Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Grazie per i vostri commenti.
Maria Grazia, l’italiana che è alla formazione è…misteriosa. È timida, o rinchiusa su sé stessa, non lo so… però è simpatica. Sembra un po’ assonnata, forse è stanca. Legge molto, e lavora a Parigi.
Beh oggi torno a casa…e non ho dormito molto bene stanotte. Verso le sei mi sono sentito oppresso, stavo male. Ora devo far la doccia e scendere a colazione. Poi torno alla formazione fino alle 16 e 30, con la valigia, e dopo prendo il treno. Addio Parigi.
Non potrei fare volontariato, sono troppo sensibile. Mi rovinerei la salute, vedendo soffrire gli animali. Però ci penserò, comunque…
Un abbraccio a voi.
PS: mi manca Filù.
Ho cominciato a studiare l’italiano all’età di dodici anni e mezzo, a casa e da solo. Non ho origini italiane.
L’ho insegnato al mio fratello minore, da bambino.
Poi l’ho studiato all’università. L’ho insegnato alla scuola media per un anno.
Nel frattempo sono andato in Italia varie volte, con i nonni, che abitavano nel sud della Francia.
Poi ho incontrato uno studente in medicina, italiano. Gli ho insegnato il francese per un po’.
Parlando italiano da qualche anno, un giorno ho deciso di cambiare lingua. Quel giorno una mia collega mi ha chiesto di tradurre una mail dal francese all’italiano.
È successo un’unica volta in quattro anni.
Ho capito che non avrei dovuto lasciare l’italiano.
Sono andato ad un campeggio per lo sci, e lì il pastore, che pensavo greco, era italiano. Mi ha detto di mantenere il mio italiano.
Ogni settimana vado in chiesa con la Bibbia in italiano.
Da tre anni vado in Italia d’estate.
Da due anni incontro delle italiane alle mie formazioni parigine.
Un pastore mi ha detto un giorno che avrei potuto tradurre un opuscolo sulla missione Cristiana all’estero in italiano.
Non l’ho mai fatto, però la mia vita è tanto intrisa d’italiano che sono certo dell’orientamento voluto da Dio…
La formazione cui sono iscritto…mi stressa fin troppo. Mi sono iscritto alla sessione successiva, che avrà luogo a dicembre…e sto pensando di rinunciare, perché veramente mi stressa. Non sono manuale, mi mette a disagio essere preciso con i gesti, riprodurre perfettamente i gesti altrui, mentre io sono una frana…Mi mette troppa pressione, non ho voglia di lanciarmi, preferisco osservare e rifare le cose da solo senza lo sguardo della formatrice… ché lei, quando mostra le tecniche lo fa con fretta, e poi tocca a noi allenarci…Ma sono negato! Meglio scappare!!! Quanta voglia ho di tornare a casa per stare tranquillo…! Ritrovare la pace, e il mio cane…! Sono divorato dallo stress…da tre giorni e mancano tre maledette ore alla fine della formazione. Tre ore di ansia.
Inoltre mi drogo col caffè, non è ideale per resistere.
Sono esausto.
Alle 16 e 30 in punto, lascio la formazione. Poi starò meglio. Quasi mi viene il capogiro, per la stanchezza e l’ansia. Mi sento debole.
A dicembre, mi rilasserò di più, e berrò meno caffè. Che pazzia quell’iscrizione!!!!
Voglio il mio letto, Filù, e il mio caro divano!
Allora, dopo la formazione ( siccome sono sul treno che torna da Parigi ), posso scrivere questo: mi sa che la parte manuale del mestiere di bibliotecario non faccia per me. Sono più intellettuale che…abile con le mani.
Inoltre, l’atmosfera delle formazioni tecniche, manuali, provoca in me uno stress proprio pazzesco.
Siccome ho iniziato una nuova terapia presso l’unità dell’ospedale psichiatrico, chissà se a dicembre non prenderò un trattamento più adatto! Adesso prendo gli ansiolitici e sono super ansioso! Perché li prendo…??!
Prendo un antidepressivo e mi sento negato, incapace, morto. Vedo tutto negativamente.
A che serve, l’antidepressivo?
A niente.
Le medicine sono…una menzogna, non curano nulla. Sono solo una droga da cui si diventa dipendenti, e basta.
