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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 451
    forseaddio -

    Ogni tanto ripasso a leggervi e, se devo esser sincero, lo faccio più che altro perchè l’idea di farla finita non è ancora passata.
    Mia nonna diceva spesso “…chi ha il pane non ha i denti…”. Noi siamo qui a riflettere sulle motivazioni per cui dovremmo restare in vita, in altri luoghi c’è chi muore ingiustamente.
    Forse ciò che in qualche modo mi tiene ancora legato a questo mondo è proprio questo, mi chiedo spesso se sia giusto “sprecare” una vita, e non mi riferisco solo alla mia.
    Al momento so solo che sto faticando moltissimo, non sono assolutamente motivato e quello che faccio durante le mie giornate non può certo definirsi vivere.

  • 452
    CLEOPATRA -

    Ciao FORSEADDIO,ho letto cio’ che hai scritto ora…LA VITA? non basterebbe una vita per scriverla…Ma ti assicuro che vale la pena di viverla intensamente…non puoi spegnere il tuo cuore,la tua anima il tuo sorriso per delle delusioni,le abbiamo avute tutti chi più chi meno,qui’ devi togliere il carattere la tua forza,non devi buttarti giu’,e non voglio elencarti le ragioni perchè la vita è bella,le devi capire e scoprire da solo la devi VIVERE!!! Mettici un po’ del tuo,devi anche trovare stimoli,un po’ di forza di volonta’…non puoi continuare a restare dentro il tunnel…camminaci ma cerca di arrivare alla luce…Sei un uomo che presumo stia bene di salute,pensa a quelli che stanno davvero male e vorrebbero fare 100mila cose e non possono…e tu che fai? fai passare i gg cosi’??? goditeli,fai sport,trovati degli hobby,fatti qualche viaggio…esci con amici e amiche …ma non fossilizzarti sul passato…viviti questo presente e non guardarlo con gli occhi del pessimismo tanto non risolvi nulla facendo cosi’,non voglio sminuire il tuo stato d’animo e la tua sofferenza,pero’ non puoi neanche rovinarti la vita cosi’..Inizia a camminare e cerca di rilassare la mente…è giusto pensare,ma almeno avere pensieri un po’ + positivi,se continui cosi’ rischi di esaurirti eh eh eh dammi retta fatti un bel viaggio svagati,rilassati e riprendi in mano la tua vita…forse sono stata un po’ dura con te,ma io sono fatta cosi’…lo faccio anche per spronarti e darti un po’ della mia forza,ti abbraccio e ti auguro una bella giornata..Cleopatra

  • 453
    Lisa -

    Quando si inizia a guardarsi dentro si capisce che in fondo non è il mondo esterno sbagliato, ma siamo noi che ci rapportiamo con le cose e con gli altri in modo sbagliato.
    E forse chi si crede ‘figo sia dentro che fuori’ (e si arroga quindi tutto il diritto di giudicare gli altri) lo fa per nascondere il marciume che ha dentro…
    Non voglio più nascondermi dietro una maschera che non sta in piedi, non ha senso mentire a me e agli altri…

    Egoistico… non credo che suicidandosi una persona possa far bene a se stessa… Personalmente credo di amare(se ancora i sentimenti possono essere considerati parte integrante del mio vegetare…) le persone che mi sono accanto più di me stessa, non voglio farli soffrire, al contrario, voglio liberarli da un peso.

  • 454
    Maria -

    Ciao Lisa
    Per egoismo si intende “pensare solo a se stessi” e una persona togliendosi la vita pensa appunto solo a se stessa, perchè il suicidio sarebbe la soluzione a tutti i suoi problemi, ma non pensa alla sofferenza che arrecherebbe agli altri..

