Donne che lasciano: odiano, maltrattano, spariscono e umiliano
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Breve premessa: ovviamente faccio questa domanda perché sono stato lasciato, dopo 4 anni e mezzo, da circa tre settimane. Non è stata una cosa improvvisa, la crisi era nell’aria da qualche mese, io ho le mie colpe. La mia ex ha iniziato a lavorare, per di più in una nuova città, ed io non ho saputo accettare i tanti cambiamenti che inevitabilmente sono intervenuti in lei: da timida e inconsapevole dei suoi pregi, sempre presente (a tratti asfissiante) e comprensiva a donna sicura di sè, vanitosa e bisognosa di “nuove libertà” e “nuovi spazi”. Essendo io “rimasto indietro”, essendo il mio primo amore ed avendo poca esperienza, non ho saputo gestire la situazione e, mostrando il mio disagio, l’ho persa. Penso che non sia tutta colpa mia (non ho mai compiuto alcun gesto “grave” nei suoi confronti, solo litigi) e credo che sia una colpa anche pretendere di stravolgere il modo di essere di un rapporto dalla sera alla mattina, senza comprendere che l’altro può soffrire e può “ingelosirsi”. Ma, probabilmente, parlare di colpa non ha senso, forse semplicemente le persone cambiano, le relative esigenze mutano e l’amore si spegne… anche se la situazione poteva essere gestita meglio da entrambe le parti, forse la fine era inevitabile.
Quello che in tutto questo dolore più mi ha spiazzato, e di cui faccio fatica a capacitarmi, dato che non riesco in nessun modo ad immedesimarmi in lei, è come una donna che lascia possa umiliare, insultare, ignorare e maltrattare in ogni modo una persona cui comunque dovrebbe volere almeno un briciolo di bene o, almeno, di pietà.
A riguardo, a parte alcune testimonianze prive di spiegazione, di donne che dopo aver lasciato “non sopportavano” anche solo la voce al telefono del proprio ex, ho trovato solo queste parole (Francescio Alberoni, “Appunti sull’amore”):
“È la donna che lascia bruscamente e per sempre. L’uomo lascia, ma può riprendere, per amicizia o per desiderio sessuale. La donna rompe in modo brusco perché vuole un amore vero e, quando è delusa, prova collera, odio. Ma non vuole che trapeli nemmeno inavvertitamente. Lui non deve immaginare nulla, sospettare nulla fino al giorno in cui lo caccerà via, via per sempre. Sarà una vendetta terribile dirgli che non lo amava, lo disprezzava, le faceva schifo, rinfacciargli le sue cattiverie, le sue meschinità lasciandolo sconcertato, impietrito, distrutto. E vederlo brancolare, piangere, scongiurare come un bambino piagnucoloso rafforzando così ancora di più il suo disprezzo”.
La domanda la rivolgo alle donne che hanno lasciato e che ci sono passate… perché? Premesso che, alla fine dei conti, sicuramente è un bene per chi viene lasciato, premesso che non cambia la dura realtà dei fatti… perché alcune donne si comportano con crudeltà con chi hanno appena lasciato, perché arrivano a non sopportare anche il semplice suono della sua voce?
Ovviamente mi riferisco alle relazioni in cui il partner non ha mai mancato di rispetto o compiuto gesti gravi nei confronti della donna. I casi in cui, a dire della donna, l’amore si è semplicemente “spento”.
Io mi sono dato queste spiegazioni:
1. Delusione: semplice rabbia verso il partner che ha tradito le proprie aspettative e non si è rivelato “all’altezza” dei propri sogni e dei progetti;
2. Egoismo/immaturità/meccanismo di difesa dal senso di colpa: scaricare tutte le colpe sull’altro, anche cose sulle quali non si è mai discusso, trovare ed evidenziare qualsiasi suo difetto è un modo per soffocare il proprio senso di colpa, per non pensare al proprio fallimento e ai propri errori, e al fatto che non ci si vuole perdonare di aver smesso di amare (o magari di amare qualcun altro) e di stare facendo del male a una persona cui si vuol bene, che non se lo meriterebbe;
3. Egoismo/liberarsi quanto prima dell’altro: nel caso in cui, per esempio, si ha qualcun altro in testa o per le mani;
4. Auto-convincimento/meccanismo di difesa: quando la scelta è stata travagliata, cercare di trovare e rinfacciare i difetti altrui e del rapporto è un modo per auto-convincersi di aver fatto la cosa giusta e, quindi, reprimere il senso di colpa;
5. Esasperazione/frustrazione: quando la scelta è stata molto travagliata, si esplode irrazionalmente, gettando sull’altro tutto il dolore e l’ansia che quella scelta ha comportato;
6. Egoismo/altruismo: si sceglie, consapevolmente, di tagliare i ponti in questo modo, per consentire a se stessi (o nel migliore dei casi a entrambi) di superare la rottura prima.
7. Un miscuglio di tutte le precedenti.
Potete, e mi rivolgo in particolar modo alle donne, darmi qualche testimonianza? Mi sarebbe di grande aiuto… per farmene una ragione.
