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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 76
    aleba -

    Io credevo in lui, ho creduto ciecamente e mi sono affidata all’amore che nutrivo per lui. Ti amo me lo ha detto solo le volte che è stato sul punto di perdermi. Io credevo in quelle parole, sono parole che hanno un peso enorme per me. Ti amo significa ti rispetto, ti stimo, ti considero degna di entrare anche nelle mie stanze buie fammi entrare nelle tue; ti amo significa sono con te, nella bene e nel male. Ci sarò nelle tue risate, ci sarò nei tuoi pianti. Ti amo significa che non sarai solo, mai! anche se fossimo distanti migliaia di km l’uno dall’altra, anche se la morte separerà i nostri corpi per sempre, il mio cuore continuerà ad amarti. Tutti credono in lui, fino a che lui non ha il sopravvento. Allora chiedono spiegazioni e lui chiude i rapporti. Mi ha delusa talmente tante volte, solo che le delusioni le vedo oggi…adesso che finalmente ho capito che non ero io a non essere adeguata alla famiglia. E’ lui che non sa neppure cosa sia una famiglia, che non sopporta gli oneri ma pretende gli onori. Ha avuto una brutta infanzia, e questo ha portato me ad avere molta pazienza e dolcezza con lui, il punto è che non sono mai stata riconosciuta per quello che sono. Lui non ha mai creduto in me e se questo all’inizio mi spronava a migliorarmi a smussare i miei difetti, nel tempo mi ha resa molto insicura. Per quanto facessi non era mai abbastanza per lui. Ogni mia iniziativa la smontava in partenza con critiche feroci sulle mie capacità…sabotava i miei progetti anche con azioni apertamente di sabotaggio. Esempio futile, decido di fare la pizza prosciutto e funghi per la domenica. Lui lo sa, ma la domenica pomeriggio si fa un panino con il prosciutto. Ok faccio la pizza solo con i funghi…ma nella memoria resta NON che lui ha finito il prosciutto in un singolo panino, bensì che nella mia pizza mancava il prosciutto. Io non ho mai posto in dubbio le sue competenze, mentre lui le mie non le ha mai riconosciute e potrei raccontarti episodi a non finire, alcuni dei quali paradossali in cui pur di non riconoscermi ha compromesso cose sue personali molto importanti. Ho smesso di credere in lui e qui si è incrinato anche l’amore. Dentro avevo un contrasto enorme, gli voglio bene e questo stesso bene uccide me….l’amore non è un virus che uccide l’ospite. L’amore è una simbiosi, genera un benessere maggiore in coppia che da single. Tu hai ragione, la vita cambia con un figlio. Ci sono un sacco di problemi, incombenze, imprevisti, responsabilità enormi, che crescono mano a mano che i figli crescono. Si cambia radicalmente stile di vita. Essere genitori non è facile e non esiste il genitore perfetto, perchè gli esseri che mettiamo al mondo hanno un cervello autonomo che cominciano a usare molto presto. Tu sei stato onesto hai riconosciuto che non eri pronto e questo significa che per te non era un gioco diventare papà. Quello che intendo io per “mettere con le spalle al muro” non è metterti di fronte alla scelta o un figlio o la separazione.

  • 77
    aleba -

    ..per me lei avrebbe dovuto lavorarci assiduamente, ma non con la cantilena “voglio un figlio,voglio un figlio, voglio un figlio”, ma portandoti per mano ad affrontare la tua ansia. Doveva esaminare con te i vari aspetti del diventare genitore. Come tu avresti dovuto esserci per lei, lei avrebbe dovuto esserci per te. Acquistare libri sull’argomenti, chiederti di leggerli con lei, discuterne e rassicurarti sul fatto che sareste stati fianco a fianco anche in quel viaggio misterioso che è la genitorialità. Come potevi tu superare il “non me la sento di avere un figlio” se non affrontavate in maniera chiara l’argomento? La paternità si sente dopo la nascita, questo è vero nella maggior parte dei casi e questo lo sapeva anche lei. Ma spettava a lei rassicurarti su questo. Il desiderio sarebbe nato anche in te. Sulla base di cosa ha creduto che tu l’avresti lasciata sola dopo la nascita del bambino. Io avevo tutti i motivi per presagire che sarei stata sola, che neppure essere la madre di sua figlia avrebbe conferito un minimo valore a me. Mi fa tanta rabbia tua moglie e tu mi rendi triste. Aveva tutto e secondo me pensava che fosse tutto dovuto, naturale perchè tu l’amavi. Perfino un figlio le era dovuto, senza tener conto delle paure bloccanti che nutrivi tu. Dai Fuori dal Coro, le avresti superate quelle paure se te ne avesse dato modo. Ti rimproveri per la passione per il calcio? Fuori dal Coro allora io sono un essere alieno! Ritengo che le passioni personali siano molto importanti. Avere tempo e spazio per rigenerarsi attraverso un’attività solo propria è vitale, non solo migliora il benessere personale, ma arricchisce la coppia. Io ho fatto l’errore di non conservare spazio e tempo per me, per le cose sole mie, ma lui..lui che mi ha detto che per me ha rinunciato a tutto, coltivava i suoi hobbies, monopolizzava la domenica, la tv e il divano per F1 e moto GP, sfizi e capricci sempre soddisfatti. Credo che tu amerai ancora, Fuori dal Coro, hai bisogno di arrabbiarti un pò con lei. Penso dovresti proprio arrabbiarti, smetterla di incolparti perchè non hai capito le parole non dette. Smettila di pensare che guardare la partita fosse sminuire lei. Arrabbiati con lei perchè lei ti ha tradito e vuole uscirne pulita. Da come scrivi, mi baso su ciò che leggo, mi sembra che i pilastri che tengono in piedi una relazione li hai curati solo tu. Il rispetto, la stima, il bene, la fiducia. Lei ti ha mancato di rispetto, non ha avuto stima delle tue capacità di diventare papà, non ha desiderato il vostro bene, non si è fidata di te.
    Fuori dal Coro, condivido la tua disillusione…ma sono certa che andrà meglio!!!!

  • 78
    Fuori dal Coro -

    Aleba

    Vorrei dare una botta al cerchio e una alla botte. Purtroppo io mi sono mostrato refrattario alla storia del figlio. E’ vero. L’argomento non è stato affrontato con la dovuta decisione. Comunque ogni qualvolta si prendeva l’argomento io mi tiravo indietro. Tanta era la paura di cambiare la vita. E’ chiaro quello che ripeto sempre. Non ho capito la sua sofferenza. Non l’ho proprio vista. Io credo che lei ce l’abbia messa tutta per farmi cambiare idea. Ma non c’è riuscita. Poi ciò che è successo nella sua testa non lo so.
    Io so soltanto che per anni le avevo detto che cercavo un rapporto di coppia. Purtroppo quando a lei è venuto il desiderio di avere un figlio io ero rimasto ancorato a ciò che pensavo prima e non riuscivo a spostarmi. Per questo ho sensi di colpa. Ma d’altra parte non ci riuscivo. Anche i miei amici avevano provato a convincermi ma…niente.
    Eppure ci stavo provando dentro di me. Ho sbagliato a rispondere in maniare errata quando qualche volta lei me lo chiedeva. La vedevo quasi come un’aggressione. Un pressing che non riuscivo a sopportare. Un attacco continuo ad uno stile di vita che faticosamente avevo conquistato insieme a lei. E onestamente non ero neanche convinto che lei desiderasse davvero un figlio. Credevo fosse più che altro dettato dal fatto del tempo che passava.
    Comunque una storia incredibile la mia. Così come pure la tua. Tu hai avuto il coraggio di decidere da una parte. Io invece sono stato abbandonato quando avevo superato il problema. E ora mi sento come di aver buttato la vita da un finestrino del treno.
    Ti aspetto
    Un bacio Aleba

