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Le donne moderne non servono più a niente?

di RA

Riferimento alla lettera: È incredibile le donne moderne non servono più a niente, non sono mamme, non sono mogli, sono solo delle cacchio di arriviste preoccupate di non invecchiare ed essere brave a letto! Poi si svegliano a 40 anni che vogliono un bambino e il loro corpo deve fare una fatica del...
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Data di pubblicazione: 12 Marzo 2011

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Categorie: - Società

464 commenti

  • 201
    maria grazia -

    “la laurea non garantisce sempre cultura Ed espressione corretta di pensiero”

    OLLA, quanto è vero..

  • 202
    Suzanne -

    Frase ripetuta sempre dai non laureati. Falsa nella maggior parte dei casi. Detto ciò, anche moltissimi non laureati si esprimono con proprietà di linguaggio e pensiero coerente, l’affermazione infatti non godeva di proprietà transitiva.
    Comunque in questo caso non state dimostrando né proprietà di linguaggio, né tanto meno di pensiero. Solo una dimostrazione banale di misandria aggravata da razzismo verso i propri connazionali.

  • 203
    OLLA -

    @Suzanne: invece tu sì che stai dimostrando grande profondità di pensiero. Quella di volere un demente italico come mero passaporto per una vita un pò migliore. O per avere un pisello (quasi certamente mezzo moscio ma pur sempre meglio che niente).

  • 204
    OLLA -

    E sulle lauree idem: dimostri davvero una grandissima “profondità” di pensiero. Sicuramente tu sei “laureata” e frequenti solo “laureati”. Attenta: in Italia molti hanno lauree guadagnate con lavoro serio ma TANTISSIMI NON sono laureati: hanno comprato il titolo di studio.

    Per concludere: io sono libera di pensare quello che voglio. E di essere razzista vs quei malati mentali dei miei connazionali senza dover rendere conto né a te né a loro….

  • 205
    maria grazia -

    Suzanne, continua pure a vivere nel mondo dei balocchi. Buona nanna.

  • 206
    rossana -

    Olla,
    credo che i maschi italiani siano ora soprattutto confusi e incapaci di adattarsi ai grandi cambiamenti di coppia imposti dall’emancipazione femminile negli ultimi 50 anni.

    Mi sembra ingiusto addebitare alle madri tutte le loro carenze. Un 50% dell’insieme di valori/attitudini di cui sono imbevuti può derivare dalla formazione avuta dai genitori ma l’altro 50% è da addebitarsi agli individui stessi, ormai adulti, e al brodo di cultura del momento in cui si trovano immersi.

    Si dovranno trovare modi diversi di vivere i sentimenti amorosi e di metter su famiglia. Non sarà né facile, né a breve scadenza, ma si dovranno definire nuovi equilibri a cui adeguarsi se, ENTRAMBI i sessi, vorranno evitare vite molto connotate dalla solitudine.

  • 207
    maria grazia -

    Olla, toglici il “mezzo”🙂
    Diciamo che quando superano i 40/45 ormai da quel punto di vista vanno “in pensione” 🙂
    Se sei una donna di quell’età e vuoi ancora gustarti le gioie del sesso, in molti casi devi necessariamente farti un toy boy.

  • 208
    OLLA -

    @Maria Grazia: eh sì…sessualmente valgono molto poco da giovani…figurati da quasi anziani…anche perché iniziano a darlo via molto giovani e a 40 anni sono già usurati.
    Comunque per quanto mi riguarda mi danno il voltastomaco e non meritano nulla!!!!!

  • 209
    maria grazia -

    Vabbè ma sti ometti italiani dovranno pur farsene una ragione prima o poi. Ormai l’emancipazione femminile esiste già da 50 anni! Quand’è che si abitueranno? Quando vivremo su un altro pianeta?

