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Io e la figlia del mio compagno separato

di simokant

Riferimento alla lettera: La bimba mi piace e le sono affezionata. Lei la mamma ce l'ha e non ho mai voluto sostituirla. Però se è vero che, come dice un proverbio africano, "per crescere un bimbo ci vuole un intero villaggio" , ho cercato di fare al meglio la mia parte. Ho bandito...
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Data di pubblicazione: 20 Maggio 2009 - Views: 0

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Categorie: - Famiglia

144 commenti

  • 26
    Tata -

    Lilly,
    sulla mia calma e maturità ci sarebbe tanto da dire…sapessi quante lacrime ho versato di nascono la notte, o in macchina andando a lavoro…. Se ti può consolare, nonostante avessi creduto di aver raggiunto finalmente un solido equilibrio ed una fiducia reciproca e solida tra me e il mio compagno, proprio ieri pomeriggio tra me e lui c’è stata l’ennesima discussione a causa del comportamento della figlia. Il problema è sempre lo stesso, loro per amore “genitoriale” sono disposti anche a farsi prendere in giro da questi figli despoti ed egoisti, noi che non abbiamo legami affettivi “gratuiti” non riusciamo farne passare una. Detto fuori dai detti, farmi prendere per il c**o da una mocciosa di nove anni non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello…ho cercato di placare la mia rabbia del momento che sarebbe servita soltanto ad alimentare la polemica innescata tra me e il mio compagno e mi sono ripromessa di riprendere il discorso al momento opportuno…tra me, il padre e lei…capiterà l’occasione…e non gliela farò passare liscia…non per vendetta, ma per educazione, non si deve permettere di prendere in giro nessuno, tanto meno il padre….
    Io posso dirti soltanto questo, porta pazienza e scavati quella nicchia per te e il tuo compagno e per quanto puoi, tieni fuori sua figlia, alla fine è grande…a 16 anni puoi anche iniziare a pensare che non sia affar tuo…stringi i denti..ancora un paio di anni…e vedrai che sparirà da sola…

  • 27
    Lilly -

    …sparirà da sola….Gia’ Tata questo è il pensiero che ogni tanto facio e mi accordo che non è carino perchè se il figlio fosse stato mio forse non mi sarei MAI augurato che sparisse…ma forse è proprio la mancanza o l’impossibilità di creare un legame cosi forte che al primo “capriccio” noi “3 incomodi” ci stacchiamo ancora di piu…do gli ultimi eventi che sono successi ( stare via di casa 24 h, rispondere male faccia a faccia etc, fare delle scenate da isterica) per me le cose si sono rotte con lei…Ero già all’inizio in difficoltà nell’avvicinarmi a una ragazza che fino a ieri era una perfetta sconosciuta…ma dopo tutto quello che ha combinato, si è innescato in me una sorta di “meccanismo di autodifesa”…ossia..cerco di starle lontano il piu possibile, non cerco il dialogo, non le scrivo messaggi e quando, come ieri, sono costretta a essere li fisicamente davanti a lei…mi viene sempre piu diffiicile instaurare un dialogo…Lo so che sembra un comportamento da bimbetta il mio, ma ti giuro che nn so piu cosa fare, non riesco a trovare quella pazienza e quella voglia che avevo all’inizio di parlarle e comprederla. Lei ieri si è alzata già con la luna storta perchè naturalmente la sera prima era dovuta tornare prima del previsto (visto i nuovi comprifuoco imposti dal mio compagno) quindi poui immaginare la faccia…Si è alzata, ha mangiato due forchettate di pasta e si è ributtata sul divano a vedere pc e cell…A parte una grandissima mancanza di educazione a mio parere…”sei a tavola, mangi e poi torni sul divano”…..No…peggio, dopo unpo suo padre, pur di farla mangiare ( non stava bene aveva la febbre) le ha portato della minestra sul divano….Qs cosa mi ha indisposto ancora di piu…Risultato finale…dopo cena io prendo la macchina, torno (FINALMENTE) a casa mia e mi sento dire: “Certo che si vede lontano un miglio che sei arrabbiata con mia figlia, ma che ti ha fatto? Non le hai rivolto parola tutta la sera” Chi sbaglia qui? Io o…

  • 28
    rossana -

    per quanto possa apparire pretenziosa e di scarsa utilità pratica, racconto per sommi capi la mia esperienza.

