Cosa succede dopo il dolore della separazione?
Scrivo dopo un po’ di tempo un breve aggiornamento della mia situazione affettiva successiva alla delusione più devastante che ho incassato: l’abbandono.
Ci sono molte lettere che parlano della fase immediata post-separazione. Anch’io ho iniziato a condividere la mia esperienza su questo sito quando il trauma era piuttosto recente e le ferite del tutto aperte.
Ora, però, vorrei guardare insieme a voi un attimo oltre.
Cosa succede DOPO la disperazione dei primi mesi?
In parte, ne scrivo per auto-ispezionarmi e, insieme ai vostri preziosi contributi, capire qualcosa di più di quello che provo; in parte, per individuare se ci siano delle dinamiche comuni nell’andamento della convalescenza e del recupero, la cui consapevolezza possa procurare un qualche sollievo ai cuori sofferenti. Perché piangere e avere l’ignoto davanti dà questa vertigine, un’illusione della dilatazione del dolore ad infinitum di fronte alla quale non si può che disperare.
Fatta questa premessa, vengo al punto.
Nella mia ultima lettera mi trovavo in un momento di grande serenità, mi sentivo euforica all’idea che il vuoto dentro si fosse, in qualche modo inspiegabile, come riassorbito. Mi credevo guarita e, piena di speranza, vi avevo incoraggiati a stringere i denti, fiduciosa che poi il male finisce sempre e prima del previsto.
Credevo di avere la verità in pugno: basta aspettare e le situazioni per cui disperavamo iniziano misteriosamente ad apparirci indolori, superate, improvvisamente remote!
Poi questo sentimento si è in qualche maniera evoluto.
A distanza di 8 mesi dall’interruzione della mia storia di quasi 12 anni, non sento più il dolore lancinante sperimentato così tante volte. Sono anestetizzata. Come quando uno subisce un’ustione gravissima e i suoi recettori sono irrimediabilmente compromessi, non sente più alcun male. Nello stesso tempo, però, mi pare ci sia poco di cui gioire perché non riesco neanche a provare il “bene”. Sono insofferente in entrambi i sensi, quasi sensorialmente (non cognitivamente) disinteressata ai sentimenti e alle sensazioni, non stimolabile. La mia soglia di coinvolgibilità si è innalzata a livelli inauditi.
Eppure, quello che vorrei più di tutto sarebbe sentirmi innamorata, credere in qualcosa, sentirmi emotivamente viva. E, invece, mi sembra di non essere reattiva, per quanto razionalmente apprezzi determinate situazioni, i miei sensi sono sedati.
Perché, in parte, è vero quello che ha più volte ribadito Andy: spesso una ragazza ha il vantaggio di vedere tornare il suo ex e, in concomitanza, di incontrare repentinamente una persona nuova che le stia vicino.
OK, è successo anche a me.
Però voglio dire come ci si sente quando succede. Io non ho tratto alcuna gratificazione dal sentirmi cercata di nuovo dalla persona che mi ha distrutta. I suoi ritorni mi destabilizzano soltanto e non mi procurano alcun sollievo, è una vittoria amara priva di un qualunque senso di rivalsa. Il ragazzo che ho amato così disperatamente non esiste più e le rinnovate attenzioni di questo fantoccio (che solo ora si ricorda della mia esistenza) non possono riscaldare il mio cuore gelido.
Nello stesso tempo, non riesco neanche a investire davvero le mie emozioni in qualcosa di nuovo. È una commedia dell’assurdo in cui il mio ex mi ha portato via la capacità d’amare, cosicché non ce n’è rimasta per nessuno, neanche per lui, neanche per me, e neanche per eventuali persone meritevoli. C’è solo desolazione e frustrazione. E un cuore serrato, intento a difendersi.
Non cadrò nella trappola che mi sta tendendo, ma nell’ansia di proteggermi e disincantarmi, mi schermo anche da tutto il resto.
Nel 1970 Elisabeth Kübler Ross ha individuato una regolarità negli stati emotivi che si avvicendano (non necessariamente susseguendosi in ordine, ma anche sovrapponendosi e ripresentandosi più volte) nell’elaborazione della morte:
1. Negazione (rifiuto che l’evento traumatico si sia davvero verificato),
2. Rabbia (ribellione con emozioni forti di ira e paura),
3. Contrattazione (la speranza nel futuro guida tentativi di ricostruirsi),
4. Depressione (reale presa di coscienza della perdita subita),
5. Accettazione.
Io ci vedo un’estrema similitudine con l’elaborazione della separazione. Suppongo di trovarmi nella quarta fase adesso e sono turbata all’idea di poter ripercorrere di nuovo le altre fasi ancora e ancora prima di darmi veramente pace.
Vorrei sentire anche la voce di qualcuno che ce l’ha fatta a raggiungere l’accettazione di cui sopra senza, però, diventare cinico e irrimediabilmente sfiduciato/distaccato/anaffettivo. C’è qualcuno che sensibilmente ha pianto e ora sensibilmente sorride di nuovo?
Un abbraccio,
Marzia.
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Categorie: - Amore
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lo chiamerei entusiasmo a scadenza breve.
mi capita ugualmente, non ho stimoli, il mio è un apparente entusiasmo verso le novità.
purtroppo nel passato non possiamo tornare.
ma non era un passato vero.
era il nostro cervello diverso, la realtà è sempre stata la stessa, ma era meglio vivere quella illusione effimera che questa vile realtà.
l’unica cosa da dire: sperare in un NOSTRO cambiamento.
a presto 😉
ps: colgo l’occasione per salutare anche ely che assieme a marzia sono fra quelle pochissime ragazze per cui ancora vale la pena sperare.
Io vivo una conseguenza forse opposta alla tua, ma sicuramente conseguenza dello stesso dolore:
avevo una riserva immensa di amore per lei, ma lasciandomi non mi ha portato via la capacità d’amare, anzi, l’ha amplificata. Adesso che lei non c’è io ho ancora tutta quella potenza d’amore ma ovviamente non posso riversarla su una persona nuova che non amo, perchè è tutta riservata a lei che amo. Insomma, c’è la volontà d’amore ma non c’è il soggetto potenzialmente ricevente.
Non è cinismo o sfiducia o mancanza d’affetto; è amore per qualcuno piuttosto che per qualcun’altro.
Cara marzia, io non ho seguito la prima parte della tua storia, ma da quello che ho letto ho intuito tutto.
Nella fase in cui credi di essere (non amo molto gli schemi) da me vissuta a suo tempo, non credevo più nell’amore, anche se “sentivo” in me la voglia di riprendere a vivere, dopo la forte delusione subita. Ma ero scettico, uscivo con delle ragazze, ma c’era in me una sorta di sfiducia, paura di soffrire di nuovo.
Anche perchè quando hai vissuto una storia importante, non ti accontenti di un ripiego, avevo solo bisogno di avere la fortuna di conoscere la persona giusta. E’ arrivata dopo 7 anni, forse sono stato anche diffidente all’inizio, ma cosciente che se dovevo vivere
una situazione d’amore ricambiato, dovevo riuscire a superare tutti i pregiudizi che mi attanagliavano. Sentivo che era vero amore e non potevo sciuparlo per i tarli che si erano insinuati nella mia mente. Ne ho anche parlato con lei…mi colpì la sua semplicità a banalizzare tutti i miei preconcetti, anche lei veniva da una situazione più bruciante della mia.
Questa sua semplicità andava proprio nella direzione in cui volevo andare, sentivo un sentimento che credevo incapace di provare ancora, semplicemente perchè era la cosa più coinvolgente che mi fosse capitata nella vita. Dopo 2 anni ci siamo sposati e ho conosciuto la vera felicità. 30 anni da sogno 2 figlie un’intesa fantastica, tanto che lei ormai non è più su questa terra, per gli altri, io la porto sempre nel cuore e vivrà in me fino al mio ultimo giorno, sono stato fortunato, anche se ne sento la mancanza fisica, non ho mai cercato altre situazioni, non vivo di ricordi vivo ancora per lei e per le nostre figlie.
Devi solo aver pazienza e avere la fortuna di imbatterti nella persona giusta, non commettere il mio errore, cancella tutto dalla mente, quando sarai libera, sarai pronta ad avere quello che io auguro a tutti, la fortuna d’incontrare la persona che sappiamo, esiste da qualche parte. Buona fortuna
Beh ma la separazione E’ un lutto. Si chiama in maniera diversa, ma è la stessa cosa in base agli effetti che provoca, quindi le similitudini non sono nemmeno da cercare più di tanto. Le trovo evidenti. Se poi si è alla prima esperienza di questo tipo, credo sia praticamente impossibile non cadere in uno degli stati che citi tu… anzi direi che almeno 3 su 4 li si tocca quasi per forza.
