La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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ti faccia stare bene? Che ti stacchi da una persona che farà per sempre parte della tua vita ma non è la tua vita?
LULU:”Non e’ un percorso facile, almeno per me, ma non impossibile, adesso ne sono certa”.
Anche io, adesso, ne sono certa.
Ora che non mi deprimo più se, a volte, quando lo vedo, il cuore si esibisce in giochi da circo.
Non mi batte forte il cuore per lui.
Mi batte per le emozioni che IO ho provato quando stavamo insieme e che erano sincere.
Mi batte il cuore forte per me. Solo per me.
E’ stato un meschino ed io non ho voluto vedere. Non mi do addosso ma neanche mi consolo crogiolandomi nella sofferenza. Semplicemente vado un pò più in là per vedere cosa mi offre la vita.
JOE S.:”ragazzi occhi aperti non sappiamo mai chi abbiamo vicino :)”.
Aggiungerei: ragazzi, mentre tenete gli occhi ben aperti state attenti a voi stessi perchè spesso ci autofanculizziamo vedendo a tutti costi ciò che non è…..”!
LUNA:”Dimenticare che sia possibile procurarsi il “cibo” da soli, nutrirsi con gioia, e che le persone non si lanciano il cibo dopo aver portato l’altro alla fame e che si dice pure grazie, fa parte del… molesto e complesso meccanismo delle molestie psicologiche.”.
Tutto VERO anzi VERISSIMO!
E, a volte, l’incidenza delle molestie morali è così forte che quando l’altro smette di metterle in atto noi stessi le autoproduciamo mentalmente. Continuamo a lanciarci il cibo da soli sul pavimento magari con un insulto.
Forse perchè così ci illudiamo che lui sia ancora lì. Ricostruiamo una scena che lui, andandosene, ha distrutto.
O forse perchè sappiamo che se lui tornerà dovrà trovarci così, piegate in due, perchè è quella la situazione che gli piace, che lui stesso ha creato. Con la nostra collaborazione, però.
Il meccanismo delle molestie morali è talmente complicato che spiegarlo o descriverlo sembra impossible.
Non è impossibile uscirne, però.
Bisogna metterci tutta la voglia. Tutto il coraggio. Tutto l’amore per noi stessi che possiamo provare.
http://www.youtube.com/watch?v=Xcd7ucSfgLo
Heaven out of Hell (Il Paradiso al posto dell’inferno)
ciao a tutti!!!!
E’ da un pò che non mi faccio viva…ma ci sono sempre..tutte parole vere le vostre!!!E’ tanto difficile ricominciare….ricominciare da soli…ma dobbiamo farlo per noi e per i nostri ( x chi ne ha)dobbiamo amarci…più di quel che ebbiamo amato…I ricordi belli e brutti saranno sempre con noi,ma dobbiamo ricominciare a vivere….anche perchè chi abbiamo amato…L’ha già fatto senza pensare a cosa ha lasciato….Senza pensare al male che fatto!!! Ora vi saluto finalmente sono cominciate le ferie:=)parto con mio figlio…e sono sicure che io e lui ci divertiremo un sacco,lasciando a casa tutto il nostro dolore!!!
1 bacio a tutti Mary
in tutto ciò quello che ho capito è che a volte non dobbiamo vedere e sentire ciò che vogliamo o vediamo effettivamente, il mondo non si ferma ai gesti alle parole a ciò che obiettivamente vediamo, se fossimo semplici fotografi riusciremmo a interpretare la realtà per ciò che vediamo, alle volte quando c’è una vera sintonia con intensità e scambio di sensazioni in una perfetta fusione d’anime riusciamo a essere radiologi e a leggere negli occhi…già gli occhi si dice sono lo specchio dell’anima ed è ciò che di + vero può esistere…io nei suoi occhi ho letto ciò che sento…io nei miei occhi non nascondo il dolore…il viso può esprimere sorriso i modi possonod are serenità, la mente può essere autocostretta a stare bene e non pensare al dolore, il fisico può essere forzato a riprendersi…ma gli occhi solo gli occhi dicono ciò che di + vero si nasconde nell’altra persona….
io mi sono segnato tutto ciò che ho pensato, soffereto e pianto in questi lunghi 140 giorni..e ora è tutto annotato, la mia anima non dimentica la mente magari potrà ma ci saranno le aprole a ricordare quanto male ho rpovato…se un giorno andrà a finire come io sospetto uscirò quel blocchetto e insieme leggeremo come ha distrutto a pezzi me stesso…se io sarò propenso e se lui sarà capace torneremoinsieme..altrimenti DESTINO…
CIAO 😀
LILLY: @E, a volte, l’incidenza delle molestie morali è così forte che quando l’altro smette di metterle in atto noi stessi le autoproduciamo mentalmente. Continuamo a lanciarci il cibo da soli sul pavimento magari con un insulto.
