Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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ma ho visto quell’istinto “bestiale” come tu lo definisci (cioè naturale, istintivo, incontrollabile immagino) declinato in mille modi diversi, anche a seconda della personalità dell’individuo DONNA.
Ho visto anche le crisi declinate in mille modi diversi, per quanto ci possano essere sicuramente della analogie, ad esempio, tra le reazioni emotive al fatto di sentire tichettare l’orologio biologico, di cercare un figlio che non arriva con il proprio partner, di scoprire di avere delle difficoltà nel concepimento ed affrontare un iter di un certo tipo che porta ad affidarsi alle cure mediche e alla fecondazione assistita o anche ad accettare il lutto biologico e quindi pensare di affrontare l’iter dell’adozione. Insomma, avendo io 38 anni, e vivendo anche in mezzo e molto vicina ad altre donne, della mia età, più giovani, più grandi di me, con percorsi di vita anche molto diversi, credo di poter affermare che comunque quell’istinto di cui parli si inserisce comunque nel quadro di una personalità individuale, in OGNI CASO, e anche il rapporto che si ha nei confronti dell’uomo, co-genitore, attraversando una o altra crisi, iter, questione. Prova ne sia il diverso atteggiamento che le madri hanno nei confronti della prole e del partner, per esempio, in sede di separazione e divorzio. Sarebbe l’istinto bestiale materno a far sì che in alcuni casi certe donne trattino l’uomo in un certo modo, l’uomo che desidera continuare a far parte della vita dei propri figli, ma che viene estromesso o ricattato attraverso i figli? Certamente no, per quanto quelle madri siano pure convinte che sia così. Ma così non è. Non sto dicendo che non amino i loro figli, ma certamente non è “semplicemente” il rapporto con la maternità a parlare, far agire, far compiere una scelta piuttosto che un’altra ecc ecc. Credo che anche in quel caso la questione sia molto più complessa e ampia, anche la modalità di azione/reazione e sia comunque connaturata al modo in cui l’individuo, in generale, e in quel momento in particolare, percepisce se stesso (se stessa), il partner, l’esterno, i rapporti con le proprie emozioni e altrui, e non solo in base all’emotività ma anche a una struttura di schema di pensiero (“dovrebbe essere così e non è”, per esempio), anche tra assertività, rigidità, duttilità ecc.
Quindi secondo me comunque tu stai “sbagliando”, perché ti metti su un piano di disparità emotiva in cui lei ti ha cacciato, affermando che il centro di tutto è la tua colpa. Ti metti nell’ottica “sbagliata” nel momento in cui ti metti, pure messo in condizione di sofferenza, in un’ottica di “comprensione” nella quale però tutto gira intorno al fatto che lei, da donna, non poteva che soffrire così e reagire così per il tuo errore. Non sono d’accordo nella maniera più assoluta. Dimentichi che è l’INDIVIDUOLEI che reagisce a un conflitto con una dinamica COLPEVOLIZZANTE, dinamica disfunzionale SUA. Che trova AMPIA PRESA IN TE non perché sia GIUSTA, ma perché incontra un TUO PUNTO DEBOLE.
Ciao Luna
Voglio fare una premessa: il discorso dell’”istinto bestiale” non è mio, bensì di una donna che ha scritto delle cose su questo punto. Io ho solo riportato ciò che questa donna aveva scritto.
Premesso ciò vengo al dunque non prima di confermarti per l’ennesima volta che fai delle analisi perfette degne di una psicologa affermata. Se non lo sei credo che tu abbia compiuto degli studi molto profondi nel campo della psicologia. O semplicemente sei una donna molto intelligente e perspicace.
Sacrosante parole Luna, quando dici che se io non fossi ancora innamorato di lei un figlio potrei farlo con un’altra donna. Ma questo lei pare non comprenderlo o forse (e ci metto un po’ di malignità) non gliene importa realmente nulla di questo.
Dici che sia DAVVERO molto doloroso lasciare qualcuno quando quest’ultimo non vuole un figlio. L’ho scritto nei miei ultimi post e lo confermo: il nocciolo credo che sia il fatto che mia moglie pensi realmente che io NON VOGLIA un figlio. Il problema delle mie paure credo che lei non se lo ponga nemmeno. Proprio perché negli anni del matrimonio dopo averle comunicato la mia paura di cambiare vita, di cambiare il nostro rapporto ho DEVIATO la questione dicendo che NON VOLEVO FIGLI. Lei ha immagazzinato nel suo cervello quest’ultima situazione, quella cioè in cui io NON VOLEVO FIGLI. Situazione condita da due/tre frasi infelici che evidentemente l’hanno ferita a morte. Nella sua testa c’è inoltre la convinzione che io la RIFIUTASSI COME MADRE. Cosa assolutamente ridicola perché non vera assolutamente. Io sono convinto che nella sua testa si sono ormai fissati alcuni concetti precisi: primo che io NON VOLEVO FIGLI a prescindere, secondo che LA RIFIUTAVO COME MADRE, terzo che io sono uno CHE PENSA SOLO A SE STESSO. Ora io posso farmi in quattro ma lei queste tre convinzioni non se le toglie dalla testa. Io ormai non sono più suo marito che ha amato ma solo il mostro che ha commesso quanto scritto sopra. Tutti questi concetti hanno scatenato in lei non solo un senso di rabbia nei miei confronti ma anche di frustrazione. E mi chiedo, nel caso provassimo a tornare insieme, cosa succederebbe nel caso in cui dopo numerosi tentativi il figlio tanto atteso non arrivasse: penso sarei oggetto di un massacro.
Non credo che lei si senta come “portatrice di vita” ma come una donna che desiderava essere madre e sta vivendo il suo non esserlo come “frustrazione estrema” indicando me come “capro espiatorio”. E accusandomi, facendomi stare male, credo non faccia altro che cercare di farmi pagare quello che lei sta soffrendo interiormente. Non dimentichiamo luna che lei ha subito anche l’asportazione della tiroide che credo abbia influito non poco in tutta questa situazione.
In sostanza penso che alla fine siamo due persone in forte crisi emotivo/nervosa. Due crisi apparentemente diverse ma accomunate da un unico denominatore: il figlio. Entrambi, ognuno in maniera diversa soffriamo in maniera pazzesca per questa cosa:…..
….lei per non essere diventata madre, io per il senso di colpa di non aver realizzato il suo desiderio a suo tempo, sommato al fatto di desiderarlo da due anni con lei ma di non avere la possibilità di realizzarlo a causa della sua ostinazione nei miei confronti.
Mi dici che sto sbagliando Luna perché affermo che il centro di tutto è la mia colpa. Sicuramente è così. Purtroppo non ho prova contraria. A prescindere dalla sua reazione che sicuramente errata.
Certo è che potrei pensare che ci sia dell’altro sotto che non sia solo il figlio ad aver causato questo caos. Potrei pensare che tutto sia una scusa per celare qualcos’altro che qui dico e qui nego. Perché una persona che ama davvero il proprio uomo non può non riprendere lo stesso che per due anni cospargendosi il capo di cenere si mostra pronto a cambiare direzione su un punto importante della vita. Basta sentire te Luna che hai più volte ricomposto il tuo rapporto con il tuo compagno e Aleba che nonostante tutto quello che ci ha raccontato sarebbe disposta nuovamente ha riaccogliere il suo compagno qualora “miracolato sulla via di Damasco”.
