Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
di
aleba
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso
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Ciao FDC. Le sensazioni che descrivi in chiusura mi sono alquanto chiare. So. Il tempo è una variabile che si aggiunge al senso di spaesamento/nostalgia, etc. Intendo dire che non serve essere stati insieme 20anni per sentirsi come dici. Conta come ci si è posti nei cfr di una persona, dei progetti, della storia, delle aspettative, dei sentimenti, del senso di fiducia, complicità e ‘eternità’. Di per sè il tempo non basta, conta come hai vissuto le cose e/o a che punto eri. Neanche mio ‘zio’ avrà potuto resettare del tutto, suppongo, 40anni con sua moglie, due figli, una nipote, tutto un mondo di abitudini, affetti e ricordi, luoghi. Formalmente lo ha fatto, è sparito da 3 anni, ma i ricordi li avrà. Però li legge come chi un’altra vita se l’è fatta eccome. Anche se all’inizio sarà stato spaesato, la spinta ad andarsene è stata maggiore. Quindi, di per sè, il tempo non basta. E’ un problema in più, certamente, per lo spaesamento di chi resta, di chi sta dalla parte tua. E mia. Il fatto è che il solo modo per ricominciare a vivere è farlo. Anche cambiare delle abitudini e accettare che siano cambiate. Non conservare un luogo identico, in attesa, come se fossero passati 3 minuti (cambiare la fisionomia della casa, i mobili della camera da letto anche è stata una cosa stra-sana
che i suoi figli han fatto per mia ‘zia’, che non si è opposta, sentendo che era meglio così), conoscere gente nuova e frequentando quella ‘vecchia’ smetterla di parlare sempre di lei, del passato, cercare/trovare un pretesto per nominare chi non c’è, fare le stesse domande rivolte all’indietro e avere le stesse, anche banali, ad un certo punto, risposte. Non banali per chi vive quelle risposte, ma anche ovvie. ‘si vede che era tardi’, cosa che trafigge te. Ma cosa potrebbe dirti razionalmente qualcuno? – buttare via foto e filmini o almeno spostarli davvero, chiuderli a chiave. Ciò non guarisce in 5 minuti, ma aiuta più del contrario. Alzare lo sguardo e tentare di starci davvero nel presente. No nel futuro ipotetico, nel presente. No nel passato ipotetico. Per il resto ha da passa’ nuttata, sconti non ce ne sono, ma ci si può fare peggio invece di meglio, anche nella notte. Se qualcuno dice così ti fai male non è che non capisce. Sul fatto che le donne spesso si aspettano che l’altro capisca, beh, rimane un errore se una persona, uomo o donna, lo fa. Microscopico o macroscopico a seconda di cosa si tratti. Nel caso di un figlio e di un legame importante non mi sembra microscopico nè un semplice dato di fatto di genere. Mi sembra quantomeno una altrettanto pesante concausa.
comunque se lei è giù dal piedistallo inizia a concentrarti sul tuo recupero, davvero, invece di usare energie per chi ti ha abbandonato e dato pesantemente addosso. Tu non hai capito? Hai detto no? Ci son mille modi di reagire anche a questo. E andarsene nel modo in cui ha fatto etc è un dato di fatto. Lo ha fatto lei. Fa male, ma è cosí. E anche lei, mi pare, non ha capito te. Stai scivolando sempre più perché sei chi ha subito un abbandono e prova le sensazioni che dici. E in più ti dai addosso. Come puoi stare meglio? Guarda, è già talmente ‘faticoso’ ciò che ti è successo, talmente, e tu in più ti dai anche addosso. Ai tuoi amici racconti le cose in modo parziale, solo ciò che dà contro a te. Comunque ti dicono di smetterla. Ma in ogni caso dipingi lei come una vittima del tuo no. Ma lei quante responsabilità si prende? Manco mezza. Guarda fdc nella mia storia è lampante chi ha fatto gli errori peggiori eppure a parte che io mi son massacrata di autocritica anche laddove non avrei dovuto anche ora che lo faccio meno delle responsabilità comunque me le prendo anche se le mie reazioni erano normali conseguenze, anche se cattiveria non ne ho mai avuta e anche se è molto più ciò che ho fatto ‘verso’, pure troppo. Però eravamo in due, quindi vedo anche la mia parte, anche se una durezza etc come tua moglie non l’ho mai avuta e anche se io non ho mai pensato che mi si debba leggere nel pensiero e difronte ai problemi non ho mai reagito come lei. Chi somiglia a lei semmai è lui, autocritica costruttiva zero etc. E anche totale colpevolizzazione ma autogiustificazione. E vera empatia? Zero. Come a te da tre anni.
Ciao Luna
Hai scritto cose veramente sagge. Ho pensato di spostare i mobili di casa ma…strutturalmente non posso farlo. Dovrei cambiare proprio i mobili e non mi sembra il caso. Ma non credo sia tanto quello il problema. Perchè nella nostra casa ci vado poco o nulla ormai.
E’ verissimo quanto dici quando fai riferimenti a tuo zio. E’ ovvio e chiaro che chi abbandona fondamentalmente vive i ricordi con un altro stato d’animo. Però credimi…anche questo distrugge. A me distrugge il pensiero di sapere che Lei possa aver resettato tutto.
Purtroppo la realtà dei fatti è solo una: Lei è ancora straordinariamente viva dentro di me. Hai voglia a conoscere gente…non c’è confronto. Non che io mi metta a fare paragoni. Ma è proprio così. E non è neanche che io stia cercando una donna che la sostituisca perchè sarebbe assurdo. Io non sto cercando nessuna in realtà. E’ solo che quando frequento gente nuova, anche soltanto amici, mi si stringe ogni cosa dentro, pensando che tutto non è come voglio, che tutto non è come prima, come veramente volevo.
Nella mia vita non ho mai pensato di essere capito senza mettere in chiaro ciò che volevo. Se qualche volta lo facevo (da piccolo) mettevo il muso per ore per ricevere attenzioni. E per forza di cose qualcuno doveva chiedermi “cos’hai ?” Nella nostra unione io non ho visto musi lunghi che mi avrebbero spinto a dire “cos’hai ?” Poi che dirti Luna, forse in tutto questo meccanismo di cose dette e non dette entrano in gioco i caratteri. Il fatto di non sentirti capita può farti disamorare ? Non lo so. Onestamente non ci capisco più niente Luna. Posso solo dirti che al di là di quanto io possa apparire “lucido” mentre scrivo o parlo con qualcuno mi trovo in totale confusione con me stesso e con la vita in genere. Perchè non mi riconosco più e non mi riconosco più nella vita. Io non so come hai vissuto il tuo disagio. Per il mio ho una sola parola: “tormento”.
E se hai vissuto anche tu una cosa del genere sai bene cosa significhi: significa “non vivere”
Ciao
Ri-Ciao Luna
Un piccolo importante inciso che nonn ho scritto nel precedente post.
Mia suocera sta male. Da un po’ di tempo. Malata gravemente. Lei mi sta tenendo lontano da questa situazione. Io ho avuto un rapporto meraviglioso con i miei suoceri e con lei in particolare. Ho passato dei momenti che vanno al di là del rapporto suocera/genero. So che sta male, so che sta soffrendo. Ed io mi trovo dall’altra parte della barricata. Lontano e impedito a fare qualsiasi cosa. So che quando succerà la cosa peggiore per me sarà un’altra ulteriore mazzata. Ma nel frattempo non passa giorno che io non ci pensi. E terribile pensare che in un momento del genere tu ti trovi impossibilitato a stare vicino ad una persona con la quale hai condiviso tanti momenti della tua vita e con la quale provi un sentimento vero, un bene profondo quasi fosse un secondo genitore.
Tutto questo acuisce il mio tormento. Alla morte di mio padre, ma anche prima le mie porte erano sempre aperte e non avrei mai negato a nessuno la possibilità di stare vicino negli ultimi momenti di vita a chi hai voluto bene.
Persone a me care mi hanno detto di rispettare il volere degli altri.
A volte mi chiedo se davvero io possa essere adatto a vivere in questo mondo in cui non mi riconosco.
Ciao di nuovo
Forse non ti rendi conto di quanto stai misurando ‘questo mondo in cui non ti riconosci’ in base al comportamento di lei. Lei ha diritto di non farti ‘entrare’ e di non capire ciò che scrivi, ok. Io adoro mio suocero (e lui vuole tanto bene a me). Quando lui stava male io l’ho saputo dopo, parzialmente. Questo non è il ‘mio mondo’ tanto quanto non è il tuo. Io avevo un bellissimo rapporto col padre del mio ex di quando avevo 18 anni. Anche dopo se ci incontravamo chiacchieravamo con affetto. Quando è morto in un incidente, anni dopo, strano sarebbe stato non dirmelo e che non andassi e fossi al funerale. E anche per il mio ex e famiglia. Non sono invadente, tra noi è finita 20anni fa, non ci facciamo gli auguri di natale, non esistono strascichi e rimpianti, ma il mio rapporto con sua zia è indipendente da ciò. E’ tra me e lei. Nel tuo caso lei non ti ama, pare, tu sì. Anche questo può complicare il tuo ruolo. Sarebbe più ‘semplice’ in teoria se foste divorziati da tempo e anche tu te ne fossi fatto una ragione. Tuttavia a volte quando parli di un mondo che ti pare strano per te e o ostile tu parli di come ti fa sentire lei da tre anni, di come ragiona lei riguardo voi e te. E lo estendi al mondo, mentre rimpiangi ciò che in lei e di lei non è. Il mondo ti fa sentire spaesato o inadatto? Sicuro? O la fonte del tuo malessere è come ti tratta o non caga lei?
fdc, io ti auguro che la tua situazione si smuova, a breve, in positivo. Ma se così non fosse ti do un consiglio che non ascolterai. Di fissare una data, vicina, non il 2013, in cui, se la situazione non si smuove, andrai dall’avvocato per la separazione legale. Tu stai sempre peggio, è vero, ma sei in una situazione stagnante da 3 anni, anche perché tu per primo la vivi in modo stagnante. Tu per primo non fai che una… Coazione a ripetere, senza mettere una punteggiatura. E ciò fa anche molta differenza, credo, rispetto a come ti senti tu. Poiché a lungo, e ben più a lungo di te, non l’ho fatto so bene perché non lo si fa, stando in bilico, più che in equilibrio, anche su mezze soluzioni. Ma non va, non fa bene. No se la situazione non evolve o semmai pure in peggio. Non son mai stata e credo mai sarò una che rinuncia o si separa “facilmente’, ma c’è un’enorme differenza tra dire e vivere un affrontare cmq insieme una crisi o ciò che ho vissuto e che stai vivendo tu. Io so benissimo perché ho dato tante possibilità al mio amore, perché ho vissuto le cose in una certa ottica, perché mi son sentita in certi modi.
ma se tornassi indietro ti assicuro che metterei la mia qualità di vita e la mia salute al centro. Perché questo non bisogna dimenticarlo mai, per quanto possiamo amare qualcuno e per quanto possiamo idealizzarlo ancora o per quanto i nostri valori siano fortissimi. Anche la qualità di vita e la salute sono valori importanti.
