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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 7826
    Lorenzo -

    Ciao Beppino!
    Non conosco la terminologia degli psichiatri francesi, ma quelli italiani chiamano “bipolare” il disturbo di chi alterna fasi di euforia creativa ad altre di depressione profonda. Per saperne di più dovresti leggere il libro di G.B. Cassano “E liberaci dal male oscuro”, oppure fare una breve ricerca su google. Per carità, io non sono un fan degli psicofarmaci, ma a volte eliminare questi disturbi è più facile di quello che si crede, con una terapia appropriata. Hai parlato col tuo psichiatra di queste fasi di produttività e di perfetto benessere? Magari no, e lui ti crede un depresso puro, mentre un bipolare ha un altro tipo di disregolazione e richiede un trattamento diverso.
    Tu forse non apprezzi abbastanza questo dono di saper suonare bene il pianoforte! Mi prenderei sulle spalle tutta la tua malattia, per riuscirci… In fondo ho fallito in una possibile carriera di musicista per questo, la mancanza di preparazione, il non sapere suonare con sensibilità, derivato in fin dei conti dal non avere riconosciuto da piccolo la mia vera vocazione (e dire che mia madre mi chiedeva sempre: ti piacerebbe suonare uno strumento? e io: no!) Tu invece hai cominciato presto, da quanto ho capito. Devi avere studiato parecchio, ed essere diventato molto bravo (7-8 anni già bastano per giungere a livello praticamente professionale). Che sia la tua vera vocazione? Forse a causa della tua depressione, non hai abbastanza fiducia per perseguirla, e studi cose che in fondo non ti interessano. Non so… dovrei conoscerti per capire.
    Quel che è certo e che sono d’accordissimo su un punto: la vera vita è da soli, specialmente di notte, e stando a contatto vivo con la natura. Solo allora si è immersi nel mistero. Dopo aver trascorso qualche ora in queste braccia confortanti, anche la voce di una persona cara suona come un latrato. Come sono stonati i suoni prodotti dalla specie umana! Quanto odio contengono! Non dico solo le cacofonie orrende dei veicoli e macchinari di ogni tipo, ma le loro stesse voci, quando comandano, rimproverano, aggrediscono e vogliono umiliare!! Hai mai notato che cosa spregevole e oscena è ad esempio il timbro di voce di un capo che ordina ai suoi operai? (per non parlare degli ufficiali o di mariti e mogli che litigano). Nessuna bestia ha un così orrendo suono di voce. Basta ascoltare la voce degli uomini, per capire il motivo per cui sono gli animali più distruttivi del creato! Quel che esce dalla loro bocca è l’opposto della musica!

  • 7827
    Andrea -

    Patty:

    Torna! serve positività e tu ce l’hai!

    Lorenzo e Beppino:

    Quanto vi capisco! anch’io ho passato notti intere a comporre e questo mi faceva sentire da Dio! e capisco te Lorenzo quando parli del principale che urla dietro agli operai. Mi ricordo il mio ex principale che iniziava ad urlare alle 8 di mattina e quando andavamo via alle 6 di sera stava ancora urlando, da solo! Insulti gratuiti e altro. Ma a distanza di tempo mi accorgo che mi ha formato anche quello. Prima ero timido, pieno di paure e quell’ambiente mi ha svegliato. D’altra parte però ci sarebbero modi ben diversi, più civili e umani per risolvere il problema della paura e della timidezza, senza causare altri traumi.
    Beppino, il “Valzer della fine del mondo”! grande! haha!!! senz’altro sarà carico di energia e molto intenso! Mi piacerebbe ascoltarlo! Anch’io girovagavo per le strade da solo. E’ un modo per conoscere sè stessi, quando si sente la gente troppo diversa da te.
    Lorenzo, ho letto quel libro, ma credimi, stanne lontano! anch’io ho preso gli psicofarmaci a a tonnellate, ma non sono la soluzione a niente. Sono un mezzo per darsi una tregua, ma non la soluzione finale. La maggior parte dei problemi deriva dai traumi ed esistono mezzi di gran lunga più efficaci come l’EMDR che permette di scaricare l’energia traumatica e risolvere i traumi e di conseguenza l’ansia e la depressione. E soprattutto non richiede farmaci. Il farmaco ti rincoglionisce, ti toglie lucidità, ti fa stare meglio, ma non ti guarisce, rimanda solo il problema. Anche se la depressione è uno squilibrio chimico, è la psiche che causa quello squilibrio. La psiche è la fonte di noi stessi. Tieni conto che esiste l’effetto placebo, cioè se tu ti senti meglio per una reazione chimica il tuo organismo capisce che può guarire e lo farà anche se ti daranno una pastiglia neutra dicendoti che è quel farmaco. Questo significa che siamo noi a guarirci, non il farmaco. Il farmaco serve a farci capire che è possibile guarire, ma poi spetta a noi farlo davvero. Le industrie farmaceutiche iniziano ad aver paura che la gente lo capisca e parano il colpo. Quest’anno in una farmacia ho letto “il prodotto che ricorda al tuo organismo come reagiva a trent’anni!” riferito ad un prodotto per dimagrire. Hai capito? per loro è il prodotto, non la psiche! la paralola “ricorda” è quello che mi ha dato la scintilla… Non potevano dire “agisce”? come dicevano prima?
    Rifelttiamoci…