Perché io non dovrei avere lo stesso trattamento. Sono davvero un mostro imperdonabile che ha commesso chissà quale scempio ? Non potrebbe essere il mio uno sbaglio da persona che aveva bisogno di crescere sotto un certo punto di vista ? Non mi pare tremenda come situazione. Non credo almeno.
Perdonami Luna se insisto a scriverti e a confrontarmi con te e con Luna. Mi accorgo a volte di essere ripetitivo. Ma credo abbiate capito quanto realmente tengo a questo rapporto e quanto vorrei rimetterlo in piedi. Per cui sentendo voi la mia stessa campana cerco di fare in modo di essere il più obiettivo possibile cercando di “esagerare” volutamente ogni mio possibile errore in modo che da donne, ma soprattutto da compagne possiate comprendere al massimo ciò che può essere scaturito nella mia mente. Ogni volta che scrivo vorrei aggiungere delle cose riguardanti il mio comportamento che forse ai miei occhi sono poco importanti ma agli occhi di una moglie possono apparire serie o addirittura gravi. Voglio capire Luna, capire e non solo giustificare gli atteggiamenti di mia moglie. Capire se ci sono stati altri sbagli che possono aver causato tutto questo.
Lo so che a volte le cose succedono perchè succedono. Ma io voglio capire, voglio vedere la logica anche se a volte la logica non c’è. O se magari tutto questo possa essere stato causato da qualcos’altro che non sia solo la questione figlio.
Bacioni Luna
Luna, Aleba
Un inciso
Forse non vi ho mai detto che due anni e mezzo fa ormai, appena lei uscì di casa ed io dietro a cercarla, lei mi disse queste testuali parole: “non mi manchi”
Una frase che dice molto. Quanto c’entra il discorso “figlio” in una frase del genere. Fu la prima frase di tutta questa storia che mi ferì.
Ci soffrì tantissimo dopo tanti anni insieme e poco dopo averla assistita durante la sua operazione mentre stavo morendo di preoccupazione mentre lei si trovava in sala operatoria.
Tanti piccoli brutti ricordi che affiorano.
E comunque sapete ragazze…la cosa più brutta che mi capita è quando vedo famiglie, almeno apparentemente unite che girano con uno o due figli in braccio. Mi sento un menomato guardando padri che sorridono ai figli. Non mi do pace pensando a come io sia stato capace di dire no ad una famiglia. Non me ne capacito
Comunque al di là di tutte le considerazioni fatte e di tutti i discorsi su figlio e non figlio ancora adesso mi domando come sia possibile rompere un matrimonio, un’unione basata sul rispetto e la fiducia reciproca. Cose che notoriamente non si trovano dietro l’angolo. Un punto di vista diverso può risolversi o non risolversi….basta discuterne. Ma la fiducia, il rispetto, la conoscenza dell’altro/a sotto tanti aspetti…bè quella non è facile ritrovarla dietro l’angolo.
Per chiudere un rapporto quasi ventennale basato su queste importantissime cose penso ci voglia altro che non una semplice divergenza di opinioni anche se su qualcosa di importante, molto importante
un abbraccio
Fuori dal Coro, il discorso non è solo di sbagli o di cose che succedono perché succedono. Anche se, a volte, come diceva Aleba, esiste in noi anche un’intelligenza emotiva o un istinto, che nome gli si voglia dare, che è più lucido di noi, e coglie anche ciò che non siamo in grado, apparentemente di cogliere… in questo senso, ma lo dico solo per mera riflessione, tu avresti potuto temere gli “squilibri” dovuti all’arrivo di un figlio non solo per le tue paure, e non solo per paura di rovinare un idillio, ma perché magari percepivi, anche se non razionalmente, che un problema da risolvere c’era… cioè che quell’equilibrio si fondava su un meccanismo a due che sino a quel momento aveva retto, ma che poteva non reggere all’infinito, e non per colpa di qualcuno.
Fosse pure una sua silente convinzione – e non per forza corretta, ma soggettiva, o dovuta al suo modo di vivere e percepire la relazione – delle cose che poi ti ha buttato in piatto, le famose sensazioni retroattive…
Forse non riesco a spiegarmi bene, ma può essere che incosciamente tu percepissi che, al di là della questione figlio, il vostro in quel momento era un equilibrio meno scontato di quanto, parlando di idillio, tu affermassi con te stesso razionalmente.
Naturalmente però io questo non lo so, dico solo per dire.
Per dire che alle volte il concetto “le cose succedono perché succedono” non è fatalista, ma è molto più istintivo.
Tornando al discorso: errori versus cose che succedono, esiste anche il concetto espresso, riassumo, e forse anche male, dalla psicologia cognitivo comportamentale.
La reazione individuale agli eventi e l’utilizzo di una strategia o un’altra.
Non amo cercare in internet cose riguardanti la medicina e la psicologia, traggo da internet una frase solo perché penso possa riassumere più chiaramente seppure in modo superficiale il concetto:
@Tale modello postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, sottolineando come molti dei nostri problemi (tra i quali quelli emotivi) siano influenzati da ciò che facciamo e ciò che pensiamo nel presente, qui ed ora.
ovvero tu sei lì che ti massacri per il tuo errore del “novembre del 1915”, vero o no che sia, ma il problema sta nella reazione e gestione attuale del conflitto, di tua moglie in sè, tuo in te, di voi entrambi posti in relazione.
Io capisco che tu vai indietro per analizzare ciò che può averla colpita e come e per cercare una chiave nel presente. Capisco anche che analizzi tutti i vari passaggi. Tuttavia di acqua ne è passata sotto i ponti e ne passa, ancora, e al contempo tu dici: @ha subito l’asportazione della tiroide.
ora, non essendo io un medico, non ho la più pallida idea di ciò che comporta, a livello ormonale e quindi anche umorale, il fatto che venga asportata la tiroide. Ma capirai bene che ciò, anche volendo guardare le cose comunque da un punto di vista “superficiale” (il discorso sarebbe più complesso) se il grande disagio di tua moglie fosse nato non
dalla tua risposta alla questione figlio, non centralmente, ma dalla sua situazione psicologica e emotiva riguardo l’asportazione della tiroide, e se la sua reazione fosse dovuta ad uno squilibrio non inerente alle tue azioni, ma alla percezione delle tue azioni, e tanto più per ragioni “ormonali” miste al carattere miste ad un suo schema, misto ad un suo disagio, misto ad uno bisogno di trovare un capro espiatorio, misto al fatto magari di non sapere nemmeno più cosa vuole lei ecc ecc, anche se ti ammazzi per oltre due anni e mezzo per quello che hai detto allora o anche se ti ammazzi di analisi non ne verrai comunque a capo.
Se lei accettasse una terapia di coppia potreste comunque fare chiarezza. Se lei facesse una terapia individuale comunque magari potrebbe venire a capo del suo sentire e della SUA situazione interiore, e capire cosa deriva da cosa e perché reagisce così e colà e cosa vuole, e magari fartelo sapere, invece di lasciarti in questa posizione. VERO. Ma così non è, almeno al momento attuale.
Poiché tu non puoi andare in terapia di coppia se lei non vuole, e non puoi costringere qualcuno ad andare a indagare in sè se non vuole, ma nel frattempo stai indagando in te, ma in modo anche molto molto molto colpevolizzante e confuso pur nella sua lucidità (cioè i presupposti di buona volontà ci sono tutti, ma poiché ci sei troppo dentro finisci con il farti del male e restare entrare anche tu in un labirinto) uno strumento che hai è quello di evitare, almeno tu, di confonderti sempre di più nel tentativo di chiarirti e chiarire.
