Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
di
aleba
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso
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FDC, “portarla davanti ai suoi genitori”…
perdonami ma, stiamo parlando di una donna adulta, di un matrimonio tra persone adulte e mi sfugge questo passo.
Sarà solo un modo di dire, ma sembra che tu stia parlando di una bambina…
Con i suoi genitori si sarebbe rapportata lei, mi pare, in ogni caso. Mica eri il suo tutore…
Perché quella relazione che ha avuto, durata mesi, non è una cosa che lei si è sentita di fare, che ha avuto l’evoluzione che anche lei le ha dato, bensì una “punizione” per il tuo no?
Ma questa versione è la sua?
Cioè, quando lei è stata scoperta (sinceramente non avevo neanche capito che fossero mesi…), dopo che se n’è andata, l’ha messa giù che è stata con un altro per punire te?
…
No comment.
Per quanto riguarda la verità, nessuno, credo, ti ha invitato allo sputtanamento.
Il punto non era mettere tua moglie alla gogna, ma almeno dirla a te stesso la verità. No due pesi e due misure.
E nel momento in cui lei ti mette alla gogna non caricarti di tutte le responsabilità, anche quelle che non hai, e non dire neppure che i problemi, gli errori ci sono stati da parte di entrambi.
Non è questione per forza di dire quali, ma se una persona ti mette alla gogna, a te, con questa strafottenza, e immaturità, e mancanza di privacy, lei, e tu stai anche lì a darle ragione, beh, FDC, questa è una cosa che va al di là della discrezione, per come la vedo io.
Neppure io racconto i cavoli miei, e non mi interessa mettere alla gogna nessuno. Gli amici più cari sanno la verità, che non ho mai detto però per sputtanare nessuno.
Alle persone più vicine e più fragili non ho detto i particolari perché non vedo per quale ragione devo far preoccupare (per me) delle persone che amo.
Anch’io, in realtà, ho fatti grandi errori di protezione, oltre che di riservatezza. Li ho fatti per privacy, per lui, per me, per il concetto che i panni sporchi si lavano in soggiorno (neanche in famiglia, in soggiorno, secondo me). Mi sono data molte più responsabilità di quelle che avevo, sentendomi pure in colpa quando le davo a lui. Quindi ho lasciato anche che sembrasse ciò che non era, involontariamente. Ma a quel punto, quando ho capito che certe persone, anche vicine, avevano una versione completamente sballata e incompleta non ho sputtanato nè sono scesa in particolari, ma almeno ho detto: le cose non stanno così e, senza entrare in particolari, non mi sono presa un 1000 per cento di colpa che non avevo.
Tu invece avvalori la sua versione, non solo arbitraria, ma anche comoda. Sei tu che ti sputtani da solo, in continuazione. E neanche te ne rendi conto.
Non si tratta di mettere i cartelloni e gridare adultera! adultera!
Ma ciò che racconti non è la verità. E’ una sua versione comoda più tua autoflaggellazione. Non è privacy, è metterti alla gogna anche da solo. A gratis. Perché hai avuto a che fare con una persona estremamente immatura e incapace di prendersi le sue resp. E non da oggi.E non te ne rendi conto. Mi dispiace
Condivido pienamente con Myskyn:
Lo ripetero allo sfinimento: Fino a che cerchi il perdono per una colpa che non hai, lei non si mettera mai in discussione, anzi si autoconvincera ancor di piu della favoletta in cui si nasconde quella di Fdc, l’orco della maternita…..
Un paragrafo fondamentale, una riflessione che spiega perfettamente.
Sarà perchè l’ho vissuta sulla mia pelle, perchè mi sono sempre sentita maledettamente colpevole perchè il mio ex mi accusava di “lasciarlo solo”. Ho dedicato 17 anni della mia vita a cercare di fargli sentire la mia presenza al suo fianco. Ha preso tutto e mi ha detto che non gli ho dato niente. Mi sentivo uno schifo, una donna incapace…colpevole di non riuscire a farlo sentire non solo. .. e quando cercavo il confronto con il cuore in mano, volavano piatti e la sua macchina partiva sgommando lungo il viale.. io sola davvero in mezzo a tutte le sue accuse, lui che respingeva il dialogo solo perchè aveva il suo lucido progetto e sapeva che non avrebbe retto di fronte ai fatti. Così è andata. Questa colpa non la sento più adesso e il suo perdono non mi serve. Lui ha scavato nella mia vita, a me ha dato solo disprezzo. . . ma io sono assolta per mia stessa mano dalla colpa che lui mi aveva stampato addosso. La mia colpa, grave!, è di avergli permesso di rendermi complice della mia stessa distruzione. A volte bisogna alzare i tacchi e dire: questa è la tua opinione, tienitela.
Ma arriverà il giorno che smetterò di parlarne e di immaginare di nuovo ogni episodio nei minimi dettagli…. ora come ora ammetto che mi serve per ricordarmi che ho fatto bene a cancellare quel senso di colpa e che se lui mi odia è solo perchè non tollera di sentire la verità.
FDC, spero davvero che tu riesca a vedere questa faccenda con maggiore lucidità, e lasciarti alle spalle questo stillicidio, gratuito, di te stesso. Sono d’accordo con Myskyn. Se tu avessi davvero, tu per primo, messo le cose su un piano di parità, dentro e fuori te stesso, lei comunque non avrebbe potuto agire un atteggiamento di questo tipo. Vi sareste lasciati comunque? Almeno però non ci sarebbe stato questo assurdo gioco di ruoli, in cui a te tutti i doveri, e a te tutta la me…da, a lei tutti i diritti, a lei ogni immunità.
Prima o poi vedrai le cose con maggiore lucidità, e a quel punto ti gireranno anche le balle, probabilmente, con te stesso. E non per le ragioni per cui ti prendi a calci nel sedere tutti i giorni, ma per il fatto di averlo fatto, di esserti fatto così male invece di darti tu quel senso di equità, indipendentemente per quali sue ragioni lei non intenda o non sia in grado di dartela.
Capisco, ovviamente, le ragioni per cui tu speravi che questa storia potesse continuare, ricominciare, avere esito positivo. Tuttavia la questione, FDC, non è solo tornare insieme/separarsi. Esistono anche separazioni civili o incivili, ex che ti trattano con rispetto e non. Se così non è però bisogna prenderne atto e regolarsi di conseguenza. Che non si significa fare la guerra, ma proteggersi dalla negatività che qualcuno ci scarica addosso o la negatività che noi stessi ci scarichiamo addosso continuando a gravitare attorno a persone, pensieri che ci fanno solo stare male.
Tu scrivi continuamente come lei ti abbia trattato da schifo in questi ultimi anni. O comunque la sua assenza di parità, messa in discussione, empatia ecc.
Non è questione di farle un processo, ma sarebbe ora che tu smettessi di farlo a te. E di lavorare per un tuo recupero, sul serio.
Le persone non si vedono solo nella cattiva sorte, anche nella buona. Ma tu sei stato accanto a tua moglie nella salute e nella malattia, lei a te no.
Non ti è stata vicina nel momento del dolore, e non ti è stata vicina quando tu sei stato lungamente molto male psicologicamente ed emotivamente.
Modo di essere o scelta che sia è quello che ha fatto. E dice pure che è stata lei a darti una possibilità, mesi fa, senza considerare tutto questo. Senza considerare te.
Non lo so, FDC, ma credo che con il tempo tu ti renderai conto di questa cosa. E non si tratta di provare rancore, ma di vedere i limiti di tua moglie. Limiti suoi, non limiti che tu le hai causato.
Spero che tu tolga il tappo a questa vasca piena di acqua sporca, piena di detriti, che tu la lasci scorrere giù, e incominci a lasciar scorrere un po’ di acqua pulita, dentro di te. Sarebbe veramente ora. Spero che i tuoi amici, se proporrai le solite tiritere che ti fai, abbiano il coraggio di dirti: BASTA. Che ti facciano davvero questo favore. Spero, se hai bisogno di parlarne, sviscerare, che tu lo faccia in una sede adeguata, lavorando sulle tue verità, riflessioni e il tuo sentire, sopratutto, in modo costruttivo.
LUNA, ciao :), la penso come te. Purtroppo FDC è completamente sommerso e la vasca la deve svuotare qualcun altro per lui.
Anche io spero che i tuoi amici, FDC, ti dicano BASTA ora vai avanti. Avanti, l’unica direzione possibile! Come fai ad andare avanti? Mah! Difficile alzarsi, ne so qualcosa. Guardi dietro e dici MIO DIO COSA HO PERSO!! devo trattenerlo, devo trattenerlo. Come posso aver perso l’unica opportunità di essere felice…quella è la mia strada, quella è la strada che voglio. NO non può essere, non tutto è perduto, ci rimango dentro…resto aggrappato, voglio restare aggrappato altrimenti come faccio a vivere??
No, non funziona così..così muori dentro e il tempo passa strafregandosene di a che cosa sei aggrappato tu. WAKE UP le tende sono state scostate da un pezzo e non puoi evitare di guardare la realtà che il sole sta illuminando davanti ai tuoi occhi. Il passato, che fosse IERI o 1000 anni fa, non può essere cambiato. Rammaricarti di continuo è la migliore strada per perdere anche il tuo domani.
Tu non ci vuoi provare? Hai bisogno di una mano tesa? Abbi il CORAGGIO DI CHIUDERE con il passato e cominciare a camminare…
Ciao a tutti ragazzi
Prendo come inizio il post di Myskin. Non credere che per me il tradimento sia stata “acqua di rose”. Quando l’ho scoperto sono stato tre giorni a confrontarmi con Lei in cercando di capire il perché di tutto questo. Forse l’unico vero confronto avuto sulla questione in quasi tre anni. Ho avuto risposte tipo “mi ha fatto perdere la testa”. E allora indaghi, chiedi chi è, da dove viene e quant’altro. Cerchi di capire se è solo una sbandata o cosa. Cosa credi Myskin che mi sono lasciato scivolare tutto addosso ? Nei mesi successivi ho perso più di 10 kg a seguito di questa scoperta. Immagino tu sappia cosa vuol dire essere traditi da una persona di cui ti fidavi come dei tuoi genitori. Parli di dolore, non so descriverti il dolore che ho provato…immenso. Dolore, rabbia, delusione, angoscia.
Mi chiedevo cosa fosse più giusto fare. Se chiudere definitivamente la cosa raccontando alla persone più intime, come stavano effettivamente le cose, o cercare di recuperare il rapporto. Ho scelto la seconda soluzione. Mi sono analizzato, ho valutato i miei errori le mie mancanze e ho tentato la ricostruzione con Lei pensando di mettere un macigno sul passato e pensare a ricominciare. Ho cercato il dialogo, ho ammesso i miei errori (la negazione del figlio) e ho promesso che se avessimo ricominciato non le avrei mai rinfacciato quanto successo. Ma mentre cercavo di ritrovare l’armonia di coppia, Lei iniziava a sputarmi accuse su accuse, l’averla fatta soffrire per la mancata maternità, egoismo, e in più le solite accuse di “trascuratezza” e “mancanza di attenzioni” che quando una donna lascia (scusate Luna e Aleba) diventano gli alibi più comuni.
In pratica si Myskin, è accaduto quello che ha scritto Aleba, qui non c’erano due persone che parlavano a cuore aperto. Ce n’era una che nonostante il tradimento subito si metteva in discussione e cercava il perdono per quanto accaduto durante il rapporto tentando di ricostruirlo e chi invece oltre a non prendersi le responsabilità per aver tradito e scelto di andarsene addossava all’altro tutte le colpe per la fine del matrimonio.
Voglio riportare alcune frasi significative scritte da Aleba: “…lui che respingeva il dialogo solo perchè aveva il suo lucido progetto…”…La mia colpa, grave!, è di avergli permesso di rendermi complice della mia stessa distruzione…” Ecco, prendete queste frasi e fate come se le avesse pronunciate mia moglie. Durante il rapporto io ho respinto il dialogo sul figlio, perché il mio progetto era quello di vivere una vita di coppia. La colpa di Lei, quella di avermi permesso di renderla complice della sua stessa distruzione.
Aleba, Luna, Myskin il problema di tutto non sta in questi ultimi tre anni, ma durante il rapporto. Perché credete che mi auto colpevolizzi in questo modo ? Perché non riesco a mettere la parola fine sul passato ? Perché purtroppo il mio errore, e non parlo più di colpa, ma solo di errore, errore di vita, è stato quello di non aver creato una…
…famiglia. Di non aver capito, di non aver voluto capire che la donna, la femmina nasce per procreare, salvo i casi in cui la natura non glielo consente. Nel mio caso io sono stato la “natura” che non ha consentito di procreare. Io ho negato alla mia donna quanto di più bello una donna possa desiderare…essere madre. Usando le frasi di Aleba, Lei è stata mia complice, ha acconsentito al mio progetto, castrando il suo, quello naturale di ogni donna.
Riuscite per un attimo, a mettervi nei miei panni, e a pensare come possa sentirsi un uomo che, non si sa bene per quale motivo non ha ascoltato, non ha visto, non ha sentito le esigenze della propria donna che tra l’altro amava ? Come scrivevo prima a Myskin io sono colpito, distrutto dal suo tradimento e successivo abbandono ma continuo e continuerò a non perdonarmi il fatto di averle negato un figlio. Sarebbe successo tutto questo ? Non lo so, non ho la sfera di cristallo. Ma una cosa è certa: non avrei tutti questi rimorsi e rimpianti se avessi creato una famiglia. Il fatto di non essermi sentito pronto non è una giustificazione. Bisogna crescere nella vita e probabilmente all’epoca non ero cresciuto, non completamente almeno.
Credo che alla fine questa mia mancata crescita mia moglie l’abbia avvertita, ne abbia sofferto. E credo che l’altra persona già presente da tempo come innamorato non corrisposto le abbia fatto capire che in fondo si stava disamorando di chi aveva vicino. Limiti di mia moglie. Si può essere. Ma io sono concentrato nel guardare i miei di limiti. Oggi sento la mancanza di una famiglia. Vedo famiglie con bambini che magari avranno i loro problemi ma danno un senso alla loro vita. Io questo senso adesso non ce l’ho. Magari riuscissi ad innamorarmi di nuovo, già sarebbe qualcosa. So soltanto che niente sarà come prima, ma non perché ci debba essere una donna uguale a Lei, ma proprio perché le aspettative non potranno essere più le stesse. Oggi che vorrei una famiglia mi rendo conto che è tardi. Quella vita che tanto agognavo qualche anno fa mi domando oggi a cosa serviva. Guardo mio nipote e mi diverto, lo vedo mio complice, ci troviamo. Penso quale motivo mi abbia spinto a non dare retta neanche a lui che mi chiedeva un cuginetto.
Qui non si tratta più di sensi di colpa o di autoflagellazioni. Qui si tratta di accorgerti di aver buttato una vita, quando la vita le possibilità te le aveva date tutte.