Data di pubblicazione: 5 Ottobre 2013
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Categorie: - Amore
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Caro Panda, non sono un grande esperto in materia, ma vorrei dire qualcosa. A me è capitato con una ragazza quando avevo 19 anni: lei mi ha cercato, lei mi ha lasciato, senza che io avessi fatto nulla di male. Non ha nemmeno voluto parlarmi: mi ha fatto dire da un’altra ragazza che mi lasciava.. Ho poi scoperto che,durante un periodo di lontananza, aveva iniziato una relazione con un altro ( spiegazioni n.2 e n. 3 ).L’anno successivo mi ha cercato di nuovo, ma io avevo capito che non era la persona giusta e non l’ho chiamata. Non ce l’ho mai avuta con lei, ma anch’io sono rimasto amareggiato per la sua insensibilità. Tu hai presentato delle argomentazioni molto valide e mature. Per quanto concerne Alberoni, probabilmente in parte ha ragione, ma credo che non si debba generalizzare, come spesso si fa. A volte sono gli uomini che vorrebbero un amore vero e che rimangono delusi, come è capitato a me. In ogni caso,vendicarsi su chi ti ha deluso ( ma è stato sempre corretto, come tu ben precisi ) non mi sembra una giustificazione valida, ma semmai un’aggravante, anche perchè chi si vendica si pone su un piedistallo dal quale giudicare senza lasciarsi giudicare. Ci vorrà tempo, ma ne uscirai perchè sei una persona intelligente. Lasciamo la parola alle donne: ne sanno spesso più di noi e credo che spesso siano più determinate ( le ammiro per questo )….A proposito, dopo quell’esperienza sono trascorsi lunghi anni di solitudine, ma alla fine ho trovato la donna della vita, tutt’altro tipo di donna: è valsa la pena soffrire un pò e aspettare. Coraggio e in bocca al lupo!
Scusa se mi intrometto, pur non essendo una donna, ma hai toccato veramente un tasto a me caro 🙂 Essendo da mesi che cerco come te e come tanti,le medesime spiegazioni. Poi magari le donne commenteranno anche le mie riflessioni.
Io credo di aver capito una cosa, che il concetto di grave è molto diverso, cioè anch’io mi dico, non l’ho mai picchiata, trattata male, tradita. Ma magari per loro questo NON è grave. Magari è più grave un insieme di aspetti caratteriali che le limitano in qualche modo che due ceffoni dati una volta. Con questo non dico sia giusto, ci mancherebbe, ma magari noi mettiamo il focus su cose sbagliate, magari è più grave per loro non vedersi proiettate in un futuro con noi per qualche nostra mancanza che il fatto che un paio di volte si alzi la voce e le si insulti. Ho sentito più volte donne giustificare comportamenti per me inaccettabili e non transigere su cose risolvibili (sempre per me). Uomini che escono dopo insulti sbattendo le porte e donne dire “che ci vuoi fare è fatto così” e magari dare contro a uomini pacati e tranquilli, ma magari idolenti. Per cui punto primo, il concetto di grave secondo me andrebbe molto ridiscusso. Sull’elenco che fai direi che sono un insieme di cose, via via applicabili alle singole situazioni. La donna secondo me è molto più emozionale e non ragiona minimamente con i nostri percorsi logici. Molte volte ho sentito lamentarsi perchè la storia non “evolve”. ma cosa significa? Significa che la donna probabilmente non si siede mai, è sempre alla ricerca di una nuova emozione, è curiosa. L’uomo tende più a cercare e quando trova si “accontenta”. Secondo me c’è proprio una differenza sostanziale nel carattere e se non hai dei valori alla base molto solidi, sei destinato a fallire.
@ Angelo: grazie per le tue parole 🙂
@ Never: ogni spunto di riflessione è ben accetto. Sul concetto di gravità sono d’accordo con te, come ogni cosa è personale, diciamo che facevo riferimento al significato generale dell’espressione.
Nel mio caso, io riconosco la mia colpa principale: sono stato “soffocante” e principalmente la “mancanza di fiducia” la ha “allontanata di più” (parole sue). Prima che mi lasciasse sosteneva che non riusciva a perdonarmi 4 o 5 mesi di “gelosia” (che poi gelosia non era, ma paura di trovarsi davanti una persona sensibilmente diversa dalla tua ragazza da un giorno all’altro), nonostante io avessi cambiato atteggiamento. Per lei era stato, appunto, troppo “grave”.
E già qui le cose cominciano a non tornare: ho fatto di tutto per riparare, ho chiesto scusa, ho accettato critiche che andavano anche ben oltre le mie reali responsabilità. Poi, vedi che da un lato ti dice che sei “soffocante”, dall’altro ti rimprovera sostenendo che non sei un uomo perché non hai “lasciato tutto” e sei “andato a vivere con lei”: il che è palesemente contraddittorio… ti soffoco e vuoi che viviamo insieme?
Poi, ancora, vedi che quando fai un passo verso di lei proprio in questa direzione, lei non vuol più, proprio nel momento in cui il sogno poteva realizzarsi.
Poi, infine, ammette di non riuscire più a parlarti, nemmeno della sua giornata lavorativa.
Allora cominci a pensare che, forse, per quanto quello che tu hai fatto possa esser stato “grave” per lei, tutte le incongruenze e le colpe insensate che ti sta gettando addosso siano solo una “scusa” per scaricarti, perché ha capito di poter avere e quindi di volere di più, rispetto al fidanzatino dell’università, che ancora non lavora, che dipende economicamente dalla famiglia e che vive in un’altra città.