    quando mi sono separata, con figlio al seguito, in un primo tempo ho cercato di conciliare figlio e amante, e forse avrei anche potuto riuscirvi, perché il mio nuovo compagno era sterile e desiderava essere padre, anche solo a part-time. ha scritto favole per il piccolo, l’ha portato volentieri in viaggi e vacanze e gli ha fatto doni di estrema tenerezza.

    il mio ex marito l’ha impedito, mettendo il figlio contro la persona che amavo, per cui, entrambi, di comune accordo, per rispetto nei confronti di un bambino di otto anni, abbiamo concordato di vivere la nostra relazione limitandola in uno spazio neutro (decisione più mia che sua).

    relazione quasi perfetta, durata dodici anni, che si è poi conclusa con la scelta dell’uomo di lasciarsi ricadere nel suo logoro e pressoché inesistente rapporto di coppia perché ormai troppo vecchio per confrontarsi in casa con un ventenne pressoché estraneo. non ho parole per descrivere la delusione patita, che ho impiegato un tempo spropositato a superare, ma era giusto che pagassi fino in fondo il prezzo dei miei errori.

    i figli hanno TUTTI i diritti di venire prima di qualsiasi altro sentimento o responsabilità. e nemmeno così si può a volte mitigare il dolore che si è loro arrecato. sia i maschi che le femmine devono esserne ben consapevoli quando s’inseriscono in un insieme di affetti consolidati. in casi estremi si dovrebbe potersi lasciare alle spalle un partner, MAI un figlio!

    se un rapporto di coppia non è per niente facile da mantenere nel tempo in un dialogo a due, figuriamoci quando si aggiungono persone innocenti e persone incattivite. esistono, ovviamente, eccezioni, che fanno però sempre capo a un padre e a una madre maturi, entrambi impegnati a rimediare i guasti che hanno provocato nei figli.

    scusate la franchezza.

  • 29
    Tata -

    Lilly,
    capisco il tuo stato d’animo, penso che l’errore sia del tuo compagno. Non è in grado di educare e di far crescere e diventare donna una ragazzina maleducata e viziata che nella vita reale prenderà tante di quelle mazzate da rimanere senza respiro.
    Saremo egoiste, cattive..? Pazienza. Io per mio conto, ho fatto e faccio tutto ciò che reputo giusto fare perché in nostro nucleo familiare possa proseguire serenamente la propria quotidianità e perché la figlia del mio compagno possa “umanamente” integrarcisi…se lei non vuole farlo è solo e soltanto affar suo, il mio compagno, fortunatamente è abbastanza intelligente da capire la situazione e non cedere a ricatti morali e a capricci e isterismi di bambini nemmeno cosi feriti o colpiti (ormai essere figli di genitori separati e far parte di famiglie allargate è la normalità), ma piuttosto esser vittime di piccoli despoti viziati che utilizzano la scusa della sofferenza per tenerti per le pa@@e e ottenere qualsiasi capriccio venga loro in mente.
    A mio avviso, e rispondo a te Rossana, non c’è peggior male per un figlio, che i sensi di colpa di un genitore….i sensi di colpa lo rendono vulnerabile, indifeso, lo rendono scoperto ad ogni tipo di attacco e ricatto in cui i bambini, più grandi e più piccoli, in un modo o in un altro sono maestri.
    Non è vero che i bambini sono innocenti…che i bambini sono sinceri e sono buoni….basta vedere quanto sanno essere spietati e cattivi tra di loro…per capire quanto potrebbero essere spietati e cattivi nei confronti di figure genitoriali inadeguate.

    In bocca al lupo Lilly, non mollare.
    Rossana, se non siete sicuri di volervi ricreare una famiglia, non mettete di mezzo terze figure, che non debbono pagare per i vostri errori e per la vostra immaturità.
    Buona vita.

