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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 12901
    david -

    Credo che sia un personaggio immaginario,oppure un fanatico di Torquemada e dell’Inquisizione.rispondergli non ha senso,chi sa quanti nomi ha assunto questo “Dorellik”.Ciao a tutti

  • 12902
    david -

    l’unica cosa è non rispondergli,smetterà o cambierà nome.pensa di essere lui la soluzione finale contro tutti quelli che ha elencato.Oi oi meglio non rispondergli.

  • 12903
    oliviero trombini -

    Il suicidio e’ una scelta sbagliata sarebbe come se di fronte ad una sconfitta come quella della nazionale ieri sera avessero dovuto suicidarsi tutti gli italiani perché abbiam perso, ogni mattino ci alziamo con i problemi le cose belle e quelle brutte da affrontare,non dobbiamo che confrontarci con il mondo, se non nvogliamo stiamo sbagliando,dire che la vita e’ una condanna significa non apprezzare chi l’ha data, non amare i propori genitori,chi ci sta intorno che ci ama, inoltre orribile questa reazione violenta alle idee contrarie al suicidio di credo uno sotto vari pseudonimi senza rispetto per le opinioni altrui ma il tempo curera’ questi comportamenti assurdi che il sito permette, guarda caso sempre i soliti che non si sa perché intervengano con offese su qualsiasi commento contro tutti qualsiasiasi punto del sito,follia?no, maleducazione e peggio, la vita e’ un dono di Dio per chi ci crede o della natura per noi tutti, togliersela e’ da persone che non apprezzano l’amore e il rispetto per se stessi e la vita, si deve impedire a persone senza scrupoli di spingere al suicidio altri che per momenti difficili non hanno un aiuto psicologico valido,, per cui richiedo di valutare il reato di istigazione al suicidio continuato al contempo valutare positivamente l’aiuto fornito da molti lettori al superamento del difficile momento economico che spinge molti a scelte drammatiche per fallimenti,mancanza di lavoro e di difficolta’ economiche,aiutiamo queste persone,non diciamo loro ammazzatevi,sosteniamoli psicologicamente.Faremo quel che di dovere da esseri umani responsabili!

  • 12904
    david -

    Buck ci sei…quì si trolleggia!!

  • 12905
    ele -

    Comunque a me non pare che qui si inneggi al suicidio, affatto. Ci si confronta su aspetti di fragilità, depressione ed anche problemi sociali, ognuno di questi valutato con la gravità attesa dal contesto e dal carattere. Per mia fortuna in questi anni che ho frequentato il forum, nessuno mi ha mai invitato a suicidarmi, anzi sono stata aiutata a non cedere al richiamo della resa. E nessuno ha mai “pesato” le mie vulnerabilità, giudicandole. Quindi, il fatto non sussiste giudice Trombini! Detto (scritto) questo, ne approfitto per salutare gli amici quelli veri. Io sto benino, tolto l’umore grigio causato da un nervosismo che non va via. Ringhio invece di parlare, ma ancora non mordo.. sono riuscita ad allontanare per qualche tempo il trasferimento, con rinuncia a qualsiasi investimento su di me per avanzamenti di carriera. Ho guardato al bene di oggi immolando quello di domani…

  • 12906
    Marco -

    Ciao a tutt*, leggo questo forum da poco, lo ammetto, ma voglio condividere lo stesso alcune impressioni a caldo,
    emerse dalla lettura dei vostri pensieri più oscuri, più incoffessabili, più nascosti. Credo che l’obiettiva difficoltà dell’argomento suicidio, unitamente alla stupenda garanzia di anonimato che il mezzo internet garantisce, crei una sorta di le persone a scrivere qui in un modo molto diretto, sincero, de-strutturato… quasi una sorta di scrittura a flusso di coscienza e quello che emerge, a mio avviso, è davvero incredibile. La cosa che mi ha colpito di più credo sia stato lo spontaneo, sincero, commovente, tentativo di dissuadere un aspirante suicida dal compiere l’estremo gesto… da parte di una altro aspirante suicida! Mi sono venute le lacrime agli occhi, mi è sembrato il “senso supremo” dell’intero forum: come può una persona che afferma di volersi togliere la vita, avere un tale slancio pro-vita nei confronti di un’altra persona che non conosce, non ha mai visto, e di cui condivide una sofferenza soltanto descritta in un breve post? Non è un colossale controsenso, un’assurda ipocrisia? Ultimamente penso spesso al suicidio, del resto se così non fosse non mi troverei in questo forum, è chiaro, eppure sono sicuro che se una persona qualsiasi mi dicesse che vuole farla finita, quantomeno cercherei di dissuaderla, non ho dubbi… voi no? E allora riflettiamo un attimo: se questa “soluzione” (il suicidio), è un qualcosa che non consiglieremmo mai a nessuno, non è perlomeno strano che siamo così cattivi consiglieri proprio verso noi stessi? Mi viene quindi da pensare che forse, in realtà, nessuno vuole veramente morire, è una cosa troppo innaturale, l’universo stesso, nella sua totalità va in espansione, non in contrazione; desiderare di togliersi la vita è in fondo nient’altro che desiderare di far cessare il dolore, non le nostre esistenze, ci rendiamo conto di questo?
    Un’altra riflessione scaturita dalla lettura dei vostri post: siete davvero delle persone bellissime, tutti, nessuno escluso. Dalle vostre parole emerge una profonda sensibilità, una solidarietà sincera, pura, una tolleranza non comune in un forum, un rispetto per l’ “altro da sè” che è qualcosa di raro e prezioso in questo mondo corrotto, e sono convinto che queste qualità derivino dalla conoscenza profonda, sulla propria pelle, di cosa sia il dolore psichico, di cosa si prova quando la vita ti lascia per terra e senti che questa vita ti lascia per…