Anzi, centrali.
E’ chiaro che per qualità di vita non intendo la villa con piscina, la macchina di lusso… intendo altro.
Intendo il fatto che se da tre anni ti stai facendo male, anche tu stesso, per come sta andando la tua vita privata, per come è andata la tua storia, per quanto fosse centrale per te, mi dispiace FDC ma stai sbagliando anche tu. E non nei suoi confronti, nei tuoi.
E per quanto tu possa pensare di avere da “espiare” il torto maggiore così lo stai facendo alla vita. Ma in questo caso veramente.
ALEBA cara, spero che tu stia bene. Ti penso.
Ciao Luna
Quasi una settimana di assenza. Ma a volte mi capita di non aver neanche la forza di battere un tasto. Mi hanno colpito e molto gli ultimi due post. (1357 e 1358).
La situazione non evolve e Lei che non ne vuole più sapere e la separazione a breve ci sarà anche se non l’ho chiesta io, io non la chiederò mai. Scrivi di aver dato tante possibilità al tuo Amore. Se senti parlare mia moglie anche Lei dice di avermene date tante di possibilità (durante il nostro rapporto).
La qualità della mia vita praticamente non esiste da tre anni. E’ un continuo rimuginare sul passato. Lo so che sto facendo un torto a me stesso. Ma a volte penso che il torto a me stesso l’ho fatto anni addietro quando non ho vissuto il rapporto come avrei dovuto. E non parlo solo per la questione legata al figlio. Riavvolgendo il famoso nastro non ho trovato nulla di grave. Però forse non ho capito che a volte in un rapporto di coppia bisogna comportarsi in maniera diversa. Ripeto la lealtà e la fiducia sono stati il mio punto di forza. Ma forse in un matrimonio non bastano. Forse in un matrimonio, in una convivenza serve altro, serve capire, capire con gli occhi più che con le orecchie e soprattutto capire quello che può non apparire chiaro. Perché non tutti siamo uguali anche se pensiamo che la persona che abbiamo a fianco l’abbiamo scelta proprio per le similitudini che ha con te. Infatti credevo questo. Oggi rileggo in maniera diversa i suoi messaggi sul telefonino o le sue parole dettemi con il sorriso. Io che ho sempre letto tra le righe non sono stato capace di leggere tra le parole. Non sono stato capace, non mi do pace per questo. E credo che la qualità della mia vita non migliorerà finche non avrò pace. Perché è la pace che mi manca. In fondo non ho fatto pace con me stesso e non so se riuscirò mai a farla. Sono deluso per carità, anche dal suo comportamento post rapporto e fondamentalmente dal mio punto di vista mi chiedo anche perché non si sia comportata in maniera semplice quale io sono per dirmi chiaro ciò che la faceva realmente soffrire. Da un suo scritto io ero “la sua guida e la sua gioia di vivere”. Credevo quindi che se io ero quello che scriveva dovevo continuare ad essere quello che ero, a vivere come vivevo, a parlare come facevo, a continuare ad essere me stesso.
I tuoi consigli sono saggi Luna ma non so se riuscirò a metterli in pratica. Mi manca troppo Lei, il suo modo di fare, di essere, di amarmi. Quello che adesso non vedo più in Lei. Sinceramente non so cosa sia più forte dentro di me: i mie valori, il mio legame con Lei che ritengo indissolubile o la salute e la qualità della mia vita.
Un tempo la salute era ciò a cui più tenevo…oggi non so. C’è qualcosa più importante dentro di me che me l’ha fatta passare in secondo piano.
Un abbraccio con tanto affetto
si chiama depressione, probabilmente, ma se non te la fai diagnosticare e non la curi… Comunque ‘tu sei la mia guida’ a me non pare una gran frase. Capisco il significato emotivo che le dai, ma è una frase dipendente. Che spiega, forse, perché a te non era concesso sbagliare mai. Anche se eravate due adulti. Se non centri questo e vedi solo come positivo questo modo di vederti da parte sua non ti è facile uscirne, no. Non eri nè suo padre nè il suo tour operator nell’esistenza. E se lei non è stata capace di vedervi alla pari, per quanto tu ci veda un valore, l’errore è suo quanto tuo.
Ciao Luna
Non so se sia depressione. Circa due anni fa consultai una neurologa la quale mi disse che si trattava di “depressione reattiva”. Non mi diede nulla se non un po’ di xanax al bisogno. A questo punto vorrei chiederle un nuovo consulto per vedere cosa è e cosa posso fare.
Di certo così non posso andare avanti. Mi sforzo ogni giorno, per fortuna mangio e dormo. Certo è che faccio molte cose ma tutto senza entusiasmo semplicemente perchè in qualsiasi cosa che faccio mi assale il ricordo di Lei. E non riesco a pensare ad altro se non al nostro periodo felice. In quella frase c’era scritto che non solo ero “la sua guida” ma anche “la sua gioia di vivere”. Personalmente avevo dato più importanza alla prima frase che non alla seconda.
Si eravamo due adulti hai ragione. Credo che alla fine Lei sia passata dal vedermi da adulto a bambino visto che a mio parere il suo cambiamento nei miei confronti può essere stato causato dal fatto che non volevo assumermi delle responsabilità, con evidente riferimenti alla responsabilità di avere un figlio. E forse può essere uno dei motivi per cui si è disamorata. Strano però che mi vedesse non responsabile solo per quel motivo. Perchè per il resto non mi risulta di essermi mai tirato indietrro di fronte a nulla.
Ciao
neanch’io so se lo sia. Però stai cosí ora, non due anni fa. La depressione reattiva ha un suo corso, peggiora o migliora etc. Direi che andare a fare un controllo, un tagliando, male non può farti. Non so se ti ha visto bambino, ma se secondo lei tu, a differenza di lei, non potevi tentennare, sbagliare mai (ma questo sarebbe un errore suo, anche di dipendenza e di ruoli) comunque ciò non significa che a te non fosse, sia, concesso di essere umano quanto lei. Nè che tu avessi il dovere di essere infallibile mentre lei no. Non so perché, realmente, lei si sia disamorata, ma ciò lo dico a te perché TU ti massacri per non essere stato infallibile. Attribuendo solo o prevalentemente a te una dinamica di coppia. Perché lei te l’ha messa giù così. In realtà già dicendo, come donna adulta, sei la mia guida, pare a me che lei già dimostra anche una sua impostazione. Da adulti nell’altro non dovremmo vedere una guida, semmai un compagno di strada. E’ anche comodo dire che è l’altro a guidare. Potremo rinfacciargli di avere scelto quando però abbiamo usato il suo lato decisionista quand’era comodo.
guidi tu, tu tieni la mappa, tu scegli se andare a destra e sinistra. Me lo chiedi sempre dove voglio andare, però mi tolgo responsabilità perché comunque guidi tu, sai tu, sei più “grande” (tra 2 adulti?), ci sei. Poi però quando mi è sempre andato bene darti un certo ruolo -per quanto sia andato bene anche a te- quando arriva una decisione in cui (ma confusa) la guida alpina ha il dovere di decidere ‘giusto’ anche in modo telepatico (nota la deresponsabilizzione). Dicendo no è colpa tua, se dicevi sì ad aver voluto un figlio era stato la guida. Perché non dirlo chiaro? Prendersi la netta, chiara, responsabilità di dire ‘io voglio un figlio?’ . Più facile dire che il tour operator della relazione DOVEVA capire, DOVEVA scegliere lui per entrambi. Anche nel sì.
Ciao Luna
Ultimamente sto parlando spesso con un mio amico con il quale ci conosciamo da più di venti anni, esperto di psicologia di coppia. Dalla sua analisi non riesce a capire come un uomo come me posso aver scaturito in mia moglie tanta rabbia e quasi odio. La sua “diagnosi” si è fondata sul fatto che, da quel che racconto, ho agito con una personalità tale da rasentare l’imposizione. Un’imposizione dalla quale lei non si è saputa esimere, fin quando, probabilmente supportata da una terza persona è riuscita ad uscire “dalla prigione”.
