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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Views: 190 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in mano l’essenziale per ricostruire, ciò che si è perso appartiene al passato, ora devo cercare pezzi nuovi e li devo plasmare con le mie mani, come fanno i vasai. Ho faticato tanto ad uscire “mentalmente” da quella casa non mia nella quale ho investito tutto ciò che ero. Emozioni, sentimenti, soldi, tempo, pensieri. Sono nuda e vuota. Dieci mesi di psicoterapia, e ancora ne avrò bisogno per molto tempo, per capire che la mia storia d’amore era in realtà una malattia. Come altro si può definire una situazione che crea malessere 365 giorni all’anno. Un malessere subdolo e sotterraneo che si insinua in ogni minuto della giornata, anno dopo anno, fino a quando un giorno ti ritrovi senza la voglia di rientrare a casa la sera. Lo stomaco si chiude e l’unica cosa che desideri e dormire, o almeno fingere di dormire. Come si può odiare tanto una persona e affermare di amarla contemporaneamente? Me lo sono chiesta per anni. Ora sto smettendo e la distanza, il non essere più sotto lo stesso tetto mi aiutano ad essere più serena. Ma è solo superficiale, per ora, questa serenità. Già! perchè io e lui abbiamo una figlia e la bambina ha la priorità su tutto (per me). Anche il suo diritto di vedere il papà va tutelato. Sono io che devo tutelare questo diritto? Avere a che fare con lui è pericoloso per il mio equilibrio. Non sono ancora abbastanza forte per fronteggiare la pressione che esercita volontariamente su di me. A lui non interessa la bambina in quanto figlia, a lui interessa vedere soffrire me! Io che ho deciso di guardare in faccia la nostra storia, io che ho aperto il vaso di Pandora ed ho liberato i fantasmi. Io che ho dato un nome, finalmente, ad ognuno di quei mostri che hanno tormentato i nostri giorni e le nostre notti. Io che ho riconosciuto apertamente che la nostra storia era una malattia per entrambe. Lui mi urla in faccia che l’ho tradito, mi accusa di disertare, di allearmi con il nemico. Si, ho tradito il sottointeso patto di omertà che si era instaurato tra noi. Omertà! si litiga su tutto, ma la malattia che ci sta divorando la vita, quella non va nominata. Facciamo finta di essere sani, la malattia non esiste. Fino a quando eravamo solo noi due io riuscivo a sostenere la vita di coppia malata, ma dopo che è nata nostra figlia tutto è cambiato. La malattia stava contagiando anche lei, stava intaccando le sue radici psicologiche proprio alla base, nei primi anni di vita. Non potevo lasciare che invadesse la mia bambina. Non potevo rischiare che anche lei crescesse considerando NORMALE vivere in una storia d’amore malattia. Quindi ho tradito, ho tolto le tende scure ed ho lasciato che il sole evidenziasse la muffa, la polvere densa. Sono colpevole perchè ho preso coscienza di aver bisogno di cure?
Sono colpevole e devo andare alla fucilazione perchè ho deciso di dire basta? Non mi sento in colpa!! però mi sento in pericolo e percepisco la presenza di un predatore che ha fiutato la preda e la sua preda è la sua stessa figlia. Come posso fare per scuoterlo? per fargli aprire gli occhi? Non posso… non è compito mio. Vorrei essere un gabbiano, vorrei volare via con la mia piccolina. Chiudere gli occhi e riaprirli contornati di piume e penne.

Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 1
    cogito -

    andyyyyy dove 6??? urgi tu…

  • 2
    remo -

    Complimenti per la lettera davvero encomiabile. Una delle più belle lette su questo sito. Aver riconosciuto che l’amore era malato, esserti arresa, è stata di per se già una scelta salvifica. Hai dimostrato di essere una persona sana, equilibrata ed obiettiva. Non è da tutte. Sai quante e quanti non riescono a riconoscere questi legami simbiotici deteriorati e passano il resto dei loro giorni ad arrovellarsi che la storia ritorni ai fasti di un tempo. Che illusione…. un amore malato rimarrà tale per l’eternità. E’ come una guerra perpetua ogni santo giorno una battaglia e qualche lieve attimo di serenità…e poi si ricomincia a cannoneggiare.. in una dimensione atemporale. Stai ponendo le basi per rimetterti in gioco. Vedrai un giorno magicamente ti sentirai le ali al tuo umore e la vità ti risorriderà. Per la bambina certo il padre ha il sacrosanto diritto di vederla e un giorno ti accorgerai di non pensare più all’amore malato vissuto e lo vedrai con indifferenza…nè più e ne meno che il padre di tua figlia. Non vorrei credere che il suo unico scopo nella vita continuerà ad essere quello di punirti utilizzando magari la leva della bambina. Se ne dovrà fare una ragione col tempo.

  • 3
    dolcevita -

    Ciao Aleba, mi trovo d’accordo con remo. Penso che hai fatto una scelta sofferta, ma necessaria per garantire uno sviluppo sano e sereno alla tua piccina. Sei stata coraggiosa, tienine conto, perchè sei più forte di quel che pensi, sei una super-supermamma! Vedrai che la bimba da grande capirà, e te ne sarà grata, le stai dando un’ottimo insegnamento. Vedere lei che cresce più serena ti darà quella forza che ora senti vacillare. Combatti, il grosso l’hai già fatto. Sei stata proprio in gamba, ti ammiro tanto. Un grande bocca al lupo!

  • 4
    aleba -

    Grazie Remo per la tua risposta, le tue parole sono di aiuto perchè mi fanno sentire meno sola, eppure siamo tutti soli e fino a quando non capiamo profondamente che l’unico modo per stare bene con gli altri è imparare a stare bene con noi stessi, siamo sempre a rischio di infilarci in qualche rapporto malsano. Per ora conto letteralmente i giorni e mi accorgo che non occorre fare tutto e subito, che non si può stare bene dall’oggi al domani. Stabilire le priorità è essenziale. Vedo mia figlia serena, felice della nostra nuova casa. E’ una casa ancora nel caos, con tanta roba imballata ammassata nelle stanze vuote, ma io e lei ci sediamo in tavola a cena e ci raccontiamo la giornata senza l’ansia che da un momento all’altro si possa scatenare l’uragano. sono consapevole che ci vorrà tempo per guardare indietro con l’indifferenza di cui parli tu. Prendere atto di avere un problema è il primo passo per risolverlo. Poi ci sono tanti muri da abbattere, alcuni sono di cartone, ma altri sono di spesso cemento armato e il lavoro deve essere meticoloso. Farsi le domande giuste per capire come si vuole vivere. Guardo avanti, ma navigo a vista, devo tutelare me stessa e la bambina e so di non essere in grado di farlo da sola, per il momento. Per questo scrivo, per questo non smetterò con la psicoterapia. Le risposte alle domande giuste sono state sempre dentro di me, eppure ho deliberatamente ignorato la loro esistenza dimenticando che il tempo, se molte volte aiuta, comunque non guarda in faccia nessuno e va avanti sempre e comunque. Quando gli anni passano senza progetti in comune, senza complicità, senza la benchè minima empatia o un briciolo di affetto, ti ritrovi a chiederti come sarai da vecchia. Solo la morte di uno dei due libera l’altro dalla schiavitù della malattia? Io credo che siamo nati per vivere e realizzarci nel corpo e nella mente. Ho investito male tanto tempo, tempo che era mio. La responsabilità è mia per non aver guardato in faccia il problema prima. E’ inutile spruzzare il profumo sul letamaio, bisogna rimuovere il letame per non sentire la puzza. A mia figlia voglio dare l’opportunità di crescere sapendo che nella vita ognuno è responsabile verso sè stesso per la propria realizzazione, e che se una situazione porta più male che bene, è un sacrosanto diritto mettersi di traverso e dire: no, per me non va bene. In famiglia è indispensabile sentirsi amati, apprezzati, stimati e soprattutto liberi di esprimersi.
    Day by day, un giorno alla volta.