Ciao a tutti,
Mi fa del bene rileggere i vecchi post, quelli dell’inizio della lettera, quelli del 2006.
Oggi, il piccolo piacere del giorno, laddove abito, è…: Il sole! Brilla un po’, e riscalda il cuore…
Sono tornato a casa. Mi riposo con Filù.
Un abbraccio a voi.
Dove sono la Rossana dell’inizio, l’Alexia, il Ferruccio di “una volta”, su questa lettera…? Non vale la pena scrivere se tutti se ne sono andati…!
Ora questa lettera è morta.
C’è sempre il buon vecchio Yog con l’acqua minerale.
Lettera morta? Pure la lettera.
Ah sì?? 🙂
Che bello! Come stai?
Per nessuno io conto. Solo per il mio cane. Vivo in una sfera particolare, tutta mia, e ogni altra persona ne è esclusa. Non amo la gente. Anche rispetto ai miei fratelli, genitori, sorella…mi sento estraneo alla cerchia dei miei prossimi. In quanto ai miei colleghi…boh, al lavoro mi annoio. Stamattina ero solo con una collega…che sta sempre lì a criticare, a fare rimproveri… È bastato un rimprovero da parte sua perché io mi sentissi una frana. Io evito la compagnia della gente…Non è in grado di capirmi, e viceversa. Preferisco stare con il cane, da solo, con un po’ di musica, sul mio letto a scrivere. Del resto del mondo, che se ne infischia di me, beh…anch’io me ne infischio di lui. Non ho niente da fare con le persone stupide, anche se io sono stupido. Preferisco stare da solo… anziché affrontare l’esterno, la gente, le macchine, il rumore, e la famiglia. Sarei meglio a duemila chilometri…piuttosto che qua, con un lavoro insoddisfacente, dei colleghi scemi, una famiglia che porta i paraocchi, e una vita triste.
Non voglio più esistere. Eccetto per il mio cane, l’unico essere che mi voglia bene e mi stia vicino in queste ore buie.
Sapete perché la gente è scema? Perché crea la propria perdizione.
La gente, al giorno d’oggi, è individualista, egoista, violenta, incomprensiva…e scema. Anche fra i Cristiani v’è squilibrio di mente. Anche loro possono essere scemi.
Adesso…quasi preferisco gli animali. Loro placano il dolore, tranquillizzano, non giudicano, amano, sono innocenti, e non si prendono per Dio.
Io sono scemo. Perché sono un uomo. Non mi piace vivere. Mi sento estraneo a tante cose…e siccome la morte, o la malattia mortale, può colpire tutti, a caso, senza un motivo particolare…io mi auguro di morire presto… perché vivo fra delle persone che portano paraocchi, e non vedono la sofferenza altrui, non vedono il male, i danni che provocano attorno con il proprio modo di agire, di parlare, di essere…
Mi sento solo, però Filù mi vuol bene.
Meno male che c’è lui…
Beppi, il difficile è “cominciare”. Poi una volta che ti sarai lanciato scoprirai quanto è delizioso, e anzi ti stupirai del magico potere antistress che certe “attività” comportano.
Un caro saluto e buona domenica.
Ma quali attività, Maria Grazia…?
Non ho nemmeno voglia di uscire di casa. Non ho voglia di incontrare nessuno…che laddove abito sono tutti stupidi, non integrati, e rinchiusi, ti guardano con gli occhiacci e hanno paura di tutto e tutti…
Grazie tante. Buona domenica anche a te!
Beppo. Chiuderti in un’abbazia sarebbe la “morte tua”, nel senso che per la tua bellissima misantropia in quei luoghi remoti e “morti al mondo” troveresti la tua pace. In un monastero troveresti Dio, la natura, i canti gregoriani, l’ora et labora mettendo a disposizione la tua specializzazione sulla manutenzione dei libri, e magari un organo dove potresti continuare a suonare musica sacra. La Francia è piena di monasteri, avresti solo l’imbarazzo della scelta, pensaci. E potresti mettere il saio anche a Filù. Il primo cane trappista.
E poi frate Beppinò suona bene.
