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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 14676
    Beppino -

    Che bello! Mi piacciono moltissimo i due concerti di Chopin!
    Studio l’olandese perché voglio capire qualche trasmissione su YouTube, dove parlano olandese, e solo olandese. Inoltre alcuni miei antenati sono belgi…!Poi se devo parlare inglese…let’s do it.
    Per quanto riguarda il cambiare vita…non è facile. Sarei infelice se vivessi senza Dio, però…devo scegliere se camminar con Lui o senza di Lui. Per ora tentenno. Prendo sempre più le distanze da questo mondo, che si autodistrugge e non è coerente. Osservo attorno a me e vedo solo ipocrisia, prepotenza, gente impazzita, incredula, moribonda…

  • 14677
    toroseduto -

    Beppino, non hai ancora capito che qui tutti ti vogliono bene. Ma tu sei refrattario al confronto, a volte sei anche arrogante, non voglio ferirti, ma la tua ricerca di una stabilità psicofisica non puoi trovarla in nessuna religione, sei un cattivo esponente degli evangelici. Ha ragione Golem sull’accoppiata Beppino-Robertino. Parli di Dio come una risorsa, a me vengono in mente i milioni di bambini che muoiono di fame. Invece di pensare al tuo benessere, ti consiglio di fare un viaggio in Africa, in India, hai assolutamente bisogno di allargare i tuoi orizzonti, Non esiste un libro capace di elevare i tuoi sentimenti. Scendi giù dalla carriola sgangherata che al momento mi sembra la tua visione della vita. Se riesci a guardare negli occhi per almeno un minuto un bambino che difficilmente arriverà ad un anno di età. Capirai molte cose, fallo, a morire c’è sempre tempo, vivi al di fuori di te, lascia perdere l’egoismo, secondo i parametri della tua religione troverai un altro Dio più potente se doni il meglio di te a chi non ha nemmeno l’ombra delle tue comodità. Non sono un predicatore, sono solo un po stanco di leggere i tuoi soliloqui. O smetti di scrivere o cambi la tua visione limitata del mondo. Un amico

  • 14678
    Beppino -

    ” Vivere…nessuno mai ce l’ha insegnato,
    ” Vivere, non si può vivere senza passato “

  • 14679
    Golem -

    Sono d’accordo. Ma dipende dal tipo di passato. Io per esempio senza passato di pomodoro non riuscirei a vivere, davvero. Per anni a fine agosto ho visto mamme e zie mettersi a fare la salsa, e io che davo una mano per guadagnarmi la mia parte, ma oggi trovo ottimi prodotti senza spaccarmi la schiena. Però a parte questo tipo di “passato” quello a cui ti riferisci tu può diventare una palla al piede se diventa l’unico indicatore al quale rifarsi. Il passato serve solo come fornitore di esperienza, è il presente che conta, “hic et nunc” come diceva il romano al quale pensa la saggia Rossella. L’unico luogo “esistente” dove applicare quelle esperienze per farle diventare futuro. E che sia migliore di quel passato magari.
    A me personalmente del passato non interessa quasi niente; solo se quello altrui interferisce con la mia vita mi interessa. Dal momento che si vive solo il presente me lo godo senza ritegno alcuno, e soprattutto senza sensi di colpa. Solo così diventa un buon passato per condire il presente (oltre al gerundio, che ho sempre amato come tempo, ma quella è una cosa mia). Come dire che se una cosa che faccio mi fa star bene e mi dà piacere è “buona”, se invece mi fa star male o mi disturba è “no buona”. >>>

  • 14680
    Golem -

    >>> È la filosofia elementare di Andy Luotto. Funziona: “buono, no buono”. Prova, fai un elenco con due colonne e poi vediamo con cosa li riempi. Così si può capire come indirizzarti, che non sia una cassetta di “Ferarele” in un bosco. E ascolta Toro Seduto, non fare il Robertino. “Va pè ‘a strada, tocca è femmene, va a rubbà ma jesce da chill’ museo ‘e casa toia. Chille te mannen’a ‘o manicomio Beppì”… Anche questa è filosofia Bep. E funziona per imparare a vivere, visto che nessuno ce lo insegna. Ciavò

  • 14681
    Beppino -

    Ok, non scriverò più sul sito.
    Pensavo che qui fosse un po’ come “il mio diario”, però se non è così, se mi giudicate, se non vi conviene ch’io scriva quello che penso e risento, allora…me ne andrò. Me ne andrò, e sta maledetta lettera sarà finita!