  • 210
    Suzanne -

    Mi spiace ma sono le donne in primis a non aver capito come gestire l’emancipazione femminile, che viene perlopiù ridotta alla mercificazione del corpo, vecchia solo di millenni nella storia dell’essere umano. Sarebbe il caso di iniziare a mettersi in mostra ANCHE per le proprie competenze in qualche ambito, o per la propria intelligenza. Bisognerebbe puntare non sulla parità di genere (viva le differenze!), ma per la parità di opportunità. A partire da quando si diventa madri: i figli vanno gestiti equamente, il tempo libero dev’essere una risorsa preziosa da spartirsi con buon senso. Questa parità farà crescere figli piú consapevoli, ed è il primo passettino verso un futuro un po’ piú illuminato. Certo non basta mettersi a insultare gli uomini come delle camionare per sentirsi emancipate.

  • 211
    Golem -

    Sono d’accordo Suzy.
    I giudizi sulle realtà che viviamo sono sempre relativi, ma se osservassimo certi aspetti di quelle varie realtà, in particolare quelle più “mondane”, noteremmo la pervicace presenza di retaggi legati a quella mercificazione, cui accenni. E siamo già un quarto di questo secolo.
    Capita di leggere (e vedere) di performance di giovani ed avvenenti cantanti, che nei fatti esibiscono i loro corpi più che la voce, con ammiccamenti al sesso che vanno oltre la ricerca della seduzione, ma piuttosto la provocazione, in una rincorsa a chi la fa vedere meglio, corroborata da descrizioni che non lasciano niente all’immaginazione delle loro prestazioni erotiche. La più “comica” è quella Arisa, che è partita con l’aspetto da puerpera felice, per finire a volersi proporre come burrosa fatalona per onanisti a tempo pieno. Ma l’acme lo abbiamo con Elodie, credo si chiami, che fa sognare questi ultimi col suo aspetto esotico e la vista di striscio della patonza, dove la voce diventa un dettaglio superfluo. E fa pure l’attrice!!! Esempi, no?

  • 212
    OLLA -

    Io non insulto nessuno: dico ciò che penso. Camionista lo dici a tua sorella. E non dò I titoli agli uomini italiani per “sentirmi emancipata”. Mi sono emancipata con I fatti e non con le parole. Sull’emancipazione posso dire che TROPPO SPESSO le donne che parlano di emancipazione sono le prime che l’emancipazione non sanno cosa sia. Sono pro divorzio ma poi stanno con un uomo solo per convenienza economica, sono pro aborto poi a 39 anni si lagnano di non aver avuto figli, sono per “avere I propri soldi” però se trovano uno scorfano pelato e grasso ma con casa di prorietà se lo scopano con il precise intento di “farsi sposare”. In primis e soprattutto le straniere. Spiace dirlo ma è così.

  • 213
    OLLA -

    Comunque…quelle che vogliono prendersi sti pelosi puzzolenti malati mentali falsi e impotenti omuncoli italiani, libere di farlo. Ringrazieranno poi le suocere per codesti capolavori!

  • 214
    maria grazia -

    “Bisognerebbe puntare non sulla parità di genere (viva le differenze!), ma per la parità di opportunità.”

    È arrivata la genialona! Maddai.. bisogna fare così? .. chi l’ avrebbe detto!
    Ma scusa è chiaro che si sta parlando di questo, delle opportunità appunto.
    La donna è ancora fortemente discriminata in tantissimi ambiti e situazioni, chi lo nega è in malafede o di parte. O poco in contatto con la REALTÀ.
    Il riconoscimento delle pari opportunità passa ANCHE attraverso il rispetto delle donne che scelgono di vivere liberamente la propria sessualità, in modo sganciato da schemi convenzionali. Non c’entra niente il discorso della mercificazione. Poi comunque la prostituta che scegliesse consapevolmente la propria professione ( quale che sia la forma in cui la svolge ) deve usufruire di tutti i diritti civili compreso quello di vivere nella comunità senza venire vessata, molestata, perseguitata socialmente e giuridicamente.

  • 215
    maria grazia -

    In ogni caso qui stiamo parlando non solo di parità sul piano sociale, ma proprio di attitudini e comportamento che rivelano che questi uomini non conoscono l’ABC dei rapporti interpersonali, malgrado tutte le qualità che millantano.

