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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Categorie: - Amore - Famiglia - Me stesso

1.662 commenti

Pagine: 1 2 3 4 5 6 34

  • 151
    aleba -

    Tutto si riconduce alla vogli a di mettersi in discussione, di capire e alla disponibilità a spiegarsi bene. Aver paura di parlare, non mettersi in condizione di ascoltare creano distacco tra i partner. Fino a quando tutto gira bene, forse si può andare avanti anche anni a vivere così pensando che sia una vita serena, magari felice. Ma se capita un intoppo, un problema di quelli pesanti come può esserlo un tumore, o il bisogno estremo di comprensione da parte di uno dei due partner, allora si rivelano le ammaccature, i pensieri autonomi che hanno portato ad imboccare strade diverse.

  • 152
    Fuori dal Coro -

    Aleba – Luna

    Ciao Luna, Ciao Aleba. Stavolta scrivo una lettera unica. Oggi credo sia il mio ultimo giorno di lavoro e dove andrò non credo che avrò la possibilità di connettermi ad Internet. Ma questo lo dico adesso. Non so se partirò. Purtroppo non l’ho mai detto nei miei post ma credo che in quest’ultimo periodo (un mese circa) credo stia attraversando una fase davvero critica. Non so se può chiamarsi depressione o qualcosa di simile. So solo che non sto bene. Non sono quello di prima. Lo shock dei primi mesi, il pianto, la determinazione che ho avuto nel cercare con tutti i mezzi di riconquistarla, gkli sforzi mentali che ho fatto per farle capire che adesso quel figlio lo volevo anch’io, che ero pronto ad aiutarla dove e come avrebbe voluto, la rabbia per il suo tradimento. Bene tutto questo si è trasformato in angoscia, in nervosismo, in insicurezza, in paura di fare tutto, in un pensiero continuo al mio amore per lei, a ciò che avevo e che sapevo di avere, e soprattutto all’incredulità di fronte ad un cambiamento (almeno nei miei confronti) di una persona in cui ho creduto fortemente e che era diventata sullo stesso piano dei miei genitori.
    Tutto questo mi ha portato ad una condizione per la quale mi sento perso nel mondo. In un mondo nel quale non mi sono mai trovato bene perchè non amo questo tipo di società fondata su falsi valori su ideologie sbagliate e falsità.
    Io comunque, con tutti gli errori che un uomo può commettere in buona fede, sono un uomo pulito, sincero. Ma soprattutto un uomo leale. La lealtà mi vanto di sbandierarla come mio pregio. Sono e mi ritengo un uomo leale. Un uomo che ha sempre saputo quali fossero le due o tre cose che avrebbero potuto buttarlo giù: un lutto, una malattia, una forte delusione dalle persone in cui credi ciecamente.
    Ecco nella mia vita non sono mai contati i soldi, la carriera o quant’altro. Ma quelle tre cose. Su di un lutto prima o poi interviene la rassegnazione. E’ dura, durissima ma sai che è una cosa che avverrà. La malattia magari non te l’aspetti. Penso tra le tre sia la cosa più brutta. Ma se sei attaccato alla vita puoi lottare per tentare di sconfiggerla. Sulla terza non puoi fare nulla. Un amico una donna per la quale fino a ieri eri tutto il mondo e alla quale credevi ciecamente dandole la fiducia massimale ti si rivolta contro. Magari anche con delle ragioni. Ti accusa, ti attacca, ti guarda con rabbia e con odio, ti tradisce. E’ terribile per chi crede in certi valori.
    La persona sulla quale fino a ieri ti sei appoggiato e sulla quale facevi sentire il tuo appoggio. Questa persona che non ti considera più per il quale sei diventato il niente. Questa cosa ti uccide. A me uccide dentro.
    Ho provato in questi due anni a parlarle con calma. Nonostante lei mi parlasse con rabbia e mi guardasse con odio urlandomi che era colpa mia se era successo tutto questo. Le ho chiesto scusa su qualunque cosa potessi aver sbagliato. Ho fatto di tutto anche sbagliando….

  • 153
    Fuori dal coro -

    Aleba – Luna….(segue)

    …a volte urlando la mia rabbia. Io che non ho mai urlato. Io che non ho mai manifestato rabbia. Sempre calmo e pacifico. Ho chiesto una possibilità, una chance per farle vedere che era tutto un equivoco. Che non era vero che non credevo alla famiglia e che non avrei amato mio figlio. Non me la sentivo e basta. Vivevo una vita a mio parere fantastica con mia moglie e…mi bastava lei per vivere felice. Non sentivo il desiderio, il bisogno di un figlio, anche se a volte ci pensavo. Ma pensavo che un figlio avrebbe creato problemi. Che ci avrebbe impedito di fare quel tipo di vita che ci eravamo prefissata e che credevo anche lei volesse fare con me. Nonostante le sue richieste cara Luna (Aleba già lo sa), non ho mai avuto la sensazione che mia moglie desiderasse così tanto un figlio. Una volta mi disse questa frase: “vorrei averlo perchè ho paura di pentirmene”. Questa frase mi è sembrata equivoca. Una frase detta da qualcuno che forse vuole una cosa perchè “si deve fare”. Non ho capito il deisderio.
    Ma oggi care Luna e Aleba sono in un tunnel senza via d’uscita perchè ho capito che probabilmente un figlio lo negassi a me stesso proprio per paura. Una paura camuffata dal desiderio di vivere una vita senza ansie. Mi manca mia moglie. Mi manca la vita con mia moglie. Mi manca un figlio che vorrei da mia moglie.
    Io sono una persona tranquilla. Mi sono sposato con l’intento di fare le cose per bene. Non comandando nessuno. Cercando di non dire mai parole fuori luogo. Cercando di vivere serenamente. Rispettando genitori suoceri e parenti. Ma soprattutto cercando di essere felici. Non ho mai pensato care Aleba e Luna che il matrimonio fosse un percorso così difficile. I cambiamenti, gli umori. No. La mia mente non contemplava ciò. Ci eravamo conosciuti troppo bene. Sapevamo tutto uno dell’altra. Ci siamo detti tutto. Io le ho detto tutto. Ho sempre cercato di evidenziarle i miei difetti. Per farglieli capire. Per dirle: “questo è il mio massimo del male, oltre non posso fare”. Lei stessa diceva che la cattiveria non esisteva in me. Mi difendeva davanti a tutti. Oggi mi attacca davanti a tutti.
    Ma io sono qui ancora a cercare di capire perchè. Io la sogno di notte. Sogno i nostri dialoghi. Tutto.
    Luna, Aleba. A te Luna ti ho letto poco, Aleba molto di più. Siete entrambe bravissime a scrivere e a far capire i concetti. Leggendovi capisco alla mia età quando sia difficile oggi “sopravvivere” ad un matrimonio. Onestamente credevo fosse più semplice. Per me la base fondamentale era il Sentimento. E sul sentimento doveva girare tutto. Oggi però sembra che i sentimenti vadano e vangano. A mio parere si da importanza a troppe cose e tutto diventa complicato così come è complicata qualsiasi cosa della nostra vita. Basta girarsi attorno e guardare come le cose semplici siano dibentate complicate.
    Aleba faceva l’esempio delle due macchine in garage. Ma come si può arrivare ad urlare per una cosa simile ?

  • 154
    LUNA -

    Ciao a entrambi 🙂

    Fuori dal coro: io capisco il tuo stato d’animo. E ti dico sinceramente che quando una persona si rende conto di avere un malessere come quello che tu dici di provare, e ha l’intelligenza e la sensibilità e la consapevolezza per rendersi conto che così non va, non solo non c’è nulla di male nel chiedere aiuto, ma è un atto di intelligenza e amore verso se stessi, in primo luogo. Se non ci si ama più è importante tornare ad amare se stessi, se si ha l’impressione di non riuscire ad amare se stessi e la vita come prima idem. Tanto più se idee che cominciano a sembrare “ossessive” girano in testa 24 ore al giorno.
    Tu sei sconvolto e io lo capisco. Capisco anche che in questo momento tu non riesci a credere che mai potrai stare meglio di così. Potrai invece, perché in questo forum ci sono tante persone che hanno purtroppo attraversato tempeste emotive e personali ed esistenziali come la tua. Non sto banalizzando e minimizzando la tua, nè ti dico che ORA tu dovresti stare bene come un fiore, che sia strano che tu ti senti come dici di sentirti. Sei scioccato, è naturale.
    La frase che lei ha detto e che riporti: paura di pentirmene, riguarda chiaramente un SUO percorso personale, in cui lei faceva i conti forse comunque anche con delle contraddizioni dentro di sè.
    Perché, hai ragione tu, è diverso dire: “sento di desiderare un figlio ora” o “ho paura che in futuro potrei pentirmi di non averci pensato ora”.
    Per quanto riguarda le tue paura, Fuori dal coro, erano le tue paure.
    Puoi darti addosso quanto vuoi per averle avute, ma in fondo confrontavate due ansie futuribili oltre che due diversi desideri in quel momento.
    Lei temeva di pentirsi domani e di non saper gestire in futuro guardare indietro e non aver avuto un figlio.
    Tu temevi di pentirti domani di averlo voluto un figlio, e di non riuscire a gestire una vita diversa.
    certo, non tutto si riassume in una frase, però è comprensibile, per il tuo modo di essere che quella frase ti abbia colpito. Avrebbe colpito anche me.
    Perché neanch’io sono una schematizzata ma se una persona mi dicesse: “desidero un figlio da te ora, perché ti amo” e percepissi entusiasmo e gioia la prenderei diversamente che se una persona mi trasmettesse ansia dicendomi: “credo che dovrei avere un figlio ora, perché sennò un domani potrei pentirmene”.
    io non sto giudicando lei, perché i suoi pensieri sono comprensibili.
    D’altra parte forse lei ha visto in se stessa una questione emotiva (quindi più “valida”) e in te una questione “pratica” (voglio vivere esattamente come adesso, voglio stare in pace, non cambio idea). Sulla carta l’una può sembrare meno egoista dell’altra. Ma anche se è verissimo che esiste l’egoismo, e in entrambi i sensi, rimane il fatto che tu parli di paura. Tu avevi paura di cambiare vita. Tu avevi paura di scuotere un equilibrio?
    Perché?

    Tu Fuori dal coro mi sembra (posso ovviamente sbagliarmi) forse avevi bene chiaro in mente cosa dovrebbe essere il matrimonio felice.

  • 155
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro. Si percepisce chiaramente quanto tu sia emotivamente distrutto, angosciato; quanto l’amore per tua moglie stia diventando come un pensiero ossessivo che intacca ogni aspetto della tua giornata. I sentimenti sono tutto nella vita, almeno questo credevo. Sono convinta che la natura del tuo sentimento sia pura, assolutamente limpida e non equivoca. Sulla base di cosa pensi di dovermi dire che avresti amato tuo figlio? Amare un figlio, soprattutto quando si ama il proprio partner, è assolutamente naturale. Certo, come dicevamo qualche tempo fa, i papà a volte realizzano l’immensità dell’amore per i figlio quando se li ritrovano tra le braccia. Tu sapevi che avresti amato un eventuale figlio, però giustamente ti rapportavi con la vita vissuta fino a quel momento, nella quale un figlio non era previsto. La frase di tua moglie, quella sul “probabile pentimento futuro” per me è la conferma della confusione enorme che regnava dentro il suo animo, e che penso vi regni ancora. Non ha affrontato l’argomento sotto ogni possibile aspetto, nè con sè stessa e neppure con te. Il figlio è rimasto un concetto aleatorio, sospeso in un limbo nell’incertezza se poterlo desiderare o meno. Questa sua incapacità di mettere le carte in tavola, ha inevitabilmente compromesso anche la tua possibilità di mettere le carte in tavola. Se ad un certo punto le condizioni cambiano unilateralmente ma la controparte non ne viene debitamente informata, allora si può parlare di truffa, colposa o dolosa…ma sempre di truffa si tratta. Tu conducevi la vita di sempre, non percependo minimamente quanto stava accadendo in realtà. Il fatto che lei aggredisca te e ti consideri l’unico colpevole della fine del vostro matrimonio, questo dimostra che non è cosciente dei suoi errori, o meglio…probabilmente li conosce bene ma pensa di poterli arginare nascondendoli sotto il tappeto. Purtroppo non ci sono vie di uscita, nessuno può essere costretto ad esaminare con chiarezza la propria vita, se non ha la volontà di farlo. Io so quali sono le mie colpe, e stanno tutte nella mia assurda disponibilità a fare da zerbino a lui. Già, nonostante io esprimessi continuamente il mio disagio nella posizione zerbinale, non mi sono spostata per anni concedendogli di fatto di pulirsi le scarpe a piacere. Quando una posizione crea malessere, è giusto verso sè stessi cambiare posizione e allontanarsi il più possibile se necessario. Tua moglie ha vissuto un malessere profondo e confuso che ha preferito tenere per sè, tu non avevi modo di capire. Mi auguro che tu vada via,Fuori dal Coro, che cerchi qualche occasione per rilassarti e per raccogliere i pezzi. Vorrei poterti dire che continuando a coltivare il tuo amore per lei, un giorno ne verrai a capo e sarete di nuovo felici insieme.Forse un tempo ti avrei parlato così,oggi penso che sia indispensabile riconoscere che nei rapporti tra esseri umani,difficilmente lo scambio sia semplice e diretto come dovrebbe essere soprattutto in famiglia

  • 156
    LUNA -

    In questo senso anche tu sei stato “conforme”, conforme con quella che era la tua idea di relazione.
    Non è una critica, voglio dire che anche le persone che si definiscono “anticonformiste” hanno un’idea di cosa sia la vita in modo conforme al loro modo di essere.
    Di per sè nè il conformismo nè l’anticonformismo ci tutelano da non soffrire nella vita o non scontrarci con dei conflitti o delle delusioni. Lo sa chi ha seguito uno schema preciso fidanzamento-matrimonio-figli pensando che questo bastasse di per sè a tutelarlo dagli scossoni della vita ed è rimasto sconvolto nel momento in cui si è accorto che comunque e invece sempre le relazioni sono dinamiche.
    Lo sa chi, come me (e come te, probabilmente) invece poiché ha pensato di scegliere di cuore ma in modo libero, spontaneo senza forzature, senza “questo deve succedere perché così dev’essere” ha visto che neppure questo di per sè tutela dal fatto che le relazioni sono fatte da persone e sono dinamiche.

    @Leggendovi capisco alla mia età quando sia difficile oggi “sopravvivere” ad un matrimonio.