  • 30
    Lilly -

    Tata, Rossana…io penso che in tutte noi ci sia un po’ di verità e di ragione. E’ vero che i figli di genitori separati soffrono per questo e che spesso sono contesi tra due persone o, come nel mio caso, solo uno ( il padre) cerca di crescere la figlia perchè la madre non la vuole e non l’ha mai voluta…E’ anche vero’ pero’ che queste persone hanno diritto a rifarsi una vita o almeno a RI-provarci e a quanto sia difficile e delicato il ruolo delle persone che entrano in questo equilibrio magari già precario…Io ho fatto, da parte mia, tutti i tentativi per cercare di creare un rapporto con lei il piu possibile sincero e civile, ma dopo aver passato nell’ordine: 1- l’estate scorsa a vedere il mio compagno che discuteva camminando su e giu per la spiaggia, perchè lei, dai nonni, ne faceva di tutti i colori, fregandosene altamente, 2- 2-capodanno passato con lei, lui e i nonni..Lei vista si e no 5 h in 4 giorni e poi ha ben pensato di staccare il cellulare, di andare a ballare e tornare 24 h dopo, 3- week end passato insieme a Milano con lei che camminava a distanza di 10 km davanti a noi perchè ink, rispondeva male a suo padre e con un muso lungo metri perchè si stava annoiando a fare shopping con noi, 4-le sberle che si è presa perchè suo padre è andato a prenderla a ballare ed era ubriaca marcia, con la giacca sporca chissà dove era finita….etc etc…..Per non parlare naturalmente del nulla che fa a casa, del disordine che lascia in giro, del comportamento poco educato sputando per terra e lasciando accendini sparsi per la casa ( visto che fuma…) Ah dimenticavo..le volte che urla con suo padre dicendogli che LE FA SCHIFO perchè non le fa fare gli orari che vuole? Cosa devo pensare? Sono io sbagliata? Lui ha sbagliato ( e lo sa) ma non riesce a recuperare o forse qs 16 enne non è poi cosi bambina come sembra ma è fin troppo furba ed egoista lei????

    ciao a tutte
    un abbraccio

  • 31
    Lilly -

    …volevo aggiungere un dettaglio…all’ennesimo “richiamo” da parte mia sui “difetti” di sua figlia…mi sono sentita dire dal mio compagno: “Non puoi pretendere che io plasmi mia figlia a tua immagine e somiglianza come sei stata educata tu”…Lei questa educazione non l’ha ricevuta e ora è cosi…Sono ancora io troppo esagerata nel vedere i suoi difetti- ED E’ UN MIO GRANDE LIMITE EVIDENTEMENTE- o forse il padre non ammetterà mai che sua figlia può e deve migliorare come educazione, modi etc? O per lui è sempre la piccola bimba di 5 anni da difendere?

  • 32
    Isabella -

    Ciao a tutte ,
    anche io vivo una situazione simile, da qualche mese sto con un uomo separato( ma mai sposato ), ha una bambina di 4 anni e mezzo. La sua ex, quando la piccola aveva 18 mesi, gli ha detto che non voleva più stare con lui, infatti ora sta con un altro è ha già un’altra figlia.
    Hanno deciso di tenere la bambina due giorni a testa e un we alternato, la piccola, per fortuna, è una bambina tranquilla e per fortuna sono riuscita ad istaurare un bel rapporto con lei.
    Il mio problema non è la piccola ma lui, non so se ha superato del tutto il trauma del tradimento e separazione,(dopo 3 anni) perché in continuazione mi parla della sua ex e di anedotti vissuti insieme. Anche se parla di una vita insieme e di una nostra famiglia, però mi dice spesso che da quando ci sono io non riesce a fare più le cose che faceva prima, si trova a sempre indietro nelle cose da fare e che nota molti più capricci da parte della bambina quando sono li con loro.
    Questa cosa mi mortifica molto, perché io sono la prima ad essere in difficoltà , io non ho figli quindi già parto svantaggiata e per lui mi sono adeguata ai loro ritmi di vita
    A voi è capitato la stessa cosa?

  • 33
    Lilly -

    Isabella a me è capitato praticamente il contrario, nel senso che la figlia della persona che frequento ha 16 anni e all’inizio del nostro rapporto suo padre forse l’ha un po’ “trascurata” per stare con me..poi per vari motivi è tornato sulla sua strada e ora sta cercando di essere piu’ presente, visto che la madre che vive lontana non ne vuole sapere della figlia. All’inizio lui si era un po’ adattato ai miei ritmi anzi ai nostri ritmi…ora io che pero’ sta cercando di “raddrizzarla” un po’sono io che nn mi sono voluta adattare ai loro ritmi..prima mi fermavo spesso a dormire da lui il sab sera, ora non lo faccio piu da qualche mese…per evitare di dovermi svegliare nel cuore della notte perchè lui è in ansia perchè lei non arriva dalla discoteca..quindi ho iniziato a prendermi i miei ritmi…senza di lei…Nel mio caso il problema non è tanto con lui ma con lei, su come si rapporta, si pone etc…ma forse è per l’età…critica…e non solo. Siamo tutte molto in difficoltà in qs rapporti ma solo vivendoli puoi vedere a cosa ti porteranno…ti assicuro che all’inizio anche io pensavo fosse di piu facile gestione…ma ho dovuto ricredermi….