  • 216
    maria grazia -

    Golem, fuori dall’Italia nel resto del mondo è da una vita che le cantanti si esibiscono in mutande e reggicalze, le attrici e le starlette mostrano con nonchalance le loro grazie pure mentre sfilano lungo il tappeto rosso. Vogliamo davvero attaccarci a queste cose? In Italia questo fenomeno di esibizionismo del “naked look” al fine di far parlare di sé, esiste solo da pochissimi anni. Mentre sono a milioni le donne che quotidianamente vivono la loro vita in modo sobrio e dimesso, occupandosi dei propri doveri lavorativi e familiari e/o delle loro attività intellettuali con impegno e dedizione, in mezzo all’ indifferenza generale. Perché si sa, si tende a notare solo quei pochi casi che “fanno rumore” in mezzo a una massa silenziosa.

    Olla, il tuo ultimo commento sarebbe da incorniciare. Quante verità…

  • 217
    Suzanne -

    Maronn, non capisci proprio niente. Te l’ha spiegato Golem cosa significa “mercificazione del corpo femminile” : quando una cantante, anziché farsi apprezzare per le sue doti canore o di compositrice, apre le gambe e fa intravedere la patonza. Cosa c’entra la libertà sessuale? Questo è l’esatto opposto dell’emancipazione femminile. Puoi aprire anche le gambe se al contempo dimostri di valere qualcosa nell’ambito che hai scelto. Leggi libri di donne che fanno la differenza, come la Allende ad esempio, che a ogni commento che scrivi appari sempre piú ignorante e limitata. Ripeto, non basta smutandarsi per essere alternative ed emancipate, quello lo sanno fare tutte dalla notte dei tempi.

  • 218
    Golem -

    Ma no MG, che c’entra, se anche in giro per il mondo mostrano il culo questo non sdogana la qualità della performance, perchè è evidente che si cercano altri canali per mettersi in mostra “artisticamente”. Sono segni “culturali” MG.
    C’è anche da dire che il panorama Pop italiano è penoso, come lo è la produzione filmografica, che punta a fare cassetta con metodi alla portata del diseducato quanto ignorante pubblico italiano, e questo a proposito del provincialismo di cui ogni tanto si accenna su queste pagine.
    Io penso a cantanti come Mia Martini, Mina, Vanoni, dove l’interpretazione non richiedeva sotterfugi per far emergere la sensualità dell’interprete. E questo vale anche per le straniere, perchè l’antica Marlene Dietrich era di un erotismo irraggiungibile, come lo erano Diana Ross, Dionne Warwich o Celine Dionne, per dirne alcune.
    Io la sensualità la leggo così, a me una Elodie che fa sperare chi la sta vedendo che col vedo non vedo mostri la faretra, mi fa ca..... Quando poi leggo di Arisa e dei suoi drammi sessuali devo ricorrere all’Imodium.

  • 219
    Suzanne -

    Golem,vogliamo parlare di Carmen Consoli o Elisa? Artiste a tutto tondo che non hanno bisogno di alzare la gambetta per farsi notare e vendere. Ho visto parecchi concerti di Carmen e ogni volta la mia eterosessualità ne usciva vacilla te : musica di altissima qualità, sensualità a go go e, udite udite, era sempre Vestita! Tra l’altro lei sí che nei suoi testi lotta per la vera emancipazione della donna. E, caso ancora piú estremo, Patti Smith? La sua carica erotica non ha uguali. Quando c’è talento non servono le scorciatoie, che ti porteranno istanti di popolarità e poi l’eterno oblio.

  • 220
    rossana -

    Premesso che studi regolari, se seri, favoriscono la formazione di una mentalità critica e di una base di conoscenze stabilizzata utile per elaborare i propri ragionamenti, resta valido anche il concetto che non si è incapaci di pensare se non si è laureati.

    Dal 1946 al 2022, in Italia, su 31 presidenti del consiglio dei ministri ci sono stati almeno due casi di non laureati:

    – Bettino Craxi, presidente del consiglio per 4 anni anni in due governi successivi dall”83 all’ ’87 e
    – Massimo D’Alema, presidente del consiglio per circa una anno e mezzo dal ’98 al 2000.

    Senza un’adeguata preparazione scolastica nell’ambito d’interesse, può essere più difficile e/o meno frequente raggiungere quanto si desidera in ambito sociale ma non è affatto detto che sia impossibile.