    Fuori dal coro, io di anni ne ho 37 e anche se non mi sono mai sposata davanti ad un prete o il sindaco, quello è stato il mio matrimonio, ed è comunque durato 17 anni, in cui per dieci anni mi sono sentita come te nei tuoi 15, anche con tutti gli idealismi che dici, e nei seguenti mi sono sentita come te in questi due. E in particolare mi sono sentita come te nel momento in cui a questi problemi si sono aggiunti un lutto vicino e uno di un amico, dei problemi di salute di un famigliare e miei. E mi sono sentita non solo come se la mia storia e il mio amore mi mandassero in tilt e disgregassero tutte le mie certezze (non su una persona, ma anche su cosa io avevo sempre pensato della vita) ma in generale in un buco nero. Quindi nulla del tuo stato d’animo mi stupisce, solo che quello che vorrei dirti è che questo stato d’animo che hai non ti deriva solo dal male d’amore o dal fatto che non puoi vivere senza di lei, ma anche dalla botta che hai preso e dal fatto che per due anni interi ti sei mangiato la testa e il fegato ripercorrendo come se tu guardassi un film, fermando ogni frame, quello che è stato, non solo per rimpianto ma anche in autocolpevolizzazione. In questi due anni tu hai fatto di tutto per rimediare, e da solo, ma di fatto per te sei ancora sposato con lei, sei ancora al primo giorno in cui lei se n’è andata, solo con un carico di stress e frustrazione lungo due anni in più. Non è che non guarisci, è che non hai ancora mai cominciato a rielaborare veramente il lutto mi sa. La mia non è una critica, spero si capisca. Inoltre ti sei fissato sulla questione del figlio perché anche lei ha contribuito a fissarti lì. Ma le relazioni non esplodono mai per una cosa sola

  • 157
    aleba -

    il più delle volte qualcosa macina sotto la facciata. Magari in maniera inconscia, magari ereditata dai modelli ricevuti da piccoli, però è sempre un qualcosa che, se non affrontato e risolto, potrebbe danneggiare il rapporto. Non voglio dire che assolutamente tutti hanno dei tarli interiori, qualcuno è perfettamente integro, qualche altro è completamente marcio. Per come ho vissuto io con il mio ex, posso dire che con il tempo è peggiorato tantissimo, certo ha contribuito la sicurezza che gli dava il fatto che io fossi sempre li al suo fianco, nonostante tutto, ma la botta peggiore è arrivata con la famosa eredità. L’avidità di potere, il circolo vizioso denaro/potere è la rovina della nostra società. Sembra che l’immediatezza e la semplicità di un sentimento possa essere calpestata solo perchè intangibile. Io non so cosa voglia dire avere a fianco qualcuno che si occupa di me, non so come ci si senta a non essere trasparenti, a ricevere risposta alle domande, potrei raccontare decine di episodi, negli anni, che farebbero accapponare la pelle alle persone “normali”. Nel trasloco ho ritrovato le lettere che gli ho scritto nel corso degli anni. Alcune avevano un tono talmente disperato che mi chiedo proprio cosa mi abbia trattenuto così a lungo vicino a lui, alla sua portata! Lettere scritte con tutto il cuore, parole bagnate da lacrime imploranti che non hanno portato a niente, anzi penso che il fatto che io gli scrivessi abbia peggiorato la sua opinione su di me. Lui odia chi scrive, lui odia chi legge. I miei libri sono volati fuori dalla finestra più di una volta.
    Tornando a te, Fuori dal Coro, probabilmente stai attraversando la fase più brutta, sei nel tunnel e ancora non vedi la luce che indica l’uscita. E’ la presa di consapevolezza, è la dichiarazione in tutta onestà verso te stesso, che prendi atto di come sono andate le cose. Riconosci i tuoi errori e sei quasi pronto a dichiarare che non avresti potuto fare di meglio. Anche lei, non avrebbe potuto fare di meglio, capirai anche questo. Il tunnel è lungo, sembra interminabile e ti servirà tempo e tanta tanta energia. Fare passi, piccoli passi ogni giorno. Anche scrivere qui è un passo!
    A presto
    Aleba

  • 158
    LUNA -

    con questo non ti invito ancora di più a scandagliare istante per istante dove tu o lei potete aver sbagliato. Ti dico una cosa invece (e ricorda per piacere che te lo dice una persona che sa cosa provi) che forse ti suonerà ora inaccettabile, ma che io credo, per me, che abbia un senso, e vedo se riesco a spiegartela, perché è una cosa che dentro di me sento ma che forse non so dire bene a parole: non fissarti su un equilibrio che tu definisci perfetto e che si è rotto, pensa che la natura fa emergere gli squilibri e cerca nuovi equilibri. Che magari in un primo momento noi non sappiamo accogliere, perché crediamo di sapere che ne esisteva solo uno perfetto. E pensa che non esistono equilibri perfetti, ma solo equilibri che in quel momento funzionano.
    Non esiste relazione che ogni giorno non si confronti con il concetto di equilibrio, secondo me. Anche il rapporto con gli amici, il lattaio, i colleghi di lavoro. E si partecipa sempre in due, persino quando uno dice sempre di sì all’altro e invece cova frustrazione ma non lo dice (e poi rinfaccia di aver sempre detto sì… ma ha detto sempre sì anche perché in quel momento, funzionale o no che fosse, sentiva un “vantaggio” funzionale a dire sempre sì, fosse pure tacere il terrore invece di scappare), si partecipa sempre in due anche quando uno è un manipolatore e l’altro la vittima (la vittima può essere anche inconsapevole, ma al contempo nella sua reazione o inazione – non parlo di colpe, nb, parlo di gioco delle parti, partecipa), persino quando si è manipolatori in due, o in due ci si fa da salvagente a vicenda.
    E’ chiaro che nelle relazioni positive questo si avverte molto meno, mentre tanto più una relazione è disfunzionale tanto più il meccanismo da fuori può saltare agli occhi. Con questo voglio dire che c’è stato un preciso momento della sua vita in cui tua moglie ha scelto un uomo che aveva determinate caratteristiche e che nel corso del tempo ha deciso di tenerselo e ad un certo punto ha deciso di lasciarlo. E ogni giorno ha comunque rinnovato la sua scelta, in base a com’era la persona di fronte, in base al proprio stato d’animo, in base ai propri schemi, in base a vari fattori. Lo stesso vale per me nei confronti del mio ex e per Aleba e per loro nei nostri confronti. Forse non mi spiego. Comunque non sto proponendo affatto una visione poco romantica o meccanica e utilitaristica dell’amore. Dico che la tua ex aveva il diritto di evolversi con nuove esigenze, aveva il diritto/dovere di manifestarle, aveva il diritto di desiderare che tu le accogliessi, ma che, al contempo, tu eri chi eri, non chi voleva che tu fossi, e l’uomo che lei aveva scelto, pure con i tuoi difetti, con le tue modalità, con le tue paure. Questo non significa che non possa dire: ciò o cioaltro mi ha fatto del male. E ha il diritto di operare una scelta di distacco. Però tu non devi farti carico di essere stato il solo coreografo di un paso doble durato 15 anni, nel bene e nel male. Nè io e Aleba.

  • 159
    LUNA -

    Mi scuso per la lungaggine, e concludo:

    a te fa male, Fuori dal coro, anche forse il fatto di sentirti costretto a rivedere le tue idee e il tuo modo di essere, cioè, nel senso che è come se per un lungo periodo della tua vita tu ti fossi sentito in equilibrio con la tua identità, con il tuo modo di vedere i sentimenti e l’unione, con il tuo modo di usare e gestire il tempo, con il tuo modo di guardare il presente e il futuro, e avessi trovato in questa relazione proprio ciò che sembrava far collimare tutte queste cose in un’evidenza di essere sulla strada giusta. Poi arriva qualcosa, una tranvata micidiale, che di colpo è come se ti svegliasse a bastonate e ti dicesse o 1) era sbagliato tutto ciò in cui tu credevi 2) mentre eri disattento e pensavi di stare in armonia in realtà non era così 3) tutto quello in cui tu avevi fede (non l’altra persona, il tuo modo di essere, pensare, valutare, vivere) era un’illusione 4) tutto quello che ecc ecc non potrai esserlo mai più.

    Forse non è così, forse lo dico perché penso a me. A come mi sono sentita la sera in cui di colpo, mentre dicevo “cosa facciamo domenica?” una persona mi ha fatto crollare il mondo in testa. mi sembra ancora di sentirlo lo sgregolarsi del mondo. Mi ricordo che il mattino dopo sono andata a lavorare e che TUTTO mi sembrava diverso. ero sotto shock. E io sino a poco prima pensavo di essere “al sicuro”. Non al sicuro grazie a lui, non al sicuro grazie ad una relazione, ma al sicuro per il modo in cui guardavo il mondo e in cui avevo gestito la mia vita sino a quel momento. io ero fiera della mia relazione, e non in base ad uno schema per cui a quell’età era meglio stare con qualcuno che stare soli o chissà che. Ma io ero fiera e contenta del mio mondo. Ero appena uscita da un periodo duro, in cui avevo passato ogni giorno in ospedale per una persona cara ammalata, che si era salvata per miracolo. Pensavo: ora mi rilasso, vivo, persino più di prima il valore di tutto quello che ho, e a cui già prima davo valore, perché ho visto il mio cuore rigirato come un calzino da un dolore vero. Invece…
    per anni, e tanto più mentre attraversavo situazioni che me prima erano state inimaginabili, mi sono sempre detta: MAI io sarò come prima di quella sera in cui dicevo: cosa facciamo domenica?
    MAI E POI MAI. Ed era anche questo a sconvolgermi. Perché vedevo il mio mondo interiore irrimediabilmente connesso con il fatto che lui ne facesse parte e vedesse noi stessi e il mondo come io lo avevo sempre visto. Quindi poiché lui era andato in tilt anke il mondo, anche in modo retroattivo e futuro, era irrimediabilmente stato solo illusione ecc. Così come la dolcezza che io avevo sempre saputo trovare nella vita. In realtà il mio mondo interiore è nato e si è formato anche prima di lui. E’ chiaro che il mio è stato un lungo percorso e lo è. Ma oggi riesco a dirmi più spesso del contrario e più ad alta voce: qlla famosa sera è crollato un mondo, non il mondo e non il MIO mondo. e una differenza la fa

  • 160
    Fuori dal coro -

    Aleba – Luna

    Vi chiederete perché oggi sono ancora qua e vi sto scrivendo mentre dovrei essere altrove. Bè sarei dovuto partire ieri ma non ce l’ho fatta. Non so spiegarvelo. Ma mi è presa come una paura, un terrore di dover partire. Avevo un appuntamento con un mio amico stamani per partire. Ma ho avuto una sorta di “attacco di ansia” che mi ha impedito di farlo. Gli ho telefonato dicendogli “non sto bene non me la sento di partire domani”. Non ho mai avuto questi problemi. Sono andato fino in capo al mondo senza paura di niente e di nessuno. Qualche forma di ansia credo che più o meno capiti a tutti. Ma ciò che mi è capitato tutto non credo sia normale. Almeno per me. Mai successa una cosa simile. Ho dovuto soccombere. Spero di poter superare la cosa e raggiungere il mio amico domani o dopodomani. Non lo so lo spero. I miei genitori mi hanno visto in una situazione in cui non mi avevano mai visto prima. Glielo ho detto. Ho paura. Paura di tutto. Una paura razionale da una parte e irrazionale dall’altra. Forse sto toccando il fondo. Forse il mio fisico si sta esaurendo a questo stato di tensione che mi accompagna da quasi due anni. Due anni di lotta per la riconquista, due anni di delusioni. Due anni in cui mi colpevolizzo e non mi perdono. Non sto in pace con me stesso e non riesco a far pace con me stesso. La mia vita, il mio modo di pensare sono stati sempre improntati alla logica alla semplicità. Oggi mi trovo a confrontarmi contro i pensieri della mente. Quando vi leggo lo faccio nel modo più attento possibile. Scrivete meravigliosamente bene. Non so esprimere bene i concetti così come li esprimete voi. Quando vi leggo, ogni giorno che passa rimango sempre più colpito da ciò che avete elaborato. Ripeto quel che ho scritto qualche post fa: non credevo che il matrimonio fosse così complicato. Non pensavo che in un rapporto di coppia la mente di due persone potesse arrivare a determinati contrasti. Ho sempre pensato che la semplicità, la parola fossero due elementi basilari per risolvere qualsiasi conflitto. Nel mio caso non pensavo ci potessero essere così tanti conflitti interiori in questo caso nella mente di mia moglie. Io con tutta onestà mi ritengo essere stato la chiarezza fatta persona. Non ho mai cambiato il mio modo di essere nei suoi confronti. Mi sono comportato così come lei mi ha conosciuto. Lei conosciuto i miei amici ultraquarantennali che le hanno confermato nei discorsi che si facevano la mia semplicità del mio modo di essere.
    La mia mente purtroppo non contempla i cambiamenti radicali. Quelli si ci possono essere. Ma quando si è giovani. Poi non credo ci si possa modificare più di tanto.
    Vorrei raccontarvi una “favoletta” che a mio modo di vedere “racconta” la mia storia: Io e mia moglie abbiamo seguito una strada: Via della Coppia. L’abbiamo percorsa insieme felicemente per 8 anni durante il fidanzamento. Poi durante questo percorso abbiamo incontrato un negozio, si chiamava Negozio del Matrimonio. Ci siamo….

  • 161
    Fuori dal coro -

    Aleba – Luna….segue

    ….fermati e abbiamo deciso di comperarlo, continuando a percorrere la Via della Coppia dialogando durante il percorso e sostenendo che l’avremmo continuata a percorrerla per sempre. Ad un certo punto lei si è accorta che la Via della Coppia era parallela alla Via della Famiglia. C’era un bivio, lei si è fermata, dicendo che le sarebbe piaciuto cambiare strada e percorrere la Via della Famiglia. Io che durante tutti i km di percorrenza avevo sostenuto insieme a lei che la Via da percorrere era quella Coppia non mi trovavo d’accordo. “Ma come ?” Pensavo. “Per migliaia di km abbiamo parlato più volte che era la via adatta a noi, che ci stava dando la felicità e ora tu vuoi cambiarla ? Si, anche la Via della Famiglia è incantevole ma comporta cambiare abbigliamento, scarpe, modo di camminare e difficilmente potremmo fermarci a nostro piacimento così come abbiamo fatto finora e non potremo godere dello stesso panorama che c’è nella Via della Vita di Coppia poiché la Via della Vita di Famiglia non ha un bel panorama e comunque non avresti tempo per ammirarlo, perché saresti presa da altre cose. Belle anch’esse ma completamente diverse da quelle che ci sono nell’altra via. E’ una Via diversa Amore mio.”
    Abbiamo continuato per la Via della Coppia. Passeggiando serenamente come sempre e fermandoci sempre ad ammirare tutti gli splendidi panorami che la Via ci proponeva. Senonchè un mattino mi sveglio e non trovo più mia moglie. Sta tornando indietro, verso la Via della Famiglia (forse). “Ma dove vai ?” le urlo. “Verso la Via della Famiglia ? Vengo anch’io con te. A me piaceva questa Via. Mi piaceva percorrerla con te. Ma se a te questa non piace più vengo con te e percorriamo insieme la Via della Famiglia. Sono sicuro che nonostante aspirassi a percorrere la Vita della Coppia insieme a te mi piacerà percorrere anche l’altra insieme a te. Perché non vuoi ?”
    Lei non vuole più.
    Bella la “favoletta” Aleba e Luna ?. Un modo molto semplice per spiegare quello che mi è successo. Ma voi pensate che se davanti al primo bivio lei si fosse fermata e mi avesse detto: “Amore mio, la Via della Coppia percorsa insieme a te è stata bellissima. Io stessa ti ho giurato che avrei voluto percorrerla fino alla fine. Ma ora sento il desiderio di percorrere quest’altra insieme a te. Non credevo di volerla percorrere prima. Ma adesso vorrei tanto percorrerla insieme a te. Lo so che tu non vuoi ma io ho paura di non riuscire più a percorrere la Via della Coppia. Fermiamoci. Riprendiamo fiato. Magari riflettiamo un po’ da soli. Schiariamoci bene le idee dopo aver dormito bene e poi riparliamone e decidiamo”
    Di cosa aveva paura mia moglie facendomi un discorso come questo ? Che l’avessi persa ? Che l’avessi abbandonata ? Forse sarei rimasto male. Può darsi pure che avrei chiesto del tempo per rimanere da solo per riflettere. Magari chiedendo consiglio alle persone più care. O solo ascoltando il mio cuore. Ma sono certo che non l’avrei mai…

  • 162
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro, chissà perchè immaginavo di trovarti qui. Capisco lo stato di ansia, la paura irrazionale ed è proprio dovuto ad un crollo psicofisico. Quando tutto sembra insensato, quando ti sforzi per trovare una sola ragione al mondo per proseguire comunque, allora vuol dire che è giusto fermarsi un pò. La ragione per proseguire la trovi dentro di te, fai il viaggio, raggiungi il tuo amico! Hai paura di fare un passo che potrebbe rendere più facile la risalita, già perchè tu stai toccando il fondo e quando si arriva in fondo si è sempre soli. Risalire significa ammettere che puoi accettare la fine del tuo matrimonio, del matrimonio per come lo hai vissuto negli anni. Restare adagiati sul fondo, invece, è come aver paura di dire che la vita va avanti anche nel bel mezzo di un drastico cambiamento, che c’è una parte di te, la più arcaica e istintuale che lotta per la sopravvivenza. L’autoconservazione prescinde dall’avere qualcuno accanto, la paura è un meccanismo che il cervello mette in atto liberando una serie di ormoni che mettono in guardia. Se ciò che ti spaventa non è ben evidente, allora la paura dilaga nell’ansia e ci si trova congelati nelle idee e nel fisico. Meno male che a contrastare il tutto, se la tua natura istintuale non è proprio spenta, il corpo reagisce, il cervello scova da qualche parte anche un piccolo apparentemente insignificante motivo per andare avanti. Allora ti alzi e riprendi il cammino.
    La favola delle due strade, con il bivio e tua moglie che torna sui suoi passi senza di te, inquadra perfettamente ciò che hai esposto fino ad ora. Certo tua moglie avrebbe dovuto parlare con te, esattamente nei termini che hai scritto tu. Purtroppo nella sua mente la scelta era immersa nelle ombre, non ha saputo discernere e non ha avuto il coraggio di chiedere aiuto se non in un uomo al di fuori, che tra l’altro era innamorato di lei da anni. Penso abbia visto l’alternativa, penso abbia inconsciamente inibito il bisogno di parlarne con te, probabilmente aveva paura anche solo di mettersi in gioco, nella vostra vita, sotto un punto di vista totalmente diverso da quello al quale eri abituato tu. Certo, anche se conosco bene la sensazione di avere mille pensieri contrastanti in testa, che cercano di mettersi a tacere l’uno con l’altro; anche se capisco il senso di vuoto e la perdita di speranza per il futuro che ad un certo punto si impossessano di tutti i neuoroni, che ti portano a non trovare la via di uscita. Anche se capisco la disperazione nel non trovare un accesso alla mente e al cuore del partner, io non posso dirti perchè lei non ne abbia parlato con te. In base a ciò che scrivi di te, credo che avrebbe dovuto sentirsi libera di esprimersi e sicura di essere ascoltata. Magari avrebbe dovuto prenderti di petto, ma è così che si fa per le questioni importanti, ci si espone! soprattutto quando si tratta di tuo marito. Svegliarsi un bel giorno, dopo un paio di mesi dall’acquisto della casa nuova, e allontanarsi con…

