Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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….rapporto fisico. Io lo so, immagino, a lei sono tornati alla mente vecchi fantasmi, il mio rifiuto di avere un figlio. E’ tornata indietro nel tempo a quando sperava che io la capissi, a quando sperava che io mi lasciassi andare senza precauzione alcuna in nome della creazione di una famiglia.
Ecco Luna, come tu scrivi, io ho capito e accolto la sua emotività nell’abbandono del tetto coniugale. Anche se so per certo che non andava fatta una cosa del genere. Che c’erano molte altre cose da fare prima di buttare all’aria un matrimonio. Ma come dici tu io ho capito e ho compreso la sua frustrazione. In questi due anni di sofferenza mi sono “fustigato” come scrivete tu e Aleba in nome di un errore che sacrificato la creazione diuna famiglia. Con i miei rifiuti sono andato contro alla cosa più importante di tutte: la famiglia, unico vero centro del mondo.
Ecco Luna io sono fermo lì a quel periodo nel quale con la mia ostinazione ho messo a repentaglio il vivere di me, di lei, di noi. E’ certo chenon solo io dovevo ragionare in questo modo. Ma io parlo per me Luna. Io sono una persona che prima di accusare gli altri accusa se stesso se ci sono stati degli errori. Certo è altresì che sono un essere umano che può sbagliare e, anche adesso, nonostante riconosca i miei sbagli, può cedere alla rabbia e alla delusione. Perchè in questi mesi di riavvicinamento notavo in lei comunque un distacco, una freddezza. Avrei voluto che mi tendessa la mano, un abbraccio, una carezza, un dirmi ti amo. Tutte cose che non sono successe e che mi facevano dire: “ehi io sono qui, ti amo, ma tu dove sei ? cosa provi per me ?” L’ho sentita lontana Luna, lontana anni luce, forse cercava anche lei delle rassicurazioni. Ma mentre le cercava mi rinfacciava ancora delle cose passate, addirittura del periodo ante-matrimonio. Luna mi dici che hai letto solo me e che quindi non sai se ho fatto o no altre cose “inenarrabili”. No Luna, tu hai letto solo me è vero ma io non credo proprio di aver fatto altrecose “inenarrabili”. A meno che essere un appassionato di calcio, amare la natura e i luoghi tranquilli possa essere considerato qualcosa i “inenarrabile”. Sono un uomo normale Luna, niente a che vedere con l’uomo descritto da Aleba, un uomo che crede nell’amore, nell’amicizia, nella lealtà. Un uomo che può sbagliare così come si può sbagliare un’addizione o una sottrazione ma un uomo che non ha la cattiveria dentro di sè. Mi trovo purtroppo in una situazione di disagio, di angoscia. Perchè mi manca mia moglie e adesso più che mai una famiglia con lei. Sento di aver perso del tempo. Che vorrei recuperare ma non mi è concesso. Vorrei solo farle capire che sta sbagliando, che stiamo sbaglando a non ascoltarci a non capire i nostri stati d’animo e che non è giusto per entrambi allontanarci da noi. Vivo con la speranza/illusione di poter fare qualcosa per noi ma non so cosa. Ogni volta c’è qualcosa che non va. Comunque sono fermo Luna…sono fermo ancora a più di due anni fa.
Ciao
cioè, fuori dal coro, ti rimproveri anche di essere stato ‘troppo’ razionale e di non aver pensato che tanto nel frattempo, finché i rapporti non protetti davano frutto, tutte le tensioni sarebbero evaporate per magia? Mi auguro di aver capito male, anche perché non hai finito di postare. Guarda che tu chiami razionalità qualcosa che a me sembra intelligenza emotiva. E essere impulsivi non è che sia sinonimo di ascoltare cuore e istinto. Ti pare che ci sia poco cuore nel fatto di pensare che due persone debbano ritrovare l’armonia prima di concepire un figlio? Un figlio non sistema le cose. e quanti separati con figli ci sono?
da ciò che scrivi da due anni e mezzo e più lei ti colpevolizza e sembra averti coinvolto in un’atteggiamento OSSESSIVO. Oppure ti sei incastrato tu nel vivere in modo ossessivo e colpevolizzante qualcosa che milioni di coppie sperimentano. Ma credi o lo crede tua moglie che TUTTI dicano all’unisono voglio un figlio? Che non sia umano avere dubbi? C’è una coppia che conosco che ha 4 figli. Lui tentennava come te per il primo. Ma lei mica è scappata e gli ha detto che è un mostro.
Mi dispiace, FUORI DAL CORO, ma quando leggo una frase come questa @Con i miei rifiuti sono andato contro alla cosa più importante di tutte: la famiglia, unico vero centro del mondo.
tu mi sembri non una persona consapevole, ma quasi una persona “plagiata”. Lo so che uso un termine molto duro, ma intendo dire che l’enfasi e il carico di autofustigazione che tu metti in questa frase a me danno (certo, mia sensazione e opinione) il senso di quanto sia stata traumatica per te una fase assolutamente naturale in cui un uomo (ma non solo un uomo) può avere dei dubbi nei confronti del mettere al mondo un figlio e giungere serenamente e consapevolmente alla decisione di farlo. Io trovo PAZZESCO come tu abbia finito con il fossilizzarti in maniera autocolpevolizzante in quella fase del passaggio, in modo veramente traumatico, avendo patito per due anni e mezzo una per te insopportabile sofferenza emotiva. Non solo, dal mio punto di vista, quella di venire lasciato da tua moglie (cosa che può purtroppo accadere nella vita), ma per la modalità in cui lei ti ha lasciato, e per la modalità colpevolizzante e aggressiva in cui lo ha fatto, e per la mancanza TOTALE di empatia nei tuoi confronti.
Tu mi dici che tua moglie è sempre stata una persona paritaria, empatica, dotata di una forte intelligenza emotiva, sensibilità e incline alla parità e al dialogo. Ti giuro che, a leggere ciò che racconti, diventa veramente difficile crederlo. Diventa difficile credere che veramente non abbia sempre avuto un atteggiamento di questo tipo. Se anche fosse vero che per lei è stato un trauma il fatto che tu le abbia detto di no alla maternità in quel momento e in un certo modo, rimane il fatto che sono oltre due anni che un suo trauma non risolto lo stai pagando tu. Perché lei può scegliere di sciogliere un suo trauma, mentre tu, se hai a che fare con un suo trauma che ti viene scaricato addosso in maniera così aggressiva, colpevolizzante, puoi solo ridurti in queste condizioni.
Lo so che sono dura, Fuori dal Coro, ma tu stesso, secondo me, hai perso il senso delle proporzioni, allorché dici @Con i miei rifiuti sono andato contro alla cosa più importante di tutte: la famiglia, unico vero centro del mondo.
e se hai perso il senso delle proporzioni è perché una persona ti ha caricato di un senso di colpa che va ben oltre un costruttivo senso di riflessione e costruttività.
E mi domando anche dove sia il reale istinto materno in tutto questo.
C’è chi afferma che l’istinto materno non esiste. Io invece penso che esista, ma che non sia l’ossessione di diventare madre per dimostrarsi qualcosa, al punto da distruggere il senso di identità di un uomo che ha detto NO in un momento in cui doveva dire di sì, altrimenti etichettato come feccia insensibile, ma che sia qualcosa che comunque, anche in modo sublimato, incontro ogni giorno quando vedo manifestare cura, accoglienza, capacità di empatia.