  • 455
    forseaddio -

    ah cleopatra, credo tu abbia colto nel segno… non riesco a lasciarmi alle spalle il passato, vorrei farlo ma proprio non ci riesco.
    Dai diciottanni la mia vita è stata un crescendo di successi, sia nella vita lavorativa che in quella privata… la mia famiglia non è mai stata ricca e probabilmente neanche benestante, vedermi d’un tratto catapultato in determinati contesti e soprattutto trovarmici a mio agio, nonostante la giovane età, mi dava enorme soddisfazione. Poi, un po’ alla volta, probabilmente a causa della mia immaturità ho perso tutto… e quando dico tutto, intendo proprio dire tutto, compresa la voglia di ricominciare.
    Questo accadeva circa cinque anni fa, ho anche provato a cambiare vita, sono partito lasciandomi tutto alle spalle, ho cambiato città, amici… ma non è servito. Se non si è in grado di trovare nuovi stimoli per riprendere in mano la propria esistenza, scappare è una soluzione inutile.
    Ora mi sento ancora più solo di prima. Non sei stata troppo dura, anzi ogni mattina parlo molto più pesantemente a quella figura che mi guarda stanca e imbruttita dallo specchio in camera.
    Vivo di ricordi, rivedo le immagini del passato e rivivo il nervosismo delle occasioni mancate…

  • 456
    forseaddio -

    Lisa, perdonami, forse non sono la persona più indicata…
    Sono d’accordo con Maria, il suicidio è un atto di egoismo e un torto enorme alle persone che ci amano. Personalmente cerco sempre di non far trasparire il mio stato d’animo, vado a trovare i miei genitori solo quando mi sento realmente in grado di fingere… non è giusto far soffrire qualcuno a causa della propria debolezza.

  • 457
    Angela -

    Una famiglia due bambini,
    lento scandire del tempo, fatica.Cerco di farmi forza, di reagire organizzandomi la giornata, pensando alle piccole cose da fare per la mia famiglia.Mi dico che in quello sta il senso della vita ed è vero. Ma sono stanca di quella “presenza” che mi porto costantemente sulle spalle e che mi toglie la luce. Anni di cura, ad ogni cambiamento mi dico: forse questa volta guarirò.Diventerò una donna normale come quelle che vedo andare a fare la spesa col sorriso e che riescono ad occuparsi della loro famiglia senza sentirsi spesso spossate senza aver bisogno di dormire per non soffrire.Sarebbe “enorme” poter trascorrere una giornata normale.
    Forse la mia è una fragilità ereditata dice il mio psichiatra è già da bambina
    vivevo delle “disperazioni”.Cosa fare?
    Aspettare ?
    E se la mia luce si spegnesse del tutto ?

    Angela.

  • 458
    lilla -

    non avere un lavoro nessuno i soldi mandano avanti le cose come vivere cosi come la sofferenza che ci attanaglia mi chiedo…ciao a tutti

  • 459
    CLEOPATRA -

    FORSE ADDIO,purtroppo scappare cambiare città non serve a nulla,perchè i pensieri,i problemi RESTANO! Devi riuscire da solo,perchè solo tu puoi farlo!!!! vedrai che piano,piano le cose cambieranno,però REAGISCI OK?

  • 460
    Alex -

    Il mio nome è Alessandro, ho 15 anni e vivo a Taranto. Per me la vita è un bellissimo dono ma quando i problemi e le sofferenze prendono il sopravvento per molti vale molto meno di uno sterco di vacca. Io sono affetto da una grave forma di obesità e presento un disturbo neuropsichiatrico detto Sindrome di Aesperger. A scuola i professori e i mie compagni mi offendono e mi emarginano e a casa nessun familiare “vuole” capire la mia profonda sofferenza e vogliono solo darmi illusioni per una vita inutile e senza senso. Anche nella mia famiglia ci sono problemi, infatti i miei genitori stanno sul punto di separarsi e molte volte mi utilizzano come arma o come scudo nelle loro liti. Io ero anche molto cristiano ma nonostante le mie numerose esperienze spirituali e religiose si è rivelata nei mie confronti una Chiesa cattolica-romana piena di pregiudizi e critiche. Con tutto ciò posso dedurre che la vita in fin dei conti non serve a niente, quando poi il nostro destino è già la morte, infatti ho già tentato molte volte di suicidarmi ma non ci sono riuscito perchè mi hanno fermato. Inoltre la vita se si deve proprio affrontare in questo mondo scellerato e di disperazione la si deve vivere soprattutto per la salvarguardia del proprio “Io”, cioè la propria salute mentale e psicologica che è sempre minacciata dalle critiche,dai pregiudizi e dalle offese di questa società basata solo sul massimo profitto e caratterizzata da degli stereotipi.