Buona serata a tutti.
OK FDC, hai buttato via una vita + 3 anni. Quanti anni butterai ancora? La vita ti ha dato tutte le possibilità? Sei sicuro che siano tutte? sei sicuro che una volta accettato e metabolizzato la chiusura di quel periodo della tua vita, la vita stessa ti proporrà nuovi percorsi meravigliosi? Forse anche grazie alla tua esperienza passata sarai ancora più consapevole della preziosità della vita e delle porte che inaspettatamente apre oppure chiude.
Se ci pensi bene la vita è come un libro da scrivere, un libro fatto di capitoli. Alcune figure compaiono in vari capitoli, altre vengono descritte in poche righe. Noi scriviamo, a volte in solitudine altre volte in compagnia…mentre scriviamo stiamo vivendo e in qualsiasi momento possiamo ripercorrere i capitoli precedenti con la memoria…a volte abbiamo bisogno di leggere e rileggere qualche capitolo per renderci più consapevoli del nostro cammino…ma è inutile leggere il passato se non cominci a scrivere qualcosa di nuovo!!
Tu hai la colpa di esserci stato, esattamente come lei ha la colpa di esserci stata. Ognuno di voi due è responsabile in primo luogo verso sè stesso per come sono andate le cose, hai fatto delle scelte in base agli elementi che avevi per le mani allora. PUNTO.
Le frasi mie che hai citato non calzano alla tua situazione…FDC il mio ex non è come te. Certo io sono la donna che tira fuori il problema della “Mancanza di Attenzioni”…non ci siamo mica sai! altro che mancanza di attenzioni. …
FDC: “Mi ha fatto perdere la testa”.
Aridaje. Sempre l’altro agente e lei passiva.
Sempre gli altri sono a fare le azioni quando si tratta di lei?
Mica era lei che si era innamorata di un altro, mica era lei che aveva tradito, mica era lei che aveva scelto. Mica lei aveva un ruolo da protagonista anche nel fatto di scegliere cosa farne della sua relazione con te e della sua relazione con l’altro.
No, scherziamo?
FDC, tu sei la natura che ha frenato il suo desiderio di maternità?
Caspita… niente meno! Il problema è che le cose non stanno così.
E la sua natura, quella sua, nel modo di scegliere nel corso della sua vita, nel modo di centrare SUL SERIO ciò che era la sua priorità dove la mettiamo?
E il fatto che questa cosa del figlio sia emersa, con questa violenza, e nei tuoi confronti, che sia emersa con “chiarezza” verbale DOPO il tradimento scoperto?
La prima cosa che ti ha detto, lo riporti tu, è stata “ho perso la testa per un altro”. Messa in un modo per cui la responsabilità è dell’altro che va a far perdere teste in giro, ma comunque sia sempre questo ti ha detto.
Ha ammesso che è stata una sua sbandata, una cosa sua. Che se l’è vissuta così. Della quale tu eri all’oscuro. Sulla quale non avevi voce in capitolo.
Poi però sparisce il tradimento e viene fuori la questione figlio retroattiva. Che giustifica tutto, per lei. Niente per te.
Anzi.
Sparisce il fatto di averti letto lo sgomento e il dolore in faccia, di averti visto perdere dieci chili, e che tu sia stato ad un bivio grandissimo dopo il suo tradimento. E che sia normale che le siano chieste, con dolore, anche con rabbia, delle spiegazioni. Strano?
Sparisce tutto. Resta il fatto però che lei comunque, con se stessa, dovrà uscire pulita da questa faccenda.
Non è lei che ha avuto una sbandata, se l’è vissuta, e una volta scoperta ha fatto soffrire suo marito che aveva fiducia in lei. Non è lei che ha fatto questa scelta e deve fare i conti con le conseguenze, che sia davanti ad un terapeuta di coppia, nel vostro soggiorno, da sola o cominciando una nuova vita con un altro. NO. Sei TU che sei un mostro negafigli che porta le innocenti fanciulle pervase da istinto materno ridondante a perdere la testa per un altro. Anzi, no, a finire nelle grinfie di un altro che fa perdere le teste. Ma guarda te cosa le è capitato. Tutte a lei, davvero,eh… Lei non ha nessuna responsabilità, manco di quello che fa lei, delle sue scelte, le sue non parole chiare. Scusa, FDC, ma lei non è stata poco chiara solo sul figlio, è stata poco chiara anche riguardo la relazione con un altro, mi pare. Infatti non ne sapevi niente. Perché stava seguendo le sue ragioni. Ma l’errore sta nel fatto di guardare due cose distinte come se fossero per forza una sola. Come se per forza lei avesse perso la testa per un altro perché tu le avevi detto di no ad un’istinto materno primordiale ed irrefrenabile. Allora io ti dico: ma tutte quelle energie che ha usato per stare con l’altro perché non le ha investite
nel farti capire quel suo irrefrenabile istinto primordiale che tu stavi negando?
Perché stava facendo qualcosa d’altro, FDC? Perché era concentrata su quella sua sbandata molto più che su voi due, te e l’irrefrenabile maternità? Perché portare avanti una relazione adulterina e tenerla nascosta richiede parecchie energie, FDC.
Ora, perlomeno quella sbandata era più importante del suo irrefrenabile desiderio di avere un figlio e di averlo con te, mi viene da dire.
In quel momento lei non stava pensando a quanto voleva essere madre e che Orca Natura glielo stava impedendo.
E se io voglio un figlio da mio marito e gli faccio le corna creo, secondo te, delle condizioni favorevoli per creare una famiglia?
Vedi, FDC, io non sto dicendo che lei dovesse essere perfetta.
Sto dicendo però che prima di fare un processo ad un altro, e molto parziale, prima di metterlo alla gogna per i suoi dubbi, le sue incertezze o certezze che non collimano perfettamente con le mie, prima di dargli tutta la responsabilità anche di ogni sua fragilità umana (che sia pure quella di temere che un equilibrio si rompa con l’arrivo di un figlio) forse dovrei fare i conti anche con le mie imperfezioni, con le mie immaturità, incertezze, scelte errate, l’aver affrontato le cose in un modo o in un altro.
Tua moglie non è stata chiara e diretta neanche dopo. Dopo ha urlato, ti ha accusato, svilito dicendoti che come padre saresti pessimo (e sono parole durissime, molto violente e arbitrarie) ma urlare non è essere più chiari di parlare con tono normale.
Avrebbe potuto parlarti più chiaramente anche di cosa intendeva dire con “se non faccio un figlio adesso ho paura di pentirmene”.
Il punto è, FDC, che tu oggi sembri guardare il fatto che lei sia stata per tanti anni con un uomo che non voleva un figlio come se ti avesse fatto un favore, come se avesse fatto un estremo sacrificio.
Ma lei lo sapeva,e come fai a saperlo, tu, se non le stavi invece facendo un favore proprio per quella tua caratteristica? perché non le avresti mai chiesto di essere ciò che non si sentiva di essere. Se andando avanti non aveste avuto figli perché non li voleva manco lei comunque tutti sapevano che tu un figlio non lo volevi. Anche se alla gente fosse sembrato strano che non li voleva lei comunque aveva un compagno che la pensava come lei.
Poi cambia idea, ma in realtà quanto e come e perché veramente lei abbia cambiato idea, e anche con quanta convinzione, tu non lo sai. Perché non te l’ha detto veramente.
Non è solo che tu non hai ascoltato, ma è che pure lei si stava domandando delle cose. E probabilmente non aveva tutte le risposte. Che potevano riguardare molti aspetti, non solo un figlio. Infatti si è presa una sbandata. E poi era necessario trovare un solo, enorme perché? E un perché che facesse di lei una donna che è sempre stata certa. E se non certa: colpa dell’altro. Tanto voleva il figlio che qd le hai detto sì non lo voleva lei? poi lei lo rivoleva, eh, ma ha capito che tu no…?…
Mai detto che ti sei fatto scivolare tutto addosso.
Forse dovrei premetterlo in ogni mio commento: ho profondo rispetto per il dolore che hai e stai provando,
pero siccome credo che commiserarti non ti aiuterebbe, preferisco essere diretto e/o duro.
Scrivi e finalmente ti riconosci che “Ce n’era una che nonostante il tradimento subito si metteva in discussione e cercava il perdono per quanto accaduto durante il rapporto tentando di ricostruirlo e chi invece oltre a non prendersi le responsabilità per aver tradito e scelto di andarsene addossava all’altro tutte le colpe per la fine del matrimonio”
Pero immediatamente dopo giustifichi : il problema di tutto non sta in questi ultimi tre anni. Mi permetto di aggiungere, e nemmeno nell’anno precedente alla sua uscita di casa, quello in cui giorno dopo giorno flirtava e scambiava paroli dolce con un altro per poi rientrare sorridente nella vostra casa.
Ma per te il problema non risiede qui, si perche se ha tempo debito avresti capito che “la femmina nasce per procreare ” (..) ecco che avresti proseguito la vostra vita di coppia sempre piu felici.
Mi sembra che qui, ognuno ha la sua favoletta, tua moglie quella in cui e’ stata travolta dagli eventi ed ha dovuto tradire e lasciarti e tu quella in cui una singola decisione (fare un figlio) avrebbe fissato in eterno la felicita della vostra coppia.
Voglio darti ragione e dire che il problema non risiede negli ultimi quattro anni, pero’ allo stesso tempo non puoi ignorarli. Mentre tieni in evidenza tutte le qualita che hai avuto modo di conoscere in tua moglie negli anni felici, non puoi nascondere la testa dentro la sabbia e non guardare i limiti e le fragilita che erano insite in lei e che sono emerse negli ultimi quattro anni.
Ciao Aleba, Luna e Myskin
Ho letto e riletto i vostri ultimi tre post, e solo oggi mi accingo a rispondervi. Alla fine credo che ognuno di voi abbia colto nel segno. Un piccolo inciso per Aleba: tu non sei la donna che ha tirato fuori il problema della “mancanza di attenzioni”, nel mio post ho voluto semplicemente chiedere scusa a te e a Luna, in quanto donne perché sostenevo che le donne quando lasciano tirano quasi sempre fuori il pretesto della “mancanza di attenzioni”. Era semplicemente un modo di scusarmi con voi che mai avete parlato di una cosa del genere.
Luna, nei tuoi post 1408 e 1409 hai fatto, secondo me, una disamina che rispecchia quello che è accaduto nella realtà: Lei che non ha nessuna responsabilità, le colpe sono tutte degli altri, mie per la precisione. A parlare con Lei, le sue energie le ha investite nel farmi capire l’istinto materno che la stava investendo. Solo che, a torto o a ragione, avrebbe voluto che io capissi. E, da come si esprime io “non ho voluto capire”. Quasi come se io avessi goduto nel vederla soffrire per un malessere (di cui io non mi sono accorto) causato dal desiderio di maternità e dal mio rifiuto.
Lei aspettava che io cambiassi, che anche a me, come a Lei, venisse il desiderio di un figlio. Perché i figli si fanno e si desiderano in due. Giustissimo. Io mi autoaccuso, mi fustigo, non mi do pace perché non ho avuto questo desiderio, perché non ho capito quanto fosse irrefrenabile il suo istinto, perché non ho capito quanto fosse importante formare una famiglia con la persona che si ama. Lei invece no, sostiene tuttora che io non solo non desideravo figli ma non mi interessava nulla che Lei stesse soffrendo e che a me di formare una famiglia non importava proprio. Il mio dolore sta nel fatto di aver commesso un errore di vita: quello di non averla creata una famiglia, ma rifiuto l’accusa da parte sua di non aver voluto capire il suo malessere, la sua sofferenza.
Ma per Lei è importante questo. Tutto nasce da qui. Anche il suo tradimento non è altro che una conseguenza del mio comportamento. Per cui non è importante, non è degno di nota. Agli occhi e alle orecchie degli altri non è menzionato. L’altro nessuno lo vede, è tenuto nascosto. Fino a quando ? Forse fino a che si siano calmate le acque e lui non sarà altro che una persona conosciuta dopo che la storia con me è ampiamente terminata.
Anche Myskin fa, a mio parere, una disamina corretta. Mi dice, tra l’altro, che io sostengo che se a tempo debito avessi capito che “la femmina nasce per procreare” avrei proseguito la mia vita di coppia felicemente. Tu Myskin sostieni che io credo nella “favoletta” per la quale fare un figlio avrebbe fissato in eterno la felicità della nostra coppia.
Io non so se sia realmente così. Perché ciò che sarebbe potuto avvenire dopo la nascita di un figlio non lo sa nessuno. Teoricamente Lei sarebbe potuta anche andare in crisi post parto. Ma la realtà della vita vuole che una coppia che si ama alla fine procrei. Lo..
dice la natura. Purtroppo l’errore clamoroso è stato quello di voler credere all’ Amore eterno, di coppia che invece, è solo un’illusione. In questi tre anni, oltre che fustigarmi, ho letto libri, mi sono confrontato, ho fatto terapia psicologica, mi sono documentato su cose che avrei dovuto conoscere già da prima e di cui non mi sono preoccupato. L’amore tra un uomo e una donna, non è altro che un’attrazione “imposta” dalla natura allo scopo di poter proseguire la specie. Fermo restando i casi in cui la natura stessa lo impedisce, femmina e maschio si attraggono per procreare. L’amore di coppia,guardate un po’ termina, si modifica. E se si resta insieme è per portare avanti la famiglia (se si è persone che hanno sentimenti e cervello e se si ha senso di responsabilità) e l’amore si modifica in affetto se tutto sommato i difetti dell’altro/a (che ci sono sempre stati) possono essere sopportati. Ma spesso anche tutto questo, al giorno d’oggi viene meno. Non ci si sopporta più e a volte basta un nuovo “sfarfallio nello stomaco” per mandare tutto all’aria e prendere ognuno altre strade con traumi per i figli.
In tutto questo come mi colloco ? Mi colloco nella situazione di un uomo che ha fallito nella vita. Che in fondo ha creduto in cose che non esistono, tralasciando quelle che, in ogni modo avrebbero potuto dare un senso alla propria di vita. Trovarsi alla mia età ad aver capito che in fondo quello in cui credevi è tutta un’illusione è semplicemente devastante. Perché comunque con quell’illusione ho vissuto quasi un ventennio.E quell’illusione mi manca ogni giorno, perché aveva coperto le mie lacune, mi aveva dato punti di riferimento, mi aveva fatto credere che almeno a una persona,ci si potesse credere ciecamente, mi aveva fatto vedere un mondo che non esiste. Ed oggi ti svegli,come se venissi da un’altra epoca, e ti trovi catapultato in un mondo che è cambiato senza che tu te ne fossi accorto. O forse te ne eri anche accorto, lo vedevi ma….vivevi nel tuo, che ti sembrava perfetto e che nessuno se non la morte avrebbe potuto portarti via. Ma la morte sapevi che esisteva. Non sapevo però che esistesse la possibilità di andare a dormire la sera con tua moglie e alzarti la mattina con la possibilità che la persona con cui avevi trascorso la notte non fosse più la stessa. Questo no. Eppure, confrontandomi con tante persone in questi anni, mi sono sentito dire più volte una cosa del genere. Gente che si è sposata, che ha fatto figli, cosciente che la persona con la quale stava costruendo la propria esistenza potesse cambiare in qualsiasi momento. Si cambia. Quante volte ho sentito ripetere questa frase in tre anni.
