata con quella sensazione.
E sono arrivata alla conclusione che se dopo uno di quei passi indietro sto male è perché in generale sto meglio. Ed in quel meglio in avanzamento sto bene.
Mettete il caso che stiate stendendo un lenzuolo dal balcone. Ecco….nell’enfasi del gesto perdete l’equilibrio, piombate di sotto e finite all’ospedale con braccia, gambe, costole e testa fratturate.
Se in questo contesto vi cade una flebo su un piede e vi ferisce una falange dell’ultimo dito del piede sinistro direi che non è un dramma. Forse neanche ve ne accorgereste.
Ma se state bene e mentre state facendo visita ad un ricoverato la stessa identica flebo vi plana sullo stesso identico dito 99 su 100 scatta il drammone! Quanti di noi non si metterebbero a gridare come se un panzer ci avesse centrato in pieno???
Questo per dire che un dolore su un corpo sano o in guarigione fa più casino di un dolore su corpo dolorante.
Un passo indietro mentre si sta andando avanti fa più impressione e genera più disagio di un passo indietro mentre nella confusione generale non si ha la più pallida idea di dove si stia andando e magari neanche la percezione che si è fermi da giorni, mesi, anni…
E, a volte,Max, la tentazione di rispondere ad un contatto di chi ci ha fatto male sembra tanto un passo indietro. Ma è una tentazione legittima. Sarai tu stesso a dire a te stesso cos’è meglio per te quando avrai abbastanza equilibrio da capire dove finisce un atteggiamento imposto dal rancore, dalla voglia di vendetta o dalla paura di soffrire ancora e dove comincia un atteggiamento nato dal rispetto di te stesso e delle tue esigenze.
Cara Luna. La mia parlantina si è rilassata perché non ho più paura di dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato e subirne pesantemente le conseguenze. Non sai quanto mi fa piacere che tu te ne sia accorta. L’affetto è bellissimo! E reciproco :-)))).
Ps. bellissimo il video e bellissima la canzone.
Un bacione a te e a tutti. Bye Bye.
Un passaggio veloce…
Un saluto a tutti…Nuovi, vecchi e seminuovi… ;DD
Lilly “Io sto bene così. Per adesso.” ed è’ quello che conta.
Barbibruna, non chiederti cosa c’è che non va in te.Non c’è nulla che non vada. E se gli altri non ti “apprezzano” per ciò che sei, ricordati… gli altri non sono il “mondo”
Baci.
Ciao a tutti!!!!!!!!! non passo da un bel po’… ma solo perchè ho fatto un mare di cose 😀
Volevo dirvi che, tra alti e bassini passeggeri, ho trascorso un’estate bellissima… 6 mesi fa non lo avrei creduto, anzi, anche 2 mesi fa non lo avrei creduto 😀
Solo questo.
Un bacio a tutti 😀
Ieri era il mio compleanno e lei ha voluto farmi il regalo, si mi ha chiesto se poteva venire a trovarmi io ho commesso l’errore di accettare, sapete quale era il regalo,dopo mesi di non risposte dopo mesi che mi diceva che non sapeva se mi amasse e che non era perchè aveva un altro, è venuta a dirmi che prprio lui, quello che doveva essere solo un amico, quello che si è infilato nella nostra vita è il suo uomo e che ci va a letto, mi ha ucciso dentro, con tutte le persone che poteva sciegliere a preso proprio quella che poteva farmi più male, quella che mi ha sempre detto che non dovevo preoccuparmi perchè era solo un amicizia. quello bastardo si è preso la mia donna fingendosi amico mio e venendomi in casa, ora scopa con lei.