  • 461
    Lisa -

    Alex, di fronte alla sofferenza degli altri non si trovano mai le parole adatte.
    Io non sono il genere di persona che da consigli gratuiti o altro…non dalla mia posizione. Grazie per aver condiviso la tua esperienza. Ti voglio solo dire che sono con te nella tuo coraggio di voler affrontare le cose, di saltare oltre l’ostacolo.
    In bocca al lupo, un abbraccio forte, Lisa

  • 462
    Alex -

    Buongiorno a tutti coloro che ricevono questo mio commento.
    Sto vivendo proprio un periodo pieno di angosce e di agitazioni. Oggi a scuola la mia professoressa di Biologia si è ingiustamente presa gioco di me offendendomi. E inoltre a casa, come al solito, mia madre, che è una persona davvero egoista che pensa solo al proprio tornaconto raggirando tutti i familiari, specialmente me che sono il più serio, cerca di convincermi ad andare alla villa da mio padre, anche lui una persona apatica e monotematica, in modo da fare “le proprie faccende di cui si infastidisce a farle vedere agl’altri”.

  • 463
    patrizia -

    io morirò molto presto.forse stasera.
    il fatto è ke nessuno può aiutarmi.
    per quanto ne abbia parlato nessuno capirà mai come sto,cosa sto facendo e perchè lo faccio.
    nessuno mai.
    per questo è inutile parlarne secondo me. potrei spiegarvi qualsiasi cosa ma la vita ogniuno di noi la vive in maniera diversa e sarolo noi stessi sappiamo ciò che è giusto fare o no. non hanno ragione nè quelli ke muoiono nè quelli ke vivono, non ci sono ragioni. le uniche persone degne di essere rispettate sono e sempre saranno quelle che avranno il coraggio di fare quello ke sentono giusto per se stessi.

  • 464
    Shinigami -

    Beh dai Patrizia, se non lo fai, magari è meglio eh? Io non lo so, tutti con ste manie, mio dio la vita si fa schifo a volte ma è sempre vita, se siamo qui è perchè abbiamo diritto di vivere fino all’ultimo e arriverà per tutti la giornata di sole, eddai!

  • 465
    DAGO44 -

    Ciao ALEX,ciao PATRIZIA,con tutta la delicatezza edolceza del caso proverò a rispondervi,non a consigliarvi,questo mai,proverò a parlarvi,a donarvi un pò del mio tempo,quando iesco a connettermi,perchè ho grossi problemi di connessione per ora,visto che il paese in cui vivo non è servito da adsl,saluto anche l’altro ALEX,mio grande amico e tutti coloro che hanno avutto e avranno la bontà di leggermi.
    ALEX,rileggendo la tua lettera,in qualche modo mi hai riportato indietro di circa 30 anni,anche io sono stato oggetto a scuola di prese in giro dei miei compagni di scuola,per altri motivi,ma ricordo ancora in modo molto lucido la sofferenza che mi provocavano certe parole,certi sguardi conditi di ironia e sottili prese in giro,sono cose che purtroppo non dimentichi.Non perdono invece la stupidità e l’accanimento dei professori nei tuoi confronti,cioè quelle persone che in teoria dovrebbero insegnarti,ed aiutarti a incamminarti nel lungo viaggio della vita.ALEX,hai la stessa età di mio figlio più grande,una bella età ma che può diventare anche pericolosa se non attorniata da calore e affetto.Se e quando ti andra di lasciare un commento proverò a risponderti,sempre in amicizia,magari anche coltivando perchè no il desiserio di poterti essere utile in qualche modo.
    Dovresti trovare in qualche post di questo sito il mio cell,se ti va un sms è sempre gradito.Un abbraccio DAGO44
    PATRIZIA,devi portarti dentro una sofferenza immane,un peso enorme da sopportare,se pensi che anche solo scrivere in questo sito ti possa alleviare dovresti continuare a farlo,prova coi tempi che ritieni più opportuni e se lo ritieni opportuno farci partecipi del dolore che ti porti dentro,potresti alleggerirti,trarne sollievo.Ciao piccola.Un abbraccio DAGO44