  • 12907
    Marco -

    …questa volta non ti rialzerai più, perchè non ne hai nè la forza nè soprattutto la voglia, ti sembra inutile, perchè senti che tanto cadrai un’altra volta, soffrendo ancora, irrimediabilmente, senza una via d’uscita all’orizzonte.
    Io mi sono sempre sentito un dis-adattato, proprio nel senso letterale del termine, uno che per qualche misteriosa ragione di vita o di “anima” non si adatta, non ci riesce, e quando ci prova si sente in trappola, perde il senso del proprio tempo su questa terra. Vi capita mai di sentire che nel vostro futuro è tutto in qualche modo “predeterminato”? Del tipo “produci-consuma-crepa” come cantava Ferretti? In fondo, in una società così materialista, tutta protesa verso l’imperativo capitalistico della massimizzazione del profitto a qualunque costo, sentirmi dis-adattato è per me motivo di orgoglio, perchè mi fa sentire ancora umano e non una sorta di automa, di minuscolo ingranaggio di un sistema freddo e meccanico, desolante e mortifero… però mi crea anche tanta sofferenza. A volte desidero di essere un qualsiasi “adattato”, uno che riesce ad accettare di girare sulla propria ruota da criceto quelle 8 ore al giorno, tornare in una gabbia di cemento che chiama “casa”, nutrire una sincera voglia di scalare la rampa sociale, accrescere la portata dei propri beni, aspirare alla pensione… però non ci riesco; semplicemente, non sono fatto così e purtroppo non ci si può scegliere, ma solo scoprire, ed è un processo naturale che dura tutta la vita. Credo di non peccare di presunzione pensando che queste sensazioni appartengano anche a voi. E allora mi viene rabbia, una rabbia sorda, vuota, in ultima analisi inutile, perchè davvero non saprei verso dove indirizzarla, dove incanalare questa mia energia, dove trovare un nemico contro il quale battermi, chi considerare “colpevole” di questo scempio… il punto è che non c’è UN colpevole, UN nemico, la verità è che siamo tutti colpevoli, chi più chi meno, ma tutti corresponsabili di questo “sistema di vita”; la mia rabbia quindi, purtroppo, sono capace di rivolgerla esclusivamente verso me stesso, in vari modi, tutti evidentemente sbagliati e decisamente peggiorativi (il mio demone è soprattutto la droga, in ogni sua forma, ottundimento dei sensi, temporaneo sollievo dalla sofferenza). E’ un circolo vizioso, una discesa senza fine, che mi porta inevitabilmente a desiderare di porre fine alle mie umane sofferenze. Eppure mi domando, è davvero impossibile cambiare?