  • 163
    aleba -

    …la scusa di qualche giorno di riflessione, non è stato un comportamento corretto..non da moglie. Io faticato tanto per raggiungere la consapevolezza del fallimento della mia relazione. Ho persino implorato lui di provarci con me a salvare la nostra storia. Ti ho già scritto come reagiva lui alle mie richieste, nonostante tutto ho continuato a cogliere ogni occasione per affrontare l’argomento. Il disprezzo nei suoi occhi, lo ricordo bene e fa ancora male. Sono precipitata talmente in basso che non trovavo appigli per non sprofondare, o forse non volevo assolutamente appigliarmi a qualcosa che mi aiutasse a uscirne, proprio per non dover dire davanti alla comunità intere “Questa non è casa mia, Questo non è mio marito, Questo non è neppure mai stato il mio compagno, Questa non era la mia vita, Tutto è finito, il sipario si chiude su questi 17 anni di commedia melodrammatica!” Non volevo accettarlo, come tu non riesci ad accettare adesso. Per anni ho impedito deliberatamente a me stessa di ferire lui, mentre lui mi feriva e mi disprezzava quotidianamente. Non mi passava neppure per l’anticamera del cervello dirgli delle cose vere, che però sapevo avrebbero danneggiato il suo amor proprio (oggi dico EGO di megalomane). Ad esempio la megavillona superconfortevole. Quanto si è vantato di fronte a tutti, prima fra tutti di fronte a me. Gonfio come un pavone con la ruota multicolore fiero e orgoglioso della casa che è riuscito a costruirsi, mentre io non ero neppure in grado di mantenerla adeguatamente pulita. E io sempre a sentirmi inferiore, ospite nella casa dove avevo la residenza, sempre a mortificarmi per ogni granello di polvere. Io che occupavo tutto il mio tempo libero per lucidare la sua casa, mi sentivo talmente incapace!! Mia figlia, mi ha aperto gli occhi mi ha costretta a guardare chiaramente come conducevo la vita con lui. Un giorno mi telefonò in ufficio dicendomi “tua figlia mi ha appena detto che, se io non stessi sempre sul divano ma ti dessi una mano tu saresti meno nervosa, cosa c.... gli vai a dire alla bambina?” Io?? Io non gli ho mai detto una parola negativa su di te, lei vede con i suoi occhi e sente con le sue orecchie. Io ero davvero sul punto di andare sul classico ponte e fare il salto. Non capivo più il senso della mia presenza al suo fianco. Io si mi sono sgolata con lui, ho scritto lettere su lettere, ho pianto e mi sono arrabbiata. Ho chiesto alla mia dottoressa il valium, per sopire il cervello in casa. Non potevo ricorrere ai superalcolici, mi avrebbero rovinata. No, la dottoressa non ha voluto darmelo..mi ha detto di trovare la fonte, di capire perchè. Era l’unico sistema. Io il perchè l’ho capito, e lo voglio tenere bene a mente, per non ricadere nella trappola della compassione per chi piange…io compassione non ne ho mai ricevuta, io non sono mai stata la sua donna da tenere sul palmo di mano, come era lui per me. Non volevo capire che la fine era inevitabilmente vicina e che per forza avrei dovuto vivere…

  • 164
    aleba -

    vivere nonostante avessi lasciato la mia vita in quella casa non mia. Ho lasciato soldi, tantissimi, ma soprattutto ho lasciato anima. L’anima di chi si impegna convinta che sia fino alla morte, la dedizione di chi vorrebbe non dover mai dire “scusami non ci sono riuscita”. Ho lasciato il mio amore, quello puro e semplice per il mio cagnolino. Il mio cuore piange ogni giorno per quei dolci occhi che non rivedrò più. Io ho perso tutto, ho dovuto perdere tutto per smettere di camminare sulla strada sbagliata. Cercare aiuto per guardare la realtà dritta negli occhi, per non nascondersi più nella penombra ma alzare la testa e pretendere che venisse accesa la luce è stato un passo estremamente pesante. Ho chiuso, ho stampato il mio necrologio e per lui sono morta. Non voglio chiarimenti, come vorresti tu adesso, quelli li ho cercati invano scavando e scavando. Ho ricevuto insulti, offese, maltrattamenti di ogni tipo per andare avanti nella mia ricerca di un perchè, perchè non mi amasse di un amore sano. Ho rinunciato, non voglio chiarezza, io la mia luce l’ho accesa e ho cominciato a dare un nome e un volto ad ogni mostro che ha interferito nella mia coppia per tutti questi anni. Sono mostri antichi e molto potenti, altri sono arrivati con il tempo, ma la base della sua vita è piena di mostri suoi, e quelli è compito SUO imparare a conoscerli per imparare a proteggersi dalla loro azione distruttiva. Suo padre era un alcolizzato, un violento. Che genere di esempio di famiglia può aver ricevuto? Io non voglio una famiglia così, no! a costo di dover essere considerata morta, io voglio vivere, passerò attraverso l’inferno, ma ne uscirò. Non mi fermo sul fondo ad aspettare che lui sia disposto a dirmi “Sono un idiota, avrei dovuto occuparmi di sanare le mie ferite risalenti all’infanzia, avrei dovuto capire che stavo riproponendo un modello sbagliato di marito/padre, non ti ho ascoltata, perdonami, ora mi voglio curare, voglio guarire, ci riuscirò per amore della vita, per amore di mia figlia e per amore di una donna, che forse potresti essere tu”, NO io non aspetto più, nessun essere umano che non accetta l’aiuto, può essere effettivamente aiutato. Un eroinomane può essere forzatamente disintossicato in ospedale a seguito di una overdose, per la quale è stato soccorso in stato di incoscienza dall’ambulanza, ma uno che viene visto mentre si buca da un medico, non può essere portato in ospedale per essere curato. La cura deve richiederla, deve iscriversi ai programmi di disintossicazione volontariamente. Dai perfavore, io penso alla mia salute fisica, mentale e sentimentale. Cosa sia l’amore in realtà io non lo so, non so neppure se mi vi di scoprirlo!! Se fossi rimasta, se tua moglie fosse rimasta, nonostante avesse anche solo immaginato di desiderare di deviare, di imboccare la strada della famiglia, certamente in futuro si sarebbe riversato tutto su di te lo stesso. Magari a tua insaputa, ma in lei sarebbe sorto comunque il rancore.
    Vado ora, baci Aleba

  • 165
    Marquito -

    Restare intrappolati in una storia sbagliata è veramente terribile. Ti senti soffocare, vorresti fuggire via e magari non trovi subito il coraggio per farlo … Intanto l’ansia e la frustrazione aumentano, ti rendi conto che proseguendo su quella strada ti condanneresti all’infelicità perpetua, diventi sempre più insofferente … Cominci a non dormire più la notte, a somatizzare il tuo malessere psicologico, a sentirti veramente come un topo in gabbia… Alla fine quello che ti può salvare è soltanto il coraggio. E di coraggio ce ne vuole tanto, perché la maggior parte della gente condanna “a prescindere” il partner che se n’è andato. Tutte le responsabilità ricadono improvvisamente su di lui. Il partner abbandonato diventa improvvisamente la vittima dell’universo. E pensare che interrompendo un rapporto fallimentare si è salvata la pelle anche a lui …
    Molto spesso mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se non avessi avuto il coraggio e la correttezza necessari per porre fine a una relazione sbagliata. Probabilmente mi troverei in uno stato di depressione profonda e sicuramente, a causa della mia frustrazione, renderei infelice anche la mia ex. Adesso sono un uomo felice, ho incontrato la donna che avevo sempre sognato e in quanto alla mia ex … bé; anche lei è libera di rifarsi una vita con una persona adatta alle sue caratteristiche. Io sicuramente non ero la persona giusta per lei; così come lei non lo era per me. Il fatto che lei mi abbia mentito, ingannato e derubato, paradossalmente, ha un’importanza molto relativa. Il fatto veramente importante è che non eravamo fatti l’uno per l’altra. Fra di noi non c’è mai stato neanche vero Amore. Il nostro è stato semplicemente l’incontro di due solitudini. Lei è sparita dalla circolazione dopo avermi dipinto come una specie di mostro e nel frattempo si è portata via tutti i soldi che le avevo prestato (dio mio che tristezza …). Adesso, probabilmente, sarà lì che farnetica su un Amore inesistente, un Amore che esisteva soltanto nella sua fantasia e nel suo cervello bacato … Io ripenso a tutte le sue bugie, al suo squallido tentativo di plagiarmi, alle frasi odiose che mi ripeteva continuamente per convincermi che non potevo fare a meno di lei (“Tu sei una persona fragile; io sono più forte di te …). Ha sempre cercato di farmi sentire in colpa, ha sempre cercato di farmi sentire inferiore … E tutto questo lei lo chiama Amore …

  • 166
    aleba -

    Hai ragione Marquito, alla fine non era neppure amore vero, ma una trappola. Nel mio caso penso fosse proprio una tranello, un piano criminale che ha attuato a livello inconscio per avere la conferma della sua opinione sulle donne. Per poter trovare il modo di ripudiare la sua mammina (inallontanabile per quanto lui la tratti quotidianamente come una pezza da piedi) attraverso la distruzione di una donna qualunque. Io ci sono cascata, il mio errore è stato il non aprire gli occhi, non porre paletti. Sai com’è,io ero convinta che in amore ci si dovesse donare completamente, senza riserve e senza la via di fuga pronta. Invece mi sarebbe servito, avrei dovuto conservare qualcosa per me stessa invece ho lasciato che lui si appropriasse di tutto, svuotandomi completamente. Ci vuole coraggio, davvero! E’ una sofferenza atroce tirare le somme e riconoscere di non essere neppure lontanamente felici. Inoltre penso che tu abbia ragione anche sul fatto che chiudendo una storia fallimentare, si rende la libertà anche a chi sembra subire la chiusura.

  • 167
    Marquito -

    @ aleba:
    Otto anni fui abbandonato da una donna di cui ero profondamente innamorato. Sul momento pensai che si trattasse di una decisione assurda, completamente insensata e del tutto immotivata. Ma una volta superato lo sconforto iniziale, e ritrovata la mia lucidità, mi resi conto che di segnali ce n’erano stati tanti e che quella donna aveva avuto dei validi motivi per interrompere la nostra relazione. Non entro nei dettagli perché mi ci vorrebbero diecimila post, ma tutto il contesto, se analizzato in modo razionale, rendeva prevedibile e forse inevitabile quella soluzione. Io sicuramente non l’ho mai colpevolizzata. Ho compreso le ragioni del suo comportamento e anche se non approvo le modalità dell’abbandono non le ho mai portato né odio né rancore. So che mi ha voluto molto bene e che dal suo punto di vista ha fatto la cosa giusta, sia per sé che per me.
    Prima di condannare chi se n’è andato sarebbe bene farsi un bell’esame di coscienza e contestualizzare quello che è accaduto con un minimo di obiettività. Le colpe, secondo me, non stanno mai da una parte sola. Anche nel caso che il nostro partner si fosse rivelato una persona fatua, superficiale e inaffidabile, resterebbe ancora da capire come abbiamo fatto a prendere un abbaglio così clamoroso.

  • 168
    Rocco -

    A me è capitato 10 anni fa. Lei se né andata ed io non lo mai odiata. Perché spero che lei un un giorno torna. Non la dimenticherò mai. La aspettero’ per sempre. Nessuno prendera’ mai il suo posto.

  • 169
    aleba -

    Le colpe non stanno mai da una parte sola! L’abbaglio, il famoso abbaglio iniziale che ci introduce nella relazione sbagliata, poi le dinamiche assurde che ci trattengono all’interno. Io ho indagato sulle mie responsabilità e sono consapevole di aver ripetutamente sbagliato nei confronti di me stessa e anche nei confronti di lui. Il mio amore per lui era profondo e alimentato dalla romantica convinzione (che mi era innata) che l’amore vince sempre. Questo mi ha portata a perseverare per anni nella speranza di assistere alla vittoria del sentimento. Avrei dovuto arrendermi prima? Mi sono arresa, ho cambiato strada quando ho capito che solo la morte mi avrebbe liberata dall’ossessione di amare lui e di essere riconosciuta come la sua donna. Lui non ha mai amato me, ha costruito dentro sè stesso un ideale di donna perfetta con la quale io dovevo competere quotidianamente. Non avrei mai vinto quella gara, perchè lui non mi vedeva, non mi ascoltava, non mi tastava. Io ero lì, nella sua casa, nel suo letto ma lui non mi ha mai conosciuta veramente. Il mio ex è un misogino patologico che però ha bisogno della donna in casa perchè un uomo deve avere una donna totalmente devota (quando dico totalmente, intendo proprio totalmente!) Le parole di disprezzo volte a sminuire la mia persona: “voi donne siete tutte puttane” “voi donne sapete solo sfruttare l’uomo” “voi donne siete stupide” “voi donne non sapete vivere” “voi donne non sapete cosa voglia dire essere responsabili” “voi che avete studiato siete parassiti” “voi donne che avete un titolo di studio, vi credete superiori ma siete delle puttane ignoranti che l’hanno data a tutti per arrivare dove sono arrivate”…potrei continuare..il punto è che i fatti dimostravano l’esatto contrario riguardo a me, il punto è che, nei chiarmenti che l’ho obbligato a darmi in merito al suo modo di trattarmi, nonostante a tratti dichiarasse di amarmi, non ha mai trovato un solo fatto grave che potesse rispecchiare la sua opinione meschina sulle donne. Il punto è che in realtà aveva trovato in me proprio la sua donna ideale, nel senso che io gli volevo bene e mi preoccupavo continuamente di farlo sentire accudito e accolto, e nel frattempo ho trascurato di voler bene a me stessa. Ho rasentato la depressione più nera, non trovavo spiegazioni valide al suo comportamento nei miei confronti. Certo, io l’avevo abituato bene, ma non ho mai sorvolato, ho sempre chiesto a lui perchè non mi vedesse..ma lui era sordo, la sua barriera di cacca era impenetrabile. Non ha mai accettato di razionalizzare, di guardare oggettivamente il nostro modo di vivere, la nostra famiglia. Era convinto di essere concreto, lui, di badare ai fatti! ma la bilancia che usava per pesare me era falsata, non avrebbe mai e non peserebbe mai in modo corretto. Per questo per lui sono morta, adesso che l’ho lasciato. A volte ho l’impulso di prenderlo per le spalle, scrollarlo e urlare “Sono viva! esisto e sono la madre di tua figlia, scopriti gli occhi…

  • 170
    aleba -

    ..e guardami! Guardami per quella che sono”
    Ma sono morta, per lui. Questo comporta ripercussioni pesanti su nostra figlia, ma per lui sono morta comunque.
    @Rocco. Io lo odio, invece. Tutto il bene che ho consumato per lui, ha lasciato un vuoto enorme che ora si sta riempiendo di odio. Che brutta cosa. Ogni volta che penso a lui, a noi e a come sono andate le cose provo rabbia verso me stessa per aver amato in modo così malsano, e provo odio nei suoi confronti. Lo odio perchè mi ha portato via tutto, mi defraudata di anni, sentimenti, emozioni, soldi, energie. Eppure l’ha fatto con totale indifferenza, non curante di essere colto sul fatto, impassibile di fronte all’evidenza delle prove schiaccianti che dimostrano il furto. Colto con le mani ricolme di pezzi di anima mia, affermava di avere le mani vuote.
    Lo odio per non ammettere neppure una piccolissima responsabilità propria per il fallimento del nostro rapporto. Niente, quella sbagliata che non doveva proprio nascere sono io. Lo odio per non avere a cuore il bene di sua figlia, per il fatto che filtra anche la relazione con la bambina attraverso preconcetti, parametri di cacca inventati da lui. OK è patologico, e lo sono stata anche io per questo ho intrapreso la cura. Lo odio perchè non ammette la sua patologia e rifiuta di accettare cure.
    Ho bisogno di smaltirlo, questo odio. E’ deleterio per il corpo e per lo spirito. Ancora non ci riesco a smettere di odiarlo, anzi ci sono momenti in cui lo odio ancora di più, ed è quando penso a che bella vita avremmo potuto avere se solo lui si fosse messo un pò in discussione, se avesse saputo controllare il suo ego, se non fosse stato così avido di potere. Con i se non si va da nessuna parte, e la strada è ancora molto lunga. Sono cosciente del fatto che sia inutile rimuginare sulla vita che si sarebbe potuta avere, sulla vita che è morta, ma fa male, fa ancora troppo male e questa sofferenza mi porta a odiarlo. Spero di riuscire a perdonarlo, un giorno, a tramutare l’odio in compassione.