  • 466
    Alexbg -

    Sono di fretta.
    Sabato notte scorso sono passato dal ponte dal quale vorrei suicidarmi e mi è preso un colpo:sembra sospeso nel cielo da quanto è alto.
    Ma posso farcela.
    Domani secondo incontro con il nuovo psicoterapeuta che mi sembra davvero quello giusto.
    Ma gli ho detto che posso resistere ancora poco.Dunque probabilmente prossima settimana mi ricovereranno di nuovo,questa volta per farmi l’elettroshock.
    Un saluto a tutti,non so quando ci risentiremo.
    (Alex scusa cambia il tuo nick perchè lo usavo già io)
    Con affetto..Alex.

  • 467
    mario -

    Il mio nome è Mario ho 25 anni e soffro di depressione da ormai 3 mesi sto in cura da una psicoterapeuta che mi ha prescritto dei farmaci,ma vedo che non mi aiutano più di tanto.La mia depressione ha origine per un futile motivo rispetto a molte altre persone che hanno problemi più gravi,sono uscito da una relazione di tre anni che mi ha annientato completamente.Io penso che depressi ci si nasce,alcune persone nascono con questa paura di vivere che poi si scatena a causa di episodio spiacevole o di una delusione,è inutile dire come mi sento perche i sintomi sono gli stessi per tutti, e anche i consigli di amici e genitori sono inutili non che non li apprezzi ma mi fanno vergognare di più e sentire in colpa perchè non mi và che soffrono anche loro.Non riesco ad aggrapparmi a niente per andare vanti e penso spesso di tagliarmi le vene per farla finita ed una volta ci ho quasi provato.Quante se ne sentono sui giornali di persone famose,ricche,realizzate che sono depresse che tentano il suicidio,la gente giudica solo in base all’aspetto esteriore delle cose,ma non sanno l’orrore e l’angoscia che ci dilania.Come faccio io a vivere ed andare avanti ora che ho preso coscenza di questo dolore di vivere.

