Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Auguri per la tua nuova vita Dalia.
Un abbraccio.
Maria Grazia (anzi maria grazia in minuscolo, come piace a te).
Non ricordo neppure più di che colore ho i capelli….li tingo, ogni giorno, di rosa Peppa Pig con strisce verdi e turchesi perchè li vendo ad un compratore porta a porta che li usa per produrre pashmine.
L’ho conosciuto durante un viaggio meditativo in Nepal alla ricerca delle mutande dell’Arcangelo Gabriele….in realtà è giunto da me(cercandomi tra mille+mille+mille persone), su segnalazione di un Guru che mi aveva intravista dormire su un convoglio ferroviario abbandonato nella Stazione di Incisa Scapaccino (AT).
Un convoglio in cui dormivo sonni tranquilli protetta da senzatetto buoni come il pane che mi sognavo di mangiare fino al giorno in cui, grazie alla mia potenza fisica non indifferente e al mio cervello fino (ma, forse, anche le scarpe grosse hanno influito), sono stata assorbita da un Ufo, studiata dagli alieni e sfamata con un impasto di acqua e farina di grano khorasan.
Era il 1820.
O il 1970……
Oddio…attimo di panico. Sarà stato in questa vita? In quella precedente? In quella che verrà?
Bho! Ci piangerò su ballando con i lupi.
Ora scusami, ma devo correre a chiudere la porta.
Oggi ho tolto due dei soliti 47 giri di chiave e non vorrei che qualche buona occasione entrasse di forza strappandomi dalla mestizia in cui languo sonni tranquilli in quanto tetri e disperati.
Buona notte.
Scusate la digressione dal tema principale. E’ un periodo di merda, ognuno reagisce come può. Compreso il prendere per il culo chi mi (ci) prende per il culo.
Un saluto a tutti.
Ciao Dalia, grazie per esserti sfogata con me. Io sto così così. Nonna non c’è più da quasi un mese ma il senso di vuoto non accenna a diminuire, anzi.. in diversi momenti della giornata mi ritrovo a dire “ora chiamo nonna e le dico…” e immediatamente realizzo che non potró più farlo avvertendo un dolore pungente da qualche parte vicino all’anima. Io ho lasciato la mia città 15 anni fa, un anno dopo la laurea, avendo vinto un concorso a 1.300 km da casa. Da un anno infatti lavoravo nella mia città in uno studio con una paga misera e nessuna certezza per il futuro. Sono partita con il cuore piccolo piccolo dicendo che sarei tornata presto e invece sono passati 15 anni e a casa ci torno un we al mese e per le vacanze. Dopo 15 anni e un equilibrio fragilissimo tenuto su con le pinze di plastica del bucato, dopo aver conquistato a fatica qualche interesse ed amicizia nella nuova città, mi hanno proposto di tornare a casa ed io mi sono sentita male al solo pensiero. Dopo alcuni giorni di puro panico, ho detto no, rinunciando alla promozione che mi offrivano. Sono rimasta quindi nella città dove vivo da 15 anni e adesso, come mi avevano preannunciato, mi hanno messo su un nuovo capo appena più grande di me, completamente nuovo del mestiere e la “carriera” qui è bloccata. Ma io ho scelto la serenità e per difenderla sapevo che sarei rimasta al palo. Sai che prima di decidere mi sono consultata proprio con nonna? E lei mi ha detto di non tornare a casa, pur desiderando la mia vicinanza. Adesso affronterò il rientro al lavoro in un contesto certamente più difficile, e proprio in un momento della mia vita in cui mi sento spossata dal dolore. Un’altra prova, ancora coraggio da tirare fuori, come sempre. Sto a combattere per difendere il mio equilibrio sempre. È troppo fragile e va sempre tutelato. Mi difendo spesso allontanandomi dagli altri per non rischiare di trovarmi anche solo in mezzo a discorsi che potrebbero ferirmi. Mi isolo appena posso. Capita anche che mi considerino snob! Figurarsi.. sto solo cercando di non cadere.. apprezzo il tuo coraggio, io non me la sono sentita di ricominciare accettando il trasferimento. Sei forte Dalia, abbassa la visiera e vai. Qui troverai sempre qualcuno pronto ad ascoltare i tuoi travagli e le tue speranze. Un abbraccio, tienimi aggiornata.
