Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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…Vuole un altro tipo di uomo forse o cosa ? Dovrei rinnegare tutte le scelte fatte in passato ? Ma perchè ? Ok posso aver commesso qualche errore. Ma si può parlare di separazione se un uomo e poco attento in qualche momento della giornata ? Se un uomo può collaborare di più in casa ? Se qualche volta e sottolineo “qualche volta” è arrivato tardi per cena perchè stavo a 10 metri da casa a parlare con un amico o con un parente ? Non sarebbe il caso di discutere e approfondire il discorso: dire a chiare lettere: questo mi da fastidio. Sai Luna, avevo la brutta abitudine di entrare in casa passando le scarpe sul tappeto solo un paio di volte, non pulendole bene quindi. Lei me lo ha sottolineato più volte. Bè non c’era giorno che non entrassi in casa in cui non pulivo le scarpe quasi dieci volte. Lo faccio tuttora. E’ un difetto che può portare alla separazione questo ? Mi ha rinfacciato di non essere una persona attenta, di essere una persona che antepone le proprie passioni a tutto il resto. Si certo ho le mie passioni, il calcio ad esempio, ma non le anteporrei a cose importanti, come la famiglia e figli. Ho cercato sempre di far convivere questa mia passione con il benessere della famiglia. Non credo sia grave posticipare un cinema o una pizza di un paio d’ore o il giorno seguente per aver modo di seguire una partita. Questo non significa che davanti ad un qualcosa di importante non rinuncerei ad una partita di calcio. Non mi sembrava di fare qualcosa di così malvagio. O sbaglio Luna ? Ecco in fondo sono queste le cose che a tutt’oggi mi rimprovera.
Comunque Luna non voglio dilungarmi ancora a cercare giustificazioni su me stesso. Io sono pronto ad andarle incontro su qualsiasi cosa. Ma lei sembra fregarsene di me. Le ho chiesto che mi dimostrasse amore. Lei mi ha detto che con me ha sempre dovuto dimostrare qualcosa. Ma credo sia normale che una donna che va via di casa, che ti chiede la separazione debba dimostrare di provare un sentimento per poter formare una famiglia con il marito che ha lasciato.
Quello che tuttora non capisco, nonostante questa crisi che sembra sia scaturita dai mie comportamenti, è come possa svanire in questo modo unamore che sembrava inossidabile e trasformarsi in rabbia estrema. Ma soprattutto non riesco a capire come mai oggi non sono sufficienti 50.000 parole (come dicevi tu Luna) per comprenderci, per dire le cose più semplici di questo mondo. Ci si capiva con uno sguardo anni fa. Oggi neanche un libro riuscirebbe a chiarirci. Ma perchè succede questo ? Perchè questo “difetto di comunicazione” ? Perchè questa difficoltà nel dialogare e nel pensare che ogni cosa debba essere detta per far male all’altro ? Io non sono così, non lo sono mai stato nè lo sono tuttora. Ma sono entrato in questo vortice da cui non riesco ad uscire. Capisco che ora lei ha anche altri problemi, di salute piuttosto gravi di suoi familiari e so quanto sia importante per lei. Me ne rendo conto e ho provato a starle vicino anche….
…per questo. Ma lei mi ha tirato fuori anche da questo ruolo. Dicendo che io ora le sono “d’intralcio”. In quanto io non le do la serenità necessaria. E lei ha bisogno di serenità per affrontare questi momenti.
Mi hai dato tanti consigli Luna. Ho visto che non hai terminato il tuo ultimo post. Cosa pensi ? Come dovrei comportarmi in questo momento ? Nonostante tutto la cosa certa è che io le voglio davvero bene. La amo. Ma lei pare non capire. Non credo davvero che a lei non importi nulla sul serio. Forse ha davvero paura. Forse sta attraversando anche lei un momento terribile. E forse le ho fatto più male (inconsapevolmente) di quanto possa immaginare.
Cosa ne pensi ? Mi sembra sempre di tralasciare qualcosa di importante da dirti.
Un bacio e buona festa
Ciao Fuori dal Coro, ciao Luna. Mi ha colpito la frase che hai detto a tua moglie “…non sapendo fare la moglie come poteva pensare di fare la mamma ?”. .. anche il mio ex l’anno scorso, durante una discussione quando ormai era chiaro che aveva già detto e fatto ogni cosa per ferirmi e che per me era solo routine, dolorosa ma interrompibile, mi rincorse mentre andavo al lavoro e mi gridò in faccia “Credi di essere una brava mamma??” Ricordo che lo guardai come se non l’avessi sentito, mentre quella frase era come un calcio ben assestato al cuore. Quando rincasai fù l’unica volta che mi chiese scusa. Le dinamiche che si innescano quando qualcosa di prezioso, paragonabile alla tua stessa vita ti sta sfuggendo irrimediabilmente dalle mani, possono facilmente sfociare in qualcosa di veramente brutto. E’ fondamentale, secondo me, non fingere MAI che un fatto brutto non sia accaduto, pensando che ignorandolo sarà come se non fosse mai successo. Ma tu hai chiarito, tu hai fatto un lavoro fin troppo dissanguante di autocritica. Fuori dal Coro, concordo con Luna, già avevamo chiarito: considerare un figlio una prova d’amore del partner è molto molto pericoloso. Ci vogliono pochi secondi per concepirlo, ma si crea una vita! Tu avevi delle paure paralizzanti prima, ora sei più sereno…anzi senti anche tu l’esigenza di metter su famiglia, ma lei proprio non ti concede appello!! A costo di mettere in crisi pure sè stessa, non riesce a capire il nodo centrale della questione non sei tu, bensì LEI. Anche lei mi sembra paralizzata sulle sue posizioni dalla paura di non diventare madre, dovrebbe cercare di smorzare la tensione di guardarsi dentro, se c’è l’amore il figlio verrà…ma se vuole il figlio nonostante nutra ancora rancore verso di te, allora i presupposti non ci sono. Se vi amate PARLATE e chiaritevi, lascia che lei si sfoghi, falle dire tutto quello che vuole e poi replica punto per punto per iscritto. La chiarezza è la base fondamentale per ogni tipo di rapporto, altrimenti scoppia!
