Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI
Valinda,
ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione.
Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per la pittura: Diego da Pigmalione nei confronti di Frida (come quasi certamente nei confronti di tante altre); Frida, probabilmente grazie ANCHE a Diego, trova la sua vena espressiva personale, arrivando a eguagliarlo nel successo. Non c’è invidia tra loro e, cosa tutt’altro che secondaria, hanno visioni politiche e ideali di vita in comune. Oltre ai temperamenti, che mi sono parsi in sintonia, mi sembra che raramente si possano trovare tanti punti di condivisione interiore in una coppia.
E’ indubbio che, al di là del sesso e del sentimento, i due fossero uniti da aspetti molto profondi, vivificanti per entrambi. Frida, come Simone de Beauvoir, nella storia con Sartre, a cui era unita innanzitutto dalla passione intellettuale, ha di certo sofferto di più perché ha amato, almeno inizialmente, da donna, e cioè proiettata sulla monogamia. Non è inconsueto che gli uomini che rivendicano per sé verità e libertà, pur amando una donna, possano averne altre, attratti da aspetti diversi da quelli della loro compagna d’elezione. Forse un giorno sarà così anche per il femminile, come si comincia a intravedere qua e là, di tanto in tanto. Bisognerà solo appurare se l’orientamento monogamo della donna è dovuto all’indole di genere oppure all’educazione attuata su di lei dalla millenaria cultura maschile.
Ovvio che si tratta d’interpretazioni dall’esterno, che magari poco o niente hanno a che vedere con quanto realmente vissuto e sentito dai protagonisti, in un’epoca e in una cultura abbastanza defilate rispetto alla nostra attuale. Per me in tutti i tempi e in tutte le circostanze vale in linea di massima il seguente aforisma: “Coloro che reprimono il desiderio lo fanno perché il desiderio è abbastanza debole da essere represso.” (W. Blake, 1757-1827)
Mi ritengo più pragmatica che romantica, e non capisco come si possa continuare a considerarmi tale.
Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Relazioni

La monogamia fa parte della legge di natura. Tant’è che alla mia età l’uomo smette di essere interessante perché ha un vissuto che è oggettivamente incompatibile con le mie esigenze di donna. Certo: potrei accantonarle e affermare razionalmente: -non ho bisogno che un uomo mi soddisfi!- Ma così facendo rinuncerei alla mia femminilità e mi metterei sullo stesso piano dell’uomo. Alla mia età potrei giusto trovare un compagno – magari più di uno- ma non mi presenterei davanti ad un altare perché sono molto credente e non me la sentirei di dare un valore religioso ad un’unione che nasce sul presupposto dell’indipendenza di entrambi. Mi sposerei civilmente perché non ho timore di riconoscermi peccatrice ma non arriverei mai a piegare il disegno di Dio alle mie esigenze.
Rossella,
grazie per il tuo commento, anche se stavolta dissento dall’affermazione che la monogamia sia genetica.
“I biologi, antropologi biologici, ed etologi comportamentali spesso usano la monogamia come termine sessuale, se non genetico. Essi postulano i seguenti quattro aspetti della monogamia:
– Monogamia coniugale si riferisce a unioni di solo due individui.
– Monogamia sociale si riferisce a due individui che vivono insieme, praticano sesso con l’altro, e collaborando ad acquisire risorse di base, come un riparo e cibo.
– Monogamia sessuale si riferisce a due individui restanti sessualmente esclusivi l’un l’altro senza avere partner sessuali ulteriori.
– Monogamia genetica si riferisce alle relazioni sessualmente monogama con prove genetiche di paternità.”
“La monogamia è massima fra gli uccelli, si stima il 90% delle specie, la cui prole necessita di entrambi i genitori per sopravvivere, mentre è rara fra i mammiferi con diversificazione tra i gruppi.
( Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Monogamia )
da cui derivano due opposte visioni, così sintetizzate:
“L’uomo per natura è poligamo, come lo sono la maggioranza degli animali. Anche le donne per natura sono probabilmente molto più poliandriche di quanto si pensi. Eppure la civiltà ha scelto la monogamia proprio per difendere quella famiglia del tutto artificiale che si oppone, per ragioni morali, e quindi non naturali, allo sperpero e al caos.” (Dacia Maraini)
“La monogamia tra animali è questione di biologia. Anche tra gli esseri umani. Ma nel caso degli umani, la monogamia è qualcosa di più. È anche una questione di psicologia, sociologia, antropologia, economia, diritto, etica, teologia, letteratura, storia, filosofia, e gran parte delle rimanenti scienze umane e sociali.” (David P. Barash e Judith Eve Lipton)
è quindi possibile che l’uomo sia ora un ibrido fra natura e cultura…
Andrea_The_Original,
“Sul maschio più preso non sono d’accordo, ma per quanto riguarda i rispettivi ruoli, mi limito a dire che non seguo regole come un mantra e tutto diventa più leggero e spontaneo.” – grazie al confronto con te, pacato e non prevaricante, mi sono resa conto che la mia convinzione è datata, come già sospettavo.
si basava sull’assunto che è la donna a scegliere il partner a cui affidarsi e che, fino a ieri, era a lei demandato il compito, più o meno facile, di mantenere salda l’unione, anche a costo di personali sacrifici. maggiormente possibili, fisicamente parlando, al femminile, e favoriti in particolare da una forte attrazione sessuale del maschio nei suoi confronti, visto che in passato era di solito lui a stancarsi per primo e a orientarsi altrove.
adesso mi sembra che avvenga l’opposto, e cioé che sia principalmente la donna a sfaldare l’unione, se non più disposta a reggerne il peso, peso che si sta spostando quasi totalmente sul maschio.
tanto ti dovevo, per correttezza.
Ciao Rossana,
sostanzialmente condivido la tua opinione su Frida e Diego.. ma indubbiamente Frida ha sempre sofferto moltissimo per i continui tradimenti di lui, che la tradì persino con sua sorella. Episodio questo che ovviamente la segnò moltissimo. Per questo la loro loro storia è stata sempre turbolenta e segnata da allontanamenti e riappacificazioni e se non erro, si sono persino sposati due volte.
Diego Rivera fisicamente era tutt’altro che attraente, eppure durante tutta la vita si è sempre accompagnato con donne belle e molto più giovani di lui. Era senza dubbio un grande e affascinante artista, un passionale in tutto e quella era la sua natura…che nonostante il sentimento che lo legava a Frida non poteva mutare. Difficile, se non quasi impossibile, che un leone diventi un micino tutto casa e bottega…
Interessante il tuo discorso sull’amare “da donna” inteso come desiderio di monogamia…mi piacerebbe approfondirlo con te. Pensi veramente che una donna possa amare profondamente un uomo e accettare di dividerlo con altre senza soffrire, senza desiderare di più? E un uomo può farlo con maggiore facilità secondo te?
La monogamia è una costruzione sociale e solitamente l’uomo ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo…godendo socialmente di maggiore potere e libertà di movimento anche fuori casa. Basti pensare al passato e di quanto fossero patriarcali certi culture nelle quali era una pratica diffusa avere concubine e quant’altro..con figli illegittimi annessi da queste relazioni.
Tuttavia ciò non significa che anche le donne non potessero intrecciare relazioni extraconiugali o viversi le loro storie.. in ogni caso adesso le cose sono cambiate. Ma cambiate al punto da arrivare al poliamore? Non so Rossana se conosci questo termine che ultimamente va abbastanza di moda…
Si può amare una persona e dividerla con un’altra/e e tutto questo in assoluta serenità?
Valinda,
“quella era la sua natura…che nonostante il sentimento che lo legava a Frida non poteva mutare.” – valutare la “natura” di un eventuale partner è forse la cosa più difficile da farsi ma resta indispensabile, se minimamente corretta, per avere anche solo la potenzialità di venire a capo delle reali prospettive di una relazione amorosa.
“Pensi veramente che una donna possa amare profondamente un uomo e accettare di dividerlo con altre senza soffrire, senza desiderare di più?” – no, a quanto ho potuto appurare finora, nessuna donna accetta facilmente la realtà dei fatti che un uomo è di solito più capace di lei di scindere il sesso dal sentimento. non potrà mai essere sicura che nel trasporto del partner non ci siano anche componenti emotive, come spesso capita che sia, magari di minore entità ma comunque quasi sempre presenti. secondo me, il sesso meccanico è appannaggio di chi è senz’anima.
esistono, comunque, anche in questo contesto rarissime eccezioni: donne tanto forti e sicure di sé da non temere nessun tipo di confronto. mediamente gratificate da affetti duraturi di partner storici di grande carisma, lieti di essere stati compresi e accettati anche negli aspetti più controversi.
ogni caso resta comunque a sé e si regge su un proprio equilibrio, nè più né meno come fa ognuno di noi per quanto lo riguarda personalmente. le amanti spesso accettano, per amore o per interesse, di condividere un uomo con la sua famiglia, che è un po’ la stessa cosa. alcune trangugiano la situazione di traverso; altre la vivono più che serenamente…
“E un uomo può farlo con maggiore facilità secondo te?” – credo di sì: non sono pochi gli uomini noti che l’hanno fatto. forse un uomo ha bisogno nel tempo di “orizzonti” più ampi, sia sessuali che di semplice curiosità nei confronti di altri “mondi emotivi”, di quelli di una donna, a cui di solito basta essere amata. d’altronde, che valore può avere un’assoluta fedeltà coercita dalla volontà?
“cambiate al punto da arrivare al poliamore?” – non so molto su questo tema. ritengo però che la libertà dei costumi, unita all’indipendenza economica per entrambi i sessi, possa portare a vivere più relazioni in una vita, a volte, forse, in una prospettiva futura, in modo meno totalizzante. potrebbe venir meno il concetto di possesso “al maschile” per dare maggior slancio in entrambi i sessi al pensiero che non è possibile trovare in una sola persona tutti gli stimoli necessari alla propria crescita ottimale.