  • 7828
    Beppino -

    Caro Lorenzo,

    Ti ringrazio per il tuo messaggio. L’ho letto con piacere.
    Sono proprio un compositore fallito. Oggi ho suonato tutti i miei valzer, ed era difettoso, da buttare via.
    Inoltre a casa mia, se ne fregano tutti della musica che creo…Mi sento misero.
    Prima di frequentare l’università, ho esitato tra due vie: la musica ( fare il professore di pianoforte ) o le lingue. Ho scelto le lingue e mi sono distrutto.

    Per quanto riguarda la depressione bipolare, in Francia viene definita come in Italia. Hai ragione, ne parlerò con il mio psichiatra, e vedrò ciò che dirà. Io sono d’indole appassionata. Devo sempre nutrire il mio fuoco passionale con qualcosa, non sopporto di rimanere amorfo, senza produrre niente. Quindi scrivo poesie…scrivo un diario…compongo…altrimenti muoio. E adesso ho il sentimento che la “fase valzer” si sta spegnendo e panico…perché nella mia vita, non c’è più niente.
    Un tempo, ero vicino a Dio…adesso non Lo capisco più, non Lo afferro più. Allora cosa mi resta……………Niente. O forse l’amore che ho per la mia famiglia…forse la valorizzazione che mi offrono questi amici che non vedo spesso…e forse il ricordo di certi “angeli” che ho incontrati nel corso degli ultimi anni…Degli “angeli” che mi hanno ricordato che valevo qualcosa…mentre ora mi sembra di essere sprofondato nel baratro…
    Vorrei urlarlo ai miei…dirgli che mi sento inesistente, senza nessun valore…e dirgli che la vita non mi interessa…Vorrei urlare loro che faccio tanti sforzi per rimanere a galla…per affrontare la vita, le angosce, le paure, i tormenti che mi assillano…e non ne posso più.
    Non ho altro rimedio che le medicine…Queste mi fanno dormire…
    Per esprimere il mio malessere, non ho esitato: ho fatto le sciocchezze peggiori…Certi, vedendomi, avrebbero pensato: “è pazzo”, ma non lo ero per niente: ero conscio che Qualcuno, lassù, mi vedeva soffrire e urlare…Non volevo dirlo all’umanità, perché non trovavo le parole giuste…e ho trovato solo disprezzo, incomprensione. Ma se Dio vede tutto…allora ha visto il dolore che esprimevo mediante i miei atti…

    Scusa, ho parlato di cose che mi turbano e mi fanno male.
    A presto…

  • 7829
    Andrea -

    C:

    In effetti così sembra l’icona dell’hard disk! scherzi a parte (per sdrammatizzare eh…!) se tu aggiungessi qualche particolare in più al tuo commento se ne potrebbe parlare insieme…:-)

    Animula:

    Piacere mio! E ora come te la passi con il Natale? ti fa ancora quell’effetto o è cambiato qualcosa?
    Io sono uno dei pochi che nonostante la depressione riusciva a star meglio proprio a Natale. Però solo la notte e il mattino e mi deprimevo il 25 pomeriggio, via via che passava, perchè l’atmosfera stava finendo. Quella notte sentivo che la gente stava meglio, era allegra, si baciava, si abbracciava e si scambiava regali e il più delle volte il gesto era sincero. Sentivo nell’aria questa cosa e mi veniva spontaneo unirmi ad essa. Ero contento che gli altri fossero particolarmente sereni e quindi ero contento anch’io, appunto. Mi infastidivano le persone che facevano di tutto per rovinare l’atmosfera. La data del Natale si sa che è stata decisa a tavolino, ma è comunque un’occasione per provare a mettere da parte tutti quanti i pensieri negativi, all’unanimità e nello stesso momento, e questa cosa è potentissima (eme si incazzerà come una belva per questa cosa che ho detto, già la sento).

    Lorenzo:

    La bi-polarità dipende anche da quanto dura lo stato di euforia e di disperazione. Se per un’ora sei disperato e l’ora dopo euforico, o anche un giorno l’uno e un giorno l’altro e senza ragioni evidenti, senz’altro sei bi-polare. Se invece stai bene facendo una cosa che ti fa stare bene e stai male facendone una che ti fa stare male sei solo umano. Per me Beppino è umano, perchè comporre lo fa stare bene, impegna la mente in qualcosa che lo fa sentire sè stesso, mentre quando smette torna nella solita realtà squallida. Che ne pensi?

