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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso

1.662 commenti

Pagine: 1 30 31 32 33 34

  • 1551
    Aleba -

    Ci sono sensi di colpa che funzionano come pesantissime ancore, si agganciano al cuore e sprofondando lo trascinano nell’abisso di ricordi strazianti. Come è possibile andare avanti?? Io capisco quello che dici, capisco come ti senti. Per sganciare la zavorra dei sensi di colpa è necessario riconoscere gli errori e chiedere perdono… e prima di tutto prepararsi a concedere il perdono a sè stessi. . Coraggio, insieme ce la possiamo fare

  • 1552
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba
    Credo che la cosa sia molto più complicata

  • 1553
    LUNA -

    Ciao FDC, ciao ALEBA 🙂

    vi ho letto, ma oggi vado di fretta. A presto, un abbraccio per ciascuno, grande 🙂

  • 1554
    Fuori dal coro -

    In questi giorni ho letto e riletto i vstri commenti. Anche quello di Myskin. Che dirvi…? Io ce la sto mettendo tutta. Faccio davvero di tutto per cercare di uscire. Ma la sensazione è quella di aver perso il treno della vita. Quasi quaranta anni di vita per raggiungere lo scopo della mia vita, qullo cioè di incontrare una donna con la quale condividere la vita.
    E poi accorgersi di aver agito con leggerezza. Di non aver capito che il matrimonio non è come me lo hanno descritto i miei nonni e i miei genitori, non è una “sistemazione”. Ma unqualcosa che se te lo vuoi mantenere devi stare attento. Quanto meno per poter dire: “io ce l’ho messa tutta”.

  • 1555
    LUNA -

    Fdc, sinceramente non ho mai pensato al matrimonio come una sistemazione. Infatti non ho trovato neppure basilare e necessario sposarmi. Come ti ho gia’ detto per me delle cose “private” erano gia’ cio’ che per altri e’ il matrimonio (“cambia le cose”), nel senso che non ho mai pensato che la mia storia sarebbe diventata piu” seria con un bollino stato/chiesa, ne’ che un bollino stato/chiesa tuteli maggiormente da un punto di vista sentimentale/emotivo. O ci sei o non ci sei. C’e’ gente che c’e’ assolutissimamente convivendo o anche vivendo in teoria in due appartamenti diversi nello stesso stabile (li conosco e sono una coppia unitissima) e chi con la fede al dito e’ come sarebbe senza: cioe’ “male”. Alla fine si e’ chi si e’. Poi e’ chiaro che se per una persona sposarsi simbolicamente assume un maggiore significato avra’ un certo valore personale che gli da’, ma non credo sia il matrimonio a farti “diventare” un marito o una moglie, per cio’ che tu (e infine amch’io) intendi se non lo sei. Se dentro di te non ti senti in un certo modo. Mi sarei potuta e potre sposare o no ma sono io. Io rispetto a chi amo e rispetto ecc. E non lo dico da persona che pensa che la gente sbagli a sposarsi perche’ poi si divorzia e son guai, o cose del genere

  • 1556
    Luna -

    Se ti sposi puoi avere piu’ tutele (o anche piu’ rogne) a seconda dei casi, spendi per lasciarti e spendi due volte tra l’altro, cosa su cui dal punto di vista economico si potrebbe discutere (separarsi costa caro, quando due persone spesso, lasciandosi,si ritrovano gia’ con vari problemi… E il fatto che costi non ferma chi si vuole separare, che sia uno o entrambi) ma se ti lasci dopo una storia importante, seria, intensa, in cui si e’ investito molto da ogni punto di vista ecc l’impatto non e’ minore perche’ non vai dall’avvocato. A parte che cmq magari ci vai cmq, per i figli o altre questioni pratiche. Io vengo da una famiglia di unioni lunghe e felici, unioni sentite. Il mio approccio emotivo e’ uguale. Non ho mai pensato pero’ appunto che il matrimonio sistema o sia garanzia. Anche perche’ crescendo ho visto anche genitori altrui non amarsi, mal sopportarsi o lasciarsi. Lasciarsi meno forse un tempo ma non per questo unioni rese rose e fiori o veramente unite per avere detto un piu’ formale o religioso si… Non e’ un’istituzione che ti ha “imbrogliato” dal mio punto di vista perche’ e’ un contenitore ma dipende da chi c’e’ dentro e dentro ci somo delle persone. Francamente da fuori io ppsso anche pebsare che quel momento di crisi vostro sarebbe potuto essere un buon momenro al di la’ di ogni istituzione o concetto teorico per te e tua moglie fi imparare anzi anche qualcosa di nuovo costruttivamenteta l’uno dell’altra e per non stare negli scheni ma piuttosto belle vostre realta’ e dirvi anche le cise che magari prima non vi eravate detti anche perche’ senplicemente il percorso fino a la’ non bw aveva fatto emergere l’esigenza. Ma attenziome lo pemso per entramvi. E penso che sareste potuti uscirne piu’ maturi e consapevoli entramvi anche guarfando in faccis i punti piu’ deboli o forti del vostro rapporto. In tal senso il fatto di non mettere come certo il fatto di avere,volere un figloo ma di confrontare anxhe le proprie ansie sarebbe stato dal mio punto di vista molto piu’ umano che non farlo. Io preferirei di gean lunga che una persona mi esprimesse i suoi timori.l che non lo.facesse. Ma proprio per queste cose che ti fico, visto che ti assumi la percentuale maggiore di responsabilita’ mi.domando se ti rebdi vinto che chi almeno a leggerti ha rifiutato quel momento di caos/crescita in una chiave costruttiva non sei.stato tu e che il garante che il matrimonio dovesse funzionare non eri solo tu. Tu puoi aver fatto tutti gli errori che vuoi ma non li hai fatti da solo. E se lei ha scelto di risolvere un conflitto, una volta emerso, in un certo modo che sappiamo e non altrimenti tu non puoi sentirti responsabile anche di cio’ che una donna adulta da parte sua ha scelto di fare del vostro rapporto. E se non ti rendi conto di questo e parli sempre di cio’ che TU dovevi/non dovevi vuol dire che pensi ke tua moglie e’ una bambina e non una compagna che comunque ha scelto di tradire/chiudere invece di restare. Scelte. Ma ne ha compiute.

  • 1557
    Fuori dal Coro -

    Luna, i nostri genitori, i nostri nonni ci hanno sempre fatto vedere al matrimonio come ad una sistemazione. Ed io sinceramente ho sempre pensato al matrimonio come ad un qualcosa di importante. Un matrimonio comunque sancisce davanti a Dio (per chi ci crede) e alla Legge un’unione di una coppia. Anche se il dolore è lo stesso posso garantirti che è molto più semplice lasciarsi dopo una convivenza. E credimi, per me che l’ho provato: trovarsi davanti ad un avvocato che ti cancella uno dei giorni più belli della vita è davvero brutto. Fidati.

    Detto questo, che è comunque una parte dolorosa ma non così importante, mi soffermo ancora una volta a parlare di quello che sto passando. Superati i tre anni ormai. Ma niente accenna a diminuire. Il dolore che è sempre lo stesso. E il rammarico per non aver fatto tutto quello che si poteva fare.
    Mi confronto sempre, quasi ogni giorno, con altre realtà. Ma non trovo similitudini. Troppo diversa la mia storia. La mia angoscia non è mai diminuita.
    Nonostante capisca quello che tu dici, che comunque cioè eravamo in due a gestire il rapporto, io mi soffermo sempre su me stesso. Su ciò che potevo e dovevo non fare.
    In me serpeggiano continuamente situazioni negative su come si è vissuto il rapporto. Da un lato mi rendo conto di non aver fatto nulla di irreparabile. Dall’altro mi rendo conto di non essermi “preparato” a dovere ad affrontare il matrimonio. E forse neanche a conoscere le donne. Siete diverse non c’è niente da fare. E questa diversità la dovevo studiare prima. Si studiare è la parola esatta. Mi sono fidato di anni di fidanzamento durante i quali ho visto mia moglie diversa dalle altre donne. Nel suo essere diretta e lineare notavo un lato maschile che la differenziava dalle altre.
    Tutto ciò mi ha permesso di essere me stesso. Di parlare liberamente con lei. Di dirle quello che pensavo senza la paura che una frase infelice potesse diventare un boomerang.
    A volte mi sembrava di avere a che fare con un amico per quanto mi sentivo libero nel parlare. Credevo “fossimo liberi”.
    Oggi analizzando tutto mi sento dire che questo non lo dovevo dire, quest’altro non lo dovevo fare, a una donna non puoi dire questo, una donna ha bisogno di attenzioni, sei tu che la spingi tra le braccia di un altro ecc.. Io, da ingenuo, tutto questo non lo avevo considerato. Mi sembrava di avere accanto una donna fuori dagli schemi. E ne andavo orgoglioso di questo. Lo ripetevo spesso anche a lei.
    Ho fatto di tutto di più in questi anni. Ma non riesco a venirne fuori. Mi sento come chi ha perso il treno della vita non c’è niente da fare. Quasi un senso di panico a volte. Il passato mi tormenta, perché è stato fantastico. E non capisco come Lei sia riuscito a cancellarlo o quantomeno a metterlo in un dimenticatoio. Non riesco a capire neanche la rabbia, il rancore e la cattiveria, il veleno che ha sputato su di me, quasi le avessi rovinato la vita. Il darmi continuamente dell’egoista, di chi pensa solo a sé e non…..

  • 1558
    Fuori dal Coro -

    ….si cura degli altri. Il rinfaccio di aver addirittura sbagliato a sposarmi.
    Tutto questo invece di farmi provare rabbia mi crea sconforto, perché non capisco come possa essere successa una cosa del genere.
    Vorrei tanto uscire da questa situazione. Ma continuo a non vedere luce.
    Sono accecato dalle immagini del mio passato. Dal ricordo di Lei come era. Di quello che mi dava. Mi faceva sentire importante e questo non l’ho mai negato. Ho sbagliato nelle piccole cose lo so. Ma possibile non abbia capito che ero un uomo sincero e che l’amavo davvero ? Possibile che non abbia valutato tanti lati importanti del mio modo di essere ? Quelli che Lei per anni aveva esaltato ? Possibile che di colpo sono diventato colui che non sa amare, che non sa vivere in coppia, che pensa solo a se stesso e che ha tutti i difetti di questo mondo. Continuo a farmi mille domande. Prima fra tutte: “ma che è successo ?” Dove siamo finiti noi due ? Ma soprattutto dove è finita Lei ?

  • 1559
    LUNA -

    Fdc, capisco cio’ che dici e lo rispetto, ma non sono assolutamente d’accordo che dopo una convivenza «sia piu` facile». Dopo una convivenza tra altre cinque forse, e non e’ manco detto perche’ dipende da cosa una persona ci ha sentito/visto/messo. Dissento in particolare nel caso di una relazione che dura una “vita” e in un certo modo. Peraltro c’e’ chi si sposa in chiesa per la coreografia e scenografia e fa la cresima prima per proforma. Sai quanti? Non lo giudico, ma e’ cosi’. Al contempo non si puo’ giudicare da fuori il fatto che una persona che non si sposa con un rito di una precisa religione o che non si sposa “formalmente” sia meno spirituale o non abbia dei “valori laici” ed etici molto forti. E che chi si divide con una “scrittura privata” soffra meno o che veda cancellato meno. Scusa Fdc so che soffri molto ma certe tue idee del fatto che lei sia un caso a parte, voi un caso a parte, che tutto e’ imparagonabile, che non esiste una storia simile sul pianeta, che gli altri si potevano lasciare ma voi no perche’ perfetti e lei perfetta ecc non fanno bene manco a te. Forse se tiri giu’ dal piedistallo la tua storia e lei inizierai a fare qualche passo avanti. anche perche’ come dici tu stesso

  • 1560
    Luna -

    tu non puoi fare a meno di metterti in discussione, lo fai da tre anni, ti dici cosa dovevi/non dovevi fare ma a quanto pare almeno lo stai facendo solo tu. E, con tutto il rispetto, gia’ questo non mi pare un dato irrilevante. “Si, ma io…ma io… ma io…”..si, ma sempre in due eravate/siete: se dopo tanti anni una persona chiude senza mettersi in discussione non e’ un dato irrilevante. Chiaro che il tuo malessere e’ imparagonabile perche’ e’ il tuo, gli altri li vedi da fuori. Una martellata sull’alluce di un altro non sara’ mai paragonabile al male che ti fa sul tuo alluce. Chiaro che a te fa male che e’ finito il matrimonio tuo e non il mio o quello di Gigetto,chiaro che per te era/e’ speciale lei e non chi e’ speciale per un altro… ma da un lato dici che non esiste niente di simile e dall’altro che dovevi studiare a tavolino perche’ le donne son diverse e cc. Fai un gran casino. Io son contenta che nessuno nella mia famiglia mi abbia detto che col matrimonio “ti sistemi”anche se stanno e sono stati insieme una vita. di cio’ che ho visto e respirato intorno non mi e’ rimasta la sensazione che ci si deve sposare, che si devono fare figli, che guai a restare zitelli o che se non ti sposi non e’ uguale. Ne’ che quando ti sposi innesti .il pilota automatico. Quando mi sono separata io non hanno pensato “tanto era una convivenza” semmai non hanno potuto capire sino in fondo quanto male fa perche’ lo sanno in teoria ma in pratica per fortuna no. E posso assicurare anch’io che finche’ non provi puoi empatizzare fino ad un certo punto. Come la perdita di una persona carissima e con cui c’era (c’e’ comunque) un legame fortissimo. Tu ripeti “matrimonio matrimonio” e ho capito il valore che gli dai ma e’ la relazione tra voi che non ha funzionato, una relazione seria e intensa e duratura, ma una relazione e tra voi. E personalmente credo che non e’ che avresti dovuto studiare a tavolino (???) ma conoscere la persona che avevi accanto. solo tua la “colpa” se cosi non e’ stato o se lei invece di essere una figura bidimensionale sempre uguale a se stessa ad un certo punto ha revisionato i suoi sentimenti, il vostro rapporto, le sue priorita’? Prima o poi uscirai da questa fase in cui dai tutta la colpa a te. Ci passa un sacco di gente, con differente durata.e’ contemplata pure dai manuali pensa te… Poi ce ne sono altre… le scoprirai da solo. Mi dispiace per te che duri da tre anni e che lei non abbia ancora mai (sara’ cosi forever? chissa’…) passato quella in cui da’ tutta la colpa a te (e’ piu’ comoda della tua alla fine, puo’ starci anche 50anni… pure se non e’ una gran rielaborazione neanche quella…).