Rossana. “adesso mi sembra che avvenga l’opposto, e cioé che sia principalmente la donna a sfaldare l’unione, se non più disposta a reggerne il peso, peso che si sta spostando quasi totalmente sul maschio.” Esatto, ma avviene non perché sia cattiva, un po’ dipende dalla sua natura, un po’ dalla possibilità di scelta. Se mi metto nei panni di una donna media – carina, penso alle possibilità più o meno giornaliere di cambiare partner. Certo, ogni cambiamento rappresenta sempre un salto nel vuoto, ma senza fare nulla e senza dover dimostrare nulla, è possibile, e lo è molto più per una donna che non per un uomo. Questo bombardamento costante, può far breccia nei periodi in cui il rapporto con il partner sta andando male o quando semplicemente è terminata la fase dell’innamoramento. Quindi chiude una porta e ne apre un’altra e molti si stupiscono per la capacità quasi meccanica di dimenticare il precedente partner.
L’uomo funziona diversamente. Vivrebbe avventure sessuali per puro aspetto ludico, anche affezionandosi all’amante in un chiava amichevole, senza innamorarsene, per questo pur essendo “ingiusta”, la società patriarcale funzionava e la famiglia reggeva. Questo ora non accade più, la ricerca delle emozioni coincide con la ricerca della felicità e quando calano si va in crisi, soprattutto le donne. Ecco perché le senti lamentarsi (dopo che se ne erano invaghite) di tutto e il suo contrario (è troppo pigro/attivo, geloso/incurante, appiccicoso/distaccato..). Personalmente non so quale sia la strada giusta, probabilmente ognuno ne ha una propria, ma sono convinto che i ripetuti (dis)innamoramenti anestetizzino la nostra capacità di provare sentimenti autentici, trasformando di fatto le persone in oggetti utili all’appagamento di un bisogno.
Ne è la prova (e forse è la cosa che mi colpisce di più) constatare questa perenne adolescenza anche in uomini e donne adulte.
La donna moderna, non ha più né la capacità, né la voglia di reggere una famiglia come accadeva in passato, per cui sono convinto che entrambi i soggetti debbano imparare ad amare l’altro e a mettersi in discussione. Per quanto riguarda le donne, soprattutto smarcarsi da questa attitudine al vittimismo, che è veramente stucchevole.
La forza delle donna induceva probabilmente anche un maggiore rispetto nei suoi confronti.
“La forza delle donna induceva probabilmente anche un maggiore rispetto nei suoi confronti.”
assolutamente falso. in epoca patriarcale la donna non era affatto rispettata e tenuta in considerazione. era vista perloppiù come un puro organo riproduttore e funzionale alla gestione delle faccende domestiche, tutto qui. Poi certo c’erano anche i matrimoni d’ Amore, ma non credo fossero la MAGGIORANZA. quel tipo di società era ideale solo per l’ uomo. ma un “accordo” che preveda vantaggi per una sola delle due controparti, è destino che prima o poi salti. è una LEGGE UNIVERSALE, non vale solo nel business!
Tra l’ altro, quella di cui parla AndreaT.O. non era “forza e capacità” di mandare avanti la famiglia, ma pura e semplice costrizione a un modello precostituito, perchè alle donne di allora NON ERA PERMESSO fare altrimenti.
Voglio infine ricordare che oggi come oggi sono sopratutto gli uomini a rifiutare le unioni consolidate e la costruzione di un progetto familiare, perchè non accettano la ritrovata libertà ( anche sessuale ) di noi donne, e quindi pensano di “vendicarsi” in questo modo: lasciandoci sole. il comportamento attuale di molti uomini è quindi una sorta di “ripicca”, di protesta ( conscia o anche inconscia ) contro l’ emancipazione femminile. Non centra nulla la presunta mancanza di qualità nelle donne di oggi.
“avviene non perché sia cattiva, un po’ dipende dalla sua natura, un po’ dalla possibilità di scelta. Se mi metto nei panni di una donna media – carina, penso alle possibilità più o meno giornaliere di cambiare partner.”
chiunque abbia molta possibilità di scelta ( uomo o donna che sia ) agisce di conseguenza. E’ normale e naturale che chi è stato particolarmente dotato dalla sorte cerchi di sfruttare i vantaggi concreti che ha a sua disposizione. Di contro, c’è anche chi è nell’ impossibilità di farlo, perchè quei vantaggi non li ha. ma non è certo per questo che oggi i rapporti tra gli esseri umani – e non solo in campo amoroso – sono in crisi. Le persone “svantaggiate” da questo punto di vista c’ erano anche prima, quando la donna doveva starsene nel suo cantuccio buona e zitta. Quello che oggi rovina le relazioni tra gli esseri umani è sopratutto il grande individualismo e materialismo che caratterizza la nostra epoca. Prima c’era più umiltà, più semplicità, più coesione tra gli individui. e questo si rifletteva anche nel rapporto tra uomo e donna ( quando non era inquinato da violenze e costrizioni ).
MG. Non sono d’accordo. Credo che ogni situazione che porti a dar valore ad un individuo, lo renda anche più stimato e rispettabile. Un tempo, anche per imposizione certo, ma anche per cultura, le donne ricoprivano davvero un ruolo fondamentale in famiglia, sorreggendola e tenendola unita e di questo l’uomo ne teneva certamente conto. Avvicinando la libertà femminile a quella maschile è ovvio che si sia stata creata una realtà completamente diversa, con situazioni molto variegate.. dalle veterane del sesso, alle eterne adolescenti, a quelle che in preda alla farfalline sfasciano famiglie, o ancora a quelle perennemente insoddisfatte. Tutto lecito, ma sicuramente questo ha comportato una minore stima nella figura della donna. E infatti basta vedere quante si fanno trattare come oggetti (vedi Maria77 in altra lettera). Fa tutto parte del gioco, nel bene o nel male.
E fai attenzione che le peggiori considerazioni sul femminile moderno le ho sentite proprio dalle donne di una certa età, ma anche frasi del tipo “poveri voi uomini oggi per come vi trattano!”, che dette da donne fanno ancora più specie.
“Voglio infine ricordare che oggi come oggi sono sopratutto gli uomini a rifiutare le unioni consolidate..”
L’uomo per indole tende a rifuggire le situazioni solenni che lo incastrano, ma oggi a differenza del passato, si sente pienamente giustificato, perché di fronte si trova spesso una sua copia ed è quindi più facile scaricare la colpa sulla partner. Condivido l’ultima parte del tuo intervento, puntualizzando che è vero che ci sono persone più o meno avvantaggiate, ma che come ho detto più volte, a parità di status fisico ed economico, la donna è in posizione di vantaggio sull’uomo.
Andrea_The_Original
Per me è la pura e semplice incapacità di molti uomini ad accettare la ritrovata libertà delle donne, che li spingono ad essere così critici, e null’ altro. opinione personale, ovviamente.
delle donne di una certa età che ci criticano mi importa poco: è ovvio che sono mosse solo da un senso di frustrazione per non aver potuto fare quello che noi donne moderne facciamo: disporre della piena libertà. e questo vuol dire avere anche il diritto di “sbagliare”, come è sempre stato per gli uomini senza che questo dovesse avere sulla loro esistenza conseguenze irreversibili. quindi, lo ripeto per l’ ennesima volta, è solo questione di arretratezza culturale che c’è nel nostro paese ( in altri, l’ emancipazione femminile è ormai da tempo pienamente elaborata ).
A me di un uomo che mi dovesse stimare unicamente perchè sono sempre stata chiusa in casa o solamente perchè ho avuto poche o zero esperienze sessuali, francamente non mi importa nulla!
non sono per niente attratta dalle barzellette, che raramente mi inducono al riso, così come la vita ormai raramente m’induce al pianto.
stimolata da alcune considerazioni sulla mia personalità, a inclinazione malinconica di fondo, sto cercando di ampliare le mie vedute su questo tema.
“Al ristorante:
– Cameriere, c’è il pollo?
– No, mi dispiace!
– Ma ieri c’era…
– Sì, ma oggi è il suo giorno libero!”
a me è piaciuta. spero che possa far almeno sorridere qualcun altro…
“è ovvio che sono mosse solo da un senso di frustrazione per non aver potuto fare quello che noi donne moderne facciamo: disporre della piena libertà.” – supposizione, magari calzante in alcuni casi, ma non assoluta verità. per quanto mi riguarda sono sempre stata più libera dell’aria. i soli limiti che ho rispettato sono stati quelli che mi sono posta da sola.
l’opinione che sia preferibile, sia per i maschi che per le femmine, attenersi alla moderazione sessuale è comunque sostenuta anche da donne 30-40enni. ognuno segue i suoi criteri e raccoglie quanto può da quello che ha seminato.
sul resto, sorvolo… per spirito di cortesia…
“A me di un uomo che mi dovesse stimare unicamente perchè sono sempre stata chiusa in casa o solamente perchè ho avuto poche o zero esperienze sessuali, francamente non mi importa nulla!”
A me sì MG, ma per motivi scientifici.
rossana
risparmiati le tue solite punzecchiature sul mio PRESUNTO stile di vita!.. quando parlavo di donne mature frustrate dalle loro scelte passate, non facevo alcun riferimento A TE ma parlavo in generale! peraltro, io le raccomandazioni sul vivermi pienamente la mia libertà senza farmi opprimere da nessuno, le ho ricevute proprio da molte donne “attempate” e che nella loro vita sono state mogli e madri tradizionali!