  • 171
    maria -

    aleba- l’importante e che ti sei liberata di lui, poi anche a pane e acua tu vivi lostesso, perche tu ti devi riequilibrare, e ti devi mettere in forma per tua figlia.
    ignoralo completamente, fai come lui stesso si comporta con te.
    lui non AMA SE STESSO COME CREDI CHE SAPPIA AMARE TE O LA BAMBINA?
    lui non vuole curarsi. cosa credi che e’ recuperabile una non-persona cosi?se non accetta le cure ed il recupero del rapporto, e perche’ ormai lui e’ arrivato alla deriva, anche se non ammettera’ mai di essere con un problema. i soldi, le ingiustizie che ha tolto a te e alla tua piccola, cosa credi, che se li godera’? tutto quello che ognuno di noi l’ha fatto con ingiustizia e slealta’, non si gode nulla, capisco che i sacrifici erano anche i tuoi, ma a lui non gliene fotte un cavolo, se tu te ne sei andata dui casa, anzi le hai fatto solo un favore, anzi e stato proprio lui, con la sua mente malsana a ridurti proprio come lui stesso era; una nullita’, pieno di egoismo e odio, lui ha ridotto te, esattamente comne tu ora ti senti. lui sa, che tu, sei migliore di lui, e siccome lui e’ morto dentro, vuole la tua morte, vuole toglierti tutto, anche la piccola se potesse, ma con la sua patologia non va lontano, non glielo permetterebbero, ma stai attenta, tu di lui anche se un tempo lo hai amato, ora di devi sganciare. il solo fatto che hai preso coscienza che per te, era un rapporto malato, e gia’ un buon punto di coraggi a voltare pagina. perche’ tu sei diversa da lui,lui non ti appartiene, etu non appartieni a lui. si sganciano le coppi con un’amore sano, che non c’e piu l’amore figuriamoci se non ti puoi sgangiare tu.
    lo so ti senti legata, come se fossi in gabbia perche’ il nostro inconscio somatizza tutto, anche cio’ che non e’ visibile, figuriamoci in tutti questi anni di vita non- matrimoniale, ma vita con un0 psicopatico, fobico, perverso come lui.
    di un po tanto qui nessuno ti conosce, a livello sessuale come era??
    aveva dei problemi anche li?
    saluti maria

  • 172
    aleba -

    Maria, ho dovuto interrompere la lettura del tuo post perchè la vista era annebbiata dalle lacrime. E’ vero mi devo sganciare e prego che il tempo faccia il suo minuzioso lavoro di smantellamento. Non voglio dimenticare i torti, voglio dimenticare di averlo amato davvero e solo tenendo bene a mente ciò che ho subito, per mia stessa negligenza nel concedere sempre un’altra chance, riuscirò a evitare che il bene vero che desideravo per lui mi faccia vacillare ancora. Sono nella mia vita adesso, anche a pane e acqua vivo comunque.
    Per quel che riguarda il sesso per lui era una necessità fisiologica. La maggior parte delle volte prendeva e basta e secondo lui io avrei dovuto fare sesso con lui anche poche ore dopo che mi aveva rinfacciato la mia nullità. Si dedicava al mio piacere poche volte e comunque a cominciato a farlo dopo anni che gli ripetevo che non era fare l’amore ciò che faceva lui. Io ci mettevo l’anima, credo non se ne sia mai reso conto. Si lamentava del fatto che avessimo poco tempo per farlo da dopo che era nata la bambina. Ma i bambini mica funzionano con il telecomando, li spegni quando vuoi libertà. Bisogna essere complici, uniti, affiatati e parlare tanto del proprio rapporto per potersi ritagliare spazi anche per fare l’amore. Quanta voglia di stare tra le sue braccia potevo avere io se mi sentivo trattata come una persona inutile?

  • 173
    Rocco -

    Quando vivi certe storie che ti prendono tutto testa e corpo, non ne esci mai.
    Per questo non riesco ad odiare. Continuo a amare. Anche per anni. Anche per tutta la vita e dopo.
    Poi magari mi racconto una fandogna e dico che mi piace un altra. Ma non è vero. Ho sempre l’altra nella testa. E non passa mai.
    Io ho una nuova storia e lei mi piace. Le voglio bene. Ma se l’altra torna io non ci penso due volte. Io torno da lei. dal mio unico amore.
    Ci sono occasioni che capitano uuna volta sola. Le altre sono donne che ti prendi solo perchè non cè lei.
    Io la sogno sempre. Io voglio lei. Ma lei non cè più. Che tristezza.

  • 174
    maria -

    Per rocco–

    Ho capito che lei ti manca e che torneresti insieme anche solo per un giorno, un’ora, un minuto, ma se esiste un’amore, alla fine anche quello ti basta per andare avanti, perche ti senti vivo, ti senti amato, ti senti rivivere. Ma rocco, il tuo che tipo di amore e’? Non e’ certo un’amore come quello di aleba o come quello che ho incontrato io, giusto???
    Se lei ritorna, perche’ lo fa? Ha bisogno di te,oppure ti usa soltanto?
    e se tornasse solo per usarti e pensare a se stessa, tu come ti sentiresti? Svuotato, usato, manipolato a suo piacimento,oggi ci sono domani ciao????? E questo che vuoi essere, un oggetto da usare e poi da rimettere in un casseto e ripreso poi????
    di un po’ ,ti sei mai sentito cosi?
    Perche se e’ successo, guarda che questo non e’ amore.
    E se tu sei fatto di una basta diversa da lei , che prende solo( come quello di aleba),e non sa dare, perche’ nessuno glielo ha insegnato, perche gia qualcuno non le ha dato quello che cercava, insomma non sa amare, e noi pretentiamo quello che loro non sanno dare. Perche continuare a farsi del male, e come dici tu, alla fine anche se poi stai con un’altra ora e sei felice, perche prenderla in giro??? Vuoi diventare esattamente come la tua ex, che poi alla fine non sai nemmeno tu amare, e ti ritroverai solo ad u s a r e.
    Pensaci! Ritrova te stesso prima di ragionare in un determinato modo.
    Questo atteggiamento non va.
    Impara a metterti in gioco, ed avere le palle, per essere un’uomo maturo, e di vivere con il dovuto rispetto, a rispettare inizialmente te stesso per quello che tu sei, ed a rispettare anche la persona che al momento ti sta accanto, perche’ a lei ci hai pensato? No! Tu a priori hai pensato prima di tutto a te stesso e hai tuoi piaceri.
    Rispettiamo prima di tutto. Qui si sta parlando di valori, quelli che si sono persi.

  • 175
    maria -

    Per aleba-
    La tua storia fa rabbrividire, proprio come un film dell’orrore, io lo capisco al volo il tuo stato d’animo, tu hai dovuto interrompere quando leggi me che ti scrivo, ma storie come la tua e come la mia ti fanno girare il sangue quello di sotto sopra, ti svuotano dentro del tuo essere e ti trapiantano dentro il loro dna, tu sei come uno zombi che cammini comandata dal tuo carnefice.
    L’amore non esiste per queste persone, loro sono stati cresciuti con genitori che molto probabilmente gia’ a loro volta amore non ne hanno avuto. Questo ragionamento porta a un discorso ,che ha noi che siamo sensibili ci puo’ commuovere, e loro sapemdo che noi ci sappiamo commuovere, tentano di capirci ma non ci riescono,perche la loro indole non sa leggere questo sentimento, e paradossale, ma questa e’ la pura realta’. Quante volte mi sono scervellata a capire se mi amava, non avendo avuto esperienza tra comprendere la differenza tra sesso e amore, per me eì stato un duro lavoro comprendere le mie emozioni e le sue( che tentava di capirmi e non ci riusciva) , frasi bellissime mi diceva ma poi alla fine nemmeno lui sapeva il significato, come siamo diversi io e te, mi diceva( lui la differenza la sentiva, ma non riusciva a codificare il mio carattere,( hai suoi occhi io ero un sogno che al risveglio, sarebbe svanito tutto). Entrare nella sua testa non si poteva , perche’ lui di se, raccontava poco, mi chiedevo, pensavo fosse una persona chiusa, ma non era cosi, perche lui con me teneva una maschera, quella che secondo lui a me poteva piacere.
    un mistero era lui, e la cosa mi eccitava, mi dava uno sbalzo in piu per capire la sua indole, ero irruenta ,io inesperta, vulnerabile, questa diversita’ tra me e lui mi incuriosiva sempre piu ed io incuriosivo lui, era tutto un gran casino di emozioni, per questo mi sono innamorata gia’ da subito di lui, quello per me fu amore subito , e lui l’ha capito si che l’ha capito.
    Un giono quando meno me lo aspettassi, quella maschera che aveva tenuto tutto quel tempo e’ scesa improvvisamente e mi ha devastato la vita, ancora ora non ne sono uscita, ma ho preso consapevolezza che il mio cucciolo non era cosi tenero come pensavo, ed e’ diventato un mostro, quello che e’ lui in realta’,
    Come credi che mi possa essere sentita, tutto il mondo e’ crollato e sono iniziate le violemze psicologiche, lui ha cominciato ad odiarmi, perche’ io avevo scoperto chi era in realta’, sono diventata il suo bersaglio, ed io non capivo come mai prima cucciolo e poi mostro. Non capivo! Avrei spaccato il mondo per capire che cavolo avevo combinato di cosi tragico per che’ si rivolgesse a me cosi,
    Alla fine diventi solo piu un’oggetto da eliminare per lui ,perche’ tutto non sara’ mai piu come prima, ti ritrovi con un’amore che non sai piu che farne. Non puoi piu salvare nulla.
    E li in quella fase che tu inizi ad ammalarti, sempre piu, perche ti ritrovi ad essere sempre piu sola, ed isolata da tutti, perche’ lui nel frattempo che tu stai

  • 176
    maria -

    Aleba. Mi ero persa il discorso che elenchi quando lui dice voi donne!!!
    E micidiale, lui ( il mio non e’ arrivato a tanto, perche’ quando stava iniziando io ho detto no! Non mi devo sentire cosi, non me lo merito, ma per te il discorso e’ diverso perche’ tu ci vivevi con lui io no.)E molto evidente in queste persone il fatto di come odiano tutto e tutti.lui un giorno mi disse. Prenderei un mitra e farei fuoco su tutti.oppure. Non e’ il lavoro che mi disturba ma la gente che ci lavora.
    Ma sai, con me doveva sempre tenere una maschera, e piu di tanto non doveva trapelare, ma io notavo che c’era qualche cosa che non andava . La mia persona lo percepiva.
    -voi donne siete solo parassiti-( sono loro ad esserlo con i loro modi egocentricie subdoli ad esserlo)-
    -voi donne siete tutte puttane-( perche sono loro ad avere diverse donne anche se sono sposati, e non dicono)-
    – loro sono stupidi- loro sono irresponsabili- loro sanno solo sfruttare glialtri- loro si fanno avanti con giochi di piacere per ottenere cio’ che vogliono, perche non sanno comportarsi diversamente, perche non lo conoscono un’altro modo-
    Alla base di tutto si ha a che fare con una non-persona che non sa essere se stesso.certo, perche hanno l’autostima sotto i piedi,ed invidiano il t u o – m o n d o – invidiano te,vorrebbero essere come tu sei, ma siccome non ne sono capaci, allora, loro sono niente e tu devi essere uguale a loro anzi meno, non esisti.
    Riesci ad entrare nello schema mentale di questo paradosso aleba? Se riesci a capire questo, riesci a capire come loro si sentono in realta’ e’ comprenderai quanto ci odiano .
    Sono irrecuperabili, io ho cercato di fargli capire che lo avrei amato anche, se lui era diverso da cio’ che mi voleva far credere, ha sbagliato tutto con me, dalla a alla zeta, credeva di conoscermi, ma io era una continua evoluzuione, ero come un vulcano che tira fuori la sua lava, ardente, in un certo qual senso le ho sconvolto la vita, perche’ lui continuava con la sua falsa immagine ed io ero me stessa, e lui non realizzava, ed io che continuavo, e lui alla fine e’ scoppiato—————- ed e’ uscito fuori quello che era veramente—e li capii quando mi diceva -non parlarmi cosi, perche esce fuori quello che sono-
    Li ho conosciuto chi era, ed io continuavo ad amarlo comunque, ma lui non se la sentiva, perche io ormai avevo scoperto il tutto, lui non voleva ,anzi preferiva essere e continuare sulla strada del male, perche di male, non ne ha fatto solo a me, e continua a farne.
    aleba- tu non di devii sentire in colpa di nulla, non sei tu che non vai, e lui che non vale una cicca e il tuo amore non merita uno cosi.

  • 177
    Fuori dal Coro -

    Aleba – Luna e…i nuovi arrivati Marquito, Maria, Rocco.

    Ciao Aleba, Ciao Luna e ciao ai nuovi nomi di cui ho letto i post. Grazie per i vostri interventi.
    Aleba, Luna, come vedete sono qui. Oggi 10 novembre sono tornato al lavoro. Non ce l’ho fatta a partire. Ho sperato fino all’ultimo di riuscire a farlo ma è stato più forte di me. Sono rimasto a casa. In pratica da sabato a martedì sono rimasto in casa senza uscire. Solo ieri mi sono deciso e nel primo pomeriggio ho deciso di fare un’uscita con una mia amica fino a tarda sera.
    Volevo scrivervi in questi giorni. Ma ho preferito “rinchiudermi” un po’ in me stesso cercare, se possibile, ancora di riuscire a capire e vedere cosa in pratica sta succedendo in me.
    Potrei dare tante risposte. Legate a tante cose. Al mio carattere o forse semplicemente al periodo che sto attraversando.
    Mi chiederete: perchè non sei più partito ? Me lo sono chiesto. Fondamentalmente un attacco di forte ansia. Quasi di panico. Cose che nella mia vita non mi sono mai accadute se non in misura che ritengo normale e che bene o male possono accadere a chiunque si trovi in un momento particolare come ad esempio l’affrontare un intervento chirurgico o un semplice colloquio di lavoro. Credo sia più o meno normale che a molti individui possa accadere di avere un po’ di ansia relativamente a cose del genere in particolare alla prima situazione.
    Non è normale invece in una situazione come la mia. Un viaggio con un amico. Un periodo di lavoro/vacanza immerso nella natura. Sono cose belle in genere o che comuqnue non dovrebbero generare paure varie. Bè per me non è stato così. L’ansia ha preso il sopravvento su di me. La pura in un certo senso della solitudine. A me che ho vissuto per un anno da solo in una casa sperduta. A me che spesso ha cercato la solitudine come valvola di sfogo quando avevi bisogno di riflettere o semplucemente per recuperare dallo stress della vita quotidiana. A me che ho girato tutto il mondo. In paesi quasi sconosciuti senza farmi il minimo problema. Ho avuto paura che partendo sucedesse qualcosa ai miei genitori o alle persone a me care.
    Forse mi si stanno esaurendo le pile. Forse il carico di tensione accumulato in questi due anni mi sta creando problemi. Ma forse invece la “bastonata” che ho ricevuto sta dando adesso i suoi effetti negativi. Forse prima, in questi due anni, nonostante il dolore, combattevo. Combattevo per riconquistare cioè che per me era la cosa più importante della mia vita. Forse pensavo di avere tante cartucce da sparare. Ed ora mi accorgo di averle esplose tutte senza aver colpito neanche una volta il bersaglio.
    Sarà un insieme di queste cose. Fatto sta che mi sto accorgendo che in ogni modo, in qualsiasi espressione della mia vita, attualmente l’ansia e forse molto più probabilmente l’angoscia mi divora.
    Ho letto in questi giorni i vari post dei nuovi arrivati marquito, rocco, maria, nonchè quelli di aleba e luna. Leggo e rifletto. Penso. Penso molto a cose che prima

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    aleba -

    Ciao Maria, le tue parole sono vere e sono il frutto di esperienza sul campo, come per me. Io capisco tutto ciò che scrivi, ho tratto le stesse conclusioni tue. Provo tanta pena per lui, pena mista ad odio perchè non è un animale ferito che potrei soccorrere, è un essere umano al limite della patologia psichiatrica. Come vorrei aver mollato prima, ma probabilmente ogni cosa avviene nel momento in cui siamo “orientati” a lasciare che accada.
    Ciao Fuori dal Coro, non sei partito dunque. La tua ansia non mi stupisce, nel profondo temi ulteriori e importanti perdite e pensi che stando fermo eviterai danni peggiori. Tutti abbiamo bisogno della solitudine del confrontarci con noi stessi e basta. Fuori dal Coro, non è fermandoti nella paura che riuscirai a passare oltre. Sembrano parole futili, ma l’unica forza vitale che possa aiutarci la produciamo dentro di noi, nessuno dall’esterno può fornirci gli elementi per andare avanti. Parlo anche per me, sai, io non vorrei andare avanti. Ci sono momenti in cui vorrei che tutto si fermasse, che si arrangiassero tutti perchè io voglio sedermi e piangermi addosso. Voglio flagellarmi, disperarmi per le mie colpe, per il tempo passato, per ogni occasione perduta. Voglio restare sveglia tutta la notte, nelle ombre degli alberi di fronte a casa mia, ascoltando i rumori del buio e i rumori dei miei pensieri. Vorrei rammaricarmi continuamente per non aver detto, per non aver fatto. Vorrei lasciarmi andare, alla fine, in un sonno senza limiti di tempo e non sognare più..Poi mi guardo allo specchio, ho una responsabilità enorme verso me stessa. Oggi devo vivere, ho il diritto, ho il dovere di vivere nel miglior modo che riesco. Non ho l’obbligo di essere perfetta, ma ho il dovere di tendere alla perfezione. Perfezione nella cura verso me stessa, perfezione nella cura dell’anima e del corpo della mia bambina. Tendere alla perfezione significa non credere mai di non essere all’altezza, non lasciarsi spaventare dai fallimenti perchè quelli servono proprio per indurci a rialzarci e a provare ancora. Ok Fuori dal Coro, non sei partito, questa volta, ma hai letto. Questo è positivo perchè cerchi risposte e ti fai domande. Non evitare le domande scomode, seppure conosci già le risposte. Dillo ad alta voce, chieditelo e mettilo per iscritto.