E’ quasi un mese che parlo con questa persona. Non so se dargli torto o ragione. Io so solo che nella mia vita non ho mai imposto nulla a nessuno. Ho solo espresso le mie idee. Ho solo fatto chiarezza, nei casi in cui era necessario, come in un rapporto di coppia, come ero fatto, cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva. Questa cosa, secondo lui, ha il valore di chi alla fine pensa prima a se stesso e poi agli altri. Non so se sia vero. Io cerco sempre di farmi conoscere, di non nascondermi. Di tirar fuori i miei limiti, soprattutto quando mi trovo di fronte a situazioni importanti quali possono essere una relazione duratura e altresì un matrimonio. La sua analisi si basa sul fatto che “di fronte a me non furon cose create”. Come se io aspirassi al mio benessere a discapito di quello degli altri. Io mi sento di dire che ho sempre cercato di raggiungere il benessere/equilibrio psico/fisico, ma non a discapito degli altri. Certo è che se una persona mi crea disagio lo faccio presente. Quello che posso dire e che ho sempre cercato persone con le quali potesse esserci sintonia. Così come con mia moglie. E continuo a ripetere che se ho fatto un errore è stato quello di non aver voluto un figlio. In questo caso a suo dire mettendo in secondo piano le esigenze altrui, ergo quelle di mia moglie. Non credo di essere questo tipo di persona. Io combattevo con me stesso per risolvere una questione che credevo di aver chiarito e cercavo di convincermi ad accettare quel cambiamento di vita susseguente all’arrivo di un figlio. A volte con questi discorsi mi sembra di essere messo alla gogna, quasi fossi l’esempio unico di egoismo. Mah
Ciao
Ciao Luna, Fdc
Fdc, mi riallaccio al mio ultimo post e alla tua risposta: so che e’ inconscio ma i tuoi meccanismi di autodifesa sono cosi alti che non finiscono di sorprendermi per come riescono a farti sgusci via… quando non puoi dire che determinate riflessioni non sono inerenti alla tua situazione, ecco apparire il non capisco..
Cerco di spiegarmi meglio, la semplificazione : ” e’ tutto dovuto al non aver voluto un figlio”, anche se fonte di profondo dolore allo stesso tempo ti permette di lasciare intatto ed immacolato il passato (incluso l’immagine di tua moglie in quel periodo).
Vedi Fdc (ritorno su un’ altra parte di un precedente post da cui ti sei divincolato…) nel tuo percoso di comprensione di quanto successo eri arrivato a valutare se (cito ancora le TUE parole) :
“Onestamente mia moglie non è chiara. Mi spiace dirlo nonostante io la ami. Ma lei non è chiara. Se veramente voleva un figlio dal marito e amava suo marito avrebbe dovuto anche lei fare un passo indietro così come l’ho fatto io”
“Però io ho agito con sincerità e lealtà. Lei comunque no. Lei ha agito in maniera subdola ”
Io credo che il mettere in discussione ed affronatre quanto sopra sia stato per te cosi devastante che hai cercato con tutte le forze una via di fuga.. e l’hai trovata dando come risposta un UNICO singolo evento, “il non figlio”.
Aggiungo un altro elemento, anche la ( naturale e stragiustificata) speranza di arrivare ad una riconciliazione ha giocato un ruolo centrale nel falsare la tua percezione di quanto successo. Vedi io credo che tu abbia avuto paura che un reale confronto a 360 gradi con tua moglie abbia inevitabilmente portato ad un punto di non ritorno… mentre addossarti tutta la colpa e legare tutto ad un solo evento, e’ piu semplice e, soprattutto, sembrerebbe lasciare aperta la porta ad un lieto fine : tua moglie ti perdona per il tuo unico errore e tutto ricomincia… perfetto come prima..
Pero, e’ una falsa soluzione,e ahime finche non ti smuovi da li purtroppo temo non potrai che scivolare sempre piu‘ giu.
@Luna,Grazie 🙂
Ciao Myskin ben trovato, spero tu stia bene.
Si, credo sia tutto vero quello che dici.
Queste frase: “Onestamente mia moglie non è chiara. Mi spiace dirlo nonostante io la ami. Ma lei non è chiara. Se veramente voleva un figlio dal marito e amava suo marito avrebbe dovuto anche lei fare un passo indietro così come l’ho fatto io” “Però io ho agito con sincerità e lealtà. Lei comunque no. Lei ha agito in maniera subdola ”
sono effettivamente terribili per me. Perchè in realtà è quello che è successo.
E in effetti mettere in discussione e affrontare quanto sopra sarebbe stato per me devastante. E’ vero.
Non ho la palla di vetro, ma ho sempre dentro di me la netta sensazione che se tutto fosse andato liscio, se cioè normalmente come la maggior parte delle coppie formano una famiglia non sarebbe successo nulla di trascendentale.
Purtroppo caro Myskin non riesco a pensare a qualcosa di diverso. Sostanzialmente posso solo pensare che ad un certo punto lei abbia tirato delle somme, non abbia più sopportato qualche mio immancabile difetto e abbia scelto di percorrere un’altra strada visto che con me non si cavava un ragno dal buco.
E’ ovvio che non facendo un passo indietro ha ammesso implicitamente che non mi amava più.
In questi due anni non ho fatto altro che mettermi in discussione. Mettere in discussione il mio carattere, il mio modo di agire, per capire dove ho sbagliato al di là del figlio.
Le mie paure, i mie dubbi le mie incertezze, il mio non ascoltare gli altri.
Insomma per farla breve. So bene dove ha sbagliato mia moglie e ciò mi ha deluso molto, anzi mi ha fatto davvero molto male.
Però nello stesso tempo vorrei capire dove ho realmente sbagliato io e perchè. Soprattutto perchè ripeto: mia moglie non sarà perfetta, avrà fatto i suoi errori ma credo che raramente si incontrino persone come Lei.
Per questo non riesco ad uscire dalla mia situazione.
Aspetto tuoi commenti
Ciao
FDC: ciò che tu riporti di ciò che ti ha detto il tuo amico è comunque filtrato da te, che sarai colpito anche da una cosa piuttosto che da un’altra. Non sto dicendo che non sei affidabile nel dare un resoconto, è normale che io ti dica questo perché non sto sentendo cosa dice lui e come lo dice. Però concordo con Myskyn (ciao!), come mia percezione, ovviamente, che tu in effetti in generale sgusci.
comunque, se posso, mi piacerebbe sapere cosa intendi per: un amico esperto di psicologia di coppia, che è una definizione abbastanza seria.
Non ho capito: è uno psicologo?
è un terepeuta di coppia?
è un cultore della materia?
è una persona che ti sembra particolarme portata a fare una serie di ragionamenti?
perché comunque la differenza è sostanziale tra un amico e uno psicologo, tanto che, per avere la massima oggettività, chiamiamola così, spesso due amici psicologi neppure si farebbero “terapia” vicendevolmente, credo, nella maggior parte dei casi.
@La sua “diagnosi” si è fondata sul fatto che, da quel che racconto, ho agito con una personalità tale da rasentare l’imposizione. Un’imposizione dalla quale lei non si è saputa esimere, fin quando, probabilmente supportata da una terza persona è riuscita ad uscire “dalla prigione”@
@n questo caso a suo dire mettendo in secondo piano le esigenze altrui, ergo quelle di mia moglie@
messa giù come la metti tu (io non sento parlare lui) questa “diagnosi” – mi sembra piuttosto giudicante e unilaterale per venire da uno psicologo.
O forse semplicemente tu la leggi e riassumi così.
Io non sto dicendo che il tuo dialogo con il tuo amico non possa avere un’utilità, farti bene, darti spunti, nè che il tuo amico non possa essere un uomo intelligente e un’ottima persona, nè che non si stia impegnando nell’analizzare con te la situazione. Peraltro ti sta ascoltando, sta dialogando con te da un mese.
Ma ciò che intendo dire è che comunque sia tu ti poni di fronte alla questione, e al nocciolo della questione, in un preciso, determinato modo, molto univoco, molto più di quanto tu ti rendi conto, secondo me, e che quindi il dialogo probabilmente verte comunque in un certo ambito molto stretto di possibilità.
Intendo dire che comunque il fatto che tu credi di trovare più risposte nel parlare con una persona che conosci da 20 anni potrebbe essere invece persino fuorviante, perché comunque una persona che ti conosce da 20 anni ha anche una certa idea, oltre alla sua idea proiettiva, forse.
Poi ripeto, non so se questo tuo amico sia uno psicologo di coppia, perché la tua definizione di “esperto di psicologia di coppia” è ambigua. E se lo fosse io certamente non dovrei intromettermi in un lavoro che state facendo insieme (per quanto starebbe facendo il terapeuta di coppia parlando con un individuo solo di una coppia scoppiata), ma da ciò che scrivi (che sia pure come tu filtri delle informazioni e delle riflessioni) c’è qualcosa che mi stona. Mi stona il fatto che nei casi in cui io ho avuto a che fare con dei
terapeuti l’approccio alle sensazioni e ai fatti era molto diverso da quello che descrivi.
Per carità, non tutti i terapeuti saranno uguali, però mi sembra strano che non si lavori su un altro piano (che è poi quello da cui tu sgusci).
Quello, appunto, che riguarda il tuo sentire e non quello di un’altra persona, assente.
Quello che esula dal giudizio e da “etichette”.
Quello che esula dai singoli fatti.
Quello che non presuppone vittime e carnefici ma dinamiche in cui ogni individuo conserva un suo margine, e non ristretto, di responsabilità, funzionamento personale, sue proprie ragioni di equiliibrio…
In sintesi, FDC, a me sembra un po’, onestamente, anche se posso ovviamente sbagliarmi, che tutto ciò che faticosamente fai per sciogliere un nodo sbattendo sempre contro però allo stesso ristretto margine di analisi e “diagnosi” ti allontani in realtà da una risoluzione di un conflitto (che è interiore, ancor prima che esterno) e anzi ti porti fuori strada.
A mio avviso tu hai molto più bisogno di qualcuno superpartes che non abbia dei preconcetti su chi sei o saresti tu o chi è o sarebbe lei per guardare il tuo malessere e ok anche le dinamiche in modo molto più obiettivo.
Questa la mia opinione.
Beninteso non ti sto dicendo che questo tipo di “lavoro” tu puoi farlo in un forum. Non ti sto dicendo che sono gli sconosciuti di un forum che possono darti quella oggettività e quel tipo di “procedimento”. Nè sto dicendo che tu non possa chiacchierare con gli amici o che tu non possa farlo in un forum. Dico però che questo incastro che tu hai dentro di te, anche con questa questione sul figlio e la valenza che TU, innanzitutto TU dai a quella questione, alla connessione con il resto della vicenda e delle sensazioni, all’opinione che ne assumi di te stesso, ecc ecc sono cose che dovresti affrontare in adeguata sede e con adeguati esperti.