“sul resto, sorvolo… per spirito di cortesia…”
ohh..grazie per cotanta gentilezza. sono onorata dalla sua clemenza..
golem,
casi “da studio” ? può essere.. 😀
Al di là di scontri e polemiche a fini personali, è per me triste accettare il concetto che troppe donne, più o meno mature, non siano ancora in grado di assumersi la piena equilibrata responsabilità delle loro libere scelte amorose ma, se questa è la realtà dei fatti, non si può che prenderne atto.
Mi è quasi altrettanto penoso constatare che un rapporto di coppia sia da declassare nei momenti di iniziale passionalità mentre in ogni storia d’innamorati o di amanti sembra che il sentimento sia diventato di un’importanza quasi trascurabile, divorato, sia per gli uomini che per le donne, dalla onnipresente regia ormonale dei sensi.
Non era nella prospettiva di questi risultati che ho partecipato alle lotte d’emancipazione femminile degli anni ’60 e ’70! Nonostante che ben poco si salvi dei miei ideali di allora, continuo a nutrire la speranza che sempre più uomini e donne siano consapevoli delle loro reciproche aspettative, e determinati a realizzarle, con serietà e coerenza, nei limiti delle loro capacità e possibilità.
Un particolare ringraziamento a LaD, che mi ha dato modo di approfondire questi temi, unitamente a molti altri di mio interesse.
“La cosa migliore che due amanti possano diventare nel corso del tempo è questa: surrogati dei loro sogni o simboli del loro desiderio”. (Arthur Schnitzler, scrittore, drammaturgo e medico austriaco, 1862-1931)
sesso e desiderio sembrano non essere affatto la stessa cosa. lo stimolo fisico non è per niente paragonabile a quello che include ben altro. forse sta proprio qui la differenza fra sessualità passionale e sereno amore coniugale, pur avendo entrambi le loro diverse valenze ed essere entrambi più o meno da apprezzare, a seconda delle proprie naturali inclinazioni.
che bello! sto forse imparando a sintetizzare…
Dai post di uno dei “personaggi femminili” con cui ho trovato maggior sintonia:
“Quando non si vuole, o non si può, vedere il peso del proprio ruolo nell’ambito di un fenomeno che ci coinvolge, si cerca appunto un comodo capro espiatorio, per soddisfare il bisogno di trovare “un responsabile” di quell’azione. E’ un fenomeno umano riconoscibile quanto antico.”
regola generale, forse applicabile a un certo tipo di situazioni altrui ma da evitarsi per alcune che ci riguardano da vicino…
come, per certi versi, anche in un caso che mi tocca nel profondo, per amor proprio, per difesa delle capacità femminili di assumersi le proprie responsabilità e per rispetto di qualcuno che ho amato, forse più di quanto ne sia stata prima d’ora consapevole, visto che non riesco a smettere di difendere ad oltranza l’intera categoria di cui faceva parte. non sempre si condivide l’animo nell’amplesso, così come non sempre l’amplesso consente la profonda condivisione dei corpi!
segue…
chi non può comprendere la malinconia, il rimpianto o la dolcezza di un ricordo, che può portare al diabete, eviti di continuare a leggere.
Presenze
“Da poco adulta a tutti gli effetti, autonoma, impegnata… sentimentalmente sola. In ritardo, come quasi sempre, per centrare in tempo utile con il badge la fessura d’ingresso al mondo di “anime morte” da cui trarre linfa per vivere, e per dare da vivere. Piede moderatamente premuto sull’acceleratore nel percorrere la stradina nota in tutti i minimi risvolti, che si immetteva, dopo l’ultimo incrocio nel controviale, su un corso ampio e trafficato.
Poco prima una consolante riflessione: “Meno male che la riparazione all’auto sta reggendo bene. Non potrei comprarne un’altra, nemmeno usata.”…, ed ecco all’improvviso lo schianto. Il mezzo d’urto, non indentificato, proveniva da sinistra ma, poiché l’abitacolo in cui si trovava girava vorticosamente su se stesso, l’impressione che gliene derivò fu che venisse malauguratamente da destra. La portiera della vecchia auto si aprì di colpo e il corpo della donna venne scaraventato in orizzontale sull’asfalto, a parecchi metri di distanza.
Quanto potè durare quell’improvviso volo verso il basso? Non più di una manciata di secondi, nei quali emerse, assolutamente dominante, un solo pensiero e un solo nome: “Uccio!”, poi il buio e il nulla, per chissà quanto tempo.
La voce dolce e calma che la stava rincuorando e rassicurando l’indusse a riaprire pian piano gli occhi. Nella mente sempre e soltanto lo stesso nome. Un uomo, chino su di lei, le sta aggiustando una coperta fin sotto il mento, indugiando, poi, in una lieve carezza su una guancia, forse la sola del tutto disinteressata in un’intera vita. Smarrita ora in un pianto quieto e silenzioso, privo di forze, riprende quasi subito a sperare, nel percepire la sirena di un’ambulanza che si sta avvicinando, mentre l’angelo dal volto umano si allontana. […]
[…] L’incidente è stato ricostruito in ogni singolo dettaglio: orario, dinamica, targhe, responsabilità civile, danni fisici e materiali, giorni di ricovero in ospedale e di convalescenza, entità d’invalidità permanente, risarcimento… proprio tutto… meno il nome dell’uomo dalla voce incoraggiante, delicato nel ripararla dal freddo e dolcissimo in quell’ineffabile carezza.
Riassorbito nel groviglio di case della città, senza che sia stato mai possibile esprimergli nemmeno in parte la gratitudine per il soccorso e per le sensazioni suscitate con la sua attenzione. Chissà se abitava o lavorava nei pressi dell’incrocio… Peccato che la memoria non avesse captato neppure l’ombra della sua fisionomia, relegandolo nel ricordo di un essere di sesso maschile proveniente da mondi in cui si è capaci di dare molto di sé senza attendersi ritorni.”
Rispondo qui relativamente alla lettera sul narcisista. Non ha proprio senso finire sempre nei soliti scontri..la regina della chat, il trollone, il misogino e via così, soprattutto quando non si può dimostrare nulla. Sicuramente ognuno ha i propri difetti che traspaiono nel modo di porsi, ma bisogna cercare di andare anche oltre..
E ve lo dice uno che era peggio di voi..
Piuttosto trovo nei commenti di tutti più di una ragione, che messe insieme fanno delle verità. MG e Kid tendono a descrivere realtà contrapposte che seppur vere, auto assolvono i protagonisti. Non credo che le donne incontrate da Kid siano tutte squinternate così come gli uomini di MG. Semplicemente ognuno incontra chi vuole incontrare. Valinda fa giustamente notare l’incongruenza di MG nel credere che il 40enne single abbia problemi irrisolti mentre la 40enne single abbia solo la sfortuna di incontrare 40enni con problemi irrisolti.
Sia agli uomini che alle donne manca un concreto passaggio alla vita adulta, che consiste nel prendersi le responsabilità delle proprie azioni, accettarne le conseguenze e perché no, immedesimarsi nelle esigenze dell’altro.
Probabilmente nelle storie si parte dalla fine e si bruciano le tappe. In parte è una scusante trincerarsi dietro l’incompatibilità di carattere per poter fare infondo ciò che si vuole.
“Perché hanno tutti il tempo di poter aspettare e conoscere ,di tenere un uomo sulle spine , di non concedersi.” La soluzione più ovvia e efficace per ogni donna sarebbe davvero valutare un uomo prima di andarci a letto e di farsi coinvolgere, mentre la tendenza è proprio quella di buttarsi in frequentazioni senza aver voluto conoscere meglio chi si ha di fronte ed ecco poi le recriminazioni. Diverso sarebbe se una donna ammettesse candidamente le reali ragioni per cui ci è finita a letto (era un figo, mi faceva sesso, volevo sco......)ragioni che però né gli uomini, né tanto meno loro stesse vogliono sentire.
Spesso è palese questo tono della serie “Lei non sa a chi potrei darla io!” che diventa ridicolo. Magari con molti uomini hanno flirtato senza arrivare al dunque apparendo contraddittorie e volubili ma quando quell’unico uomo che le ha colpite non contraccambia, le colpe sono tutte sue che non le sa apprezzare.
Golem. “Qui non si risolvono le insicurezze personali come succede nel club “del pene piccolo” E invece è proprio quello che accade a molti, a te in special modo. Ripetere a tutte le donne la tua verità, convincendone anche più di una serve proprio a questo.
Il fatto di tratteggiare questi uomini semplicisticamente come “co......” palesa il fatto che il nemico per partito preso deve essere brutto e cattivo, come in molti banali film di guerra americani, nei quali i “loro” sono valorosi, profondi, patriottici, e gli “altri” cattivi. Punto. La realtà è molto più semplice. Le donne, come gli uomini, seguono impulsi istintivi ed emozionali che le portano a compiere scelte che si rivelano spesso deleterie. I tuoi ragionamenti articolati cadono proprio di fronte a frasi come questa: “O ci sono un mare di sceme, o ci sono un mare di uomini che le rendono tali se alla fine le prime restano con le pive nel sacco.” Sbagliato. Ci sono un mare di donne che seguendo la loro parte istintiva prendono cantonate, così come accade agli uomini.
Il mio consiglio è quello di rileggere attentamente i tuoi commenti, ci trovi tutte le soluzioni che cerchi.
Caro Andrea, facciamo un pó di chiarezza. Èabbastanza ovvio che durante le discussioni ognuno porta avanti una propria linea di pensiero, che gli oroviene, altrettanto ovviamente, da esperienze e considerazioni personali, qualunque sia lo scopo per il quale le difende su questo forum. Se nonnvoglio entrare nel merito delle ragioni altrui, seppure a mia volta, come fai tu con me, ti sia fatto una ragione, resta il fatto che le opinioni personali restano tali se non messe a confronto con dei DATI. Giusto?