  • 5
    aleba -

    La bimba è davvero più serena, spero non sia solo apparenza e che si tenga tutto dentro, ma ogni volta che ne parliamo lei mi dice che sta bene, che le piace la casa.
    Dolcevita, non sono una super mamma, (grazie comunque!!) ma di una cosa sono convinta: allevare un figlio è il compito più importante che una persona possa assumersi nella vita ed è indispensabile aguzzare la vista, rizzare le orecchie e ascoltare le parole non dette con tutta l’anima.

  • 6
    Robert -

    Figuriamoci se io potessi fare una cosa simile… Questa non è democrazia. Io mia figlia me la scorderei per SEMPRE. Nonostante sia un buon padre e un buon marito.
    Hai ragione a dire che non sei una supermamma. I figli danno una forza immensa e, se li hai dalla tua parte, chi puó mai fermarti????
    Nessuno. Nemmeno il migliore dei padri.
    Comunque in bocca al lupo

  • 7
    Fuori dal Coro -

    Perdonami Aleba. Ho letto tutti commenti positivi al tuo sfogo. Il mio sarà una risposta fuori dal coro. Forse son io che non ho capito ma….cos’era che ti dava malessere in questo amore.
    Hai espresso il tuo malessere nella tua lettera. Ma onestamente non ho capito da cosa è stato causato. E’ colpa di tuo marito ? E se si cosa ha fatto di così grave per causarti tutta questa insoddisfazione ?
    O è solo una tua insoddisfazione causata da….cosa ?
    Perdonami di nuovo. Ma non ho capito.
    Ciao e in bocca al lupo comunque

  • 8
    aleba -

    L’errore di base è stato il mio. Ero innamorata. Ho pagato cara la mia convinzione che l’amore ha un senso se è completo. Amare, che parola assurda quando è una malattia. Lui è un accentratore narcisista egocentrico. Mi sono affannata per anni nel tentativo di essere “alla sua altezza”. La mia missione era farlo sentire amato, accudito, apprezzato. Lui che rimarcava continuamente la sua solitudine, e il suo bisogno d’amore. Nel tempo ho perso di vista me stessa, la mia vita. Ho dimenticato di avere diritto ad un ritorno affettivo, ogni volta che ho avuto bisogno di lui, lui si è spostato seccatamente, infastidito dalla mia inadeguatezza. Mentre io per lui dovevo essere sempre disponibile. Sono inconsciamente arrivata al punto di valutarmi attraverso i suoi occhi, di non avere più stima di me e rinnegare ogni mia necessità, per non vederlo destabilizzarsi sul suo trono. La venerazione voleva (parole sue) e io l’ho venerato. Bastava che fosse a posto lui, che i pasti fossero di suo gradimento (e non lo erano mai) che non si parlasse di cose seccanti, che la televisione fosse la sua regina e che il suo tempo fosse solo suo. Ha sempre sentito come un dovere la convivenza con me, ma mi ha sapientemente legata a sè prosciugandomi anche le riserve di energia, prendendo a piene mani dai miei sentimenti senza mai rinfondere. Assetato di soldi e potere mi ha prosciugato anche il portafogli, perchè io dovevo sanare il mio debito a tassi usurai, e non bastavano mai.. Convinto di essere l’unico giusto, anche al di sopra di Dio ha deliberatamente sputato su ogni persona che aveva opinioni diverse dalle sue, ha chiuso rapporti importanti pur di evitare il confronto. Io l’unica…idiota…sono rimasta al suo fianco, convinta che prima o poi avrebbe visto oltre la coltre scura di pece che ha sugli occhi, si sarebbe convertito alla sua condizione di essere umano, pieno di pregi ma anche di difetti e avrebbe capito che l’amore, la tolleranza e il perdono sono i pilastri di una vita serena. Il rancore, l’odio, la cupidigia divorano, corrodono, svuotano l’anima. I beni materiali non hanno senso quando manca la serenità.
    Un giorno mi sono ritrovata a pensare alla morte come unica strada per la libertà, la pace. Non potevo morire fisicamente, mia figlia aveva bisogno di me. Così ho cercato aiuto e ho inquadrato il problema…tutto qui.

  • 9
    Fuori dal coro -

    Cara Aleba
    Da come lo descrivi sembra un “mostro”. Ma perdonami. Lo dico a te ma a volte a molte donne che la pensano come te. Ma come si fa ad accettare una cosa simile. Io parlo all’inizio eh non alla fine. Cioè come si fa ad essere innamorarsi di una persona così ?
    Non so io non credo potrei mai innamorarmi ad esempio di una donna che dice continuamente parolacce. Quindi come hai fatto tu ad innamorarti di una persona che non accettava la convivenza con te ?
    Ma con che occhi lo guardavi ? Sarà che per me l’Amore non può essere cieco fino a certi punti. Non posso innamorarmi di una donna che mi sbatte un piatto di minestra in faccia. A meno che a me non piaccia una donna che mi sbatta la minestra in faccia.
    Ripeto un uomo così (se è proprio così come lo decsrivi) non merita di essere amato. Ma mi chiedo: come si fa ad innamorarsi di un uomo così ? Nel senso; prima ti andava bene o non ti eri accorta di questi suoi lati orribili ?
    Un saluto con affetto