  • 34
    Lilly -

    ….sembra proprio che le cose non cambino mai…anzi forse peggiorano e mi ritrovo qui di nuovo a chiedere a voi se sono io quella sbagliata o forse non sono pronta ad una storia simile. La figlia del mio compagno, la famosa 16 enne “disagiata” è stata sospesa 5 g a scuola per i diversi ritardi e per il comportamento poco “ortodosso” che porta a scuola. La sua reazione una sana “risatina”, quella del mio compagno..la concessione di una serata in discoteca dove è uscita alle 10 di un sabato sera e tornata alle 11 del mattino dopo. Premetto che non dovrebbe fregarmi come lui educa lei e cosa le concede, ma mi sembra una grande cavolata per non dire altro “premiare” una ragazzina che fa i fatti suoi a scuola. La ragazzina è stata portata per qualche volta da una psicologa che ha consigliato a lui di “dosare” le punizioni e capire che ha un forte disagio dovuto alla separazione ( avvenuta ormai piu di 5 anni fa) che non ha ancora elaborato. Questo modo di educare non lo concepisco come non concepisco che lui le conceda tutto perchè “ha un forte disagio”…peccato che lei ne approfitti sempre e non dia nulla in cambio…DOvrei fregarmene, ma lei ormai è diventato unico motivo di litigio fra me e lui…PERCHE?????

  • 35
    666 -

    lui è un co...... privo di palle, spera di non sentirsi un padre fallito dandole tutto quello che vuole, la ragazzina se ne è accorta e fa quello che vuole, può solo andare peggio, se il tuo uomo permette alla figlia di rovinare il vostro rapporto è un idiota patentato. Non dura!

  • 36
    tata -

    Lilly, parlo fuori dai denti, per esperienza personale.
    Impera, in questi anni, tra i professionisti della psicanalisi e nel mondo della scuola come tra i genitori di questi figli di separati, la convinzioni che questi ragazzi siano sofferenti per la separazione e che debbano essere trattati con i guanti e con le molle perché dimostrano disagi e difficoltà. Per me è una emerita e immensa stronzata. Al giorno d’oggi, la verità è esattamente il contrario. Sono più le coppie di separati e divorziati di quelle regolari, sono più le famiglie allargate di quelle normali…questi figli pseudo sofferenti, sono soltanto dei paraculi incalliti che hanno capito che con la scusa del disagio e della sofferenza possono fare il porco del loro comodo. Certo ci saranno anche bambini che hanno sofferto o che soffrono la separazione su momento, ma poi si guardano intorno e vedono che sono circondati da bambini che si trovano nella loro stessa condizione…. è la normalità… Basta con sto buonismo del ca@@o…basta..!!!! Stiamo crescendo generazioni di deresponsabilizzati e di idioti…. E’ ora di prenderli a sani calci in culo, che quando sono necessari, non hanno mai fatto male…!!!!

  • 37
    rossana -

    Tata,
    non credo che i calci in culo abbiano mai migliorato i rapporti (forse quelli di cinquant’anni fa ma quasi di sicuro non quelli attuali). opinione personale!

    ci sono ragazzi che non patiscono più di tanto le separazioni; altri che ne portano il segno per tutta la vita, anche nelle loro future relazioni amorose. distinguere e sapersi orientare sui percorsi infantili e adolescenziali è tutt’altro che facile.

    raro oggi mettere insieme un rapporto di coppia valido e stabile. lo è senz’altro ancora di più quando nell’unione si deve comprendere figli a cui s’impongono matrigne o patrigni, che nelle favole avevano spesso valenze negative e che, più che spesso, ce l’hanno anche ora (visti dalla parte dei minori). è un’eccezione l’uomo o la donna che sa accogliere nel modo più equilibrato e corretto i figli altrui. non è infrequente che non ne siano capaci nemmeno i genitori biologici…

    se poi vogliamo immaginare che tutto dovrebbe essere semplice e che l’errore stia unicamente nei capricci e nel disagio dei ragazzi, questa è senza dubbio la visione più auspicabile ma, per me, anche la meno vera.

  • 38
    666 -

    e brava tata!