Per esempio, tu sei certo che io giri nella ruota del criceto senza soluzione di continuità per esircizzare infantasmi che abitano la mia mente. Ma non è cosi. Il fantasma forse esiste perchè il soggetto che mi disturbava ha tirato le cuoia da tempo e oerche io non credo nei fantasmi. Mortto anche perchè era un co......, sennó sarebbe vivo. Io la penso così per questi tipi, e lo pensavo anche prima di sapere che il de cuis esistese. Quindi non esorcizzo niente, e non considero nemici questi personaggi perche il nemico normalmente e allo stesso livello dell’avversario, e quivsiamo nell’ambito delle nullità.
Fatta questa premessa, se hai letto una mia dichiarazione fatta a Kid nell’ambito di un discorso, ho detto e ribadisco, che in oltre due anni di frequentazione del sito sull’argomento “amore e amori non ricambiati” credo ( le conteró con precisione) quasi 100 testimonianze di donne di tutte le età che hanno lamentato lo stesso risultato nella frequentazione di “”certi” uomini. Azzardo nel dire che la parte femminile prevale su quella maschile nelle stesse confizioni di fallimento a sorpresa tra l’85 e il 90%.
A tuo avviso è una coincidenza? Iadchi di confidano meno? È un periodo particolare a causa della crisi? No: è sempre stato cosi. A partire da mia madre per finire con mia moglie. E questo è, diciamo, il seme del mio interesse, rimasto latente per una trentina d’anni, e fiorito con la faccenda di mis moglie, facendo nascere il me la curiosità di capire PERCHÈ.
Credo che ricorderai le ragioni istintuali che io ritengo siano alla base della “scelta” (che scelta non è, perchè NON esiste una spigazione razionale) che le portano a prendere quelle cantonate, e per me ormai sono assodate.
Ma parliamo dei “campioni” invece e perchè sono così accanito verso di loro. Tu pensi che sia per una mia gelosia malcelata, ma non è vero, è proprio il contrario. Io trovo in questi soggetti la causa del fallimento economico, culturale e civile di tutto il mondo >>>
>>> di cultura latina, che qui, su LaD si manifesta come sappiamo, mentre nella vita di tutti i giorni con coloro che ci governano, e che ci “seducono” come sappiamo.
Il fatto che certi personaggi con capacità affabulatorie, dalle grandi capacità comunicative dalle grandi promesse, ma che alla resa dei cinti si rivelino degli incapaci, non bastano mai. Se ne perdiamo uno che iggi si è beccato tre anni di gabbio, subito ce n’è un altro dello stesso tenore che lo sostituisce, perche NOI, italiani, italiane e latini in genere siamo ATTRATTI da questi soggetti. Le ragioni sono lunghissime da spiegare ma se ci sarà occasione mi piacerà parlarne.
Ti dico questo, immagina, senza conoscerne il ruolo Cameron e Renzi, (o Berlusconi se vuoi) uno a fianco all’altro. Ritieni che esprimano la stessa autorevolezza? Anche solo “esoressiva” Io dico di no, e non perché sia filo ingkese oerche manco morto ci vivrei in Inghilterra. Eppure GOVERNANO due nazioni simili oer superfice e abitanti. Ma il giudizio che la cultura anglosassone dà di un uomo di valore è duametralmente opposto a quello che succede da noi (specialmente) e nelle culture latine in generale. Non è un caso che l’Argentina è, da questo punto di vista un Italia sudamericana. Sotto TUTTI i punti di vista. Cosa significa questo senza fare troppa sociologia. Che MEDIAMENTE, per antichi motivi che se mi sarà possibile spieghero, noi, al maschile e al femminile, siamo ATTRATTI da certe manifestazioni comunicative che a un nordico farebbero ridere. Invece noi abbiamo selezionato classi dirigenti politiche ed economiche, petvhe no, si questi parametri di APPARENTE VALORE. cioè sulla truffa, l’imbroglio LA MENZOGNA. Se nonnlo sapessi la menzigna nel mindo anglosassone è il massimo peccato che sinossa commettere in campo relazionale. Ti ricordi la figuraccia di Clinton per i pompini extraconiugali? Da noi sarebbe stato il contrario, non credi? Che significa? Riflettici.
Questo atteggiamento noi latini l’abbiamo…
…Questo atteggiamento noi latini l’abbiamo di “default”, e ti spieghi quante fiduciose “tonte” italiane ( ma non solo. Ci ricordiamo dei latin lovers ma non degli english lovers no?) ci cascano regolarmente. E non una volta nella vita, PERCHÈ E NELLA LORO NATURA ESSERE ATTRATTE DA UN MASCHIO AUTOREVOLE, anche solo se questo SEMBRA tale. Sia che faccia il pagliaccio o che appaia severo e misteriosamente assorto e scostante. È sufficiente che “incuriosisca”, poi il programma di defult isintivo fa il primo step, quello “culturale” il successivo. Ecco da dove nascono le famose cantonate di cui parlavi, sia che si tratti del politico populista che ci fotte, o del bellimbusto che si fotte l’incuriosita, che peró nel frattempo, per essere a posto con la coscienza, si preoccupa di “innamorarsi”. E con questo gesto che nasce dall’ignoto ma “che le comanda il cor”, quando ancora non conosce realmente l’incuriosente, comincia a infilarsi il cappio al collo che la impiccherà. Non diversamente da come noi facciamo col politico che poi, a buffoneria dimostrata, scapperà in Tunisia col “Bettino”, dopo essersi fottuto l’Italia che diceva di amare. E Lei ovviamente ci aveva creduto, perché SEMBRAVA uno statista.
Ecco, la genesi del “fottimento annunciato” è la stessa. E noi latini a “fottere” siamo imbattibili. Metaforicamente e non.
E qui mi volevi vero? E allora l’inglese? Perché ci è cascata? Bravo, grazie per la domanda. Per la prima fase perchè è comunque una femmina, per il resto per ignoranza di conoscenza del “default” latino, e per questo non avrebbe MAI pensato che quell’imbecille potesse millantare le doti che ostentava, essendo tra l’altro giovanissima.
Per un latino fregare un inglese o un americano è un gioco da ragazzi, perchè il loro “default” medio NON prevede l’inganno levantino che fa parte della nostra cultura latino – mediterranea, che spazia dal Portogallo alla Grecia, ma quando Yankee, Inglesi, Svedesi e compagnia bella ti beccano in castagna, fai la figura di Corona in fuga. Un buffone. Perchè da quelle parti esiste il “noi”, come popolo, qui solo “io”. Noi latino mediterranei tendiamo mediamente a essere dei “coroncini”, come poi si è dimostrato il lusitano a cui tu pensi che io penso che egli pensa che voi… (Curiosa coincidenza peró che il nostro buffone nazionale si fosse rifugiato a Cascais dove viveva il fu buffone)
Ho finito le battute Andrè, ma per ora ti ho dato solo un anticipo. Vedi che differenza c’è coi peni piccoli?
Salut
Andrea_The_Original,
post (20 e 21) equilibrati, da tenere in considerazione.
Per quanto banale, dovrebbe essere accettabile che in ogni contesto non esista una sola verità, ma tante diverse realtà, più o meno illusorie.
Contrariamente all’opinione preponderante negli anni ’70, pare che oggi gli studiosi siano propensi a ritenere che si venga al mondo con un cervello unico, inimitabile, che è una combinazione del patrimonio genetico dei genitori e della programmazione che avviene nell’utero, più che non il risultato derivante dall’influenza dell’ambiente. Cervello in cui, secondo Dick Swaab (neuroscienziato olandese, autore di “Noi siamo il nostro cervello”, edito nel 2010), sono già fissati in modo rilevante i tratti caratteriali, i talenti e i limiti di ogni essere umano, inclinazioni sessuali incluse.
Pare che il nostro cervello prenda continuamente decisioni sulla base di un processo inconscio, per cui non ci sia posto per un “libero arbitrio completo e consapevole”. Secondo Giacomo Colzani, nella sua tesi di laurea “Illusioni e relazioni causali”, basata sul libro “The illusion of the conscius will” (“L’illusione della volontà conscia”) dello psicologo americano Daniel Wegner, edito nel 2002, quest’ultimo “propone un modello della realtà articolato su più livelli (fisico, inconscio e cosciente), all’interno del quale la volontà, almeno nel suo aspetto conscio, viene descritta come una sensazione (feeling) priva di quei poteri causali che comunemente le vengono attribuiti.”
Non mi sembra che tutto questo abbia a che fare con particolari culture, diverse da Paese a Paese, ma piuttosto con una forma di evoluzione umana che, sia al maschile che al femminile, resta in egual misura tuttora ancorata alla comune origine animale, più di quando sarebbe auspicabile da parte della ragione. E non saranno i commenti su un forum a cambiare in quattro e quattr’otto il modo di sentire e di agire di uomini e donne in nessun ambito, tanto meno in quello amoroso, che racchiude in sé, sul versante della vita, lo stesso mistero della morte.
COME SEMPRE mi tocca fare chiarezza… io non ho affatto detto che l’ uomo 40enne single ha qualcosa che non va, mentre la donna 40enne single è stata semplicemente sfortunata. avevo semplicemente detto che così come ci sono uomini maturi single FELICI DI ESSERLO, ci possono essere anche tante donne, senza necessariamente dover tirare in ballo, in questo caso, gravi limiti fisici, morali o caratteriali che le impedirebbero di avere una relazione stabile. Sono davvero stanca che quello che scrivo venga volutamente travisato da chi è in malafede.
Io personalmente non credo nella scelta del “singlelaggio” come preferenza assoluta di un individuo ( uomo o donna che sia ), ma come L’ ALTERNATIVA che molti scelgono a rapporti di ripiego. i casi di persone ( di entrambi i sessi ) che invece si ritrovano sentimentalmente sole per percorsi di vita o caratteristiche psicologiche particolari sono un’ altra cosa.