  • 10
    aleba -

    Caro Voce fuori dal coro, lui è stato il mio primo amore, era tutto perfetto e mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Con la convivenza tutto è cambiato. Prima lentamente si mostrava sempre affranto e demoralizzato, a volte arrabbiato, per ogni mia esigenza personale, che fosse anche una semplice passeggiata con il cane. Io vivevo in casa sua, anzi era una casa dei suoi genitori ed io ho sempre contribuito con TUTTO il mio stipendio perchè lui continuava a farmi pesare che la casa era gratuita e che era giusto che io lo facessi. Oggi mi sorprendo di quanta tenacia assurda ho avuto, ma ero convinta che a fronte del mio massimo impegno, lui avrebbe smesso di considerarmi una nullatenente sfruttatrice.Che si sarebbe reso conto che da me aveva tutto. Io mi rendevo conto che era come salire su una scala mobile che in realtà scendeva ad una velocità maggiore dei miei passi. Eppure perseveravo. Eravamo io e lui e lui non mi vedeva, non potevo avere problemi o gioie, solo lui lui e lui. Poi è nata la bambina e poco prima è morto suo padre. L’eredità è stata come una valanga e oggi mi rendo conto di quanto sia peggiorato da allora. Ho accettato una relazione assurda che mi ha tolto tutto. Ero invischiata, non vedevo, non capivo. Proprio io che non sopporto le ingiustizie mi sono trovata ad accettare la prevaricazione quotidiana 24h/24. Che sia stata una di quelle donne che più vengono maltrattate e più si legano? Non lo so, certo che se un’amica mi avesse confidato anche metà delle cose che ho vissuto io, l’avrei pregata di scappare. Io pensavo di farlo per amore, invece la mia era diventata una sorta di dipendenza. Avevo bisogno di un briciolo di riconoscimento da parte sua per essere conscia di esistere. Ma ad un certo punto qualcosa è scattato in me, mia figlia di soli tre anni aveva il coraggio di dire a suo padre “non puoi dire queste cose a mamma”. Così, l’nsima volta che mi ha vomitato addosso il suo “tu non sei nessuno” io ho risposto:”ti sbagli, io sono una mamma” rimase spiazzato da questa risposta, e penso che abbia cominciato ad odiarmi di più. Sentivo un contrasto pazzesco dentro, io ero scomparsa, non avevo tenuto niente per me, nessun motivo per essere viva oltre al fatto di far sentire lui non solo. Come potevo avere qualcosa da dare a mia figlia se non avevo più niente. Sono andata in analisi, ci avevo provato più volte in passato ma avevo sempre disdetto l’appuntamento. Quella volta ci sono andata e gli ho chiesto di insegnarmi ad essere una buona moglie (seppure non fossimo sposati perchè lui aveva il terrore che io potessi mettere le mani sul suo malloppone) e nel contempo una brava mamma. Il dottore mi disse di portare anche lui, 3 sedute gli ho detto vieni, vediamo insieme. Lui ha negato violentemente ogni possibilità di confronto. Alla quarta seduta, me lo ricorderò sempre, il dottore mi disse “Io non le insegnerò a fare la brava, le farò capire che lei è una persona e come tale ha diritto di essere rispettata” Eccomi qui!

  • 11
    Fuori dal coro -

    Aleba
    Non ho parole
    Tu vivevi davvero con un mostro. Forse io non capisco l’Amore. Ma io non vivrei mai con un “mostro” simile.
    Sai Aleba io sono un “separato” da poco anche se non ancora legalmente. Mia moglie mi ha lasciato e sono a dir poco distrutto. Una moglie che amavo da sempre. Che non ho mai tradito. Che ho sempre rispettato. Che ho sempre apprezzato.
    Unico neo le avevo detto fin dai tempi del fidanzamento che non avevo in programma l’idea di avere fgli. Avrei voluto una vita di coppia. Una vita a due per condividere tante altre cose insieme. Lei era d’accordo. Ci siamo sposati felici. Dopo qualche anno però il desiderio di essere mamma ha fatto capolino. E lei ha iiziato a chiedermi un figlio. Un figlio per il quale non ero pronto. Lei sapeva come la pensavo e per me era difficilissimo in quel momento cambiare. Non ce l’ho fatta. Non mi ha mai messo di fronte a una scelta. Non abbiamo mai avuto discussioni. Io però ho iniziato a pensarci tra me e me cercando di “forzarmi” a superare questo ostacolo. A decidere di cambiare vita. Ma facevo fatica e quando lei mi riformulava la richiesta non riuscivo a rispondere di si. Ma stavo facendo il possibile per convincermi. Senonchè lei senza motivazioni decidedi abbadonarmi. Le chiedo il perchè visto che per il resto eravamo una coppia perfetta. Lei non mi dice nulla. Dice solo che vuole un po’ di tempo per riflettere. Io le dico “Ma fai così per il figlio ? Bè ti dico che sono pronto a riprendere il discorso e a progettare una famiglia anche da domani”
    Sono 2 anni che le sto dietro chiedendole una possibilità. Una sola possibilità. Una possibilità che non si nega a nessuno, neanche ad un condannato a morte. Ho capito l’importanza di avere un figlio. Ci sono arrivato più tardi di lei e forse se avesse preso una posizione del genere avrebbe fatto scattare prima quella molla che era in tensione dentro di me.
    Io non sto avendo questa possibilità e sentendo quello che hai raccontato tu mi chiedo davvero cosa sia l’Amore. L’Amore Vero. Tuo marito ti ha trattato da schifo ma tu eri lì. Io per un’idea che avevo e che lei conosceva e che per anni aveva condiviso con me mi ha mollato. Nonostante l’amassi e la ami ancora da morire. E nonostante sia tornato indietro sui miei passi e desideri ora di fare una famiglia con lei. Mi sono umiliato le ho chiesto scusa in mille modi. Nulla.
    Un particolare…..ho sempre amato i bambini e loro hanno sempre amato me. Ho sempre avuto con loro un rapporto fantastico.
    Per tutto questo non ho avuto una chanche.
    Tuo marito ha fatto una figlia con te ma ti distruggeva. Io non ho fatto un figlio con mia moglie ma l’amavo e son tornato indietro sulle mie idee per avere una famiglia felice con lei ?
    Che ne pensi ?

  • 12
    cogito -

    @fuori dal coro: mi spiace. secondo me ha 1 altro…

  • 13
    Fuori dal coro -

    Cogito
    Certo l’ho pensato anch’io. Sei un uomo. Anch’io avrei avutolo stesso dubbio se avessi letto la stessa cosa di un’altra persona.
    Però a volte le cose non potrebbero essere così ovvie. Io in poche righe ho dovuto riassumere tante cose. Lei mia moglie, una donna speciale, quasi perfetta oserei dire. Piena di valori e principi.
    Certo il mondo oggi va in un certo modo. Ma mi riesce difficile pensare a una cosa del genere d parte di lei.
    Dai Cogito prima di mia moglie ho avuto diverse donne e un pochino avevo imparato a conoscerle. Non a capirle perchè le donne sono molto difficili da comprendere.
    Volevo per questo un parere da Aleba che da quello che ha scritto sembra davvero una donna molto “fuori dal coro”. Una donna che riesce ad amare una persona come il marito.
    Grazie comunque per il tuo intervento.