  • 1561
    Fuori dal Coro -

    Luna
    Ci siamo incartati sul discorso del matrimonio sul quale siamo sostanzialmente d’accordo. Il mio discorso sul matrimonio era solo incentrato sul fatto che è come “un impegno in più”. Sai, per molti la convivenza è come una “prova”. Quasi come per dire “vediamo come va”. Certo, non per tutti. Ma spesso è una cosa mentale. Il matrimonio di per sé già presuppone un impegno. Ovvio per chi lo prende seriamente, come me ad esempio. Ma comunque ripeto, sono d’accordo con te.

    Luna, non dico che non esiste una storia simile sul pianeta. Dico solo che finora, in oltre tre anni di confronti non ho trovato niente di simile. Psicologicamente forse starei meno peggio se trovassi qualche storia confrontabile. Mi sentirei meno “unico” nella negatività della storia. Come si suol dire “mal comune mezzo gaudio”. Mi attacco a tutto come vedi.

    Si certo non riesco a fare a meno di mettermi in discussione. Ogni tanto leggo i tuoi scritti qua e là sul sito. A volte rifletto su quello che dici. Da qualche parte hai citato una tua amica che poteva sentirsi frustrata a seguito di alcuni problemi col marito.
    Ecco, la frustrazione. Questa parola fa spesso capolino nella mia mente. E mi chiedo continuamente quanta frustrazione abbia (io) causato in mia moglie. Quanta, al punto tale da farla disamorare e comportarsi così come ha fatto. Ti ho parlato di “studiare le donne, il matrimonio”. Si confermo. Mi sono presentato impreparato sotto un certo punto di vista. La frustrazione no, non l’avevo considerata. Oggi se frequento una donna sto bene attento a ciò che dico. E se c’è stata una discussione o qualcosa che non è filata per il verso giusto a fine giornata faccio una piccola “revisione”, come un esame di coscienza. E magari il giorno dopo, parlando, cerco di chiarire qualche piccolo errore o presunto tale che può verificarsi. Non lascio più nulla in sospeso.
    Vedi Luna, quando ero con mia moglie, relativamente al discorso figlio pensavo a tre possibili conseguenze: la prima, la più probabile, che io cambiassi idea. La seconda, che la cosa scemasse da sola. La terza, che ci fosse una bella discussione a tavolino, con una presa di posizione sul da farsi. La quarta, quella che poi si è verificata, non l’avevo proprio presa in considerazione.
    Molto probabilmente se fossi stato più attento e, come scritto nel post precedenza, avessi avuto più conoscenza del modo di pensare delle donne avrei agito quantomeno come sto facendo ora. Accertandomi cioè, o provando a farlo, che a seguito di certi discorsi non si scatenasse una frustrazione di fondo.
    Purtroppo continuo a sentirmi in colpa per la fine del mio rapporto. Nonostante di fondo non abbia fatto nulla di male. Ma è proprio questo che mi dà angoscia: la sensazione di aver buttato la cosa più importante della mia vita per una disattenzione. Per non aver capito in sostanza che le donne sono troppo diverse dagli uomini. Se fosse stata lei a non volere un figlio ed io a volerlo, a me non avrebbe creato frustrazione….

  • 1562
    Fuori dal Coro -

    …Anzi sarei andato a fondo della cosa. Avrei insomma creato il problema, ma mai sarei scappato o mi sarei innamorato di un’altra donna per una cosa del genere.
    Ma a me non interessa giustificare o condannare Lei. A me interessa il mio comportamento. Quello che cioè potevo fare o non fare io, a prescindere da Lei.
    E’ ovvio che comunque il suo atteggiamento mi ha devastato. Perché comunque non me lo aspettavo. Proprio perché, conoscendola bene, non la credevo capace di comportarsi come si è comportata.
    Purtroppo per me, su questa situazione il tempo che passa non fa nulla. Anzi più passa e più sento la devastazione dentro di me. Perché si cerco di reagire, di fare ma….alla fine non mi soddisfa più nulla. Sento una sensazione di fallimento totale, mista ad angoscia e nervosismo per aver perso la persona sulla quale avevo puntato la mia vita e che nonostante tutto, nonostante i comportamenti attuali non riesco a buttare giù dal piedistallo. Anzi paradossalmente più faccio confronti più sale su questo piedistallo.

    Si sul piedistallo, perchè comunque mi baso sul passato. Nel passato ho visto l’emblema della donna perfetta. Che oggi non lo sia più con me, non significa nulla. E’ con me che non è perfetta, ma normalmente suppongo che lo sia ancora.
    Io ricordo i nostri anni passati insieme. E non valuto solo il fatto che Lei mi amasse. Ma anche e soprattutto come si comportava, il suo modo di essere, di fare, di parlare, di agire, di sorridere. Il suo essere completa e in gamba. E il nostro stare bene insieme che non capisco ancora come possa averlo cancellato.

  • 1563
    LUNA -

    Se vuoi guardare te, te in quanto tale, questa esperienza puo’ servirti,certo. E non solo riguardo le TUE mancanze. Ma se insisti con la storia della donna perfetta e che lo e’ ancora ma non con te perche’ tu sei stato imperfetto di fronte cotanta perfezione ti rifiuti non di rielaborare cosa e’ successo a voi ma quanto tu avessi e hai bisogno di pensare che la perfezione esiste. Ed e’ a questo punto un problema tuo. Lei la sua parte l’ha fatta per dimostrarti che e’ un essere umano e come tutti imperfetto. Che e” sempre stata un individuo di questo mondo e non un qualcosa da caricare di simboli e significati troppo importanti per te da considerare che non era un angelo planato dall’alto per. Metti in discussione questo, questo tuo bisogno di pensare che ad un certo punto arriva una creatura sopranaturale che sveglia il bello addormentato. Metti in discussione questo nodo che forse a nessun terapeuta hai permesso di aiutarti a sciogliere perche’ ci hai costruito su troppe strutture. Liberati di questo fardello e poi occupati della vostra relazione e anche se vuoi di tutte le tue mancanze. Non esiste una vita priva di alcuna frustrazione

  • 1564
    LUNA -

    E tanto piu’ nelle relazioni umane. E se una persona non ti palesa le sue frustrazioni e cova anche in questa persona puo’ esserci una dose di immaturita’ nel vivere un rapporto che dura nel tempo. La cosa del figlio e’ emersa in seguito e hai detto tu stesso che in precedenza lei pensando di essere incinta si era spaventata e aveva un rapporto inverso a quello che ha avuto in seguito. E comunque se si era stufata e ha fatto un revisionismo totale tu dai per scontato sia colpa tua. Se ha scelto di tradire ma non accetta di averlo fatto perche’ la perfezione che lei stessa si attribuisce non glielo consente e scarica il 100% della responsabilita” a te di aver tradito e chiuso una relazione tu te lo pigli sto 100%. Non mi piace, Fdc. E sai perche’? Perche’ puoi sentirti sul serio frustrato/a, fare le tue considerazioni, tradire. puoi metterti a tavolino e dire “io mi sono sentito cosi perche’/io ho scelto cosi perche'” ma anche prenderti le responsabilita’ delle TUE azioni e a chi hai tradito dopo anni comunque dire che hai sbagliato anche tu, che sai di aver ferito andandotene in un certo modo piuttosto che in un altro, di non aver detto “facciamo una pausa per riflettere” o di aver appunto tirato fuori le cose prima. Non sempre ci si riesce e si fa quel che viene? Ok, passato un certo tempo si tirano fuori le palle e si guarda in faccia anche la propria parte. Ci si prende la responsabilita’ di avere cambiato idea, di avere scelto di porre fine a una relazione. Forse lei lo fa ma pare da cio’ che scrivi che sia tu ad averla fatta diventare un’adultera, senza figli e separata. Palle. Avete fatto la vostra relazione in due e quando lei ha tradito e quando e’ scappata e quando tu hai detto voglio un figlio e lei ha. .deciso che “adesso non vale” agiva. Il …anche lei e per se’.

  • 1565
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Non esiste la donna perfetta.Lei era perfetta per me. Nel senso che, come tutti, anche Lei aveva i suoi difetti. Ma che a me andavano bene. Perché l’avevo presa con tutto il pacchetto. Tu hai ragione quando fai la tua analisi. Ok, sicuramente non avrò il 100% delle responsabilità. Ma avrò, forse, il mio 50% ? D’accordo. Ma qui sta il nocciolo della questione. Questo mio 50% mi fa star male, molto di più del suo 50%. Perché dopo anni continuo a chiedermi il perché non ho cercato di evitare di commettere certi errori. Tu mi dirai che con il senno di poi è facile.
    Ma io ci tenevo a quella relazione e continuo a rammaricarmi del fatto di essere stato disattento. Di non aver fatto in realtà nulla di male, di essere stato un marito presente, un amante e quant’altro. Ma ho sbagliato in qualcosa in cui dovevo migliorare. Continuo a ripetere che probabilmente “non ho studiato” il comportamento femminile, ciò che loro vogliono in realtà. Io credevo che continuando ad essere me stesso, essendo leale, presente e non tradendola, bastasse a far si che un matrimonio filasse liscio senza intoppi. Invece no, in certi casi devi “imparare” a capire quello che non sai, quello che non capisci. Ho capito oggi che se ci tieni veramente alla tua donna non puoi “distrarti” e devi cercare di capire le sue esigenze anche se non le vedi. Sarebbe bastato chiederle “come stai ?” anche se la vedevo sorridente. Per me informarla di qualsiasi cosa accadesse, chiederle consigli, pareri, non decidere nulla senza prima averla interpellata mi sembrava metterla al centro dell’attenzione. Preoccuparmi della sua salute e accertarmi che fosse andato tutto liscio se io non ero con lei mi sembrava più che sufficiente. Regalarle un mazzo di fiori nel giorno del suo compleanno, festeggiare l’anniversario del matrimonio, ricordarmi del suo onomastico o di altre date particolari mi sembrava una bella cosa. Credevo che lasciarle i suoi spazi fosse un modo per non opprimerla. Così come mostrami geloso senza assillarla. Invece no, non bastava. Dovevo capire che per una donna un figlio è più importante di un marito. E che una frase infelice può rendertela nemica anche se non te lo fa notare. Perché certe cose magari possono far allontanare, possono far disamorare. Perché una mancata carezza quella determinata sera può far sembrare che tu sei distratto, che a te non importa nulla di Lei. Mentre magari c’è qualcun altro che le dice che farebbe pazzie pur di sfiorarle il viso.
    Ecco questo è il mio 50%.Questo è ciò che non ho considerato. Io non dovevo permettere che accadesse ciò.Al di là del suo 50%. E’ il mio che continua a non farmi vivere.
    Perché magari Lei non è perfetta, è un essere umano. Però sicuramente non era una str….za. Ma una donna semplice, dolce, tranquilla. Che forse “pretendeva” più attenzioni. Perché quelle che le davo non erano sufficienti. Questo vuol dire conoscere le donne e la propria donna.E non riesco a perdonarmelo al di là che Lei abbia fatto le sue caz..te.

  • 1566
    Chiara -

    Leggevo ieri in qualche articolo di psicologia che mi vado spesso a cercare, che non sia tanto importante, a un certo punto, il PERCHE’ una relazione sia finita, quanto il COME affrontare una relazione finita, o un altro problema. Certo, a mio avviso, i perché sono importanti, sempre, per capire, noi stessi, gli altri, e le cose che ci accadono. Tuttavia, dopo avere analizzato ed essersi fatti almeno una vaga idea dei perché, occorre spostare la propria attenzione sul PRESENTE, e sul PROPRIO COME, e vale a dire COME risolvo un problema: qualsiasi tipo di problema io abbia. Iniziando a fare questo, nonostante un (comprensibilissimo) disagio e sofferenza, si vedrà che si avrà un (quasi) immediato sollievo: da quello stesso disagio e sofferenza. Purché ci si impegni con tutti noi stessi a insistere sul quel COME, a tenersi fermi lì, e dunque ad AGIRE in tal senso, tenendo la barra dritta, come si dice.

    Caro Fuori dal Coro, mi dispiace per come ti senti. Io mi sono fatta una mia personale idea, del tuo caso. Non so se sia utile o inutile dirtela, no, non lo so so, comunque ci provo lo stesso, non ricordo più ormai se dopo mesi o un anno, da quando sono capitata qui a leggere la tua storia e ho continuato a seguire la tua sofferenza di cui mi spiace, ma spero che possa servirti a qualche cosa, la mia interpretazione.

