Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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Aleba….segue
….nella sua testa. Ma possibile che una gravidanza ancora possibile possa aver scatenato in lei tutto questo. O semplicemente la “perdita di testa” per un altro uomo possa scateneare in una donna questa reazione di cattiveria e di rifiuto della persona che si è sposata per Amore ? Sai Aleba tu racconti la tua storia quasi come un incubo. Io come ti ho scritto altre volte so solo di cose belle vissute insieme. Possibile che abbia falsato negli anni cose che fingeva le piacessero ? Eppure ricordo sempre il suo viso solare, contento. Negli utimi 8 mesi del nostro matrimonio ricordo un viaggio all’estero, vacanze al mare, die week end in città d’arte italiane, l’acquisto di una casa e purtroppo un suo intervento chirugico. Un intervento chirugico alla tiroide. L’asportazione totale. Lei dice che questo intervento le ha fatto vedere la vita in maniera diversa. Come se fino ad allora avesse perso tempo. Come se si fosse sentita persa di fronte al tempo che passava. Pensando che l’asportazione della tiroide fosse un limite ad una possibile gravidanza. E a com lei dice ha scatenato tutto contro di me. Dandomi la colpa per ciò che poteva essere e non è avvenuto prima. Ma ti pare possibile una cosa del genere. Aleba fino a due messi prima che se ne andasse, poo dopo l’inervento ho suoi sms in cui mi chiede “se stiamo un po’ insieme”. Cosa vuol dire tutto questo. In tanti, te compresa, mi dicono di voltar pagina. Ma come posso voltar pagina se non capisco. Se non comprendo ancora ciò che effettivamente è successo nella sua testa. In tanti mi dicono ch3e non devo per forza capire. Ciò che è successo è successo. Ma come si fa ? Come si può ? La vita è una. 15 anni sono tanti. Vissuti in maniera intensa. Io adesso mi ritovo con un pugno di mosce in mano senza aver capito cosa sia successo di una storia d’Amore nata per durare una vita.
Ne sento tante di storie in giro, a parte la tua che ha dell’incredibile. Ognuna ha una sua giustificazione, una sua motivazione, una sua logica. Nella mia non resco a vederne. Tu certo non conosci mia moglie. Ti assicuro, una donna con la testa sulle spalle, che non ha mai avuto atteggiamenti particolari. Una donna davvero speciale. Per certi versi d’altri tempi. Che contestava addirittura le coppie che decidevano di separarsi perchè pensava che se ci si amava c’era sempre il modo di venire a capo di tutto. E poi ? Un comportamento del genere ? Nemmeno una chance per tuo marito che ti chiede scusa e si mostra pronto a modificare certi ateggiamenti nonchè di metter su famiglia. Perchè questo “non perdono” e questo facile allontanamento ? Ma può davvero un intervento chirugico scatenare cambiamenti così intensi ? Ieri ho passato una giornata terribile. Uno stress pazzesco. E devo camuffare, soprattutto al lavoro dove faccio fatica a mettere insieme le cose. Non so davvero come andare avanti. Non riesco sul serio. Ma perchè tutto questo odio da parte di una persona che ha dato solo amore ?
Ciao Aleba
Fuori dal Coro, mi hai chiesto: Di quale mania di grandezza soffriva per pensare che non eri in grado di mostrarti degna di essere al tuo cospetto., lui è convinto di essere Dio in terra, crede di essere infallibile, il suo ego schiaccia qualsiasi altra persona, soprattutto se femmina!, e quelli che non riesce a schiacciare li allontana dalla sua vita. Detesta ogni forma di potere nelle mani di altri perché ritiene di essere l’unico depositario della giustizia. Mille volte gli ho detto che avrebbe dovuto trasferirsi in una grotta in montagna senza contatti con il resto dell’umanità per non avere scontri con qualche essere umano. No, io non lo amo, ho una sorta di malinconia per l’amore che ho coltivato con tenerezza e tenacia, sperando, illudendomi di vedere germogliare altrettanto amore. Invece mi sono inaridita anche io e non ho più neppure lacrime da versare sebbene mi renda triste vegliare sul mio amore morto. Mi sorprendo da quanto cinica sono diventata, aspettando per anni qualche centellinata goccia di amore, come una landa deserta che aspetta invano la pioggia. Io sono stata una persona stupida, su questo ha ragione il mio ex. Convinta che l’amore possa smuovere le classiche montagne, convinta che amare significhi non mollare mai neppure quando stai precipitando. Ero una persona che aveva un bisogno di amare istintivo, senza limiti, senza condizioni. Fuori dal Coro, come tu non sei San Francesco, pure io non sono Madre Teresa di Calcutta. Mi serviva un riscontro emotivo, mi serviva disperatamente. Lui non ha mai accettato questa mia esigenza, nonostante io gliel’abbia chiesto in decine di modi e a parole chiare.
Tu meriteresti una chance, tu meriteresti chiarezza! Credo che tua moglie abbia una serie di vulcani dentro che neppure lei riesce a capire, a fare ordine. L’intervento riguardava un tumore, questo ti fa fare bilanci Fuori dal Coro, credo che nel suo personale bilancio la questione figli abbia enormemente pesato fra le passività. Caro Fuori dal Coro, lei avrebbe dovuto capire sé stessa, chiedere aiuto se non trovava il filo della sua vita, ma non ad un altro uomo, ad uno specialista. Avrebbe dovuto coinvolgerti, il vostro amore era sano e funzionale, era sicuramente salvabile in due.Caro Fuori dal Coro, voltare pagina non significa gettare nella spazzatura gli anni passati, significa tirare le somme attraverso l’analisi delle pagine fin qui scritte, annotare i risultati e poi iniziare una pagina nuova. Tu puoi analizzare te stesso e come ti sei rapportato nella coppia. Mi sembra che lo stai facendo anche bene, non puoi trovare in te stesso risposte che possono venire solo da lei. Cosa le sia successo, puoi capirlo solo lei ma deve avere voglia di chiarire, di indagare. Le tue possono essere solo ipotesi, cercare queste risposte rischia di farti girare a vuoto in un labirinto. Fuori dal Coro, io ci provo a darti una mano, ma anche le mie sono ipotesi, congetture.
Un abbraccio, Aleba
Aleba
Grazie anzitutto sempre per le tue sollecite risposte.
Io so soltanto una cosa adesso: che sto male. Sto male dentro da morire. Ho sempre amato mia moglie. E oggi, adesso, da due anni soffro da matti. Ho dei sensi di colpa per non aver messo al mondo un figlio con lei. E costantemente il mio pensiero va all’indietro, a spulciare se ho commesso incosciamente qualche errore, qualcosa che non andava fatta. Forse lei cercava qualcosa che io non sono riuscito a darle. Non lo so. So solo che a me manca da morire. Io avevo raggiunto la serenità con lei per non dire la felicità. Ed oggi lei mi manca in ogni momento. Mi manca lei, la vita che ho fatto con lei, mi manca davvero tutto di lei. Non la riconosco più. E’ cambiata nei miei confronti. Mi tratta con odio, non mi ama più, mi ha tradito. E io soffro immensamente per tutto questo. Mi accusa, mi accusa continuamente di essere stato un egoista, di aver pensato a me non preoccupandomi degli altri. Io volevo solo stare bene insieme a lei e ho cercato di fare il possibile per coronare questo sogno. Cosa c’entro io se ha avuto il problema alla tiroide ?
Tu dici che mi sto analizzando. Si lo sto facendo. Ma nello stesso tempo mi sto autodistruggendo. Perchè Aleba io mi sono sposato con Amore e per Amore. Non ho mai fatto male a nessuno e tantomeno intendevo farlo a lei. Che misfatto ho commesso se non me la sono sentita di fare un figlio quando il desiderio è venuto a lei ? Io ci ho provato e ci stavo riuscendo ma lei non mi ha capito o forse anch’io non mi sono fatto capire. Ma era un problema non una cattiveria verso di lei. Oggi lei non fa che attaccarmi. Per certi versi vedo nelle tue frasi rivolte al tuo ex un po’ di quel rancore e quella rabbia che lei ha verso di me. Ma io non sono stato come il tuo ex. Più ti sento descriverlo e più mi sento lontanissimo anni luce da lui.
Io non riesco a capacitarmi che sia successo questo. E soffro immensamente anche solo quando la sento trattarmi in malo modo. A volte vorrei esplodere di rabbia perchè credo di non meritarmi tutto questo. Ma poi mi trattengo e cerco di rimanere tranquillo.
Onestamente non so più come andare avanti. Non vedo più la luce.