Oggi vorrei morire per come mi sento, sto veramente male, non pensavo di dovere ancora provare queste sensazioni, lei ha pianto lacrcime di coccodrillo tutto iari sera fingendosi dispiaciuta per me, gli ho detto di eliminarmi dalla sua vita e che la smetta di dirmi che mi vuole un bene dellanima, non si trattano cosi le persone a cui si vuol bene. mesi e mesi di sofferenze e bugie e quando decidi di dirmi la cose come stanno, il giorno del mio comopleanno. No tutto questo non è giusto e non mi merito di essere umiliato cosi. Non ho chiuso occhio conosco quella casa dove lei è con lui e conosco lui, credetemi non la stessa cosa se fosse stato un altro, è molto peggio, perchè quando chiudo gli occhi mi sembra di vederli li in quelle stanze che io conosco e mi fa un male atroce.
Oggi sto veramente male.
ciao io è da tre giorni che cono in crisi con il mio ragazzo stiamo insieme da un anno e due mesi le liig sono state tante quasi smpre per il slito motivo la sua migliore amica.però molt volte anche perchè io mi arrabbiavo per ttto ora che lo sto perdendo mi rendo conto che non è giusto devo dare più spazio a lui tanto mi ama e me lo ha detto però vuole qualche giorno per capire fino ieri sera siamo usciti insieme per oggi abbiamo deciso di non farlo ci sent e basta.
ora io sentendo i consigli di un amica in comune che ha già vissuto questa situazione non mi sto facendo sentire lui perrò mi dice che fa e mi chiede che faccio io io rispondo però senza fare altre domande.
help ho paura di perderlo per sempre come devo fare?
è urgente rispondete per favore
ADA: 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 sono proprio contenta :DDDDDDD Bacini
LILLY: 🙂
@Questo per dire che un dolore su un corpo sano o in guarigione fa più casino di un dolore su corpo dolorante. Un passo indietro mentre si sta andando avanti fa più impressione e genera più disagio di un passo indietro mentre nella confusione generale non si ha la più pallida idea di dove si stia andando e magari neanche la percezione che si è fermi da giorni, mesi, anni…
già… anche perché quando si comincia a guarire, solo allora, si capisce, credo, veramente, quanto si è doloranti e stanchi. quando lo si è stati per giorni, mesi, anni senza saperlo. quanto ci si credeva sani solo perché si stava in piedi, o perché l’adattamento e il blocco contenevano il dolore, come un analgesico preso due volte al giorno, che poi diventano quattro, otto, cento al giorno…
ad un certo punto la compensazione non funziona più, l’analgesico non fa più effetto, allora scopri che hai ancora il mal di denti, anzi a volte scopri proprio di averlo il mal di denti. che non era solo un mal di cuore era anche un mal di denti, e che per via del mal di denti hai mangiato solo a destra, e allora mangiare a destra ti ha storto anche un po’ la postura, e che storgendo la postura ti è venuto mal di testa, che hai dormito male la notte, perché pure dormendo hai assunto una posizione “antalgica”…
“accidenti, ahò, ho appena scoperto che sono proprio un bel rottame!”.
Meglio che non saperlo. Il rottame quando se ne accorge può cominciare a prendersi cura di sè per tornare un argento splendente 🙂
olio di gomito e amore, per sè.
E cambiando metafora… io quando comincio a mettere a posto gli armadi, e tutte le cose sono sparse per la stanza, spesso vorrei solo scappare via e mollare tutto là…
che casino, ragazzi…
ma poi, una cosa al suo posto e un posto per ogni cosa, vuoi mettere la soddisfazione interiore (anche per averlo fatto quel lavoro) quando è tutto a posto? non a posto secondo i codici del messo a posto
ma come mi fa stare bene, come piace a me, come considero quello il MIO armadio, in cui è un piacere ritrovare le cose vecchie e metterne delle nuove…
magari se un’altra persona apre il mio armadio quando è in ordine potrebbe dirmi: senti, ma non è che ora di mettere a posto questo armadio? 😛
ma ognuno ha il SUO concetto di armadio, no? 😀
Quando ero piccola non sopportavo, quando mi veniva voglia di mettere a posto le mie cose, che mia madre mi dicesse: “finché non hai finito non esci!”.