    Io credo che la tua ex moglie, quando si è sposata con te (e negli anni successivi, apparentemente felici e sereni per entrambi) fosse sostanzialmente ancora “immatura”, non ancora ben strutturata nella sua identità, nella sua personalità, purtroppo. La tua maggiore età rispetto a lei, nonché la tua personalità, hanno influito fortemente sulla sua vita e le sue scelte. Tu credevi, in buonafede, che lei volesse, semplicemente, le stesse cose tue. Anche lei, in buonafede, credeva di volerle. Tuttavia, profondamente, non era così: lei doveva ancora trovare se stessa. Ecco perché tu non ti capaciti di suoi comportamenti che non avresti mai creduto possibili, e rifiuti, ancora oggi, di pensare così, puramente, “cose negative” di lei. Cattiverie ecc. Ed ecco perché lei, sostanzialmente, e sbagliando, ti diceva: mi ero annullata per te.
    Sbagliava, ma non perché fosse “cattiva”: è che lei era in un grandissimo casino suo, personale.
    Non avrebbe potuto, intendo, avere la lucidità, la capacità di analisi, la consapevolezza, per dire: amore mio, cerco me stessa, ho sbagliato, non ero ancora “matura”, non avevo ancora trovato me stessa.
    Questo, a volere essere ottimisti, ed essendoci stato comunque un grande amore, io non escludo affatto, che possa accadere, un giorno.
    Un giorno in cui lei ti cercherà, e ti dirà queste cose: ecco, ho trovato me stessa. Adesso so che non è stata né colpa tua né mia. Ci siamo amati, ma ho sbagliato. Non lo volevo, ma credevo di star vivendo, di far bene, di volerti bene.

    Io credo che l’amore sia per pochi. Un sentimento, anche profondo, siamo in molti capaci di provarlo, e dimostrarlo. Ma un amore “maturo”, no.

  • 1567
    Chiara -

    Quello che voglio dire è che si può provare un sentimento profondo, ma si possono avere problemi del tutto personali: come il non sapere, ancora, che cosa si vuole fare nella vita. Quanti matrimoni, o relazioni, sono finiti perché “strada facendo” ci si accorge che non era quella la nostra strada? O ci si sentiva fuori luogo? O ci si sentiva di aver fatto qualcosa, ma poi strada facendo, che quel qualcosa non era proprio quello che noi desideravamo?
    Ciò ci accade per tutte le cose che ci riguardano. Ci accade quando scegliamo un percorso di studi, e poi ci pentiamo. Ci accade quando facciamo “carriera” nel lavoro, e poi non era quello che volevamo. Ci accade quando “rinunciamo” alla carriera per una famiglia, e poi invece non volevamo solo la famiglia, ma ci manca il lavoro, o la carriera, o insomma la nostra crescita personale.

    Forse, per trovare un poco di sollievo, si dovrebbe riportare il nostro personalissimo caso, a un “caso” più generale, che è quello dell’essere umano: che vuole una cosa ma ne vuole un’altra, che non è nero o bianco, ma pieno di contraddizioni, di luci e ombre, di ambivalenza, di gioia e dolore, di ricerca di stabilità e inquietudine. Di cose che possiamo sperare che ci “vadano bene”, finché non ci vanno male. Eccetera.
    Una vita felice non può essere quella in cui ci va tutto bene, ma quella in cui ci rialziamo quando cadiamo, quella in cui riusciamo ad “adattarci” a sfortune, sventure, in cui cerchiamo un nuovo assestamento, un nuovo equilibrio, e lo ritroviamo.
    Dovremmo sempre tenere presente che l’equilibrio, nell’essere umano, non è una cosa che ci è data PER SEMPRE, così, per FORTUNA.
    E’ un lavoro, continuo.
    E se è un lavoro per il singolo, lo è, ancor più, in una coppia.

  • 1568
    fuori dal coro -

    Ciao Chiara ben ritrovata. Come stai ?
    Ho letto con molta attenzione la tua analisi. E devo dire che alcuni punti mi hanno veramente colpito. Oggi non credo di avere molto tempo per risponderti ma intanto volevo scriverti queste poche righe. La tua analisi merita una risposta dettagliata.
    Ti ringrazio di essere tornata.
    A presto.

  • 1569
    LUNA -

    Ciao Chiara, sono d’accordo con il concetto che viviamo nel presente e che identificare quale sia il problema presente attiva anche le nostre risorse. Concordo anche con la tua chiusa e sull`amore maturo e la consapevolezza ecc. Fdc, francamente anch’io credo, e non e’ la prima volta che te lo diciamo, che questo continuo andare indietro con il nastro ti sia davvero utile. L’autocritica e’ costruttiva, pensare che avresti potuto indovinare ogni pensiero ecc stando sempre in allerta significa in realta’, secondo me, ancora una volta, pensare che tutto o comunque troppo dipendesse da te quando una relazione comunque si fa in due. Non saresti comunque potuto essere un uomo con 12 braccia, avere gli occhi aperti anche mentre dormivi, indovinare ogni cosa e dire sempre la cosa giusta. Se pensi che dovevi essere cosi attento fino ad entrare in qualsiasi piega della mente altrui sino a quasi prevedere sembri parlare di un uomo che sarebbe dovuto essere ossessionato e/ossessionante e di una donna talmente immatura da essere incapace di palesare le cose in modo chiaro tanto piu’ se importanti o talmente egoista da esigere un marito che vivesse totalmente in funzione di indovinare, sopperire, prevedere, risolvere tutto e accontentare in ogni cosa. o lei ha dodici anni di eta’ emotiva e mentale o e’ realmente cosi egoista e ti ha rimproverato cose assurde o stai esagerando tu nel pensare che se tu fossi stato un semidio chiaroveggente il tuo matrimonio non sarebbe mai finito

  • 1570
    Luna -

    Con tutto il rispetto le persone anche quelle che si amano sbagliano. pero’ anche se lo dicono. se non se lo dicono la responsabilita’ non sta solo nella mancata chiaroveggenza. Se sto insieme a una persona da anni e una sua frase mi tocca particolarmente o mi ferisce lo dico. puo’ non capire, l’altro, cio’ che gli dico o non rimediare per come e’ fatto o per la fase che vive, ma non dirlo neppure o dirlo dopo che ci rimugino da mesi o anni significa non dare una possibilita’ costruttiva di chiarimento. Perche’? Qualsiasi ragioni si dia chi non dice sono le sue ragioni che si da’. E che possono essere legati a mille fattori interni alla persona stessa e anche a cose che non riguardano neppure te. Se mio marito non mi fa una carezza una sera e l’indomani faccio un paragone a suo sfavore con uno che conosco da tre minuti e mi dice: impazzirei per farti una carezza dipende solo da mio marito? o mi piace chi mi parla? scusa Fdc ma uso il tuo esempio perche’ di uomini che ti dicono seibravabellafotomodella puoi incontrarne diversi anche solo prendendo il tram. e sta anche alla propria maturita’/selettivita’ ricevere un complimento come tale o l’enfasi che gli si da’. Sta anche nel fatto pero’ se uno ti piace. Se uno non ti piace ti puo’ dire anche che ti ruba la luna e che tuo marito e’ un cattivone… e’ vero che una puo’ essere anche inconsciamente piu’ predisposta e confusa se e’ scontenta perche’ vuole cambiare vita perche’ ha una SUA crisi. Allora pero’ potrebbe anche essersi stufata del marito piu’ indovino del mondo. Se si sente trascurata ok: se la trascuri veramente e’ un problema vostro, se si sente trascurata anche se ci sei pero’ a quel punto tu che puoi veramente farci se non parla e non sei indovino? Se non parla. Tu dici che lei il problema non lo ha posto chiaramente. consentimi: pensare di mollare un compagno di vita non e’ decidere se cambiare colore di capelli. Se vuoi salvare la tua relazione (indifferente perche’) parli. Se stai ballando da sola verso una direzione di rottura (indifferente perche’) no. e non lo dici perche’ non vuoi che l’altro intervenga. sulla questione figlio: e’ seria. ma proprio perche’ e’ seria e e’ mutata nel tempo una donna che vuole un figlio da te, come dici tu, se vuole darti un aut aut te lo da’ chiaro. Il figlio conta piu’ dell’uomo? ok se e’ cosi cmq se e’ con quell’uomo che vorresti un figlio e le cose sembrano inconcilabili e’ dura anche perche’ pensi di lasciare quell’uomo quello da cui vorresti un figlio. non e’ solo che ti sta sulle palle perche’ ti dice no. Non e’ solo che ti incazzi mi segui? Io ti amo e per me sei importante, tu. Voglio un figlio e tu no. Quindi per avere un figlio devo rinunciare a te? ok ma fa male sai? ti pare che una cosa del genere non la dici? – e se non la dici la colpa sarebbe solo dell’altro? Una relazione d’amore, seria, e’ a mio avviso una questione seria. Un figlio e’ una questione seria. due questioni serie connesse. E che riguardano anche l’altro come compagno e parte di una relazione. Consentimi: una coppia che fa parla delle tende e di cosa mangiare per cena e di se stessa no? Uno pensa erroneamente che non ce ne sia bisogno? solleva veramente il problema chi si accorge che il problema c’e’. amore maturo e’ anche questo. anche esserci in questo uno per l’altra. essere anche chi mostra che un problema c”e’, in modo reciproco. Se non glielo dico io a mio marito che mi sta o ci stiamo perdendo, se io lo so, chi glielo deve dire? mia zia? maria de filippi? il mio amante? “Guarda che io sto pensando di lasciarti'”. Chi te lo doveva dire se non lei? Eravate voi due e il vostro matrimonio sino a prova contraria. E se per qualsiasi ragione stava valutando di piantarti chi te lo doveva dire? Che fosse per il figlio o qualsiasi altra ragione?

  • 1571
    fuori dal coro -

    Chiara
    I perché sono importanti eccome in una fine di una relazione. In particolare se si tratta di una relazione importante e di lunga data. In questi tre anni ho avuto modo di confrontarmi con tante persone che hanno avuto a che fare con una separazione. Ma sempre ho avuto modo di constatare che ci si trovava di fronte a situazioni, non dico estreme, ma che comunque davano l’idea di relazioni che facevano acqua da tutte le parti: storie di continui tradimenti, gravi incompatibilità caratteriali, violenze, litigi continui ecc. Mai finora ho sentito di relazioni o matrimoni finiti a seguito di prese di posizioni dall’oggi al domani. Per cui penso che alla fine pensare al presente e a come risolvere il problema sia estremamente più difficile per chi, come me, si é trovato di fronte al fatto compiuto senza neanche rendersene conto.
    Capisco quando mi dici che mia moglie doveva ancora trovate se stessa. Ma mi riesce difficile capire questo in una donna di oltre trenta anni e dotata di una intelligenza non comune. La mia personalità ok. Ma io non ho mai obblligato nulla. Anzi mi sono attenuto a quelli che erano i suoi desideri. H o cercato di capire il suo pensiero senza mai imporle il mio. In pratica io analizzavo i suoi comportamenti, i suoi pensieri, la sua vita familiare, le sue origini. E capivo che tutto ciò collimava con i miei di pensieri. Anzi c’è da dire che spesso mi sono adattato ai suoi usi e costumi facendoli diventare parte integrante di me. Ho accondisceso ad alcune limitazioni durante il fidanzamento senza mai creare problema alcuno. Ci sono serie possibiltà che sia andata come tu dici. Ma certo non é facile accettare che a oltre trenta anni in procinto di sposarsi e dopo anni e anni di fidanzamento “intenso” non si sappia ciò che si vuole. I suoi anni li ho avuti anch’io. E quando avevo l’età in cui Lei mi ha sposato io cercavo di capire se fosse la donna giusta da portare all’altare. Lei invece dieci anni dopo con un’esperienza decennale di fidanzamento con me alle spalle a cosa pensava ?
    Non é facile accettare che dopo anni e anni in cui ci si é detto di tutto si possa sentirsi dire “io non ero matura, io non ero me stessa, io dovevo ancora capirmi”. E per tanti anni cosa hai fatto ? Si é sempre detto che le donne maturano prima degli uomini. Che gli uomini oggi a trenta anni sono dei bambini….ma le donne a trenta anni si dice siano tali. Possibile che Lei non lo sia stata ?
    Anche io Chiara ho avuto molti dubbi nella mia vita. Pero’ ho cercato sempre di capire quali potessero essere le certezze. Ho sempre pensato che con i sentimenti degli altri non si gioca. E che comunque esistono delle cose. Cmq questo é uno dei tanti motivi per cui la mia sofferenza é tuttora ancora all’apice. Io non nego i mie errori e anzi li metto a capo del nostro fallimento ma nello stesso tempo mi chiedo il perche’ del suo comportamento. Purtroppo a tutt’oggi non ho riscontri con altre coppie che si sono separate di qualcosa di simile che é……..

