Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
di
aleba
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Se ancora non te ne fossi accorta hai avuto accanto una persona con disturbi “bordeline”. Alla fine andantone hai dimostrato di essere tu la persona forte della coppia. A leggere i tuoi post, la tua logorrea, da la misura della tua sofferenza che hai patito. Credo che per come sei strutturata, lo deduco da quanto e come scrivi, non ti occorrerà molto per passare alla fase in cui lui ti sarà totalmente indifferente. Questa fase ti renderà totalmente staccata da lui e sarà il trampolino di lancio per vivere una nuova storia d’amore. Ti auguro che il peggio della nuova storia, sia il meglio della storia passata. In bocca al lupo.
Aleba (segue)
….alla mente sono solo tormenti. Cerco di ricordare momenti nei quali ci sono state divergenze di opinioni, piccole discussione. Oggettivamente non ne trovo. A meno che possa essere considerato grave un leggero ritardo a pranzo, o un piccolo rimprovero se si faceva tardi ad un appuntamento. Sono tentato di pensare che ad un certo punto della nostra relazione a lei non andassero bene tante piccole cose di me. Cose che prima non avevano importanza.
Sarebbe come dire che ad un certo punto a me avesse disturbato enormemente il suo essere disordinata o ad esempio il suo eccesso nell’acquistare generi alimentari che il più delle volte andavano scaduti, oppure il suo tassativo essere sempre in ritardo agli appuntamenti, o il suo costringermi ad uscire troppo tardi la mattina per andare al lavoro e conseguentemente a farmi rientrare a casa troppo tardi.
Io l’ho conosciuta così, ho accettato i suoi difetti. Che senso ha farli diventare pesanti e insopportabili durante un periodo della vita. Al punto tale da farmi rendere la vita con lei insopportabile appunto. Se fosse successo questo avrebbe voluto dire che sarei io ad essere cambiato e non lei. Lei è sempre stata così. Il problema è mio che sono cambiato. Ma questo non è indice di maturità. Un matrimonio non è una relazione, un’avventura in cui si prova, si sta insieme finchè si sta bene. Un matrimonio è una cosa seria. Ci si accolla tutto del proprio partner. Non a casa si pronunciano le famose frasi “nella buona e nella cattiva sorte”. Parole che non sono messe lì a caso. Il problema è nostro che le prendiamo in barzelletta. Io non l’ho fatto e per questo sto soffrendo da matti.
Non so se sia la nostra società che ci ha portato a queste cose. A far si che i sentimenti cambino così come i telefonini. Il consumismo che investe anche gli affetti. Ci si sposa sapendo che tanto c’è il divorzio. Non è cosa seria. Non è il mio mondo Aleba. Ero contrario al matrimonio perchè l’ho sempre ritenuto come una sorta di prigionia e non mi sarei mai sposato se non avessi incontrato una donna che la pensava come me e con la quale avrei potuto convivere senza trasformare il matrimonio in una prigione.
Non so se ti ho raccontato il modo in cui vivevamo, Vorrei sintetizzartelo per sapere da te se un modo di vivere del genere sia tale da doverci scappare.
Noi vivevamo a poco più di 50 km dalla città. In un paesino di momntagna immerso in un parco naturale. Dove regnava la tranquillità più assoluta. A metà strada le città di Roma e dell’Aquila. Due realtà che visitavamo spesso: la metropoli e la città a misura d’uomo. Lavoro per entrambi, partivamo in macchina insieme la mattina. L’accompagnavo sulla porta del lavoro e sulla porta del lavoro passavo a riprenderla. Spesso visita ai suoi genitori, spesa insieme quando serviva, passeggiate al centro di Roma, pizzerie, ristoranti, cinema, centri commerciali. Il sabato e la domenica si stava rilassati in casa quasi sempre d’inverno davanti ad un……
Ciao Fuori dal Coro. Io non ero sposata, ma ho affrontato la convivenza esattamente come se lo fossi stata. Anzi forse di più, perchè per legge non avevamo obblighi l’uno verso l’altra…anche ora gli unici obblighi legali che abbiamo sono verso la bambina. Lui non si è mai voluto sposare. Adduceva mille scuse, non è il momento, non abbiamo soldi, ho troppo lavoro, non ho lavoro, non voglio i tuoi al matrimonio, voglio che il matrimonio lo paghino i tuoi ma non ce li voglio, non voglio soldi da nessuno. Poi, in fine, la vera e unica ragione: non voglio essere obbligato per legge a doverti lasciare la casa e a doverti mantenere se ci lasciamo. Aleba subito a tranquillizzarlo, io mai avrei preteso soldi da lui, mai mi sarei fatta assegnare la casa. Lo sapeva bene, eppure questo suo rifiuto assoluto di avere un obbligo imposto da un’autorità superiore (che sia la legge o Dio) di avere cura, assistere nella buona e nella cattiva sorte era così radicato che per lui la donna che aveva davanti era invisibile. Ogni volta che sentiva di un uomo separato che doveva traslocare (nonostante fosse il proprietario della casa) e che doveva versare alla moglie alimenti e mantenimento per i figli, mi aggrediva. Siete tutte uguali! diceva, sfruttatrici false approfittatrici. Ora io sono fuori da casa sua, nostra figlia è con me. Persino il suo avvocato mi ha detto che, pur non essendo sposati, il giudice mi assegnerebbe la casa e lui dovrebbe andarsene…se andassimo in tribunale. Io non voglio la casa, io avrei voluto sentirmi a casa. Ora mi sento a casa.
Fuori dal Coro – 14 ottobre 2011/11:04
Aleba …(segue)
…bel camino acceso. Pranzo o cena a base di carne o pesce alla brace. Nel pomeriggio o la sera, a secondo di quanto capitava vedevo la partita. Il sesso poi la faceva quasi sempre da padrone.
Se non stavamo in casa durante i fine settimana si organizzavano dei week end in città d’arte, o magari alle terme o semplicemente si usciva il sabato per far compere all’Aquila per poi fermarci in qualche ristorantino. Non mancavano le visite di amici di tanto in tanto. Oltre ai week end fuori città che avvenivano spesso dobbiamo considerare almeno un paio di viaggi all’anno in località estere: capitali europee, Cuba, Egitto, Maldive, Sicilia, Sardegna ecc. ecc. Le località sciistiche erano a meno di mezz’ora e di tanto in tanto in inverno si prendeva un giorno di ferie per farsi una sana sciata baciati dal sole. Non mancavano le uscite a cena insieme ai nostri migliori amici. Così come non mancavano gli inviti ai suoi genitori a casa nostra per passare insieme una giornata davanti ad un pranzo od una cena a base di prelibati piatti di carne alla brace. Gli agriturismi erano tra le tante mete preferite, così’ come i ristoranti tipici. Anche le fiere erano tra le nostre mete.
Il Gran Sasso era a pochi km e a volte ci rifugiavamo in quello splendido paradiso. Avevamo il mar Adriatico a destra e il mar Tirreno a sinistra. Soprattutto il Mar Adriatico era raggiungibile senza un minimo di traffico (anche se con qualche km da percorrere) ma un’oretta era sufficiente. La nostra casa non era un tugurio ma quasi 200 mq di abitazione immersa nel verde con il canto degli uccellini che ci svegliavano la mattina. Il sonno era davvero ristoratore perchè il silenzio la faceva da padrone.
D’inverno la neve ci sorprendeva facendoci vedere uno scenario meraviglioso. Dalla finestra di un salone di oltre 50 mq davamo da mangiare agli uccellini agli scoiattoli e alle volpi che spesso facevano capolino. Non ci siamo mai seduti davanti alla tv a vedere quelle idiozie delle telenovele o delle varie Domeniche in. I nostri programmi preferiti si basavano su films, musica e documentari sui viaggi che ambivamo a nostre mete. Durante l’estate integravamo il paio di viaggi esteri con il mare della Calabria, d’inverno le Dolomiti sono state le nostre montagne.
In casa mai una lite. Unico neo la questione figlio. Dov’era a tuo parere l’errore che si commetteva. Da donna dimmi cosa ti mancava. Vorrei un tuo parere anche su questo
Un abbraccione
Fuori dal Coro, lo scenario che descrivi è bellissimo! Penso che se avessi potuto vivere con il mio uomo un terzo di ciò che hai condiviso con tua moglie sarei stata una donna felice. Il neo sulla questione figlio…tu vivevi tranquillo se lei non dava segnali di disagio importanti. Penso tu non ti sia reso conto perchè lei non comunicava, era un tabù troppo grande! Tutto il resto era meraviglioso e probabilmente potevate parlare di tutto, ma parlare di figli penso avesse paura. Però c’era chi ne parlava con lei. Io provo a entrare in quello che avrebbe potuto pensare lei, senza confrontarsi con te. Forse ha trovato qualcuno con cui parlare solo di quel limite nel vostro rapporto, qualcuno che l’ascoltava e che le permetteva di sfogarsi come non poteva fare con te. Però anche messa così è assurda, se davvero lei non ha mai affrontato la questione figli a cuore aperto e con determinazione, ha agito in una maniera che necessariamente esclude l’amore. L’amore non ti fa tacere su argomenti che potrebbero sbloccare la situazione, amare significa provarle tutte. A meno che lei non si fosse innamorata di quell’altro uomo. Io faccio fatica a capirla, vedo tante donne che hanno una scala di valori spaventosa. Figurati che una mia ex collega una volta mi disse “Quando voglio un paio di scarpe nuove, non importa quanti soldi costano, basta che la sera prima di andare a comprarle faccio sesso con mio marito” Che modo di fare l’amore è? Perchè ambisci ad avere un paio di scarpe?? Il marito magari pensava che lei fosse coinvolta nel rapporto per amore verso di lui, invece era solo per il paio di scarpe costoso. Oppure donne che tengono il muso per giorni, tolgono persino il saluto perchè il marito non ha letto nel loro pensiero una sciocchezza. Se parlavano chiaro si risparmiava tempo e arrabbiature. Beh io non capisco, io per ora necessariamente filtro attraverso ciò che ho vissuto io e ti assicuro che capisco cosa voglia dire dover imparare a “leggere nel pensiero”. Il mio ex non diceva mai cosa gli stava bene e cosa non gli stava bene, solo a posteriori conoscevi la sua posizione. Quando arrivava Natale non voleva regali, allora io cercavo qualcosa che fosse abordabile dalle mie tasche (sempre prosciugate!!) che potesse essergli utile. Apriva il pacchetto con aria tra il rassegnato e il sorpreso, ringraziava con un grazie ma non dovevi. Dopo qualche mese se ne usciva che per il suo regalo avevo speso quattro soldi, che lui si meritava regali importanti. Io ho sempre detto cosa volevo per regalo, ci credi se ti dico che non è mai arrivato quello che avevo chiesto io? Ebbene si. Tutto veniva adeguato ai suoi gusti, a quelle che erano le sue esigenze. Quando io dicevo grazie, ma perchè non mi hai preso quello che ti ho chiesto? Non sei mai contenta! si incavolava. Se io fossi stata al posto di tua moglie di avrei parlato, Fuori dal Coro. Aleba avrebbe detto, amore la tua ansia per il figlio la risolviamo in due, proviamoci io sono qui. Mi avresti respinta?
Anche la sua casa è immersa nel verde, non come la tua, ma ci sono poche case e solo da un lato, il giardino è enorme e tutto intorno agli altri tre lati c’è solo campagna per un bel pezzo. Il giardino era meraviglioso, pieno di alberi da frutto. Quando e diventato suo ha tolto tutti gli alberi che avevano oltre 50 anni. Ha piantato tre alberelli, qualche arbusto e il resto tutta erba. Non c’era più un filo di ombra!! Avere un rapporto funzionale con il proprio compagno/a, fatto di stima, affetto, attrazione, reciprocità e avere anche tutto quello che mi hai descritto….mi fido di come scrivi, di quello che racconti, ma io non avrei rinunciato a provare a farti venire il desiderio di un figlio. Ci sono donne che incastrano il marito in una gravidanza non desiderata, semplicemente smettendo di prendere l’anticoncezionale. Che povertà di spirito e di intelligenza! Avere un uomo che amasse la mia compagnia, che ricambiasse spontaneamente i baci prima di lasciarci per andare al lavoro. Un uomo che apprezzasse i momenti belli, che provasse davvero gioia a fare qualcosa per me. Un sogno.
Per REMO, ciao! so di essere logorroica, evidentemente ho ancora bisogno di parlarne molto perchè voglio smettere di pensare di aver fallito, lui può essere soccorso solo da sè stesso, io non ho nessuna possibilità di aiutarlo.
Io sono andata in analisi, il mio analista mi ha parlato del disturbo borderline. Mi spaventa questa cosa, tanto. Per lui dico.
Grazie per il tuo in bocca al lupo, amo i lupi! I lupi sono animali nati per vivere in gruppo, per relazionarsi in modo funzionale l’uno con l’altro e nello stesso tempo mantengono integra la propria identità personale. Sono saldi e determinati ma anche giocherelloni e vagabondi, sanno discernere, capiscono molto anche solo da una traccia olfattiva e fanno la scelta giusta.
Aleba
Grazie sempre delle tue risposte. Non so se mia moglie avesse paura a parlarne con determinazione. Certo lei mi ha chiesto un figlio. Ma come ti ho detto ha ricevuto solo risposte negative da me. Il concetto del mio no era chiaro: non mi sentivo di cambiare vita. Sapevo cosa significasse avere un figlio. Un figlio tu mi insegni ti cambia la vita. Ed io con tutta sincerità non volevo cambiare quel tipo di vita che tanto avevo desiderato. Con la donna con la quale avevo sognato per anni di condividere tutto quello che stavamo condividendo.
E’ chiaro che se lei mi avesse espresso con determinazione che quella vita non le bastava più, che voleva necessariamente un figlio per poter continuare ad essere felice mi avrebbe per forza di cose messo di fronte ad una scelta. E sono certo che avrei optato per la scelta di avere un figlio. D’altra parte la mia vita, quella che conducevo, era speciale perchè la vivevo con lei. Se non avessi più avuto lei con chi avrei potuto condividere tutte quelle gioie ? Inoltre non ero un mostro senza amore. Come quasi tutti gli uomini anch’io avrei sentito la paternità dopo la nascita e di certo sarei stato rapito dall’amore per tuo figlio.
Proprio ieri ho incontrato un mio amico che non vedevo da tempo. Mi ha chiesto come stessi dopo la “batosta”. E tra le tante cose mi ha confidato che la moglie dopo il primo figlio ha “preteso” dopo 10 anni il secondo figlio. Lui non era d’accordo ma ha dovuto arrendersi alla sua determinazione. Al fatto che lei lo avesse minacciato di andarsene da casa. Bè a parr mio non è corretto il comportamento della moglie. Non puoi imporre la tua volontà anche di fronte al desiderio di un figlio. Per di più il secondo. O così o me ne vado. Anche quello non è amore secondo me. Ma solo puro egoismo. Eppure lui ha ceduto e sai perchè ? Per lasciarla tranquilla, per non farsi più “rompere le scatole”.
Io non sono così Aleba. I sono per i rapporti leali e sinceri. Dove vige l’Amore.
Certo concordo con te che mia moglie abbia trovato nel momento di maggior crisi una persona con cui sfogarsi, a cui confidare i propri disagi. Una persona che conosceva da tempo e di cui probabilmente si è innamorata.
E’ chiaro Aleba io ho sbagliato e mi sento maledettamente in colpa per questo. Ma lei ? D’altra parte l’evidenza dei fatti è che io nel momento in cui lei mi ha semplicemente comunicato l’intenzione di prendere alcuni giorni di riflessione ho fatto immediatamente marcia indietro sulla mia decisione. Proponendogli di riprendere il discorso sul figlio e dichiarandomi pronto ad affrontare la paternità.
D’altra parte come ti ho scritto in precedenza era da un paio di anni che stavo lavorando su me stesso per risolvere il problema. Per cercare di superare il discorso legato al cambiamento di vita. Ho fatto di tutto per farglielo capire ma lei non ha voluto sentire ragioni.