  • 7830
    Andrea -

    Beppino:

    Tra le altre cose, anch’io come te salivo sugli alberi. Ora salgo sulle montagne, ma, se capita, anche sugli alberi. Il fatto è che una volta avevo un orto, e in quell’orto avevo a disposizione alberi sui quali era facile arrampicarsi, mentre ora trovo più che altro alberi d’alto fusto. Az! e come si fa!? Ma secondo me, oltre a stare in mezzo alla natura, che è già molto, il punto è che salendo sugli alberi o sulle montagne si vedono le cose da una prospettiva diversa. Capisci che intendo? puoi affacciarti al balcone di un palazzo, al quinto piano, ma non è la stessa cosa, perchè lì ci vanno tutti. La differenza tra chi sale sugli alberi e chi sale al quinto piano è che chi sale sugli alberi cerca una visione davvero diversa dal comune, perchè sente che qualcosa non gli torna. Lo stesso modo di agire lo abbiamo anche nella vita, vogliamo “vederci chiaro”. Ovviamente, quelli che vogliono “vederci chiaro” sono i primi ad essere presi di mira da chi vive con i paraocchi, perchè diamo fastidio. Ma non fartene una ragione per stare male, perchè chi dovrebbe preoccuparsi di stare male è chi ha i paraocchi, non noi. Ok? Spesso finiamo per curarci noi al posto di chi dovrebbe farlo realmente, ma è sbagliato, non devi sentirti un fallito. Hai scelto lettere e ti sei distrutto, altri hanno scelto la musica e si sono distrutti, anche se diplomati. Non pretendere che in casa capiscano cosa fai, non illuderti, quasi certamente non lo capiranno mai, o forse si, ma non importa, perchè non sono loro il tuo vero pubblico. Se la fase valzer finisce vuol dire solo che sei passato oltre e che arriverà altro da esprimere, un passo in più, magari qualcosa di geniale! Ascoltati.
    Ho trovato in Internet il corso di un tizio che parla di autoproduzione e me ne sto interessando. Sembra fatto bene, se ti interessa ti do il link.

    Coraggio artista!

  • 7831
    Lorenzo -

    Per Andrea:
    Concordo sugli psicofarmaci, i professori alla Cassano nel proporli come panacea dimenticano diverse cose ormai assodate, come gli effetti collaterali sulla sessualità, l’insonnia, l’agitazione, lo stato mentale alterato che può sfociare in atti estremi, e il fatto che hai ricordato tu: questa roba non cura, nel caso migliore attenua i sintomi.
    Possono tornare utili ma non sostituire la “vera” terapia, che può essere solo il ritornare a contatto con noi stessi, col mondo delle nostre pulsioni profonde.
    Ho sentito parlare della tecnica emdr, ma credevo fosse d’impiego limitato ai soldati che hanno subito traumi in battaglia. Non saprei che dire, non ho sofferto di quel tipo di stress, e nemmeno di depressione vera e propria, eccetto un periodo, 17 anni fa. E’ però vero che ora sento cattive vibrazioni, e mi domando se non sto piombandoci di nuovo… certo l’aver perso la madre, la fidanzata con cui sognavo di costruirmi una vita, il lavoro, tutti gli amici, lo stare ormai sempre tappato in casa, seduto davanti al computer e non provare neppure più gioia di fronte a un albero, a un bambino o un cane che gioca libero – forse come risultato complessivo dà qualcosa che se non è depressione, le assomiglia molto.

    Per Beppino
    Mi piacerebbe sapere di più su di te, forse la musica era davvero la tua strada e non ci hai creduto (o ti hanno impedito di crederci). Non oso giudicare: certo se hai scritto che la creatività ti mantiene vivo deve essere qualcosa di essenziale per te. Comunque non devi abbatterti, e pensare che quello che hai scritto non vale nulla. Se a te piace, intanto è già una prova che è qualcosa di buono, perchè sei una persona competente. E non devi neanche credere che il genere che fai non abbia pubblico. In Italia gente come Allevi e Roberto Cacciapaglia vende bene e guadagna abbastanza, eppure scommetterei che la tua musica sia migliore della loro.

    Senti una cosa: cos’è esattamente l’orecchio assoluto? Se mi fanno ascoltare una canzone, e io la so suonare a memoria alla tastiera esattamente nella tonalità in cui l’ho ascoltata: questo si definisce avere l’orecchio assoluto?
    Oppure avere orecchio assoluto significa qualcosa di più, saper dare alla tonalità ascoltata (e a ogni nota di essa) il giusto nome? Questo non so farlo.
    Fare ricerche su google non mi è servito, le definizioni di orecchio assoluto che ho letto sono molto varie.
    Scusa, non c’entra niente col nostro argomento, ma è una curiosità che mi porto dietro da anni.