  • 1572
    fuori dal coro -

    …..capitato. Non ho riscontri perche in mezzo c’è questa maledetta spada di Damocle legata alla questione del figlio. In maniera ossessiva mi domando sempre cosa abbia causato nella sua testa. E in maniera ossessiva mi chiedo per quale motivo io sia stato cosi muro di gomma. Perché si Luna é vero che non potevo prevedere tutto. Ma é anche vero che almeno il figlio lei me lo aveva chiesto. Ora é pur vero che mi sembra un po’ come quando una coppia fidanzata da anni tergiversi all’idea di sposarsi. Quante storie esistono in cui una donna dopo anni di fidanzamento spinge per sposarsi mentre l’uomo di turno cerca sempre di evitare l’argomento. Fino a che in genere si arriva al punto che l’uomo si libera dall’idea del single e…si sposa. Forse nel mio caso ho dato l’impressione che un figlio non l’avrei mai voluto. E nella sua testa si é instaurata questa certezza. Per cui un figlio “non si obbliga ma si desidera”. Per cui se questo é il ragionamento crolla il discorso dell’out out: io ti ho dato segnali evidenti di desiderare un figlio da te. Tu non li hai recepiti. Anzi mi hai fatto intendere che per te é un argomento chiuso. Per cui io lascio baracca e burattini e me ne vado.
    Il mio cruccio é che sia andata proprio cosi. E se cosi é per me é terribile perché come ribadito più volte io ero terrorizzato dall’idea di un cambiamento di vita a seguito dell’arrivo di un figlio. Probabilmente Chiara a questo punto può darsi che Lei mi abbia visto come un immaturo e un egoista che anteponeva il proprio modo di interpretare la vita a quello più “altruista” di pensare ad un figlio.
    E’ questo il tarlo care Chiara e Luna. Un tarlo che mi rode dentro da tre anni. Ora é pur vero quel che dice Luna riguardo al fatto che se tu un figlio lo vuoi da tuo marito é dura anche pensare di lasciarlo. Ma se con il mio atteggiamento le ho dato modo di pensare che suo marito fosse un immaturo e un’egoista ? Lei ne sono sicuro si é convinta di questo. Perché me lo ha ripetuto spesso. Probabilmente anche confrontandosi con altre persone che le hanno ulteriormente avvalorato questa ipotesi.
    Alla luce di tutti questi discorsi come posso io pensare di risolvere la situazione guardando al presente ? Fermo restando l’ipotesi di Chiara che ha un suo fondamento é anche vero che da parte mia c’è stata una “negligenza” pazzesca. Ma niente di cattivo perché cmq io so che intendevo risolvere la questione anche se stavo facendo una fatica bestiale. In sostanza non pensavo mai potesse succedere un simile terremoto. Perché penso che prima di arrivare a distruggere un’unione ventennale si debba tentare di tutto. Soprattutto considerando il fatto che il nostro é stato un matrimonio d’amore olltre che, e non mi sembra poco, avevamo entrambi delle caratteristiche di persone equilibrate, e contornate da altrettante persone equilibrate, che non sono facili da trovare al giorno d’oggi. Tutto questo a mio parere continua ad avere dell’assurdo.

  • 1573
    Chiara -

    Ciao Fuori dal Coro, ti ringrazio per l’accoglienza. Per risponderti: non è che io stia molto bene, ma tant’è.
    Ma tornando a te… E all’idea che mi sono fatta della tua ex moglie, dei suoi problemi: non che la sua “immaturità” fosse qualcosa del tipo mentire, fare una cosa e volerne un’altra, ipocrisia, mancanza di responsabilità. Tutt’altro, credo che fosse come tu la descrivi, una bella persona, seria e responsabile. Tuttavia, Fuori dal Coro, le persone hanno un loro mondo dentro, sono un mondo a sé. L’amore è ciò che può unire questi mondi, ma i percorsi di ognuno di noi non sono sempre “logici”, o rispondono alle nostre aspettative, o sono “coerenti” con la nostra “coerenza”, eccetera. Sovente, come tutti sappiamo, l’essere umano, lungo il proprio cammino, non incontra solo difficoltà pratiche, di salute, ecc., ma può avere crisi di tipo esistenziale, molto profonde, in cui più o meno TUTTO viene messo in crisi, o in discussione. E fin qui, spero converrai con me, questo ACCADE.

    A mio vedere, tua moglie, a seguito della sua malattia alla tiroide, congiuntamente a un forte timore (idea mia), oserei dire terrore, di non poter avere più figli, congiuntamente al vederti/sentirti sempre incerto al riguardo di un figlio, congiuntamente, infine, a una sua precisa caratteristica, di tipo profondamente morale (=non voglio un figlio costringendo il mio uomo, convincendolo ecc., ma lo voglio perché anche lui lo desidera, e non causa a lui problemi, timori, angosce ecc.), ha vissuto una crisi proprio di questo tipo: in cui ha messo in discussione tutto, stando peraltro molto ma molto male, e precipitando nella crisi, di tipo esistenziale, di cui sopra.

    Non escludo che lei, a quel punto, si sia sentita, in un misto di emozioni e pensieri completamente negativi, disamorata di te. La rabbia che provava, però, mi fa pensare a un forte risentimento, e dunque coinvolgimento, sia pure al negativo, che non portava a nulla di buono.

    Viceversa, tornando al tuo “blocco” per un bambino, tu ritenevi allora, finalmente, di sentirti pronto. E ti rammarichi profondamente adesso sentendo un desiderio profondo di paternità. Io invece, purtroppo, credo che si sia trattato di uno “sbloccarsi” fittizio: ti sei sbloccato solo quando, perlomeno tutto te lo faceva pensare, eri certo che lei non sarebbe tornata con te.
    Lei questo lo sapeva. O lo temeva. Non ci credeva più. Non sperava più. O in ogni caso tanta e tale era stata la sua sofferenza, da non riuscire più a tornare indietro, a stare con te.

    Pensa a quando qualcuno dice “non sarebbe più come prima”. Questa consapevolezza, questo timore, e quanto più grande è stato l’amore, impedisce di tornare indietro. Ci sono cose, insomma, che ci rendono inaccettabile sia la fine, sia però un ritorno.

    Scusami se posso sembrarti contraddittoria nella esposizione (parlo di una sua “immaturità” e poi torno alla questione del figlio), ma non riesco a far meglio in poco spazio.

  • 1574
    Chiara -

    PS: naturalmente considero, da parte di lei, un grave errore aver avuto un altro uomo, mentre stava con te, e mentre quindi, in certo modo, si suppone che ritenesse di avere ancora un desiderio e una speranza di stare con te. E’ un errore gravissimo infatti, nonché purtroppo diffusissimo, nel momento della difficoltà, appoggiarsi a una terza persona, esterna alla coppia. In questo modo non si affronta il problema della coppia, ma addirittura lo si aggrava, poiché avendo immediata gratificazione da un terzo, si sminuisce automaticamente l’altro, allontanandosene ancora di più, mentre varrebbe la pena andare fino in fondo alla questione. Con un terzo intorno, specialmente per la persona che tradisce, le cose si confondono ancora di più. Suppongo poi che lei, a causa della sua grande sofferenza, si sia sentita in qualche modo “giustificata”. Tuttavia, per come la descrivi tu come persona, ritengo che lo abbia fatto per una sofferenza molto grande, direi insostenibile. E in tutto quel suo casino interiore ecco apparire cose che non avresti mai pensato che lei potesse fare. Infine, un’altra ipotesi mia è che a lei, semplicemente (ma profondamente) sia passata la voglia di fare un figlio con te, purtroppo. Succede. Questo può essere successo. Come succede che un innamorato, aspetta oggi aspetta domani, quando l’altra si decide, sia troppo tardi, l’amore di prima l’innamorato non lo sente più. Succede. L’amore ha bisogno di essere coltivato. Convivere con la sensazione di non essere ricambiati non è facile. Può esserci anche il caso che uno ami, ma non lo dimostri, se lo tenga molto dentro di sé: anche in questo caso è difficile che un rapporto d’amore possa proseguire a lungo. Siamo un mondo, ti dicevo prima, e dobbiamo trovare continuamente punti di contatto. Se diamo per scontato che questi punti di contatto ci siano sempre e comunque, perché stiamo insieme da anni, siamo sposati ecc., è facile perderli, invece, quei punti di contatto. Bisognerebbe, ad esempio, cercare sempre di capire se la persona che vive con noi sta bene oppure sta male, e non dare per scontato che stia bene, perché non dice niente, o sminuire il suo star male, quando cerca di farcelo capire, facendo finta di niente, che pure questa è una ferita mortale…

  • 1575
    Fuori dal Coro -

    Ciao Chiara
    Scusa il ritardo con cui ti rispondo. Ma il tuo post meritava davvero molta attenzione. Anzitutto mi preme farti sapere che mi dispiace che non stai tanto bene. Se ti va di parlarne sono qui. Tutti abbiamo dei problemi e a volte anche chi ne ha, vorrebbe far qualcosa per aiutare chi è in difficoltà.
    La tua analisi è “spietata”. Ma forse penso si avvicini molto a quella che può essere la realtà. In effetti anche io credo che Lei abbia vissuto una sua crisi esistenziale, così proprio come l’hai descritta tu. Ma il problema è che quando si vive in coppia, e, soprattutto in una relazione quale può essere un matrimonio non si possono fare certi percorsi di tipo “solitario”.
    Anche perché mentre lei viveva questa presunta “crisi”, con me si comportava in modo del tutto normale. “Falsando” fino all’ultimo le cose.
    In relazione al mio “sblocco”, permettimi però di non essere d’accordo. Non era “fittizio”. Anche perché quando mi sono “sbloccato” neanche immaginavo il terremoto che sarebbe successo. Il mio percorso interno sull’”accettazione” di diventare padre, lo stavo facendo da un pezzo. Era come una molla in tensione. Ci stavo lavorando da tempo e pensavo che fosse arrivato il momento di affrontare una simile responsabilità. E’ un po’ come quando si è fidanzati da lungo tempo. Anche se si ama l’altra persona, c’è una sorta di paura ad affrontare il matrimonio. Perché comunque, volente o nolente, ti cambia la vita. E lo stesso, anzi maggiormente, è la questione relativa al figlio. Se un matrimonio per me “è per sempre” figuriamoci cosa può essere un figlio.
    Quindi non vedo perché la sua presa di posizione. Così come un uomo (e sono tanti i casi) si decide a fare il passo del matrimonio, così può farlo in relazione alla paternità. Perché non devi più crederci ?

    Se hai sofferto perché tuo marito non era pronto per avere un figlio dovresti essere felice nel sapere che lui comunque è pronto a cambiare idea. Anche se solo fosse (ma non è così) per non perderti. Quale miglior dichiarazione d’Amore ? Al riguardo non so se ti è capitato di vedere il film “Immaturi”. Tra gli interpreti di quel film c’è Raoul Bova che interpreta la parte di un uomo che alla soglia dei 40 anni non si sente pronto per avere un figlio. E alla compagna, incinta, casualmente, fa capire con chiarezza di non volere questo figlio, proprio perché non era in programma. Lei lo caccia di casa quando alla notizia della gravidanza lui va letteralmente nel panico. Dopo un periodo di separazione lui riflette e poi si pone delle domande. Una delle quali: “è giusto fare un figlio solo perché si ama la propria donna ?” E lui si risponde: “Si, se questa donna è colei con la quale vuoi passare il resto della vita”. La dice lunga questa risposta Chiara. E’ un film si, ma rispecchia la realtà dei fatti.
    Quindi Chiara, mi trovi d’accordo totalmente sulla questione “crisi esistenziale”. Ma è troppo facile in un momento del genere andare ad appoggiarsi a qualcun altro. Come dici…

  • 1576
    Fuori dal Coro -

    ….altrettanto giustamente, in questo modo non si affronta il problema della coppia, peraltro risolvibilissimo al massimo con un periodo di riflessione di entrambi solo ed esclusivamente sull’argomento. Ma si aggrava ulteriormente. Perdonami Chiara ma, non accetto la “giustificazione” della sofferenza in relazione ad un tradimento. Nel mio errore ho sempre agito con lealtà e schiettezza. Tradire non è leale. Ed è una delle cose più bieche e meschine che possano avvenire all’interno di una coppia e non solo.
    Perché un matrimonio, ed in particolare il nostro, era basato su alcuni elementi fondamentali: Amore, Lealtà, Rispetto, Fiducia. E non andava infangato in questo modo.
    Capisco cosa vuoi dire quando sostieni che l’Amore deve essere coltivato. Ma a volte non pensi che stai facendo qualcosa di male. A volte dai per scontati i punti di contatto perché per anni ci si è comportati in uno stesso modo. E quel modo al tuo compagno/a andava bene così. Per cui pensi anche che l’altro/a ti conosca bene e sappia il tuo modo di dimostrare Amore proprio perché ti conosce da sempre. Ritengo sempre fondamentali gli elementi che ho indicato poco prima: Amore, Lealtà, Rispetto e Fiducia. Pur commettendo qualche errore non li ho mai trascurati. Lei li ha sporcati tutti e quattro….in nome di che cosa ? Ho ancora rabbia dentro, mista a tanta tanta sofferenza che non accenna a diminuire.
    Tu sostieni che certe cose “succedono”. Ok succedono Chiara, ne sono cosciente. Non sono nato ieri. Ma è terribile, e non ti riprendi, quando a fare certe cose, è una persona sulla quale contavi più di tutto. E con la quale ti aspettavi che ogni cosa ti venisse detta. Io ho sbagliato nell’aspettare troppo, nel dire sempre no. Mi sento in colpa per aver fatto uno sbaglio di vita. Ma non per averla fatta soffrire. Io non ho fatto nulla per fare questo. Per me era una situazione difficile. Una scelta importante. C’era di mezzo un’altra vita. Non si gioca con la vita degli altri. Quanti uomini o donne decidono di diventare genitori senza esserne in grado. Io no. Non volevo rischiare una cosa del genere. Un figlio ha bisogno di genitori responsabili che pensino a lui a tempo pieno. Così come mi sono sposato con la sicurezza di diventare marito così volevo essere sicuro di diventare padre. Una donna come Lei, dotata di intelligenza e sensibilità come può non averlo capito ? Malafede ? Ma perchè continuo a chiedermi ?