Tra l’ altro, non è così scontato che le cantonate una donna le prende solo perchè si è concessa presto, o solo perchè ha puntato sul “dannato” di turno. anche un bravo ragazzo nella “norma” è perfettamente in grado di farti soffrire come un cane, se non contraccambia il tuo sentimento. e in quel caso è ancora peggio, perchè da un mascalzone bene o male certe cose te le aspetti, da uno così no.
Sono invece d’ accordo sul fatto che chi è DAVVERO interessato ad avere rapporti stabili e con delle fondamenta, cerca anche di immedesimarsi nelle esigenze dell’ altro/a, invece di pensare sempre e solo a ciò che desidera.
Spero di essere riuscita, FINALMENTE, a farmi capire.
“il giudizio che la cultura anglosassone dà di un uomo di valore è duametralmente opposto a quello che succede da noi (specialmente) e nelle culture latine in generale. Non è un caso che l’Argentina è, da questo punto di vista un Italia sudamericana.”
Golem
proprio l’ altro giorno parlavo di questo con mia madre ( un’ accanita sostenitrice di Berlusconi ). sono ANNI che cerco di farla ragionare, ma INVANO.
“Non mi sembra che tutto questo abbia a che fare con particolari culture, diverse da Paese a Paese….”
Che la cultura “locale” NON abbia influenza sulle nostre scelte, è una gratuità che non richiede repliche. Se non teniamo presente che le nostre decisioni dipendono dalla soddisfazione di un bisogno nato con l’istinto passando, per essere soddisfatti, dai costumi etici che la cultura “locale” con la quale siamo stati cresciuti e nella quale viviamo ci ha fornito, è inutile qualunque discussione.
Un ragazzo Bantù che crescesse a Bergamo, si comporterà e ragionerà come un bergamasco, inconsapevole dei riti tribali dei suoi genitori naturali. Ma non è il solito pirla di Golem che lo dice.
Provate a soffiarvi il naso in Giappone, e sarà come se vi steste facendo vedere mentre state defecando.
Le cantonate si prendono perchè si legge “male” quello che l’altro sta trasmettendo, secondo quanto ho cercato di spiegare ieri, sia che sia un bravo ragazzo o uno stronzo. E’il messaggio che viene decodificato secondo i parametri di gradimento indotti dall’istinto, e dai criteri di valore di “quella” cultura nella quale si manifestano.
Nell’antica Roma un pirletta come Renzi, o un inbonitore come Berlusconi, oppure un buffone come Corona, come anche un tenebroso introverso e pieno di complessi che oggi appare “interessante” a molte “crocerossine”, non avrebbero avuto storia, nè come uomo pubblico e neppure come maschio.
Ogni cultura esprime dei “valori”, ma quella romana non viveva di apparenze come quella odierna. Allora sì che si doveva “essere” e non “sembrare”.
Oggi ci sembra tutto normale quello che solo 50 anni fa non lo era e tra 50 anni non lo sarà più. L’istinto avrà sempre lo stesso linguaggio, ma la soddisfazione di certe istanze passerà sempre attraverso la cultura del momento.
Molte donne sono ancora immerse nel romanticismo mentre si vive una secolarizzazione di questo con la libertà sessuale di entrambe i sessi. Che facilita il rapporto sessuale come non mai per il maschio, ma vede ancora la donna “costretta” ad innamorarsi per non sentire il peso della “vergogna” che 2000 anni di sessuofobia clericale le ha appiccicato addosso.
Questo è l’atteggiamento principale che conduce all’alterata visione del soggetto dai quali si è attratti.
Non si può generalizzare ovviamente, ma un’olandese a cui piace un maschio, se se lo vuole “fare” non fa “finta” di innamorarsi, se lo fa. Così quando troverà il “compagno” della vita saprà capire la differenza.
MG, brava
Golem. Semplicemente credo che non si possano tratteggiare gli uomini e le donne con il tuo schema elementare. Le trovo categorizzazioni troppo forzate, troppo “principessa, cavaliere e drago”. Mi stranisce il fatto di questa tua netta distinzione tra uomo latino e anglosassone, poichè quando ai tempi descrissi le italiane ben differenti culturalmente dalle inglesi, sembrasti non essere d’accordo, affermando che le donne sono uguali dappertutto.
Penso invece che ci siano differenze culturali più o meno marcate, sia tra gli uomini, sia tra le donne.
La tua percentuale, seppur vera, non ha alcuna rilevanza, perché non puoi mettere sullo stesso piano debolezze maschili e femminili. Come se ti dicessi, butto cifre a caso, che il 60% degli uomini va o è andato a prostitute contro il 2% delle donne. Ma va? Come è vero che sono maggiormente le donne a lasciare, a chiedere separazioni e divorzi. E ancora, un tempo erano molti gli uomini che abbandonavano la famiglia inseguendo una giovane e bella donna che li ammaliava con qualche moina. Ingenui gli uni, piratesse le altre? E’ possibile, ma i ruoli sono interscambiabili a seconda delle circostanze.
La tua visione è davvero troppo schematica e troppo pro-donna. E’ palese che ci siano dietro anni di studi sulla “donna”, ma ben pochi giorni per capire gli uomini. E’ umano e naturale focalizzarci so ciò che ci attrae, ma il tuo modo di essere ostacola una reale comprensione.
Dubito riuscirai mai andare molto più in là di dove sei giunto ora, ti mancano umiltà e capacità di mettersi in discussione.
Per quanto riguarda il tuo accostamento tra co...... e politicante buffone, mi pare un discorso davvero troppo ampio.
Risponderò in seguito agli altri commenti.
Andrea_The_Original,
hai espresso molto bene nel post n. 29 quello che è anche il mio pensiero: eccesso d’accento sulle difficoltà di scelta amorosa al femminile, come se esistessero quelle soltanto, attuando nel 2015 il rigido schema “Cappuccetto rosso e il lupo cattivo”, insieme a tutta una serie di altri schemi, validi FORSE soltanto per la soluzione delle proprie difficoltà di comprensione della psiche femminile.
pur partendo dalle “traversie” della moglie, per arrivare attraverso quelle della madre ad avallare un punto di vista con l’intera indole levantina, mi sembra distorcente comparare le due tipologie di comportamento, che non sono poi così diverse nei risultati e che portano i due sessi ad essere sullo stesso piano quanto a dabbenaggine e cantonate.
veramente qui golem è l’ UNICO a non avere visioni schematiche e preclusioni di sorta. gli altri partecipanti fissi, ormai da mesi, non fanno che suddividere le persone in nette categorie che non ammettono approfondimenti:
– la puttana
– la donna da marito
– il playboy affascinante e farfallone
– il brav’ uomo deluso dalle donne di oggi
questo è lo schema rigido e immutabile con cui alcuni hanno ormai deciso di impostare qualsiasi discussione sul tema. e qualsiasi eventuale voce discordante viene immediatamente tacciata di mistificazione, trollaggio, e quant’ altro. Non vedo poi come faccia Andrea a dire che siamo io e Golem a mancare di umiltà, quando è palese a tuti che siamo sempre noi ad essere aggrediti per prima. Senza contare che la visione di AndreaT.O. ( come quella di Kid ) è completamente PRO-UOMO e non tiene assolutamente conto delle dinamiche sociali e culturali che spingono le donne a certi comportamenti piuttosto che altri. così, è impossibile qualunque confronto SERIO e si porta avanti all’ infinito una insensata quanto deleteria guerra tra sessi in uno sterile meccanismo di posizioni di forza. oltretutto, molti interventi anti Golem&M.G. sono solo il frutto di attriti personali e nulla di più. spero anch’ io che si possa elevare il livello delle discussioni, ma ormai non ci spero più, dati i VERI motivi che spingono certi utenti a partecipare al forum.
Andrea, se esistono gli studi di marketing per indirizzare la produzione industriale e ottimizzarla ai gusti e alle mode del consumatore, significa che esistono parametri di reazione ad uno specifico interesse che hanno componenti comuni. E non vedo per quale motivo questo non debba valere per i gusti sessual sentimentali.
Vi sono indicatori di attrazione che valgono dappertutto. Un uomo atletico, volitivo, carismatico toccherá l’istinto sessuale di una norvegese come di una tunisina. Forse la prima lo manifesterà con fare disinibito, mentre la seconda sarà contenuta, ma nel cervello passano gli stessi pensieri. È la componente culturale che cambia il modo di mostrarlo.
Una donna italiana e inglese sono uguali nei termini che ho appena esposto, ma diverse nella componente comportamentale a grandi linee ovviamente. Infatti ho trovato italiane molto più disinibite di mia moglie, ma MEDIAMENTE, un inglese, una svedese o una olandese di pari livello culturale sono molto più aperte e meno “ipocrite” MEDIAMENTE di quanto non lo siano le latine. Ma non perchè le italiane nascano “ipocrite” e le nordiche non lo siano. Si difendono. Il fatto è che le latine hanno una componente culturale cattolica mentre le altre l’hanno anglicana e protestante principalmente. Mi capisci vero, senza dovermi addentrare troppo nelle disquisizioni di natura storico sociologica.
Una donna inglese come la mia, pur provenendo da una educazione molto puritana trasmessale dalla madre cattolica, viveva in un ambiente dove il ruolo femminile non ha più subordinazioni a quello maschile dai tempi di Elisabetta I. Nel caso specifico -che va visto come caso a sè- se esiste una subordinazione tra me e lei e solo di natura fisica, essendo io piu forte ovviamente. Per il resto il piano relazionale è equilibrato. Da quelle parti il machismo ostentativo fa ridere in maniera sguaiata alla Monty Pithon. Da noi ha ancora molte seguaci. Ma ripeto, superate le barriere di quella natura “culturale” le donne sono donne. E queste barriere si superano tanto più facilmente quanto il livello di scolarizzazione è elevato. Ma questo è intuitivo credo.
