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Io e la figlia del mio compagno separato

di simokant

La bimba mi piace e le sono affezionata.
Lei la mamma ce l’ha e non ho mai voluto sostituirla. Però se è vero che, come dice un proverbio africano, “per crescere un bimbo ci vuole un intero villaggio” , ho cercato di fare al meglio la mia parte. Ho bandito atteggiamenti nevrotici o egoistici, mi sono comportata come faccio con il mio nipotino, il figlio di mia sorella: presente, ma non invadente. Con affetto ma senza esibirlo.
E sono abbastanza ricambiata.
E’ stata dura, durissima, e spesso lo è per via degli atteggiamenti della madre che hanno causato tante lacrime a noi tutti, in primis alla bimba stessa.
Io sono sincera sempre nel bene e nel male… ma è dura. Me lo aspettavo ma non credevo tanto.
Le continue pressioni mi sfiancano e anche notare che il mio compagno, nonostante tutti gli sforzi, non ha un bel rapporto con la bimba (che è istigata dalla madre) mi fa male e non mi sembra per niente giusto..
Vorrei scambiare opinioni ed esperienze con chi vive una situazione simile..
Simo.

L'autore, simokant, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Famiglia

144 commenti

Pagine: 1 2 3

  • 1
    tina -

    Io sono una mamma che sa che prima o poi spunterà (anzi sono sicura che c’è già) la fidanzata di papà. In questi giorni questo pensiero mi perseguita e mi spaventa da morire.
    Spero con tutto il cuore che lei abbia la tua sensibilità e la tua dolcezza.
    in bocca al lupo, cara Simo, e continua a seguire il cuore.

  • 2
    amoreimmenso -

    ciao cerca sempre di sostenere questa bimba,i bimbi hanno bisogno d’amore sopratutto in ambito familiare apri1dialogo cn il tuo compagno fagli presente i tuoi disagi ma specialmente qlli dlla piccola se lui si comporta cosi parla ancke cn lei di modo da avvicinarla in maniera positiva al papà.sii forte e fai sempre il tuo dovere e ciò ke e giusto
    ti abbraccio buona fortuna
    ALE:)

  • 3
    momi -

    ciao anche io vivo una situazione analoga. convivo con il mio compagno separato ma in più ho avuto una figlia con lui e una in arrivo. è dura durissima perchè dal suo matrimonio è nata una bimba che lui adora e che viene da noi 2/3 volte la settimana. la sua bimba ha il carattere della madre e quando non c’è noi andiamo d’accordo mentre quando c’è siamo in continuo battibecco.., è stata la sua ex a tradirlo con un suo amico ma sembra il contrario….hanno l’affido congiunto ma lui è sempre all’oscuro di tutto….serve solo per i pagamenti…per l’assegno mensile e varie e con lei non serve discutere, la ragione è sempre la sua e non ne vuole sentire altre…non ne posso più perchè ci fa vivere male noi…io ho conosciuto lui quando erano già separati da 4/5anni quindi io non centro ma lei mi tira sempre in ballo. io con la bimba ho dei conflitti perchè la ritengo abbastanza grande per fare certe cose..riordinare la cameretta mettere al posto il pigiama ma soprattutto che si lavi…dal momento che lo fa poco.e poi il rispetto che deve essere reciproco. un abbraccio

  • 4
    mircea -

    Ciao a tutti…è dura vivere un’amore con un’uomo separato con figli..dico solo che è facile inserire commenti,è facile dare consigli…ma solo dentro si sa’ cosa si vive affrantando un’uomo che ti trasporta improvvisamente dentro un mondo fatto di un minestrone di mille ingredienti..si stringono i denti,si lotta ogni giorno..e ricordiamoci che non si deve mai dare per scontato nulla..nulla nella vita…ci sono genitori che non sanno amare i propri figli..che li sbalottano a destra e sisnistra..genitori eterni banbini..ma se stai con una persona che ti porta nella tua vita suo figlio e tu fatichi (perche’ siamo umani,abbiamo dei limiti ..) se non ami immensamente la figlia del tuo compagno come se fosse tua ..ohhh sei una strega…provate gente provate …non giudicate mai

  • 5
    simo2 -

    ciao, sono da poco la moglie di un divorziato con due figli:14 e 17 anni. abbiamo un ottimo rapporto, ma la madre li istiga continuamente contro il padre dicendo cattiverie gratuite e grandi bugie (una volta ha anche detto loro che si drogava…). I ragazzi sono molto legati al padre, ma è inevitabile che quando è la mamma a dirti certe cose fai fatica a non crederle, no? io e lei ci siamo viste poche volte, ma siamo state molto civili e rispettose, mi sono sempre dimostrata collaborativa e l’ho aiutata in diverse situazioni difficili.mi meraviglio che questa donna (che vive con un altro uomo gia da 2 anni ed ha avuto altri precedenti conviventi) preferisca far provare sofferenza ai figli parlandogli male del padre e sgretolando il loro rapporto piuttosto che risolvere le questioni legali di alimenti ecc per conto suo, con il suo avvocato… perchè metterli in mezzo? a volte chiudo gli occhi e cerco di immedesimarmi… ma la conclusione è sempre la stessa: se l’amore per un figlio è l’unico amore ‘puro’ che esiste allora come si fa a farlo soffrire per qualche spicciolo o solo per sete di vendetta (e lui non l’ha mai tradita! il rapporto è finito perchè era finito l’amore reciproco e la stima). qualcuno sa rispondermi? lui sta sotto un treno… grazie a tutti per lo sfogo, ne avevo bisogno

  • 6
    Erica -

    Ciao, da un paio di mesi mi trovo anche io a vivere con il mio compagno e la sua bimba di quasi 8 anni. Io non ho ancora figli miei. lui vorrebbe che io sentissi la piccola come mia figlia (così mi dice) …Io non so se questo sarà possibile per quanto lei sia una bambina adorabile , bellissima , assolutamente amabile… lei ha già una mamma, ed io sento davvero che non cerca in me una seconda mamma , che non ne ne ha bisogno (e lo ritengo un bene perchè vuol dire che la sua svolge bene il ruolo!). per il momento non ci sono state grosse difficoltà, mi sono sentita accettata, ma come amica e compagna di giochi …stop. chiaramente cerco di occuparmi di lei forse meglio di come farei con un figlio mio considerato che è una bimba traumatizzata dalla separazione dei genitori e deve ancora digerirla questa situazione , se mai ci riuscirà. talvolta ho il terrore di sbagliare qualcosa e di ferirla emotivamente…e sempre , sempre la paura che da un momento all’altro mi rifiuti perchè torna a sperare che i suoi possano rimettersi insieme (cosa che la madre ha sperato chissà perchè prima che cominciassimo a convivere, nonstante sia stata lei a tradirlo ed a pretendere che se ne andasse di casa un anno fa ) e poi temo , spesso, di non essere adeguata al compito di aiutarlo a crescerla data la mia inesperienza e per il fatto che io l’ho conosciuta così…. d’impatto… già grande…quindi dobbiamo conoscerci e comprenderci, da parte mia vorrei un giorno considerarla come una figlia ma non posso forzare i sentimenti ne da parte sua ne da parte mia, penso che l’amore e la fiducia debbano essere spontanei e basarsi sulle esperienze vissute insieme. Lui è felice di vedere in me comportamenti molto materni nei confronti della piccola, ma io sarei così con qualunque bimba di cui dovessi occuparmi… il vero amore e la fiducia verranno con il tempo e la cura che ci metterò…che ci metterà anche lei se vorrà. ritengo anche che siamo io e lui a doverle far sentire che noi siamo una famiglia forte e che la vuole proteggere e ispirarle la voglia il desiderio di far parte di questa nuova famiglia. ma ho anche messo in conto che la piccola potrebbe porre limiti oltre ai quali non mi vorrà far andare… come carattere assomiglia molto alla madre…ma chissà ..vivendo insieme…potrebbe anceh trovare un nuovo modello di riferimento anche in me..voglio dare più del meglio di me a questa bimba. però ti confesso …inizialmente pensavo che l’amore bastasse per mettere insieme una famiglia. ora sono convinta che una volontà ferrea di fare un passo avanti ogni giorno sia indispensabile. In bocca al lupo!

