Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Non penso di autodeprimermi. Penso solo di essere depresso. È una malattia che si cura. Io esterno la mia rabbia scrivendo e componendo dei brani musicali ridicoli, perché sono negato in composizione.
Suono il pianoforte da una ventina di anni, e il compositore che preferisco è Franz Liszt.
Ciao…
Non conta che io l’abbia provata, la stia provando, ne sia uscita o ci sia ancora invischiata dentro.
Non conta che qualcuno ce l’abbia fatta e che investa tempo ed energia a stilare l’elenco di rimedi della nonna come se la Depressione o qualsiasi altro stato mentale diverso dalla Serenità fosse un pollo da cucinare così piuttosto che cosà.
A dire la verità, quando cadi nella Depressione e nelle sue mille varianti ………nulla conta, nulla ha un valore.
Le parole sono fastidiose, i rimedi sembrano immense prese in giro, gli obiettivi sembrano distanti anni luce e ciò che si perde, ciò che non si ha, ciò che non riesce a trattenere, a mantenere, a vivere durante gli attimi di morte sono lame che ti si conficcano dentro ed uccidono a poco a poco.
Poi, a volte, si accende una luce e tutto sembra possibile.
Ma quando la luce si spegne ci si sente soffocati dal Vuoto e dall’Impossibilità.
Non siamo noi a spegnere quella luce.
E se anche fossimo noi….non ce ne rendiamo conto.
Come se fossimo telecomandati da un Qualcosa che non possiamo governare in alcun modo.
Quando la luce si spegne si crolla sulla consapevolezza di aver vissuto pochi attimi di pura Illusione come quelli che può vivere chi fugge da una prigione e non si rende conto che sta correndo liberamente nel cortile di un’altra prigione.
E’ un saliscendi continuo. Un saliscendi che sfianca fino ad uccidere. Prima dentro e poi fuori.
“Voglio uscirne”….facile urlarlo.
Più difficile realizzarlo.
Sai da cosa vorresti scappare senza avere la più pallida idea di dove andrai a finire e di quante vittime trascinerai in quel girovagare tra il chiaro e lo scuro di una mente schiacciata da una Vita che avresti voluto diversa e ti è franata addosso.
Alcuni riescono a non superare la soglia del non ritorno.
Alcuni riescono a riprendere tra le proprie mani ciò che sembra in balia di un vento dispettoso.
buonasera a tutti.
ciao Beppino, sono contenta che scrivi ancora, e sono contenta che hai deciso di curarti, sei cosi giovane!!!! so che è dura perchè anch io ho iniziato ad andare dallo psichiatra e a prendere antidepressivi, però non mi intontiscono affatto. probabilmente i miei sono molto leggeri, anche perchè le crisi di pianto seppur meno frequenti, ci sono lo stesso. dobbiamo comunque armarci di pazienza….forza beppino, ce la puoi fare. un abbraccio forte 🙂
purtroppo lorenzo non è la modernizzazione che ci uccide, almeno secondo me.
quando sono stati inventati gli sms, abbiamo avuto noi esseri umani la stessa identica meraviglia di quando è astata inventata la corrente elettrica, oppure se vogliamo tornare indietro, di quando è stata inventata la ruota e poi se n’è fatto uso e per il genere umano è stata una grande svolta. se vuoi tornare ancura più indietro, pensiamo a quando è stato scoperto il fuoco….non sto blaterando, ma purtroppo la gente si è sempre suicidata. purtroppo è realtà 🙁
una volta non c era la comunicazione che c’è adesso, l’unica cosa che è cambiata con l’era del computer è che siamo semplicemente più informati su ciò che accade nel mondo e questo ci fa paura.
dei suicidi del passato mi vengono in mente solo il suicidio di Giuda e il suicidio di Romeo e Giulietta. tutta questa noia per dirti che purtroppo il suicidio c’è sempre stato.
proprio oggi raccontavo ad una mia amica della leggenda che si racconta nel piccolo paesino in cui abito, e cioè che circa sessant’anni fa una giovane donna si è suicidata buttandosi nel fiume perchè nella famiglia del suo sposo era maltrattata.
ha lasciato a lui una lettera di addio e dentro la busta c era la fede di matrimonio. tutti pensarono che fosse scappata per rifarsi un altra vita invece il giorno successivo l’hanno trovata annegata eppure questa donna non aveva ne cellulare ne tantomeno internet….come ripeto purtroppo il suicidio è sempre esistito…
Hai ragione, EME. La Depressione è un nemico particolarmente difficile da combattere, perché non si sa CHE COS’È, né come definirla. Agisce nell’intimo, in una zona che non si può individuare da sé. Se potessimo “vederla”, “afferrarla”, o se fosse una malattia fisica…ci vorrebbe un intervento chirurgico, ecc…ma lì si tratta di qualcosa d’inafferrabile…d’immateriale…che ti pesa addosso come trecento chili di cemento.