Mi domando e dico a questo punto dov’è tutto questo Amore allora ? Questo Amore che si sfalda di fronte alla prima…..
Aleba… (segue)
…vera difficoltà. Mi viene da pensare cosa sarebbe successo se dopo leventuale nascita di nostro figlio ci fossero state divergenze di opinione sull’approcccio alla sua crescita.
Certo mia moglie non era il tipo di persona come la tua collega. Assolutamente no. Non ha mai fatto e non avrebbe mai fatto cose simili.
Aleba, purtroppo mi rendo conto di avr commesso il più grave errore della mia vita. Quello di aver dato per scontato un amore che mi sembrava perfetto E di aver sottovalutato una sua esigenza. Quella di avere un figlio. Non mi aspettavo davvero che si arrivasse a tanto. Credevo che un grande disagio avrebbe portato ad esprimerlo con tanta tanta determinazione. Invece lei si è chiusa in se stessa aspettando un mio cambiamento che non arrivava.
Faccio fatica a capire e sto tuttora male. Ma male davvero tanto dentro. Perchè mi sento svuotato di tutto senza più stimoli e scopi per il futuro. Sento di aver buttato al vento l’occasione della mia vita. Quella per la quale avevo tanto lottato. E nel tempo stesso sono deluso e amareggiat dal comportamento di lei che non ha tenuto conto di me di come potessi stare della mia sofferenza.
Sai Aleba io non ho mai pensato durante tutto il mio rapporto con lei a lasciarla. Mai e dico mai. Per me il sentimento quando nasce ed è vero non può morire. Ma soprattutto quando nasce un sentimento non posso tradirlo nascondendo alla persona per cui provo Amore qualsiasi cosa.
Sai Aleba. L’esempio di un lupo mi calza a pennello. Come loro ho sempre mantenuto la mia identità personale. Anche se a differenza di loro non sono prettamente per la vita di gruppo. Mi piace vivere e relazionarmi con gli altri ma non amo le comitive. Preferisco la compagnia di poche persone vere. Questo è uno dei motivi della mia grande sofferenza attuale. Il sentirmi solo in mezzo a tanta gente. Mentre trovo compagnia quando sono a contatto con poche persone di cui conoso e apprezzo sincerità e lealtà i miei amici in particolare e i miei genitori.
Prima avevo accomunato a loro anche mia moglie. La ritenevo forse anche migliore di essi e capisci bene quindi quanto tutto questo che è successo mi abbia causato il dolore che sto vivendo.
Leggendo quello che hai scritto mi sento sempre più distante da tuo marito. Una persona che vedo molto lontana dal mio modo di essere. Quando hai scritto dei regali mi è venuto semplicemente da piangere. Ma come ci si può comportare a questo modo ? Mi fido anch’io di quello che scrivi e legendoti mi sento di condannarlo in pieno per troppe cose che ti ha fatto.
Io purtroppo nonostante tutto non riesco a provare rabbia per mia moglie. Nonostante sia certo che lei non abbia fatto altro che aggrapparsi ad un’altra persona cancellando di fatto quanto di buono è esistito ed esisteva nel nostro rapporto. Ormai non so cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. So soltanto che io avevo sposato mia moglie perche la amavo e volevo vivere con lei a prescindere dalla nascita……
Ciao Fuori dal Coro, bello che ti calzi l’esempio del lupo. Inoltre ti si addice più di quanto pensi perchè loro, i lupi, non sono per le comitive. Sono gruppi sociali ristretti dove vigono il rispetto, la lealtà e la stima reciproci. Sono animali, certo, il comportamento è semplice e istintivo..eppure una famiglia di lupi avrebbe tanto da insegnare alle famiglie umane.
Parlare di avere un figlio non significa dirti “io vorrei un figlio.” punto e basta. Quando la voglia di avere un bambino è diventata incalzante, avrebbe dovuto coinvolgerti, parlarti con delicatezza ma anche con molta sicurezza di sè stessa. Piuttosto che accettare un figlio perchè lei non rompa le scatole, sarebbe stato meglio non farlo. E’ evidente che le relazioni sono quasi sempre sbilanciate e che spesso si privilegia il non essere rotti le scatole piuttosto che sbrogliare la matassa. Avrebbe dovuto fidarsi di te, del vostro amore. Avrebbe dovuto condurti per mano nel desiderio di diventare papà, stimolando il dialogo, fantasticando su quante nuove cose in tre avreste potuto fare. I figli cambiano la vita, è vero, e mi ricordo ad una serta del corso preparto che l’ostetrica disse: attenzione perchè se i figli sono in grado di unire la coppia, molto spesso capita che la dividano. Tutto sta in quello che hai detto tu, Fuori dal Coro: conoscere sè stessi e esprimersi. Non troncare i discorsi, non evitare di parlare anche delle cose più dolorose. Se si parla con la voglia di risolvere e non solo per recriminare, non serve neppure alzare la voce.
Tante volte conoscenti o mamme di compagni di asilo di mia figlia mi hanno chiesto perchè ne avevo solo una. Io rispondevo che mi sarebbe piaciuto molto, ma che non ne avrei avuti altri. Tutte mi si allarmavano, perchè? perchè niente più figli??? I figli bisogna volerli in due, bisogna amare in modo pieno a 360° la persona che genitore con noi. Non si può fare un figlio tanto per farlo, perchè è bella la famiglia numerosa o perchè è per la società è giusto. Mia figlia è un dono, davvero! penso che dopo tanto cieco vagare ho trovato la mia missione in questa vita, ed è quella di condurre mia figlia ad essere un adulto cosciente di esistere. Ti dico però, che con il senno di oggi riguardando ai tempi della gravidanza, avrei dovuto non fargliela riconoscere la figlia. Lui le vuole bene, ne sono certa e penso che soffra nel non vederla. Ma vedi anche con lei si relaziona in modo sbagliato, sembra che il bambino sia lui. Non lo dico perchè io sono la mamma e penso di avere sempre ragione, lo dico per le cose che ho visto con i miei occhi. Come ha sempre fatto con me, faceva con la bimba.
Tu Voce dal Coro ti flagelli troppo. Anche io, tuttora, mi sento in qualche modo di aver gettato via tutto..poi rifletto e riporto bene nella mente: io sono stata gettata via. Ho preso atto e mi sono tolta dai piedi, riprendendo di fatto il rapporto con me stessa. Tu non hai gettato via, caso mai tua moglie non ha saputo apprezzare l’uomo che aveva
Forse sbaglio a essere così netta, ma non credo: tu non hai sprecato, purtroppo hai dato pensato che tutto filasse liscio, ma tu stesso dichiari che nulla era trapelato prima. Tu stesso dici che gli amici comuni non avevano notato cambiamenti. Lei ha maturato da sola la scelta di andarsene. Non capisco come si faccia ad avere tanto amore fra le mani, un amore sano disponibile e leale e non fidarsi del fatto che qualsiasi questione sarebbe superabile in due.
Fuori dal Coro, non ti aiuta continuare a pensare a ciò che hai perso. Tu hai vissuto una bellissima storia d’amore, tu hai avuto per un lungo periodo una vita che amavi. Cerca di non fare solo pensieri negativi, e di non concentrarti solo sul fatto che tu saresti stato pronto ad avere un figlio da lei. Per come stanno le cose adesso, questo è improbabile. Rimuginare tanto tempo su cose improbabili non è proprio l’ideale per superare il dolore. Ciò che non puoi cambiare, non potrai cambiarlo mai. Ti auguro di guardare avanti, di fare piccoli sani pensieri positivi su come potrebbe essere la tua vita giorno dopo giorno, io credo che i tasselli si incastrano un pò per volta e poi vedrai che forse il quadro che ne uscirà sarà da mozzare il fiato e nemmeno paragonabile a quello che avevi in mente tu.
Baci
Non lo so Aleba. Non lo so. So solo che al momento non riesco a fare nulla. Mi spiego meglio: cerco di fare qualsiasi cosa. Cerco di non rimanere in casa a guardare il soffitto. Cerco di uscire, anche con altre persone, anche donne che alla fine sanno apprezzarmi per quel che sono. Ma qualsiasi cosa faccio mi suona come un tormento. Perchè vedi Aleba, a differenza della tua storia, ogni giorno che vivevo con mia moglie era un bel giorno. Durante la nostra vita di coppia non abbiamo fatto nulla che non possa definirsi “bello”. Vivevamo di sole cose belle, pulite, reali.
E quindi per me adesso guardare il campanile di una chiesa è un tormento. Anche entrare in una chiesa è un tormento. Pensare che anche se non siamo mai stati ferventi credenti ne visitavamo tante con rispetto. Spesso senza neanche parlarci accendevamo dei lumini, ben sapendo che lo facevamo per i nostri cari, per la loro salute e per la nostra felicità. Non ce lo dicevamo ma sapevamo che era così. E ci parlavamo, ci indicavamo le belle cose, i bei dipinti. Ammiravamo i bei tramonti estasiati di tanta bellezza. E spesso si contemplava il cielo stellato compiacendoci di quanto fosse fantastico l’universo. Non abbiamo mai usato parolacce nei nostri dialoghi e vivevamo ogni giorno come un nuovo giorno. Non ho mai visto cattiveria in nessuno dei due.
Lei dice di aver sofferto la mia personalità. Eppure Aleba riflettevo l’altro ieri che: lei mi ha scelto. Io l’ho conosciuta per strada le lasciai il numero di telefono e lei mi chiamo dopo un paio di mesi. Ci mettemmo insieme scegliendomi lei come fidanzato, e lei mi scelse come marito, lei se ne è andata di casa e lei mi ha chiesto un figlio e lei mi ha chiesto la separazione. Io semplicemnte stavo bene con lei, non desideravo altro che stare con lei, da fidanzato, da sposato o da convivente. Solo che a differenza di lei ho fatto tutto per gradi. Mi sono innamorato pian piano di lei, mettendo ogni giorno un palla di cemento armato sulla nostra storia. Io l’ho sposata sapendo che il cemento era ormai saldo per fare un passo del genere. Io mi sentivo un tutt’uno con lei. Non esisteva altro se non i miei genitori e qualche passione innocente. Per il resto le ho sempre proposto cose belle. Cercando di fuggire il
più possibile dalle cose negative che proponeva la soietà di oggi.
Mi chiedo quanto il desidertio di un figlio possa influire su tutto questo, quando un marito che si sente ancora di vivere in libertà con la propria moglie possa essere considerato un immaturo.
Eppure durante questi due anni er farle capire quanto si può cambiare sotto certi aspetti l’ho portata a vedere il film “Immaturi”. Tra gli interpreti Raoul Bova che interpreta la parte di un uomo convivente con la compagna che è un po’ come me: restio alla paternità. Psichiatra e amante dei viaggi da condividere con la compagna. All’indomani della scoperta della gravidanza della sua compagna va in crisi. Mentre lei è felice, lui è turbata. Lei dice chiaramente che non….
Aleba….(segue)
….che nonintende abortire. Lui non se la sente e…scappa. va via dicendo che un figlio non lo vuole. Nel film il protagonista vive un periodo di crisi esistenziale. Si rende conto di non sapere cosa vuole. La paternità lo turba e fondamentalmente ne fugge. Ma alla fine riflette, ci pensa e torna da lei con la convinzione di essere pronto a intraprendere il ruolo di genitore. Pensa lei, la compagna, quanto possa essersi sentita denigrata come donna quando lui rifiuta il ruolo di genitore. Eppure lo capisce, lo persona e tornano insieme.
Ho fatto anche questo per far capire a mia moglie quanti problemi possano nascere in seguito alla nascita di un bambino. Ma lei sembra non voler capire. Ha solo in testa il fatto che io l’abbia fatta soffrire in quanto le rifiutavo la maternità, sostenendo che questo fatto l’abbia allontanata da me. Io ormai non penso che sia la verità vera. Credo che lei si sia lasciata abbindolare da un’altra persona che in un suo momento di crisi dovuto anche all’imminente intervento alla tiroide le abbia fatto vedere il mondo in maniera diversa. Eppure il mondo è sempre lo stesso. Forse lei ha avuto vogli di sperimentare nuove cose non so. Mi pare strano tutto questo conoscendo lei. Conoscendo quando ha tenuto al nostro rapporto e quanto per lei è stato importante.
Non capisco cosa sia successo nel suo cervello. Ok l’attrazione per un altro uomo. Comunque siamo stati bene insieme. Abbiamo vissuto momenti magici, momenti belli e mai ci sono stati momenti di crisi se non quella degli ultimi mesi che ha portato alla separazione. Non sto nel suo cervello. Ma mi piacerebbe sapere come possa aver camncellato ogni momento della nostra vita. Io la vedevo sempre contenta, felice di far le cose insieme a me. Può essere che un altro uomo le abbia fatto perdere la testa in maniera così forte da cancellare dalla sua mente ogni ricordo della nostra storia ? Io non ne sono capace. Non ne sarei capace. Dovrei aver sofferto tantissimo per fare ciò. Ma io onestamente, nonostante lei continui a dire di aver sofferto non ho visto in lei una sofferenza tale.
Io cerco di guardare avanti Aleba. Ma avanti vedo solo buio. E soprattutto non mi fido. Non mi fido più di nulla. Sai Aleba, per quanto poss aver commeso degli errori ho sempre agito con sincerità. Con estrema sincerità. Senza imporre nulla. Dicendo solo la mia. Non so al giorno d’oggi quante persone leali e sincere esistano. Credo siano molto poche. Ed iuo oggettivamente non mi lascerei scappare una persona sincera e leale. Una persona sulla quale sai di saper contare. Poi nessuno è perfetto e nel matrimonio tu mi insegni ci sono spesso ostacoli da sormontare. Onestamente a differenza di te io ho conosciuto una persona buona con grande capacità di amare ma nello stesso tempo una donna che si è rivelata priva di scrupoli che è scappata accantonando tutto. Mettendo un macigno sul suo passato. Eppure lei era entrata a far parte della mia vita, della mia famiglia…..
Fuori dal Coro, mi hai descritto una relazione a dir poco idilliaca. Faccio fatica a calarmi in una situazione talmente rosea, vivere al fianco di un uomo che non dice bianco pensando nero e tu ti fidi che vada bene il bianco per poi prenderti della stupida inadeguata perchè non avevi capito che era una specie di esame per verificare se ti rendevi conto che in realtà voleva dire nero. Nella vita ti possono arrivare delle mazzate madornali, ti puoi ritrovare schiacciato da malattie, incidenti, gravi problemi lavorativi. Questi sono minacce più o meno pesanti che arrivano da fuori, che si abbattono sulla porta di casa e premono nel tentativo di sfondarla per distruggere l’esistenza. Sono eventi che non si possono evitare, piovono addosso con la potenza distruttiva di un tifone, senza verificare prima se siamo preparati all’uragano. L’unica possibile protezione che abbiamo è l’amore. Amore per la vita, per il nostro essere vivi, per la nostra identià di persone, amore per i genitori, per i figli, amore per un marito o per una moglie. L’amore, l’amore incondizionato per me è l’unico mezzo per superare ogni ostacolo, l’unico bene che non perde il suo significato con la morte. Io ho imparato che l’amore incondizionato non è possibile quando si ama un adulto, quando si parla di amore di coppia. Le condizioni ci sono sempre, sono sottintese o sono esplicite, ma ci sono sempre. Quando vengono disattese le condizioni che avevamo più o meno chiaramente posto, l’amore comincia a non autoalimentarsi più. Deperisce, annaspa. Ci sono prezzi da pagare troppo alti per mantenere in vita un amore che ha perso le sue condizioni di base. L’amore si trasforma in rabbia, odio. Per superare la rabbia è necessario un allontanamento spirituale e fisico. Leggendo i tratti della tua storia d’amore mi viene da pensare che “Chi ha i denti non ha il pane…e chi ha il pane non ha i denti”. Per capire avrei bisogno di parlare con questa donna, di sapere da donna a donna cosa ribolliva nel fondo del suo stomaco. Cosa non è riuscita a rivelarti seppellendolo dentro di sè fino a farlo diventare così opprimente da doverti lasciare per liberarsene. La voglia di maternità in contrasto con il rapporto con te che era talmente perfetto senza figli, e se poi quella perfezione fosse precipitata nella distruzione totale? La descrivi come buona e amorevole, ma anche priva di scrupoli. Forse era tanto insicura, incapace di prendere una posizione netta nella famiglia. Forse ha lasciato che tutto gli scivolasse fra le mani mentre stringeva sempre più forte per trattenerlo. Ha guardato altrove, anche la luce di un fiammifero può essere una guida potente quando sei nel buio assoluto. Forse lei non aveva capito che il buio era dentro sè stessa, forse doveva allungare la mano fino a prendere la tua, forse a quel punto tu l’avresti riportata fuori dove il sole scalda e illumina dolcemente allontanando le paure. Il cerino non le sarebbe servito. Sono forse, sono ipotesi. Altro non posso fare.