Tutto questo per dire che non credo che nemmeno in cuor suo i miei errori siano stati “gravi”. Semplicemente, le fa comodo convincersi che sia così.
Ovviamente posso sbagliarmi e, nel dubbio, correggerò comunque i miei atteggiamenti per il futuro. Però… è troppo difficile da credere che gli errori stiano da una parte sola… se in 7 mesi una storia di 4 anni si spezza, proprio alla prima crisi vera, proprio quando c’è un cambiamento notevole è evidente che le “colpe” non stanno da una parte sola. Anche se a chi lascia fa comodo far sembrare che sia così.
Quanto alla tua considerazione sulla natura delle donne… non fa ben sperare 😀
E lo so, panda ma grave è una parola, come bene o male…se non hai un metro di paragone Assoluto sono parole prive di senso. Per me le cose di cui tu parli non sono affatto gravi, perchè cmq risolvibili…quando una parte si mette in condizione di dire, ok, sbaglio ma sono pronto a migliorarmi è già un grosso passo avanti. Ma lo si deve fare insieme…invece molte volte si molla e si preferisce lasciar perdere tutto. (sia uomini che donne). Parlo di valori perchè stare insieme dovrebbe essere anche una scelta NON di comodo, e invece come le cose iniziano ad andare malino, pronti via tanti saluti. Io non mi reputo un santo ci mancherebbe, ma sarà un caso che non ho mai lasciato nessuno? Anche a costo di provare a risolvere sempre? Anche a costo di sacrificare parte della mia felicità? Non credo…Al contrario invece di fronte al primo problema non ci hanno pensato 2 volte 🙂 E capisco io, va bene, sarò fatto male. Ma anche tu? Anche tutti gli altri? Inizia a essere un po’ troppa la casualità. Infatti io credo sia proprio un mal vezzo che si è diffuso nei tempi moderni. Le persone perdono i valori e la società si sfascia, c’è poco da fare.
Fai un giusto elenco dei meccanismi irrazionali sottesi ad un abbandono.
Ti sbagli però sull’ultimo . Il lasciare non può mai essere egoismo-altruismo , insieme .
Primo, perché l’uno nega l’altro.
Secondo, perché l’abbandonare l’oggetto del proprio amore , o di quello che è stato , equivale alla massima affermazione di se stessi , dell’io , rispetto al “noi” ed anche al “tu”.
E’ , quindi , una scelta naturalmente egoistica.
L’opposto sarebbe,infatti, proprio non lasciare e combattere le difficoltà .
Non è un caso che si leggono storie di persone che vengono lasciate in momenti particolari della loro vita , tanto da chiedersi come sia possibile.
Per esempio dopo che hanno subito un lutto , in prossimità di un compleanno o di una festività che normalmente si passerebbe insieme ,in prossimità di esami ospedalieri o di un ricovero, quando si concepisce un figlio , se si ha un parente malato oppure quando si deve sostenere un concorso che impegna tempo e concentrazione.
Non , a caso , l’abbandono , implica la lontananza, cioè la non vicinanza, ed in questo esso consiste . Nel non voler essere più materialmente e moralmente al fianco dell’altro per sostenerlo , per “stargli vicino” , mettendo da parte se stessi , come quel ruolo formale richiederebbe .
Nel non volerlo fare , proprio perché , in quel momento , non si potrebbe negare di farlo . E questo comporta un impegno, un mettersi da parte o la partecipazione emozionale , ed allora si scappa via.
Beh , queste sono le prove della vita , le prove della profondità di un sentimento ma anche della capacità relazionale , se così si può chiamare , della persona che abbandona . Mi riferisco alla capacità di essere dentro il rapporto sentimentale in maniera completa e pura . Non parlo di altruismo, non è la definizione esatta .
Esiste invece il voler essere parte dell’essere altrui , trascendendo da se stessi e aprendosi verso l’altro con l’intenzione di volere il suo bene .
Giusto ieri ho visto raccontata la storia di un uomo , che arrestato giustamente , ha passato tre anni in carcere . Ogni giorno con la moglie , rimasta sola per colpa di lui ed in quanto non avevano figli , si scrivevano . Il giorno che è uscito dal carcere , quella donna seduta su di una panchina era ad aspettarlo. Si abbracciano a lungo.
Lui ricorda quel momento come “quello che ha cambiato il mondo ” .
Capisco bene quel che ha voluto dire e invidio la sua fortuna 🙂
@ Never: che ci sia una generale perdita di valori nella nostra società penso sia un fatto evidente, soprattutto se si guarda alle generazioni degli anni 90 e successive. L’idea utopica che si debba sempre puntare alla felicità personale assoluta e perfetta nella vita e nella coppia, propugnata anche da sedicenti psicologi alla Paolo Crepet (leggi un suo libro e capirai perché parlo di utopia), anche se astrattamente condivisibile, porta ad un inevitabile individualismo e ad un egoismo sfrenato. Il pensiero che si afferma di conseguenza, di cui ho letto mille espressioni su questo forum: “In questo periodo non sto più bene con il mio fidanzato (o peggio con mio marito) e ho tutto il diritto di mandarlo a cogliere pomodori, dopo tutto quello che c’è stato (magari anche se ci sono figli di mezzo) o peggio di tradirlo. Io, come essere umano, ho il diritto di essere felice, mi spiace se qualcuno ci passa di mezzo, gli passerà”.