  • 468
    Paolo cogitoergosum -

    Cara Patrizia, quando dici “per quanto ne abbia parlato nessuno capirà mai come sto,cosa sto facendo e perchè lo faccio” dici una cosa verissima e un’idiozia al tempo stesso.
    La capacità di capire, di capire “empaticamente” intendo, cioè con gli strumenti per saper “guardare” ed “ascoltare” chi ti parla, non è certo di tutti, e nemmeno di molti o dei più. Ma di taluni, di pochi, sì!
    Quei pochi, sparsi e mescolati alla “pazza folla”, sono pronti a prenderti il braccio nel momento in cui stai scivolando perchè a loro volta sono scivolati e sono stati “acchiappati” al volo!
    Fare e dire ciò che è giusto per sè stessi, Patrizia, sembra sempre “troppo” facile. A volte ti sembra di essere padrone del “tutto”, a volte ti senti bisognosa di essere totalmente “accudita” e sollevata dai mille problemi quotidiani, da quelli che ti sembrano giganti e sono insignificanti e da quelli che sono davvero “tosti”.
    Patrizia, accetta queste mi e parole, o almeno cerca di “tradurle” alla tua maniera.
    LA vita, senza problemi, non è vita! La vita, senza continui ostacoli ed imprevisti, non è vita! Qualcuno disse: “la vacca diventa adulta, l’essere umano diventa “maturo”! Ma questa maturità ha un prezzo altissimo!
    E lo conosce soltanto chi, oltre a diventare adulto, è anche maturato!
    Gran parte di ciò che tu ritieni “assoluto” e incomprensibile per gli altri, (se tu volessi “arrenderti” all’idea) è invece immediato e comprensibilissimo!
    Tu, cara Patrizia, sei e resti comunque unica, irripetibile e in questo senso “incomprensibile”! Ma sei anche parte di NOI, di quelli che avedo davvero sentito venir meno “il senso” anzichè chiudere con l’esperienza terrena hanno cercato di dire e di dirsi che potevano darsi un’altra possibilità. E non per evitare di far soffrire chi resta, come dice qualche “deficente” (nel senso più etimologico del termine!) ma per evitare invece di assaporare, seppure per poco e in modo effimero, quello che la vita davvero ci può dare: il piacere. Inteso in tutti i sensi! E da ricercare in tutti i modi. E il modo più fantastico e unico sarebbe quello di sputare addosso a tutto ciò che “oggi” ci fa sentire inferiori soltanto perchè vige la legge “dell’avere” tutto e sempre di più.
    Patrizia, guarda attorno e den tro TE, ricerca quel senso che Tu, per la tua stupenda e profonda sensibilità possiedi più di altri, e rimboccati, per l’ennesima volta, le maniche!
    E continua a cercare il “senso”. E cerca di “CONDIVIDERE” questa ricerca!
    Un abbraccio!

  • 469
    Vorreimanonposso -

    Ciao a tutti,
    vorrei dire come qualcuno che sono capitato qui per caso, ma se vai su Google e digiti “suicidio”, forse può essere un caso che sia capitato su questo sito e non su un altro, ma dell’argomento trattato avevo certezza.
    Perchè sono qui ? Non lo so esattamente,
    forse perchè mi illudo che qualcuno possa risolvere i miei problemi con un messaggio scritto sul monitor,
    forse per vedere se c’è qualcun altro che come me pensa a una cosa, razionalmente assurda e innaturale, come l’unica soluzione,
    forse per sentirsi simili a qualcuno, e quindi normali, in un mondo in cui non ti senti accettato, capito,
    forse semplicemente per sfogarsi o per essere compatiti,
    non so il perchè, ma sono arrivato qui e dopo aver letto un po’ di messaggi andava di scrivere qualcosa anche a me.
    Sono stufo, ne ho strapiene le tasche di tutto e di tutti, ma seppur pensi al suicidio come ad una valida opzione per risolvere i miei problemi, direi che non sono una persona… “a rischio” per un solo ed unico motivo,
    non per me, di me ormai non me ne frega più niente, ma non posso fare una cosa così mostruosamente atroce a mia madre, non posso provocarle un così lancinante dolore, ne ha già passate tante, troppe, non se lo merita proprio.
    Soffre già abbastanza nel vedermi sempre triste, abbattuto, non potrei mai farle questo. In effetti le uniche volte in cui ho preso seriamente (molto seriamente) l’idea, è stato in momenti di crisi con mia madre, dopo i litigi in linea di massima, quando il mio “obbligo” verso di lei veniva un po’ meno, ma mai nessuna lite è stata abbastanza .. furiosa da rampere lo splendido legame che ho con mia madre, altrimenti penso che non sarei qui a raccontare queste cose.
    E così si tira avanti, nella speranza ogni volta che si va a dormire di non svegliarsi più… sì lo so, è una cosa stupida, comunque mia madre soffrirebbe terribilmente, ma almeno non sarebbe colpa mia… non so se mi spiego.
    Vabbè, ora vi saluto, spero di non avervi annoiato, ma avevo bisogno di sfogarmi un po’.
    Ciao