Bacioni a tutti.
aleba, ciao cara. E’ vero, esistono frasi bomba. Però c’è anche una differenza tra tenersele dentro, poi, e farsi i propri film (il mio lui lo ha fatto, e con una frase che, tra l’altro, lo aveva shokkato perché ne fraintese pure il senso) o dare all’altro anche la possibilità di spiegarci, chiarire. A me pare, fdc, che tu abbia spiegato, detto per due anni e mezzo e che anche lei, a parole, te ne abbia suonate parecchie, vedi anche riguardo il tuo presunto errore apocalittico, per cui te le sei suonate anche da solo, e quanto! – e continua a suonartele anche ora, sostenendo che la stai attaccando tu, e avanti e avanti anche se le hai spiegato, così dici, cosa senti e cosa vuoi.
lo considera, lei, che 2 anni fa, quando le hai detto le tue ragioni e motivazioni, il timore di uno scossone nei vostri equilibri (neanche tu fossi l’unico a formulare questo pensiero!) invece di rassicurarti di più e ragionare con te su questa tua paura e esigenza, trasmettendoti tranquillità, se n’è andata di casa, incazzata nera e chiusa? Considera che invece di darti una maggiore prova di tenuta della coppia ti ha dimostrato una sua inaffidabilità?
FUORI DAL CORO, perdonami, ma mi chiedo se tua moglie abbia la maturità necessaria per rendersi conto, al di là del concetto ideale di “maternità” e del fatto che vede tutto girare attorno al fatto di diventare madre come conferma di tutta una serie di cose, in cui forse e probabilemente l’insicura è lei, che le persone, non solo lei, hanno un’emotività e che l’essere genitori non è qualcosa per cui concepisci un figlio, e sempre al primo tentativo, il giorno dopo è nato, e suona una musichetta da commedia americana mentre tutto si risolve nel fatto che ti senti una donna con la medaglia perché cammini con tuo figlio dentro alla carrozzina e tutti ti fanno i complimenti.
Non vorrei sembrarti caustica, non sto dicendo che per una donna il fatto di diventare madre non significhi tutta una serie di emozioni fortissime, e che non sia un tema delicato.
Ma sto dicendo che se una donna non ascolta l’uomo con cui vuole avere un figlio e non lo vede come un partner alla pari nel momento in cui lui lei sta dicendo come si pone lui nei confronti della paternità, e non riesce a parlare più serenamente e costruttivamente di cosa significa, per ENTRAMBI, questo passo importante e parte per la tangente dicendogli che lui è un egoista e che non capisce, non sa, non vuole, non è, e prende la porta di fronte ad un incomprensione, una difficoltà e chiude il dialogo e dà tutto per scontato… beh, mi chiedo se stia lasciando davvero spazio (mentre dice che il suo uomo NON LO VUOLE) a quell’uomo come marito e padre.
E mi chiedo (e penso che tu abbia tutto il diritto di chiederlo) se avrebbe lo stesso identico o simile atteggiamento se concepire il figlio si dimostrasse più difficile del previsto, durante i nove mesi di gravidanza (che non sono solo guardarsi la pancia), nei primi mesi in cui non si chiude occhio e si impara appena cosa significhi avere un figlio per davvero, e in seguito e in seguito e in seguito e non solo fino alla maggiore età del pargolo.
Io non ho figli, ma tu dicevi del vero quando dicevi che un figlio cambia gli equilibri. Può cambiarli anche in meglio, ma li cambia, e più che mai, credo, serve essere una squadra, e dirsi le cose, e spiegarsi le cose, e anche palesare i dubbi, e anche riuscire a sopportare tensioni o incomprensioni e riuscire ad aggiustare il tiro e rassicurarsi a vicenda. E questo te lo dico perché io non ho figli, ma sono una figlia, e al contempo perché i miei amici hanno figli, chi uno, chi due, chi tre. E peraltro la maggior parte li hanno avuti all’età di tua moglie. Ci sono coloro che hanno sempre saputo che avrebbero avuto dei figli, e coloro che ad un certo punto si sono incontrati in questo progetto anche aspettandosi a vicenda e considerando, non in modo accusatorio, che era un passaggio che richiedeva una serie di riflessioni e assestamenti. I genitori che conosco discutono e a volte si innervosiscono, ma non è che si separano perché lui non ha capito in tre secondi e mezzo come si tiene un bambino.
A volte si sentono incompresi, lui o lei, a volte vedono l’altro o l’altra come un egoista patentato. A volte capita che uno faccia una cosa credendo di fare bene e che l’altro soffra perché invece voleva che facesse qualcosa d’altro.
Questo te lo dico perché li vedo. Ma li vedo con affetto anche vivere queste incomprensioni, umane tensioni, soprattutto all’inizio di questa meravigliosa e faticosa avventura, e nel caso in cui, assestati sul fatto di avere il primo figlio, arriva il secondo e bisogna ricominciare daccapo, ricreando un nuovo equilibrio, avendo meno tempo per sè. Vedo madri restarci male perché lui non ha capito che doveva arrivare prima dal lavoro, ma al contempo poi digli “vai, vai a prendere aria con il tuo amico un’oretta” perché si rendono conto che sennò lui scaturisce, e non perché è un cattivo padre che non ama sua moglie e suo figlio, ma perché anche lei a volte rischia di scaturire, e non perché è una cattiva madre o non ama suo marito.
Sento persone, al di là degli ideali, dire la verità, pure con gli occhi pieni d’amore: “finalmente sono tornata a lavorare e a parlare con gente più alta di un metro” (però sempre con il cuore di mamma e non vedendo l’ora di tornare a casa) o “sono mesi che non riusciamo a chiudere occhio”. L’altro giorno parlavo con un uomo molto intelligente e simpatico, ci conosciamo da quando eravamo ragazzi, anche con sua moglie. Hanno due figlie piccole, una ha sette mesi. Lui chiacchierava con me di libri, lavoro, varie tenendo in braccio la figlia di sette mesi. La moglie chiacchierava con le amiche seguendo la bimba più grande. Erano una squadra, non è che uno diceva all’altro: te ne freghi di me perché stai parlando/te ne infischi perché non stai correndo dietro alle tue figlie contemporaneamente.