  • 179
    Fuori dal Coro -

    segue…Aleba – Luna e…i nuovi arrivati Marquito, Maria, Rocco

    …non pensavo. Leggo i vostri post. Cerco di immedesimarmi. Cerco di capire se io sono stato come l’uomo di maria, di aleba, di luna. Cerco di capire le parole di marquito che fa notare come la colpa non sempre è di chi abbandona è che è facile incolpare chi se ne va.
    Penso. Ho pensato tante cose in questi giorni attanagliato in un turbine di emozioni negative. Di groppi in gola, di lacrime, di ricordi e di perchè. Quanti perchè nella mia mente.
    Quanto in questi due anni mi sono messo sotto accusa. Mi sono incolpato di tante cose. Di quello che avrei dovuto e non avrei dovuto fare. Trovo senz’altro delle risposte. Se uno si analizza credo che alla fine di ogni giornata pur avendo cercato di dare il meglio di se stesso probabilmente qualche errore lo avrà fatto. Ma alla fine della giornata ammesso che ci pensi non arriverò mai a credere che quei suo eventuali errori, magari non voluti possano determinare eventi negativi per la sua vita.
    Più volte ho detto ad Aleba che neanche lontanamente riesco ad identificarmi con il suo compagno. Ho letto poco Maria e non credo di trovarmi simile nenache al suo di compagno (per quel che ho potuto intendere)
    Non ho mai comandato in casa, non ho mai offeso mia moglie, non l’ho mai fatta sentire inferiore. Mi piaceva stare con lei. Era mia moglie. La donna che avevo scelto per la vita. Non mi annoiavo con lei. Non ho fatto mai nulla senza chiedere il suo parere. Davanti a chiunque non ho mai preso decisioni senza prima sentirla. L’ho esaltata quando cucinava. Mi piacevano i suoi piatti e glielo dicevo. Mi piaceva il suo modo di fare l’amore. Mi piaceva fare la spesa con lei, uscire con lei e fare tutti gli innumerevoli viaggi che ho fatto con lei.
    Siamo andati a vivere fuori. Non mi piaceva il caos della città.
    Quante cose abbiamo fatto insieme. Io non ho a differenza di voi che avete scritto questi post ricordi negativi riguardo i miei anni con mia moglie. Sono stato bene. Ho vissuto felicemente. E anche lei stava bene con me. Vivevamo le piccole cose. Le piccole grandi emozioni dello stare insieme. Condividere ogni cosa.
    E vi assicuro sono stati 15 anni meravigliosi. Non ho mai visto differenze tra me e lei. Nè ho mai notato malesseri. Avevo le mie passioni: il calcio, la fotografia. Cose normali credo.
    E la colpa unica vera colpa: il figlio. Non ne volevo. Lei lo sapeva. Aspiravo ad una vita di coppia. Con lei. E lei lo sapeva. Da sempre. Fincheè come qualcuno avrà letto lei ha iniziato a chiedermelo. Senza che io riuscissi a dire quel si che probabilmente adesso avrebbe cambiato le carte in tavola.
    Il problema è che ora io sono qui, distrutto nel mio quotidiano. Non posso vedere un bimbo in braccio a suo padre. Mi fa male. Tanto male. Non ho mai avuto nulla contro i bambini. Li ho sempre amati. Eppure facevo fatica a pensare ad un cambiamento di vita. Non ce l’ho fatta. Rifiutavo sempre anche se dentro di me cercavo di forzarmi…..

  • 180
    aleba -

    Fuori dal Coro, tu sei uno che è stato lasciato e anche Rocco lo è (anche se non conosco i dettagli della storia di Rocco. Lasciato in una vita che evidentemente andava bene a te, ma non a tua moglie. Sappiamo che tu non avevi colto, che non eri riuscito a capire la sofferenza di tua moglie nel matrimonio. Sappiamo che la questa sofferenza si è originata dal desiderio di avere un figlio e dal non poter condividere con te questo desiderio. Sappiamo che tu avevi posto in chiaro fin dagli inizi che non avresti voluto figli e sappiamo che hai mantenuto questa posizione fino a quando non ti sei accorto che ti stava crollando tutto addosso. Ora io mi baso su quello che tu hai esposto qui: tua moglie ha elaborato in solitudine la questione gravidanza, forse all’inizio per non mettere con le spalle al muro l’uomo che amava, ma sicuramente con il tempo ha maturato anche una sorta di rancore affiancato all’amore. Il rancore per essersi trovata da sola a ragionare sulla questione, fino al punto di trovarsi in una posizione completamente diversa dalla tua. Lei non sapeva neppure se lo voleva davvero il figlio, però non gli stava più bene non avere il tuo appoggio nel ragionarci. Non poter parlare di qualcosa che ci sta a cuore, proprio con la persona che dovrebbe essere tutta orecchi sempre per noi, è devastante. Io mi ci vedo in tua moglie, solo che a differenza di lei io li affrontavo a viso scoperto. A volte mi frenavo di fronte ai suoi “Se mi arrabbio io, poi vedi cosa succede” (certo, volavano piatti, scivoli, tavoli ecc. ) altre volte andavo avanti pure contro la sua ira e insistevo nel pretendere ascolto, la maggior parte delle volte l’ascolto mi veniva semplicemente negato con una porta chiusa in faccia. Tua moglie si sarà aspettata che tu le leggessi nel pensiero, avrà pensato che vista la profondità dell’amore che vi legava, vista l’affiatamento che anche dall’esterno hanno sempre notato tutti, ad un certo punto tu avresti spontaneamente indagato su certi piccoli segnali che sicuramente ti ha lanciato. Ma tu niente, tu eri sulla tua posizione inconsapevole dell’evoluzione che stava avvenendo in tua moglie. E’ frustrante rimanere incompresi nel proprio angolo, anche se quell’angolo tua moglie lo ha costruito da sola, deve essersi sentita dannatamente sola. Io non capisco tua moglie, non capisco il suo silenzio perchè per come sono fatta io ti avrei obbligato a stare sveglio notte dopo notte per sviscerare il problema con te. Fermati, avrei detto, io ho un problema nella nostra coppia.
    La disponibilità a chiarire, da parte del mio ex, è arrivata quando io gli ho detto che per me era finita che io avevo raggiunto il punto critico. Allora subito si è arrabbiato come non mai e si è precipitato dal suo avvocato per mettere le cose in chiaro (riguardo la casa..). E’ tornato dicendomi che l’avvocato gli aveva detto che non ci si pianta così su due piedi, che 17 anni sono tanti per decidere che tutto è finito dall’oggi al domani. L’avvocato stesso gli ha.

  • 181
    Fuori dal coro -

    segue…Aleba – Luna e…i nuovi arrivati Marquito, Maria, Rocco

    ….Dicevo ma dai che problema ci potrà essere. Io ci saprei fare con i bambini. Poi sarebbero contenti tutti, mia moglie, i miei e i suoi genitori. Saremmo una famiglia. Certo cambiarebbe la vita. E mi venivano in mente pensieri negativi. Quelli che non mi hanno fatto superare la paura.
    Ho sbagliato. Dovevo dirle che stavo lavorando su di me. Ma aveo timore di darle false illusioni. Io sono una persona leale che non ha mai detto una cosa per un’altra. Ma qui ho sbagliato ancora. Dovevo dire quello che provavo. L’impegno che ci stavo mettendo per superare la questione. Non era un discorso d’amore. Avrei amato mio figlio così come amavo lei. Ma la paura, forse egoistica, di cambiare vita e la paura reale della società di oggi hanno reso il sopravvento. L’ansia che comporta stare dietro ad un figlio. Tempo ed energie che ti richiede. Mi hanno messo nelle condizioni di pensare al fatto che vivevo una favola con mia moglie. E nonostante lei mi chiedesse un figlio non immaginavo minimamente la sofferenza che poteva provare. Perchè del resto lei dopo le richieste tornava ad essere una persona normale. Dolce, disponibile. Scherzavamo insieme, dialogavamo su tutto. Non si litigava. Niente che lasciava trasparire un epilogo del genere. Credo che in una coppia quando ci siano dei problemi seri si discuta seriamente. Si litighi al limite se ciò è necessario. Un matrimonio è una cosa importante. Soprattutto se alla base di tutto c’è l’Amore. Mentre scrivevo ho visto l’ultimo post di Maria. Quello nel quale mi descrive il compagno come una persona in grado di offendere. Io penso che durante tutta la mia relazione ho detto tre o quattro frasi sbagliate. Frasi che non avevano senso. Che facevo bene neanche a pensare. Ma che in effetti non pensavo affatto. Era una forma di autodifesa. Una difesa verso questa questione che vivevo male. Come un attacco al nostro equilibrio. Non ci ho capito nulla. Ma è stato comunque un errore legato alla difesa della nostra vita di coppia che mettevo al di sopra di tutto. Forse, nonostante, fossi grandicello e avessi avuto tante donne non avevo bene in mente cosa scattasse in una donna al momento del desiderio di un figlio. Tutto passa in secondo piano. Il figlio diventa quasi un ossessione. Ed io questo non lo avevo calcolato. Probabilmente, parlando con Aleba, siamo arrivati alla conclusione che lei non ha insistito per non ferirmi, per paura di perdermi, mettendosi forse in secondo piano. Sperando che io cambiassi. Ma per non ferirmi mi ha accoltellato a morte. Mi ha ucciso sapendo di uccidermi. E nonostante abbia capito. Nonostante lei con il suo atteggiamento mi abbia fatto scattare quella molla che avevo in tensione dentro di me non ha voluto saperne. E si è dileguata. Per due anni l’ho inseguita chiedendole scusa per l’errore commesso. Ma lei nulla. Ha chiuso.
    Maria ha scritto che suo marito ha continuato con la sua falsa immagine. Io sono sempre stato….

  • 182
    Fuori dal Coro -

    Aleba

    Ciao Aleba. Ben trovata. Risposto al tuo post n. 180 anche se mentre ti scrivo non l’hai ancora terminato.
    Io sono d’accordo con quello che scrivi tu riguardo mia moglie. Ne abbiamo parlato più volte
    Però io credo che nella vita non si può pretendere di leggere nel pensiero. O di pretendere altresì che una persona, in questo caso io, sia disposta, e soprattutto sia capace, di superare le difficoltà relative ad un cambiamento. Soprattutto quando questo cambiamento non è desiderato.
    Lei ha parlato con me della cosa. Ma era chiaro che avrebbe trovato di fronte una negazione. Lei sapeva come la pensavo. Io ero stato chiaro dall’inizio e lo sai Aleba.
    Quindi una persona come me. Radicata in quella sua convinzione era assai difficile da far cambiare sotto quell’aspetto. Soprattutto quando poi sinceramente io non ho capito quanto fosse forte questo desiderio di maternità.
    Io credo che una cosa così importante vada affrontata in modo diverso. Soprattuto se ciò possa portare ad un distacco di due persone che per 15 anni si sono amate.
    Io credo che se una persona tiene davvero all’altra e sa che sta attraversando un problema davvero critico, un problema in grado di portare all’allontanamento dei due coniugi non può continuare a far finta di nulla e a comportarsi normalmente durante la vita di tutti i giorni.
    Un problema serio come un figlio va affrontato con bel altro spirito. Non solo a semplici “richieste” destinate a risolversi in risposte negative.
    Io oggi ritengo di aver sbagliato. Ma attenzione. Ritengo di aver sbagliato a pensare di non volere figli. Ma oggi penso questo. Allora nessuno è riuscito a convincermi del contrario. Neanche i miei più cari amici.
    Pensa quanto era radicata in me questa cosa.
    Sai quanti miei amici hanno provato a parlarmi sul fatto di fare un figlio ? Purtroppo la pensavo in maniera diversa. Avevo paura. Volevo una vita diversa. Con mia moglie chiaramente.
    L’unica maniera era parlarmi chiaramente. Non dico mettermi spalle al muro. Ma farmi capire quale era l’importanza di avere un figlio per lei. Non aspettare che fossi io a cambiare idea. Perchè in quel momento non ci riuscivo. Non lo desideravo.
    Lei mi ha detto più volte che non ha provato a parlarmi in maniera più chiara per paura che io un domani glielo avessi rinfacciato. Ma si può secondo te rinfacciare un figlio ?
    Sai proprio in questi giorni mi hanno raccontato di un mio carissimo amico che anni fa mise incinta la moglie. Lui non era pronto e voleva farla abortire. Lei gli disse che mai e poi mai avrebbe abortito e che il figlio lo avrebbe tenuto con o senza di lui. Bè posso dirti che questo mio amico una volta nata la figlia è diventato uno dei padri più premurosi del mondo. Non solo. Ha avuto anche un’altra bambina con la quale si comporta allo stesso modo.
    Questo per dirti che noi uomini spesso siamo così. Con la differenza che se per sbaglio avessi messo incinta mia moglie. Mai e poi mai le avrei chiesto di abortire. Pensa la moglie di…

  • 183
    Fuori dal Coro -

    Aleba …segue post 182

    …questo mio amico come poteva esserci rimasta. Invece si sono sposati e oggi vivono felici. Lei invece, mia moglie, si è disamorata di me. Di me colpevole di aver portato avanti un’idea che lei conosceva. Di me, colpevole di non aver capito che lei si sentiva isolata, quando parlavamo di tutto. Si è sentita sola ? Isolata ? Cosa avrei potuto farle secondo te ? Io che non ho mai urlato ? Io che ho sempre parlato a bassa voce. Io che l’amavo da morire, Io che non ho mai torto un capello a nessuno. Cosa avrei potuto fare ? Di cosa aveva paura ? Che le dicessi l’ennesimo no ?
    Sai una cosa Aleba. Forse non te l’ho detto. C’è stato un periodo in cui era molto difficile fare l’Amore con lei. Glielo dicevo più volte: “guarda che così non va che mi devo cercare un’altra ?”
    Ma non avevo la minima intenzione di cercare un’altra donna. Io non vedevo che lei e mi piaceva fare l’amore solo con lei. Però le cose gliele dicevo. Non mi nascondevo. Non le nascondevo nulla. Anche se non avevo la minima intenzione di allontanarmi da lei. Neppure con il pensiero.
    E mi chiedo per quale motivo lei non ha fatto lo stesso se sapeva che il nostro matrimonio era in pericolo ? Forse qualcuno che nel frattempo le diceva cose che non le dicevo io ?
    Altrimenti perchè comportarsi normalmente durante tutto il resto delle ore, dei giorni e dei mesi fino alla sua decisione ?
    Che ne dici Aleba ?
    Un bacione