A presto Aleba
Fuori dal Coro, per cambiare il mio ex dovrebbe sconvolgere totalmente l’idea stessa di vita che è radicata in lui. Pensavo che il fatto di diventare padre, avrebbe contribuito a farlo crescere a fargli capire che la vita è un progredire costante, che non si può stagnare. Anche la figlia è stata per lui un’espressione del suo ego. Che dolore, Fuori dal Coro. Si, io vorrei vivere con il padre di mia figlia, vorrei che fossimo una famiglia vera. Non parlo di una famiglia idilliaca, dove ogni giorno splende il sole e non ci sono mai litigate, contrattempi, incomprensioni. Parlo di una famiglia sorretta da pochi essenziali pilastri, gli unici in grado di sopportare il peso di ogni sorta di bruttezza che la vita ti può riservare: l’amore, la stima, il rispetto, il dialogo.
No, Fuori dal Coro, nella mia ex casa la cosa più importante era la facciata e il giardino: perchè si vede dalla strada. Una villa imponente, dentro ci vivavamo in 3, ora ci vive da solo! Tutti passando si chiedevano di chi fosse quella casa, poi qualcuno diceva è di Tizio! Che bella, che giardino, che siepe…ma dentro, dentro faceva schifo. Non dal punto di vista estetico, sia chiaro, è piena di ogni comodità anche la più futile, parlo dell’atmosfera, dell’aria pesante, per niente gioiosa. Fuori dal Coro, io e il mio ex sappiamo bene cosa siano le tragedie vere, tra lutti, disabilità, incidenti, disgrazie, possibile non essere in grado di gustarsi la dolcezza di un giorno normale, possibile non capire l’importanza della semplicità, dell’immediatezza di un sentimento? Assolutamente no. La mia crisi più profonda è nata quando mi sono resa conto che lui, oltre a calpestare le mie emozioni e la mia persona, aveva lo stesso atteggiamento verso sua figlia (in quanto femmina, credo…anzi ne sono certa perchè ultimamente ho avuto delle conferme a riguardo).
Hai chiamato tua moglie, lei ti ha detto che non ha tempo per le cazzate. So che ti ostini a voler capire, lo so che ti sembra impossibile andare avanti prima di aver capito, ma vedi non è così! Se lei non vuole guardare in faccia il vostro matrimonio, se non vuole prendersi la sua parte di responsabilità non sarà mai in grado di capire cosa sia successo, e non potrà mai mettertene al corrente in modo da farti chiudere il cerchio. Bene, Fuori dal Coro, lei ti respinge ancora una volta, lei non si pone il problema di come stai tu in realtà e pensa che siano solo cazzate. Basta allora, fai una pazzia, vai in un posto dove non sei mai stato prima, che ne so..meglio se all’estero. Comincia a crearti nuovi ricordi e soprattutto, comincia a scrutare tra i tuoi desideri, ne troverai qualcuno che non contempla lei, sono certa che ci sia. Non sentirti in colpa se pensi a te stesso, anzi! coltiva la passione per il calcio, muoviti, apriti, spostati dalle lacrime! E’ un lavoro, Fuori dal Coro!, la consapevolezza non ti cade addosso come la manna dal cielo, devi costruirla con le tue mani e con i tuoi passi.
Baci
Alebe
Aleba
No Aleba io non sono proprio come il tuo ex. Tutte queste situazioni non fanno parte del mio modo di essere. Io avevo la mia personalità, il mio modo di fare. Ma mi sembrava andassimo d’accordo. Tutti hanno visto il nostro affiatamento.
Ripeto non so cosa le sia successo. Lei continua a dirmi che non mi sono accorto del suo malessere, del fatto che non sorrideva più. Io so soltanto che chiunque veniva a trovarci a casa ci vedeva come una coppia serena e tranquilla. Oggi ho parlato al telefona con la madre, la quale mi rimprovera il fatto di non averla accontentata nel fare un figlio. Ma stiamo sempre sui soliti discorsi che ho ripetuto anche a lei per due anni. Io ho fatto un passo indietro Aleba e mi sono mostrato pronto a diventare padre.
Io non so più cosa pensare. Tu litigavi col tuo compagno. Gli dicevi cosa non ti andava bene e penso alzassi la voce. Lei invece no. Nessun segno di malessere. Tutto regolare. Adesso mi sta tirando fuori tutto. Pure il fatto di voler essere andati a vivere fuori.
Io credo che come dici tu Aleba lei mi amasse si a tal punto da fare delle cose che forse nopn le piacevano. Però io credo che sia onesto e corretto dire al proprio marito se una cosa non si ha più intenzione di farla. Io credo che lei abbia agito in sordina. Tra se e se. Si è fatta i suoi conticini. Aveva un altro uomo che le faceva la corte e che sicuramente a lei piaceva. Ha visto in lui la differenza. Ci ha pensato un paio di anni poi ha deciso senza far trapelare nulla. Giocando d’egoismo. Ha pensato che io non avrei mai fatto un figlio perchè se condo lei quando dicevo una cosa era quella e che non mi sarei mai mosso da dove abitavo. Cero è vero io pensavo ad una vita di coppia e mi piaceva vivere fuori città. Però non avrei mai accettato di separarmi da lei. Sarei giunto ad un compromesso. Avrei fatto sicuramente un figlio. Forse avrei trovato più difficoltà a tornare in città.
Fatto sta che comunque io mi ritrovo così. Avevo puntato tutto su di lei. Ci credevo. Non credevo mi abbandonasse così.
Mi dici di guardare le partite di calcio di dedicarmi ad altro. Non ci riesco. Vedi Aleba io ho vissuto 15 anni meravigliosi. Ero felice. E quando ti tolgono la felicità è tremendo. Quella felicità non te la ridà nessuno. Se mi dicessero se preferirei vincero 100 milioni di euro o tornare con lei come stavo prima non avrei dubbi. Anche senza una lira ma con lei.
I sentimenti non hanno prezzo. Ho già fatto quello che mi ha detto tu. Sono andato all’estero con amici in un posto dove con lei non sono mai stato. Ma non è servito a nulla.
Vedi Aleba tu hai avuto motivi per allontanarti dal tuo compagno. E’ stata una persona cattiva con te. Però nonostante tutto dici ancora che se davvero cambiasse torneresti con lui. Dici di non amarlo ma credo che se avessi la certezza che cambiasse torneresti con lui.
Mia moglie invece ha detto stop. ha detto che non mi ama più. Questa è la sostanziale differenza tra te e lei….
Posso capire quanto ti manchi immensamente, quanto male faccia guardare al passato, alla vita con lei. Lei dentro ogni istante, il pensiero di lei quando non era fisicamente presente. Posso capirlo anche io, sebbene il mio ex è anni luce da te, certo non capisco fini in fondo perchè ogni momento che poteva essere felice, è stato rovinato del suo atteggiamento prevaricatore. Quando non si litigava per qualche settimana, era solo perchè io riuscivo a stare buona, a sopprimere me stessa in nome della pace, ma non durava a lungo perchè prima o poi esprimevo la mia opinione o manifestavo un’esigenza, anche futile come cercare parcheggio in una certa zona piuttosto che in un’altra. Allora si seccava e diventava come una molla, pronta a scattare. Pensare a te, al fatto che esistano persone come te mi fa chiedere a me stessa perchè il destino ha voluto che io incappassi in un uomo come il mio ex, forse era tutto scritto, forse era un percorso obbligato per raggiungere una conoscenza maggiore della vita. Certo è che la vita di insegna per forza di cose a vivere, non deve essere proprio la persona della quale dovresti poterti fidare ciecamente a sottoporti alle prove più atroci. Lo so che la ami, Fuori dal Coro, si sente. Forse però dovresti dare sfogo alla rabbia, dovresti riconoscere di avere il diritto di arrabbiarti e penso tu ne abbia anche il dovere, dovere verso te stesso perchè tu non hai fatto niente di così eclatante da giustificare l’odio che mostra di nutrire tua moglie. Penso che lei avrebbe bisogno di fare luce, di interrogarsi a fondo, ma fino a quando sarà libera di accusare te del suo dramma personale, non prenderà mai in considerazione la possibilità di aver sbagliato. Che hai fatto di male, Fuori dal Coro?? Hai detto no ad un figlio, non si fanno i figli con un SI e un NO, ci vogliono due SI convinti, altrimenti è giusto non farli. Lei non ha parlato, lei ha aspettato di vedere la sua vita in pericolo, sicuramente mentalmente ha fatto due conti riguardo al tumore, e l’orologio biologico che per noi donne scorre inesorabile. Lei ha riversato su di te la responsabilità di non aver procreato, dimenticandosi di aver acconsentito all’inizio e di essere divenuta “complice” della scelta di non fare figli in seguito, quando ha rinunciato a pretendere che l’argomento fosse chiarito. Poteva anche scegliere di lasciarti comunque, se il tuo NO fosse stato definitivo, ma come unico motivo quel NO, non tutto il resto (calcio, tv, divano, sbuffi). Tua moglie è stata molto fortunata che un uomo come te si sia innamorato di lei, certo lei deve essere speciale, ma ribadisco che non ha capito il valore del suo uomo. Il mio ex non ha capito il valore della donna che aveva davanti. E’ inutile cercare di convincere chi non vuol vedere, è inutile portare fatti, episodi, parole dette, nemmeno con le telecamere del grande fratello certe persone ammetterebbero, perchè altrimenti crolla il castello di carte!!