Mi hai detto che vai dallo psicologo.
Quanto ci vai permettendoti di fare un lavoro insieme a te? Sai, perché dipende anche quanto tu ci vai già con le tue tesi precostituite e un’idea troppo precisa di cosa dovrebbe fare per te.
Quando dialoghi con questo tuo amico secondo te cosa stai cercando?
Perché comunque, qualsiasi cosa lui ti dica, di per sè lui non può cambiare i fatti, nè cosa passa per la testa a lei. Cosa che neanche sa.
Stai cercando che ti dica che puoi assolverti?
Stai cercando che ti dica che invece puoi continuare a darti addosso?
Cerchi il conforto quando ti sfoghi?
Cerchi di capire… capire cosa? perché comunque tu cerchi di capire a posteriori il passato perché non accetti di accettare il presente, mi pare.
Tu con queste “analisi” basate su presupposti arbitrari, anche tuoi, FDC, non fai che ingripparti in cervello e basta. La parte razionale messa così “male” a servizio di un problema emotivo crea solo più casino in te. Ma è un concetto che ti sfugge in questo momento…
@falsa soluzione, finche non ti smuovi da li purtroppo temo non potrai che scivolare@ già…
Ciao Fdc,Luna
Fdc, qui tutto ok grazie. Mi spiace molto sapere che gli ultimi giorni siano stati particolamente tetri, conosco bene l’angoscia e tormento del (come l’hai giustamente definito) “non vivere “,ti sono vicino.
Tornando sul tuo ultimo post, anche se capisco la tua necessita di analizzare il piu’ a fondo possibile quanto successo alla ricerca del “dove ho realmente sbagliato” credo sia arrivato il momento di fermarti, sono ormai almeno due anni che ti analizzi al miscrosopio e la riflessione rischia di tramutarsi in ossessione.
Cerca di fare davvero tuoi, e tieni sempre in evidenza due punti dei tuoi pensieri
– indipendentemente da tutto hai agito con sincerita e lealta
– se tua moglie veramente voleva un figlio dal marito e lo amava avrebbe dovuto anche lei fare un passo indietro (il problema non risiede qui, eventuali errori, fatti in buona fede, sarebbero stati superabili)
Vedi Fdc, secondo me tu sei ancora nella prima fase del dolore : la negazione e rifiuto di quanto successo.
A rischio di essere ripetitivo:
sono sempre piu convinto che dentro di te la speranza di una riappacificazione ti stia allontanando sempre di piu’ dal cuore del problema.
Non accettando quanto successo, e volendo con tutte le tue forze ristabilire il passato cosi com’era, non affronti il presente.
Ancora una volta: se il problema viene solo da te e dai tuoi comportamenti, allora il semplice perdono di tua moglie renderebbe possibile fare tornare ESATTAMENTE tutto come prima (come se questi tre anni fossero stati un bruttissimo incubo) Ma NON e’ cosi : in ogni caso (anche il piu’ positivo) il futuro non potra piu’ essere una replica del passato.
Aleba aveva fatto un paragone molto calzante con un terremotato e la sua casa (il vostro rapporto ventennale). Fdc, per ripartire devi prima accettare che il terremoto c’e’ stato. Struggerti pensando : ah se solo avessi fatto delle migliorie antisismiche (che sia un figlio o qualsivoglia altra tua decisione/atteggiamento) oggi a terremoto AVVENUTO, non ti porta da nessuna parte.
Devi aprire gli occhi e accettare la realta, dei fatti : ad oggi la casa e’ inagibile, solo cosi potrai muoverti nel futuro, e accertare se possibile ricostruire i danni del terremoto. Ricostruire con NUOVI materiali, indietro nel tempo ahime non si puo’ tornare.
Fdc,
Un’ultima considerazione, io credo che un’altro motivo, altrettanto fondamentale, per staccarti da questa falsa soluzione (tutto legato al non figlio) sia la dinamica che crea nella comunicazione post rottura con tua moglie.
Te ne parlai in passato, ma piu’ ci penso e piu mi sembra evidente che in lei e’ scattato quel meccanismo (inconscio) molto comune nelle persone che attivamente decidono di lasciare :
Per giustificare la decisione presa e andare oltre a dubbi e dolore lei sta inevitabilmente rileggendo TUTTO il passato in chiave ogni volta piu’ negativa , fino a travisare in maniera
sempre piu’ marcata i vostri vent’anni, facendoti diventare dalla persona che ha scelto per condividere la vita ad un mostro da cui e’ scappata.
Ti invito a riflettere sul suo comportamento post rottura (per esempio importi di restare fuori dalla malattia di tua suocera), e a rileggiere il tuo post nr 96 in cui elenchi quello di cui ti accusa ( alcune sono surreali, dai troppi viaggi allo sbuffare che diventa un reato criminale).
Adesso, per quanto difficile, cerca di estraniarti per un secondo e ti renderai conto che il meccanismo sopra descritto e’ in corso. Lo vedi vero ?!
Ora (anche se non escludo che sporadicamente probabilmente ci sono stati confronti anche serrati con tua moglie) di fondo tu cerchi di prenderti le colpe al fine di facilitare il ricongiungimento ma, secondo me, e’ un tragico e devastante errore : cosi facendo assecondi i suoi ragionamenti ed alimenti il meccanismo.. solo un reale e paritario confronto potrebbi aiutarvi.
Chiudo : piangere chiedendo perdono, magari appellandosi al passato, sembrerebbe poter dare una svolta : come puo’ ignorare dei ricordi cosi belli ? come puo restare insensibile ad una tua sofferenza cosi profonda ed evidente ?? Vedi, secondo me, parodossalmente lei vede la tua richiesta e il tuo dolore SOLO come una ammissione di colpa, e questo le causa l’effetto contrario : e’ come darle un forte e positivo riscontro a quel castello in aria che si e’ costruito.
Per ulterore chiarezza, lungi da me giudicare tua moglie, la mia supposizione e’ relativa solo al meccanismo di autodifesa che ho descritto, meccanismo che scatta a prescindere dalle qualita della persona (che possono essere splendide)
Ciao Myskin, Ciao Luna
Perdonatemi se stavolta non commento i vostri post. A breve avrò la separazione. Non so descrivervi in che stato mi trovo: angoscia, panico, depressione, ansia…tutto insieme. Sono praticamente paralizzato.
Pochi giorni fa sono riuscito a contattare mia moglie telefonicamente. Ho camuffato molto il mio stato d’animo. Ho cercato di parlarle con calma, con lo spirito di chi sa che a breve ci sarà un crocevia e che vorrebbe evitarlo.
Lei non si mette in discussione. Secondo Lei tutto nasce dal mio rifiuto di avere un figlio: io non lo volevo Lei si è disamorata. Il succo è qui. A nulla vale farle capire che ho sbagliato, che fondamentalmente era solo paura e che comunque ho fatto un passo indietro. No a Lei tutto questo non serve. Per Lei il mio non volere un figlio equivale ad egoismo e mancanza d’amore. Lei mi dice che io non immagino nemmeno quanto abbia sofferto per prendere questa decisione. E quanto male è stata e sta riferendo il tutto al figlio.
Lei non prende l’argomento riguardante il tradimento, Lei pone il tutto sul mio no al figlio. Il resto è una conseguenza (lo penso io perchè l’argomento non lo affronta).
Quando le dico che io mi sono messo per due anni in discussione mentre Lei non lo ha mai fatto non si immette nell’argomento…lo evita. Dice di avermi dato una possibilità qualche mese fa quando ci siamo rifrequentati. Mi ha detto che non ero cambiato, che il figlio io non lo volevo. Le ho risposto che in quel periodo Lei non mi ha dato una minima rassicurazione sul fatto che mi voleva bene, che mi amasse. Non si è posta nemmeno il problema di un uomo che, dopo la morte improvvisa del proprio genitore, avendo perso quindi un altro grande affetto della propria vita, sperava, credeva di poter riconquistare quello perso in precedenza. Ma aspettava un abbraccio, un bacio spontaneo, un “ti voglio bene” magari un “ti amo”. No, io dovevo buttarmi, lasciarmi andare durante l’amore, senza pormi minimamente il problema se mia moglie era tornata ad amarmi o no.
Bisogna buttarsi nella vita mi ha detto. Forse è vero, forse ha ragione Lei. Però vorrei chiedervi se in quell’occasione ho sbagliato ancora una volta. Se il mio “lasciarmi andare” poteva o no essere condizionato da un semplice “ti voglio bene”.
Dopo due anni di latitanza, dopo una richiesta di separazione, dopo un tradimento, dopo decine e decine di brutte parole non avevo diritto a sapere (magari anche ad essere preso in giro con le parole) se tua moglie provavo o no amore per te.
Sembro un automa in questi giorni. Guardo le altre coppie, apparentemente felici. Però padri con bimbi sulle spalle, così come avrei fatto io e continuo a chiedermi come chi ha perso una grande occasione “ma perchè non l’ho fatto anch’io, sarei stato come loro..meglio di loro”.
E ora sto qui con mille pensieri per la testa, alcuni gravissimi che non voglio nemmeno descrivere perchè me ne vergogno. E con un’ansia e angoscia tale che faccio fatica a descrivervi….
…Continuo a chiedermi cosa è successo a mia moglie. Se davvero una mia idea, per quanto sbagliata possa averla cambiata in questo modo nei miei confronti. Per un’idea non condivisa, per un desiderio che non si è incontrato con il suo, tutto il resto è stato cancellato.
Al telefono sembrava parlasse con un operatore dell’Enel, come se non fossi mai esistito. Eppure l’ho amata..la amo, di quell’amore vero, di quel sentimento che non fa parte dell’innamoramento no fa parte del bene, quello che si prova per sempre.
