Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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Se ancora non te ne fossi accorta hai avuto accanto una persona con disturbi “bordeline”. Alla fine andantone hai dimostrato di essere tu la persona forte della coppia. A leggere i tuoi post, la tua logorrea, da la misura della tua sofferenza che hai patito. Credo che per come sei strutturata, lo deduco da quanto e come scrivi, non ti occorrerà molto per passare alla fase in cui lui ti sarà totalmente indifferente. Questa fase ti renderà totalmente staccata da lui e sarà il trampolino di lancio per vivere una nuova storia d’amore. Ti auguro che il peggio della nuova storia, sia il meglio della storia passata. In bocca al lupo.
Aleba (segue)
….alla mente sono solo tormenti. Cerco di ricordare momenti nei quali ci sono state divergenze di opinioni, piccole discussione. Oggettivamente non ne trovo. A meno che possa essere considerato grave un leggero ritardo a pranzo, o un piccolo rimprovero se si faceva tardi ad un appuntamento. Sono tentato di pensare che ad un certo punto della nostra relazione a lei non andassero bene tante piccole cose di me. Cose che prima non avevano importanza.
Sarebbe come dire che ad un certo punto a me avesse disturbato enormemente il suo essere disordinata o ad esempio il suo eccesso nell’acquistare generi alimentari che il più delle volte andavano scaduti, oppure il suo tassativo essere sempre in ritardo agli appuntamenti, o il suo costringermi ad uscire troppo tardi la mattina per andare al lavoro e conseguentemente a farmi rientrare a casa troppo tardi.
Io l’ho conosciuta così, ho accettato i suoi difetti. Che senso ha farli diventare pesanti e insopportabili durante un periodo della vita. Al punto tale da farmi rendere la vita con lei insopportabile appunto. Se fosse successo questo avrebbe voluto dire che sarei io ad essere cambiato e non lei. Lei è sempre stata così. Il problema è mio che sono cambiato. Ma questo non è indice di maturità. Un matrimonio non è una relazione, un’avventura in cui si prova, si sta insieme finchè si sta bene. Un matrimonio è una cosa seria. Ci si accolla tutto del proprio partner. Non a casa si pronunciano le famose frasi “nella buona e nella cattiva sorte”. Parole che non sono messe lì a caso. Il problema è nostro che le prendiamo in barzelletta. Io non l’ho fatto e per questo sto soffrendo da matti.
Non so se sia la nostra società che ci ha portato a queste cose. A far si che i sentimenti cambino così come i telefonini. Il consumismo che investe anche gli affetti. Ci si sposa sapendo che tanto c’è il divorzio. Non è cosa seria. Non è il mio mondo Aleba. Ero contrario al matrimonio perchè l’ho sempre ritenuto come una sorta di prigionia e non mi sarei mai sposato se non avessi incontrato una donna che la pensava come me e con la quale avrei potuto convivere senza trasformare il matrimonio in una prigione.
Non so se ti ho raccontato il modo in cui vivevamo, Vorrei sintetizzartelo per sapere da te se un modo di vivere del genere sia tale da doverci scappare.
Noi vivevamo a poco più di 50 km dalla città. In un paesino di momntagna immerso in un parco naturale. Dove regnava la tranquillità più assoluta. A metà strada le città di Roma e dell’Aquila. Due realtà che visitavamo spesso: la metropoli e la città a misura d’uomo. Lavoro per entrambi, partivamo in macchina insieme la mattina. L’accompagnavo sulla porta del lavoro e sulla porta del lavoro passavo a riprenderla. Spesso visita ai suoi genitori, spesa insieme quando serviva, passeggiate al centro di Roma, pizzerie, ristoranti, cinema, centri commerciali. Il sabato e la domenica si stava rilassati in casa quasi sempre d’inverno davanti ad un……
Ciao Fuori dal Coro. Io non ero sposata, ma ho affrontato la convivenza esattamente come se lo fossi stata. Anzi forse di più, perchè per legge non avevamo obblighi l’uno verso l’altra…anche ora gli unici obblighi legali che abbiamo sono verso la bambina. Lui non si è mai voluto sposare. Adduceva mille scuse, non è il momento, non abbiamo soldi, ho troppo lavoro, non ho lavoro, non voglio i tuoi al matrimonio, voglio che il matrimonio lo paghino i tuoi ma non ce li voglio, non voglio soldi da nessuno. Poi, in fine, la vera e unica ragione: non voglio essere obbligato per legge a doverti lasciare la casa e a doverti mantenere se ci lasciamo. Aleba subito a tranquillizzarlo, io mai avrei preteso soldi da lui, mai mi sarei fatta assegnare la casa. Lo sapeva bene, eppure questo suo rifiuto assoluto di avere un obbligo imposto da un’autorità superiore (che sia la legge o Dio) di avere cura, assistere nella buona e nella cattiva sorte era così radicato che per lui la donna che aveva davanti era invisibile. Ogni volta che sentiva di un uomo separato che doveva traslocare (nonostante fosse il proprietario della casa) e che doveva versare alla moglie alimenti e mantenimento per i figli, mi aggrediva. Siete tutte uguali! diceva, sfruttatrici false approfittatrici. Ora io sono fuori da casa sua, nostra figlia è con me. Persino il suo avvocato mi ha detto che, pur non essendo sposati, il giudice mi assegnerebbe la casa e lui dovrebbe andarsene…se andassimo in tribunale. Io non voglio la casa, io avrei voluto sentirmi a casa. Ora mi sento a casa.
Fuori dal Coro – 14 ottobre 2011/11:04
Aleba …(segue)
…bel camino acceso. Pranzo o cena a base di carne o pesce alla brace. Nel pomeriggio o la sera, a secondo di quanto capitava vedevo la partita. Il sesso poi la faceva quasi sempre da padrone.
Se non stavamo in casa durante i fine settimana si organizzavano dei week end in città d’arte, o magari alle terme o semplicemente si usciva il sabato per far compere all’Aquila per poi fermarci in qualche ristorantino. Non mancavano le visite di amici di tanto in tanto. Oltre ai week end fuori città che avvenivano spesso dobbiamo considerare almeno un paio di viaggi all’anno in località estere: capitali europee, Cuba, Egitto, Maldive, Sicilia, Sardegna ecc. ecc. Le località sciistiche erano a meno di mezz’ora e di tanto in tanto in inverno si prendeva un giorno di ferie per farsi una sana sciata baciati dal sole. Non mancavano le uscite a cena insieme ai nostri migliori amici. Così come non mancavano gli inviti ai suoi genitori a casa nostra per passare insieme una giornata davanti ad un pranzo od una cena a base di prelibati piatti di carne alla brace. Gli agriturismi erano tra le tante mete preferite, così’ come i ristoranti tipici. Anche le fiere erano tra le nostre mete.
Il Gran Sasso era a pochi km e a volte ci rifugiavamo in quello splendido paradiso. Avevamo il mar Adriatico a destra e il mar Tirreno a sinistra. Soprattutto il Mar Adriatico era raggiungibile senza un minimo di traffico (anche se con qualche km da percorrere) ma un’oretta era sufficiente. La nostra casa non era un tugurio ma quasi 200 mq di abitazione immersa nel verde con il canto degli uccellini che ci svegliavano la mattina. Il sonno era davvero ristoratore perchè il silenzio la faceva da padrone.
D’inverno la neve ci sorprendeva facendoci vedere uno scenario meraviglioso. Dalla finestra di un salone di oltre 50 mq davamo da mangiare agli uccellini agli scoiattoli e alle volpi che spesso facevano capolino. Non ci siamo mai seduti davanti alla tv a vedere quelle idiozie delle telenovele o delle varie Domeniche in. I nostri programmi preferiti si basavano su films, musica e documentari sui viaggi che ambivamo a nostre mete. Durante l’estate integravamo il paio di viaggi esteri con il mare della Calabria, d’inverno le Dolomiti sono state le nostre montagne.