Di cercare di analizzare una cosa che è dentro un’altra persona e di cui, però, di fatto non conosci LA VERA ORIGINE e le interconessioni.
E questo te lo dico per esperienza personale. Fermo restando che appunto io non sono una psicologa, al di là del perché non lo sono, appunto, anche perché una psicologa o uno psicologo sarebbero molto più obiettivi, superpartes, in nessun modo proiettivi di quanto io possa essere.
Comunque sia la mia esperienza personale fa sì (anche se noi siamo diversi, lo sono le nostre esperienze e il modo di reagire alle esperienze ecc ecc) che io possa capire, sì, che tu tenendo a tua moglie stia facendo un determinato percorso di analisi e anche di colpevolizzazione sentendoti comunque quello più in grado o in dovere di comprendere e sostenere, e che tu non voglia gettare la spugna… tuttavia penso appunto anche che questa non sia la via. Non lo sia nel momento in cui al disagio per la situazione si aggiunge il disagio che ti provocano le tue stesse analisi, che comunque non possono portare a molto di fronte ad un problema, suo e vostro, che comunque tu non sei in grado di identificare realmente e che comunque non hai probabilmente i mezzi di risolvere.
Io credo che alla tua intelligenza, sensibilità e ottime intenzioni gioverebbe chiedere un aiuto esterno, per te stesso, intanto.
Questa ovviamente è solo la mia sensazione e opinione.
fdc, ho letto ora il tuo ‘inciso’. Personalmente, dal mio punto di vista, lei ha menomato te e voi di una famiglia quanto tu ti rimproveri di averlo fatto. Oltre 2 anni e mezzo son lunghi, fuori dal coro. Lo sai che la penso come te sul matrimonio. E non mi è neanche servito sposarmi per pensarlo. Son cresciuta in un mondo famigliare in cui le persone se pure vi son stati momenti up and down non son scappate difronte alle difficoltà. E non solo per mero senso del dovere, sicuramente. E non è neanche questione di generazioni. I matrimoni però possono rompersi. L’ho imparato a mie spese. Ciò non significa che mi risposerei pensando che tanto si rompono ma se il mio partner mandasse il mondo all’aria forse darei il giusto peso al parametro che io ho nel non sciogliere un vincolo quando, indifferente perché, gira la tramontana. Vuoi perdermi e che ci perdiamo e lo affermi? Ok. Prenditi le tue resp.
non tutte le famiglie con figli che incontri, ovviamente, son serene e felici. Alcune vivono enormi conflittualità. Alcune stanno malissimo insieme. Alcune sono famiglie allargate e nemmeno lo sai quando li vedi passare. Alcune sono belle per davvero. Conosco una famiglia molto felice, hanno tre figli. Il primo è del primo matrimonio di lei, il secondo è nato dalla loro unione, il terzo l’hanno adottato. Ma conosco anche bambini, adolescenti, adulti che, da fuori, non avresti pensato mai quanto hanno sofferto. Io tuttavia capisco perché ti colpisce ciò che vedi. Perché ti commuove, perché ti rattrista. Quello che non va è che ancora pensi che tu, per tua sola mano, ti sei privato di ciò che vedi. Tempo fa ero ad un battesimo. Famiglie più o meno serene e felici indipendentemente dal numero dei figli. E più o meno in grado di trasmettere serenità ai figli. Tra i miei amici, molto cari, per esempio lui e lei, due figli, una bella unione, sempre progetti. Quando vedo loro penso a quanto loro non hanno perso anni in risse e scene tipo quelle che sai tu per te. E no, non mettermela giù che è perché lui non ha fatto il tuo errore, per piacere! Invece ti dirò che lui è evidentemente uno che sul matrimonio la pensa come me e te. Ma lei è la sua seconda moglie. E lui non si è sicuramente mai sposato per gioco. Nè si è divorziato facilmente. Nè pensa che tanto può sempre sposarsi la terza volta. Ovviamente io ti auguro che, se il tuo, DAVVERO, può essere un matrimonio felice si ripigli e non finisca. Ma onestamente se così non è e non può essere vi auguro di uscire davvero da questa mortifera agonia.
Fuori dal Coro: “…la cosa più brutta che mi capita è quando vedo famiglie, almeno apparentemente unite che girano con uno o due figli in braccio. Mi sento un menomato guardando padri che sorridono ai figli. Non mi do pace pensando a come io sia stato capace di dire no ad una famiglia. Non me ne capacito” Non te ne capaciti perchè quel tempo è passato. Allora tu reagivi all’idea di avere dei figli in base alle tue sensazioni di allora…oggi hai nuove consapevolezze ma ciò non toglie che al tempo tu fossi convinto di essere nel giusto. Voglio dire, è normale guardare indietro e rendersi conto degli errori, con il senno di poi…ma è essenziale non annegare nei rimorsi e nei rimpianti. Certo, è facile parlare ma mettere in pratica è molto complicato. Come scrive Luna, io credo che le paure che ti frenavano erano legate anche all’intima e inconscia paura di rompere un equilibrio delicato…non una vita idilliaca. Il cambiamento spaventa sempre, ma quando la paura è paralizzante è perchè una voce dentro ci sta trattenendo. Non voglio dire che tu non amassi tua moglie o che lei non amasse te. Lei ti ha detto “non mi manchi”…forse l’ha detto appositamente per creare distacco, per allontanarti dai pensieri e autoconvincersi che stava facendo la cosa giusta. Sono convinta che le frasi taglienti, buttate lì siano proprio tipiche di chi non voglia confrontarsi con la controparte…di chi punta più sul disorientare e far sentire terribilmente in colpa l’altro/a, piuttosto che sul chiarimento, la comprensione, l’ascolto. Aggredire e offendere, giudicare le intenzioni e i pensieri, dire cose cattive è un sistema per difendersi…non per integrarsi.
Comunque concordo con Luna, due anni sono tanti. Pur amando tua moglie, non potrai proteggerla dall’assumersi le sue responsabilità senza uccidere te stesso. Intendo dire che ucciderai la tua anima se continui così.
Anche io quando vedo le coppie con il passeggino, magari che si tengono per mano e il papà porta sulle spalle un bimbo o una bimba, soffro! Fino a due anni fa era proprio straziante. La maggior parte dei miei ricordi di quando mia figlia era piccolissima ed eravamo tutti e tre insiem, sono brutti. Quando eravamo tutti e tre insieme non c’era mai armonia, pace. Non si respirava amore, solo tensione…. Anche se mi concentro, non riesco a trovare nella memoria una passeggiata serena tutti e tre insieme. Neppure per i campi dietro casa, anche quei momenti che a me apparivano tranquilli…erano vissuti da lui come una concessione nei nostri confronti (della bimba e miei). L’ho capito oggi, guardando indietro. Certo, ho le mie colpe…ma la più grande è stata quella di amare ciecamente, amare comunque e amare al di sopra di tutto. Qual’è il confine?? Purtroppo per me è stato fin quasi alla morte spirituale…penso che anche per te Fuori dal Coro sia così. Ti auguro, mi auguro, di salvare il salvabile. Bacioni
quoto totalmente Aleba. A parte che continuo a pensare che sia stata data estrema enfasi da lei a ciò che era ‘passaggio’ no errore. E che non tieni conto, neanche tu, che proprio perché avevate attraversato tante ansie, stress anche per la paura della sua salute tu potevi a tua volta essere più confuso e in ansia. – ho due amiche carissime e da quando ci conosciamo nelle nostre vite son successe tante cose, buone e meno buone. Anni fa tutte e 3 abbiamo vissuto un periodo durissimo. Cose veramente gravi. Eravamo comunque unite, solidali, empatiche. Una sera è esploso un casino. Troppo stress, troppa emotività ciascuna. Anche se nessuna delle 3 scaricava in malo modo quella sera da un pretesto banale ‘boom’. Una scena tipo quelle che racconti di tua moglie. Chi non capisce chi, chi ferisce chi è più fragile
ma abbiamo risolto in 24 ore. Perché ciascuna ha visto il suo, ma anche sensibilità e contingenze altrui. Poi c’è chi se la lega al dito per cento anni, in modo solo autoreferenziale. Esistono i blocchi, è vero, ma è anche carattere, secondo me. C’è chi è più o meno portato a cercare di guardare le cose da una prospettiva più ampia e chi si fissa. Chi non sa neanche considere di avere torto.