A me pare che qui manchino le cose più importanti. Tra cui il senso di realtà.
E cioè che non puoi, tra l’altro, incolpare un uomo di dirti di no ad una maternità nel momento in cui tu stessa gli rinfacci ancora cose che riguardano ancora il periodo prima di sposarvi.
Fuori dal coro, senti… onestamente, una volta mi pare Aleba ha detto un concetto che sposo assolutamente. E cioè che c’è un intelligenza più grande di noi che a volte anche ci salva, anche se magari poi lo capiremo solo in seguito.
Tu puoi anche fustigarti pensando che se tu avessi detto di sì in quel momento saresti andato incontro alla cosa più importante di tutte: la famiglia, unico vero centro del mondo e sareste stati la famiglia cuore e lei ti avrebbe adorato eternamente e tutto sarebbe filato liscio come l’olio.
MA IO NON CI CREDO.
Io non ci credo perché, fermo restando che lei abbia pure avuto un trauma perché le hai detto di no, secondo me tutto quel casino che le è saltato fuori con quel tuo no sarebbe venuto fuori lo stesso. Perché era cosa sua. Cosa sua come il fatto che in quel momento, proprio in quel momento, diventare madre era la prova di qualcosa, il simbolo di qualcosa d’altro, e forse, questa è la mia sensazione, anche il DEUS EX MACHINA che avrebbe risolto un conflitto interno suo, un suo senso di scazzo o anche il bisogno di evolvere, ok, ma se l’è presa con te con un’enfasi tale come se avesse scoperto di essere sterile e la colpa fosse tua. Mentre l’uomo che l’amava le ha detto, in sintesi: ho paura che…
E ha espresso una paura che milioni di uomini, ma anche di donne potrebbero avere nel momento in cui il partner dicesse “io mi sento pronta/o ad avere un figlio, tu?”.
Se lei, invece di pensare che eri un egoista Erode avesse accolto le tue paure, anche con quell’istinto materno, femminile che dir si voglia che tu avresti, a suo dire, frustrato, traumatizzato, non dando per scontato che tu dovessi essere per forza pronto, forse non saremmo qui, dopo due anni e mezzo passati, a parlare del fatto che ti sta ammazzando con una sindrome ansiosa e autocolpevolizzante.
Visto che tu comunque ci sei arrivato da solo, attraverso un trauma e la sua rabbia, alla conclusione che potevi vederti padre, forse ci saresti potuto tranquillamente arrivare lo stesso se non avessi avuto vicino una donna che ha avuto una reazione isterica e colpevolizzante.
Questa non è una cosa che si risolve mettendo te sul banco degli imputati e facendoti camminare sui ceci e eternamente fustigato sentendoti fossilizzato in un’enfasi ossessiva riguardo ad un tuo NO di due anni e mezzo fa.
Ma se non l’ha capito lei, caro Fuori dal coro, mi dispiace dirti che non l’hai capito manco tu. Perché comunque insisti a dirti cose come questa: Con i miei rifiuti sono andato contro alla cosa più importante di tutte: la famiglia, unico vero centro del mondo.
Non diciamo cazzate, per cortesia.
Gli stessi casini di questi anni mi sembrano la prova che non eravate pronti, ENTRAMBI, per avere un figlio insieme.
Ciao Luna, grazie per i tuoi commenti che ho letto con molto interesse ed attenzione.
Si Luna alla fine mi “rimprovero” di essere stato troppo razionale. Anche se sono d’accordo con quello che dici tu cioè sul fatto che due persone debbano ritrovare l’armonia prima di concepire un figlio. Si Luna mia moglie mi colpevolizza. Mi colpevolizza del fatto di non averla resa madre. Ed io ci soffro di questo perché so di aver sbagliato e di essere entrato insieme a lei in un circolo vizioso dal quale non riusciamo ad uscirne. E a differenza del tuo amico io non tentennavo. Le dicevo che non ne volevo. Anche se in cuor mio pensavo seriamente a superare il problema.
Lo so Luna che tu trovi pazzesco il mio autocolpevolizzarmi per due anni. Me ne rendo conto. E ho patito e sto patendo da più di due anni e mezzo un’insopportabile sofferenza emotiva che non mi fa più vivere Luna. Ti giuro Luna, mia moglie è stata per tanti anni una donna quasi perfetta, solare, aperta al dialogo. E credo davvero che il mio no alla maternità sia stato un trauma per lei. Soprattutto per il fatto che credo lei sia stata con la speranza che io cambiassi, che io le chiedessi di avere un figlio. Cosa che non è avvenuto. Ma quello che più gravè è che secondo me lei si sia repressa il suo forte desiderio per non ferirmi. E da due anni sta tirando fuori ciò che ha accumulato dentro. Lo so la colpa è di entrambi. Ma io mi auto colpevolizzo perché alla fine per una paura ho combinato un casino dalle proporzioni immani. Lo so che lei potrebbe sciogliere questo nodo ma onestamente non so cosa sia scattato nella sua mente. Non escludo Luna l’intervento di una terza persona. Perché non può una donna che ti ha amato scagliarsi completamente verso il marito da cui si è allontanata. Quello che non capisco però è se così fosse per quale motivo si è riavvicinata ?
Vedi Luna anche io sposo quello che hai detto. Però è certo che mi sto ammazzando con una sindrome ansiosa e auto colpevolizzante. Perché purtroppo mi sento colpevole di aver contribuito a distruggere un rapporto a cui bastava poco per continuare ad essere perfetto o quasi. Poco importa che lei abbia sbagliato a uscire di casa e a star lontano da me per più di due anni. Gli sbagli da lei fatti, anche quello eventuale dell’ipotesi di una terza persona, non mi sollevano dall’angoscia che sto vivendo ogni giorno. Perché si Luna da due anni e mezzo non solo mi auto colpevolizzo ma provo un’angoscia tremenda sin da quando mi alzo al mattino. E durante la giornata vado avanti per forza di inerzia. Da due anni non ho entusiasmo per fare le cose perché il mio pensiero è sempre lì, fisso a due anni e mezzo fa e oltre al pensiero della mia vita serena che poteva continuare ad essere tale se solo avessi capito ciò che era normale capire.
Vedi Luna io non so se realmente lei si accorga del male che mi sta facendo. Non so se lei sappia davvero quanta sofferenza sto patendo. Io credo che lei sia concentrata sulla sofferenza avuta da lei….
…E mi colpevolizza soprattutto insistendo sul fatto che io ho “non ho voluto capire le sue esigenze” accusandomi così di aver pensato solo a me stesso.
Sai Luna in questi mesi di rifrequentazione lei sembrava essere ritornata quella di un tempo. Con tutte le buone intenzioni di riprovare. Entrambi stavamo passando un brutto periodo Io reduce da un gravissimo lutto lei con un genitore in grave stato di salute. Ma sembrava la stessa persona di prima. Poi non so cosa le sia successo quella sera. Che meccanismo le sia scattato nel cervello. Un ritorno dei fantasmi. Si aspettava che io mi lasciassi andare mentre io cercavo rassicurazioni. Entrambi cercavamo rassicurazioni.
