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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 12426
    DAGO44 -

    Coraggio ragazzi..forza e coraggio…

  • 12427
    Ele -

    grazie per il vostro aiuto. lo apprezzo tantissimo. un abbraccio.

  • 12428
    Sabrina -

    Gente, probabilmente la maggior parte di voi (forse tutti) non ha voglia di feste come questa, e non ne ha voglia nella maggior parte dei casi perchè tutti si divertono e sono felici.
    l’ unica persona che non si diverte è quella che ha perso la voglia di vivere.
    io oggi sono stata a casa ma ho invitato mia mamma(vedova da pochi mesi del mio dolce papà) l ho vista serena e contenta, il pranzetto era semplice ma buono.
    Buon Natale a tutti, non lo dico perchè è scontato dirlo, lo dico con il cuore Buon Natale di cuore e un forte abbraccio.

    un bacio a Marina a Emma e a Dago44, Buon Natale anche a voi….

  • 12429
    Emma -

    Grazie di cuore Sabrina.

  • 12430
    Il Vate -

    Questa lettera e’ infestata da anime inviate dai Demoni. Emma, il tuo grembo e’ stato creato da Dio affinche’ portasse vita, amore, pace. Cessa di essere uno strumento del Male.
    Prega. E torna a Dio.

  • 12431
    luca76 -

    ….Ma vedi d’annattene a morì ammazzato, a @Vate di sta cippa….

  • 12432
    Emma -

    Eheheh, Vate anzi, scusa, IL Vate…..fottiti va’.

  • 12433
    david -

    Inquisizione? Torquemada?Guerra civile di Spagna?

  • 12434
    Il Vate -

    Emma, Luca.
    Io Vi perdono.
    Siete solo strumenti nelle mani del Maligno.
    Le fiamme dell’Inferno vi avvolgeranno.
    Siete ancora in tempo.
    Pentitevi.
    Aprite il vostro cuore a Dio e sperate che Egli, nella sua immensa bontà, Vi perdoni e vi riaccolga.
    Dio ci ha donato questa Vita affinchè noi, miseri mortali, noi potessimo preparare il nostro ingresso nel Regno dei Cieli.
    Voi non state offendendo me.
    State offendendo Iddio nostro.
    Fermatevi finchè siete in tempo.
    Pentitevi.
    Ravvedetevi.
    Tornate a Dio.

  • 12435
    ele -

    Ciao ragazzi, posso unirmi anche io agli auguri per il vate(r)?

  • 12436
    Emma -

    Occhio, IL Vate, hai scritto “vi riaccolga” anziche’ “Vi riaccolga”.
    Hai mancato di rispetto a Dio.
    Va a finire che s’incazza e manda pure te sullo spiedo.

    Vate…..mollala, dai. Non sei neppure divertente. Vatti a rileggere Abba Padre, un vero comico, e prendi spunto se proprio devi mettere il becco qui.

  • 12437
    Emma -

    Ele :))), cone stai?

  • 12438
    david -

    De Lirio

  • 12439
    Giuliano l'Apostata -

    Il Vate è una vecchia conoscenza. Quando era incazzato(e meditava il suicidio come tutti noi) ha imperversato a lungo in questo blog pubblicando dei post particolarmente aggressivi; poi ha attraversato un periodo di profonda depressione e ha scritto dei messaggi malinconici, tristi e sconsolati. Infine è entrato nella fase ipomaniacale e ha cominciato a scrivere in tutti i forum utilizzando un centinaio di nicknames diversi.
    Che dire di questo signore ? A suo tempo mi ha aggredito con una violenza inaudita senza che io gli avessi fatto niente di male e questo fatto ha innescato una spirale di odio a dir poco ridicola, ma queste sono cose che appartengono al passato. Quello che mi sconcerta non sono i suoi post goliardici. Anche io ogni tanto mi diverto a scherzare e anche io ho cambiato nick per difendermi da una banda di ignobili cialtroni. Quello che mi stupisce è la scelta del contesto; è il fatto che venga a trolleggiare in un forum dedicato al suicidio. In fatto di stile è sempre stato un signore, ma forse, prima di scrivere certi post, dovrebbe tener conto del luogo in cui si trova.

  • 12440
    Milena -

    Non ho mai riso così tanto 🙂
    “Emma sei uno strumento del Male!!”
    ‘sti predicatori spuntano come funghi..bah

    Ele, Emma, Giuliano, David, Luca, Sabrina vi abbraccio forte.