  • 79
    aleba -

    Eccomi.Capisco meglio i tuoi sensi di colpa adesso. Ti sentivi pressato da parte sua, e talvolta anche dagli amici. Putroppo, o per fortuna, nella vita bisogna salvaguardare prima sè stessi. Tu non te la sentivi di cambiare vita, volevi la vostra vita a due. Anche solo avere delle piantine in casa comporta dei cambiamenti. Non puoi non tirare su le persiane, perchè le piante hanno bisogno di luce. Non puoi stare via per troppi giorni di seguito, perchè hanno bisogno di acqua. Ma infondo non si può rinunciare ad una vacanza per annaffiare le piante. Con un figlio non si rimanda, si deve fare ogni cosa nel tempo e nel modo in cui va fatta. E’ pericoloso mettere al mondo figli non voluti, un giorno si potrebbe avere qualcosa da recriminare. E’ un argomento troppo importante per pensare che non possa essere causa di crisi coniugale. Se tu ti sentivi aggredito, avrai reagito in modo da stroncare sul nascere l’argomento figli. Sicuramente non lo facevi, penso, come faceva il mio ex che se ne andava via quando io volevo parlare, ma comunque trasmettevi una posizione di difesa, non di conciliazione. Del resto tu stesso dici che per te era proprio un punto critico. Ti sei ravveduto tardi, il tempo passa questa è una verità inconfutabile. Te lo dice una che l’ha imparato tardi, ma l’ha capito. Quando pensi di avere tutto il tempo per scegliere, sei già in ritardo. Ho messo al mondo una figlia perchè mi sono fidata di quello che diceva lui quando abbiamo deciso di cercare la gravidanza. La mia fiducia è stata mal riposta (guarda caso), tutto ciò che mi circondava urlava no! Non ci sono le basi, invece io ho detto si. Nella vostra famiglia tu dicevi no da sempre, hai detto quel si quando lei era già distante da te. Hai detto si per farla tornare? Magari tornerà, questo non possiamo saperlo oggi. Fuori dal Coro, non c’è rimedio per il passato, puoi disperarti ma non puoi fermare il treno. Devi smettere di guardare indietro, ad un certo punto, e domandarti dove ti sta portando quel treno. Anche scrivere in questo forum è importante, ti fa elaborare…
    Sono molto stanca stasera,
    Notte
    Aleba

  • 80
    Fuori dal coro -

    Aleba

    E’ domenica oggi. Una domenica senza senso come tante da un paio di anni a questa parte. Potrei uscire con un paio di mie amiche ma non mi va. Di là c’è la partita della mia squadra ce tantro mi ha fatto tremidare di emozioni in questi ultimi anni. Ma non mi va di vederla. Ho visto i primi 10 minuti poi sono andato via.
    Ieri ho passato tutta la giornata fuori città. Sono andato a Perugia a vedere l’Eurochocolat, la fiera del cioccolato. E’ stata una bella giornata, una di quelle giornata che adoravo passare insieme a mia moglie. Poi sono stato ad Assisi sempre insieme ad una mia giovane amica che mi è molto vicina in questi ultimi mesi. Ho cercato di star bene, di distrarmi, di vivere il presente. Ma spesso mi prendeva un groppo alla gola e a stento trattenevo le lacrime. Guardavo i negozi, le chiese, i vicoletti, le coppie apparentemente felici abbracciate. Ed io che non facevo che pensare a noi. A me e a lei. Poi c’era un bambino che si era coperto lòa testa con un giubbottino. Gli ho dato uno schiaffetto sulla testa dicendogli “che fai” ? Lui si è tolto il giubbino. Da lontano gli ho mandato un bacino salutandolo con una mano. E lui come se mi conoscesse da sempre mi ha salutato con affetto. Con l’innocenza di un bambino della sua età che però sa riconoscere chi è come lui- Bè io ero così anche prima. Anche quand non desideravo avere bambini. Perchè come dici tu comportavano un cambiamento di vita. Si ok Aleba io forse sentendomi pressato cercavo di chiudere il discorso. Ma non nel modo che forse pensi tu. Dicevo solo che non me la sentivo. Mica alzavo la voce o rispondevo male. Eo solo in difficoltà. Solo quello. Non ho mai aggredito nessuno, tantomeno mia moglie. E ripeto non capivo. Non capivo la sua sofferenza. Non urlavo Aleba no. Mai urlato. Sempre tutto a bassa voce e mai con cattiveria. Perchè non si può fermare il treno. Si può fermare si con la fermata d’emergenza-. E questa è un’emergenza. Come fa lei a non capirlo che è davvero emergenza. Qui la sofferenza non è nascosta. L’amore non è nascosto. Così come non è nascosto il pentimento per un’idea sbaglia, ma pur sempre solo un’idea sulla quale si potev discutere in maniera più adeguata.
    Non avrei mangiato nessuno. Tatomeno mio figlio Aleba.
    Purtroppo gurado solo indietro, il presente non riesco a viverlo nonostante provi a farlo. Il futuro non so neanche cosa sia.
    Un bacio

  • 81
    aleba -

    Già, Fuori dal Coro, la domenica diventa facilmente una giornata triste. Il treno non si può fermare, perchè il treno è la vita, va sempre avanti e non gli frega niente se tu vorresti tirare il freno di emergenza.. soprattutto perché si tratta di fermare il treno anche di un’altra persona: tua moglie. Lei non riconosce questa emergenza, forse lo riconoscerà più avanti e si mangerà le mani per non aver capito prima, esattamente come stai facendo tu adesso. Purtroppo nelle relazioni con il prossimo non bastano le intenzioni più buone e sincere se non sono condivise. Ci vuole comunione d’intenti e di progetti, a volte il eccessive dilazioni causano danni profondi e insuperabili. Io nutro tuttora un grande sconforto quando ripenso alla mia relazione, un senso di fallimento mio personale che non sono stata in grado di mantenere vivo il mio amore per lui e di non aver trovato il modo di farmi semplicemente amare. Faccio fatica a recuperare coscienza di me stessa, e in questo mi aiuta senza dubbio mia figlia. Per il solo fatto di essere al mondo, senza averlo richiesto lei, mi obbliga a mantenere una scala delle priorità dove necessariamente lei è in cima. Per garantire la serenità a lei io devo allontanare lo sconforto da me, così la domenica programmo sempre qualcosa per la bimba…del resto prima non si poteva fare mai niente perchè il divano reclamava sempre la sua priorità.
    Mi sarebbe piaciuto che ci fosse stato anche lui, con noi, mi sarebbe piaciuto che le cose fossero andate in modo diverso, che la nostra relazione fosse stata sana, costruttiva, che l’amore fosse servito a creare altro amore. Con queste riflessioni, che bussano spesso comunque, rimarrei nel limbo. Il passato non si cambia, si può impiegare del tempo per analizzarlo, per considerare a posteriori certe vicissitudini SOLO in funzione di una migliore vita presente. Anche io ho trascorso mesi e mesi a disperarmi fra mille perchè, se lui, se io…ecc. Ancora mi capita, ma limito volontariamente il tempo da dedicare a questi pensieri. Ci sono pochi punti cruciali che contano nella mia storia, che l’hanno minata alle fondamenta!..ho intenzione di non ignorarli più…di non passarci sopra e di tenerli bene a mente per ogni momento di sconforto che si presenterà.
    Andrà meglio, fidati!
    Aleba