Lui ADORA sua moglie e le sue figlie, e secondo me allargheranno ancora la famiglia. Se la squadra funziona e le possibilità economiche ci sono perché no? Ma la squadra che funziona non è una cosa da spot pubblicitario in cui le persone si leggono nel pensiero e non sbagliano MAI. Lui mi diceva: “A volte ci rendiamo conto che passeranno anni prima di poter fare una vacanza come quella che facevamo una volta, noi due”. Ma non lo diceva tipo rancore, rammarico, egoismo. Lo diceva perché è vero.
Io preferisco le persone vere, FUORI DAL CORO, quelli che ammettono di essere anche stanchi, insicuri, quelli che dicono “a volte mi verrebbe da scappare fuori dalla finestra, perché sono stanco/a, poi però non lo farei mai perché amo tutto ciò che ho”.
Li preferisco a coloro che pensano di sapere sempre cosa è giusto, e che giusto sia un modo solo e basta, e che se dici: “a volte scapparei dalla finestra” invece di riderci su insieme, e dire “anch’io sai?” cambiando un pannolino insieme si segnano la frase sull’agenda come una prova di immaturità, disamore.
Io spero che tua moglie riesca a uscire dal suo senso del dramma e di schemi a modulo prestampato, che se metti la crocetta nel posto sbagliato game over
Ciao Aleba, Ciao Luna, grazie a voi per le risposte.
A te Aleba: una frase, come quella detta dal tuo ex “credi di essere una brava mamma” è una brutta frase. Ma non può essere il pretesto per la fine di una relazione. Mi spiego meglio: dai tuoi racconti il tuo ex te ne fatte di cose cattive e onestamente questa frase mi sembra il male minore. Una frase brutta può sfuggire, può essere detta in un momento di rabbia. Raramente si pensa davvero a quel che si dice. A volte è detta solo per “colpire”, per far sentire la propria rabbia. Non so, ripeto, non conosco il tuo ex, ma credo che ben altri calci ti abbia assestato che non quello nascosto dentro quella frase. Quante frasi si dicono a sproposito. Onestamente non è mia abitudine farlo e se lo faccio chiedo scusa. Ma a volte ripeto, possono sfuggire, senza che tu comunque possa pensare realmente, solo una virgola di quanto hai espresso. Credo Aleba che tu con tua figlia quante volte, come chiunque mamma e chiunque papà, abbia punito tua figlia dicendole magari frasi che neanche lontanamente pensi. E non credo che tua figlia si leghi queste frasi al dito pensando che tu non le voglia bene. Lo so che il rapporto madre/figlia non è quello marito/moglie ma il concetto è lo stesso. Come tu come madre non pensi realmente ciò che stai dicendo a tua figlia in un momento di rimprovero così un marito o una moglie non pensano realmente ciò che viene detto al proprio partner in un momento di rabbia. Anzi ti dirò le cose che realmente si pensano vengono dette proprio in una situazione contraria, quando cioè non si è preda di rabbia o nervosismi vari.
Dici bene anche tu Aleba quando sostieni che mia moglie sta vivendo con la paura di non poter diventare madre. E credo attualmente mi addossi ogni tipo di responsabilità in questo senso. Ma io la capisco ripeto. Quello che non capisco è perchè lei se ne sia andata, così come dice Luna, facendo la sua scelta, quando aveva a disposizione altre scelte per mettere in chiaro la situazione. Io ho fatto come dici tu Aleba: ho parlato, ho cercato di chiarire, l’ho fatta anche sfogare e spesso non ho replicato. Ma è bastato dirle che io in questi due anni e mezzo ho sofferto come un cane mentre lei è stata vista in giro sorridente per scatenare ancora rabbia verso di me. Io ho solo riferito ciò che mi è stato riferito e che cioè lei era stata vista in giro sorridente mentre io ero il ritratto dell’angoscia. Ma a prescindere se ciò sia vero o no perchè non prova a pensare soltanto che in fondo è stata lei ad andarsene di casa, a non parlare con nessuno, nonostante miei amici e miei parenti l’abbiano contattata a suo tempo per cercare di capire cosa stesse succedendo tra noi e, fondamentalmente, per cercare di aiutarci. Lei ha preso una decisione e ha chiuso con tutti. La gente cosa deve pensare ? Io non ho chiuso la porta in faccia a nessuno. Con gentilezza ho parlato a chi mi chiedeva e mi sono preso le mie responsabilità cercando anche di giustificarla per quanto…..
…mi è stato possibile considerando il fatto che è andata via lei di casa.
Luna io non so se l’insicura è lei. Fatto sta che io le ho dato insicurezza negli anni passati non garantendole la possibilità di diventare madre anzi negandogliela proprio. Purtroppo cara Luna ho sottovalutato il ruolo della donna. Onestamente e ingenuamente ho creduto che una donna, e in questo caso lei, credesse all’amore di coppia più di ogni altra cosa. Non ho capito, ed è questo il mio errore più grave, che fondamentalmente la donna mente in secondo terzo piano il rapporto di coppia quando desidera avere un figlio. E’ inutile che ci giriamo intorno: la donna nasce per essere madre. Sono rari i casi in cui una donna non ha questo istinto. Ed io non l’ho capito. La donna, checché se ne dica sceglie l’uomo per procreare. Ed io sono stato un ingenuo ai massimi livelli.
Anche perché anch’io voglio una famiglia e un figlio con lei. Solo che per me il rapporto di coppia è fondamentale prima di mettere al mondo un figlio. Io non riuscirei mai a pensare di avere un figlio se non con lei. Perché è lei che ho scelto come moglie e…come madre, nonostante lei pensi il contrario.
Parli da donna matura Luna. E non capisco perché lei invece in questo momento sembra dimostrare il contrario. Da questo sito nei miei scritti non ho mai parlato male di mia moglie. L’ho considerata e la considero tuttora una donna in gamba, sensibile, intelligente, con dei valori, come se ne trovano poche in giro. E soprattutto una donna di sentimento. E di fronte a tutto questo non riesco a capire come possa essere cambiata in questo senso. Come possa cioè avermi messo alla berlina. Io che venivo al primo posto, io che avevo tutte le qualità di questo mondo, io che ero buono di carattere, io che ero disponibile con tutti. Ora sono diventato alla stregua di un inetto. Come è possibile tutto questo ? Come è possibile che accada tutto ciò nella mente e nel cuore di una donna che fino a poco fa mi considerava come la persona più importante del mondo. Chiedo a te Luna che ti vedo molto in gamba per ciò che riguarda gli aspetti psicologici ( e non solo) cosa accade in questi casi.