Baci, Aleba
Anche sua madre parla del figlio, per me hai visto giusto, lei ha smesso di parlare con te e ha iniziato a fare i conti da sola. Io sono una rompiballe perchè insisto, quando voglio un chiarimento. Certo, ho alzato la voce, ma quando alzavo la voce io lui perdeva il controllo, o mi piantava su due piedi per ore e ore, oppure spaccava qualcosa. Otteneva comunque l’interruzione del discorso. Ho pianto con il cuore in mano, ma a lui dava fastidio. Roba da donne stupide che pensano di ottenere qualcosa con le lacrime. Ho dovuto imparare a non piangere. Pensa che lui piange di fronte ai film strappalacrime, però se io aprivo il mio cuore e piangevo, si incazzava come non mai. Mah. Mi fa rabbia tua moglie e mi fai rabbia anche tu, perchè nonostante ti abbia tagliato fuori, nonostante ti abbia rinfacciato di essere stato egoista, quando (a quanto scrivi) tu vivevi un matrimonio d’amore che ti piaceva, nonostante attribuisca a te l’onere di capire leggendo nel pensiero, tu l’ami e la vorresti indietro mettendo una pietra sopra. Certo, però lei prima dovrebbe riconoscere di aver sbagliato! Ma come fa ad ammettere di avere una parte di colpa, se fino ad ora sei solo tu l’imputato da condannare. Fuori dal Coro, tacendo il suo malessere ti ha impedito di scegliere, di capire cosa fare. Davvero mi fa star male il pensiero che ti danni per i tempi che furono, proprio in quanto FURONO, ora lei non c’è più e non perchè è morta, bensì perchè ha scelto di non esserci, di fare i suoi passi da sola. Fuori dal Coro, lo so che tutti saranno li ad insistere che tu provi a voltare pagine, lo so che ti sembra impossibile, eppure ogni giorno è il giorno giusto per dire basta, per dare più peso a quella parte di te che si sente ingannato, tradito, rispetto a quella che chiede il ritorno alla condizione precedente. Non si cambia il passato, se dovesse esserci ancora qualcosa fra voi, dovrà essere una storia nuova. Ma questo, per me, è difficile…come hai detto tu tua moglie ha detto stop. Ti ringrazio, Fuori dal Coro, perchè mi dai occasione di elaborare e tenere ben a mente i motivi della mia scelta di separarmi dal padre di mia figlia. Ci sono persone, uomini e donne, che in qualche modo legano la propria vita ad altre persone e a quel punto cominciano a pensare che quel legame sia una sorta di cordone ombelicale, un tubo dell’aria che se rompiamo ci porterà alla morte. Non si muore così Fuori dal coro, anche se il tuo cuore vorrebbe smettere di battere, ti rendi conto da solo che batte ugualmente e il sangue scorre. Tu sei vivo, si esce indenni da molte disgrazie, si superano i lutti e le separazioni. E’la vita stessa che ci chiede di andare avanti, nonostante tutto. La prossima volta che mi scrivi, vorrei leggere un pò più ottimismo riguardo il futuro, e un sorriso per il presente. Sarà dura, lo so, ma siamo tutti soli…ci illudiamo che il nostro vuoto interiore possa essere riempito dall’esterno, invece si riempie da dentro con l’autoproduzione! Ciao, Aleba
Aleba
A volte mi sembra di pensare che conosci mia moglie. La parola “complice” lei l’ha usata. Ha detto che lei è stata mia “complice”. Che è stata offuscata dalla mia “personalità” da mio essere “pieno di me”. Io mostravo solo sicurezza. Avevo le mie idee. Contestavo la politica, alcune regole, la società di oggi. Mi trovavo spesso solo contro tutti. Ma spesso avevo ragione. Questo è il rischio di chi contesta da solo quello che fa la massa.
Io non volevo vivere in mezzo al caos cittadino. Mi facevo diversi km al giorno pur di vivere in mezzo all’aria pura. Ero solo contro tutti. Nessuno aveva accettato la mia scelta. Tutti contro. Cercvo di non comperare la casa con il mutuo perchè si sarebbero ingrassate le banche. Cercavo di aspettare che mettessimo da parte un po’ di soldi per comperare in contanti o con un mutuo minimo e ho avuto ragione anche lì. Contestavo il fatto che ai bambini di oggi si caricavano troppo di compiti e di ore di scuola. Non mi piaceva la vita di corsa. Amavo le città nordiche come Copenaghen, Stoccolma. Tutte cose contro la massa. E per questo ero “contro”. Ero uno che aveva le sue idee e che era difficile farmele cambiare. Non era così. Io ero e sono solo uno che contesta la massa. Ero contro l’Europa Unità. 25 anni fa sono stato uno dei pochi a votare contro e ho avuto ragione. Guarda cosa sta succedendo oggi. Il fatto di avere idee contrarie alla massa da fastidio e alla lunga rischi di inimicarti tutto. Ero contro il nucleare e guarda cosa è successo. Ero contro le costruzioni della abitazioni vicino ai fiumi e guarda cosa succede. Però ero u “contestatore” uno che era “contro”. Prima ero uno che aveva le idee. Oggi per lei sono uno testardo. E’ vero avevo le mie idee ma rispettavo le altre anche se potevo non condividerle. Nnho mai imposto nulla a nessuno. Dicevo solo come la pensavo nel rispetto di tutto e di tutti. Però oggi se sei “contro” alla lunga rimani solo. E così è stato. In fondo vivere fuori dal caos è fuori moda. Meglio vivere in mezzo al traffico allo smog e al caos. Nelle città metropolitane dove tutto è mordi e fuggi.
Ma sono contro anche perchè a differenza di tanti altri uomini vedevo solo la mia donna. Non mi interessavano le altre. Non mi interessava avere un flirt che non sarebbe mai stato scoperto. Amavo mia moglie e avevo rispetto per lei per il suo Amore e per il mio Amore nei suoi confronti. Ho fatto un errore. Mi spiace. Ho chiesto scusa. Mi sono cosparso il capodi cenere. Non è bastato. Si perdonano delinquenti, assasini, padri che lasciano i figli in mezzo alle strade, donne che abortiscono. Un uomo che con sinceità dice che non se la sente di avere un figlio non è perdonabile. Lui si che ha fatto un errore grave e imperdonabile. Il marito ha perdonato la mamma di Cogne che ha trucidato il figlio perchè l’amava. Io che ho chiesto scusa e che sono tornato indietro sui miei passi chiedendo a mia moglie di fare unn figlio a 36 anni non posso essere perdonato.
Sto soffrendo…..
Aleba…segue
…come un cane ma…faccio la vittima. Non riesco più a vivere senza mia moglie e vuol dire che sono un uomo fragile. Devo scordarla, dimenticare il passato. Ma come si fa per un uomo che ha cuore e sentimento ?
Sai Aleba se mia moglie si sentisse male io scapperei di corsa da lei e non l’abbandonerei un attimo. E questo accadrà sempre. Perchè il mio cuore sarà sempre con lei. Nonostante una parte me l’abbia lacerata.
Forse mia moglie non mi ha capito. O forse sono stato i che non mi sono fatto capire. O semplicemente si è stancata di me. Del mio essere “Fuori dal Coro”. Capisci adesso il mio nick ? Fuori dal coro. Cioè fuori dalla massa. Fuori dalla normalità. Anticonvenzionale. Ma nello stesso tempo tradizionalista e attaccato ai valori. Il mio essere normale e semplice anche se ho sbagliato nella cosa più “normale” del mondo. In una cosa che è naturale. Ma solo perchè in quel momento non me la sentivo e non volevo fare quello che fanno tutti. Che magari fanno figli solo perchè “si devono fare”. Io per le cose importanti devo essere convinto per poter dare il massimo. E mio figlio avrebbe avuto il massimo da me. Magari forse non economicamente. Ma come attenzioni come disponibilità, come Amore, avrebbe avuto il massimo. Dovevo solo essere convinto. Magari farmi sbattere la testa contro il muro. A volte serve per arrivare prima sulle cose.
Per un errore banale anche se importante ho perso la cosa più importante della mia vita. Il vero Amore per una donna speciale che non ha capito quanto fosse speciale e quanto sarebbe stata anche unica se solo mi avesse dato una possibilità di rimediare al mio sbaglio. L’avrei portata in pianta di mano. Su un piedistallo. Così come ne parlo ora.