  • 82
    Fuori dal coro -

    Aleba

    Sai Aleba leggendo la tua storia, pensando alla mia, sentendo storie di tanti altri in questi ultimi tempi mi sono accorto che il matrimonio, la convivenza, sono oggi situazioni davvero complicate, difficili, assurde.
    Sai, quando mi sono sposato, ti giuro, non pensavo onestamente che il matrimonio, la convivenza potessero rappresentare un qualcosa di così difficoltoso, di così fragile che doveva sorreggersi sulun sottile filo di equilibrio.
    No. Assolutamente. Pensavo che in un matrimonio ci si dovesse voler bene e non stare a pensare a troppe sottigliezze. Credevo che il matrimonio volesse dire serenità, volesse dire conoscersi già da tempo. Ero abituato a vedere quello dei miei genitori, dei miei zii, dei mie nonni, dei miei cugini. Ho visto coppie litigare, prendersi anche a male parole. E a me sembrava assurdo. Perchè per me le parolacce, le brutte parole, non fanno parte del mio vocabolario. L’offendere l’altra persona. Eppure nonostante ciò non vedevo tutta questa difficoltà. Adesso, da quabndo è successo a me questa cosa e andando a vedere situazioni di altri mi accorgo che oggi tutto viaggia su un filo di nylon leggerissimo. No Aleba.Non credevo fosse così. Non mi sarei mai sposato giuro. Sento troppo spesso racconti di uomini o donne i cui mariti e/o mogli di punto in bianco hanno proferito le famose parole “non ti amo più” oppure “ti voglio bene ma non ti amo” oppure “mi mancano le attenzioni”.
    Ma che significa dire “non ti amo più” oppure “ti voglio bene ma non ti amo” durante un rapporto quale il matrimonio. Sembra che il matrimonio oggi si fondi su una continua competizione. Sulle attenzioni continue. Se sbagli qualcosa son dolori. Se non capisci il pensiero dell’altro rischi che ci sia un altro o un’altra che lo capisca e di conseguenza te lo/la porti via.
    A volte invidio alcune coppie di piccoli paesi. Le coppie che si sposano tra di loro che non vanno a cercare persone esterne con altre abitudini. Bè quelle reggono alla distnza. Sanno cosa vuol dire volersi bene. E non stanno a guardare cose banali.
    Quando ripenso alla mia storia rimango basito. Mi guardo allo specchio e dico “ma cosa è successo ?”.
    Credimi Aleba ancora non lo capisco. No è davvero lontano dal mio modo di vedere. Io credo che alla fine di tutto oggi ci sia un vistoso calo di valori. Tutto è usa e getta. Così anche le persone che si scelgono per la vita. Non viene più dato valore alla parola. E oggi un matrimonio è veramente un rischio. Una volta si pensava al matrimonio come ad una sistemazione. Oggi potrebe essere si una sistemazione ma…fallimentare.
    Oggettivamente se avessi avuto un figlio maschio di certo gli avrei sconsigliato il matrimonio. Proprio per i rischi a cui sarebbe potuto andare incontro. Pensa se io mi fossi separato avendo avuto dei figli. Sarei dovuto andare a mangiare alla Caritas. E questo non è giusto. Ok la separazione ok il divorzio. Ma quando come nel tuo caso ci sono motivazione più che valide. Ma una donna che…..

  • 83
    Fuori dal coro -

    Aleba….(segue)ù

    ….se va di casa perchè si innamora di un altro uomo abbandonando il proprio marito che magari ha la sola di colpa di far tardi la sera perchè si ammazza di lavoro per mandare avantio la famiglia. Bè in questo caso la donna non ha diritto nè agli alimenti nè a tenersi i figli nè la casa. Così come se la stessa cosa capitasse al contrario.
    Le colpe vanno punite. Chi abbandona senza validi motivi deve essere “punito”. Così come chi maltratta le mogli.
    Non sei d’accordo ?
    Un bacio

  • 84
    aleba -

    Caro Fuori dal Coro, io ci credevo al valore del matrimonio, alla dedizione continua che richiede la vita familiare. Non si può creare una famiglia e pensare che tutto si autoalimenterà .. basta essere vivi. Eppure io non sono diventata moglie, non mi sono meritata quel trono, però mi sono comportata meglio di tante mogli ufficiali e i miei “compiti” erano molto più pesanti perchè la mia vita nella coppia è stata necessariamente improntata a dimostrare in tutti i modi di essere degna di diventare moglie. Non potevo mollare, rilassarmi neppure un attimo perchè altrimenti risultavo indegna pure come compagna. Mia colpa! non avrei dovuto accettare, non avrei dovuto anelare ad essere considerata degna. Colpa mia che non ho troncato, ma vedi io pensavo (sottolineo pensavo perchè ora non lo penso più) che quando ami una persona, quando ogni sera vai a dormire con quella persona, le difficoltà le devi affrontare. Ti devi tirare su le maniche e passarci attraverso e fare di tutto per non mollare la mano della persona che ami. Pensavo che se molli, allora non ami. Il non mollare, anche nelle difficoltà non lo consideravo un peso un obbligo, perchè il mio scopo principale era nutrire il mio amore e se per realizzare questo scopo dovevo faticare, allora davo il benvenuto alla fatica. Che gran balla!! Nella mia vita ho lottato contro dei fantasmi molto più forti della mia capacità di amare. Un uomo che ha filtrato il suo “amore” per me attraverso il pregiudizio radicato contro le donne. Sono inadeguata?? la sola cosa che so è che mi ci ha fatta sentire tale, per tanti anni. Penso che sia sbagliato costringere due persone che non si amano a rimanere unite fino alla morte, penso che sia giusto consentire le separazioni e i divorzi. Il problema non sta nel fatto che ci si separa, ma nell’incapacità di prendere atto che un rapporto di coppia ha senso se porta benessere reciproco. Quando si sta male 360 giorni all’anno, non si può tenere insieme la coppia per quei 5 giorni di pace. Bisogna darsi l’opportunità di analizzare la fonte del malessere e valutare tutte le possibili alternative. Nel mio caso, non c’erano alternative. Che oggi la società sia più per l’usa e getta lo vediamo tutti. La mia colpa sta anche nel fatto che per essere devota al mio ex, io non avevo praticamente più contatti con il mondo esterno. Solo casa..lavoro..spesa..casa. Mai avrei lasciato quella casa se solo lui mi avesse fatta sentire a casa qualche volta. Io non potevo invitare nessuno, ogni piccola personalizzazione dell’ambiente casa veniva denigrata e, appena possibile, estirpata. Non so che dirti Fuori dal Coro, la vita ti riserva strane sorprese, ma forse è solo per farci aprire gli occhi e prendere coscienza di ciò che abbiamo per le mani. Tu hai detto che tua moglie aveva una relazione con un amico di vecchia data da molto tempo. Pensi sia un comportamento da donna che ama suo marito? Pensi sia giusto che ne sia uscita pulita perchè tu hai coperto questo dettaglio?…

  • 85
    aleba -

    ..(segue). Anche io sono molto restia a parlare di ciò che mi ha condotta a chiudere la mia storia. Non mi interessa cosa pensa la gente. Non cambia ciò che so io. Ho impiegato tanto tempo per prendere coscienza, ed ho analizzato bene ogni dettaglio. Posso dire che sono proprio pochi i giorni che mi hanno vista felice con lui. La maggior parte delle volte i riscontri che avevo erano negativi e sprezzanti, malgrado il mio impegno e la mia lealtà. Un fatto ha dato un colpo netto alla visione che avevo della mia storia. Un giorno sono rientrata dal lavoro e ho trovato il mio ex a bere birra con un uomo che conoscevo appena. Quest’uomo stava raccontando di come fosse finito il suo matrimonio, ormai da due anni. Diceva che un bel giorno trovò la moglie a letto con un altro e partì la crisi. Lei non lavorarva e lui scoprì che quando lui le lasciava i soldi per pagare le bollette, lei stracciava le bollette e si comprava scarpe e vestiti. Scoprì che la banca tentava invano di contattarlo da mesi per via di un certo finanziamento acceso da lei (che lui ignorava) e per il quale non pagava le rate. Lui è stato sul punto di perdere tutto per le azioni di pignoramento. Lei è andata via (andata via, non cacciata!) con l’altro e lui è stato condannato a pagarle il mantenimento e gli alimenti. Povero, era a terra da due anni. Soldi zero, morale sotto le suole, orgoglio di uomo ferito e lei che pretendevapretendevapretendeva. Il mio ex se ne uscì con questa frase “le donne sono tutte sfruttatrici e puttane, ti mangiano tutto…sono tutte uguali va sempre a finire così”. Mi aveva già detto certe cose, ma quella volta mi vennero dei violenti conati di vomito. Intervenni e lo ringraziai di avermi paragonata alla ex moglie del suo amico, ma gli chiesi di spiegare bene a questo suo amico come lo avevo sfruttato, quanto puttana fossi, visto che per me c’era solo lui e praticamente lo mantenevo io. Scusami Fuori dal Coro, questi ricordi mi fanno male ancora oggi. Che vuoi che ne sappia io del perchè le relazioni tra persone “normali” che non dicono parolaccie, non bestemmiano, non urlano, non spaccano oggetti a calci e pugni finiscono. Scusa non ti amo più è una frase assurda, anche io non l’ho detta. Non sono riuscita a pronunciare quella frase. Ho faticato a capire che la mia storia, seppur durata tanti anni, non è mai decollata in realtà, perchè si era arenata in una distesa di fango senza via di scampo. Ho dovuto ammettere che amare lui significava uccidere me stessa. Non ho detto io non ti amo più, gli ho detto che io stavo morendo dentro e che era venuto il tempo che io dessi la precedenza all’amore per me stessa. Non all’egoismo, all’amore per me stessa. Gli ho detto che se rimanevo con lui era come consegnare la mia vita nelle sue mani, avrei potuto farlo solo sotto psicofarmaci, o sarei impazzita nel sentire quotidianamente i suoi salti bruschi dal “ti amo e ti ho sempre amata” al “voglio che te ne vai da casa mia, devi finire sotto un ponte”.