  • 1577
    Chiara -

    Ciao Fuori dal Coro, ti ringrazio per la mano che mi hai offerto in un momento un po’ difficile della mia vita, e anche se non dovrebbe essere così tragico, dal momento che non ho, per esempio, problemi di salute, io lo vivo un po’ così… Da qualche tempo sono veramente giù. Ho iniziato a sentirmi sempre più insofferente, e poi piano piano, senza nemmeno rendermene conto (tendo a farmi forza e coraggio, non abbattermi), peggio che mai. A forza non dico di far finta di niente, ma sia di pazientare per un verso su cose in cui dovevo necessariamente pazientare, sia di sopportare stress e preoccupazioni di altri cui dovevo dare sostegno, sia di “contenere”, invece, dentro di me tutta una lunga serie di frustrazioni, insoddisfazioni, rinunce, speranze di raggiungere qualcosa che invece sempre più si affievolivano… Sono crollata. In breve tempo mi sono sentita esaurita, depressa, prostrata, e ora sto così da un mese…
    Quindi complicato anche da spiegare, quello che ho…
    Scusami se mi sono avventurata nell’ipotesi che tu ti fossi “sboccato”, per il figlio, solo al momento che lei si era allontanata. Come dici giustamente per te è stato un percorso lungo che hai fatto, e dunque ti sentivi, ti senti, pronto. Questo puoi saperlo bene tu, di sentirti, ora, veramente pronto. Io però ipotizzavo questo, sempre in relazione alla tua ex moglie, naturalmente, ossia ho ipotizzato che lei pensasse questo, che fosse convinta, ormai, di questo. Non ci credeva più. Certo, come dici, uno può sentirsi che prima non è pronto a sposarsi e dopo sì, o fare il padre, è pieno il mondo di persone che cambiano idea, o superano una personale paura, o scoglio, o altro: e meno male! Allo stesso modo, però, e mi spiace… Ma può accadere che qualcuno sentendosi rifiutato, per esempio per il matrimonio, una convivenza, o un figlio, molli… O cambi idea, o si disamori, o non desideri o in generale o solo con quella persona in particolare la cosa che aveva desiderato tanto. Per me è così, nel senso che vedo che succede. Può succedere.
    Ecco, è qui che vorrei pensare al tuo problema di ora.
    Che tu, ponendo che sia così, soffri ancora così tanto, perché non accetti questo.
    Se non accetti che lei o non ti amasse più, o non volesse più o in generale o con te un bambino, o che lei non potesse essere più “riconoscibile”, perché mettiamo che la sua sofferenza, la sua crisi esistenziale, le faceva fare cose che non avrebbe mai fatto prima. Se una persona soffre tanto, se è fedele e lo ha dimostrato, ad esempio, secondo me sì, arriva a “giustificare” anche un tradimento, perché in certi casi, mettiamola così, è questione di vita o di morte. Si può sentire di star morendo dentro, Fuori dal Coro, in certi casi.

  • 1578
    Chiara -

    Ho conosciuto persone che hanno tradito, o tradiscono, e ascoltando i loro problemi, vedendo la loro sofferenza, e ben prima di tradire… Non ho potuto dire loro: fai male. Ho provato a dire loro che avrebbero complicato le cose, o che di lì a breve avrebbero dovuto affrontare il problema con la persona con cui stavano, pena il passare dalla ragione al torto. Eppure alcuni non possono, o non potevano, lasciare il coniuge per tante ragioni, per figli piccoli, per problemi economici, e non potevo nemmeno dire che non si fossero impegnate, queste persone. E sto parlando, per esempio, di coniugi che fanno “vita a sé” in casa, con malumori continui, anaffettività, mancanza di considerazione, scatti di nervi… E questo per anni… Dunque io sto parlando di mancanza di amore in queste relazioni, e di tradimenti, di innamoramenti, che “ridanno la vita”. Ho visto persone che stavano morendo dentro, persone che forse avevano un depresso accanto, e stavano diventando depressi anche loro. E il “tradito”, nonostante i mille tentativi, per anni, dell’altro, non faceva assolutamente niente, e spesso queste persone, oltre a non amarti, mostrano disprezzo. Ciò può “uccidere”, dentro, le persone che vivono loro accanto.
    Ma tornando a te, ora. Io ti suggerirei, al più presto, se non stai facendo una psicoterapia, almeno la lettura dei libri di Aldo Carotenuto, che ha un’immensa profondità, secondo me, e parla moltissimo dell’amore, del tradimento ecc.
    A mio vedere tu ti trovi “bloccato”. Ti costringi, in certo modo, a restare bloccato. Prova, se puoi, se riesci, a uscire dalla delusione, la rabbia ecc., e ad accettare semplicemente la realtà di ora per come è, per come è andata quando è finita, e ad accettare, perdonando, i limiti della tua ex moglie. Vedi, tu qui insisti a ripetere che tu ce l’hai con te. Ma non vedi che è la stessa cosa? Ce l’hai con te, o con lei, o con entrambi, il risultato non cambia. Inizia ad accettare, almeno un pochino, ad esempio, che il tuo “ritardo” per un figlio è arrivato quel tale giorno, pace, è andata così, ma è arrivato, non c’è che da esserne comunque felici. E che questo “ritardo” non coincideva con il “momento” della tua ex moglie, che dopo però non ha più voluto, per sue ragioni. Non è colpa di nessuno. Prova ad allentare il concetto di “colpa”, e spostalo, per esempio, sui limiti personali di ognuno, sui problemi di ognuno, in “quei” momenti ancora irrisolti, e dunque impossibili a essere risolti “come si sarebbe pensato”, o “come avrei dovuto”, o “come lei avrebbe dovuto”. Noi non possiamo convincere che un altro ci ami se non lo vuole, non possiamo obbligarlo a fare un figlio se non se la sente, non possiamo risolvere la crisi esistenziale di un altro, se ha deciso che in quella crisi esistenziale rientriamo anche noi. Come non possiamo fermare il tempo, o ritirare su subito un palazzo che è appena crollato per un terremoto, non possiamo tante cose.

  • 1579
    Fuori dal Coro -

    Ciao Chiara
    Mi dispiace che stai passando questo brutto periodo. Mi metto a tua disposizione. Ho i miei problemi è vero. Ma ho notato che quando mi metto a pensare a quelli degli altri in quel momento penso solo a loro. Quindi se ne vuoi parlare, qui o in altra sede, io ci sono.

    Per quanto riguarda mia moglie, onestamente non so più cosa pensasse in realtà. E in tutta onestà non riesco neanche a comprendere il suo eventuale pensiero di sentirsi “rifiutata”. Io non volevo un figlio, mica non volevo Lei. E Lei lo sapeva da sempre che io ero recalcitrante all’idea di fare un figlio. Ma proprio per la paura di cambiare vita e quant’altro. Che non c’entra niente con il fatto di rifiutare Lei. Non era questo il caso in cui il rifiuto di fare un figlio poteva essere abbinato al rifiuto verso di Lei. Altrimenti che vuol dire ? Che la rifiutava anche tanti anni prima ?
    E’ ovvio che io non riesco ad accettare una cosa del genere. Ne ho sentite tante di storie. E in tutta sincerità ho sentito cose veramente gravi. Nelle quali una donna, o un uomo hanno davvero dovuto sopportare cose terribili.
    Hai detto che si può giustificare un tradimento perché si “muore dentro”. Ma caspita, per morire dentro deve succedere qualcosa di pazzesco. Insomma ti accorgi se hai accanto una persona che sta morendo dentro. E forse una persona può “morire dentro per davvero” se subisce un tradimento. Quello si che ti uccide. Non un “rifiuto” che potrebbe essere solo momentaneo. O che potrebbe essere risolto semplicemente discutendo. Se tradisci uccidi davvero. Passi sopra come un trattore, distruggi la fiducia.
    Tu hai parlato di persone che fanno vita a sé, con malumori, scatti di nervi, anaffettività, mancanza di considerazione. In sostanza di mancanza d’amore. Io avrò commesso anche dei piccoli errori quotidiani ma….piccoli. Non a questi livelli. Io stavo soffrendo insieme a Lei mentre era in sala operatoria, avevo il cuore in gola….questa non è mancanza d’amore, non è anaffettività. Io ero presente, sempre e comunque.
    Ho provato a fare terapia ma….nulla. Adesso non so di questi libri di Aldo Carotenuto di cui tu parli
    Purtroppo il tuo discorso sull’accettazione del fatto che “non è colpa di nessuno” o a perdonare me stesso o Lei non riesco proprio. Il nostro era un Amore troppo importante, troppo grande per poter essere distrutto in questo modo. Ho visto coppie inossidabili resistere a situazioni davvero gravi. Io la mia storia l’ho vissuta, l’abbiamo vissuta.
    Come dici tu, noi non possiamo obbligare nessuno a fare nulla. Però non è facile da accettare il fatto che la persona più importante della tua vita, quella in cui ha creduto ciecamente, quella che dice di averti amato più della sua vita, possa essersi allontanata per un “ritardo” o per un tradimento che può addirittura apparire “giustificato”

  • 1580
    Luna -

    ciao a tutti. Fdc, “voglio un figlio da chi lo desidera non da chi si sente obbligato ecc”. Ci sta. Ma esiste, appunto, anche il fatto che una persona faccia un percorso dentro di se’ e evolva, in una direzione che sia per esempio la paternita’/maternita’ prima non considerata o vista con timore o non affine. francamente e cio’ che avviene a moltissime persone, uomini e donne,si anche donne anche se le donne sono piu’ recalcitranti ad ammetterlo. ma se lo fanno molte ammettono di non essere nate/cresciute con l’idea di diventare madri, madri amorevolissime e che adorano i loro figli dicono che erano incerte o che non lo pensavano nemmeno. Ho conosciuto una donna con molti figli che il primo lo ha avuto a tipo 36 anni e che ha ammesso di aver provato ansia scoprendosi incinta. Di aver fatto un percorso tra se’ durante quella prima gravidanza. poi c’e’ chi desidera un figlio da sempre e all’eta’ di tua moglie non ha un compagno. ma tua moglie un compagno lo aveva. Che, dici, voleva lei anche se recalcitrava sul figlio. Fdc a differenza tua francamente non sento solo storie di gente che rompe dopo litigi di anni tradimenti continui e tragedie costanti. volendo anche la tua storia e’ finita con un tradimento e non semplicemente con lei che se ne va. da qualche tempo ti tradiva anche se tu non lo sapevi. quindi non e’ finita senza un problema e dall’oggi al domani. il fatto che ci fosse un altro era un problema gia’ di per se’.

  • 1581
    fuori dal coro -

    Ciao Luna ben ritrovata anche a te.
    Infatti uno dei pensieri che a distanza di anni reclama ancora um perché é quello di capire il reale motivo per cui mia moglie mi ha lasciato. Per una terza persona o per il figlio ? In questi anni ho letto su vari forum di situazioni nelle quali uno dei due partner non desiderava un figlio. Ma le storie (tutte) hanno avuto un epilogo logico: o dopo vari ripensamenti o discussioni si decideva di fare un figlio, o si decideva di comune accordo di separarsi e nessuno cambiava idea, oppure un periodo di riflessione che consentiva al partner recalcitrante di tornare indietro sui propri passi per formare una famiglia. Altre ipotesi non mi sono capitate. Or bene per mia moglie il figlio é un alibi o cosa é successo ?
    I tradimenti nella nostra società sono all’ordine del giorno. Tanto che non fanno più notizia. Ma ognuno conosce la propria storia e c’è chi come me non si sarebbe mai aspettato una cosa del genere dalla propria compagna. Non che altri se lo aspettassero, però ho i miei buoni motivi per rimanerè sconcertato dal suo comportamento. Cosi come sarebbe rimasta sconcertata Lei (e non solo) se un simile comportamento fosse capitato a me. Il motivo cambia la storia. É un po’ come perdere una finale di Champion per un rigore inventato al 94′ minuto e perderla invece perche’ l’altra squadra ti é stata superiore.
    Se tu vuoi realmente un figlio da tuo marito e lui non ne vuole. Ma poi magari dentro di se’ sta pensando di cambiare. E poi quando tua moglie ti prospetta un periodo di riflessione tu ti mostri disponibile a tornare sui tuoi passi non dovresti fare grossi problemi. Anzi in cuor tuo dovresti essere felice che il tuo compagno sia finalmente pronto a un cambiamento del genere. Puoi magari fargli pesare la cosa per aver aspettato tanto tempo. Ma se c’è amore tutto deve rientrare prima o poi. Un tradimento invece sposta gli equilibri. Vuol dire che c’è altro e che il problema non é il figlio. E se insisti di fronte a tutti che il motivo per cui ti sei lasciata é per il figlio nascòndendo a tutti il tradimento e incolpando solo tuo marito (che invece sa del tradimento e tu lo sai) ma…allora che persona sei ?
    Chi ti ha vissuto accanto per tanti anni dandoti piena fiducia cosa deve pensare ? Come ci si può sentire “giustificativi” di fronte a un comportamento del genere ?
    Ma soprattutto io, che ho creduto in te. Che ti ho apprezzato per quello che sei. Che ti ho portato in pianta di mano di fronte a tutti come mi devo sentire ?
    Ogni matrimonio, ogni storia fa caso a se. Ma mi chiedo in quanti altri casi possano sommarsi cosi tante cose strane come nel mio. Quanti (uomini o donne) possono stare a domandarsi ancora dopo anni chi era in realtà la persona che avevano vicino. Ho sempre esaltato le qualità soprattutto morali di mia moglie. Nessuno ha mai avuto modo di dubitarne. La lealtà il rispetto il guadagnarsi la fiducia, la semplicità e la bontà d’animo erano i suoi punti di forza. Come si può allora……

  • 1582
    fuori dal coro -

    ….comportarsi in questo modo. Per carità il mondo é pieno di casi simili. Ma io devo guardare la mia storia. Cioè non si può cambiare in questo modo. Anche se non rientra nei miei modi di pensare, posso accettare che ci si innamori di un’altra persona. Io non lo comprendo ma…ci sta. Ma a fronte di ciò,ti innamori di un’altra persona, tradisci, il tuo compagno lo sa e ti protegge di fronte a tutti, tenendosi tutto per se’ e tu….lo massacri, lo distruggi facendolo sentire in colpa come se il tradimento lo avesse commesso lui. E il tuo ? Nascosto come in una tomba. Ma come si può definire una cosa del genere ?
    Tutto questo ancora oggi mi devasta nell’interno. A cosa puoi più credere se ti capita una cosa simile. Io ho ascoltato storie finite. Alcune anche tragiche ma, come ho scritto più volte c’erano soggetti da cui potevi aspettarti cose simili. Ripeto fino alla noia: vorrei davvero riuscire a capire cosa é successo. Non riesco ancora a mettere insieme i pezzi. Credetemi avrei preferito aver fatto un figlio ed essere poi lasciato per un altro. Mi sarebbe dispiaciuto per mio figlio che avrebbe sofferto ma avrei saputo darmi un’unica motivazione.