  • 12441
    Emma -

    …..No (ulteriori) comment……
    Un abbraccio a te Milena.

  • 12442
    ele -

    Ciao Emma, sto applicando il metodo “non sta succedendo a me” almeno in questi giorni di vacanza.. al rientro al lavoro affronterò le novità.. vediamo poi come. Per ora ho premuto il tasto pausa. Un abbraccio a te e ricambio quello di Milena.

  • 12443
    DAGO44 -

    Mater Stupidorum…semper gravida est….

  • 12444
    marcol -

    Ciao a tutti, se qui si parla di suicidio io coltivo l’idea da sempre. Sono facile alla disperazione, e oggi che ho un problema rilevante di salute (probabilmente non recuperabile, ma va solo a peggiorare, comunque non mortale) ancor di più.
    Il pensiero del suicidio a volte è piacevole, come via d’uscita dalla vita…. senza arrivare a nulla (non credo a nulla). In questi momenti l’atto mi appare semplice, a portata di mano.
    Ma a volte è tremendo, perchè lo è la morte. Quando la mia mente si avvicina ad abbracciare il pensiero della morte, una sensazione di vero terrore mi pervade, altro che “quando c’è la morte non ci siamo noi” e viceversa. Non liberazione, ma terrore. In questi casi l’atto del suicidio mi appare infattibile, e ciò che era una via d’uscita, una soluzione, non esiste più. In quei momenti mi sento peggio del solito, in gabbia: da una parte situazioni giudicate essere incurabili, dall’altra l’impossibilità di andarmene via, o meglio di finirmi.
    E’ inutile che ci giriamo intorno: noi siamo qui perchè esistiamo, e non siamo in grado di concepire la nostra non-esistenza. Superficialmente forse si, ma approfondendo non ne siamo capaci.
    Ci deve volere molta disperazione per compiere quel gesto, davvero, anche perchè poi subentra l’istinto di sopravvivenza, fin dalle vertigini per chi ha deciso di buttarsi da una altezza. Ci sono molti “step” da superare, rispetto ai quali il semplice ipotizzarlo come soluzione è assolutamente niente.
    Non so più che dire, mi sento in trappola, di fatto la mia vita è uno schifo. Il bilancio momenti positivi/negativi e deficitario al massimo. Sono molto sensibile, per questo estremamente vulnerabile. Sono anche disfattista, quindi figuratevi voi.
    Non so che fare. Essere o non essere, diceva qualcuno. Ma non è facile in nessun modo.
    Non so che fare. Ma proprio quello spermatozoo doveva farcela…

  • 12445
    Emma -

    La vita, per alcuni, e’ una gabbia, una trappola……

  • 12446
    marcol -

    Eh già, Emma.
    Sono qui anche per dire che, rispetto all’anno scorso, non è cambiato nulla.

  • 12447
    Emma -

    Sono entrata nell’ottavo anno di merda. Otto anni consecutivi salvo 9 mesi in cui ho creduto che le cose potessero cambiare.
    Sto attaccata al mio filo d’erba per abitudine e per una speranza che, forse, ho nel dna.
    Un giorno mi svegliero’ e mandero’ a fanculo questa vita.
    Fino al momento prima avro’ lottato.
    Della mia vita so solo questo.
    Scusami Marcol, non ho parole di conforto.