Ho letto la disamina che hai fatto sulla gente che ha figli. Di come si comporta in casi di difficoltà. Certo mi hai portati esempi di gente molto matura. In grado di valutare ogni aspetto delle questioni legate ai figli. Onestamente io credo che ormai lei mi veda come una persona non in grado di poter gestire una famiglia, un figlio. O forse realmente non prova più nulla per me a livello di sentimento. Ma allora perché è tornata a cercarmi ? Perché mi ha detto che voleva riprovare ? Che quando ci siamo visti era stata bene con me ? Perché poi è cambiata nuovamente ? Cosa voleva che le dimostrassi ? Mi chiedeva se avevo davvero capito di aver sbagliato. Ma io oltre al discorso sulla famiglia non sono riuscito a capire cosa in realtà lei volesse che ammettessi sui miei sbagli. Non credo di non aver ucciso nessuno comportandomi…
…come mi sono comportato. Ieri vedevo dei miei amici con i loro figli piccoli giocare assieme e l’altro ieri sono stato con il mio nipotino a divertirci in montagna. Ho provato gioia, e anche lui l’ho visto bene con me. Ma insieme a quella gioia ho provato molta tristezza nel ritrovarmi senza un figlio per un mio sbaglio di qualche anno fa e per non aver avuto la reale possibilità da oltre due anni e mezzo per rimettermi in carreggiata con la donna che amo tuttora.
Ma com’è possibile questo paradosso ? Alebva riprenderebbe suo marito se solo lui non la trattasse più come prima. E io ? Cosa devo dimostrare io ? Sto chiedendo solo amore. Amore verso un marito, rispetto e fiducia. Ormai ripeto da due anni non so più cosa sia la serenità. Non riesco ad andare avanti. Vorrei ricominciare con mia moglie ma come vedete non ci si riesce a capire. L’idea di iniziare una storia con un’altra donna non mi sfiora neanche l’anticamera del cervello perchè ho sempre lei in testa. E allora ? nella mia condizione cosa dovrei fare ? Forse scrivere così come mi ha suggerito Aleba ? L’ho fatto tante volte in passato, dovreiu farlo ancora per quest’ultimo periodo ? Spiegare ancora una volta nei dettagli tutto quello che penso ? Il perchè vorrei amore prima di pensare a diventare padre ? Ma possibile che lei non l’abbia capito ?
Ormai ho un nervosismo estremo che mi attanaglia ogni giorno lo stomaco. Mi sento di aver buttato la mia vita e di non aver più tempo ma soprattutto la voglia di poter recuperare. Io vedo lei solo lei, mia moglie la donna che ho amato, che amo ancora nonostante da due anni e mezzo mi stia facendo soffrire come un cane. Mi chiedo come mai la sua sofferenza non le permetta di perdonare il mio sbaglio (o i miei eventuali sbagli) e riprendere la storia con me. Mentre io nonostante l’abbandono, le brutte cose dettemi, la separazione chiestami continuo ancora a pensare a lei e a pensare che tutto il passato può passare nel dimenticatoio ?
Siamo due persone oneste, civili, buone d’animo, con valori veri dentro eppure ci stiamo facendo la guerra. Anche inconsciamente forse. Ma perchè tutto questo. Continuo a chiedermi questo da due anni. Vi parlo vi scrivo ma non riesco a comunicarvi i dettagli nei quali ogni volta sembra evidente che tra noi ci sia ancora qualcosa di grosso. Ma allora perchè tutto questo ? Cosa succede ?
Un bacio Luna, un bacio Aleba
Ciao Fuori dal Coro, certo la frase detta dal mio ex non è stata la causa della fine della mia relazione. Tutt’altro, infatti io ho scritto che ormai aveva detto e fatto molte cose per ferirmi, quell’ennesima frase era un colpo basso appositamente assestato per farmi sentire una merda… ma io sapevo che intendeva solo farmi male. Vedi Fuori dal Coro, penso sia chiaro da come ho scritto!, quella è stata l’unica offesa per la quale mi ha chiesto scusa e penso l’abbia fatto perchè proprio non poteva affermare che io fossi una cattiva mamma. . nessun genitore è perfetto è ovvio, ma c’è una bella differenza tra genitore cattivo e genitore che si impegna al massimo per fare del suo meglio. Le frasi che vengono dette vanno chiarite SEMPRE e una volta chiarito il punto con comprensione reciproca e disponibilità, si dovrebbe solo progredire. Credo che il mio errore di fondo sia sempre stato quello di dare la mano e non ritirarmi fino a quando oltre il braccio non mi hanno preso anche le gambe. In passato, dopo una frase del genere, io avrei passato notti insonni a cercare di capire dove sbagliavo come mamma e come potevo migliorarmi. Non mi sarei offesa, capisci Fuori dal Coro?? Qualsiasi altra donna si sarebbe offesa a morte! Io no, io sempre a interrogarmi su me stessa, a mettere in discussione ME mentre ora so che gli ho dato troppa corda. Poi mi guardo attorno e vedo donne casalinghe che si offendono a morte se i mariti gli chiedono una camicia stirata. Gli estremi non vanno mai bene, si deve parlare con franchezza e accogliere il proprio partner, solo così la relazione cresce…questo vuol dire COLTIVARE.
Ciao LUNA, condivido pienamente quanto scrivi..e si ricollega sempre al comunicare con empatia.
Fuori dal Coro, riguardo a mia figlia non le ho mai detto frasi per ferirla, certo la riprendo e mi arrabbio anche! lei, che è piccola, mi dice “allora non sei più mia mamma” e io le rispondo che sarò sempre sua mamma, punto! Con il mio ex ho trascorso 15 anni a soffrire per le sue frasaccie nei miei confronti al punto di uscirne convinta di essere davvero inferiore a lui e a tutti quelli che lui diceva essere migliori di me, nel frattempo evitavo accuratamente di ferire lui non parlando di alcune cose che sapevo gli facevano male e rassicurandolo sul suo valore come uomo ogni volta che qualcuno menzionava quelle verità, prima fra tutte: casa, terreni e soldi gli sono piovuti addosso grazie alla morte di qualcuno…non perchè se li è lavorati! Quando ho preso atto della fase terminale del mio rapporto, ho DOVUTO smettere di proteggere lui e cominciare a difendere me stessa…e ti assicuro che su molti aspetti l’ho protetto ancora.