  • 86
    Fuori dal coro -

    Aleba

    Che ti devo dire ? Quando racconti nei dettagli la tua storia viene anche a me il voltastomaco. Mi fido di quello che dici è chiaro. Altrimenti non starei qui a parlare con te. Però mi stai descrivendo un uomo che con un eufemismo definisco “anormale”. Comportamenti come i suoi, parole come le sue, non so, chi le dice ? un uomo senza sentimenti, senza cuore, pieno di cattiveria. Ok capisco pure quando dice la frase “le donne sono tutte puttane e ti mangiano tutto”. Però avrebbe dovuto tirarti fuori da quel marasma conoscendoti per quello che sei realmente.
    Sai, purtroppo anche io vedo molte donne così come le ha descritte il tuo ex. E’ un dato di fatto. Ma quando ero insieme con mia moglie esaltavo il suo modo di essere diversa. Non la mettevo nel marasma generale. Anzi le dicevo espressamente che era unica. E che se malauguratamente mi fossi lasciato con lei sarei rimasto da solo perchè mai e poi mai avrei trovato una donna come lei.
    Il tuo ex bestemmiava, urlava, spaccava oggetti, tirava calci, pugni, diceva parolacce. Io ti giuro non ho mai fatto nulla di tutto questo. E quando dico mai dico mai !!!!
    Eppure quando è finita la mia storia ho sentito mia moglie dire le stesse cose che hai detto tu nell’ultima parte del tuo post: “diceva che stava morendo dentro, che oramai doveva pensare a se stessa, che si era annientata per me”
    Queste sono state le sue parole. Mi ha dato dell’egoista. Di uno che non pensa agli altri, che guardava solo le sue cose, che per me lei era diventata un soprammobile. Ma perchè tutto questo ? Cosa ho fatto ? Più analizzo la nostra storia e più non mi capacito del suo comportamento e delle sue parole.
    Mi ha dedicato una canzone in questi due anni. Si intitola “Non si accorgerà” degli Stadio. Ti invito ad andarla a vedere su you tube: http://www.youtube.com/watch?v=TIogDqjnJjg
    Ogni volta che vedo questo video e ascolto la canzone mi sento distruggere. Non c’è volta che non mi sgorgano lacrime. Mi domando e dico “ma io ho fatto questo ?” e “lei soffriva in questo modo ?”
    Ti invito ad ascoltarla e a parlarne insieme a me per capire come una donna possa arrivare a tanto. Ad incolpare in questo modo suo marito. A farlo sentire in colpa per evr commesso cosa ? Non ti anticipo nulla. Segui attentamente il video poi ne parliamo insieme.
    Non ho mai detto a mia moglie “di andare a dormire sotto un ponte”. Mai una virgola di ciò che hai raccontato tu riguardo al tuo ex.
    Eppure come ti ho detto prima le ultime tue frasi del tuo post sembrano pronunciate da lei.
    Lei si annientava per me.
    Mi sono analizzato tanto e continuo ad analizzarmi. L’unica mia colpa è stata riguardo al figlio. Che poi colpe.
    Vorrei dirti delle cose che nei precedenti post non ti ho detto: io avevo due paure nella vita: la paura delle malattie e la paura dei grandi cambiamenti.
    Non sto qui a specificarti la paura delle malattie, non credo di essere l’unico. Per quanto riguarda i cambiamenti: il matrimonio era un cambiamento, un figlio…..

  • 87
    Fuori da Coro -

    Aleba …(segue)

    ….era un grande cambiamento. Due cose che mi hanno messo in difficoltà. Anche un cambio di lavoro poteva rientrare in quest’ottica.
    E’ chiaro che ognuno di loro riveste la sua importanza:
    1) figlio
    2) matrimonio
    3) lavoro
    Voglio dirti Aleba sono cose fuori dal mondo queste paure ? Chi più chi meno ha le sue paure. Io avevo queste. Lavori ne ho cambiati nella mia vita. Ho trovato difficoltà ma ho superato il cambiamento. Così come il matrimonio. In difficoltà all’inizio ma superato alla grande. Sarebbe stato così anche per il figlio. Solo che a differenza del matrimonio non mi sentivo pronto.
    Quale marito degenere sono io per aver provato paura di cambiare di fronte ad una cosa tanto importante ? Non so se e quanto tuo marito stia soffrendo. Io non credo. Un uomo non può comportarsi così verso la propria donna.
    Io sto soffrendo da cani Aleba. Io mi alzo ogni mattina con l’infelicità di iniziare una nuova giornata. Al lavoro faccio una fatica bestiale a concentrarmi sul lavoro. Se non ci fosse mia madre non so come starei in questo momento.
    Sono distrutto dentro. Ma non è depressione. E’ distruzione dei valori in cui credi. E uno dei valori era il credo verso mia moglie. Oltre al chiaro senso di colpa per non aver voluto un figlio.
    Vedi il video Aleba. Poi parliamone insieme.
    Grazie
    Un bacio

  • 88
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro, non conoscevo quella canzone degli stadio e devo dire che mi ha commossa. Parla di un uomo che si è adagiato sugli allori di avere una donna innamorata al suo fianco. L’innamoramento, passa e per rendere una coppia solida, deve essere seguito dall’amore. Lei ti fa intendere, con quella canzone, che tu non hai capito..non ti sei accorto dei suoi silenzi, non le chiedevi “come stai?” E’ forse vero? Il divano era il tuo regno? Non dicevi che spesso andavate a Roma o in giro per borghi romantici? No, non capisco. Non sono motivi sufficienti per smettere di amare. Tu hai vissuto talmente lontano da non accorgerti? Certo noi donne siamo molto brave (almeno le donne che consco io) a fare milioni di ragionamenti intorno a quattro parole messe in croce dette dal nostro uomo. Cerchiamo significati di tutti i tipi, sinonimi, contrari, motivi di una complessità astronomica per spiegare un gesto che magari era semplicemente un gesto. Mentre gli uomini di solito non si ingarbugliano i neuroni ripensando a qualcosa che la loro donna ha detto o ha fatto. Ma da come descrivi il tuo modo di essere marito, penso che l’unico punto dove non l’hai ascoltata è stato la quesione figlio. Certo, un figlio è importante ma non te ne vai con un altro prima di aver definitivamente chiarito con tuo marito se il figlio arriverà o meno. Non è per darti ragione, è solo che non capisco come abbia potuto iniziare una relazione con un altro prima di averti veramente messo in guardia sulla possibilità che vi sareste persi se tu non avessi accettato di parlare serenamente di figli. Ognuno nella propria testa ragione come gli pare, io non posso sapere come abbia elaborato tua moglie il distacco da te. Certo è che se uno crede con ogni fibra del suo essere di star vivento un matrimonio felice, si ritrova veramente in crollo totale se scopre che in realtà era molto infelice e l’epilogo è la separazione. Io davvero stavo morendo dentro, mi guardavo allo specchio e piangevo cercando la donna che ero prima di conoscere lui. Io mi sognavo di vedermi morente, sognavo me stessa tra le mie stesse braccia, e improvvisamente mi dissolvevo come se fossi stata nebbia. Sogni angoscianti che mi svegliavano di notte, a chiedermi che senso avessero. Ho rinnegato le mie passioni per lui, ho allontanato la mia famiglia di origine, ho soffocato le mie aspirazioni. Ti dico che davvero stavo morendo. Vorrei che tua moglie definisse con parole sue il termine “annientata” Penso che non sappia cosa significhi, penso che poche persone lo sanno. Tutto nella vita è frutto di scelte personali, tutto parte con un SI o con un No. Solo che ci sono certi si che ti incanalano in un labirinto di specchi che sbocca in un tunnel buio e senza uscita. Brancolando di qua e di la non ti ricordi neppure quale fosse la domanda alla quale rispondesti si. Vivi una vita che non ti calza affatto, ma che riconosci tua perchè ti autoconvinci che sia l’unico vita possibile. Serve una luce, spesso si sa dov’è ..