  • 14
    aleba -

    Io ho sempre desiderato essere mamma, e il mio ex-compagno lo sapeva. Ma per lui non era mai il momento giusto, nel frattempo io facevo da mamma a lui. Quando suo padre (patrigno in realtà ma da 30 anni) si è ammalato, un giorno ci ha detto che avrebbe voluto essere nonno e che soffriva per il fatto che non avessimo avuto figli. Dal giorno dopo lui ha iniziato a volere un figlio.
    Voce fuori dal coro, negli ultimi anni ho capito una cosa fondamentale: la vita non è immobile, è un percorso! Camminando si incontrano ostacoli, difficoltà, dolori, lacrime, risate, soddisfazioni e gioie. In questo viaggio è importante l’evoluzione personale, EVOLUZIONE proprio come insegna madre natura. Non possiamo pensare che tutto rimarrà uguale per tutto il corso della nostra vita e la flessibilità nei confronti dei cambiamenti, per quanto repentini e drammatici, l’unico modo per non venire travolti. Tu dici che non avete mai avuto discussioni, probabilmente è mancato il confronto schietto e genuino. Ci sposiamo con l’idea di non volere figli, siamo entrambe consapevoli. Poi nasce il desiderio di maternità e fa capolino la questione. Senza discuterne come pensavate di venirne a capo? Io vorrei essere mamma/ Io non voglio essere papà. Punto! nessun approfondimento? Una delle cose che proprio è mancata nella mia relazione, e che mi ha distrutta è stata proprio la sua fermezza nel non voler affrontare argomenti che riguardassero me o noi. Assolutamente incapace, per sua stessa ammissione, di mettersi nei panni dell’altro. Al solo accenno da parte mia di aver bisogno di confrontarmi con lui su qualcosa, per aggiustare il nostro rapporto, lui si metteva le scarpe, prendeva le chiavi e usciva dicendomi “cosa vuoi? non ho mica obblighi io…non siamo mica sposati!!) Nella coppia ci stanno bene le discussioni, bisogna parlare ma soprattutto bisogna essere capaci di porsi in posizione di ascolto. Come si fa a comprendere pienamente se si rifiuta di ascoltare. Se non ci si rende conto che l’ascolto manca. Nel tuo caso il non so quanto vi siate ascoltati e parlati. Chiarezza e verità sono le uniche possibilità che abbiamo nei confronti di noi stessi per essere liberi di fare le nostre scelte.. Chiudo, ma ritorno più tardi.

  • 15
    aleba -

    L’amore che nutrivo per il mio ex era profondo, ma ad un certo punto ha escluso l’amore per me stessa. Avrei dovuto fermarmi prima, questo lo capisco solo adesso. Ogni volta che mi ha detto qualcosa che per qualsiasi altra persona sarebbe stata scioccante, io ho cercato di comprendere perchè l’avesse detto, di giustificarlo in ogni modo e sopra ogni cosa di rassicurarlo. L’ho rassicurato talmente tanto che aveva la certezza di potermi umiliare e denigrare liberamente, anche di fronte ad altra gente, tanto non me ne sarei mai andata. Mi ci sono voluti anni di vani e disperati tentativi per capire che non sono la donna per lui e che lui non è l’uomo per me. Posso avergli voluto un bene immenso, posso aver tentato di renderlo felice in ogni modo, ma non ci sarei mai riuscita. Ho capito che a volte bisogna arrendersi, è inutile consumare anni nel tentativo di non veder sprecati gli anni già persi. Il passato è un fardello pesantissimo se non impariamo a riconoscere i nostri errori, perdonarci e lasciarli andare nei ricordi. Il futuro è tutto da scrivere, ma si rivelerà un guazzabuglio di scarabocchi, o una litania perpetua se non apriamo gli occhi e cominciamo a vivere l’oggi, a chiederci cosa veramente possiamo fare per noi stessi per vivere meglio oggi. VOCE FUORI DAL CORO, sono due anni che cerchi una seconda occasione da tua moglie, la ami e vorresti una famiglia con lei. Ho la sensazione che sull’argomento più importante che una coppia possa affrontare, voi abbiate vissuto su due linee parallele per tanto tempo, attenzione! parallele non sovrapposte o condivise. Vuol dire che non avete cercato una gravidanza, tu perchè non volevi e tua moglie perchè non volevi tu. Il risultato era lo stesso, niente figli, ma le ragioni erano radicalmente diverse. Per come la vedo io, per come ho vissuto, tua moglie, dopo che aveva fatto capolino l’istinto materno, ha accettato comunque di non avere figli per amore tuo. Già per non forzarti, per non metterti di fronte al fatto compiuto, per non farti accettare una paternità che non desideravi al 100%. Questo è un grande immenso errore. Oggi come oggi penso che amare un compagno o una compagna non sia rinunciare ai propri istinti più personali e profondi in nome del benessere e della felicità dell’amato/a. Io ho sempre cercato il confronto e mi è stata sempre sbattuta la porta in faccia. Sembra che tua moglie abbia rinunciato ad indagare a fondo sulla possibilità o meno che tu accettassi la paternità.. con la tua collaborazione s’intende. Sembra che abbia vissuto in attesa del tuo si, senza però spronarti, senza arrabbiarsi, senza dirti in fine chiaro e tondo: ” Io voglio dei figli, se tu non li vuoi nonostante io ti ami profondamente, devo andare per la mia strada perchè è giusto che io abbia la maternità che desidero, esattamente come è giusto che tu non abbia la paternità che non vuoi”. Collaborazione, ascolto, condivisione dei pensieri più intimi. Se tu fossi stato fisiologicamente impossibilitato ad avere..