Dalia vai via?Dove?Io morirò in questo posto che ha segnato la mia vita.Vorrei andare in Nuova Zelanda,oppure Hokkaido,Quedbec sono felice per te. C’è una comunità a Findhorn in Scozia,un qualcosa di New Age,qualcuno ne sa qualcosa.ho paura di restare solo,mi ucciderei oppure a frugare nella spazzatura.buon viaggio Dalia,non voltarti indietro.ciao
Grazie a tutti per il vostro sostegno. E’ bello sapere che c’è un posto dove trovi chi ti ascolta e ti scrive qualcosa di carino, grazie!
Luca, lo farò, promesso, proverò a pensare a quello che mi aspetta ad un’avventura più che ad una costrizione, grazie di cuore per ciò che hai scritto.
Ele, io non lo so bene, ma credo sia abbastanza normale, non ci dimenticheremo mai di loro, ma gli effetti del tempo aiutano, piano piano, a rende il dolore ancora presente ma “appannato”.
Mia nonna è morta 3 anni fa. E’ stata la persona più compassionevole, più umana, nel bene e nel male, nelle sue contraddizioni, nella sua irremovibilità come nella sua dolcezza, che abbia avuto vicina. Era una di quelle persone che riusciva a farsi detestare adesso e farsi adorare tra un minuto: era autentica, nelle sue prese di posizione, nei suoi urli, nelle sue volgarità come nella sua dolcezza, nelle sue lacrime, nella sua pelle che profumava sempre di borotalco, nelle carezze che non riusciva a non fare ad ogni bambino che incontrava e.. nelle sue pastasciutte.
Con la sua ingenuità, un’ingenuità da donna intelligente e pratica, “rustica” come il mondo contadino dove era cresciuta e che mi manca, quando ti vedeva triste, o pensierosa, o ti eri appena inzuppata i vestiti sotto un acquazzone, ti faceva la pastasciutta. Non importava se protestavi, “nonna non ho fame”, “nonna ho già mangiato”, “nonna ho la febbre, meglio di no”, “nonna sto bene così” . Testarda, ti metteva sotto il naso un piatto di tagliatelle, con il sorriso e la certezza che “sarebbe passato tutto”. E allora la accontentavi come si fa con i bambini, le facevi credere che stavi meglio grazie a quel piatto colmo, e per farlo credere a lei finiva che quando poi restavi sola un sorriso di dolcezza ti spuntava anche se avevi dentro una voglia matta di esplodere in uno di quei pianti infiniti e liberatori. Vorrei, banalmente, la sua ultima pastasciutta prima di partire. Il suo modo per dirmi “ti voglio bene”. Cerco di ricordarmi le cose più simpatiche di lei, le più buffe, ogni tanto cerco mia mamma e le dico “ti ricordi quella volta…” per ridere qualche secondo e ignorare la mancanza che so sepolta laggiù, in qualche angolo buio del cuore… E’ la mia strategia per non farmi sopraffare dalla nostalgia, non sono sicura sarà valida sempre, ma per ora funziona. Forse potrebbe aiutarti.
Spero di leggervi presto, ancora non so se avrò la connessione internet da subito, ma spero davvero di potervi ricontrare. Ciao, grazie
Quando sei in bilico fra la vita e la morte vedi tutte le cose da una prospettiva diversa.
L’unica cosa che ti preme è la tua sopravvivenza e di tutto il resto non te ne frega più niente. Sogni, progetti, ambizioni, speranze … tutto inghiottito da un colossale buco nero. Tutto tranne la pura e semplice volontà di vivere. Disperata, ostinata, tenace … priva di scrupoli, disposta a tutto.
“Quando sei in bilico fra la vita e la morte vedi tutte le cose da una prospettiva diversa.
L’unica cosa che ti preme è la tua sopravvivenza e di tutto il resto non te ne frega più niente. Sogni, progetti, ambizioni, speranze … tutto inghiottito da un colossale buco nero. Tutto tranne la pura e semplice volontà di vivere. Disperata, ostinata, tenace … priva di scrupoli, disposta a tutto.”
CONDIVIDO PERFETTAMENTE QUESTO TUO PENSIERO S.
maria grazia: Sì, forse per chi è senza dignità come te…
…per me la vita ha in sé tante di quelle atrocità e ingiustizie che le tue chiacchiere possono solamente colpire chi la vita non l’ha mai vissuta né compresa.