Aleba
Grazie anzitutto per il tuo post. Oggi sono triste. Molto triste. Ieri, non so perchè, ho voluto sentire mia moglie. Le ho telefonato. Le ho chiesto come stava, le ho detto che mi mancava, le ho chiesto se era giusto che fossimo arrivati a questo punto, se era giusto davvero separarci.
Mi ha detto tante cose, che sono un egoista, che non ho mai pensato agli altri, che tuttora sono la stessa persona, mi ha detto che non facevamo una vita sana, mi ha detto che la colpa della fine del nostro rapporto è solo la mia, che non ho mai accettato il suo lavoro, che imponevo le mie idee, che non l’ho mai considerata, che stavo con lei perchè avevo una persona che faceva tutto, che lavava e che stirava e che soprattutto pensavo alle mie cose senza interessarmi di capirla.
Non ho avuto neanche la forza di risponderle se non cercare di ricordarle le cose che facevamo insieme e come queste cose avrebbero potuto essere confuse con tutto quello che lei mi ha detto.
Aleba io mi ricordo tante cose del nostro rapporto e gliele ho ricordate. Sto sforzandomi di capire cosa voglia dire essere egoisti così come non pensare agli altri. Io durante tutta la mia vita mi sono sempre mostrato disponibile nei confronti di tutti. Ho dato il mio aiuto quando serviva. Non sono mai andato in vacanza sotto le feste di Natale perché sapevo di facere piacere alle nostre famiglie passando le feste insieme a loro. Disponibilità estrema quando ci sono state necessità. Nottate ai miei genitori quando entrambi erano ricoverati in ospedale per un incidente stradale. Lei stessa mi definiva parlando di me agli altri come una persona molto disponibile e che spesso aiutava gli altri senza chiedere mai compensi in cambio. Le chiesi di andare a vivere fuori perché non sopportavo il caos cittadino. Le dissi che era sempre stato un mio sogno spostarmi dalla città per un posto dove regnava la tranquillità. Qualsiasi cosa che facevo ne parlavo con lei, qualsiasi decisione la prendevamo insieme. Un invito a cena, un andare a vedere la partita, un acquisto era sempre oggetto di dialogo con lei. Non facevo nulla senza averla prima interpellata.
Non è vero che non accettavo il suo lavoro. A volte ero contrariato perche faceva sempre tardi quando avrei voluto che dedicasse meno tempo al lavoro e più tempo a noi. Così come ero contrariato quando almeno tre volte la settimana voleva passare a trovare i suoi facendoci tornare a casa sempre tardi. Mi ha detto che non facevamo una vita sana. Si è vero, ci sorbivamo qualche chilometro di troppo. Ma vivevamo in montagna, tra la quiete, senza caos, immersi nella natura. Non ho mai imposto le mie idee. Sostenevo le mie non pretendendo di cambiare quelle altrui, tantomeno le sue. Ma ero sempre pronto al dialogo. Si sotenevo le mie idee ma non davo adosso agli altri. Mi ha dato la colpa della fine del rapporto quando è stata lei ad andarsene di casa tradendomi con un’altra persona. Con che faccia dice che è colpa mia ?
E’ vero lei lavava, stirava….
…faceva le faccende domestiche. Ma l’ho sempre apprezzata per questo. Ho sempre parlato bene di lei di fronte a chiunque. Non capisco perchè dice ciò. In pratica cara Alena mi sta rovesciando tutto il nostro vissuto. Tutto quello che di me gli stava bene improvvisamente è diventato qualcosa per cui attaccarmi.
Perchè secondo te una donna fa tutto questo ? Io ho l’impressione che questo atteggiamento sia dovuto al fatto che lei sentendosi in colpa per essersene andata con un altro uomo tenda a scaricare le responsabilità della fine del nostro rapporto su di me.
Ma chi è secondo te l’egoista tra noi due ? Io che ho sempre agito con sincerità, dicendo sempre quello che pensavo e, soprattutto, esclusivamente tra le mura domestiche. Oppure lei che per un certo periodo ha vissuto una storia parallela e se nè è andata improvvisamente di casa abbadndondandomi al mio destino senza farsi il minimo scrupolo. Da quando è andata via non ha mai fatto una telefonata ai miei genitori. Mentre io sono subito andato dai miei suoceri a crecare di spiegare le cose. Gli stessi miei suoceri, persone per bene, non si sono degnati di fare uno squillo ai miei genitori.
Ma perchè tutto questo ? Io credo che chi abbia la coscienza pulita non può sparire completamente da chi è stata la tua seconda famiglia per quasi 20 anni. Soprattutto se come dici la colpa della fine del rapporto è solo mia.
Sono triste Aleba, tristissimo dentro. Vivo con la morte nel cuore perchè mi sento deluso, amareggiato, colpito a morte dalla persona a cui credevi.
Durante la telefonata è stata capace di rinfacciarmi una frase non proprio ortodossa che debbo aver pronunciato in un momento di rabbia. Ma a te Aleba non è mai capitato mai di dire al tuo compagno un frase che era meglio non dire ? Credo che durante la mia vita matrimoniale me ne siano capitate tre o quattro al massimo e dette sempre come consguenza di qualche azione. Ma si può basare una seprazione su questo.
Tu dici che vorresti parlare con lei. Lei ti direbbe questo che ti sto dicfendo io. Non sto falsando una virgola di quanto lei dice. E sono molto obiettivo su me stesso. Mi sto analizzando ogni minimo errore.
Però tra gli errori non figura da parte mia il tradimento. Quanto peso ha in un rapporto il tradimento del proprio partner ? Per me è mancanza di rispeto, di amore, di stima, di tutto. E’ minare la fiducia, le fondamenta di un rapporto. Ma perchè ?
Buona giornata Aleba
Fuori dal Coro: “Io ho l’impressione che questo atteggiamento sia dovuto al fatto che lei sentendosi in colpa per essersene andata con un altro uomo tenda a scaricare le responsabilità della fine del nostro rapporto su di me.” Anche secondo me si tratta di qualcosa del genere. Credo che tua moglie abbia grandi difficoltà ad ammettere la sua responsabilità. Come si può rinnegare qualcosa che rasenta la perfezione. Forse si trattava di una perfezione che però a lei non calzava, o non le calzava più da quando aveva maturato il desiderio di un figlio. La mancanza di comunicazione, vera, schietta, diretta e coerenze, questa è la ragione della piega che ha preso il vostro rapporto. Tu eri convinto che andasse tutto bene, nonostante ti mostrassi contrariato per alcune cose. Ma questo è normale! L’importante è parlarne in maniera obiettiva, valutare insieme davvero. Forse, ipotizzo, lei non si esprimeva, accumulava e nel frattempo viveva male senza dimostrarlo. Certo è che l’amore può anche trasformarsi e finire, non siamo Angeli puri, siamo umani….ma visto che non finisce in un secondo, bisogna aver avuto modo di manifestare disagio, fastidio, nervosismo. Fuori dal Coro tua moglie non esprimeva malessere, piuttosto sembrava felice di stare con te in ogni occasione…eppure non era soddisfatta. Amare riamati, vivere una relazione che soddisfa esclude a priori la possibilità ad un terzo di mettere radici.
Che ora tua moglia stia sputando su tutto è la prova che neppure lei ha capito cosa esattamente non le andasse a genio nella vostra vita. Prima tutto benissimo, improvvisamente tutto malissimo.
Vorrei avere delle parole magiche per cancellare i dubbi e rivelare risposte, invece ci sono cose che resteranno inspiegabili per il semplice fatto che sono fuori dalla portata della nostra volontà. Certo avrebbe più senso se chiudendo una relazione si potesse avere il rapporto dettagliato, veritiero e non di parte di cosa sia effettivamente successo giorno dopo giorno (alcuni..come me..hanno fin troppi dettagli!!!) lungo la strada verso la separazione. Sai Fuori dal Coro, posso dirti come la vedo (sempre filtrato attraverso i miei 17 anni di vita di coppia). A me non interessa più che lui capisca, che riconosca, che prenda coscienza. Ho spiegato in mille modi, ho ragionato sui nostri problemi da tutte le angolazioni possibili, mi sono messa nei suoi panni, ho mostrato estrema comprensione, ho superato le sue aggressioni verbali e fisiche, ne ho parlato con lui esprimendo con il cuore in mano il mio estremo malessere. Gli ho chiesto di aprire gli occhi, i toccare con mano la donna che aveva davanti. Ho superato prove assurde e improponibili, eppure per lui il dato di fatto era uno e uno soltanto, lui aveva ragione e io avevo torto. Quella sbagliata ero io, lui era il giusto.
Ritengo sia inutile addentrarsi nel cervello di una persona che rifiuta di accompagnarci guidandoci tra i neuroni. Meglio pensare al proprio cervello/cuore.
La tristezza per le cose perdute, per ciò che avrebbe potuto essere…
Lo so che fa male, anche io ho la malinconia seduta di fianco spesso.
La tengo per mano, le mostro i motivi per i quali non ha potuto essere felicità. Io ero impotente nel corso della mia storia….la felicità non era contemplata se non in sogno. E’ facile aggrapparsi ai sogni, ma fa male…un male immenso quando perdi la presa e cadi rovinosamente. Vorrei poterti aiutare, mi dispiace.
Aleba
Aleba
Nessuno mi può aiutare purtroppo. Neanche tu. Anche se con le tue parole cogli le problematiche. Purtroppo ciò che provo ogni giorno è incredibile. Così come è incredibile il comportamento di mia moglie. Come caspita si può covare dentro tanto malessere. Eppure siamo dotati di cinque sensi che andrebbero sfruttati meglio durante la vita.
La voce, le parole per esprimere ciò che si vuole: voglio un gelato, voglio mangiare, voglio bere, se non prendo la medicina muoio.
Non esiste che un’altra persona debba “capire”. Non è detto che una persona sia in grado di “capire” dagli sguardi, dalle espressioni. E non è detto che se uno non vuole una cosa sia un egoista.
Lei ha dato dell’egoista a me perchè non volevo un figlio e perchè non ho “capito” le sue esigenze.
Io invece penso che l’egoista sia lei. Che appena ha trovato chi le ha fatto perdere la testa se l’è svignata fregandosene altamente di chi le voleva bene davveo. Che voleva bene a lei a prescindere di un figlio.
Ha abbandonato colui che diceva di amare per un suo desiderio e per andarsene con un altro. Tradendo di fatto così l’uomo per il quale avevi giurato eterna fedeltà e amore.
Ti dico una cosa Aleba: quest’uomol, la terza persona non è uscita fuorui adesso. Lei la conosceva da lmeno 10 anni e sai come la penso ? Non si da spago ad un’alra persona mentre sei sposata.
Io non ho mai dato spago a nessuno. Eppure anche se non avevo desiderio di un figlio come uomo avrei avuto qualche motivo per dare spago a chi si era innamorato di me. Ma ioamavo mia moglie e se c’era qualche problema pensavo di risolverlo…con lei…a casa.
Poi domani ti spiego meglio quali erano questi problemi per i quali anch’io avrei potuto cedere alla tentazione di un’altra donna.
ma io non l’ho fatto per Amore, per rispetto, per fiducia, per lealtà.
Alla faccia delle sue insoddisfazioni!
Scusa lo sfogo
A domani
Caro Fuori dal Coro, anche io non comprendo come si faccia a non parlare. Io ho vissuto con una persona che è un contrasto vivente, un bastian contrario. Io amavo e mai mi sarei sognata di dare spago a qualcuno. Per me esisteva solo lui, la nostra vita, la nostra casa. La spesa, gli accessori, le pulizie, il bucato. Lui, le sue paranoie, i suoi abissi di vuoto da colmare. Era la mia missione. Tante volte quando uscivo dal lavoro non vedevo l’ora di arrivare a casa, per vederlo e stare insieme. Ascoltavo con partecipazione il racconto della sua giornata e avevo sempre parole di incoraggiamento. Stirare le sue camice, riordinare i suoi cassetti per me era una gioia.Questo nel quotidiano, poi c’erano le disgrazie…come il suo patrigno che è stato due anni in ospedale e altri due in casa di riposo. Un anno intero fare le notti, per dare sollievo a lui, perchè gli volevo bene…e la mattina andare in ufficio. Durante l’ultimo mese di gravidanza, che finalmente ero entrata nel congedo di maternità, tutte le mattine mi alzavo prestissimo (nonostante fossi sfinita) gli facevo la colazione, poi andavo al mercato a prendere il pesce fresco (che lui adora) e gli preparavo manicaretti per pranzo e per cena. Sapevo che una volta arrivata la bimba avrei avuto meno tempo per viziare lui, quindi avevo deciso di farlo intensamente quel mese che ero a casa. Per me lui cosa ha fatto? NIENTE! Certo, mi ha dato un tetto, ma ribadisco che ho pagato caro l’affitto di quelle mura. Se gli chiedevo di andare a comprare il latte…un dramma. Se stavo male e gli chiedevo di andare dal mio medico a ritirare la ricetta per le medicine e passare in farmacia: guai! dovevo uscire con la frebbre, perchè erano fatti miei. Lo stesso quando stavo male, potevo riposare a letto per un paio d’ore, poi si seccava e cominciava a recriminare fino a che mi alzavo e tornavo ad occuparmi di lui. Mi ricordo un suo compleanno, io avevo preparato l’aperitivo nel frighetto portatile per andare in riva al fiume in un parco naturale a brindare noi due. Calici in vetro, stuzzichini e cartizze. Però qualche ora prima che lui rientrasse mi sentii male. Quando arrivò gli dissi che non me la sentivo di festeggiare (visto come ero presa), lui andò in crisi! E’ il mio compleanno, tu non mi ami!! si arrabbiò…io la stronza che si ammala proprio il giorno del suo compleanno. Andai al fiume lo stesso, dovetti chiedergli di fermare la macchina più volte per vomitare sul ciglio della strada. Parlarne è stato inutile! Inutile cercare di ragionarci, perchè nella sua memoria resta il punto nero: io gli rovino i compleanni. Quell’amore è diventato una zavorra, una fatica fisica e mentale che mi ha pure fatta ammalare. Le carte in tavola c’erano tutte da parte mia. Lui sputava su quelle carte e ci metteva il suo schifoso timbro: chi sei tu? non sei nessuno, non siamo mica sposati, non ti devo niente. Stupida ingenua, illusa che l’amore può tutto, che smuove le montagne! Il mio amore mi stava affondando…..