    L’ambito sociale sembra dover prevalere su quello emotivo ma, di fatto, non è sempre quello che offre maggiori gratificazioni. Parecchi laureati picchiano le compagne in contrapposizione a molte serene unioni contadine.

  • 221
    rossana -

    “OLLA – 29 giugno 2024, 11:58
    Comunque…quelle che vogliono prendersi sti pelosi puzzolenti malati mentali falsi e impotenti omuncoli italiani, libere di farlo. Ringrazieranno poi le suocere per codesti capolavori!”

    Ma anche se stesse, per non aver voluto, potuto o saputo scegliere meglio.

    Troppo facile buttare sempre la croce su qualcuno altro! In particolare, quando ancora non si è dato prova di saper fare meglio…

  • 222
    maria grazia -

    Golem, le artiste che hai elencato essere di tuo gradimento appartengono a un’ altra epoca ( non ti sto dando del vecchio, intendiamoci ). Sembra un fattore di poco conto ma non lo è. Allora il pubblico era diverso, così come diverse erano le dinamiche che muovevano il music business. Oggi si va in un’ altra direzione. Volenti o nolenti le regole le fa sempre il mercato anche nella musica, che per essere commerciale ( cioè finanziariamente redditizia ) deve rispondere ai gusti di un pubblico generalista. E quel tipo di pubblico oggi vuole la cantante sexy e provocante. Meglio ancora se giovane. Le nuove generazioni ormai sono abituate alle divette instagrammine e qualunque cosa si discosta da quella rappresentazione suona loro come scadente, o strana, o poco interessante. Ricordati che una casa discografica prima di lanciare un/una cantante fa tutte le sue brave ricerche di mercato, mica va alla cieca.

  • 223
    maria grazia -

    Se si è deciso di puntare su Elodie e Arisa ( A PATTO PERÒ CHE FACESSERO DETERMINATE COSE ) un motivo ci sarà.
    Oppure devi essere un artista talmente potente e sui generis da stravolgere le attuali regole del gioco. Ma io sinceramente di figure così al momento non ne vedo. Vedo solo tanto conformismo, soprattutto in chi è tecnicamente bravo.

  • 224
    Golem -

    MG, è chiaro che in Italia si punta dove la cassetta si riempie più facilmente. Come succede per le fiction televisive o le produzioni cinematigrafiche, dove i rassicuranti “Don Matteo” o i coprolalici cinepanettoni, garantiscono il mantenimento in vita del “bestiame” allevato dalla sottocultura per mantenere nelle loro pascenti vite i produttori di tanta “ricchezza” intellettuale.
    Le artiste di “una volta” non per questo sono passate di “moda”, perchè non rappresentano una “moda”, ma un momento musicale e artistico che per qualità e bravura resta scolpito nel tempo, come lo è la musica Classica per quello che riguarda questo genere musicale.
    Una Dionne Warwich che interpreta un brano di Burt Bacharach, la si può riascoltare a distanza di quarant’anni dalla prima esecuzione e emozionerà sempre. Una Elodie tra dieci anni sarà il vago ricordo di una tipa che sollevava la gamba, come quando i cani fanno pipì, per mostrare, ancorché coperta da una pudica striscia di stoffa, “l’ugola” dalla quale raccoglieva i successi della sua…arte.

  • 225
    Suzanne -

    Il discorso sulla laurea non c’entra nulla con l’essere violenti o meno, mi pare ovvio. Non si tratta nemmeno di farne un discorso di valore dell’individuo, bensí riconoscere che un percorso di 5 anni in qualsivoglia ambito universitario serio, non potrà che aiutarci a comprendere un metodo per organizzare un pensiero quantomeno coerente e sensato. Non è aspetto di poco conto. Inoltre ci costringerà a confrontarci con chi ne sa piú di noi, ci insegnerà i concetti di fatica e complessità nello studio di un argomento, ci metterà alla prova sul discorso del merito. Ripeto, non è un caso che a sminuire la laurea siano sempre persone non laureate, che evidentemente ignorano l’impegno e la dedizione che uno studente deve mettere per uscire con buoni risultati da un percorso universitario.
    Gli esempi di politici riportati sono significativi; definiamoli controversi per essere gentile.

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