Io ho pianto poco. Due volte. Sorrido oggi? No, ghigno con attenzione. Rabbia? Sapessi qual’èera il mio primo pensiero appena aprivo gli occhi…
Poi credo che il cinismo, la sfiducia ed il distacco te li infonda anche lo schifo in cui viviamo, perché, almeno è valso per me, una volta ritornato “sul mercato bacato dell’amore moderno”, ho potuto vedere da fuori tutte le coppie che ci sono, e mi è venuta voglia di vomitare nel 90% dei casi. Vomito anche sulla maggior parte delle finte donne in circolazione (niente papponi sugli uomini che fanno altrettanto schifo please, lo so pure io), che pensano che i bambini vanno presi per la collottola come i gatti tanto poco ne sanno, però sono “fighe ed emancipate lavoratrici” che vengono ad insegnare agli “uomini che non sono più come una volta” come si sta al mondo. E poi toh! mi strofino gli occhi quando incontro DONNE vere in quanto animali più unici che rari. Sono poche, ma ci sono, e si tengono ben alla larga dal mare di merda generalizzato ed avvicinarle è come conquistare un fortino perché ti fanno impazzire (forse giustamente).
Per il resto io sto quasi esattamente come te. Sono arrivato al punto che una persona mi sta tirando per i capelli verso di lei perché vede il mio evidente distacco, anche se lei è un po’ come te… anestetizzata. Come faranno una totalmente “anestetizzata”, ed un semi anestetizzato che guarda tutti dall’alto, a trovarsi in qualche forma? Boh… vedremo.
Per rispondere alla domanda iniziale… cosa succede DOPO? Potrebbe iniziare un viaggio lunghissimo. Meglio portarsi tante provviste.
Ciao Marzia, ho seguito la tua vicenda e proprio per ciò che ci accomuna , ti sono vicina…io dopo cinque mesi posso dire di oscillare tra i punti 4 e 5. Questo significa che ci sono momenti in cui mi occupo di me stessa e delle mie passioni e quindi ritengo di essere in fase di accettazione e poi ogni tanto, soprattutto nel fine settimana, mi fermo a pensare al passato e immancabilmente mi scende qualche lacrima, mi lascio cogliere dalla nostalgia e mi manca il mio passato…
Sono convinta che più passa il tempo e più queste oscillazioni si dilateranno nel tempo…lo spero! In modo tale che i momenti di sconforto si faranno via via più radi lasciando il posto a qualcosa di nuovo e bello…è questo che secondo me succede dopo…
Io dopo questa batosta ho iniziato a guardare la vita in modo diverso; ho capito che tutto è realmente così sfuggente, che vale la pena vivere intensamente quei pochi attimi di felicità che ci vengono concessi senza dare per scontato che durino a lungo…viviamoli per quello che sono!
Sorridi, il sorriso è l’arma più potente che abbiamo a disposizione per stare bene e per far star bene chi ci sta vicino!
Io ho imparato a farlo spesso, a sorridere con il cuore e ho notato che fa davvero bene ed è pure contagioso! Prova anche tu, ti sentirai viva…
Non angosciarti nell’attesa di innamorarti…non spetta a noi decidere quando è il momento giusto…succede e basta!
L’amore non si cerca…si trova!!
Auguro a te, a me e anche ad Andy di ritrovare presto la felicità…ce la meritiamo tutta!!!!
PS: grazie Andy per la tua stima, ti saluto con affetto…Ely
….guardate che le cose sono sfuggenti, e gli attimi di felicità durano poco, perchè dall’altra parte abbiamo sempre dei vigliacchi depressi di vita, gente che non ha nè una personalità nè un posto nel mondo, e quindi finiscono per rendere confuse le persone sane e solide.
Se la gente sapesse quello che vuole, gli amori durerebbero in eterno.
Il fine settimana è una bella “noce”. Sarà perché si esauriscono i compiti della settimana e si ha più tempo libero… che magari si passerebbe con qualcuno molto volentieri, invece che doversi arrangiare. Me l’hanno detto in molti, dalle persone normali, a chi magari è psicologo o similare. Credo sia naturale trovare qualche difficoltà a riorganizzarsi per conto proprio, dopo del tempo in cui si sapeva sempre con chi stare, o a chi pensare. Anche il semplice pensiero che qualcuno è “per te” fa passare meglio il tempo, che diventa più leggero e meno nemico.
Io però ho sentito molto la mancanza delle abitudini, quelle su cui purtroppo ci si adagia pure, piuttosto che di lei. Anzi, dopo i primissimi tempi, è stato pure meglio non averla tra i piedi, tanto saremmo finiti per sfinirci a forza di discussioni o oppressi dall’aria pesante. Che schifo.
Oggi purtroppo non riesco a vivere intensamente le cose nel vero senso della parola. Sono un po’ distaccato anche se presente. Inizialmente prendevo tutto quello che mi capitava a tiro, con ansia, col tempo passa pure quella e ti assesti sulle tue cose che non senti più come limitanti, ma centrali. Per cui si sta bene anche a casa, anche da soli, prediligendo la qualità alla quantità.
PS. l’amore lo si deve anche un po’ cercare cmq. Aiutare diciamo così…
@ criss
Criss, gli amori finiscono e basta, magari proprio perché uno dei due sa perfettamente cosa NON VUOLE e di conseguenza cosa vuole, per cui lascia.
Ciao a tutti!
In verità invidio il “vostro tempo già trascorso”..
Lui mi ha abbandonata mi piace questa espressione poichè indica con esattezza la sensazione che provi quando lui ti dice: non ti amo più!)1 mese e mezzo fa.
Mi sono affidata ai giorni che passano.
Ogni mattina apro gli occhi e i primi istanti dopo il risveglio sono i peggiori poichè c’è l’illusione di aver vissuto solo un incubo. Invece il peggio arriva qualche momento dopo,pensi “eccomi qui, ho un altro giorno davanti a te,un giorno fatto ancora di ricordi,di perchè e di paure”. Peccando sento il peso della disperazione sul cuore.
L’ora più buia penso sia passata.
Quella nella quale provi un dolore non solo emotivo, ma anche fisico..non ti lascia repirare tranquilla nemmeno per un attimo!
Contemporaneamente alla fine della mia relazione,il mio papà ha subito un importante intervento al cuore, pensavo di avere il suo appoggio.Ma ha confermato soltanto il suo essere codardo ed egoista. Un uomo impossibilitato dalla nascita di amare. Così mi ha abbandonata anche in questa tragedia.
Siamo stati insieme 1 anno e più,credevo in lui, nel suo amore nonostante la paura che il suo passato potesse ritornare (lui era tanto diverso da come è stato con me: un uomo libero, pieno i donne e superficiale). bhè forse quell’uomo è tornato.
Conoscete il detto:il lupo perde il pelo ma non il vizio?
Ma dovevo dargli la possibilità di amarmi e di stare insieme..così facendo un gran lavoro su me stessa si era conquistato la fiducia.
Mi viene da ridere!Quanta energia interiore sprecata per uno che vive le sue ore in palestra e davanti ad uno specchio!!
2 sett fa l’ho incontrato, la cosa spiacevole è che non era da solo. Ha portato nel locale che sa che frequento una ragazza.
Mi sono sentita una povera pazza che si arrampica frettolosamente fino al decimo piano e si lancia di sotto. Vederlo è stato come sbattere al suolo.Lo odio!il male che mi ha fatto è inspiegabile, eppure lo sento ancora dentro di me…
@spectre, ma parli di chi si ama o degli opportunisti calcolatori che stanno con te per convenienza? Ah, ecco, immaginavo, perchè io parlo delle persone che amano ma comunque rovinano i rapporti perchè non sanno dov’è il bandolo della matasssa del proprio essere. Quelli di cui parli tu per me sono solo feccia, carne da cannone. Gli amori di cui parli tu non sono mai iniziati, quindi non si può parlare di una loro “fine”.
@ Criss
come sei drastico.
Allora, duro per duro, io dico che per me è carne da cannone (come sono stato io per un periodo) chi non è presente con sé stesso e non è capace di prendere decisioni per il suo bene, IN PIENA TRASPARENZA, anche se dolorose e se spaccano un rapporto. O volete la mogliettina sottomessa, o il maritino succube, in virtù di un amore che magari è solo una parola scritta tra due sagome di cartone? le cose possono finire. fatevene una ragione, come cerco di farmela io, sennò sprecherete energie per combattere il nulla. se vogliamo, ci sono cose che non hanno una reale spiegazione.