Perché? io non sarei mai scappata mollando tutto lì, non mi sarei mai dimenticata di quel lavoro lasciato a metà, non avrei camminato sulle cose sparse dicendo “che me frega”… io posso essere disordinata, senza rendermene conto, e quanto, ma quando metto in ordine se inizio finisco, perché metto a posto più per stare bene che per dovere.
E anche perché ho un senso del dovere che, comunque, nella vita mi è stato utile, perché se non ho voglia, ma ha un senso, mi lego alla sedia per il risultato. Solo che ho bisogno anche di avere io la possibilità di sciogliere le corde.
Lei mi diceva: non esci finché…
e invece Lunina si diceva: ma, cazzarola (no, a 8 anni non dicevo cazzarola :P), perché non posso andare in giardino venti minuti ad arieggiarmi il cervello? (quello era il concetto panzifero :P) che poi torno e mi “rilego” a mettere a posto? e magari mi diverto pure?
Forse è per questo che le cose migliori della mia vita, quelle in cui mi riconosco, mi sono venute fuori quando avevo io la possibilità – o la sentivo – di stringere i denti e le corde, ma anche di mollare.
Bacini a tutti :DDDDDDDDDD
Ciao Serena. Se fino a ieri siete usciti insieme e oggi vi siete sentiti direi che il problema sta più nell’ansia che esce da ogni singola lettera del tuo post più che nella realtà dei fatti.
Io non credo nella potenza del silenzio quando ho qualcosa da dire.
Nel senso: mi va benissimo il silenzio, la pausa, il non parlare a vuoto pur di parlare. Ma se ho qualcosa da dire preferisco dirla. Soprattutto quando dall’altra parte c’è qualcuno che ascolta (non mi pare che il tuo lui si sia dato alla macchia nella foresta vergine….).
Io ho due vicine di casa. Entrambe si sbranottavano a periodi con il marito.
Una con la tecnica del silenzio è arrivata al divorzio l’altro ieri e l’altra con la stessa tecnica ha tagliato il traguardo delle nozze d’argento un mese fa…..
Questo per dire: non ci sono tecniche da seguire. Segui il tuo istinto e la personalità di entrambi.
Le parole o i silenzi verranno da sè.
Quando le persone sono ragionevoli le parole ed i silenzi vengono da sè.
E’ quando prevale lo scaz.., l’ira, oppure uno dei due (o entrambi) è carico di aggressività o, al contrario, di vittimismo…insomma, quando la sfera emotiva è alterata che c’è il rischio che il dialogo deragli e vada alla deriva o che il silenzio occulti tutto.
Luna. Con l’esempio del mal di denti hai beccato in pieno il senso del mio discorso. Tra l’altro mi è anche capitato…..anzi, se devo dirla tutta è stato proprio il “ma come si fa ad arrivare a questi punti???? Ce li hai in bocca ‘sti denti! Possibile che non sentissi niente???” che mi ha detto il dentista un pò di tempo fa che mi ha scatenato un sacco di riflessioni a catena.
La vita (nostra e altrui)e tutte le sue metafore, vissute ed ascoltate, ci da un sacco di consigli, di spunti e di esempi. E se si è così sereni da potersi fermare un attimo, riviverli con la mente ed adattarli alle circostanze riusciamo a trovare un sacco di risposte.
Ciao a tutti!
questa sera siamo tutti insieme a casa mia e con lui ho parlato lui dice che al momento non sa cosa è meglio comunque mi sa che abbiamo deciso di continuare cambiando io e vedere che succede….
vi aggiorno domani quando la situazione sarà più chiara
MAX: cosa posso dire? quando leggo un post come il tuo rimango senza parole per quanto mi dispiace. Mi fa male un post come il tuo. Poi le ritrovo le parole, e infatti sono già qui, ma veramente le molestie morali che questa donna continua a farti mi hanno nauseata. Sì, scusa, a me che non centro.