….C’é chi la dignitá é costretto/a a metterla da parte per sopravvivere (vedi le persone che hanno perso il lavoro e sono pronte ad accettarne altri piú umili e meno remunerativi per sfamarsi);
C’é chi la dignitá se la vende per tornaconto personale (vedi le famose olgettine che si fanno/facevano mantenere da “papi” silvio);
C’é chi la dignitá (assieme alla coerenza) proprio non la conosce (vedi @mentecatto, @mg e @adele che prima offendono e insultano e che poi con la faccia da culo tentano di arrufianarsi chi avevano attaccato poco prima)….
Per come la vedo io, la dignità è un concetto molto soggettivo. Spesso è determinato dagli usi e dai costumi, dalle inclinazioni personali, dalle convinzioni che ci hanno inculcato quando eravamo bambini. Tanto per dirne una: secondo voi chi ruba per sfamarsi perde la sua dignità ? Secondo me no. Nel modo più assoluto.
La perdità della dignità la vedo più in certi atteggiamenti servili, nell’ adulazione dei potenti, perfino in certi comportamenti che sono tipici della morale cristiana. Ma anche queste sono opinioni del tutto personali.
…E c’è chi ne ha talmente tanta che decide di ribellarsi e di irridere una parodia di vita.
Ignora che dice che questa tua lettera sembra uno scherzo solo perché sono erroneamente convinti, che un suicida, se veramente vuole morire lo fa e basta non lo scrive. Quello è il sesso. Mi permetto di parlarti come una che il suicidio l’ha tentato in passato, e cominciamo che non è un gesto egoistico, semplicemente si sceglie di mettere al primo posto se stessi invece del resto del mondo. Lascia perdere psicoterapie, e stupidate varie, la gente crede che parlare serva, ma in questo non serve proprio a un bel niente, come il 90% delle volte del resto, rientrare nello schema tipo di uno/a psicologo/a, non vuol dire sapere, non vuol dire migliorare, vuol dire sprecare tempo con persone che cercano di impedirti di fare quello che tu ritieni sia più giusto, come se tu fossi sbagliato, e loro avessero sempre e comunque ragione, perché migliori, quando non valgono mezzo centesimo!! Sinceramente non mi interessa molto il motivo che ti spinge, ma ti chiedo una cosa: se credi, dopo averci pensato e ripensato, che il suicidio sia la soluzione migliore, per favore fallo solo per te e nessun altro. Parlare è sempre facile, e la gente adora farlo, questo solo perché così non pensano alle loro miserabili vite.
Vergognarsi della propria miseria, della propria solitudine, dei propri fallimenti, ed arrivare fino al suicidio proprio a causa della vergogna, significa introiettare il punto di vista della società. Significa assumere quel punto di vista (che è totalmente arbitrario e soggettivo) e farne il metro per valutare se meritiamo di vivere. Io mi rifiuto di cadere in questa trappola.
La dignitá é :
“La condizione di nobiltá ontologica e morale, (….) insieme al rispetto che per tale condizione gli é dovuto e che egli deve a se stesso.”
E io credo che quel “rispetto dovuto a se stesso”, debba essere indipendente dalla razza, dal sesso e dalla religione professata. É un sentimento ben radicato in ognuno di noi (chi piú, chi meno….). Come ho giá scritto nel mio precedente post, c’é chi a quel “rispetto per se stesso” é obbligato, per una serie di motivi personali, a rinunciarci mentre c’é chi non ha nessuna remora a metterlo da parte per ottenere un qualcosa in maniera spudorata.
“Secondo voi chi ruba per sfamarsi perde la sua dignitá? Secondo me no. Nel modo piú assoluto.”
Dipende @s, dipende….Se nel tuo esempio avevi in mente l’immagine della povera vecchietta pensionata (che, non essendo del “mestiere”, verrá regolarmente beccata) che ruba una mela perché non se la puó permettere, il tuo discorso fila. Ma non é sempre cosí. Sai, nei grandi centri commerciali vedi spesso bande di zingarelli aggirarsi tra gli scaffali, servendosi come se fossero in un self-service. Passano e arraffano qualsiasi cosa possano consumare direttamente sul posto (dolciumi e bibite principalmente). Ovviamente quando arrivano all’uscita sono “puliti” e, altrettanto ovviamente si “dimenticano” di pagare. E guai a dirgli qualcosa, apriti cielo! “L’italiano é cattivo, l’italiano é razzista e bla bla bla”….Vedi @s? Nel caso della vecchietta quel gesto estemporaneo rientra nella prima categoria, quello della dignitá perduta per un esigenza, una difficoltá. Il caso degli zingarelli rientra in quello di chi non ha rispetto ne per se, ne per gli altri….Come hai detto tu? “É tutto molto soggettivo”….Gia, proprio cosí….