E in questo trauma così devastante come posso pensare alle frasi positive scritte da Aleba che mi esorta a non buttare i miei anni? Questi tre anni mi hanno segnato, nella mente,nel corpo. Ho il viso segnato, triste, non sorrido più…davvero…non riesco. La favoletta, quella a cui ho creduto con tutto me stesso mi ha stroncato
Un bacione
Ciao FDC, attendevo la tua replica. Riguardo alla “mancanza di attenzioni” credo che ho molto da imparare. La maggior parte delle donne, è vero, si offendono se il marito quando torna dal lavoro non nota che si sono state dal parrucchiere a spuntare i capelli. Le attenzioni che sono mancate a me sono di tutt’altra natura. . sono quelle per l’anima, per il cuore, per i sogni della persona che dici di amare. Comunque, anche se ho ancora tante domande senza risposta, io ho capito che il mio ex è un uomo ai limiti della patologia…rimane apparentemente in rotta solo perchè ha una determinazione pazzesca nel voler APPARIRE IN ROTTA. Io invece ho messo nelle sue mani la mia vita e lui l’ha rivoltata, l’ha ridotta in brandelli. Può dire lo stesso di me? NO semplicemente per il fatto che io c’ero, ci sono sempre stata in ogni occasione bella o brutta. Anche ora per esempio, ho le finestre aperte..fuori c’è il sole e sento in lontananza il rumore di un decespugliatore. Qualcuno sta facendo giardinaggio. Se chiudo gli occhi ricordo perfettamente le domeniche assolate anni fa…io gli portavo la birra fresca mentre lui sistemava le siepi..e per me era una gioia. Credo che per lui fosse solamente un atto dovuto. Io interrompevo i lavori di pulizia in casa per uscire a portargli la birra e sai come mi ripagava? entrando in casa con gli scarponi pieni di erba sminuzzata mentre i pavimenti erano ancora bagnati. E io pulivo di nuovo.
Vedi FDC quello che scrivi riguardo a come vedi il rapporto di coppia oggi è molto triste. L’uomo e la donna sono più di un maschio e una femmina che si uniscono per procreare e questo lo sappiamo entrambe. Certo ci vuole un pò di cinismo per superare la delusione quando scopriamo che abbiamo creduto alla favoletta dell’amore che non finisce mai. Beh, FDC, credo che la relazione si costruisca nel tempo giorno dopo giorno. L’amore parte con le farfalle nello stomaco, certo, l’amore avvicina i cuori le menti e i corpi. L’amore richiede nudità, bisogna esporsi in tutti i sensi e l’amore si basa sull’accoglienza e sul sostegno, sulla condivisione e sulla libertà di espressione completa di sè. Una relazione che per essere mantenuta in piedi impone la negazione di un bisogno, per me, esclude l’amore e logora il sentimento, che assomiglia all’amore, che nutriamo per l’altro. Tu FDC hai detto da subito che non volevi figli, giusto o sbagliato che fosse, per quel che riguarda TE avevi sicuramente le tue valide ragioni. Poco importa se oggi con il senno di poi ti sembrano motivazioni che non riconosci più, a quel tempo erano il pilastro della tua concezione di matrimonio.Tua moglie all’inizio ha condiviso la tua visione, poi ha cambiato punto di vista ha cominciato a ragionare su altre basi. Non ha messo le carte in tavola, ha cucinato dentro sè stessa la questione. Forse è vero che temeva di perderti se ti parlava del suo impellente desiderio di maternità ben sapendo che tu eri molto più che scettico. In questo modo ha lasciato che tu…
..continuassi a credere alla favoletta, ma dentro di lei si stava creando un buco nero che ha fagocitato tutto ..persino il suo sentimento per te. Credimi, se il suo fosse stato un sentimento maturo, concreto, pragmatico per quanto romantico ed etereo…TE NE AVREBBE PARLATO IN MODO DETERMINATO a costo di perderti. Sarebbe stato l’unico modo per metterti di fronte alle tue paure e per fartele superare. O la va o la spacca. Invece lei ha imboccato una strada molto semplice : quella della rinuncia. Lei ha rinunciato al figlio con te, lei ha rinunciato alla famiglia. Lei ha perso di vista l’importanza dell’essere schietti quando ami. L’amore si evolve e le persone pure, MA DEVONO MANIFESTARLO il cambiamento perchè l’altro/a ha il diritto di sapere con chi va a dormire la sera!!!!!!!!
E sappi FDC che è una baggianata il fatto di dover capire leggendo nei pensieri di una persona che NON MANIFESTA. Tu trovavi tua moglie triste e cupa la sera quando andavi a prenderla? Stava con il muso? si chiudeva in silenzi indecifrabili? era irritabile? ti aggrediva senza motivo apparente? piangeva? si isolava? NO NO NO. Allor mi dici tu perchè ritieni di doverti sentire in colpa per non averla capita? Anche tu hai vissuto la favoletta perchè ti piaceva, anche tu non hai mai sospettato che la vita, essendo comunque un cammino, avrebbe portato dei cambiamenti anche nella sua posizione riguardo alla maternità. Diciamo che tu ti sei adagiato…lei si è silenziosamente allontanata da te fino a che il rapporto si è strappato.
L’amore diventa una favoletta quando le nostre paure prendono il sopravvento, allora preferiamo credere ad occhi chiusi piuttosto che affrontare le difficoltà. Ma i problemi non spariscono magicamente quando vengono ignorati, anzi! c’è il rischio che quello che poteva essere un semplice temporale si trasformi in un violento uragano . Farai molta fatica a credere di nuovo all’amore, lo so! per questo è necessario che tu allenti la presa sul tuo passato. Oggi puoi iniziare a ritagliarti spazi mentali dai quali scacciare via i pensieri riguardo a tua moglie, ai figli, al matrimonio, all’amore, alle colpe ecc. Pochi minuti.
Sai io ti comprendo perchè pure io ho ancora bisogno di parlare della mia storia, pure io raggiungo ogni giorno qualche nuova consapevolezza che mi rende triste e arrabbiata riguardo a come sono andate le cose. La tristezza spegne il sorriso, le arrabbiature non pagano. Vado avanti e cerco motivi per sorridere (ce ne sono sempre)..
FDC, io invece ho l’impressione che le favole te le racconti ora, mi spiace. Sia quando ti dai tutta la colpa, sia quando ti dici che le persone stanno insieme solo a quel fine, tranne impedimenti naturali, sia quando dici che è andata così perché è scontato che la gente cambi (in peggio) e quindi che bidone. Io penso quanto aleba che una donna matura e concreta della maternità parla chiaro. E non regge, per me, non te ne parlo per paura di perderti, ma posso tradirti. Questa è una visione egocentrica per come la vedo io. Che la gente stia insieme solo per procreare salvo legittimo impedimento mi pare un’altra ca..ta pazzesca. Perché a parte che c’è gente che sceglie di non avere figli, e c’è chi sceglie razionalmente di averne, la gente perché non fa figli dopo cinque mesi che sta insieme se il fine è quello? O dopo cinque anni? Che sta a perdere tempo? (perché non sta insieme solo per quello, dunque non sta perdendo tempo). E se il collante e il fine è quello perché c’é gente che tradisce il partner quando è genitore? Perché c’è chi tradisce la moglie incinta? Perché c’è chi ama il partner anche se è sterile o tradisce anche sfornando pargoli? Il discriminante tra provare altri sfarfalii e seguirli sarebbe la procreazione? E non regge dire ‘salvo impedimenti naturali’. E no! Scusa, io sto con uno e lo amo solo in vista della procreazione, anche se non ci penso, ma in realtà inconsciamente è per quello. Quando guardo mio marito e penso che mi piace per tot ragioni, che sto bene con lui, che ho voglia di vederlo, lui proprio lui, non un altro, è perché penso a lui come padre. Quando scopro che è sterile allora che me lo tengo a fare? Scusa, ma dovrei fregarmene se è naturale il problema. Il fine ultimo per cui la gente sta insieme conta, no? E allora se il fine decade, indipendentemente perché, ciao ciao. Invece la gente che non può avere figli si ama lo stesso. Bisognerebbe dire loro che non han capito niente di come funzia la natura aggregante!!!
cioè, la gente sta insieme solo per fare figli e ogni donna è madre. Dunque tua moglie era masochista. Incontra uno che le dice no figli da subito. Dovrebbe scartarlo a priori. Invece a lei va bene così, anche a lei. E se non le va bene le cose son quattro forse o mente a sè, e non è colpa tua, o mente a te, e non è colpa tua, o manco lei sa ciò che veramente vuole, e non è colpa tua, o lei ad un certo punto dopo anni annorum scopre che vuole un figlio ma poiché le carte in tavola le cambia lei è lei che dovrebbe avere pazienza e se tu non sei pronto e se ne va non trattarti come uno stronzo che le ha negato un diritto che però ha tirato fuori un giorno, di colpo, senza averci mai pensato prima. Ma di colpo lei è madre coraggio e tu uno stronzo. Fdc, io non sto negando che per una donna (o un uomo) scoprire di desiderare un figlio non sia importante nè che non sia un argomento delicato. Ma il fatto di desiderarlo di per sè non fa di una persona una persona migliore, più matura, più innamorata, più intelligente, più sensata. Anzi semmai quel desiderio, come lo vivrà, lo esprimerà anche nei confronti del partner, come vivrà la ricerca di un figlio, la gravidanza, la maternità (o paternità) anche nel rapporto col partner, ma anche i parenti e gli insegnanti, insieme alle variabili, si inserirà comunque nel contesto della sua personalità. E quando tu descrivi tua moglie rispetto a questa questione, ma anche il suo usarla per giustificare un tradimento senza manco scusarsi con te in quanto uomo e compagno di un lungo percorso, beh, mi spiace, ma io non vedo l’istinto naturale che prevale, e un tomo teorico su cosa fanno genericamente le donne se, e se fossi in te invece di leggere trattati su perché la gente sta insieme, sulla gente che cambia, se fossi in te forse mi farei il favore di guardare lei. Perché quando è santa è lei e quando sbaglia o è perché é come natura crea o perché le favole non esistono. Ora, le favole non esistono perché ogni rapporto è dinamico. E che la gente cambi non è solo negativo, perché la gente cresce anche attraverso le esperienze, sin da quando fa uèuè. Però spesso la gente non cambia in un pazzesco modo anche se al momento è uno shock. E se col tempo acquisti obiettività ti accorgi, guardando indietro, che ha enfatizzato dei lati. Riparliamone tra qualche anno. Forse basterà qualche mese. Allora vedrai magari su quali equilibri si fondava la relazione. Che potevano anche saltare. Ma non per un cento per cento tuo e non solo per il figlio. Se tua moglie avesse avuto un altro atteggiamento con te, anche rispetto al suo tradimento, potrei anche crederci che il punto di rottura, unico e irripetibile, è stato il figlio. A me non pare. La sua arroganza mi sembra arroganza. La sua immaturità immaturità. Se una relazione importante si chiude con un tradimento non mi pare che le scuse e il rammarico stiano da una parte sola. Nè il dire chi sa vivere e affrontare le questioni importanti della vita e chi no. Chi è affidabile e maturo e chi no.
Ciao Aleba, Ciao Luna
Aleba è importante che ci siamo chiariti per quel che riguarda il discorso sulla mancanza di attenzioni. Non era rivolto a te. Per il resto e, chiamo in causa anche Luna, volevo dirvi che non sono io che vedo il rapporto uomo donna come un’unione atta solo al fine di procreare. Mi sembra di aver scritto più volte su queste righe che ho sempre creduto all’Amore indissolubile tra un uomo e una donna. Ma pare e, ripeto, non lo dico io, che questo amore indissolubile tra un uomo e una donna non esista. Pare sia solo frutto di un’attrazione fisica imposta dalla natura al fine di procreare. Luna, quella cazz…ta non la dico io ma la dice la maggior parte della gente. Credimi Luna, gente che cornifica la moglie, che le racconta bugie e quant’altro ha sostenuto che il mio errore non è paragonabile neanche al tradimento. Perché alla donna che desidera un figlio non puoi negare la maternità. E’ come castrarla. Le fai un danno che neanche dieci cornificazioni sono paragonabili. Poco conta (dicono sempre in tanti) che tu glielo avevi detto che non volevi figli, perché si può cambiare, perché la natura fa il suo corso, perché è inammissibile chiedere una cosa del genere ad una donna, anche se lei si mostra pure d’accordo. Non sto parlando di una o due persone ma di gente più svariata, di cultura e non, conosciuta e non, con la quale ho anche parlato in sostanziale anonimato così come con voi. Libri, trattati scientifici, ecc., alla fine la donna sceglie l’uomo per procreare, poi se il figlio non viene non viene, la coppia può anche continuare ad andare avanti lo stesso. Io la penso come te Luna, perché io ho sposato mia moglie perché l’amavo e il mio fine era quello di condividere l’esistenza con lei “finchè morte non ci separi”.
Luna io non guardo solo trattati ma guardo anche Lei. Ho scritto più volte che il mio star male è frutto di una serie di cose che hanno inciso in questa storia. Il suo comportamento mi ha ucciso. Ecco il discorso di prima. Io credevo nell’Amore vero, in un rapporto fondato sulla fiducia e il rispetto reciproci e soprattutto sulla lealtà. Io non sono mai entrato in casa sorridendo a mia moglie mentre in realtà covavo rancore o le stavo nascondendo qualcosa. Non l’ho mai fatto nemmeno per le cose stupide. Il mio sorriso era sempre vero. Così come quando potevo essere nervoso. Non nascondevo mai nulla, nemmeno i motivi per cui ero in un certo modo.
Aleba scrive che è una “baggianata leggere nei pensieri di una persona che non manifesta”. Ok Aleba, vaglielo a dire a Lei e a tante persone che mi hanno accusato di mancanza di sensibilità. Io non l’ho mai vista triste e cupa quando andavo a prenderla, nemmeno con il muso. I silenzi indecifrabili cosa sono ? A volte sto in silenzio ma non vuol dire nulla. Sarà capitato anche a Lei qualche volta ma non mi sembrava qualcosa di indecifrabile. In genere parlavamo di tante cose e se non si parlava era perché magari avevamo bisticciato perché magari mi aveva fatto…
aspettare per l’ennesima volta più di mezz’ora sotto il suo ufficio ma…capita. Non mi ha mai aggredito non l’ha mai fatto. Lo sta facendo in maniera continua da tre anni a questa parte.