  • 7
    daniela -

    @ mircea
    Hai centrato in pieno con il tuo discorso,e davvero facile e superficiale criticare gli altri che stanno vivendo queste situazioni,e dare consigli o ancora peggio giudizi,ma si sa ,uno deve vivere certe situazioni e poi parlare..per carità magari sono anche più fortunati a trovare d’altra parte delle persone intelligenti ,che li coinvolgono nella vita dei figli ,e che sanno gestire le situazioni che si vanno a creare.

  • 8
    Tata -

    Ciao a tutte,
    mi trovo nella stessa identica situazione di Momi.
    Sfido chiunque a giudicare la fatica, l’impegno e spesso il dolore che una donna si trova a dover affrontare quando nella vita del proprio uomo c’è, è vero un bambino (che “dovrebbe” essere innocente e vittima degli errori degli adulti) ma anche la presenza ingombrante di una ex, del suo modo di essere e di fare, la presenza ingombrante di un’educazione e un modo di vivere diversi dal tuo e spesso e volentieri da quello del tuo compagno.

    Convivo con il mio compagno ormai da un anno e mezzo, ha una figlia di 8 anni, ancora non abbiamo figli nostri, nonostante 4 gravidanze iniziate, purtroppo non sono riuscita a portarle a termine.
    Al dolore per il mio/nostro lutto, si unisce la maleducazione, aggressività, prepotenza che la bambina ormai abbastanza grande inizia a perpetrare ai danni del padre e di conseguenza della nostra famiglia.
    La serenità viene scalfita e messa a dura prova, per quanto ci si sforzi di accettare, mediare, perché no anche amare, tutto diventa più complicato quando questi bambini crescono e nel loro comportamento vedi l’ex e il suo subdolo operato.

    Vedo che siamo in tante, facciamoci coraggio e andiamo avanti…!!!!

  • 9
    camilla -

    ciao a tutte, anche io mi son innamorata di un’uomo con due figli e me lo sono sposata, poi purtroppo la madre dei ragazzi è morta all’improvviso. E’ dura, dura in tutti i sensi, ma soprattutto per la serenità perduta. La figlia adolescente poi ti toglie il fiato con la sua presenza e i suoi atteggiamenti riesce a rovinare qualunque giornata. Spero di smettere di sentirmi come se il passato si fosse impadronito del mio presente e del mio futuro. Infatti , da quando è successo, il mio futuro non riesco più a pensarlo. Spero in tempi migliori, buona vita a tutte

  • 10
    Lilly -

    Ciao a tutti, vi scrivo chiedendovi un consiglio. Frequento un uomo separato da circa un anno con una figlia di 16anni e quindi in piena fase adolescenziale..Sapevo fin dall’inizio che sarebbe stata difficile ma ci ho voluto provare e ci sto provando ancora. Ogni giorno che passa però mi sembra che le cose si complichino sempre di più. Lei ha fatto passare a suo padre un’estate di inferno, tornando a degli orari assurdi( 7 di mattina), rispondendo male ai nonni con cui era in vacanza ed è stata anche bocciata a scuola.Io capisco tutti i problemi che possa aver passato e che ha in questo momento, ma perchè quando sono a casa con loro non vedo l’ora di tornare a casa mia per trovare un po’ di pace. Suop padre sta cercando di “raddrizzarla” si vede che fa di tutto e le vuole un bene dell’anima e con me parla di una nuova famiglia, di figli…ma a me questa idea mi terrorizza enormemente…Non sono molto ottimista di natura ma mi immagino in un futuro a piangere di nascosto nel letto perchè questa situazione nn si risolverà mai.Grazie per ogni consiglio che mi darete…

  • 11
    camilla -

    Cara Lilly, tutto quello che ti posso dire, e te lo dico perchè ho sposato 4 anni fa un’uomo con due figli, stai molto attenta. Non puoi immaginare i mille magoni che derivano da queste situazioni, quante volte ti ritroverai a piangere e a fare sacrifici per una persona che a mala pena ti sopporta. Sono diventata un po’ spietata, ma ora mi sento senza energie ad affrontare ogni giorno i loro problemi che hanno sempre la priorità rispetto a noi. Pensaci tanto

  • 12
    Tata -

    Mi ero dimenticata di aver scritto in questa pagina…
    Più leggo e più mi rendo conto di quanto dolore ci troviamo ad affrontare ogni giorno, quanta rabbia, frustrazione e delusione. E’ un ruolo difficile il nostro, scomodo e faticoso, spesso incompreso nella sua complessità anche da parte del nostro partner che stenta a capire che i sentimenti che possiamo provare nei confronti di figli non nostri non possono essere naturalmente gratuiti o unilaterali come solo quelli di un genitore possono essere e che capricci, cattiverie, e dispetti da parte di questi loro figli mettono a dura prova la nostra serenità e la serenità della famiglia che cerchiamo faticosamente di far funzionare.

  • 13
    Lilly -

    Cara Camilla, questa vita va a momenti come sulle montagna russe. Ci sono giorni in cui sembra vada tutto bene e lei( sua figlia) abbia trovato il suo equilibrio e altri ( la maggior parte) in cui ci sono continue lotte e discussioni ( e io vivo questa situazione solo nei week end perchè viviamo in due case e città diverse)Cerco di stare a fianco a lui ma a volte mi sembra che il mio aiuto/supporto sia inutile visto che la sua educazione è nelle mani del padre per il 90%. La setttimana scorsa l’ennesimo schiaffo morale, lei ha messo la foto di sua mamma come sfondo del cellulare e lui se l’è presa molto sopratutto perchè sua mamma non è maipresente, ne fisicamente ne moralmente per la sua crescita…Io non so se sia l’età o quello che ha vissuto, ma mi sembra sempre piu difficile una convivenza serena con lei…e lui poco coerente. A volte mi sembra incoerente, prima dice che le darà la giusta punizione per come si è comportata e poi bastano due parole di lei o un comportamento educato per 2-3 g e lui cambia idea per poi ricominciare lo stesso giro…..Non lo so…

  • 14
    Tata -

    Lilly,
    quello che descrivi è esattamente ciò che vedo nel comportamento del mio compagno. Credo che ciò dipenda dal fatto che lui è sempre il padre e che abbia paura di perderla attuando un’educazione troppo rigida od estremamente punitiva.
    Io ho subito fino ad oggi, mettendo duramente in crisi il nostro rapporto, alla fine sono riuscita ad ottenere di intraprendere un percorso psicoterapeutico che stiamo iniziando in questi giorni. Spero di trovare un giovamento in questa nuova strada che abbiamo deciso di percorrere.

  • 15
    Lilly -

    Tata,

    forse quello che scrivi è giusto o forse io non capisco bene tutto quanto perchè non sono mamma, ma piu passa il tempo e piu non riesco ad avvicinarmi a questa ragazzina che sembra voler passare piu tempo fuori casa con le amiche che non con sua padre. Una ragazzina che ha dichiarato senza problemi a suo padre che fuma, che torna a casa alle 5.30 passate il sabato perchè va a ballare e il giorno dopo si alza alle 16 con orari completamenti sballati e si gira isterica se suo padre non ha 10 € da darle per uscire il sabato sera.Quando io provo a far notare queste cose a lui, a volte mi risponde che è normale a 16 anni voler uscire e stare in giro con le amiche e altre volte mi dice che è un padre “single” e fa quello che puo’…e io cosa sono? La strega cattiva o la “fidanzata” di papà come mi chiama sua figlia?