  • 7832
    Beppino -

    Ciao a tutti,

    Per quanto riguarda la bipolarità, è interessante quello che scrive Andrea. In realtà tendo sempre a sminuirmi, e ieri ho suonato tutti i valzer che avevo composti…beh ho concluso che erano quasi tutti da buttare via. E poi sono entrato in una fase depressiva. La sera, deprimevo, e non osavo più comporre niente.
    Penso di essere un depresso che cerca di aggrapparsi ad un’attività che lo appassiona…e a volte ricado nella disperazione, perché mi rendo conto che niente sarà mai perfetto…mi rendo conto di essere difettoso…e di non poter produrre qualcosa che abbia valore.
    Poi ho dormito male, le ultime notti, e forse influisce sul mio morale…anzi è certo.

    Bipolare, non so se mi corrisponda…”ansio-depresso”, questo sì.

    Ciao!

  • 7833
    Beppino -

    Caro Lorenzo,

    L’orecchio assoluto, secondo me, è sapere riconoscere una nota quando la senti. Ad esempio suono un la sul pianoforte e sei capace di dirmi quale nota è. Poi penso che chi ha l’orecchio assoluto possa creare una melodia senza strumento. Ma avere l’orecchio assoluto si impara. È solo una questione di allenamento, e di pratica della musica. Più ascolti musica, più il tuo orecchio si forma…:-)

    Penso di essere un artista nell’anima…però non ho nessuna formazione di compositore, a contrario di molti compositori famosi, e quindi…appare nel risultato! 🙂
    Certi compositori odierni usano la lora musica per i film…e trovo sia un’ottima idea.
    Io mi accontento di interpretare ogni mia composizione quando vado dalla zia, perché mia cugina è l’unica fan di quello che scrivo.
    Si siede accanto al pianoforte e mi ascolta, poi scambiamo i ruoli: l’ascolto mentre suona.
    Ma quando studiavo in una certa città, c’era una stanza con un pianoforte, e ogni giorno ci andavo. Così gli “ammiratori” li ho avuti lì…All’epoca, non componevo ancora. Suonavo a memoria dei brani che mi venivano in mente.

    La musica ( come altre cose ) per me è una passione. Però ho voluto suonare dei brani troppo complicati, tipo “études de Liszt” e mi sono scoraggiato. Non ho il livello per suonarli, oppure dovrei fare quattr’ore di piano al giorno…e farne la mia vocazione: NON POSSO, perché ho scelto la via delle lingue ( perciò scrivo in italiano ).
    Fossi solo a casa…rimarrei tre ore di fronte al mio strumento. 😀 ma è impossibile.

    Poi vedi Lorenzo, io compongo musica classica ( o romantica ). Siamo nel 2010. I maggiori compositori romantici hanno raggiunto la cima del genere: Liszt, Chopin, Rachmaninov sono degli eroi. Ora nessuno può competere con loro e comporre musica che superi la loro. Erano prodigiosi. Io vivo in un’epoca che non fa per me, e musicalmente sono rimasto all’età romantica.
    Ho voluto creare una musica che rassomigliasse a quella dei miei eroi personali…ma rimane obsoleta nella società odierna.
    Gli eroi del giorno sono Yann Tiersen, Yiruma…e il loro stile musicale. Questo, oggi, viene chiamato : “musica classica”.
    Quella di Liszt, Chopin…è obsoleta.

  • 7834
    Andrea -

    Beppino:

    Una cosa mi ha colpito di quello che hai scritto.
    Tu dici che ti rendi conto che niente sarà mai perfetto. Ma perchè, ha importanza che qualcosa sia perfetto? e poi perfetto per chi? per tutti? neanche Mozart, che io adoro, è perfetto per tutti. Troverai sempre quello che ti dice che Mozart gli fa schifo. Strano a dirsi, ma è così. Mozart era un genio, ma chiunque crea lo è, solo per il fatto di saper creare. Perchè bisogna sempre inseguire la perfezione, quando la perfezione è solo questione di punti di vista? di gusti? o peggio ancora di regole? se un autore classico qualunque fa una successione armonica diversa e “sbagliata” gli dicono che ha sbagliato, se la fa un autore famoso dicono che è un genio. E neanche tutti, perchè ci saranno sempre gli ipercritici frustrati che non vedono l’ora di criticarlo. Ha senso? per me no, neanche per idea. E se Mozart (lo so che noi non siamo Mozart, è solo per spiegarmi) ascoltando le critiche si fosse depresso? Se avesse detto “va beh! smetto di suonare, tanto non mi capiscono…”. Addio Mozart! A parte forse per la natura, la perfezione sulla Terra non esiste Beppino, quello che può essere perfetto per uno può essere un disastro per un altro. Se i tuoi brani hanno errori armonici veramente inutili puoi dedicare un’ora al giorno solo allo studio dell’armonia, anch’io l’ho studiata da solo e se l’ho fatto io puoi farlo senz’altro anche tu!
    Ho avuto spesso a che fare con i musicisti classici e la mia ragazza è diplomata in chitarra classica, per cui capisco quello che dici sui big della classica. Ma la musica è talmente vasta che non vedo il problema. Puoi provare a cambiare genere, senza discostarti troppo dalla classica, prova girarci intorno, a sperimentare, è molto bello! credimi! ma non aspettarti che sia perfetto, se lo fosse, forse, suonerebbe anche innaturale! è bello così! umanamente imperfetto!
    E poi, parlando di lingue, il tuo italiano è perfetto, mentre ci sono italiani che non sanno nè parlarlo nè scriverlo!