  • 39
    rossana -

    666,
    nel pieno rispetto dell’opinione tua e di Tata (spesso un po’ di rigore, senza arrivare ai calci in culo, è utile nell’educare i figli), hai esperienza diretta in merito? come ritieni sia da considerarsi la presenza attiva o passiva della madre biologica (sempre più ingombrante dei padri) nel quadro di un nuovo rapporto di coppia che include bambini o adolescenti?

    se ti va di rispondere… ma non sentirti impegnato a farlo…

  • 40
    Lilly -

    Psicanalisti e gli stessi genitori a mio parere non potranno mai entrare pienamente nella mente di un adolescente e capire a pieno il turbinio di emozioni e cambiamenti che dicono caratterizzi questa fase della vita. Anche io parlo da profana, da chi non ha una esperienza come genitore, e quindi forse ha un handicap da questo lato. Parlo solo per quello che vedo e vedo la mia incapacita’ totale a capire una ragazzina di 16 anni che si fa i fatti suoi in tutti i campi e quindi con lei non riesce a trovare un’empatia, vedo un padre disperato a tratti e in altri momenti “convintissimo” che redimerà sua figlia che da “piccola sbandata” si trasformerà in una santa che va bene a scuola etc…Forse si tratta solo di accettare ognuno i propri limiti e dire: “non sono pronta per una storia del genere”.Dicono che a volte si ottiene di piu con il dialogo e con le parole che non con gli schiaffoni e i calci, e lo penso anche io…ma vi posso assicurare che la prima reazione di un padre che vede la figlia urlargli in faccia a distanza di “naso” non è certo quella di dire: “Fermati e parliamone”…..Sempre da profana ripeto, a volte la scusa del “disagio” penso sia solo il motivo per non affrontare veramente le cose e ammettere che qualcosa forse è sbagliato….ma non sono genitore!

  • 41
    666 -

    Rossana la madre naturale ha tutto il diritto di rompere i co......, i figli sono suoi, basta che non entri nella relazione dell’ex ma ha tutto il diritto di pigliarsi gli spazi necessari per i suoi figli e di metter bocca su tutto quello che riguarda loro. Il discorso di gira al contrario, anche per gli uomini ovviamente!

  • 42
    rossana -

    666,
    premesso che per accattivarsi la benevolenza dei piccoli bastano spesso poche moine e che, invece, gli adolescenti sono quasi sempre delle tremende tempeste, difficili sia da comprendere che da arginare sia in famiglie unite che in quelle sfaldate, il mio accenno al genitore biologico era dovuto alla convinzione che un figlio di separati, per crescere decentemente, ha bisogno che padre e madre non siano in conflitto fra loro e che siano fermi nei criteri di condotta educativa condivisi da entrambi. restano il nucleo principale, da cui deriva tutto il resto per la prole.

    concetto banale, così come banale è il tener presente per i nuovi compagni che il rapporto di coppia è in realtà fin dall’inizio un rapporto di famiglia anomalo, nei confronti dei figli che questi si portano al seguito, quasi sempre più ingombranti per le donne ma molto sovente anche di maggior difficoltà per i padri, soprattutto se alle prese con figlie femmine. anche in questo contesto, se i precedenti partner si comportano l’un verso l’altro in modo equilibrato e civile, tutto è più facile per i nuovi venuti.

    qui come ovunque sono le persone a fare la differenza, con l’aggravante che quelle mature e capaci di gestire innanzitutto se stesse risultano essere rare. ci vuole molta più pazienza, molta più determinazione, molto più spirito di sacrificio nell’imbarcarsi in una relazione amorosa che include figli, attenendosi al proprio ruolo defilato. conviene impegnarsi per un’annetto e poi tirare le fila dell’insieme, oppure portare avanti i propri progetti incuranti dei riflessi che questi possono avere sulla parentela allargata, sia nel presente che nel futuro.