  • 12448
    PesoMorto78 -

    senso di morte costante.
    impossibilità ad uscir di casa.
    assenza di prospettive future, presente angoscioso in cui mi viene da tutti fatta pesare la condizione di mantenuto parassita alle spalle dei miei nonostante io ci soffra e sia molto debilitato.
    grave depressione, ansia, stress, microattacchi di panico, sindrome evitante di personalità, fegato a pezzi, intestino malfunzionante, …
    non possibilità di raggiungere indipendenza economica, no chance di avere una compagna da amare e da cui essere amato.
    impotenza, impossibilità, incomunicabilità, sempre più in fondo al pozzo muto, umiliato in continuazione dal prossimo, deriso da ragazze e donne, la mia arte che non viene riconosciuta (sono poeta e scrittore), delusioni sanguinose, spegnimento, paura ormai di vivere questa non-vita che è condanna a morte mediante lunga dolorosissima agonia…
    ho più paura di vivere che di morire.
    preferisco una morta secca e violenta a tutto questo che mi è stato inflitto.
    isolamento, insopportabile rumore ronzante e ridacchiante delle maschere e burattini abitanti il teatrino grottesco tragicomico della pseudovita mondana e volgare…una vita senza Vita, che mi trova estraneo ed escluso.
    ma pure dalLa Vita che io conobbi, e dalLa Sua Bellezza sono oramai escluso.
    devo morire, eseguire cioè la condanna.
    non c’è dimora in alcun mondo per me.
    la razionale imprigionante paura ci separa dal terrore che invece spinge alla naturale (ciò che è naturale fa a cazzotti spesso col raziocinio pavida costruzione intellettuale) conseguenza.
    se abbracci il terrore definitivamente, la morte per suicidio è una formalità, poiché tutto è già avvenuto dentro : si tratta di concretizzare replicando, di dare esterna fisica testimonianza.
    isolarsi, zittire il rumore, estraniarsi da ogni contesto e agire nell’unico senso e modo possibile.
    due condanne : accanimento terapeutico intriso di vergogna e dolore e umiliazione oppure un colpo solo e secco e via ?
    la seconda, grazie.
    che il sipario del mondo (che muore con me, è tutto soggettivo, il resto non esiste) si chiuda violento su mascherine vili e meschine e su tutta la tragicomica farsa.
    morire, non dormire (né sognare).
    basta con le illusioni.
    al di là della speranza e della disperazione entrare nella bolla di lucida (ma non troppo) ‘folle’ consapevolezza e sbrigare l’estrema pratica.
    nessun fascinoso Nulla, ma nulla e amen.
    annientamento.
    essere o non essere ?
    non essere più.

    .

  • 12449
    PesoMorto78 -

    io fui.
    nulla mi è rimasto.
    tutto mi è stato sottratto con beffeggiante virulenza crudele e infame.
    spiritualità, misticismo in me sempre, ma non più il dio cristiano.
    pippe mentali ?
    no, io agirò una sola unica ultima definitiva volta.
    non ho niente da dimostrare, non sono un ragazzino e soprattutto chi compie gli atti dimostrativi vuole vivere ed è ricco di vitalità, anche troppo !
    io non più da tempo.
    sono spento.
    spento, inaridito, disilluso, pietrificato il mio grido nel gelido deserto.
    perché scrivo qui ?
    per testimonianza.
    l’odio contro di me -da parte di tutti e delle femmine in particolare- ha superato ogni resistenza e tollerabilità.
    sono inutile.
    e guasto.
    avevo e ho avuto molto da dire e da dare, ma in cambio ho ricevuto ridacchianti mutilazioni orrende.
    dipendo dai farmaci, peso sul magro bilancio familiare e non manca occasione per farmi sentire quello che sono : un inetto parassita.
    devo devo DEVO MORIRE.
    così è stato predeterminato.
    io eseguo.
    non c’è altra strada, se non una razionalità grondante retorico buonsenso che è quella sì masturbazione mentale.
    il sentimento più vero e profondo è agli antipodi della razionalità.
    e dove un tempo trovavo la vera Bellezza delLa Vita, ora è giusto e ovvio e naturale trovi il mio tempo-spazio-visione(incenerita)-atto(fulmineo) di morte.
    ho amato troppo, ho amato male, …non importa più.
    tutto è niente.
    accetto ed eseguo.
    basta coi vostri merdosi ilari irridenti ronzii d’astio e cinismo illimitati.
    tenebre e silenzio.
    bene così.
    non rifugio, non liberazione, in culo le favolette narranti di luci in fondo al tunnel.
    in fondo c’è un mucchio di vecchie conoscenze che ti sputacchiano in faccia la loro nauseabonda risata.
    fuori un’umanità alla paludosa deriva…non esiste, non mi riguarda più.
    il Mondo che fui tramonta con me.
    addio, straniero.
    fuggi, salvati, dimenticami.
    dimenticati anche tu di me che già fui, di me che da gran tempo non sono più.
    addio, ebbro mistico istante.
    la vita è una musica interrotta.

    .

    II

  • 12450
    Ecate -

    Credo sia una bella sensazione quando qualcuno si sente esattamente come te e che, di conseguenza, ti comprenda appieno. Qui /come fuori dalle nostre mura, del resto/, siamo tutti sulla stessa barca /che sia questa la solidarietà leopardiana?/, ma la sola comprensione può rivelarsi inutile, in quanto impedisce a noi stessi di reagire, probabilmente uno dei verbi più odiati e più cercati al tempo stesso. O forse, più semplicemente, si preferisce cadere nel baratro, piuttosto che prendere a pugni il mondo- In ogni caso, sarà pure normale rifugiarsi nel suicidio, ma sei davvero pronto a farla finita?

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