Io sto impazzendo Luna, perché sia io che mia moglie siamo due ottime persone, provenienti da famiglie tradizionali con sani principi e mi sembra assurdo che ci sia capitato tutto questo. Poi per me è semplicemente assurdo pensare che due persone che si sono amate come noi possano arrivare al punto di trattarsi in questo modo. Lo so che è pieno il mondo di queste situazioni. Ma ognuno vive la propria. Avrei accettato la situazione in cui durante il rapporto non ci sopportassimo più e ce lo dicessimo in faccia. Ma così no. Non lo capisco. La mia mente non lo concepisce.
E poi Luna un’altra cosa. Io non lo so se realmente non fossimo pronti per avere un figlio. Io non lo volevo è vero ma sapevo benissimo cosa significasse avere un figlio. Quali sacrifici avrebbe comportato. E per come sono io nel momento in cui decido di fare una cosa cerco di farla nel miglior modo possibile. In questo caso un figlio, la cosa più importante del mondo. Sono sicuro che oltre al sapere cosa fare sarebbe venuta naturale un’altra cosa: l’Amore verso di lui.
Sai Luna da qualche parte ho letto di donne che hanno parlato del proprio istinto materno come di un “istinto bestiale” verso il quale non si può resistere quando la natura chiama. Ho sentito dire che non c’è niente e nessuno che può fermare una donna quando la natura chiama a quel modo. A me non suona bene questa cosa perchè sembra risolversi tutto a istinti del momento. Però forse tu che sei donna puoi confermarmi questa cosa che io adesso sto capendo ma sicuramente prima ho sottovalutato. Ecco…”l’istinto bestiale” che mia moglie ha represso può averla portata a subire questo trauma ? Può questa repressione averla portata a un disamoramento nei miei confronti ? Ma se così fosse perchè allora si è riavvicinata ? Perchè mi ha detto poi che alla fine non sono cambiato ?
Sono quesiti a cui non riesco a dare riposta.
Anche se ritengo che la tua analisi abbia dei fondamenti di verità. A tutto questo però manca un tassello Luna: perchè una donna come lei non riesce a tornare con il marito se vuole effettivamente una famiglia ? Ma poi soprattutto perchè in particolare in questi ultimi mesi, dopo un riavvicinamento che sembrava reale si è nuovamente allontanata vomitandomi addosso tutta la sua rabbia ? Potrebbe essere solo paura di sbagliare?
Ciao
..Un inciso Luna: perdonami se a volte sono ripetitivo, se scrivo cose che già conosci. Ma questa cosa credo sia la dimostrazione del fatto che da due anni e mezzo non mi sono spostato di un millimetro. Sono sempre fermo lì.
Ma tu che mi sembri portata verso elementi di psicologia della persona come puoi contemplare il cambiamento di una persona in questo modo ?
Mi spiego meglio. Sono capitate anche a me nel corso della mia vita persone che ho frequentato e con le quali alla fine si è chiuso in malo modo. Persone con le quali fino a una settimana prima ti eri scambiato baci ed effusioni e poi sono diventate le tue più acerrime nemiche. A me personalmente non è mai capitato ciò. Nel senso che non ho mai provato rabbia e rancore verso nessuna donna. Ma capirei una situazione nella quale magari si è stati complici per un breve periodo e fondamentalmente non c’è mai stato un bene profondo tra la coppia.
Ma in una situazione come la mia come può una persona di punto in bianco modificare il proprio sentimento d’amore in uno di rabbia o quasi di odio. Parlo chiaramente di casi in cui c’è stato realmente amore o meglio ancora bene profondo, affetto sincero e quant’altro. Come può l’altra persona diventare una persona qualsiasi o peggio ancora il tuo peggior nemico ?
Soprattutto quando non c’è stato fino all’ultimo nulla di evidente che può aver portato ad un odio del genere ?
La mia mente non concepisce. Forse semplicemente perchè io non ne sarei capace. Forse perchè sono una persona che fa presente se qualcosa da fastidio. O forse perchè sono incapace di portare rancore quanto meno in un lungo periodo. Nel senso che può durare una giornata, una settimana ma poi basta.
Certo fermo restando le gravità avidenti della cosa.
Vorrei sapere il tuo pensiero su questo
Ciao di nuovo e grazie
Ciao Fuori dal Coro, ciao Luna. Cara Luna, condivido quello che scrivi…anche Fuori dal Coro condivide, ma non riesce a tirarsi su. Capisco perfettamente come si sente. Fuori dal Coro, tu pensi davvero di essere da lapidare?? ti lapidi da solo in questa storia e nessuno può convincerti che la responsabilità di come sono andate e stanno andando le cose, non è solo tua. Hai scritto che si tratta di un circolo vizioso ma non ci credi veramente! se davvero avessi individuato il meccanismo che vi sta facendo girare a vuoto (luna ti ricordi il famoso criceto) ti sposteresti di netto! salteresti giù dalla ruota e chiederesti con fermezza un confronto su di un piano nuovo di zecca. Tua moglie non era tappezzeria inerte durante il vostro matrimonio, ha partecipato in maniera attiva all’impostazione delle dinamiche che poi l’hanno fatta esplodere…anche se avesse represso il suo desiderio di maternità, l’ha fatto di sua scelta! Però, mentre tu ti sei analizzato profondamente, lei non si è messa nei tuoi panni..MAI! non ha evitato la maternità per proteggerti dalle tue paure, bensì per proteggere sè stessa dal pericolo di perderti. Ti ha perso comunque, ma a quel punto non era una perdita bensì un rifiuto di qualcosa che l’aveva corrosa dall’interno. Quel qualcosa non eri tu…era il suo rancore verso sè stessa per non essere stata in grado di parlare apertamente. Però non potendo distruggere sè stessa, ha distrutto l’immagine di te…ha distrutto te addossandoti ogni responsabilità. Non credo che il suo comportamento sia consapevole, e credo che neppure si ponga delle domande circa la sua resposabilità. Lei è donna, lei voleva diventare mamma e tu hai detto no. Tu l’hai ferita, Fuori dal Coro, e tu devi pagare. Pensa, fare un figlio oggi forse vorrebbe dire incatenarlo per sempre ai litigi fra voi. Probabilmente ogni tua “interferenza” nell’educazione del figlio ti varrebbe l’appellativo di “quello che il figlio non lo voleva”. Ma sul serio pensi che tua moglie ragioni in modo equilibrato e maturo. Concordo sul fatto che le emozioni a volte fanno a pugni con la razionalità, ma in due anni non ha ancora identificato la sua posizione nella coppia??? Vedi io parlo così, forse in maniera troppo diretta e cruda, perchè ho trascorso troppi anni a colpevolizzarmi fino all’ossessione per ogni appunto, accusa, frecciata che il mio ex mi addossava, piuttosto che combattere con i propri fantasmi. So cosa voglia dire avere a che fare con qualcuno che si rifiuta di cercare in sè stesso prima di accusare gli altri dei propri errori. Io sono convinta che amare significhi anche difendere dal dolore chi si ama e perdonare per il male che chi amiamo ci infligge. ma reciprocamente. Cribbio! tra adulti deve essere reciproco!! Il rapporto si arena e rischia di scoppiare quando è troppo sbilanciato. Tu sei colpevole al 100%, lei assolta..pura e immacolata, vittima dell’orco.
fdc, non sono un medico e quindi non è certamente corretto che io mi metta a sparare ‘diagnosi’ e usando termini impropri. Ansia, depressione etc son parole che vogliono dire ‘tutto e niente’ e tanto più se usate in modo generico e colloquiale. Quindi scusa se, per cercare di farmi capire, userò termini magari impropri. Che tu senta malessere e che te lo stia trascinando è piuttosto lampante. Uno stato di angoscia, come tu stesso lo definisci, una sindrome ansiosa, probabilmente, che si è ‘cronicizzata’ anche perché pur tentando di reggerla/risolverla/gestirla non la stai affrontando come andrebbe fatto realmente. Ma non perché hai fatto un errore e non sai porvi rimedio. Per quanto concerne il malessere che
Chiedo di nuovo scusa, perchè mi rendo conto di essere dura.