  • 16
    Jovita -

    Anche io compagna di un uomo divorziato con figlio … che vive con noi da qualche anno. Dopo un lungo periodo di convivenza mi rendo conto che è troppo difficile affrontare certe situazioni… troppi problemi e sofferenze che non mi appartengono, ma che quotidianamente sono costretta ad affrontare. Ho dato loro tutto quello che avevo, in ogni senso, ma non riesco ad essere felice … né riesco a provare un sentimento materno verso il ragazzino … solo rispettoso affetto e compassione per il suo dolore di figlio di genitori separati. La nostra vita gira intorno alle loro vicende passate e presenti ed io mi sento sempre più estranea … non so se è la stessa cosa che succede a voi, donne nella stessa mia situazione. Mi piacerebbe avere uno scambio di opinioni con qualcuna di voi … per capire se sono io ad essere sbagliata, oppure se i miei pensieri sono ‘normali’ e condivisibili… grazie

  • 17
    HAL 9000 -

    Ciao a tutte, non vorrei apparire fuori luogo, però io vivo come uomo la stessa cosa ma al contrario, ovvero la mia compagna è separata ed ha una bimba di 11 anni, io non ho figli.
    La bimba vive con la mamma e noi tutti insieme ci vediamo quasi tutti i week-end, perché alcuni li passiamo tra noi due come coppia. Io cerco di avere un rapporto con la bimba molto amichevole, non c’è nessun astio, anche se forse un po’ di gelosia verso sua madre esiste anche se la manifesta in pochi frangenti. Suo padre è una persona molto schiva, frequenta poco la figlia per poche ore e non ha un rapporto molto amichevole, anzi, molto spesso la tartassa per le questioni avute con la ex-moglie.
    Io vorrei chiedere a tutti qualche consiglio, cioè, va bene come mi sto comportando? Sarebbe opportuno che modificassi il mio comportamento in qualche modo, oppure è giusto lasciar passare il tempo e vedere come si amalgamerà il rapporto con la figlia?
    Grazie a tutte/i

  • 18
    Tata -

    Ciao Lilly, ciao Jovita.
    Un saluto anche a te Hal.
    Mi rendo conto, leggendo ciò che scrivete che i sentimenti che proviamo sono più o meno comuni ad ognuno di noi.
    Anche io Lilly, non sono madre, ma non credo che il non essere genitore sia una condizione “invalidante” al fine della comprensione della situazione che vivono i nostri compagni con i loro figli.
    E’ difficile convivere con loro, con i loro problemi, i loro trascorsi..
    Costa una fatica disumana, trovare quella necessaria empatia per far propri i problemi di altri, spesso e volentieri senza essere ricambiati con sentimenti di rispetto e se non amore quanto meno affetto.
    Credo che il giusto atteggiamento, specialmente nei confronti dei nostri compagni, sia in primis la sincerità, unita a una composta fermezza nel ribadire e far rispettare il nostro ruolo e i nostri spazi, che altrimenti verrebbero calpestati.
    Mi sono posta molte domande, mi sono fatta mille problemi, ma alla fine sono giunta alla conclusione che il mio dovere è in primis quello di tutelare la serenità e tranquillità del nuovo nucleo familiare creato insieme al mio compagno, stabilendone regole e limiti da rispettare.
    I figli saranno liberi di farne parte o meno….

  • 19
    Vanity -

    Ciao ragazzi
    Oh mi sento meno sola… Io vivo da 5anni col mio compagno divorziato con una figlia…abbiamo avuto un bimbo che ora ha 18 mesi… All’inizio con la figlia era tutto perfetto eravamo come sorelle… Poi sua madre ha cominciato ad essere invidiosa e l’ha fatta allontanare da me e dal padre…non vi dico le minacce e le cattiverie che ho dovuto subire… Ma il dolore più grande l’ho provato quando ho realizzato che la bimba nn mi vuole più mi considera quella in più… “Papà non vado bene a scuola perché mi manchi e la mamma si sente persa senza di te”… Questa frase mi continua a tormentare io non so più che fare… Portiamo tutti pazienza e vediamo se ne varrà la pena! Un abbraccio grande a tutti

  • 20
    Lilly -

    Ciao a tutti, sono di nuovo qui per cercare un conisglio obbiettivo ed esterno da parte di persone che condividono il mio stesso “problema”.E’ passato diverso tempo dal mio ultimo messaggio e pensavo che le cose iniziassero ad andare meglio ma mi sono sbagliata…Ennesima cavolata di una ragazzina di 16 anni che per quanto sia cresciuta tra mille difficoltà ha un padre che sta cercando di fare i miracoli…e lei lo sta portando al MANICOMIO…L’ultima in ordine di tempo è stata questa: Lui si raccomanda che la sera prima di partire per tornare a casa dopo le vacanze di Natale non faccia tardi, lei non accettando questa cosa esce nel pomeriggio di un venerdi alle 16 e torna il mattino dopo alle 11 di mattina…Paura, ansia, angoscia e tutto quello che un genitore puo’ provare. Era andata a ballare di nascosto, nonostante il divieto e poi, destino beffardo o meno, aveva avuto un problema alla macchina del suo amico che si era fermata in autostrada…Cellulare spento naturalmente, nessuno dei 2 raggiungibile..Liti, urla e grida al suo ritorno per poi sentirsi dire ( lei a suo padre) E’ COLPA TUA se è successo questo perchè se tu mi avessi mandato a ballare non sarebbe successo….Non ce la faccio piu’, assorbo tutta questa tensione e la riverso sul mio compagno…per fortuna viviamo in due appartamenti separati…cosa posso fare? Sono arrivata alla frutta..inizio a non sopportare piu qs mocciosetta senza rispetto e riverso tutto su di lui…..grazie!

  • 21
    Tata -

    Ciao Vaninty, ciao Lilly,
    ogni tanto mi affaccio qui,
    e mi rendo conto quanto i problemi che affrontiamo quotidianamente noi compagne di genitori separati con prole…siano simili e quanto i problemi dei genitori separati con prole siano alla fine simili tra loro.
    Non è facile per nessuno, crescere un figlio è un compito gravoso, farlo quando si è distanti e soprattutto quando un padre ed una madre non vivono sotto lo stesso tetto, non concordano sull’educazione di un figlio o peggio ancora si odiano, bè credo proprio sia un’opera disumana.
    Non sto qui a raccontarvi cosa abbiamo passato io e il mio compagno questi ultimi due mesi a causa di sua figlia, cosa è stata in grado di fargli passare e cosa è uscito dalla bocca di quel “mostriciattolo” di nove anni contro un padre che ha una sola unica colpa : amarla incondizionatamente ed averle dato fin troppo e gratuitamente, senza chiederle in cambio educazione, rispetto, e quell’affetto e quell’amore che gli sarebbero dovuti solo perché gli è padre.
    Ci siamo messi in mano ad un psicologo, tra l’altro abbiamo trovato anche una persona non adatta e la cosa è finita lì come è iniziata, ma ci è servita almeno ad unire noi due per aiutarci in questa lotta, anziché scontrarci.
    Reputo di essere fortunata in tutto questo, il mio compagno dopo due anni si è alla fine reso conto dei danni che ha causato la figlia e tra mille sofferenze e con il cuore a pezzi, si è comunque deciso ad affrontarli, con l’intenzione comunque di tutelare prima di tutto la serenità e la tranquillità del nucleo familiare che stiamo creando.
    Alla fine mi sento un po’ più ottimista, speriamo che le cose possano migliorare.