Vero, ma ci si toglie il condizionamento da questo 😀 Anche perché si è stati condizionati con “regole” e abitudini aliene e alienanti, è vero, ma le “regole”, autoregole del benessere sono molto più naturali e intrinseche di queste, e se a volte stanno sotto o sembrano stare sotto comunque ci sono. Uno/una può anche farti respirare in maniera strana o dolorosa per mesi o anni, ma alla fine respirare bene è naturale, anche se ti sembra di averlo dimenticato lo sai come si fa.
Sulla stessa forza concordo, Lilly. Sì, quanta energia usata per difendere quegli amori? anche dall’evidenza che non fossero più amori, ma sequestri.
Quanta energia usata per difendersi, sopravvivere?
E quanta energia ripresa, ora, quindi per farsi del bene, e vivere. Magnifico 😀
Sul fatto di caderci lo sai come la penso, Lilly. Penso che è vero, uno ci cade, e capire, nel tempo, dove e su cosa è caduto, è utile, perché svela il meccanismo.
Ma bisogna anche stare attenti ad usare quel senso di responsabilità attiva come risorsa (io posso stare al volante della mia vita, e scegliere diversamente) e non leggerci erroneamente un senso di colpa o stupidità. Lo dico questo perché molto spesso purtroppo uno dei retaggi immediati della molestia morale, nel momento in cui uno comincia a riconoscere in cosa era caduto, è questo. Il fatto di dirsi: lui/lei è stato/a una merda, ma io ho permesso! E h mi flagello per questo…
Ma al contempo se uno cade nelle molestie morali non è solo perché non è stato attento potendo essere attento, ma perché gli mancava quel tipo di attenzione, e non era facile decodificare quei segni allora. La molestia morale e la violenza psicologica colpisce moltissime persone, e finora io non ho ancora conosciuto nessuna vittima che
fosse stupida o autolesionista. La cosa buona, passatemi il termine, delle molestie morali e violenze psicologiche è che quando capisci in cosa sei caduto, e cominci a lavorarci su, seriamente, per stare bene, puoi riprenderti la tua vita e soprattutto imparare a difenderti da ciò da cui prima non eri riuscito a difenderti. Sì, anche a notare, Lilly, esatto. E ad ascoltare l’istinto, non confondendolo con cose come la paura dell’abbandono, per esempio.
E’ vero, se uno mi spara io posso anche dirmi, mentre mi portano in ambulanza, che avrei potuto schivarmi. Ma di fatto se non mi sono schivato forse è anche per una serie di variabili, in questo caso proprio intrinseche alle molestie morali. E allora io credo che conti di più sapere che in futuro, poiché avremo imparato a riconoscere molto bene un fiore da un revolver, e la sensazione che si prova a ricevere un fiore, un revolver puntato, o un revolver travestito da omaggio floreale, sapendo anche molto molto bene quanto sia destabilizzante sentirsi puntare in faccia un revolver, sapremo scegliere di andarcene prima, prima che uno tiri fuori la pistola dalla fondina. Anzi, sceglieremo persone che non girano armate. E se uno andrà fuori di capoccia passando dall’essere un fioraio a diventare un potenziale serial killer capiremo che forse è un problema suo. Salveremo noi stessi, ci sposteremo.
MAX: scusa, ma c’è un dettaglio che non è un dettaglio, secondo me, nel tuo post: perché sua madre ti ha chiamato? Ha seguito le sue, della madre, motivazioni, anche in ottima fede ok,ma la prossima volta, cortesemente, metti avanti il tuo benessere.dille che in questo momento, poiché tu e lei non state più assieme, sapere cosa fa o non fa non ti riguarda.
Il rispetto non si merita, il rispetto è un qualcosa che ci spetta, sempre. E se qualcuno non ce lo dà il problema è suo, non nostro.
Capisco il tuo dolore, mi dispiace. Non hai visto xché eri confuso già prima, da una non vita con lei. Come un pugile suonato. Arieggia.
Ciao a tutti.
Lo già scritto, ma volevo comunque ringraziare tutti perchè i vostri commenti, i vostri punti punti di vista sono molto incisivi…
Max è Jose.. con le vostre mail devo dire che mi avete colpito, in quanto state vivendo una situazione simile alla mia.
Una cosa è certa gli amori, i sentimenti e anche i rancori passati non vanno cancellati come molti dicono, ma vanno metabolizzati perché sono parte integranti della nostra esperienza e personalità e ci aiutano ad essere migliori con noi stessi e con la prossima persona che incrocerà la nostra vita….
Luna hai pienamente ragione sul fatto che il rispetto è un diritto… ma penso anche che in alcune circostanza sapere come si comporta il tuo ex compagno ti può aiutare a capire che forse il piedistallo su cui lo avevi messo era un po’ troppo alto… e quindi ti permette anche di razionalizzare il distacco e di continuare…
Ps. parlo così perché alcuni amici,col dovuto tatto, mi hanno informato che la mia ex si è già “accasata” e ciò mi ha fatto capire che x lei il nostro rapporto doveva valere veramente poco… io mi tormentavo per trovare le risposte ai perché e per salvar il rapporto, lei pensava a come rimpiazzarmi…
GIANNI: CIAO 😀
@Una cosa è certa gli amori, i sentimenti e anche i rancori passati non vanno cancellati come molti dicono, ma vanno metabolizzati perché sono parte integranti della nostra esperienza e personalità e ci aiutano ad essere migliori con noi stessi e con la prossima persona che incrocerà la nostra vita….