Luna, Aleba….quanta roba da commentare. Auguri, anche se posticipati di un giorno (ieri non avevo il PC) ad Aleba per la Festa della mamma.
Intanto scrivo dopo aver passato un week end “infernale” dal punto di vista emotivo. Perché ? Perché poche sere fa mi è stato riferito che mia moglie avrebbe detto che io non sono una persona seria, che sostengo da tempo di desiderare un figlio, ma che in realtà non lo voglio. Secondo lei io sarei un falso in grado solo di prendere in giro. Sarei inoltre una persona che non è per nulla cambiata e che quando si inc…..za diventa terribile. Oltre chiaramente ad essere un bambino viziato che non accetta le “sconfitte” Per cui è giusto che ognuno prenda la sua strada. Or bene capite in quale stato d’animo possa essere stato in questi giorni. Uno stato d’animo di una persona colpita sul lato sentimentale ed emotivo, oltre che come uomo.
La mia domanda semplice e spontanea che mi viene di getto, ma anche dopo riflessione e: Perché ? Perché tutto questo ? Io credo e sono quasi sicuro di ciò che tutto prenda spunto da quella situazione verificatasi dopo i nostri rapporti in cui io cercavo rassicurazioni sentimentali da parte sua mentre lei voleva che io mi “lasciassi andare”. Ripeto, sono quasi sicuro che sia questo. Non ne ho la certezza assolta. Anche perché, aggiunge tra l’altro il fatto che io sia un bambino, dipingendomi inoltre come una persona dall’inc….zatura facile e “terribile”.
Durante tutta la mia vita mi sarò inc…..zato sul serio si e no quattro/cinque volte. Mai durante la nostra vita matrimoniale e tantomeno durante il nostro fidanzamento. In questi due anni e mezzo ho avuto senz’altro momenti di tensione causati da uno stress psico/emotivo di notevole entità. Ditemi voi se un uomo, non essendo un santo in stato di beatitudine possa o no avere momenti in cui, costantemente sotto pressione da accuse spesso infondate, da aggressioni verbali possa o no avere un istinto di difesa che si manifesta con momenti di rabbia. Ben inteso e voglio chiarire: rabbia manifestatasi con alzata di voce discussione più o meno veemente. Null’altro che questo, nessun tipo di violenza fisica…ci mancherebbe altro.
Immaginatevi quindi con quale stato d’animo sto rispondendo ai vostri post ma soprattutto con un “Perché ?” che si è innescato nella mia mente.
Rispondo intanto al post n.780/81 di Luna:no Luna non percepivo assolutamente che il nostro equilibrio non potesse reggere all’infinito: continuo a sostenere che io NON HO VISTO alcun segnale di malcontento che potesse far prevedere uno scoppio di una bomba di questa portata.
Posso dire, ma questo l’ho sostenuto da subito, che ho notato un cambiamento a livello di nervosismo da parte di mia moglie un mese dopo l’intervento subito da mia moglie. Ma onestamente attribuivo questa cosa proprio all’intervento in sé, alla pastiglia sostitutiva, che magari inizialmente doveva essere dosata in maniera corretta e abbisognava di aggiustamenti. Insomma non ho dato peso alla cosa..
…se non in relazione ad un problema di salute. E nessuno mi toglie dalla testa il fatto che questo tipo di intervento abbia causato in lei, nella sua testa e a livello ormonale un qualcosa che abbia scaturito il pensiero di vedere le cose con altri occhi. Mi spiego meglio: magari prima dell’intervento c’era un problema dentro di lei a cui lei da 1 a 10 dava un peso 3. Dopo l’intervento questo ipotetico problema è passato da 3 a 8, per cui ai limiti della sopportazione. Faccio un altro esempio che forse rende meglio l’idea: io non ho mai rinfacciato nulla a mia moglie di cose riguardanti il periodo del nostro matrimonio. Notoriamente sono un tipo ordinato e preciso, mi piace tenere le cose al suo posto, facilmente rintracciabili. Ero solito mettere in un ordine quasi maniacale la dispensa, mentre lei sistematicamente creava disordine. Niente di che, magari glielo dicevo, ma poi finiva lì. Da 1 a 10 quel problema era 1. Posso immedesimarmi in lei se avessi subito quel tipo di intervento magari anche a me quel problema sarebbe diventato da 1 a 5. Conoscendomi credo che comunque sarei riuscito a superare la cosa nonostante tutto perché da sempre sostengo che nella vita le cose davvero importanti siano altre. La vita di tutti i giorni comporta sempre dei piccoli problemi che magari sommati possono dare un problema più grande. Ma credo che alla fine esistano davvero cose più importanti che fanno capire che in realtà gli altri problemi, che pur esistono vadano presi per quello che sono.
Lei comunque finora non ha accettato la terapia di coppia e come dici tu forse io non sono in grado di aiutarla. Forse non sono in grado di aiutare me. Io personalmente ho cercato un aiuto esterno. Ma come vedi finora non è che ne abbia tratto giovamento, quantomeno a livello emotivo/sentimentale. Perché onestamente non so quanto io mi debba analizzare. Io conosco benissimo le mie paure. Ho ammesso i miei errori. E’ molto più difficile aiutarmi a “sdrammatizzare” questo mio problema interno dovuto alle conseguenze della separazione con mia moglie.
A volte mi viene semplicemente da pensare al fatto che mia moglie, non bene per quale motivo, abbia modificato il suo modo di vedere la vita e le cose della vita. Forse spinta da elementi (persone) esterni che le hanno fatto vedere la vita in maniera diversa. Sarà che durante tutta la mia vita ho sempre cercato di seguire consigli da che ne sapeva più di me Fermo restando che le cose certe rimangono certe e ognuno può avere un punto diverso su molte cose. Su molte cose ma non su tutte. Perché mi sono accorto che purtroppo oggi nella vita si tende a dire su tutto “bè è un punto di vista”. Ma il “punto di vista” a volte è unico per tutti. La stella polare è a nord, il sole sorge ad est e nessun “punto di vista” può modificare queste cose. Non so se mi sono spiegato bene. In sostanza voglio dire che nella vita comunque ci sono dei punti fermi e che non sono modificabili da elementi (persone) esterni che possono influenzarti…
…con altri pensieri. Per me vivere in mezzo al caos è anormale e nessuno potrà convincermi che nel caos si sta bene. Rispetterò sempre punto di vista di chi dice il contrario ma non lo approverò mai. Un leone in gabbia non sta bene e nessuno potrà mai convincermi del contrario.