Nel mio caso io posso capire, non c’era alcun impegno ufficiale, siamo giovani, la storia non era lunghissima, non ci sono state “porcherie” (almeno che io sappia, il tempo me lo dirà) e se una persona non ti ama più è bene che ti lasci, perché comunque non potrà renderti felice. Certo, sulle motivazioni e sulle tempistiche ho qualche perplessità morale, penso sia uno schifo lasciare una persona perché hai cambiato vita e ti senti finalmente una donna arrivata, ma non penso che la mia ex sia una persona superficiale e priva di valori. Penso solo che è una persona immatura, cosa che per certi versi ho dimostrato di essere anche io. Io l’ho capito e cercherò di crescere, lei, scaricando ogni colpa su di me, non so cosa stia imparando dal nostro fallimento… ma sono problemi suoi. Le auguro di rimpiangermi, perché io i valori di cui parliamo ce li ho eccome.
Quanto alla marmaglia che popola il pianeta, che poi si permette di chiamare “moralista” una persona come me o come te, beh… chi è contento di vivere nella superficialità, se gli piace viva come vuole… questa gente deve solo sperare di essere sempre “carnefice” e mai “vittima”. Perché quando poi sei vittima capisci che certe regole, anche di “onore”, certe parole date, DEVONO esistere anche nelle relazioni amorose, altrimenti non si potrebbe e non si dovrebbe nemmeno provare a costruire un serio rapporto di coppia o, peggio, un matrimonio!
Parlo da ragazza che non ha mollato mai nessuno per motivi stupidi (eccetto l’ex, perché mi tradiva). Molte volte è la paura che ci fa fare le cose di soppiatto. Paura di cosa? Di esser date per scontate. Se per esempio io parlo al mio ragazzo di un suo comportamento ingiusto/menefreghista (anche non grave) nei miei confronti e lui continua a fare di testa sua, allora smetto di parlargliene e dopo un po’ che continua, io esplodo. Perché una come me, con le mie esperienze, ha bisogno di sentirsi coinvolta nella relazione e sicura che chi ho a fianco non sia uno che mi voglia imbrogliare/usare/dare per scontata. Poi c’è donna e donna, ma per me è così. Io apprezzo molto quando mi dice di accompagnarlo in giro, magari perché cerca qualcosa, quando capisce che ho bisogno di lui oppure che ho bisogno di stare da sola. Ecco, io apprezzo l’uomo che mi capisce, che mi fa capire che sono importante e se viene a mancare questo, mi crolla tutto (anche se per me è una cosa molto istintiva purtroppo). Dopo è possibile che chieda scusa per una parola di troppo o un comportamento stupido, ma in quei momenti penso le cose peggiori (anche su di me). Lo psicologo lo ha definito come un’autodifesa “lo mollo io prima che lo faccia lui”, però ci sono molti uomini che nonostante gli si parli con calma o senza, glielo si dica 2000 volte qualcosa che da fastidio, procedono instancabilmente (magari per orgoglio) a fare questa determinata cosa e allora una sopporta e dopo si convince che sia meglio mollarlo, perché “non ascolta”.
panda
Hai detto le cose come meglio non si può 🙂
Con questo io non mi ergo a moralista o perfezionista,di errori ne avrò commessi anch’io eccome. Ma almeno un percorso di analisi lo sto facendo su me stesso. E poi sicuramente queste persone non erano convinte fin da subito, o per lo meno mettevano in forte conto che potesse finire. Per cui cmq non rinunciano a nulla dato che appunto la loro felicità viene prima di tutto. Col senno di poi non mi sento neanche di dargli torto più di tanto, perchè come ti appoggi a qualcuno e tenti di costruirci qualcosa sembra che becchi solo mazzate 🙂 Il fatto è che io ero soddisfatto della mia vita, non solo in funzione sua ci mancherebbe, però è innegabile che lei fosse una componente importante. Ma cmq è giusto così, se no la gente non si metterebbe mai assieme a qualcuno se si bastasse da sola.
kiky9326, apprezzo la tua analisi che è sintono di una bella persona ma non sono d’accordo. Per me hanno ragione Panda e Never quando parlano di egoismo e di una società in cui tutto concorre all’affermazione personale a dispetto del prossimo. Inoltre, perchè volere a tutti i costi cambiare una persona in base ai propri canoni? Lo/la mollo perchè non mi ha ascoltato non mi sembra giusto. Ciascuno è quello che è e se l’altro lo ama, lo ama anche per la sua diversità. Alla fine, la causa è sempre la stessa: egocentrismo, superbia, presupponenza, alimentati da esperti e soloni che sanno sempre la risposta giusta, come gli psicologi di cui parlava Panda. Grazie a Dio, non siamo tutti uguali, ma tutti dobbiamo vivere in questo mondo sempre più difficile.
@ Kid: sono d’accordo, parlavo di altruismo nel senso di “trattar male” la persona che hai lasciato per tagliare i ponti e permetterle di “guarire” prima. Lo so che chi ci molla lo fa all 99,9% per sè. L’altro 0,1% se molla per il bene dell’altro, evidentemente ama ancora.