  • 22
    Tata -

    Ho dovuto continuare sotto.
    Rispondo qui di seguito…

    Lilly, conosco la dinamica del “è colpa tua”…sono figli cresciuti senza responsabilità e senza senso del dovere, non agiscono tanto per far dispetto, ma piuttosto perché sanno che non ci saranno conseguenze al loro comportamento. Purtroppo passano da una casa all’altra…e quel che toglie uno, lo restituisce l’altro…tanto per far dispetto all’altro coniuge…
    La figlia del mio compagno ha capito un concetto fondamentale il “dividi e impera”, fa litigare il padre e la madre e lei fa il porco del comodo suo….in questo caso, dovresti essere brava tu…se riuscissi a mettere d’accordo magari come mediatrice entrambi nel darle una sana punizione 😉

    Vanity, la bambina usa una scusa nel dire che va male a scuola per colpa del padre e che la madre sta male, la figlia del mio compagno aveva cominciato a dire che lui e la madre non potevano averle fatto peggior dispetto che separarsi, per di più lo faceva davanti a me, lo fanno con l’intento di far leva sui sensi di colpa del genitore per ottenere quel che desiderano. In separata sede l’ho fatto notare al mio compagno e mi sono “imposta” che la prima volta che fosse successo davanti a me l’avesse sgridata pesantemente facendole presente che se loro si erano separati non era affar suo, che lei non doveva immischiarsi negli affari dei grandi, che lei aveva sempre un papà e una mamma ma che viveva separati e che dire quelle cose non sarebbe servito ad ottenere né che sarebbero tornati insieme né altro tipo di favoritismo…magicamente…ha smesso di dirlo….prova in questo modo…
    …ma deve essere bravo il tuo compagno…e molto coraggioso, non tutti lo sono..!!!
    😉

  • 23
    Lilly -

    Ciao a tutti e grazie per le risposte. Non so perchè ma penso di essere arrivata alla frutta. Non ho piu voglia di capire, di comprendere e di ascoltare. Ci ho provato e il risultato è stato lo stesso. Sto cercando di gravitare il meno possibile in quella casa con il risultato che io e il mio compagno ( per evitare che io mi arrabbi nel vedere certe sceneggiate) ci vediamo in territorio “neutrale”. Ora lui l’ha tenuta in punizione una sett per farle capire la gravità del gesto che ha fatto stando via quasi 24 h senza dar nessun segno, ma sono quasi sicura che qs non cambierà le cose e lei tornerà nel giro di breve a rifare gli orari soliti (6 di mattina) a continuare a rispondere male a suo padre se lui prova a darle delle regole e si ricomincierà il solito giro…Non sono una maga ma in qs storia poche volte mi sono sbagliata. Io sicuramente ci do dentro con le “critiche costruttive” ma spesso, e sicuramente a ragione, vengo etichettata da lui come la “strega cattiva” e quella che dipinge la figlia come un “mostro” e che giusto ieri si è sentita dire: “Mia figlia c’è e ci sarà sempre non la mandero’ via in collegio o simile”…quindi….potete capire il finale. E per quanto possa capire la disperazione e le difficoltà di un padre single ( la madre c’è ma non vuole vedere sua figlia, non l’ha mai voluta e non la vuole…) la frase di ieri mi ha aperto gli occhi…ossia: O accetto la cosa o posso anche andar via…Ecco come mi sono sentita…quella che cmq verrà sempre dopo…perchè prima c’è una figlia…una figlia che, anche se adolescente, fuma. manca di rispetto a suo padre, fa gli orari di una trentenne, non fa nulla in casa,si comporta in giro come fosse un maschiaccio sputando per terra, risponde a tono a suo padre e distanza di “naso” e gli dice “mi fai schifo”…Sono solo momenti o forse c’è qualcosa di piu? Io quanto posso contare in qs storia? grazie a tutti

  • 24
    Tata -

    Lilly,
    potresti aspettarti epilogo diverso da quello prospettato dal tuo compagno? Fossi tu la madre di quella ragazza l’allontaneresti da te e rinunceresti a provare ad educarla? Che ti piaccia o no (purtroppo) è e sarà sempre sua figlia, è sangue del suo sangue e non c’è peggior errore che potremmo fare che metterci in competizione con loro….
    Se ami quell’uomo puoi solo che avere pazienza, ricavare uno spazio vostro, dove i problemi che lui ha con la figlia non possano entrare, parlagliene e cercate di trovare insieme un compromesso, altrimenti, come hai detto tu…forse è meglio lasciar perdere…se un rapporto deve diventare una gabbia e peggio che mai deve diventare una fonte di sofferenza per entrambi, è meglio andare ognuno per la propria strada prima che sia troppo tardi.
    Un abbraccio, con tutta la mia comprensione.

  • 25
    Lilly -

    Tata
    grazie per le tue parole che sicuramente riflettono piu calma e maturità delle mie…è la mia prima “esperienza” con un uomo e sua figlia e forse non sono ancora preparata…Ero partita con tutte le buone intenzioni, capirla, ascoltarla, cercare di essere amica ma tutto ad un tratto è crollato tutto….e mi sono messa a ridiscutere tutto. Ho cercato di capire anche la sua vita di bambina mai accettata dalla madre e le difficoltà di crescere solo con un padre, pensavo di aver preso l’approccio giusto ma forse mi sono sbagliata. Ora per me l’unica via è cercare di trovare uno spazio “fuori” dai problemi che lui ha con lei, sperando che lei col tempo maturi e trovi la sua stabilità… è l’unica soluzione…anche se questo vuol dire allontanarmi da lei e dalla loro “famiglia”…ma al momento non vedo altra soluzione. Evito cosi di avvelenare la sua vita e la mia con preoccupazioni e pianti(miei) perchè non sopporto una ragazzina isterica di 16 anni.

  • 26
    Tata -

    Lilly,
    sulla mia calma e maturità ci sarebbe tanto da dire…sapessi quante lacrime ho versato di nascono la notte, o in macchina andando a lavoro…. Se ti può consolare, nonostante avessi creduto di aver raggiunto finalmente un solido equilibrio ed una fiducia reciproca e solida tra me e il mio compagno, proprio ieri pomeriggio tra me e lui c’è stata l’ennesima discussione a causa del comportamento della figlia. Il problema è sempre lo stesso, loro per amore “genitoriale” sono disposti anche a farsi prendere in giro da questi figli despoti ed egoisti, noi che non abbiamo legami affettivi “gratuiti” non riusciamo farne passare una. Detto fuori dai detti, farmi prendere per il c**o da una mocciosa di nove anni non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello…ho cercato di placare la mia rabbia del momento che sarebbe servita soltanto ad alimentare la polemica innescata tra me e il mio compagno e mi sono ripromessa di riprendere il discorso al momento opportuno…tra me, il padre e lei…capiterà l’occasione…e non gliela farò passare liscia…non per vendetta, ma per educazione, non si deve permettere di prendere in giro nessuno, tanto meno il padre….
    Io posso dirti soltanto questo, porta pazienza e scavati quella nicchia per te e il tuo compagno e per quanto puoi, tieni fuori sua figlia, alla fine è grande…a 16 anni puoi anche iniziare a pensare che non sia affar tuo…stringi i denti..ancora un paio di anni…e vedrai che sparirà da sola…

  • 27
    Lilly -

    …sparirà da sola….Gia’ Tata questo è il pensiero che ogni tanto facio e mi accordo che non è carino perchè se il figlio fosse stato mio forse non mi sarei MAI augurato che sparisse…ma forse è proprio la mancanza o l’impossibilità di creare un legame cosi forte che al primo “capriccio” noi “3 incomodi” ci stacchiamo ancora di piu…do gli ultimi eventi che sono successi ( stare via di casa 24 h, rispondere male faccia a faccia etc, fare delle scenate da isterica) per me le cose si sono rotte con lei…Ero già all’inizio in difficoltà nell’avvicinarmi a una ragazza che fino a ieri era una perfetta sconosciuta…ma dopo tutto quello che ha combinato, si è innescato in me una sorta di “meccanismo di autodifesa”…ossia..cerco di starle lontano il piu possibile, non cerco il dialogo, non le scrivo messaggi e quando, come ieri, sono costretta a essere li fisicamente davanti a lei…mi viene sempre piu diffiicile instaurare un dialogo…Lo so che sembra un comportamento da bimbetta il mio, ma ti giuro che nn so piu cosa fare, non riesco a trovare quella pazienza e quella voglia che avevo all’inizio di parlarle e comprederla. Lei ieri si è alzata già con la luna storta perchè naturalmente la sera prima era dovuta tornare prima del previsto (visto i nuovi comprifuoco imposti dal mio compagno) quindi poui immaginare la faccia…Si è alzata, ha mangiato due forchettate di pasta e si è ributtata sul divano a vedere pc e cell…A parte una grandissima mancanza di educazione a mio parere…”sei a tavola, mangi e poi torni sul divano”…..No…peggio, dopo unpo suo padre, pur di farla mangiare ( non stava bene aveva la febbre) le ha portato della minestra sul divano….Qs cosa mi ha indisposto ancora di piu…Risultato finale…dopo cena io prendo la macchina, torno (FINALMENTE) a casa mia e mi sento dire: “Certo che si vede lontano un miglio che sei arrabbiata con mia figlia, ma che ti ha fatto? Non le hai rivolto parola tutta la sera” Chi sbaglia qui? Io o…