Ci siamo sposati senza intoppi, con la consapevolezza che sarebbe stato per sempre. Accordi su tutto.
Mi chiuedo e continuo a chiedermi incredulo come possa essere successo tutto questo. Da due anni leggete di un uomo angosciato, a pezzi. Non immaginate nemmeno quale sia stata la nostra storia: un corpo e un anima. Fino a quando il desiderio di un figlio ha cancellato tutto il resto. Io non lo desideravo…il resto non contava più. Sono uscite fuori accuse e parole che non meritavo, situazione assurde che ho menzionato nel post indicato da Myskin e che spesso…fanno ridere.
Nonostante tutto io so che Lei è una persona speciale, una gran brava ragazza, che mi ha dato tanto. Ma, con la testa e il cuore a pezzi mi chiedo: “perchè ora fa così ?”. Cosa scatta nella testa delle persone più pure in queste situazioni ?
Sono convinto che se domani morissi a Lei non fregherebbe nulla. Io non riesco a passeggiare in un borgo, a fare qualsiasi cosa che mi piaceva fare perchè il ricordo di Lei mi distrugge. Sono fermo, vado avanti ma sono fermo. Non riesco neanche a guardare una partita di calcio. Non so più cosa vuol dire rilassarsi.
Aspetto solo la sera…per dormire. La testa per un po’ scappa…va via…sogna qualsiasi cosa. Ma durante i sogni sono abbastanza sereno. Come mi sveglio ricomincia il tormento. Mi spavento quando mi accorgo che non mi fa più paura neanche la morte. Ne avevo il terrore!
Scusatemi
Fuori dal Coro, ciao. Capisco che per te questo momento di passaggio, la concretizzazione legale della separazione, sia molto duro. Ma mi sento di dirti, onestamente, che trovo questo passaggio molto importante, anche per la tua salute.
No, è solo la mia opinione, ma non credo assolutamente che tu abbia sbagliato mesi fa. Credo che tu ti sia ascoltato e che tu dica delle cose, emotivamente, non solo logicamente, assolutamente sensate.
Trovo che la frase “bisogna buttarsi nella vita” sia assolutamente fuori luogo da parte di chi in realtà ha posto anche il ritorno mesi fa su una posizione di solipsismo e di “controllo”.
Dire: “TU dovevi in quel momento buttarti nella vita” ma mentre lei si poneva in una posizione di zero empatia, zero ascolto dell’altro fuori da sè, zero messa in discussione solo decidendo cosa dovevi essere/provare/fare tu ecc è una baggianata colossale. E’ un atteggiamento narcisista. Lei si stava buttando nella vita perché aveva deciso lei cosa doveva succedere e cosa dovevi sentire tu, vedendo solo se stessa e passando sopra come un rullo al fatto che anche l’emotività dell’altro, le ragioni dell’altro, il sentire dell’altro, l’essere dell’altro esistono?
“Buttarti nella vita” equivaleva ad essere un robot che dopo anni che descrivi lucidamente, questi ultimi anni, solo premendo un bottone, quando per lei era il momento, il tempo, rispondeva come se fosse programmato? rispondeva (tu) non solo concretamente con un sì al “figlio ora, adesso, immediatamente, subito”, ma anche emotivamente dava la risposta che lei era disposta ad accettare, solo quella? Non doveva esistere il fatto che tu potessi essere ferito, anche dalla morte di tuo padre, o che tu avessi bisogno (che c’è di strano?) di sentirti dire ti amo, o di sentirti rassicurato di essere amato?
Forse non riesco a spiegarti questo concetto, ma per me è molto chiaro.
E per me non hai sbagliato affatto. E non hai sbagliato di base perché esistevi anche tu. e ciò che racconti non è una posa, è ciò che sentivi, eri. E non c’è nulla di strano, contorto, sbagliato, a mio avviso, in come tu ti sentivi in quel momento.
Mi appare molto meno un buttarsi nella vita il suo di atteggiamento che il tuo. Il suo, mesi fa, mi sembra un atteggiamento di controllo dell’altro, della realtà, e solipsista.
E’ facile addossare all’altro anche la responsabilità della nostre scelte.
Lei ha scelto, anni fa, come ha scelto durante questi anni, come ha scelto mesi fa. Ha scelto come rapportarsi con la realtà, se stessa, te, le situazioni. Ha scelto.
Poi può dipingersi come vittima, non agente, e dare ogni responsabilità a te, e tu puoi anche continuare a cascarci, ma spero che tu esca presto da questo meccanismo, e che la separazione legale ti aiuti a farlo.
@Lei non si mette in discussione. Secondo Lei tutto nasce dal mio rifiuto di avere un figlio: io non lo volevo Lei si è disamorata. Il succo è qui. A nulla vale farle capire che ho sbagliato, che fondamentalmente era solo paura e che comunque ho fatto un passo indietro. No a Lei tutto questo non serve. Per Lei il mio non volere un figlio equivale ad egoismo e mancanza d’amore. Lei mi dice che io non immagino nemmeno quanto abbia sofferto per prendere questa decisione. E quanto male è stata e sta riferendo il tutto al figlio.
Lei non prende l’argomento riguardante il tradimento, Lei pone il tutto sul mio no al figlio. Il resto è una conseguenza (lo penso io perchè l’argomento non lo affronta).
Quando le dico che io mi sono messo per due anni in discussione mentre Lei non lo ha mai fatto non si immette nell’argomento…lo evita. Dice di avermi dato una possibilità qualche mese fa quando ci siamo rifrequentati. Mi ha detto che non ero cambiato, che il figlio io non lo volevo. Le ho risposto che in quel periodo Lei non mi ha dato una minima rassicurazione sul fatto che mi voleva bene, che mi amasse. Non si è posta nemmeno il problema di un uomo che, dopo la morte improvvisa del proprio genitore, avendo perso quindi un altro grande affetto della propria vita, sperava, credeva di poter riconquistare quello perso in precedenza. Ma aspettava un abbraccio, un bacio spontaneo, un “ti voglio bene” magari un “ti amo”. No, io dovevo buttarmi, lasciarmi andare durante l’amore, senza pormi minimamente il problema se mia moglie era tornata ad amarmi o no@.
Fin qua ti ascolti, ti ascolti e osservi. Osservi le dinamiche, osservi che siete in due e il suo atteggiamento.
Poi ritorni nel calderone. Il calderone del “è colpa mia”.
Non so che dirti, FDC, perché lei te la pone così e tu ci caschi.
Non sto dicendo che lo faccia apposta, ma è quello che fa.
Lei se ne esce da vittima, ed è tutta colpa tua.
Anche se ci sono delle sue inadeguatezze le scarica tutte a te.
Anche se ha smesso di amarti e quindi ha dato un’altra deviazione alla sua e tua vita è tutta colpa tua, quindi si toglie ogni responsabilità anche di aver agito sulla sua propria vita, e non solo sulla sua, perché comunque una coppia è formata da due individui, non da uno totalmente attivo e l’altro totalmente passivo.
Quando tu uscirai dal meccanismo in cui sei intrappolato e pensi pure sia tuo dovere stare ne vedrai di cose, FDC, che ora non vedi, credo. E troverai anche una tua pace rispetto a cose con cui oggi ti tormenti.
Hai preso su di te questo ruolo, il ruolo di essere il responsabile.
Lei ti ha dato e lasciato questo ruolo, è comodo.
Tanto è scomodo per te quanto è più comodo per lei. Mi auguro che tu possa tornare presto libero. Non libero in quanto single, separato, libero da queste dinamiche. Ma devi fare la tua parte anche tu, ti dovresti rendere conto. Vuoi renderti conto che, comunque sia andata, è una visione totalmente antidemocratica? No. Non vuoi. Quando vorrai sarà sempre ora.
Ciao Fdc,
Mi spiace per il momento cosi difficile,capisco quanto nell’immediato possa essere duro, ma concordo con Luna sul’importanza di questo passaggio (troppo il tempo in cui eri nel limbo) e credimi non dico quanto sopra alla leggera o per partito preso… conosco sin troppo bene il dolore che stai provando….
Di mio che dirti… nel momento in cui di fondo di addossi La Colpa( non aver voluto un figlio) diventa assolutamente normale che resti fermo li, su due perche : Perche’ sono stato cosi ingenuo da non aver voluto un figlio a tempo debito ?! Perche’ mia moglie ha rinnegato il passato, ed ora sono per lei un estraneo ?
Ma vedi, (per l’ennesima volta) non e’ cosi,il non aver voluto un figlio e’ una falsa soluzione che ti porta a porti delle false domande…. , ma dentro di te qualsiasi altra riflessione viene spazzata via dalla disperazione che portano le due domande di cui sopra…. lo capisco bene (ci sono passato anch’io) ma devi scuoterti da li, devi scavare e rimossa quell’altissima montagna di dolore trovare un barlume di lucidita, e di amor proprio.
Ma verosimilmente anche questo mio spunto di riflessione non ti arrivera‘ mai,rimbalzato via da quel muro di gomma fatto di dolore e disperazione….
E allora anche se forse non dovrei,cambiero approccio e provero a rispondere alle domande del tuo post precedente (e lo faro dando per certo tutto il bello che descrivi di tua moglie) :
Cosa scatta nella testa delle persone più pure in queste situazioni ?
Lei era ed e’ una meravigliosa persona, ma da quando ha scelto di lasciarti per non affrontare le responsabilita’ che questa scelta comporta, ha inconsciamente trovato una via di fuga. Non c’e’ cattiveria, semplicemente e’ anch’essa schiava di quel tranello di cui parla Luna : ha scelto il ruolo della vittima ; da li, in poi tu sei diventato il carnefice, ed ogni santo giorno questa nuova definizione del Voi diventava sempre piu’ marcata e quindi sempre piu’ lontana della realta. Nella sua mente tu ORA sei l’Orco che ha generato tutto. Il REALE passato non e’ nemmeno uno sbiadito ricordo, tutto e’ stato riscritto.
perchè ora fa così ?