Ciao…
Salve, mi chiamo Giovanni. Francamente non so che pensare, fino a qualche, due
per la precisione, anno fà il pensiero della depressione e del suicidio non mi
avrebbero sfiorato nemmeno di striscio, ora invece, sono una costante che si
auto-alimenta. Chi ha scritto che ci sono attimi in cui si vede tutto come possibile
ha ragione, certo, quei momenti esistono, ma una volta che la carica che ti danno
finisce, una volta che la “compulsione esistenziale” si esaurisce in un’inutile
inerzia tutto diventa come prima, se non peggio. Io so di essere depresso, lo
avverto, mi rendo conto che gli altri iniziano a sospettare qualcosa, ma in loro il
tutto si risolve, anche grazie ai miei tentativi di “sdrammatizzare”, in una
passeggera sensazione di “c’è qualcosa che non quadra in Giovanni”. Io però so
quanto sto male, percepisco in me la stanchezza di tirare avanti, ciò non mi piace,
io non mi piaccio. Ultimamente sto diventando sempre più schivo, tendo a
isolarmi anche dai miei amici più stretti, persino dalla mia ragazza, in attesa del
momento in cui la forza di andare avanti, o la sua ormai inerzia si esaurirà del
tutto. Attendo, ormai privo di fiducia, ormai privo di una ragione, ormai senza
anima.
Ciao…
Amici miei, ho fatto una sciocchezza.
Nel cassetto del tavolino da notte, c’era una scatola di medicine…Ne restavano dieci, dentro. Le ho ingoiate…Ora sono stanco…stanco…stanco…e i miei occhi vedono in modo strano…
Forse sarà opportuno che mi presenti. Ho sofferto per tanti anni di una gravissima forma di depressione cronica. Ho alle spalle due tentativi di suicidio, uno dei quali poteva davvero essere fatale. Siccome a quei tempi non avevo a disposizione un’arma da fuoco, ho ingerito un cocktail composto di 250 sonniferi e una bottiglia di vodka.
Questi fatti si sono verificati 7 anni fa e ancora oggi mi domando se valesse la pena di salvarmi la vita. Apparentemente sto piuttosto bene: ho un aspetto sano, lavoro regolarmente, ho qualche hobby e qualche interesse che mi aiuta a sopravvivere decentemente …
La mia è una depressione strisciante. Sono sempre all’erta, sempre in attesa che il male si manifesti nuovamente e che riprenda il sopravvento. Gli aspetti più appariscenti sono scomparsi per lasciare il posto a una penosa e dolorosa sensazione di vuoto.
Com’è difficile descrivere il Vuoto … com’è difficile dare un volto a questo nemico invisibile … stabilire le frontiere che ci separano … perché nei momenti di crisi io non ho semplicemente a che fare con il Vuoto. Io SONO il Vuoto. Il Vuoto e io siamo una sola cosa … non è più possibile distinguere l’uno dall’altro.
Il Vuoto è inafferrabile. Il Vuoto è indicibile, inesprimibile, ineffabile. Il Vuoto riempie tutte le cose, le afferra coi suoi poderosi tentacoli e le priva di significato. Il Vuoto è nausea, disgusto per sé stessi e per gli altri, fame di stimoli e indifferenza … il Vuoto può essere anche la congiunzione degli opposti.
Il problema è che io conosco fin troppo bene la mia medicina. A differenza di tanta altra gente, che brancola nel buio senza avere la più pallida idea di che cosa desidera, io sono perfettamente consapevole di quello che mi occorre. Quello che mi occorre è l’amore di una persona speciale. Quello è l’unico rimedio e l’unico antidoto per tutti i miei mali. Quella è l’unica arma in grado di sgominare il Vuoto. Perché il Vuoto si nutre di insensatezza e l’Amore, quello vero, è l’unica realtà che può dare un senso a tutte le cose.