In casa mai una lite. Unico neo la questione figlio. Dov’era a tuo parere l’errore che si commetteva. Da donna dimmi cosa ti mancava. Vorrei un tuo parere anche su questo
Un abbraccione
Fuori dal Coro, lo scenario che descrivi è bellissimo! Penso che se avessi potuto vivere con il mio uomo un terzo di ciò che hai condiviso con tua moglie sarei stata una donna felice. Il neo sulla questione figlio…tu vivevi tranquillo se lei non dava segnali di disagio importanti. Penso tu non ti sia reso conto perchè lei non comunicava, era un tabù troppo grande! Tutto il resto era meraviglioso e probabilmente potevate parlare di tutto, ma parlare di figli penso avesse paura. Però c’era chi ne parlava con lei. Io provo a entrare in quello che avrebbe potuto pensare lei, senza confrontarsi con te. Forse ha trovato qualcuno con cui parlare solo di quel limite nel vostro rapporto, qualcuno che l’ascoltava e che le permetteva di sfogarsi come non poteva fare con te. Però anche messa così è assurda, se davvero lei non ha mai affrontato la questione figli a cuore aperto e con determinazione, ha agito in una maniera che necessariamente esclude l’amore. L’amore non ti fa tacere su argomenti che potrebbero sbloccare la situazione, amare significa provarle tutte. A meno che lei non si fosse innamorata di quell’altro uomo. Io faccio fatica a capirla, vedo tante donne che hanno una scala di valori spaventosa. Figurati che una mia ex collega una volta mi disse “Quando voglio un paio di scarpe nuove, non importa quanti soldi costano, basta che la sera prima di andare a comprarle faccio sesso con mio marito” Che modo di fare l’amore è? Perchè ambisci ad avere un paio di scarpe?? Il marito magari pensava che lei fosse coinvolta nel rapporto per amore verso di lui, invece era solo per il paio di scarpe costoso. Oppure donne che tengono il muso per giorni, tolgono persino il saluto perchè il marito non ha letto nel loro pensiero una sciocchezza. Se parlavano chiaro si risparmiava tempo e arrabbiature. Beh io non capisco, io per ora necessariamente filtro attraverso ciò che ho vissuto io e ti assicuro che capisco cosa voglia dire dover imparare a “leggere nel pensiero”. Il mio ex non diceva mai cosa gli stava bene e cosa non gli stava bene, solo a posteriori conoscevi la sua posizione. Quando arrivava Natale non voleva regali, allora io cercavo qualcosa che fosse abordabile dalle mie tasche (sempre prosciugate!!) che potesse essergli utile. Apriva il pacchetto con aria tra il rassegnato e il sorpreso, ringraziava con un grazie ma non dovevi. Dopo qualche mese se ne usciva che per il suo regalo avevo speso quattro soldi, che lui si meritava regali importanti. Io ho sempre detto cosa volevo per regalo, ci credi se ti dico che non è mai arrivato quello che avevo chiesto io? Ebbene si. Tutto veniva adeguato ai suoi gusti, a quelle che erano le sue esigenze. Quando io dicevo grazie, ma perchè non mi hai preso quello che ti ho chiesto? Non sei mai contenta! si incavolava. Se io fossi stata al posto di tua moglie di avrei parlato, Fuori dal Coro. Aleba avrebbe detto, amore la tua ansia per il figlio la risolviamo in due, proviamoci io sono qui. Mi avresti respinta?
Anche la sua casa è immersa nel verde, non come la tua, ma ci sono poche case e solo da un lato, il giardino è enorme e tutto intorno agli altri tre lati c’è solo campagna per un bel pezzo. Il giardino era meraviglioso, pieno di alberi da frutto. Quando e diventato suo ha tolto tutti gli alberi che avevano oltre 50 anni. Ha piantato tre alberelli, qualche arbusto e il resto tutta erba. Non c’era più un filo di ombra!! Avere un rapporto funzionale con il proprio compagno/a, fatto di stima, affetto, attrazione, reciprocità e avere anche tutto quello che mi hai descritto….mi fido di come scrivi, di quello che racconti, ma io non avrei rinunciato a provare a farti venire il desiderio di un figlio. Ci sono donne che incastrano il marito in una gravidanza non desiderata, semplicemente smettendo di prendere l’anticoncezionale. Che povertà di spirito e di intelligenza! Avere un uomo che amasse la mia compagnia, che ricambiasse spontaneamente i baci prima di lasciarci per andare al lavoro. Un uomo che apprezzasse i momenti belli, che provasse davvero gioia a fare qualcosa per me. Un sogno.
Per REMO, ciao! so di essere logorroica, evidentemente ho ancora bisogno di parlarne molto perchè voglio smettere di pensare di aver fallito, lui può essere soccorso solo da sè stesso, io non ho nessuna possibilità di aiutarlo.
Io sono andata in analisi, il mio analista mi ha parlato del disturbo borderline. Mi spaventa questa cosa, tanto. Per lui dico.
Grazie per il tuo in bocca al lupo, amo i lupi! I lupi sono animali nati per vivere in gruppo, per relazionarsi in modo funzionale l’uno con l’altro e nello stesso tempo mantengono integra la propria identità personale. Sono saldi e determinati ma anche giocherelloni e vagabondi, sanno discernere, capiscono molto anche solo da una traccia olfattiva e fanno la scelta giusta.
Aleba
Grazie sempre delle tue risposte. Non so se mia moglie avesse paura a parlarne con determinazione. Certo lei mi ha chiesto un figlio. Ma come ti ho detto ha ricevuto solo risposte negative da me. Il concetto del mio no era chiaro: non mi sentivo di cambiare vita. Sapevo cosa significasse avere un figlio. Un figlio tu mi insegni ti cambia la vita. Ed io con tutta sincerità non volevo cambiare quel tipo di vita che tanto avevo desiderato. Con la donna con la quale avevo sognato per anni di condividere tutto quello che stavamo condividendo.
E’ chiaro che se lei mi avesse espresso con determinazione che quella vita non le bastava più, che voleva necessariamente un figlio per poter continuare ad essere felice mi avrebbe per forza di cose messo di fronte ad una scelta. E sono certo che avrei optato per la scelta di avere un figlio. D’altra parte la mia vita, quella che conducevo, era speciale perchè la vivevo con lei. Se non avessi più avuto lei con chi avrei potuto condividere tutte quelle gioie ? Inoltre non ero un mostro senza amore. Come quasi tutti gli uomini anch’io avrei sentito la paternità dopo la nascita e di certo sarei stato rapito dall’amore per tuo figlio.
Proprio ieri ho incontrato un mio amico che non vedevo da tempo. Mi ha chiesto come stessi dopo la “batosta”. E tra le tante cose mi ha confidato che la moglie dopo il primo figlio ha “preteso” dopo 10 anni il secondo figlio. Lui non era d’accordo ma ha dovuto arrendersi alla sua determinazione. Al fatto che lei lo avesse minacciato di andarsene da casa. Bè a parr mio non è corretto il comportamento della moglie. Non puoi imporre la tua volontà anche di fronte al desiderio di un figlio. Per di più il secondo. O così o me ne vado. Anche quello non è amore secondo me. Ma solo puro egoismo. Eppure lui ha ceduto e sai perchè ? Per lasciarla tranquilla, per non farsi più “rompere le scatole”.
Io non sono così Aleba. I sono per i rapporti leali e sinceri. Dove vige l’Amore.
Certo concordo con te che mia moglie abbia trovato nel momento di maggior crisi una persona con cui sfogarsi, a cui confidare i propri disagi. Una persona che conosceva da tempo e di cui probabilmente si è innamorata.
E’ chiaro Aleba io ho sbagliato e mi sento maledettamente in colpa per questo. Ma lei ? D’altra parte l’evidenza dei fatti è che io nel momento in cui lei mi ha semplicemente comunicato l’intenzione di prendere alcuni giorni di riflessione ho fatto immediatamente marcia indietro sulla mia decisione. Proponendogli di riprendere il discorso sul figlio e dichiarandomi pronto ad affrontare la paternità.