Notte Aleba
Ciao Fuori dal Coro, condivido il fatto di non essere con la massa, quando si ha una testa per pensare bisogna usarla, e non fare le pecore in gregge. Concordo sul vivere fuori città, sul nucleare, Europa, ecc. Detesto la gente che pende dalle labbra dei giornalisti che presentano il telegiornale, ogni parola sembra santa! Invece è solo commercio! Comunque Fuori dal Coro, pur avendo le tue idee e volendole tenere ben salde, non penso tu sia uno che evita il confronto. Tanto meno uno che quando deve per forza confrontarsi, mette in atto una battaglia all’ultimo sangue. Non resterai solo, Fuori dal Coro, e non stai facendo la vittima…tu stai soffrendo e non capisco come faccia tua moglie a non essere almeno un po’ in pena per te. Persino io provo una specie di pena al pensiero di non esserci più io a sorreggere il mio ex, eppure con me lui si è comportato da ladro! Già un vero e proprio ladro di vita. Ma vedi, avendo capito che lui ha problemi suoi risalenti all’infanzia e adolescenza, so che lui conosce solo quel modo di vivere. Ma lei, Fuori dal Coro, lei aveva un uomo valido al suo fianco, come può aver cancellato con un colpo di spugna tutto? Non ci credo! Penso sia solo un modo per difendere sé stessa. Purtroppo è un modo sbagliato, che aggira il problema anche per lei. Si affrontano a viso scoperto le questioni importanti…un uomo che hai sposato per amore, che ti ama e ti stima, merita di essere ascoltato e non di essere equiparato ad una cazzata!
Aleba
Aleba
Buongiorno. Aleba. Non lo so, non lo so, non lo so perchè mia moglie si è comportata così. Ci stiamo scrivendo da un po’ di tempo. Non ho motivi per scriverti una cosa per un’altra. Io sono così una persona schietta e sincera. Forse un po’ testarda lo riconosco. Ma sono i fatti della vita che mi hanno portato ad esserlo. Purtroppo o per fortuna sono sempre stato una persona che ha creduto negli ideali. Soprattutto nella lealtà. Non mi sono mai piaciute le prepotenze ed i soprusi. Ripeto ho le mie idee, le mie convinzioni e le porto avanti. Capisco che non tutti possono condividere ciò che penso ma non per questo devo cambiare la mia idea se non sono convinto. Ho sempre accettato il confronto con tutti, rispettando sempre il modo di vedere degli altri ma questo non significa dovere per forza condividere gli altri punti di vista. Purtroppo io sono sempre stato “contro” ma cocontro tutto ciò che non va bene. Contro la falsità e l’ipocrisia. Questo non vuol dire che non posso aver sbagliato, che non possa aver fatto i miei errori. Tutt’altro. E da quanto che ci siamo scritti la prima volta che faccio il mea culpa.
Vedi come sono testardo ? Continuo a sostenere che mia moglie è una donna speciale quando in tanti mi dicono che si è comportata male abbandonamndomi senza farmi capire cosa le passava per la testa. Perchè tutto agli occhi della gente sembra ovvio: io non volevo un figlio, lei ci ha provato, non ci è riuscita, si è disamorata di me, ha conosciuto un’altra persona e ha pensato a se stessa. Ha messo un macigno sul suo passato con me. Vuole chiuderlo e probabilmente iniziare una nuova vita con un altro uomo. Questa è la probabile logica di come sono andate le cose. Certo io una cosa del genere non l’avrei mai fatta. Se avessi avuto un problema con lei avrei cercato di risolverlo con lei. Con lei e basta. Magari anche chiedendo aiuto all’esterno. Ma comunque non sarei scappato con un’altra donna. I sentimenti per me hanno un valore. Non cambiano per un’idea diversa. E comunque di qualsiasi problema ne parlo. Ma ne parlo chiaro. Lei mi ha detto che non voleva assillarmi, che aveva paura di perdermi. Poi ? Quando ha perso la paura di perdermi cosa ha fatto ? Mi ha tradito con un altro e non si è fatta scrupolo di niente. Mi ha tenuto un anno in bilico, dicendo che “doveva capire”. Ma capire cosa ? Non ha fatto una telefonata a casa, ha chiuso con i miei amici. Però la storia dell’altro se l’è tenuta per sè. Io l’ho coperta davanti a tutti e lei non ha avuto l’onestà di dire le cose come stavano. Ha solo incolpato me di tutto, che non volevo un figlio, che ero testardo, che si era annientata per me, che pensavo solo alle mie cose. Ma è possibile che un uomo debba essere lasciato dalla moglie in questo modo per quello che ho commesso ? Quanto vorrei essere nel suo cuore, leggere i suoi pensieri. Capire ciò che sta pensando. Io non mi sono nascosto. Ho ammesso le mie colpe. Anche quelle che non avevo. Lei no. La sua colpa…….
Aleba….segue
…non l’ha ammessa. Perchè lei vuole uscire pulita dalla storia. Lei è la donna che non ha potuto avere un figlio dal marito. E la colpa è tutta la mia. Ieri parlando con la madre avrei voluto spifferarle tutto e dirle come stavano le cose ma mi sono limitato a dirle di aprire gli occhi. Che per comportarsi così come ha fatto sua figlia ci deve essere per forza un’altra persona di mezzo.
Ma Aleba nonostante tutto ciò io provo ancora un amore immenso per mia moglie. La consapevolezza che lei era la donna della mia vita. Che mi ha fatto vivere 15 anni meravigliosi. Ho vissuto una favola con lei rimanendo me stesso. Vivendo la vita di tutti i giorni. Forse rimpiango il fatto che avrei dovuto manifestare di più questa cosa. Le donne hanno bisogno di attenzioni. Forse ho dato qualcosa per scontato. Forse ho sbagliato in questo. Avrei dovuto manifestare più apertamente dei gesti di affetto. Forse le sono mancate queste cose. Non lo so ripeto non lo so. Io ero spontaneo. Vivevo con lei e per lei ma continuavo a coltivare le mie amicizie le mie passioni che comunque erano coltivate nell’ambito della nostra casa. O come ti ho detto spesso con qualche uscita fuori a mangiareuna pizza con un amico. Niente di più. Forse avrebbe voluto che le tenessi la mano mentre eravamo in un ristorante o che le aprissi lo sportello della macchina. Forse queste piccole cose in cui sono stato carente. Lo riconosco e non me ne do pace. Io so solo che amavo mia moglie e provavo un sentimento vero. L’apprezzavo di fronte a tutti. E da qui finchè avrò vita non mi perdonerò gli errori che ho fatto. Forse per le non sarà lo stesso. Ma per me sì. Non riuscirò più a vivere serenamente. Perchè avrò sempre lei nel cuore e il suo ricordo non sparirà mai. Così come non sparirà il sentimento per lei che è sempre vivo dentro di me nonostante tutto. Non c’è giorno che non pensi ad un momento passato insieme. E ogni giorno che passa mi riaffiora un ricordo diverso. Sempre vivo. Come fosse accaduto pochi giorni fa. La gente vicino cerca di tirarmi su. Mi dice di tornare alla mia vita. Ma la mia vita era con lei. Solo con lei. Io sono sicuro che quando finiranno i miei giorni sarà il suo nome che pronuncerò per ultimo. Si ne sono sicuro.
A presto Aleba. Potrò scriverti fino a venerdì poichè dalla settimana prossima sarò fuori Roma e probabilmente non avrò un computer con me. Se riuscirò a trovarlo ti scriverò senz’altro altrimenti aspettami. Tornerò dopo il 16 novembre credo. Non voglio perderti. Mi piace parlare con te. Intanto fino a domani ci sarò.
Ti aspetto cara Aleba
Ciao Aleba e ciao Fuori dal coro, scusate se mi intrometto.
Ammetto di non aver letto tutti i 135 commenti anche se ne ho letti molti, quindi potrei dire delle cose (comunque anche avendoli letti tutti, certo) che non c’entrano e mi scuso.
Fuori dal coro, mi dispiace molto per la tua sofferenza, comprendo i tuoi sentimenti, la tua delusione e il fatto che tu non riesca in questo momento a trovare delle ragioni veramente valide per la fine del tuo matrimonio, o che tu ti ritrovi anche a colpevolizzarti eccessivamente e comunque a sentirti così.
Quello che vorrei dire è questo, anche se mi dispiace di ridurre in concetti che possono apparire banali una questione che sicuramente banale non è, e ne parlo in generale, si intenda: credo che la maternità e la paternità, prima ancora di diventare reali e già anche come idea di cercare di concepire un figlio abbiano per tutti noi, come posso dire? un rimando con noi stessi, con certe nostre paure, aspettative, idee, ricordi anche della nostra esperienza di figli o del nostro ruolo nell’assetto famigliare. e alla nostra emotività.
Ciò può portare, in alcuni momenti particolari della vita, anche agli estremi della totale resistenza o per contro dell’ossessione.
Fermo restando che credo assolutamente che ci siano persone (e non per questo egoiste) che possono mettere al mondo sette figli con serenità o persone (e non per questo egoiste) che possano decidere serenamente di non diventare mai genitori.