  • 43
    M. -

    Lo spaccato contenuto in questa lettera è davvero interessante.
    Cara Lilly forse, tra tutte quelle che hanno scritto fino adesso, tu sei quella che deve fare i conti con la situazione più dura, proprio perché la figlia del tuo compagno si trova nel pieno dell’adolescenza, ma soprattutto si ritrova a vivere in una situazione che proprio non vuole accettare, e dalla quale non può evadere, se non quando esce di casa per ritornarci parecchie ore dopo.
    I suoi eccessi sono dei richiami di attenzione da parte del padre, di suo padre.
    Se già non lo fa, perché non chiedi al tuo compagno di fare qualche attività solo ed esclusivamente con sua figlia, in maniera tale da creare degli spazi che siano soltanto i loro?
    Leggendo attentamente quanto è stato scritto fino ad ora da tutte voi, ho notato due modi di approcciarvi con figli non vostri: c’è chi si accosta a loro proponendosi come un ulteriore punto di riferimento, e chi invece si propone come madre, cosa secondo me sbagliatissima, perché si va a calcare una situazione che in realtà non corrisponde al vero, ed i bambini queste cose le sentono.
    Io sto vivendo una situazione del genere in famiglia, anche se in maniera indiretta.
    Da non molto due miei zii, con due figli, si sono separati perché la mia ex zia ha trovato un altro uomo.
    Il loro figlio più grande, cioè mio cugino ha 25 anni, studia e vive fuori casa, e quindi ha vissuto e vive questa nuova realtà in maniera più “leggera”, proprio perché non dipende più dai suoi genitori, mentre il secondo figlio di 14 anni, che ora vive con sua madre a casa del suo nuovo compagno che a sua volta ha una figlia gelosissima avuta dal precedente matrimonio, sta SUBENDO tutto questo in silenzio, quindi diciamo che il nuovo compagno della ex di mio zio può stare più che rilassato.
    Un silenzio che la dice lunga, purtroppo.
    Mio cugino più piccolo ha dovuto lasciare la casa dov’è nato e cresciuto, i suoi amici di sempre, per andare a vivere in un’altra regione, insieme ad…

  • 44
    M. -

    uno sconosciuto che vede più del proprio padre, in una casa nella quale si sente un ospite, e deve fare i conti con la sua “sorellastra” che, a sua volta, subisce una condizione nella quale vede due estranei girare per casa.
    Mio cugino, sempre nel suo silenzio, sta naufragando a scuola, ha smesso di praticare uno sport che praticava da anni, non vuole mai uscire di casa, parla pochissimo, non vuole amici, non si azzarda a toccare nulla di quello che c’è nel frigorifero di casa perché una volta è stato ripreso dalla sorellastra,e la mia ex zia se ne guarda bene dal dire qualcosa perché non vuole mettersi contro questa ragazzina.
    Mio cugino sta soffrendo come soffrono milioni di altri ragazzi e bambini che vivono la sua stessa situazione?
    Sicuramente sì, ma il ragionamento mal comune mezzo gaudio non dovrebbe valere in questo caso.
    Molto probabilmente questi ragazzi silenziosi o casinisti spariranno, prima o poi, dal contesto della nuova famiglia, e non torneranno indietro. Se questo strappo avviene tra un padre/madre che se ne frega dei propri figli, allora si sentirà un po’ di sollievo, ma se un padre o una madre hanno ben presente che cos’è il legame di sangue con i propri figli, beh allora le cose cambiano, ed in questo caso l’allontanamento di un figlio che sbatte in faccia ai genitori la porta di casa, lasciandoseli alle spalle, avrà come effetto quello di regalarvi una tranquillità, ma che sarà solo apparente. Tata queste ultime mie righe sono rivolte soprattutto a te.

    Lilly, forse è meglio vivere queste situazioni in uno spazio neutrale, dove ci siete solo tu ed il tuo compagno, fino a quando la situazione non si sarà calmata. Se il tuo compagno dovesse, un domani, dover scegliere tra te e sua figlia, sceglierà sua figlia.
    Ciao a tutti