Verissimo 😀
Metabolizzare è importantissimo, perché fa meglio, anche per la salute, che rimuovere in toto, ma lasciare “sotto” a macinare, o provare, per anni, un rancore che ti contorce le budella e sfasa i rapporti a venire…
detto ciò è ovvio che il processo di metabolizzazione sia fatto anche di sensazioni di rabbia, rancore, sensazioni spesso anche molto contrastanti.
Per quanto riguarda il rispetto sono d’accordo con te anche su quello, quello che intendevo dire è che quando si dicono frasi come “non ho meritato neanche il suo rispetto” è diverso da dire “lei non mi ha dato il rispetto che meritavo e merito”.
Lo so, sembrerò pedante con questa faccenda delle stesse cose dette in modo diverso, ma secondo me davvero non è la stessa cosa.
Anche per il messaggio che diamo a noi stessi, e per il “potere” negativo che diamo agli altri su di noi. Che poi se lo siano presi è un fatto, ma ci sono moltissime persone, al mondo – discorso generale ora – che soffrono andando in giro dicendosi “le persone credono che io non meriti rispetto” o persino “per qualche motivo io sembro non meritare rispetto”.
E per questo sottolineavo che tutti meritano rispetto, e che se qualcuno non ti rispetta, ti fa del male sbattendosene le balle, non ha sensibilità ed empatia, ferisce e se ne fotte non dipende da te, da qualcosa che manca a te (tu generico), ma dalla sua visione del mondo, da come LUI o LEI guardano gli altri.
Poi, certo, chi ha delle dinamiche sbagliate può inserirsi nella fragilità degli altri, ma un modo per non lasciare spazio a queste persione (almeno la prossima volta) è ricordarsi sempre che tutti meritano rispetto, e che chi non lo dà manifesta
una sua lacuna, la mancanza di rispetto per gli altri, e non una tua lacuna, il non meritare rispetto.
Poi, ripeto, può darsi che una persona si sia fatta fare male o abbia lasciato troppo spazio alle nevrosi, pretese, crisi, egoismi, isterie, ambiguità, egocentrismi fagocitanti, problematiche proiettive dell’altro, comportamenti dannosi, e vale la pena allora di capire che la prossima volta di fronte a queste cose l’amore non significherà “poiché ti amo accetto la tua violenza”, perché se uno sbaglia sbaglia, e perché l’amore non vive solo di rendita, ma di costruzione quotidiana, di scambio, tutte cose in cui entrambe le persone sono egualmente coinvolte, ed entrambe le persone devono sentirsi bene, non con una che sopporta tutto e l’altra che fa quel caz che gli pare, non con una che ha empatia per tre (ma spesso dimenticando se stesso) e l’altro per nessuno, non con una che nutre l’amore e l’altra che nutre il disaccordo, non con una che ferisce e l’altra che perdona tutto, con una che rassicura e l’altra che toglie sicurezze.
Perché quando ci si domanda troppo come salvare un rapporto, e si sta parlando da soli, forse il punto è che quel rapporto – se per rapporto intendiamo una relazione tra due persone, alla pari – forse già non esiste più. Prima di scoprire di essere stati traditi. Anche se poi il tradimento fisico è la cosa eclatante che ti fa dire: che schifo!
Capisco anche la cosa del piedistallo, quello che dicevo a Max è che comunque, una volta saputa questa cosa, deve anche proteggersi da chi vorrà dirgli più di quanto lui ha davvero bisogno per metabolizzare.
E’ stato uno shock sapere. Anche utile? certo, ma ora lui deve riassorbire lo shock, e sapere quel che gli serve sapere, e dire no a ciò che diventa troppo, e non serve. Non ciò che, stimolando la sua fantasia, lo fa stare più male in un momento in cui comunque è in risalita, ma anche fragile. Lui è uscito da una guerra. Si renderà conto che fuori dalla galera di quelle dinamiche sta meglio.
Ciao Lunetta. Concordo su tutto. Soprattutto sul non autoflagellarsi. Dopo anni passati a giustificare, motivare e perfino esaltare atteggiamenti altrui ben poco ortodossi il darci addosso al primo sgarro sarebbe aggiungere dramma al dramma.
E’ verissimo. Capita molto spesso. E uno dei primi passi da fare per tirarsi su è proprio questo. Evitare di sparare addosso alla nostra immagine riflessa nello specchio come se ci trovassimo davanti al nostro peggior nemico.
E’ vero anche che le molestie morali, una volta ammesse e affrontate, hanno un lato “positivo”.
Ti svelano a te stessa. Alla fine hai una visione più completa di te. Alla fine ti conosci veramente.