  • 28
    rossana -

    per quanto possa apparire pretenziosa e di scarsa utilità pratica, racconto per sommi capi la mia esperienza.

    quando mi sono separata, con figlio al seguito, in un primo tempo ho cercato di conciliare figlio e amante, e forse avrei anche potuto riuscirvi, perché il mio nuovo compagno era sterile e desiderava essere padre, anche solo a part-time. ha scritto favole per il piccolo, l’ha portato volentieri in viaggi e vacanze e gli ha fatto doni di estrema tenerezza.

    il mio ex marito l’ha impedito, mettendo il figlio contro la persona che amavo, per cui, entrambi, di comune accordo, per rispetto nei confronti di un bambino di otto anni, abbiamo concordato di vivere la nostra relazione limitandola in uno spazio neutro (decisione più mia che sua).

    relazione quasi perfetta, durata dodici anni, che si è poi conclusa con la scelta dell’uomo di lasciarsi ricadere nel suo logoro e pressoché inesistente rapporto di coppia perché ormai troppo vecchio per confrontarsi in casa con un ventenne pressoché estraneo. non ho parole per descrivere la delusione patita, che ho impiegato un tempo spropositato a superare, ma era giusto che pagassi fino in fondo il prezzo dei miei errori.

    i figli hanno TUTTI i diritti di venire prima di qualsiasi altro sentimento o responsabilità. e nemmeno così si può a volte mitigare il dolore che si è loro arrecato. sia i maschi che le femmine devono esserne ben consapevoli quando s’inseriscono in un insieme di affetti consolidati. in casi estremi si dovrebbe potersi lasciare alle spalle un partner, MAI un figlio!

    se un rapporto di coppia non è per niente facile da mantenere nel tempo in un dialogo a due, figuriamoci quando si aggiungono persone innocenti e persone incattivite. esistono, ovviamente, eccezioni, che fanno però sempre capo a un padre e a una madre maturi, entrambi impegnati a rimediare i guasti che hanno provocato nei figli.

    scusate la franchezza.

  • 29
    Tata -

    Lilly,
    capisco il tuo stato d’animo, penso che l’errore sia del tuo compagno. Non è in grado di educare e di far crescere e diventare donna una ragazzina maleducata e viziata che nella vita reale prenderà tante di quelle mazzate da rimanere senza respiro.
    Saremo egoiste, cattive..? Pazienza. Io per mio conto, ho fatto e faccio tutto ciò che reputo giusto fare perché in nostro nucleo familiare possa proseguire serenamente la propria quotidianità e perché la figlia del mio compagno possa “umanamente” integrarcisi…se lei non vuole farlo è solo e soltanto affar suo, il mio compagno, fortunatamente è abbastanza intelligente da capire la situazione e non cedere a ricatti morali e a capricci e isterismi di bambini nemmeno cosi feriti o colpiti (ormai essere figli di genitori separati e far parte di famiglie allargate è la normalità), ma piuttosto esser vittime di piccoli despoti viziati che utilizzano la scusa della sofferenza per tenerti per le pa@@e e ottenere qualsiasi capriccio venga loro in mente.
    A mio avviso, e rispondo a te Rossana, non c’è peggior male per un figlio, che i sensi di colpa di un genitore….i sensi di colpa lo rendono vulnerabile, indifeso, lo rendono scoperto ad ogni tipo di attacco e ricatto in cui i bambini, più grandi e più piccoli, in un modo o in un altro sono maestri.
    Non è vero che i bambini sono innocenti…che i bambini sono sinceri e sono buoni….basta vedere quanto sanno essere spietati e cattivi tra di loro…per capire quanto potrebbero essere spietati e cattivi nei confronti di figure genitoriali inadeguate.

    In bocca al lupo Lilly, non mollare.
    Rossana, se non siete sicuri di volervi ricreare una famiglia, non mettete di mezzo terze figure, che non debbono pagare per i vostri errori e per la vostra immaturità.
    Buona vita.

  • 30
    Lilly -

    Tata, Rossana…io penso che in tutte noi ci sia un po’ di verità e di ragione. E’ vero che i figli di genitori separati soffrono per questo e che spesso sono contesi tra due persone o, come nel mio caso, solo uno ( il padre) cerca di crescere la figlia perchè la madre non la vuole e non l’ha mai voluta…E’ anche vero’ pero’ che queste persone hanno diritto a rifarsi una vita o almeno a RI-provarci e a quanto sia difficile e delicato il ruolo delle persone che entrano in questo equilibrio magari già precario…Io ho fatto, da parte mia, tutti i tentativi per cercare di creare un rapporto con lei il piu possibile sincero e civile, ma dopo aver passato nell’ordine: 1- l’estate scorsa a vedere il mio compagno che discuteva camminando su e giu per la spiaggia, perchè lei, dai nonni, ne faceva di tutti i colori, fregandosene altamente, 2- 2-capodanno passato con lei, lui e i nonni..Lei vista si e no 5 h in 4 giorni e poi ha ben pensato di staccare il cellulare, di andare a ballare e tornare 24 h dopo, 3- week end passato insieme a Milano con lei che camminava a distanza di 10 km davanti a noi perchè ink, rispondeva male a suo padre e con un muso lungo metri perchè si stava annoiando a fare shopping con noi, 4-le sberle che si è presa perchè suo padre è andato a prenderla a ballare ed era ubriaca marcia, con la giacca sporca chissà dove era finita….etc etc…..Per non parlare naturalmente del nulla che fa a casa, del disordine che lascia in giro, del comportamento poco educato sputando per terra e lasciando accendini sparsi per la casa ( visto che fuma…) Ah dimenticavo..le volte che urla con suo padre dicendogli che LE FA SCHIFO perchè non le fa fare gli orari che vuole? Cosa devo pensare? Sono io sbagliata? Lui ha sbagliato ( e lo sa) ma non riesce a recuperare o forse qs 16 enne non è poi cosi bambina come sembra ma è fin troppo furba ed egoista lei????

    ciao a tutte
    un abbraccio

  • 31
    Lilly -

    …volevo aggiungere un dettaglio…all’ennesimo “richiamo” da parte mia sui “difetti” di sua figlia…mi sono sentita dire dal mio compagno: “Non puoi pretendere che io plasmi mia figlia a tua immagine e somiglianza come sei stata educata tu”…Lei questa educazione non l’ha ricevuta e ora è cosi…Sono ancora io troppo esagerata nel vedere i suoi difetti- ED E’ UN MIO GRANDE LIMITE EVIDENTEMENTE- o forse il padre non ammetterà mai che sua figlia può e deve migliorare come educazione, modi etc? O per lui è sempre la piccola bimba di 5 anni da difendere?