Per quanto riguarda la vita, avrei potuto aspettarmi un suo cambiamento riguardo la maternità. Quello che non mi aspettavo era la susseguente catastrofe che si è verificata. Continuo a ripetere che non credevo che il matrimonio fosse così complicato, almeno tra due persone che per anni si sono parlate. Io non le ho mai nascosto nulla delle mie reali esigenze e così credevo di Lei. Si per carità più volte mi ha chiesto un figlio, ma mai in modo determinato, così come hai scritto tu Aleba Lei non lo ha fatto. Lei chiedeva, valutava le mie risposte e…incamerava rancore..senza che io immaginassi nulla. Perché dopo tornava col sorriso. Lei invece si sentiva realmente non capita. Ha covato dentro rabbia e malessere e…quando la persona alla quale si confidava ha compreso le mie lacune è stato facile. Io ero l’uomo da gettare lui quello che doveva prendere il mio posto.
Io non so se tra qualche anno riuscirò a vedere la situazione in maniera diversa. Per me shock è e shock rimane. Probabilmente mia moglie è solo una persona che ha il difetto di voler essere capita a tutti i costi senza pensare che forse come dice Aleba per farsi capire bisogna pure manifestare qualcosa. Forse io sarò anche la persona che non sta lì a chiedere tutti i giorni come stai. Ma credo che questo mio modo di essere sia stato ampiamente verificato nel corso degli anni. E’ un po’ come guidare la macchina: se una persona la guida in un certo modo e il passeggero che ti sta a fianco e che viene con te per decine di volte non ti fa mai notare che tagli le curve tu continui a tagliarle finchè magari ti viene detto che se continui a tagliarle sarebbe il caso di farmi scendere.
Ciao FDC, ciao LUNA. Da quello che scrivi noto che sei spaccato in due, una parte di te è perfettamente consapevole dei limiti di tua moglie e dell’immaturità del suo comportamento negli anni. L’altra parte che purtroppo sbilancia notevolmente il tuo stato, ti accusa di essere l’unico responsabile di come sono andate le cose. Siamo qui da mesi a sviscerare ma ancora non abbiamo trovato il la molla che una volta scattata ti catapulterà oltre il baratro. Io credo nel bene sai, credo fermamente che amare una persona non significhi esserne solo attratti fisicamente, non significa (come per tanti altri animali) cercare un corredo genetico ottimale per i propri discendenti. Amare significa voler bene ad ampio raggio, gioire quando l’amato è felice e sentirsi tristi se è triste. Io ho voluto molto bene al mio ex, anche oggi sento di volergli bene…solo che adesso ho anche tanta rabbia nei suoi confronti per come ha approfittato a man bassa del bene che gli volevo. Io credo nell’amore e credo nel “per sempre”, però ho capito che perchè funzioni il bene debba essere reciproco. La reciprocità è fondamentale nella coppia, è la base del rispetto e della fiducia. La passione, la curiosità verso l’altro sono alimentate dalla stima di sè che, guarda caso, viene alimentata dal bene che l’altro ci vuole. Io credo nell’amore per sempre, ma non al finchè morte non ci separi quando non c’è amore. Vogliamo chiamarla favoletta? Anche io, credendoci, ho perso tutto. La gente mi chiede “ma come? sei andata via da quella villa?” e io cosa vuoi che gli risponda?? Che stia lì a raccontargli che io credo nell’amore, che per me non sono i muri che fanno la casa ma la vita che si vive dentro la casa? Passo da idiota! la stragrande maggioranza delle persone ha dei valori così effimeri e superficiali!! Come fa a rinunciare a quella casa?? A me manca quella casa, manca l’amore che ci ho messo, mi manca non poterci vedere mia figlia dentro, mi mancano i miei animali…
La maternità mancata è peggio di un tradimento?? DAI perfavore!! è peggio fare un figlio con una donna tanto appagare il bisogno di maternità. Un figlio è una persona, non si fa per “accontentare”. Anche il mio ex, dopo aver accampato centinaia di scuse per oltre 10 anni per non fare un figlio con me…ha deciso di fare un figlio per accontentare il suo patrigno (non me ben inteso)…e guarda com’è finita. Ora mi aggredisce incolpandomi del fatto che lui con la bimba ci sta solo un giorno e mezzo ogni 15 giorni…ma non si offre mai di starci di più e se nel suo week end la bimba ha qualche attività (sport) me la riporta perchè lui non l’accompagna. Egocentrismo: incapacità di amare il prossimo, altro che amore per sè stessi.
Ho divagato, ma in fondo questo post era il mio :))
Bacione
ALEBA: macchè divagare! 🙂
Sorrido nel senso che anzi ti ringrazio per il fatto che continui a portare le tue esperienze e riflessioni nella tua lettera 😉
FDC: io non credo che di per sè il concetto di “mancanza di attenzioni” sia sempre una banale giustificazione o la scusa per tutte le stagioni, credo che come in tutte le cose anche dietro queste parole ci sia la persona che le pronuncia, il suo sentire, il significato che dà alle cose, e anche il suo modo di essere e guardare la vita e la sua scala di valori. Fermo restando che c’è davvero chi è così egocentrico per cui qualsiasi sciocchezza può essere chiamata mancanza di attenzioni o così narcisista che nel momento in cui sarà egoista sarà sempre colpa dell’altro che ha fatto troppo poco…
FDC, lo capisco bene che sei shoccato. Di per sè il fatto di essere lasciato da tua moglie, una storia importante che finisce e pure in malo modo sono uno shock. Nel tuo caso però tu ti sei anche dato addosso in maniera estrema, e tanto più perché l’altra persona è stata zero empatica nei tuoi confronti ecc.
FDC, anche dietro la scelta di avere un figlio, che sia per un uomo o per una donna, ci sono molte ragioni, a seconda degli individui e di come si stanno rapportando con la questione e perché. E questo desiderio si inserisce in un contesto più generale.
Non riesco purtroppo a spiegarti molto bene quello che dico, ma i potenziali genitori e anche gli effettivi genitori sono individui, non alla fine di un percorso, ma comunque durante un percorso.
Il fatto di volere un figlio, il fatto di dire sì o dire no di per sè non sono la prova di un qualcosa piuttosto che di qualcosa d’altro.
Nella vita può accadere che l’altro non colga quanto un qualcosa è importante per noi, anche se ci ama. Pensare che l’altro sia dotato di telepatia o che se ci ama davvero sarà un indovino che riuscirà quasi persino a prevedere i nostri desideri e bisogni e li realizzerà è una visione infantile, ma anche idealizzata, non dell’altro, quanto più di come dovrebbero andare le cose.
In realtà anche i bambini piccolissimi comunicano i loro bisogni attraverso il pianto, che è la parola che hanno.
Ho sentito sì diverse persone, e non solo donne, dire: non glielo devo dire io, deve arrivarci da solo.
che mi importa che lo faccia se gliel’ho chiesto? non avrebbe lo stesso valore.
In realtà questo è solo un modo molto più complicato e poco assertivo di rapportarsi con gli altri. E a volte, ti dico onestamente, può essere anche una scusa inconscia per entrare in conflitto. Per trovare qualcosa da rimproverare all’altro.
Poi è vero che l’altra persona può avere dei comportamenti che non ci piacciono, che può ferirci, anche involontariamente, che può essere anche involontariamente egoista.
Ma c’è comunque una differenza tra il dire chiaramente le cose o non dirle affatto.
Ho un’amica che era sempre inca…ta perché suo marito non ci arrivava da solo che avrebbe potuto aiutare di più in casa. Ma lei, attenzione, ha anche la
“sindrome di wonder woman”, cioè il fatto di sentirsi quella che fa tutto e si sente indispensabile e a cui piace sentirsi indispensabile. Salvo poi però inca…rsi dentro di sè se gli altri non capiscono che non può fare tutto sempre lei. E so che è così perché la conosco da 30 anni, da ben prima che arrivasse suo marito nella sua vita.
Fermo restando che si è scelta lei un marito che non girava con l’aspirapolvere e lo straccio in mano e non sfornava manicaretti (anche perché non potrebbe sopportare un uomo così, un uomo cioè che la esautora da un certo modo di essere suo di lei in cui lei si riconosce e a cui tiene) è vero che lei non gli diceva le cose perché lui doveva arrivarci da solo.
Ma questa attenzione non è una prerogativa solo delle donne nè di tutte le donne, e comunque anche quando una persona non comunica ha le sue ragioni, che non sono uguali per tutti.
Tua moglie lo sapeva che non volevi figli e che avevi delle tue idee e paure a proposito. Come la mia amica sapeva che lui non era uno chef e un piccolo lavandaio e altre caratteristiche di lui.
E questo non significa soltanto “prendo una persona anche con i suoi difetti” (ammesso che non volere figli sia un difetto, ma lo dici tu, non io… e il fatto che uno non si avvicini mai alla lavatrice può essere magnifico per me se io adoro occuparmi personalmente del bucato e anzi se non ho sotto controllo io certi aspetti della casa vado fuori di capoccia, o pure gratificante se mi piace l’idea che mio marito senza di me non saprebbe neanche lavarsi una mutanda…) ma significa anche che scegliamo le persone non in base solo a come loro sono, ma anche a come noi ci rapportiamo con il loro modo di essere e determinate caratteristiche. Anche mettendo in primo piano alcune e considerandone meno altre.
Nel corso della vita certe caratteristiche si possono anche accentuare, possono aggiungersene altre che non conoscevamo, cose che sapevamo già in un altro contesto (la convivenza per esempio) ci possono infastidire di più ecc ecc.
Però rimane il fatto che tua moglie sapeva che non volevi figli. E questo secondo me non è un aspetto irrilevante. Poi di questo aspetto lei ha fatto ciò che credeva, ma eri molto fermo su questo punto e avevi delle ragioni radicate, tue, per vederla in un certo modo. Le tue ragioni radicate riguardavano i sentimenti e l’emotività, il tuo concetto di “rapporto in sicurezza”, anche se lo dici con altre parole mi pare sia così. Tanto è vero che, mi pare, anche se ci stavi lavorando su è stato quando il rapporto è andato fuori sicurezza che hai cambiato la tua visione delle cose, ma in realtà anche no, xkè sia prima che dopo il tuo no e il tuo sì sono cmq molto legati al concetto di tenere o rimettere il rapporto in sicurezza. E’ tua moglie che non ha avuto molta attenzione per ciò che la questione figlio significava emotivamente per te. Non era un aspetto irrilevante. Amare qualcuno, forse, significa anche ascoltare veramente cos’è un no, non solo esigere un sì.
vorrei, scusa, chiarire un paio di cose: 1) quando dicevo che dietro la frase ‘mancanza di attenzioni’ c’è una persona etc etc intendevo dire che comunque anche di fronte a ciò non esiste un solo modo di reagire, non solo rispetto al parametro individuale di cosa sia una mancata attenzione, e neanche solo rispetto alla ‘soluzione’ tradimento, ma anche nel verbalizzare o meno e altre infinite possibilità, a seconda non solo della situazione, che è comunque in divenire, ma del modo personale e contingente di reagire. Banale? Però è così. E una relazione si fa in due sempre. Che sia amorosa, lavorativa, amicale, anche quando parli a uno sportello alle poste. 2) per “fermo sulla tua posizione” intendo dire che se eri così fermo c’erano delle ragioni che per te erano importanti. L’idea di salvaguardare il rapporto. E l’hai espressa. E’ un’idea che ha dentro molte cose. Prima non ha parlato, non ci ha guardato dentro veramente, anche al tuo no, poi ha passato altri anni a ‘decidere’ cosa c’era dentro e dietro il tuo no. Sarà che ho un carattere diverso, ma sinceramente a me interessa dire ciò che penso, voglio e sento e cosa è importante per me, ma anche ascoltare e capire cosa è importante per l’altra persona e perché. Posso anche decidere di lasciare una persona perché non vuole una cosa importante per me, ma capire perché non la vuole una differenza la fa rispetto a dare per scontato che sia egoismo menefreghismo o un dispetto. Vedi FDC è proprio perché la questione figlio non è scontata, può emergere come no nel percorso di una coppia e non è neppure scontato quando e simultaneamente neanche tra due che teoricamente han sempre parlato sin dal liceo, e riguarda entrambi, il presente e il futuro, cambiamenti anche assolutamente non tutti immaginabili e calcolandoli a tavolino, che io trovo immaturo il suo modo di affrontare una questione così importante con te non meno di quanto lo attribuisca a te. Poi ognuno sa per sè, ma parlare di un figlio non è far scivolare una frase tra una questione e l’altra. E dire ‘ciò è troppo importante per me, dobbiamo parlarne davvero, perché mi sento così e colà, penso questo e quest’altro e per me c’è in gioco la nostra relazione’ non è banale. E’ centrale. Io questo l’ho detto, su cose importanti. Non una volta. Ho scritto anche lettere per dirlo, perché poteva essere che nero su bianco fosse più chiaro, più ‘meditato’ anche in lettura. Non è servito, ma so di averlo fatto. E so quanto conta per me che una persona sia così chiara e diretta. Conta anche per te. Dunque questa persona che pure hai tanto amato non ti è affine però su un punto che per te non è certo marginale. Tanto è vero che la sua mancanza di chiarezza e il suo usare altre ‘strategie’ sue ti ha molto ferito e shokkato. Quando la questione è stata importante forse, permettimi, è questa l’insormontabile incompatibilità che è emersa, a parte il modo di vivere la relazione in senso più profondo, questa e non figlio sì o no. Questa è una differenza che avrebbe avuto un enorme peso anche se tu avessi detto sì.
Ciao Aleba, ciao Luna
Prima di conoscere mia moglie, quando avevo poco più di 30 anni non credevo molto al matrimonio così come era impostato ultimamente. Onestamente mi sembrava una “prigione”. Notavo nelle coppie sposate una situazione del genere: “no scusami devo rientrare altrimenti mio marito/moglie si inc…za” “no sai la domenica noi la passiamo in casa, a mia moglie/marito non va di uscire” “avevo una passione per le moto l’ho dovuta abbandonare perché a mia moglie non le sopporta” “si sai adoravo ballare ma mio marito non balla e quindi ho dovuto rinunciarvi” “per carità non sposarti ! quando ti sposi cambia tutto, la vita che facevi prima non esiste più, prima non vedevi l’ora di uscire con tua moglie/marito adesso per carità, ti da fastidio pure l’alito del mattino” “prima facevi l’amore ogni qualvolta ne avevi l’occasione adesso una volta al mese è pure troppo” “no ma che scherzi con mia moglie/marito sempre a litigare per qualsiasi cosa, non va mai bene nulla”
Insomma non c’era da stare allegri sotto questo punto di vista. E mi ero convinto che per poter pensare di convivere con una donna bisognava che ci fosse oltre l’attrazione e il bene, un’ottima compatibilità caratteriale e almeno il 70% di gusti ed interessi in comune.