  • 16
    aleba -

    (continua) figli, o lo fosse stata lei…allora l’amore che vi univa avrebbe portato conforto, accettazione reciproca, supporto l’una verso l’altro e viceversa. Ma l’opinione personale “io non voglio figli” contrapposta a “io vorrei dei figli” invevitabilmente crea un divario. Seppure lei si è sposata felice e convinta che avrebbe accettato di non avere figli per tutta la vita, Ha trascurato il fatto che (come scrivevo prima) la vita progredisce, si cresce, si accumulano esperienze che inevitabilmente fanno evolvere anche il pensiero. (Chi non si evolve si estingue,chi si evolve velocemente come i virus probabilmente ha garanzie quasi assolute di sopravvivenza a qualsiasi genere di olocausto.) Ora dici di essere pronto per diventare padre: lo sei veramente? Non si tratta forse di un tentativo disperato di riavere il tuo amore … inconsciamente alle stesse condizioni di prima? Non è che se lei tornasse magari mettereste anche al mondo un figlio e poi un bel giorno tu cominceresti a chiederti cos’è che ti soffoca, che ti opprime e guarderesti lei, il tuo amore per lei che ti ha condotto ad accettare una paternità per non rinunciare all’amore per lei, come una maledizione che ti ha mangiato gli anni? Avere un figlio!, anche il mio ex-compagno avrebbe rimandato all’infinito il momento di procreare. Tutto bello quando è nata la piccola, ma da subito ho notato la sua rabbia, la sua insofferenza per i “doveri” che comporta avere un figlio. E’ un dovere pesante, opprimente, schiavizzante nutrire, lavare, coccolare, educare un figlio?? Per me è una gioia cucinare per mia figlia, parlare con lei, anche quando sono sfinita. Non è un’imposizione, è amore genitoriale. Intendiamoci, a lui piace “divertirsi” con sua figlia, portarla a pesca, al luna park ecc., sono le cose quotidiane che pesano, sono gli accorgimenti che formeranno l’adulto di domani che per lui non hanno senso. I bambini sono piccoli, non capiscono un tubo!!
    Ieri, come tante persone, ho ascoltato e riascoltato il discorso di Steve Jobs ai laureandi di Stanford. Una frase mi rimbomba oggi nella testa. “I puntini si connetteranno”.
    Scusa se ho continuato a parlare di me! Voce Fuori dal Coro, l’Amore vero, l’amore che unisce due anime portandole a scoprire anche i lati oscuri l’una di fronte all’altra, l’amore che crea ulteriore amore nel tempo e si nutre di stima di gioia per la gioia dell’amato/a è una cosa rara. Più mi guardo intorno e più mi rendo conto che troppo spesso non si ama l’altro/o ma l’idea che si ha dell’altro/o. Ad un certo punto ci si rende conto che in realtà la nostra idea rifletteva i nostri bisogni negli occhi amati, mentre quegli occhi esprimevano tutt’altri bisogni che non combaciavano con i nostri…allora ci chiediamo fino a che punto è giusto, verso noi stessi, vivere per le necessità di un altro piuttosto che delle proprie. Amare non è mai sbagliato, però se l’amore non porta benessere interiore allora non si tratta di amore. Un bacione.

  • 17
    Fuori dal Coro -

    Aleba:
    In queste frasi hai centrato il nocciolo del nostro problema a mio parere:

    “Per come la vedo io, per come ho vissuto, tua moglie, dopo che aveva fatto capolino l’istinto materno, ha accettato comunque di non avere figli per amore tuo. Già per non forzarti, per non metterti di fronte al fatto compiuto, per non farti accettare una paternità che non desideravi al 100%…”

    “”Sembra che abbia vissuto in attesa del tuo si, senza però spronarti, senza arrabbiarsi, senza dirti in fine chiaro e tondo: ” Io voglio dei figli, se tu non li vuoi nonostante io ti ami profondamente, devo andare per la mia strada perchè è giusto che io abbia la maternità che desidero, esattamente come è giusto che tu non abbia la paternità che non vuoi”

    In effetti hai colto nel segno. Questo è ciò che è successo e ciò che mi ha raccontato lei. Solo che come dice Cogito ho la quasi certezza che sia intervenuto qualcun altro. E allora mi chiedo: che Amore è quello che ti fa rinunciare per Amore ad una maternità che poi svanisce a seguito di un tradimento ?

    Ora sono pronto per diventare padre e per far tutte quelle cose che hai elencato nel tuo post. Prima non volevo. Sapevo benissimo cosa voleva dire essere genitori e proprio per questo non mi sentivo pronto. Essere genitori è una cosa seria e importante ed io mi sentivo ancora acerbo per una cosa del genere. Non volevo cambiare la nostra vita insomma. Certo come dici tu lei ha aspettato n mio “si” che non arrivava. Ma io sono stato onesto, leale, pulito. Ho detto la verità ciò che pensavo. Lei no. Ha rinunciato “per Amore” come dici tu. E poi ? Mi ha abbandonato come si abbandona un povero cane che ti è stato sempre fedele e che ha avuto l’unica colpa di dirti la verità prima e dopo.
    Io sono certo che se lei mi avsse messo di fronte ad una scelta io non avrei esitato a formare una famiglia. Non volevo cambiae vita ma mica ero un mostro che odiava i bambini e non apoprezzava il valore di una famiglia. Volevo solo godermi la vita insieme a lei credendo che lei ne fosse felice. Se così non era doveva dirmelo a chiare lettere anche perchè io avrei voluto godermi la vita insieme a lei e non con altre persone. Mi sento in colpa per tutto ciò soprattutto perchè adesso sento davvero il desiderio di paternità. Ma vorrei una famiglia con lei. Che lei ora mi nega in nome di che cosa ?
    Pensi davvero che mi sentirei soffocato ? Ehi Aleba un figlio è un figlio. Puoi non desiderare di averne ma nel momento in cui decidi di metterlo al mondo non te ne freghi perchè è il tuo sangue.
    Questo purtroppo lei non lo ha capito o….non lo ha voluto capire.
    Aleba pensi davvero che tutti gli uomini che diventano genitori siano davero così convinti di essere buoni padri o lo facciano solo perchè…si deve fare ?
    Non pensi che una persona come me possa cambiare idea e essere convinto di questo cambiamento ?
    Sei molto intelligente Aleba…meriti molto ma molto di piò.
    Aspetto un tuo commento
    Un bacione con affetto

  • 18
    MRC -

    Tante parole, troppe! Il dono della sintesi non è vostro.
    Certo, capisco il dolore, anch’io ama e non sono amato, anch’io ho figli, anch’io soffro in una condizione simile… ma io sono uomo, quindi la vede con occhi diversi.
    Tu hai sbagliato: hai amato, non hai saputo farti apprezzare e, cosa più grave, da Donna (egoista come tutte le donne che si nascondono dietro il desiderio di essere mamme) hai messo al mondo una figlia in una relazione che vedevi già non stava in piedi. Poi hai tradito, inevitabile in quella situazione, ma forse è stata l’unica cosa giusta che hai fatto, finendo, forse, però col punire più te stessa che lui con questa vendetta.
    Cerca d’imparare dai tuoi errori, sii forte e, soprattutto, hai già buttato via molti soldi in questa storia, non buttarne via altri con quei vampiri degli psicologi; i soldi ti serviranno per garantire un futuro a tua figlia.
    Non fare che i tuoi errori ricadano su di chi ha la sola colpa di essere venuta al mondo.
    (Scusa la brutalità, ma gongolarti solo in mezzo a chi ti da ragione NON ti fa bene)
    Forza e coraggio