Vedi Fuori dal Coro, anche oggi a distanza di mesi ci sono momenti che mi sento molto triste, che mi accuso di non aver retto, che provo un rimorso pesante per averlo lasciato… è come se avessi commesso omissione di soccorso. Lui si che aveva atteggiamenti da orco nei miei confronti. Mi trattava peggio di uno straccio e mi zittiva facendo volare i piatti. Pur avendo paura delle sue reazioni, io non stavo zitta… cercavo in continuazione di parlare del nostro rapporto, lui non era disposto a confrontarsi..e quando lo faceva (secondo me) era solo per fare sesso, poi tutto come prima e non aveva capito niente di me e di quello che avevo detto…o meglio NON GLI FREGAVA DI CAPIRE, perchè lui è DIO in terra…e Dio non ascolta gli esseri umani, a meno che non si inginocchino sui ceci pregando per ore e patendo le pene dell’inferno in vita.
Baggianate! Dio vuole che noi siamo felici, vuole che troviamo la gioia della nostra vita, vuole che anche nel dolore ci sentiamo confortati dall’appoggio dell’amore.
Tu, Fuori dal Coro, vuoi dare al tuo matrimonio una chance concreta??
Proponi a tua moglie di sottoporsi ad un ciclo di esami preliminari per la gravidanza e di iniziare ad assumere multivitaminici ad hoc per preparare l’organismo, nel frattempo chiedile di venire con te in terapia di coppia. Chiedile se vuole anche lei costruire un rapporto nuovo, ma sia chiaro…i vecchi rancori vanno espressi fino all’ultimo dettaglio e vanno superati e lo si può fare solo se si vuole davvero che la coppia viva, altrimenti è meglio che vivano i singoli…singolarmente.
Vi abbraccio, grazie per queste oppurtinità di riflessione.
Aleba
ti trascini e DA TROPPO TEMPO ciò che tu credi sia analizzare in modo razionale fatti, colpa, responsabilità è diventato, almeno a mio avviso, da tempo (e molto tempo) in realtá un sintomo stesso del tuo malessere. Ovvero stai chiamando ‘razionalizzazione’ della tua ‘colpa’ etc qualcosa che somiglia sempre più ad una risposta difensiva-ansiogena ad un trauma emotivo e ad un forte spaesamento unito ad una violenta colpevolizzazione esterna. I tuoi meccanismi di difesa non hanno retto e non reggono questa tensione. Non reggono, mi spiace, la dinamica di tua moglie. Che poi lei stia male nessuno lo nega. Ma che tu, che scrivi, non reggi è evidente. E anche che non stai facendo abbastanza TU per un tuo stato di angoscia. Come se TU avessi un’infiammazione ma invece di curarla te la prendessi con te stesso e anche pensando che lì stia la soluzione. In realtà tutte le elucubrazioni che fai, e che tu vivi come analisi sono insieme sintomo e concausa del tuo malessere. Perché, passami i termini, hanno molto piú la caratteristica da circolo vizioso di un pensiero ossessivo compulsivo autocolpevolizzante. Su ciò, volens o nolens, lei continua a gettare benzina. Perché comunque, almeno quanto te, lei non affronta e ‘cura’ un SUO malessere. Non mi ascolterai, fdc? Penso di no. Ogni volta che ho tentato di dirti che comunque ESAGERI perché a darti dei parametri è il tuo malessere che enfatizza anche il tuo senso di colpa e le tue analisi e che NON E’ QUESTO IPER-LAVORIO MENTALE ansiogeno la strada, ci sei talmente dentro DA NON POTER VEDERLO. non è che nego il fatto che ci possa essere stato un momento in cui un problema, per varie ragioni, si è posto. Ma ben prima che con lei è con te che non stai affrontando un problema. Quello di un tuo stato di malessere CHE NON VA SOTTOVALUTATO ma RISOLTO. Che lei sia così o colà. PRENDITI CURA da uno specialista serio del TUO equilibrio. NON LO STAI FACENDO. prima che lei tornasse ad aggredirti finalmente la tua ansia almeno era calata. I tuoi post erano più lucidi anche rispetto ad un tuo costruttivo sentire. Avevi dubbi ‘normali’. Ora di nuovo TI MASSACRI.
Ciao Luna, ciao Aleba
Ho appena letto i vostri commenti ma debbo rispondervi con calma.
Siete comunque magnifiche nell’analizzare le cose. Credo che abbiate detto molte verità. Luna ne ha dette tante di verità nei suoi interventi precedenti, aleba in particolare nel suo post n. 759. devo rispondervi con calma.
A dopo grazie
Ciao Aleba, ciao Luna, eccomi qui a rispondere ai vostri interessantissimi post.
Aleba, nel tuo post n. 759 esprimi un concetto che sa molto di verità: “non ha evitato la maternità per proteggerti dalle tue paure, bensì per proteggere sè stessa dal pericolo di perderti.”
E’ vero questo concetto, me lo ha espresse lei quasi subito dopo il suo allontanamento. Mi ha perso comunque, come dici tu, ma mi ha perso quando a lei non importava più nulla di perdermi a mio parere. E forse è anche vero quando dici che non potendo distruggere se stessa ha distrutto l’immagine di me, distruggendo me ed addossandomi ogni responsabilità., lei voleva diventare mamma ed io l’ho ferita dicendole di no. Ma come sai sono tornato immediatamente indietro sui miei passi. Quindi perché questo farmela pagare ? Ho fatto uno sbaglio mica centomila e uno sbaglio ampiamente rimediabile. Ora permettimi di dire che se nascesse un figlio e ogni mia interferenza nell’educazione di un figlio mi varrebbe l’appellativo di quello che “il figlio non lo voleva” perdonami ma significherebbe che stiamo parlando di una “pazza isterica” non solo di un’immatura. Insomma Aleba questo tuo discorso che contiene verità fa apparire mia moglie come una persona incapace totalmente di ragionare. E come posso io pensare che una donna come lei: sensibile, altruista, intelligente, amorevole possa essersi trasformata in una persona del genere. Una persona cioè incapace di parlare, di dialogare, di perdonare, di ritrovare un equilibrio ?
Mi risulta assai difficile sai Aleba. Proprio perché in tanti anni ho conosciuto una persona che affrontava i problemi e sapeva risolverli, una persona matura in un certo senso.