D’altra parte come ti ho scritto in precedenza era da un paio di anni che stavo lavorando su me stesso per risolvere il problema. Per cercare di superare il discorso legato al cambiamento di vita. Ho fatto di tutto per farglielo capire ma lei non ha voluto sentire ragioni.
Mi domando e dico a questo punto dov’è tutto questo Amore allora ? Questo Amore che si sfalda di fronte alla prima…..
Aleba… (segue)
…vera difficoltà. Mi viene da pensare cosa sarebbe successo se dopo leventuale nascita di nostro figlio ci fossero state divergenze di opinione sull’approcccio alla sua crescita.
Certo mia moglie non era il tipo di persona come la tua collega. Assolutamente no. Non ha mai fatto e non avrebbe mai fatto cose simili.
Aleba, purtroppo mi rendo conto di avr commesso il più grave errore della mia vita. Quello di aver dato per scontato un amore che mi sembrava perfetto E di aver sottovalutato una sua esigenza. Quella di avere un figlio. Non mi aspettavo davvero che si arrivasse a tanto. Credevo che un grande disagio avrebbe portato ad esprimerlo con tanta tanta determinazione. Invece lei si è chiusa in se stessa aspettando un mio cambiamento che non arrivava.
Faccio fatica a capire e sto tuttora male. Ma male davvero tanto dentro. Perchè mi sento svuotato di tutto senza più stimoli e scopi per il futuro. Sento di aver buttato al vento l’occasione della mia vita. Quella per la quale avevo tanto lottato. E nel tempo stesso sono deluso e amareggiat dal comportamento di lei che non ha tenuto conto di me di come potessi stare della mia sofferenza.
Sai Aleba io non ho mai pensato durante tutto il mio rapporto con lei a lasciarla. Mai e dico mai. Per me il sentimento quando nasce ed è vero non può morire. Ma soprattutto quando nasce un sentimento non posso tradirlo nascondendo alla persona per cui provo Amore qualsiasi cosa.
Sai Aleba. L’esempio di un lupo mi calza a pennello. Come loro ho sempre mantenuto la mia identità personale. Anche se a differenza di loro non sono prettamente per la vita di gruppo. Mi piace vivere e relazionarmi con gli altri ma non amo le comitive. Preferisco la compagnia di poche persone vere. Questo è uno dei motivi della mia grande sofferenza attuale. Il sentirmi solo in mezzo a tanta gente. Mentre trovo compagnia quando sono a contatto con poche persone di cui conoso e apprezzo sincerità e lealtà i miei amici in particolare e i miei genitori.
Prima avevo accomunato a loro anche mia moglie. La ritenevo forse anche migliore di essi e capisci bene quindi quanto tutto questo che è successo mi abbia causato il dolore che sto vivendo.
Leggendo quello che hai scritto mi sento sempre più distante da tuo marito. Una persona che vedo molto lontana dal mio modo di essere. Quando hai scritto dei regali mi è venuto semplicemente da piangere. Ma come ci si può comportare a questo modo ? Mi fido anch’io di quello che scrivi e legendoti mi sento di condannarlo in pieno per troppe cose che ti ha fatto.
Io purtroppo nonostante tutto non riesco a provare rabbia per mia moglie. Nonostante sia certo che lei non abbia fatto altro che aggrapparsi ad un’altra persona cancellando di fatto quanto di buono è esistito ed esisteva nel nostro rapporto. Ormai non so cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. So soltanto che io avevo sposato mia moglie perche la amavo e volevo vivere con lei a prescindere dalla nascita……
Ciao Fuori dal Coro, bello che ti calzi l’esempio del lupo. Inoltre ti si addice più di quanto pensi perchè loro, i lupi, non sono per le comitive. Sono gruppi sociali ristretti dove vigono il rispetto, la lealtà e la stima reciproci. Sono animali, certo, il comportamento è semplice e istintivo..eppure una famiglia di lupi avrebbe tanto da insegnare alle famiglie umane.
Parlare di avere un figlio non significa dirti “io vorrei un figlio.” punto e basta. Quando la voglia di avere un bambino è diventata incalzante, avrebbe dovuto coinvolgerti, parlarti con delicatezza ma anche con molta sicurezza di sè stessa. Piuttosto che accettare un figlio perchè lei non rompa le scatole, sarebbe stato meglio non farlo. E’ evidente che le relazioni sono quasi sempre sbilanciate e che spesso si privilegia il non essere rotti le scatole piuttosto che sbrogliare la matassa. Avrebbe dovuto fidarsi di te, del vostro amore. Avrebbe dovuto condurti per mano nel desiderio di diventare papà, stimolando il dialogo, fantasticando su quante nuove cose in tre avreste potuto fare. I figli cambiano la vita, è vero, e mi ricordo ad una serta del corso preparto che l’ostetrica disse: attenzione perchè se i figli sono in grado di unire la coppia, molto spesso capita che la dividano. Tutto sta in quello che hai detto tu, Fuori dal Coro: conoscere sè stessi e esprimersi. Non troncare i discorsi, non evitare di parlare anche delle cose più dolorose. Se si parla con la voglia di risolvere e non solo per recriminare, non serve neppure alzare la voce.
Tante volte conoscenti o mamme di compagni di asilo di mia figlia mi hanno chiesto perchè ne avevo solo una. Io rispondevo che mi sarebbe piaciuto molto, ma che non ne avrei avuti altri. Tutte mi si allarmavano, perchè? perchè niente più figli??? I figli bisogna volerli in due, bisogna amare in modo pieno a 360° la persona che genitore con noi. Non si può fare un figlio tanto per farlo, perchè è bella la famiglia numerosa o perchè è per la società è giusto. Mia figlia è un dono, davvero! penso che dopo tanto cieco vagare ho trovato la mia missione in questa vita, ed è quella di condurre mia figlia ad essere un adulto cosciente di esistere. Ti dico però, che con il senno di oggi riguardando ai tempi della gravidanza, avrei dovuto non fargliela riconoscere la figlia. Lui le vuole bene, ne sono certa e penso che soffra nel non vederla. Ma vedi anche con lei si relaziona in modo sbagliato, sembra che il bambino sia lui. Non lo dico perchè io sono la mamma e penso di avere sempre ragione, lo dico per le cose che ho visto con i miei occhi. Come ha sempre fatto con me, faceva con la bimba.
Tu Voce dal Coro ti flagelli troppo. Anche io, tuttora, mi sento in qualche modo di aver gettato via tutto..poi rifletto e riporto bene nella mente: io sono stata gettata via. Ho preso atto e mi sono tolta dai piedi, riprendendo di fatto il rapporto con me stessa. Tu non hai gettato via, caso mai tua moglie non ha saputo apprezzare l’uomo che aveva
Forse sbaglio a essere così netta, ma non credo: tu non hai sprecato, purtroppo hai dato pensato che tutto filasse liscio, ma tu stesso dichiari che nulla era trapelato prima. Tu stesso dici che gli amici comuni non avevano notato cambiamenti. Lei ha maturato da sola la scelta di andarsene. Non capisco come si faccia ad avere tanto amore fra le mani, un amore sano disponibile e leale e non fidarsi del fatto che qualsiasi questione sarebbe superabile in due.
Fuori dal Coro, non ti aiuta continuare a pensare a ciò che hai perso. Tu hai vissuto una bellissima storia d’amore, tu hai avuto per un lungo periodo una vita che amavi. Cerca di non fare solo pensieri negativi, e di non concentrarti solo sul fatto che tu saresti stato pronto ad avere un figlio da lei. Per come stanno le cose adesso, questo è improbabile. Rimuginare tanto tempo su cose improbabili non è proprio l’ideale per superare il dolore. Ciò che non puoi cambiare, non potrai cambiarlo mai. Ti auguro di guardare avanti, di fare piccoli sani pensieri positivi su come potrebbe essere la tua vita giorno dopo giorno, io credo che i tasselli si incastrano un pò per volta e poi vedrai che forse il quadro che ne uscirà sarà da mozzare il fiato e nemmeno paragonabile a quello che avevi in mente tu.