  • 19
    aleba -

    MRC, condivido molto di quello che hai scritto. Sono perfettamente consapevole che se io non avessi ritenuto il mio amore in grado di reggere a qualsiasi colpo, a qualsiasi pressione, rinuncia, umiliazione, insomma a qualsiasi costo. Che tu dica che non ho saputo farmi apprezzare è proprio una cattiveria, ma del resto tu non mi conosci. Lui non è stato in grado di apprezzare me. Se c’è una cosa che ho capito, finalmente, è che l’uomo che ho avuto la sfortuna di amare è proprio un mostro. Un ladro! esattamente un ladro. Mi ha derubata di tutto, svuotato il cuore. Un autostrada a senso unico, la mia storia con lui, dove centinaia di autotreni al giorno portavano di tutto fuori da me per rifornire lui e niente rientrava. Un vampiro che neppure si preoccupava di fornirmi un cibo adeguato per produrre sangue, e si imbestialiva quando sangue non ne trovava. Dei beni materiali non me ne frega niente !! I soldi servono per le cose importanti! per il futuro di nostra figlia non per guidare un macchinone che perde metà del valore appena uscito dal concessionario e che beve come un dannato!! Quando io gli parlavo, con carte alla mano, delle scuole che avrebbe potuto frequentare nostra figlia per imbastirne la crescita con il dovuto supporto, lui si incattiviva! Farle fare uno sport? soldi buttati! Lo so MRC io ho sbagliato e, sebbene mi renda conto che non tutti gli uomini sono ladri, egoisti, misogini, arroganti e incapaci di mettersi in discussione perchè si credono Dio in terra, passerà moooooolto moooolto tempo prima che io consenta ad un uomo di entrare di nuovo nel mio cuore. Non ho bisogno di stare tra le braccia di un uomo per trovare conforto, sicurezze, amore. Ho sempre elargito conforto e sicurezze e non ho abbandonato su due piedi! Mai! e di difficoltà sue che mi sono caricata sulle spalle ne posso elencare a iosa, lui non mi è stato vicino neppure quando ho avuto problemi di salute seri. Fatti tuoi, arrangiati! Il mio errore è stato non troncare prima, non perdere tempo, però sarei stata accusata (come leggo anche su questo sito) di aver gettato la spugna alle prime difficoltà). E la figlia…non posso dire che sia stata un errore perchè è una meraviglia, ma sono perfettamente consapevole che non ha chiesto lei dei venire al mondo e che il mio compito, e anche quello di suo padre, è quello di fornigli la piattaforma più adeguata possibile per diventare una persona adulta e che ci dobbiamo impegnare noi perchè ciò avvenga. Che io sia egoista perchè ho voluto diventare mamma, anche questa è un’emerita cavolta. Che problema c’è se desideravo diventare mamma? Egoista lui che ha scelto di diventare papà pensando di mantenere comunque la sua posizione di dittatore. Non ho bisogno che mi venga data ragione, scrivo tanto comunque anche per conto mio, qui ottengo dei riscontri e delle occasioni per riflettere. L’autocritica, parola sconosciuta al mio ex…l’infallibile! il giusto! l’unico depositario delle verità assolute.

  • 20
    aleba -

    Sempre per MRC, scusa se non sono sintetica, ma devo aggiungere che non mi sento affatto punita per aver traslocato. Non vivo più in casa sua…finalmente lui non ha più la sfruttatrice in casa che, pur pagando le bollette, il cibo, il vestiario, tutto ciò che serve in una casa e anche I SUOI CAPRICCI!, pensava di aver diritto di lavarsi nel suo bagno e di dormire nel suo letto. Una serva che pagava un affitto molto caro. Di solito ai servi si da il vitto e l’alloggio e denaro. Non ho MAI chiesto soldi a lui..persino le cene al ristorante le pagavo io. Hai ragione, ho buttato via una quantità di soldi enorme, ora i soldi serviranno per mia figlia e per me…
    Caro FUORI DAL CORO, mi dispiace se ti sembro caustica. Io non credo che tutti gli uomini siano uguali al mio ex. Se avessi avuto un uomo che non lanciava il piatto nel lavandino (con il cibo dentro) solo perchè a tavola gli chiedevo di parlare, non avrei smesso di amare. Una persona che è disposta a parlare, anche litigando ma che ascolta veramente e si rende conto di essere a sua volta ascoltata. Tua moglie ha sbagliato veramente a non parlarti, a non avvisarti. Io erano due anni che gli dicevo che a me la vita così non piaceva più. Che non accettavo più di sentirmi dire che non valevo niente, che lo sfruttavo, che lui era “libero” perchè non eravamo sposati. Lui diceva che non eravamo fatti per stare insieme ma che mi avrebbe avvelenata se lo avessi lasciato. Cosa dovevo fare?? Quando ho detto definitivamente basta ho sofferto molto, e anche adesso devo forzatamente scacciare dal cervello l’idea di lui solo senza di me che mi occupavo di lui. A mente lucida penso che lui stia meglio senza me. Può atteggiarsi a vittima mollato nella sua grande casa vuota, ma solo con le persone che conosce superficialmente, perchè quelli che lo conoscono un pò più da vicino e di fronte ai quali ha avuto alcuni dei suoi schifosi atteggiamenti verso di me, non hanno avuto occasione di confrontarsi con lui..perchè lui si nega. Io non sono perfetta, ma scagli la prima pietra colui o colei che lo è. Il mio ex ha detto che lui la scaglierebbe la prima pietra! Penso di aver fatto la cosa migliore per me. Si, è una bomba nucleare…ma la ricostruzione è cominciata. No, Voce Fuori dal Coro., non penso che gli uomini sentano i figli come un peso. Il mio si. Volevo solo farti riflettere. Penso che tua moglie abbia sbagliato, doveva spronarti. Io se lo spronavo venivo accusata di volerlo umiliare. Lei avrebbe dovuto davvero mettere tutte le carte in tavola, invece si è allontanata lentamente in silenzio senza neppure avvisarti che se ne stava andando. Così non si fa. Non ti svegli un giorno e te ne vai. Ne parli subito con tuo marito di un disagio che bussa. Gli devi dare la possibilità di vederlo, toccarlo il tuo disagio. Devi consentirgli di ragionarci. Io ho fatto così, tante volte, fino a quando ho detto basta. Ma non è stato un fulmine a ciel sereno.