  • 470
    Paolo cogitoergosum -

    Mi sento in dovere di chiarire una mia affermazione, detta poco sopra, anche alla luce di quanto appena detto da Vorreim anonposso.
    Dicevo: “…sentito venir meno “il senso” anzichè chiudere con l’esperienza terrena hanno cercato di dire e di dirsi che potevano darsi un’altra possibilità. E non per evitare di far soffrire chi resta, come dice qualche “deficente” (nel senso più etimologico del termine!)…”.
    Dunque, so che è difficilissmo cercare di spiegare tale affermazione, ma ci provo.
    Anzi, prima mi preme mandare un fraterno sincero ed enorme abbraccio ad Alex (Alexbg), Mario, Vorerinmanonposso, Lisa, PAtrizia, Shinigami e tutti gli altri!
    Allora… la questione è questa. Noi stessi, le nostre “storie”, le nostre esperienze, ci portano, nel tempo, a toccare con mano quello stato agghiacciante e devastente che si chiama “depressione” o disagio, in qualsiasi sua forma, diciamo, disagio di vivere, in generale!
    A questo stato, già di per sè complesso e insopprotabile, si aggiunge, per molti di noi, quella sensazione parallela del male che faremmo agli altri, togliendoci la vita. Che è poi il risvolto della stessa medaglia, di quella che dall’altro lato ci fa balenare l’idea di toglierci la vita per “farla pagare” a chi resta e che riteniamo almeno “corresponsabile” dei nostri disagi!
    Nè l’una nè l’altra cosa sono ovviamente “obbiettive”. Ma men che mai è obbiettivo pensare a chi resta e “soltatno” in tal senso trovare la forza per non dire BASTA!
    SPesso, e scusatemi se sembra un’affermazione offensiva e cattiva, proprio le persone che noi non vogliamo far soffrire con i nostri gesti “anticonservativi” sono corresponsabili (ahimè, inconsce o superficialmente ignare) della nostra situazione. E quand’anche non lo siano sono quanto meno spettatori “inermi” di una situazione che non dovrebbe MAI passare inosservata.
    Tutto questo per dire che è una scelta bellissima quella di non arrecare dispiacere e dolore a chi resta ma, se permettete, ciò dovrebbe almeno essere controbilanciato da una “umana” sopportabilità nel nostro vivere quotidiano, accanto a tali persone.
    So bene che non tutte le responsabilità sono ascrivibili al nostro “entourage” familiare o amicale ma so anc he che troppo spesso chi può e dovrebbe “vedere” non fa il minimo passo verso la comprensione!
    Allora spetta sempre a noi? Spetta sempre a chi è già malato “di suo” avere anche la sensibità di non ferire le perosne attorno a noi?
    Beh, scrivendovi ho capito ancor meglio cosa volevo dirvi, cari Amici:
    la nostra sensibilità, il nostro tatto, le nostre sofferenze e le nostre “intelligenze”, seppur nella soffernza, ci consentono “ancora” di pensare agli altri, al dolore che proverebbero e a ciò che non capirebbero. Ma allora, non vi sembra che sia davvero sprecato buttare al vento tante capacità (le nostre!) quando potremmo cercar solo di CAPIRE???
    In tutti voi, in tutti noi, traspare questo GRIDO di dolore e di “rabbia” nel dire “non ci capite”, “non siamo visti”. PENSIAMOCI!

  • 471
    LILLA -

    Che tristezza a leggere queste cose….!!!!!!!!!!!!
    Sono inkazzata nera e non sara’ ora di reagire prendere la vita a morsi, speranza per prima ce lo ha insegnato gia’ bambin gesu’ nonci puo’ succedere niente che noi non vogliamo anche perche’ ricordate siamo nati dalla vittoria di uno spermatozoo su ben 300’000 non vi fa pensare, anzi no dato che pensate solo cosebrutte pensate voi che pensate ,cose belle visto se siete riusciti.vi volete ancora bene …alto la’ mostro!!!Sono piu’ forte io ….