    Addio.

  • 14682
    Beppino -

    Questa lettera mi serviva da rifugio.
    Grazie per averlo reso marcio.

    Addio.

  • 14683
    rossana -

    Beppino,
    tieni sempre presente che dall’esterno è spesso facile valutare con relativa superficialità i problemi altrui, in teoria semplici da risolvere. si cerca di aiutare, con il massimo impegno e ottimi intenti, ma si è quasi sempre carenti di esperienze dirette, che consentano di immedesimarsi almeno in parte.

    personalmente ritengo molto condivisibile il suggerimento di “rimettersi in gioco a largo raggio”, affievolendo il più possibile visioni granitiche che risultano costrittive.

    temo, però, che, in alcuni casi, anche VOLENDO, NON si possa smantellare niente, se non si è più che sicuri che l’aspetto che ci si accinge ad aggredire non faccia parte delle due o tre strutture portanti su cui si regge il proprio, già instabile, equilibrio.

    prendi quello che puoi da quanto ti si offre ma evita di attenderti soluzioni immediate che non abbiano prima messo radici in te, per tua consapevole scelta. a suo tempo, è stata proprio la carenza di conoscenza di quanto mi era di maggior sostegno che mi ha portata all’annientamento.

    un abbraccio.

  • 14684
    Golem -

    Non farlo Beppo. Sfogati qui, ma ascolta quello che ti viene detto, perchè non esiste solo il tuo mondo, che peraltro non ami a quanto pare, e che se vuoi abbandonare richiede che tu possa intravederne altri possibili. ‘Sta ossessione di Dio e delle sue regole punitive ti sta portando al disfacimento. Dedeizzati e umanizzati. Esci dal “Tempio” e va per strada.

  • 14685
    Beppino -

    Ma ormai questa lettera è morta…! Non vedete che Alexia, Ania, Dago44, e tanti altri, tra cui gli aspiranti suicidi, non ci scrivono più…?
    Resto solo io, perché ho bisogno di sfogarmi, e voi parlate di “soliloqui”… perché infatti, sono soliloqui, che faccio!

    Ora lasciamo marcire questa lettera, e non parliamone più! Seppelliamola! Bruciamola!

    Ora non ha più nessun motivo per esistere, dato che la mia situazione è cambiata. Sì, penso sempre al suicidio, perché ‘sta vita è troppo dura, sono in un tunnel e non ne vedo la fine…ma voi, vi beffate delle cose che per me sono sacre, e mi date dei consigli che non posso seguire! Inoltre, mi date dell’arrogante, ecc…Non ho bisogno di leggere questo sulla MIA lettera. Se non vi piace quanto scrivo, andatevene a leggere altro. Nessuno è costretto a leggermi! Qui non voglio idioti, né schernitori, né anime leggiere, né consigli marci!

  • 14686
    Beppino -

    Sono depresso, in questi giorni. Nessuno mi sostiene eccetto la mia amica migliore, però adesso che ha ripreso a lavorare non mi aspetto niente da parte sua…Non ho nessuno a cui parlare, fuorché i miei diari di carta. I miei sono cento per cento Cristiani, e ragionano sempre in termini Cristiani. Mio fratello, è uguale. Non ho nessuno! E se scrivo qua lo faccio per un motivo semplice: ne ho bisogno. Allora non seccatemi. Me ne frego se stanco le anime marce che non sono obbligate a commentare i miei post! Scrivo per me, scrivo per sopravvivere in un contesto difficile.

    Ciao.

  • 14687
    Golem -

    E scrivi Beppo, chi te lo impedisce. Senti, piuttosto mi piacerebbe sapere cosa intendi dire con “…sono al cento per cento Cristiani e ragionano sempre in termini Cristiani”, in cosa consiste l’accezione negativa che si percepisce nella tua dichiarazione? Spiega, è interessante. (Comunque “anime marce” mi piace, sappilo). Ciaovò.