Hai presente quando ad una persona dici “non ti conoscevo sotto questo aspetto?”. Ecco. La stessa frase l’ho detta a me stessa. Senza rancore, senza delusione ma solo con lo stupore di non aver mai conosciuto l’unica persona con cui ho convissuto ogni secondo da quando sono nata…….
Uno stupore positivo, però. Quello che porta alla curiosità di vedere un pò più in là, di studiarsi.
La stessa curiosità che in genere dimostri per le persone a cui vuoi bene e che vuoi conoscere a fondo (amici, amori, parenti).
In quel momento ti rendi conto che ti stai volendo bene come ne vuoi va loro. Ed è un imput.
Alla fine input dopo imput ti sposti sempre un pò più avanti.
Ora e solo ora capisco per davvero cosa intendevi quando mi hai detto (mesi fa)di smetterla di vederti come un obbiettivo da raggiungere, che eri una persona che stava facendo il proprio viaggio e seguendo il proprio percorso a tappe.
La strada è potenzialmente infinita.
Il non raggiungere un obbiettivo, il continuare a viaggiare non sono segni di debolezza, di instabilità, di poca serenità. Anzi……
Ma uno dei tanti aspetti delle molestie morali è proprio la confusione estrema.
Quando tenti di uscirne e sei all’inizio cerchi a tutti i costi un qualcosa di fermo che serva da punto di riferimento.
Poi alla fine ti accorgi che il punto di riferimento è superfluo. Lo puoi superare e andare un pò più in là. E magari tornare qualche passo indietro, se serve. Un viaggio vero e proprio. In piena libertà. Non c’è un obbiettivo fisso.
Ciao Markos. Fai bene a scrivere tutto su un notes. Per svuotarti, per conoscerti meglio, per evitare di sprecare troppe energia nel tentativo di ricordarti tutte le emozioni nel terrore di perderne una per strada…e magari, se accdrà, per parlare di queste emozioni insieme a lui. Oppure insieme a qualcun’altro che un giorno vorrà conoscerti nel profondo.
Gli occhi, Markos. Non lo so se sono veramente lo specchio dell’anima. Ho la sensazione che spesso si tenda a vedere nello sguardo altrui un’anima più aderente alle nostre aspettative, ai nostri bisogni che alla persona cui quell’anima appartiene.
Mesi fa quando vedevo il mio ex leggevo nel suo sguardo il rimpianto per una storia(la nostra) stritolata dall’ineluttabilità di un destino beffardo ed infame.
Ora, quando lo incrocio, vedo lo stesso identico sguardo…ma l’altro giorno, per esempio, ho letto in quello sguardo solo la sua grande voglia che spostassi la mia capoccia dal suo raggio visivo dato che stava ostacolando la lettura del prezzo del prosciutto in offerta nel negozio di alimentari alle mie spalle….
La mia impressione Markos è che tu ti sia “seduto” sopra te stesso e che ti stia ostinando a non rialzarti. Ho l’impressione che tu ti stia comportando nel modo che “contestavi” a lui. In modo passivo e dipendente.
C’è tutta una vita intorno a te. Cerca di viverla nel modo migliore. Tutto il dramma che trasuda da ogni tua parola ti fa solo un gran male e non è l’unico ingrediente della pozione magica che lo farà tornare.
Credo di conoscere le sensazioni di depressione e disperazione che stai provando. E, se è così, credimi (ma per davvero): non portano da nessuna parte se non ad aggiungere dolore al dolore.
Ciao Mary. Sono contenta di sentirti serena.
Baci a tutti
Non c’e’ cosa piu’ terribile del vedere ma non voler vedere, del credere pur sapendo che in realta’ non e’ cosi’. Voler vedere nei”loro”occhi il rmpianto, quando questo in realta’ non c’e’ piu’ o non c’e’ mai stato. Forse si, una cosa piu’ terribile c’e’, darsi le colpe e non accettare che il proprio cuore sobbalzi quando lo o la, si incontri ancora. Tutto normale, fa parte anche questo degli ostacoli da superare. Temi che sia perche’ ancora lo/la ami, ma forse e ‘ solo il ricordo, la paura che avevi di affrontare anche questa prova.
Luna, quante volte mi sono chiesta quale era la maniera giusta per salvare quel rapporto, quanti tentativi, eppure sapevo sapevo che non era possibile farlo, a meno che non avessi accettato per il resto della mia vita quella violenza, che a volte non era solo psicologica. Il difficile pero’ e’ riuscire a guardare oltre, avere non solo il coraggio ma anche la forza di farlo. Nel momento in cui decidi di farlo e’ come se “fossi a meta’ dell’opera”, a volte pero’ ci attacchiamo a ricordi, parole, sguardi, che davvero ci fanno solo male, che non ci aiutano a stare meglio. Allora diciamoci una parola che non dobbiamo piu’ dimenticare, come giustamente dici tu Luna, NOI CI MERITIAMO RISPETTO, crediamoci e gli altri non si permetteranno mai piu’ di togliercelo….un caro bacio alle mie “vecchie” amiche, Luna, Lilly, Naty, e un abbraccio grande anche a tutti gli altri. Lulu
MARKOS: sono d’accordo con Lillina nostra, sai? (Lilly, scusa l’affettuosa appropriazione indebita :DDD).