Non chiedermi scusa Aleba. Se sono qui a dialogare con voi è perché vorrei mi diceste quello che pensate, quali sensazioni arrivino alla vostra mente qualunque essi siano. Se non vi stimassi come persone intelligenti non starei qui a scrivere con voi. Vedi Aleba, addirittura tu provi un rimorso pesante nell’averlo lasciato, nonostante lui ti trattava peggio di uno straccio. Eppure sono convinto che se lui tornasse con il capo chino, ti mostrasse serio pentimento e disponibilità a ricominciare sotto una nuova veste tu saresti disposta a riaccoglierlo.
Aleba la chanche che tu mi hai proposto già l’ho data. Ho chiesto a mia moglie di venire in terapia di coppia ma mia ha solo risposto che “se ci sarà bisogno lo farà” ma poi non si è mai proposta di farlo. Mi ha detto che “ha bisogno di aiuto, che vuole farsi aiutare, ha chiesto aiuto anche a me” ma di fatto mi ha scacciato di nuovo. Complice secondo me quel rapporto in cui non mi sono “lasciato andare” Da lì ha ricominciato col dire che non sono cambiato, che sono sempre lo stesso, che non ho capito, rinfacciandomi di nuovo il passato. Io ho accettato il confronto, ho detto la mia, cercando di capire cosa volesse in realtà e spiegando i motivi del “non essermi lasciato andare in quel rapporto”. Ma non so nella sua mente cosa le sia scattato…
…Le sono tornati in testa vecchi rancori che ancora cova dentro di si. Non è facile sapete per un uomo come me, pur innamorato della moglie, pur distrutto dal non vivere più insieme con lei, rimanere impassibile a certi suoi attacchi e argomentazioni. Non sono di ferro, ho delle emozioni anch’io. Non ha sofferto solo lei, ma anche io in questi due anni e mezzo e voi ne siete testimoni. Io sono disposto a chiudere con il passato e a ricominciare su basi nuove ma se costantemente vengo messo in discussione, se costantemente mi si chiede di cambiare, se vengo rifiutato, se non mi viene dimostrato un po’ d’amore anch’io ho i miei momenti nei quali il nervosismo prende il sopravvento. Non posso accettare ogni suo discorso senza battere ciglio. Ho sbagliato, mi prendo le responsabilità ma non posso fare costantemente il tappetino.
Luna, si confermo quello che scrivi: mi trascino da troppo tempo e una sindrome ansiosa mi si è probabilmente cronicizzata come scrivi tu. Questa tua frase: “Ovvero stai chiamando ‘razionalizzazione’ della tua ‘colpa’ etc qualcosa che somiglia sempre più ad una risposta difensiva-ansiogena ad un trauma emotivo e ad un forte spaesamento unito ad una violenta colpevolizzazione esterna. I tuoi meccanismi di difesa non hanno retto e non reggono questa tensione” rispecchia la situazione attuale di me stesso. Sto provando a curarmi, ad analizzarmi spiegando il mio malessere, la mia angoscia e soprattutto cercando di d spiegare ciò che è accaduto a mia moglie.
Però sono consapevole di quello che dici tu. In effetti tutto questo ha innescato in me un pensiero ossessivo. Ma perché Luna ? Perché i miei errori si riflettono nella vita di ogni giorno. Fermo restando gli errori di mia moglie, il suo modo come dici tu di gettare benzina sul mio pensiero auto colpevolizzante, la vita di ogni giorno mi ricorda costantemente il fallimento della mia storia. E mentre nella maggior parte delle separazioni esiste una spiegazione logica e plausibile come ad esempio forti conflitti caratteriali, discussioni estreme, incomprensioni evidenti scatenanti litigi difficili da sopportare nella mia c’è di fondo una base di assurdità: la mia ostinazione a non volere un figlio per una sorta di paura. Andando pure contro la mia natura che è quella di un uomo nella cui concezione di vita c’era quella di sedersi la sera attorno ad un tavolo con moglie e figli. In pratica il mio malessere, la mia angoscia sono amplificati dal fatto che mi sono “castrato” da solo vittima di un’ansia nascosta che cercavo di camuffare evitando situazioni che avrebbero potuta farla emergere come la nascita di un figlio. Un po’ come quello che vorrebbe viaggiare per il mondo ma che non lo fa per l’estrema paura di prendere l’aereo. Si castra: si toglie il piacere del viaggio per non saper gestire la paura dell’aereo.
Ecco perchè continuo a massacrarmi Luna, ecco perchè non trovo pace. A prescindere dai torti di mia moglie. Vedi Luna se avessimo avuto un figlio e mia moglie….
…avesse perso la testa trattandomi male o cambiando completamente il suo modo di essere. Fermo restando che avrei cercato di capire, comprenderla di venirle incontro. Fermo restando il fatto che avrei fatto l’impossibile pur di mantenere il matrimonio per amore di lei e dei figli avrei sofferto di meno. Perchè non ci sarebbe nessun punto “focale” assurdo come l’autocastrazione evidenziatasi nel non volere formarsi una famiglia. Vedi Luna in questi due anni e mezzo ho conosciuto una donna separatasi anch’essa dal marito. Lei non ha figli perchè non ne ha voluti e uno dei motivi per i quali il marito l’ha lasciata è stato questo. Però lei pur soffrendo per la separazione è ferma sul suo punto di vista. Non voleva figli e non ne vuole, per cui non si autocolpevolizza più di tanto. A differenza di me che adesso quando vedo un bambino è come se ricevessi tanti pugni alla bocca dello stomaco.
Ok Luna, potrei dire che ho sbagliato, che ho fatto di tutto per rimediare e che alla fine è lei che mi ha chiuso la porta in faccia. Potrei dire con tutta onestà che io al suo posto non avrei agito così che in nome dell’amore avrei perdonato la sua mancanza. Come d’altra parte le sto perdonando l’avermi abbandonato e l’avermi lasciato soffrire da solo. Potrei dire che una donna che lascia soffrire così un uomo che dice di aver amato con tutta se stessa è da considerarsi una donna di animo cattivo e forse non mossa da reale sentimento ma non lo faccio. Sono qui a giustificarla comunque anche se mi rendo conto che razionalmente non avrei mai voluto accanto a me una persona che non persona o che perde un sentimento in questo modo.
Vedi Luna io sono convinto che sia tu che Aleba abbiate dovuto per forza di cose allontarvi dai vostri rispettivi partner. Ma dentro di voi penso che risieda ancora un sentimento. Magari sopito dai comportamenti dell’altro che vi hanno indotto ad interrompere il rapporto. Ma tutto mi fa pensare che se i vostri ex compagni fossero tornati indietro sui propri passi, vi avessero dimostrato il loro reale sentimento a fronte di reali scuse riguardo i loro errori credo che, magari a fatica, ma avreste ricomposto il vostro rapporto.
Purtroppo cara Luna, pur dandoti ragione quasi totalmente su quanto mi scrivi, mi rendo conto di avere una ferita ancora aperta e che fatica a rimarginarsi anzi si riapre nuovamente durante la vita di tutti i giorni.
E per dirla tutta nonostante veda oggi negli occhi di mia moglie tanta rabbia nei miei confronti, dietro quella rabbia vedo sempre lo sguardo dolce di quella ragazza che mi ha accompagnato negli anni. E il suo sorriso. Basterebbe poco per cancellare tutto. Un suo sorriso, un suo sguardo una sua frase che dicesse: “ok abbiamo sbagliato dai ricominciamo”. E impazzisco al pensiero che lei non sia in grado di fare una cosa così semplice.