Tu parli di un sentimento assoluto, ma purtroppo temo ce ne spetti uno solo per la ns. vita. Sempre che arrivi…
Cmq, giusto per capirsi, ho vissuto un’esperienza che calza abbastanza bene con quella di cui parli tu (opportunisti), ma nel mezzo c’è stato amore vero, vicinanza, appoggio, supporto reciproco e comprensione. Io, della mia ultima ex, posso solo dire che le contesto la mancanza di coraggio nell’affrontare la crisi con responsabilità e chiarezza anche solo per rispetto verso il ns. rapporto, verso chi le ha portato l’acqua con le orecchie senza chiederle quasi nulla in cambio. Non le contesto la crisi, o il suo mollarmi. Anzi… in virtù di quanto ho scritto nella risposta prima, ho il rammarico di non essere stato IO a mollare per il MIO bene, e non lo dico per fare a chi piscia più lungo, per dire “l’ho fatto io”, perchè tanto si soffre cmq.
@ roby
ma lui sarà sempre stato così. è che si decide di non vedere. io ho il difetto di fare da “infermiere” alle donne, forse tu quello tipicamente femminile di pensare: “arriverò io, lui cambierà solo per me, perchè solo con me vedrà la luce e capirà che il mio amore è unico a tal punto da diventare l’uomo perfetto”.
purtroppo non funziona così…
Fra i tanti racconti che ho letto con curiosità ed attenzione, quello che mi ha più colpito è quello di “Toroeduto”. È sempre triste condividere certe esperienze e ognuna di quelle vissute e raccontate da altri sembra avere qualcosa in comune con la tua. Mia moglie mi ha lasciato con un pretesto dopo due mesi di matrimonio, alla vigilia della nostra prima vacanza estiva. Come tutti voi sono qui a leccarmi le ferite per un epilogo che ho potuto solo subire. Sono stato costretto a denunciare mia moglie per calunnie e di conseguenza ad inoltrare ricorso per separazione. Solo scavando nel suo recente passato, facendomi strada fra alcuni dubbi che non avevo digerito, ho capito che mia moglie mi tradiva con più persone, nonostante la sua immagine di sedicente avvocato. Dal giorno in cui è fuggita non mi ha più cercato, chiudendosi in un silenzioso distacco nel quale ha coinvolto (si sono coinvolti) anche la sua famiglia. Nonostante tutto questo non riesco a trovare quella razionalità e quella freddezza che mi permetta di comprendere che questa donna non mi ha mai amato. Lo ha fatto (anche questo ho capito in seguito) esclusivamente per avere un figlio: si sottopose ad una operazione di laparoscopia per endometriosi cistica una settimana prima del suo benservito, dopo che il chirurgo ci aveva dichiarato la difficoltà di una gravidanza per cause relative all’operazione chirurgica. Fino a qualche giorno prima mi diceva di amarmi alla follia e di non poter vivere più senza di me! Recuperare una situazione così drammatica per una violenza e una «truffa» così efferata è tremendamente difficile. Confesso che questa donna mi manca, e i suoi oggetti in questa casa non fanno che ricordarmi di lei e dei momenti vissuti assieme nella prospettiva di una famiglia unita. A distanza di circa tre mesi credo di stare peggio. Subìre una situazione di questo tipo senza, peraltro, aver avuto la possibilità di aprire una discussione o un confronto è difficile da digerire. Speriamo bene!
spectre,
siamo quì a discutere di una “fine”, naturalmente manca l'”inizio e il durante”. Sono una ragazza concreta che ama dare un nome a ciò che vede e sente. La vita l’affronto così “prendendola dalle palle” (ops…ma rende l’idea!). Per amor proprio…
Andrea rappresentava tutto ciò che MAI avrei voluto, però… l’amore va dove vuole. Ed è lì che si è posato. Non ho mai dovuto sopportare nulla (a parte sua madre!;-) e qualche stupida amichetta…), la nostra storia è partita con tutte le buone intenzioni di questo mondo… conoscevo il suo passato perchè me ne aveva parlato lui e conoscevo quello che vedevo: un narcisista.
Mi sembra sciocco però rinunciare a noi per la paura del suo passato. Inoltre lui non mi dava modo di dubitare.
Anche se dentro di me una vocina ha sempre echeggiato: ATTENTA!
Ma io ero uscita da poco da una storia di 5 anni, con un ragazzo distante fisicamente (70 km) ed emotivamente. Il classico artista tormentato…pieno di dubbi e di ansie. Stroncata dopo 2 anni di prendi e lascia, mi ero promessa un uomo pratico, diretto e semplice. Ed ecco che per magia ho trovato lui: un banale ingegnere!
Credo…come dici tu: “le cose possono finire. fatevene una ragione, come cerco di farmela io, sennò sprecherete energie per combattere il nulla. se vogliamo, ci sono cose che non hanno una reale spiegazione.”
Esatto!!!! forse il segreto sta in ciò:
INUTILE CERCARE QUALCOSA DI LOGICO!!! L’amore finisce e basta. E’ un pò come illudersi che per tutti la morte arrivi bussando prima…
Vorrei provare meno dolore, ma so che anche questo per il momento non è possibile, così mi “siedo” e prendo aria ed aspetto che i giorni passino e che si portino via lui…
Vorrei, uscire e divertirmi. Invece è tutta una continua ansia.
I ragazzi si avvicinano, ma io vedo sempre e solo lui. Nessuno è bello come lui!!! E mi vergogno anche a scriverle certe cose…
Se solo conoscessi qualcun’altro… dicono che il chiodo schiaccia chiodo spesso sia utile.. MAH!
caro Massimo,
la tua storia mi mette i brividi…
Ma quanto bisogna stare male in questa vita!?
Quanto!!!! E soprattutto se la Terra è tonda… anche la fortuna gira con essa???
Non lo so… ma lo spero tanto.
Di certo so che la propria felicità non la si può costruire sull’infelicità dell’altro…
Oggi più di altro ti logora il fatto di non aver potuto confrontarti con lei, aprire una discussione…
Ti chiedo: cosa ti cambia?
Il dolore ci insegna una cosa importante, di sfuggirlo…e solo chi lo ha attraversato nel profondo, può cercare di evitarlo perchè conosce le conseguenze.
Chiediti: cosa mi aspetto da lei? da una “donna” che mi ha tradito più volte. Forse delle scuse, forse vorresti vederla soffrire per come sono andate tra voi le cose, o forse vorresti un “perdonami”….? Ma se ciò non accadesse (e dato che sarebbe dovuta essere lei la prima a cercare una tua -assurda per altro!- comprensione), come ti sentiresti? Io lo so…
Santo cielo se è difficile.
Ma la verità è la cosa più sacra che abbiamo. Se è vero che uccide, solo da essa si può rinascere…
Il dolore che proviamo è solo nostro e nessuna persona può aiutarti a sentire meno male. Siamo stati abbandonati ed anche bastonati, come dovremme sentirci? Però una cosa la voglio dire a te e a tutti quelli che leggeranno:
Noi siamo qua, siamo qua perchè abbiamo AMATO, perchè soffriamo, perchè pensiamo CHE IL NOSTRO DOLORE SIA GRANDE ED IMPORTANTE DA ESPRIMERE…NOI VIVIAMO! Ci hanno presi a calci e a pugni in faccia, ma poi ci rialziamo. Occupiamo un posto su questa Terra, e ci alziamo tutte le mattine con la dignità di essere umani… ci carichiamo sulle spalle il nostro cuoricino e ci diciamo che ce la faremo! Ce la faremo ad andare avanti anche senza di lui/lei … SEMPRE E SOLO PER L’AMORE PIù GRANDE CHE C’è: L’AMOR PROPRIO.