  • 1583
    Fuori dal Coro -

    Comunque sia io ci sto veramente male. Mi sento davvero a pezzi sotto ogni punto di vista. E son passati oltre tre anni. Mi chiedo cosa caspita avrà sofferto Lei di più di quanto non stia soffrendo io. Eppure nonostnate tutto la amo ancora. E Lei si è disamorata….Lei non io ! Mah

  • 1584
    LUNA -

    Fdc, forse senti anche storie di chi ha rielaborato. Cioe’ non solo storie di chi e’ stato tradito da chi si poteva aspettarselo ma da chi con il senno di poi e’ stato “umanizzato”. Quando smetti di pensare “era impossibile che” di fronte al fatto che se e’ successo e’ possibile puoi trovare piu” risposte. che tu stia male mi dispiace. tua moglie e” stata scorretta. e’ un dato di fatto. nulla la obbligava a divulgare che ti ha tradito e il peso che ha avuto un altro ma divulgare solo una parte e in un certo modo. mi dici ‘morale’. forse anche moralista e verso se stessa. Dire che si e” separata solo per colpa tua era una salvaguardia di donna integerrima di fronte a se’ e gli altri? non lo so. un tradimento fa sempre male ma si puo’ (non e’ detto( anche superare. ma tu non sai neanche che peso abbia realmente avuto nella fine del tuo matrimonio. la versione che hai tu e’ la stessa che da’ fuori. Ma tu non sei “la platea” a cui dare info parziali. Scusa Fdc, se vuoi dirmelo, il tradimento lo avevi scoperto tu? posso chiederti come? beninteso non sto “lapidando” lei. e penso che se lei si e’ disamorata le ragioni che lei si e« data per lei valgono anche fosse.stato altro dal figlio. ma cosa pensi di ottenere tormentandoti con la questione figlio? che lei torni?

  • 1585
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Si il tradimento lo avevo scoperto io. Non era normale che si stesse comportando in quel modo. Se il problema era quello di formare una famiglia con suo marito avrebbe dovuto fare un passo indietro. Non c’erano state cose gravi che avevano minato la nostra relazione. Sempre andati d’accordo, mai un litigio, entrambi sempre presenti. Quindi perché non “perdonare” un “mancato desiderio di paternità” ?
    Ma la cosa che più mi ha insospettito è stato il fatto che ha iniziato a rinfacciarmi cose davvero “futili”, che non stavano proprio in piedi. Per cui le ho chiesto se in realtà la colpa di tutto fosse l’esistenza di un’altra persona. Lei ovviamente ha negato. Per un po’ ho lasciato correre, visto che mi sono sempre fidato di Lei. Ma i conti non tornavano, i suoi comportamenti non mi piacevano. Per cui mi sono di nuovo insospettito e l’ho colta sul fatto. Tanto che non ha potuto negare l’esistenza di una storia alternativa.
    Come dici tu nulla la obbligava a divulgare la questione. Ma vorrei rammentarti che è stata Lei ad uscire di casa senza che nella coppia ci fossero segnali di instabilità. Chiunque, anche i miei suoceri, erano allibiti dal suo comportamento, visto che fino al giorno prima, nessuno sospettava minimamente aria di crisi tra noi, e nemmeno in Lei.
    Purtroppo non ottengo niente tormentandomi in questo modo. Ma sono a pezzi moralmente e psicologicamente. Io amavo davvero mia moglie e l’ho sempre considerata la persona più importante della mia vita. Non riesco più ad innamorarmi di nessuna e nonostante tutto penso sempre e solo a Lei e alla vita che facevo con Lei. Mi sembra tutto così assurdo. Proprio perché l’ho conosciuta. E ancora non mi sembra capace del comportamento che ha assunto. E mi tormento con i sensi di colpa: primo per non aver formato una famiglia a prescindere con la donna che amavo, secondo perché mi chiedo se con una famiglia sarrebbe potuta accadere una cosa del genere. Questi due pensieri non mi fanno vivere.

  • 1586
    LUNA -

    FDC, purtroppo queste cose succedono anche se una famiglia, nel senso che dici, c’è. A parte che due persone che stanno insieme, in una relazione d’amore, seria, per me sono già una famiglia. E non solo per me, direi. Poiché tu centri moltissimo la cosa sul fatto che lei se n’è andata perché il figlio non c’era e le hai detto di no comprendo che ti domandi se con l’arrivo del figlio non sarebbe mai successo. D’altra parte, se ho capito bene, tu però dici che teneva in piedi una relazione alternativa e senza dare segni che qualcosa fosse cambiato, finché, evidentemente, la cosa è stata troppo “evidente” da poter tenerla realmente nascosta.
    Quindi, per quanto certamente la questione “figlio” avesse un’importanza, non sarà che la questione è l’altro più che il figlio?
    Io ovviamente questo non lo so, e non ho capito bene se ciò che scrivi si riferisce a dopo che lei se n’è andata all’improvviso e come si rapportava con te. Non ho capito neanche da quanto durasse questa relazione alternativa e che ne sia stato dopo.
    Se lei ti ha lasciato, alla fine, per quest’altro uomo, comunque siano andate le cose in seguito tra loro.
    Scusami, FDC, io non è che voglio infierire, e ovviamente non so, però mi domando: dici che lei era una persona fortemente “morale” e che, come te, veniva (viene) da una famiglia in cui le persone non divorziano, non si separano ecc.
    Ad un certo punto invece lei vuole mollare, e magari perché si è presa di un altro, che sia pure che ci sia stato un periodo di ??? tra voi per la questione figlio (mi ripeto, credo che accada in molte “famiglie”, non è che tutti all’unisono si dicono: adesso,anche se non tutti te lo vengono a raccontare… chissà perché, poi, che male c’è…) o che sia stato un periodo ??? in se stessa, dovuto a varie ragioni (anche delle spinte contrastanti, tra il suo voler essere madre e voler cambiare invece vita, come io non lo so, ma accade anche questo), ma insomma, dicevo, lei si è presa di un altro e passa un certo periodo a chiedersi che fare (ignoriamo anche che ne dicesse lui). Quando se ne va tu le chiedi: perché? e lei dice figlio ma tira fuori anche una serie di cose che a te (poi io non lo so se lo fossero o meno) sembrano assurde, futili, estremizzate.
    La sua ultima parola è comunque: Lascio.
    Tu scopri che c’è un altro. Lei nega. Messa di fronte all’evidenza comunque girerà sempre il discorso sulla questione figlio.
    Che peso abbia avuto invece il fatto che si sia presa di un altro non si sa.
    Alla famiglia che le chiede come mai ti abbia lasciato dice che è colpa tua, alla gente dice che è colpa tua. La ragione è sempre quella e lei non poteva fare a meno di lasciarti, nonostante lei sia “morale” e non sia certo tipa da “pazzie”, sembra dire, lei ha “dovuto” perché tu lei hai reso proprio… la vita impossibile.
    Perché io me le vedo le facce della gente che le chiedono (non solo i parenti o i genitori): separarsi è una cosa seria, qual è il vero motivo?

  • 1587
    LUNA -

    Ora, i motivi possono essere certamente più di uno, in generale, ma quando dico che non aveva nessun dovere di dire che ti ha tradito non aveva però neanche nessun “obbligo” di dire a tutti che è colpa tua se vi siete lasciati. Io ovviamente ignoro se lei ci creda veramente e se tu l’abbia veramente esasperata anche mettendole le dita nella presa della corrente, ma diciamo che ciò che mi colpisce è che abbia avuto, pare, tanto bisogno, potendo scegliere anche di dire un “no comment” o di non spiegare troppo (ma con equità) le ragioni per cui il vostro matrimonio è finito, di uscirne “morale” pur avendo preso una decisione che, a tuo dire, andava contro i suoi schemi, veri o presunti, e gli schemi della sua famiglia.
    Specifico che non è lasciare una persona, in sè, sia “immorale”. Per quanto anch’io non pensi affatto che separarsi sia una cosa all’acqua di rose, accade che le persone prendano la decisione di separarsi o di chiedere una separazione, per ragioni si valutano, in quel momento, significative. E quelle ragioni stanno dentro di loro. Se le crisi si superano è, al caso, anche perché le persone insieme affrontano quelle ragioni, perché una porta viene comunque lasciata aperta. Lei ti ha messo di fronte ad una porta completamente chiusa, e di questo tu ti prendi molta responsabilità, anche del fatto che non abbia voluto saperne di risolvere una crisi. Lei aveva già deciso. Io non conosce lei e certo non sono nella sua testa, ma una cosa che fa svarionare le persone è innamorarsi di un altro/altra.
    E ti chiedo: lei, anche secondo il tipo di famiglia da cui proviene e al fatto che può tenerci a “salvare la faccia” (a seconda di cosa ciò possa significare per ciascuno) ti pare un tipo di persona non che non sarebbe stata capace di tradire o di lasciarti (lo ha fatto, secondo le sue ragioni) ma di andare dai suoi e dire: ho lasciato mio marito perché mi sono innamorata di un altro/ho lasciato mio marito perché IO un giorno mi sono resa conto che non lo amavo più e che non volevo più stare in coppia anche se tempo fa mi sono sposata in chiesa/ho lasciato mio marito perché mi va bene così…
    Te lo chiedo non perché non possa anche crederci, lei, che eri insopportabile per come piegavi un tovagliolo o perché non hai detto sì ad un figlio quando lo voleva lei, non dico di no, ma cio’ che mi colpisce è che abbia avuto, pare, molto bisogno di “giustificare” all’esterno la fine del vostro matrimonio dicendo le tue mancanze, ma non facendo minimo cenno non tanto al tradimento in sè ma al fatto che comunque lei ha fatto la sua parte, e che lei ha avuto delle sue spinte personali e considerazioni personali nel corso del vostro matrimonio, che fossero pure gli ultimi mesi.
    La gente ti dice: le hai negato un figlio.
    Ma a tutti manca il tassello del fatto che c’era un altro.
    Tu dici che quando racconti che tua moglie se n’è andata all’improvviso per la questione figlio, e non ne ha voluto più sapere di te tirando fuori per “giustificare” la sua decisi