In realtà seguo più la fenomenologia comportamentale maschile attraverso la quale vi leggo il livello indiretto dell’emancipazione femminile. Questa mattina leggevo su FB ancora “CENTINAIA” di accorate attenzioni a quello che personalmente ritengo il PROTOTIPO del “maschio apparenza”, il solito Corona. Il livello sintattico di queste fans era elementare >>>
>>> e questa palese “elementarità” non lascia dubbi sulla qualità dei soggetti in gioco. Ma ripeto,si tratta ancora della permanenza di icone paradigmatiche che in altre culture non avrebbero nessun peso.
Se tu confrontassi la pubblicità italiana e quella inglese, ti accorgeresti che da noi manca COMPLETAMENTE l’ironia intelligente. In Italia il maschio della pubblicità è bello, ricco e non deve chiedere mai. Praticamente irreale. E a questo si rifanno i pubblicitari, perché sanno, per quegli studi di marketing di cui parlavo, che è un cliché che colpisce ancora maschi e femmine nostrane che vivono nel “vorrei ma non posso”. Lassù, se mai c’è stata una “moda” del genere – e non c ‘è stata – questi messaggi apparirebbero cose da tamarri. Un pó come per noi vedere una telenovela araba. Basti pensare che in Italia non si produce un solo film che parli della gente comune, mentre in Inghilterra Ken Loach ne ha fatto una serie spettacolare con ironia e leggerezza, parlando dei drammi e delle crisi con un ironia che la nostra cultura non ci consente. Noi dobbiamo apparire sempre “al di sopra” della common people. Tipico atteggiamento provinciale, che si manifesta logicamente nelle relazioni interpersonali di natura amorosa. Sempre mediamente, ripeto.
Insomma, se tu o chiunque altro, come pure una donna italiana, non si ritrovasse in queste descrizioni, non potrei che darvi ragione, ma si tratta di singole eccezioni che non fanno statistica. Ma per quanto riguarda le classiche manifestazioni che vado “studiando” caro Andrea, qui un giorno si e uno no troviamo una donna che cade dal pero perchè si era innamorata follemente di uno, interessante, attraente, intrigante e sessualmente favoloso (il tutto quasi sempre frutto di immaginazione) che l’ha lasciata con le mani in mano (anzi no: sulla tastiera) a chiedersi cosa non ha funzionato.
Cosa ha funzionato sarebbe meglio chiedersi. Ha funzionato la fantasia femminile corroborata da quelle immagini idealizzate che la nostra sottocultura mediatica va scaricando quotidianamente e in maniera pervicace nelle case di noi italiani, alle prese con realtà molto meno favolistiche. E perché negare il sogno se questo tra l’altro muove una bella fetta di mercato? In fondo siamo noi i consumatori no? E’ questa la logica che sottende la difficoltá di “comunicazione” tra le persone, quando ci relazioniamo attraverso immagini di noi stessi e dell’altro “alterate” da un programma di default che crediamo nostro ma non lo è.
“Ma non perchè le italiane nascano “ipocrite” e le nordiche non lo siano. Si difendono.”
golem
in questa tua frase sta la chiave di tutta la questione. e molti maschi di questo forum, purtroppo, continuano deliberatamente a volerlo negare! noi italiane dobbiamo letteralmente DIFENDERCI, da TANTE cose. e prima i nostri uomini lo capiranno, prima i rapporti tra i due sessi saranno più sereni e genuini.
“In Italia il maschio della pubblicità è bello, ricco e non deve chiedere mai. Praticamente irreale. E a questo si rifanno i pubblicitari, perché sanno, per quegli studi di marketing di cui parlavo, che è un cliché che colpisce ancora maschi e femmine nostrane che vivono nel “vorrei ma non posso”. Lassù, se mai c’è stata una “moda” del genere – e non c ‘è stata – questi messaggi apparirebbero cose da tamarri.”
hai usato la parola GIUSTA: TAMARRI. questo sono gli uomini ( e anche le donne ) che si rifanno a quei modelli. ma loro ovviamente si credono Dei scesi in terra che possono pisciare in testa a noi “poveri cristi sfigati”. in realtà gli sfigati SONO LORO, che vivono di apparenze ma che mancano quasi totalmente di sostanza. e, come dici tu, è un tipo di mentalità molto diffuso sopratutto nelle piccole province.
“E’ questa la logica che sottende la difficoltá di “comunicazione” tra le persone, quando ci relazioniamo attraverso immagini di noi stessi e dell’altro “alterate” da un programma di default che crediamo nostro ma non lo è.”
è incredibile Golem! proprio ieri, se non erro, stavo meditando tra me e me lo stesso identico pensiero! telepatia ?..
mi resta solo una domanda, anzi DUE: quanto i comportamenti diffusi della nostra “cultura” di massa hanno condizionato i consumi ? e quanto, all’ opposto, la nostra “cultura” e mentalità sono pilotate dalle logiche di marketing ?
“mi resta solo una domanda, anzi DUE: quanto i comportamenti diffusi della nostra “cultura” di massa hanno condizionato i consumi ? e quanto, all’ opposto, la nostra “cultura” e mentalità sono pilotate dalle logiche di marketing?”
MG, ci sarebbe da scrivere per giorni, ma chiediti perché la nazione che ha portato la cultura e la bellezza nel mondo più recente con il Rinascimento, oggi è conciata così. Ma leggi questa mio post indirizzato alla miserabile figura di Corona, metafora perfetta di questo degrado dei costumi di cui parliamo, e leggi una dele risposte che, dopo la mia dichiarazione di quell’elementarita di cultura e di pensiero che lo sostengono di significativa della sottocultura in cui viviamo.
Nota che è mi è giunta dopo la mia dichiarazione.
Ho tolto i nomi per ovvi motivi. Chi risponde, tra ke aktre è una donna italiana.
Io:
“Questi sono gli “uomini” che danno la cifra di chi “vale” in Italia. Come possiamo meravigliarci se questa nazione va a puttane quando si dà spazio a una nullità del genere.
Sono certo che se entrasse in politica verrebbe pure eletto, votato da quelle tantissime oche che gli fanno il tifo ma che contemporaneamente gridano ai politici ladri e truffatori.
Povera Italia, che dite?”
Una donna: (pure salentina!)
“Se andrebbe in politica lo voterebbero anzi lo voteremo visto che sono una donna “no un oca”non so se sarebbe all altezza della carica ma che cambierebbe fanno già schifo senza Corona ….MAGARI LUI PORTEREBBE UNA SFERZATA D ARIA …ora con questi politici siamo in apnea?!!!!che ne dici brutto anatroccolo?sarebbe il maschio dell oca no?????
Corona è quello che ogni uomo vorrebbe essere ecco perché sono sempre gli uomini a criticarlo….per essere come Corona bisogna avere le ….e!!!! Peccato Non ce l avete …e CORONA HA ANCHE CERVELLO un essere che ha sputtanato tanta gente che ha falsificato eccc ha fatto quello che fanno tutti i giorni politici e magistrati corrotti…Nel SALENTO SI DICE:”ci vuole un pazzo per famiglia:”E CORONA È CORONA sia in carcere che in comunità che altrove. Sapete che l invidia è uno dei 7 peccati capitali? ”
Ecco, questo soggetto femminile ha i tuoi stessi diritti, come tutti quelli che scrivono qui.
Questa VOTA, e come lei ce ne sono MILIONI, al maschile e al femminile naturalmente.
Questi “tubi digerenti” deambulanti (perchè altro non sono) decidono il destino di una nazione con queste idee in testa.
È democratico? Apparentemente. In realtà queste bestie da soma servono al >>>
>>> sistema esattamente come le galline di un allevamento intensivo servono all’allevatore.
Le galline, schiacciate nelle loro gabbie a migliaia e nutrite da opportuni mangimi fanno uova o ingrassano, se da carne, per “alimentare” i guadagni dell’allevatore.
L’oca di prima, grazie all’ignoranza che il sistema si premura di mantenere sempre viva e vivace, riceve il suo mangime “quotidianamente”, attraverso quello che una volta veniva chiamato “tubo catodico”. Imbottita di questi “alimenti” produce quelle “uova” o la sua carne (e mai metafora è stata più adeguata), di cui il sistema nutre i propri capitali. Lasciando che questo “pollame” non conosca altri mondi se non quelle della “pollaio” nel quale vegeta.
Se il comunismo non si faceva scrupoli di considerare il singolo un nulla a favore del “siamo tutti uguali” (salvo quelli “più uguali” degli altri), il capitalismo alimenta l’illusione del soggettivo, proiettandolo in una realtà massificata e condizionata dai mass media che ne indirizzano le scelte subdolamente. I risultati sono visibili.
Quella tipa, è una di quelle che inneggia a Corona mentre grida ladri ai politici. Non importa se sono entrambi criminali e delinquenti. Ma uno è visto come il riscatto dei pezzenti contro il tiranno. L’altro il “tiranno” vessatore e arrogante da cui difendersi essendo più furbi e delinquenti di lui.
Ti ricordi quando parlavo di NOI e IO? Ecco in queste due pronomi sta il guaio del’Italia di oggi.
Come ci siamo arrivati? Semplice: perdendo la guerra e diventando la puttana europea degli Stati Uniti.
Per diventarlo è stato ucciso Enrico Mattei che voleva svincolarsi dallo strapotere delle compagnie petrolifere americane e successivamente imponendo il consumismo finanziario Yankee, con la collocazione di burattini politici benedetti da Vaticano e Mafia. Da lì è stato un susseguirsi di “allevatori” che ci hanno “alimentato” con mangimi specifici. I pochi politici di valore venivano eletti Presidenti della Repubblica, così non disturbavano “l’allevatore” a causa del ruolo esclusivamente rappresentativo.