Fuori dal Coro : “Mi chiedo come mai la sua sofferenza non le permetta di perdonare il mio sbaglio (o i miei eventuali sbagli) e riprendere la storia con me.” Questa è la domanda cruciale che dovresti porre a lei e chiederle di rispondere per iscritto, con carta e penna…non al pc. Secondo me neppure lei ha capito bene il motivo preciso della sua indisponibilità nei tuoi confronti. Immaturità e autoconsapevolezza in erba, questo mi sembra tua moglie. Scusami se sono così diretta, io lei non la conosco, ma non condivido il suo modo di relazionarsi con te. Mi sembra alquanto capriccioso e un figlio non è un capriccio. Capisci cosa intendo?? Vi siete allontanati, ti ha chiesto la separazione ed ha avuto a disposizione due anni per elaborare la sua posizione. . . secondo me non ha fatto una analisi interiore, si è limitata ad argomentare anche tra sè e sè sui tuoi errori, sui tuoi maltrattamenti e sul tuo egoismo. Improvvisamente il lutto che ti ha toccato da vicino ha svegliato in lei il bisogno di esserti accanto e, senza dubbio, ha capito che non è finita tra voi. Eppure non riesce a sedersi vicino a te, mettere le tue mani sul suo grembo e dirti: ti amo e voglio vivere con te, capisco le tue paure e anche io sono spaventata, ma insieme saremo in grado di affrontare i periodi brutti e vedrai che avremo meraviglie nuove da condividere…magari in tre. Il passo dovrebbe farlo lei e dovrebbe farlo nel modo giusto: con amore, nell’amore e per l’amore. se ami una persona ti viene spontaneo andarle incontro, puoi incontrare scogli tuoi personali da superare, ma due anni Fuori dal Coro, non le sono bastati? Non, perchè non li ha messi a frutto. Sembra che senta di avere il coltello dalla parte del manico, che possa sentenziare sui tuoi sentimenti per lei e sulla tua disponibilità perchè tu non ti sei lasciato andare durante quel rapporto. Ma lei in quel momento stava facendo l’amore con te oppure stava sottoponendosi ad un intervento di inseminazione?? non riesco proprio a capire. Eppure tu sei qui che ti scervelli, che ti fustighi e scivoli…per aver detto “non ora”. Che differenza avrebbe fatto rimanere incinta tra qualche mese prendendosi un periodo da trascorrere a riscoprirvi, a perdonarvi l’un l’altra per la sofferenza che vi sieti procurati? In caso di amore consapevole, lucido, concreto e maturo: NESSUNA differenza. In caso di un amore che vuole ricevere più che dare, un amore immaturo e miope…NETTA differenza. Fuori dal Coro, quasi ogni giorno verso mezzanotte esco in balcone a guardare il cielo, sai quando tutto e calmo e silenzioso? mi rendo conto che a me bastava che lui ogni tanto, anche solo una volta all’anno mi avesse detto che per lui ero importante, che apprezzava l’avermi al suo fianco, che si riteneva fortunato ad avere una famiglia senza problemi di salute e economici. Non l’ha mai fatto! mi ha detto “io ti amo” il giorno stesso che sono andata via. Come si fa?? Come si fa?
Ciao Aleba
Credo di essere una persona che durante tutta la sua vita avrà detto qualche frase infelice. E sempre dettata dal nervosismo. La vita di tutti i giorni credo sia composta da innumerevoli situazioni per cui a volte il nervosismo accumulato o una particolare situazione ti spingono a dire cose che neanche si pensano.
La frase detta a mia moglie fu pronunciata in un momento di nervosismo nei suoi confronti, ma ti assicuro che non pensavo minimamente quello che avevo detto. Credo forse sia stata l’unica frase infelice rivolta direttamente a lei in tutti gli anni di relazione. Ammetto che certe frasi non debbano essere mai dette, ma a volte possono sfuggire. Io credo sia da prestare più attenzione a situazioni o cose che vengono dette o fatte in condizioni di normalità, quando cioè il nervosismo non prende il sopravvento. Tu Aleba, parlando del tuo uomo hai sempre evidenziato delle cose che a me facevano inorridire come uomo. Se mi avessi detto che in tutta la vostra relazione ti avesse pronunciato contro 4 frasi infelici e tu te la fossi presa allo stesso modo mi sarei inorridita nei tuoi confronti.
Vedi Aleba, in questi due e mezzo è capitato che io e mia moglie ci siamo lanciati talmente tante frasi brutte addosso che credo non basterebbero due vite. Purtroppo, e lo dico anche per lei, ciò era dettato dall’estrema rabbia che avevamo ognuno nei confronti dell’altro. Ma ti garantisco che nonostante tutto se lei tornasse a vivere con me quelle frasi sarebbero poste nel dimenticatoio proprio perchè dette in un momento di rabbia.
Tua figlia è piccola e chiaramente non capisce che tu la rimproveri per il suo bene però in quel momento la rimproveri. E il fatto che lei ti dica “tu non sei più mia mamma” testimonia il fatto che tu le abbia potuto dire o fare qualcosa che ai suoi occhi è apparso negativo. Ma è chiaro Aleba che tu provi amore per tua figlia. Questo è quello che sto cercando di far capire: non sono due, tre frasi infelici a decretare un “non amore”. Invece a me è successo questo. Tre frasi dette male sono state prese come un qualcosa di tremendo al punto tale che a distanza di anni mi vengono rinfacciate con rabbia e…odio direi.
Purtroppo Aleba sto vivendo una fase della mia vita in cui mi sento colpevole di chissà cosa pur non avendo crocifisso nessuno. Nella mia vita ho assistito a fior fiori di litigi con tanto di parole grosse e a volte alzate di mani e io lì a dividere a parlare, far da paciere.
Io che non ho mai alzato nè voce nè mani mi ritrovo oggi ad aver ferito persone senza essermi reso conto di averlo fatto. E sto pagando dentro di me come se tutto questo avesse avuto uno scopo: quello di ferire una persona. In questo caso mia moglie.