Ed è arrivata Lei. In un momento in cui ero esausto dei rapporti con le donne, mai un dialogo costruttivo, si pensava solo a far sesso, interessi in comune zero, dopo il sesso il vuoto, mai visto punti in comune nelle mie precedenti storie. Ma forse pensavo si era troppo giovani.
Invece arriva Lei, bella, solare. A differenza delle altre donne conosciute in precedenza non mi colpisce subito dal punto di vista fisico anche se è una ragazza di notevole bellezza. Ci parlo, ci dialogo, troviamo molti punti in comune, interessi, modo di vivere, famiglie di origine molto simili. Immediato feeling con i suoi amici e parenti. Tutto perfetto. Mi sembrava meraviglioso, quasi impossibile, e non riuscivo a credere a cotanta fortuna. Si parlava dei nostri modi di essere, di quello che ci piaceva, di quello che avremmo voluto. Tutto collimava alla perfezione. Poi educata, dolce, gentile, mai una parola fuori posto. La bella ragazza, brava, semplice e pulita che oggi onestamente per trovarla bisogna avere il lanternino e molta molta molta molta fortuna.
Or bene per tutti gli anni del fidanzamento si andava d’amore e d’accordo. La mia avversione per il matrimonio stava scemando. O meglio. Mi dicevo che in questo caso “la prigione” non esisteva e la convivenza, giorno dopo giorno mi faceva meno paura.
Tutto questo preambolo per dirvi che quando ci siamo sposati tutti questi ragionamenti fantasmagorici sull’impegno, il sacrificio, la curiosità verso l’altro, il dire, il non dire, il covare dentro, l’egocentrismo, l’egoismo, le attenzioni, i cambiamenti e quant’altro non ce li siamo fatti. Abbiamo pensato a sposarci per stare insieme, perché semplicemente stavamo bene insieme, ci amavamo e ci piacevano le stesse cose. Siamo….
…sempre stati noi stessi e credevamo ciò bastasse. Non penso che nei secoli e secoli passati chi si sposava si facesse tutte queste “pippe mentali” che ci facciamo negli ultimi anni. Oggi sposarsi equivale ad andare in guerra: dedizione, impegno, sacrificio…e che è !!!!!! Possibile che gli uomini e le donne vissute nei secoli e nei milioni di anni passati avessero tutti torto e la ragione sta solo negli ultimi 10/20/30 anni ? Cosa sono 30 anni in confronto agli anni da cui esiste il mondo ? Niente non sono nulla.
Io mi sono sposato in tranquillità. Non ho pensato ai cambiamenti, alle empatie, alle eventuali mancanze di chiarezza. In tanti anni di fidanzamento abbiamo vissuto senza nemmeno sapere cosa fossero tutte queste “problematiche”. Io dicevo la mia, Lei diceva la sua. I nostri pensieri collimavano. Ci dicevamo cose importanti e cose meno importanti. C’era totale affinità. Chi ci vedeva pensava la stessa cosa: sembrate fatti l’uno per l’altra.
Durante il matrimonio sono rimasto la stessa persona e sostanzialmente anche in Lei non ho notato nessun cambiamento. Certo c’erano le bollette da pagare, la casa da sistemare. Ma mai notato problemi di convivenza. Nessun problema di cambio di abitudini. Nulla di nulla. Nessuno ci ha mai notato pensierosi, nonostante spesso problematiche relative alle malattie dei nostri genitori ci facevano star preoccupati.
Ho letto le vostre storie Luna e Aleba, leggo la storia della tua amica Luna e mi rendo che si, allora è vero, il matrimonio (o convivenza) oggi è un campo di battaglia: incomprensioni, offese, mariti che stanno fuori di testa e si approfittano del bene dell’altra persona, suocere che hanno il potere di interferire e distruggere un matrimonio. Ma allora è così che funziona ?
Ed io allora cosa ho vissuto ? Quella tranquillità, quella serenità era solo apparenza ? Eppure ricordo mia moglie serena sempre e comunque. Ma allora è vero che il matrimonio è una prigione visto che mia moglie è stata “prigioniera” della mia personalità, al punto tale da non riuscire ad esprimersi a non dire la propria. Al punto tale da sentirsi “liberata” dalla mia “oppressione”. Pensa un po’!!! Lo scrivi anche tu Luna: ci sono certe persone che dicono “non glielo devo dire io deve arrivarci da solo”. Oppure “che mi importa che lo faccia se glielo ho chiesto, non avrebbe lo stesso valore” Lo sostieni anche tu: è un modo per complicarci la vita. Ma davvero nei secoli passati la gente si faceva tutti sti problemi ? Si ok magari c’erano altri problemi. Ma davvero queste complicazioni non penso ci fossero. Magari si stava male perché un marito tornava a casa ubriaco o perché fosse violento! E vorrei vedere !!!! Ma non credo che né una donna né un uomo che formavano una famiglia si ponessero il problema del “ma lo vorrà davvero ? o la fa solo per accontentarmi ?”. Magari prima non c’era la tv, non c’era la pillola, non c’erano i profilattici, la droga non esisteva, internet nemmeno, la vita era più semplice, i figli…
i figli erano considerati “forza lavoro”, perché crearsi troppi problemi ? Ora a questo punto della vita, la mia illusione chi me la ridà ? Per anni ho vissuto con una donna credendo di essere un tutt’uno (e giuro così sembrava). Si dice che nessuno ci conosce come le nostre madri. Orbene anche sua madre non aveva mai notato nulla di anomalo in Lei, tranne gli ultimi due mesi. Così come mia madre. Sono scivolato in una depressione post trauma dalla quale difficilmente riuscirò ad uscire fuori. Non ho interesse per nulla. Qualunque cosa provi a fare ti sembra inutile. A che pro ? Non hai nessuno con cui condividerla. Ha vissuto per più di trenta anni sperando di essere uno dei pochi fortunati al mondo, capace di incontrare una compagna con la quale condividere quel 70% di interessi in comune. Era l’unico mio vero scopo pur sapendo che era una cosa complicata visto quanto notavo nei matrimoni di allora. Avevo raggiunto lo scopo. Ho creduto ciecamente a Lei, al nostro Amore, alla nostra felicità/serenità. Non pensavo che un desiderio non comune in un determinato momento della vita potesse trasformare un angelo in un demone, almeno nei miei confronti. E neanche pensavo che un’eventuale terza persona potesse distruggere quanto di buono avevamo seminato negli anni. Eppure in un ventennio me ne sono capitate di occasioni. Di donne che avrebbero voluto ottenere qualcosa da me. Ma io neanche le guardavo. Si ok belle donne, la novità ma…io volevo bene a mia moglie. Era la mia donna, ci eravamo scelti. Il sentimento non si tradisce, così come non si tradisce la fiducia neanche per cinque minuti.
Sapete ho visto una sua foto in questi giorni, per caso, una foto immediatamente successiva alla nostra separazione. Ho visto il suo volto triste. Perché mi chiedo visto che l’ha voluta Lei la separazione. O forse c’è qualche altro motivo che la rende infelice ? Io quella tristezza nel volto non gliela ho mai vista, se non negli ultimi tre anni. Al massimo mi sarà capitato di vederla stanca di sera prima di andare a dormire. E glielo dicevo “che visetto stanco hai”. Non non ho mai pensato che dietro quel visetto stanco potesse nascondersi un gravissimo malessere.
Non hai voluto vedere mi ha rinfacciato più volte.
Nonostante tutto, vedendo quella foto ho avuto un sobbalzo al cuore. Perché ho capito semmai ce ne fosse ancora bisogno che non ci potrà mai essere donna al mondo capace di prendere il suo posto nel mio cuore. Nonostante ciò che è successo, nonostante ciò che ci siamo detti di brutto negli ultimi tre anni. Io non so come fanno gli altri. Quelli che “morto un papà se ne fa un altro”. Sarò strano, sarò particolare ma a me non riesce. Non è perfetta. Ha i suoi limiti, i suoi difetti. Ha commesso un grave errore. Mi ha fatto tanto male. Ma è Lei. Lei che mi ha convinto a portarla all’altare. Io che vedevo il matrimonio come una prigione. Lei è la donna che mi ha aperto le porte dell’Amore e Lei me le ha richiuse. La gente, chi mi conosce mi dice come….
…faccio a non provare rabbia. Ci riesco per poco. Poi torna l’Amore, il sentimento vero. Quello che secondo me non finisce. Io non vi conosco ragazze ma credo che in fondo al vostro cuore, nonostante tutto quello che vi è successo, il posto per i vostri compagni c’è sempre. Sbaglio Aleba, sbaglio Luna ?
Io non credo. Sotto la vostra rabbia, sotto la vostra delusione se spazzolate bene la brace c’è ancora.
Un bacione.
Ciao a tutti
E’ da un po’ che vi leggo. Luna e Aleba, siete splendide per come seguite e come analizzate questa vicenda. Ho letto le vostre storie: assurde così come assurda mi sembra quella di Fuori dal Coro.
Non sei solo Fuori dal Coro, anche io come te sono stato lasciato, almeno ufficialmente, per i tuoi stessi motivi. Non volevo un figlio e come tua moglie anche la mia lo sapeva. Poi anche a lei il desiderio di maternità, la sua richiesta alla quale non mi sentivo pronto un po’ per le tue stesse ragioni. Ma come per te la vita andava avanti regolarmente. Sto come te da diversi anni anch’io perchè come te a mia moglie volevo bene veramente. Di quel bene che descrivi tu che poi è amore.
Poi di punto in bianco mi lascia, senza un’avvisaglia, senza una discussione, senza spiegazioni. Mi ha soltanto detto che l’avevo ferita in tutti questi anni negandole un figlio. Si è trasformata, mi ha rinfacciato anche lei ogni minima cosa. Ed io come te in ogni cosa che mi diceva ricevevo un pugno nello stomaco. Si perchè non si può vivere per anni con una persona vedendo che tutto va a gonfie vele e poi ti viene rinfacciata ogni cosa, ogni cosa che prima non era un problema, ogni cosa che prima andava bene. No così si uccidono le persone. Mi rendo conto di come stai perchè anch’io sto come te. E’ facile dire reagisci. Ma come si fa a reagire di fronte a cose come queste ? Contro chi combatti ? Ti rendi conto che non puoi più credere a nulla. Soprattutto leggendo storie come la tua che somiglia molto alla mia. Allora ti convinci ancora di più che è così che va il mondo. Pieno di falsità anche da parte di chi ti sta più vicino. Ciò in cui credi viene spazzato via in un attimo. Tanti anni di vita insieme spazzati via come un uragano. E poi la colpa è solo tua perchè come a te, anche a me hanno detto che negare la maternità ad una donna è peggio di un tradimento. Ma io non credevo di commettere un simile scempio perchè se mia moglie mi avesse detto a chiare lettere che il suo obiettivo primario era la formazione di una famiglia avremmo affrontato l’argomento in maniera diversa. Tante cose si possono non desiderare o non volere per tanti motivi. Un figlio come hai sostenuto completa la coppia ma può anche allontanare. E non è vero che un figlio deve essere per forza desiderato e con la stessa intensità da entrambi. Quanti figli sono nati senza essere programmati o per una pillola che non ha funzionato o per un preservativo rotto o semplicemente perchè si stava facendo l’amore ed è andata così ? E nonostante tutto coloro i quali sono diventati genitori in questo modo hanno espletato la loro funzione genitoriale così come doveva essere fatta…con tanto amore. Così come invece ci sono stati figli nati da coppie che li desideravano e che alla fine sono risultati figli di nessuno perchè trascurati da una o entrambe le parti. E allora io e te che pur avendo un’idea diversa, abbiamo capito, abbiamo riflettuto, abbiamo pensato che probabilmente non era giusto….
…dedicarsi solo alla coppia. Noi che alla fine abbiamo capito veramente l’importanza di una famiglia e abbiamo rivisto le nostre posizioni. Perchè noi siamo stati scaricati quasi fossimo rifiuti dell’umanità, gente egoista che pensa solo a se stessa ?
A noi che abbiamo pensato qualcosa di diverso non è concesso di riscrivere la storia. Abbiamo pensato male ? Paghiamo ! E a caro prezzo.
Spesso intervengo su altre storie qui nel forum dove vengono descritte storie d’amore in cui emergono situazioni più o meno gravi Vengono perdonati tradimenti, ci sono persone che sfasciano famiglie con figli. Tutto è lecito, tutto è perdonabile. Noi no abbiamo commesso qualcosa di infamante.
Ti sono vicino e ti comprendo. E complimenti di nuovo a Luna e Aleba, siete splendide.
Ciao Fabrizio
Non so cosa dirti. Sono veramente colpito dalle affinità tra la mia e la tua storia. Mi dispiace per come ti senti anche se mi solleva un po’ sapere che non sono l’unico che ha avuto un simile comportamento e un conseguente trattamento.
Mi pare di aver capito che hai letto diversi post. Per cui non sto qui a ripeterti tante cose. Credo tu le conosca. Da quanto tempo ti sei separato ? Mi pare di capire che non è una cosa recente.
Non so tu ma io ho perso la cognizione del vivere, perchè la separazione ed il modo in cui è avvenuta ha distrutto ciò in cui credevo. Nella vita tutti possiamo sbagliare ed inoltre esistono sbagli e sbagli. Nè io nè te credo abbiano mai tradito la fiducia di nostra moglie eppure ci ritroviamo a pagare un conto salatissimo per aver espresso una nostra idea seppur non condivisibile ai più.
Purtroppo a me personalmente mia moglie manca tantissimo. Hai voglia a dire che morto un papa se ne fa un altro, per me non è così. Se ami ami e il sorriso di una persona che ami davvero te lo ritrovi sempre stampato davanti nonostante ti abbia fatto del male.
Scusa una domanda ma…sei sicuro che tua moglie non abbia un altro ? Perchè alla fine la mia ce l’aveva e il mio forte dubbio sta nel fatto di sapere cosa sia successo realmente nella sua testa. Se è stato il problema del figlio ad allontanarla da me e a spingerla nelle braccia di un altro o se, come tante, si è solo innamorata di un altro. Non che una cosa sia migliore dell’altra.
Una domanda che in molti fanno a me: ma tua moglie ha mai manifestato malesseri, stanchezza, nervosismo o quant’altro ?
La mia no. Io non me ne sono accorto. Ma lei mi ha accusato del fatto di non averla considerata.
Mi farebbe piacere continuare il discorso con te.