  • 184
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro, io penso che tu hai ragione: tuo moglie doveva metterti al corrente in maniera chiara e determinata di quello che le stava succedendo e pretendere che tu ne venissi a capo assieme a lei.
    Sul perchè lei non l’abbia fatto, non posso fare altro che ipotesi ma ho anche chiarito che io non capisco, non trovo ragioni sufficentemente valide per assistere alla rovina del proprio amore, del matrimonio senza esprimere le proprie esigenze. Ormai lo abbiamo chiarito tante volte, la questione figlio non avrebbe dovuto essere affrontata con qualche sporadica richiesta archiviata di fronte alla tua negazione. Cioè, non è come dire voglio dipingere il soggiorno di rosso, ma se tu non vuoi mi va bene anche bianco. Poi il fatto che lei fosse normale anche se dentro stava bollendo, mi lascia allibita. Davvero questo fa pensare che razza di amore avesse in testa. Ma queste, sono cose che deve capire lei. Ma lei non vuole capire, lei sa dove ha sbagliato e non può ammetterlo, è troppo comodo attribuire la colpa alla tua incapacità di capirla. Io ho vissuto nell’incomprensione vera, anzi nella totale incapacità del mio compagno di considerare le mie parole. Come puoi non sentirti “aliena” quando la persona che hai di fronte, con la quale vivi rimane impassibile, non ti guarda neppure mentre parli e dopo l’ennesima volta che gli chiedi di risponderti ti dice “giudico io se vale la pena o meno di risponderti!” e continua imperterrito a fare ciò che stava facendo. Come fai a non sentirti accolta, quando gli dici “cosa vorresti mangiare stasera amore?” e gli fai l’elenco di quello che c’è in frigo, e lui ti risponde “Niente di cucinato da te”. Io so come ci si sente a essere incomprese. Chi tace e conta sulle capacità di leggere nel pensiero altrui, ha poco da lamentarsi se non viene capito.
    Non vedi che siamo sempre allo stesso punto? ad un certo punto devi accettare che non puoi avere chiarimenti, che non ci sono risposte ai perchè che riguardano lei. Il tuo grande amore, lo so!! eppure, vedi come è finito?? Questo perchè nella coppia si è in due, e purtroppo le persone cambiano. Certo, tu non sei cambiato e non cambieresti mai (invece sulla questione figlio sei cambiato eccome!) Però i fatti dimostrano che ci sono eventi, batoste che possono radicalmente cambiare le persone. Ti diagnosticano un tumore e solo la parola Tumore ha un effetto devastante, poi ti spiegano, ti curano brillantemente, ma l’effetto iniziale non lo scordi mica facilmente. Ti dici, ecco si può morire da un momento all’altro e (soprattutto le donne) cosa resta di me??? neppure un figlio!! Cosa ho fatto di importante? niente perchè non ho fatto un figlio? pensi che questo non sia maturato nella mente di tua moglie? Ecco, il suo GRANDE errore è stato non avere fiducia nell’uomo che amava, non appoggiarsi sull’amore che lui le aveva dimostrato negli anni, non chiedere aiuto a lui per restare uniti.
    Abbraccione

  • 185
    Fuori dal Coro -

    Aleba

    Buongiorno Aleba. Sono entrato subito in internet per leggere il tuo post. Forse quando mi leggi non riesci ad avvertire il mio disagio. Io sono sincero non ce la faccio più. Più il tempo passa più l’angoscia sale. Nonostante tutto mi sento responsabile per quello che è successo. In pratica come se avessi ucciso una persona con la macchina che di botto si è gettata sulla mia vettura. Magari se ero più attento potevo sterzare ed evitarla. Vivi con un senso di colpa pazzesco.
    Ma oltretutto sta capitando a me da due anni a questa parte quello che tu dici sia capitato a mia moglie quando ha scoperto di avere un tumore: cosa lascio di me ? neanche un figlio ?
    Però il figlio con me poteva farlo. Io gliel’ho proposto quando lei mi ha comunicato la decisione di riflettere. Perchè ha rifiutato ? Perchè mi ha detto “non lo voglio più da te” ?
    Poi leggo te e ciò che scrivi sul tuo rapporto con il tuo compagno. Gli vuoi parlare ma lui ti risponde che “giudica lui se vale la pena di sentirti o risponderti”. Oppure quando gli elenchi le cose da mangiare lui ti risponde “niente di cucinato da te”.
    Anche mia moglie diceva che non mi si poteva parlare. Che io avevo altro da fare. Che pensavo alle mie cose (!!!!???)
    Rimasi allibiti quando me lo disse. A me non si poteva parlare ? Io non ho mai e dico mai usato risposte che possano avvicinarsi del 10% a quelle usate dal tuo compagno. Può essere capitato di rispondere con la massima calma: “scusa un attimo mi fai sentire questa notizia ?”. Ma niente che possa far pensare al fatto che io neppure guardassi mia moglie.
    Eppure mi ha accusato di averlo fatto. Di non guardarla. Di non ascoltarla. Di averla trascurata. Ho dei messaggi che mi ha inviato dopo che se ne è andata nei quali mi accusa di tante di quelle cose che io neanche mi sogno di aver fatto.
    Poi leggo te. Ciò che ti ha detto ho fato il tuo ex compagno e rimango sconcertato. Ma cosa ho fatto io di così grave ? Guardavo la partita ? Facevo i dvd ? E non ascoltavo lei ?
    Io continuo a non capire e a torturarmi. Viaggiavamo insieme quasi due ore al giorno tra andata e ritorno, mangiavamo insieme, uscivamo insieme, viaggiavamo insieme. Possibile che in tutto questo tempo io non ho avuto modo e tempo di ascoltarla ?
    Ma perchè mi dice questo ?
    Io sono d’accordo quando dici che un tumore cambia la vita. Ok. Ma io credo che una malattia dovrebbe avvicinarti alle persone che ami non allontanarti. Anch’io ebbi un problema piuttosto serio. Sapessi come la presi. Eppure non mi allontanai da lei. Ero nervoso, impaurito. Ma mai pensato di allontanarmi da lei.
    Io le sono stato vicino in tutti i suoi momenti difficili. Quando per quattro volte ha avuto gravi problemi di salute con il padre. Io ero sempre lì vicino a lei. In tutti quei momenti c’ero sempre. Perchè mi ha allontanato nel momento in cui era lei ad aver bisogno ?
    O forse c’è in lei il desiderio di farmi pagare il mio rifiuto di avere un figlio ? Ma questa io la chiamo cattiveria.
    O sbaglio ?

  • 186
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro, anche io appena posso entro a vedere cosa dici, è un modo per continuare a parlare con me stessa di quanto ho vissuto. Leggendo di te percepisco quanto tu possa essere angosciato, questo proprio perchè non ti spieghi come possa essersi tutto rivoltato contro in poco tempo. Quando ti leggo mi chiedo come sia possibile che in un matrimonio dove c’era sicuramente l’amore, dove non mancava il rispetto reciproco e la condivisione era la norma, si sia potuto verificare un tale cambio improvviso di rotta da parte di tua moglie. Voglio dire, non capisco come lei abbia potuto allontanarsi a tal punto da te da non voler neppure parlare di recupero del rapporto, senza voler valutare la tua posizione assolutamente favorevole riguardo ai figli. Insomma, lei non ti ha concesso neppure una chance. Aveva un altro e ormai la sua testa era orientata verso quell’altro. E’ fuori di dubbio che tu avresti meritato un’opportunità, te l’avrebbe concessa se il suo amore per te non fosse stato offuscato da qualcosa, come poteva essere il tuo perenne rifiuto per il figlio e soprattutto la presenza dell’altro uomo? Non so, però due anni sono troppi per pensare che lei possa tornare. TU e il mio ex non siete neppure paragonabil sul piano della realazione con la propria donna. Dai Fuori dal Coro, non vedo (nelle cose che descrivi) disinteresse da parte tua o smodato egoismo nel vivere il matrimonio. Quelle sono cose che faceva pure il mio ex. Ti dico, lui si ritagliava i suoi spazi e il suo tempo libero lo gestiva come voleva. La differenza è che faceva tutto ciò in modo da farmi percepire il disgusto che gli procurava dovermi avere. Già DOVERMI avere, ma non ha mai voluto lasciarmi andare. Lui è un uomo nato per essere solo, si auto commisera della sua solitudine, in rarissime occasioni si (3 in 17 anni) ha riconosciuto di essere LUI la causa della sua solitudine. Quando non è solo, fa in modo di allontanare chi gli sta vicino. Con me che, dopo sua madre, sono stata la persona più intimamente legata a lui, ha fatto di tutto per farmi sentire inferiore, misera, povera, inadeguata, brutta, insensata, grama, incapace, inutile, inetta, ignorante….eppure io prima ho cercato di migliorarmi, di cambiare per adeguarmi ai suoi canoni, poi ho cercato di smentire punto su punto, poi ho iniziato a dargli opportunità di capire, una dietro l’altra…molte, troppe opportunità. Alla sua cecità e sordità,mi sono sentita davvero inadeguata. Possibile che neghi l’evidenza della mia persona?? Pensavo di essere matta, di non avere via di uscita. No Fuori dal Coro, tua moglie, in confronto alla mia storia, ha vissuto nella classica bambagia trovando qualche piccolo fastidio lungo la via. Al primo, anche se importante, punto dove non trovava il tuo accordo ha preteso che tu intuissi e a seguito della tua giustificata incomprensione si è allontanta drasticamente. Chi troppo e chi troppo poco…ma non c’è una ragione univoca chiara insindacabile. E’ la mente umana!Baci,aleba

  • 187
    Fuori dal coro -

    Buongiorno Aleba

    “E’ la mente umana”. Con questa frase conludi il tuo post. La mente umana. Così complessa così contorta. La mente umana che ti fa apparire le cose semplici complicate e viceversa. Si probabilmente hai ragione. Ma la mia mente la mia “mente umana” in questo caso non riesce a concepire tutte queste cose. Io sono d’accordo con te quando dici che ci sono state due cose che hanno fatto si che mia moglie si sia allontanata: la questione del figlio e l’intervento di un’altra persona.
    Bene: la questione figlio andava comunque risolta tra noi due. Semplicemente perchè era una cosa tra noi due. E il discorso dell’altra persona ok. Va bene. Ma per preferire un’altra persona devi non star bene con la persona con cui stai. E questa cosa la devi far vedere, la devi dimostrare, me devi parlare se qualcosa non va. O d’improssivviso l’altra persona non ti piace più ? Ok tutto giusto, tutto corretto ma a questo punto sei falso nei confronti dell’altra persona che ti ha manifestato bene, amore e fiducia incondizionata.
    Perchè io sto così male dopo due anni Aleba. Perchè la mia mente va di pare passocon i valori che si chiamano fiducia, lealtà, sincerità, onesta, rispetto. Cos’è l’Amore: io credo sia rispetto, sincerità, lealtà e soprattutto voler stare con la persona che si è scelto e che ritieni al primo posto di tutto. Ma niente a che vedere con l’innamoramento. Quello è infatuazione. Dura il tempo che dura. Bastano problemi quotidiani per farlo lentamente spegnere. L’amore è condivisione è guardare insieme le cose con gli stessi occhi. E’ ancjhe discutere (con educazione). Ma non è amore quello che ti permette di staccarti dalla persona che ami perandartene versoi un’altra.
    Vedi Aleba. Il tuo era Amore verso il tuo ex ompagno. Anche se tendevi ad annientarti per lui. Ma ui non aveva Amore per te. E’ inutile girarci sopra. Ma un uomo che ti tratta in quel modo non può provare amore. Non può provare amore un uomo che costantemente ti offende. Che dice di non poterti vedere. No Aleba quella è cattiveria. Cos’ come non è Amore quello nel quale una persona “crede” di amare l’altra solo perchè vede i suoi modi gentili, i suoi occhi dolci, le sue attenzioni. Non quello non è Amore. Amore è rispetto anche verso i difetti degli altri. E se questi difetti sono insopportabili è bene farli notare perchè potrebbero minare non l’amore bensi la serenitò. La serenità di stare insieme.
    Spesso sento parlare che l’amore contempla anche la cosidetta “evoluzione”. Una parola particolare che non significa altro che “cambiamento”. No l’Amore non deve contemplare il cambiamento. Si cambia da adolescenti, da giovani al massimo fino a 30 anni. Poi ognuno ha la sua identità. Non si cambia. O quantomeno può subentrare una nuova passione. Ma che non deve intaccare il rapporto di coppia. Perchè altrimenti si entra in un circolo vizione. Con l’affermare che “si cambia” e che è nroamel “cambiare” “crescere” nonsi fa altro che camuffare il fatto che due persone……

  • 188
    Fuori dal Coro -

    Aleba…continua

    …non si amano più. Ma che equivale a dire che non si sono mai amati. E’ facile amarsi finchè non ci sono problemi. Finchè non ci sono i figli che cambiano i ritmi di vita e le regole del gioco. A quel punto si allontanano i begli occhi di cui ti sei innamorata o i bei capelli di tua moglie. Entrano in gioco la corsa, lo stress, il nervosismo, il lavoro che non ti dà spazio, le discussioni fra i coniugi, la differenza nel modo di educare, il modo diverso di insegnare la vita. No non è così. E’ normale che possano essere questi stravolgimenti. Ed è normale che possano mostrarsi degli stravolgimenti che fanno emergere differenze che forse prima non notavi. Ma lì si vede che esiste o no l’Amore.
    “L’emozione non ha voce” di Celentano. Credo tu la conosca. Rispecchia quello che debba essere l’Amore, quello vero. Quello formato da amore, fiducia, sincerità, amicizia, preziosità dell’altro/a. “Io con te sarò sincero, resterò quel che sono, disonesto mai lo giuro ma se tradisci non perdono. Ti sarò per sempre amico pur geloso come sai. Io lo so mi contraddico ma preziosa sei tu per me”
    Sono parole che racchiudono tutto quello che dovrebbe essere l’amore quello vero. Quello non fatto di parole (“Io non so parlar d’Amore l’Emozione non ha voce”) ma di fatti. La sicurezza che una persona ti da (“la mia compagna tu sarai fino a quando so che lo vorrai”).
    Questa canzone dedicai tanti anni fa a mia moglie, quando ancora non eravamo sposati. E ancora edesso è attuale. L’ho pensata e la penso sempre allo stesso modo.
    No Aleba. Non mi sogno che lei possa tornare. Ciò non toglie che comportandosi come ha fatto ha distrutto la mia vita. Io ho sbagliato è vero. Ma uno sbaglio che poteva essere tranquillamente corretto. Non ho falsato nulla. Un modo di pensare sbagliato su cui si poteva ragionare magari anche non in tranquillità. Ma lei Aleba ? Lei ha falsato tutto quello in cui credevo e in cui mi ha fatto credere che credeva anche lui. Ha bluffato Aleba. Mi ha fatto credere di avere una coppia in mano quando aveva un poker d’Assi. Questo va bene nel gioco. Ma non in un rapporto tra due persone che si sono giurate Amore e fiducia reciproca. Io i patti li ho rispettati. Lei no. Io sono stato lelale. Lei no. E non mi si venga a dire che la negazione di una gravidanza sia più importante di un tradimento. Non era una donna di 50 anni alla quale era ormai precluso di aver figli. Aveva appena 36 anni. Nulla di compromesso tutt’altro. Il tradimento è la peggior espressione di meschinità e falsità verso una persona che ha sempre creduto in te. Verso una persona che in ogni modo è sempre stata corretta verso di te.
    Ora Aleba io sto male. Ogni giorno sempre di più. Anche perchè penso ogni momento a quel bambino che non abbiamo generato. Ad un bambino che in teoria potrei avere con un’altra donna. Ma come potrei averlo da un’altra donna che non sia mia moglie ? Come lo chiami questo Aleba ?
    Grazie e un bacio.

  • 189
    aleba -

    Lo chiamo Amore, Fuori dal Coro. Tutto quello che hai scritto definisce il termine Amore come lo sentivo io tanti anni fa. Il mio ex non mi amava, non di un amore consapevole e adulto.Lui pretendeva il rispetto, la dedizione, la lealtà, il sesso, l’accondiscendenza. Credeva di aver espletato la parte che competeva a lui, dandomi un tetto sopra la testa. E che tetto! Eppure, anche quel tetto era casa sua, io non avevo voce in capitolo neppure sui metodi di pulizia.
    L’evoluzione nella vita di coppia è fondamentale per me, ma io non la vedo nel senso del cambiamento di identità personale che intendi tu. Evolversi significa essere morbidi e sapersi adattare alle condizioni nuove che la vita ci propone di volta in volta. Avere un figlio comporta un cambiamento enorme, e i due partner troveranno le risorse dentro sè stessi e nell’amore l’uno per l’altra per raggiungere un nuovo equilibrio e questo impegno deve essere costante e sempre adattabile alle sempre nuove necessità del figlio. Il pensionamento è un cambiamento, non si può viverlo ignorando la necessità di adattarsi al non dover più lavorare. L’amore, quello al quale teniamo in due, si coltiva giorno per giorno, anno dopo anno. Come scrivi tu, la vita ci chiede un impegno più intenso, a volte, ed è proprio li che si vede se è amore vero. I figli uniscono la coppia, quando c’è amore vero, altrimenti la dividono…a volte in maniera anche brusca. Per questo confermo che il mio ex non mi amava, non puoi amare e respingere contemporaneamente chi ami fino a riporlo nell’angoletto che gli hai assegnato nella tua mente. Amarsi quando non ci sono problemi è facile, per questo forse, ci sono persone che celano i problemi o che li ignorano, per non dover dire ok qui qualcosa non va e io non sto bene. Tua moglie ha bluffato, io non so se lo abbia fatto apposta ma è evidente che non ti ha mai obbligato a guardare il problema, per lei divento enorme, della questione figlio e che ha scelto di risolvere per conto suo escludendoti di netto. Questo non è amore, non un amore adulto consapevole. E’ un amore immaturo, che per quanto tu veda in lei la donna perfetta, evidentemente perfetta non lo era e le ci voleva anche questo dramma per crescere. Mi sembra di capire che la differenza di età tra voi si aggira sui 10 anni, sbaglio? Forse lei non aveva ancora raggiunto la sua piena identità e il modo in cui si era posta verso la questione figli anni addietro, fa proprio pensare che non avesse le idee chiare riguardo sè stessa e si sia adeguata, per amore, alla tua idea, ritenendo naturale condividere con te una posizione. Purtroppo non aveva idea di quale posizione, in realtà, stesse accettando di mantenere negli anni e deve essersi trovata in profondo contrasto quando il desiderio di una gravidanza è nato in lei. Contrasto tra quanto ti aveva assicurato che avrebbe sempre voluto, e quanto in realtà si è scoperta a volere. La sua enorme colpa è di non essersi fidata di te, il non aver tentato in tutti i modi di ..