Vi abbraccio…
Ciao Roby, ti ringrazio per la solidarietà. La mia è cominciata come una storia d’amore, come un incontro che tutti si aspettano, al punto da progettare un matrimonio. Due persone mature, 41enni, liberi professionisti, autonomi e belli. Che vivono nella stessa città, dove hanno fissato il loro domicilio operativo e dove sperano di fissare la loro residenza coniugale. Poi tutto questo crolla. È bastato un pretesto, un contrasto, provocato a mestiere da mia «moglie» e tutto finisce nel più assoluto silenzio. Spezzato solo da una denuncia, premeditata a dovere da chi di mestiere fa l’avvocato. Il prossimo novembre la prima udienza di separazione! Questo è quello che rimane di una storia che credevo a lieto fine e di un matrimonio durato nemmeno due mesi! Non posso pensare che tutte le donne siano così ciniche, turbate, disturbate al punto da sposarsi e mollare tutto nella maniera peggiore nel momento in cui bisogna partire per le vacanze. Alla base delle sue turbe, la sua famiglia. I figli sono il riflesso dei genitori: basti pensare che la mamma, settantenne, le teneva il gioco. Sapeva che frequentava il figlio di una sua cara amica (ci andava a letto quando per motivi di lavoro rientrava in Toscana), benestante, con l’unico neo di essere separato con figli… Così ha pensato bene di sposare me, proprio per avere un figlio per poi mandarmi al diavolo. Ma la stessa sedicente avvocato, per non farsi mancare nulla, nel periodo in cui misurava l’abito da sposa, si concedeva ad incontri con un suo ex, mettendo la scusa di una udienza importante in tribunale. Pensa, senza volerlo, con uno stratagemma, è stato proprio lui a confermarlo! Ora dimmi, cosa dovrei fare questo punto? Cerco di andare avanti, ma credimi, non è facile. Spero che tu possa stare meglio. A presto. Massimo
@ Massimo
La morte di un amore, lascia lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto. Anche se sapevi, l’hai temuta ed attesa, quando arriva ti senti mutilato. Ti senti con un occhio solo, un orecchio solo, un braccio solo, una gamba sola, il cervello a metà e non fai che invocare la metà perduta di te stesso: con lei ti sentivi intero.
Il rimpianto ti consegna la memoria di una persona pregevole, anzi straordinaria: un tesoro unico al mondo. Poi dopo un po’ ti passa, senza che tu ne sia consapevole lo strazio si smorza, si dissolve, il vuoto diminuisce e il desiderio di rassegnarti ad esso scompare.
Ti rendi conto che il tuo amore morto non era né una persona pregevole, né un tesoro unico al mondo.
Lo sostituisci con un’altra metà di te stesso, e per un po’ recuperi la tua interezza. Però nell’anima rimane uno sfregio profondo, un livido nero che la deturpa e capisci che non sei più quello di una volta, o quello che eri prima del lutto. L’energia s’è infiacchita, la curiosità affievolita e la fiducia nel
futuro s’è spenta, perché hai perso qualcosa di prezioso che nessuno ti rimborserà.
Queste parole molto crude sono della Fallaci. Almeno concettualmente, così le ricordo. La ricostruzione può avvenire, almeno per la mia esperienza, dalle parole di Roby :
Ce la faremo ad andare avanti anche senza di lui/lei … SEMPRE E SOLO PER L’AMORE PIU’ GRANDE CHE C’E’: L’AMOR PROPRIO. Io su questo ho confidato, 7 anni da solo impegnato in altre cose, sicuro che meritavo
di avere qualcosa di meglio, che mi avrebbe ripagato. Fortuna? Non proprio, incontrare la persona sbagliata tipo una serpe come è capitato a te, Massimo, nel corso della vita una sola volta può bastare. Ora per te comincia un periodo molto difficile,non abbruttirti per l’esperienza da brivido che hai vissuto e che probabilmente stroncherebbe chiunque, sei stato ingannato nel più spregevole dei modi. Coltivare l’amor proprio è conservare la purezza
d’animo produce positività.ciao…mario
Ciao Massimo,
il tuo stato d’animo è assolutamente comprensibile.
Al dolore della fine se ne aggiunge uno nuovo… quello dell’assoluta consapevolezza di non aver contato nulla per lei/lui. Due mesi di matrimonio ne sono la prova!
Concentrati su ciò che sei adesso, ma soprattutto dove sei.
Hai già oltrepassato il “fiume”.
Sei dall’altra parte Massimo!
Non devi tornare a casa e fingere,ma soprattutto non sarai più tradito!
Hai la verità davanti agli occhi, serviti di essa per continuare per la tua strada.
Mi dice sempre un caro amico:
Quando noi non siamo capaci di fare la scelta giusta, la vita sceglie per noi. In questo caso i nostri compagni inconsapevolmente ci hanno fatto un favore…
Ma solo dopo tempo ce ne possiamo render conto.
Trovo ammirevole che già tu dica: “Non posso pensare che tutte le donne siano così ciniche, turbate, disturbate al punto da sposarsi e mollare tutto”. Massimo da certe vicende assurde si finisce di cadere nella trappola del male: tutto fa schifo, questo è un mondo di m… etc etc…
Bhè effettivamente non è che si viva in una bella epoca.
Aldilà dell’amore, ci sono persone che non provano più affetto e rispetto per l’essere umano!
Ma loro ci devono far pietà…
Che vita triste x loro!
In ogni storia difficile c’è sempre qualcosa di “positivo”.. però bisogna scavare x trovarla.
Nel tuo caso non ci sono figli.
Questo significa coraggio e forza d’animo per affrontare la separazione, poi ottenuto il divorzio tu non dovrai avere più contatti con lei.
Immagina.. come ti saresti sentito a sapere adesso di avere un figlio da dividere con lei..?
Una creatura che doveva crescere con una donna del genere!?
Non ci voglio nemmeno pensare.
Massimo.. guardiamo avanti! Adesso strisceremo un pò…ma cosa importa!?? Quello che conta è seguire una direzione… la nostra! Gli amici, la famiglia e il NOSTRO AMORE mescolato con il tempo, ci daranno la forza di tornare in piedi. Allora, quel giorno, sarà soltanto passato..
FORZA!
Ma sec voi è normale che io abbia già voglia di innamorarmi nuovamente?
Mi sento sbagliata.
Non mi riesce logico credere di sentire un impulso simile.
Dovrei svagarmi, “godermi” la libertà, insomma divertirmi…
Ama A. e cerco il contrario di A. che mi faccia pereder la testa? …credo proprio di non esser stata progettata x vivere da sola…
o forse è solo un modo, una scorciatoia della mente x soffocare il dolore e sfogarmi con un altro?
Quante domande… silenzi e dubbi affollano la testa di chi è afflitto dal mal d’amore…
Ciao a tutti,
frequento questo sito da pochissimi giorni e mi ritrovo in ogni parola che leggo.
Abbandonata dopo 11 anni gli ultimi dei quali di convivenza, il progetto di una vita insieme (figli, casa, matrimonio). Avete idea di come mi sono sentita? Credo proprio di si!
@Spectre l’amore non finisce, preferisco pensare che non ci sia mai stato (o forse c’è, ma per un’altra). Le persone come il mio ex sono pericolose per se stesse e per gli altri perché non sanno cosa vogliono e non sanno ascoltare i propri sentimenti (sia nel bene che nel male). Ora ditemi che senso ha avuto trascinare questa storia per tutto questo tempo? Desiderare una famiglia e un futuro con lui, illudermi, illudersi e ritrovarsi a 30 anni suonati con un pugno di mosche in mano? se avevo già dei presentimenti? si, ma solo negli ultimi mesi. Ho cercato di parlargli di chiedergli, ma lui “no, non c’è niente, tutto a posto”.
@andy sono anche io nella fase dell’entusiasmo a scadenza breve. Mi sento forte e debole, felice e triste, ma è come se facessi tutto a capo chino aspettando la mazzata che arriverà (perché arriverà) dritta dritta sulla nuca!
@marzia lo stato emotivo che descrivi mi sembra così reale, tangibile e naturale che mi chiedo come non si possa non attraversarlo dopo un tale dolore. Coraggio!
ma no silvy dai, l’amore può finire, come può anche essere che non ci sia mai stato… forse perchè parliamo di AMORE quello maiuscolissimo, dono riservato a pochi.
“no, non c’è niente, tutto a posto”.
già… proprio così. tutto a posto. poi dopo te ne accorgi.
Ragazzi,
G R A Z I E.
Le parole di voi tutti mi hanno emozionata e allora mi dico che forse i miei sensi non sono IBERNATI sul serio, perché ancora mi entusiasma scrivervi e ricevere un feedback della condivisione di un sentire comune. Per questo, grazie.
Non ci sono miei interventi nell’ultima settimana perché sono stata qualche giorno via. Avevo bisogno di isolarmi per un po’ e confrontarmi con me stessa. L’umore è stato ed è altalenante, ma non mi arrendo.
L’ho sognato ogni notte, lo ammetto.