E vorrei dirti questo:
perfetta fusione d’anime…
bisogna stare un po’ attenti anche all’idealizzazione, sai? anche a quella a posteriori. Le idealizzazioni, sull’amore e sulle relazioni non sono del tutto persuasa che portino a qualcosa di buono… Conosco una bella coppia che sta insieme da 40 anni. Non da spot, reale. Sicuramente sono molto belli da vedere insieme, perché si amano, e la loro è certamente una buona fusione d’anime, perché sono veramente complementari, si sono messi insieme a 15 anni, e insieme all’amore hanno probabilmente saputo (vista la buona volontà di entrambi, e sottolineo di entrambi, e anche la portata reciproca di un sentimento e sottolineo reciproco)anche coltivare negli anni amore, complementareità, limare difetti e sopportare quelli non limati o limabili.
però ecco, diciamo così, che non è che loro sono insieme da 40anni perché da quando ne avevano 15 hanno avuto una PERFETTA fusione d’anime, ma perché hanno saputo fondersi, hanno lavorato, insieme, anche su questo, tra loro hanno sempre parlato moltissimo, preso le decisioni insieme, e nessuno dei due ha dovuto usare la sfera di cristallo. Non credo che nei loro occhi abbiamo sempre letto solo cose poetiche. Avranno letto anche fifa di non trovare un lavoro stabile, preoccupazione, nervosismo, voglia di scappare dalla finestra e avranno anche litigato. Come peraltro litigano anche oggi, a volte. Ma nessuno dei due è scappato dalla finestra. E non per dovere, ma per amore. Tra loro non ho mai visto ciò di cui parliamo qui. Forse c’è, nascosto in un armadio, ma non credo proprio. Se ci sono stati momenti più difficili di altri, di cui io non so, li hanno superati, insieme.
Fermo restando che domani possono mandarsi a quel paese (speriamo ovviamente di no), come tutti al mondo, e che possono scoprire di non amarsi più (idem come sopra)
non te ne parlo come coppia esemplare/ideale. L’ideale non esiste, e l’abito relazionale che ci sta bene addosso è comunque personale.
Ma te ne parlo nel senso di coppia che, INSIEME, ha trovato e tenuto un suo funzionamento, un equilibrio che, a conti fatti, mi sembra sia soddisfacente per entrambi. Sembrerà banale che io dica che sono in due, e che soddisfa entrambi, ma le nostre qui, sono storie di gente che in coppia, perlomeno ad un certo punto, talvolta pure sempre, si è ritrovata a essere sola e stare male. A parlare da sola, a pensare all’importanza del rapporto da sola, a lottare per salvare l’amore da sola, a cercare di comprendere e risolvere da sola, e chiedersi cosa sta pensando l’altro, che ci fosse, o che fosse scappato dalla finestra, etcc etcc. E lottando anche con una violenza, emotiva, verbale e non, dall’altra parte. La fusione d’anime, x come la intendi tu, è quella, secondo me, per cui due persone si amano, sapendo che la telepatia non esiste. Parlano, e insieme lavorano per stare bene insieme, per superare le difficoltà insieme, per tenere vivo il collante che li unisce. E qd il collante ha un problema entrambi cercano di capire dove sta il problema. Nel momento in cui si parla da soli la fusione d’anime è evidentemente andata, momentaneamente o per sempre, a farsi fottere. E può ricrearsi solo se ENTRAMBI ci mettono il proprio. Lo so, è triste ciò, ma mi sa che è proprio così.
E non è vero che solo gli occhi parlano. E concordo con Lilly, cmq sulle interpretazioni. Anche i gesti raccontano, perché quando siamo tesi, nervosi o infelici abbiamo una postura diversa e ci muoviamo nello spazio in modo diverso. Magari camminando su è giù per la stanza o facendo cadere la tazza di caffé. E anni fa, mentre sorridevo nonostante “tutto”, un mio caro amico che non sapeva nulla dei miei problemi, mi disse: non è il tuo solito sorriso questo, c’è qualcosa che non va?
Scrivere può averti comunque aiutato a portare un po’ di rabbia e dolore fuori da te.
Ciao a tutti rieccomi qui…oramai è 1 mese che la mia storia è finita ma purtroppo ancora ci sto male. Ragazzi ma come mai piu tempo passa e più io sto male?? il tempo non dovrebbe guarire le ferite è cosi anche per voi? o sono io che sono strano? non capisco aiutatemi.. :°(
Ciao Emanuele…
Io penso che sia normale io sono 4 mesi e solo nelle ultime 2 settimane ho cominciato a migliorare, anche se ci sono dei momenti o eventi che ti portano alla mente situazioni che ti fanno ricordare bei momenti che stridono con il presente…
Come già detto , il tempo (ognuno ha il suo…..)aiuta razionalizzare le emozioni ha farti vedere le cose con le giuste proporzioni da persona “normale” (passatemi il termine) anziché da innamorato….