🙂 Ma no…Inoltre mi innamoro facilmente, non potrei fare il prete o il monaco…
Stamattina devo andare in chiesa, e sottolineo il “devo”, e ci vado già controvoglia…Non mi andrebbe per niente di vivere in un monastero, che io sono un ragazzo solitario, selvaggio, e amante della Libertà…Se andassi a vivere lì, morirei per la noia, l’assenza di Vita, vorrei scappare…
E poi Filù…povero lui.
Andrebbe a fare la pipì su tutte le sedie, e si annoierebbe da morire…I monasteri sono luoghi morti, con gente già morta. Anche la Bibbia è contro questo tipo di organizzazione.
Mamma mia, quanto non ho voglia di andare in chiesa stamattina…!!! Poi mangio con la famiglia al ristorante cinese, e Filù dovrà rimanere da solo per ore, che a lui nessuno ci pensa eccetto io…
Vedi a quante regole sei sottoposto? La Messa, il pranzo rituale e per giunta cinese , Filù solo come un cane, sono quelle che ti consumano la vita; anarchizzati, ribellati, liberati e innammorati. Cosa che puoi fare benissimo anche da monaco. Non sai quante barzellette girano sulle virtù nascoste dei monaci. E poi immaginare Filù che fa pipì sulle sedie è una cosa che mi farebbe gongolare di perverso piacere.
Vabbè, archiviata l’abbazia.
Ciavo.
Beppino,
se mi collego al sito, non manco di leggere i post in evidenza dei vecchi amici virtuali. spesso non scrivo perché non ho nulla o ben poco da aggiungere a quanto espresso in precedenza, senza diventare noiosamente ripetitiva.
avendo però appreso che vivi praticamente con tuo fratello, più tendente all’isolamento di te, mi sembra di comprendere una seria difficoltà in più nella tua quotidianità. credo che pochi potrebbero accettare una presenza-assenza di quel tipo senza cadere in depressione.
per star meglio, ammesso che sia possibile, dovresti poter cambiare parecchie cose nel tuo abituale tran-tran, difficili sia da suggerire che da realizzare.
apprezzo, come te, gli animali, che amano senza giudicare. a me piacciono molto anche i fiori e i colori. cerca di fare il più possibile quello che non ti crea tensione: accettati e amati per come sei e come ti senti di essere.
un abbraccio.
Beppini, in un monastero ce se la spassa, altro che. È pieno di fiori, di colori e anche il tuo cane se la spasserà un sacco. Non credere ai luoghi comuni, credi semmai ai provinciali.
Vivere con un fratello handicappato…in effetti, non è facile.
Stasera odio tutti: mio padre, mio fratello… perché prendono sempre il sopravvento su di me, ed io lascio fare…Comandano anche al mio cane, mentre l’UNICO padrone di Filù sono io. Mi seccano.
Quando sono andato via dalla casa dei miei, l’ho fatto perché con mio padre la relazione era conflittuale, non lo sopportavo più, e volevo l’indipendenza. Ora…mi sorbisco mio fratello, dalla personalità schiacciante…che si rifugia nella solitudine, però a casa mia, non a casa SUA. Non posso nemmeno vivere DA SOLO, no, c’è sempre una personalità invadente qui a casa…Mio padre è rigido, mio fratello è rigido, tutti e due hanno paraocchi, vivono nello squilibrio, e impongono il proprio punto di vista a chi non lo vuole sentire…mentre io sto BENE da solo, nel letto, con la musica e Filù. Mi frego della loro vita rigida, sono sempre lì a fare sermoni…a dare l’esempio…E io odio la disciplina, il rinchiudersi in camera per ore, i sermoni, la morale, e la prepotenza.
Sono stufo di vivere. Mi rinchiudo dentro me.
Un abbraccio, Rossana.