Difficile dimenticare. I sentimenti sono una vocazione, nel senso etimologico del termine. E io per tanti anni l’ho adorato religiosamente, con quel fervore con cui si crede solo nelle fedi monoteiste. Com’è il comandamento? “Non avrai altro Dio al di fuori di me”; ecco, appunto. E ora sono agnostica, se un dio esiste non lo so più. Quel che resta è solo una chiesa sconsacrata e nessun fedele andrebbe a pregarci.
Di giorno, però, ero serena, fiera di me stessa, di riuscire a cavarmela da sola senza lasciarmi immobilizzare dalle insicurezze. Faticosamente è vero, ma sapevo di procedere. E mi dicevo che io non l’ho ancora trovata la mia risposta riguardo a ciò che succede DOPO, però sento che se anche non ci fosse l’amore ad accenderci, deve pur esserci qualcos’altro in grado di farci ancora sentire vivi. Quello che possiamo fare è coltivare queste gratificazioni che, fortunatamente, nessuno può sottrarci. Per me, viaggiare da sola e scrivere sono le armi più potenti contro le mie fragilità più invalidanti. E ascoltare la musica, ovvio. E poi questa sensazione di sentirvi così vicini pur non conoscendovi affatto. Quasi un miracolo.
Mi farebbe piacere sentire anche i vostri piccoli rituali di autoconservazione: quali sono le cose che vi infondono forza e buonumore e che dipendono solo da voi, soprattutto in questa fase post-trauma?
p.s. mi piacerebbe parlare anche singolarmente di ognuna delle vostre storie. Se a qualcuno va, ci scambiamo la mail.
Ah, un’altra cosa. Ho letto con attenzione le vostre posizioni sulla possibilità o meno che un amore vero possa finire.
Mi piacerebbe sentirmi ancora certa che l’autenticità del sentimento possa essere garanzia di un legame imperituro, in cui le crisi si affrontano uniti senza rimettere in discussione tutto. Mi aiuterebbe ad avere un punto fermo in cui credere, sarebbe una rassicurazione in grado di infondermi rinnovata fiducia.
Invece, la delusione mi ha schiacciata e ora mi sento confusa e scoraggiata e so solo che credere nell’amore è un investimento troppo rischioso su cui scommettere ancora.
O forse è solo prematuro.
Mi dispiace non poter dare un contributo alla discussione.
Io so solo che non mi è mai successo di amare e poi, improvvisamente, smettere. Anche quando la situazione era penosa, le difficoltà più frequenti della spensieratezza e le lacrime più copiose dei sorrisi. Magari avrei dovuto difendermi, dare priorità alla mia serenità, ma l’eventualità di allontanarmi non era per me contemplata. Così mi chiedo se a volte più che di amore verso qualcuno, non si tratti di disamore verso se stessi. Non lo so, è solo una delle ipotesi.
nidrosian@yahoo.it
La risposta al post 23,puoi averne un assaggio nel mio post 3, se vuoi degli approfondimenti frattinima@gmail.com
Attenta a Spectre! La sa più lunga di quanto dice!
se ti piace la musica puoi andare ad ascoltare le musiche che compongo su http://www.myspace.com/mariusmusica direttamente da quì. Se ti va, di scrivermi, fammi sapere cosa ne pensi. L’invito è per tutti
naturalmente, in una solo canto, sono un compositore,l’ho messa perchè qualcuno voleva sentire la mia modesta voce. Libero è il titoo dell’unico brano cantato. Ciao marius
“Mi piacerebbe sentirmi ancora certa che l’autenticità del sentimento possa essere garanzia di un legame imperituro, in cui le crisi si affrontano uniti senza rimettere in discussione tutto”.
“Io so solo che non mi è mai successo di amare e poi, improvvisamente, smettere. Anche quando la situazione era penosa, le difficoltà più frequenti della spensieratezza e le lacrime più copiose dei sorrisi. Magari avrei dovuto difendermi, dare priorità alla mia serenità, ma l’eventualità di allontanarmi non era per me contemplata”.
leggete e imparate cos’è una donna VERA, viziate da strapazzo!
Sono superstite di un week end come tanti… uscita con l’amica, bevutina al pub e discoteca.
Vi è mai capitato di sentirvi così SOLI in mezzo a tanta gente da credere che nulla più abbia un senso?
Bhè… è una delle sensazioni più dure da gestire…
Non ti riconosci più.
Dove sono finita???
La gente balla, ride, si presenta…
“ma chi è questo idiota, che vuole da me…?”
ecco, praticamente è quello che penso continuamente…
Ma per non cadere e sprofondare nel buio, ho imparato ad indossare faticosamente quel famoso sorriso di convenienza.
Tristissimo…
Così passano le serate, i giorni e le settimane…
Poi ti ritrovi davvero sola, in quell’auto verso casa.
C’è sempre una canzone alla radio che parla di lui…
Ed ecco…che ti invade il pensieri peggiore: dov’è lui e soprattutto con chi è adesso?
Solo un mese fa i nostri giorni erano fatti di me e di lui.
Ma “noi” non bastavamo…
Stanotte per la prima volta ho detto addio al suo divano, alla copertina arancione che litigavamo, alla sua tv sansung… al cuscino su scritto “ti amo” che gli avevo regalato i primi mesi.
Come posso dimenticarmi del suo faccino mentre lo stringeva per poi lasciarlo e abbracciare me? Mi mancano i film con lui, mi mancano le nostre passeggiate, le nostre chiacchierate… anche i continui litigi mi mancano!! Possibile che lui non ci pensi?
Penso al giorno prima di lasciarmi, una serata come tante: a cena da i suoi, poi su in camera a guardare la tv (c’era la prima puntata dell’onore e il rispetto)e poi l’amore…. i suoi “ti amo”…
Anche scrivere a voi adesso diventa difficile…
Sono sola con il mio dolore.
Cremonini cantava: “non è più domenica…”
Giusto, non è più Domenica.
Caro Andy,
non lo so se merito il tuo apprezzamento (però grazie!), so che quando ci tengo a qualcuno, lotto per lui.
Mi viene sempre in mente questo pensiero (scusate se è macabro): se vi dicessero che vostro figlio è malato grave e che dovete accudirlo e curarlo, senza garanzie certe di guarigione, decidereste forse di abbandonarlo/sopprimerlo e di partorirne un altro?
Porca miseria, chi mai ragionerebbe così? Quale mostro anaffettivo lo farebbe?
Questo per me era la relazione con Claudio: valeva qualsiasi sforzo, qualunque faticosa attesa. Non ne volevo un’altra di relazione, neanche fosse stata più sana, facile e serena. Perché niente mi appagava più di una sua carezza. Nonostante tutto. Era irrinunciabile e insostituibile. Come un figlio. Tutti mi dicono: “Ma non era tuo figlio!”, ma io così l’amavo, come fosse stato la mia stessa carne, da sempre. E lui mi ha ripudiata. Ergo, l’avevo sentita solo io l’indissolubilità di quel legame.
Per questo, mi chiedo, Andy: sono stata una DONNA vera o una PAZZA ILLUSA vera?
Ciao Toroseduto,
grazie per il link alla tua pagina myspace! L’ho già visualizzata, anche se per ascoltare la musica dovrò prima aspettare di aggiustare le cavolo di casse del computer!
Buona domenica,
M.
Cara Marzia,
i piccoli rituali di autoconservazione riguardano tutto ciò che ci fa star bene e che aumenta la nostra autostima. E’ banale ma è così. Ovviamente anche scrivere qui e sentire la “voce” degli altri aiuta molto!
Non conosco la tua storia Marzia, almeno nei dettagli… ma in generale penso che quando un rapporto di lunga durata arriva al capolinea (a meno che di mezzo non ci siano tradimenti o peggio botte) la colpa è di entrambe le parti.
Se si fa la scelta di condividere la propria vita con un’altra persona (convivenza nel mio caso) i problemi vanno affrontati e risolti insieme. Se però non ci sono le basi (sentimenti e volontà di impegnarsi) al primo segnale di pericolo qualcuno abbandona la nave.
E pensare che quello che avevamo costruito insieme mi sembrava così importante e prezioso! Io non l’avrei mai buttato via…
Un forte abbraccio a tutti coloro che in questo momento stanno provando a rimettersi in piedi!