  • 1588
    Aleba -

    Ciao FdC, ciao cara Luna.
    E se insisti di fronte a tutti che il motivo per cui ti sei lasciata é per il figlio nascòndendo a tutti il tradimento e incolpando solo tuo marito (che invece sa del tradimento e tu lo sai) ma…allora che persona sei ? Sei una persona che si è lasciata crescere dall’uomo che amava…ma ad un certo punto ha cominciato a temere (temere terribilmente forse) di perdere l’amore di quell’uomo se manifestava una parte di sè stessa che lui aveva escluso: la maternità. Certo, eravate concordi all’inizio e lo siete stati per tanto tempo, proprio per questo credo che lei si sia persa per strada. ..però ai tuoi occhi e a quelli della comunità non voleva apparire diversa dalla donna che amavi tu. Se fosse stata una donna con le palle ti avrebbe detto: “Col cavolo che io rinuncio alla maternità, o ti curi o ti mollo…il mare è pieno di pesci” Invece, da brava mogliettina docile, affettuosa e molto premurosa per le necessità di suo marito, lei ha finito per mettere un cappio al proprio collo e quando si è resa conto che stava soffocando ha reagito con l’impeto dell’istinto di sopravvivenza rifiutandosi di vedere che il cappio lo aveva stretto lei stessa, e non trovando altro modo se non quello di accusare te. Tu che non l’hai capita in nome delle tue priorità, tu che hai lasciato che lei si annullasse e che sicuramente avevi visto quanto soffriva (nonostante tu non avessi avuto sentore di questa profonda sofferenza). Vedi FdC, ci sono persone che piuttosto che passare attraverso i propri fallimenti mettono sul lastrico emotivo il prossimo, anche il proprio marito o la propria moglie. Piuttosto che ammettere di non essere quelle “belle persone” che tutti pensano, si difendono con invettive e rancori che lasciano sgomenti. Ne so qualcosa. Fuori dal Coro tu hai conosciuto una donna in erba, mentre tu eri già uomo in pieno. Mi rendo conto di quanto sia difficile smettere di cercare risposte a tutti i perchè. Lo so, credimi. Perchè è cambiata? Perchè non ho capito? Perchè non mi ha aspettato? Perchè si è disamorata. L’animo umano è strano, nessun amore è gratuito e nessun amore (tranne forse quello dei santi e degli animali) è limpido e candido come la neve. La profonda conoscenza reciproca si ha solo con il dialogo basato sulla verità, anche quella che fa disperare. Quando manca la comunicazione la coppia non esiste più, ci sono due persone vicine fisicamente ma le loro energie vitali non confluiscono più l’una nell’altra alimentandosi a vicenda. La coppia che non parla nella verità è fittizia. Dalle grandi sofferenze si può rinascere, ma tua moglie non vuole dire: Si, è vero io ho sbagliato e chiedo perdono. Lei è perfetta e tale vuole restare, di fronte a te, di fronte ai parenti, agli amici, ai colleghi ma soprattutto di fronte alla propria coscienza che è l’unica che davvero sa come sono andate le cose.
    Baci a tutti, e mi raccomando…respirate la primavera anche attraverso la pioggia.
    Aleba

  • 1589
    LUNA -

    Ciao Aleba 🙂 – stavo concludendo dicendo: se dici alle persone che se ne e’ andata mentre c’era un altro, che se ne e’ andata in un certo modo, forse sarebbero molto meno stupiti di come se n’e’ andata. Non ti sto assolutamente dicendo di farlo, ne’ che non si resti cmq stupiti che una persona che si conosce e in un certo modo tradisca e se ne vada . Al contempo pero’ alla luce del fatto che aveva cmq un’altra storia e la stava nascondendo, e’ meno “insolito” il modo in cui se n’e’ andata e chiudendo in quel modo. Non ti sto dicendo che sia buono e giusto e alcune persone sono piu’ civili anche se si disamorano o chiudono ecc. Pero’ LEI non stava parlando con te e prenderti tutta questa responsabilita’ del fatto che stesse invece concentrando delle energie da un’altra parte o su una SUA fase di passaggio… Io ovviamente non so quale senso peso valenza abbia avuto la storia alternativa

  • 1590
    Luna -

    a volte e fin troppo spesso si verificano delle situazioni in tempi di crisi, personale e di coppia. A volte poi due persone mettono entrambe le carte in tavola, litigano, anche del tradimento si da’ una propria ragione… Lei ha dato solo addosso a te, in modalita’ di rifiuto, ha cancellato una parte di fronte agli altri ma in qualche modo anche di fronte a te e voi. E non per minimizzare perche’ non fosse un ostacolo al tornare insieme ma come a dire: sono fatti miei, non c’entra. Ignoro ovviamente che senso e peso abbia avuto quella storia. Ma francamente per me cambierebbr se la versione che io so a differenza della famiglia o di tutti gli amici e cinoscenti (e’ cosa ho vissuto io che conta e non la giuria popilare o l’immagine che si vuole dare( includesse il fatto che c’era un’altra persona om quel momento. E non lo dico bel senso morale del tradimento ma della dinamica stessa. Una peraona che e” strana con me e con se stessa e basta e’ uchen contp una prrsona che e’ strana perche’ e’ incadinata con un’altra storia un altro. Non hai mai visto come sono differenti le persone che hanno un’altra storia? Io si. Francamente molti anni fa ho visto anche me. Poi, mi ripeto, si puo’ esser”e “strani” ntornare a casa”, si puo’ rileggere e anche insieme il fatto che nessuno e’ perfetto. Pero’ lei co pan te non lo ha fatto e invrcepare che ci tenga a mostrare fuori che lei e’ stata “perfetta” e tu invece no, anzi. Qdo dico che non si ha il dovere di dire a terzi i fatti propri, giustificare le proprie decisioni lo penso. Lei poteva separarsi e dire “no comment”, proteggendo la tus privacy e la dus e la vosrra.poteva non dire nulla ancge semplicente perche’ non aveva voglia di dire nulla. Abbiamo/ho deciso codi, punto. Invece no e che anche non ci sia stato un calcolo in wu.esti modi di compprtarsi ha voluto giustificare la sua scelta parlando solo di te, uscirne semmai da vittima ecc. Beh, a me… non piacerebbe. Con me non parli ma parli con gli altri di cl ose perrsonali e solo quel tanto che fa sembrare me la .causa di tutto…. Io non lo so ae davvelro lei non ha avuto il coraggio di parlsre xhiaramente del figlio per paura di perdere te. Non mi pare che tu da quel che dici avessi un atteggiamento di questo tipo. Forse ha potuto vederti poco empatico su questo discorso e dare delle sue valenze alla cosa ma perche’ avrebbe dovuto perderti dicendo che voleva un figlio? Poche palle per dire cio’ che diceva Aleba..
    ma abbastanza da chiudere dopo aver fatto le sue personali considerazioni? E con tanta brutalita’? E qd era evidente che il figlio lo volevi (fase di evoluzione personale che puo” accafere e accafe) tirare fuori la differenza di visioni educative ecc? Non eri cosi anche prima? La mente umana e’ complicata pero’ in una coppia un problema come quello che avevate si puo’ porre e se il problema e’ “solo” qllo e una petsona decide di mollare cmq do
    Ifronte alla tua reazione io, scusa, stento a credere che sia solo quello.

  • 1591
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba, spero intanto che tu stia bene.
    Mi dici che ho conosciuto una donna in erba. Non credo. L’ho sposata che aveva più di 30 anni. Non proprio in erba.
    Scrivi una cosa bellissima: “Dalle grandi sofferenze si può rinascere, ma tua moglie non vuole dire: Si, è vero io ho sbagliato e chiedo perdono. Lei è perfetta e tale vuole restare, di fronte a te, di fronte ai parenti, agli amici, ai colleghi ma soprattutto di fronte alla propria coscienza che è l’unica che davvero sa come sono andate le cose.”
    Ma io non pretendo che Lei mi chieda perdono. Io le dissi chiaro: “mettiamo una tonnellata di ghisa sul passato, parliamo adesso e poi si taccia per sempre. E ricominciamo più uniti di prima”.
    Ma Lei no sempre ad incolparmi. E ok l’avrei pure accettato. Ma mentre ci rifrequentavamo, dopo che Lei era uscita di casa, e quindi ognuno a casa propria, mi diceva: oggi non esco, domani ho da fare, magari non era raggiungibile al telefono. Ma….cosa devo pensare dopo che è successo quello che è successo ? E incolpi ancora me, mentre io faccio l’impossibile per non tirare fuori il tuo tradimento ?

    Scrivi altresì che “…e quando si è resa conto che stava soffocando ha reagito con l’impeto dell’istinto di sopravvivenza rifiutandosi di vedere che il cappio lo aveva stretto lei stessa, e non trovando altro modo se non quello di accusare te. Tu che non l’hai capita in nome delle tue priorità, tu che hai lasciato che lei si annullasse e che sicuramente avevi visto quanto soffriva (nonostante tu non avessi avuto sentore di questa profonda sofferenza)….”
    In fondo è questo che mi ha detto. Ed io, nonostante tutto, non riesco a darmi pace del fatto che, vero o no, non ho capito realmente l’entità della sua sofferenza. Un figlio si può desiderare o no. O forse averne paura e credere di non desiderarlo. Ma a prescindere da ciò, capire se una persona stia soffrendo realmente per questo desiderio non realizzato.
    Ultimamente mi sono chiesto se le mie esperienze passate abbiano influito sul fatto di non riuscire a capire se una donna desideri davvero un figlio. Si perché in passato mi era già capitato che la mia donna mi manifestasse il desiderio di avere un figlio. Ma poi non si sa com’è le storie finivano e le donne in questione a tutt’oggi figli non ne hanno avuti. Forse memore di ciò avrei capito la reale esigenza di un figlio con il parlare a viso aperto di un figlio come voglia di famiglia. Dire: ok fino ad ora abbiamo fatto i fidanzati, la coppia. Ora per me è arrivato il momento di cambiare di scegliere il nostro futuro. Come dire: vorrei una famiglia con te. E non vorrei rinunciarci…pensiamoci bene. Che non vuol dire obbligare ma…scegliere. Di fronte ad una situazione del genere cosa avrei fatto ? Lasciarla andar via e rinunciare al nostro amore. Non credo. Come ho sempre sostenuto su queste righe credo mi sarebbe bastata neanche una settimana di riflessione. In fondo avevo bisogno solo di una dose di coraggio. Che purtroppo nella vita non si ha per tutto

  • 1592
    Fuori dal Coro -

    Brava Luna
    Mi dici di comprendere il fatto che io mi domando se con l’arrivo del figlio tutto questo non sarebbe successo.
    Eh già cara Luna. Il mio principale problema è questo
    L’altro potrebbe essere la “questione più importante” che non il figlio ? Non lo so. Può darsi. Fatto sta che la prima domanda, quanto meno, “camuffa” l’altra.
    Da quanto durasse la relazione alternativa non lo so neanche io. Che peso abbia ? Non lo so. Lei a me non ha negato di avere un altro. Ma come dici tu il discorso gira altrove. La storia alternativa è secondaria, secondo Lei. Il problema sono i “nostri problemi” (ma quali ?). Lei tira fuori questioni davvero “assurde”, sulle quali non può fondarsi una separazione.
    Esatto Luna. Te le vedi le facce della gente che si chiede “come mai ?”. Perché è ovvio: come mai ? Se vi avviamo visti tranquilli e sereni fino a qualche giorno prima. Se nessuno dei due ha mai dato modo di pensare che qualcosa non andasse. Perché per tutti, non solo per i genitori, separarsi è una cosa seria.
    Bè Luna, ammettere un tradimento è ammettere la propria colpa. E ammettere una colpa del genere vuol dire anche ammettere che la colpa non è dell’altro. Soprattutto se l’altro le sue responsabilità se le prende ed è pronto a mettere le cose a posto.
    Lasciare una persona non è immorale e ansi può essere anche giusto se ci sono dei motivi validi. Ma tra noi motivi validi non c’erano. O quantomeno se ce n’era uno era risolvibilissimo.
    Dici giustamente che noti come Lei abbia avuto bisogno di “giustificare” all’esterno la fine del nostro matrimonio. Ovvio anche questo Luna. Un fulmine a ciel sereno. Fino a pochi giorni prima tutto bene, l’acquisto di un’auto di una casa e poi…stop ? Non è normale. Quali sono le ragioni ? Chi non se lo chiederebbe ?
    La gente dice si che le ho negato un figlio ma chiunque dice che se il problema è realmente questo allora tutto dovrebbe tornare a posto se tu sei disposto a cambiare idea. Perché se Lei desidera un figlio che tu prima non volevi e se ne va per quel motivo e tu sei disposto a tornare indietro con convinzione, a formare una famiglia e a chiederle scusa per tutto perché non dovrebbe “perdonarti” ? In fondo non hai commesso errori irrimediabili. Si può non cambiare su tante cose ma sull’avere un figlio quale sarebbe il problema ?
    Se dico alle persone che c’era un altro cambia la storia cara Luna. Tutti ti direbbero che il figlio è una scusa. D’altra parte tu dici che Lei avrebbe potuto chiudere la storia e dire “no comment”. Ma sai Luna, ci conoscevano tutti, eravamo una coppia alla mano, che parlava con tutti. Non eravamo una coppia anonima. C’era gente che mi voleva e le voleva bene e che tuttora non si spiega perché ci sia successo questo. Sai Luna, dopo di noi, nel nostro ambiente, si sono separate altre persone. Ma nessuna di loro ha avuto il nostro impatto. Dopo tre anni e mezzo ancora si parla di noi. Mentre non si parla più di coppie separatesi due mesi fa. Qualcosa vorrà dire…