Ed ogni mattina, ogni giorno, ogni sera. Ancora oggi dopo due anni e mezzo mi chiedo ma come è possibile che sia accaduto tutto ciò ?
Baci Luna, Baci Aleba
Fuori dal Coro :”Ma come sai sono tornato immediatamente indietro sui miei passi. Quindi perché questo farmela pagare ?” tu hai deciso di rielaborare la tua posizione riguardo al figlio perchè hai aperto gli occhi….lei gli occhi vuole tenerli chiusi. Te la fa pagare perchè non accetta di considerarsi coresponsabile…vuole che la colpa sia solo tuo e solo facendotela pagare riesce a mantenere questa posizione. Vuole farsi aiutare, ma concretamente non fa un passo…fa troppo male per lei guardarsi dentro, meglio far stare male te. Credo che abbia dei contrasti interiori fortissimi e li ignori. Se ammettesse le sue responsabilità dovrebbe anche confrontarsi con tutto il dolore che ti ha causato.
Anche su questo punto :”Ora permettimi di dire che se nascesse un figlio e ogni mia interferenza nell’educazione di un figlio mi varrebbe l’appellativo di quello che “il figlio non lo voleva” perdonami ma significherebbe che stiamo parlando di una “pazza isterica” non solo di un’immatura.” Non penso sia una pazza isterica, solo…ma visto che scrivi che ti rinfaccia cose anche prima del matrimonio, penso che se non si decide a fare chiarezza dentro di sè, rimarrà sempre qualcosa di rinfacciabile. Tutti sbagliamo, ma una volta trovato l’errore, appurata la causa, elaborata la soluzione: basta…non se ne parla più! si procede…voce del verbo: to move on! Rinvangare il passato ogni qualvolta ci sentiamo a disagio non è sintomo di isteria, semplicemente di questioni irrisolte. Faresti un figlio prima di chiarire tutto? prima che lei sia conscia di dove ha sbagliato, che chieda il tuo perdono e che ti offra il suo?. Si, Fuori dal Coro….se il mio ex venisse folgorato sulla via di Damasco e venisse da me illuminato di verità e umiltà…io lo accoglierei a braccia aperte. L’avevo accolto già in precedenza, i suoi argomenti mi avevano convinta…ma feci male, lui non aveva per niente lavorato sui propri problemi, semplicemente non voleva perdermi perchè ero la sua ancora di salvezza. Purtroppo anche io avevo bisogno di essere salvata qualche volta, e lui mi ha sempre voltato le spalle…come potevo pensare a salvare lui quando non riuscivo più a respirare??
La vita fa strani giri, ma ci dentro di noi sappiamo sempre quale sia la strada migliore….
Abbraccio!
ciao cari 🙂
e grazie ad entrambi per i vostri interventi.
Fuori dal Coro, guarda che comprendo benissimo il tuo discorso sull’areoplano ecc. Il punto è però che se abbiamo un ansia ha una funzione, non hai certo avuto delle ansie per fare un dispetto a tua moglie. In quel momento hai espresso delle ansie e, mi spiace, ma ribadisco per l’ennesima volta che se lei non avesse avuto a sua volta delle cose sue irrisolte (delle sue ansie o quel che fossero, e prova ne sia, come sottolinea Aleba, il suo rinfacciamento anche retroattivo e il suo colpevolizzarti pure per come LEI gestiva le sue ansie) sarebbe stata in grado di prenderne atto non in modo disfunzionale e autoreferenziale, ma comunque con rispetto. A sua volta, e lo ripeto per l’ennesima volta, anche lei avrebbe potuto sostenerti, aiutarti, comprenderti, e anche stimolarti a chiedere aiuto per superare le tue ansie. Cosa che lei non ha fatto, mi pare, nel modo più assoluto.
Perché tu non potevi permetterti di avere ansie. Dovevi solo essere in grado di vedere le sue, rispettarle, porvi rimedio.
Ora, è possibile che non siamo in grado di accettare il fatto che una persona abbia delle sue ansie, ma tra ciò e provare rancore per anni e anni vivendo la cosa in modo totalmente autoreferenziale e continuare a non vedere e incolpare una persona che si sta martirizzando anche da sola ce ne corre.
Non esiste solo essere delle pazze isteriche, Fuori dal Coro, esiste anche gestire in modo non funzionale i propri conflitti, proiettarli all’esterno, ecc ecc. Le cose che ti sta dicenco Aleba.
E comunque lei non si muove su un piano di parità con te, poco da fare. Perché dov’è la sua empatia nei tuoi confronti? Dove sono i suoi sforzi per analizzare, rimettere realmente in equilibrio se stessa per trovare una via costruttiva?
Io leggo da un sacco di tempo un uomo che non fa altro che analizzare e prendersi le colpe e andare in protezione nei confronti di lei.
Io ti dico, ma dove starebbe scritto che lei è più fragile di te? dove?
tu stai molto male, ma lei non lo vede, e non se ne prende cura. Mentre tu ti fai carico del suo malessere oltre che del tuo.
Non si tratta di mettere sul banco degli imputati qualcuno, ma tu lo fai con te stesso, in continuazione, e in continuazione assolvi lei da ogni responsabilità, come compagna.
Prima che madre lei è o non è una compagna?
Tu dici che hai fallito come uomo perché le hai/ti sei negato la paternità. Ma lei si è comportata da compagna nei tuoi confronti?
Lo sta facendo?
Una compagna non si accorge del fatto che tu hai una sindrome d’ansia con le contropalle, ti stai accoppando con una colpevolizzazione ossessiva, che stai vivendo come un dramma di proporzioni abnormi un tuo passaggio evolutivo? Che LEI ha deciso doveva avvenire in un determinato momento e siccome non è così: patibolo.
Te l’ho già detto: avevi delle ansie? avresti potuto superarle anche senza uno shock come un tir con rimorchio.
Se tu hai fatto un certo tipo di percorso dentro di te
vuol dire che i semi in te per quel percorso c’erano.
La cosa triste non è che tu ti sei castrato da solo e quindi, visto l’errore madornale che hai fatto, è corretto che per questo tu stia pagando due anni e mezzo e oltre di torture.
Questa sua sensazione DERIVA DALLA SUA REAZIONE NON DALLA TUA “COLPA”, AZZO! MA TU NON LO VEDI.
Sei lì che ripercorri il film 239 volte al giorno.
lei che ti dice: voglio un figlio.
tu che dici di no perché hai delle ansie: catastrofe.
tu che comprendi, ma è troppo tardi, è colpa tua quindi, comunque, se è catastrofe.
altra versione.
lei che ti dice voglio un figlio.
Tu non hai ansie al mondo e dici: che bello cara, io sogno una famiglia e non ho nessuna ansia al mondo.
lei sorride, tu sorridi, musica da mulino bianco e eterna felicità.
ora, fermo restando che a te non serve ripercorrere 4500000000 volte il passato con cui ti autoflagelli, ma non riesci a capirlo (e anche per questo io ti consiglio di andare da qualcuno che ti aiuti a comprendere DOVE stai sbagliando CON TE STESSO innanzitutto) non ti rendi conto che:
lei ti chiede di avere un figlio.
tu hai delle ansie.