Rispondo agli altri due post trovandomi completamente d’accordo con te sul fatto che non tutte le famiglie sono serene e felici. Tutt’altro. Anzi, onestamente, quando vivevo con mia moglie pensavo che la mia fosse una delle poche realmente felice. Rispondo in contemporanea anche ad Aleba che nel post n. 784 mi dice che reagivo all’idea di non avere figli con le mie sensazioni di allora. Cara Aleba, quelle sensazioni, nonostante tutto le avrei tuttora. Cambia poco che la sensazione riguardasse i figli. Non so se anche qui riesco a spiegarmi bene. Io non ho mai avuto nulla contro la famiglia, tutt’altro. Vengo da una famiglia numerosa e credo nei valori della famiglia. In sostanza io mi sono fatto “abbindolare” dal fatto che vivevo (o credevo di vivere pensando che mia moglie la vivesse come me) una situazione speciale a livello di coppia. E la sola paura di “catastare” questa situazione mi faceva “fuggire” dall’idea di avere un figlio. Non essendo, a maggior ragione, partito con l’idea di formarmi una famiglia, ma principalmente con l’idea di vivere con la persona amata i piaceri della vita. Il mio errore è stato quello di non capire l’importanza di un figlio nel rapporto di coppia. Che nel nostro caso sono sicuro ci avrebbe unito di più piuttosto che dividerci. Ma torniamo sempre lì: la paura di perdere qualcosa di bello, conquistato in tanti anni. La rottura di un equilibrio come dici tu. E un equilibrio è sempre qualcosa di delicato: basta un piccolo peso in più per spostare l’ago della bilancia tutto da una parte.
Sai Aleba, io a differenza di te ho ricordi bellissimi di passeggiate e anche se non eravamo in tre eravamo comunque in armonia a meno che uno dei due falsava (e non ero certo io). Purtroppo non capisco cosa vuol dire amare ciecamente. Vedi Aleba io amo mia moglie e tu potresti dire che la sto amando ciecamente perché in fondo “non vedo”. Ma non è così. Perché io vedo benissimo e continuo ad amare mia moglie perché ritengo comunque che sia una donna che meriti di essere amata perché ha dentro numerose qualità morali. Vedi Aleba: non si può amare ciecamente chi ti prende continuamente a calci. Lei, mia moglie non mi ha mai preso a calci durante il nostro rapporto. Lo sta facendo ora, me ne rendo conto e non sono cieco. Ma penso che forse possa essere una reazione un qualcosa di incontrollato che lei deve riuscire a capire. Un qualcosa che le ha fatto percepire la realtà in maniera diversa o solo da un punto di vista. Vedi Luna se durante il rapporto mi avesse preso continuamente a calci bè io avrei fatto di tutto per capirla, per aiutarla ma non sarei stato cieco. No Aleba non si può amare ciecamente. Abbiamo gli occhi per guardare…usiamoli…..
….Se un cielo è azzurro non possiamo vederlo rosso, magari blu o celestino ma non rosso. Come fai Aleba a capire oggi che una passeggiata dietro i campi era vissuta come una “concessione” da parte sua nei tuoi confronti ? O lui camuffava bene e allora tu non hai colpa oppure era molto chiaro ma tu non volevi vedere, oppure terza ipotesi (ma non la considero) non te ne importava nulla, basta che facesse una passeggiata con voi.
Luna i tuoi post 785/786 dicono molto, moltissimo in relazione all’episodio con le tue amiche. Molto significativo. Dice molto. Dici bene il carattere conta molto. Moltissimo dico io. Ma ti assicuro forse sarà stato cieco in questo, nel non vedere il suo carattere. Ma a me sembrava un carattere tranquillo, esposto al confronto. Non incentrato al fatto di vedere le cose solo da un punto di vista. Anzi, tra i due sembravo io quello che volesse vedere le cose solo da un punto di vista. Ma tutta apparenza. Ripeto…per difesa ho sempre mantenuto le posizioni contro chi magari con prepotenza e aggressività voleva prevaricarmi. Ma mi sono sempre mostrato aperto al confronto. Spesso, anzi, la mia testardaggine si evidenziava quando la gente, e parlo proprio al prurale, di gente intesa come “gregge di pecore” voleva vedere certe cose solo da un punto di vista. Ma mi riferisco più a questioni di carattere generale che a questioni singole Diciamo che nella mia vita ho sempre assunto il ruolo di “contestatore” riguardo certe situazioni generali. Faccio un esempio standard su tutto che potrebbe rendere l’idea: ho sempre sostenuto che una casa sia un diritto di ogni persona. Non è concepibile lavorare una vita per accaparrarsi un “buco” di 50mq. I nostri nonni, i nostri avi avevano tutti una casa. Ma non mi risulta che nessuno abbia acceso mutui trentennali per acquistarla. Anzi spesso veniva costruita da loro stessi o comunque con spese accettabili. Proprio in uno di questi post riportai un esempio di come anche Gesù di Nazareth e S.Rita da Cascia pur non essendo multimiliardari avevano una tetto in cui rifugiarsi. Ecco la gente, intesa come popolo, mal digeriva questi ragionamenti dandomi l’idea di accettare passivamente tutto ciò che la società, il mondo, o semplicemente pensieri altrui ti propone. Una mancanza di personalità insieme ad accettazione passiva che facevano passare l’altro (io) come il testardo della situazione.
Sono concetti ovvi che però oggi, non so perché, non vengono più tenuti in considerazione.
Un abbraccio
tu non accetti che questa storia finisca. E nessun punto di vista contrario a ciò sarà mai accettabile per te. Semmai meglio pensare che l’abbia incantesimata magamagò o che sia tot colpa tua. Quindi ci si può anche far trattare di m. e offendere per anni. Per ‘giusta causa’? Fdc un dato certo c’è. Lei ti tratta di m. E non è poco. Di per sè dovrebbe essere suff almeno per entrare nell’ottica del non va bene. Anche questa dovrebbe essere un punto fermo come il nord. Lo psic non ti serve per analizzarti ma perché principalmente hai perso di vista degli aspetti assai centrali. E no non parlo di colpe o mancanza di tua empatia o miracoli che ti spettano. Guarda fdc che una persona può comportarsi come tua moglie quando non ama più ma invece di ammetterlo scarica tot sull’altro. Che ciò sia conscio o inconscio. Tu stai là a farti trattare di m da anni, anche appena morto tuo padre. E’ tornata quando è morto tuo padre e a fare queste scene? Tu la vedi da dentro e come vuoi. Io sono nauseata.