Baci
Non lo so Aleba. Non lo so. So solo che al momento non riesco a fare nulla. Mi spiego meglio: cerco di fare qualsiasi cosa. Cerco di non rimanere in casa a guardare il soffitto. Cerco di uscire, anche con altre persone, anche donne che alla fine sanno apprezzarmi per quel che sono. Ma qualsiasi cosa faccio mi suona come un tormento. Perchè vedi Aleba, a differenza della tua storia, ogni giorno che vivevo con mia moglie era un bel giorno. Durante la nostra vita di coppia non abbiamo fatto nulla che non possa definirsi “bello”. Vivevamo di sole cose belle, pulite, reali.
E quindi per me adesso guardare il campanile di una chiesa è un tormento. Anche entrare in una chiesa è un tormento. Pensare che anche se non siamo mai stati ferventi credenti ne visitavamo tante con rispetto. Spesso senza neanche parlarci accendevamo dei lumini, ben sapendo che lo facevamo per i nostri cari, per la loro salute e per la nostra felicità. Non ce lo dicevamo ma sapevamo che era così. E ci parlavamo, ci indicavamo le belle cose, i bei dipinti. Ammiravamo i bei tramonti estasiati di tanta bellezza. E spesso si contemplava il cielo stellato compiacendoci di quanto fosse fantastico l’universo. Non abbiamo mai usato parolacce nei nostri dialoghi e vivevamo ogni giorno come un nuovo giorno. Non ho mai visto cattiveria in nessuno dei due.
Lei dice di aver sofferto la mia personalità. Eppure Aleba riflettevo l’altro ieri che: lei mi ha scelto. Io l’ho conosciuta per strada le lasciai il numero di telefono e lei mi chiamo dopo un paio di mesi. Ci mettemmo insieme scegliendomi lei come fidanzato, e lei mi scelse come marito, lei se ne è andata di casa e lei mi ha chiesto un figlio e lei mi ha chiesto la separazione. Io semplicemnte stavo bene con lei, non desideravo altro che stare con lei, da fidanzato, da sposato o da convivente. Solo che a differenza di lei ho fatto tutto per gradi. Mi sono innamorato pian piano di lei, mettendo ogni giorno un palla di cemento armato sulla nostra storia. Io l’ho sposata sapendo che il cemento era ormai saldo per fare un passo del genere. Io mi sentivo un tutt’uno con lei. Non esisteva altro se non i miei genitori e qualche passione innocente. Per il resto le ho sempre proposto cose belle. Cercando di fuggire il
più possibile dalle cose negative che proponeva la soietà di oggi.
Mi chiedo quanto il desidertio di un figlio possa influire su tutto questo, quando un marito che si sente ancora di vivere in libertà con la propria moglie possa essere considerato un immaturo.
Eppure durante questi due anni er farle capire quanto si può cambiare sotto certi aspetti l’ho portata a vedere il film “Immaturi”. Tra gli interpreti Raoul Bova che interpreta la parte di un uomo convivente con la compagna che è un po’ come me: restio alla paternità. Psichiatra e amante dei viaggi da condividere con la compagna. All’indomani della scoperta della gravidanza della sua compagna va in crisi. Mentre lei è felice, lui è turbata. Lei dice chiaramente che non….
Aleba….(segue)
….che nonintende abortire. Lui non se la sente e…scappa. va via dicendo che un figlio non lo vuole. Nel film il protagonista vive un periodo di crisi esistenziale. Si rende conto di non sapere cosa vuole. La paternità lo turba e fondamentalmente ne fugge. Ma alla fine riflette, ci pensa e torna da lei con la convinzione di essere pronto a intraprendere il ruolo di genitore. Pensa lei, la compagna, quanto possa essersi sentita denigrata come donna quando lui rifiuta il ruolo di genitore. Eppure lo capisce, lo persona e tornano insieme.
Ho fatto anche questo per far capire a mia moglie quanti problemi possano nascere in seguito alla nascita di un bambino. Ma lei sembra non voler capire. Ha solo in testa il fatto che io l’abbia fatta soffrire in quanto le rifiutavo la maternità, sostenendo che questo fatto l’abbia allontanata da me. Io ormai non penso che sia la verità vera. Credo che lei si sia lasciata abbindolare da un’altra persona che in un suo momento di crisi dovuto anche all’imminente intervento alla tiroide le abbia fatto vedere il mondo in maniera diversa. Eppure il mondo è sempre lo stesso. Forse lei ha avuto vogli di sperimentare nuove cose non so. Mi pare strano tutto questo conoscendo lei. Conoscendo quando ha tenuto al nostro rapporto e quanto per lei è stato importante.
Non capisco cosa sia successo nel suo cervello. Ok l’attrazione per un altro uomo. Comunque siamo stati bene insieme. Abbiamo vissuto momenti magici, momenti belli e mai ci sono stati momenti di crisi se non quella degli ultimi mesi che ha portato alla separazione. Non sto nel suo cervello. Ma mi piacerebbe sapere come possa aver camncellato ogni momento della nostra vita. Io la vedevo sempre contenta, felice di far le cose insieme a me. Può essere che un altro uomo le abbia fatto perdere la testa in maniera così forte da cancellare dalla sua mente ogni ricordo della nostra storia ? Io non ne sono capace. Non ne sarei capace. Dovrei aver sofferto tantissimo per fare ciò. Ma io onestamente, nonostante lei continui a dire di aver sofferto non ho visto in lei una sofferenza tale.
Io cerco di guardare avanti Aleba. Ma avanti vedo solo buio. E soprattutto non mi fido. Non mi fido più di nulla. Sai Aleba, per quanto poss aver commeso degli errori ho sempre agito con sincerità. Con estrema sincerità. Senza imporre nulla. Dicendo solo la mia. Non so al giorno d’oggi quante persone leali e sincere esistano. Credo siano molto poche. Ed iuo oggettivamente non mi lascerei scappare una persona sincera e leale. Una persona sulla quale sai di saper contare. Poi nessuno è perfetto e nel matrimonio tu mi insegni ci sono spesso ostacoli da sormontare. Onestamente a differenza di te io ho conosciuto una persona buona con grande capacità di amare ma nello stesso tempo una donna che si è rivelata priva di scrupoli che è scappata accantonando tutto. Mettendo un macigno sul suo passato. Eppure lei era entrata a far parte della mia vita, della mia famiglia…..
Fuori dal Coro, mi hai descritto una relazione a dir poco idilliaca. Faccio fatica a calarmi in una situazione talmente rosea, vivere al fianco di un uomo che non dice bianco pensando nero e tu ti fidi che vada bene il bianco per poi prenderti della stupida inadeguata perchè non avevi capito che era una specie di esame per verificare se ti rendevi conto che in realtà voleva dire nero. Nella vita ti possono arrivare delle mazzate madornali, ti puoi ritrovare schiacciato da malattie, incidenti, gravi problemi lavorativi. Questi sono minacce più o meno pesanti che arrivano da fuori, che si abbattono sulla porta di casa e premono nel tentativo di sfondarla per distruggere l’esistenza. Sono eventi che non si possono evitare, piovono addosso con la potenza distruttiva di un tifone, senza verificare prima se siamo preparati all’uragano. L’unica possibile protezione che abbiamo è l’amore. Amore per la vita, per il nostro essere vivi, per la nostra identià di persone, amore per i genitori, per i figli, amore per un marito o per una moglie. L’amore, l’amore incondizionato per me è l’unico mezzo per superare ogni ostacolo, l’unico bene che non perde il suo significato con la morte. Io ho imparato che l’amore incondizionato non è possibile quando si ama un adulto, quando si parla di amore di coppia. Le condizioni ci sono sempre, sono sottintese o sono esplicite, ma ci sono sempre. Quando vengono disattese le condizioni che avevamo più o meno chiaramente posto, l’amore comincia a non autoalimentarsi più. Deperisce, annaspa. Ci sono prezzi da pagare troppo alti per mantenere in vita un amore che ha perso le sue condizioni di base. L’amore si trasforma in rabbia, odio. Per superare la rabbia è necessario un allontanamento spirituale e fisico. Leggendo i tratti della tua storia d’amore mi viene da pensare che “Chi ha i denti non ha il pane…e chi ha il pane non ha i denti”. Per capire avrei bisogno di parlare con questa donna, di sapere da donna a donna cosa ribolliva nel fondo del suo stomaco. Cosa non è riuscita a rivelarti seppellendolo dentro di sè fino a farlo diventare così opprimente da doverti lasciare per liberarsene. La voglia di maternità in contrasto con il rapporto con te che era talmente perfetto senza figli, e se poi quella perfezione fosse precipitata nella distruzione totale? La descrivi come buona e amorevole, ma anche priva di scrupoli. Forse era tanto insicura, incapace di prendere una posizione netta nella famiglia. Forse ha lasciato che tutto gli scivolasse fra le mani mentre stringeva sempre più forte per trattenerlo. Ha guardato altrove, anche la luce di un fiammifero può essere una guida potente quando sei nel buio assoluto. Forse lei non aveva capito che il buio era dentro sè stessa, forse doveva allungare la mano fino a prendere la tua, forse a quel punto tu l’avresti riportata fuori dove il sole scalda e illumina dolcemente allontanando le paure. Il cerino non le sarebbe servito. Sono forse, sono ipotesi. Altro non posso fare.