Invece di pensare che le ansie sono contro di lei, lei si rende conto che sei un essere umano anche tu e si rende conto che prima di avere un figlio le ansie vanno sciolte. che siano quelle di lei, che siano quelle di lui.
quindi mette all’ordine del giorno comprendere perché il suo uomo abbia paura. e prima di decidere di andarsene e provare rancore per anni rinfacciandogli il suo egoismo nei suoi confronti e la ferita lacero contusa che le ha provocato, e arrivare anche a pensare che se lui fa un certo percorso sia tutta scena, fa una cosa: SI PONE IN ASCOLTO. Di entrambi.
Ora, è evidente che non è stata in grado di farlo.
Sennò non sarebbe fossilizzata ancora sul passato, e sul passato ancora più passato. Ma la cosa che tu non vuoi capire è: perché spetta a te prenderti carico sia di quello che non sei riuscito a fare tu che di quello che lei non è riuscita a fare? Di quello che non riesce tuttora a fare o non vuole fare.
@E mentre nella maggior parte delle separazioni esiste una spiegazione logica e plausibile come ad esempio forti conflitti caratteriali, discussioni estreme, incomprensioni evidenti scatenanti litigi difficili da sopportare
Guarda, Fuori dal Coro, che è quello che è successo e sta succedendo a voi. Solo che tu non vuoi prenderne atto e quindi dici: è colpa mia, se io avessi detto di sì. – Io il mio uomo me lo sono ripreso, e non una volta. Diceva “mi rendo conto, mi farò aiutare”. Passavamo periodi stupendi e poi tornavano alla carica i suoi vecchi rancori e fantasmi, esattamente come fa tua moglie. Perché non li affrontava mai. La stessa cosa che fa tua moglie. Quindi la tua frustrazione la conosco. La questione non era il figlio, era un’altra cosa. Ma la dinamica è molto più simile di quanto tu voglia/riesca a vedere. Se continua a farti la guerra spostati. Se torna assertivamente ci penserai.
Ciao Aleba e Luna
Quando vi leggo rimango colpito dai vostri modi di capire i problemi degli altri, in questo caso i miei. Vi ringrazio per questo.
Aleba, Luna io credo che mia moglie mi incolpi continuamente perché penso che fondamentalmente lei non creda minimamente al fatto che il mio non volere un figlio sia solo frutto di paura.
E in parte la capisco anche perché i motivi principali per cui non volevo un figlio erano legati alla paura di cambiare vita e di rischiare di rompere un equilibrio di coppia che a me sembrava perfetto. A queste mie considerazioni lei rispondeva che avere un figlio non era una tragedia e che avremmo comunque continuato a fare la vita di sempre.
Ma io sono sincero vedevo un figlio come l’ostacolo alla continuazione della nostra vita così piena di libertà. In sostanza stavamo godendoci appieno i piaceri della vita, viaggiando, uscendo con amici, dedicarci alle nostre passioni per cui vedevo un figlio come una limitazione a tutto questo.
Mi confrontavo con i miei amici che avevano figli e li vedevo sempre pieni di problemi. Mi sentivo fortunato per poter vivere in allegria e senza pensieri la nostra vita di coppia.
Lei in tutto questo ha visto l’egoismo, solo l’egoismo. Per carità, non posso negare che non ci sia egoismo. Visto che l’egoismo è la soddisfazione dei propri bisogni. Ma posso garantire che nonostante avessi questi pensieri spesso facevo delle considerazioni tra me e me. Mi isolavo e pensavo a quando in fondo sarebbe stato bello avere un figlio e che sarei stato un ottimo padre.
La paura di cambiare vita sommata poi alla paura reale delle difficoltà oggettive della vita di ogni giorno legate alla gestione di un figlio: le paure legate alla nostra società, ai pericoli reali legati alla vita di oggi prendevano il sopravvento e mi facevano pensare alla fine che forse non era il caso di imbattersi in questa avventura rischiando di compromettere quello che io vedevo come una idilliaca vita di coppia.
A volte per difendermi dalle sue richieste mi è capitato di usare frasi infelici. E lei in questi miei rifiuti non ha visto le mie ansie quanto una mancanza di responsabilità. Un non volersi assumere responsabilità, forse un mio rimanere eterno bambino. Senza considerare che in tutte le altre situazioni della vita mi assumevo eccome le mie responsabilità.
Sai Luna, sai Aleba, ogni volta che lei mi chiedeva un figlio mi saliva l’ansia, l’angoscia. Soprattutto perché non mi sentivo in grado di gestire la situazione. Io che ero sempre stato sicuro di me con le mie idee e con le mie convinzioni. Sono sicuro che lei abbia fatto una somma: io sicuro del fatto mio in tutte le cose, i sicuro sul fatto di non volere un figlio. Ergo non c’era nulla da fare.
In questi due anni e mezzo di scuse e fustigazioni le ho detto più volte che il mio rifiuto di avere un figlio era in realtà dettato dalla paura di cambiare vita. Ma lei invece è sempre più convinta del mio egoismo in quanto a suo dire io non ho “voluto” vedere…
….il suo disagio, infischiandomene del suo malessere e pensando solo a me stesso, a star bene io. Non vuole capire che in fondo io ero convinto che lei comunque stesse bene con me, in coppia e che inoltre io stesso non ho mai visto lei convinta dell’idea di avere un figlio. Onestamente la sua richiesta a volte mi sembrava dettata dal fatto che “bisognava fare un figlio, causa il rischio di pentirsene in seguito”. Una volta mi disse anche una frase del genere e io ne rimasi colpito negativamente.
E’ questo secondo me il nocciolo della questione. Lei oggi è arciconvinta del fatto che io anche attualmente non possa desiderare figli in quanto non ne ho mai voluti e che fondamentalmente il mio “volerne” sia dettato dalla paura di perderla.
Mi ricordo che un anno fa la portai a vedere un film: “Immaturi” in cui tra gli altri c’era un personaggio interpretato da Raoul Bova che non voleva figli dalla propria compagna proprio per i motivi che ho elencato io: la paura di cambiare vita, di non poter più viaggiare, di dedicarsi a pappe e pannolini e di cambiare quel rapporto di coppia in cui sono importanti solo i due amanti. Nel film la compagna rimane incinta e lui, scioccato, le dice di non sentirsi pronto, ma più chiaramente le dice di “non volere un figlio”. Salvo poi riflettere dopo un po’ di giorni, tornare indietro sui propri pensieri e dimostrarsi pronto ad affrontare l’avventura di padre.
Mentre guardavamo il film facevo notare a mia moglie le assonanze con la nostra/mia situazione ma neanche questa cosa è riuscita a smuoverla.
In mezzo alle sue accuse lei sostiene di aver paura, di aver paura di sbagliare ancora. E tra accuse e paure c’è ancora in lei il rinfaccio per non averle dato un figlio.
Quando io parlo sembra non ascoltarmi, quando le chiedo scusa per ogni cosa lei è come se rivedesse un film. Un film nel quale io sono il mostro che non ha paura di avere figli…ma che proprio non li vuole. Lei ha pesato ogni mia parola, ogni mia frase riguardo alla questione figlio. Un mio “non voglio figli” è una frase drastica detta da un uomo che non dà chanche.