E’ ovvio che se due persone si incontrano sulla stessa lunghezza d’onda su ciò tutto avviene in modo molto più spontaneo e naturale, anche se poi magari nel caso in cui si decida di avere un figlio ci si può confrontare con delle inaspettate difficoltà e anche se poi nel momento in cui i figli nascono ci si ritrova a confrontarsi con un nuovo assetto famigliare e anche in quel momento emergono maggiori o minori affinità naturali. (penso a dei miei conoscenti che hanno vissuto insieme il desiderio di un figlio, il lungo percorso verso l’accettazione del “lutto biologico” e ora sono felicemente anche se incasinatamente, ma in senso buono, genitori di tre figli adottivi, penso a dei miei amici che invece insieme da una vita hanno avuto tre bambine in modo naturale e hanno un’invidiabile, in senso buono, sintonia anche nella gestione di questa grande famiglia, penso ad altri miei amici che stanno ancora affrontando il tentativo di risolvere dei problemi di sterilità e altri che hanno deciso insieme di non avere bambini, sin da quando erano ragazzi. ma penso anche ad una mia ex collega che a 25 anni si era messa con un uomo molto più grande di lei che le aveva sempre detto che non avrebbe avuto altri figli oltre a quelli del primo matrimonio. I patti erano chiari, certo e lei li aveva accettati. Ma lei aveva accettato il patto a 25 anni. A 35 la sua sofferenza rispetto all’idea di non poter mai avere dei figli le ha fatto non sciogliere un patto volendo, ma internamente, mi spiego?
Forse anche perché ad un certo punto si era conto che le pesava aver vissuto quei dieci anni con una cosa messa subito in chiaro, è vero, e giustamente, ma che comunque non presupponeva l’idea che nella vita crescendo e con la crescita del rapporto si potesse anche scoprire insieme, con naturalezza, di volere un bambino o anche no. Ma di non vivere una relazione castrata in fondo non tanto dal suo non voler essere padre, ma dal terrore di lui (e torno alle mie prime righe) di far soffrire le due figlie precedenti, peraltro adulte, per il suo senso di colpa, forse anche, nel farsi DAVVERO una nuova famiglia. Con ciò mi riferisco insomma al fatto che una persona che dice “non vorrò mai figli” è onesta, molto più onesta di chi dice “forse” e sa di no, ma che al contempo chi accetta queste condizioni poste può farlo per amore ma nel tempo può non reggerle più. Non sto con questo giudicando te, Fuori dal Coro, nè giustificando tua moglie. Che, a sua volta, chissà quali ragioni avrà avuto perché proprio in quel momento e preciso momento il tuo non capire quanto la cosa fosse importante per lei ha generato una così insanabile crisi. Sono d’accordo con Aleba che lei avrebbe dovuto avere un supporto psicologico dopo l’asportazione di quel tumore, che forse l’ha portata ad avere una sorta di crisi “d’identità”, riguardante se stessa, la sua vita, prima ancora che te. Io comprendo anche che tu potessi avere le tue ragioni per non sentirti sereno nel dire “sì” e credo che anche se ora tu guardi indietro dicendo che a saperlo quel figlio lo avresti avuto in quel momento per te le tue ragioni tu le sentissi validissime, per un tuo percorso personale. Le tue ragioni avresti potuto scioglierle se precedentemente avreste affrontato l’argomento? se lei ti avesse detto prima, forse fin dall’inizio: capisco la tua posizione, però io un figlio un giorno potrei volerlo, potresti cercare di capire dentro di te cosa ti frena e se la cosa è risolvibile? – la vita non si fa con i se, ma forse l’inconsapevolezza nell’ascoltarsi non è stata da una parte sola nè il gioco di equilibri che comunque fanno funzionare una lunga relazione, al di là dell’amore e delle naturali affinità per cui ci si trova a dire le cose all’unisono.
Anche a me è successo che ad un certo punto la persona con cui stavo da 10 anni è andata in tilt, si è chiusa in modo similare alla tua ex, pur non tradendomi, e si è comportato con delle modalità che ricordano quelle dell’ex di Aleba. Io davvero mi sono trovata di fronte “un alieno” e quindi ti capisco molto bene. Lui ha messo in discussione tutto appena andati a vivere insieme, ma con me ha sempre avuto l’atteggiamento, di rabbia, rivalsa, come se IO fossi quella che
se ne fregava. Per 7 anni la nostra relazione è continuata in queste condizioni. Io speravo che andasse da uno specialista per vedere chiaro dentro di sè. ti giuro, pure che vedesse che non mi amava e voleva cambiare totalmente vita, ma il punto è che (continua)
Fuori dal Coro, mio caro, tu l’hai amata di un amore romantico e vero. Genuino. Uscire a mangiare una pizza con qualche amico, coltivare le proprie passioni, queste non sono colpe! Il matrimonio non è fusione, la coppia è fatta da due unità che devono necessariamente rimanere autonome. Come dice Gibran, il maestro, i partner sono come le colonne di un tempio, devono essere alla giusta distanza tra loro per sorreggere il peso in comune. Anche il mio ex era convintissimo delle sue idee, e nessuno poteva fargliele cambiare. Lui davvero si sente al di sopra di tutti. Non sa cosa voglia dire mettersi nei panni di qualcun altro, soprattutto se si tratta di una persona intima. Tu hai chiaro in mente ciò che ha sbagliato tua moglie, hai patito i suoi errori e continui ad amarla. Temo che adesso tu stia correndo il rischio di idealizzare la vita che hai avuto con lei, al punto da giocarti gli anni che verranno. Certo hai avuto 15 anni meravigliosi, la vita che volevi e desideravi vivere così per tutto il resto del tempo che ti rimaneva. Invece è tutto cambiato, la responabilità c’è da entrambe le parti, ciò non toglie che qualcosa si è rotto, non ve ne siete accorti e chi se ne è accorta ha taciuto. Fuori dal Coro, la vita è un ciclo nascita/vita/morte. Forse la tua storia con lei ha concluso il suo ciclo naturale, forse accettare il cambiamento è l’unico sistema per aprire un altro ciclo. Lo so che il tuo cuore non vede altro, lo so che la tua mente è combattuta tra l’inganno, il torto e il dolore subito, e i ricordi di felicità che affiorano portando malinconia. Lo so che non vorresti lasciarla andare, la tua vita era con lei e non conosci altra vita. Tu stavi bene nel matrimonio con lei, è logico che non vedi altre possibilità. Leggendoti mi viene da piangere, il tuo non comprendere è drammatico e ti porta ad assumerti tutte le colpe. A volte non ci è concesso capire, Dio solo sa quali sono i progetti e a volte è giusto lasciarsi trascinare dalla corrente. Una conoscente mi ha chiesto, un paio di giorni fa, “ma vi siete lasciati di punto in bianco?” Si!, ho risposto io, non si sa quando arriva quel punto oltre il quale tutto cambia, non si torna indietro ed è controproducente per la propria salute restare fermi troppo a lungo. La vita è una camminata, ci capita di condividere un pezzo di strada con qualcuno, magari anche molti anni, poi ad un bivio si imboccano percorsi diversi. Lentamente o bruscamente ci si trova distanti. Voltandosi si vedono momenti belli, nel mio caso tutti offuscati dallo schifo che ci metteva il mio ex, ma la strada da percorrere è davanti a noi, non alle nostre spalle. La cicatrice resterà sempre, l’assenza si farà sentire spesso, ma mi auguro che tu scelga di impegnarti per prendere le distanze a livello emotivo. Avrai la tentazione di diventare cinico e calcolatore nei rapporti umani, succede anche a me, che non riesco più a definire la parola Amore. E’ questione di tempo, mi auguro.
Io ho fatto un minuzioso lavoro di catalogazione di eventi accaduti nel corso della mia relazione. Ho riportato alla mente discorsi. Ho esaminato le ragioni di ogni scelta. Posso dire che non sono stata io a lasciarlo. Certo, io ho dovuto traslocare perchè quella non era casa mia (sebbene potrei ottenerne l’assegnazione) ma il problema “uso” dell’abitazione è sempre stato fonte di enorme stress per lui. E’ il mio ex che mi ha lasciata, facendo in modo che in apparenza l’avessi abbandonato io. Se fosse stato per lui io avrei dovuto rimanere alle sue condizioni. Mi ha detto che “voleva la sua Aleba”. Sapessi che male mi ha fatto con quelle parole. Io sono morta negli anni con lui, e non per le cretinate tipo il mancato aiuto domestico (nonostante io stessi fuori di casa più ore di lui) non per gli sport in tv, non per le sue passioni coltivate senza limiti e senza dare spiegazioni a me, non per la tv e il divano. Io sono morta perchè per lui ero Mrs Nessuno nonostante facessi di tutto per ottenere lo status di “essere umano” prima ancora che di compagna. Un giorno, qualche mese fa, gli ho detto che visto la bassa opinione che ha di me, allora anche lui non è tanto a posto come persona, anzi è addirittura uno scemo, visto che ha trascorso anni accanto a me. Si è offeso, non dovevo dirgli che era scemo.Tua moglie mi fa una rabbia pazzesca. Avere l’amore tra le mani e rinunciare a salvarlo per un abbaglio. Certo, capisco i problemi di salute e la gravidanza. Anche io ho avuto problemi di salute seri. All’epoca avrei dovuto scaricarlo per come si è comportato con me. Sempre e solo considerata una rompic., mai l’amore della sua vita. Per questo ti dico che io non so più come definire la parola Amore. Io amo mia figlia e so che si tratta di amore a fondo perduto. Io so che amo i miei gatti, che ho amato i miei cani e a loro mi dedicherò sempre incondizionatamente per accudirli e per provvedere alle loro necessità. Per amare un uomo, cosa bisogna fare? anzi, cosa bisogna fare, come bisogna essere per meritare l’amore di un uomo? L’unica risposta è amare sè stessi, mettersi al centro in modo chiaro e netto. Il proprio benessere deve essere al di sopra di qualsiasi amore di coppia. La coppia potrebbe anche morire, è obbligatorio tutelarsi a priori per non rischiare di morire con essa. Cinica??