Caro Fuori dal Coro, ancora una volta tua moglie si spiana il terreno per esimersi da ogni responsabilità… Poche frasi che condannano te, anche se sono solo chiacchere, anche se le persone dovrebbero conoscere i fatti, anche se nessuno ha il diritto di giudicare…lei sa che in questo modo continuerà ad apparire come “quella che ci ha provato a recuperare ma ha trovato un muro” . Così lei si autoassolve anche di fronte a sè stessa. Ho la sensazione che tua moglie abbia tanta amarezza dentro nei confronti della vita in generale. L’intervento alla tiroide le ha senza dubbio fatto fare nuove valutazioni. Ha focalizzato la sua attenzione sul tempo che passa, sulle occasioni mancate, sulle rinunce fatte per amore e soprattutto sul rischio di oltrepassare la soglia oltre la quale non avrebbe potuto più procreare. Certo Fuori dal Coro, ha passato sicuramente dei giorni brutti, sicuramente anche lei ha rischiato di annegare in tutti quei pensieri negativi. Ma come si è salvata? Te lo dico io, si è salvata annegando te. Anche il mio ex ha sempre fatto così, per garantirsi il podio più alto, minava alla base il mio. Come se la vita di coppia fosse una competizione perenne. Ok, ma parliamo di te. Concretamente tua moglie si rende conto che ad un certo punto dovrà semplicemente accettare la mancata maternità? Cosa pensa di fare? impazzire?? Certo ci sono persone che si lasciano sprofondare nella depressione più nera e non si rendono conto di avere una porta socchiusa di fronte, basterebbe una piccola spinta per intraprendere il cammino verso l’uscita. Come dici tu, Fuori dal Coro, il sole sorge ad Est…nessuno lo può negare… per quanto possa essere triste dover cambiare posizione, girarsi…se vuoi vedere il sole che sorge live, devi necessariamente guardare ad est. Quindi, quando entri in menopausa, a meno che non ti bombardi di ormoni fregandotene di essere una mamma nonna, non puoi più procreare. La natura dice stop! Poco importa di chi sia stata la colpa, meglio passare anni su anni a recriminare sul passato, oppure tirarsi su le maniche e cercare di trarre il meglio dal tempo che si sta vivendo cercando mettere buone basi per il tempo che verrà?
Grazie per gli auguri caro, mi dispiace saperti giù…per quanto virtualmente possibile io ti sono vicina. Dimostri grande sensibilità e capacità introspettiva.
A volte invece di mille perchè sarebbe bene rispondere reciprocamente e onestamente di cuore alla domanda: “Tu mi ami?” senza ma, se, forse, ecc. solo SI o NO . .
Bacioni
sono nauseata, s’intenda, da questa dinamica distruttiva. Esiste la separazione, e si può avvalersi della separazione e farne richiesta al coniuge allorché si considerino caduti i presupposti. Lei considera che siano caduti? E’ comunque il SUO punto di vista? Ribadisco che due anni ed oltre, tra l’altro di separazione di fatto, sono un tempo lungo. Un tempo in cui, se aveste (mi pare di capire di no) avviato una separazione legale, sareste già quasi nei tempi per avviare le pratiche del divorzio. O per aver avviato nel frattempo delle reali e costruttive strategie di tentata riconciliazione, a buon fine o meno. Invece? Invece ecco cosa continua a succedere. Un uomo nel limbo dell’angoscia e solo lui in una posizione insieme di totale colpa e totale però costrizione all’inazione. Io non so com’eri, fdc. Ma se la vede come dice faccia un’azione coerente, ti lasci. E tu lascia che lo faccia, ma davvero.
Ciao Fuori dal Coro mi chiedi: Come fai Aleba a capire oggi che una passeggiata dietro i campi era vissuta come una “concessione” da parte sua nei tuoi confronti ?
Perchè io amavo ciecamente!! ma non perchè non volessi vedere, perchè amavo nonostante i suoi atteggiamenti prevaricatori, nonostante le sue denigrazioni, nonostante sputasse su ogni cosa che riguardava me. Io ho sempre visto oltre questo suo modo di trattarmi, vedevo nella sua infanzia, vedevo le privazioni affettive e i contrasti emotivi. Insomma, io mi ponevo in posizione di comprensione nei suoi confronti. Capisco, accetto che non sei in grado di manifestare in modo sano i tuoi sentimenti, perchè non te lo hanno insegnato da piccolo. OK. Fare la passeggiata con noi voleva dire “essere presente” ma sempre alle sue condizioni. Mai con tranquillità o secondo i miei tempi o di nostra figlia. Io adoravo andare a camminare per i campi: 2 cani in testa, io con la bimba e 10 gatti in fila dietro che poi facevano gli agguati ai nostri piedi oppure alle zampe dei cani…però io mi tenevo lontana dalla strada per paura che qualcuno potesse venire investito, invece lui apposta deviava verso la strada, io gli chiedevo di non proseguire ma lui mi diceva che ero stupida, che lui se ne fregava.
Comunque il mio amore incondizionato e disposto a comprendere le sue difficoltà profonde è stato fagocitato quando lui ha ricevuto l’eredità. La sua convinzione di essere onnipotente è stata alimentata come il fuoco divampa con il gpl. Tutto è crollato, e anche se io ho cercato di “incassare i colpi” in nome di tutto l’amore che ho investito con lui e per lui, non sono riuscita a salvare lui, ho rischiato di perdere me stessa e soprattutto nostra figlia. Amare ciecamente non vuol dire ignorare volutamente, nascondere la testa sotto la sabbia…vuol dire amare nel bene e nel male, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà. Chi ama nonostante le difficoltà, chi accoglie i difetti oltre che i pregi, chi cura le ferite dell’anima ama davvero. .. ma ti chiedo: dov’è il confine????? io l’ho trovato a fatica.
Baci
Scusate se scrivo troppo, ma l’annegare di Fuori dal Coro (quoto assolutamente ciò che dice Aleba a questo proposito) mi colpisce e mi turba, onestamente, e mi spaventano anche concetti come “amore incondizionato” quando vengono travisati e letti in maniera autolesionista. Sono pericolosissimi vissuti in tal modo, mentre si pensa invece, semplicemente, di essere coerenti e amare bene, persino meglio di chi invece non lo fa. Ma si vive attraverso un travisare, attraverso degli estremi, e a volte è necessario davvero un percorso interiore per tornare con i piedi per terra, pur non diventando cinici, nè abdicando i propri valori. Però il senso di realtà è fondamentale. Mi rendo conto che, però, nella fase in cui si trova ora Fuori dal Coro non riesco a spiegargli cosa intendo dire, perché lui è vittima dei suoi stessi estremi.
Che lo rendono (perdonami l’espressione forte) miope mentre crede di vedere di più e più lontano. In realtà sono anche questi estremi, a mio avviso, a tenerlo nella nebbia.
I miei nonni si sono amati tutta la vita, si sono accettati con pregi e difetti e hanno attraversato anche avversità della vita. Sicuramente nessuno dei due ha mai pensato che ci si lascia per un difetto, per il dentifricio che finisce, per una semplice incomprensione.
Però nessuno dei due ha mai messo in croce l’altro, approfittandosi del concetto di “amore incondizionato”. Nessuno dei due, pur nei giochi di equilibri che ogni coppia vive, si è mai nascosto dietro il colpevolizzare l’altro non affrontando il proprio sentire, le proprie responsabilità emotive. Che possono essere anche andarsene, in alcuni casi, ma ammettere che si sta andando via, senza incolpare l’altro di buttarci fuori. Sembra una banalità, ma per alcuni è inconcepibile ammettere questo. Ne andrebbe del proprio EGO e della propria immagine sociale.
La ex di un mio amico ha mentito per un anno, flirtando con un altro, probabilmente attendendo di cadere sul morbido, o semplicemente prendendo tempo. Di sicuro sarà stata in crisi, con sè, con lui, con il mondo, con la sua tesi di laurea mai finita, con una nuova visione della vita, con le responsabilità maggiori, indifferente con che. Di sicuro anche la loro crisi è stata o è diventata un affare a due, comunque. Però lui le hai sempre chiesto: centriamo il problema.