Emanuele un mese,un anno non cambia se non siamo noi che lo vogliamo, ognuno di noi deve vivere la prorpia Leggenda Personale, e ognuno di noi e padrone di essa, io sono ormai 2 mesi che non dormo più iniseme a lei e che vivo lontano da lei, ma non pensare che stia vivendo allegramente, sto cercando si guarire dal male che lei mi ha recato, vedi certe ferite si cicatrizzano col tempo, ma il tempo non è uguale per tutti, tanto dipende dal nostro carattere e dalla nostra forza di volontà nel accettare ciò che ci è successo, io vivo a fasi alterne, una cosa però è uguale per tutti, evitare qualsiasi contatto che siano sms, telefonate dirette o indirette, io ad esempio l’altra setimana ho sentito per neccessità sua madre la quale mi ha comunicato che la signora era andata in ferie a casa di quello che doveva esere solo un amico e che per mesi si è spacciato come tale, lascio a te immaginare come mi debba esssere sentito, a dir poco umiliato.Loro di noi se ne fregano hanno solo in mente quello che gli va di fare e di preoccuparsio se questo posa farci star male non gli importa niente, quindi evitare ogni contatto e non sapere cio che fa e l’unico mdo per far si che la ferita non si riapra.Vedrai che il tempo ci darà ragione dobbiamo aver pazienza e tenere duro, prima o poi avremmmo anche noi il nostro momento di gloria e torneremo a vivere con entusiasmo, ma attenzione a non ripetere poi in futuro gli errori che oggi paghiamo, e non dico che è colpa nostra se ci troviamo qui a piangere i nostri dolori ma soltanto di fare tesoro delle esperinze che la vita ci mette davanti.
Ti consiglio un paio di libri che possono aiutarti, almeno con me ci riescono,
Il manuale del Guerriero della luce, e, L Alchimista, sono tutti e due di Paolo Coelho.
Ciao
Ciao a tutti.
Il tempo che “cura tutte le ferite”, gli occhi che sono “lo specchio dell’anima” e altre mille espressioni simili sono frasi che contengono una parte di verità, una parte di leggenda metropolitana.
Sono frasi ad effetto.
Uscire o restare prigionieri di certi stati d’animo e per quanto tempo accettare di essere sequestrati dipende da noi.
Di fronte ad un muro di cemento armato puoi decidere di prendere una scala e scavalcarlo, di fare dietro front alla ricerca di vie più comode o decidere di sfasciartici la capa contro nella convinzione che riuscirai a tirarlo giù.
Così in amore. Puoi optare per urlare banzai e partire in un attacco kamikaze per un tempo indefinito e poi prendere atto che un muro di cemento armato è un muro di cemento armato e la tua testa non è un missile terra aria nè una carica di dinamite.
E puoi arrivare a questa conclusione da persona triste e rassegnata o da persona serena e riappacificata con il mondo.
Non è il tempo in sè che ti porta alla disperata rassegnazione o alla sospirata serenità.
E’ tutto un lavoro interiore enorme che alla fine ti porterà a domandarti ” ma tu….quanto bene ti vuoi?”.
E alla tua risposta “che domanda pirla: io mi voglio tanto, tanto bene” il tuo lavoro interiore ti metterà al palo con una seconda domanda: “allora perchè ti fai del male?”.
Il “bello” di certe brutte situazioni è che, non ti sembra vero, ma puoi decidere.
La morte di una persona cara, una malattia non si decidono.
Il bene che vogliamo a noi stessi e l’influenza che lasciamo alle persone che hanno voluto andarsene dalle nostre vite lo possiamo decidere, invece.
C’è la delusione, il senso di solitudine, la sensazione di presa in giro, il rimpianto per anni che sembrano buttati nella tazza di un cesso in disuso, il rancore per il mancato dialogo o per il dialogo falso, il dramma dei perchè senza risposta, la voglia di piangere così tanto da scivolare via dal mondo in una grossa lacrima.
Già, c’è tutto questo oltre
alle preoccupazioni di natura economica e ai figli in balia di un disagio, in certi casi.
Ma c’è la possibilità di uscirne.
E di vedere le cose nella loro realtà e non nello specchio del castello stregato.
Probabilmente l’amore perso non era sempre e costantemente bellissimo, unico, impareggiabile prima come non è una presa per il culo di Gulliver dopo…..
A volte vediamo lo straordinario insostituibile che ci può portare alla tomba o all’impermeabilità sentimentale dove invece c’erà normalità. Una superabilissima normalità.
Intendo dire: un Amore con la A maiuscola, in piena regola ma…. che, come tutto, può finire.
Ed in effetti è finito ……perchè a volte, senza un perchè particolare, le “cose”, anche gli amori (più o meno estremi), finiscono.
Ma non finiscono te.
O meglio: non devi lasciare che finiscano te.
Se riesci a vedere le cose nella loro realtà vedi che in quella realtà ci sei anche tu.
Tu che hai tutto il diritto di starci ed il dovere verso te stesso di starci al meglio.
Perchè nessun dolore può mangiarti vivo se tu non vuoi essere mangiato.