Per favore, nella maniera più assoluta non avere più contatti con lei e con le persone che le gravitano intorno, per favore.
Tu non hai sbagliato di per sè ad accettare un incontro, è lei che con la scusa di essere sempre la più debole, in ogni situazione, sempre e comunque, continua a trattarti come quello che può sopportare qualsiasi cosa. Crisi, parole, sensi di colpa, il suo non accettare, con se stessa, di avere fatto delle azioni, e di avere fatto delle scelte. Sì, anche se, se ho capito bene, alla fine pare quasi che non le abbia mai compiute, perché non è mai stata diretta, e se ho capito bene alla fine sei tu che te ne sei dovuto andare quando hai raggiunto il limite della sopportazione.
Tu lo sai che non puoi, invece, che non puoi sopportare la SUA negatività, la sua instabilità.
Non so quanti anni abbia questa donna, ma direi che non ha 12 anni, è sicuramente in età adulta. Si prenda le sue responsabilità e non rompa le balle a te. E se non è capace di prendersele, e vuole caricare te, avanti, come a questo punto mi viene da immaginare abbia sempre fatto, anche quando tu non te ne accorgevi, perché non era questa l’entità delle cose per cui ti chiedeva di essere il più forte e il più comprensivo, per favore BASTA. Max, quando un giorno starai meglio, ma veramente, quando ti sarai ripreso il tuo equilibrio, non è detto che tu non possa parlare con questa persona, ma ora no.
Ora no, perché ti butta merda addosso. Perché quella cosa della casa, del fatto che sia lui proprio lui ecc e che ora tu ti fai inevitabilmente i film in testa sai cosa mi ricorda?
Mi ricorda quando io stavo male, per un lutto, a dovevo stoppare chi voleva raccontarmi come si erano svolte
le cose… c’era in me, come probabilmente c’è stato anche in te, ieri (a meno che lei davvero non sia venuta a dirti anche ciò che tu non hai chiesto, e allora è ancora peggio) anche la “voglia” di sapere… perché era stata una morte talmente allucinante, assurda, che resti là, di pietra e sconvolta e dici: ma com’è possibile? ma com’è successo? e ti chiedi se ha avuto il tempo… se ha avuto il modo… se ha sofferto oppure no. Poi però ti rendi conto anche di una cosa, e cioè che alla fine è in poche parole che si riassume quello che è successo, non nei particolari.
E più elementi hai a riguardo, invece, e più puoi farti dei film in testa, e più ti fai dei film in testa e più ti fai male inutilmente. Nel tuo caso la questione è che una persona che da anni ti diceva di essere in crisi, e ti molestava attraverso il fatto di esserci,ed esigere da te, ma non esserci veramente, nella tua vita, ad un certo punto si è messa con un altro. E un altro così vicino. Max è ovvio che questa cosa non potevi assorbirla in tic tac, e che i pensieri che ti fanno male ci stanno, inevitabili… però, come quasi sempre accade in queste situazioni, mi pare che tu stai meglio(comunque meglio) come ti allontani dalla fonte della tua frustrazione, e peggio quando quella fonte in qualche modo si avvicina a buttare benzina sul fuoco. Pensa a te, non a chi si scopa lei.
SERENA: non so nel tuo specifico caso, ma alle volte quando i litigi sono momenti in cui ci si vomita addosso le cose senza riuscire a fermarsi, ma neanche a capirsi, e la tensione è diventata molto alta, un piccolo allontanamento “in sicurezza”, come mi pare sia il vostro, può essere utile per entrambi, portandosi su un dialogo apparentemente più “asettico”, mantenendo comunque il contatto. Il dialogo che non gira sempre attorno alle questioni calde e così ci si “ossigena” il cervello un po’. Si lascia spazio anche per pensare, ciascuno per sè, a quello che si vuol dire, ma con più calma, in un secondo momento.