E lei ha sempre negato il problema.
Era più comodo, o forse la sua intelligenza emotiva, mi permetto di dire, non era sufficiente a pensare che esistano altre strade.
Comunque sia quando lui alla fine ha detto basta, trovando l’ennesimo messaggio con il tipo lei ha saputo solo dire: non so. Per anni non ha mai neppure cercato di dare una spiegazione, in totale passività.
Ma dopo anni, quando è stato il tempo di formalizzare il divorzio, lei ha rimproverato a lui: hai fatto le cose troppo in fretta.
Insomma, la colpa era di lui, comunque siano andate le cose. Era lui che avrebbe dovuto fare qualcosa che non ha fatto.
Quattro anni non le sono serviti a vedere le cose in una prospettiva non egocentrica. E anche se l’avesse fatto ha saputo ricacciare il dubbio, dipingersi come vittima degli eventi fuori da sé. Lo ha detto quasi offesa, pare, hai fatto troppo in fretta.
So di averla già raccontata questa storia, ma penso sia emblematica di come alcune persone vivano la vita, le situazioni, anche i sentimenti in questo modo.
Come scrive Aleba comprendere il confine non è solo importante, è fondamentale. Anche riuscire a vedere i propri valori non in un modo astratto autolesionistico, ma applicandoli alla realtà, alla realtà del fatto che una relazione si fa in due.
Io non ho alcun dubbio che tu stia soffrendo, Fuori dal Coro, ma non stai soffrendo solo perché il tuo matrimonio è finito o comunque non è più stato un matrimonio da oltre due anni, nè solo perché vedi tua moglie soffrire. Nè soffri perché all’epoca facesti quello che consideri un enorme errore.
Soffri perché la dinamica di tua moglie è come la racconti. E’ insieme paralizzante e aggressiva.
Soffriresti anche se ad agirla fosse tuo fratello, un tuo amico, un collega o un conoscente.
Solo che se si trattasse di una persona più lontana riusciresti a vederla con maggiore lucidità, e a vederla comunque per quello che è.
Delle tue difese (non offensive, ma protettive, logiche) scatterebbero.
In questo caso invece ci metti dentro non solo il tuo sentimento più forte, che sicuramente una grande differenza la fa, e il trauma di una separazione, ma anche dei tuoi schemi, dei tuoi concetti comunque sull’amore che, nel momento in cui diventano idealizzati in una situazione come questa, diventano un autentico capestro.
Tu alla fine ti lasci mettere nei panni del capro espiatorio. E questo, concedimi, non giova a nessuno dei due. Non giova neppure a lei.
Forse non riuscirebbe a vedere le cose da un’altra prospettiva neppure se tu ti ribellassi al ruolo in cui ti ha cacciato (ribellarsi uguale spostarsi), ma una cosa è certa, così il gioco può continuare in questo modo. Il gioco di ruoli.
Io mi rendo perfettamente conto che non riesco a spiegarti cosa intendo dire. Perché io capisco benissimo ciò che dici sull’importanza dei sentimenti, di un’unione, sulla logica della coerenza, sul fatto di venirsi incontro, sul fatto di non gettare la spugna al primo problema, sul fatto di analizzare e provare empatia ecc ecc ecc.
Capisco le tue logiche. Tuttavia mentre pensi che coloro che vivono queste situazioni con uguale sentimenti, ma con maggiore elasticità e istinto di preservazione, siano magari più superficiali e rinunciatari, forse non ti accorgi che in realtà, per quanto sia difficile, riescono a rendersi conto che una relazione si fa in due, sempre e comunque.
A me dispiace infinitamente che tu stia male, e mi dispiace anche che tua moglie stia male.
Ma nel suo caso non si sa nemmeno se la sua reazione sia davvero di malessere o per evitare di guardarsi dentro. Potresti non saperlo mai, e intanto morir
Ciao Luna, Ciao Aleba….grazie
Si Luna lei mi tratta di m…. Lo so, me ne rendo conto, e proprio per questo motivo a volte esplodo di rabbia tanto che lei dice che mi inc…. in maniera terribile. Per forza lo faccio è un istinto di difesa. E so benissimo che tutto questo non va bene: questa situazione in cui lei mi tratta di m…. ed io (a volte) esplodo non è una situazione consona al mio modo di vedere e vivere la vita.
Dici che una persona che non ama più può comportarsi come mia moglie. Sarà così, certo è che io non lo farei mai.
Lo so sto annegando nell’angoscia Luna ed è così come dici tu. Capisco quando parli dei tuoi nonni. Ho vissuto anch’io situazioni del genere. Ma in questo caso c’è una componente fondamentale: la componente colpevolizzante. Io mi sento in colpa nonostante tutto Luna. Già leggendo le frasi di Aleba in cui dice che mia moglie dovrà arrivare ad accettare la mancata maternità mi sono sentito un pugno allo stomaco. Come dire: “sono io la causa di ciò”. Anche se è pur vero che sono passati più di due anni da quando le dissi che ero pronto a formare una famiglia con lei. Oltre due anni fa mia moglie era più piccola di te Luna non so se mi spiego. A 37 anni non si è impossibilitate a non avere figli, figuriamoci due anni prima. Quindi potrei benissimo disincolparmi dicendo “Ok prima non volevo figli ma poi sei stata tu che hai scelto di andartene, in un’età in cui tantissime donne fanno figli”
Però ecco, nonostante ciò cerco di capirla, facendomi trattare anche di m…… Ma perché tutto questo ? Perché io per anni ho conosciuto una donna come se ne trovano poche e di cui non posso che parlarne bene. Per cui, amandola, penso sempre che lei abbia qualche problema, che le si sia innescata qualche situazione dalla quale da sola non riesce ad uscire.
Tu Luna, e tu Aleba riuscite a spiegarvi benissimo. Ed io capisco ciò che dite. Sono sicuro che anch’io dall’esterno vedrei le cose come voi. Ma lo sapete in me gioca il forte sentimento, il senso di colpa per una cosa che comunque, volente o nolente è avvenuta e la convinzione che lei stia comunque soffrendo e non abbia smaltito la rabbia nei miei confronti. Io credo anche che lei stia pure travisando la realtà.
Luna, mi hai citato il caso del tuo amico. Io non credo che in quel caso starei come sto. Ha flirtato con un altro senza, a quanto racconti, un motivo grave. Il tuo amico non credo le abbia negato la maternità insomma o l’abbia tradita con altre donne. Ecco la differenza.
In queste frasi dici tutto Luna: “Io non ho alcun dubbio che tu stia soffrendo, Fuori dal Coro, ma non stai soffrendo solo perché il tuo matrimonio è finito o comunque non è più stato un matrimonio da oltre due anni, nè solo perché vedi tua moglie soffrire. Nè soffri perché all’epoca facesti quello che consideri un enorme errore.
Soffri perché la dinamica di tua moglie è come la racconti. E’ insieme paralizzante e aggressiva”
E’ la realtà Luna…è così.
Stanotte non ho chiuso occhio anche se mi ero….
…coricato apparentemente tranquillo. Sono andato in angoscia dopo essermi addormentato per un’ora. Mille pensieri mi disturbavano la mente. Io che fino a due anni avevo la notte che mi durava 5 minuti per quanto dormivo rilassato e tranquillo.