Luna tante volte ha parlato di storie “comuni”.
I vecchietti che litigacchiavano al supermercato, le coppie insieme da 50 anni. Gente che conosce ogni singolo gesto,ogni singolo sguardo dell’altro e chissà quante risate, quanti sbadigli si sono fatti insieme.
Amori normali di gente che, probabilmente, sta abitando contemporaneamente in due posti: la propria esitenza e quella dell’altro, in modo civile, senza pretendere di occupare tutto lo spazio o senza farsi così piccino piccino da finire schiacciato in un angolo.
Forse è proprio in questo dono dell’ ubiquità che sta l’Amore.
Il dramma, il dolore che uccide, la disperazione che soffoca così come le emozioni estreme, la ricerca di anime che si fondono con la propria, di contatti telepatici, di sensazioni così forti da portare al collasso dei sensi, alla vertigine mentale sono, forse, solo….. coreagrafia.
Un bacio a tutti.
Hai Ragione Max sono pienamente daccordo con te è quello che penso io lei con te ha sbagliato come anche la mia ex ha sbagliato con me… le esperienze negative sono quelle che ci insegnano piu cose, cmq non la sto pensando in nessuna maniera, di lei non mi interessa piu niente nn avendo rimpianti i miei pensieri adesso devono voltare pagina, ci soffro questo è normale per TUTTI l’importante come hai detto tu ho imparato molte cose, così magari in futuro saprò essere piu saggio sulle decisioni che prendo con la prossima ”lei” il mondo è una ruota le cattiverie tornano sempre indietro max grazie per questo tuo commento… noi rispetto alle donne siamo piu forti loro magari nascondono nn fanno vedere che ci tengono ancora ma dentro di loro c’è un fuoco che arde molto piu del nostro nei loro confronti. MAX forse 1 mese è ancora poco serviranno altri mesi per guarire tutte le ferite spero che tu esca da questa situazione,cme lo spero anche per me. SIAMO FORTI.
Ciao a tutti 😀
Emanuele, sono d’accordo con Max e con Lilly. Il grosso del lavoro bisogna farlo da sè, anche e soprattutto quando diventa molto improbabile che l’altra persona di colpo verrà a portare il sole al posto della pioggia che ha creato, o che cmq è venuta a crearsi.
Una giornata con la pioggia è solo una bella giornata in cui è necessario l’ombrello, diceva qualcuno, non ricordo chi.
Certo, questi tipi di pioggia qui – chiamiamoli pure temporali, tempeste, maremoti, cataclismi – non sono belle giornate. Ma restano giornate, giornate in cui ricordare che sì, c’è bisogno di un ombrello, di autocura, autococcola supplementare, e di arieggiare, per come lo intendo io, ricordarsi di aprire le proprie finestre, oh sì, e soprattutto, anche quando si sta sul divano in stato semicatatonico con un film che gira in testa, e ci si interpreta come delle larve… ci si guarda così, e non sembra che non importi più se è lunedì, mercoledì, se è mattino o pomeriggio, che tempo fa fuori, cosa succede intorno… però il fatto è che comunque il resto si muove, e siamo noi che siamo scesi dal flusso della vita, non è il mondo che si è fermato.
La faccio facile? no, la faccio difficile.
Ed è proprio perché è difficile che bisogna persino andare a scavare alle volte per andare a cercare, dentro di sè, quei pochi passi che ti separano dalla finestra con le imposte chiuse…
provarci, e poi scoprire che già arieggiare un po’ fa la differenza.
E se invece parliamo di una depressione così debilitante da non riuscire veramente, ma proprio veramente, a trovare quei passi, allora gli specialisti esistono per questo. E bisogna chiedere aiuto.
Non ho bisogno di quell’aiuto? Perfetto, allora lo senti che dentro di te quei passi non sono poi così inacessibili.
Lilly, mi ha fatto simpatia e anche tenerezza che mi hai ricordato quei signori del supermercato 🙂
Sono d’accordo con la tua chiusa.
Per quanto riguarda la leggenda degli occhi che sono lo specchio dell’anima non so quanto
sia leggenda, nel senso che sì, possiamo vedere se una persona ci guarda negli occhi o sfugge il nostro sguardo, per esempio, ma ci sono credo parecchie ragioni per cui una persona può guardarci negli occhi o sfuggirli. Peraltro ci sono anche quelli, pare, che derubano le persone dopo averle agganciate con lo sguardo :O
L’istinto può dirci molto quando entriamo in contatto con una persona, penso per un mix di cose, al contempo è vero che noi possiamo vedere nell’altro ciò che desideriamo vedere, quindi la faccenda è un po’ più complicata di così, probabilmente. Però quando leggo di questi famosi occhi specchio dell’anima mi viene in mente anche questo: anche i gesti lo sono, i gesti sono lo specchio di molte cose. Eppure chissà quanti di noi, nelle nostre storie “sbagliate”, o comunque non funzionali a rendere sereni, appagati, felici, o comunque ad un certo punto fortemente sbilanciate, o deteriorate, avremo pensato romanticamente e leggendariamente gli occhi, ma non guardando i gesti, gli atteggiamenti, un non impegno nel tenere insieme il collante, o cose eclatanti come parole tipo: non ti amo più, o l’allontanamento volontario.