Ciao
ciao Fabrizio, benvenuto, anche se ovviamente mi dispiace per la ragione che ti ha condotto qui. Senti, io credo che la frase ‘negare la maternità a una donna è peggio di un tradimento’ voglia dire apparentemente ‘tutto’ e niente. E te lo dice una donna. Che però non vede l’uomo unicamente come un dispensatore di un diritto femminile nè pensa che la questione sia tanto ovvia che lui per forza deve dire di sì e per forza dire di sì farà di lui un padre modello e consapevole nè per forza l’incertezza di lui è una prova di disamore o un torto fatto per mancanza di sensibilità. Avendo parlato con donne nel corso della mia vita poi so che anche loro fanno un loro percorso individuale rispetto alla maternità o meno, sentono quando o non sentono ancora quando, e di per sè volere un figlio non è prova nè di maturità, nè di altruismo, nè di apertura mentale, nè di maggiore sensibilità verso il figlio, il partner o i compagni di classe del figlio o i poveri. Perché dico questo? Perché anche la donna che vuole un figlio, a cui viene detto di sì, forse o no, che diventa madre una o cinque volte può essere egoista, sbagliare modo di porsi, avere un carattere drek, gestire male le situazioni di coppia quanto un uomo, avere le sue paranoie, insicurezze etc etc. E’ vero che gli uomini hanno grosse difficoltà a poter capire cosa significhi una gravidanza e anche il rapporto simbiotico necessario tra un neonato e la madre, è vero che ci son padri più presenti e empatici e sensibili e partecipanti di altri. Con più senso di responsabilità o meno. Però comunque oltre a fisiologia, ormoni, istinto oltre alle categorie madre/padre donna/uomo esistono gli individui. Allora è comunque l’individuo tua moglie che ha vissuto il vostro rapporto, la questione, come ha posto la questione con te, perché l’ha posta in un certo modo o in un altro a modo suo con sè e con te. O fdc. Con ciò non voglio dire che non possa essersi sentita frustrata e non so come abbiate realmente entrambi gestito e vissuto la cosa. Ma quando diciamo che l’altro non è in ascolto su noi noi siamo in ascolto dell’altro? Non sempre avviene e può succedere
con chiunque, amico, madre, padre, compagno, moglie, fratelli. E su qualsiasi questione. Ognuno di noi è un mondo, peraltro non statico. Ognuno di noi può trovare tollerabile o intollerabile ciò che viceversa non lo sarebbe per un altro, anche a seconda del suo sentire contingente, per il significato che dà a ciò che gli accade intorno. Ciò non vuol dire che siamo in balìa, ma che cmq non dipende solo da te o fdc come hanno reagito le mogli. Forse mi è troppo difficile spiegare questo concetto, purtroppo. – FDC, alcuni si fanno le paranoie per farsele, di default, ma non vedo nulla di eccezionale nel fatto che due che in un tempo sentono di stare bene insieme non se ne facciano e che invece quando uno va in crisi o entrambi si guardino le cose nei termini che dici. La tua visione di 40-50anni fa è edulcorata. A parte che la gente può anche brontolare ma amarsi molto e stare bene insieme, i problemi c’erano o non c’erano anche una volta. A parte che la psicanalisi non è nata dieci anni fa, gli dei dell’olimpo riflettevano anche gli umani casini. Lungo discorso, sociologico. Potremmo anche farlo, ma la verità è che stai male per la TUA storia, e peraltro ti capisco. FDC, ‘morto un papa se ne fa un altro’ tipo ‘chiodo schiaccia chiodo’ è ovvio che ti pare na strun..zata. Pare presupporre che neanche rielabori la fine di una lunga ma soprattutto importante relazione e l’indomani trovi una sostituta. C’è gente che ci prova pure con ovvia frustrazione o per terrore del vuoto o chi inciampa davvero sul grande amore a breve distanza anche se non lo cerca. Normalmente le persone accusano il colpo, si sentono in centrifuga, rielaborano, ritrovano se stesse e poi si riaprono. Anche perché col tempo acquistano più obiettività anche sui poli negativi rispetto a chi gli ha tirato un megapacco o li ha trattati da estranei oltre a sbagliare a sua volta. FDC, io non ho bisogno di spazzolare per sapere che la persona con cui ero quasi 20anni è stata importante e perché, nè per sapere cosa mi piaceva di lui e di noi. Io non ho una rabbia e o una delusione che negano ciò che di positivo ho vissuto, sentito o pensato. Ma non son rimasta inkaz o delusa per delle mie prese di posizione e non è suo cugino che mi ha deluso, trattata in un certo modo o incasinato pesantemente l’emotività e la vita, è lui. Di lui stimo una serie di caratteristiche e non le nego, e comunque entrambi potevamo fare meglio, ma avevamo un grande amore, per quel che ne so, una vita serena anche costruita insieme, 10anni erano volati, ci capivamo con lo sguardo a cento metri in mezzo a una folla e quando lui ‘ha dato di matto’ stavamo iniziando un periodo ancora più sereno della nostra vita, come coppia e quindi anche come individui. Poiché per me i sentimenti e la serenità sono un valore ed eravamo due ‘privilegiati’ in tal senso ed è lui che ha iniziato a fare casini, e poiché comunque è stato un ‘privilegiato’ perché io so di avere avuto molta pazienza e disponibilità (e non affrontando le cose dando per scontato o pensando che doveva leggere nella mente) io non son delusa perché è finita (quello è stato un dolore viscerale) ma dal modo in cui lui si è rapportato con me, noi due, una relazione di tale portata e l’esistenza, almeno per ciò che concerne ciò che riguardava noi e anche me con conseguenze che hanno investito la mia vita. Potrei parlare di stima. Ma non riguardo un episodio o una questione, se pure importante, un sì o un no. Nè una serie di banalità che si accumulano. Ma stiamo parlando di adulti. Gli adulti anche sbagliano, possono non capirsi, vivere una crisi personale e di coppia. Ma c’è un limite. Un limite è che da adulto devi sapere che separazione, divorzio, mettere su un’altra casa, son cose ‘estreme’ e che creare disagi ulteriori a una famiglia che sta attraversando lutti, problemi di salute, una famiglia che è stata cmq in parte anche la tua, invece semmai di portare convergenza di energie e collaborazione emotiva una differenza la fa. Ragioni per essere incaz o delusi possiamo trovarle anche entrambi, ma io stavo dando valore ai sentimenti, a lui, noi, alla serenità, alla costruzione come te quando tua moglie è scappata. E io so che come te per anni ho dimostrato di dare valore anche se mi aveva tolto la nostra serenità e anche se invece di poter pensare alla nostra casa, e essere in generale più tranquilla, relax e felice e quindi investire meglio le mie energie anche nello studio, lavoro ne ho invece dovute disperdere a vagonate.
Ciao Luna
Mi è piaciuta la tua analisi. A parte il fatto che ne avevo lette qui.
Mi pare tu abbia meno di 40 anni, io ne ho un po’ di più, 48 compiuti da un po’. Vorrei farti una domanda. Sapere come ti senti ora dopo la fine della tua relazione. No perchè io è da un po’ che mi sono separato, già due anni. Ma onestamente non riesco a fare nulla. Credo di sentirmi un po’ in simbiosi con fdc. Sarà depressione ? Non lo so. Pure io mi trovo in sintonia con fdc quando dice che forse depressione non è ma solo essere “morti dentro”.
Nonostante non riesca a perdonare a mia moglie il fatto di essere scappata mi rendo conto di aver agito con immaturità riguardo alla questione relativa al figlio. Mi sono sentito un po’ una specie di peter pan, un uom che non voleva crescere, almeno su certi aspetti.
Io ho un gra vuoto dentro, un non più voglia di fare le cose. La mancanza di un punto di riferimento. Un punto di riferimento che non è facile da ritrovare in un’altra persona.
Non so se per te è lo stesso. E’ unconfronto che ti chiedo.
Ciao
Ciao Luna, Ciao Fabrizio
Fabrizio, anche io mi sento un po’ in simbiosi con te. Perchè anch’io sto come te. Ho perso l’interesse per tutto. Credo che quando per anni si costruisce un amore e a questo amore ci si lega sia davvero difficile ricominciare.
Un affetto un amore non lo ritrovi dietro l’angolo, soprattutto quando hai amato davvero. Io personalmente mi sento spaesato. Mi manca mia moglie e la vita che facevo con lei. E onestamente non è facile trovare una persona che colmi il suo vuoto. Anche se la vorrei. Per molti è facile. Ti dicono: rifatti una vita. Quasi fosse una formula matematica. Quasi come fosse uno schioccar di dita. Ho provato ad uscire a conoscere gente ma mi fa l’effetto contrario, mi infastidisce perchè vedo che non è la stessa cosa e paradossalmente mi fa mancare ancora di più quello che avevo prima.
Io non so dove hai sbagliato tu Fabrizio, non conosco a fondo la tua vicenda. Certo è che abbiamo commesso un errore a non creare una famiglia a prescindere di come sarebbe andata. Come dice Luna non c’è una regola nel fare figli o meno. Però la vita va in un certo modo. E noi possiamo modificarla fino ad un certo punto altrimenti ne paghiamo le conseguenze. Certo con i figli avremmo avuto i nostri bei problemi. Proprio ieri sentivo un io amico che mi stava facendo accapponare la pelle dalle preoccupazioni che mi raccontava, da ciò che gli combinava il figlio. Purtroppo viviamo in un epoca dove tutto è amplificato. Hai voglia che parliamo ma i nostri genitori, i nostri nonni non è che si preoccupassero granchè quando pensavano di fare figli. Non è che si ponessero tutti i problemi che ci poniamo noi. Se pensiamo ai nostri bisnonni….facevano i figli in quanto…forza lavoro. Noi invece ci preoccupiamo se a 40 anni staranno ancora senza lavoro. Dovremmo intavolare un altro discorso e affrontare quello relativo ai giorni nostri. Certo è che la nostra epoca non aiuta i valori, anzi tende a distruggerli in nome del progresso (????!!!!)
Ciao
LUNA: ma dal modo in cui lui si è rapportato con me, noi due, una relazione di tale portata e l’esistenza, almeno per ciò che concerne ciò che riguardava noi e anche me con conseguenze che hanno investito la mia vita. LUNA, riscontro sempre similitudini che mi colpiscono tra la tua storia e la mia.
FDC: “Sotto la vostra rabbia, sotto la vostra delusione se spazzolate bene la brace c’è ancora” Secondo te perchè sono qui ancora a scrivere? perchè ogni giorno ci sono pensieri dentro la mia testa che sono rivolti al mio ex? Quando penso a lui penso anche “gli voglio bene” Lui è l’uomo che ho accolto globalmente, l’uomo con il quale sono diventata donna, l’uomo che ho amato nei suoi momenti peggiori, nella disperazione e nella gioia. Io ero sempre lì. Ciò che mi fa più male è che lui lo nega, lo nega perchè se ammettesse non avrebbe alcun motivo per odiarmi e dovrebbe riconoscere di essersi comportato da mostro con me approfittando del fatto che io c’ero. Lui aveva bisogno di un aiuto competente terapeutico, ma ho dovuto ricorrerci io per capire che decidere di salvare me stessa non voleva dire non amarlo. Salvando me stessa ho salvato mia figlia…i bambini non devono crescere nella bambagia ma neppure pensando che la vita di coppia sia un dramma quotidiano. La vita di coppia è fatta di condivisione serena, di confronti anche accesi ma sempre rispettosi della dignità, il bene non si compra e non si vende, il bene si coltiva, si nutre con la cura. Ma se non è reciproco? Allora ti svuoti come un oleodotto pieno di falle. Chiedi tempo e risorse per riparare i danni ma ti vengono negati, viene negata addirittura la presenza delle falle e viene fortemente contestata la carenza di afflusso. OK ho detto basta, è tutto scritto nero su bianco ed è incontestabile, neppure il tempo potrà cancellarne la memoria…perchè è scritto.
Fabrizio, ciao. Hai fatto bene ad intervenire. Raccontarsi fa bene, aiuta sempre ad alleggire i propri pesi e anche quelli di chi ascolta. Mi colpisce nella tua storia, come in quella di FDC, che prima della fuga delle vostre mogli non ci siano state discussioni serie…è mancato il confronto cuore a cuore. Le vostre mogli vi hanno informato, semplicemente informato di una decisione che hanno maturato da sole in base a stati d’animo e bisogni che non hanno mai manifestato o che non hanno manifestato con decisione sottolineandone l’importanza per loro stesse e per la coppia.Hai ragione Fabrizio,i figli dovrebbero arrivare naturalmente ed essere accolti con amore ogni volta.Ma oggi la società esige che sia tutto programmato e si programmano pure i figli.Ogni individuo se programmare o se accettare ciò che viene.C’è una coppia in paese che hanno 11 figli.Tutti arrivati quando lo ha deciso madre natura.Ma che sia programmato o per volontà di madre natura, si parla della questione figlio e se ne parla seriamente.Pur volendo figli,non tutte le donne sono disposte a farne 11,MA non possono decidere unilateralmente di prendere la pillola.
Voglio dire che comunque avere figli o meno è un argomento che richiede il massimo approfondimento nella coppia. Un figlio oggigiorno può capitare solo tra adolescenti poco informati (se ce ne sono ancora) ma tra adulti il problema ormai è “cercare” la gravidanza dopo che si è aspettato per anni il “momento giusto” per la coppia. Allora si va dagli specialisti perchè la fertilità è diminuita. Quindi è evidente che se non se ne parla non si può capire quale sia il momento giusto. Voi, FDC e Fabrizio, vi siete sposati dicendo chiaramente “io non voglio figli”…avete commesso l’errore di pensare che la vita è uno status quo permanente, mentre la realtà è che la vita è un cammino e che tutto è in costante evoluzione. Ce lo insegna la natura, anche le montagne cambiano morfologia. Le vostre mogli hanno commesso l’errore di pensare che “non fare figli” poteva andargli bene per sempre questa è una scelta che va contro natura per una donna. Poi hanno sbagliato ulteriormente non manifestando il desiderio di maternità.
Io ho discusso fino allo stremo con il mio ex per cercare di convincerlo a prendere un cane. Lui ha persino tolto il cancello perchè io non potessi portare a casa un cane contro la sua volontà. Ho discusso per giorni pregandolo di non abbattere i ciliegi trentennali di mio suocero, lui li ha tolti lo stesso e ne ha fatto legna da ardere perchè voleva solo prato nel suo giardino. Io ero pronta da tempo per avere dei figli, lui aveva sempre dei motivi contro e voi che avete letto la mia storia, ben sapete che non voleva figlio perchè temeva di perdere il suo patrimonio e lo ha dimostrato ampliamente. Però non è che io non ne parlassi, anzi. L’unico modo in cui poteva farmi chiudere nel silenzio era quello di aggredirmi. Ma tu butti tutto alle ortiche dopo che ci hai messo l’anima ? SI AVREI DOVUTO. Eppure quando ci sei dentro aspetti ancora un giorno, una settimana, un mese e i mesi diventano anni e intanto aumenta il passato e si accorcia il futuro. Questo non capisco delle vostre mogli, non hanno lottato. Se è vero quello che dite che MAI vi hanno messo con le spalle al muro, allora penso che non avessero un’idea chiara su ciò che vuol dire famiglia. Hanno pensato al frugoletto da tenere in braccio e sfoggiare con i vestitini carini..perdonatemi se vi sembro cruda, ma ne conosco di donne così. Non dico che non avrebbero amato e accudito, ma cribbio! Per questo non capisco il fatto che voi quasi “veneriate” le vostre mogli. . . mentre io che ho messo sempre le carte in tavola, io che ho dato tutto a livello emotivo, temporale, ed economico, che sono rimasta sempre anche quando mi prendeva a calci il cuore . . io che ho dovuto stravolgere tutto per capire cosa fosse rimasto di Aleba, io che ho rinnegato i miei sentimenti verso di lui per trovare il CORAGGIO DI CHIUDERE…perchè io non ho avuto neppure quella goccia di amore che mi serviva per dissetarmi, per credere che c’era qualcosa oltre il deserto in quell’uomo?? mah. loro sono dee!