  • 7835
    Andrea -

    Lorenzo:

    L’emdr è stato usato per i soldati e per le vittime dello tzunami, ma alcuni terapeuti lo usano con tutti e credimi che funziona. Lo ha fatto anche la mia ragazza dopo la morte di sua mamma (e non solo per quella) ed è guarita completamente. Un trauma è un trauma, non c’è differenza se lo hai avuto in un modo o in un altro. Il problema, come sempre, è che una parte di psichiatri non accetta la cura, in questo caso l’emdr. Non lo accetta semplicemente perchè non ne capisce il meccanismo. Cioè, non sanno perchè funziona! Però funziona! e io dico, visto che non ha effetti collaterali non è forse meglio usarlo allora? ma secondo me c’è dell’altro, perchè è talmente efficace che provocherebbe un crollo nella vendita di psicofarmaci e questo gli psichiatri lo sanno bene. Io ero arrivato a scaricare l’energia traumatica attraverso altre vie, piuttosto complicate da spiegare, e l’effetto era stato ancora più violento e immediato. Avevo tremato come un martello pneumatico per quattro ore di fila, sembravo epilettico! il giorno dopo avevo un tale mal di testa da non riuscire quasi a muovermi. Il terzo giorno mi sono svegliato e mi sono sentito come se avessi cinque anni, come se fossi nato un’altra volta! e non sono mai tornato indietro. Il trauma irrisolto è energia immagazzinata, non è detto che ti dia sempre ansia. Se trovi qualcosa che ti da entusiasmo l’allontani, ma è lì e ti basta qualcosa di particolarmente negativo per riattivarlo.

    Vela:

    Ci sei ancora?

    Beppino:

    Non ho capito una cosa. Hai mai fatto terapie diverse dai farmaci? Tu sai bene di non essere “pazzo”, lo ha detto, quindi dov’è il problema? Sai benissimo che il termine “pazzo” per la gente significa che qualcuno è diverso dalla media delle persone, o anche solo da loro stessi. Per il papà della mia ragazza, ad esempio, sono tutti pazzi tranne lui. Peccato che litighi con tutti, anche quando gli altri sono accondiscendenti con lui. Se una persona media va in Perù dice che lì sono tutti pazzi, ma questo non significa che in Perù abbiano problemi psicologici più che quà, anzi, forse molti meno! questo lo sai anche tu. Perchè non provi a spiegarlo anche agli altri?

  • 7836
    Beppino -

    A Andrea,

    Grazie per il tuo messaggio. L’ho letto con piacere, e mi ha illuminato su certi aspetti della mia vita; Infatti, salire sugli alberi, di notte, era per me un’azione da studente impazzito. O per lo meno, non mi spiegavo perché facevo tali cose. Era fuori dal comune, anomalo. Ma c’era una cosa che non tornava dentro me. Ero rivoltato contro la società e privileggiavo il contatto con la natura ad ogni costo.
    Ancora oggi credo che l’uomo distrugge la Terra, e più passa il tempo più mi dico che dobbiamo approfittare al massimo di quello che la natura ci offre prima che venga rovinato. Se fossi solo e libero, prenderei uno zaino e partirei per un anno: visiterei tutti gli zoo della Francia, e farei studi di etologia per poi potermi specializzare nel comportamento dei lupi.

    Conoscete Hélène Grimaud? Beh ecco, è la mia “maestra” per quanto riguarda la passione di vivere i propri sogni. Lei ha creato un centro di conservazione dei lupi, agli Stati Uniti, e come professione suona il pianoforte nelle grandi città del mondo. È una personalità misteriosa, selvaggia, che vive al cento per cento le proprie passioni. E questo per me è un modello di vita.
    Grazie a lei ho scoperto Chopin, e poi Liszt nonché Rachmaninoff…i tre miei compositori prediletti.

    Io funziono così: per mesi mi appassiono per una cosa, poi l’abbandono per un po’ di tempo, e ci torno dopo qualche mese.
    Ho composto due ninne-nanne, e quelle piacciono a mia madre…! Finalmente qualcuno nella famiglia mia che apprezza la mia musica!!!!!

    La musica è come la poesia…serve ad esprimere quello che si prova.
    Altrimenti, rimane morta…

    Eh…ora la smetto di scrivere di musica perché altrimenti scriverei un romanzo………

    Ciaoooo!