  • 14688
    Beppino -

    I miei vivono SOLO per Dio, e per la Chiesa. Fanno di tutto per essere gradevoli a Dio, e quando gli parlo dei miei problemi ( la depressione, la masturbazione, i doc, l’ansia, le angosce…), non vedono il lato umano delle cose, ma solo quello spirituale. Mi consigliano di avvicinarmi a Dio, mi dicono di avere più fede, ecc. Mio fratello, affetto da un handicap fisico, si rinchiude per due ore in camera ogni mattina, a leggere la Bibbia, e lui è più intransigente, più rigido, dei miei genitori! Se gli parlo dei miei problemi, mi fa un sermone lungo lungo e noiosissimo…Solo la mia amica è “umana”, umanizzata, e non porta i paraocchi della vita Cristiana…Lei mi parla di cose mediche, di patologia, e mi toglie la colpevolezza che ho dentro, legata alla nozione di “peccato”… perché i miei mi parlano sempre di peccato, e mi fanno pesare addosso tante cose. I loro discorsi mi annientano. Ammetto il peccato, però il senso di colpa no, mi uccide se lo lascio permanere dentro me.
    I miei ragionano sempre secondo la Bibbia. Non hanno un punto di vista diverso da quello che c’è nella Bibbia. Non possono riflettere in modo diverso, sicché…non posso parlare con loro.

  • 14689
    Beppino -

    Io…vorrei vivere un Cristianesimo autentico, ma nello stesso tempo, voglio amare quanto c’è di bello in questo mondo. Non so se queste due vie siano conciliabili. Perché logicamente, chi ama Dio non può appassionarsi per la natura, gli animali, ecc. No: Dio deve essere il Primo, e tutta la passione che si può avere deve essere rivolta verso di Lui. Vedo quest’atteggiamento nei miei, e in mio fratello.”Siate sobri in ogni cosa.” dice la Bibbia. Essere sobri?? Ma io non posso! Ho un’indole che si appassiona per tutto…! Mi infiammo per i cani, amo eccessivamente ogni cosa che mi circonda, non posso fissare il mio amore su un Dio che richiede tutte le mie forze, tutta la mia anima, tutti i miei pensieri…Non capisco quel Dio, non voglio rassomigliare a mio fratello, né voglio diventare un “monaco”, o una persona insipida, eppure sta scritto che Dio vomiterà dalla propria bocca i “tiepidi”, quelli che lo amano a metà…Quindi come fare?? Sembra che io non sia compatibile con una disciplina, qualunque essa sia, con la vita Cristiana, la preghiera, la lettura quotidiana della Bibbia…Amo Dio, però non voglio avere sulle spalle una cappa di piombo.

  • 14690
    Golem -

    Da mò che te lo stiamo dicendo: molla le regole. Esci da quel museo dove vivi, va pe’ a via, tocca è femmen, va a rubbà, fa chill’ ca vuò. Ami i cani? E vai al canile. Dall’altra “parte” non troverai nessuno che ti vomiterà Beppo, magari trovi Quelo che prende antiemetici. Bep, goditela finchè campi, e “prima che la terra ci riempia la bocca”. Tu vivi di “paure”. Anzi non vivi per via delle paure.
    Guarda, oggi mi sono schioppato una tagliata di tre etti e l’ho coperta da scaglie di tartufo nero di Norcia regalatomi da un’amica, e ho avuto una visione mentre assaporavo quel gusto sublime. Sii epicureo, dionisiaco, non stoico. Ne abbiamo sin troppi che amano soffrire e vivono delle sofferenze altrui fingendo di volerle alleviare. Godi e fai godere, questa è l’unica regola da seguire. Se godi e la cosa che fai ti fa felice è “buono”, se soffri e ti fa star male è “no buono”. E non c’è MAI peccato nel “buono”. Ecco perchè io sono seguace di “Quelo”. Perchè lui non scassa la min.... con le regole. Come dire: fai “Quelo” che ti pare. E poi non prendere la vita troppo seriamente. Ricordati che è l’ironia la vera “Salvezza”. E non lo dice Quelo, ma Golem.
    Toujour ciavò.

    P.S. Leggiti “La Scienza e l’anima” di Francis Crick, non la Bibbia.

  • 14691
    Beppino -

    La notte dormo tra nove e dieci ore. Quando mi alzo, la mattina, porto il cane a spasso, poi mi sdraio sul divano. A malapena mi preparo il caffè e lo bevo, poi mi metto sul divano e guardo dei video di cani che vengono salvati dalla strada, e adottati. Non ho la forza di lavarmi, né quella di mangiare. Passa il tempo, e devo correre per prepararmi ed andare al lavoro. Arrivato lì mi prendo un altro caffè, ché se no non posso lavorare, e funziono così fino alla sera. Poi ceno dai miei, e torno a casa, per sdraiarmi di nuovo sul divano, o per andare a letto. A volte al lavoro sto così male da non farcela a lavorare. Ogni cosa che mi destabilizza…mi ossessiona, riempie i miei pensieri a tal punto che non riesco ad andare avanti nel mio lavoro. I colleghi lo sanno…Penso troppo, ragiono troppo, e quando mi preoccupo per qualcosa…non posso lavorare.