…e io mi stavo lasciando annegare. Tutto inutile, tutto nel vuoto! Mi sono resa conto che ero sola, maledettamente sola a piangere tutte le notti con la tachicardia per due anni di seguito. A chiedermi perchè, che diritto aveva di accusarmi in continuazione di lasciarlo solo…quando in realtà ero io ad essere sola. Sola anche mentro ero sul divano con lui. Sola a tavola durante i pasti. Sola a letto…con lui che toglieva stizzito il piede se solo lo sfioravo per sbaglio…fino a quando non aveva bisogno lui che io confermassi il mio amore anche a letto. A pensarci oggi mi rendo conto della mia enorme colpa. Quando ogni tentativo di fare chiarezza viene respinto, quando la matematica diventa un’opinione incoerente, quando l’italiano diventa indecifrabile più del cinese….vuol dire che non ha senso, che la strada è sbagliata, che bisogna lasciare che la bomba esploda e poi raccogliere i pezzi. Scusa Fuori dal Coro se finisco sempre con il parlare di me. Non so quanto ti possa servire. A messa, domenica scorsa, mi ha colpita molto l’omelia. Il parroco ha esordito con un bel “Date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio”….Siamo persone, esseri umani che vivono in questo mondo in questo tempo. Ha detto “non crediate di essere bravi cristiani perchè venite a messa!” Gesù ci ha chiesto di onorare Cesare essendo bravi cittadini, rispettando le leggi, l’ambiente e il prossimo. Mentre dare a Dio quello che è di Dio significa essere sè stessi pienamente, conoscersi intimamente e volersi bene, adoperarsi per crescere, per diventare ciò che Dio sperava noi diventassimo. Essere sordi e ciechi di fronte alla vita è molto triste. Possiamo scegliere e per farlo dobbiamo mettere in primo piano l’amore per noi stessi. Io non sono una fervente cattolica, ma credo nella vita. Credo che sia preziosa e che vada alimentata non solo di cibo, ma di energia vitale.
Aleba
Invece no Aleba. Le tue parole, i tuoi racconti su come vivevi la tua vita con il tuo compagno mi invitano a fare confronti a capire se e dove sbagliavo, se potevo in qualche modo essere simile a lui. No.
Non credo proprio di essermi comportato come il tuo compagno si comportava con te. Mai dette ho fatte cose del genere. Addirittura la storia del suo compleanno mi ha stordito. Tu stavi male e ti accusava di stare male il giorno del suo compleanno. Ma chi hai sposato un dinosauro ?
E tu lo amavi ancora nonostnate tutto. Bah. Io avrò fatto i miei errori. Sarà anche capitato di dare una risposta sbagliata (forse tre o quattro in tutta la nostra vita matrimoniale). Mi sento colpevole solo i non avrle dato un figlio e di non aver capito la sua sofferenza che, lo ripeto fino alla noia, lei mi ha celato.
L?altro giorno l’ho sentita al telefono. Mi ha ripetuto per l’ennesima volta che la fine del nostro rapporto è dipesa da me. E’ colpa mia. Perchè io, a suo parere, non penso agli altri, penso solo a me stesso.
Eppure con un altro c’è andata lei. Ed io l’ho coperta. Non ho detto niente a nessuno. Mi sono tenuta tutto dentro di me, quando avrei potuto “sputtanarla” di fronte a tutti. Invece no, l’ho “coperta” nella speranza che capisse quanto l’amavo. Ma invece di capire il mio gesto d’amore non ha fatto altro che farmi sentire in colpa. Come se la sua colpa, il tradimento, fosse cosa da nulla. Il mostro ero io. Quello che l’aveva fatta soffrire. L’uomo sincero, leale. Quello che non l’ha mai tradita, quello che non le ha mai detto una cosa per un’altra. Quello che c’era sempre.
Si è verp. A volte rivedo lei in te. Quando hai raccontato di quanto acquistavi il pesce e lo cucinavi per tuo marito. Si anche lei era così. Le piaceva prepararmi le cose che mi piacevano. Mi amava me lo dimostrava in tanti modi. Era una brava moglie, una brava donna di casa. Ma allora perchè si allontanva spesso da me. Perchè non mi cercavo come la cercavo io ? Può essere davvero, cara Aleba, che il rifiuto di fare un figlio possa avrle fatto calare l’attrazione verso di me ?
A volte davvero Aleba. Da quello che racconti rivedo mia moglie. Il suo modo di comportarsi amorevole nei miei confronti. Il voler stare sempre con me. Ma io non ero come il tuo compagno. Non facevo quello che faceva lui.
Mi maledico per non aver acconsentito a fare un figlio. Ma cosa posso fare se ne avevo paura. Se non riuscivo a superare questa cosa ? Io non volevo certo perdere mia moglie. Ma perchè non l’ha capito ? Perchè si è fissata così tanto che la richuiesta sarebbedovuta partire da me ? Perchè non mi ha messo un po’ con le spalle al muro ? Tutto sarebbe stato più semplice. La paura di perderla mi avrebbe fatto capire tante cose. E oggi sicuramente saremmo stati una coppia e una famiglia felice.
Io non capisco cara Aleba come mia moglie possa aver dimenticato tutti i momenti belli dela nostra vita. Quando ero vicino a lei con suo padre in sala rianimazione, vicino a lei….
Aleba …(segue)
…..quando lei era in sala operatoria, vicino a lei quando morì la sua cara zia, vicino a lei quando i suoi parenti più cari erano in ospedale. Vicino a lei quando le stavano danneggiando la casa di famiglia. Ma perchè questa rabbia verso di me per questa storia del figlio ?
Tu credi davvero che possa aver sofferto cpsì tanto da arrivare fino a questo punto ?
Eppure mi ricordo le sue parole quando ho scoperto che mi ha tradito: “mi ha fatto perdere la testa” mi disse. E fu come una coltellata al cuore. Che vuol dire “perdere la testa” ? La testa non si perde. Non era lei che poteva perdere la testa. Una persona che la testa l’aveva sulle spalle. Io la testa non l’ho mai persa e mai l’vrei potuta perdere. Perchè io amavo lei. E comunque avevo dentro un sentimento vero. Come si può perdere la testa per un altro/a quando hai un sentimento vero per tua moglie/marito ?
Si ok durante il matrimonio, la convivenza possono sorgere problemi. Ma a meno che non succeda come nel tuo caso come si può minimamente pensare di andare con un altro/a.
Sai a casa ho una foto in cui siamo ritratti insieme abbracciati. Lei in quella foto ha degli occhi fantastici. Da persona buona. All’indomani della stampa di quella foto che ha ormai quasi 4 anni pensavo che mai avrei potuto far del male ad una persona così. A una persona con quegli occhi buoni. E mai avrei pensato che quegli occhi così buon avrebbero potuto far del male a me. Eppure quegli occhi sono stati gli occhi di una persona che più mi ha fatto male nella mia vita. Che mi ha ferito al cuore. Che mi ha colpito a morte.
Sai Aleba pensavo che sarebbe stato più facile vincere al Superenalotto o morire improvvisamente a 40 anni piuttosto che subire una cosa del genere. Una cosa che fa male da moriere e dalla quale non credo ci si riprenda più.
Un bacio Aleba
Ciao Fuori dal Coro. La questione figlio ha un peso enorme sicuramente. L’errore di fondo che vi ha portati su strade separate, o meglio ha fatto imboccare a lei un percorso assurdo che l’ha fatta deviare rispetto alla coppia, è stato proprio il confronto mancato. Io non so se tua moglie si ponga dubbi sulla propria responsabilità, da come ti ha parlato per telefono sembrerebbe di no. Forse, se lei analizzasse a fondo la situazione, magari con l’aiuto di una persona competente, capirebbe l’errore. Ma bisogna prima interrogarsi dentro. Lei, a quanto ho capito da te ha avuto tutto senza doversi imporre, tranne un figlio. Il figlio era la cosa più importante, quel figlio che lei sapeva che tu non volevi… Proprio per l’importanza, per l’impatto enorme che ha sulla coppia, sulla famiglia, la nascita di un figlio lei avrebbe dovuto sollevare l’argomento in maniera decisa, metterti con le spalle al muro. Penso ti abbia sottovalutato. Un argomento così importante merita un impegno costante e anche pesante. Nel senso che avreste dovuto litigarci anche sul fatto del figlio, ma prima che lei si disamorasse di te…prima di covare malessere, di allontanarsi mentalmente e fisicamente. Fuori dal Coro, mi ha colpita il fatto che tu riveda lei in me. Io amo dedicarmi a chi amo, è un gioco di parole ma è quello che provo. Da adesso non lo farò più, non ad ogni costo. La mia dedizione per un altro adulto sarà direttamente proporzionale alla dedizione che riceverò. Eviterò accuratamente rapporti squilibrati, dare/avere devono pareggiare. Con mia figlia l’impegno è a fondo perduto, se avrò saputo seminare bene raccoglierò buoni frutti. Io rispetto a tua moglie ho tardato a riconoscere il quadro assurdo della mia storia ero cieca e sorda, lei ha reso tutto assurdo nel momento in cui ha deciso di privarsi di vista e udito.
Ribadisco, se io avessi avuto un uomo che anche solo mi avesse apertamente riconosciuta come la donna che voleva al suo fianco, se mi avesse dimostrato che era me che voleva io non avrei mai smesso di amarlo. Però oggi penso che avrebbe dovuto bastarmi la prima volta che mi ha detto “tu non sei nessuno” per fare le valige e andarmene senza spiegare. Come Ulisse con Polifemo…nessuno non fa danni, nessuno non può mancarti, nessuno è indifferente se resta o se va. Avrei dovuto andarmene.
Vedrai che ti riprenderai Fuori dal Coro, secondo me sei sulla strada giusta.
Bacione
Aleba
No Aleba. Non credo mi riprenderò. Se ciò dovesse accadere sarebbe perchè avrei trovato un’altra donna da amare e che mi ami.
Ma non so se questo avverrà mai.
Ho sempre pensato durante il corso della mia vita di essere diverso da tante persone. Sono uno che crede nei valori, nell’amicizia, nell’amore.
Quante persone conosci che hanno amicizie “vere” ultraquarantennali. E ripeto parlo di “Amicizie Vere” xon la A e la V maiuscole.
Sai Alebamio credevo in mia moglie. Credevo in lei come persona. A prescindere dall’Amore che provavo, a prescindere che fosse mia moglie.
Ma io credevo in lei. Fermamente. Dalla tua storia si evince che tua amassi tantissimo tuo marito. Ma non si evince quando realmente credessi in lui come persona.
Ecco la differenza di tutto sta qui. Io ho avuto diverse storie nella mia vita. Alcune durate anche tre, quattro anni. Ma non ho mai avuto la sensazione di “credere” in queste persone.
Con Lei, con mia moglie tutto è stato diverso. Lei era un punto di riferimento. Era il mio specchio, il mio confessore, il mio amico. La persona sulla quale non avrei messo in dubbio neanche una parola.
Eravamo io e lei Aleba. Non c’era cosa che non le nascondessi. E se c’era qualcosa che mi faceva felice, qualcosa che mi piaceva glielo confidavo. Non avevo segreti per Lei. Perchè credevo in Lei.
Un figlio è importante si Aleba è importante. Ma è comunque un’altra persona. Una persona che deve arrivare. Intanto ci siamo noi.
Io non ho mai detto a mia moglie “tu non sei nessuno”. Lei era la persona che veniva alla pari dei miei genitori.
Oggi uscire da solo o con amici o con un’altra donna ti fa sentire comunque solo. Si solo anche se sei in compagnia del tuo amico di oltre 40 anni. Perchè sei deluso Aleba. Deluso non dalla vita. La vita ti può aver già deluso tante volte. Sei deluso dalla persona in cui credi.
Fai conto che un fervente cattolico abbia la prova tangibile che Gesù Cristo non sia mai esistito. Sarebbe un colpo tremendo per chi crede davvero.
Aleba dici che ti ha colpito il fatto che io ti riveda in lei. Bè si da come ti descrivi lei era così. Si dedicava a me. Oltremisura. Però oggi dice che si è “annientata per me”. A mio parere chi ama davvero non si annienta. Ama e basta. Io amavo mia moglie ma non mi sono annientato. Non ho escluso le mie passioni ma niente veniva prima di lei. A meno che come ti ho detto spesso giudichi in una scala di valori il fatto di sentirsi partecipe emotivamente di fronte ad un evento calcistico della tua squadra del cuore. Altrimenti niente e nessuno veniva prima di lei. Anche se in fondo potevo apparire più freddo, più razionale.
Spesso anzi vedevo lei presa dal suo lavoro. E le ripetevo più volte che il mio lavoro non veniva prima di noi. Ma noi venivamo prima del lavoro.
No Aleba, non sono sulla buona strada. Dopo due anni la sogno ancora di notte, sogno le nostre magiche serate. Sogno semplicemente le nostre cene a casa. E scherzavamo Aleba sapessi quanto scherzavamo.
Aleba (segue)
…..”facevo le vocine” con lei e spesso anche mia suocera si divertiva quanto mi sentiva al telefono mentre in lontananza facevo “lo stupido”.
Se parli a mia moglie di “mettermi con le spalle al muro” ti risponderebbe che non si mette una persona con le spalle al muro per un figlio. Un figlio va desiderato. Deve essere frutto di Amore. Ma credo che Lei abbia confuso il mio “non volere cambiare vita” con la mancanza d’amore verso mio figlio.
Certo io le facevo notare che avere un figlio avrebbe causato problemi. Pressioni, pensieri, ansie. Tutte cose a cui non ero pronto. Conoscendo soprattutto come ero fatto. In quel momento lo confesso, vedevo un figlio “come un peso”. E lei credo lo abbia capito. E non ha voluto “infierire”. Non ha pensato minimamente al fatto che sono molti gli uomini che sentono la paternità dopo la nascita. Ha pensato di fronte ai miei discosri che “l’avrei lasciata sola” con il bambino. Ma quando mai ? Si è fatta scudo delle mie certezze. Accantonando quanto di buona ho fatto nella mia vita e soprattutto nei suoi confronti.
Certo Aleba che non mi tiro indietro di fronte alle mie responsabilità di fronte al fallimento del mio matrimonio. Però di certo non lo avrei buttato nella spazzatura di fronte a dei discorsi male impostati. Come ci si può disinamorare di un uomo o di una donna perchè magari vengono impostati discorsi sbagliati su un determinato argomento. Ma il resto non conta ?
No non credo di essere sulla strda giusta per riprendermi Aleba. Nonostante tutto ho dei grossi rimpianti per non aver saputo gestire dal mio punto di vista una storia importante come la nostra. Certo dall’altra parte ho dovuto subire un tradimento. Non è bello leggere un “Ti Amo” diretto ad un’alyra persona. Un’altra persona che si è intromessa nella coppia, nel matrimonio. So che oggi le cose vanno in un certo modo. Ma se io mi sono sposato vuol dire che credevo in me e in lei. E non erano certo dissapori o disaccordi sull’arrivo di un figlio che avrebbero permesso l’ingresso di un’altra persona tra me e mia moglie. No. Non è scritto nel mio Dna. E credevo non fosse scritto neanche nel suo.
Per quanto io possa aver sbagliato non ho falsato nulla. Ho fatto degli errori per carità. Ma sempre tra le quattro mura. Mai falsato nulla. La falsità, il tradimento, il covare dentro, sono tutte cose che ha creato lei. Ed oggi mi incolpa. Ben sapendo che di queste tre cose io non ne ho commesso alcuna. Lei si. Ma vuole uscirne pulita.
Nonostante tutto, nonostante io non abbia agito con falsità mi sento in colpa per un rapporto fallito. Spiegami come mai queesto Aleba.
Un bacione con affetto.