  • 21
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba
    Più ti leggo e più mi chiedo ome abbia fatto a resistere di fronte ad un uomo del genere. E’ chiaro io non ti conoco, ma prendo per buono tutto quello che mi racconti. Come è chiaro che tu stai facendo altrettanto nei miei confronti. Quando ti sento ripetere le frasi assurde che ti ha rivolto tuo marito inorridisco. Io che mi sto fustigando per aver dato a mia moglie tre risposte sbagliate nell’arco nella mia vita con lei. Risposte di cui oggi mi vergogno, per le quali le ho chiesto scusa decine e decine di volte. Io non so se tuo marito stia soffrendo senza di te. Comunque sia da quel che racconti è una persona cattiva di animo. E le persone cattive di animo non credo possano soffrire. Io non ho mai buttato un piatto nel lavandino. Non ho mai alzato la voce con mia moglie. Ho solo, coerentemente con la mia idea che lei conosceva, detto la verità su quello che pensavo: che on mi sentivo di cambiare io nostro stile di vita per avere un figlio. Mi sento in colpa per quessto, si, molto in colpa. In colpa per non aver capito la sua reale esigenza, il suo dolore che comuneuq lei mi teneva celato. Forse per paura di perdermi (ma quando mai l’avrei lasciata ?) o forse come hai espresso tu in un precedente post perche aspettava un mio “si” che non arrivava.
    Siamo due uomini io e tuo marito. Due uomini lasciati dalle rispettive donne. Io non credo di essermelo meritato. Abbandonato per aver detto la verità. Perchè non mi sentivo pronto per affrontare la cosa più bella del mondo ma che necessita di certezza e convinzione. Noi uomini purtroppo o per fortuna non sentiamo la natura che chiama. Sentiamo la paternità in genere quando vediamo materialmente nostro figlio. E lì si fa la differenza. Io sono stato onesto con me stesso. Ma mi sento in colpa per non aver “ascoltato” come avrei dovuto.
    Come ti ho scritto prima non so se tuo marito stia soffrendo. Io si e tanto. Non so descriverti il dolore che provo dentro. Quel dolore che non nasce dal solo senzo di abbandono. Quel dolore che sento ogni qualvolta faccio qualsiasi cosa. Perchè qualsiasi cosa mi ricorda lei e i bei momenti passati con lei. Che sono tanti, tutti. Perchè per me un bel momento era anche solo prendere insieme a lei il caffè dopo mangiato. Non riesco più ad entrare in una vetrina di un negozio, non posso più addentrarmi in un vicoletto di una cittadina medioevale, non posso andare al cinema, nè andare fare la spesa, non posso entrare nella nostra casa, ma soprattutto non posso vedere un bimbo. Mi crea dolore, tristezza e mi fa pensare a quanto lei possa aver sofferto in silenzio. Non mi sento neanche di condannarla per questo per il fatto di aver sofferto in silenzio ma quanto sto pagando per questo suo dolore nascosto. Non la accuso, accetto il suo modo di pensare. Ma perchè farmi soffrire in questo modo ? Sentendomi continuamente accusato da lei di non averla “voluta capire” e di aver causato in lei quel senso di allontanamento culminato poi nell’abbandono……

  • 22
    Fuori dal Coro -

    Fuori dal coro (segue) – Per Aleba

    ….Lei che si peoccupava se mi si infilava una spina nel dito in questo momento non sa neanche se sono vivo o morto. Come è possibile una cosa del genere ? Soprattutto quando sento te che hai davvero amato tuo marito sino allo stremo. Accettando davvero le cose più assurde.
    Io accusato di egoismo perchè pensavo a godermi la vita insieme a lei mentre lei, senza nessuno scrupolo, senza preoccuparsi minimamente di me che l’ho assistita fino a due mesi prima di fronte ad una sola operatoria con il cuore in gola per paura che le potesse succedere qualcosa. Di me che le h detto fino a qualche settimana prima che mi lasciasse che dopo quasi 20 anni per me “era ancora un’emozione fare una passeggiata insieme”
    Perchè una donna “speciale” come lei ha fatto questo ? Perchè lei era davvero una donna speciale. Come se ne trovano poche. Bella, intelligente, lavoratrice, donna di casa attenta e premuroa, moglie ideale, e sicuramente brava mamma, moglie innamorata del marito e attaccata alla famiglia, gentile con tutti. Perchè una donna così compie un atto del genere ? Tra tanti uomini che si comportano davvero male perchè devo essere punito in questo modo ? Mentre ci sono uomini come tuo marito che possono permettersi di fare qualsiasi tipo di sopruso.
    Vorrei provare rabbia nei tuoi confronti così come ne provi tu nei confronti di tuo marito. Ma non ci riesco. Il passato, prima del fulmine a ciel sereno è troppo più forte. E il mio ricordo della fantastica donna che era supera anche il dolore di un eventuale suo tradimento. Perchè non riesco a godere dello stesso cielo blu, degli stessi tramonti, dello stello cielo stellato, delle stesse belle cose che esistono ancora se lei non è accanto a me ? Perchè mi appare tutto così insignificante ? Perchè non riesco a pensare che un giorno potrei incontrare una donna con la quale mettere al mondo un figlio che ora lei non vuole più con me ?
    Sono due anni che verso in queste condizioni. Mentre lei che mi diceva di non poter stare un minuto senza di me mi ha completamente dimenticato. Mentre io non riesco a frequentare un’altra donna ?
    Due storie le nostre con lo stesso finale. Ma quanto diverse.
    Un bacione Aleba

  • 23
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro. Mi sono venute le lacrime agli occhi leggendoti. Si percepisce pienamente quanto tu l’amassi e quanto ti manca. Come abbia fatto lei a dimenticarti? a vivere senza sapere cosa ne sia di te? Probabilmente ha sofferto anche lei, manifestando la sua sofferenza in rabbia nei tuoi confronti per “non averla capita”. Per placare la rabbia ha dovuto interrompere ogni contatto, ha scelto di usare la rabbia per allontanarsi da te vedendoti come la causa della sua sofferenza. Devo dire che arrabbiarsi al punto di esaurire l’amore per un marito o una moglie per non aver capito, quando nulla è stato detto, per me è incomprensibile. Nessuno legge nel pensiero e l’unico modo per verificare se chi ci è accanto ci comprende veramente è esprimersi.
    Mi chiedo anche io come ho fatto a resistere così tanto tempo e ad accettare la condizione di vita che ho avuto per tutti quegli anni. Era riuscito a farmi credere davvero che io non valessi, che senza di lui non fossi in grado di tenermi in piedi. Sapessi volte che io gli ho detto “io non sono in questa casa perchè voglio la villa, sono qui perchè ci sei tu, e con te andrei anche in una capanna”. Gli chiedevo, stupidamente, di essere più buono con me e lui mi abbracciava..poi dopo un paio di giorni di nuovo a trattarmi da schifo. Quando sento di persone come te mi viene il voltastomaco, nei miei confronti intendo. Che spreco mi dico, io che avrei dato l’anima per il mio uomo (in effetti ho dato molto di più) non sono riuscita a farmi amare, mentre ci sono donne che dal loro uomo vengono messe su un piedistallo. La donna perfetta, in tutto…eppure è andata via senza darti la possibilità di analizzare bene la situazione. Lei si era distaccata da tempo, penso che le cose stiano così. Ha elaborato da sola, ha preso il tuo no come definitivo ed ha fatto il suo personalissimo bilancio dove tu non eri contemplato. Due anni sono tanti, ma devi prenderti il tempo che ti serve per tirare anche tu le tue somme. Purtroppo non si può avere il rewind nella vita. Abbiamo solo il play e il calendario non si ferma. Se resti immobile a guardare il passato, il mondo intorno prosegue il suo corso. Con questo non voglio dirti che devi dare un colpo di spugna sul passato, come potrei visto che io ho sprecato anni. Dico che fai bene a cercare occasioni di riflessione come questo forum. Sarebbe giusto che tu potessi parlarne con lei, ma lei non c’è e spetta a te capire quando è il momento di rivolgere lo sguardo in avanti, accettare di andare avanti, magari a piccoli passi, ma avanti. Prenditi cura di te stesso facendo cose nuove. Sei un uomo speciale secondo me, ti leggo solo e non ti conosco,ma riveli una profonda sensibilità. Cosa succederà domani non puoi saperlo, però oggi sei qui e ti stai interrogando sulla tua condizione, questi sono passi! Sono triste per te, e anche per me…perchè mi sembra che l’amore sia una presa in giro. So solo che amerò incondizionatamente solo mia figlia e gli animali, d’ora in poi.