    La Bibbia non la lascerò, però voglio trovare la via giusta, l’equilibrio tra un amore ovvio per la vita e Dio.
    Amo eccessivamente ogni cosa bella di questo mondo. Mi godo ogni piccola scintilla di Vita, ogni briciolo di gioia, sono un buontempone, ma non posso fare a meno della Bibbia, e di Gesù.

  • 14692
    Beppino -

    Io…amo ridere, occuparmi di animali, scrivere. Mi piacciono i fiori, gli alberi, la natura, ma anche la città, le librerie, i bei paesaggi, e l’acqua: i fiumi, i laghi…Mi piacciono la montagna e la campagna. Mi piace la musica dell’epoca romantica, e ho tanta tenerezza da offrire…Spesso dò questa tenerezza al mio cane, che se la merita sempre. Ci scambiamo affetto…La mia vita non è fredda, apprezzo intensamente le cose che ho, dato che di indole sono appassionato…ma questo mondo incoerente mi fa male. Appena esco vedo donne che portano il velo, o giovani che trascorrono le giornate non facendo niente…Vedo bambini sfacciati, che non rispettano gli adulti. Vedo inquinamento, detriti dappertutto, corruzione, ipocrisia, tristezza, e quando leggo la cronaca sui giornali, vedo omicidi, guerre, terrorismo…e tutto ciò mi addolora, mi nausea, mi rivolta. Vorrei cambiare il mondo, ma sono impotente: i potenti sono furbi, vigliacchi, corrotti, e sono loro a dirigere il mondo. Il male trionfa dappertutto…e gli ipersensibili soffrono. Io vorrei un mondo migliore. Dico No alle guerre, e a tante cose che non dovrebbero neppure esistere…! Solo che ora non possiamo tornare indietro.

  • 14693
    Golem -

    A Lui puoi dire tutto, e ti risponde? Tu cerchi la causa dei tuoi guai e ci parli pure? Ma è difficile farti capire che Dio NON cerca quella ossessione verso di Lui. È quello che ti hanno schiaffato in testa i tuoi quello che ti crea problemi, un dio punitivo, rancoroso, vendicativo, non quello vero. A un Dio Onnipotente non Gli devi niente, se non essere contento di vivere. E poi, preoccuparsi di come va il mondo e soffrirne sino a starci male Bep. Lo capisci che non ha senso? Anch’io vorrei un mondo migliore, magari privo di “tubi digerenti”, ma è un desiderio troppo ambizioso. “Sient’ a me, ajess’ da ‘sto museo, va pe’a strada, tocca e’ femmen, va a rubbà, fa chell’ che vvoi, ma fall’. Chille te mann’n ‘o manicomio Robeppì”. Ciavocià et a bientot.

  • 14694
    rossana -

    Beppino,
    per trovare serenità, senza rischiose “rivoluzioni esistenziali”, potresti tentare una sintesi fra il pensiero spirituale orientale e quello occidentale, che è la nostra abituale base mentale.

    il primo s’immerge nell’UNO, che raccoglie un TUTTO senza nome e senza volto, mentre il secondo distingue e stigmatizza, arrecando spesso più danni che benefici.

    prova a riflettere e ad attenerti semplicemente alle regole d’oro di molti uomini saggi di tutti i tempi. te ne riporto ALCUNE, che si compenetrano:

    Versione ebraica: “Amerai il prossimo come te stesso”

    Versione cattolica: “Non fare agli altri ciò che non vuoi che gli altri facciano a te”

    Altre, affini:

    – “Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui.” (Pittaco, considerato uno dei 7 Sapienti – Grecia, 650/570 a.C. circa)

    – “Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare.” (Talete, il più importante dei 7 Sapienti – Grecia, 640 a.C.-625 a.C. circa/548 a.C.-545 a.C. circa)

    – “Quel che non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri.” (Confucio – Cina, 551/479 a.C.)