  • 12908
    david -

    Sublime.Non lo so Marco…Credo che per vivere bene,ci vogliono almeno tre cose: fortuna,tante fissazioni e Diane Lane (scusate ma se la amo la amo).alias Judge Hershey…Helen Aim streets of fire ecc…

  • 12909
    Marco -

    scusate ecco l’ultima parte, prima non me la faceva pubblicare:
    Essendo la posta in gioco direi piuttosto alta, la nostra stessa vita, non è forse il caso di considerare soluzioni “estreme”, ma meno della più estrema di tutte? Riprendendo l’esempio di sopra, quando si è per terra e non ci si riesce a rialzare, a volte basta una mano tesa per darci una piccola motivazione a farlo. Da quello che leggo nel forum mi sembra chiaro che se c’è qualcosa che ci accomuna tutti è la disperazione verso noi stessi, l’essere convinti di non farcela, l’aver gettato la spugna con noi stessi; eppure, quelle stesse persone, nei fatti, si dimostrano pronte perlomeno all’ascolto dell’altrui disperazione, a dedicargli le proprie esperienze e sensazioni, il proprio tempo; in definitiva gettiamo la spugna nei confronti di noi stessi ma non nei confronti di altri, perfetti sconosciuti. Non è meraviglioso? La considero l’essenza stessa dell’essere umano, l’inconfutabile prova di una sorta di “soffio divino” (passatemi il termine, anche se non sono credente, non in senso classico almeno) presente in ciascuno di noi. E allora mi viene inevitabilmente da pensare che se abbiamo perso la speranza con noi stessi, forse non è così nei confronti degli altri, di chiunque altro, qualunque altro essere umano che riconosciamo simile a noi… e non è forse anche solo questo un buon motivo per non toglierci la possibilità di dare? Di donare noi stessi ad altri, disinteressatamente, solo per la possibilità stessa di farlo? Credo che questa “presa di coscienza” possa costituire un punto di partenza, uno spunto per ridare un senso al tempo di questo viaggio, un modo di strapparci da un desiderio così innaturale come quello di uccidersi. Però queste sono solo parole, concetti, come tradurli in pratica? Il modo che è venuto in mente a me è questo: creare una sorta di comunità di persone unite nella volontà di uccidere non se stessi, ma la propria sofferenza, il proprio dolore interiore. Nel corso della mia vita ho visitato alcune comunità simili, e devo dire che ovunque sono stato mi sono trovato a mio agio, anche se per vari casi della vita sono state solamente esperienze temporanee. Mi piacerebbe molto provare a creare con voi un luogo diverso da quello che ci circonda, all’interno di un contesto naturale, impiegando il proprio tempo in cose più sensate del contribuire all’ingrasso di un sistema che, anche solo per il fatto che generi tale mortale sofferenza, risulta…

  • 12910
    Marco -

    obiettivamente fallimentare. E qui mi fermo perchè credo di essere stato anche troppo prolisso… spero di non aver scritto solo stronzate, spero che non mi considererete un povero illuso, un idealista senza concretezza. Mi piacerebbe molto sentire cosa pensate di queste mie parole. Nel frattempo, vi e mi auguro di rimandare, almeno ancora un pò, una “scelta” senza ritorno. Un abbraccio sincero,
    Marco.

  • 12911
    david -

    grazie Marco un abbraccio Emma,Luca,Ele,Buck a tutti,non tornerò sul blog.ciao

  • 12912
    luca76 -

    ciao @david, buona fortuna per il prosieguo.

  • 12913
    Dalia -

    Marco, sono sfiduciata, lo ammetto. Ma se esponi la tua idea, ti leggo.

  • 12914
    Marco -

    Ciao Delia, io pensavo in realtà ad una cosa piuttosto semplice: prendere in affitto un bel casolare con terra e magari animali annessi e viverci in comune con altre persone con le quali si condivide un certo, più o meno grave, “mal di vivere”. Sono convinto che all’origine del malessere di molti (del mio sicuramente) ci sia la vita innaturale che conduciamo ogni giorno. Mi riferisco ai ritmi nevrotici del quotidiano, ad un lavoro precario che spesso neanche piace, alla competizione che ci circonda, l’individualismo imperante, ecc.; un’insieme di routines che creano secondo me delle dinamiche perverse che non tutti riescono a sopportare e, credo io, causa di molte depressioni. Il grande Tiziano Terzani, un uomo a mio avviso veramente eccezionale, durante un lungo soggiorno di lavoro in Giappone, sprofonda in una oscura depressione che durerà anni. Col senno di poi, guarito dopo aver lasciato il Giappone, individuò come causa della sua malattia la vita stessa che conduceva lì, rivendicando il diritto di essere depresso come certezza della propria umanità, del proprio essere uomo. Io mi sono ritrovato molto nelle sue parole, sono convinto che una vita più “naturale”, più concreta se vogliamo, in compagnia di persone con le quali hai qualcosa in comune, aiuti molto. Del resto, finalmente pure in Italia, stanno sorgendo ovunque i c.d. ecovillaggi, cioè proprio quello di cui sto parlando (scrivendo) —> http://www.ecovillaggi.it/default.asp Questo il portale delle varie esperienze.
    Voi cosa ne pensate?