Ciao Roby, Ciao Mario. Grazie per le sincere parole di sostegno. Mi auguro che questa “tela“ possa tessere anche delle straordinarie amicizie. A presto e un caro saluto a tutti voi. Massimo
Silvy,
è vero, la responsabilità delle difficoltà in una coppia è quasi sempre di entrambi, ma la colpa della decisione di NON affrontarli quei problemi (spesso anche negandone radicalmente l’esistenza, indignandosi dei dubbi nutriti dall’altro o rassicurandolo falsamente) è di solito di uno dei due che li sminuisce strenuamente, giusto per lavarsene le mani e, nel frattempo, si allontana in sordina o, più verosimilmente, non è mai stato realmente vicino. Perché mi rifiuto di credere nei distacchi, peferisco (probabilmente anche illudendomi, non so) pensare che non c’era mai stato un vero legame. Si tratta di impostori vigliacchi che usano e gettano come si fa con i kleenex. Solo che loro piangono solo finte lacrime.
Vigliacco perché sei fuggito dopo aver scelto di stare con me.
Falso perché hai guardato in fondo al tuo cuore solo quando io t’ho costretto.
Immaturo perché sei scappato di fronte alle tue responsabilità.
Codardo perché non hai parlato e affrontato insieme.
se questo è un uomo…
Immaginate che a ritornare nella casa di origine sia Lei.
dopo avere ottenuto di vivere in una casa prossima a quella dei genitori;
dopo aver mantenuto i legacci di “dipendente dalla mamma” in tutto ciò che era la sua vita da nubile;
dopo aver ottenuto con sapienza ed astuzia uno splendido bambino divenuto il gioiello di famiglia;
dopo aver infangato il buon nome del padre con violenze inesistenti e diffamazioni assortite;
dopo aver dato il benservito e le più atroci umiliazioni a chi prima veniva elogiato e tenuto ad esempio;
dopo avere illuso con la “consensuale” un indolore distacco per un rapido ritorno, dopo un periodo di riflessione;
dopo avergli poi strappato dalle mani il frutto del loro amore;
dopo aver fatto soffrire pene inaudite al genitore “rottamato” per gli interminabili giorni senza vedere il figlio;
….dopo questo… e tanto altro dolore, inclusa la silenziosa ed estenuante resistenza in famiglia (come se fosse un feto da abortire) prima della reale separazione, per non essere complice della disfatta, ed essere magari poi bollati, come dei “Vigliacchi”; non rimane che una amara riflessione…
Avere sbagliato mentalità di esistenza!
Scusate lo sfogo…
Max
Marziav, non so se ci siete ancora. Ho letto con molta attenzione le tue intelligenti riflessioni.
In particolare in questo ultimo post, chiedi cosa succede DOPO la separazione. Una delle sofferenze, tra le innumerevoli sofferenze conseguenti all’abbandono, è l’impossibilità di prevedere il futuro. Ne sono consapevole, però penso anche che la “prognosi” del nostro dolore dipende molto da come ci poniamo rispetto all’esperienza subita (anche se per mio percorso personale, penso che si subisca anche ciò che si è contribuito a realizzare al 50%……).
Mio marito si è innamorato di un’altra ed ha abbandonato il tetto coniugale, per una pausa di riflessione. Sai molto bene l’abisso in cui mi trovo e cerco di mettere in moto tutte le mie risorse per farcela, per non annientarmi, per trovare il giusto equilibrio tra il mantenere aperte tutte le ipotesi e il non lasciare che mi calpesti.
Cara Marziav, adesso che è passato un anno, qual’è stata la tua prognosi, la tua evoluzione? Puoi rispondere per favore tu, alla domanda che hai posto? Chiedo la stessa cosa anche agli altri che un anno fa hanno commentato la tua lettera.
Ti/vi pongo questi quesiti anche se credo che lo stare veramente bene, significa forse essere lontani con la mente e con il cuore mille miglia da questo sito……… forse non avere risposte, è la risposta più bella!
Un abbraccio
Cara Monic6,dopo un anno e mezzo da quella separazione tanto dolorosa,non avevo più scritto su questo sito,però se ricevo l’avviso di un nuovo commento alle mie vecchie lettere mi fa tanto piacere leggerlo.La mia convalescenza ha avuto,come sospettato a suo tempo,un decorso clinico quasi da manuale,con illusioni di guarigioni miracolose e successive,rovinose ricadute.Il mio ex mi ha dato l’assedio sia quando frequentava la sua nuova compagna che dopo che con lei è finita.Per lui,evidentemente,io ero molto più indispensabile di quanto lui lo fosse per me(non parlo di innamoramento ma di necessità).Ma io non me ne rendevo conto,mi sentivo insignificante,la parte debole.Ma non ero debole,ero solo debilitata.Il mio sistema immunitario ha dovuto combattere con ogni risorsa disponibile la malattia che mi devastava:non l’amore per lui ma il disamore per me stessa.Mi sono guardata dentro e resa conto che la sofferenza più profonda non era per la nostalgia,per l’umiliazione o per l’abbandono,ma per non avere più qualcuno a cui affidare la responsabilità della mia vita.Hai ragione quando dici che nelle separazioni c’è sempre,in una qualche misura,un concorso di colpa.La mia storia non poteva non collassare perchè l’avevo caricata del peso gravoso del mio vuoto affettivo, delle mie paure pregresse,di insicurezze preesistenti alla storia stessa.C’è un piacere masochistico nel lasciarsi torturare dagli altri:ci si può concedere il lusso di avere un atteggiamento passivo.Io,inconsapevolmente,ho fatto la vittima per anni.Ero più vigliacca che innamorata.Queste le riflessioni maturate durante questi mesi di pene finalmente fruttuose,anziché sterili e lamentose.
Dunque, per citare la domanda iniziale, sensibilmente ho pianto e ora,sì,sensibilmente riesco a sorridere.Mi sono innamorata,ma non di un cavaliere venuto a soccorrermi:sono innamorata della mia vita,delle mie opportunità.E’la relazione affettiva più faticosa e rischiosa in cui abbia mai investito le mie energie attivamente.Ne sono protagonista.E sto bene.Ho scelto di aspettare ad avere un uomo accanto perchè non è ancora il momento.Non mi lascio prendere dall’ansia,non mi avvinghio al primo che mi dimostra un interesse solo perchè ossessivamente timorosa di ritrovarmi sola o che poi sia troppo tardi perchè ho già 30anni.Vivo.Mi ascolto.A volte mi lodo,altre mi rimprovero,ma cerco di perdonarmi sempre.Ma questa è solo la mia storia.Ti auguro di cuore di stare presto bene.Non pensare a lui,ripensa a te.Lo meriti.M.
Grazie Marzia! E’ piacere leggere di te, delle tue scelte consapevoli, del tuo essere un fiore in fioritura, del tuo saperti perdonare e amare. Hai già 30 anni? Tesoro, sei giovanissima!!!!! Conosco persone che hanno ricominciato dopo i 50 anni. La vita sono certa ha pronto per te un bellissimo futuro, ricco anche di amore reciproco. Proprio perchè lo sai aspettare e non hai bruciato la tua opportunità di crescita, perchè ti sei assunta le tue responsabilità della tua storia. Perché sai che le difficoltà si possono affrontare, senza rimanere annichiliti. Perché sai che la nostra forza interiore con la quale affrontiamo le avversità, poggia sulla nostra serenità.
Il confronto con te mi è di grande aiuto, anche se ogni storia è a se e le differenze anche anagrafiche tra noi sono notevoli (ho 43 anni). La storia con mio marito era il mio progetto di vita, adesso sono come svuotata anche se in progress. In realtà, ci siamo riavvicinati ma…… a volte lo guardo ed è come un estraneo per me. Abbiamo deciso di abitare ancora in case separate e intanto di ri-frequetarci (parecchio devo dire), per capire se abbiamo spazio di ricostruzione, per ritrovarci migliori insieme o separati. E’ una scommessa rischiosa, sopratutto per me dato che so che con l’altra continua a vedersi per necessità comuni. Ma ho anche fiducia in lui e so che mi dice la verità. Io lo sento.
La difficoltà ora è ritrovare la mia serenità per lasciare spazio a questa nuova evoluzione, qualunque sia. Senza bruciare nulla ma senza neppure aggrapparsi a qualcosa che deve essere lasciato andare. Per te è ancora tutto da venire e sono certa che avrai molte soddisfazioni. Un grande, grande abbraccio ad una magnifica trentenne (l’età della vera bellezza, anche se pure a 40 e oltre……!). Buona vita.
Cara Monic6,
le tue parole emozionano.