Conosco fin troppo bene l’origine del mio male. Sono condannato a pensare al suicidio ogni volta che la donna adorata mi respinge e mi rifiuta. Questa costellazione infausta sembra presiedere al mio destino da quando sono nato.
Si ha un bel dire che uno deve trovare la forza in sé stesso … io quella forza ce l’ho ed è una forza immensa, enorme, incontrollabile. Si chiama Amore ed è l’unica cosa di cui il Vuoto ha paura.
quel vuoto riempilo con l’amore per te stesso per il creato per dio per gli altri…l’amore aspetta solo che lo chiami arriva subito nel tuo cuore! poi se trovi qualcuno che ti ama e ti piace ancora meglio…
Beppino, e adesso?
Adesso chissà che hai fatto?
Chissà se hai chiesto un aiuto concreto oltre a scrivere qui.
Chi decide di farla finita e descrive il suo gesto come “una sciocchezza” in realtà sta urlando May Day.
Non si gioca con la Morte, Beppino.
Non la si può considerare l’esito di una sciocchezza.
A volte ci si butta tra le braccia della Morte. Per dare una logica, una continuità a troppi attimi di non Vita. Ma ci si butta con rispetto. Lo stesso rispetto che non si può non avere per chi approda alla scelta più difficile e tormentata dell’intera Esistenza.
Il Vuoto.
Si nasce totalmente vuoti con un’eredità genetica da conciliare con le proprie esperienze di Vita in modo che il vissuto non diventi un cannone puntato contro.
Ma, a volte, il gioco di prestigio non riesce. Il cannone spara un colpo, poi un altro, poi un altro ancora. Colpi sparati da una mano invisibile perché, chi viene colpito, ha sempre l’impressione di non aver fatto nulla.
E’ vero? Non è vero? Ad un certo punto non ha più importanza perché il cannone continua a sparare e c’è troppa confusione per potersi fermare un attimo, mettere in ordine i pensieri.
Il Vuoto diventa quasi un rifugio.
In quel buco senza luce e senza tempo non si può essere colpiti da nessuna cannonata. E da nessuna felicità.
Nel Vuoto si diventa Nulla con la sola percezione di ciò che non si ha, degli attimi di morte, di quelli non vissuti e di quelli che ci hanno costretti a buttarci in quel rifugio.
E così si passa dal fragore di una guerra al silenzio della morte.
Senza riuscire a vivere ciò che sta in mezzo.
Senza riuscire ad individuare la porta che da sulla Vita.
Guardi davanti a te e vedi due porte.
La porta che conduce alla guerra, alle cannonate e la porta che da sulla Morte ed in mezzo c’è un muro.
Qualcuno dice che in quel muro c’è un’altra porta, quella della Vita.
Ma è una porta invisibile e per quanto tocchi il muro con la mano non trovi la maniglia per aprirla.
E qualcuno dirà che sei cieco, idiota, imbecille, pigro, egoista, vigliacco, che è impossibile che tu non veda quella cavolo di porta.
Eppure non la vedi. Ma non lo fai apposta.
Quel non vedere è un qualcosa che non dipende da te.
E’ nel tuo Destino, in quel percorso già tracciato a cui ogni tanto tenti di sfuggire abbandonando la strada principale e percorrendo mille sentieri che dopo un po’ ti riporteranno al punto di partenza.
Se non più indietro ancora.
La speranza è che, quel percorso, ad un certo punto, del tutto spontaneamente, porti verso un paesaggio diverso.
Un paesaggio più luminoso che consenta di vedere la porta che da sulla Vita.
Io non credo che quella porta non esista.
Credo che sia molto difficile riuscire a vederla.
Non bastano occhiali colorati e tanta forza di volontà. Occorre un aiuto da quell’Ineluttabilità che gioca con le nostre Esistenze trasformandoci in marionette che recitano senza un copione.
…Peppino,perdona la banalità,ma ti consiglio di cambiare spacciatore!!! E te lo dice una persona che ha tentato il suicidio veramente e che è stata salvata in estremis…oggi sto avendo unìaltra possibilità e sono felice di questo…il suicidio è un’atto vile,perchè ci vuole più coraggio a vivere che a morire!!Ti piace l’idea di essere depresso ma in realtà sei soltanto un bambino..la depressione che ti sei creato non ti da il frascino che speri..anzsi ti trovo offensivo versi chi di depressione purtroppo ne può davvero parlare.