Mi sto rendendo conto in età adulta quanto sia realmente difficile vivere. Quanto sia difficile essere capiti pur parlando chiaro. Quanto a volte vengano perdonati omicidi, stragi e via dicendo e quanto invece venga pesata una parola detta male. Sembra non esserci scampo per una…
Avete letto la mia storia, ho confidato qui situazioni che conoscono poche persone. Alcune di queste persone hanno sentito anche la “sua campana”. Sono rimasti allibiti per le motivazioni che lui tira fuori. Allibiti!! Mi accusa di aver dovuto sopportare innumerevoli cose che gli davano fastidio. Tra le poche che è riuscito a dirmi: ha dovuto sopportare che tutte le sere, dopo cena, uscivo in giardino 15/20 minuti con i cani e i gatti. Ridicolo!! Dopo che ci siamo trasferiti nella sua nuova villona, non gli andava giù che io non facessi più le pulizie nella casa dove stavamo prima (vuota). OK ci sto ricascando, non voglio parlarne…mi sento veramente stupida ad aver pensato che avrei “tenuto botta”, ad aver pensato che bastava che lo capissi e lo amassi, ad aver pensato che non avevo bisogno di comprensione e amore per me stessa.
Fuori dal Coro, capisco bene che ti senti disorientato, che hai l’impressione di parlare aramaico antico. Eppure noi comprendiamo ciò che scrivi, e questo ti manda in crisi ancora di più…perchè lei non capisce. Tutto ciò che posso dirti è che il passato non va rinnegato, ma non può essere una zavorra e non va “tenuto vivo” a costo di sacrificare il presente e ipotecare il futuro. Ho da poco ritrovato l’abitudine di ringraziare, anche ad alta voce, per ogni giorno che si conclude andando a dormire in pace. Non ringrazio Dio in particolare, ringrazio la vita…il mondo. Prima lo facevo sempre, ho smesso senza accorgermene, andavo a dormire sempre più spesso con una sensazione di nero, di cupo oppure di estrema alienazione… Ora di nuovo ringrazio per le giornate che vivo, anche se le pressioni a volte sono tante, quando spengo la luce mi viene spontaneo dire “grazie per questa giornata”
…persona che pur essendo buona d’animo può essersi fatta sfuggire una parola che non doveva. Mi chiedo come abbiano fatto i nostri genitori ad andare avanti. Vedo mia madre distrutta dalla morte di mio padre. Eppure…quante se ne sono dette!!!! Ed io non capivo. Per me era assurdo potersi dire certe frasi e poi continuare ad andare avanti come se nulla fosse. L’ho chiesto a mia madre come abbiano potuto andare avanti per tanto tempo. E lei mi ha risposto che evidentemente c’era qualcosa di grande tra di loro, di forte. Mi ha messo a tacere. Una risposta d’amore Aleba.
Io invece sto qui. Cento mie frasi d’amore, cento miei complimenti sinceri, un amore vero non hanno potuto nulla contro tre frasi infelici. Mi chiedo se questo sia giusto. Nonostante le scuse sincere che ho proferito nel corso di questi due anni e mezzo.
E ci sto male Aleba, non sai quanto. Soprattutto quando so per certo che niente è stato detto da me con lo scopo di fare del male.
Aleba, mi dici che qualsiasi donna si sarebbe offesa a morte di fronte ad una frase del genere. E io mi chiedo “perchè ?”. Perchè ci si offende a morte per una frase che neanche si pensa. Che magari è uscita fuori nel corso di una lite. Perchè oggi non si comprende che “errare è umano” che l’uomo o la donna possono sbagliare, che non si può essere sempre sereni e sempre controllori di se stessi ?
E, perdonatemi Aleba e Luna in quanto donne, ma perchè noi uomini siamo più malleabili in questo ? Pochi giorni fa mia moglie mi ha detto delle cose per le quali dovrei sparire dalla faccia della terra. Eppure ho capito la sua rabbia anche se mi ha detto cose non carine.
Vedi Aleba, tu hai citato tua figlia. Vorrei riparlarti tra qualche anno quando magari lei sarà adolescente e ti farà (spero di no) dannare l’anima perchè quella è un’età difficile. Quante volta dovrai rimproverarla e anche forse risponderle male perchè magari anche lei ti risponderà male. Ma questo vorrà dire che tu non ami tua figlia ? No di certo Aleba. Però potrebbe succedere che potrai uscire fuori dai gangheri senza per questo perdere l’amore materno.
Ma questo pare non succedere negli altri casi. Non sai cosa sto passando per aver detto queste due tre frasi e sentirmele rinfacciare ogni volta quasi avessi ucciso Cristo. E nonostante tutto ci soffro perchè penso di avrela fatta soffrire involontariamente.
Sai Aleba mesi fa ero giù, a terra. Ora sono nervosissimo. Non ho un momento di serenità e non so quando la ritroverò.
Questa storia mi ha veramente distrutto. Non riesco a toglermela dalla mente, nonostante tutto. Ma soprattutto non riesco ancora a rendermi conto dopo due anni e mezzo che una persona possa trasformarsi in questo modo nei confronti di una persona che alla fine ha solo pensato a star bene. A star bene insieme a lei.
Non capisco e non capirò mai.
Ciao Aleba
Aleba
Rispondo ai tuoi post nn. 737 e 739 che prima non avevo visto.
Ho poco da aggiungere. E’ vero lei si è riavvicinata a me dopo il lutto. Capendo forse che non era finita tra noi. Dandoci un’altra possibilità. Ma non è stata in grado di fare quello che hai detto tu. Non so perchè. Forse per paura, non lo so, non riesco a capirlo. Io avrei voluto che lei mi dicesse quello che hai scritto tu. Io cercavo quello, che mi rassicurasse, che mi dicesse che mi amava, che era spaventata ma che voleva ricominciare con me. E questo mi è mancato. Questo ha fatto si che non mi lasciassi andare.
A me dispiace non averla resa madre a suo tempo, averle dato qualche risposta sbagliata. ma come hai sottolineato tu mi sono fustigato per questo. Ma non posso tornare indietro. Non mi è concesso. Mi dispiace per lei, vorrei rimediare. Ma vorrei avere la certezza che lei mi ama davvero, come prima, anche se lei è cambiata. Lo accetterei. Ma voglio amore, solo amore da parte sua.