Aleba
Grazie anzitutto per il tuo post. Oggi sono triste. Molto triste. Ieri, non so perchè, ho voluto sentire mia moglie. Le ho telefonato. Le ho chiesto come stava, le ho detto che mi mancava, le ho chiesto se era giusto che fossimo arrivati a questo punto, se era giusto davvero separarci.
Mi ha detto tante cose, che sono un egoista, che non ho mai pensato agli altri, che tuttora sono la stessa persona, mi ha detto che non facevamo una vita sana, mi ha detto che la colpa della fine del nostro rapporto è solo la mia, che non ho mai accettato il suo lavoro, che imponevo le mie idee, che non l’ho mai considerata, che stavo con lei perchè avevo una persona che faceva tutto, che lavava e che stirava e che soprattutto pensavo alle mie cose senza interessarmi di capirla.
Non ho avuto neanche la forza di risponderle se non cercare di ricordarle le cose che facevamo insieme e come queste cose avrebbero potuto essere confuse con tutto quello che lei mi ha detto.
Aleba io mi ricordo tante cose del nostro rapporto e gliele ho ricordate. Sto sforzandomi di capire cosa voglia dire essere egoisti così come non pensare agli altri. Io durante tutta la mia vita mi sono sempre mostrato disponibile nei confronti di tutti. Ho dato il mio aiuto quando serviva. Non sono mai andato in vacanza sotto le feste di Natale perché sapevo di facere piacere alle nostre famiglie passando le feste insieme a loro. Disponibilità estrema quando ci sono state necessità. Nottate ai miei genitori quando entrambi erano ricoverati in ospedale per un incidente stradale. Lei stessa mi definiva parlando di me agli altri come una persona molto disponibile e che spesso aiutava gli altri senza chiedere mai compensi in cambio. Le chiesi di andare a vivere fuori perché non sopportavo il caos cittadino. Le dissi che era sempre stato un mio sogno spostarmi dalla città per un posto dove regnava la tranquillità. Qualsiasi cosa che facevo ne parlavo con lei, qualsiasi decisione la prendevamo insieme. Un invito a cena, un andare a vedere la partita, un acquisto era sempre oggetto di dialogo con lei. Non facevo nulla senza averla prima interpellata.
Non è vero che non accettavo il suo lavoro. A volte ero contrariato perche faceva sempre tardi quando avrei voluto che dedicasse meno tempo al lavoro e più tempo a noi. Così come ero contrariato quando almeno tre volte la settimana voleva passare a trovare i suoi facendoci tornare a casa sempre tardi. Mi ha detto che non facevamo una vita sana. Si è vero, ci sorbivamo qualche chilometro di troppo. Ma vivevamo in montagna, tra la quiete, senza caos, immersi nella natura. Non ho mai imposto le mie idee. Sostenevo le mie non pretendendo di cambiare quelle altrui, tantomeno le sue. Ma ero sempre pronto al dialogo. Si sotenevo le mie idee ma non davo adosso agli altri. Mi ha dato la colpa della fine del rapporto quando è stata lei ad andarsene di casa tradendomi con un’altra persona. Con che faccia dice che è colpa mia ?
E’ vero lei lavava, stirava….
…faceva le faccende domestiche. Ma l’ho sempre apprezzata per questo. Ho sempre parlato bene di lei di fronte a chiunque. Non capisco perchè dice ciò. In pratica cara Alena mi sta rovesciando tutto il nostro vissuto. Tutto quello che di me gli stava bene improvvisamente è diventato qualcosa per cui attaccarmi.
Perchè secondo te una donna fa tutto questo ? Io ho l’impressione che questo atteggiamento sia dovuto al fatto che lei sentendosi in colpa per essersene andata con un altro uomo tenda a scaricare le responsabilità della fine del nostro rapporto su di me.
Ma chi è secondo te l’egoista tra noi due ? Io che ho sempre agito con sincerità, dicendo sempre quello che pensavo e, soprattutto, esclusivamente tra le mura domestiche. Oppure lei che per un certo periodo ha vissuto una storia parallela e se nè è andata improvvisamente di casa abbadndondandomi al mio destino senza farsi il minimo scrupolo. Da quando è andata via non ha mai fatto una telefonata ai miei genitori. Mentre io sono subito andato dai miei suoceri a crecare di spiegare le cose. Gli stessi miei suoceri, persone per bene, non si sono degnati di fare uno squillo ai miei genitori.
Ma perchè tutto questo ? Io credo che chi abbia la coscienza pulita non può sparire completamente da chi è stata la tua seconda famiglia per quasi 20 anni. Soprattutto se come dici la colpa della fine del rapporto è solo mia.
Sono triste Aleba, tristissimo dentro. Vivo con la morte nel cuore perchè mi sento deluso, amareggiato, colpito a morte dalla persona a cui credevi.
Durante la telefonata è stata capace di rinfacciarmi una frase non proprio ortodossa che debbo aver pronunciato in un momento di rabbia. Ma a te Aleba non è mai capitato mai di dire al tuo compagno un frase che era meglio non dire ? Credo che durante la mia vita matrimoniale me ne siano capitate tre o quattro al massimo e dette sempre come consguenza di qualche azione. Ma si può basare una seprazione su questo.
Tu dici che vorresti parlare con lei. Lei ti direbbe questo che ti sto dicfendo io. Non sto falsando una virgola di quanto lei dice. E sono molto obiettivo su me stesso. Mi sto analizzando ogni minimo errore.
Però tra gli errori non figura da parte mia il tradimento. Quanto peso ha in un rapporto il tradimento del proprio partner ? Per me è mancanza di rispeto, di amore, di stima, di tutto. E’ minare la fiducia, le fondamenta di un rapporto. Ma perchè ?
Buona giornata Aleba
Fuori dal Coro: “Io ho l’impressione che questo atteggiamento sia dovuto al fatto che lei sentendosi in colpa per essersene andata con un altro uomo tenda a scaricare le responsabilità della fine del nostro rapporto su di me.” Anche secondo me si tratta di qualcosa del genere. Credo che tua moglie abbia grandi difficoltà ad ammettere la sua responsabilità. Come si può rinnegare qualcosa che rasenta la perfezione. Forse si trattava di una perfezione che però a lei non calzava, o non le calzava più da quando aveva maturato il desiderio di un figlio. La mancanza di comunicazione, vera, schietta, diretta e coerenze, questa è la ragione della piega che ha preso il vostro rapporto. Tu eri convinto che andasse tutto bene, nonostante ti mostrassi contrariato per alcune cose. Ma questo è normale! L’importante è parlarne in maniera obiettiva, valutare insieme davvero. Forse, ipotizzo, lei non si esprimeva, accumulava e nel frattempo viveva male senza dimostrarlo. Certo è che l’amore può anche trasformarsi e finire, non siamo Angeli puri, siamo umani….ma visto che non finisce in un secondo, bisogna aver avuto modo di manifestare disagio, fastidio, nervosismo. Fuori dal Coro tua moglie non esprimeva malessere, piuttosto sembrava felice di stare con te in ogni occasione…eppure non era soddisfatta. Amare riamati, vivere una relazione che soddisfa esclude a priori la possibilità ad un terzo di mettere radici.