Dico “sciocchezza” perché qui, con i miei amici, parlo sempre indirettamente dell’autolesionismo o del tentativo di suicidio. Non gli dirò : “Mi sono autolesionato” …sarebbe troppo difficile dirlo così direttamente…No…dico: “ho fatto una sciocchezza” sapendo bene che è infinitamente più grave di questo.
Non gioco con la Morte. Mai e poi mai ho voluto giocare con essa. Non è un gioco. È una realtà, quella di un malessere, quello che tutti noi conosciamo più o meno.
Il 31 agosto ho un appuntamento con il mio psichiatra. Ogni mese vado a trovarlo.
Se volete sapere, le dieci compresse che ho ingoiate mi hanno reso sonnolento per alcune ore…adesso l’effetto mi è passato.
Sono solo stanco.
Ciao…
Cara Tracy; non ho nessuna intenzione di banalizzare i tuoi consigli ma per amare Dio bisogna crederci. Chi ti autorizza a dare per scontato che io ci creda ? L’amore per sé stessi è molto importante e rappresenta il presupposto di una personalità equilibrata. Ma per quel che mi riguarda non è affatto sufficiente a sconfiggere il senso di vuoto. Lo stesso dicasi per la natura e per la vita in genere.
Qualcuno cerca la porta e non riesce a trovarla. Sa che la porta esiste ma non riesce a scorgerla. Probabilmente la porta è lì sotto i suoi occhi; ma una sorta di incantesimo la rende cieca ed impotente. Si tratta di una situazione penosa ed angosciante. Mi ricorda certi quadri di Bosch e di Fuseli; mi ricorda certi romanzi di Kafka. Ma altrettanto drammatica è la condizione di chi vede la porta e la vorrebbe aprire, ma non la può più aprire perchè la maniglia è bloccata.
Ho visto il Vuoto dileguarsi, sparire, dissolversi nel nulla. L’ ho visto contorcersi a terra anemico ed esangue. Sembrava un drago invincibile e adesso giaceva lì a terra, completamente sconfitto ed impotente. Era assolutamente ridicolo, stupido, grottesco. Il Vuoto era qualcosa di assurdo, di sciocco, di patetico. Non aveva più alcuna presa; non aveva più alcun potere su di me. Era soltanto un goffo spauracchio; un incubo partorito dalla mia immaginazione. Il Vuoto non esisteva più; il Vuoto era il Nulla. Era il puro non-essere messo impietosamente a nudo e ridotto alla sua insignificanza. La vita era diventata un’esperienza meravigliosa e ricca di significato. Tutte le cose erano ricche di significato. Tutte le cose gridavano gioia gioia gioia … Cos’era stato a compiere il miracolo ? L’amore, ricambiato, per una donna fantastica e assolutamente speciale. Una donna con cui c’era un’affinità sbalorditiva sotto tutti i punti di vista. Emotivo, fisico e mentale.
La mancanza di amore mi uccide. Ho scritto che il vuoto è ineffabile, ma a pensarci bene cos’altro è il Vuoto se non questa mancanza di Amore ? Quando c’è l’Amore non si ha nemmeno il tempo di sentirsi malinconici … lo so che può sembrare un’affermazione bizzarra, ma l’Amore è l’antitesi del Vuoto. L’Amore riempie tutte le cose, le rende importanti, nobili, preziose.
Una vita priva di amore non è altro che la parodia della vita. E io mi sono stancato di recitare questa patetica farsa.
Ciao Beppino, anche io, come te, non mi riconosco nei valori (?) di questa società, spesso vorrei sparire e andare a vivere in un posto in mezzo la natura fregandomene di quello che succede qui , di tutte le sfighe che mi sono capitate e della frustrazione che mi viene quando vedo gli altri ragazzi così diversi da me, così normali .
Spesso penso di essere nato in una epoca sbagliata.
Recentemente ho letto un libro stupendo, basato su una storia accaduta realmente, che rispecchia questo modo di vedere le cose, si chiama : Nelle terre estreme di Jon Krakauer, hanno fatto anche il film che si chiama Into the wild .
DAGO44 In un post precedente hai scritto “arruolandomi volonario per terre lontane”, per caso sei stato nella legione straniera ???
EME Rimango sempre affascinato dai tuoi post, da quello che scrivi mi sembri anche una persona buona di cuore e con un carattere forte e che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, sei sempre stata così oppure prima eri diversa ?? Lo chiedo giusto per curiosità, ma se preferisci non rispondere non fa niente.