  • 32
    Isabella -

    Ciao a tutte ,
    anche io vivo una situazione simile, da qualche mese sto con un uomo separato( ma mai sposato ), ha una bambina di 4 anni e mezzo. La sua ex, quando la piccola aveva 18 mesi, gli ha detto che non voleva più stare con lui, infatti ora sta con un altro è ha già un’altra figlia.
    Hanno deciso di tenere la bambina due giorni a testa e un we alternato, la piccola, per fortuna, è una bambina tranquilla e per fortuna sono riuscita ad istaurare un bel rapporto con lei.
    Il mio problema non è la piccola ma lui, non so se ha superato del tutto il trauma del tradimento e separazione,(dopo 3 anni) perché in continuazione mi parla della sua ex e di anedotti vissuti insieme. Anche se parla di una vita insieme e di una nostra famiglia, però mi dice spesso che da quando ci sono io non riesce a fare più le cose che faceva prima, si trova a sempre indietro nelle cose da fare e che nota molti più capricci da parte della bambina quando sono li con loro.
    Questa cosa mi mortifica molto, perché io sono la prima ad essere in difficoltà , io non ho figli quindi già parto svantaggiata e per lui mi sono adeguata ai loro ritmi di vita
    A voi è capitato la stessa cosa?

  • 33
    Lilly -

    Isabella a me è capitato praticamente il contrario, nel senso che la figlia della persona che frequento ha 16 anni e all’inizio del nostro rapporto suo padre forse l’ha un po’ “trascurata” per stare con me..poi per vari motivi è tornato sulla sua strada e ora sta cercando di essere piu’ presente, visto che la madre che vive lontana non ne vuole sapere della figlia. All’inizio lui si era un po’ adattato ai miei ritmi anzi ai nostri ritmi…ora io che pero’ sta cercando di “raddrizzarla” un po’sono io che nn mi sono voluta adattare ai loro ritmi..prima mi fermavo spesso a dormire da lui il sab sera, ora non lo faccio piu da qualche mese…per evitare di dovermi svegliare nel cuore della notte perchè lui è in ansia perchè lei non arriva dalla discoteca..quindi ho iniziato a prendermi i miei ritmi…senza di lei…Nel mio caso il problema non è tanto con lui ma con lei, su come si rapporta, si pone etc…ma forse è per l’età…critica…e non solo. Siamo tutte molto in difficoltà in qs rapporti ma solo vivendoli puoi vedere a cosa ti porteranno…ti assicuro che all’inizio anche io pensavo fosse di piu facile gestione…ma ho dovuto ricredermi….

  • 34
    Lilly -

    ….sembra proprio che le cose non cambino mai…anzi forse peggiorano e mi ritrovo qui di nuovo a chiedere a voi se sono io quella sbagliata o forse non sono pronta ad una storia simile. La figlia del mio compagno, la famosa 16 enne “disagiata” è stata sospesa 5 g a scuola per i diversi ritardi e per il comportamento poco “ortodosso” che porta a scuola. La sua reazione una sana “risatina”, quella del mio compagno..la concessione di una serata in discoteca dove è uscita alle 10 di un sabato sera e tornata alle 11 del mattino dopo. Premetto che non dovrebbe fregarmi come lui educa lei e cosa le concede, ma mi sembra una grande cavolata per non dire altro “premiare” una ragazzina che fa i fatti suoi a scuola. La ragazzina è stata portata per qualche volta da una psicologa che ha consigliato a lui di “dosare” le punizioni e capire che ha un forte disagio dovuto alla separazione ( avvenuta ormai piu di 5 anni fa) che non ha ancora elaborato. Questo modo di educare non lo concepisco come non concepisco che lui le conceda tutto perchè “ha un forte disagio”…peccato che lei ne approfitti sempre e non dia nulla in cambio…DOvrei fregarmene, ma lei ormai è diventato unico motivo di litigio fra me e lui…PERCHE?????

  • 35
    666 -

    lui è un co...... privo di palle, spera di non sentirsi un padre fallito dandole tutto quello che vuole, la ragazzina se ne è accorta e fa quello che vuole, può solo andare peggio, se il tuo uomo permette alla figlia di rovinare il vostro rapporto è un idiota patentato. Non dura!

  • 36
    tata -

    Lilly, parlo fuori dai denti, per esperienza personale.
    Impera, in questi anni, tra i professionisti della psicanalisi e nel mondo della scuola come tra i genitori di questi figli di separati, la convinzioni che questi ragazzi siano sofferenti per la separazione e che debbano essere trattati con i guanti e con le molle perché dimostrano disagi e difficoltà. Per me è una emerita e immensa stronzata. Al giorno d’oggi, la verità è esattamente il contrario. Sono più le coppie di separati e divorziati di quelle regolari, sono più le famiglie allargate di quelle normali…questi figli pseudo sofferenti, sono soltanto dei paraculi incalliti che hanno capito che con la scusa del disagio e della sofferenza possono fare il porco del loro comodo. Certo ci saranno anche bambini che hanno sofferto o che soffrono la separazione su momento, ma poi si guardano intorno e vedono che sono circondati da bambini che si trovano nella loro stessa condizione…. è la normalità… Basta con sto buonismo del ca@@o…basta..!!!! Stiamo crescendo generazioni di deresponsabilizzati e di idioti…. E’ ora di prenderli a sani calci in culo, che quando sono necessari, non hanno mai fatto male…!!!!

  • 37
    rossana -

    Tata,
    non credo che i calci in culo abbiano mai migliorato i rapporti (forse quelli di cinquant’anni fa ma quasi di sicuro non quelli attuali). opinione personale!

    ci sono ragazzi che non patiscono più di tanto le separazioni; altri che ne portano il segno per tutta la vita, anche nelle loro future relazioni amorose. distinguere e sapersi orientare sui percorsi infantili e adolescenziali è tutt’altro che facile.

    raro oggi mettere insieme un rapporto di coppia valido e stabile. lo è senz’altro ancora di più quando nell’unione si deve comprendere figli a cui s’impongono matrigne o patrigni, che nelle favole avevano spesso valenze negative e che, più che spesso, ce l’hanno anche ora (visti dalla parte dei minori). è un’eccezione l’uomo o la donna che sa accogliere nel modo più equilibrato e corretto i figli altrui. non è infrequente che non ne siano capaci nemmeno i genitori biologici…

    se poi vogliamo immaginare che tutto dovrebbe essere semplice e che l’errore stia unicamente nei capricci e nel disagio dei ragazzi, questa è senza dubbio la visione più auspicabile ma, per me, anche la meno vera.

  • 38
    666 -

    e brava tata!

  • 39
    rossana -

    666,
    nel pieno rispetto dell’opinione tua e di Tata (spesso un po’ di rigore, senza arrivare ai calci in culo, è utile nell’educare i figli), hai esperienza diretta in merito? come ritieni sia da considerarsi la presenza attiva o passiva della madre biologica (sempre più ingombrante dei padri) nel quadro di un nuovo rapporto di coppia che include bambini o adolescenti?

    se ti va di rispondere… ma non sentirti impegnato a farlo…

  • 40
    Lilly -

    Psicanalisti e gli stessi genitori a mio parere non potranno mai entrare pienamente nella mente di un adolescente e capire a pieno il turbinio di emozioni e cambiamenti che dicono caratterizzi questa fase della vita. Anche io parlo da profana, da chi non ha una esperienza come genitore, e quindi forse ha un handicap da questo lato. Parlo solo per quello che vedo e vedo la mia incapacita’ totale a capire una ragazzina di 16 anni che si fa i fatti suoi in tutti i campi e quindi con lei non riesce a trovare un’empatia, vedo un padre disperato a tratti e in altri momenti “convintissimo” che redimerà sua figlia che da “piccola sbandata” si trasformerà in una santa che va bene a scuola etc…Forse si tratta solo di accettare ognuno i propri limiti e dire: “non sono pronta per una storia del genere”.Dicono che a volte si ottiene di piu con il dialogo e con le parole che non con gli schiaffoni e i calci, e lo penso anche io…ma vi posso assicurare che la prima reazione di un padre che vede la figlia urlargli in faccia a distanza di “naso” non è certo quella di dire: “Fermati e parliamone”…..Sempre da profana ripeto, a volte la scusa del “disagio” penso sia solo il motivo per non affrontare veramente le cose e ammettere che qualcosa forse è sbagliato….ma non sono genitore!