Ok Fuori dal Coro, allora ti leggerò fino a domani, poi ci ritroveremo dopo il 16 novembre. Spero che il tuo viaggio sia positivo e che ti aiuti a mollare la presa, a rilassarti. A volte non pensare è indispensabile.
Baci
Aleba
almeno si facesse una reale chiarezza dentro di sè. Perché la rabbia che provava verso di me, le cose di cui mi accusava, i suoi atteggiamenti parlavano in primo luogo e assolutamente di una crisi di lui con se stesso che con me.
La fine di un amore di per sè non giustificava i suoi atteggiamenti.
Il fatto che lui volesse lasciare me non giustificava il fatto che lui ce l’avesse con me come se fossi io ad avere lasciato lui.
e poi era incoerente, per ragioni troppo complesse e lunghe da spiegare, dovute anche all’ingerenza di sua madre, sono passata da una casa in affitto che avevamo scelto insieme e di cui anzi proprio lui aveva messo in evidenza la necessità immediata (e proprio anche per allontanarsi dalle sue dinamiche famigliari) ad una casa comprata, voluta fortemente da sua madre, ma che era solo a nome suo e che, mi veniva detto in continuazione, non era casa mia. Tuttavia mentre mi diceva questo lui al contempo mi diceva: tu di questa casa te ne freghi. ecc ecc ecc. Ma non ti sarebbero utili i dettagli, per quanto forse non ti sarà utile neanche il resto che sto per dirti:
quello che voglio dirti è che lui si è incastrato, evidentemente, e quindi io comprendo bene la tua sensazione di sgomento e dolore nel vedere tua moglie cambiare, anche nei tuoi confronti, in questo modo. Io non l’ho abbandonato, oltre che perché ovviamente lo amavo e tenevo alla nostra storia, che per me era quella della vita, anche perché sarebbe stato diverso, credimi, se un giorno, in maniera “normale” lui mi avesse detto “non ti amo più” e pure che le sue non fossero state ragioni che potevo condividere fossero state però lineari e non mi fossi trovata di fronte una persona dagli atteggiamenti incomprensibili, che facevano male ad entrambi, non solo a me. E che mi rinfacciava non solo cose risalenti ad anni prima (ma tipo: tu lavoravi e te ne fregavi di me) ma anche cose presenti ma non vere, attribuendomi un carattere, delle intenzioni, delle modalità che non mi appartengono. Per anni gli ho detto che se aveva un trauma, qualsiasi esso fosse, forse sarebbe stato meglio lui per primo se si fosse guardato dentro e avesse scelto, indifferente cosa, ma con serenità. Zero. Eppure mi amava? forse sì, anche se era pieno di una rabbia che era sua, di incastri suoi, e suo era il problema di avermi visto di colpo come una nemica. Ma comunque sia non mi/ci ha mai permesso di risolvere la cosa in maniera funzionale.
Quindi ti dico che purtroppo hanno ragione i tuoi amici,non puoi fare anche la sua parte e anzi rischi di farti sempre più male tanto più quanto lei è chiusa, ostile e ti risulta incomprensibile. Non puoi “salvarla” nè salvare il vostro rapporto se lei pensa di avere ragione ad avercela con te. Anche se pensi che non sia così e le vuoi bene. Ma purtroppo qualsiasi sia il suo trauma o la sua idea sei tu ora che devi affrontare e risolvere il tuo malessere. Il trauma ora comunque ce l’hai tu, indifferente cosa passi a lei per la testa e perché.
Luna
Una sola cosa perchè sto uscendo dal lavoro. Grazie anzitutto per “l’intromissione”. Non hai letto gli altri 130 post, mi sembra normale. Sono tanti. Però volevo solo dirti una cosa intanto poi vorrei risponderti con calma: io sono tornato indietro sui miei passi. ma non quando se ne è andata. Ma solo quando mi ha detto che voleva dei giorni per pensare. Io le dissi che se c’erano dei problemi potevamo risolverli in casa e che se la questione del suo riflettere fosse stata causata dal desiderio del figlio le dissi che ero pronto a ridiscuterne e a fare un passo indietro.
Luna tu non lo sai ma io di fronte alle sue richieste che non riuscivo ad assecondare stavo facendo un percorso interno per riuscire a superare quelle “paure e quel rifiuto” che mi impedivano di desiderare un figlio. Ho sempre amato i bambini Luna. Purtroppo avevo paura di cambiare vita. Quella vita che tanto avevo desiderato con lei. E che mi sembrava una favola. Non credevo che questa favola potesse spezzarsi, concludere. Mi sembravamo fatti uno per l’altra. E non ho capito la sua sofferenza che lei sostiene avermi manifestato. Ma ti giuro io non me ne sono accorto. La vita scorreva tranquilla e serena. Certo c’era stato il prblema dell’intervento chirugico durante il quale le sono stato sempre vicino. Ma avevamo acquistato casa insieme due mesi prima e facevamo “cin cin” insieme a tavola. Non ho visto la crisi. Non ho visto la sua sofferenza che tuttora mi rinfaccia. Io la mia non gliela sto nascondendo. Sono quasi due anni che le sto dietro per riprendere il rapporto che per me non si è mai interrotto. Ma lei non vuole. Ok un figlio. Ma un uomo o più in generale una persona possono sbagliare in buona fede. Lo sbaglio si identifica anche con il dolo.
Sai una cosa è vero che io sono grandicello. Ma vorrei farti un esempio: se hai un bambino che sta facendo qualcosa che non va e tu gli dici “smettila” può darsi che ti sente ma non “ti ascolta”. Tu continui a dire “smettila” e lui non ti ascolta. Ma se lo prendi deciso e gli fai capire chiaramente che quella cosa non deve farla magari strillandogli un po’ è facile che capisca più facilmente. E tu vorrai sempre bene a tuo figlio. E tuo figlio vorrà sempre bene a te.
Ecco vorrei paragonarmi al bambino che non capiva che stava facendo qualcosa che alla mamma non andava bene. Ok anch’io come lui sapevo che dovevo smetterla. Ma quello “smettila” della mmamma così come la richiesta del figlio non ci ha fatto capire ad entrambi quale rischio stavamo correndo. Con questo non voglio dire che doveva essere un ricatto. Ma solo un modo per farci capire che era una cosa importante. Biosgnava fermarsi un attimo e capire che quella cosa stava diventando importantissima per la salute della coppia. C’era un bivio. Bisognava decidere quale strada prendere. Ma bisognava farlo insieme e non prendere da soli la propria strada senza consultare prima l’altra persona. Questo chiaramente se esiste il sentimento. Altrimenti ognuno se….
Luna…segue
…ne frega del fatto di sapere se l’altro voglia continuare o no a percorrere la strada insieme.
Mia moglie alla luce dei fatti ha pensato da sè senza rendermi partecipe di ciò che stava avvenendo nella sua testa. E mi ha colpevolizzato per tutto. Per il fatto che io ero un egoista. Che nnon pensavo agli altri e che non mi ero mai posto il problema di sapere come stava. Rinfacciandomi oltre tante di quelle cose per le quali mi aveva conosciuto e che le erano state bene e per le quali avevamo parlato e riparlato.
Eravamo una coppia modello Luna. Ci siamo smarriti per qualcosa di recuperabilissimo. Perchè eravamo entrambe persone serie e che ci eravamo sposate per amore.
Non era giusto arrivare a questo punto.
Grazie Luna aspetto un tuo commento
ALEBA: scusa, solo una cosa, poi ti lascio alla tua lettera 🙂 non voglio intromettermi, veramente, in questo dialogo sereno ed empatico tra voi.
@forse accettare il cambiamento è l’unico sistema per aprire un altro ciclo.
già, credo proprio di sì!!!