Sto soffrendo. Maria Grazia, a volte è preferibile essere oche come la nostra amica. Un giorno le “tireranno il collo”, ma non saprà il perchè. Sarà una sorpresa, e mentre sta per trasformarsi in patè e salame d’oca, il suo ultimo pensiero correrà a Corona, che se “sarebbe” entrato in politica ce la faceva vedere lui come si fa a questi invidiosi che quanto è brutto il 7…peccato… capitale. Quaqqq!!
Ciao va là
Ross. Da quello che so il cervello umano è influenzato da molteplici fattori, dai geni, agli ormoni, all’ambiente circostante. A riguardo delle decisioni che compie ogni essere umano, penso sia riduttivo pensare che sia già tutto scritto, ovviamente esistono teorie scientifiche contrastanti. Non sono sicuramente i commenti di un forum a stravolgere le vite altrui, anche se possono influenzare in qualche modo le menti meno strutturate.
MG. Se spesso ti tocca fare chiarezza è perché i tuoi interventi sono solitamente contraddittori e tendono a delineare un quadro molto più benevolo verso le donne che non con gli uomini (anche se poi smentisci). Anche i “bravi ragazzi” possono far soffrire e possono rivelarsi delle fregature, nessuno lo nega ma è anche vero che spesso avete la tendenza ad essere istintivamente attratte dalla categoria piratesca della quale abbiamo parlato fino alla nausea.
Ora sembri “riprogrammata”, ma credo che le tue scelte le farai ancora su base istintiva, coltivando qualche avventura con chi ti attrae fisicamente/mentalmente e quel che sarà sarà.
Sul commento 31 nulla da ribadire, mi pare il tuo consueto passo indietro, privo di equilibrio e di autocritica.
Golem. Spesso prendi ad esempio il caso Corona quale esempio lampante di idiozia italica e maschile. E’ proprio attraverso questi esempi che fai capire di sbagliarti (secondo il mio punto di vista almeno). “E’ un co......, punto.” Non credo sia così, non credo sia né stupido, né perennemente in malafede.
Sicuramente dietro c’è anche del talento, perché in un mondo tanto competitivo è comunque, nel bene e nel male, riuscito ad emergere. So che non condividerai questo pensiero e sarebbe assurdo analizzare la vita di Corona, non credo che nessuno dei due abbia tempo e voglia di farlo, ma sono convinto che ci sia ben altro oltre alle semplicistiche etichette “co......” o “vero uomo”.
Golem
una donna oca è immensamente più felice di una donna intelligente e sveglia. una donna oca non è mai osteggiata dalla massa, non è mai presa di mira e giudicata, non è mai ostacolata e combattuta. al massimo viene “teneramente compatita”, e – a differenza delle donne che pensano con la loro testa – troverà sempre prima o poi un pirla che se la mette in casa e se ne accolla le necessità. Una donna così sarà sempre tranquilla e beata nella sua ignoranza, e nella sua falsa convinzione di essere libera, e non si porrà mai il problema di dove caxxo sta andando l’ umanità. quindi, come dici tu, è perfettamente funzionale al nostro sistema ( studiato per far star bene pochi a discapito di molti ) ; ecco, questo è il sunto del tutto. Il nostro attuale sistema sociale produce perloppiù porci e oche, e chi sfugge all’ “allevamento” rifiutandosi di diventare carne da macello funzionale all’ ingranaggio, diventa, agli occhi di tutti, un animale PERICOLOSO, SELVAGGIO, DA TENERE ALLA LARGA. per questo al potere vediamo sempre e solo i Corona e i Berlusconi. ed è per questo che le donne che riscuotono più consensi presso il maschio medio sono le tipe alla Belen o alla Valeria Marini.
c’è chi ancora oggi adotta il comunismo, chi – come noi – il più sfrenato capitalismo, che ha inquinato anche i rapporti umani. ma sempre e solo di una cosa sostanzialmente si tratta: CONTROLLO DELLE MASSE.
Mi auguro saprai andare oltre a facili quanto comodi fraintendimenti.
“MEDIAMENTE, un inglese, una svedese o una olandese di pari livello culturale sono molto più aperte e meno “ipocrite” MEDIAMENTE di quanto non lo siano le latine.” Mi fa piacere aver letto queste righe e la restante parte del comm 32, non mi era parso che ai tempi fossi d’accordo con me, cosa che ora sembri essere su tutta la linea.. questa almeno.
Andrea_The_Original
l’ ho ribadito più volte e lo ribadisco ancora: non mi interessa la tua opinione su di me, perchè so benissimo che è influenzata dai preconcetti e dal pregiudizio. Altrimenti tu, come altri, leggereste e interpretereste ATTENTAMENTE ciò che scrivo, invece di precipitarvi subito a criticare i miei interventi in maniera impropria. personalmente credo che a te diano fastidio le persone ( specie se donne ) che parlano fuori dai denti e dicono ciò che pensano, anche se questo sconvolge certi schemi. ma questo non è un problema mio. perciò non è il caso di rimarcare un’ incoerenza che non mi appartiene. se io dovessi sottolineare le NUMEROSISSIME contraddizioni che tu e chi ti sostiene avete palesato in questi ultimi mesi, non la finiremmo più. quindi continuare su questa linea ( il controbattere a chi mi prende di mira perchè non mi sopporta ) non mi interessa e non è lo scopo di un forum come questo. E non posso farci niente se tu e qualcun altro ormai vi siete convinti che io non sia adatta a storie serie con uomini attendibili. non devo convincere nè te nè altri che non è così, e non devo starmi a giustificare all’ infinito circa quello che vorrei o potrei fare in futuro. ti posso solo dire che ciò che fino a poco tempo fa mi poteva attrarre, oggi lo trovo semplicemente ridicolo. quindi è alquanto inopportuno mettere ulteriormente in dubbio la mia “riprogrammazione” tesa a uomini diversi da quelli con cui mi sono relazionata fino adesso. e non ho più alcun dubbio sul fatto che non potrei mai rapportarmi durevolmente con uomini molto maschilisti, come ad esempio quelli che con cui ho avuto a che fare ultimamente. Quindi, se dovessi di nuovo incappare in un soggetto di questo tipo, non starò più a perderci del tempo perchè è del tutto inutile, per me e per lui.
sul perchè Corona sia arrivato a certi traguardi, credo di aver risposto con il mio commento 38 ( che lascia poco spazio a una sua ipotetica “capacità” concreta ).
Andrea_The_Original,
vero che non c’è mai un’opinione totalmente condivisa e definitiva su temi vasti e complessi.
Continuando a ritenere in media le donne non inferiori agli uomini nella capacità di scegliere un partner in amore, preciso che, secondo Martin Seligman (considerato il fondatore della psicologia positiva) e Michael Kahana (direttore del Computational Memory Lab dell’Università della Pennsylvania), un processo decisionale avviene su base intuitiva, delineato come segue:
a) rapido;
b) inconscio;
c) utilizzato per scelte che coinvolgono molteplici dimensioni;
d) basato su ampie riserve di esperienze precedenti;
e) caratteristico di aspetti connotati da esperti;
f) non facilmente descrivibile a posteriori;
g) effettuato spesso con estrema sicurezza.
Di conseguenza pare parecchio difficile separare quanto viene optato per criteri personali da quanto può essere influenzato dalla cultura del luogo, determinando per entrambi i sessi sia risultati positivi che negativi, legati più al fortunato incrocio favorevole di aspettative in comune che a serie carenze caratteriali di uno o di entrambi i soggetti in questione.
Abbiamo tutti pregi e difetti, di certo persino i “Corona”. Se poi anche le donne nordiche, cresciute in una cultura diversa dalla nostra, sono ammaliate da qualche tratto personale magari solo un po’ diverso dalla “norma piatta”, una ragione, non necessariamente semplicistica e di massa, ci dovrà pur essere, senza per questo criminalizzare nessuno, tanto meno i maschi, che nella maggior parte dei casi non sono altro che loro stessi e non gli artefici degli orientamenti femminili.
Spesso alcuni esprimono i loro temperamenti modo deciso, senza esistazioni di sorta, e può essere proprio questa una delle qualità più affascinanti per le donne, oltre all’influenza negativa dell’onda lunga del paternalismo patriarcale, che vuole la partner gregaria e malleabile.
Opinione soggettiva di chi ama discernere il “buono” e il “cattivo”, secondo i suoi criteri di valutazione, sia nei “vincenti”, seri, posati e maturi, che nei “perdenti”, inaffidabili, scapestrati e lieti di essere fuori dai dettami della morale prevalente. per me, ogni essere umano è unico, non catalogabile in base a categorie.
Andrea, Corona divide l’Italia nei due partiti di cui ho descritto ieri le caratteristiche, chi lo vede come la proiezione di quello che vorrebbe essere secondo i parametri dei valori di una certa cultura, e chi come me ne riconosce i limiti del poveraccio che in preda a una camionata di complessi di inferiorità vuole apparire un vincente, non essendolo. Tutta la famiglia Corona proviene dall’ambito giornalistico. Suo zio, Puccio Corona, scomparso qualche anno fa, era un ottimo giornalista RAI, e il padre del nostro eroe dei pezzenti voleva questo futuro per il figlio, ma purtroppo da quel punto di vista il “talento” scarseggiava.