E lei cosa ha fatto secondo me ? Ha cercato di “castrarsi” (in questo caso lei) cercando di sopprimere il suo desiderio di maternità per non perdermi. E qui è stato il suo errore perché “è scoppiata” e reprimendo il suo desiderio ha covato rancore verso di me che sono colui che l’ha costretta a prendere questa decisione.
Ecco perché mi fustigo care Aleba e Luna ecco perché sono entrato in questa sindrome ansiosa da cui non riesco a uscire, ecco perché cerco sempre di giustificarla nonostante tutto. Perché penso che con il mio modo di comportarmi le abbia fatto del male seppur inconsciamente.
Il mio grosso errore care ragazze non è stato tanto quello di non desiderare un figlio quanto il modo di comunicarglielo. Nel senso che io dovevo rimanere fermo su quelle che erano i miei reali impedimenti: la paura cioè di cambiare vita, di rompere il nostro equilibrio, di distruggere la vita….
il problema di comunicazione mi pare, lo dici tu stesso, è stato reciproco. Tu dici che le donne se la legano e che hanno un istinto materno bestiale. Io penso che se tutti andassero in una tale fissazione colpevolizzante che tu giustifichi il mondo sarebbe finito da un pezzo. Perché molto ma molto spesso le grandi decisioni della vita presentano dei conflitti interiori e anche la necessità di parlarne. Poi non so quanti abbiano il coraggio di ammettere, diventati genitori, o magari lo hanno dimenticato, di aver avuto le tue identiche perplessità ma son piuttosto ovvie. Molti peraltro partono in quarta ma si lamentano dopo. Non dubito che tua moglie possa essere stata ferita da un problema di comunicazione. Ma sviscerare un problema di comunicazione è diverso da accusare qualcuno di essere ciò che sente di non essere, per tre anni. Se tu non fossi ancora innamorato di lei, per un percorso interiore che hai fatto, a quest’ora potresti già essere padre con un’altra donna. Non certo per dimostrarti o dimostrarle qualcosa, ma perché la tua vita e evoluzione
…idilliaca che a mio parere stavamo conducendo. Non dovevo andare oltre dicendo due o tre frasi infelici che hanno deviato il problema. Lei ormai è convinta di una cosa: che io non voglio figli e che tutto quello che sto facendo sia solo il frutto dell’orgoglio del non accettare “una sconfitta”.
Ecco lei non penso creda al mio totale ravvedimento alla mia voglia reale di formare una famiglia con me. Lei mi vede sotto la forma di qualcuno che “ha perso” e che farebbe qualsiasi cosa pur di evitare la sconfitta. Non mi vede in altro modo perché non è possibile che ogni qualvolta cerchiamo di riprendere un discorso basta che venga detta una parola fuori posto che si ritorna ai tempi passati al rinfaccio del fatto che io “un figlio non lo voglio”. La musica è sempre questa.
Il mio fustigarmi è come una inc…..z..tura verso me stesso è come dirmi “deficiente cosa hai fatto ? ma non hai capito che agendo in questo modo le facevi del male ?”
Credetemi ragazze, nella mia vita non ho mai dato una risposta sbagliata a qualcuno e ho sempre pesato le parole. Non mi spiego come con lei abbia fatto questo.
E’ chiaro Aleba che ho ancora la lucidità per capire che lei se mi vuole davvero bene dovrebbe andare oltre il suo rancore, dovrebbe capire il mio pentimento, dovrebbe accorgersi di quanto realmente la amo e ho bisogno di stare con lei
Ma questo non succede e come dite voi il problema è dentro di lei. E’ lei che si chiude, è lei che mi incolpa, è lei che non si apre al dialogo. E’ lei che decide per me “patibolo” per dirla alla Luna.
Purtroppo ragazze io vedo mia moglie con gli occhi della persona che vuole bene e che si rende conto, nonostante tutto che lei sta soffrendo. Per qualsiasi cosa ma sta soffrendo. Perchè a mio parere non è un bel vivere il suo. Come il mio per carità, perchè lei non si interessa di sapere come sto. Per lei io sono quello che fa la vittima, l’incompreso. Mentre in sostanza dal suo punto di vista è lei quella che sta male non io. Io son quello che “ha voluto stare male”. Sono io quello che “l’ha fatta uscire di casa”.
Ecco il suo ragionamento, che è un po’ quello che dice Luna.
Un abbraccio a voi
sarebbero andate avanti. In fondo sei in un angosciante e allucinante stand by da anni, a non vivere dandoti pugni in testa e sul cuore per quello che è successo anni fa, e che comunque non era una tragedia. Una ferita? Ok, ma una ferita comunque affrontabile in modo più costruttivo di così, a stare insieme o lasciarvi. Sai, fuori dal coro, io penso che molto doloroso possa essere lasciare qualcuno perché DAVVERO non vuole un figlio o perché lo vuole e tu no. Entrambe comunque intenzioni sacrosante. ENTRAMBE, mi ripeto. Conosco splendide persone che non se la son sentita di avere figli. Comunque non è il vostro caso, quel DAVVERO, perché DA ANNI le dici che anche tu desideri avere un figlio (ma in una coppia SERENA. il che mi pare sacrosanto). Penso che tragico possa essere scoprire che ci sono impedimenti fisici al concepimento, perdere un figlio durante la gravidanza, dei problemi di salute del figlio… Io onestamente posso pure capire una frustrazione emotiva di lei ma al contempo, mi spiace, il suo senso di eccesso del tragico mi inquieta. Mi inquieta perché mi pare talmente chiusa nella fissità di un suo volere frustrato e cmq anche autofrustrato da trattare insieme la cosa come una TRAGEDIA IRREPARABILE (il nocciolo se fosse vero sarebbe riparabile da anni) che come una sorta di orgogliosa e infantile lesa maestà. Mi pare, con tutto il rispetto per la sua sensibilità, che lei abbia dimenticato che la donna sarà anche colei che porta il figlio in grembo ma ciò non può costituire un ricatto di superiorità nè prima, nè durante nè dopo. In ogni caso un figlio sarebbe vostro. Tu hai costruito un tuo rapporto con la paternità anche con quei dubbi e lo fai quando ti chiedi se lei ti ama e ti capisce e quando immagini che tuo figlio sarebbe più sereno nel verde e quando pensi a tuo padre. Da donna ti dico che la sua arroganza come ‘portatrice di vita” ha nauseato me
a me non pare solo un problema di sofferenza e chiusura, fuori dal coro, ma anche di impostazione. Lo so che la mia ultima frase del precedente post può suonare molto dura, e lo sarà anche, ma non condivido, da persona, prima ancora che da donna, il tuo concetto che in nome dell’istinto materno, anche frustrato che sia, ‘tutto sia lecito’. Non condivido un concetto giustificatorio in base all’istinto ‘bestiale’ che tu hai citato. Non ho figli, ma quell’istinto di cui parli comunque ce l’ho anch’io, ma non è tanto questo il concetto, perché ammettendo pure che non mi abbia ancora fatto perdere l’equilibrio (e non credo che il fatto di perderlo sia da sè la prova di un maggiore e più vivido istinto materno)