Ti lascio la mia email nel caso ti faccia piacere scriverci e condividere ancora pensieri, esperienze, sensazioni. Io ne sarei ben contenta 🙂
marziavaccaro@hotmail.com
In caso contrario, ti saluto affettuosamente con un grande incoraggiamento a reinventare e rinnovare ma anche a riscoprire. Credo che il perdono e la dignità possano coesistere e che, quando succede, sia meraviglioso ritrovarsi di nuovo insieme. Questo ti auguro, perché sento quanto lo desideri. E’saggio, comunque, concedere di queste seconde opportunità prendendo il proprio tempo, come stai facendo. Goditi ogni attimo di questo riavvicinamento, vivine la leggerezza e la spontaneità, fatti corteggiare, ridi, gioca. Riscopriti divertita e divertente. Ti immagino radiosa mentre sorridi.
Un abbraccio, Marzia
Eccomi di nuovo qui, e’ passato un anno dalla fine della mia storia. Ho quasi 35 anni e
non ti nascondo che ho paura di restare sola, di non poter più avere dei figli, di non
trovare un compagno di vita. Per il resto ho attraversato varie fasi senza mai affrontare
quella dell’autodistruzione. Al contrario ho cercato da subito di curarmi e mi sono sentita
dire “Sei rinata, stai benissimo, devi ringraziarlo per averti lasciata…” stendiamo un velo
pietoso, in compenso però il fisico ha accusato lo stress generando una serie di disturbi
di cui prima non soffrivo!
Sono partita dalla cura di me stessa e sono arrivata alla conclusione che la mia vita era
sbagliata. Come tu dici avevo fatto l’errore di affidargli la responsabilità della mia felicità
e della mia esistenza, della quale, negli ultimi anni, non ero affatto contenta. E questa
mia insoddisfazione mi ha in parte spinta a chiedergli con insistenza una famiglia, dei
figli, come via d’uscita, come se in questo nuovo ruolo di madre e moglie potessi
finalmente sentirmi appagata accantonando tutta una serie di problematiche che non
avevo la forza di affrontare (lavoro, casa etc). Così piano piano sto imparando a volermi
bene ed ora ho capito che devo riprendere in mano le redini della mia vita. Questo
significa un enorme sforzo, significa essere sempre presenti a se stessi. Sono solo
all’inizio. Continuo a sentirmi sola, ma sai cosa m’ha fatto aprire gli occhi? Un libro e la
domanda che mi sono posta: ma io vorrei al mio fianco una persona con delle questioni
irrisolte come le mie? la risposta è stata no! Costa fatica mettere mano a queste
situazioni ed io non ho ancora iniziato ad agire, però ho la consapevolezza di voler
essere una persona migliore.
Un’altra cosa: non mi è rimasto nessun bel ricordo della nostra storia, possibile? L’ho
sognato (da un pò non più) e sempre in termini negativi. Il mio cervello m’ha protetta dal
dolore e dalla sofferenza? oppure il mio non era più amore? Vorrei riavere indietro
almeno gli ultimi tre anni della mia vita passata con lui… dopo i 30 ogni anno speso a
non perdere tempo con la persona sbagliata è un anno preziosissimo. Solo ora me ne
rendo conto, prima ho lasciato passare le settimane, i mesi, gli anni nella sua confusione
e indecisione. Non sono stata presente a me stessa ed ora ne pago le conseguenze.
Marzia tienimi aggiornata sul tuo percorso di rinascita in cui mi riconosco molto, sei una
ragazza molto intelligente e più matura dei tuoi 30 anni.
Ti abbraccio
Aho, ci fosse mai una donna che sta insieme non per risolvere i suoi problemi ma per amore.
Dopo 40 anni, i divorzi come le separazioni, non hanno diminuito il dolore ma l’hanno incredibilmente aumentato, sia di numero che di intensità, poichè in una società dove nessuno è oramai disposto a cedere all’altro parte di se, si cede facilmente ed ingannevolmente nella soluzione effimera del ritornare, con questo sistema, come prima del matrimonio; anche quando i figli e gli anni trascorsi non sono certamente invisibili.
Paradossalmente si cede alla soluzione che sulla carta “sembra” già collaudata e comunque legalizzata. Ma con il tempo ci si ritrova soli e sempre più egoisti, privi di pensieri che contengono scelte certe ed inattaccabili. Con il trascorrere del tempo il bisogno psicologico di talune certezze che forse ci avevano accompagnato nella nostra formazione, diventa sempre più una spina nel fianco.
Quella di aver avuto dei genitori uniti per il nostro futuro.
@Criss: i problemi gli abbiamo tutti pure tu probabilmente. Dopo 11 anni insieme e una
lunga convivenza forse era anche naturale desiderare dei figli e una famiglia. E
probabilmente se ora lui non m’avesse lasciato o avessi trovato un altro uomo con il
quale costruire una famiglia e farmi un futuro non starei qui a fare “introspezione”. Però
sono sola e sono stata costretta a fare un’autoanalisi, capire le cose che non vanno bene
della mia vita e cercare di migliorarle. Sai quante coppie vanno avanti con gli occhi e le
orecchie tappate? Stanno insieme per la paura di restare soli.
@Michele “con il tempo ci si ritrova soli e sempre più egoisti” è vero, ma impegnarsi a far
funzionare le cose pare sia un’utopia nella nostra società usa e getta che macina e sputa
e c’è finito pure il mio rapporto tra le sue maglie, è stato masticato e sputato e ora
arricchisco le file delle disilluse non più giovani con un passato ingombrante alle spalle.
Credevo tantissimo nel valore della famiglia ora non so più niente…
@Silvy – Se le convinzioni in cui crediamo diventano dopo un pò “utopie” anche a noi stessi, significa solo due cose: o abbiamo mirato troppo in alto, o non siamo mai stati troppo convinti (per capacità di raggiungimento) delle nostre idee.
Niente è facile nella vita, oggi più di ieri, tantomeno la pianificazione e realizzazione (in prima persona) di una serenità in seno ad una famiglia unita. Il vero guaio che ci perseguita è che siamo sempre meno disposti a sacrificarci per un obiettivo a lungo termine e sempre più pronti a mettere la freccia alla prima scorciatoia che mette una pezza un nostro dolore interiore del momento.
Fatichiamo immensamente a convincerci che la società usa e getta siamo anche noi, con le nostre esigenze improrogabili che generano alla fine decisioni irrinunciabili. Siamo le ruote inesorabili di un meccanismo che ci masticherà a nostra volta sputandoci fuori quando sprofonderemo nella disillusione e nelle nostre paure più antiche, oramai svuotati dei nostri più convinti ideali.
Un attenta analisi (come già fai) di se stessi porterà sicuramente ad un miglioramento delle nostre condizioni, ammettendo però che siamo noi stessi i primi a sbagliare! Evitando quanto più possibile di scaricare ad altri le cause dei nostri fallimenti e diventando almeno una volta, più umili di chi ci sta ascoltando. Imparare a gioire di ciò che abbiamo sarebbe già un buon punto di partenza.
Ti dirò di più: Anche un solo giorno senza Sorriso è un giorno perso.
Michele, alla tua analisi aggiungo che oltre alle cose che hai elencato, noi donne dobbiamo fare i conti con la spinta naturale a mandare avanti la specie e il maledetto orologio biologico che ci rende inabili molto prima di voi. Sono piena di amiche i cui compagni dopo 6-8 e a volte più anni, se la sono data a gambe levate nel momento in cui la donna reclamava un figlio. La differenza è che gli uomini si possono illudere per molto più tempo di essere onnipotenti, rimandando all’infinito scelte come quelle di fare un figlio, pensando che c’è sempre tempo. Noi donne ci dobbiamo confrontare già a 35 anni con il fatto che non siamo onnipotenti, anzi viviamo in balia di cose che non possiamo controllare, come gli anni che passano. Insomma, io non solo devo vivere con un lavoro precario, con la difficoltà a trovare un uomo che voglia una famiglia anche se ha “solo” 35 anni, con le mie mancanze caratteriali che hanno contribuito ad allontanare il mio compagno e con il mio consegente tentativo di diventare migliore, ma devo anche tenere presente che questo forse non basterà, perchè non ho più tempo. Una certa ansia, con questi pensieri, ti viene…..e anche sorridere, diventa meno facile.
Facciamo tutti parte di questa società usa e getta è vero, ma fino a poco tempo fa mi ero
illusa di aver preservato almeno la sfera degli affetti: mi sbagliavo. Mi pareva impossibile
che in mezzo a separazioni, tradimenti e divorzi il nostro rapporto dopo tanti anni stesse
ancora in piedi… si vede che ad un certo punto mi è sembrato talmente assurdo che io
stessa ho smesso di crederci (come tu dici). In fondo che cosa avevamo di diverso noi
dal resto della massa? Niente ed infatti la mia paura quella di perdere noi (non lui) è
diventata realtà.