Ciao a tutti
Son riuscito a fallire anche in questo… la data limite che avevo fissato, il giorno del mio compleanno, oramai è passata ed io sono ancora quà, con la stessa sensazione di inutilità, con le stesse inutili speranze ed illusioni, con il sogno di poter perdere la memoria degli ultimi anni, o tornare indietro nel tempo e cambiare gli eventi… ma non è possibile. Il bello è che ho preparato tutto per mesi, luogo, chicche, bere, catene, mezzo, testamento e bonifici vari. Ma dopo essermi avviato verso la mia ultima meta, non mi sono fermato ed ho continuato a vagare come un deficente. Mi son detto “è perchè non vuoi fare soffrire i tuoi cari… ma che c.... me ne frega dei miei cari una volta che son schiattato? nulla… e allora fallo, co......! poni fine alle tue sofferenze, a questa vita di merda che ti sei scelto di vivere o a cui sei stato condannato! che senso ha continuare così?” nessuno, non ha nessun senso, anzi è completamente illogico. e si sposta la data, sperando che nel frattempo possa ritornare a dare un senso a questa vita, o di trovare la morte, come una dolce sorpresa che porta via ogni dolore.
Se hai delle persone care che farai soffrire significa che qualcuno ti ama e tiene a te..non è importante questo?
Elena, che ne sai della mia vita…
” La depressione che ti sei creato “…ma che stupidaggine!!!!!!!!!!!!!!!!
Sono proprio stufo, no, non è possibile leggere tali cose su questo forum…no no e no….MA REALIZZATE UN PO’ QUELLO CHE SCRIVETE????
Siete PAZZI!!!
E’ pazzesco accusare la gente in questo modo, soprattutto con parole così stupide.
Che ne sai tu, di quanto ho vissuto in questi ultimi cinque anni, eh???????
CHE NE SAI???!
Anch’io ho tentato il suicidio, e sono stato salvato in estremis. Allora, a chi credi di parlare??
Sono stufo, proprio stufo.
Quando non si sa, non si dice nulla.
Addio.
ciao sup, sai perchè non l’hai fatto? perchè in realtà tu vuoi vivere. Dentro di te c’è qualcosa che pulsa, che scalcia per vivere e andare avanti. io credo che sia così o forse mi sbaglio. In fondo vuoi bene ai tuoi cari e non vuoi dare loro un dolore anzi vuoi continuare a ricevere il loro amore e a darne. non ho parole per consolarti ma rispetto e condivido la tua sofferenza perchè è così anche per me, mi riferisco al senso di vuoto e alla condanna che è la mia vita, vita di merda considerando alcuni punti di vista. anch’io mi ero prefissata delle date ma poi non l’ho fatto. il testamento l’ho fatto perchè si può morire in qualsiasi momento di incidente o di malattia.
saluti a tutti.
…Sup,non sei un “co......” perchè non riesci a suicidarti..non è in questo il senso di fallimento..lavora su ciò che vuoi dalla tua vita..impiega energie per cambiarla…de ciò che dici è reale ce la puoi fare.Un abbraccio!
No; Tracy; non c’è nessuna persona che soffrirebbe per la mia morte. Su questo ti posso tranquillamente rassicurare. L’unica che soffrirebbe sarebbe la mia adorata gatta e per quanto la cosa ti possa sembrare incredibile è anche per amor suo che non mi sono ancora tolto di mezzo. Viviamo quasi in simbiosi e lei è l’unico affetto che mi rimane.
Ciao.
Sono stato anch’io depresso, la vita mi ha dato un sacco di batoste..un giorno una persona mi ha detto di guardare un video in youtube “nick vujicic una grande lezione di vita”…l’ho guardato e come tutti i depressi ho reagito male, del tipo “Dio…, ma perchè dovrei trovare conforto guardando le disgrazie altrui? ma perchè tutti mi danno sti consigli del c....?”…L’ho guardato una seconda volta con più attenzione, poi una terza, una quarta…Quel video ha fatto scattare in me qualcosa che niente e nessuno era riuscito a fare…da lì è iniziata la mia risalita: “se ce la fa lui perchè non dovrei farcela io?”