Per le ragioni di cui sopra, perche’ ora ai suoi occhi non sei piu Fdc: l’uomo con cui aveva deciso di condividere la vita, sei un nemico, ed ogni volta che sente dalla tua voce, si ho sbagliato ma ho capito e sono cambiato, non ascolta il tuo messaggio per intero,
sente solo : si ho sbagliato,non tutto il resto. Vede solo che tu confermi di essere l’orco.
Fdc, cerca di riconoscerti che quanto stai subendo e’ profondamente ingiusto : se in una relazione amore, chiarezza e lealta sono presenti (dentro di te sai che tu avevi questi caratteristiche) una soluzione si sarebbe trovata.
Scuotiti Fdc, lo devi a te stesso, e alla fine anche a tua moglie: che sta basando il suo presente e futuro su un castello in aria che si e’ costruita.
Sono d’accordo con te, myskyn. Questa dinamica rischia veramente di diventare ‘patologica’ nella sua fissità, perseveranza, nel ‘gioco di ruoli’.
Ciao Myskin
Grazie delle tue belle e profonde parole, e grazie anche a Luna.
A breve avrò l’udienza per la separazione. Una firma che cancellerà quello splendido giorno che è stato quello del nostro matrimonio. Un giorno in cui io, ma sicuramente anche Lei, credevamo in quello che facevamo.
Quel fantastico giorno verrà cancellata da una fredda sentenza di tribunale che non tiene conto di emotività e sentimenti.
Non so davvero cosa sia scattato nella testa di mia moglie. Forse realmente ha sofferto più di quanto io possa immaginare per la mia negazione di un figlio.
L’altro giorno, quando l’ho sentita, mi ha parlato ancora una volta, con le lacrime agli occhi di quanto aveva desiderato un figlio con me.
Ma allora perchè, perchè non ha accettato il mio passo indietro. Sono maturato, ho capito…che c’è di tanto strano ?
C’è stata e forse c’è ancora un’altra persona nella sua vita. Io non ho detto niente a nessuno, per proteggerla, nella speranza di aggiustare tutto tra di noi. Ma Lei questo non l’ha capito. Lungi da Lei ammettere la relazione. Agli occhi di tutti risulta da sola. Lei incolpa solo me che sono la causa di tutto, anche del suo tradimento. L’orco come dici tu Myskin.
Agli occhi di tutti qualche mese fa mi ha dato una seconda possibilità che io ho buttato al vento per “non essermi lasciato andare” in un momento in cui avrei voluto sentirmi dire “ti voglio bene, ti amo”. Agli occhi di tutti non sono il marito tradito, ma quello che non le ha dato un figlio. Lei è la donna sfortunata.
Ma come può una donna meravigliosa come Lei (perchè lo è Myskin), agire in questo modo. Mi butta fango addosso sapendo che io so cosa ha combinato, e sapendo che io ho taciuto per amor suo. Perchè ?
Perchè scegliere il ruolo della vittima ? E anzi perchè far credere a tutti che io voglio passare da vittima solo perchè ho detto di stare male ? So che accade di peggio nella vita. Ma da Lei questo no, non me lo aspettavo. Lei che tremava al funerale di mio padre.
Non so se realmente Lei sta basando il suo presente e il suo futuro su un castello in aria che si è costruita. Io son convinto che tra poco Mister X uscirà fuori e sarà tutto normale perchè agli occhi di tutti è ormai una donna separata.
A me non resta l’amaro in bocca ma il fiele. Perchè alla fine di tutto una famiglia non me la sono costruita pur avendone avuto le possibilità. E pur desiderandola fortemente oggi non riuscirei a pensare di fare un figlio con una donna che non sia mia moglie. Sarebbe bello avere un figlio ma quanto dolore proverei nel tenerlo in braccio sapendo che non è figlio di Lei che per anni mi ha chiesto di voler essere sua madre.
Grazie ragazzi, non so se c’è ancora un ulteriore fondo da toccare
FDC, fermo restando che il futuro non lo conosciamo, e che già a volte “stare nel presente” risulta difficile (lo dico per i tuoi continui rimandi al passato, ma in realtà è proprio ciò di cui avremmo più bisogno lo stare nel presente…) mi pare abbastanza naturale che tu OGGI non riesca a pensare di avere un figlio da una donna che manco ancora conosci e di cui ancora non sei innamorato. Non sto dicendo che ti innamorerai per forza, nè che non sia naturale anche che tu in questo momento formuli un pensiero di questo tipo, ma è chiaro che in questo momento stai parlando di un’immagine mentale teoricamente futura, ipotetica, ma con le tue sensazioni di oggi, 3 ottobre 2012.
Mi auguro che se un giorno, più o meno prossimo, avrai un figlio da una donna non avrai di questi pensieri, no? ora ti vedi come uno a cui improvvisamente viene catapultato un figlio in braccio, se pur suo, da una perfetta sconosciuta con cui non c’è un forte legame… ma quella donna, al momento, non esiste… è una proiezione della tua mente, del fatto che tu adesso NON ti senti in un certo modo…
@una fredda sentenza di tribunale che non tiene conto di emotività e sentimenti.
Perdonami, FDC, ma quella fredda sentenza di tribunale come fa a diventare un soggetto che non tiene conto? intendo dire, non è mica venuta a cercarvi la sentenza, non è che una mattina un avvocato si è sognato che voi due dovevate dividervi, senza tener conto della vostra emotività e dei vostri sentimenti.
Qualcuno l’ha chiesta e voluta quella separazione, o no?
Una persona che si mette in posizione passiva – tu abitualmente la metti, oggi, in questo post finalmente no, o molto meno – l’ha voluta. Tenendo conto, perlomeno, della propria emotività e dei propri sentimenti. Ciò che il Mister X appaia o no.
In una relazione non basta che uno voglia che la relazione ci sia, in questo senso il 50 per cento del no pesa in una separazione più del 50 per cento che vorrebbe il sì. Le ragioni per cui pesa di più mi sembrano abbastanza evidenti.
Questa separazione legale, tra l’altro, giunge dopo tre anni. Non dopo un litigio sbattendo la porta. Non certo l’indomani.
Io non so perché tua moglie ponga così la questione davanti agli altri. Personalmente, forse, non l’avrei neppure posta davanti agli altri, indipendemente da avere la coda di paglia o meno. Intendo dire che non serve spiegare agli altri perché un amore è finito, o di chi sono le responsabilità. Oggi ho incontrato una mia amica d’infanzia e riguardo il suo matrimonio, in crisi, ha fatto semplicemente un’espressione eloquente. L’espressione di chi è dispiaciuto che quella decisione convinta, dieci anni fa, per loro, stia avendo altri esiti. Non mi ha detto che è colpa sua, nè che è colpa di lui. Non mi ha detto niente. Ha fatto un’espressione eloquente, che non era di rabbia, nè di rivalsa, nè di vittimismo. D’altra parte io non le ho neppure chiesto: ma la COLPA di chi è?
E’ ovvio che se un giorno volesse parlarmi l’ascolterei e ovviamente non posso sapere se con altre persone ne dice di tutti i colori su suo marito o si prende tutte le colpe del mondo.
Non posso sapere a che punto sia della sua rielaborazione. Ma poiché io non sono andata a dirle: è tutta colpa mia/è tutta colpa di lui, riguardo me, posso capire benissimo anche perché una persona non lo fa. Anche perché può metterci del tempo per non prendersi tutta la colpa o darla tutta all’altro, allorché una storia d’amore importante finisce.
La mia storia è stata estremamente importante e anche estremamente bella e vera, intensa e complice, al di là dei suoi anni bui lo è stata. Non so cosa ti dirò tra uno, due, tre anni. Credo che non potrò mai rinnegare ciò e non soltanto perché è stata lunga due decenni. Io rifuggo dal fermarmi a parlare con persone che mi chiedano: perché?
E non perché mi vergogno del fatto che sia finita, non perché penso che io abbia colpe da nascondere celandole con altre colpe, nè perché temo il giudizio altrui. Di analisi, ovviamente, ne ho fatte molte,
le rielaborazioni non sono finite, lo shock non è del tutto riassorbito, l’incredulità credo sia propria di chiunque abbia creduto fortemente in un amore, compreso, ovviamente, il proprio.
A dire il vero ho sempre provato la sensazione, anche quando tentavo di spiegare le cose, di essere sempre troppo parziale o troppo poco imparziale. Di non riuscire comunque a dire quel tutto, quel groviglio di cose che non è soltanto una crisi ma ciò che proviamo di fronte a certe situazioni. Un po’ come accade con la malattia di una persona cara, con la morte di una persona cara.
La persona cara, il tuo rapporto con la persona cara, la sua malattia, la sua presenza, la nostalgia… un mondo di cose, così tante da non stare nelle parole. Un mondo di cose che una persona, da fuori, può involontariamente ferire, violare involontariamente anche cercando di dirti la cosa migliore che gli riesce, o una sua razionalizzazione, proiezione.
Anche quello che provo rispetto alle persone che ho perso, ma anche alle persone a cui voglio bene, è uno scrigno prezioso, qualcosa per cui le parole non bastano. Nel bene e nel male, in certi casi. Eppure poi ti capita di incontrare uno sguardo, come qllo della mia amica di oggi. Qualcuno che ha vissuto qualcosa che non sarà mai identico a ciò che hai vissuto tu, già solo xké il tuo vissuto sta dentro di te, il suo in sè, eppure non servono neppure molte parole.
Dopo il tempo delle tante parole, tante analisi, tanti pensieri aggrovigliati e del tentare di contenere l’ansia attraverso una COLPA ecc spero che tu, se la cosa può giovarti (credo sinceramente di sì), ti conceda il tempo di un silenzio, di un’introspezione più costruttiva e quieta. Non ho detto meno dolorosa ora, ho detto però più costruttiva. Senza tanto rumore, anche delle sue parole, dette a te e agli altri, giustificazioni, versioni. A qualsiasi cosa siano servite a lei.