Che ora tua moglia stia sputando su tutto è la prova che neppure lei ha capito cosa esattamente non le andasse a genio nella vostra vita. Prima tutto benissimo, improvvisamente tutto malissimo.
Vorrei avere delle parole magiche per cancellare i dubbi e rivelare risposte, invece ci sono cose che resteranno inspiegabili per il semplice fatto che sono fuori dalla portata della nostra volontà. Certo avrebbe più senso se chiudendo una relazione si potesse avere il rapporto dettagliato, veritiero e non di parte di cosa sia effettivamente successo giorno dopo giorno (alcuni..come me..hanno fin troppi dettagli!!!) lungo la strada verso la separazione. Sai Fuori dal Coro, posso dirti come la vedo (sempre filtrato attraverso i miei 17 anni di vita di coppia). A me non interessa più che lui capisca, che riconosca, che prenda coscienza. Ho spiegato in mille modi, ho ragionato sui nostri problemi da tutte le angolazioni possibili, mi sono messa nei suoi panni, ho mostrato estrema comprensione, ho superato le sue aggressioni verbali e fisiche, ne ho parlato con lui esprimendo con il cuore in mano il mio estremo malessere. Gli ho chiesto di aprire gli occhi, i toccare con mano la donna che aveva davanti. Ho superato prove assurde e improponibili, eppure per lui il dato di fatto era uno e uno soltanto, lui aveva ragione e io avevo torto. Quella sbagliata ero io, lui era il giusto.
Ritengo sia inutile addentrarsi nel cervello di una persona che rifiuta di accompagnarci guidandoci tra i neuroni. Meglio pensare al proprio cervello/cuore.
La tristezza per le cose perdute, per ciò che avrebbe potuto essere…
Lo so che fa male, anche io ho la malinconia seduta di fianco spesso.
La tengo per mano, le mostro i motivi per i quali non ha potuto essere felicità. Io ero impotente nel corso della mia storia….la felicità non era contemplata se non in sogno. E’ facile aggrapparsi ai sogni, ma fa male…un male immenso quando perdi la presa e cadi rovinosamente. Vorrei poterti aiutare, mi dispiace.
Aleba
Aleba
Nessuno mi può aiutare purtroppo. Neanche tu. Anche se con le tue parole cogli le problematiche. Purtroppo ciò che provo ogni giorno è incredibile. Così come è incredibile il comportamento di mia moglie. Come caspita si può covare dentro tanto malessere. Eppure siamo dotati di cinque sensi che andrebbero sfruttati meglio durante la vita.
La voce, le parole per esprimere ciò che si vuole: voglio un gelato, voglio mangiare, voglio bere, se non prendo la medicina muoio.
Non esiste che un’altra persona debba “capire”. Non è detto che una persona sia in grado di “capire” dagli sguardi, dalle espressioni. E non è detto che se uno non vuole una cosa sia un egoista.
Lei ha dato dell’egoista a me perchè non volevo un figlio e perchè non ho “capito” le sue esigenze.
Io invece penso che l’egoista sia lei. Che appena ha trovato chi le ha fatto perdere la testa se l’è svignata fregandosene altamente di chi le voleva bene davveo. Che voleva bene a lei a prescindere di un figlio.
Ha abbandonato colui che diceva di amare per un suo desiderio e per andarsene con un altro. Tradendo di fatto così l’uomo per il quale avevi giurato eterna fedeltà e amore.
Ti dico una cosa Aleba: quest’uomol, la terza persona non è uscita fuorui adesso. Lei la conosceva da lmeno 10 anni e sai come la penso ? Non si da spago ad un’alra persona mentre sei sposata.
Io non ho mai dato spago a nessuno. Eppure anche se non avevo desiderio di un figlio come uomo avrei avuto qualche motivo per dare spago a chi si era innamorato di me. Ma ioamavo mia moglie e se c’era qualche problema pensavo di risolverlo…con lei…a casa.
Poi domani ti spiego meglio quali erano questi problemi per i quali anch’io avrei potuto cedere alla tentazione di un’altra donna.
ma io non l’ho fatto per Amore, per rispetto, per fiducia, per lealtà.
Alla faccia delle sue insoddisfazioni!
Scusa lo sfogo
A domani
Caro Fuori dal Coro, anche io non comprendo come si faccia a non parlare. Io ho vissuto con una persona che è un contrasto vivente, un bastian contrario. Io amavo e mai mi sarei sognata di dare spago a qualcuno. Per me esisteva solo lui, la nostra vita, la nostra casa. La spesa, gli accessori, le pulizie, il bucato. Lui, le sue paranoie, i suoi abissi di vuoto da colmare. Era la mia missione. Tante volte quando uscivo dal lavoro non vedevo l’ora di arrivare a casa, per vederlo e stare insieme. Ascoltavo con partecipazione il racconto della sua giornata e avevo sempre parole di incoraggiamento. Stirare le sue camice, riordinare i suoi cassetti per me era una gioia.Questo nel quotidiano, poi c’erano le disgrazie…come il suo patrigno che è stato due anni in ospedale e altri due in casa di riposo. Un anno intero fare le notti, per dare sollievo a lui, perchè gli volevo bene…e la mattina andare in ufficio. Durante l’ultimo mese di gravidanza, che finalmente ero entrata nel congedo di maternità, tutte le mattine mi alzavo prestissimo (nonostante fossi sfinita) gli facevo la colazione, poi andavo al mercato a prendere il pesce fresco (che lui adora) e gli preparavo manicaretti per pranzo e per cena. Sapevo che una volta arrivata la bimba avrei avuto meno tempo per viziare lui, quindi avevo deciso di farlo intensamente quel mese che ero a casa. Per me lui cosa ha fatto? NIENTE! Certo, mi ha dato un tetto, ma ribadisco che ho pagato caro l’affitto di quelle mura. Se gli chiedevo di andare a comprare il latte…un dramma. Se stavo male e gli chiedevo di andare dal mio medico a ritirare la ricetta per le medicine e passare in farmacia: guai! dovevo uscire con la frebbre, perchè erano fatti miei. Lo stesso quando stavo male, potevo riposare a letto per un paio d’ore, poi si seccava e cominciava a recriminare fino a che mi alzavo e tornavo ad occuparmi di lui. Mi ricordo un suo compleanno, io avevo preparato l’aperitivo nel frighetto portatile per andare in riva al fiume in un parco naturale a brindare noi due. Calici in vetro, stuzzichini e cartizze. Però qualche ora prima che lui rientrasse mi sentii male. Quando arrivò gli dissi che non me la sentivo di festeggiare (visto come ero presa), lui andò in crisi! E’ il mio compleanno, tu non mi ami!! si arrabbiò…io la stronza che si ammala proprio il giorno del suo compleanno. Andai al fiume lo stesso, dovetti chiedergli di fermare la macchina più volte per vomitare sul ciglio della strada. Parlarne è stato inutile! Inutile cercare di ragionarci, perchè nella sua memoria resta il punto nero: io gli rovino i compleanni. Quell’amore è diventato una zavorra, una fatica fisica e mentale che mi ha pure fatta ammalare. Le carte in tavola c’erano tutte da parte mia. Lui sputava su quelle carte e ci metteva il suo schifoso timbro: chi sei tu? non sei nessuno, non siamo mica sposati, non ti devo niente. Stupida ingenua, illusa che l’amore può tutto, che smuove le montagne! Il mio amore mi stava affondando…..