@Io sono morta perchè per lui ero Mrs Nessuno nonostante facessi di tutto per ottenere lo status di “essere umano” prima ancora che di compagna.
una questione che nessuno essere umano dovrebbe porsi, in nessun caso. di base.
Vedi Aleba io capisco quando tu dici:
@Io sono morta negli anni con lui, e non per le cretinate tipo il mancato aiuto domestico (nonostante io stessi fuori di casa più ore di lui) non per gli sport in tv, non per le sue passioni coltivate senza limiti e senza dare spiegazioni a me, non per la tv e il divano.
e
@rabbia per: Avere l’amore tra le mani e rinunciare a salvarlo per un abbaglio
tuttavia spesso mi trovo a riflettere su questo, e cioè che ci sono sicuramente persone che non sanno capire il valore dell’amore o capaci di buttare tutto per aria per delle sciocchezze, o appena arrivano le prime bollette (e prima si scopre di avere a che fare con persone così irrisolte o infantili meglio è) o quando tocca a loro dare e non ricevere, tuttavia credo che a me e te un giorno potrebbe fare bene scoprire o riscoprire che ci si può scocciare, infastidire anche arrabbiare e chiarire questioni come @il mancato aiuto domestico, gli sport in tv e il fatto che uno arrivi ad un appuntamento banale con dieci minuti di ritardo.
Intendo dire che se è vero che probabilmente nè io nè te lasceremmo mai un amore per queste cose abbiamo anche bisogno di ritatare i nostri parametri (o almeno io sì). Perchè ho avuto prima delle relazioni in cui mi potevo scocciare per queste cose, e anche nella mia relazione poi diventata ufo prima era stato così. Perché certe piccole cose fanno parte della quotidianità e certe piccole cose comunque a seconda dei contesti possono alla lunga possono anche deludere e allontanare le persone, se non vengono chiarite e non si trova un reale punto di incontro, pure in assenza di grandi tragedie. pure in assenza di grandi tragedie capita che le storie vadano in crisi o persino finiscano. Magari perché gli equilibri si rompono.
Non sto dicendo che sia bello e giusto, dico però che io e te, Aleba, abbiamo attraversato davvero qualcosa che aveva dei parametri completamente sconvolti. E poter pensare: mi scoccia che tu non metti le tue cose nel cestone della biancheria, forse ci farebbe pure bene. O poter scherzare con un’amica per le piccole manie del partner.
Certo non scocciarsi in modo viziato o isterico autorefenziale al punto da mandare all’aria l’amore. E affrontare insieme i veri problemi, in una progettualità comune e con il dialogo. Ma si capisce cosa intendo?
ti abbraccio.
La chiarezza, questo è mancato da parte della moglie di Fuori dal Coro. Lui era nella sua posizione e può aver peccato di eccessiva tranquillità nello status quo, senza interrogarsi a fondo sullo stato emotivo di sua moglie. La questione figlio veniva archiviata non appena proposta, per quelle poche volte che è emersa. L’archiviazione automatica veniva seguita da un ragionamento unilaterale sull’argomento. Da una parte Fuori dal Coro si proponeva di cercare il modo, prima o poi, di superare la sua ansia per il cambiamento di vita dovuto alla nascita di un eventuale figlio. Mentre la moglie ragionava sul tempo che scorre, sul suo desiderio non condivisibile con il marito (vista la sua netta posizione fin da prima delle nozze) e sicuramente ha trovato ascolto anche in un altro uomo. Però il problema era che l’elaborazione dell’argomento figlio è stata posta in essere su due piani staccati, in modo autonomo. Nessuno dei due ha condiviso con l’altro i propositi maturati, entrambe hanno taciuto. Penso che Fuori dal coro abbia affrontato con troppa lentezza l’argomento dentro sè stesso,proprio perchè dalla moglie non veniva manifestato un malessere,lei non esprimeva disagio, anzi viveva come sempre, con il viso solare. Ha persino comperato una casa, mentre dentro sicuramente stava minando il terreno. Poi si sà, quando le mine sono state collocate, basta una scintilla per farle esplodere. Se il partner non sospetta neppure l’esistenza di un campo minato, allora i danni sono molto gravi e inaspettati. Non dico che lei abbia appositamente collocato l’esplosivo, anzi è stato il risultato inconsapevole dell’isolamento emotivo. Poi il tumore che, anche se brillantemente risolto, porta inevitabilmente a riconsiderare il tempo vissuto. Il non aver fatto qualcosa di fondamentale per sè stessi quando se ne avrebbe avuto il desiderio e l’occasione, scatena dei forti sentimenti contrastanti il più forte del quale è il rancore. Cribbio! se solo si fosse rivolta a qualcuno per capire cosa le stesse succedendo, forse avrebbe avuto modo di coinvolgere Fuori dal coro nel processo di raggiungimento della consapevolezza. Purtroppo, come dici tu LUNA, non si può vivere con i se e con i ma. La vita va avanti in direzioni precise, e le scegliamo ogni volta che pronunciamo un SI o un NO, ma non si può pensare che il nostro partner debba leggercelo nel pensiero quel si, o quel no. A costo di doverlo urlare, bisogna dire chiaro ciò che si vuole! Il dialogo, l’ascolto, la voglia di capirsi sono fondamentali nella coppia. Immaginare che tutto resterà uguale è molto pericoloso, ogni giorno è un nuovo giorno e potrebbe capitare qualcosa che sconvolgerà l’intera esistenza. Bisogna rinnovare la conoscenza del partner, confrontarsi continuamente per poter crescere insieme senza deviare pericolosamente nel corso del cammino. Un abbraccio a LUNA, un bacione a Fuori dal Coro,
ciao, Aleba
Cara Luna, per me la tua “intromissione” è benefica. Sai su quanti punti mi trovo affine a te. I punti che hai sottolineato sopra, le frasi tratte dal mio post, mi hanno fatto un effetto pazzesco a leggerle citate da te. Sai, hai ragione, bisogna ritarare i parametri. Certo spero di non diventare un riccio appallottolato con le spine pronte a pungere, ma ho bisogno di affermare bene e con chiarezza quali sono i punti dove è necessario un accordo comune, con un eventuale partner. Ora sono molto scettica, ho la sensazione che ci sia poca disponibilità alla comprensione dell’italiano stesso da parte della maggioranza della gente. Poi se ripenso a tutte le volte che gli ho chiaramente detto, al mio ex, cosa non mi stava bene. Con dettagli minuziosi, LUNA, addirittura provando a usare sinonimi per riformulare le frasi che non capiva. Ma se io ti dico che se ogni volta che facciamo l’amore, dopo tu ti fai la doccia e esci, a me non sta bene perchè mi sembra di aver semplicemente soddisfatto un tuo bisogno e mi sento come riposta nell’angolo che mi compete. Se arrivo addirittura a dirti, prima di fare l’amore: però questa volta non uscire dopo la doccia per andare al bar, e tu esci lo stesso…ma allora che ci parlo a fare con te? se litighiamo sull’argomento, poi stiamo distanti per settimane, poi torniamo a fare l’amore e tu fai di nuovo tutto come prima. No! basta! se ti chiedo, gentilmente, di poter parcheggiare l’auto in garage anche io, visto che ci stanno due macchine ma tu, arrivando prima di me, parcheggi in mezzo il tuo suv, e tu il giorno dopo parcheggi uguale, alle mie osservazioni rispondi che non ci hai pensato, ma non sposti l’auto. Se poi piove per un mese di fila e tutte le mattine vado in ufficio con le scarpe piene di fango perchè l’auto la parcheggio sull’erba, e ti richiedo con gentilezza “posso mettere la macchina in garage?”, è normale che tu lanci, imprecando, in mezzo al giardino ogni cosa che è riposta in garage per fare spazio alla mia auto?? Poi se per una volta io parcheggio l’auto 2 cm più in avanti di quello che mi hai concesso mi aggredisci dicendomi che sono una deficente? Beh, io non ho abbandonato prima perchè credevo fosse giusto anche solo sostenerlo nelle sue disperate crisi di “sono solo, nessuno mi capisce” ma intanto nessuno sosteneva me e l’unica sensazione di essere apprezzata la trovavo nello sguardo dei miei cani e gatti. Che rabbia!
Fuori dal Coro tu sei in una situazione di stallo, penso ci possa stare anche, ma due anni sono tantini. Quando una persona non vuole entrare in contatto, è deleterio affannarsi alla ricerca di quel contatto. So che forse te lo dicono in troppi, ma penso proprio che dovresti focalizzarti più su te stesso e sulla tua sofferenza.Una parte di te è arrabbiata con lei, questa è una rabbia sana perchè ti offre gli elementi per scagionare te stesso da un buon 50% di colpe e di trovare il modo di perdonarti per il restante 50%. Buona notte, a domani..Aleba
FUORI DAL CORO: ciao 🙂 grazie per avermi risposto, come dicevo non volevo intromettermi nel dialogo tra te e Aleba, che appunto avete sviscerato anche tanti aspetti.