Non chiedo altro.
Ciao Aleba non posso dilungarmi oltre adesso devo chiudere qui.
Ciao
fdc, sei il primo a dire che le sue reazioni non sono mature, costruttive, democratiche e che le trovi esagerate e che ti fanno stare male. Però, mentre dici che sai le tue intenzioni e i tuoi buoni sentimenti nei suoi cfr, mentre ti rispondi, da solo, comunque, in un modo assertivo comunque anche cadi nel ‘tranello’ di sentirti colpevole e inadeguato. Anche se percepisci il suo comportamento molto più destabilizzante del tuo. Dici che gli uomini son più malleabili. Io dico che la questione sta più nel carattere che nel genere. E che la questione non è se si può restare male per una frase, perché certamente si può. Il punto è che se una persona si spiega, scusa, chiarisce il suo pensiero e le sue intenzioni. Per quanto riguarda il rimprovero ai più piccoli conta come lo si fa. Il rimprovero, il divieto, la critica sono necessari, possono essere costruttivi o distruttivi. E’ chiaro che nessuno è perfetto, neanche i genitori e gli educatori
e che quelli tra ragazzi e genitori (reciprocamente) sono rapporti ‘sensibili’ e anche quelli con figure educative di riferimento (insegnanti, allenatori…) però se guardo indietro, per quanto mi riguarda, mi ricordo chi mi dava una sensazione costruttiva e accogliente anche nella critica e discussione e chi no. Personalmente, che si tratti di uomini o donne, ora che sono ‘grande’ (ma in realtà da sempre) mi trovo meglio con chi non si lega al dito una frase o un’azione, senza neanche ascoltare, chiarire. Ciò non significa che si possa o debba perdonare tutto, ma son d’accordo con aleba, qualche mese non avrebbe fatto differenza, semmai in positivo.
Bè Luna, obiettivamente gli uomini sono più “malleabili” sotto certi punti di vista. Poi l’eccezione conferma la regola. Ma in genere noi uomini non ci leghiamno le cose al dito. Poi ripeto ancora esistono le eccezioni. La donna rimane un po’ “cattivella” per natura (senza offesa per carità).
Poi Luna, io mi sento colpevole perchè ho sbagliato, in buona fede ma ho sbagliato. Mi pare eccessiva la reazione di mia moglie che ha visto nel mo rifiuto un volerle fare del male. Quasi una cattiveria.
Poi dici bene che nessuno è perfetto. Ma proprio nessuno neanche i genitori come giustamente dici tu. E ti posso garantire che ho visto genitori rimproverare in malo modo i propri figli. Ma non ho mai pensato che non provassero amore nei loro confronti. Questo per ribadire ancora una volta che non si può dar troppo peso ad una frase, soprattutto se pronunciata in un atto di nervosismo. E ancora come dici tu quando si è chiesto scusa. Non si può perdonare tutto. Infatti si può non perdonare un omicidio, al limite un tradimento ma non una frase infelice.
Non so se mi sono spiegato a dovere.
Ciao Luna
ribadisco la mia idea sul carattere, indipendentemente dal genere. Per il resto il problema non è la frase, e non è neanche lo sbaglio di tempi in sè.
Ieri sera l’ho incontrata per caso. E’ passata a pochi metri da me. Sono certo che mi abbia visto. Non mi ha degnato di uno sguardo. Perchè ?
senti, fdc, ad un certo dovrebbe anche scattare un sano istinto di autodifesa. E non parlo da parte di lei, ma da parte tua. E non ho parlato di rancore, offesa, musi, ripicche. Ma difesa del proprio equilibrio. Ovvio, io ho letto solo te e non so quindi se le hai fatto altre cose ‘inenarrabili’, ma quelle che hai narrato, ferme restando la sensibilità, emotività di ognuno sono cose di questo mondo per cui io non credo che una persona vada ‘punita’ per oltre 2 anni e mezzo e come se, a sua volta, però non avesse una sensibilità e emotività. I tuoi bisogni e la tua sensibilità dove sono mentre lei ti accusa e punisce da oltre due anni?
hai detto no, in QUEL momento, al mettere al mondo un figlio comunque MOTIVANDO le tue ragioni e il tuo sentire. E, mi ripeto, dal mio punto di vista non erano motivazioni dell’altro mondo. In QUEL momento hai detto qualcosa che MILIONI di persone al mondo, anche coloro che poi hanno avuto il primo, secondo, terzo, settimo figlio si son trovate a pensare o dire. Anche donne. Hai espresso un pensiero che aveva delle ragioni. Avrebbe potuto parlarne CON TE in seno al matrimonio. Si è spostata FUORI dal matrimonio. Avrebbe potuto spostarsi per dare un messaggio chiaro, inequivocabile, evidente di quanto ciò era importante per lei. Non un ‘ricatto’ ma una SUA evidenza. Avrebbe potuto non ottenere cmq una risposta affermativa da parte tua (potevi non sentire anche tu il desiderio di un figlio. E sarebbe stato il TUO punto di vista) mentre è successo che, per quanto tu considerassi quell’abbandono del tetto coniugale una sconcertante e distruttiva assurdità, hai colto e accolto la sua emotività. E non sei arrivato a elaborare l’idea di un figlio solo per un ultimatum. Ma lei cmq ti ha insultato per due anni e mezzo ed è uscita dalla coppia. Poi è tornata aspettandosi che TU fossi così e colà e rimediassi. Ma SOLO TU? e che se ne renda conto o no ha messo la paternità come un ricatto, la maternità come simbolo di un SUO riscatto, non ha accettato un dialogo paritario e maturo che va al di là del suo solipsismo e, mentre ESIGEVA la maternità, di nuovo ha trattato una cosa seria come una relazione A DUE, che in teoria vorrebbe più stretta ancora e terreno sereno e stabile per una creatura, come un qualcosa in cui si entra e si esce come gira la tramontana. Personalmente non vedo nelle reazioni di tua moglie una questione di genere. Una frase, un comportamento può colpire, ferire indistintamente uomini e donne.e come assorbiamo, reagiamo, gestiamo un conflitto, interno o esterno, e una relazione riguarda ben più il modo di rapportarci con noi stessi, l’altro, la vita, emozioni e frustrazioni che il genere.