  • 7837
    Beppino -

    Ciao!

    Il valzer della fine del mondo, l’ho scritto il mattino quando non avevo ancora preso l’ansiolitico che mi pacifica con me stesso. Ero quindi angosciato, perciò questo valzer esiste…
    È più energico degli altri…e parlandone mi rendo conto che quello che compongo mi appassiona…:-D
    In breve, va tutto bene: quello che compongo mi piace…
    Non devo calare le braccia…

    A presto!

  • 7838
    Andrea -

    Beppino:

    Leggendo quello che scrivi mi sembri molto più sano tu di tanta gente che conosco di persona e che si ritiene perfettamente sana. Tu ti preoccupi per l’ambiente (pienamente d’accordo con te e con Lorenzo!) ami la natura, vivi le tue passioni, cerchi di conoscere più di una cosa, sai cosa desideri e si sente da come ne parli. Addirittura fai progetti! Visto così sembri tutt’altro che depresso! E’ vero che ci vuole costanza e dedizione per imparare bene a fare qualcosa e che la discontinuità può essere un ostacolo, ma è anche vero che se non vivi intensamente non puoi comporre. Forse ti ci vorrebbe più costanza nelle cose teoriche, alternandole alla composizione. Forse dovresti darti degli obiettivi precisi per essere più determinato. Dici anche che vorresti partire per specializzarti nel comportamento dei lupi (bellissimo!), se tu fossi solo e libero. A me sembra che tu dica spesso di essere solo, per cui un problema l’hai già risolto. Libero…economicamente? conosci le lingue e a quanto pare piuttosto bene (e sai che la perfezione assoluta non esiste, la perfezione è soggettiva). Non so come sia davvero in Francia; in Italia chi vuole realizzare qualcosa di particolare per lavoro, spesso si rivolge alla Francia e con successo. Hai paura di partire e sentirti depresso? probabilmente lo sarai se non parti, se continui a stare rinchiuso. Lorenzo diceva che, forse, studi qualcosa che infondo non ti piace, cioè le lingue, e credo abbia ragione. Ma a furia di studiarle le hai imparate e possono essere un ottimo mezzo per realizzare i tuoi sogni veri, non un lavoro fine a sè stesso, ma un mezzo per arrivare ad altro. Secondo me, dovresti scegliere un obiettivo preciso tra le tue tante passioni, qualcosa di potanzialmente realizzabile e che ami davvero, impegnarti per realizzarlo, con più costanza, ma vivendo comunque (e credo non sia un problema per te). Con le lingue potresti sia essere autonomo che realizzare, nel frattempo, i tuoi sogni veri, un passo alla volta. Così avresti sia l’indipendenza economica, sia uno scopo che ti appassiona e non una fila di giorni già segnati.

    Se invece questa soluzione non ti fa accendere nessuna “lampadina”, allora il problema è un altro. Forse la tua solitudine è interiore, anche se il discorso non cambia di molto, perchè se tu capissi di valere per le tue buone qualità, che sono evidenti, la sensazione di solitudine interiore sparirebbe e potresti fare serenamente anche il resto.

  • 7839
    tracy -

    Il fatto è che le sue buone qualità sono evidenti a noi o a qualcuno al di fuori della sua famiglia ma a quanto pare alcuni familiari non lo apprezzano e su questo devo dire che a volte alcuni familiari sono quelli che danno piu fastidi di gente conosciuta al di fuori della famiglia…non si sa perchè ma visto che conoscono qualcuno fin da piccolo si sentono in diritto di sminuirlo. sopratutto il padre uffi.

  • 7840
    Beppino -

    @ Andrea,

    Ciao. Ho letto il tuo messaggio con molta gioia, perché mi sono sentito capito.
    Economicamente, è vero che non sono libero perché vivo ancora dai miei e per ora devo trovare un lavoro che faccia di me una persona pienamente autonoma. Poi, avendo un lavoro, forse studierò le cose che mi piacciono veramente. Amo studiare, imparare delle cose. Forse lavorerò nel settore della traduzione per alcuni anni e poi mi dirigerò verso lo studio degli animali e più precisamente dei lupi.
    Faccio progetti, e sono più sogni che progetti concreti. 🙂

    In realtà la depressione…sì, ovviamente c’è, ma sono in una buona fase, in questi giorni. Per mesi ( o anni ) ho urlato il mio dolore interiore. Ero come pazzo. Mi automutilavo fino al sangue nei cessi dell’università, lasciando sangue sulle pareti…e scrivevo sul mio diario con il mio sangue. Ho fatto tante cose di questo tipo…! E a giugno, ci è mancato poco perch’io morissi. Adesso sono le medicine che mi aiutano a rimanere lucido ( benché mi stanchino molto…) e a cercare un modo di vivere i miei sogni…
    Certa gente molto decisa è riuscita a realizzare i propri sogni…e sarebbe tanto bello se un giorno potessi trovare la mia via, e Vivere al cento per cento per il mio ideale…Ho già tentato di farlo perché riguardo a questo sono concreto. Sono capace di uscire di notte e andare a camminare dritto dritto senza luogo preciso da raggiungere. Smarrirmi in un paese sconosciuto…questa è avventura!!!!! Mi piace da matti.
    La solitudine…c’è, perché nella mia famiglia, sono l’unico a “vivere altrove”, a comporre, a scrivere…e ad essere così segreto, interiore. Sono sempre stato appassionato, a contrario degli altri che dicono: “sobrietà in tutto”. IO NO: PASSIONE IN TUTTO!!!! 😀