Ho precisato per correttezza che non ho letto tutti i 135 commenti, ma ero già passata di qua e ne ho letti molti.
Quando citavo gli esempi lo dicevo perché appunto situazioni come la tua possono accadere, per varie ragioni, e che i patti, lungo il percorso possono cambiare, perché le persone crescono, cambiano. Anche perché per una donna (ma anche per un uomo, al di là dell’orologio biologico) nel tempo il desiderio di avere un bambino può manifestarsi. E non per una questione di schemi, ma anche in seguito ad altri avvenimenti, che riguardano la persona, gli affetti, nuove consapevolezze.
La mia non era una critica a te, al fatto che tu dovessi intraprendere un percorso dentro di te per arrivare magari anche a regalare a te stesso un figlio, riuscire a concederti una paternità che magari ti eri negato tu stesso. Voglio dire che a volte ci sono questioni per cui possiamo anche negarci la maternità o la paternità, senza averne reale consapevolezza.
Può succedere per esempio a chi ha avuto un’infanzia difficile.
Questo volevo dirti.
Io credo che non si possa mai ricattare qualcuno su queste questioni, così come sulla convivenza o il matrimonio. Trovo corretto che una persona non vada contro se stessa fingendo di non dare importanza a ciò che considera importante, non per schema, per cosa possono pensarne gli altri, parenti, amici, o perché ci sia uno standard da rispettare, ma trovo corretto che due persone si dicano la verità da questo punto di vista, anche se sono in disaccordo, perché altrimenti, vuoi per opposizione, vuoi per conciliazione rischiano con il tempo di emergere conflitti e frustrazioni sopite. Ma non mi pare sia il tuo caso, piuttosto che lei abbia forse, in seguito ad un suo certo percorso interiore, maturato anche per lo shock della malattia, messo delle nuove priorità in primo piano. Se diciamo all’altra persona ciò che è importante per noi e perché non è detto che l’altra persona possa accontentarci. però gli/le diamo la possibilità di riflettere, di tenere in conto che quello che stiamo dicendo per noi ha un valore.
Però in una questione come questa bisogna anche stare attenti a dare dell’egoista all’altro o altra che non la pensa come noi. Voglio dire che da un certo punto di vista può essere egoista anche chi esige un figlio o il matrimonio. Non chi sente il desiderio, ma chi pensa che l’altro debba esaudirlo, mentre se non riesce ad esaudirlo può avere delle motivazioni e resistenze valide quanto il nostro desiderio.
Certo diverso è se non prende neppure in considerazione ciò che stiamo dicendo. Se il nostro desiderio viene semplicemente tappato, non considerato, valutato come qualcosa che semplicemente “ci passerà”.
Fuori dal coro, ci sono persone che si trovano a dover discutere se intraprendere un percorso medico per giungere al concepimento,
Non è scontato che la donna debba sottoporsi alle cure per avere un figlio o per dare un figlio al suo compagno, non è scontato che l’uomo sia in grado di prendersi la responsabilità di affrontare tutto ciò che anche da parte sua la “trafila”, mi si passi la parola, comporta. Ciò vale anche per l’adozione. Cito questo esempio perché le coppie che conosco che hanno affrontato questi percorsi hanno avuto bisogno di essere molto unite, per prendere discutere queste decisioni, per affrontare insieme i lati anche emotivi e psicologici. Alcune coppie si sono perse, alcune perse e ritrovate. Cito questi esempi per dire che il dialogo è importante, ed è importante anche che in una coppia entrambi si mettano sullo stesso piano. In questo senso intendo che anche il tuo no aveva un valore, quanto il suo desiderio. Tantopiù se non era una promessa che tu avevi fatto e poi non avevi mantenuto. Ci sono coppie che si perdono quando guardano in faccia una visione così differente su questioni esistenziali così importanti. Sarebbe più corretto che uno dei due andasse contro se stesso? per contro, te lo dico onestamente, conosco anche coppie che si sono lasciate per questo, e in seguito hanno avuto figli persino coetanei. dunque? Nel caso che cito lei pose la cosa come un ricatto, e lui andò in opposizione. Sbagliarono entrambi, ma sbagliò anche lei, seppure soffrì. Perché credo fece sentire lui, anche se involontariamente, come una banca del seme piuttosto che come un uomo amato con cui voleva condividere la maternità. Per contro lei si sentì meno amata da lui perché lui rifiutava la questione posta in un certo modo. Qualcosa tipo: se non vuoi darmi un figlio allora non mi ami, rifiuti me. Tuttavia forse c’erano anche altre cose sotto, cose che da un lato erano esplose con la questione “figlio” e che d’altra parte se si fossero discusse prima (ma senza il denotatore non sarebbero emerse) sarebbero state risolte. Ora sono entrambi felici in altre due vite.
Aleba, sì, condivido. La mancanza di comunicazione probabilmente ha creato la bomba. Forse anche per la troppa fiducia reciproca del leggere nei pensieri. Io trovo che Fuori dal coro si sia fatto il suo esame di coscienza ma che comunque si stia anche prendendo tutta la responsabilità anche di ciò che non era la sua parte. E’ anche difficile leggendo capire se la moglie fosse “depressa” e quindi cercasse di stare meglio attraverso la maternità, o se fosse depressa perché la maternità era preponderante e la vedeva negata, o archiviata senza che venisse compreso il significato che la cosa aveva per lei. Leggendo ciò come: quello che io sento non conta. Tanto più in entrambi i casi un aiuto le avrebbe fatto bene per essere più serena e cosciente anche delle sue motivazioni interiori. Forse anche per porsi e porre la questione con maggiore serenità. Io non sto dicendo che uno dei due sulla questione precisa abbia torto o ragione, dispiace certamente che il problema non sia stato affrontato e sviscerato diversamente
Tuttavia l’entità del rancore della moglie fa supporre appunto dei lunghi e frustranti soliloqui.
Io ovviamente non posso sapere nè i soliloqui nè perché lei si sia sentita così frustrata.
Nè per quali motivazioni, anche inconscie, Fuori dal coro non sia riuscito a vedere. Trovo però che due anni in cui una persona si mette in discussione, e mi pare con convinzione, valgano qualcosa. Quindi anche se ovviamente non conosco le loro dinamiche (esistono Fuori dal coro anche degli egoismi inconsci, e degli equilibri che possiamo dare per scontati, soprattutto se l’altra persona non ci palesa che per lui o lei hanno dei costi… quindi ignari possiamo continuare a pensarli “scontati”, non nel senso di gratuiti, ma sereni e consolidati) e perché in lei sia maturato tale senso di frustrazione (quando cioè dentro di lei la valanga abbia veramente avuto inizio) mi pare che comunque a questo punto più di ciò che è stato, con una continua analisi del passato, sia da guardare il presente.
Da un lato ciò che emotivamente lui e lei leggono nel passato con gli occhi di oggi e l’emotività di oggi (intendo dire, fuori dal coro, che tu cerchi nel passato cosa sia successo, ma è la lettura che lei ha dato degli avvenimenti, attraverso i suoi stati d’animo, ciò su cui lei riflette, potreste non avere le stesse istantanee anche confrontandole…) da un altro le posizioni attuali.
Intendo dire che è naturale Fuori dal coro che tu ricordi gli anni passati, e la persona che hai conosciuto e con cui hai vissuto e condiviso, ma che la persona con cui ti rapporti, se pure è la stessa, è quella di oggi. So che può sembrare una banalità, ma non credo lo sia.
Chi è oggi Fuori dal Coro?
Chi è oggi lei?
Quali sono le carte in tavola in questo momento?
Non ne faccio una questione razionale, ma anche emotiva.
La sua rabbia se lei dà un valore alle sue motivazioni e se i suoi meccanismi di difesa e reazione sono scattati in una certa direzione, non importa se in seguito ad una reale offesa o a qualcosa che lei ha percepito come tale, o come mancanza, non puoi scioglierla tu.
Non sei tu che puoi sciogliere i suoi conflitti.
Tu le hai detto come stanno le cose per te, quali sono i tuoi sentimenti, quale è stato il tuo percorso in questi due anni.
Hai messo le tue carte in tavola.
Sai di averlo fatto?
Di aver cercato il dialogo, la conciliazione, un punto di incontro e anche di averle offerto il tuo dialogo per acquietare il suo senso di frustrazione se, da parte tua, aveva sofferto per un’incomprensione affettiva? Sai di averle offerto il tuo sostegno se per caso si fosse persa, chiusa in una crisi?
dimmi, cosa potresti fare di più?
C’è una differenza tra urlare all’altro che ci ha causato un trauma e dargli/darci la possibilità di sciogliere i nodi. Se lei non vuole, se lei valuta che non sia il caso, se lei non ne sente la necessità quanto te… Però ciò non significa che tu debba essere punito in eterno dal suo atteggiamento colpevolizzante, che stia con te o no.