Non so cosa dire Luna. Non riesco purtroppo a farmi scattare quel meccanismo di autodifesa di cui parli per proteggere il mio equilibrio. Ormai credo di essere entrato in un circolo vizioso che mi impedisce di farlo. Sai Luna, nonostante tutte le cose che sono successe in questi due anni fondamentalmente sono fermo a quando le rifiutavo di fare un figlio. Perchè penso che lì stia la base di tutto. Non avevo voglia allora ma solo per difenere la nostra vita di coppia a cui tanto credevo, pensando che l’arrivo di un figlio avrebbe potuto cambiarla in senso negativo. Un pensiero sbagliato che non ho saputo gestire come avrei dovuto. Le ho sempre detto che non volevo un figlio per paura di cambiare la nostra vita ma ho sbagliato a dirlo con parole che a volte possono ferire. Ripeto due tre frasi dette male ma che chissà a lei cosa hanno scatenato. Non ho capito che il mio rifiuto di un figlio e alcune frasi infelici avrebbero potuto creare lei ciò che si è rivelato a tutt’oggi. A volte si sta attenti a tante cose ma non si bada ad altre, nel mio caso perchè non mi sono reso conto del’eventuale gravità. Poi certo lei ha fatto i suoi errori. Primo fra tutti quello di covare dentro il proprio malessere. Poi quello di uscire di casa dopo aver elaborato il tutto nella sua mente senza farmi partecipe di ciò che le stava accadendo. Lei ha pensato che a me non importasse davvero nulla di avere un figlio, ha preso il mio rifiuto come definitivo. Ha pensato che non ci fosse nulla da fare. Ha sperato di essere capita. E il mio “non capirla” ha fatto si che lei elaborasse il fatto che “non la meritavo”
Adesso che si era riavvicinata dopo due anni mi ha messo alla prova. Ha voluto vedere se adesso fossi in grado di “lasciarmi andare” per avere un figlio senza se e senza ma. Ha voluto vedere se fossi realmente pronto. Non ha considerato il fatto che volevo semplicemente delle rassicurazioni sul suo sentimento. Capire quanto realmente teneva a me come marito e come uomo, non solo come eventuale padre di suo figlio. Lei agisce con il suo pensiero io con il mio. Io per carattere sono una persona che analizza sempre il proprio comportamento, in particolare quando succedono litigi o incomprensioni. E l’ho fatto anche in questo caso, mettendomi nuovamente in discussione. Pensando che forse lei era talmente segnata dal passato da non dovermi tirare indietro in una situazione del genere, anche a costo di non sapere in quel momento se lei mi amasse davvero o no. Ha prevalso ancora una volta la razionalità. Quella razionalità che mi ha spinto a pensare che un figlio è frutto dell’amore tra due persone e non un bisogno di uno o dell’altra. Un figlio ha bisogno di un padre e di una madre che si amino e si rispettino e non deve vivere in una famiglia in cui regnano incomprensioni e litigi continui. Ho pensato questo, come se un singolo rapporto intimo potessere essere quello giusto per procreare, quando invece si sa che non è così semplice concepire un figlio con un unico…
Non so cosa dire Luna. Non riesco purtroppo a farmi scattare quel meccanismo di autodifesa di cui parli per proteggere il mio equilibrio. Ormai credo di essere entrato in un circolo vizioso che mi impedisce di farlo. Sai Luna, nonostante tutte le cose che sono successe in questi due anni fondamentalmente sono fermo a quando le rifiutavo di fare un figlio. Perchè penso che lì stia la base di tutto. Non avevo voglia allora ma solo per difenere la nostra vita di coppia a cui tanto credevo, pensando che l’arrivo di un figlio avrebbe potuto cambiarla in senso negativo. Un pensiero sbagliato che non ho saputo gestire come avrei dovuto. Le ho sempre detto che non volevo un figlio per paura di cambiae la nostra vita ma ho sbagliato a dirlo con parole che a volte possono ferire. Ripeto due tre frasi dette male ma che chissà a lei cosa hanno scatenato. Non ho capito che il mio rifiuto di un figlio e alcune frasi infelici avrebbero potuto creare lei ciò che si è rivelato a tutt’oggi. A volte si sta attenti a tante cose ma non si bada ad altre, nel mio caso perchè non mi sono reso conto del’eventuale gravità. Poi certo lei ha fatto i suoi errori. Primo fra tutti quello di covare dentro il proprio malessere. Poi quello di uscire di casa dopo aver elaborato il tutto nella sua mente senza farmi partecipe di ciò che le stava accadendo. Lei ha pensato che a me non importasse davvero nulla di avere un figlio, ha preso il mio rifiuto come definitivo. Ha pensato che non ci fosse nulla da fare. Ha sperato di essere capita. E il mio “non capirla” ha fatto si che lei elaborasse il fatto che “non la meritavo”
Adesso che si era riavvicinata dopo due anni mi ha messo alla prova. Ha voluto vedere se adesso fossi in grado di “lasciarmi andare” per avere un figlio senza se e senza ma. Ha voluto vedere se fossi realmente pronto. Non ha considerato il fatto che volevo semplicemente delle rassicurazioni sul suo sentimento. Capire quanto realmente teneva a me come marito e come uomo, non solo come eventuale padre di suo figlio. Lei agisce con il suo pensiero il con il mio. Io per carattere sono una persona che analizza sempre il proprio comportamento, in particolare quando succedono litigi o incomprensioni. E l’ho fatto anche in questo caso, mettendomi nuovamente in discussione. Pensando che forse lei era talmente segnata dal passato da non dovermi tirare indietro in una situazione del genere, anche a costo di non sapere in quel momento se lei mi amasse davvero o no. Ha prevalso ancora una volta la razionalità. Quella razionalità che mi ha spinto a pensare che un figlio è frutto dell’amore tra due persone e non un bisogno di uno o dell’altra. Un figlio ha bisogno di un padre e di una madre che si amino e si rispettino e non deve vivere in una famiglia in cui regnano incomprensioni e litigi continui. Ho pensato questo, come se un singolo rapporto intimo potessere essere quello giusto per procreare, quando invece si sa che non è così semplice concepire un figlio con un unico….