@ kiky9326: quindi tu chiudi una relazione, “trattando male” l’altra persona fondamentalmente perché sei molto delusa da essa. Immagino, quindi, che il bilancio della relazione per te sia negativo quando arrivi a prendere una decisione del genere.
Nel mio caso i problemi c’erano, ma il bilancio non era negativo, anche a dire della mia ex. Prima che lei partisse “non aveva alcun dubbio su di me”. Parole sue mentre mi lasciava. Per 7 mesi in cui c’è un cambiamento importante per una relazione, in cui potresti capire che il tuo ragazzo soffre e si “ingelosisce” perché, laureato a 24 anni, a 26 ancora non lavora mentre tu sì, mentre ti sei trasferita in un’altra città e cominci, tu per prima, a cambiare modo di fare e carattere, per 7 mesi in cui un equilibrio di coppia è perso perché la situazione è oggettivamente dura per entrambi, tu butti all’aria una storia con una persona che ti ha dato TUTTO, ogni attenzione, ogni soldo, ogni pensiero, ogni istante della sua giornata per 4 anni interi? Se la mia ragazza mi ha lasciato davvero perché delusa dal mio comportamento, significa che non ha un briciolo di comprensione e meglio averla persa. Ma dato che la comprensione l’ha sempre avuta, penso proprio che ci siano altri meccanismi mentali dietro. A meno che, come dicevo con Never, per lei il mio comportamento non fosse effettivamente “grave” e non perdonabile. Mah.
@ Never: io probabilmente ho sbagliato, perché ho sempre messo la sua felicità davanti alla mia. Ne ho accettate di cotte e di crude (non entro nei dettagli per amor proprio), perché su alcune mie mancanze passava sopra anche lei. Non lo rifarò più, perché è sbagliato e troppo rischioso. Ma comunque hai ragione, se uno stesse totalmente bene in solitudine, non cercherebbe la coppia… è inevitabile e giusto affidarsi in qualche misura all’altro.
@ Angelo: mi fa piacere vedere che ci sono diverse persone che la pensano come me 🙂
Massi, ma sei ancora tu?….Datti pace per carità, ti fai solo del male così.
@angelo penso che in una coppia ascoltarsi sia molto importante e anche fare dei compromessi. Ti do ragione, nella nostra società c’è un egoismo allucinante (ma da parte d entrambi i sessi) e molti appena vedono che l’altro “non li accontenta” mollano alla svelta. Però se c’è un comportamento che ferisce l’altro e si può evitare, perché non stare appena più attenti/e alle sue esigenze? Questo non è cambiare una persona, è semplicemente vivere in due. Per esempio ho litigato col mio ragazzo in questi giorni per i seguenti motivi. A lui piace andare per funghi, a me piace (almeno in vacanza) dormire. Il primo giorno ci siamo messi la sveglia alle sei e siamo stati nei boschi fino a mezzo giorno. Il pomeriggio (io stanchissima) mi dice che vuole andare a fare un altro giro, io capisco la sua passione e gli dico di andare pure e rimango a casa da sola. Il giorno dopo arrivano i suoi alle 5.50 di mattina, andiamo per funghi per 6 ore abbondanti. Il pomeriggio suo papà dice che vuole il mio ragazzo per andare per funghi (il padre mi ha esclusa e il mio ragazzo non ha avuto nemmeno la decenza di chiedermi se volevo andare con loro), io mi arrabbio perché pensavo che avremmo passato un po’ più di tempo insieme, lui mi dice che torna presto e sta via altre 6 ore, lasciandomi da sola. Ora io penso che qualsiasi persona si sarebbe arrabbiata/offesa, o no? Mi chiede scusa. La sera i suoi tornano a casa, la mattina ci rimettiamo la sveglia ma pioveva, mi dice che non ci andiamo e ho pensato “finalmente il tempo per un po’ di coccole”. Eh no invece, me lo trovo davanti, vestito, che mi dice che lui va nei boschi, io gli ho detto che può andare a fare in quel posto. Adesso ci stiamo mettendo a posto, perché lui col suo cavolo di orgoglio ci mette dei giorni a capire. Io sono una che odia litigare, infatti a parte l’ultima volta, abbiam fatto pace subito. Solo che se lui continua a far così, io mi dico “cavolo abbiam fatto pace subito e lui continua, allora sono io la cogliona” e dopo da lì (è anche colpa di come sono stata trattata dall’ex) mi vengono dubbi, non mi sento considerata, ascoltata e mi sento data per scontata. Mi chiedo se fossi un tantino più stron*a come andrebbe. La libertà è importante e non voglio controllarlo o cose così, basta che pensi un pochino di più a me. Insomma, che ci si accontenti a vicenda.