Beppino,
il tuo, a mio avviso, è proprio il caso che necessiterebbe, oltre che di terapia psicologica di sostegno, anche della presenza costante, almeno a distanza, di un vero amico (vero, per me, è sinonimo di sincero).
difficile per te trovarlo, come d’altronde per tutti, ma difficile sarebbe anche, credo, per lui darti tutto il supporto di cui hai bisogno. se non avessi seri problemi di famiglia, che mi succhiano incessantemente risorse, a me piacerebbe provare a starti vicino.
non disperare: non è detto che prima o poi non possa cambiare qualcosa in te che ti permetta maggior serenità. hai fatto già molta strada nell’impegnarti in un lavoro e nel guadagnarti una relativa indipendenza abitando lontano da tuo padre. sforzati di dar valore agli aspetti positivi e porta pazienza per tutto il resto.
chiudersi in se stessi non fa bene e non è utile ma talvolta diventa necessario, in termini di sopravvivenza psichica. fai come puoi, evitando i confronti e di aspirare alla perfezione, di cui, per altro, NESSUNO è capace.
l’ipersensibilità può essere una condanna, almeno tanto quanto un’intelligenza superiore alla media, che tu di certo possiedi.
con stima e affetto.
Rossana, quando ho sentito parlare degli “adulti dotati”, subito mi sono appassionato per il tema, e ho cominciato a interrogarmi sulla mia mente. Non è che…io sia più intelligente della norma, invece spesso mi sento una frana, rispetto agli altri, perché funziono diversamente…e spesso passo per “lo sciocco di servizio”, l’ingenuo, lo stupido…mentre analizzo tutto, proprio tutto…e odio la maschera che porto di fronte alla gente. Le lascio supporre che sono sciocco…e non riesco a fare diversamente. Io amo la gente originale, che sta fuori dai sentieri tracciati, dalla norma. Amo gli adulti dotati, perché i loro interessi sono molti, sono diversi dal resto del mondo…Mi sento proprio attratto dalla gente dal QI alto. Io…non oserei mai di fare i test, perché mi considero uno sciocco. Ogni volta che ho menzionato la semplice idea di essere “dotato”, gli psichiatri o la famiglia hanno riso. Eppure…mio padre tocca a tutto, sa fare tutto…
Forse non sono un adulto dotato, però a livello dell’ipersensibilità sono alto. E mi ritrovo in tante caratteristiche dei dotati, comunque.
Solo che non ho mai fatto i test… perché ho paura della verità.
Lascio che la famiglia rida…Lascio tutti fregarsene…e mi tengo la mia ipersensibilità per me, nonché la mia permalosità…
Se tu mi conoscessi in carne ed ossa, di sicuro mi prenderesti per uno stupido… perché mi sottovaluto tanto, è facile schiacciarmi, sono fragile. Gli altri non si privano dal mostrarmi “quanto sono intelligenti”…e li lascio fare. Però io li considero sciocchi… perché privi di delicatezza, di comprensione, e vuoti.
In realtà non possono offrirmi nulla. Perciò…meglio passare per uno sciocco davanti a loro… Così li frego, perché in realtà non sono stupido, le mie emozioni mi dicono tutto, solo che non lo mostro.
Poi…il mio percorso mi dice che sono stato precoce nello studio delle lingue. Mi appassiono sempre per lo studio di tante cose.
Però in altri campi sono una frana: le relazioni umane, le scienze, e il lavoro manuale. Non ho il senso pratico…e ci sono diverse forme di intelligenza, meno male…
Avevo un’amica costante…Quando mi scriveva, le sue parole mi rassicuravano. Era magico, il potere che i suoi messaggi avevano su di me. Poi quell’amica ha ripreso a lavorare…ed è sparita, cioè, quando le mandavo un SMS, non rispondeva più. Mi ha amaramente deluso… sicché ho deciso di non scriverle più. La lascio vivere la propria vita, dimenticandomi… poiché adesso non è più disponibile. Lei è single, ed anch’io…Ho voluto sposarmi con lei, perché non avevo mai avuto un’amica come lei…e non ha voluto. Forse sono brutto… Sì, devo esserlo, non piacerò alle ragazze…Adesso le auguro che non si sposi mai, e mi dico che con lei mi sarei annoiato da morire…Inoltre possiede una gatta, e io c’ho Filù che non s’intende con i mici…Ho perso un’amica, e ora scrivo qua, per sfogarmi. Forse sono malato…forse sono solo ipersensibile e sono le medicine a farmi ammalare…o gli psichiatri, che vedono il male dappertutto. Che ne so…Mi è stato diagnosticato un Doc, che è la masturbazione…Una diagnosi nuova e dubbiosa, secondo me… perché nel sesso non ci vedo un Doc, anzi, ci vedo una dipendenza…senza “psichiatrizzazione” del termine.