  • 1593
    LUNA -

    Che forse di loro si sa la verita’? O meglio, perlomeno una versione piu” “reale” rispetto alla tua e alla sua in cui non c’era un’altra storia. Molti anni fa io e lui uscivamo per anni con una coppia molto bella e affiatata. In apparenza zero lasciava presagire che. Poi lei lo lascia e per un altro. E allora mi ricordo che (ma non ci avevo fatto caso) una sera che eravamo a cena come cento altre volte lei era apparentemente identica ma aveva degli atteggiamenti strani con il cellulare. Ti parlo di inezie. Ed e’ solo un esempio. Non sto dicendo che tua moglie li avesse. Ma per dire (per quanto mi stupi e mi dispiacque – per lui, per loro nella misura in cui li avevo sempre visti belli insieme e per i miei ricordi, ma poi, e’ ovvio, ognuno sa per se’) se mi avessero detto: lei se ne e’ andata, punto, sarebbe stato ancora piu”.??!? mentre quando seppi dell’altro collegai anche dei “flash”. Per cui era ovvio che non era cominciata “ieri”. Io non ti sto dicendo che dovresti dirlo e la gente potrebbe parlare di voi che eravate una bellissima coppia cmq. Non sto dicendo neanche che lei la storia la abbia avuta da quanto prima (non lo so) e quanto dopo. Ignoro poi che motivazioni si sia data. Pero’, perdonami, forse non ti sei accorto che soffriva non perche’ eri il cieco di sorrento, ma perche’ lei era impegnata piu’ a gestire la sua altra storia e cosa piu’ in generale provava che a parlare con te. A parlare con te anche di cose non solo inerenti il figlio ma di cui prima avrebbe parlato con te. Non lo so, ma se un’altra persona c’e` di solito sposti un`asse. Ecco perche` dico che non tanto alla gente ma a te stesso togli dei particolari quando ti dici che eri TU a non esserci a sufficienza. Per un mero fatto anche matematico lei se un altro c`era LEI non era concentrata su di voi e quella questione cosi importante da sviscerare all`interno di una coppia. E poi mettere un punto se andava messo o darti la possibilita` di essere chi si confronta con sua moglie su questo tema cosi importante. Lei ha deciso che si affrontava cosi e tutta la colpa o la maggior parte te la pigli tu. Ma perdonami: lei ha cosi paura di parlartene che poi magari ti perde ma non ha paura di far entrare un altro? Sarebbe un istinto di difesa verso TE che le avrebbe impedito di parlare con te ma con un altro si? Boh. Fdc, sarai stato un osso duro sul figlio, non lo metto in dubbio. Ma appunto tu stesso dici che da parte sua c”era modo e modo di porti la questione. Porla in modo cmq “complice!” e chiaro” o meno una diffrenza la fa. Tu dici: una “sbandata” in un momento di crisi puo’ accadere e si puo’ anche andare oltre, se si sta insieme. Se pero’ una persona mi lascia mentre c’e’ un’altra persona capire se e’ stato un flash o alla fine mi ha cmq magari lasciato per esempio per quella persona una differenza magari la fa. Se non mi ama non mi ama, ok. Il punto e’ quello. Pero’, sai, il prendersi di una persona non e’ che renda comunque molto disponibili ad affrontare dei problemi

  • 1594
    Luna -

    Toglie cmq presenza, assertivita’, dialogo, attenzione, concentrazione… Dico una banalita’, ma se hai un problema con tuo marito magari cerchi il modo in cui potervi incontrare di piu’, se c’e’ un altro cmq sei distolta. E se cerchi di nascondere che l’altro c’e’, oppure stai dietro anche agli umori di quella storia anche. ovvio che io non so se l’aveva appena incontrato o no. Io intendo solo dire che non eri tu quello piu’ assente su quello che continui ad indicare come il problema centrale se tu cmq pensavi a lei e a questo mentre lei pensava anche ad Ambrogio e altro. A lasciarti piuttosto che a trovare modi magari per andare da un terapeuta di coppia a cui dire: siamo sposati da tot anni e rischiamo di scoppiare per questo (o per altro) visto che LEI lo sapeva. Poi Fdc ogni persona e’ un mondo e io non ho idea di che percorso abbia fatto tua moglie e quando e come si sia staccata cominciando a ragionare per “i casi suoi” piu’ in generale. L’altro si stupisce sempre quando scopre che il partner ha fatto questo tipo di passaggio. E molto spesso non se ne accorge proprio perche’ sta parlando da solo. Pero’ eravate insieme da tanti anni e in una fase di passaggio importante in cui piu’ che mai il fatto di considerare cmq la coppia come il nucleo centrale su cui si inserisce l’ipotesi di un cambiamento per me, per me, una differenza la fa. A me pare che sia lei ad aver buttato via sia l’acqua che il bambino e non tu. Non voglio dire che per lei non avesse tutte le ragioni che si e’ ampiamente data. Ma non dice, se ne va, ti mette di fronte il fatto compiuto. Ma dov’era questo nucleo centrale, mi domando, per non dirti: guarda che lo stiamo perdendo. Il figlio poteva anche non arrivare, i problemi esserci (dio non voglia) lo stesso. Collera, delusione. Ma la coppia e’ il nucleo o almeno dovrebbe essere cosi a cui un figlio fa anche riferimento. Sono mamma e papa’ che parlano tra loro (si spera) finche’ lui e’ totalmente dipendente. Se lei aveva una visione cosi vacillante del nucleo ecc allora il problema non e’ il figlio? Non solo almeno. Se la vostra coppia non ha retto questa crisi forse io rifletterei piu’ suu questo. Perche’ le coppie di crisi possono viverne purtroppo e anche ben peggiori e anche ondipendententementr dalla loro volonta’, per delle cose che capitano. Tu hai retto la sua malattia, lei non ha retto questo momento e non ti e’stata veramente vicina quando hai perso tuo padre. Ma quando si sta insieme allora? Asolo quando va tutto dritto? La “tenuta” reale di una coppia secondo me si vede anche nelle difficolta’. In tre anni non se ne e’ reaa conto e non ha xamviaro idea? Io rifletterei su questo che e’ molto piu concreto e vissuto che sui se di un figlio che alla fine nel frarttempo poteva gia’ essere nato tre volte. Ma no. E perche’ lei si e’ voluta separare ancge se le haumi detto ci sono e amo TE (prima cosa) e anche l’idea di avere un figlio da te e con te.

  • 1595
    Aleba -

    FdC, definendo tua moglie una donna in erba non intendevo dire che fosse adolescente, ma che probabilmente ancora non aveva formato la sua personalità in modo profondo stabilendo le sue assolute priorità interne. Per questo penso lei si sia affidata a te nella scelta di rimanere in due e fare i fidanzati per sempre. Ad un certo punto il per sempre è diventato troppo pesante, ma lei non avendo la forza di una donna pienamente consapevole, piuttosto che parlarne apertamente, lucidamente e con determinazione, si è persa nel labirinto della paura di perdere il tuo amore qualora avesse “preteso” di arrivare in fondo all’argomento figli. Secondo me è per questo che lei accusa te, oltre alla sua esigenza di mantenere immacolata la sua reputazione.
    Vedi, una volta il mio ex mi ha detto che se avesse riconosciuto anche una minima parte delle cose che mi ha fatto non gli sarebbe restato che buttarsi sotto un treno. Per questo lui si barrica dietro l’immagine perfetta di sè stesso. Non ammettendo le sue colpe si risparmia il dolore. Così crede lui. Perchè nella vita solo la morte pone la parola fine. Affrontando il dolore senza scudi e nella piena verità si supera qualsiasi difficoltà. Leggendoti FDC mi sembri lucido e le tue analisi sono molto accurate. Tu conosci la verità, avresti solo bisogno che lei riconoscesse le sue responsabilità. Dici che non avresti preteso che ti domandasse perdono, ma il perdono si chiede quando si ammette uno sbaglio. Tu ammetti i tuoi, lei ammette i suoi e si può decidere lucidamente che fare delle proprie vite. . mancando un pezzo del puzzle tu non riesci a proseguire nella tua vita. Io capisco te…

  • 1596
    fuori dal coro h -

    Aleba
    Pensare che mia moglie non sia andata a fondo nella sua richiesta di un figlio per paura di perdere il mio amore mi provoca un dolore pazzesco. Si perché io la amavo davvero e non l’avrei mai lasciata per nessuna ragione al mondo. Onestamente non riesco a capire come Lei possa aver minimamente potuto pensare una cosa del genere. Lei mi conosceva e sapeva come la pensavo. Io tuttora mi torturo all’idea di non averle dato un figlio. E oggi nonostante tutto quello che é successo io sto davvero male. Sembro lucido ma in realtà anche quando scrivo provo un dolore terribile. Continuo a chiedermi perché se realmente voleva un figlio non ha fatto un passo indietro. In fondo mi sono umiliato chiedendole scusa per i miei no. Lei non può non sapere di avete sbagliato. A se stessa non può negarlo. Anche perché comunque un “mi dispiace per quanto successo” in fondo me lo ha detto. Bastava proseguire dicendo: “ok pietra sul passato…ricominciamo”. Perché non lo ha fatto non lo so. Paura di un mio rinfaccio tra qualche anno ? Non so neanche questo. So solo che sto soffrendo da matti. Una differenza che dopo tre anni e mezzo non accenna a diminuire. Ormai ho un malessere generale che sta mi ha minato fisicamente e psicologicamente. Vengo qui e scrivo. Ma quando non scrivo cammino ma non vado avanti. Sono vivo ma morto dentro. Non mi concentro al lavoro, e penso sempre a Lei ogni giorno. Mi manca ogni giorno. Mi manca la mia vita con Lei. Non so se ho sbagliato sul modo di riconquistarla. Ma non poteva non vedere che la rivolevo con me. Non riesco a riprendermi la mia vita perché la mia vita era con Lei. E non riesco a vedermi con un’altra. Ne parlo, la accuso, la difendo, non la capisco ma é certo che la amo ancora.

  • 1597
    aleba -

    E’ un dolore che rimarrà sempre con te, lo capisco… portare avanti il tuo dolore quotidianamente è quasi come avere una parte di lei. Quando una persona con la quale avevi “argomenti in sospeso” muore, alla fine te ne fai una ragione. Ma nella tua situazione è come se il cervello e il cuore fossero costantemente in lotta contro un vortice che li risucchia in quel buco nero formato dalle risposte mai avute. Hai sempre qualcosa in più da chiedere, hai bisogno di parlarne pur continuando a ripetere le stesse cose. Salti dalla condanna alla totale assoluzione, dalla disperazione alla rabbia.

  • 1598
    Fuori dal coro -

    Ciao Aleba
    Si è un grande dolore Aleba. Forse più grande della perdita di una persona cara. Perché in quel caso te ne devi fare una ragione prima o poi. Anche perché fa parte della vita. Fin dalla nascita sai che bisogna morire. Non accetterai mai una cosa del genere ma sai che prima o poi accadrà. Invece perdere una persona cara in questo modo non è previsto. Oggi accade di frequente e forse chi è giovane oggi si prepara ad aventi del genere quasi fossero certi come la morte. Ma quelli come me, che credevano ancora all’Amore Vero, quelli una ragione non se la fanno. Soprattutto quando accadono cose come quella accaduta a me. Forse è proprio la società ad essere cambiata troppo rapidamente e in senso negativo. Ti fa correre per raggiungere chissà che cosa e ti fa mettere in secondo, terzo piano quelli che sono i veri sentimenti. Hai detto bene: salto dalla condanna alla totale assoluzione, dalla disperazione alla rabbia. E’ vero, è così. Perché in questa storia c’è tutto e il contrario di tutto. Ma il senso vero è che io volevo semplicemente bene a mia moglie. E mi mancano le nostre giornate insieme. Non so se è una colpa aver avuto paura di avere un figlio. Si perché alla fine oggi posso confermare con assoluta certezza che è così: paura, molta paura. Anche in questi giorni, ascoltando genitori disperati o anche leggendo alcune lettere qui sul sito, sono tornato indietro a quando dicevo “no” all’idea di diventare padre. Mi prendeva il panico all’idea, non era cattiveria, ma solo paura di veder mutare il nostro rapporto.
    E tutto questo mi porta come hai detto tu: rabbia, disperazione, senso di impotenza. Mi manca proprio la persona che avevo accanto. E sapendo che esiste ancora ma in maniera diversa nei miei confronti la sensazione è………(non trovo le parole)

  • 1599
    LUNA -

    Tu sembri certo che lei non avesse paura di cosa avrebbe significato anche per lei avere un figlio. Ma sai penso sia facile trovare anche per le proprie paure una persona esterna a se’ che avendo incarnato il concetto di paura puo’ servirti a dire che le aveva solo lui mentre se fosse stato per te tu non ne avresti avuta mezza. quando pero’, forse, hai boicottato anche tu che un cambiamento avvenisse…. Fdc, la gente che non nasce con l’idea che gli amori finiscano e un giorno si ritrovano a scoprire (e accettare) che puo’ accadere non sono persone che si piegano alla facilita’ e superficialita’ di un mondo che vede i rapporti su un piano consumistico

  • 1600
    Luna -

    soffrono per la fine di un grande amore (per lo meno loro il loro, inteso come storia, intanto) e non per questo pensano “allora chiunque e’ uguale e mi risposo domani mattina” o “avro’ 46 storie a scadenza”. Oggi e’ vero che piu’ di ieri c’e’ gente che pratica l’amore take away. ma non e’ il caso di nessuno di noi tre e non solo noi. tuttavia i matrimoni non erano eterniii per forza su un piano di sentimenti e coerenza neanche un tempo. il fatto che le persone divorziassero meno non significa che l’amore o il modo di fare delle persone non corrisponde solo a delle “regole’. perche’ un legame duri sul serio evsia felice dipende anche da chi e’ composto e cio’ anche ai tempi di catullo, nell’800 o negli anni 20. nella mia famiglia ci sono molte unioni vere e felici e durature e ci sono state ma non solo. Quindi accettare che purtroppo botte cosi possono accadere bon significa adeguarsi ad un trend rispetto ai propri valori (tra l’altron’hai lasciata tu) ma gui mard e propria realta’. anch’io credo che l’amore bon sia pizza e fichi e che si possa stareper insieme tutta la vita, anzi per mepensa e’p molto puu’ naturale pensarlo e sentirlo che l’idea “finche’ la barca va” ma se l’altra persona non e’ dello stesso avviso e” cio’ che sta accadendo e con cio’ mi confronto e non con il fatto che per me non epsiste che un amore possa finire. non puoi stare 60 anni con una pwrsoma che se ne va

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