  • 12915
    Buck -

    Il forum si Rianima , letteralmente, quando , aritmico , incerto ed imprevedibile come una onda anomala , giunge il Predicatore : non ti vuoi bene ,( forse e vero) , non pensi a chi ti vuole bene ( va bene , ma siam sicuri di avere questi rapporti? , oppure ci illudiamo?, e , soprattutto non vuoi bene a Chi ti ha creato (Dio? Allah?Madre Natura?). indipendentemente da tutto cio’ Mentre Beppino ci offre la Sua Soluzione , che ,in quanto offerta , ma non imposta , rimane valida come tutte le altre , il Predicatore ci vorrebbe imporre , nella piu’ classica delle tradizioni (Religiose Tradizionali).Vorrebbe , cioe ‘, imporre di Credere ( come gia’ in un remoto passato scrissi , se Credi cosi’ fermamente non entrare in un Forum come questo?Sei fuori posto ( cosi ‘come lo sarei io in un Forum che discuta sul fatto che esista l’ inferno e se esso sia vuoto).Quello che mi ha colpito , e che invito tutti i partecipanti a considerare , e’ l’ ammonizione a …sorvegliare questo Forum , ed ad indagare se esistano gli estremi per Istigazione al Suicidio ( credo sia CP580)Ora non crediate che tale aspetto non mi turbi : siamo in Povero Paese ( e non un Paese Povero) , dove certi argomenti , anche trattati sotto il mero aspetto filosofico , sono e restano Tabu’. Pensiamo alla impossibilita’ di discutere di disposizioni di Fine Vita ( che aspetta tutti) ( peggio ancora di Eutanasia , e’ una vera bestemmia). ricordatevi che forum come questo sono sicuramente vagliati dalla PP , e basta anche solo una denuncia generica per venir risucchiati nella Peggior Maglia Giudiziaria del cosiddetto Mondo Civile. L’anonimato non esiste , e quel che si scrive … Manet !!
    E ‘ chiaro che inForum che discutono se il pene debba essere lungo il problema non sussiste
    non per argomenti come questo.Mon cher ami …e’ evidente che non posso aiutare fattivamente che ha problemi concreti ( familiari , di salute , economici) , che sto ofrendo solo Parole , non Fatti.
    e’ evidente che in ciascun contributo vi e’ un poco di verita’ , poi ciascuno sceglie cio che piu’ gli aggrada.
    Ma non c’ e’ la Verita’. L ‘ unico aiuto che possiamo dare e’ la esposizione della Nostra Propria Visione del Mondo e della Vita.
    per finire … Una capanna e due pecore , una visione Bucolica .. Beh …Non e’del tutto sbagliato , ma non credo sia praticabile ( di scelte o tentativo del genere e’ piena la Storia , ma i risultati sono rari ed individuali
    A risentirci!

  • 12916
    violetta -

    bravo, Beppino! Ogni naufrago trova la sua scialuppa di salvataggio. Occorre cercarla.

  • 12917
    Dalia -

    Marco, nei miei momenti “buoni”, quelli in cui provo a reagire, anch’io cerco dei modi alternativi di vivere, di impostare la mia esistenza che, per come è oggi, è profondamente frustrante. E spesso ho cercato informazioni, ho letto, ho guardato video sugli ecovillaggi. Condivido parte dei loro punti di vista, tuttavia personalmente, in certi aspetti non riuscirei a riconoscermi. Ci sono diverse circostanze nelle quali, provando ad immaginarmici, non credo mi potrei sentire bene, completa, coerente. Credo che, anche solo come spunto di confronto, se ne potrebbe parlare, ma non credo che questa sia la sede opportuna.

    Perchè purtroppo (“purtroppo” in quanto se così fosse a questo forum mancherebbe la condizione di esistenza, e ciò significherebbe che le tante persone che lo seguono starebbero bene o non così male) non penso che valga per tutti, che possa essere una soluzione valida per tutti. Magari per qualcuno, forse. Hai fatto bene a parlare della tua idea, solo io non mi aspetterei che tutti la trovino il rimedio al loro male di vivere. Da quello che ho potuto cogliere io, sulla mia esperienza, leggendo e non solo i post su questo forum, parlandone, mi sembra che siano malesseri molto difficili da sradicare, anche con le buone, o presunte che siano, idee 🙂

    Ti invito, se ne vuoi parlare, perchè nonostante tutto capire le idee a fondo mi è sempre piaciuto, a lasciare un tuo contatto. Però voglio essere sincera: ho le mie perplessità sugli ecovillaggi, per quanto mi sembrino animati da buoni propositi ed io stessa condivida parte di quelle che mi sembrano le loro visioni più o meno comuni.