  • 45
    Lilly -

    M, Rossana
    entrambi avete dato dei consigli e delle sagge parole. Ci sono diversi attori in queste storie di genitori separati e ogni storia, ogni vita è a se, indipendente. Certo io forse avrei dovuto sapere fin dall’inizio che c’era un’altra persona molto importante nella sua vita ma, dopo un primo momento di scetticismo nell’iniziare questa storia ci ho provato e mi sono detta: “Non sarà poi cosi diffcile allacciare un rapporto di amicizia con una ragazzina di 16 anni”. Ho provato a entrare, con molta timidezza, nella sua vita, cercando di parlarle da amica, dicendole che se avevca bisogno poteva contare su di me e chiamarmi per qualsiasi cosa…ma il risultato è stato che è peggiorata sempre di piu, nei gesti, nei comportamenti e io, vedendo le mille difficoltà di suo padre nel gestirla…mi sono allontanata per non “appesantire” ulteriormente lui con i miei commenti da “3 incomodo”. C’è sicuro un forte disagio ma ci sono altrettanti comportamenti che, a mio parere, non derivano solo dal disagio…ma da un padre che ha perso un po il ruol paterno per prendere quello dell’amico, che per la paura di perderla e sapendo il dolore che ha provato le ha concesso troppe volte TROPPO. Non condivido il suo modo di educarla ed è spesso, anzi direi l’unico,motivo di litigio fra me e lui. Non concepisco il fatto che a 16 anni faccia le 11 di mattina tornanado da ballara dal sabato, non concepisco perchè a scuola abbia fatto solo nel 1 quadrimestre 20 g di assenza, non concepisco perchè deve entrare alle 8 e entra alle 9 perchè sta al bar con le amiche ( da qui un bel 6 in condotta) non concepisco il fatto che sia completamente assente in casa, non dia una mano e pretenda solo. Dall’altra parte poi, pero’,sento lui che parlandomene mi dice che si sfoga spesso con lui( dopo aver fatto delle cavolate) e tutto finisce con un pianto, una piccola ammissione di disagio per il fatto che la madre sia completamente assente, e alla fine un bel “migliorero’, faro’…

  • 46
    Lilly -

    continuo….”migliorerò, faro’ meglio, non ti arrabbierai piu con me, sarai fiero di me”….questo periodo dura in media 1-2 mesi…e poi si ricade di nuovo nello stesso giro. Ok il processo di maturazione è lungo e forse in questo caso piu difficile e doloroso, ma io che forse proprio perchè non sono mamma…non riesco a capirlo a pieno…a volte mi sento piu presa in giro io per i suoi comportamenti che non lui….
    grazie a tutti

  • 47
    M. -

    Lilly,
    se hai commesso degli errori, l’hai fatto in buona fede.
    Dai tuoi scritti si percepisce che sei una donna che ce la sta mettendo tutta, senza aggressività (cosa importante) però, secondo me, hai commesso un errore di fondo.
    Tu scrivi: “Non sarà poi così difficile allacciare un rapporto di amicizia con una ragazzina di 16 anni”.
    Prova a chiederti perché questa ragazza avrebbe dovuto, o debba, allacciare un rapporto di amicizia con te, o perché questi ragazzi o bambini dovrebbero accettare a tutti costi situazioni che palesemente non vogliono.
    Perché dovrebbero accettare dei surrogati della propria madre o del proprio padre?
    Vedrai che una risposta che riguarda solo ed esclusivamente questi ragazzi, non la troverai.
    A questa ragazza di 16 anni importa solo il legame che c’è con suo padre e lei, che è poi l’unico cordone che la lega al concetto di famiglia, visto che la madre non c’è.
    Il rapporto che c’è tra l’uomo (suo papà) ed una donna (tu), è un altro tipo di rapporto che a lei non interessa e non deve interessare.
    Mi spiego?
    Forse suo papà potrebbe tentare di parlare, con sua figlia, di se stesso anche nelle vesti di uomo, e non solo di padre. Tentare di spiegarle che esiste anche un UOMO, oltre che un PADRE, con i suoi bisogni, le sue esigenze, con le sue voglie di essere umano di tentare di costruirsi una propria identità nella sfera affettiva.
    Sua figlia capirà sicuramente questo aspetto quando si innamorerà di un ragazzo, quando capirà che esistono degli uomini e delle donne, oltre che dei padri e delle madri.
    Ma da qui, ad accettare nella propria vita una persona sconosciuta solo perché sta con suo padre, e che potrebbe un domani sgretolare questo rapporto genitore-figlio, magari sperando che sparisse (la sedicenne) ce ne passa.
    Tu e il tuo compagno vivete pure la vostra relazione amorosa, ma non mischiatela con una relazione famigliare. Per lo meno non adesso.
    Createvi uno spazio vostro e basta.
    Per esempio fai venire il tuo…

  • 48
    M. -

    compagno a casa tua, non andare tu a casa sua e di sua figlia. Lascia che suo padre passi del tempo libero solo con lei, che condivida delle cose solo con lei, e tu condividerai delle cose solo con lui.
    Lascia che sia sua figlia a decidere se e come farti entrare nella sua vita.
    Se ti imponi, se tiri su un muro di cinta con dentro tu e lui, e fuori lei, sarà come mettere il dito in un vespaio.
    Queste sono situazioni complicate che richiedono un altissimo grado di compromessi, ed i compromessi sono l’opposto degli aut-aut.
    Ciao!