Il suo vero talento è stato quello di avere queste entrature che lo hanno messo in contatto con il sottobosco dello star system italiano, dove ha concesso e si è concesso ad ogni richiesta sessuale, anche grazie all’avvenenza che aveva. Poi, senza essere in grado di fare una fotografia ha trovato il sistema del ricatto mafioso per estorcere denaro nei termini che sappiamo, non avendo altre capacitá per procurarselo. Tutto questo oltre alle continue pagliacciate necessarie al suo sconfinato narcisismo, che lo ha portato a dichiarare di essere il Tony Montana italiano, rifacendosi al film interpretato da Al Pacino, “Scarface”. Cosa puoi dire di uno così? Le donne che sbavano di fronte al “bad boy” sarebbero pronte a indicate ai figli questo soggetto come un modello a cui ispirarsi? E i maschi che lo invidiano? Tutta gente che vive nel mondo irreale dell’apparenza per quel provincialismo pezzente di cui parlavo ieri. E Corona per me, ma anche per la realtà di questa sottocultura dell’apparire tutta nostrana, è la perfetta sintesi di questa Italia stracciona che ostenta ció che non è. Come faceva lui, quando dalla spider lanciava mazzi di banconote agli adoranti fans. Banconote fasulle, come lui e quello che lui rappresenta: il nulla travestito da tutto.
Bene, mi fa piacere che ti ritrovi nel il mio post 32. Bye
Ciao MG, il vecchio detto “beato te che non capisci un c....”, non è uno sfottó arrogante. Te lo giuro su mia madre, io l’ho sperato tante volte, e non lo dico per voler sottolineare una mia presuntuosa intelligenza, non capire un c.... è proprio una condizione che favorisce il “Nirvana”. Gli spiriti semplici accederanno al Paradiso. Ma dal momento che questo luogo per me si può trovare solo sulla Terra, non c’è scampo per entrarci
Lo diceva il grande “Freak” Antoni: non c’è gusto a essere intelligenti in Italia.
Ciao tosa
“…per me, ogni essere umano è unico, non catalogabile in base a categorie.”
Per i pubblicitari e i politici no. E continuano a dimostrarlo.
Tuttavia
“Il successo e la felicità non sono cose che semplicemente “capitano” ad alcuni e ad altri no: si tratta invece di risultati prevedibili generati da un modo di pensare e di agire consapevole.”
Paul McKenna.
Ma se questo non succede, non potrebbe essere perchè:
“I falliti si dividono in due categorie: coloro che hanno agito senza pensare e coloro che hanno pensato senza agire”
John Charles Salak”
Inutile dire che è come l’avessi scritto io.
Poi, a proposito dell’unicità di ogni essere umano e delle opinioni soggettive.
“… sia nei “vincenti”, seri, posati e maturi, che nei “perdenti”, inaffidabili, scapestrati e lieti di essere fuori dai dettami della morale.
Quindi ora sappiamo da queste categorie tassonomiche, che un vincente è un musone posato e noioso, mentre un perdente è un simpaticone, allegro e scapestrato che è felice di essere perdente.
Se ne dedurrebbe che un vincente allegro, caciarone e simpatico e controcorrente, è introvabile almeno quanto un perdente noioso, rosicone e introverso.
Lo voglio conoscere un perdente così scapestrato, raggiante e felice del suo fallimento.
“Beati monoculi in terra coecorum”
“Il successo e la felicità non sono cose che semplicemente “capitano” ad alcuni e ad altri no: si tratta invece di risultati prevedibili generati da un modo di pensare e di agire consapevole.”
questa è la ragione per cui l’ individuo deve cercare quanto più possibile di allontanarsi dall’ ostinazione e dalla cecità degli istinti ( specie nei rapporti amorosi ) per giungere ad un’ illuminata consapevolezza. riuscire a governare i propri istinti e a “dirigerli” verso scopi e persone per noi positivi, significa essere uomini e donne PADRONI DELLA PROPRIA VITA.
“Quindi ora sappiamo da queste categorie tassonomiche, che un vincente è un musone posato e noioso, mentre un perdente è un simpaticone, allegro e scapestrato che è felice di essere perdente.”
nella mia vita non ho mai incontrato un perdente allegro, spensierato e felice di essere perdente. mentre non faccio che constatare che coloro che hanno ottenuto ciò che volevano ( attraverso la disponibilità ad apprendere, l’ apertura verso gli altri, il coraggio, l’ esperienza cosciente e il rifiuto di passioni deleterie ) sono persone serene, appagate e in pace con il mondo.
Oprah Winfrey, inserita tra il 2004 e il 2011 per dieci volte tra le personalità più influenti dell’anno dal Time, invitata a chiudere un anno accademico a Harvard, ha affermato che: “il fallimento non esiste, è solo un modo in cui la vita ci invita a muoverci in un’altra direzione.”
ammesso che si desideri farlo, inseguendo il potere del denaro o del successo, cosa d’interesse per lei, cresciuta nella più totale indigenza e ora considerata la donna di colore più ricca del mondo (patrimonio netto 3 milardi di dollari USA), ma che non è detto che lo sia in egual misura per tutti, a qualsiasi costo.
le persone più serene ed equilibrate che ho conosciuto non aspiravano né all’oro, né alla fama. utile il necessario, quasi per niente il superfluo!
opinione sempre soggettiva, nel pieno rispetto di tutte le altre.
“Ogni volta che i fratelli Wright uscivano in volo, dovevano prendere cinque set di parti di ricambio, perché questo era il numero di volte che si sarebbero schiantati prima di tornare per cena. Eppure, dopo numerosi fallimenti, riuscirono a volare con successo.”
Ecco, per me, appassionato di volo, questo è uno degli esempi migliori di cosa significhi il successo nella vita. Non denaro, gloria, riconoscimenti o ammirazione, questi sono sottoprodotti quasi inevitabili in certi casi, inevitabili ma superflui per il valore finale del percorso.
I fratelli Wright facevano biciclette, ma volevano “volare”, tuttavia “sapevano” che NON erano nati con le ali e se le sono COSTRUITE.
Riuscire nella vita significa perseguire un obiettivo che riguarda la nostra VERA essenza, quella che ci consentirà di dirci alla fine che sì, sono caduto cinque volte, e sapevo che poteva succedere, ma sono ripartito, incrollabile e sono riuscito a “volare”. Anche solo per pochi metri. L’ho fatto per CONOSCERE quel me stesso che avrei incontrato alla fine di quel “volo”, e non per ritrovare quello che CREDEVO di essere prima di quel volo. Il fallimento consiste nel non voler riconiscere che alla fine si arriva dove si “poteva” arrivare.
Questa è la grande differenza tra un uomo e una donna di successo e chi non lo sarà mai. Scoprire ciò che si è realmente, non aspettarsi di RICEVERE quello che si presume ci sia dovuto, e vederlo come un’ingiustizia se non lo si è avuto.
Il successo, come l’amore, si FA, non si sogna.
a mio avviso, non c’è bisogno né di sognare né di raggiungere chissà cosa o di trovare chissà chi per essere o diventare se stessi e assaporare il viaggio chiamato vita, che non può in nessun caso consistere soltanto in un tappeto di petali di rose ma che nemmeno può svolgersi unicamente in una valle di lacrime.
c’è chi preferisce un giorno da leoni e chi cento da pecora; chi non è soddisfatto se non si erge sopra la massa e chi sta benissimo in un angolino tutto suo… ma niente è mai perfetto per sempre (Oprah ha tentato inutilmente per ben tre volte d’instaurare uno stabile rapporto di coppia e, dopo aver sperimentato con fatica una splendida forma fisica, non è riuscita neanche a evitare di tornare a percepirsi come una mucca, a causa del suo eccesso di peso).
“Ognuno a modo suo”, secondo Pirandello, pensa, sceglie, vive, sogna, s’illude, ricorda, come meglio gli pare! ognuno valuta se stesso, i suoi sentimenti e il suo modo di vivere con la consapevolezza di cui è capace, misurandoli con il proprio metro, senza bisogno che siano altri a definirne i risultati, secondo linee guida che scorporano arbitrariamente i salvati dai sommersi.
punto di vista soggettivo, nel pieno rispetto di qualsiasi altro.
“Ognuno a modo suo”, secondo Pirandello, pensa, sceglie, vive, sogna, s’illude, ricorda, come meglio gli pare.”
Questo è ovvio, ma senza Pirandello, che non c’entra niente in questo caso, proprio per la banalitá della dichiarazione estrapolata così dal contesto letterario dal quale è tratta, e che non ci si può aspettare in quei termini apparenti da un premio Nobel. Infatti nella sua commedia “Ciascuno a suo modo”, vuol fare intendere proprio il contrario, la discrasia cioè tra quello che si pensa essere “il proprio modo” e i fattori esterni che invece ne hanno condizionano la decisione.
Comunque, se lo intendiamo come lo si è voluto fare intendere, allora si discute per fare cosa. E perchè si interviene nei post altrui, dove si chiede invece un consiglio, se non gli si dà un’indicazione nella quale si crede? Tanto vale dirgli: “caro mio, fai come ti pare”.
Approfondire quell’opera di Pirandello aiuterebbe a capire quanti “credono” di fare a modo loro.
“Secondo il critico teatrale Eligio Possenti (1886-1966), la commedia mette in risalto la contraddizione interna di ogni essere umano tra le proprie azioni e le motivazioni «dell’altro che è dentro di noi e viene chissà di dove e determina ‘non si sa come’ i nostri atti».”
(Wikipedia)
Un altro fesso che la pensa “a modo suo”?
“… non vuoi, per tua somma prudenza, allontanarti dalla parola di Salomone, il quale rivolse a noi tutti questo ammonimento: “Consigliati in ogni cosa, e non te ne pentirai.” Ma, caro mio fratello e signor mio, anche se questa è la parola di Salomone, io ritengo (e Dio conceda pace all’anima mia!) che la miglior cosa sia consigliarti con TE STESSO.” (Da “I racconti di Canterbury” di G. Chaucer)
in definitiva, chi ha buon senso e sufficiente conoscenza di sé, è poi quello che finisce, giustamente, di fare…
Allora mi inchino di fronte alla originale filosofia di G. Chaucer, sia pure ignorando il resto della “campana” del discorso nel quale la frase si inseriva. Molto simile, nel suo essere scontata, alla errata interpretazione della commedia Pirandelliana circa l’ovvietà della medesima.