Io credevo in lui, ho creduto ciecamente e mi sono affidata all’amore che nutrivo per lui. Ti amo me lo ha detto solo le volte che è stato sul punto di perdermi. Io credevo in quelle parole, sono parole che hanno un peso enorme per me. Ti amo significa ti rispetto, ti stimo, ti considero degna di entrare anche nelle mie stanze buie fammi entrare nelle tue; ti amo significa sono con te, nella bene e nel male. Ci sarò nelle tue risate, ci sarò nei tuoi pianti. Ti amo significa che non sarai solo, mai! anche se fossimo distanti migliaia di km l’uno dall’altra, anche se la morte separerà i nostri corpi per sempre, il mio cuore continuerà ad amarti. Tutti credono in lui, fino a che lui non ha il sopravvento. Allora chiedono spiegazioni e lui chiude i rapporti. Mi ha delusa talmente tante volte, solo che le delusioni le vedo oggi…adesso che finalmente ho capito che non ero io a non essere adeguata alla famiglia. E’ lui che non sa neppure cosa sia una famiglia, che non sopporta gli oneri ma pretende gli onori. Ha avuto una brutta infanzia, e questo ha portato me ad avere molta pazienza e dolcezza con lui, il punto è che non sono mai stata riconosciuta per quello che sono. Lui non ha mai creduto in me e se questo all’inizio mi spronava a migliorarmi a smussare i miei difetti, nel tempo mi ha resa molto insicura. Per quanto facessi non era mai abbastanza per lui. Ogni mia iniziativa la smontava in partenza con critiche feroci sulle mie capacità…sabotava i miei progetti anche con azioni apertamente di sabotaggio. Esempio futile, decido di fare la pizza prosciutto e funghi per la domenica. Lui lo sa, ma la domenica pomeriggio si fa un panino con il prosciutto. Ok faccio la pizza solo con i funghi…ma nella memoria resta NON che lui ha finito il prosciutto in un singolo panino, bensì che nella mia pizza mancava il prosciutto. Io non ho mai posto in dubbio le sue competenze, mentre lui le mie non le ha mai riconosciute e potrei raccontarti episodi a non finire, alcuni dei quali paradossali in cui pur di non riconoscermi ha compromesso cose sue personali molto importanti. Ho smesso di credere in lui e qui si è incrinato anche l’amore. Dentro avevo un contrasto enorme, gli voglio bene e questo stesso bene uccide me….l’amore non è un virus che uccide l’ospite. L’amore è una simbiosi, genera un benessere maggiore in coppia che da single. Tu hai ragione, la vita cambia con un figlio. Ci sono un sacco di problemi, incombenze, imprevisti, responsabilità enormi, che crescono mano a mano che i figli crescono. Si cambia radicalmente stile di vita. Essere genitori non è facile e non esiste il genitore perfetto, perchè gli esseri che mettiamo al mondo hanno un cervello autonomo che cominciano a usare molto presto. Tu sei stato onesto hai riconosciuto che non eri pronto e questo significa che per te non era un gioco diventare papà. Quello che intendo io per “mettere con le spalle al muro” non è metterti di fronte alla scelta o un figlio o la separazione.
..per me lei avrebbe dovuto lavorarci assiduamente, ma non con la cantilena “voglio un figlio,voglio un figlio, voglio un figlio”, ma portandoti per mano ad affrontare la tua ansia. Doveva esaminare con te i vari aspetti del diventare genitore. Come tu avresti dovuto esserci per lei, lei avrebbe dovuto esserci per te. Acquistare libri sull’argomenti, chiederti di leggerli con lei, discuterne e rassicurarti sul fatto che sareste stati fianco a fianco anche in quel viaggio misterioso che è la genitorialità. Come potevi tu superare il “non me la sento di avere un figlio” se non affrontavate in maniera chiara l’argomento? La paternità si sente dopo la nascita, questo è vero nella maggior parte dei casi e questo lo sapeva anche lei. Ma spettava a lei rassicurarti su questo. Il desiderio sarebbe nato anche in te. Sulla base di cosa ha creduto che tu l’avresti lasciata sola dopo la nascita del bambino. Io avevo tutti i motivi per presagire che sarei stata sola, che neppure essere la madre di sua figlia avrebbe conferito un minimo valore a me. Mi fa tanta rabbia tua moglie e tu mi rendi triste. Aveva tutto e secondo me pensava che fosse tutto dovuto, naturale perchè tu l’amavi. Perfino un figlio le era dovuto, senza tener conto delle paure bloccanti che nutrivi tu. Dai Fuori dal Coro, le avresti superate quelle paure se te ne avesse dato modo. Ti rimproveri per la passione per il calcio? Fuori dal Coro allora io sono un essere alieno! Ritengo che le passioni personali siano molto importanti. Avere tempo e spazio per rigenerarsi attraverso un’attività solo propria è vitale, non solo migliora il benessere personale, ma arricchisce la coppia. Io ho fatto l’errore di non conservare spazio e tempo per me, per le cose sole mie, ma lui..lui che mi ha detto che per me ha rinunciato a tutto, coltivava i suoi hobbies, monopolizzava la domenica, la tv e il divano per F1 e moto GP, sfizi e capricci sempre soddisfatti. Credo che tu amerai ancora, Fuori dal Coro, hai bisogno di arrabbiarti un pò con lei. Penso dovresti proprio arrabbiarti, smetterla di incolparti perchè non hai capito le parole non dette. Smettila di pensare che guardare la partita fosse sminuire lei. Arrabbiati con lei perchè lei ti ha tradito e vuole uscirne pulita. Da come scrivi, mi baso su ciò che leggo, mi sembra che i pilastri che tengono in piedi una relazione li hai curati solo tu. Il rispetto, la stima, il bene, la fiducia. Lei ti ha mancato di rispetto, non ha avuto stima delle tue capacità di diventare papà, non ha desiderato il vostro bene, non si è fidata di te.
Fuori dal Coro, condivido la tua disillusione…ma sono certa che andrà meglio!!!!
Aleba
Vorrei dare una botta al cerchio e una alla botte. Purtroppo io mi sono mostrato refrattario alla storia del figlio. E’ vero. L’argomento non è stato affrontato con la dovuta decisione. Comunque ogni qualvolta si prendeva l’argomento io mi tiravo indietro. Tanta era la paura di cambiare la vita. E’ chiaro quello che ripeto sempre. Non ho capito la sua sofferenza. Non l’ho proprio vista. Io credo che lei ce l’abbia messa tutta per farmi cambiare idea. Ma non c’è riuscita. Poi ciò che è successo nella sua testa non lo so.
Io so soltanto che per anni le avevo detto che cercavo un rapporto di coppia. Purtroppo quando a lei è venuto il desiderio di avere un figlio io ero rimasto ancorato a ciò che pensavo prima e non riuscivo a spostarmi. Per questo ho sensi di colpa. Ma d’altra parte non ci riuscivo. Anche i miei amici avevano provato a convincermi ma…niente.
Eppure ci stavo provando dentro di me. Ho sbagliato a rispondere in maniare errata quando qualche volta lei me lo chiedeva. La vedevo quasi come un’aggressione. Un pressing che non riuscivo a sopportare. Un attacco continuo ad uno stile di vita che faticosamente avevo conquistato insieme a lei. E onestamente non ero neanche convinto che lei desiderasse davvero un figlio. Credevo fosse più che altro dettato dal fatto del tempo che passava.
Comunque una storia incredibile la mia. Così come pure la tua. Tu hai avuto il coraggio di decidere da una parte. Io invece sono stato abbandonato quando avevo superato il problema. E ora mi sento come di aver buttato la vita da un finestrino del treno.
Ti aspetto
Un bacio Aleba
Eccomi.Capisco meglio i tuoi sensi di colpa adesso. Ti sentivi pressato da parte sua, e talvolta anche dagli amici. Putroppo, o per fortuna, nella vita bisogna salvaguardare prima sè stessi. Tu non te la sentivi di cambiare vita, volevi la vostra vita a due. Anche solo avere delle piantine in casa comporta dei cambiamenti. Non puoi non tirare su le persiane, perchè le piante hanno bisogno di luce. Non puoi stare via per troppi giorni di seguito, perchè hanno bisogno di acqua. Ma infondo non si può rinunciare ad una vacanza per annaffiare le piante. Con un figlio non si rimanda, si deve fare ogni cosa nel tempo e nel modo in cui va fatta. E’ pericoloso mettere al mondo figli non voluti, un giorno si potrebbe avere qualcosa da recriminare. E’ un argomento troppo importante per pensare che non possa essere causa di crisi coniugale. Se tu ti sentivi aggredito, avrai reagito in modo da stroncare sul nascere l’argomento figli. Sicuramente non lo facevi, penso, come faceva il mio ex che se ne andava via quando io volevo parlare, ma comunque trasmettevi una posizione di difesa, non di conciliazione. Del resto tu stesso dici che per te era proprio un punto critico. Ti sei ravveduto tardi, il tempo passa questa è una verità inconfutabile. Te lo dice una che l’ha imparato tardi, ma l’ha capito. Quando pensi di avere tutto il tempo per scegliere, sei già in ritardo. Ho messo al mondo una figlia perchè mi sono fidata di quello che diceva lui quando abbiamo deciso di cercare la gravidanza. La mia fiducia è stata mal riposta (guarda caso), tutto ciò che mi circondava urlava no! Non ci sono le basi, invece io ho detto si. Nella vostra famiglia tu dicevi no da sempre, hai detto quel si quando lei era già distante da te. Hai detto si per farla tornare? Magari tornerà, questo non possiamo saperlo oggi. Fuori dal Coro, non c’è rimedio per il passato, puoi disperarti ma non puoi fermare il treno. Devi smettere di guardare indietro, ad un certo punto, e domandarti dove ti sta portando quel treno. Anche scrivere in questo forum è importante, ti fa elaborare…
Sono molto stanca stasera,
Notte
Aleba
Aleba
E’ domenica oggi. Una domenica senza senso come tante da un paio di anni a questa parte. Potrei uscire con un paio di mie amiche ma non mi va. Di là c’è la partita della mia squadra ce tantro mi ha fatto tremidare di emozioni in questi ultimi anni. Ma non mi va di vederla. Ho visto i primi 10 minuti poi sono andato via.
Ieri ho passato tutta la giornata fuori città. Sono andato a Perugia a vedere l’Eurochocolat, la fiera del cioccolato. E’ stata una bella giornata, una di quelle giornata che adoravo passare insieme a mia moglie. Poi sono stato ad Assisi sempre insieme ad una mia giovane amica che mi è molto vicina in questi ultimi mesi. Ho cercato di star bene, di distrarmi, di vivere il presente. Ma spesso mi prendeva un groppo alla gola e a stento trattenevo le lacrime. Guardavo i negozi, le chiese, i vicoletti, le coppie apparentemente felici abbracciate. Ed io che non facevo che pensare a noi. A me e a lei. Poi c’era un bambino che si era coperto lòa testa con un giubbottino. Gli ho dato uno schiaffetto sulla testa dicendogli “che fai” ? Lui si è tolto il giubbino. Da lontano gli ho mandato un bacino salutandolo con una mano. E lui come se mi conoscesse da sempre mi ha salutato con affetto. Con l’innocenza di un bambino della sua età che però sa riconoscere chi è come lui- Bè io ero così anche prima. Anche quand non desideravo avere bambini. Perchè come dici tu comportavano un cambiamento di vita. Si ok Aleba io forse sentendomi pressato cercavo di chiudere il discorso. Ma non nel modo che forse pensi tu. Dicevo solo che non me la sentivo. Mica alzavo la voce o rispondevo male. Eo solo in difficoltà. Solo quello. Non ho mai aggredito nessuno, tantomeno mia moglie. E ripeto non capivo. Non capivo la sua sofferenza. Non urlavo Aleba no. Mai urlato. Sempre tutto a bassa voce e mai con cattiveria. Perchè non si può fermare il treno. Si può fermare si con la fermata d’emergenza-. E questa è un’emergenza. Come fa lei a non capirlo che è davvero emergenza. Qui la sofferenza non è nascosta. L’amore non è nascosto. Così come non è nascosto il pentimento per un’idea sbaglia, ma pur sempre solo un’idea sulla quale si potev discutere in maniera più adeguata.
Non avrei mangiato nessuno. Tatomeno mio figlio Aleba.
Purtroppo gurado solo indietro, il presente non riesco a viverlo nonostante provi a farlo. Il futuro non so neanche cosa sia.
Un bacio
Già, Fuori dal Coro, la domenica diventa facilmente una giornata triste. Il treno non si può fermare, perchè il treno è la vita, va sempre avanti e non gli frega niente se tu vorresti tirare il freno di emergenza.. soprattutto perché si tratta di fermare il treno anche di un’altra persona: tua moglie. Lei non riconosce questa emergenza, forse lo riconoscerà più avanti e si mangerà le mani per non aver capito prima, esattamente come stai facendo tu adesso. Purtroppo nelle relazioni con il prossimo non bastano le intenzioni più buone e sincere se non sono condivise. Ci vuole comunione d’intenti e di progetti, a volte il eccessive dilazioni causano danni profondi e insuperabili. Io nutro tuttora un grande sconforto quando ripenso alla mia relazione, un senso di fallimento mio personale che non sono stata in grado di mantenere vivo il mio amore per lui e di non aver trovato il modo di farmi semplicemente amare. Faccio fatica a recuperare coscienza di me stessa, e in questo mi aiuta senza dubbio mia figlia. Per il solo fatto di essere al mondo, senza averlo richiesto lei, mi obbliga a mantenere una scala delle priorità dove necessariamente lei è in cima. Per garantire la serenità a lei io devo allontanare lo sconforto da me, così la domenica programmo sempre qualcosa per la bimba…del resto prima non si poteva fare mai niente perchè il divano reclamava sempre la sua priorità.
Mi sarebbe piaciuto che ci fosse stato anche lui, con noi, mi sarebbe piaciuto che le cose fossero andate in modo diverso, che la nostra relazione fosse stata sana, costruttiva, che l’amore fosse servito a creare altro amore. Con queste riflessioni, che bussano spesso comunque, rimarrei nel limbo. Il passato non si cambia, si può impiegare del tempo per analizzarlo, per considerare a posteriori certe vicissitudini SOLO in funzione di una migliore vita presente. Anche io ho trascorso mesi e mesi a disperarmi fra mille perchè, se lui, se io…ecc. Ancora mi capita, ma limito volontariamente il tempo da dedicare a questi pensieri. Ci sono pochi punti cruciali che contano nella mia storia, che l’hanno minata alle fondamenta!..ho intenzione di non ignorarli più…di non passarci sopra e di tenerli bene a mente per ogni momento di sconforto che si presenterà.
Andrà meglio, fidati!
Aleba
Aleba
Sai Aleba leggendo la tua storia, pensando alla mia, sentendo storie di tanti altri in questi ultimi tempi mi sono accorto che il matrimonio, la convivenza, sono oggi situazioni davvero complicate, difficili, assurde.
Sai, quando mi sono sposato, ti giuro, non pensavo onestamente che il matrimonio, la convivenza potessero rappresentare un qualcosa di così difficoltoso, di così fragile che doveva sorreggersi sulun sottile filo di equilibrio.
No. Assolutamente. Pensavo che in un matrimonio ci si dovesse voler bene e non stare a pensare a troppe sottigliezze. Credevo che il matrimonio volesse dire serenità, volesse dire conoscersi già da tempo. Ero abituato a vedere quello dei miei genitori, dei miei zii, dei mie nonni, dei miei cugini. Ho visto coppie litigare, prendersi anche a male parole. E a me sembrava assurdo. Perchè per me le parolacce, le brutte parole, non fanno parte del mio vocabolario. L’offendere l’altra persona. Eppure nonostante ciò non vedevo tutta questa difficoltà. Adesso, da quabndo è successo a me questa cosa e andando a vedere situazioni di altri mi accorgo che oggi tutto viaggia su un filo di nylon leggerissimo. No Aleba.Non credevo fosse così. Non mi sarei mai sposato giuro. Sento troppo spesso racconti di uomini o donne i cui mariti e/o mogli di punto in bianco hanno proferito le famose parole “non ti amo più” oppure “ti voglio bene ma non ti amo” oppure “mi mancano le attenzioni”.
Ma che significa dire “non ti amo più” oppure “ti voglio bene ma non ti amo” durante un rapporto quale il matrimonio. Sembra che il matrimonio oggi si fondi su una continua competizione. Sulle attenzioni continue. Se sbagli qualcosa son dolori. Se non capisci il pensiero dell’altro rischi che ci sia un altro o un’altra che lo capisca e di conseguenza te lo/la porti via.