  • 472
    Paolo cogitoergosum -

    Cara LILLA,
    la trisatezza e parte quotidiana della nsotra vita. Soltanto chi fugge dalla realtà e cerca solo di “raccontarsela” crede di poter vivere nella spensieratezza e nella “gioia” quale contrario della tristezza. E se ti fermi a pensare, tu conosci la gioia se hai anche provato tristezza, e viceversa, altrimenti non saresti capace di fare nessun paragone, cioè non proveresti alcuna sensazione.
    Non servono a nessuno le “pacche sulle spalle” del tipo, “fatti forza” o altre menate varie.
    Anzi, le trovo offensive. Non cerdi che ognuno di noi cerchi con tutte le forze… di farsi forza?
    E che c’entra gesu bambino in tutto questo?
    Tiri un ballo una favola religiosa (peraltro non certo condivisa da tutti come verità assoluta) e poi ci butti un bel luogo comune strausato sulla famosa gara degli spermatozoi all’atto della fecondazione?
    Ok, se la cosa serve a Te per emergere e sopravvivere, sopratutto qui dentro ha tutto il diritto di “autoconvincerti” con battutine e slogan.
    E le cose che tu chiami “brutte” non sono necessariamente tali. Semmai come cercavo di dire, sono i “normali” problemi ed ostacoli quotidiani che ognuno di noi si trova davanti, nella vita!
    E per quanto riguarda il mostro, se ti riferisci alla “depressione” possiamo certo chiamarlo mostro, ma poi, sui metodi per “sconfiggerlo” devi chiarire una cosa: se la ritieni una malattia, magari con percorsi e metodi “particolari”, devi ammettere che va curata, come un mal di denti, il mal di cuore o altro (e non dico che esista la cura giusta o sempre indovinata).
    Se invece pensi alla depressione come ad un melessere dell’animo che con la propria forza può essere sconfitto, beh, ti auguro di avere sempre tantissima forza dentro Te. E di trasmettercela, davvero, per poterci aiutare!
    E ricorda che chiedere aiuto non è un disonore, e nemmeno piangere, e nemmeno essere tristi!
    Sono soltanto “atteggiamenti” che prima o poi colgono tutti nella vita. E non per questo non possono essere anche vissuti assieme a tanta speranza, a tanta forza, a tanto coraggio e a tanta…. ironia ed autoironia, condizioni prioncipali per poter anche essere capaci di ridere!

  • 473
    piccola micia randagia -

    io sono ancora piccola ma di problemi ne ho già avuti abbastanza e dopo l’ultimo mi sono veramente stufata,non ho più voglia di vivere,e ritengo che per quanto possa essere sbagliato nei confronti di ki ti vuole bene,è giusto nei propri confronti,se una persona non se la sente più di continuare perchè obbligarla a farlo?a quel punto sarebbero egoisti le persone che ti vogliono bene..io devo solo trovare il modo giusto,perchè divento sempe piu convinta a farlo non ne posso più della vita.sarò una debole..ma sinceramente non mi interessa voglio farla finita in fretta e in modo indolore.

  • 474
    Lisa -

    piccola micia, cosa intendi esattamente con piccola?
    Non credo ci sia un’età più adatta una meno per soffrire…

  • 475
    Alex -

    Buongiorno! Oggi è davvero una giornata nera per me. Dopo aver avuto un forte ed intenso litigio con i miei genitori, mi sono serrato in camera e non intendo uscirne, nemmeno per andare a scuola o andare a mangiare, finchè i miei genitori, poichè dicono che mi vogliono tanto bene, non faranno ciò che io ardentemente desidero per stare un pò meglio nella mia psiche. Io quest’anno preferisco farmi bocciare da scuola e perciò andermene prima ricoverandomi subito in un centro per la cura degli obesi cercando di trovare un pò di pace. Dimagrito intendo rifare l’anno scolastico ma in un’altra scuola, in modo da reiniziare tutto da capo e da fare i compiti con vera passione e non con la paura delle note e dei pregiudizi.

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