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    aleba -

    l’interruttore, eppure non si ha la forza, non si trova il coraggio di pigiare quel tasto per illuminare il tunnel e ispezionarlo in cerca dell’uscita. Poi se c’è qualcuno con te, qualcuno di cui ti fidi, che ami, che continua a ripeterti che non riuscirai mai a trovare l’interruttore, che la vita è questa e devi accettarlo. Allora vivi in rassegnazione. Ma se sei anche solo un pochino più intelligente di una mosca, continui a chiederti perchè la tua vita si svolge in un antro oscuro, mentre fuori da qualche parte ci sono boschi, prati verdi, montagne innevate e calde spiagge baciate dalle maree?. Parlo di me, è chiaro. Tu non mi conosci e non conosci il mio ex, tutto ciò che scrivo è pura verità. Io ho mancato verso me stessa ed ho accettato di fatto di essere condannata all’annientamento, alla morte interiore per continuare a vivere con lui, per assolvere la mia missione (che mi ero autoattribuita) di salvare il suo cuore dal cinismo, dall’astio e dal rancore. Rientrando a casa la sera, ogni sera!, mi auguravo che il prossimo camion che avessi incrociato potesse sbandare sulla mia corsia…così tutto sarebbe finito. Era un pensiero ossessionante. Lo dicevo a lui, ma questa cosa gli scivolava addosso. La tua sofferenza per questa separazione è grande e la ferita è ancora sanguinante. La canzone ti fa piangere perchè ti identifichi nell’uomo che non si è accorto e ti ritrovi ad autoflagellarti. Questo non ti aiuta, certo è difficile non colpevolizzare sè stessi, ma devi anche pensare di provare a perdonarti. Perdonati tu! Devi pensare, anche solo piccoli pensieri, di poter perdonare te stesso per non esserti accorto. Eri sereno nella tua vita, non hai colto dei segnali (vabbè poteva parlare più chiaro) non hai fatto delle scelte importanti, non hai capito i suoi silenzi, non ti sei accorto che lei si era allontanata. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno che ha scatenato una tempesta di portata impressionante. Basta, Fuori dal Coro…il temporale finisce prima o poi. Qualcosa improvvisamente farà spuntare un raggio di sole e le nuvole si diraderanno. La scelta di chiudere è stata sua, tu l’hai subita…la tua parte di colpe la stai analizzando. Tra un pò, decidi tu quanto, prova a dire a te stesso: non avrei potuto fare di meglio. Io ci sto provando.
    Ciao
    Aleba

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    Fuori dal Coro -

    Aleba

    Leggerti è fantastico. Sei di una intelligenza e di una perspicacia unica. Ma mi pare di avertelo già detto. Hai ascoltato la canzone e visto il video. Lo so è commovente. Ed io mi dispero ascoltandola perchè mi suona come una condanna.
    Mi chiedi se io mi comportavo così Aleba. Guarda io mi sono analizzato e continuo ad analizzarmi. Cosa posso dire che non mi sedevo sul divano ? No non posso dirlo. Ma io guardavo le partite della mia squadra. A volte documentari. Ma Aleba noi tronavamo a casa alle 8 le 9 di sera. Accenedvo la Tv spesso per ascoltare le notizie di un canale sportivo come credo facciano tantissime persone quando entrano in casa. E a volte prima di cenare mi mettevo davanti la TV. Non sono mai stato un maniaco della TV. Piuttosto mi piacevano le cose tecniche. Infatti ero spesso “dietro” la TV per perfezionare collegamenti di dvd, impianti home cinema, decoder. Quello si. Era una mia passione e lei lo sapeva. Così come mi piaceva andare alla ricerca di satelliti per ricevere i più disparati canali stranieri. Ma se stavo davanti alla TV era per seguire le partite di calcio. E più spesso dopo cena quando c’era un bel film ci mettevamo io e lei davanti alla tv. Purtroppo capitava che a volte mi addormentavo. Non lo facevo certo apposta. Mi addormentavo su di lei.
    La canzone parla di silenzi. Quali silenzi Aleba. Io dopo due anni continuo a non capire di quali silenzi mia moglie parlava. Eravamo a cena negli ultimi tempi. Mi chiedava di versarci del vino. Facevamo “cin cin” insieme brindando con i bicchieri. Spesso quando ero sul divano mentre lei magari era nell’angolo cottura a sgranocchiare qualcosa mi alzavo di botto e le facevo le vocine chiamandola Amore. Scherzavo sempre con lei e lei spesso si metteva a ridere. Parlo sempre dell’ultimo periodo. Quando c’erano le partite di Champions era lei spesso a dirmi di spostarmi dal tavolo per andare a vedere la partita da vicino (l’angolo cottura era distante dal tv).
    Non sono un pantofolaio. Non sono un patito della tv. Vedevo le partite di calcio e i documentari. Basta. Qualche film a volte. Ma ripeto verso le 10 di sera. E la partita della mia squadra del cuore quando giocava. Ma lei conosceva da sempre questa mia passione.
    Vorrei sapere come lei pensava di vivere in un antro oscuro così come l’hai descritto tu. Vivevamo fuori tutto il giorno lavorando entrambi. Usciti dal lavoro difficilmente (purtroppo) andavamo diretti a casa. Si passava dai suoi genitori, si andava a fare la spesa, si andava per centri commerciali. Spesso ci si fermava a mangiare una pizza. Quante volte facevamo passeggiate in centro. Una due volte l’anno (secondo possibilità) facevamo viaggi all’estero. L’estate ad agosto andavamo al mare nel suo paese che tanto amava. Si organizzavano spesso week end in altre città. A volte si andava a mangiare una pizza con la sua migliore amica. Di tanto in tanto il cinema (portando a volte anche suo padre). Dov’era questo antro oscuro ?
    Nel fatto che…..

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    Fuori dal Coro -

    Aleba (segue)

    ….io parlassi spesso al telefono con i miei amici di calcio ? Nel fatto che eravamo andati a vivere fuori in un paese di montagna e ciò comportava sobbarcarci diversi km ogni giorno ?
    Sai una cosa Aleba ? Lei dedicandomi quella canzone mi ha descritto come l’uoma dal telecomando facile. Sapessi quanto avrei voluto che mi togliesse quel telecomando di mano per buttarmisi addosso e fare sesso con me. Ma se non la cercavo io non c’era verso. Ed io la cercavo. Ma quanto avrei voluto che mi cercasse lei. Quando la desideravo Aleba. E quante volte glielo ho detto. Ma mai mi sono sognato di andare a cercare consolazione altrove.
    Perchè secondo te dovevo chiederle “come stava ?”. A me sembrava che stesse bene. La mattina scherzavamo in macchina. Giocavamo con le nostre voci chiamandoci “Ammmmmmoreeeeee” e facendo le bocche strane, ridendo e scherzando. Ascoltavamo la radio. Lei faceva i quiz con RDS.
    Dov’era questo antro oscuro ? Nel fatto che lei andava a letto prima di me ed io la raggiungevo più tardi ? Nel fatto che avevamo i campi da sci ad una mezz’ora e spesso le chiedevo di prendere un giorno di ferie per andare a sciare ? Nel fatto che spesso le ho chiesto di rifare il nostro viaggio di nozze ? Nel fatto che le dicevo che mi sarebbe piaciuto andare a vedere il sole di mezzanotte al Polo Nord, o a vedere il fiordi norvegesi ? Nel fatto che mi piaceva portarla a mangiare fuori negli agriturismi o nei locali particolari ? Nel fatto che mi sarebbe piaciuto passare di nuovo qualche giorno alle Cinque Terre in Liguria a mangiare il pesce in quel ristorantino che ci era piaciuto tanto ?
    Oppure forse si era semplicemente innamorata di un altro a cui non piaceva il calcio, che viveva in città, che forse voleva un figlio,e che magari era semplicemente diverso da me ?
    Solo che a me mi conosceva. Io non sono mai cambiato. Sono sempre stato me stesso. Un uomo normale sincero con i suoi pregi e difetti che lei sapeva. Un uomo che non ha mai bluffato. Un uomo che avrà anche sbagliato. Ma che l’ha fatto in buona fede. Non vedendo questa sofferenza che a lei sembra così evidente. Hai detto bene tu Aleba. Voi donne spesso siete capaci di analizzare un gesto, una parola, un movimento dandogli mille significati. Quando è solo semplicemente un gesto.
    Sai Aleba quante volte anch’io sono stato in silenzio ? Ma non avevo nulla. Magari ero sull’angolo cucina a sgranocchiare semi di zucca. Mi sono adagiato ? Forse. Diciamo che più che adagiato ero sereno. Non vedevo l’ora di accendere il camino. Di fare la brace per cuocere qualcosa che avremmo mangiato insieme. E’ bello il camino no ? Magari stare vicini davanti a quel calore e fare l’Amore come è capitato quando la cercavo. O soltanto stare davanti la TV mentre fuori nevicava.
    Dov’era questo antro oscuro ? Forse tutto era dettato dal rifiuto del figlio ? Dalla mia non voglia di cambiare vita ? Ma allora perchè non parlare ? Perchè non dire chiaramente cosa ti frulla nel cervello ? (segue)