  • 7841
    Beppino -

    Sapete, io non so più pregare e non leggo più la Bibbia. La mia vita spirituale è bloccata. Per i miei questa è proprio fondamentale…Loro pregano, leggono la Bibbia ogni mattina, vanno in chiesa quattro volte alla settimana. Sono sobri in tutto, perché è un principio biblico. Per mesi, la mia vita spirituale è stata sballottata…Ho urlato a Dio che soffrivo…e dopo un esaurimento nervoso che mi ha condotto a tentare il suicidio, ho realizzato che non ce la facevo più a seguire Dio. Non ero all’altezza. Mio padre…questo non lo capisce. Vivo in modo diverso dai miei…senza oppormi alla fede loro, ovviamente. Ma per ora io non ho più nessun punto di riferimento per quanto riguarda la fede, e al limite, non voglio ritrovarli. Ho bisogno di VIVERE. La solitudine la vivo qui, a casa, perché i miei ideali divergono da quelli della mia famiglia.
    Sono quasi tutti cristiani…
    Privileggiano la sobrietà in tutto, mentre io mi appassiono per tante cose!!
    La loro passione, la rivolgono alle cose divine…mentre io non ci riesco perché amo la vita, amo quello che il mondo ci offre di sano…
    e l’amo smoderatamente. Al cento per cento.

    Allora compongo, scrivo, sogno…e ho uno stile di vita totalmente contrario a quello dei miei.
    La fede…non so più cosa sia.
    So solo di aver bisogno di affetto, di libertà, di grandi distese erbose e di foresta…bisogno anche di animali.

    Ciao…!;-)

  • 7842
    Andrea -

    Beppino:

    Sono felice di essere riuscito a trasmetterti qualcosa di buono e che questo ti sia servito! il fatto di non rifiutare l’aiuto degli altri fa sì che tu sia anni luce più vicino di loro alla porta d’uscita del tunnel. Ti basta superarla e lo stai facendo, dicendo che sei in un buon periodo e che vuoi vivere! E fai bene a voler vivere, perchè a forza di essere sobrie, molte persone si sono dimenticate di essere vive! E ricorda sempre quello che hai detto: “io voglio VIVERE”.
    A me i tuoi non sembrano solo sogni, ma progetti veri! Resteranno sogni se non farai nulla per realizzarli! Prova a pensarli come progetti! non come sogni! anche se i tuoi genitori non capiscono. Loro non credono nelle cose che escono dal loro mondo, o peggio, hanno paura di cosa penserebbe la gente! (anche i miei genitori erano così all’inizio). Per chi è così ed è convinto che non si possa cambiare idea, esistono loro, i figli e “gli altri”. “Gli altri” possono realizzare quasi tutto, i figli no, loro un pò di più dei figli, essendo “adulti” (anzi, pensano di averlo già fatto). Sei già stato fortunato che non ti abbiano ostacolato nello studio… perchè a volte fanno anche questo… Si, ma allora, se i sogni sono solo sogni, perchè chi ha fatto grandi scoperte è partito da un “sogno”? o meglio, da qualcosa che tutti consideravano un sogno? una fantasia impossibile? Mi piace molto una frase di Albert Einstein che dice “si pensa che una cosa sia irrealizzabile finchè si crede che lo sia, poi arriva uno sprovveduto che non ci crede e la realizza”. E tu vuoi specializzarti nel comportamento dei lupi, non chiedi di andare su Giove! mi sembra del tutto realizzabile! Non so quali possibilità ci siano dopo, non me ne intendo (in Italia poche, ma tu vivi in Francia!) però è una cosa che ti affascina e questo è fondamentale! E’ anche un incentivo per renderti più tollerabile un lavoro che magari non ti andrebbe tanto di fare, perchè in questo modo sarebbe un ponte verso qualcosa che ami davvero! Sicuramente tutto ciò contribuirà a cambiare la tua vita in meglio! è pur sempre un inizio, non trovi?