@panda penso che se una donna o un uomo abbiano dovuto “sopportare” certi comportamenti per del tempo (non è servito niente parlarne, spiegare, litigare o discutere) nel momento in questa lascia l’altro, tutto quello che è rimasto dentro viene fuori nella peggior forma. Da arrabbiati si dicono un sacco di cavolate. Magari il bilancio “negativo” è una cosa a cui si pensa dopo, in quel momento, magari per vendetta, si cerca di ferire l’altro nella misura (soggettiva) in cui ha ferito noi. Quando si dice che se una coppia si lascia è SEMPRE colpa di tutti e due, io mi arrabbio. Se potessi avere il mio ex tra le mani adesso, gli direi quello che mi sono tenuta dentro mentre cercavo di farlo felice, pensando fosse il lavoro a renderlo così nervoso. Sono una che tende ad incolparsi, prima di dare la colpa agli altri, ma con lui non ho nessun tipo di ripensamento tipo “se fossi stata più dolce, comprensiva”. Alla base delle rotture, secondo me, è che si tende col tempo a dare per scontata l’altra persona (ricevendo meno attenzioni) e il non- dialogo, il non saper discutere. Ora ci sono uomini cme MR X che ti dirà che tutte le donne sono mostri ecc… e tu puoi credere a quello, al fatto che chi lascia (se donna) non abbia fatto niente per farsi capire dal proprio uomo/ragazzo, abbia fatto tutto in sordina perché le donne amano vedere gli uomini soffrire. Certo ci sono anche quelle donne. Ma ce ne sono altre che sopportano, parlano ecc… poi inziano a non parlarne più perché tanto non serve e poi? Poi esplodono. Ed ecco che l’altro (in questo caso l’uomo) si ritrova spiazzato e pagato con la sua stessa moneta. Se, sempre in questo caso, l’uomo sapesse ascoltare la donna (non parlo di viziarla) e riconoscere i propri errori e correggerli, magari facendo dei compromessi, sono sicura che nessuna donna onesta lo lasci come una iena e in sordina.
@ kiky9326: Ha sicuramente senso quello che dici, hai ragione. Il problema è che io non riesco a capire se nel mio caso è accaduto quello che è successo a te: cioè, se i miei errori sono stati talmente grandi da ingenerare una delusione e quindi una rottura irreparabili, anche quando mi sono dimostrato disposto a rimediare (ben prima della rottura), oppure, invece, se la rottura è divenuta irreparabile perché, in cuor suo, la mia ex, oggettivamente cambiata come donna, voleva di più ed ha colto, più o meno consapevolmente, la palla al balzo.
In buona sostanza non capisco se davvero è tutta “colpa” mia oppure se è vero quello che dicono e che tu non condividi, ossia che la colpa sta per forza da entrambe le parti.
Lei ovviamente sostiene che è tutta colpa mia, ma mi chiedo se sia una spiegazione “di comodo” per nascondere, anche a se stessa, la verità, ovvero necessità di inseguire “il nuovo”.
Capisco quello che hai scritto e penso che i miei errori fossero non solo scusabili e giustificati, ma superabili con un po’ di pazienza. Soprattutto dopo che c’è stata una presa di coscienza. Ma mi rendo conto che, come diceva Never, il concetto di “gravità” di un comportamento varia da persona a persona…
Cara kiky9326, non avevo e non ho intenzione di entrare in polemica con nessuno, non ho mai fatto differenze discriminatorie tra sessi ed ammiro tante qualità femminili, proprio per questo voglio precisare. Spesso se a lasciare è la donna si dice che il rapporto o l’uomo non era maturo, se lascia l’uomo è un mascalzone. Mia moglie mi ha sposato perchè non sono un uomo egoista, maschilista …(aggiungi gli aggettivi che vuoi). Purtroppo sto subendo da tempo attacchi da parte di donne che ragionano in modo ideologico, senza conoscere nulla di me, e proprio perchè ammiro le donne rimango molto amareggiato, credimi.Un solo esempio: una collega di mia moglie ogni giorno le ripete che gli uomini sono australopitechi, compreso il sottoscritto ( come se le donne derivassero invece dai venusiani ), con tutta la più trita retorica antimaschile del caso. Due miei amici sono stati lasciati dalle mogli semplicemente perchè queste volevano un altro, ma mentre le ex mogli conducono una vita agiata, gli ex mariti vanno a mangiare alla mensa della Caritas.Quanti casi del genere… La cosa che mi fa male è che da parte delle ex mogli non ho visto un minimo di pietà per l’uomo con cui hanno avuto figli e che ora deve vivere come un barbone.Come fanno a dormire la notte? Non sono d’accordo con te, mi dispiace: lasciarsi è un conto, inveire sul proprio ex che sta male lo trovo orribile. Le donne non sono tutte così e gli uomini non sono tutti santi: mai detto il contrario! Mia moglie non è abbastanza forte da far capire a quella collega che io mi adopero con tutte le forze per la famiglia e che condivido con lei i lavori di casa. E sai perchè? Perchè altre colleghe la prenderebbero in giro, le darebbero – come è già accaduto – dell’ingenua. Con i discorsi “sessisti” non si va da nessuna parte ( maschilisti o femministi che siano ). Siamo tutti esseri umani, pur con le normali differenze, che dovrebbero però costituire un arricchimento reciproco: per questo si parla di coppia! Spero di non aver offeso nessuno. Rimaniamo di idee diverse,kiky9326, non è un problema. Ciascuno ha la sua esperienza. Auguro tanta felicità a te, al tuo ragazzo e a tutti quelli che hanno avuto la disavventura di leggere le mie parole. Non interverrò più sulla lettera di Panda. Mi scuso se ho trascinato troppo questa diatriba. Ciao
Ma secondo me quelle che maltrattano sono st****e e basta.
Punto.
Anche io spesso mi trovavo ad auitogiustificare le persone
SOno tutte fesserie.
Se una persona ti tratta male, ti tratta male.