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    Fuori dal Coro -

    Aleba …segue

    …Cosa ti dà così estremamente fastidio. Fammi capire che una mancata gravidanza può comportare il nostro allontanamento. Non tenere tutto dentro. Non è detto che l’altra persona capisca il tuo stato d’animo senza che sia manifesto. Ok la maternità è una cosa importante. Essere mamma è la più grande gioia. Ma magari il tuo compagno non sente come te il desideriuo di essere padre, Anzi lo sai che non lo sente. Te l’ha sempre detto. O più che altro non gli va di assumersi responsabilità, di cambiare vita. E’ onesto, è cosciente. Non è giusto mettere al mondo una creatura se non si è sicuri, se non si è pronti. Ma non è detto che non si possa cambiare. Cosi come hai fatto tu. E allora ? Perchè devi pensare che il non volere un figlio da te sia una mancanza d’amore ? Non può essere solo paura ? Magari solo un po’ di egoismo mirato al fatto di voler vivere una vita il più possibile spensierata in due ? E’ Amore anche questo. Amore per la coppia. Ma se si ama l’altra persona non si scappa. Si dice chiara la propria esigenza non si pone a mio parere come la richiesta di un vestito. E’ una cosa importante. La più importante. E si può mettere l’altra persona con le spalle al muro…con Amore. Chiarendo il proprio punto di vista. Ma soprattutto facendo presente che senza una famiglia la storia non può andare avanti. Ecco a quel punto si è coscienti entrambi. Si parla chiaro. Si pongono degli obiettivi che possono essere centrati insieme oppure no. Non si è obbligati se non si vuole. Ma magari per Amore l’altra persona può cambiare. Non riverserebbe mai odio sul proprio figlio. Anche perchè accettando di generararlo se ne assumerebbe tutte le responsabilità.
    Buttare tutto all’aria per un’idea diversa mi sembra davvero egoistico. Li si è pensare solo a se stessi. Ma soprattutto buttare tutto all’aria agendo in silenzio. Covando dentro cose che l’altra persona può non capire. Perchè ingannata da altri atteggiamenti. Quelli che ti ho descritto tante volte. Ok posso anche essermi distratto, adagiato forse. Ma amavo mia moglie. E lei doveva saperlo. Due sono le cose a mio parere. O come è probabile si è innamorata di un’altra persona esistente da tempo o ha voluto punirmi per non aver accettato quello che lei chiedeva. Credo che Amore voglia dire anche perdonare. Non riesco davvero a vedere quell’antro oscuro che mi ha citato. Io penso che si tenti di salvarlo un matrimonio.
    E poi scusa Aleba ma perchè comperi casa con una persona che intendi lasciare dopo due mesi ? C’è malafede ? O hai soltanto perso la testa per un’altra persona ? Oppure hai lavorato sotto da tempo per scappare al momento opportuno non facendoti scrupoli di nulla ?
    Io non ho agito come tuo marito. Non ero quel tipo di persona. Meritavo davvero di soffrire a questo modo ?
    Io la vedo così Aleba
    Tu ?
    Un bacio

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    aleba -

    Ti ringrazio per i complimenti, scrivo semplicemente a braccio mano a mano che rifletto. Io non lo vedo l’antro oscuro nella tua vita matrimoniale. Per il mio ex la TV era la regina della casa. Pensa che quando gli ho detto che per me era finita, ha staccato tutte le spine di TV ecc, tranne che in camera dove si era portato un 32 pollici tutto per lui. Io dovevo essere privata dell’immenso piacere di guardare la sua TV. Beh, io ho visto ben poca televisione nella mia vita con lui, e solo con lui e quello che voleva lui. Poi con nostra figlia i cartoni animati, ma da qui a pensare di togliermi qualcosa di vitale staccando le spine della TV, vuol dire che per lui era proprio fondamentale. A parte il fatto che ha anche disattivato la caldaia, per non darmi la possibilità di farmi il bagno…dimenticandosi totalmente che oltre a me, anche nostra figlia doveva lavarsi e non certo con l’acqua fredda!! ma non voglio divagare. Credo che se avessi avuto vicino un uomo normale, anche se fosse stato un pantofolaio, non avrei percepito come una malattia mortale l’amore. Il bisogno di guardare la partita di calcio, oppure i mondiali di sci, oppure i tuffi alle olimpiadi, o la F1 non è da accusare di egoismo…si tratta di passioni personali, a patto che l’altra parte (cioè la donna) sia libera di coltivare le sue passioni senza sentirsi accusata di destabilizzare il ruolo di capo famiglia del marito. Non mi sembra, da ciò che scrivi, che tu fossi così. La sua disponibilità per fare cose extra lavoro con me era minima, il suo tempo libero era solo suo e mentre lui coltivava le sue passioni, io o andavo con lui (stando attenta a non rompere troppo le balle!) oppure stavo a casa a pulire. A me non piace il calcio, come non mi piace la F1, però i primi tempi mi prendevo l’asse da stiro e stiravo i panni mentre lui guardava la tv. Poi un bel giorno mi disse che gli dava fastidio che io stirassi, che dovevo farlo quando lui non c’era. OK infatti ho sempre stirato quando lui era fuori da quella volta. Quando sistemavo la cucina, subito dopo pranzo, gli dava fastidio, dovevo farlo quando lui non c’era. Dopo cena, per lui era una sofferenza che io sistemassi la cucina, faccio notare che lavoro a tempo pieno e che sto fuori casa 10 ore al giorno, quindi quando sono a casa devo fare i lavori di casa, altrimenti si accumulano. In definitiva il tempo a mia disposizione per pulire 250 mq di casa, stendere, ritirare, sirare e riporre i panni, si riduceva al sabato pomeriggio 3 h e 3 h la domenica mattina. Però aveva sempre da recriminare. Per anni ho saltato di netto di mangiare a pranzo, visto che lui in quegli anni mangiava fuori, ne approfittavo per fare le faccende. Tu dici che andavate a cena fuori, che qualche week-end dormivate fuori, che vi prendavate il tempo per andare a sciare. Immagino foste sereni, felici in quelle occasioni. Quindi, alla luce di come ho vissuto io, penso che tua moglie non vivesse in una antro buio, piuttosto non ha capito quanto fosse