  • 190
    aleba -

    ..coinvolgere il suo uomo, suo marito sul nuovo piano di vita che era maturato in lei. Cribbio, il suo problema non era che vestito indossare per la festa di capodanno, il suo era un problema che avrebbe impresso un profondo cambiamento, nel bene o nel male, nel vostro rapporto. Troppo comodo ricorrere all’appoggio di un altro uomo mentre a casa manteneva il sorriso di sempre. Questo è il dramma!! Questo indica che non ti amava, non dell’amore che credevi tu. Credo che l’amore che unisce una coppia in eterno…fino alla morte e anche dopo, sia molto molto raro, ma sarebbe auspicabile, quando l’amore c’è, lavorare intensamente nella coppia per mantenerlo vivo e questo si ottiene in primo luogo con il dialogo, con la volontà di aprirsi e di accogliersi a vicenda. Sembrano stupidate, ma il non parlare di sè stessi, allontana le persone, ce le fa sembrare addirittura estranee.

    Come farai tu Fuori dal Coro a raccogliere la tua vita, ad accettare che il tuo sogno sia andato in frantumi, e a ritrovare la voglia di amare..io non lo so. Ti rigiri da due anni in un letto di disperazione, rabbia, delusione, e colpe e non riesci a trovare il coraggio e la voglia di alzarti da quel letto. Non la troverai mai quella voglia, la spinta ad alzarti, fino a quando non sarai tu a volerlo. Basta di guardare a tua moglie come la donna della tua vita, lei ti ha lasciato dopo aver celato per mesi ciò che stava provando. Anni fa eravate fatti l’uno per l’altra, vi siete trovati, amati, uniti e vissuti l’un l’altro. Qualcosa si è rotto, lei è cambiata è evidente! puoi dire che è stata falsa tutta la vita, puoi accusarla di averti preso in giro, di aver bluffato, puoi dire che non ti ha mai amato veramente, che solo tu hai messo amore nel rapporto…alla fine la conclusione è sempre la stessa. Lei non è, attualmente, la donna della tua vita. Ha provocato un grande dolore nella tua vita, un dolore mortale. Ma tu NON SEI MORTO. Puoi anche dirmi che preferiresti morire, che non riesci neppure ad accettare di pensare di amare un’altra donna e di fare un figlio con un’altra donna, ma queste sono scelte tue, scelte dettate dalla volontà di non accettare che l’amore è finito. Non è sufficente che tu l’ami, l’amore di coppia ha senso nella coppia, non se esiste in modo unilaterale. Non perderti nei ricordi, nei rimorsi e nei rimpianti, Fuori dal Coro, il passato fa un grande male solo se lo teniamo vivo nella mente e continuiamo a rammaricarci per quello che abbiamo perduto, ma se gli diamo il posto che gli compete, se cominciamo a trovare piccoli spunti per amare il nostro presente, forse riusciremo a recuperare anche un minimo di speranza per il futuro…in questo modo forse riusciremmo ad aprire una piccola finestra per guardare il mondo oltre il passato…verso il futuro. Potremmo scorgere qualcosa di bello, di buono…potremmo apprezzare nuovamente la vita. Parlo anche per me sai! Ti abbraccio e abbi cura di te. Aleba

  • 191
    Fuori dal Coro -

    Aleba

    Buongiorno Aleba. Ti confermo quanto ti ho scritto ieri. Appena apro il pc la prima cosa che faccio è venire a leggere qui se c’è un tuo post. Scrivi bene. Esprimi concetti validi, valori. Sei semplice e concisa. Efficace. Colpisci nel segno. Mi piaci. Una psicologa non sa centrare il bersaglio come fai tu.
    C’è un un’unica sostanziale differenza tra me e te, a parte il sesso. Tu stai dalla parte di chi ha lasciato e sempre tu stia dalla parte di chi ha lasciato un uomo che non meritava di stare insieme ad una donna come te. Quando ti leggo. Quando sento che parli del tuo ex compagno cerco sempre di identificarmi in lui. Per vedere se io ho commesso gli stessi errori che ha commesso lui. O se, inconsciamente, mostravo qualche problema così come lo mostrava lui. Anche io cercavo rispetto, lealtà, sesso. Le stesse cose che mostravo io verso di lei. Non volevo accondiscendenza nè pretendevo che non avesse voce in capitolo, nè sulle idee nè sui metodi di pulizia. Anche se mi ha rinfacciato che LEI NON AVEVA VOCE IN CAPITOLO (???!!!). Non le ho dato un tetto sopra la testa, la casa era in affitto e quindi tantomeno potevo rinfacciarle una cosa del genere. Mi diceva che la trascuravo, che per me era come un soprammobile, che stava lì come un oggetto da usare quando serviva. Ed io rimugino su queste sue parole. Io l’ho trattata come un soprammobile ? Io non le davo voce in capitolo ? Io la trascuravo ? Cosa significa ?
    Continuo a non capire. Ma ciò non mi impedisce di non tornare indietro al passato per cercare di capire cosa possa aver determinato una distruzione così inaspettata del nostro matrimonio.
    In questi giorni ho rivisto foto e filmini degli ultimi sette mesi dell’ultimo anno vissuto insieme: un viaggio all’estero, vacanze al mare, due week end in due bellissime città italiane, un Natale e un Capodanno passato come gli altri anni, un picnic in montagna con amici, un acquisto di un immobile, biglietti di auguri e regali per i nostri compleanni, così come per Natale. Due biglietti di auguri quasi identici scritti uno all’altra in cui ci auguravamo con tanto amore che l’anno 2010 portasse tanta serenità nelle nostra casa. Un intervento chirugico con tanto di mia presenza costante sia durante l’intervento stesso che durante tutta la degenza. Così come durante tutte le visite ante intervento per ascoltare più pareri al fine, se fosse stato possibile, di scongiurare l’intervento stesso. Una presenza costante da parte mia. Anche dopo l’intervento per sentire il parere del chirugo che l’ha operata e dei vari endocrinologi. Così come la mia presenza per verificare la ripresa di una corda vocale che non aveva ripreso la sua funzionalità. E le mie rassicurazioni sul fatto che a breve tutto sarebbe tornato normale.
    Impegno da parte mia per la ricerca di inquilini a cui affittare l’immobile acquistato. Impegno sui lavori insieme a lei al fine di ripulire l’appartamento appena acquistato.
    Un mio amico che ci viene a trovare a casa……

  • 192
    Fuori dal coro -

    Aleba….segue

    …in febbraio. Sta due ore con noi. Poi torna a casa e dice con entusiasmo alla propria moglie di essermi passato a trovare e di aver trovato una coppia felice e affiatata. Poi un mesetto strano in cui lei mi nega i rapporti, dopo che io per qualche mese l’avevo lasciata in pace al fine di riprendersi dall’intervento. Io che mi inquieto vedendo lei nervosa e le chiedo che cos’abbia. Lei mi risponde che si ho ragione lei è nervosa, si rende conto di rispondere male un po’ a tutti. Io che aspetto e capisco che forse il problema è il dosaggio della pastiglia ormonale. Aspetto poi mi impunto e decido di non cercarla più sessualmente aspettando una sua mossa. Una mossa che non arriva. Arriva invece una sua richiesta di giorni di riflessione. Cosa che io non comprendo. Sarebbe meglio discuterne a casa. Non ne capisco il motivo. Penso in un primo tempo che sia una reazione al mio non cercarla. Ma non è così. Allora protendo per la questione figlio. Le dico che ci sto pensando da un po’ di tempo è che sono pronto a fare un passo indietro e a pensare di formare una famiglia con lei. Ma lei non ne vuole sapere. E prende, contro il mio volere, la decisione di uscire di casa. Da quel momento inizia la mia sofferenza. Il mio non capire. Io che le propongo tutto il possibile per ristabilire quell’armonia che non avevo mai visto assente in noi due. Ma lei sembra cambiata, sembra diversa. Faccio il possibile, forse l’impossibile. Parlo con i miei suoceri. Spiego tutto. Chiedo scusa per l’eventuale questione figlio mostrandomi pronto a fare ciò che non mi sono sentito di fare prima con la sicurezza di chi non ha commesso nessun altro misfatto nei confronti della propria donna. Essendomi sempre comportato lealmente.
    Il resto è cosa nota. Sai tutto. Dei miei quasi due anni a cercare di rincorrerla. A chiederle scusa se inavvertitamente ho fatto qualcosa di errato e a perdonarla per quella coltellata al cuore che in 15 anni io non le ho mai inferto.
    Dorei smetterla come dici tu di pensare al passato. A pensare che ora lei non è la donna della mia vita. Ma torno all’inizio del mio post: io sono stato abbandonato dalla donna che amavo, che mi amava e con la quale stavo bene. Tu hai abbandonato l’uomo che amavi ma che non ti amava e ti faceva soffrire. Tu hai sofferto per non essere stata corrisposta. Io soffro ancora perchè la sua assenza la noto in ogni momento della mia giornata.
    Lei forse sarà serena in questo momento. Magari con quell’ uomo. Potrei avere anch’io un’altra donna. Magari mi è anche capitata. Ma non è la stessa cosa. Non si può stare con una donna quando il pensiero sta da un’altra parte. Allora che fai ? Stai da solo e rimugini sul tuo passato. Su quello che è accaduto e non aveva senso che accadesse. Il serpente che si morde la coda. Due anni ma la domanda è sempre la stessa: “Cosa è successo e perchè ?” Lei, qualcuno mi deve dare una risposta. Ma una risposta sensata. Le cose vere hanno bisogno di risposte vere.
    Un bacio

  • 193
    maria -

    per fuori dal coro-
    leggo quello che scrivi tu e quello che scrive aleba- due persone, due storie diverse,aleba accanto ad un marito che non l’ha amata, tu accanto ad una persona che molto probabilmente non ti ha detto come stavano le cose.
    si pensa che va tutto lisco come l’olio in un rapporto, perche e’ lei a dimostrarti cio’, ma lo si fa a volte perche’ va bene cosi, finche’ non arriva qualcuno che ti sconvolge la vita, ed allora tutto il bello del rapporto va in frantumi.
    e questo quello che penso, e’ la verita’ l’ho proprio capita leggendo voi.
    aleba- la tua vita l’ho capita subito perche’ so di che cosa stavi parlando perche’ da un lato ci sono passata anche io, e capisco anche fuori dal coro, un rapporto perfetto apparentemente, ma non agli occhi della gente che vi vede dal di fuori, un rapporto perfetto anche come lo vedevi tu, nel rapporto tra voi due.
    sono sincera con me stessa, e non sono certo migliore di nessun altro, nel dire che comunque non sono felice nonostante ho tutto dalla vita, ma mi manca qualche cosa, che inconsciamente, e’ insoddisfatto, ce un vuoto dentro di me,un figlio? si lo desideravo, poi non e’ arrivato, e me la sono presa con lui, perche’ avevo fatto progetti, su quale doveva essere il suo nome, ho odiato mio marito perche aveva mandato in frantumi i miei sogni. lui mi trascurava ed io mi sono affezionata ad un’altra persona, peccato che mi hga fatto mille promesse e poi l’ho sganciato ed ora mi ritrovo ad non sapere piu chi sono, ma la sola cosa che so, e che mi dovevo sgangiare da un amore come quello di Aleba, e ritornaread essere una persona normale in un rapporto che gia prima non funzionava perche’ , mancava qualche cosa.
    il rapporto va avanti, fai finta che va tutto bene, se no sarei sola, poi non mi manca nulla ma ce sempre qualche cosa che manca.
    quello che voglio dirti fuori dal coro, e che sempre le cose non si dicono, io faccio finta che va tutto bene, per il momento e’ cosi, mA SE ARRIVA IL MIO Amore che mi spacca l’anima, io prendo il volo senza avvisare nessuno. La vita e0 cosi’, senza tante spiegazioni, io molllo tutto perche ho le palle per farlo. Io sono cosi.
    Sono allla ricerca di me stessa e chi mi sappia comprendere per cio’ che sono, se mi marito non riesce a comprendermi, non gliene faccio una colpa, ma mi deve anche lasciare vivere.
    Ricorda, per inutili discussioni, a volte e’ meglio tacere
    ciao a tutti.

  • 194
    Fuori dal Coro -

    Maria

    Ciao Maria. Grazie anzitutto per il tuo intervento. Permettimi però di dissentire quasi totalmente da quello che hai scritto.
    No Maria, non funziona così. Un rapporto d’Amore se di Amore si tratta è basato sulla sincerità, sulla fiducia, sulla lealtà, sull’onestà. Se c’è qualcosa che non va si parla con schiettezza e chiarezza. Non si gioca con i sentimenti degli altri. Chiunque può sbagliare. Magari in buona fede. Ma la malafede no. Non va bene. Non si sta con una persona fino a che ci va. Fino a che arriva qualcuno che ci sconvolge la vita. No Maria non è correttezza questa.
    Io stavo con mia moglie. L’ho sposata per Amore. Amore vero sincero e leale. Ho fatto i miei errori per carità. Avrei dovuto fare un figlio. Ma questo lo dico per me, per lei e per noi. Ma sono stato sincero, onesto. Glielo ho detto che non ne volevo. Ho provato a cambiare quando lei ha iniziato a chiedermelo. Ma non sono riuscito a cambiare insieme a lei. Avevo paura purtroppo.
    No Maria, avrò sbagliato, ma non ho giocato con i sentimenti di mia moglie. Non l’ho mai tradita. Non ho mai pensato di farlo pur avendo 1000 occasioni per farlo.
    Io amavo lei. Ho sposato lei perchè l’amavo e non per gioco. Non stavo aspettando un’altra donna che mi sconvolgesse la vita.
    A me non interessava una donna che mi sconvolgesse la vita. Io stavo bene con mia moglie. Perchè avevo sentimento per lei. Sentimento vero. Non chiacchiere.
    Aspettando passivamente che arrivi l’uomo che ti sconvolge la vita chi stai prendendo in giro ? Tu o il tuo uomo ? Secondo me stai prendendo in giro il tuo uomo che magari crede in te (non lo conosco e non posso giudicare). Ma soprattutto stai prendendo in giro te stessa. Perchè non sei onesta con te stessa.
    Se stai aspettando l’uomo che ti sconvolge la vita sii onesta. Alza i tacchi. Di al tuo uomo che non stai bene con lui e stai da sola in attesa che arrivi il principe azzurro.
    I principi azzurri quelli che “sconvolgono la vita” hanno breve durata. Anche loro prima o poi entreranno nella quotidianità e smetteranno di sconvolgerti.
    Non me ne volere Maria ma la realtà è questa. L’Amore è sincerità non falsità. Altrimenti stiamo parlando di un’altra cosa.
    Perdonami se sono stato schietto e sincero e grazie per il tuo intervento
    Ciao e a spetto una tua replica