Ciao Fdc, Luna
Luna, capisco tutte le eccezzioni che porti alla frase di Fdc “una fredda sentenza di tribunale che non tiene conto di emotività e sentimenti” : tutto vero (i.e La sentenza non e’ certo il soggeto, la separazione arriva dopo tre anni etc) pero’ allo stesso
capisco anche Fdc, indipendentemente da tutto e tutti, sara‘ un passaggio a livello emozionale difficilissimo.
E quindi Fdc, vorrei prevenirti in particolare sulla asetticita della procedura in tribunale, che diventera quindi un momento di una crudezza estrema. Avverra in massimo 5 frettolosi minuti, il tutto gestito da giudice e addetti con una sufficienza e freddezza manco si deliberasse su una servitu di passaggio… (del resto come dargli torto.. in fin dei conti per loro la tua storia, sara una mera pratica tra mille, da sbrigare in fretta per smaltire l’arretrato.. tra l’altro giuridicamente una pratica di una linearita e semplicita totale)
Nel mio caso, io credo di poter dire che all’epoca avevo gia fatto gran parte del mio percorso di comprensione ed accettazione (sia razionalmente che emotivamente) ciononostante sul momento, la conseguente l’ondata di sensazioni mi travolse…..
e ricordo ancora tutto il disgusto, dolore e senzo di disorientamento che mi accompagnarono all’uscita dell’edificio.
SI Fdc, prbabilmente ci saranno momenti ancora piu’ duri che ti attendono.. pero’ a livello piu’ profondo io credo che una piccolissima risalita l’hai gia fatta, vedo negli ultimi post degli sprazzi in cui (cito Luna) “ti ascolti e osservi. Osservi le dinamiche, osservi che siete in due e il suo atteggiamento”.
E in questa ottica, mi accodo in pieno alle sue parole:
“se la cosa può giovarti (credo sinceramente di sì), ti conceda il tempo di un silenzio, di un’introspezione più costruttiva e quieta. Non ho detto meno dolorosa ora, ho detto però più costruttiva. Senza tanto rumore, anche delle sue parole, dette a te e agli altri, giustificazioni, versioni. ”
Cerca di insonorizzare anche il rumore fatto dalla tua cupa disperazione, e nel silenzio inizia finalmente ad ascoltari.
Ciao Amici, tutti.
Ho staccato per riordinare i pensieri e gli ambienti. Succedono cose che possono cambiare il corso della nostra vita ma gli eventi passati non si cancellano. Possono portarci tristezza oggi i momenti felici di ieri, ma nulla potrà portarci via i la gioia che abbiamo vissuto. Si va solo avanti…ieri è la nostra esperienza e acquista un significato nuovo ogni volta che aggiungiamo un tassello al nostro puzzle. Quando guardo le foto di mia figlia nata da poche ore in braccio a suo papà, vedo la gioia nel volto del mio ex. Vedo una profonda tenerezza che lo toccava in una profondità che neppure lui sapeva di avere nel cuore. Vedo la delicatezza nelle sue braccia forti e vedo anche la sicurezza a volerle dire io non ti lascerò cadere. Se ripenso al momento in cui ho scattato la foto so che lui stava provando quello che ancora oggi si vede in quell’immagine fermata nel tempo. Poi i giorni passano e la tenerezza, l’emozione viene messa da parte per far posto all’ego, all’orgoglio… Quando ci sono discorsi importanti che vengono taciuti, quando le carte in tavola non vengono messe e si rifuggono le domande scomode, si crea un distacco. Quando una coppia non riesce più a trovare un percorso comune allora le parti si dannano nel tentare di attribuire la COLPA e la gente, da fuori, parla senza cognizione di causa. Mentre dentro di noi sappiamo come sono andate le cose, ma non vogliamo dirlo a voce alta. Il figlio che non le hai dato fa di lei una vittima e di te il martire voluto da te stesso FDC. Come un buco nero risucchia ogni altra valutazione della tua vita matrimoniale…sia da parte di lei sia da parte tua. Ho sconvolto la mia vita, la vita di mia figlia e anche la vita del mio ex. So per certo di aver tenuto gli occhi chiusi, so che la COLPA non ha più importanza quando apri gli occhi e prendi atto di ciò che vedi. .
Questi mesi sono stati difficili per molti aspetti. . ma sto ancora camminando, a volte piango ma so come sono andate le cose e questo è sufficiente.
Vi abbraccio
Aleba
MYSKYN, sì, capisco ciò che intendi dire con @capisco anche Fdc.
Anch’io capisco FDC.
Forse, chissà, gli serve anche spostare quel “soggetto” all’esterno, su quelle persone che fanno il loro lavoro e non sono fredde soltanto, forse, perché ne vedono ogni giorno a decine, ma anche perché quando fai una serie di mestieri metti uno schermo, altrimenti non li puoi neppure fare (fermo restando che esistono avvocati, medici, infermieri, giornalisti ecc più “umani” e capaci ed empatici, che lo dimostrino o no, di altri), e ho sbagliato io a riportare “la cinepresa” sui soggetti coinvolti in prima persona.
Forse mi sarei dovuta rendere conto che dopo questo passo gli sarà più “facile” (virgoletto perché non ho mai pensato che sia una passeggiata) rielaborare le cose diversamente e vedere le cose da un altro punto di vista e che ora ha bisogno ancora di “soggettivare” le cose in questo modo.
E’ chiaro che quei “5 minuti” per lui sono estremamente carichi.
Carichi anche perché sono stati costantemente procrastinati.
Capisco ciò che dici sul fatto che si può arrivare a quel momento con una maggiore rielaborazione già attuata.
Io non mi sono sposata e quindi non ho avuto un momento davanti all’avvocato e al giudice. Quando dico che per me è stato uguale sposarmi o no lo dico coscientemente e sentitamente, se parliamo di “simboli”, almeno per quanto mi riguarda, essi sono stati fortissimi nella mia relazione, per cui io sono in grado di ricordare quello che per me è il giorno del mio matrimonio… non ho avuto invece bisogno dell’avvocato per un altro atto “simbolico” oltre che da codice civile. (avrei potuto averne bisogno volendo fare casini, ma non li avrei mai fatti) e quando dico che sono “contenta” (virgoletto per il contesto) di non aver avuto bisogno di mettere in mezzo giudici e avvocati, non ne faccio solo una questione economica, ma anche psicologica ed emotiva. Per quanto quando una relazione importante e molto concreta finisce il soqquadro è generale e quindi il fatto di non spendere soldi anche per la burocrazia è rilevante… ciò lo dico lucidamente, non in senso materialista. Ma stiamo parlando di emotività e di “simboli”, di come noi sentiamo, vediamo il nostro vissuto e le contingenze.
Anch’io ho avuto i miei momenti fortissimamente simbolici, pur senza avvocati, quindi sì capisco FDC.
Forse non riesco a spiegarmi, comunque sia credo che ogni relazione molto importante vissuta visceralmente e in una certa ottica di “eternità” allorché finisce sia un grande soqquadro interiore e che ogni persona abbia i suoi tempi di rielaborazione, i suoi “simboli”.
FDC ha vissuto questi tre anni con il fiato sospeso, auspicando che questo momento non arrivasse mai. Da un certo punto di vista avrebbe potuto avere il tempo di rielaborare proprio perché tra la porta sbattuta e la parte fredda burocratica, allorché simbolica, sono passati degli anni, da un altro punto di vista è rimasto cristallizzato, forse, anche perché quel momento era
era costantemente evitato, procrastinato.
Posso dire, per interposta persona, se parliamo proprio di quel preciso momento a cui ci riferiamo, che ho visto amici e amiche stare meglio, non peggio (anche se non cinque minuti dopo) in seguito a quella svolta, fuori dal limbo agonizzante di una costante procrastinazione.
Momenti che fanno male. Ma sono abbastanza persuasa, anche per esperienza personale di tipo sentimentale, esistenziale, emotivo, che agli esseri umani non fa bene stare in un limbo, soprattutto in situazioni così legate alla propria anche alla propria identità.
Quindi, anche se immagino che per FDC sia un passaggio durissimo, credo che sia un passaggio necessario, se è impossibile che le cose si evolvano in modo diverso. La separazione legale non è ancora il divorzio, ma il fatto che non si fossero nemmeno separati vivendo comunque separati non credo giovasse a nessuno, per quanto per FDC avesse un senso. Ma un senso in cui restava costantemente proiettato verso il passato.
Spero di essermi spiegata, forse no, perché sono un po’ (parecchio) stanca oggi.
Un abbraccio a voi.
PS: e anche ad ALEBA, MARIA e NERI se per caso, anche silenziosamente, passano di qua.
Ciao Luna, Aleba e Myskin
Il giorno è arrivato. Il dado è tratto come dissero qualche tempo fa. Il treno mi è passato sopra senza uccidermi ma distruggendomi ogni parte del corpo.
La giornata più brutta della mia vita dopo quella della morte di mio padre. Tutto ciò in cui credevo distrutto in 5 minuti.
5 minuti che hanno cancellato ciò per cui ho vissuto, ciò per cui ho creduto, ciò per cui sono stato felice.
Lei apparentemente serena, addirittura sorridente. Io che il sorriso non so più cosa sia. L’ho chiamata, ho tentato ancora una volta l’impossibile. Lei che insisteva sul fatto di avermene date di possibilità. Io che le dicevo che non ero riuscito ancora a capire quali fossero.