  • 41
    666 -

    Rossana la madre naturale ha tutto il diritto di rompere i co......, i figli sono suoi, basta che non entri nella relazione dell’ex ma ha tutto il diritto di pigliarsi gli spazi necessari per i suoi figli e di metter bocca su tutto quello che riguarda loro. Il discorso di gira al contrario, anche per gli uomini ovviamente!

  • 42
    rossana -

    666,
    premesso che per accattivarsi la benevolenza dei piccoli bastano spesso poche moine e che, invece, gli adolescenti sono quasi sempre delle tremende tempeste, difficili sia da comprendere che da arginare sia in famiglie unite che in quelle sfaldate, il mio accenno al genitore biologico era dovuto alla convinzione che un figlio di separati, per crescere decentemente, ha bisogno che padre e madre non siano in conflitto fra loro e che siano fermi nei criteri di condotta educativa condivisi da entrambi. restano il nucleo principale, da cui deriva tutto il resto per la prole.

    concetto banale, così come banale è il tener presente per i nuovi compagni che il rapporto di coppia è in realtà fin dall’inizio un rapporto di famiglia anomalo, nei confronti dei figli che questi si portano al seguito, quasi sempre più ingombranti per le donne ma molto sovente anche di maggior difficoltà per i padri, soprattutto se alle prese con figlie femmine. anche in questo contesto, se i precedenti partner si comportano l’un verso l’altro in modo equilibrato e civile, tutto è più facile per i nuovi venuti.

    qui come ovunque sono le persone a fare la differenza, con l’aggravante che quelle mature e capaci di gestire innanzitutto se stesse risultano essere rare. ci vuole molta più pazienza, molta più determinazione, molto più spirito di sacrificio nell’imbarcarsi in una relazione amorosa che include figli, attenendosi al proprio ruolo defilato. conviene impegnarsi per un’annetto e poi tirare le fila dell’insieme, oppure portare avanti i propri progetti incuranti dei riflessi che questi possono avere sulla parentela allargata, sia nel presente che nel futuro.

  • 43
    M. -

    Lo spaccato contenuto in questa lettera è davvero interessante.
    Cara Lilly forse, tra tutte quelle che hanno scritto fino adesso, tu sei quella che deve fare i conti con la situazione più dura, proprio perché la figlia del tuo compagno si trova nel pieno dell’adolescenza, ma soprattutto si ritrova a vivere in una situazione che proprio non vuole accettare, e dalla quale non può evadere, se non quando esce di casa per ritornarci parecchie ore dopo.
    I suoi eccessi sono dei richiami di attenzione da parte del padre, di suo padre.
    Se già non lo fa, perché non chiedi al tuo compagno di fare qualche attività solo ed esclusivamente con sua figlia, in maniera tale da creare degli spazi che siano soltanto i loro?
    Leggendo attentamente quanto è stato scritto fino ad ora da tutte voi, ho notato due modi di approcciarvi con figli non vostri: c’è chi si accosta a loro proponendosi come un ulteriore punto di riferimento, e chi invece si propone come madre, cosa secondo me sbagliatissima, perché si va a calcare una situazione che in realtà non corrisponde al vero, ed i bambini queste cose le sentono.
    Io sto vivendo una situazione del genere in famiglia, anche se in maniera indiretta.
    Da non molto due miei zii, con due figli, si sono separati perché la mia ex zia ha trovato un altro uomo.
    Il loro figlio più grande, cioè mio cugino ha 25 anni, studia e vive fuori casa, e quindi ha vissuto e vive questa nuova realtà in maniera più “leggera”, proprio perché non dipende più dai suoi genitori, mentre il secondo figlio di 14 anni, che ora vive con sua madre a casa del suo nuovo compagno che a sua volta ha una figlia gelosissima avuta dal precedente matrimonio, sta SUBENDO tutto questo in silenzio, quindi diciamo che il nuovo compagno della ex di mio zio può stare più che rilassato.
    Un silenzio che la dice lunga, purtroppo.
    Mio cugino più piccolo ha dovuto lasciare la casa dov’è nato e cresciuto, i suoi amici di sempre, per andare a vivere in un’altra regione, insieme ad…

  • 44
    M. -

    uno sconosciuto che vede più del proprio padre, in una casa nella quale si sente un ospite, e deve fare i conti con la sua “sorellastra” che, a sua volta, subisce una condizione nella quale vede due estranei girare per casa.
    Mio cugino, sempre nel suo silenzio, sta naufragando a scuola, ha smesso di praticare uno sport che praticava da anni, non vuole mai uscire di casa, parla pochissimo, non vuole amici, non si azzarda a toccare nulla di quello che c’è nel frigorifero di casa perché una volta è stato ripreso dalla sorellastra,e la mia ex zia se ne guarda bene dal dire qualcosa perché non vuole mettersi contro questa ragazzina.
    Mio cugino sta soffrendo come soffrono milioni di altri ragazzi e bambini che vivono la sua stessa situazione?
    Sicuramente sì, ma il ragionamento mal comune mezzo gaudio non dovrebbe valere in questo caso.
    Molto probabilmente questi ragazzi silenziosi o casinisti spariranno, prima o poi, dal contesto della nuova famiglia, e non torneranno indietro. Se questo strappo avviene tra un padre/madre che se ne frega dei propri figli, allora si sentirà un po’ di sollievo, ma se un padre o una madre hanno ben presente che cos’è il legame di sangue con i propri figli, beh allora le cose cambiano, ed in questo caso l’allontanamento di un figlio che sbatte in faccia ai genitori la porta di casa, lasciandoseli alle spalle, avrà come effetto quello di regalarvi una tranquillità, ma che sarà solo apparente. Tata queste ultime mie righe sono rivolte soprattutto a te.

    Lilly, forse è meglio vivere queste situazioni in uno spazio neutrale, dove ci siete solo tu ed il tuo compagno, fino a quando la situazione non si sarà calmata. Se il tuo compagno dovesse, un domani, dover scegliere tra te e sua figlia, sceglierà sua figlia.
    Ciao a tutti

  • 45
    Lilly -

    M, Rossana
    entrambi avete dato dei consigli e delle sagge parole. Ci sono diversi attori in queste storie di genitori separati e ogni storia, ogni vita è a se, indipendente. Certo io forse avrei dovuto sapere fin dall’inizio che c’era un’altra persona molto importante nella sua vita ma, dopo un primo momento di scetticismo nell’iniziare questa storia ci ho provato e mi sono detta: “Non sarà poi cosi diffcile allacciare un rapporto di amicizia con una ragazzina di 16 anni”. Ho provato a entrare, con molta timidezza, nella sua vita, cercando di parlarle da amica, dicendole che se avevca bisogno poteva contare su di me e chiamarmi per qualsiasi cosa…ma il risultato è stato che è peggiorata sempre di piu, nei gesti, nei comportamenti e io, vedendo le mille difficoltà di suo padre nel gestirla…mi sono allontanata per non “appesantire” ulteriormente lui con i miei commenti da “3 incomodo”. C’è sicuro un forte disagio ma ci sono altrettanti comportamenti che, a mio parere, non derivano solo dal disagio…ma da un padre che ha perso un po il ruol paterno per prendere quello dell’amico, che per la paura di perderla e sapendo il dolore che ha provato le ha concesso troppe volte TROPPO. Non condivido il suo modo di educarla ed è spesso, anzi direi l’unico,motivo di litigio fra me e lui. Non concepisco il fatto che a 16 anni faccia le 11 di mattina tornanado da ballara dal sabato, non concepisco perchè a scuola abbia fatto solo nel 1 quadrimestre 20 g di assenza, non concepisco perchè deve entrare alle 8 e entra alle 9 perchè sta al bar con le amiche ( da qui un bel 6 in condotta) non concepisco il fatto che sia completamente assente in casa, non dia una mano e pretenda solo. Dall’altra parte poi, pero’,sento lui che parlandomene mi dice che si sfoga spesso con lui( dopo aver fatto delle cavolate) e tutto finisce con un pianto, una piccola ammissione di disagio per il fatto che la madre sia completamente assente, e alla fine un bel “migliorero’, faro’…