A volte invidio alcune coppie di piccoli paesi. Le coppie che si sposano tra di loro che non vanno a cercare persone esterne con altre abitudini. Bè quelle reggono alla distnza. Sanno cosa vuol dire volersi bene. E non stanno a guardare cose banali.
Quando ripenso alla mia storia rimango basito. Mi guardo allo specchio e dico “ma cosa è successo ?”.
Credimi Aleba ancora non lo capisco. No è davvero lontano dal mio modo di vedere. Io credo che alla fine di tutto oggi ci sia un vistoso calo di valori. Tutto è usa e getta. Così anche le persone che si scelgono per la vita. Non viene più dato valore alla parola. E oggi un matrimonio è veramente un rischio. Una volta si pensava al matrimonio come ad una sistemazione. Oggi potrebe essere si una sistemazione ma…fallimentare.
Oggettivamente se avessi avuto un figlio maschio di certo gli avrei sconsigliato il matrimonio. Proprio per i rischi a cui sarebbe potuto andare incontro. Pensa se io mi fossi separato avendo avuto dei figli. Sarei dovuto andare a mangiare alla Caritas. E questo non è giusto. Ok la separazione ok il divorzio. Ma quando come nel tuo caso ci sono motivazione più che valide. Ma una donna che…..
Aleba….(segue)ù
….se va di casa perchè si innamora di un altro uomo abbandonando il proprio marito che magari ha la sola di colpa di far tardi la sera perchè si ammazza di lavoro per mandare avantio la famiglia. Bè in questo caso la donna non ha diritto nè agli alimenti nè a tenersi i figli nè la casa. Così come se la stessa cosa capitasse al contrario.
Le colpe vanno punite. Chi abbandona senza validi motivi deve essere “punito”. Così come chi maltratta le mogli.
Non sei d’accordo ?
Un bacio
Caro Fuori dal Coro, io ci credevo al valore del matrimonio, alla dedizione continua che richiede la vita familiare. Non si può creare una famiglia e pensare che tutto si autoalimenterà .. basta essere vivi. Eppure io non sono diventata moglie, non mi sono meritata quel trono, però mi sono comportata meglio di tante mogli ufficiali e i miei “compiti” erano molto più pesanti perchè la mia vita nella coppia è stata necessariamente improntata a dimostrare in tutti i modi di essere degna di diventare moglie. Non potevo mollare, rilassarmi neppure un attimo perchè altrimenti risultavo indegna pure come compagna. Mia colpa! non avrei dovuto accettare, non avrei dovuto anelare ad essere considerata degna. Colpa mia che non ho troncato, ma vedi io pensavo (sottolineo pensavo perchè ora non lo penso più) che quando ami una persona, quando ogni sera vai a dormire con quella persona, le difficoltà le devi affrontare. Ti devi tirare su le maniche e passarci attraverso e fare di tutto per non mollare la mano della persona che ami. Pensavo che se molli, allora non ami. Il non mollare, anche nelle difficoltà non lo consideravo un peso un obbligo, perchè il mio scopo principale era nutrire il mio amore e se per realizzare questo scopo dovevo faticare, allora davo il benvenuto alla fatica. Che gran balla!! Nella mia vita ho lottato contro dei fantasmi molto più forti della mia capacità di amare. Un uomo che ha filtrato il suo “amore” per me attraverso il pregiudizio radicato contro le donne. Sono inadeguata?? la sola cosa che so è che mi ci ha fatta sentire tale, per tanti anni. Penso che sia sbagliato costringere due persone che non si amano a rimanere unite fino alla morte, penso che sia giusto consentire le separazioni e i divorzi. Il problema non sta nel fatto che ci si separa, ma nell’incapacità di prendere atto che un rapporto di coppia ha senso se porta benessere reciproco. Quando si sta male 360 giorni all’anno, non si può tenere insieme la coppia per quei 5 giorni di pace. Bisogna darsi l’opportunità di analizzare la fonte del malessere e valutare tutte le possibili alternative. Nel mio caso, non c’erano alternative. Che oggi la società sia più per l’usa e getta lo vediamo tutti. La mia colpa sta anche nel fatto che per essere devota al mio ex, io non avevo praticamente più contatti con il mondo esterno. Solo casa..lavoro..spesa..casa. Mai avrei lasciato quella casa se solo lui mi avesse fatta sentire a casa qualche volta. Io non potevo invitare nessuno, ogni piccola personalizzazione dell’ambiente casa veniva denigrata e, appena possibile, estirpata. Non so che dirti Fuori dal Coro, la vita ti riserva strane sorprese, ma forse è solo per farci aprire gli occhi e prendere coscienza di ciò che abbiamo per le mani. Tu hai detto che tua moglie aveva una relazione con un amico di vecchia data da molto tempo. Pensi sia un comportamento da donna che ama suo marito? Pensi sia giusto che ne sia uscita pulita perchè tu hai coperto questo dettaglio?…
..(segue). Anche io sono molto restia a parlare di ciò che mi ha condotta a chiudere la mia storia. Non mi interessa cosa pensa la gente. Non cambia ciò che so io. Ho impiegato tanto tempo per prendere coscienza, ed ho analizzato bene ogni dettaglio. Posso dire che sono proprio pochi i giorni che mi hanno vista felice con lui. La maggior parte delle volte i riscontri che avevo erano negativi e sprezzanti, malgrado il mio impegno e la mia lealtà. Un fatto ha dato un colpo netto alla visione che avevo della mia storia. Un giorno sono rientrata dal lavoro e ho trovato il mio ex a bere birra con un uomo che conoscevo appena. Quest’uomo stava raccontando di come fosse finito il suo matrimonio, ormai da due anni. Diceva che un bel giorno trovò la moglie a letto con un altro e partì la crisi. Lei non lavorarva e lui scoprì che quando lui le lasciava i soldi per pagare le bollette, lei stracciava le bollette e si comprava scarpe e vestiti. Scoprì che la banca tentava invano di contattarlo da mesi per via di un certo finanziamento acceso da lei (che lui ignorava) e per il quale non pagava le rate. Lui è stato sul punto di perdere tutto per le azioni di pignoramento. Lei è andata via (andata via, non cacciata!) con l’altro e lui è stato condannato a pagarle il mantenimento e gli alimenti. Povero, era a terra da due anni. Soldi zero, morale sotto le suole, orgoglio di uomo ferito e lei che pretendevapretendevapretendeva. Il mio ex se ne uscì con questa frase “le donne sono tutte sfruttatrici e puttane, ti mangiano tutto…sono tutte uguali va sempre a finire così”. Mi aveva già detto certe cose, ma quella volta mi vennero dei violenti conati di vomito. Intervenni e lo ringraziai di avermi paragonata alla ex moglie del suo amico, ma gli chiesi di spiegare bene a questo suo amico come lo avevo sfruttato, quanto puttana fossi, visto che per me c’era solo lui e praticamente lo mantenevo io. Scusami Fuori dal Coro, questi ricordi mi fanno male ancora oggi. Che vuoi che ne sappia io del perchè le relazioni tra persone “normali” che non dicono parolaccie, non bestemmiano, non urlano, non spaccano oggetti a calci e pugni finiscono. Scusa non ti amo più è una frase assurda, anche io non l’ho detta. Non sono riuscita a pronunciare quella frase. Ho faticato a capire che la mia storia, seppur durata tanti anni, non è mai decollata in realtà, perchè si era arenata in una distesa di fango senza via di scampo. Ho dovuto ammettere che amare lui significava uccidere me stessa. Non ho detto io non ti amo più, gli ho detto che io stavo morendo dentro e che era venuto il tempo che io dessi la precedenza all’amore per me stessa. Non all’egoismo, all’amore per me stessa. Gli ho detto che se rimanevo con lui era come consegnare la mia vita nelle sue mani, avrei potuto farlo solo sotto psicofarmaci, o sarei impazzita nel sentire quotidianamente i suoi salti bruschi dal “ti amo e ti ho sempre amata” al “voglio che te ne vai da casa mia, devi finire sotto un ponte”.
Aleba
Che ti devo dire ? Quando racconti nei dettagli la tua storia viene anche a me il voltastomaco. Mi fido di quello che dici è chiaro. Altrimenti non starei qui a parlare con te. Però mi stai descrivendo un uomo che con un eufemismo definisco “anormale”. Comportamenti come i suoi, parole come le sue, non so, chi le dice ? un uomo senza sentimenti, senza cuore, pieno di cattiveria. Ok capisco pure quando dice la frase “le donne sono tutte puttane e ti mangiano tutto”. Però avrebbe dovuto tirarti fuori da quel marasma conoscendoti per quello che sei realmente.
Sai, purtroppo anche io vedo molte donne così come le ha descritte il tuo ex. E’ un dato di fatto. Ma quando ero insieme con mia moglie esaltavo il suo modo di essere diversa. Non la mettevo nel marasma generale. Anzi le dicevo espressamente che era unica. E che se malauguratamente mi fossi lasciato con lei sarei rimasto da solo perchè mai e poi mai avrei trovato una donna come lei.
Il tuo ex bestemmiava, urlava, spaccava oggetti, tirava calci, pugni, diceva parolacce. Io ti giuro non ho mai fatto nulla di tutto questo. E quando dico mai dico mai !!!!
Eppure quando è finita la mia storia ho sentito mia moglie dire le stesse cose che hai detto tu nell’ultima parte del tuo post: “diceva che stava morendo dentro, che oramai doveva pensare a se stessa, che si era annientata per me”
Queste sono state le sue parole. Mi ha dato dell’egoista. Di uno che non pensa agli altri, che guardava solo le sue cose, che per me lei era diventata un soprammobile. Ma perchè tutto questo ? Cosa ho fatto ? Più analizzo la nostra storia e più non mi capacito del suo comportamento e delle sue parole.
Mi ha dedicato una canzone in questi due anni. Si intitola “Non si accorgerà” degli Stadio. Ti invito ad andarla a vedere su you tube: http://www.youtube.com/watch?v=TIogDqjnJjg
Ogni volta che vedo questo video e ascolto la canzone mi sento distruggere. Non c’è volta che non mi sgorgano lacrime. Mi domando e dico “ma io ho fatto questo ?” e “lei soffriva in questo modo ?”
Ti invito ad ascoltarla e a parlarne insieme a me per capire come una donna possa arrivare a tanto. Ad incolpare in questo modo suo marito. A farlo sentire in colpa per evr commesso cosa ? Non ti anticipo nulla. Segui attentamente il video poi ne parliamo insieme.
Non ho mai detto a mia moglie “di andare a dormire sotto un ponte”. Mai una virgola di ciò che hai raccontato tu riguardo al tuo ex.
Eppure come ti ho detto prima le ultime tue frasi del tuo post sembrano pronunciate da lei.
Lei si annientava per me.
Mi sono analizzato tanto e continuo ad analizzarmi. L’unica mia colpa è stata riguardo al figlio. Che poi colpe.
Vorrei dirti delle cose che nei precedenti post non ti ho detto: io avevo due paure nella vita: la paura delle malattie e la paura dei grandi cambiamenti.
Non sto qui a specificarti la paura delle malattie, non credo di essere l’unico. Per quanto riguarda i cambiamenti: il matrimonio era un cambiamento, un figlio…..
Aleba …(segue)
….era un grande cambiamento. Due cose che mi hanno messo in difficoltà. Anche un cambio di lavoro poteva rientrare in quest’ottica.
E’ chiaro che ognuno di loro riveste la sua importanza:
1) figlio
2) matrimonio
3) lavoro
Voglio dirti Aleba sono cose fuori dal mondo queste paure ? Chi più chi meno ha le sue paure. Io avevo queste. Lavori ne ho cambiati nella mia vita. Ho trovato difficoltà ma ho superato il cambiamento. Così come il matrimonio. In difficoltà all’inizio ma superato alla grande. Sarebbe stato così anche per il figlio. Solo che a differenza del matrimonio non mi sentivo pronto.
Quale marito degenere sono io per aver provato paura di cambiare di fronte ad una cosa tanto importante ? Non so se e quanto tuo marito stia soffrendo. Io non credo. Un uomo non può comportarsi così verso la propria donna.
Io sto soffrendo da cani Aleba. Io mi alzo ogni mattina con l’infelicità di iniziare una nuova giornata. Al lavoro faccio una fatica bestiale a concentrarmi sul lavoro. Se non ci fosse mia madre non so come starei in questo momento.
Sono distrutto dentro. Ma non è depressione. E’ distruzione dei valori in cui credi. E uno dei valori era il credo verso mia moglie. Oltre al chiaro senso di colpa per non aver voluto un figlio.
Vedi il video Aleba. Poi parliamone insieme.
Grazie
Un bacio
Ciao Fuori dal Coro, non conoscevo quella canzone degli stadio e devo dire che mi ha commossa. Parla di un uomo che si è adagiato sugli allori di avere una donna innamorata al suo fianco. L’innamoramento, passa e per rendere una coppia solida, deve essere seguito dall’amore. Lei ti fa intendere, con quella canzone, che tu non hai capito..non ti sei accorto dei suoi silenzi, non le chiedevi “come stai?” E’ forse vero? Il divano era il tuo regno? Non dicevi che spesso andavate a Roma o in giro per borghi romantici? No, non capisco. Non sono motivi sufficienti per smettere di amare. Tu hai vissuto talmente lontano da non accorgerti? Certo noi donne siamo molto brave (almeno le donne che consco io) a fare milioni di ragionamenti intorno a quattro parole messe in croce dette dal nostro uomo. Cerchiamo significati di tutti i tipi, sinonimi, contrari, motivi di una complessità astronomica per spiegare un gesto che magari era semplicemente un gesto. Mentre gli uomini di solito non si ingarbugliano i neuroni ripensando a qualcosa che la loro donna ha detto o ha fatto. Ma da come descrivi il tuo modo di essere marito, penso che l’unico punto dove non l’hai ascoltata è stato la quesione figlio. Certo, un figlio è importante ma non te ne vai con un altro prima di aver definitivamente chiarito con tuo marito se il figlio arriverà o meno. Non è per darti ragione, è solo che non capisco come abbia potuto iniziare una relazione con un altro prima di averti veramente messo in guardia sulla possibilità che vi sareste persi se tu non avessi accettato di parlare serenamente di figli. Ognuno nella propria testa ragione come gli pare, io non posso sapere come abbia elaborato tua moglie il distacco da te. Certo è che se uno crede con ogni fibra del suo essere di star vivento un matrimonio felice, si ritrova veramente in crollo totale se scopre che in realtà era molto infelice e l’epilogo è la separazione. Io davvero stavo morendo dentro, mi guardavo allo specchio e piangevo cercando la donna che ero prima di conoscere lui. Io mi sognavo di vedermi morente, sognavo me stessa tra le mie stesse braccia, e improvvisamente mi dissolvevo come se fossi stata nebbia. Sogni angoscianti che mi svegliavano di notte, a chiedermi che senso avessero. Ho rinnegato le mie passioni per lui, ho allontanato la mia famiglia di origine, ho soffocato le mie aspirazioni. Ti dico che davvero stavo morendo. Vorrei che tua moglie definisse con parole sue il termine “annientata” Penso che non sappia cosa significhi, penso che poche persone lo sanno. Tutto nella vita è frutto di scelte personali, tutto parte con un SI o con un No. Solo che ci sono certi si che ti incanalano in un labirinto di specchi che sbocca in un tunnel buio e senza uscita. Brancolando di qua e di la non ti ricordi neppure quale fosse la domanda alla quale rispondesti si. Vivi una vita che non ti calza affatto, ma che riconosci tua perchè ti autoconvinci che sia l’unico vita possibile. Serve una luce, spesso si sa dov’è ..
l’interruttore, eppure non si ha la forza, non si trova il coraggio di pigiare quel tasto per illuminare il tunnel e ispezionarlo in cerca dell’uscita. Poi se c’è qualcuno con te, qualcuno di cui ti fidi, che ami, che continua a ripeterti che non riuscirai mai a trovare l’interruttore, che la vita è questa e devi accettarlo. Allora vivi in rassegnazione. Ma se sei anche solo un pochino più intelligente di una mosca, continui a chiederti perchè la tua vita si svolge in un antro oscuro, mentre fuori da qualche parte ci sono boschi, prati verdi, montagne innevate e calde spiagge baciate dalle maree?. Parlo di me, è chiaro. Tu non mi conosci e non conosci il mio ex, tutto ciò che scrivo è pura verità. Io ho mancato verso me stessa ed ho accettato di fatto di essere condannata all’annientamento, alla morte interiore per continuare a vivere con lui, per assolvere la mia missione (che mi ero autoattribuita) di salvare il suo cuore dal cinismo, dall’astio e dal rancore. Rientrando a casa la sera, ogni sera!, mi auguravo che il prossimo camion che avessi incrociato potesse sbandare sulla mia corsia…così tutto sarebbe finito. Era un pensiero ossessionante. Lo dicevo a lui, ma questa cosa gli scivolava addosso. La tua sofferenza per questa separazione è grande e la ferita è ancora sanguinante. La canzone ti fa piangere perchè ti identifichi nell’uomo che non si è accorto e ti ritrovi ad autoflagellarti. Questo non ti aiuta, certo è difficile non colpevolizzare sè stessi, ma devi anche pensare di provare a perdonarti. Perdonati tu! Devi pensare, anche solo piccoli pensieri, di poter perdonare te stesso per non esserti accorto. Eri sereno nella tua vita, non hai colto dei segnali (vabbè poteva parlare più chiaro) non hai fatto delle scelte importanti, non hai capito i suoi silenzi, non ti sei accorto che lei si era allontanata. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno che ha scatenato una tempesta di portata impressionante. Basta, Fuori dal Coro…il temporale finisce prima o poi. Qualcosa improvvisamente farà spuntare un raggio di sole e le nuvole si diraderanno. La scelta di chiudere è stata sua, tu l’hai subita…la tua parte di colpe la stai analizzando. Tra un pò, decidi tu quanto, prova a dire a te stesso: non avrei potuto fare di meglio. Io ci sto provando.