  • 195
    aleba -

    Caro Fuori dal Coro, se tu quando leggi di me cerchi nel mio ex qualcosa che potresti aver fatto tu per meritarti di essere lasciato dalla donna che ami, io quando leggo di te mi sento così cieca. Si cieca per aver dedicato tanti anni della mia vita aspettando le gocce di amore che lui lasciava cadere su di me, pur vedendomi assetata centellinava le dosi per mantenermi nello stato di bisogno. Cieca perchè avrei dovuto prendere atto molto tempo fa di quanto fosse deleterio quel rapporto. Avrei dovuto cercare un uomo come te, penso ce ne siano in giro, anche se ormai credo che per me ormai non ci sarà più occasione di coltivare un amore sano e appagante. Se avessi avuto un uomo come tu risulti da quello che scrivi, avrei amato con tutta l’anima felice di amare, di condividere le gioie di portare insieme il peso dei dolori. Fuori dal Coro, altre volte ti ho detto che tu e il mio ex non siete paragonabili, io ho lasciato un uomo che non mi voleva, mi teneva legata per convenienza perchè io ero una specie di trofeo che lui poteva sfoggiare di fronte alla mia famiglia, in primis e alla comunità intera. Solo che per potermi tenere vicino a sè ha dovuto, consapevolmente secondo me, segregarmi, isolarmi dal resto del mondo perchè non avessi termini di paragone. Io ho passato 12 dei 17 anni trascorsi con lui, esclusivamente tra casa e lavoro. Le visite ai miei genitori sporadiche e sempre frettolose e piene di astio, il resto delle cose che facevo fuori casa erano pure commissioni sempre la vita della famiglia. Tutto ciò che riguardava me ho dovuto progressivamente cancellarlo, un passo alla volta sono rimasta sola con lui. Cavolo! Fuori dal Coro, se avessi avuto un uomo che viveva il rapporto in modo equilibrato, paritario e con stima e rispetto per la mia persona, io avrei amato fino alla morte. Non sono il tipo di donna che si lascia sopraffare dalle difficoltà, che scappa di fronte ai problemi e pensa solo alla messa in piega. Le cose che tua moglie ti rinfaccia, e che, a quanto scrivi, ti lasciano allibito, sono frutto del suo pensare per conto proprio da troppo tempo. Essendosi chiusa a te, avendo trovato ascolt da un altro uomo, ha elaborato in modo sbagliato la vostra intera vita matrimoniale. Il tuo errore è stato solo quello di non averla messa al corrente prima che stavi valutando il modo di superare la tua ansia riguardo ad una eventuale gravidanza, punto. Dai, Fuori dal Coro, tu non sei un prevaricatore (credo) e neppure un manipolatore che ha sfruttato i punti deboli della moglie per renderla schiava. E poi, anche nel mio caso, mi ci è voluto un sacco di tempo per incastrare, tassello dopo tassello, la verità sulla mia vita con il mio ex. Non mi sono svegliata una mattina chiedendo qualche giorno di riflessione. Lei, tua moglie, aveva un altro uomo che lui si l’ha tirata verso di se approfittando del suo stato confusionario. Ma lei, lei doveva parlarti, è così che si fa con chi si ama. Non capisco perchè è proprio incapibile! Amore immenso…

  • 196
    aleba -

    ..che poi si dissolve senza lasciare traccia. Ci credo che sei così disperato, che cerchi invano una spiegazione. Come poteva, lei, apparire così felicemente coinvolta mentre stava comunque soffrendo. Aveva paura di perderti? Posso capirlo, ma allora doveva affrontarti a volto scoperto. Doveva dirti io sto morendo, cosa intendi fare? mi aiuti o mi lasci morire? Invece ha finito per gettarti via e sono sicura che non si rende neppure conto del grande errore che ha fatto, per questo ti accusa di ogni piccolo errore che chiunque commette nella vita matrimoniale. Come ti dicevo altre volte, avere la passione per uno sport non significa considerare la moglie un soprammobile, soprattutto se quella moglie tu la coccoli, fai le vocine mentre andate al lavoro, la porti nei borghi romantici, all’estero, se la desideri e glielo dimostri. Mi dispiace, Fuori dal Coro, ti sei trovato nel mezzo di un uragano senza che potessi aspettartelo. Hai subito la separazione e non ne conosci i motivi veri. Io ho detto a parole chiare al mio ex cosa non mi stava bene, l’ho avvisato che non mi riconoscevo più che mi ero persa grazie a lui. Ho un elenco chilometrico di fatti e parole che gli ho contestato, lui ha sempre stroncata con si suoi: “vuoi rompere i c.? vuoi litigare?” Poi mi sono rivolta altrove, allo psicologo, e l’ho invitato a venire con me per salvare la nostra famiglia. Oggi mi rendo conto che ho accettato di vivere in una famiglia abbozzata, mutilata alla nascita che non aveva speranze di concretizzarsi un una FAMIGLIA. Se avessi avuto un uomo più umile e cosciente di essere umano, anche se avesse avuto mille difetti, l’avrei amato pienamente e ne sarei stata fiera e felice. Ma la l’umiltà, il mio ex non la conosce. L’amore, intangibile ma così potente! Eppure c’è chi non lo riconosce e lo tratta come spazzatura indegna di essere tenuta in casa. Non cercare conferme dei tuoi errori nel mio ex, Fuori dal Coro, è insensato! Ciò che ho scritto in questo forum, non rende neppure lontanamente l’idea di ciò che ho vissuto, di quanto mi sia ritrovata a vedermi misera, grama, indegna persino di essere salutata. Non riesco a rendere pienamente l’idea di quanto amore, quanta anima io abbia messo nella mia storia fino a scoprirmi arida circa tre anni fa. Io amo la vita, amo via figlia, amo il pianeta terra e amo la gente buona. Il mio sorriso sta lentamente tornando, ci sono momenti in cui vorrei spegnerlo di nuovo, ma mi guardo indietro e ribadisco a me stessa che ho diritto di sorridere.
    Ciao Maria, dai tuoi precedenti interventi pensavo che ora tu fossi single, non avevo capito che eri ancora con tuo marito. Concordo con quanto ha scritto Fuori dal Coro, prendi atto del fatto che tuo marito non è l’uomo per te, che non lo ami e non ti piace come vivi. Poi le situazioni a volte sono complicate, posso capirlo bene, ma devi lavorare per uscirne sola, non cercare l’appoggio di un altro uomo,potrebbe significare passare dalla padella alla brace.
    A domani, baci

  • 197
    maria -

    Per fuori del coro.
    Io non riesco proprio a capire perche’ tu ora non accetti, quello che tua moglie ha deciso per tutti e due.
    Nulla e per sempre.
    Tu sei il padre eterno in persona, non hai mai sbagliato, le hai sempre dato tutto, viaggi, casa ,tutto di tutto, a tal punto che non doveva essere scontenta di nulla, poi arriva la malattia di lei, e lei si e’ rasettata di tutto quello che aveva, e che in qualche maniera non le andava piu bene. Quando si arriva a voler mollare tutto, per cambiare vita, e ci si ritrova davanti a una malattia che non lascia scelte,il corpo cambia, la mente cambia, e il modo di rapportarsi con gli altri cambia. Lei ,i suoi cambiamenti non li ha piu voluti fare con te! Ci vuole tanto da capire.
    La donna e’ diversa dall’uomo, sei troppo assillante, una persona quando e’ malata, non vuole sentire lagne superfue di ogni genere, anche se tu eri presente in tutto e per tutto, quell’essere cosi’ completo nel a volte in alcuni casi e’ troppo, a maggior ragione in un caso di malattia.
    leba troppo poco, nulla, tu troppo, fino ad arrivare ad essere troppo mieloso ed assillante.
    Lasciale vivere le persone, ognuno di noi ha i nostri spazi, i nostri t e m p i. Eri troopo soffocante, puo’ essere che lei con un’altra persona abbi trovato il giusto equilibrio, ed evadere dalla solita routin.
    accetta le cose come sono andate e la migliora cosa che tu possa fare per non ridurti in malattia pure tu, cosa stai ad aspettarla.

    Io non giudico nessuno e non voglio essere giudicata per come vedo le cose, ma cerco solo di esporre la mia idea su un dialogo che continui ottusamente a sostenere, in questo caso non sei nenneno di aiuto per chi come aleba che esce da un rapporto travagliato come il suo cerca di capire come possa essere una vita di amore come lo stai descrivendo tu.
    amore qui amore la, ognuno di noi, l’amore lo misura con il metro di per come noi stessi lo vediamo, non esite l’amore per come solo e soltanto lo vedi tu, e non esiste l’amore per come non l’ho ha mai vissuto aleba. Aleba ha amato allo stesso modo che ho amato io una persona che per come ci ha trattato non meritava il nostro amore, eppure loro hanno compreso che noi li abbiamo dato amore, quello con la a maiuscola, ma non hanno saputo altrettanto fare lo stesso con noi, il loro amore e diverso, un amore condizionato,possessivo,perverso,isolato,nascosco,violento,indiscutibile,loro amano cosi, per non far vedere che si sentono diversi dal resto del mondo, davanti in pubblico, si sforzano di essere normali alla civilta’ e poi in solitudine con la propria compagna tutta quella cattiveria, come la chiami tu fuori dal coro, la sprigionano nelle 4 mura di casa, e la donna subisce i degradi delle loro insicurezze, questo e’ un’amore malsano si pero’, loro ce la mettono tutta a provare ad amare ma non ce la fanno. Ma io che comprendo e che so come loro funzionano, riesco a comprendere anchecome si ci possa sentire nei loro panni. Questo perche’ lo comprendo, per

  • 198
    maria -

    Pe fuori dal coro – segue.
    Lo comprendo perche’ pur inizialmente non capendo come funzionavano queste persone, e non comprendendo come mai prima amore e poi odio,mi chiedevo e mi chiedo ancora, ma eppure qualche cosa di positivo ce in queste persone, se non non lo sentirei, mi sono studiata il suo carattere perche’ lo amavo, ho cercato la verita’ perche’ lo amavo, la cosa sorprendente che lui riesce a comprendere in qualche parte della sua mente che io per lui ero positiva, adorava il mio mondo, ma non me lo ha mai dato a vedere, perche lui vuole essere indipendente da ogni affetto, e come di aleba, si prendeva i suoi spazi e se li gestiva tutti solo per lui, e io ero in disparte, io quel suo modo di essere non lo capivo, ora si, e sai perche’?
    perche io mi sono ammalata, non ho avuto il cancro ma ho avuto dei distrurbi molto seri con il cibo anche io, e proprio nel periodo di malattia ho capito come funziona il mondo la salute le emozioni, gli sbalzi ormonali,gli attacchi di panico, non voglio la compassione di nessuno, ma ti assicuro che quando tocchi il fondo, che quando capisci che se ti vuoi salvare devi R E A G I R E, se no e’ la fin,
    quando capisci questo, quando passi da questo processo di cambiamento interiore, e ti scoonvolge la vita, anche la persona che ti sta accanto se ti va’ ormai stetta, per ben che ci sia stato tutto l’amore che tu descrivi, molli tutto.

    ognuno di noi cambia nella vita, quello che siamo oggi non lo saremo piu domani, e tu fuori dal coro, che sei propio fuori, se non riesci a comprendere cio’ lascia che lei prenda il volo, lascia libera la sua anima, fallo soppratutto per te, se vuoi continuare a vivere con serenita’ perche se continui cosi ti danni solo da solo, e la gente alla fine di ascoltarti sempre non trova nemmeno piu le parole per consolanti, perche’ tu stesso ti stai lasciando morire.
    un caro saluto ad ALEBA

  • 199
    Fuori dal Coro -

    Aleba

    Ciao Aleba e Buongiorno. Si è vero. Leggendoti cerco di capire se possa esserci una connessione tra me e il tuo ex. Una connessione tale che abbia fatto si che mia moglie mi lasciasse di punto in bianco. “le gocce di amore che lui lasciava cadere su di me, pur vedendomi assetata centellinava le dosi per mantenermi nello stato di bisogno.”
    Questa tua frase mi ha colpito. Ho forse commesso io unn errore del genere ? “Centellinare le gocce d’Amore ?”.
    Mia moglie mia ha rinfacciato il fatto di averla trascurata. Di averla considerata come un soprammobile. Hai detto bene Aleba: sono effettivamente “disperato”. Disperato perchè mi sto arrovellando dietro pensieri che possano portarmi a capire dove ho sbagliato. Dove ho commesso quegli errori che possano aver portato mia moglie a disamorarmi di me, a tal punto da preferire un’altra persona.
    Aleba, ogni giorno, ti giuro, ogni giorno, non faccio altro che andare indietro con la mente ai nostri anni di matrimonio a capire in che modo l’abbia fatta soffrire.
    Si ok la questione figlio. Quello è un fatto assodato. E forse ti diro che sono state più gravi quelle 3-4 risposte sbagliate piuttosto che il rifiuto stesso. Ho chiesto scusa ma non è bastato. Ma per il resto la mia mente non fa altro che lavorare a ritroso. Anche di notte quando sogno lei.
    Mi guardo indietro, mi analizzo. Penso…forse qualche sera lei mi diceva che stava andando a dotmire. Mi chiedeva “quando vieni ?”. Io le rispondevo che a breve sarei venuto anch’io. Magari rimanevo un po’ a guardare la tv o a mettere in ordine le nostre foto sul pc. Lei magari soffriva. Ci rimaneva male. Mi voleva accanto a sè.
    O forse quando eravamo a letto con la tv accesa io ero girato verso destra e magari lei avrebbe voluto che mi girassi verso di lei.
    Ok ma quante sere le prendevo le gambe e le infilavo tra le mie per scaldargliele.
    A volte mi chiedeva “mi abbracci ?” e io ammetto che qualche volta l’ho fatto svogliatamente. Però capitava che quasi ogni mattina mentre si vestiva andavo io ad abbracciarla spontaneamente. Così pure quando qualche volta si trovava a lavare i piatti, dandole magari un bacio sulla guancia.
    Penso che forse la sera le sarebbe piaciuto un film insieme a me che a lei interessava. Io lo facevo ma magari mi addormentavo…forse questo le dava fastidio.
    Forse, magari già te l’ho detto, capitava che verso mezzanotte potevo essermi addormentato sul divano. Lei veniva a svegliarmi con una carezza. Io purtroppo, è da sempre così, mi impaurisco se mi toccano mentre dormo, non lo faccio apposta, prendo proprio paura. Magari glielo dicevo leggermente alterato: “non farmi così mi fai saltare”. Era la verità ma forse avrei dovuto essere più delicato. Lei in fondo mi stava facendo una carezza.
    Magari lei stessa avrebbe voluto una carezza in più la sera. Forse ho errato in queste cose.
    Però fino a pochi mesi prima che se ne andasse le chiedevo baci. Le dicevo: “mi mancano i tuoi baci”. Quante volte glielo ho detto:…..

  • 200
    Fuori dal Coro -

    Aleba…segue

    ….”mi mancano i tuoi baci”. Quelli che si danno da fidanzati quando si riaccompagnano le proprie ragazze alla loro casa. Quelli appassionati. Quelli che dopo tanti anni sentivo ancora di darle con passione. Quanto mi mancavano Aleba. Quanto li volevo. Quanto mi sarebbe piaciuto prendere i suoi capelli tra le mani e baciarla appassionatamente. No. Non volevo sesso in quei momenti. Solo baciarla. Solo sentirla mia. Così come sempre avrei voluto fare. Ma lei no. Mi faceva mancare queste cose. E ne soffrivo. Tanto. Ma non ho mai pensato di lasciarla per questo. O di cercare un’altra donna che mi desse quello che volevo da lei. Io amavo Lei e basta. E quando ami una persona un bacio lo desideri da chi ami e non da altri.
    Diciamo che forse avrei potuto avere più attenzioni. Essere più prodigo di parole dolci. Essere meno “freddo”. Che poi “freddo” non mi pare di esserlo. A volte un carattere un po’ più riservato, meno espansivo da adito ad essere considerato come più freddo.
    Io so soltanto che per me Amore vuol dire rispetto, sincerità, lealtà, fidicia. Così come ho risposto a Maria.
    Forse avrei potuto fare di meglio. Senza dubbio durante un matrimonio si commettono degli errori. Si dicono cose che neanche si pensano. A volte ci si arrabbia per un nonnulla. Lo stress a volte si impadronisce di te. Ma non mi pare di aver mai detto a mia moglie “vuoi rompere i c… vuoi litigare ?” Secondo mia moglie anche io la tenevo “per convenienza”. (Ma quando mai ?). Non ho mai pensato di “sfoggiarla” come trofeo. E nemmeno pensavo di essermi sposato per avere una moglie che cucinava e mi lavava le camicie.
    Pensa Aleba quando l’ho sposata non sapevo nemmeno come cucinava.
    Certo ammetto che forse avrei potuto essere più collaborativo in casa.
    Però boh, dimmi tu Aleba da donna: mi chiedeva di scaricare la lavatrice e lo facevo, piegavamo le lenzuola, a volte la mattina se mi sbrigavo prima di lei rifacevo io il letto, mi occupavo di portare la legna per il camino, quando cucinavamo alla brace (spesso) ero io ad occuparmene, io pulivo il camino, io mi occupavo di mettere in ordine la dispensa e il ripostiglio ogni qualvolta facevamo la spesa, io mi occupavo delle varie bollette andandole a pagare e rimettendole in ordine in appositi raccoglitori, spesso lei portava dei libri, io mi occupavo di metterli in ordine nelle librerie, tenevo in ordine cd e dvd, e cose inerenti il computer, facevamo la spesa sempre insieme, per i primi due anni la facevo io poi anche lei ha voluto partecipare,
    Se io non andavo al lavoro o lei si fermava dai suoi genitori la sera quando tornava le facevo trovare la cena pronta.
    Forse avrei dovuto aiutarla nello stendere i panni, nel piegare le camicie, nel passare la scopa, anche se dopo i primi anni abbiamo chiamato la donna delle pulizie.
    A volte sbuffavo quando, usciti dal lavoro, io volevo andare a casa mentre lei voleva passare a trovare i suoi (per anni tre volte la settimana). Così come sbuffavo a volte

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