Bon, non c’è la scusa della psicologia e dell’analisi della sua mente.
UNa scelta travagliata non è una scusa.
Chi fa del male di proposito è una persona di m….! Uomo o donna non centra, io quando ho lasciato ho sempre avuto l’accortezza di sparire o di cercare la soluzione migliore per non far soffrire chi lasciavo.
(per sparire intendo, evitare di cercare la mia ex se lei voleva un “no contact”)
Invece la mia ultima ex, ha fatto di tutto per farmi del male e lo ha anche ammesso… voleva annientarmi, con un sadismo e una freddezza che mi ha lasciato basito.
Spesso le ho chiesto di parlarci quando tutto sembrava filare, ho sempre creduto sia indispensabile il confronto e la sincerità nella coppia, la risposta ricevuta fino a qualche giorno prima del gran finale è stata: “ti amo e darei tutto per te anche la vita”… w l’ipocrisia, (con il senno di poi avrei dovuto risponderle “ok… buttati sotto un camion!!!”)
Non sono mai stato insultato così da nessuno nella mia vita…
Dopo 20 giorni ha fatto in modo di farmi sapere che aveva già uno nuovo fidanzato/principe azzurro, con cui si divertiva alla grande… grazie… ci tenevo proprio a saperlo…
L’amore può finire, si può perdere anche la testa per un’altro/a, ma che senso ha distruggere chi ti stava vicino e tutto sommato ti andava bene fino al giorno prima?
“Se l’uomo lascia è stronzo, se la donna lascia è perché il suo uomo era stronzo.
Se l’uomo tradisce è perché è uno stronzo, se la donna tradisce… beh poverina in fondo lui era uno stronzo e la trascurava…”
Sono l’unico a sentirsi preso per il c…? a già mentre stava già con l’altro mi ha chiesto… sai però mi piacerebbe rimanere in contatto…
La mia risposta?
“Mi hai detto che sono una merda, una persona negativa per il tuo futuro che ti ho rovinato la vita e l’esistenza ecc.. e mi vuoi comunque vicino… che cara e dolce ragazza, ma sai sono così spregevole…che credo non ti convenga proprio tenermi nella tua vita.
Io rispetto la tua decisione, fa quello che ti pare, ma tu rispetta la mia, da oggi per te sono morto!”
E intanto piangevo… perché l’amavo davvero ed una parte di me stava agonizzando e morendo per sempre…
Vi starate chiedendo, ma tutta questa “spataffiata” a che pro? semplice dopo quell’episodio, pensate che sia finita li? ha fatto di tutto per sputtanarmi con i miei amici e conoscenti… mentre io cadevo in depressione con un mezzo esaurimento nervoso…
Quindi senza entrare nel merito tra uomo e donna, rigiro la domanda perché odiare, maltrattare e umiliare chi ti sei tenuta/o vicino fino al giorno prima?
@Angelo spero che mi leggerai perché dalla tua risposta ho capito che forse non mi sono spiegata bene. A me danno fastidio i maschilisti tanto come le femministe. L’ho sempre detto che non è nemmeno questione di sessi. E detto da me credo che valga molto per il semplice motivo che 5 minuti prima di buttarmi per terra e riempirmi di botte, il mio ex giurava di amarmi. Ci sono donne cattive e uomini cattivi, ma guardiamo ancora meglio, ci sono persone buone e persone cattive. pERSONALMENTE ho un amico che grazie a dio ha aperto gli occhi riguardo quella iena della sua fidanzata, non è un mascalzone anzi, menomale che l’ha mollata. Il problema è che al giorno d’oggi si ricerca l’omologazione in tutto e quindi si va avanti a stereotipi. Non c’è stereotipo tra i caratteri delle persone, perché questo non dipende dal sesso, dalla nazionalità o dalla religione. Il mondo per me, se dobbiamo dare delle etichette, va diviso in persone buone e persone cattive.
Grazie kiky9326. Alla fine ci siamo capiti. E’ che ultimamente troppo spesso mi sento dire “voi uomini siete tutti uguali”, poi quando mi conoscono le donne mi ringraziano per la mia sensibilità e la mia correttezza, ma quanta fatica… Come dici tu, troppi stereotipi e quindi pregiudizi ( di sesso, religione, etnia, ecc. ). Ribadisco soltanto che la violenza e il maltrattamento non vanno mai giustificati ( ha ragione katy ), con buona pace di Alberoni, Crepet e simili sapienti. Ci sarebbe bisogno di più persone che la pensano come te,kiky. Grazie ancora e scusami per la mia ipersensibilità.
@ MR X e a tutti
no, non sono io… ma evidentemente la domanda è molto comune, però forse la risposta è una sola, forse
Forse ci sono esseri umani che sanno amare, che ci mettono empatia, vero affetto, comprensione e tante altre belle cose e poi ci sono “loro”, gli egoisti, quelli che ragionano sempre del tipo “io per prima” e che sono delusi e insoddisfatti, forse delusi in vero da come sono loro stessi, incapaci di amare.
Io dopo una relazione di 13 anni dove ci ho messo tutto me stesso ho capito questo, avrei potuto essere diverso, rotondo anziché quadrato o viceversa, ma se hai di fronte una persona come “loro” non puoi farci niente, neanche domandarti, puoi solo andartene. Se prima ti lasciano “loro”, dopo viene a te la voglia di andare via.