    Ele, sono contenta che tu non sia stata costretta a trasferirti, che abbia avuto la possibilità di sacrificare la carriera a favore di un pò più di serenità 🙂 per fortuna ogni tanto c’è qualche buona notizia!

    Emma, ti abbraccio.

  • 12918
    S -

    Sinceramente, Marco, non credo che sia una grande idea. Molti di noi non sono affatto portati per la vita in comune e soffrono di problemi psicologici che verrebbero acuiti – anziché leniti – dallo stile di vita che tu proponi. Comunque hai fatto bene a parlarne perché a qualcuno potrebbe anche interessare. Siamo talmente diversi l’uno dall’altro …
    Personalmente non ho mai incolpato la società per il mio malessere (al limite potrei imputare qualcosa a mia madre e alla famiglia disfunzionale in cui sono cresciuto). In mezzo alla gente sto male, sia per i problemi psicologici di cui si diceva che il mio spiccato soggettivismo – individualismo. Mi sento bene solo quando posso starmene a casa, in compagnia della mia gatta, del mio pc e dei miei libri. La solitudine per me è un balsamo ristoratore; se dovessi vivere in comune impazzirei dopo pochi giorni.

  • 12919
    Marco -

    @Buck Perdonami ma non ho capito granchè di quello che hai scritto….soprattutto la parte sulla “istigazione al suicidio/polizia postale”…ma bhò, saranno limiti miei…

    @Dalia Guarda Delia, in realtà io non volevo proporre un ecovillaggio in particolare, ma solo prendere spunto da questi per creare qualcosa di nuovo, di diverso. E sicuramente, come scrivi anche tu, non mi aspetto certo che tutti lì trovino il “rimedio al loro male di vivere”, figurati, ti assicuro che non sono così ingenuo 🙂

  • 12920
    Buck -

    Dico semplicemente di stare attenti a quello che si scrive , e’ un consiglio che do a tutti i partecipanti al Forum.

  • 12921
    Emma -

    Chi arriva a questa pagina puo’ (PUO’) essere un individuo talmente provato da essere senza filtri, senza difese, senza pelle sulla carne viva. Le parole belle, brutte, di scherno possono avere l’effetto di una bomba.
    Sarebbe un bene che idioti, predicatori da strapazzo, falsi depressi e buontemponi se lo stampassero nella mente.
    Questo forum, ormai, fa schifo come un cesso rimasto senza sciacquone. Sarebbe un bene per tutti se
    finisse nel limbo di internet. Colpito da una sorte di damnatio memoriae. E se lo scrivo io che, qui, ho letteralmente vissuto per anni significa che l’apice dello schifo e’ stato abbondantemente raggiunto e superato.
    Buona fortuna a chi sta male per davvero.
    Un vaffanculo di cuore a chi trolleggia.

  • 12922
    Emma -

    Ps. Ciao Delia, ciao Ele. Un abbraccio a entrambe.

  • 12923
    ele -

    Ciao Emma, un abbraccio a te.. ma ti sto perdendo?
    Ciao Delia.

  • 12924
    S -

    Credo di comprendere lo stato d’animo di Emma. Sembra che questo forum attiri gli imbecilli come il miele attira le mosche. E’ un’esperienza sconfortante – a volte quasi disperante – vedere da quanti cretini, fanatici e esaltati sia popolato questo sito (non solo il sito a dire il vero). Pur essendo un libertario, ho sempre pensato che un forum di questo tipo dovesse essere moderato. Qui sono in gioco tanto dolore e tanta disperazione, ci sono persone che vivono delle gravi crisi esistenziali e che in certi casi soffrono anche di disturbi psichici. Alcuni sono in bilico fra la vita e la morte e dovrebbero essere tutelati dalle provocazioni e dagli insulti di certe teste di cavolo. Visto che i gestori del sito non ne vogliono sapere di intervenire – e che l’hanno totalmente abbandonato a se stesso – credo che la cosa migliore sia trasferirsi altrove o smettere di scrivere.

  • 12925
    Randy -

    Credo che moderare gli idioti sia una impresa impossibile, che neanche Ercole potrebbe portare a termine. D’altronde buona parte della nostra sofferenza è causata dagli altri, e allora perché stupirsi se neanche qui si riesce a trovare ascolto e comprensione? Gl’intelligenti e i sensibili saranno sempre soccombenti. E’ legge di natura.

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