Qualche giorno fa l’ho sentita al telefono, dopo tanto che non la sentivo. Apparentemente calma e tranquilla. Sta passando dei brutti momenti a causa di una malattia della madre. L’ho sentita parlare in maniera serena dicendomi come stava vivendo questo momento e parlandomi del rapporto con sua madre e di come le sta vicino raccontandomi episodi e situazioni che mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi mentre l’ascoltavo. Le ho dato la mia disponibilità a starle vicino, ad aiutarla in ogni momento. Ecco, sentendola parlare in questo modo, tirando fuori dal cuore tutti questi sentimenti l’ho vista come la donna che ho conosciuto e che mi ha amato e in attimo tutto il trattarmi di m…… è sparito.
Ecco Luna, Aleba, queste cose questo vederla così, attaccata alla famiglia in questo modo, queste parole cariche di sentimento mi fanno pensare che non è possibile che tra noi due possa essersi creato questo assurdo distacco. Due persone che vivono degli stessi valori e che soprattutto hanno vissuto e stanno vivendo dei dolori pazzeschi non possono dire o fare quello che abbiamo fatto noi.
Ecco la mia logica, la mia mente, il mio cuore che non vogliono staccarsi da chi hai sposato per tutto questo. Non sono di fronte ad una persona malvagia, ma ad una persona che non so per quale motivo si è allontanata da chi la pensa come lei. Un errore (il mio, il figlio), un altro errore (il suo, l’andarsene di casa) non possono determinare una frattura del genere.
Non lo so, ripeto non capisco, la mia mente non riceve. Non so darmi risposte. Mentre scrivo e ripenso alle sue parole provo dentro un dolore terribile. Un senso di impotenza e di angoscia ancora maggiore. Perché non riesco ad avere vicino la persona che ami e che dimostra avere tutti questi valori.
E’ una ferita aperta la mia, che non riesce a rimarginare proprio per tutte queste serie di cose. Cosa può scattare nella mente umana per far si che due persone dotate di questa sensibilità possano farsi del male così come ce lo siamo fatto noi. Due persone che stanno hanno sofferto, stanno soffrendo e hanno fatto soffrire per le loro decisioni anche le persone a loro care.
Non me lo spiego Luna e Aleba, non riesco a spiegarmi tutto questo. Ecco perché continuo a colpevolizzarmi, a farmi del mare. Si è innescato un qualcosa a catena che è molto di più di una semplice separazione. Mi dicono spesso: “non sei né il primo né l’ultimo”. Ma di fronte a queste cose, a queste sensazioni come si fa a dire che “questa” separazione è una separazione come tante ?
C’è troppo di strano, c’è troppo di assurdo. Per quanto mi riguarda è difficile se non impossibile rompere questo legame che è inutile nasconderlo c’è…esiste. Da parte mia senz’altro e, nonostante tutto, non mi…..
…sento di escluderlo da parte sua. E l’assurdo è che ,avendo passato tanti anni insieme, non solo tra noi due, ma anche con i rispettivi genitori in allegria e tranquillità, condividendo gioie e dolori poiché anche in passato hanno avuto le loro malattie durante le quali siamo stati tutti vicini, stiamo vivendo questi momenti così tragici staccati uno dall’altro e con le nostre rispettive famiglie distanti. Quando invece avremmo dovuto essere uniti e vivere insieme questi momenti. Io ho provato e provo nei confronti dei suoi familiare un profondo affetto e l’ho pregata di non tenermi lontano da questa situazione. Non posso pensare che persone con le quali ho passato i momenti più belli della mia vita e per le quali nutro affetto sincero possano andarsene così come se io fossi un estraneo. Gli affetti sono affetti, da qualunque parte essi provengano e anche se ci sono state delle rotture incomprensibile come la mia con mia moglie.
Mi direte ma lei con tuo padre ha fatto lo stesso ? Ognuno è libero di fare ciò che sente. Quello che sento nei confronti dei miei suoceri è bene sincero a prescindere che siamno i genitori di mia moglie.
Non riesco a comprendere tutto questo. La mia mente non ce la fa. Non posso pensare che chi ha vissuto tanti anni insieme creando un rapporto di vero affetto anche con il contorno possa ritrovarsi in una situazione come questa. Ognun per sé a vivere il proprio dolore senza il sostegno dell’altro. Ma insomma cos’è che conta realmente nella vita ?
Un abbraccio ragazze.
FUORI DAL CORO, e invece la tua è una separazione come tante altre, ma non nel senso di sminuire l’esperienza, le dinamiche, il dolore.
Però queste dinamiche, per quanto pesanti e contorte, non sono di un altro mondo, ma di questo mondo.
E il come vengono affrontate, non solo nella coppia, che scoppia, ma anche dall’individuo che affronta questa esperienza una differenza la fa. E’ questo che sto cercando di dirti, mentre tu anneghi nell’angoscia. Che comprendo. Ma l’angoscia, Fuori dal Coro, non ci dice solo che, umanamente, stiamo soffrendo, ma anche che qualcosa stiamo sbagliando nel gestire le sit
Personalmente io di anni ne ho 38, e quindi no, non riesco a vedere il fatto che tua moglie avesse 35 anni e ne abbia ora 37 per una simile violenza emotiva verso di te, e forse verso se stessa.
Una violenza emotiva verso se stessa che comunque no, non sarebbe opera tua.
Ma tanto ‘sta cosa in testa non la vuoi proprio far entrare.
E non capisci quanto vedere le cose in maniera autocolpevolizzante sia uno dei tuoi errori.
Come può tua moglie rendersi conto, anche se fosse, di essere bloccata in un’assurdità se tu per primo, proprio con il tuo concederle di colpevolizzarti, di enfatizzare in una certa maniera qualcosa che viene interpreto come una tragedia e non lo è, e con il tuo eccesso di disponibilità ad accogliere delle dinamiche assurde, le concedi di andare avanti nella sua dinamica?
Qui sta l’errore, e non capisci.
Non sei tu che l’hai cacciata in un universo parallelo in cui una donna di 35 anni se non fa un figlio nell’immediato non lo fa mai più (e poi continua per anni però a ostacolare lei stessa il fatto di avere un figlio, che sia con te o con un altro).
Non sei tu che l’hai messa nell’ottica in cui ha messo se stessa e te.
Non sei tu che pensi che sia una cosa funzionale vivere una relazione/non relazione in questo modo.
Ma tu facendo così sei come la madre del tossico che è disperata perché si buca ma gli dà i soldi per continuare a bucarsi.
Perché tua moglie dovrebbe mai riflettere sul fatto che sta sbagliando se tu sei il primo a darle ragione?
Sì, le dai ragione perché in fondo dici: ho fatto una cosa così tremenda che è normale che una persona si possa fissare per tre anni in questa maniera.
No che non è normale.
E’ disfunzionale in ogni caso, che tua moglie sia ferita o che semplicemente non sappia cosa vuole.
Io non ho mai detto che tua moglie sia malvagia.
Cosa c’entra la malvagità con il fatto di non saper gestire le proprie emozioni, le proprie responsabilità, di gestire in modo immaturo e colpevolizzante?
Capisco questo tuo intoppo perché io per anni mi sono incastrata proprio pensando tra “buono e cattivo”. La mia striz mi diceva: non è questo il punto, il punto è “lui funziona così”.
Il mio ex non è una persona malvagia. E’ chi al funerale di mio nonno piangeva con i singulti. Un mese e mezzo fa.
Insieme abbiamo salvato animali feriti e soccorso umani in pericolo.
E’ chi ha fatto mille cose belle