…meglio perdere il sangue che la dignita’
@ Luca76:
Premesso che non faccio distinzioni fra italiani e stranieri – e nemmeno fra zingari e non zingari – è ovvio che mi riferivo a chi ruba perché sta crepando di fame. Ma ovviamente era solo un esempio e nemmeno particolarmente originale. Come ho scritto nel post successivo, c’è gente che arriva al suicidio per un acutissimo senso di vergogna. Vergogna per la propria miseria (come se la povertà fosse una cosa indecente); vergogna per la propria solitudine (come se essere soli fosse un marchio d’infamia); vergogna per i propri fallimenti (come se sbagliare fosse un delitto). Questi secondo me sono i suicidi più terribili.
Chi si uccide per la vergogna fa della società il suo giudice e di sé stesso il boia. Delega alla società (alle sue leggi, alle sue convenzioni) il compito di stabilire se la sua vita vale la pena di essere vissuta. E magari lo fa in modo del tutto inconsapevole, senza capire che sta interiorizzando il punto di vista dei genitori, degli amici, dei conoscenti, della legge, della religione, della gente che lo circonda.
Solo io sono in grado di dire se merito di vivere.
S
mi piacciono moltissimo gli ultimi post che hai scritto e mi trovi del tutto d’ accordo con te. pazienza se qualcuno dirà che voglio arruffianarmi. D’ altra parte qualcosa devono pur dire per darmi contro ( se concordo con un pensiero sono una ruffiana, se invece dissento sono una scassacaxxo e una mitomane ). a quelli che continuano ad attaccarmi evito quindi di continuare a rispondere perchè ormai è palese il vostro ODIO GRATUITO E IMMOTIVATO nei miei confronti.
Ehhh che paroloni……odio……
In tempi ormai remoti un utente scrisse che l’odio e’ un sentimento che va rispettato e centellinato.
Non buttato a catinate sul gobbo del primo che passa.
Un saluto a tutti.
@mg, io veramente intendevo @Dalia non @s….Riguardo all’odio nei tuoi confronti, beh, ti dai troppa importanza….Al massimo stai (molto) sul c....….
oggi sono stato due volte a trovare i miei in una casa di cura.Mia madre avrebbe voluto andare in Svizzera per l’eutanasia in una situazione come questa,ma poi si è ammalato mio padre.se dovessero morire forse ci andrò io,non so neppure quanto costa,a dire il vero spero in un tumore qualcosa che mi lasci poco tempo,un paio di mesi…poi questa società è ostile,ingannevole,spietata.perchè dovrei rimanerci,non riuscirò a sostenere la morte dei miei genitori.ciao a tutti
David , in Svizzera non e’ cosi’ facile ottenere il servizio da Dignitas e compagnia bella.E non costa neanche poco : dai 3500 ai 4000 euro.
mia madre non arriverà mai in svizzera,quanto a me un modo lo troverò.ciao Buck,Emma,Luca76,Randy,S,Ele,Marina…tutti!!!
“poi questa società è
ostile,ingannevole,spietata.perchè dovrei rimanerci”
è molto semplice david. perchè anche se ti ammazzi, poi rinasci comunque in un altro corpo, e devi cominciare un nuovo ciclo di vita, riprovando le stesse medesime sofferenze e gli stessi medesimi disagi esistenziali da cui nessuno di noi è immune, a questo mondo. e allora, tanto vale attendere la conclusione naturale di QUESTA vita, non credi ?
Emma e Luca76, lo so che in fondo mi volete bene…. 😉
MG non so se sei così convinta,io non do mai consigli religiosi o spirituali.cmq un pò tutti hanno paura dell’aldilà.a volte il dolore supera la paura…ma tu sei buddista?
Ciao david, cerca di farti coraggio. Sei bravissimo perchè riesci a stare vicino ai tuoi anche nei momenti in cui combatti con i tuoi demonietti (scusami la confidenza, ma è così che chiamo i miei). Un abbraccio.
Dalia tutto bene? Ciao