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    aleba -

    prezioso ciò che aveva per le mani, oppure lo ha dato per scontato, ovvio!Un figlio era l’unica cosa che vi mancava, ma per quanto lei lo desiderasse, non ha lottato fino all’ultimo per essere la mamma di tuo figlio.Dubito che fosse infelice, e se invece lo era davvero allora credo che non ti amasse.Non si può essere infelici amando una persona con la quale dividi una vita come quella che avete diviso voi. I difetti, quelli li abbiamo tutti! le giornate così così ci stanno, ma avere la passione per il calcio non può essere considerato un difetto. Gli stadi sono forse pieni di divorziati?? Tutto sta nella misura, tu guardavi la partita ma dove sta scritto che se ami una donna non puoi più guardare il calcio?? inoltre per il resto non le facevi mancare nulla. Cenette romantiche, il caminetto, le passeggiate. Mi fa rabbia tua moglie, non che fosse obbligata ad amarti, ma, se la vostra vita è come la descrivi e se vi siete sposati per amore,non capisco da dove avesse origine la sua infelicità. Il mio ex per me non ha mai fatto niente “gratuitamente” e se l’ha fatto me lo ha rinfacciato. Lui aveva il sabato pomeriggio e la domenica mattina per sè stesso, fuori di casa,io non potevo neppure andare a messa, a volte ci andavo comunque ma questo lo invvervosiva tantissimo. Allora io passavo il tempo pulendo e riordinando,però la domenica dovevo staccare in tempo per preparare il pranzo che alle 12.00 doveva essere fumante in tavola per il piacere di sua maestà.Le volte che non lo ha trovato pronto si è subito incupito, ai miei tentativi di sdrammatizzare e di giustificarmi…seguivano le solite parole “è un mio diritto trovare il piatto caldo in tavola quando rientro!” Di domenica? capirei avesse dovuto andare a lavorare subito dopo pranzo, ma di domenica?? c’era solo il divano ad attenderlo, perchè puntualmente la domenica pomeriggio non si faceva nulla, del resto lui le sue ore fuori casa le aveva già trascorse…a patto che non mi mettessi a rompere i c., altrimenti presto faceva ad uscire ancora e rientrare la sera. Per quanto riguarda i modi civili, moderati, le attenzioni a non offendere o ferire…………. atteggiamenti sconosciuti per me. Caro Fuori dal Coro, io non capisco tua moglie…penso sia apprezzabile che tu ti analizzi, ma ti garantisco che dale cose che scrivi per me tua moglie ha voluto tutto e non ha riconosciuto la sua colpa di non averti messo al corrente di cosa le stesse passando per la testa. Ci credo che poi generalizzano tutti, ma esiste al mondo qualcuno che accetta di guardare l’individuo che gli si para di fronte, nella sua interezza, nei meandri dei suoi difetti senza giudicarlo in base a streotipi culturali e sociali??? Esiste la possibilità di amare e di rischiare di farsi amare in modo completo, senza procrastinare i problemi, chiarendo ogni malinteso prima di coricarsi in modo da potersi alzare, la mattina dopo, con la voglia di stare insieme? Negare il chiarimento autorizza la libera interpretazione. Ciao ..

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    aleba -

    Comprare casa insieme due mesi prima di lasciarti, per me tua moglie era già lontana da te, solo che non aveva il coraggio di dirtelo proprio perchè tu sei sempre stato un bravo marito. Fuori dal Coro, non capisco come abbia fatto a covare dentro e nel frattempo sorridere e scherzare in macchina mentre andavate al lavoro. I figli non si mettono al mondo con leggerezza, persino prima di adottare un cane ci si dovrebbe veramente interrogare sulla propria disponibilità ad assumersi le responsabilità che comporta avere un cane. Figuriamoci un figlio. Per lei la maternità era importante, era un problema impellente? allora aveva il dovere di parlare chiaro, doveva dirti a chiare lettere quali fossero i suoi pensieri, forse così ti saresti svegliato anche tu, avresti toccato con mano la sua infelicità. Guarda Fuori dal Coro, non credo che lei abbia voluto punirti, penso piuttosto che non si sia impegnata per salvare il vostro matrimonio e che si sia ritenuta in diritto di essere capita. Molte persone credono che amare voglia dire leggere nel pensiero, e si sentono profondamente deluse da desideri pensati non esauditi….amare invece è dialogo, è parlare, è chiedere, amare è ascoltare, comprendere bene e se non si è compreso chiedere chiarimenti. Questa è la base! Sentirsi incompresi quando non ci si esprime è da bambini, la vera incomprensione è quando una frase breve, compiuta in perfetta lingua italiana viene distorta, allungata o accorciata per ottenere una frase di senso completamente diverso. L’incomprensione è quando tu dici “guarda che mi stai pestando il piede” e l’altro resta indifferente continuando a farti male.

    Ciao
    Aleba

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    Fuori dal Coro -

    Aleba

    Allora facciamo così. Premesso sempre che quando mi parli del tuo compagno rimango quantomeno scandalizzato dai suoi comportamenti. Ti dico cosa mi ha rinfacciato mia moglie:

    1) Mi ha detto che sono un’egoista, che devo imparare a pensare agli altri
    2) Mi ha detto che io non guardavo come stava. Ero troppo impegnato a seguire il calcio e a tornare a casa al mio paese dove le avevo chiesto di andare ad abitare. Le uniche cose che secondo lei mi interessavano
    3) Mi ha detto che appena tornavo a casa accendevo la tv per guardare le notizie della mia squadra
    4) Che mi ero creato un mio mondo. Un mondo che stava bene a me
    5) Che non si vive di soli viaggi in giro per il mondo ma che esistono altre cose
    6) Che ero un menefreghista e che non mi interessava cosa succedeva in casa
    7) Che ero un tradizionalista che per me passare il Natale o Pasqua fuori era quasi un sacrilegio
    8) Che ho rifiutato di andare a Barcellona, a Instambul, a Madrid
    9) che l’ho trascurata
    10) che per me lei era diventata un soprammobile
    11) che io pensavo solo a “sco....” (scusa Aleba)
    12) che non volevo responsabilità (riferimento figlio)
    13) che non le ho mai chiesto “come stai ?”
    14) che avrei dovuto “capire” lei
    15) che non mi sono accorto che lei non sorrideva più
    16) che le facevo rabbia quando mi vedeva seduto sul divano
    17) che mi addormentavo quando vedevamo un film insieme la sera
    18) che con me non si poteva fare più niente
    19) che con me era difficile fare tutto
    20) che “sbuffavo” quando mi diceva usciti dall’ufficio che bisognava andare a comperare il pane
    21) che “sbuffavo” quando piegavo le lenzuola insieme a lei

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    Fuori dal Coro -

    Aleba…(segue)

    22) che non mi sono accorto di quanto lei stesse soffrendo
    23) che quando mi chiedeva un figlio io non mi sono mai chiesto “ma questa ragazza come sta ?”
    24) che io non volevo un figlio
    25) che io le ho dato una risposta: “tu desideri un figlio, io no, in questo modo è logico che uno di noi due stia soffrendo”
    26) che di punto in bianco le donne si svegliano e dicono “e adesso voglio un figlio” (mia risposta riferita alle attrici)
    27) che un giorno, siccome rifiutava sempre di fare l’amore le ho risposto “tu vuoi fare la mamma, ma non ti va mai di fare la donna”
    28) che io le ho detto che non desideravo un figlio
    29) che io le ho detto che avevo paura che un figlio potesse incrinare il nostro rapporto
    30) che non facevamo una vita “sana”
    31) che mni innervosivo spesso per il traffico

    Credo di non aver dimenticato nulla. Se ricordo qualche altra cosa la aggiungo.
    Premetto di averle chiesto scusa 10.000 volte per le tre risposte obiettivamente fuori luogo e dette in un momento di nervosismo (avuto solo in quelle tre occasioni) e di averle chiesto scusa 100,000 volte per non essere stato capace di superare l’ostacolo di volere un figlio

    Valuta tu
    A proposito io mai tradito lei. Lei me si (piccolo post scriptum)