Ciao Aleba
Sai cosa mi colpisce e in un certo senso mi fa rabbia ? Il fatto che tu dopo tutto quello che hai subito provi ancora del bene (io direi qualcosa di più per tuo marito) quando invece io sono stato definitivamente cancellato dalla mente e dal cuore di per me era la persona più importante della mia vita.
E tutto questo per aver avuto un’idea, solo un’idea seppur sbagliata sul discorso figlio. Per non essermela sentita di formare una famiglia. Per aver avuto delle paure, legittime o meno, sulla messa al mondo di un essere umano.
Ripeto ancora Aleba, mia moglie mi ha chiesto più volte un figlio ma…io ho fatto muro. Ho messo al primo posto la nostra vita di coppia non pensando, assolutamente non pensando che il mio rifiuto significava allontanameneto da parte sua.
Forse hai ragione, mia moglie non ha lottato. O forse ha lottato a modo suo fino a che ha trovato qualcun altro che forse la renderà felice.
Non conosco la moglie di Fabrizio, non so se sia una dea. Nemmeno la mia lo è. Ma credo sia stata una brava moglie, almeno fino a quando è stata con me. Poi mi ha vomitato addosso di tutto. Cose che non credo avrei meritato. Ho fatto un errore e mi sono pentito più volte. Lei invece mi ha trattato come se fossi stato un delinquente.
Purtroppo non sto nella sua testa. Forse non ci sono mai stato, altrimenti non sarebbe finita così. Mi spiace tutto questo e cis to male. Mi chiedo solo se è davvero giusto soffrire così quando al mondo c’è gente che va avanti tranquillamente avendo commesso un mare di errori e andando avanti con falsità.
Ciao
Qualsiasi cosa io provi per il mio ex ormai non ha più senso.
Per capire dovrebbe subire qualcosa del tipo “folgorazione sulla via di Damasco”. Le prese di coscienza sono troppo difficili e le persone, alcune persone, per orgoglio respingono i doni più belli.
Cara Aleba, ennesima dimostrazione che se il tuo ex fosse “folgorato a Damasco” lo riabbracceresti.
Sei un esempio di Amore, quello Vero, quello che oggi è come un ago in un pagliaio.
Invidio il tuo ex.
Ciao
ciao, FABRIZIO, passo più tardi per rispondere meglio al tuo post. Avrei una domanda da fare ad entrambi: le vostre mogli vi hanno mai detto di portare questo problema, quello della diversa opinione sul figlio, o cmq quello di una crisi da un terapeuta? Singolarmente o in coppia. A FDC vorrei dire: non ricordo ora la tua frase esatta, ma quando dici ‘non ci si può opporre al divenire delle cose’ in sostanza dai per scontato che il divenire fosse uno, a parte per schema (le coppie fanno figli. Ma anche ‘le coppie fanno figli quando lo vuole lei, che sia dopo 5-10-15 anni e lui in quel preciso istante dovrebbe dire sì). Ma rifiuti l’idea che il divenire si fa in due. Che il modo in cui una persona si pone/pone la questione (nel tuo caso dici, di lei, poco chiaramente) e come reagisce all’altro anche fa parte di quel divenire. Il fatto che tua moglie non abbia posto con maggiore evidenza (a tuo dire) la priorità della questione e il fatto che non abbia palesato che la coppia era a rischio, il fatto che abbia spostato una questione così importante (tanto da mettere in dubbio l’unione e chiuderla) fuori dalla coppia invece che usare le sue energie all’interno, che non abbia accolto i tuoi dubbi per ciò che erano anche considerando altre ipotesi più costruttive, per voi come coppia, di fronte ad un momento di non totale andare in parallelo, il fatto che si sia arresa durante una crisi che riguardava un aspetto che coinvolgeva entrambi invece di lavorare insieme sul problema, secondo te fanno poco parte di quel ‘corso delle cose’? Secondo te questa teorica linea retta che porterebbe da voglio un figlio a lo abbiamo è stata zigzagante e si è persa verso un altro punto solo per opera tua? E parlando di ‘corso delle cose’ al di là che questo corso non ti piace e ti fa soffrire come fai a sapere con certezza che il corso delle cose, a cui non si può opporsi, fosse la separazione? Cosa che non ti piacerà. Ma come coppia siete arrivati da un avvocato e non avete superato un momento che aveva molte altre versioni.
Ciao a tutti,
Conosco molto bene il sentirsi “morti dentro” che porta la fine di una relazione, di un matrimonio ; verissimo da fuori ci viene detto reagisci e ci sembra il classico facile e sommario consiglio fatto di chi non e’ dentro la situazione.. Per di piu’ se anche ci si impone di guardare avanti, ogni piccolo micro momento positivo, ogni lieve sorriso arriva con l’amarissimo retrogusto del senso di colpa, si perche’ ci si rende conto che l’altra persona non e’ piu con noi a condividerlo, e tutto riemerge e riaffiora con piu forza.
Secondo me il tutto e‘ legato al fatto che pur avendo analizzato fino all’inverosimile quanto successo, di fondo resta il non aver accettato il presente.
Legare tutto alla mancata scelta di fare un figlio, duplicando l’immagine di Vostra moglie con un prima fatto di anni felici e meravigliosi ed un dopo in cui si e’ trasformata in un persecutore che non lascia spazio al perdono / al dare un’altra possibilita resta, secondo me, una falsa chiave di lettura.
In realta Vi e’ solo una persona(prima e dopo), una persona che aveva anche negli anni piu’ felici, quella fragilita o limiti che sono emersi nel momento di difficolta legato alle diverse visioni di una scelta di coppia importante.
E forse ancora piu’ importante vi erano dei limiti latenti (e quindi gia presenti) nella comunicazione a due , che sono emersi solo quando e’ arrivato un ostacolo piu’ grande dei precedenti.
Dare tutta la colpa al non figlio, pur avendo un prezzo da pagare altissimo rende possibile non scoperchiare il vaso di pandora.
Ma se non si accetta il presente (con i i vostri cammini che si sono divisi) ci si infligge un doppio torto : si nega il futuro ( (il non vivere dell’impossibilita di riavere un quotidiano a due) ma allo stesso tempo si svuota di significato anche il passato.
Si resta cosi, convinti di aver vissuto per anni un’illusione, e una volta risvegliati di avere di fronte a se un grigio domani vuoto ed incolore.
Ritengo che,accettare che per quanto importante e fondamentale una relazione possa finire(a volte anche subendone unilaterlamente la fine) ci dia la possibilita di fare propri sia il dolore sia i momenti felici e importanti passati.
Myskyn: Dare tutta la colpa al non figlio, pur avendo un prezzo da pagare altissimo rende possibile non scoperchiare il vaso di pandora. Condivido pienamente, sottoscrivo.
FDC, gli ho dato tante opportunità che poche donne avrebbero concesso. Per me l’importante era la nostra famiglia, costruirla, nutrirla, proteggerla. Per lui l’importante era vendicarsi del mondo intero e sbattere in faccia a tutti quelli che da piccolo lo avevano considerato un fallito, il suo bel patrimonio nuovo di zecca.
Non mi va di pensarci oggi.
Condivido con Myskyn, andare avanti non significa morto un papa se ne fa un altro…anzi può darsi pure che non ci saranno più papi l’importante è non mettersi gli occhiali rosa per guardare il passato.
Bacioni a voi
myskyn, ciao, quoto il tuo post. Il punto è anche si tende a interpretare la frase ‘rifatti una vita’ come ‘rifatti una coppia’. In realtà anche se alcuni la dicono davvero così il senso è un altro e più ampio secondo me. E puoi pensare alla coppia quando ti sei ‘riaccolto’ tu. Quando ti sei messo nell’ordine d’idee che non guarirai in un giorno dal male d’amore, ma che indugiare nel passato, in parte anche rifiutandoti di guardare avanti, non farà tornare il passato. Tra l’altro sarà banale ma bisognerebbe amarsi almeno quanto amiamo un’altra persona. E amare più di noi stessi chi manco ci ama diventa un’idiozia. Ciò non significa che non si soffra, perché si soffre e ci vuole tempo. E stare male perché qualcuno a cui abbiamo voluto bene e in cui avevamo fiducia ci ha lasciato, non ci ama, ci tratta male è umano e ci sta. Ma diverso è investire noi stessi, quei noi stessi feriti, abbandonati e vilipesi pure nell’idolatrare, adorare chi se ne frega, anche di come stiamo. Si può voler bene dopo che è finita, e il vero amore conserva il senso del bene. Ma anche il bene è reciproco. Si coltiva. Qualsiasi tipo di rapporto. Di civiltà o estraneità. FDC, tu vuoi che ALEBA ti dica che se lo riprenderebbe per pensare se lei riprenderebbe te e per darti una ragione per non mettere in conto di tornare a vivere? Aleba ha amato moltissimo il suo ex, ma tra dieci anni preferirei saperla serena e felice che in attesa perenne di una folgorazione damascata. E non penserei che ha amato meno e meno veramente perché il seguire il fluire della vita l’ha portata in una direzione, saprebbe lei quale, di serenità e pienezza. Amare è tante cose, ma non è non vivere aspettando la folgorazione di qualcuno che pensa di essere sulla strada giusta dividendo la sua strada da noi, trattandoci male, non coltivando il rapporto. Aveva molto più senso in teoria per come la vedo io l’attesa di un percorso di un uomo che c’era, lì con lei, che la tua di una donna che ha fatto tutto da sola e se n’è andata e ribadendo per anni e dimostrando per anni di non esserci e di fregarsene del rapporto. Avrebbe più senso in teoria perché per lei non lo ha avuto. E alla tua ‘folgorazione’ -che chiamerei percorso
ha tirato dritto. Anche perché, forse, era molto più concentrata su sè che su voi e su te per interessarsi realmente a cosa stava succedendo anche prima, non solo durante la folgorazione, e dopo, in te e in voi. Perché vedi, FDC, se desiderassi un figlio da un uomo che amo capire bene, ma veramente bene perché mi dice no per me un’importanza l’avrebbe. E perderei (investirei) il tempo non solo a dirgli alquanto chiaramente perché sì, ma anche a capire perché no. Perché per me non è un assioma che uno o una dice no solo per peter pan o per egoismo. E anche del peter pan si può parlare. Prima di andarsene. E se me ne vado due anni son lunghi per riflettere, e anche il momento in cui le questioni pratiche, case diverse, separazione non capitano a caso, ma le vivi. Smettere di vivere il presente non ti ridarà il passato. E se inconsciamente userai il passato per tentare di proteggerti dalle incognite del futuro la tua stessa vita non ti domanderà il permesso per andare avanti comunque. Anche da sonnambulo. La fine di un amore, di una storia importante è devastante. Ci vuole tempo. Ma quando scrivi quella cosa ad aleba sembri cercare giustificazioni al fatto che pensi che solo pensare di poter tornare a vivere sarebbe sbagliato. Non sei pronto per un’altra storia, stai male, la botta è stata enorme. Ma pensare che il vero amore si rifiuta di vivere e si lascia morire è sbagliato. Comunque ci vorrà tempo. Almeno mettiti dalla tua parte, cazzarola, invece che in quella di lei, voi, cupido. Non è che se lo fai ti verrà una lobotomia. Farai un percorso, il tuo, comunque. Ma rielaborerai. Anche ciò che ora è enfasi estrema, in surplus. Tu non lasci scorrere dentro di te la tua parte che guarisce, mi pare. Già è un casino trovare la fonte. Ma tu manco la cerchi. Perché ti sembra che non sia amare.