Forza ragazzi/e, ora è notte ma poi verrà il giorno…
Carissimi tutti quanti ho letto con piacere ???? o con disgusto?????quello che avete scritto !!!!!!!!!!Sono rimasta meravigliata,mi è sembrato se non èrro di chi ha fatto più tentativi di suicidio ,chi meno chi non vuole chi lo vuole……….ma non ho capito il nocciolo della questione ,apparte Eme (che si fà capire sempre e sà perfettamente quello che vuole dire) ORA IO DEPRESSA ,VOGLIO PORGERE A VOI TUTTI UNA DOMANDA :SAPETE COSA SIGNIFICHI ESSERE DEPRESSI ???? E SPIEGARMELO??????………GRAZIE!!!!!!!!!!!HO VERAMENTE BISOGNO DI QUESTA RISPOSTA,e se lo sapete mi fate capire come avete fatto ad accorgervi di essere depressi???????? @ Beppino ti capisco perfettamente,la tentazione del cassetto è molto forte ma devi resistere,però ti dirò eato te che dallo psichiatra ci vai 1 volta al mese!!!!!!!!!!io ogni 15 giorni ho lo pschiatra alternato con lo psicologo ciao Beppino non Addio ciao a tutti
X alone..arruolato volontario libano missione di pace 82,83
84,85.beirut.e altro… Un saluto dago44
Alone 🙂 Magari fossi forte….Lo sembro, questo si, in realtà sono fragile e pericolosa per me e per gli altri. Com’è pericoloso chiunque è profondamente instabile ma non lo dimostra e, se cade, trascina nel Nulla anche chi si è appoggiato a lui o gli si è avvicinato per sorreggerlo senza avere la forza necessaria.
Occorre essere in pace con sé stessi e con il Mondo per stare almeno decentemente in mezzo agli altri. E per decentemente intendo: senza fare e farsi male.
Non cerco soluzioni, né certezze, né risposte. Cerco un qualcosa che non so cos’è perché nella mia razionale confusione non riesco ad afferrare un qualcosa a cui aggrapparmi e su cui arrampicarmi verso un punto fermo, stabile, senza tempeste.
Fermo restando che, qualsiasi soluzione è soggettiva e ciò che per qualcuno è la panacea di tutti i mali per un altro ha l’effetto di un colpo di bazooka.
Occorre avere un equilibrio……l’ho capito a spese altrui ed anche mie.
E, di certo, non ne vado fiera, né ne sono contenta, né appagata, né soddisfatta.
Mesi fa ho scritto di anelare all’odio come soluzione a tutti i mali.
In realtà riesco ad odiare solo me stessa perché una voce, dentro, mi dice “se devi odiare ….odia te stessa perché con te “l’aggiusterai” sempre” mentre un’altra voce arriva alla sentenza di condanna senza un regolare processo.
Ho fatto un passo indietro negli ultimi tempi.
E questo solo perché pensavo di essere tre passi avanti rispetto a dov’ero veramente e mi sono comportata di conseguenza.
Ora sono seduta su un cumulo di brandelli di Esistenza tra cui emerge con evidenza una sensazione di pena per tutto ciò che faccio e per tutto ciò che non riesco a fare, di rammarico, di stanchezza, di voglia di spaccare tutto per ricominciare da capo e di voglia di riporre al sicuro per non dover ricominciare mai.
Avrei bisogno di svitare la testa, appoggiarla su un mobile, ed aspettare che il vortice che c’è dentro si plachi ed i pensieri, piano piano, decantino e si appoggino sul fondo.
In modo da poterli prendere, mettere in ordine, studiarli e decidere un “da farsi” che finalmente non sarebbe più un “da subire”.
Ne avrei bisogno….e spero, prima o poi, di poter fare un po’ di ordine e di chiarezza. Di uscire da quel vento che sparpaglia e crea un caos talmente terrificante da riuscire a riempire il Vuoto di un contenuto peggiore del contenitore stesso.
Io mi sono reso conto di essere depresso perché da qualche anno volevo morire. Ma questo non basta: spesso avevo delle crisi di panico e terminavano male. Mi automutilavo e cominciavo a bere sempre di più. Non riuscivo più a concentrarmi, e a studiare. Poi, altro sintomo: bastava una serata tra amici, o una riunione in chiesa perché il mio sistema nervoso andasse in tilt, mi veniva da piangere, stavo lì lì per scoppiare perché non ne potevo più. Il mio sistema nervoso era esausto.
Il medico mi ha diagnosticato una “sindrome ansio-depressiva”. Sono stato curato in ospedale ed ora ho delle medicine da prendere ogni giorno…