  • 46
    Lilly -

    continuo….”migliorerò, faro’ meglio, non ti arrabbierai piu con me, sarai fiero di me”….questo periodo dura in media 1-2 mesi…e poi si ricade di nuovo nello stesso giro. Ok il processo di maturazione è lungo e forse in questo caso piu difficile e doloroso, ma io che forse proprio perchè non sono mamma…non riesco a capirlo a pieno…a volte mi sento piu presa in giro io per i suoi comportamenti che non lui….
    grazie a tutti

  • 47
    M. -

    Lilly,
    se hai commesso degli errori, l’hai fatto in buona fede.
    Dai tuoi scritti si percepisce che sei una donna che ce la sta mettendo tutta, senza aggressività (cosa importante) però, secondo me, hai commesso un errore di fondo.
    Tu scrivi: “Non sarà poi così difficile allacciare un rapporto di amicizia con una ragazzina di 16 anni”.
    Prova a chiederti perché questa ragazza avrebbe dovuto, o debba, allacciare un rapporto di amicizia con te, o perché questi ragazzi o bambini dovrebbero accettare a tutti costi situazioni che palesemente non vogliono.
    Perché dovrebbero accettare dei surrogati della propria madre o del proprio padre?
    Vedrai che una risposta che riguarda solo ed esclusivamente questi ragazzi, non la troverai.
    A questa ragazza di 16 anni importa solo il legame che c’è con suo padre e lei, che è poi l’unico cordone che la lega al concetto di famiglia, visto che la madre non c’è.
    Il rapporto che c’è tra l’uomo (suo papà) ed una donna (tu), è un altro tipo di rapporto che a lei non interessa e non deve interessare.
    Mi spiego?
    Forse suo papà potrebbe tentare di parlare, con sua figlia, di se stesso anche nelle vesti di uomo, e non solo di padre. Tentare di spiegarle che esiste anche un UOMO, oltre che un PADRE, con i suoi bisogni, le sue esigenze, con le sue voglie di essere umano di tentare di costruirsi una propria identità nella sfera affettiva.
    Sua figlia capirà sicuramente questo aspetto quando si innamorerà di un ragazzo, quando capirà che esistono degli uomini e delle donne, oltre che dei padri e delle madri.
    Ma da qui, ad accettare nella propria vita una persona sconosciuta solo perché sta con suo padre, e che potrebbe un domani sgretolare questo rapporto genitore-figlio, magari sperando che sparisse (la sedicenne) ce ne passa.
    Tu e il tuo compagno vivete pure la vostra relazione amorosa, ma non mischiatela con una relazione famigliare. Per lo meno non adesso.
    Createvi uno spazio vostro e basta.
    Per esempio fai venire il tuo…

  • 48
    M. -

    compagno a casa tua, non andare tu a casa sua e di sua figlia. Lascia che suo padre passi del tempo libero solo con lei, che condivida delle cose solo con lei, e tu condividerai delle cose solo con lui.
    Lascia che sia sua figlia a decidere se e come farti entrare nella sua vita.
    Se ti imponi, se tiri su un muro di cinta con dentro tu e lui, e fuori lei, sarà come mettere il dito in un vespaio.
    Queste sono situazioni complicate che richiedono un altissimo grado di compromessi, ed i compromessi sono l’opposto degli aut-aut.
    Ciao!

    P.s.
    io a 16 anni ne combinavo a non finire.

  • 49
    Tata -

    Buongiorno a tutti,
    ho letto con attenzione ciò che è stato scritto in questi giorni, mi sono soffermata specialmente nei concetti espressi da Rossana da una parte e da M. dall’altra (alla quale dopo risponderò, visto che mi ha direttamente tirata in causa).

    Concordo con i concetti di Rossana, che in linea teoria sono tutti giusti ed ineccepibili, ma restano concetti teorici, che nella vita reale, nei meccanismi disfunzionali di una coppia “scoppiata”, dove spesso il figlio è l’unica arma di un ex contro l’altro (e spesso è l’arma della madre contro il padre) purtroppo restano meramente teorici e lo scontro con la realtà, è molto più traumatico e difficile da gestire che nella teoria.
    Io credo che iniziare una storia con un uomo o una donna con un trascorso matrimoniale e dei figli preveda a monte sicuramente un impegno e una “consapevolezza” maggiori rispetto ad una storia senza figli, ma non ridurrei il tutto al semplice “studio” della situazione in un annetto e poi tirare le fila e prendere una decisione.

    Sai Rossana, in tutto questo, ho notato una tendenza costante in chi si trova ad esprimere pensieri su questo argomento (ma lo fa probabilmente non vivendo direttamente la vicenda dal punto di vista delle nuove o dei nuovi compagni) quella di ignorare il fatto che esiste una “variabile costante” : i figli.
    Eh si, perché si può valutare, soppesare, essere consapevoli quanti vuoi, ma i bambini crescono e diventano ragazzi e poi adolescenti e in tutto ciò non sono solo figli di chi li cresce e di come vengono cresciuti, ma sono anche individui dotati di un carattere proprio, di un cervello e di una capacità di discernere direttamente proporzionale certamente all’età che hanno…ma presente…e tutto ciò, Rossana, ti posso garantire che non è valutabile a priori.
    In base a questo concetto, ti troveresti a dover rimettere costantemente in discussione il rapporto affettivo e la nuova famiglia creata, proprio sull’evoluzioni e la crescita di…

  • 50
    Tata -

    …ti posso dire che ad esempio, i problemi anche piuttosto seri che ci siamo trovati ad affrontare io e il mio compagno, si sono presentati dopo 3 anni dall’inizio della nostra storia, durante la crescita della figlia e probabilmente a causa della totale mancanza di dialogo tra i due ex coniugi, a causa del fatto che la madre ha demolito giorno dopo giorno la figura paterna agli occhi della figlia e, purtroppo, anche a causa di molte sfaccettature caratteriali della figlia del mio compagno che è stata ricettiva a determinati stimoli e poco ricettiva ad altri. E, il carattere del bambino/a o ragazzo/a influisce in tutta la situazione e anche pesantemente.
    Probabilmente se, all’epoca degli albori del nostro rapporto, avessi appurato che la situazione familiare era questa e il clima instaurato era di questo tipo, sono sincera, non so se me la sarei sentita di portare avanti questo rapporto con la serenità con cui lo scelsi allora…ma all’epoca niente dava a pensare che la bambina di 4 anni affettuosa, apparentemente serena e sorridente che avevo conosciuto, potesse trasformarsi nella ragazzina problematica di 9 anni viziata, dispotica, egoista di oggi.
    Certo, in questi anni, ho assistito alla crescita di questa figlia, ho notato gli errori, le mancanze, le omissioni, ma proprio perché era opportuno da parte mia mantenere nei suoi confronti un ruolo “defilato”, non ho avuto il diritto di intervenire da una parte e non me la sono sentita di farlo dall’altra.
    Ma noi compagne o mogli BIS, possiamo o dobbiamo veder messa costantemente in discussione la serenità e l’equilibrio del nucleo familiare che andiamo a creare a priori?? E i nostri figli? I figli di secondo letto, se dovessero nascere, non hanno il diritto di crescere sereni e tranquilli senza ingerenze e interferenze di ex mogli inviperite e figli/e di primo letto viziati e ingestibili??
    Noi dobbiamo rimanere a vita le donne di serie B, quelle chiamate con il titolo dispregiativo di “MATRIGNE”…?

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