…e io mi stavo lasciando annegare. Tutto inutile, tutto nel vuoto! Mi sono resa conto che ero sola, maledettamente sola a piangere tutte le notti con la tachicardia per due anni di seguito. A chiedermi perchè, che diritto aveva di accusarmi in continuazione di lasciarlo solo…quando in realtà ero io ad essere sola. Sola anche mentro ero sul divano con lui. Sola a tavola durante i pasti. Sola a letto…con lui che toglieva stizzito il piede se solo lo sfioravo per sbaglio…fino a quando non aveva bisogno lui che io confermassi il mio amore anche a letto. A pensarci oggi mi rendo conto della mia enorme colpa. Quando ogni tentativo di fare chiarezza viene respinto, quando la matematica diventa un’opinione incoerente, quando l’italiano diventa indecifrabile più del cinese….vuol dire che non ha senso, che la strada è sbagliata, che bisogna lasciare che la bomba esploda e poi raccogliere i pezzi. Scusa Fuori dal Coro se finisco sempre con il parlare di me. Non so quanto ti possa servire. A messa, domenica scorsa, mi ha colpita molto l’omelia. Il parroco ha esordito con un bel “Date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio”….Siamo persone, esseri umani che vivono in questo mondo in questo tempo. Ha detto “non crediate di essere bravi cristiani perchè venite a messa!” Gesù ci ha chiesto di onorare Cesare essendo bravi cittadini, rispettando le leggi, l’ambiente e il prossimo. Mentre dare a Dio quello che è di Dio significa essere sè stessi pienamente, conoscersi intimamente e volersi bene, adoperarsi per crescere, per diventare ciò che Dio sperava noi diventassimo. Essere sordi e ciechi di fronte alla vita è molto triste. Possiamo scegliere e per farlo dobbiamo mettere in primo piano l’amore per noi stessi. Io non sono una fervente cattolica, ma credo nella vita. Credo che sia preziosa e che vada alimentata non solo di cibo, ma di energia vitale.
Aleba
Invece no Aleba. Le tue parole, i tuoi racconti su come vivevi la tua vita con il tuo compagno mi invitano a fare confronti a capire se e dove sbagliavo, se potevo in qualche modo essere simile a lui. No.
Non credo proprio di essermi comportato come il tuo compagno si comportava con te. Mai dette ho fatte cose del genere. Addirittura la storia del suo compleanno mi ha stordito. Tu stavi male e ti accusava di stare male il giorno del suo compleanno. Ma chi hai sposato un dinosauro ?
E tu lo amavi ancora nonostnate tutto. Bah. Io avrò fatto i miei errori. Sarà anche capitato di dare una risposta sbagliata (forse tre o quattro in tutta la nostra vita matrimoniale). Mi sento colpevole solo i non avrle dato un figlio e di non aver capito la sua sofferenza che, lo ripeto fino alla noia, lei mi ha celato.
L?altro giorno l’ho sentita al telefono. Mi ha ripetuto per l’ennesima volta che la fine del nostro rapporto è dipesa da me. E’ colpa mia. Perchè io, a suo parere, non penso agli altri, penso solo a me stesso.
Eppure con un altro c’è andata lei. Ed io l’ho coperta. Non ho detto niente a nessuno. Mi sono tenuta tutto dentro di me, quando avrei potuto “sputtanarla” di fronte a tutti. Invece no, l’ho “coperta” nella speranza che capisse quanto l’amavo. Ma invece di capire il mio gesto d’amore non ha fatto altro che farmi sentire in colpa. Come se la sua colpa, il tradimento, fosse cosa da nulla. Il mostro ero io. Quello che l’aveva fatta soffrire. L’uomo sincero, leale. Quello che non l’ha mai tradita, quello che non le ha mai detto una cosa per un’altra. Quello che c’era sempre.
Si è verp. A volte rivedo lei in te. Quando hai raccontato di quanto acquistavi il pesce e lo cucinavi per tuo marito. Si anche lei era così. Le piaceva prepararmi le cose che mi piacevano. Mi amava me lo dimostrava in tanti modi. Era una brava moglie, una brava donna di casa. Ma allora perchè si allontanva spesso da me. Perchè non mi cercavo come la cercavo io ? Può essere davvero, cara Aleba, che il rifiuto di fare un figlio possa avrle fatto calare l’attrazione verso di me ?
A volte davvero Aleba. Da quello che racconti rivedo mia moglie. Il suo modo di comportarsi amorevole nei miei confronti. Il voler stare sempre con me. Ma io non ero come il tuo compagno. Non facevo quello che faceva lui.
Mi maledico per non aver acconsentito a fare un figlio. Ma cosa posso fare se ne avevo paura. Se non riuscivo a superare questa cosa ? Io non volevo certo perdere mia moglie. Ma perchè non l’ha capito ? Perchè si è fissata così tanto che la richuiesta sarebbedovuta partire da me ? Perchè non mi ha messo un po’ con le spalle al muro ? Tutto sarebbe stato più semplice. La paura di perderla mi avrebbe fatto capire tante cose. E oggi sicuramente saremmo stati una coppia e una famiglia felice.
Io non capisco cara Aleba come mia moglie possa aver dimenticato tutti i momenti belli dela nostra vita. Quando ero vicino a lei con suo padre in sala rianimazione, vicino a lei….
Aleba …(segue)
…..quando lei era in sala operatoria, vicino a lei quando morì la sua cara zia, vicino a lei quando i suoi parenti più cari erano in ospedale. Vicino a lei quando le stavano danneggiando la casa di famiglia. Ma perchè questa rabbia verso di me per questa storia del figlio ?
Tu credi davvero che possa aver sofferto cpsì tanto da arrivare fino a questo punto ?
Eppure mi ricordo le sue parole quando ho scoperto che mi ha tradito: “mi ha fatto perdere la testa” mi disse. E fu come una coltellata al cuore. Che vuol dire “perdere la testa” ? La testa non si perde. Non era lei che poteva perdere la testa. Una persona che la testa l’aveva sulle spalle. Io la testa non l’ho mai persa e mai l’vrei potuta perdere. Perchè io amavo lei. E comunque avevo dentro un sentimento vero. Come si può perdere la testa per un altro/a quando hai un sentimento vero per tua moglie/marito ?
Si ok durante il matrimonio, la convivenza possono sorgere problemi. Ma a meno che non succeda come nel tuo caso come si può minimamente pensare di andare con un altro/a.
Sai a casa ho una foto in cui siamo ritratti insieme abbracciati. Lei in quella foto ha degli occhi fantastici. Da persona buona. All’indomani della stampa di quella foto che ha ormai quasi 4 anni pensavo che mai avrei potuto far del male ad una persona così. A una persona con quegli occhi buoni. E mai avrei pensato che quegli occhi così buon avrebbero potuto far del male a me. Eppure quegli occhi sono stati gli occhi di una persona che più mi ha fatto male nella mia vita. Che mi ha ferito al cuore. Che mi ha colpito a morte.
Sai Aleba pensavo che sarebbe stato più facile vincere al Superenalotto o morire improvvisamente a 40 anni piuttosto che subire una cosa del genere. Una cosa che fa male da moriere e dalla quale non credo ci si riprenda più.