Precisazione: per arrivare alla pace purtroppo devi attraversarlo tutto il dolore della delusione, lo dico soprattutto a chi arriva qui fresco di sventura, vi do un consiglio, non mettetelo da parte ma attraversatelo, distruggetevi e ricomponetevi tante volte ed altre ancora, è un massacro ma ne uscite prima, per lo meno scomparirà il vuoto, ricomincerete a vivere, e vi rimarrà ancora per un pò (non so quanto) l’amarezza che vi farà ricordare con chi avete avuto a che fare, che più o meno servirà a non farvi incorrere nello stesso errore di valutazione e non dare per scontato non la storia in se, ma il fatto che la persona che avevate davanti vi avrebbe compreso, vi avrebbe dato una seconda possibilità e che soprattutto il suo fosse “vero amore”.
@ Perplesso: se non hai fatto nulla di nulla alla tua ex, forse si comporta così per giustificare il suo comportamento davanti alle altre persone e per non essere giudicata negativamente da loro.
Poi non so, mi sarebbe piaciuto avere più testimonianze di donne che si sono trovate “dall’altra parte” e che parlino in tutta onestà. Qui si vuole solo capire, non condannare a morte.
Ciao Kiki
Mi sono letto attentamente il tuo post n. 12, quello in cui c’è la lite col tuo ragazzo per la storia dell’andar per funghi.
Perdonami Kiki, ma il comportamento del tuo ragazzo non è quello di “dare per scontata” la persona che ama. La sua è una passione. Una passione “innocua” tra l’altro e molto “produttiva” (fantastici i funghi !!!!)
Le donne, purtroppo o per fortuna, sono meno propense a questo genere di passioni. E’ una cosa tipicamente maschile.
Premesso questo voglio dirti che spesso voi donne fate questo genere di errori. Confondete ciòè quella che è una passione innocua come quella di andar per funghi, con il discorso della trascuratezza e della scontatezza. Non è così. Anche il fatto di averti “esclusa” dall’andare con loro. Magari non ci ha nemmeno pensato. Oppure ha creduto volessi riposare o quant’altro. Non ci vedo nessuna malizia e non dovresti vederla neanche tu. Ti ci puoi anche “inc….are”, va anche bene, magari faglielo notare ma….fermati lì. Non è niente di grave. Il tempo di farvi le coccole ci sarà sempre, soprattutto se vivete insieme o state progettando di farlo. Non sono questi i problemi e il mio consiglio è di non farli diventare tali. Al limite mi preoccuperei di essere certa se davvero va per funghi. Ma se si qual è il problema ? Magari poi è contento di farsi una fettuccina al fungo porcino insieme a te ! Guarda questo e se hai un ragazzo che invece di andar con altre donne va per funghi, tienitelo stretto altro che storie. In bocca al lupo !
@fabrizio sì è la sua passione, ma io sono la sua ragazza. Abbiamo passato ogni giorno a fare quello che piaceva a lui (a me piace stare nei boschi, poi se trovo qualche fungo è meglio la 2a volta ne ho trovati più di lui e di suo papà :D), perché non stare un po’ insieme? Cavolo in 3 giorni c’è andato 5 volte, 3 delle quali lasciandomi da sola, bella vacanza. Seguendo il tuo ragionamento, menomale che non ho un cavallo, se no non mi vedrebbe più per non so quanto. E’ giusto avere hobby e passioni, è giusto coltivarle e lasciarsi i propri spazi, ma è anche giusto stare insieme, fare dei compromessi. Almeno io la penso così. Ero in un paesino di montagna, non avevo le chiavi (quindi non potevo uscire) per guardare la tv da sola o leggere, potevamo benissimo stare a casa. Poi sono sicura che va per funghi, altrimenti l’avrei già lasciato. Poi so bene che ci sono problemi più grandi, ci sono anche passata. L’ho già scritto basta accontentarsi un po’ a vicenda, se no tanto vale star da soli.
@kiky: scusa se intervengo, ma…ti costava tanto dirgli “posso venire anch’io?” invece di pretendere che il tuo ragazzo ti leggesse nella mente?! Ti stai facendo una quantità di paranoie assurde per un nonnulla…
@Teorema niente, parliamo pure. Premetto che io non pretendo nulla, se non il rispetto. Sai io sono una persona molto timida e per varie altre ragioni, purtroppo con gli uomini (ragazzo a parte) non riesco ad avere dialogo. Suo padre poi è un uomo molto freddo e non so come spiegartelo ma anche abbastanza strano. Quindi quando ho sentito dire a suo papà che ci andavano solo loro ci sono rimasta male e ho preferito lasciar perdere. C’è da dire che al mio ragazzo ho detto di rimanere, non una, non due, ma ben 3 volte in pochi giorni in cui abbiam fatto ciò che piace a lui. E hai ragione di non farmi delle paranoie, ma sono così. Vuoi per l’ex, vuoi per come mi è sempre andata, ma ho paura a esser lasciata da parte. Abbiamo fatto come voleva lui ogni giorno, dico costa tanto stare un po’ insieme? Ripeto, tanto vale stare da soli se ognuno vuol fare quello che ne ha voglia senza ascoltare l’altro. Io non ho detto che non ci deve andare mai, solo che dovremmo un po’ accontentarci una volta per uno.