Ciao
Aleba
Aleba
Leggerti è fantastico. Sei di una intelligenza e di una perspicacia unica. Ma mi pare di avertelo già detto. Hai ascoltato la canzone e visto il video. Lo so è commovente. Ed io mi dispero ascoltandola perchè mi suona come una condanna.
Mi chiedi se io mi comportavo così Aleba. Guarda io mi sono analizzato e continuo ad analizzarmi. Cosa posso dire che non mi sedevo sul divano ? No non posso dirlo. Ma io guardavo le partite della mia squadra. A volte documentari. Ma Aleba noi tronavamo a casa alle 8 le 9 di sera. Accenedvo la Tv spesso per ascoltare le notizie di un canale sportivo come credo facciano tantissime persone quando entrano in casa. E a volte prima di cenare mi mettevo davanti la TV. Non sono mai stato un maniaco della TV. Piuttosto mi piacevano le cose tecniche. Infatti ero spesso “dietro” la TV per perfezionare collegamenti di dvd, impianti home cinema, decoder. Quello si. Era una mia passione e lei lo sapeva. Così come mi piaceva andare alla ricerca di satelliti per ricevere i più disparati canali stranieri. Ma se stavo davanti alla TV era per seguire le partite di calcio. E più spesso dopo cena quando c’era un bel film ci mettevamo io e lei davanti alla tv. Purtroppo capitava che a volte mi addormentavo. Non lo facevo certo apposta. Mi addormentavo su di lei.
La canzone parla di silenzi. Quali silenzi Aleba. Io dopo due anni continuo a non capire di quali silenzi mia moglie parlava. Eravamo a cena negli ultimi tempi. Mi chiedava di versarci del vino. Facevamo “cin cin” insieme brindando con i bicchieri. Spesso quando ero sul divano mentre lei magari era nell’angolo cottura a sgranocchiare qualcosa mi alzavo di botto e le facevo le vocine chiamandola Amore. Scherzavo sempre con lei e lei spesso si metteva a ridere. Parlo sempre dell’ultimo periodo. Quando c’erano le partite di Champions era lei spesso a dirmi di spostarmi dal tavolo per andare a vedere la partita da vicino (l’angolo cottura era distante dal tv).
Non sono un pantofolaio. Non sono un patito della tv. Vedevo le partite di calcio e i documentari. Basta. Qualche film a volte. Ma ripeto verso le 10 di sera. E la partita della mia squadra del cuore quando giocava. Ma lei conosceva da sempre questa mia passione.
Vorrei sapere come lei pensava di vivere in un antro oscuro così come l’hai descritto tu. Vivevamo fuori tutto il giorno lavorando entrambi. Usciti dal lavoro difficilmente (purtroppo) andavamo diretti a casa. Si passava dai suoi genitori, si andava a fare la spesa, si andava per centri commerciali. Spesso ci si fermava a mangiare una pizza. Quante volte facevamo passeggiate in centro. Una due volte l’anno (secondo possibilità) facevamo viaggi all’estero. L’estate ad agosto andavamo al mare nel suo paese che tanto amava. Si organizzavano spesso week end in altre città. A volte si andava a mangiare una pizza con la sua migliore amica. Di tanto in tanto il cinema (portando a volte anche suo padre). Dov’era questo antro oscuro ?
Nel fatto che…..
Aleba (segue)
….io parlassi spesso al telefono con i miei amici di calcio ? Nel fatto che eravamo andati a vivere fuori in un paese di montagna e ciò comportava sobbarcarci diversi km ogni giorno ?
Sai una cosa Aleba ? Lei dedicandomi quella canzone mi ha descritto come l’uoma dal telecomando facile. Sapessi quanto avrei voluto che mi togliesse quel telecomando di mano per buttarmisi addosso e fare sesso con me. Ma se non la cercavo io non c’era verso. Ed io la cercavo. Ma quanto avrei voluto che mi cercasse lei. Quando la desideravo Aleba. E quante volte glielo ho detto. Ma mai mi sono sognato di andare a cercare consolazione altrove.
Perchè secondo te dovevo chiederle “come stava ?”. A me sembrava che stesse bene. La mattina scherzavamo in macchina. Giocavamo con le nostre voci chiamandoci “Ammmmmmoreeeeee” e facendo le bocche strane, ridendo e scherzando. Ascoltavamo la radio. Lei faceva i quiz con RDS.
Dov’era questo antro oscuro ? Nel fatto che lei andava a letto prima di me ed io la raggiungevo più tardi ? Nel fatto che avevamo i campi da sci ad una mezz’ora e spesso le chiedevo di prendere un giorno di ferie per andare a sciare ? Nel fatto che spesso le ho chiesto di rifare il nostro viaggio di nozze ? Nel fatto che le dicevo che mi sarebbe piaciuto andare a vedere il sole di mezzanotte al Polo Nord, o a vedere il fiordi norvegesi ? Nel fatto che mi piaceva portarla a mangiare fuori negli agriturismi o nei locali particolari ? Nel fatto che mi sarebbe piaciuto passare di nuovo qualche giorno alle Cinque Terre in Liguria a mangiare il pesce in quel ristorantino che ci era piaciuto tanto ?
Oppure forse si era semplicemente innamorata di un altro a cui non piaceva il calcio, che viveva in città, che forse voleva un figlio,e che magari era semplicemente diverso da me ?
Solo che a me mi conosceva. Io non sono mai cambiato. Sono sempre stato me stesso. Un uomo normale sincero con i suoi pregi e difetti che lei sapeva. Un uomo che non ha mai bluffato. Un uomo che avrà anche sbagliato. Ma che l’ha fatto in buona fede. Non vedendo questa sofferenza che a lei sembra così evidente. Hai detto bene tu Aleba. Voi donne spesso siete capaci di analizzare un gesto, una parola, un movimento dandogli mille significati. Quando è solo semplicemente un gesto.
Sai Aleba quante volte anch’io sono stato in silenzio ? Ma non avevo nulla. Magari ero sull’angolo cucina a sgranocchiare semi di zucca. Mi sono adagiato ? Forse. Diciamo che più che adagiato ero sereno. Non vedevo l’ora di accendere il camino. Di fare la brace per cuocere qualcosa che avremmo mangiato insieme. E’ bello il camino no ? Magari stare vicini davanti a quel calore e fare l’Amore come è capitato quando la cercavo. O soltanto stare davanti la TV mentre fuori nevicava.
Dov’era questo antro oscuro ? Forse tutto era dettato dal rifiuto del figlio ? Dalla mia non voglia di cambiare vita ? Ma allora perchè non parlare ? Perchè non dire chiaramente cosa ti frulla nel cervello ? (segue)
Aleba …segue
…Cosa ti dà così estremamente fastidio. Fammi capire che una mancata gravidanza può comportare il nostro allontanamento. Non tenere tutto dentro. Non è detto che l’altra persona capisca il tuo stato d’animo senza che sia manifesto. Ok la maternità è una cosa importante. Essere mamma è la più grande gioia. Ma magari il tuo compagno non sente come te il desideriuo di essere padre, Anzi lo sai che non lo sente. Te l’ha sempre detto. O più che altro non gli va di assumersi responsabilità, di cambiare vita. E’ onesto, è cosciente. Non è giusto mettere al mondo una creatura se non si è sicuri, se non si è pronti. Ma non è detto che non si possa cambiare. Cosi come hai fatto tu. E allora ? Perchè devi pensare che il non volere un figlio da te sia una mancanza d’amore ? Non può essere solo paura ? Magari solo un po’ di egoismo mirato al fatto di voler vivere una vita il più possibile spensierata in due ? E’ Amore anche questo. Amore per la coppia. Ma se si ama l’altra persona non si scappa. Si dice chiara la propria esigenza non si pone a mio parere come la richiesta di un vestito. E’ una cosa importante. La più importante. E si può mettere l’altra persona con le spalle al muro…con Amore. Chiarendo il proprio punto di vista. Ma soprattutto facendo presente che senza una famiglia la storia non può andare avanti. Ecco a quel punto si è coscienti entrambi. Si parla chiaro. Si pongono degli obiettivi che possono essere centrati insieme oppure no. Non si è obbligati se non si vuole. Ma magari per Amore l’altra persona può cambiare. Non riverserebbe mai odio sul proprio figlio. Anche perchè accettando di generararlo se ne assumerebbe tutte le responsabilità.
Buttare tutto all’aria per un’idea diversa mi sembra davvero egoistico. Li si è pensare solo a se stessi. Ma soprattutto buttare tutto all’aria agendo in silenzio. Covando dentro cose che l’altra persona può non capire. Perchè ingannata da altri atteggiamenti. Quelli che ti ho descritto tante volte. Ok posso anche essermi distratto, adagiato forse. Ma amavo mia moglie. E lei doveva saperlo. Due sono le cose a mio parere. O come è probabile si è innamorata di un’altra persona esistente da tempo o ha voluto punirmi per non aver accettato quello che lei chiedeva. Credo che Amore voglia dire anche perdonare. Non riesco davvero a vedere quell’antro oscuro che mi ha citato. Io penso che si tenti di salvarlo un matrimonio.
E poi scusa Aleba ma perchè comperi casa con una persona che intendi lasciare dopo due mesi ? C’è malafede ? O hai soltanto perso la testa per un’altra persona ? Oppure hai lavorato sotto da tempo per scappare al momento opportuno non facendoti scrupoli di nulla ?
Io non ho agito come tuo marito. Non ero quel tipo di persona. Meritavo davvero di soffrire a questo modo ?
Io la vedo così Aleba
Tu ?
Un bacio
Ti ringrazio per i complimenti, scrivo semplicemente a braccio mano a mano che rifletto. Io non lo vedo l’antro oscuro nella tua vita matrimoniale. Per il mio ex la TV era la regina della casa. Pensa che quando gli ho detto che per me era finita, ha staccato tutte le spine di TV ecc, tranne che in camera dove si era portato un 32 pollici tutto per lui. Io dovevo essere privata dell’immenso piacere di guardare la sua TV. Beh, io ho visto ben poca televisione nella mia vita con lui, e solo con lui e quello che voleva lui. Poi con nostra figlia i cartoni animati, ma da qui a pensare di togliermi qualcosa di vitale staccando le spine della TV, vuol dire che per lui era proprio fondamentale. A parte il fatto che ha anche disattivato la caldaia, per non darmi la possibilità di farmi il bagno…dimenticandosi totalmente che oltre a me, anche nostra figlia doveva lavarsi e non certo con l’acqua fredda!! ma non voglio divagare. Credo che se avessi avuto vicino un uomo normale, anche se fosse stato un pantofolaio, non avrei percepito come una malattia mortale l’amore. Il bisogno di guardare la partita di calcio, oppure i mondiali di sci, oppure i tuffi alle olimpiadi, o la F1 non è da accusare di egoismo…si tratta di passioni personali, a patto che l’altra parte (cioè la donna) sia libera di coltivare le sue passioni senza sentirsi accusata di destabilizzare il ruolo di capo famiglia del marito. Non mi sembra, da ciò che scrivi, che tu fossi così. La sua disponibilità per fare cose extra lavoro con me era minima, il suo tempo libero era solo suo e mentre lui coltivava le sue passioni, io o andavo con lui (stando attenta a non rompere troppo le balle!) oppure stavo a casa a pulire. A me non piace il calcio, come non mi piace la F1, però i primi tempi mi prendevo l’asse da stiro e stiravo i panni mentre lui guardava la tv. Poi un bel giorno mi disse che gli dava fastidio che io stirassi, che dovevo farlo quando lui non c’era. OK infatti ho sempre stirato quando lui era fuori da quella volta. Quando sistemavo la cucina, subito dopo pranzo, gli dava fastidio, dovevo farlo quando lui non c’era. Dopo cena, per lui era una sofferenza che io sistemassi la cucina, faccio notare che lavoro a tempo pieno e che sto fuori casa 10 ore al giorno, quindi quando sono a casa devo fare i lavori di casa, altrimenti si accumulano. In definitiva il tempo a mia disposizione per pulire 250 mq di casa, stendere, ritirare, sirare e riporre i panni, si riduceva al sabato pomeriggio 3 h e 3 h la domenica mattina. Però aveva sempre da recriminare. Per anni ho saltato di netto di mangiare a pranzo, visto che lui in quegli anni mangiava fuori, ne approfittavo per fare le faccende. Tu dici che andavate a cena fuori, che qualche week-end dormivate fuori, che vi prendavate il tempo per andare a sciare. Immagino foste sereni, felici in quelle occasioni. Quindi, alla luce di come ho vissuto io, penso che tua moglie non vivesse in una antro buio, piuttosto non ha capito quanto fosse
prezioso ciò che aveva per le mani, oppure lo ha dato per scontato, ovvio!Un figlio era l’unica cosa che vi mancava, ma per quanto lei lo desiderasse, non ha lottato fino all’ultimo per essere la mamma di tuo figlio.Dubito che fosse infelice, e se invece lo era davvero allora credo che non ti amasse.Non si può essere infelici amando una persona con la quale dividi una vita come quella che avete diviso voi. I difetti, quelli li abbiamo tutti! le giornate così così ci stanno, ma avere la passione per il calcio non può essere considerato un difetto. Gli stadi sono forse pieni di divorziati?? Tutto sta nella misura, tu guardavi la partita ma dove sta scritto che se ami una donna non puoi più guardare il calcio?? inoltre per il resto non le facevi mancare nulla. Cenette romantiche, il caminetto, le passeggiate. Mi fa rabbia tua moglie, non che fosse obbligata ad amarti, ma, se la vostra vita è come la descrivi e se vi siete sposati per amore,non capisco da dove avesse origine la sua infelicità. Il mio ex per me non ha mai fatto niente “gratuitamente” e se l’ha fatto me lo ha rinfacciato. Lui aveva il sabato pomeriggio e la domenica mattina per sè stesso, fuori di casa,io non potevo neppure andare a messa, a volte ci andavo comunque ma questo lo invvervosiva tantissimo. Allora io passavo il tempo pulendo e riordinando,però la domenica dovevo staccare in tempo per preparare il pranzo che alle 12.00 doveva essere fumante in tavola per il piacere di sua maestà.Le volte che non lo ha trovato pronto si è subito incupito, ai miei tentativi di sdrammatizzare e di giustificarmi…seguivano le solite parole “è un mio diritto trovare il piatto caldo in tavola quando rientro!” Di domenica? capirei avesse dovuto andare a lavorare subito dopo pranzo, ma di domenica?? c’era solo il divano ad attenderlo, perchè puntualmente la domenica pomeriggio non si faceva nulla, del resto lui le sue ore fuori casa le aveva già trascorse…a patto che non mi mettessi a rompere i c., altrimenti presto faceva ad uscire ancora e rientrare la sera. Per quanto riguarda i modi civili, moderati, le attenzioni a non offendere o ferire…………. atteggiamenti sconosciuti per me. Caro Fuori dal Coro, io non capisco tua moglie…penso sia apprezzabile che tu ti analizzi, ma ti garantisco che dale cose che scrivi per me tua moglie ha voluto tutto e non ha riconosciuto la sua colpa di non averti messo al corrente di cosa le stesse passando per la testa. Ci credo che poi generalizzano tutti, ma esiste al mondo qualcuno che accetta di guardare l’individuo che gli si para di fronte, nella sua interezza, nei meandri dei suoi difetti senza giudicarlo in base a streotipi culturali e sociali??? Esiste la possibilità di amare e di rischiare di farsi amare in modo completo, senza procrastinare i problemi, chiarendo ogni malinteso prima di coricarsi in modo da potersi alzare, la mattina dopo, con la voglia di stare insieme? Negare il chiarimento autorizza la libera interpretazione. Ciao ..