Un bacio Aleba
Ciao Fuori dal Coro. La questione figlio ha un peso enorme sicuramente. L’errore di fondo che vi ha portati su strade separate, o meglio ha fatto imboccare a lei un percorso assurdo che l’ha fatta deviare rispetto alla coppia, è stato proprio il confronto mancato. Io non so se tua moglie si ponga dubbi sulla propria responsabilità, da come ti ha parlato per telefono sembrerebbe di no. Forse, se lei analizzasse a fondo la situazione, magari con l’aiuto di una persona competente, capirebbe l’errore. Ma bisogna prima interrogarsi dentro. Lei, a quanto ho capito da te ha avuto tutto senza doversi imporre, tranne un figlio. Il figlio era la cosa più importante, quel figlio che lei sapeva che tu non volevi… Proprio per l’importanza, per l’impatto enorme che ha sulla coppia, sulla famiglia, la nascita di un figlio lei avrebbe dovuto sollevare l’argomento in maniera decisa, metterti con le spalle al muro. Penso ti abbia sottovalutato. Un argomento così importante merita un impegno costante e anche pesante. Nel senso che avreste dovuto litigarci anche sul fatto del figlio, ma prima che lei si disamorasse di te…prima di covare malessere, di allontanarsi mentalmente e fisicamente. Fuori dal Coro, mi ha colpita il fatto che tu riveda lei in me. Io amo dedicarmi a chi amo, è un gioco di parole ma è quello che provo. Da adesso non lo farò più, non ad ogni costo. La mia dedizione per un altro adulto sarà direttamente proporzionale alla dedizione che riceverò. Eviterò accuratamente rapporti squilibrati, dare/avere devono pareggiare. Con mia figlia l’impegno è a fondo perduto, se avrò saputo seminare bene raccoglierò buoni frutti. Io rispetto a tua moglie ho tardato a riconoscere il quadro assurdo della mia storia ero cieca e sorda, lei ha reso tutto assurdo nel momento in cui ha deciso di privarsi di vista e udito.
Ribadisco, se io avessi avuto un uomo che anche solo mi avesse apertamente riconosciuta come la donna che voleva al suo fianco, se mi avesse dimostrato che era me che voleva io non avrei mai smesso di amarlo. Però oggi penso che avrebbe dovuto bastarmi la prima volta che mi ha detto “tu non sei nessuno” per fare le valige e andarmene senza spiegare. Come Ulisse con Polifemo…nessuno non fa danni, nessuno non può mancarti, nessuno è indifferente se resta o se va. Avrei dovuto andarmene.
Vedrai che ti riprenderai Fuori dal Coro, secondo me sei sulla strada giusta.
Bacione
Aleba
No Aleba. Non credo mi riprenderò. Se ciò dovesse accadere sarebbe perchè avrei trovato un’altra donna da amare e che mi ami.
Ma non so se questo avverrà mai.
Ho sempre pensato durante il corso della mia vita di essere diverso da tante persone. Sono uno che crede nei valori, nell’amicizia, nell’amore.
Quante persone conosci che hanno amicizie “vere” ultraquarantennali. E ripeto parlo di “Amicizie Vere” xon la A e la V maiuscole.
Sai Alebamio credevo in mia moglie. Credevo in lei come persona. A prescindere dall’Amore che provavo, a prescindere che fosse mia moglie.
Ma io credevo in lei. Fermamente. Dalla tua storia si evince che tua amassi tantissimo tuo marito. Ma non si evince quando realmente credessi in lui come persona.
Ecco la differenza di tutto sta qui. Io ho avuto diverse storie nella mia vita. Alcune durate anche tre, quattro anni. Ma non ho mai avuto la sensazione di “credere” in queste persone.
Con Lei, con mia moglie tutto è stato diverso. Lei era un punto di riferimento. Era il mio specchio, il mio confessore, il mio amico. La persona sulla quale non avrei messo in dubbio neanche una parola.
Eravamo io e lei Aleba. Non c’era cosa che non le nascondessi. E se c’era qualcosa che mi faceva felice, qualcosa che mi piaceva glielo confidavo. Non avevo segreti per Lei. Perchè credevo in Lei.
Un figlio è importante si Aleba è importante. Ma è comunque un’altra persona. Una persona che deve arrivare. Intanto ci siamo noi.
Io non ho mai detto a mia moglie “tu non sei nessuno”. Lei era la persona che veniva alla pari dei miei genitori.
Oggi uscire da solo o con amici o con un’altra donna ti fa sentire comunque solo. Si solo anche se sei in compagnia del tuo amico di oltre 40 anni. Perchè sei deluso Aleba. Deluso non dalla vita. La vita ti può aver già deluso tante volte. Sei deluso dalla persona in cui credi.
Fai conto che un fervente cattolico abbia la prova tangibile che Gesù Cristo non sia mai esistito. Sarebbe un colpo tremendo per chi crede davvero.
Aleba dici che ti ha colpito il fatto che io ti riveda in lei. Bè si da come ti descrivi lei era così. Si dedicava a me. Oltremisura. Però oggi dice che si è “annientata per me”. A mio parere chi ama davvero non si annienta. Ama e basta. Io amavo mia moglie ma non mi sono annientato. Non ho escluso le mie passioni ma niente veniva prima di lei. A meno che come ti ho detto spesso giudichi in una scala di valori il fatto di sentirsi partecipe emotivamente di fronte ad un evento calcistico della tua squadra del cuore. Altrimenti niente e nessuno veniva prima di lei. Anche se in fondo potevo apparire più freddo, più razionale.
Spesso anzi vedevo lei presa dal suo lavoro. E le ripetevo più volte che il mio lavoro non veniva prima di noi. Ma noi venivamo prima del lavoro.
No Aleba, non sono sulla buona strada. Dopo due anni la sogno ancora di notte, sogno le nostre magiche serate. Sogno semplicemente le nostre cene a casa. E scherzavamo Aleba sapessi quanto scherzavamo.
Aleba (segue)
…..”facevo le vocine” con lei e spesso anche mia suocera si divertiva quanto mi sentiva al telefono mentre in lontananza facevo “lo stupido”.
Se parli a mia moglie di “mettermi con le spalle al muro” ti risponderebbe che non si mette una persona con le spalle al muro per un figlio. Un figlio va desiderato. Deve essere frutto di Amore. Ma credo che Lei abbia confuso il mio “non volere cambiare vita” con la mancanza d’amore verso mio figlio.
Certo io le facevo notare che avere un figlio avrebbe causato problemi. Pressioni, pensieri, ansie. Tutte cose a cui non ero pronto. Conoscendo soprattutto come ero fatto. In quel momento lo confesso, vedevo un figlio “come un peso”. E lei credo lo abbia capito. E non ha voluto “infierire”. Non ha pensato minimamente al fatto che sono molti gli uomini che sentono la paternità dopo la nascita. Ha pensato di fronte ai miei discosri che “l’avrei lasciata sola” con il bambino. Ma quando mai ? Si è fatta scudo delle mie certezze. Accantonando quanto di buona ho fatto nella mia vita e soprattutto nei suoi confronti.
Certo Aleba che non mi tiro indietro di fronte alle mie responsabilità di fronte al fallimento del mio matrimonio. Però di certo non lo avrei buttato nella spazzatura di fronte a dei discorsi male impostati. Come ci si può disinamorare di un uomo o di una donna perchè magari vengono impostati discorsi sbagliati su un determinato argomento. Ma il resto non conta ?
No non credo di essere sulla strda giusta per riprendermi Aleba. Nonostante tutto ho dei grossi rimpianti per non aver saputo gestire dal mio punto di vista una storia importante come la nostra. Certo dall’altra parte ho dovuto subire un tradimento. Non è bello leggere un “Ti Amo” diretto ad un’alyra persona. Un’altra persona che si è intromessa nella coppia, nel matrimonio. So che oggi le cose vanno in un certo modo. Ma se io mi sono sposato vuol dire che credevo in me e in lei. E non erano certo dissapori o disaccordi sull’arrivo di un figlio che avrebbero permesso l’ingresso di un’altra persona tra me e mia moglie. No. Non è scritto nel mio Dna. E credevo non fosse scritto neanche nel suo.
Per quanto io possa aver sbagliato non ho falsato nulla. Ho fatto degli errori per carità. Ma sempre tra le quattro mura. Mai falsato nulla. La falsità, il tradimento, il covare dentro, sono tutte cose che ha creato lei. Ed oggi mi incolpa. Ben sapendo che di queste tre cose io non ne ho commesso alcuna. Lei si. Ma vuole uscirne pulita.
Nonostante tutto, nonostante io non abbia agito con falsità mi sento in colpa per un rapporto fallito. Spiegami come mai queesto Aleba.
Un bacione con affetto.