Ci sono coppie assolutamente sbilanciate, e infelici, o in cui uno dei due è molto infelice, in cui ci sono grandi sensi di complicità, ancora di più quando il copione è reiterato. Lutti e le malattie non si scelgono,xò le relazioni che fanno stare male possono fare ammalare. Le persone che vivono relazioni frustranti hanno spesso disturbi anche di salute, oppure neanche mezzo, per quanto la tensione tiene alte le difese, e poi però degli autentici crolli. Le persone con relazioni non funzionali spesso non dormono, o si sentono stanche anche se dormono, fumano molto, a volte bevono, soffrono di disturbi alimentari o non hanno una dieta bilanciata. Sovente non curano l’attività fisica, e le relazioni di amicizia, non trovano piacere negli hobbies. Xdono altri sensi del limite. o hanno altre forme di lesionismo “compensativo” collaterali.
LILLY, a volte scrivi cose davvero belle, come queste ultime. Mi paiono così profonde da essere quasi… Inafferrabili.
Ciao Naty. Grazie per il complimento. Lo contraccambio al 100%.
Ciao Luna. Concordo con te. Le relazioni che fanno stare male spesso fanno ammalare e a volte uccidono.
Durante la mia relazione malata e dopo la fuga del tipo ho perso il sonno, la sicurezza, la capacità di esprimere un concetto di tre parole senza “inframmezzarlo” con quattromila “ehm”, “come si dice”, ho perso la capacità di concentrazione, ho ripreso a fumare come una dannata, ho fatto l’occhiolino alla bottiglia, ho visto la finestra non come un buco nel muro ma come un ponte da attraversare per volare verso la pace.
Ho perso la voglia di uscire, di sorridere, di ricostruirmi un’esistenza.
Ho avuto paura di non farcela da sola. Paura di dire sempre la cosa sbagliata, di non essere compresa. Agorafobia, panico, senso di colpa a stecca, crisi di persecuzione, sensazione che gli altri fossero ombre minacciose e troppo veloci rispetto a me, sensazione che gli altri parlassero nell’ovatta o dentro all’acqua.
Ho progressivamente perso la capacità dire, di fare, di decidere, di muoveri.
E contemporaneamente è nata e cresciuta a dismisura la paura. La paura di tutto. La paura globale.
E alla fine sono crollata. Incapace anche di aavere paura. Senza forza, senza energia. Con solo tanta ma veramente tanta voglia di morire.
E adesso sono qui.
Ma se ad un ictus cerebrale non puoi dire “no grazie, ci si vede tra 70 anni….meglio 80” ad un amore malato puoi dire basta prima che ti
Un fastidio che logora dentro.Ricordi che il nostro cuore si rifiuta di cancellare.
La prima cosa da fare e’ ritrovarsi. Soprattutto se la relazione ci ha scaraventati in mezzo ad un deserto, impedendoci di avere contatti con la realta’. Il tempo cura le ferite e’ vero, ma non da solo, non dobbiamo sederci li’ ad aspettare. Non e’ sufficiente. Chiediamoci pure perche’, ma se io, se lui, piangiamo, strepitiamo, ma poi raccogliamo i nostri cocci. Si, perche’ e’ vero che una storia finita puo’ farci sentire a pezzi, distrutti, ma se ce la mettiamo TUTTA ci accorgeremo che nessuno di questi pezzi ci e’ stato portato via, sono stati frantumati ma non rubati.
Non dobbiamo piu’ vivere in funzione del passato, ognuno ha i propri tempi, ognuno ha bisogno di elaborare in maniera diversa il proprio dolore, ma tutti quanti dobbiamo sapere che c’e’, esiste un momento in cui dobbiamo rialzare la testa e ricominciare a vivere. Perche’ di questo si tratta, crederci per prima cosa, anche se inizialmente la forza di farlo e’ cosi’ lieve, anche se ci sentiamo cosi’ deboli, anche se temiamo che rialzare la testa possa significare soffrire ancora di piu’. Per qualcuno e’ sufficiente ricominciare a uscire, per altri frequentare una palestra, oppure…cucinare….camminare…correre…scrivere….oppure rivolgersi a qualche terapeuta, come nel mio caso. Non e’ importante cosa, l’importante e’ fare qualcosa per se stesso. Non aspettiamoci passi da giganti, accettiamo i nostri piccoli passi, le nostre piccole conquiste, ma soprattutto accettiamo le nostre ricadute, i nostri inciampi di percorso, tutto serve….A volte tutto questo sembra impossibile, ci diciamo io non ce la faro’ mai, niente di piu’ falso, ve lo dice chi in realta’ ha tentato il gesto estremo. Adesso me ne vergogno, non per cio’ che ho fatto di fronte agli altri, ma per cio’ che ho fatto a me stessa…..ciao a tutti, Lulu.