Io continuo a pensare che non solo si sta con un uomo (o una donna) che non vuole figli e lo afferma da subito perché si pensa che cambierà o non ci si pensa affatto, o per tale amore e abnegazione da sopportare per anni un no sino ad esplodere. Succede, certo, e comunque però si è protagoniste di aver accettato certe condizioni. Ma ci si mette con un uomo che afferma di non volere figli anche perché è l’uomo giusto per quella parte di sè (o la donna) che non ne vuole. Perché tra parlarne con possibilismo o non parlarne affatto o una persona che ti dice non ne voglio una differenza c’è. Come tra uno (o una) che palesa di volere una nidiata di pargoli sin dall’inizio o quando parla anche con altra gente davanti a te. Poi, certo, la vita porta anche a cambiamenti interiori, a maggiori consapevolezze etc etc. E a volte chi pensa di no poi di figli ne fa. Ma ribadisco che non vi hanno scelto a caso così. E credo che ammettere con loro stesse che ha avuto dei vantaggi questa vostra posizione, per anni, o che hanno schivato a loro volta un discorso, indipendentemente perché, sarebbe stato più onesto. Il fatto che il mio lui non fosse uno con la fissa del matrimonio a me è andato strabene. Non son mai stata una frustrata perché non ha chiesto la mia mano. Mai. Secondo me alcune mie amiche, che avrebbero vissuto la cosa ben diversamente, non ci credono, ma è vero. Idem se avesse parlato di pargoli a tutto spiano. E non era perché la convivenza mi pareva più peter pan o meno impegnativa, nè xké io sono erode snaturata. Tornerò su questo punto. Per quanto riguarda gli animali li abbiamo sempre amati entrambi. E pianto insieme qdo è morto il suo cane, nostro, di quando viveva dai suoi. Che avremmo avuto animali lo avevamo sempre detto. E lui sapeva quanto era naturale per me pensare di averne quando avrei vissuto ‘da sola’. Abbiamo salvato cani e tra l’altro lui è pure ‘magico’ nell’interagire con loro. Quando siamo andati a convivere ci son stati i problemi di cui già dissi. Lui ha tirato fuori dei lati appresi da sua madre e scaricato la sua ansia su ordine etc. Quando una notte ho trovato un cane lui ha tirato fuori quel lato lì. Ma l’indomani era con me a cercare i suoi padroni. E, potendo, era già diventato il cane suo. Anni dopo ho desiderato un animale in un momento duro della mia vita, e nostro. Me l’ha negato, impedito tra ansie e ripicca. Il significato era enorme per me. Non riassumo le rocambolesche vicende per cui son riuscita a prendere il mio cucciolo lo stesso. Ero via quando l’ho preso. Io poi però gliel’ho portato. Ed è stato amore tra loro. Non ho mai pensato che odiasse gli animali perché diceva no. E non mi ha neppure detto sì. Certo un figlio è un altra cosa. Non puoi fare un figlio da sola e portarlo a tuo marito. Ma puoi fare varie cose tra cui dire ‘questo penso e sento io, parliamone” e puoi anche dire ‘ti lascio da solo a riflettere, a sentire i tuoi perché’. Credo più a questo che a un ultimatum e un ricatto o una fuga. E’ vero, non sempre siamo in grado di fare la cosa ‘giusta’ o più assertiva che sia. Di errori ne ho fatti anch’io. Ma a me non stupisce che abbiate riflettuto su un tema come questo, rispetto a voi stessi, una volta rimasti soli. Anche se aveste comunque pensato ‘io un figlio non lo voglio’, perché ognuno ha diritto di darsi le sue oneste risposte. Mi stupisce di più che
amando voi e la relazione, una relazione importante, che funzionava, e avendo una certa maturità e anche un piano d’ascolto non meramente egocentrico -indipendentemente da chi ha l’utero e da chi mette il seme, perché genitori si è in due, e se voglio un figlio da un uomo perché è lui che amo è diverso da ‘voglio un figlio’. Per me è diverso, almeno! – non abbiano pensato di darvi un segnale chiaro, sì, e uno spazio per riflettere, in voi stessi, come uomini, individui, e identità eventuali di padri – ma PRIMA di chiudere. Se è così grave da pensare di andarmene prima di andarmene piuttosto mi sposto, ma dandoti anche la chance di pensare, riflettere. E non solo sul fatto che rischi di perdere me, ma su te stesso rispetto una questione così importante. Io la vedo così. E non sarebbe un ricatto, un ultimatum. Sarebbe dire la mia verità e permettere a uno di trovare la sua. Perché mi interessa un vero sì, forse, no. Mi interessa prima di chiudere. Mi interessa anche che uno sappia quello che fa quando mi dice un sì come questo. Che non possa mai dirmi, a meno di non pararsi le chiappe, ‘un figlio l’ho fatto per TE, ma non ero convinto’. Per il resto uomini e donne son fatti anche di dubbi e paure. E un figlio non è un astratto, come dice ALEBA. e un uomo che ammette di avere dei timori forse è quello che sarebbe più disponibile a capire i timori tuoi. Diffido dei superuomini e delle wonderwomen. Certo chi vive in dubbio perenne è inaffidabile, ma chi non ne ha nessuno può essere più superficiale che istintivo. Non avete sbagliato solo voi e se dovessi avere un figlio forse mi fiderei più di voi che delle vostre ex mogli. Io vivo tra persone non superuomini e superdonne che sanno cosa dire, e quel che voglio io, in base a un presunto diritto di natura (la natura umana è molto più varia e declinata in varie personalità) e la telepatia. Non sto dicendo che non potrebbe frustrarmi un no
Ciao a tutti
Intanto Luna ti rispondo io: no mia moglie non ha mai pensato di portare questi problemi da un terapeuta. Ti ripeto, mia moglie mi ha chiesto un figlio ma di crisi non mi ha mai parlato.
Si ricordo la mia frase, anche se non era proprio quella. Comunque si, intendevo dire che alla fine se ci si sposa, la logica conseguenza naturale è quella di mettere su famiglia. E sono d’accordo con te sull’analisi che hai fatto su mia moglie. Il fatto che Lei si sia persa non è certo colpa mia.
Dall’avvocato ci siamo arrivati non per mio volere. Io ho fatto di tutto per evitarlo. Su quello certo io non ho colpa alcuna.
Ciao Myskin, le tue prime righe rispecchiano abbastanza la situazione in cui mi trovo. Anche se in realtà mi sento molto peggio. Capisco il tuo discorso sul vaso di pandora. Può essere senz’altro così. Magari semplicemente Lei si è innamorata di un altro uomo, lo ha confrontato con me, ha messo insieme il discorso del figlio, ha tirato le somme e ha deciso di chiudere. Può senz’altro essere andata così la cosa.
Il problema ragazzi, e parlo per me, non so cosa pensi Fabrizio è che per me ormai è finito il tempo per alcune cose. Il figlio non l’ho voluto e ora ne sto pagando le conseguenze a prescindere dalla fine della relazione. Sto pagando le conseguenze e le sto pagando a caro prezzo perché comunque il percorso che avevo fatto su di me a seguito delle richieste di mia moglie aveva dato i suoi frutti. Nel senso che io oggi il figlio lo desidero. Non so Myskin se tu hai figli, non so quanti anni hai. Tu Luna mi pare che hai espresso l’idea che per te il figlio non era una priorità. Ma ora ? Come state messi su questo discorso ? Io purtroppo sto messo male, perché mi rendo conto che ho buttato gli anni migliori della mia vita a pensare e a ripensare su un qualcosa su cui non bisogna pensare troppo. Bisogna agire e basta. Io ci ho rimuginato sopra facendomi mille pippe mentali. E ora mi ritrovo senza un figlio e senza la donna che amavo.
Ecco pensateci bene. Ogni giorno mi trovo a combattere con questa cosa. A prescindere del fatto se sia vero o no che mia moglie mi abbia lasciato realmente per quel motivo. Anche se ci sono tutte le prerogative perché sia così, anche se c’è stato altro, anche se come dice Luna avrebbe potuto impiegare le sue energie a risolvere i problemi invece che cercare altro. Comunque avevo già 45 anni, un’età già matura per avere un figlio. Cosa dovevo aspettare ? La folgorazione di Damasco sul serio ?
Qui sta il punto ragazzi. E qui è difficile uscire oltre che dalla mazzata per la fine della storia.
Un abbraccio
FDC, capisco le considerazioni che fai, come ti poni la questione. Però se il tuo percorso è stato di un certo tipo è stato quello che poteva essere. E comunque non avevi neanche accanto una donna che ti ha posto la questione prima e diversamente. Andare a ritroso e dire che erano pippe mentali senza senso… Non ha senso. Hai fatto un percorso che per te ne aveva. Peraltro hai detto che quando c’era l’ipotesi di un figlio anni fa tu eri pronto ad accoglierlo assai più di lei. Io non avrei rinunciato ad un figlio neanche a 19 anni se fosse ‘capitato’ e neanche se avessi dovuto crescerlo da sola. Questo te lo dico perché lo so. Ma non ho cercato un figlio. E non perché pensavo alla carriera o sindrome di peter pan. Anch’io ho fatto un mio percorso. Sarebbe potuto accadere negli anni più vicini? Se fossero stati diversi probabilmente anche sì. Come no. Il mio percorso interiore comunque non è legato all’orologio biologico, a una folgorazione damascata, a minor egoismo, a più pippe mentali prima. Nel frattempo peraltro ho visto anche quanto avere un figlio non sia così facile, ho visto un’amica rischiare di morire di parto, gravidanze difficili, fecondazioni e adozioni intorno a me. Ho visto come amici si son vissuti le cose, più o meno uniti. Il concreto, non l’astratto. Ti ho portato esempi ‘faticosi’, comunque voglio dire che rispetto all’idea più ‘astratta’ di queste cose che puoi avere quando sei più giovane e vedi la gente col passeggino ho avuto anche una visuale più realistica e più dentro le cose. E ciò non è successo solo a me. Per realistica intendo anche in positivo, ma no ‘mulino bianco’ o standard. Anche queste cose mi hanno colpito, e non necessariamente pensando di non fare figli mai o di averne sei per non pentirmene.
in realtà il discorso mio è più complesso e insieme più semplice interiormente, perché è ‘de panza’. E’ anche un work in progress, ma va bene così. Perché per me un figlio non è un ‘astratto’, una folle pulsione che ti fa massacrare un marito o avere sempre ragione. Non è un punto di arrivo che dovrebbe dimostrare qualcosa a me di me, o ai parenti o alla società. E lo dico perché per alcune persone è così. Amano i loro figli, ma farli è connesso anche ad altri aspetti, loro. Anche perché tuo figlio lo conosci quando lo vedi, lo senti quando è dentro di te. Ma prima non lo hai fatto nascere perché te lo ha chiesto lui. Quindi è con te che ti stai rapportando. E dov’è scritto che un uomo che scioglie dei suoi dilemmi alla tua età sarà un padre peggiore di uno che fa un figlio a 30anni senza rispondersi? Sai quanti danni nascono dal farsi domande dopo? Domandalo ad una mia amica il cui compagno che pensava di sapere tutto sta scappando da un figlio “reale”. E glielo ha chiesto lui. Perché era ‘l’età giusta’. Non lo sai se non sarai mai padre. Oggi non lo sei. Per tre anni hai detto di sì ad una donna che si metteva le mani sulle orecchie. Col tempo potresti leggere la cosa diversamente da come fai ora. E a differenza di te anche se per certi versi posso pensare che io e lui, raccogliendo con spontaneità sinergici frutti di percorso di figli potremmo averne anche tre, penso c’è una ragione se così non è e essere separata senza figli non mi sembra peggio. E non per mere egoistiche ragioni. Non so se avrò mai figli, oggi 24 ottobre non lo so. Proprio perché un figlio per me non è un astratto o un mero compendio alla MIA identità. Discorso mio, in realtà molto più naturale e aperto. Anche all’adozione, per dire. Cmq FDC le pippe, forse, semmai te le fai ora. Hai questo frutto di percorso sbocciato dentro te? Ok, ne hai preso atto. A lei lo hai detto. E il troppo tardi chi lo ha stabilito? Ma secondo quali reali suoi perché? Hai tutta la “severità” e il suo giudizio e l’atteggiamento punitivo di lei riguardo un tuo percorso addosso, anche per gli egoismi suoi e scelte sue, anche per pippe mentali sue a josa. Se te li scrolli di dosso forse sarai anche aperto ad un senso più ampio del tuo cammino che ora non vedi. Avevi 45 anni, ne hai 3 di più, no 30 in più.
FDC: “Ogni giorno mi trovo a combattere con questa cosa”. Ti capisco!! Ma questo combattimento è praticamente insensato perchè è impossibile modificare gli eventi passati.. Ci sarà sempre una parte di te che si rammarica per certe scelte, che si arrabbia per le scelte di lei, ma farlo quotidianamente vuol dire rinunciare a vivere. Attento FDC, sei tu in questo momento che scegli di rinunciare, non è la vita che ti scivola via. Un giorno in sala d’attesa dal medico ho trovato una coppia. 83 anni lui, 65 lei. Mi sono ritrovata a parlare con quest’uomo che, dallo spirito che aveva gli avresti dato al massimo 60 anni. Lui mi disse: “ho trovato la donna della mia vita, l’amore vero 30 anni fa (quindi aveva 53), mi sono separato a 40 in mezzo a drammi di vario tipo che mi hanno insegnato che nella vita ci sono momenti in cui bisogna salvare il salvabile.” io gli ho chiesto cosa volesse dire e lui ha detto “come quando ti va a fuoco la casa, non stai a pensare ai ricordi, ai cimeli a quello che avresti dovuto fare, a quello che hai sbagliato…salvi quello che più conta che è sempre e solo la vita tua e delle persone che ami. Salvare il salvabile significa accettare che quando un evento drammatico ti sconvolge la vita e mette una croce su tutti i tuoi piani e sulle tue convinzioni, allora devi riconsiderare e capire che la vita è adesso, non ieri non domani. ieri è bruciato tutto, domani è ancora da scrivere .. oggi non lascerò che i drammi passati avviliscano la vita. Questo vuol dire”. La donna era malata, un tumore della pelle che stavano cercando di curare. Lei era molto più giovane, ma sembrava molto stanca.. e dovevi vedere quanta fiducia le dava il marito. AMORE
Ciao a tutti,
Fdc piccolo inciso rispetto a quanto mi hai chiesto, io sono vicino ai 40 anni e non ho figli, quindi rispetto alla tua implicita domanada, Si anagraficamente si puo dire che io abbia piu’ possibilita ma non credo sia questo il punto, e non lo dico per superficialita o boria(tra l’altro eta esclusa sono molti i punti in comune con la mia storia) ma perche credo fortamente non sia questo il centro.
Anch’io capisco bene le considerazioni che fai,ma Il punto e’ che 30 ,40 ,50 o 60 anni non fanno alcuna differenza se (cito Aleba )scegli di rinunciare a vivere : ” sei tu in questo momento che scegli di rinunciare, non è la vita che ti scivola via”
Vedi Fdc gira e rigira, al di la dei mille perche’, al di la dei mille se solo avessi detto, se solo avessi fatto… devi accettare quando successo, la separazione c’e’ stata.Tu stai rinunciando a vivere : nel tuo quotidiano di oggi, tu resti li, rivivendo all’infinito il passato, rigettando il presente (non puo’ essere vero : non a me, non a noi, non dopo tutti quegli anni cosi meravigliosi e felici) e proiettando un unico possibile futuro : una riconciliazione in cui ripartiresti come se nulla fosse successo.
E la disperazione di non poter ristabilire il passato cosi com’era, cancella qualsiasi altra considerazione, qualsiasi altro dolore.
Sai Fdc, ieri rileggievo i post meno recenti e ti invito a riflettere sul fatto che quando avete fatto un tentativo di riavvicinamento (e quindi il grido del dolore dell’aver perso tutto si e’ attenuato) tu sei riuscito ad ascoltarti ed ecco che erano uscite alcune domande, considerazioni, dolori (cito tue frasi):
“””A me sembra che questa donna sia ormai in forte confusione. Confusione con se stessa
Ormai non riesco più ad entrare nella sua testa per cercare di capire. Forse anche prima credevo di conoscerla a fondo ma probabilmente non era così.
ma vedo in lei come una sorta di cambiamento radicale. Prima mi dava serenità. Ora mi mette ansia
Mi ha chiesto un figlio, ciò che io prima non volevo e che “dovrebbe” essere uno dei motivi per cui lei mi ha abbandonato. Io sono d’accordo ma un figlio nasce dall’Amore di due persone. Quell’Amore che adesso in lei non vedo
Io ho sposato lei con Amore, amandola per quello che era, accettandola con i suoi pregi e difetti e non pretendendo di cambiarla. E così ho pensato di lei nei miei confronti, dato che era quello che mi dimostrava. Se lei è in confusione il problema è suo. Non l’ho portata io ad andare in confusione. Se aveva qualche problema con me, qualcosa che non le andava bene, poteva parlarne discuterne. Cosa che lei non ha fatto. “”””
Poi pero’ il tentativo e’ naufragato ed ecco che tutte queste considerazioni sono scomparse, completamente azzerate. E sei tornato indietro di tre anni…. di nuovo hai smesso di ascoltari, vedi solo il dolore di quanto perso.