Comprare casa insieme due mesi prima di lasciarti, per me tua moglie era già lontana da te, solo che non aveva il coraggio di dirtelo proprio perchè tu sei sempre stato un bravo marito. Fuori dal Coro, non capisco come abbia fatto a covare dentro e nel frattempo sorridere e scherzare in macchina mentre andavate al lavoro. I figli non si mettono al mondo con leggerezza, persino prima di adottare un cane ci si dovrebbe veramente interrogare sulla propria disponibilità ad assumersi le responsabilità che comporta avere un cane. Figuriamoci un figlio. Per lei la maternità era importante, era un problema impellente? allora aveva il dovere di parlare chiaro, doveva dirti a chiare lettere quali fossero i suoi pensieri, forse così ti saresti svegliato anche tu, avresti toccato con mano la sua infelicità. Guarda Fuori dal Coro, non credo che lei abbia voluto punirti, penso piuttosto che non si sia impegnata per salvare il vostro matrimonio e che si sia ritenuta in diritto di essere capita. Molte persone credono che amare voglia dire leggere nel pensiero, e si sentono profondamente deluse da desideri pensati non esauditi….amare invece è dialogo, è parlare, è chiedere, amare è ascoltare, comprendere bene e se non si è compreso chiedere chiarimenti. Questa è la base! Sentirsi incompresi quando non ci si esprime è da bambini, la vera incomprensione è quando una frase breve, compiuta in perfetta lingua italiana viene distorta, allungata o accorciata per ottenere una frase di senso completamente diverso. L’incomprensione è quando tu dici “guarda che mi stai pestando il piede” e l’altro resta indifferente continuando a farti male.
Ciao
Aleba
Aleba
Allora facciamo così. Premesso sempre che quando mi parli del tuo compagno rimango quantomeno scandalizzato dai suoi comportamenti. Ti dico cosa mi ha rinfacciato mia moglie:
1) Mi ha detto che sono un’egoista, che devo imparare a pensare agli altri
2) Mi ha detto che io non guardavo come stava. Ero troppo impegnato a seguire il calcio e a tornare a casa al mio paese dove le avevo chiesto di andare ad abitare. Le uniche cose che secondo lei mi interessavano
3) Mi ha detto che appena tornavo a casa accendevo la tv per guardare le notizie della mia squadra
4) Che mi ero creato un mio mondo. Un mondo che stava bene a me
5) Che non si vive di soli viaggi in giro per il mondo ma che esistono altre cose
6) Che ero un menefreghista e che non mi interessava cosa succedeva in casa
7) Che ero un tradizionalista che per me passare il Natale o Pasqua fuori era quasi un sacrilegio
8) Che ho rifiutato di andare a Barcellona, a Instambul, a Madrid
9) che l’ho trascurata
10) che per me lei era diventata un soprammobile
11) che io pensavo solo a “sco....” (scusa Aleba)
12) che non volevo responsabilità (riferimento figlio)
13) che non le ho mai chiesto “come stai ?”
14) che avrei dovuto “capire” lei
15) che non mi sono accorto che lei non sorrideva più
16) che le facevo rabbia quando mi vedeva seduto sul divano
17) che mi addormentavo quando vedevamo un film insieme la sera
18) che con me non si poteva fare più niente
19) che con me era difficile fare tutto
20) che “sbuffavo” quando mi diceva usciti dall’ufficio che bisognava andare a comperare il pane
21) che “sbuffavo” quando piegavo le lenzuola insieme a lei
Aleba…(segue)
22) che non mi sono accorto di quanto lei stesse soffrendo
23) che quando mi chiedeva un figlio io non mi sono mai chiesto “ma questa ragazza come sta ?”
24) che io non volevo un figlio
25) che io le ho dato una risposta: “tu desideri un figlio, io no, in questo modo è logico che uno di noi due stia soffrendo”
26) che di punto in bianco le donne si svegliano e dicono “e adesso voglio un figlio” (mia risposta riferita alle attrici)
27) che un giorno, siccome rifiutava sempre di fare l’amore le ho risposto “tu vuoi fare la mamma, ma non ti va mai di fare la donna”
28) che io le ho detto che non desideravo un figlio
29) che io le ho detto che avevo paura che un figlio potesse incrinare il nostro rapporto
30) che non facevamo una vita “sana”
31) che mni innervosivo spesso per il traffico
Credo di non aver dimenticato nulla. Se ricordo qualche altra cosa la aggiungo.
Premetto di averle chiesto scusa 10.000 volte per le tre risposte obiettivamente fuori luogo e dette in un momento di nervosismo (avuto solo in quelle tre occasioni) e di averle chiesto scusa 100,000 volte per non essere stato capace di superare l’ostacolo di volere un figlio
Valuta tu
A proposito io mai tradito lei. Lei me si (piccolo post scriptum)
Le cose che ti rinfaccia tua moglie sono più o meno le cose normali delle quali ho sempre sentito lamentarsi le altre donne. Divano, Tv, sbuffi vari, sonnellino sul divano, bisogno di sesso, mancanza di “saper leggere il pensiero”. Ok sono rotture, per me questi sono la parte dove ci sta il compromesso. Ho un’amica che ha il marito allenatore di calcio, lui è fuori tutte le sere e tutti i weekend sono impegnati con la squadra. Lei si lamenta in continuazione, ed hanno avuto anche un momento di crisi molto pesante. Ma questo è normale, l’importante è non superare una soglia limite dove davvero la tua donna è un soprammobile. Per contro ho visto mariti trattati come cagnolini con il guinzaglio a strozzo, trascinati nella storia matrimoniale da donne comandanti che pensano solo a sè stesse e trattano il marito come il factotum. Quello di cui parli tu è nella norma, se poi tu non hai voluto andare a Madrid, a Istanbul, a Barcelona, non so come hai respinto le sue proposte di visitare quelle città, certo non credo che tu abbia fatto come il mio ex che quando gli ho detto andiamo a Londra, mi ha risposto “io odio Londra” punto argomento chiuso. Allora andiamo a Parigi..”io odio Parigi”. basta, non si poteva più toccare l’argomento perchè sennò partiva a sbraitare che lui detestava la gente che voleva andare a Londra e/o a Parigi, me compresa! Non so in quanti posti siete stati, ma mi sembra di capire che avete girato! Come fa a dire che avevi un mondo tuo? Il calcio era davvero al di sopra di lei? Davvero tu la zittivi e alzavi il volume della televisione quando lei ti chiedeva di parlare? Ma lei ti ha mai detto che stava male? Detto chiaro un giorno e il giorno dopo tu non le hai chiesto “oggi come va?” Io credo che interessarsi di come si sente una persona, farlo veramente senza aspettarsi il classico “bene grazie e tu?” come risposta, sia uno dei punti cruciali della stima e del bene reciproco. Ma se tu obiettivamente non manifesti alcun sintomo, non dici che ci sono momenti che ti procurano disagio vero e non spieghi da cosa nasce questo disagio, se tu sorridi, scherzi…dai a vedere pienamente che stai bene. Con questo non voglio dire che non sia auspicabile che l’interesse per lo stato d’animo del partner sia da sottovalutare, anzi! Io spesso chiedevo al mio ex come stava, e ascoltavo sempre le sue tiritere…oppure mi prendevo la porta in faccia come se fosse un fastidio che io gli domandassi. Lui a me, non mi ha mai chiesto come stai. Non mi ha mai chiesto come era andata la giornata, ha iniziato a farlo gli ultimi mesi, con aria sprezzante perchè la mia risposta era sempre formale.Erano anni che non sapeva più niente delle mie giornate. Prima io raccontavo spontaneamente quello che mi succedeva al lavoro, per strada ecc. Si mostrava sempre infastidito, mi dava risposte secche e ripeteva “hai finito?” ogni due minuti. Se avevo un problema, non potevo parlarne con lui perchè l’unico che poteva avere problemi era lui. Se mi succedeva qualcosa di
bello..subito mi sminuiva, mi denigrava. Tutta fortuna, solo lui poteva essere abbastanza bravo in qualcosa da ottenere un riconoscimento.
Già! Tua moglie aveva bisogno che tu ti accorgessi di lei, credo che la questione della maternità sia stata veramente un macigno per lei. Il tuo no ha scatenato in lei tutte quelle reazioni interne che poi portano le coppie a separarsi per dei calzini dimenticati sotto il letto. Ma non sono i calzini, è il distacco che si crea per qualche altro motivo che piano piano ti fa vedere quei calzini come la più grande offesa che un uomo possa fare alla sua donna. Le offese sono ben altre, solamente che le situazioni bisogna viverle per sapere quali sono i limiti. Per dire, io ho un’amica che si separò tanti anni fa da suo marito. Lui era un violento, un pazzo che la minacciava pure con la pistola. L’aveva mandata in prontosoccorso tante vole e i carabinieri venivano chiamati spesso dai vicini per sedare gli animi. Lei ha subito oltraggi di tutti i tipi, e io continuavo a ripeterle di lasciarlo di riprendersi il suo diritto di vivere. E’ stato faticoso, ma ci è riuscita. Io, conoscendo la sua storia estremamente drammatica, vedevo la mia storia personale come un nonnulla e non mi lamentavo mai con lei del mio compagno. Lei invece più di una volta lo ha ripreso per certi atteggiamenti e certe risposte che lui mi ha dato in sua presenza. Quando ormai avevo iniziato il trasloco ho chiamato questa mia amica e le ho detto che mi stavo separando. Lei mi ha chiesto come mai non le avessi parlato prima di come vivevo nella mia storia, io risposti che non mi sembrava di avere diritto di dire che ero infelice, visto quanti maltrattamenti aveva subito lei. Tua moglie aveva un uomo normale, un uomo che l’amava e la stimava. Questi son pregi. I difetti, quelli sono parte dell’essere umano! La televisione la spengo e ti chiedo di parlare, di parlare seriamente del mio desiderio di diventare genitore con te. I figli sono la nostra eredità, i figli sono il nostro modo per vivere anche dopo…Tu ti sei interrogato fin troppo sull’opportunità o meno di diventare papà, ma hai resto partecipe anche lei del lavoro che stavi facendo per superare l’ansia del cambiamento? Vedi, Fuori dal coro, torniamo sempre alla base: se non ci si parla, se non ci si ascolta, se il cuore è chiuso, è impossibile costruire, andare avanti, evolversi. E’ vero, lei probabilmente ha trovato una persona che l’ascoltava, che l’appoggiava. Non so se questo rapporto sia ancora in corso, ma penso che lei si sia trovata isolata nel cuore e nella mente, pur essendo in coppia. Se ami non tradisci, Fuori dal Coro! Se ami davvero, se vedi il tuo amore, se al tatto lo senti sano forte e vigoroso, non tradisci!! Tu l’amavi e non ti sentivi solo, tu eri nel mondo che ti piaceva nonostante il fatto di comprare il pane o di piegare le lenzuola. Lei sentiva il bisogno di realizzarsi anche come mamma,non dandole spiragli lei ha fatto l’errore di chiudersi a riccio! Ipotesi!Ciao
Aleba
Appena apro il computer che sia di sera o mattina vengo subito a vedere se mi hai risposto. Sarò ripetitivo. Ma se di una intelligenza e perspicacia uniche. Sei donna. Ma di donne in questo periodo ne ho conosciute tante anche per cercare di capire i motivi che hanno spinto mia moglie a lasciarmi. Tu mi dai delle risposte che se non sono l’esatta verità ci si avvicinano e di molto. Mi stai dando molti elementi per completare questo puzzle. Un puzzle disastroso che ha comunque distrutto la mia vita.
Si penso sia come dici tu Aleba. Per lei la maternità era diventata un problema importante, impellente. Si penso come dici tu che non si sia sentita capita e di fronte ai miei rifiuti si sia chiusa a riccio. Ed è andata a cercare appoggio in chi l’ascoltava. Ma che altri non era che un uomo innamorato di lei. E mi ha tradito, iniziando quasi certamente una storia con lui. Ok debbo prenderne atto.
Mi prendo la mia colpa. Quella di aver sottovalutato la questione della maternità. Ma non è colpa mia se si è chiusa a riccio nascondendomi ciò che stava covando dentro.
Io per natura sono un uomo schietto, sincero, pulito, vero.
Non dico una cosa e poi ne penso un’altra. Non ero pronto ad avere un figlio. Non potevo farlo. Certo ad oggi mi rendo conto di aver sbagliato. Ma sono stato onesto con lei.
Io l’ho amata e non l’ho mai tradita. Mai l’avrei fatto. Se mi fossi sentito solo glielo avrei detto chiaramente senza mezzi termini. Non mi sarei andato a confidare con altre donne. Era lei che amavo lei che volevo. Con lei dovevo chiarire se c’era un problema. Lei ha nascosto cara Aleba. Forse io dovevo dirle che stavo pensando a cercare di convincermi a fare un figlio. Ma volevo esserne sicuro. Non dire una cosa di cui non ero certo. Stiamo parlando di un figlio non di comperare una macchina.
Aleba io non avrei mai comperato una casa con lei per poi andarmene dopo 2 mesi. E’ falsità quello che ha fatto.
Lei ha sofferto ? Ok. Ma chi lo sapeva ? E’ giusto sentirsi in diritto di essere capiti ? Aleba io se ho fame mangio. Se non posso mangiare dico che ho fame. Se chi mi sta vicino non lo capisce gli dico “Guarda che sto morendo di fame vorrei cercare qualcosa da mangiare”. Non muoio di fame per poi rinfacciare di avermi fatto morire di fame. Aleba io ho fatto della lealtà e della sincerità le mie qualità migliori. Io sono leale con tutti. Figuriamoci con le persone a cui voglio bene. Posso sbagliare come chiunque. Ma sono pronto a correggermi dove vedo gli errori. Io ho amato mia moglie. L’ho amata di sentimento vero. Di quel sentimento che non muore. Non ho cercato nè sotterfugi nè nascondigli. Ok ho rifiutato di fare un figlio. Non me la sentivo. Le ho detto il perchè. Lei lo sapeva. Ho sbagliato. Me ne pento. Le ho chiesto scusa. Mi sono dichiarato pronto ad interpretare con il massimo impegno il ruolo di padre. Lei mi ha respinto in tutti i modi. Hai detto bene Aleba. Chi ama non tradisce. Io onestamente….