  • 24
    aleba -

    Fuori dal Coro, io credo che tu abbia vissuto in una situazione che non era reale. Lei soffriva, ma in silenzio. Ora tu ti incolpi per non averla capita, ma come potevi tu capire? Perdonami, ma penso che tua moglie sia stata molto egoista e credo che abbia filtrato il suo amore per te attraverso quel si che aspettava…ma che aspettava se non chiedeva o se chiedeva saltuariamente. Probabilmente è stato involontario, una specie di istinto di sopravvivenza che ha lentamente alzato delle barriere intorno a lei per evitare di sentire l’ennesimo no da parte tua. Solo che i pensieri suoi c’erano, ci ragionava da sola e probabilmente ti incolpava già da tempo anche della sua incapacità di parlarne con te. Tanto mi dirà di no, pensava. Un pregiudizio che ha invalidato la vostra storia. Si sarà immaginata da vecchia piena di odio nei tuoi confronti per non avergli detto quel SI e avrà preferito andarsene, allontanarsi. Però il tuo NO deve essere stato proprio assoluto, senza speranza…altrimenti non mi spiego come abbia fatto a non farti venire fuori anche dagli occhi la parola figlio.!! Si deve essere sentita senza speranze, oppure forse non è stata in grado di tirarsi su le maniche e lottare per voi, per la vostra famiglia. Non so, proprio non so. Anche il mio ex mi accusa di non averlo capito, e quando gli chiedevo “ma allora dove ho sbagliato, dove ho mancato?” Mi rispondeva “Svariate cose, molte volte non hai fatto le cose che mi aspettavo, non hai detto le cose che volevo sentirti dire hai fatto cose che non andavano bene” Quando gli chiedevo di essere più preciso, di dare un nome e cognome a quelle cose, lui si alterava, COSE! rispondeva. Perchè lui non aveva fatti concreti di cui parlare, episodi effettivi nei quali io non ero stata una compagna degna. Per lui non sarei stata mai degna, ora ne sono consapevole.
    Quando scrivi::: Perchè una donna “speciale” come lei ha fatto questo ? Perchè lei era davvero una donna speciale. Come se ne trovano poche. Bella, intelligente, lavoratrice, donna di casa attenta e premuroa, moglie ideale, e sicuramente brava mamma, moglie innamorata del marito e attaccata alla famiglia, gentile con tutti. Perchè una donna così compie un atto del genere ? Tra tanti uomini che si comportano davvero male perchè devo essere punito in questo modo ? Mentre ci sono uomini come tuo marito che possono permettersi di fare qualsiasi tipo di sopruso ::…veramente mi verrebbe da chiudere definitivamente le porte del cuore e schierare l’artiglieria. Mi viene da pensare che il mondo là fuori fa schifo. Forse i tuoi occhi innamorati la vedevano speciale, ma in realtà era come tutti noi fallibile e fragile. Non posso giudicarla, i miei sono tutti forse, però mi sento di ribadire che nelle relazioni personali METTERE LE CARTE IN TAVOLA è fondamentale. Accettare di visionare tutte le carte, analizzare a fondo, stare in piedi tutta la notte per chiarire veramente ogni dettaglio. Altrimenti fra le mani abbiamo solo congetture, idee..Bacione

  • 25
    Fuori dal coro -

    Aleba

    Sei profondissima nel tuo esprimerti e sinceramente anche io mi trovo nelle tue stesse condizioni: non riuscire a capire come possa essere avvenuto tutto questo nella tua famiglia. E’ semplicemente assurdo.
    Sei profonda Aleba e colpisci a fondo nelle cose. Certo la mente umana è incredibile e ci metto anche la mia ripensando a quello che ti ho detto in un precedente post dove ti ho descritto la mia sensazione attuale di fronte alla visione di un bimbo in fasce in braccio alla sua mamma. Mi sono mentito a me stesso Aleba. Ho mentito non volendo negli anni passati facendomi credere di non desiderare un figlio. Quando io ero fatto apposta per dialogare con un bambino. Lo facevo con quelli degli altri, figuriamoci cosa sarebbe potuto succedere con mio figlio. Vorrei farti vedere mio nipote, un bambino di 11 anni da sempre irrequieto ma che con me diventa un angelo comunicatore, un bambino profondo che esprime tutta la sua sensibilità. Si sente a suo agio con me ed io con lui. Ho sempre avuto questa capacità, riconosciuta da tutti. Anche da mia moglie.
    Solo che la paura ha sempre preso il sopravvento. La paura di modificare una stile di vita che avevo sempre desiderato: avere accanto una persona con cui condividere i piaceri del mondo. Pur amando i bambini avevo dentro di me una sorta di paura che mi faceva pensare che l’arrivo di un bambino avrebbe cambiato il nostro rapporto, avrebbe rotto il nostro equilibrio. Tu sei mamma e sai benissimo cosa vuol dire crescere un bambino. Vuol dire accantonare tutto il resto per dedicarsi a lui, per seguire i suoi ritmi. Ecco inconsciamente rifiutavo questo cambio di vita. La nostra vita mi sembrava meravigliosa e i miei “no” erano come una difesa estrema a questa non voglia di cambiamento.
    Pochi giorni fa ho comperato un libro: “Vita di coppia”. Si tratta di un piccolo manuale con tanti suggerimenti per mantenere viva la fiamma dell’amore in coppie e gente sposate. Lo sto lggendo per cercare di comprendere dove e perchè ho sbagliato. Cosa ho fatto per far si che il mio matrimonio che reputavo “speciale” così come la mi donna sia naufragato nella maniera più assurda.
    Ci sono davvero tante frasi che se le avessi lette prima mi avrebbero aiutato a non commettere errori e soprattutto a capire cosa volesse dire “vivere insieme”.
    Forse Aleba mi sono lasciato ingannare dal fatto che noi ci si conoscesse a menadito. Dopo più di 8 anni di fidanzamento in cui mi sono mostrato per quello che ero senz amai nascondere nemmeno un minimo difetto di me. E durante il fidanzamento qualche piccola discussione l’abbiamo avuta. Entrambi ci dicevamo ciò che non andava. Per poi capirci e andare convinti verso il matrimonio consci che eravamo fatti l’uno per l’altra. Durante il matrimonio infatti mai un litigio. Quelle piccoli diverbi avuti durante il fidanzamento erano spariti per dare spazio ad una convivenza piacevole, serena e appassionata. Non c’era cosa che non si faceva insieme. Si viaggiava insieme per andare…

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