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    aleba -

    Le cose che ti rinfaccia tua moglie sono più o meno le cose normali delle quali ho sempre sentito lamentarsi le altre donne. Divano, Tv, sbuffi vari, sonnellino sul divano, bisogno di sesso, mancanza di “saper leggere il pensiero”. Ok sono rotture, per me questi sono la parte dove ci sta il compromesso. Ho un’amica che ha il marito allenatore di calcio, lui è fuori tutte le sere e tutti i weekend sono impegnati con la squadra. Lei si lamenta in continuazione, ed hanno avuto anche un momento di crisi molto pesante. Ma questo è normale, l’importante è non superare una soglia limite dove davvero la tua donna è un soprammobile. Per contro ho visto mariti trattati come cagnolini con il guinzaglio a strozzo, trascinati nella storia matrimoniale da donne comandanti che pensano solo a sè stesse e trattano il marito come il factotum. Quello di cui parli tu è nella norma, se poi tu non hai voluto andare a Madrid, a Istanbul, a Barcelona, non so come hai respinto le sue proposte di visitare quelle città, certo non credo che tu abbia fatto come il mio ex che quando gli ho detto andiamo a Londra, mi ha risposto “io odio Londra” punto argomento chiuso. Allora andiamo a Parigi..”io odio Parigi”. basta, non si poteva più toccare l’argomento perchè sennò partiva a sbraitare che lui detestava la gente che voleva andare a Londra e/o a Parigi, me compresa! Non so in quanti posti siete stati, ma mi sembra di capire che avete girato! Come fa a dire che avevi un mondo tuo? Il calcio era davvero al di sopra di lei? Davvero tu la zittivi e alzavi il volume della televisione quando lei ti chiedeva di parlare? Ma lei ti ha mai detto che stava male? Detto chiaro un giorno e il giorno dopo tu non le hai chiesto “oggi come va?” Io credo che interessarsi di come si sente una persona, farlo veramente senza aspettarsi il classico “bene grazie e tu?” come risposta, sia uno dei punti cruciali della stima e del bene reciproco. Ma se tu obiettivamente non manifesti alcun sintomo, non dici che ci sono momenti che ti procurano disagio vero e non spieghi da cosa nasce questo disagio, se tu sorridi, scherzi…dai a vedere pienamente che stai bene. Con questo non voglio dire che non sia auspicabile che l’interesse per lo stato d’animo del partner sia da sottovalutare, anzi! Io spesso chiedevo al mio ex come stava, e ascoltavo sempre le sue tiritere…oppure mi prendevo la porta in faccia come se fosse un fastidio che io gli domandassi. Lui a me, non mi ha mai chiesto come stai. Non mi ha mai chiesto come era andata la giornata, ha iniziato a farlo gli ultimi mesi, con aria sprezzante perchè la mia risposta era sempre formale.Erano anni che non sapeva più niente delle mie giornate. Prima io raccontavo spontaneamente quello che mi succedeva al lavoro, per strada ecc. Si mostrava sempre infastidito, mi dava risposte secche e ripeteva “hai finito?” ogni due minuti. Se avevo un problema, non potevo parlarne con lui perchè l’unico che poteva avere problemi era lui. Se mi succedeva qualcosa di

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    aleba -

    bello..subito mi sminuiva, mi denigrava. Tutta fortuna, solo lui poteva essere abbastanza bravo in qualcosa da ottenere un riconoscimento.
    Già! Tua moglie aveva bisogno che tu ti accorgessi di lei, credo che la questione della maternità sia stata veramente un macigno per lei. Il tuo no ha scatenato in lei tutte quelle reazioni interne che poi portano le coppie a separarsi per dei calzini dimenticati sotto il letto. Ma non sono i calzini, è il distacco che si crea per qualche altro motivo che piano piano ti fa vedere quei calzini come la più grande offesa che un uomo possa fare alla sua donna. Le offese sono ben altre, solamente che le situazioni bisogna viverle per sapere quali sono i limiti. Per dire, io ho un’amica che si separò tanti anni fa da suo marito. Lui era un violento, un pazzo che la minacciava pure con la pistola. L’aveva mandata in prontosoccorso tante vole e i carabinieri venivano chiamati spesso dai vicini per sedare gli animi. Lei ha subito oltraggi di tutti i tipi, e io continuavo a ripeterle di lasciarlo di riprendersi il suo diritto di vivere. E’ stato faticoso, ma ci è riuscita. Io, conoscendo la sua storia estremamente drammatica, vedevo la mia storia personale come un nonnulla e non mi lamentavo mai con lei del mio compagno. Lei invece più di una volta lo ha ripreso per certi atteggiamenti e certe risposte che lui mi ha dato in sua presenza. Quando ormai avevo iniziato il trasloco ho chiamato questa mia amica e le ho detto che mi stavo separando. Lei mi ha chiesto come mai non le avessi parlato prima di come vivevo nella mia storia, io risposti che non mi sembrava di avere diritto di dire che ero infelice, visto quanti maltrattamenti aveva subito lei. Tua moglie aveva un uomo normale, un uomo che l’amava e la stimava. Questi son pregi. I difetti, quelli sono parte dell’essere umano! La televisione la spengo e ti chiedo di parlare, di parlare seriamente del mio desiderio di diventare genitore con te. I figli sono la nostra eredità, i figli sono il nostro modo per vivere anche dopo…Tu ti sei interrogato fin troppo sull’opportunità o meno di diventare papà, ma hai resto partecipe anche lei del lavoro che stavi facendo per superare l’ansia del cambiamento? Vedi, Fuori dal coro, torniamo sempre alla base: se non ci si parla, se non ci si ascolta, se il cuore è chiuso, è impossibile costruire, andare avanti, evolversi. E’ vero, lei probabilmente ha trovato una persona che l’ascoltava, che l’appoggiava. Non so se questo rapporto sia ancora in corso, ma penso che lei si sia trovata isolata nel cuore e nella mente, pur essendo in coppia. Se ami non tradisci, Fuori dal Coro! Se ami davvero, se vedi il tuo amore, se al tatto lo senti sano forte e vigoroso, non tradisci!! Tu l’amavi e non ti sentivi solo, tu eri nel mondo che ti piaceva nonostante il fatto di comprare il pane o di piegare le lenzuola. Lei sentiva il bisogno di realizzarsi anche come mamma,non dandole spiragli lei ha fatto l’errore di chiudersi a riccio! Ipotesi!Ciao

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    Fuori da Coro -

    Aleba

    Appena apro il computer che sia di sera o mattina vengo subito a vedere se mi hai risposto. Sarò ripetitivo. Ma se di una intelligenza e perspicacia uniche. Sei donna. Ma di donne in questo periodo ne ho conosciute tante anche per cercare di capire i motivi che hanno spinto mia moglie a lasciarmi. Tu mi dai delle risposte che se non sono l’esatta verità ci si avvicinano e di molto. Mi stai dando molti elementi per completare questo puzzle. Un puzzle disastroso che ha comunque distrutto la mia vita.
    Si penso sia come dici tu Aleba. Per lei la maternità era diventata un problema importante, impellente. Si penso come dici tu che non si sia sentita capita e di fronte ai miei rifiuti si sia chiusa a riccio. Ed è andata a cercare appoggio in chi l’ascoltava. Ma che altri non era che un uomo innamorato di lei. E mi ha tradito, iniziando quasi certamente una storia con lui. Ok debbo prenderne atto.
    Mi prendo la mia colpa. Quella di aver sottovalutato la questione della maternità. Ma non è colpa mia se si è chiusa a riccio nascondendomi ciò che stava covando dentro.
    Io per natura sono un uomo schietto, sincero, pulito, vero.
    Non dico una cosa e poi ne penso un’altra. Non ero pronto ad avere un figlio. Non potevo farlo. Certo ad oggi mi rendo conto di aver sbagliato. Ma sono stato onesto con lei.
    Io l’ho amata e non l’ho mai tradita. Mai l’avrei fatto. Se mi fossi sentito solo glielo avrei detto chiaramente senza mezzi termini. Non mi sarei andato a confidare con altre donne. Era lei che amavo lei che volevo. Con lei dovevo chiarire se c’era un problema. Lei ha nascosto cara Aleba. Forse io dovevo dirle che stavo pensando a cercare di convincermi a fare un figlio. Ma volevo esserne sicuro. Non dire una cosa di cui non ero certo. Stiamo parlando di un figlio non di comperare una macchina.
    Aleba io non avrei mai comperato una casa con lei per poi andarmene dopo 2 mesi. E’ falsità quello che ha fatto.
    Lei ha sofferto ? Ok. Ma chi lo sapeva ? E’ giusto sentirsi in diritto di essere capiti ? Aleba io se ho fame mangio. Se non posso mangiare dico che ho fame. Se chi mi sta vicino non lo capisce gli dico “Guarda che sto morendo di fame vorrei cercare qualcosa da mangiare”. Non muoio di fame per poi rinfacciare di avermi fatto morire di fame. Aleba io ho fatto della lealtà e della sincerità le mie qualità migliori. Io sono leale con tutti. Figuriamoci con le persone a cui voglio bene. Posso sbagliare come chiunque. Ma sono pronto a correggermi dove vedo gli errori. Io ho amato mia moglie. L’ho amata di sentimento vero. Di quel sentimento che non muore. Non ho cercato nè sotterfugi nè nascondigli. Ok ho rifiutato di fare un figlio. Non me la sentivo. Le ho detto il perchè. Lei lo sapeva. Ho sbagliato. Me ne pento. Le ho chiesto scusa. Mi sono dichiarato pronto ad interpretare con il massimo impegno il ruolo di padre. Lei mi ha respinto in tutti i modi. Hai detto bene Aleba. Chi ama non tradisce. Io onestamente….

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