Ed è proprio quando il meccanismo t’ha masticato e sputato e devi fare i conti con le
disillusioni e le paure più antiche che ti ritrovi “nudo” con te stesso. Non credo sia un
male affrontare le proprie paure, certo non è facile, come tu dici devi riconoscere per
prima cosa i tuoi errori.
A volte si vive incanalati in dei binari senza mai farsi troppe domande perché non si
vorrebbero sentire le risposte. Chi deraglia, anche se non avrebbe voluto, ha
l’opportunità di cambiare binario o mezzo di trasporto!
Aly e Silvy dalle vostre parole viene fuori uno spaccato importantissimo della nostra società e vi ringrazio per averlo sviscerato e messo ben in evidenza a chi ci sta leggendo.
@Aly. Credo che ti carichi troppo sulle spalle la responsabilità della continuità della “specie” come se fossi l’unica prescelta di una dinastia eletta. Non credo che sia proprio così!
E’ verissimo che l’onere, il dolore (ma credo, anche la gioia) di allevare in maniera “Esclusiva” per almeno, i primi 8-9 mesi la nuova vita, è una prerogativa totalmente femminile ma poi cosa succede, o meglio cosa dovrebbe succedere? Si deve entrare in una condivisione amorevole, di quella vita che diventerà parte della una nuova generazione e che un giorno prenderà il nostro posto. Ma questo non può nascere come per magia, al momento del parto ma deve essere frutto di un intesa preesistente, se vuoi anche mai rifinita nei dettagli, ma sincera che deve ritrovarsi presente e spontanea per entrambi i genitori in maniera altruista nel momento che occorre.
Diventare genitori cambia la vita; non esiste nessuna scuola che te lo insegna e per esserlo bisogna essere disposti a ridiscutere tutte le nostre priorità senza il minimo egoismo.
E’ forse questo il motivo della tanta resistenza che incontri. Pensaci bene. Ringrazia Dio se credi, o la buona sorte se adesso non si è in due a piangere e recriminare scelte non pienamente condivise. Qualsiasi bambino o bambina ha egualmente bisogno di entrambi i genitori per crescere, svilupparsi ed imparare a vivere, e credimi, la cosa più semplice e naturale per lui o lei è imitare il comportamento dei genitori che vivono insieme.
Dal mio punto di vista l’uomo e la donna non devono mai essere in competizione l’uno contro l’altro, ne rivendicare per se onnipotenze o carenze biologiche che tendono a esaltare o sminuire le nostre peculiari capacità. Anche quì i “cattivi” insegnamenti della società contemporanea ci portano a schiacciare le nostre caratteristiche ad una piatta e banale uguaglianza di fondo che non ci rende ne felici ne unici; facendoci dimenticare la nostra indispensabile complementarietà verso l’altro.
Già Aly è proprio così… mi riconosco molto nelle tue parole e nella storia delle tue
amiche. Purtroppo a volte gli uomini non si rendono conto che noi al contrario di loro
abbiamo una “data di scadenza”, che ad un certo punto ci scatta il famoso orologio
biologico, che abbiamo comunque uno spirito di sacrifico innato (gravidanza, parto,
allattamento, accudimento della prole). Uomini “maturi” di fronte alla richiesta di fare un
figlio con la compagna di una vita scappano a gambe levate… paura delle responsabilità,
di prendersi delle impegni? Non capisco perché allora passare tanti anni accanto ad una
persona con la quale poi evidentemente non si vuole costruire qualcosa di duraturo. E
noi restiamo “bruciate”! Perché gli anni passano, perché a 35 anni non si hanno le stesse
opportunità di incontrare l’uomo giusto che si hanno quando si è più giovani, perché si è
rimaste scottate dalla fuga dell’ex. E come dici tu Aly, diventa sempre più difficile
sorridere…
@Silvy Scoraggiarsi di fronte alle vicende personali negative è umano, ma non aiuta il nostro senso di autostima, ne fa introspezione costruttiva di qualcosa che deve o vuole essere migliorato.
La difficoltà come le paure sembrano sempre più grandi di noi quando decidiamo di affrontarle, ma nessuno fortunatamente ci impone di doverle combattere e superare in un giorno o in un mese…. si inizia e non ci si perde d’animo; magari circondandosi di persone che si ritiene più forti di noi o meglio, che siano in grado di tirarci su nei momenti necessità. Chiedere aiuto agli altri non è mai una vergogna piuttosto una capacità in più di saper corregersi anche ascoltando dei buoni consigli. Come scrivevo prima, la tendenza a divenire ed essere tutti uguali ci sta “massacrando” psicologicamente, facendoci perdere l’ottimismo che naturalmente possediamo. E’ un eguaglianza distruttiva, votata al peggio, che come scrivi ci fa sembrare “assurde” anche le cose belle che viviamo…. tanto, da farcele crollare addosso.
Ma non è paradossale tutto ciò? Io credo di si!
Il viaggiare incanalati in un binario non mi sembra poi una brutta cosa, questo sicuramente ti evita le scorciatoie “facili” di una strada libera, che ti farebbero perdere di vista la destinazione finale. Rimane comunque fondamentale sapere scegliere con convinzione, in quale binario far correre il nostro vagone, quale velocità scegliere pensandola rapportata al percorso, ma ancora più importante, saperci mettere dentro i passeggeri “giusti” che ci aiuteranno a superare le inevitabili difficolà. Sembra un gioco ma non lo è. E’ la nostra Vita l’unica che possediamo e che abbiamo il dovere di vivere senza doverne poi recriminare le scelte.
Esistono tanti Angeli, tra questi anche quelli nati con un ala sola, ma con lo stesso desiderio di volare in alto, per questo hanno necessità di stringersi ad un altro simile per poterlo fare.
Vi Auguro, perchè mi piace pensarlo, che tutti gli Angeli di questo mondo abbiano almeno una volta l’opportunità di volare alto per poi rimanerci il più lungo possibile.
Grazie a Voi.
Anche io vivo uno stato di abbandono amplificato dal valore primario che davo alla mia famiglia e ai tanti sacrifici.
Non credo che arrovellarsi nel dolore serve a qualcosa ma sicuramente non dipende da noi e’ qualcosa che tocca vivere affrontare.
Per mesi non ho voluto accettare e forse nemmeno adesso ma in fondo non c’e’ alternativa tocca guardare in faccia la realta’: la persona amata non sta bene con noi preferisce star sola o trovare altro.
Non possiamo nulla difronte a questo propio nulla ,tocca guardare a noi stessi ad un futuro che sembra impossibile ma che volenti o no ci sara’;bello brutto che sia in parte dipende dalla fortuna ma anche da noi, dalla capacita’ di reagire di ricreare cio’ che ci fa star bene .
Rimpiangere cio’ che si e’ persi non serve anulla ormai e’ perso.
Mi auguro che tutto questo dolore servira’ a qualcosa a far nascere un’uomo nuovo piu’ consapevole.
A tutti voi auguro di ritrovare il vostro equilibrio il vostro sorriso che sicuramente potra’ rendere felici le persone che incontrerete sul vostro cammino e che decideranno di accompagnarvi.
Ciao Renzo, sono molto toccata dalla tue parole, che descrivono con pacatezza la profonda sofferenza di essere lasciati. Aggiungo un pensiero che a me ha fatto bene: se “la persona amata non sta bene con noi, preferisce star sola o trovare altro” allora è logica conseguenza che anche per noi è preferibile star soli o trovare altro, piuttosto che stare con lei/lui. Quando si è lasciati, scatta un meccanismo umano del quale non capisco il motivo, sembra che non abbiamo mai amato tanto l’altro come in quel momento. Allora, forse e dico forse, mitizziamo un pò (troppo) la persona che ci ha lasciato, non vedendone più i difetti e tutto quel corredo di mancanze nei nostri confronti, che sicuramente sono state presenti almeno nell’ultima parte del rapporto.
Se per l’altro è bene allontanarsi da noi, allora è molto bene anche per noi allotanarci da lei/lui.
Bisogna lasciare andare quello che appartiene al passato, solo così permetteremo alle cose nuove di arrivare. Un commento: OK alla nascita di un pensiero più consapevole su noi stessi! Giusto.
Un abbraccio virtuale a te e a tutti noi.
PS: per Michele che dice che non sono l’unica prescelta per la continuità della “specie”: io questo lo so, ma forse tu non sai cos’è “l’istinto” materno…. la razionalalità vale zero a paragone del desiderio istintuale. Cmq grazie per i tuoi pensieri.