    – “Non fare agli altri ciò che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri.” (Isocrate, maestro di retorica, Grecia, 436/338 a.C.)

    continua…

  • 14695
    rossana -

    segue per Beppino

    – “Ciò che tu eviteresti di sopportare per te, cerca di non imporlo agli altri.” (Epitteto, filosofo greco – Anatolia centrale, 50/130 circa)

    – “Agisci di modo che le tue azioni possano avere valore universale.” (Kant, filosofo tedesco – Germania, 1724-1804)

    a quanto ho potuto constatare, la dottrina religiosa evengelica è molto dura, proprio come la Bibbia, che risale a millenni fa. così come sono molto pesanti i testimoni di Geova, mentre ci si dovrebbe orientare maggiormente sia su Gesù che su Giovanni, nel loro senso di rinnovata umanità. entrambi parlano ben più d’Amore che di punizione. come fa d’altronde anche S. Agostino…

    allenta più che puoi i divieti e le regole. vivi in un ambito più semplice anche se pur sempre molto impegnativo. come puoi immaginare che un Dio possa torturarti tanto asserendo nel contempo di amarti?

    un abbraccio.

  • 14696
    Beppino -

    Io mi torturo da solo…Non penso che sia Dio a farlo. Il senso di colpa non viene da Lui, ma dal diavolo.
    Solo che io non mi perdono, quando cado. Sono io a non perdonarmi: Dio mi perdona.
    Però io…non posso perdonarmi, perché ho sempre l’impressione di macchiarmi, insudiciarmi…e mi ritengo un peccatore irrecuperabile.
    Non lascerò mai la Bibbia… perché Dio è amore, Dio perdona, Egli mi ama più di ogni persona su questa terra.

  • 14697
    Golem -

    Seh, vabbè: Dio, il diavolo, Babbo Natale. Beppì, sei un’enciclopedia di sensi di colpa, ti manca solo di indossare il cilicio e di fustigarti con gli uncini. Ti hanno propinato un’educazione che ti ha portato ad odiarti.
    Bisognerebbe “resettarti” per poterti aiutare. Comunque io ti perdono. È già qualcosa.
    Ciavo depresso.

  • 14698
    Beppino -

    Grazie.

    Stamattina sono andato dal solito psichiatra, e ho fotografato i fiori che ho incontrato per strada. Mi piacciono tanto i fiori, anche se l’autunno non è la stagione migliore per fotografarli.
    Non parlerò più della Bibbia, né di Dio, né del diavolo, né di teologia.

    Un giorno, almeno fra un anno e mezzo, cambierò città e tornerò laddove abitavo prima. In una città tranquilla e sicura.
    Ci ho vissuto per ventitré anni, e non so che cosa sono venuto a fare in questa città insicura, piena di donne velate, ecc. Non mi piace vivere qua. Ho un giardino, l’appartamento è ampio, però abito vicino ai miei, e desidero allontanarmi un po’… ché fra qualche anno compierò i quarant’anni.
    A questa età, come mai pranzo e ceno ancora dai miei ogni giorno…?!
    Mi piacerebbe essere più autonomo, possedere più indipendenza. Liberarmi dalla morsa famigliare, per vivere da vero adulto. Sposarmi, avere figli, oppure viaggiare, andare nei Paesi Bassi, o in Italia per un periodo abbastanza lungo… però sono bloccato qua, per ora. Un giorno, farò le cose a modo mio.

    Ciao.

  • 14699
    Golem -

    Esatto, sganciati da quella famiglia. Ti hanno incatenato psicologicamente e reso insicuro. Fai qualcosa di tua iniziativa e perseguila fino in fondo. Vedrai come acquisisci sicurezza e chiarezza di idee. Le donne di quel luogo sono velate? Mussulmane vero? Ok ma qualcuna “svelata” ci sarà pure no? Vai a corteggiare una di queste, una romantica è meglio, invitala a farle sentire qualche pezzo di Chopin suonato da te. La farai innamorare con il tuo virtuosismo, e poi quando sarà in visibilio la prendi con delicata decisione e te la schioppi sul più bello. “Vis puella grata” dicevano i latini. Dopo proverai una forza inimmaginabile. Prova

  • 14700
    Beppino -

    Golem, parli da stolto…

    Qui non scriverò più.
    Mi volto verso Gesù, il Salvatore di chi crede in Lui.

    Addio.

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