  • 7843
    Andrea -

    Lorenzo:

    Con la fila di disgrazie che hai raccontato non mi pare strano che tu sia quantomeno triste…sei sicuro di essere bi-polare? non è piuttosto che hai una grande forza e a tratti riesci a staccarti dal dolore? posso sbagliarmi, però…il dubbio mi viene…

    Tracy (e Beppino):

    D’accordo. Del resto i familiari sono il nostro punto di riferimento fin da subito, per cui ci si trova anche a subirli a volte. I famigliari di Beppino non solo non vedono le sue buone qualità, ma le considerano stranezze, eresie! E come aspettarsi il contrario in una mentalità dove la sottomissione è il primo passaporto per il cielo?

  • 7844
    Beppino -

    Ciao amici,

    Grazie per i vostri messaggi che leggo con interesse. Grazie a voi, ci vedo più chiaro…
    Continuerò a comporre musica, anche se dovrò forse studiare un po’ d’armonia, ecc.
    Stamattina, mio padre mi ha chiesto: “Vuoi che Dio ti faccia del bene?”
    Eh…stavo facendo colazione, e onestamente non sapevo cosa rispondere. Sono cose intime, profonde allora timidamente ho risposto: “sì…” senza motivazione…e mio padre non aveva sentito la risposta, allora mi ha fatto di nuovo la domanda…mi seccava, e ho ripetuto la mia risposta…però mostrandogli bene che per ora non ero in grado di VOLERE qualcosa che venga da Dio.
    Cioé, per esprimermi meglio, direi che rifiuto la pressione familiare rispetto alla mia vita con Dio. Se mi sento obbligato a rispondere alle domande pesanti dei miei…mi blocco, e più mi assillano con questo più mi blocco.
    Sono andato in chiesa stamani…però non ho cantato perché non sono ipocrita: non canto cose che non sono vere per me. Inoltre mi stanca cantare. Non prego neanche, in chiesa. Ascolto solo quello che dice il pastore, e ben spesso non afferro quello che dice, perché non ci riesco più.
    Ma i miei sembrano di ignorare a che punto sono giunto nella mia relazione con Dio. Pensano ch’io sia ancora motivato, desideroso di andare avanti sul cammino della fede, mentre la mia stanchezza morale, psichica e nervosa hanno ucciso in me qualsiasi desiderio di ricerca spirituale.
    Per ora rimango molto terra-terra…Quasi mi sono suicidato, adesso voglio VIVERE senza complicarmi l’esistenza. Devo imparare a vivere di nuovo. Semplicemente. Non posso affrontare la montagna delle “cose divine”, perché è troppo pesante…sono ragionamenti…ricordi dolorosi…preghiere…grida interiori…sbagli…e da cinque anni la mia vita con Dio è ROTTA. Completamente rotta. Un giorno forse mi soffermerò sulla relazione “Dio-me stesso” ma per adesso no, cerco prima di ritrovare la salute…e una vita tranquilla.

    Non voglio pressione. Voglio parole che mi portino più vicino a Dio…ma senza nessuna pressione esterna. Bisogna che la motivazione venga da me, e nessun essere umano, imponendomi il proprio punto di vista su Dio, mi farà andare avanti. I miei dovrebbero capirlo…soprattutto mio padre.

    Ciao…cari amici.
    Coraggio a tutti.
    E grazie per i vostri messaggi.

  • 7845
    Alberto -

    io ho 33 anni e 9 mesi fa ho perso mia moglie.
    Mi sento a pezzi e ammetto che la voglia che tutto finisca presto spesso mi pervade l’anima, ma invito chiunque a non lasciarsi abbattere dalle amarezze della vita.
    Vivetela come una sfida; per quanto sia dura, guardate sempre avanti con ottimismo. Nessuno è inutile, a meno che non scelga di esserlo.

  • 7846
    mario -

    un saluto a tutti

  • 7847
    anna -

    …mah…
    non è che scrivendo trovo soluzioni
    solo la libertà di dire che non se ne ha più voglia
    dovresti sempre fare finta che sia tutto bellissimo.. sennò agli altri gli viene l’ansia
    boh… non è bellissimo.
    davvero no.
    Anna

  • 7848
    Andrea -

    Beppino:

    Scusa, ma come fai a pensare di trovare la salute restando in un ambiente come casa tua? E’ come pensare di asciugarsi stando a mollo in mezzo al mare! non voglio dirti di rovinare i rapporti con i tuoi, ma al contrario, di evitare che si rovinino del tutto con il tempo. Avresti i mezzi per costruirti una vita indipendente sotto ogni punto di vista, pur continuando a comporre, a studiare qualunque cosa tu voglia fare. Quella si che sarebbe una partenza per andare dove vuoi tu, dove senti di volere andare tu, non loro. Mi sembra che tu abbia preso più coscienza di te stesso e messo a fuoco che ti servono degli obiettivi più precisi. Ma gli obiettivi non bastano se vivi in un ambiente nel quale regna la tensione. Pensaci bene.

    Alberto: grande!

  • 7849
    tracy -

    A me sinceramente viene l’ansia se uno non mi dice quello che prova davvero senza finzioni…

  • 7850
    Andrea -

    Anna? sei vela con un altro nik?

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