    P.s.
    io a 16 anni ne combinavo a non finire.

  • 49
    Tata -

    Buongiorno a tutti,
    ho letto con attenzione ciò che è stato scritto in questi giorni, mi sono soffermata specialmente nei concetti espressi da Rossana da una parte e da M. dall’altra (alla quale dopo risponderò, visto che mi ha direttamente tirata in causa).

    Concordo con i concetti di Rossana, che in linea teoria sono tutti giusti ed ineccepibili, ma restano concetti teorici, che nella vita reale, nei meccanismi disfunzionali di una coppia “scoppiata”, dove spesso il figlio è l’unica arma di un ex contro l’altro (e spesso è l’arma della madre contro il padre) purtroppo restano meramente teorici e lo scontro con la realtà, è molto più traumatico e difficile da gestire che nella teoria.
    Io credo che iniziare una storia con un uomo o una donna con un trascorso matrimoniale e dei figli preveda a monte sicuramente un impegno e una “consapevolezza” maggiori rispetto ad una storia senza figli, ma non ridurrei il tutto al semplice “studio” della situazione in un annetto e poi tirare le fila e prendere una decisione.

    Sai Rossana, in tutto questo, ho notato una tendenza costante in chi si trova ad esprimere pensieri su questo argomento (ma lo fa probabilmente non vivendo direttamente la vicenda dal punto di vista delle nuove o dei nuovi compagni) quella di ignorare il fatto che esiste una “variabile costante” : i figli.
    Eh si, perché si può valutare, soppesare, essere consapevoli quanti vuoi, ma i bambini crescono e diventano ragazzi e poi adolescenti e in tutto ciò non sono solo figli di chi li cresce e di come vengono cresciuti, ma sono anche individui dotati di un carattere proprio, di un cervello e di una capacità di discernere direttamente proporzionale certamente all’età che hanno…ma presente…e tutto ciò, Rossana, ti posso garantire che non è valutabile a priori.
    In base a questo concetto, ti troveresti a dover rimettere costantemente in discussione il rapporto affettivo e la nuova famiglia creata, proprio sull’evoluzioni e la crescita di…

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    Tata -

    …ti posso dire che ad esempio, i problemi anche piuttosto seri che ci siamo trovati ad affrontare io e il mio compagno, si sono presentati dopo 3 anni dall’inizio della nostra storia, durante la crescita della figlia e probabilmente a causa della totale mancanza di dialogo tra i due ex coniugi, a causa del fatto che la madre ha demolito giorno dopo giorno la figura paterna agli occhi della figlia e, purtroppo, anche a causa di molte sfaccettature caratteriali della figlia del mio compagno che è stata ricettiva a determinati stimoli e poco ricettiva ad altri. E, il carattere del bambino/a o ragazzo/a influisce in tutta la situazione e anche pesantemente.
    Probabilmente se, all’epoca degli albori del nostro rapporto, avessi appurato che la situazione familiare era questa e il clima instaurato era di questo tipo, sono sincera, non so se me la sarei sentita di portare avanti questo rapporto con la serenità con cui lo scelsi allora…ma all’epoca niente dava a pensare che la bambina di 4 anni affettuosa, apparentemente serena e sorridente che avevo conosciuto, potesse trasformarsi nella ragazzina problematica di 9 anni viziata, dispotica, egoista di oggi.
    Certo, in questi anni, ho assistito alla crescita di questa figlia, ho notato gli errori, le mancanze, le omissioni, ma proprio perché era opportuno da parte mia mantenere nei suoi confronti un ruolo “defilato”, non ho avuto il diritto di intervenire da una parte e non me la sono sentita di farlo dall’altra.
    Ma noi compagne o mogli BIS, possiamo o dobbiamo veder messa costantemente in discussione la serenità e l’equilibrio del nucleo familiare che andiamo a creare a priori?? E i nostri figli? I figli di secondo letto, se dovessero nascere, non hanno il diritto di crescere sereni e tranquilli senza ingerenze e interferenze di ex mogli inviperite e figli/e di primo letto viziati e ingestibili??
    Noi dobbiamo rimanere a vita le donne di serie B, quelle chiamate con il titolo dispregiativo di “MATRIGNE”…?