Le sue ragioni, il figlio, sto benedetto figlio, la mancata maternità che ha scatenato in Lei (dice) la perdita del sentimento nei miei confronti. Le sue possibilità datemi: quelle durante il rapporto quando io il figlio non lo volevo. E quella datami qualche mese fa quando io non mi sono “lasciato andare”. Nessun accenno alla sua “colpa”. Un tradimento, un abbandono non sono nulla, conta solo il mio errore, il mio “non capire” il suo malessere al punto tale da farle svanire il sentimento. Strano che a me il sentimento non svanisce nè dopo un tradimento nè dopo un abbandono. Non so se sia meglio sentirsi dire “non voglio un figlio per paura di rompere il nostro equilibrio di coppia” o “sono stato/a a letto con un altro uomo/donna, ho fatto l’amore con un altro uomo/donna”. Cos’è che ferisce di più ? Certo, ognuno ha le sue percezioni di ciò che sia più importante. Ma forse un tradimento non distrugge la fiducia ?
Eppure io ero lì, pronto a sperare in un ultimo suo ripensamento.
Anche davanti al giudice quando lei (perchè era una donna) mi ha chiesto cosa avessi. Ed io le ho risposto che ero semplicemente coinvolto sentimentalmente ed emotivamente e che volevo bene a mia moglie. E quando il giudice ha chiesto perchè allora ci separavamo abbiamo risposto le stesse cose, la mancata maternità che le ha fatto svanire il sentimento e il mio ritornare sui miei passi. Nessun accenno da parte mia al suo “tradimento”, l’ennesimo gesto d’amore che lei non ha capito o non le interessava capire.
Ieri dopo la sentenza sembravo un essere che camminava nel vuoto. Solo in mezzo alla gente, solo in mezzo a qualcosa che non riconosceva più.
E c’è di peggio, il mio cambiamento di fronte alla paternità ormai mi ha distrutto. Perchè ciò che non ho desiderato per tanti anni, lo sto desiderando da tre. Per questo ancora di più non riesco a dimenticarla. Forse perchè ho capito cosa effettivamente desiderava e quanto fosse importante. Cosa che non sono riuscito a capire in tanti anni di convivenza. A capire che il mio continuo rifiuto potesse allontanarla definitavamente da me, magari tra le braccia di un altro.
E’ un fallimento, ma nello stesso tempo una cosa pazzesca. Un uomo che si castra, che si autodistrugge per una paura non superata, per aver mentito a se stesso….
…Si a se stesso, all’idea di famiglia che ho rifiutato di fronte ad una donna che me l’ha chiesta più volte. E viaggio in mezzo alla gente cercando il suo sorriso che non ritroverò mai più, la sua gioia di vivere, il suo entusiasmo il suo Amore per me che per anni mi ha fatto sentire il re dei re.
Dove è finito questo Amore ? Non lo so. Forse cancellato dal mio atteggiamento passivo, o forse semplicemente dal sorriso di un altro uomo che l’ha fatta sentire più importante di quanto la facessi sentire io.
Oggi più di due anni fa mi sento vuoto dentro. Tutte le cose belle che amavo distrutte da un’incomprensione. vedere mia moglie così vicina all’indifferenza mi ha disintegrato l’anima.
E’ così facile cancelare i sentimenti ? E allora perchè io non riesco ? E sono quasi tre anni nonostante tutto.
Grazie ragazzi
Fdc,
Oggi mi limito a dirti (e so che ti sembrera impossibile) che al di la di passato e futuro, per quanto durissimo e difficilissimo anch’io penso che nel presente fosse un passaggio necessario.
Un sincero e sentito abbraccio Fdc
Myskyn
Ciao FDC, ciao a tutti.
Io che sono quella che ha voluto la separazione mi sono sentita come te (e tuttora mi sento così alcuni giorni) quando abbiamo sancito i critieri di affido di nostra figlia. Tutto irrecuperabile, il dado è tratto come dici tu. Pure davanti al giudice l’hai protetta e da quello che vedo la proteggerai sempre, porterai il segreto nella tomba pur di mantenere l’immagine immacolata di lei e affossare te stesso per la mancata maternità. Bravo così si fa. Questo non è amore…questo è totale mancanza di amore verso te stesso, hai deluso te stesso e non riesci proprio a perdonarti. Perdoni lei, ma te sei sempre da condannare. Pure io amavo come te, FDC e ho impiegato tutte le capacità affettive di cui disponevo per far sentire amato lui, proteggendolo da quelle verità che erano troppo scomode per lui. Verità che lo avrebbero costretto a lasciare il trono di “Dio in Terra”. Lei, la tua regina resterà sempre regina, ma tu che sai come stanno le cose almeno di fronte a te stesso e per rispetto di te stesso dovresti veramente cambiare prospettiva e cominciare a pensare che, se non ci hai fatto un figlio, forse era perchè avevi dei segnali di equilibrio precario…per questo temevi che un figlio avrebbe potuto stravolgere tutto.
I sentimenti si possono cancellare? NO NO NO ma si possono rielaborare. La nostra vita è meravigliosa…se lasciamo aperta l’anima e alziamo gli occhi invece di tenerli bassi guardando solo il mq davanti a noi cupo e tetro dove abbiamo depositato ogni nostra colpa, ci accorgiamo che si può rielaborare, a ordinare e catalogare e anche ad accettare che indietro non si torna ma si può andare avanti. Non amerò più un uomo come ho amato lui… come tu non amerai più come hai amato lei. Ma ti auguro, ci auguro di non chiudere le porte all’amore.
Ciao Aleba, ciao Myskin
Inutile dirvi come sto. Non saprei neanche descriverlo. Mai stato così. Vorrei scappare ma non so dove. Ho un serpente nello stomaco. Ieri sentivo una mia amica al telefono una mia amica separata che non ha voluto figli durante il rapporto. E’ rimasta della stesa opinione. Le ho chieto perchè non ne avesse voluti. Mi ha risposto come rispondevo io a mia moglie. Non se la sentiva. Addiceva problematiche (giuste per carità) riguardanti le condizioni economiche e quant’altro. L’ho lasciata parlare. Mi sono accorto di quanto ho davvero modificato il mio atteggiamento i fronte alla paternità perchè più la ascoltava e più mi dava fastidio quello che diceva. Ed era quello che dicevo io durante il rapporto. E’ pazzesco tutto questo, è assurdo. Fossi rimasto della stessa idea sarebbe stato tutto più semplice. Invece no. Il percordo che avevo fato dentro di me aveva dato i suoi frutti: stavo imprando ad accettare la paternità al punto tale da desiderarla. Ma mia moglie mi tradisce e mi abbandona, perde il sentimento nei miei confronti a causa dei miei no al figlio. Ed io mi ritrovo moralmente a terra, deluso ma ancora innamorato di mia moglie e come giustamente die Aleba senza un minimo di amore verso me stesso. Me stesso che non riesco a perdonare. Perchè mi sono rovinato la vita e, forse l’ho rovinata a Lei. Per cosa ? per una paura, per immaturità. Mi sono giocato la vita. Un poker d’assi in mano buttato al vento. Come potrò amare un’akltra donna Aleba, come potrò cancellare mia moglie ? Ci siamo fatti del male a vicenda. Usciamo distrutti da questa vicenda ma forse Lei avrà uno spiraglio di luce nella sua vita. Perchè alla fine Lei ja scelto. Io no. Anxi forse ho scelto prima o scelto la cosa sbagliata, qulla di non formare una famiglia con la person che amavoe che mi amavo. Cosa abbia combinato questo è a tutti chiaro. Una scelta che ha distrutto la mia vita. Oggi non ho interesse per nulla. Caduto nella pi+ cupa delle depressioni da causa. E la realtà mi piomba addosso ogni giorno. Bambini che dicono…papà. Mi sitrugge tutto questo. Perchè io non mi son voluto far sentire chiamare papà. Mea culpa. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Forse non piango più ma è peggio, neanche mi sfogo. Sto male dentro, troppo. Rifiuto la vita che mi aveva messo quello che volevoin mano. E l’ho buttato nella spazzatura.
Amore per me stesso ? No Aleba non ci riesco. Tutti mi avevano avvertito. Non ho voluto o saputo capire. Ma certi errori si paano. E li sto pagando. Forse troppo
Un abbraccio
FDC, a me pare tu sia vittima di una mistificazione. Se le cose stanno come racconti tu sì. Io trovo pazzesco come sta donna dia tutta la colpa e non ammetta che il figlio, quando poteva averlo, non l’ha voluto lei. Anche quando ti avrebbe dato la famosa possibilità mesi fa avrebbe detto pure che siete incompatibili su un colore pur di dirSI che lei voleva, ma con te è proprio impossibile perché TU… Sbaglierò? Può darsi, ma a me pare che tu sia un capro espiatorio ideale. Da ciò che racconti, ripeto. Tu te la bevi ancora sta fregnaccia che non siete la famiglia cuore per colpa tua e le nevrosi di tua moglie, le SUE, non esistono. Che bella scusa che ha trovato, in te, che ci caschi, per giustificare ogni cosa che rifiuta di sè.
Ciao Luna
Guarda fidati. Io sarò anche il capro espiatorio ideale e lei se ne esce pulita quando in realtà si é innamorata di un altro. Però sta di fatto che sono stato un bel co....... Voleva una famiglia e questo é certo e la voleva con me. Però ho fatto di tutto per non volerla. Almeno a parole nei suoi confronti. Poi io stavo facendo un mio percorso ma…Lei che ne sa ? Lei si tiene tutto dentro, soffre e si appoggia a un altro. Ls vita vs cosi. Io la perdono ma non conta. Ha perso il sentimento dice. Taccio non dico niente a nessuno per proteggerla nella speranza di poter ricominciare. Ma Lei non lo capisce o…non vuole. Anzi come per magia ls sua colpa non c’è più. c’è solo la mia. In teoria mi dà una possibilità ma agli occhi suoi e di tutti sono io che non ls sfrutto. Cosi io sono l’orco e lei la donna sfortunata. D’altra parte può essere che sia la realtà. Fatto sta che io mi sono distrutto là vita. Ho perdonato tuttì ma non me stesso. Vorrei rifarmi una vita, una famiglia ma non é facile alla mia età e poi dopo questa batosta chi si fida ? Eppure in tanti mi avevano consigliato ma…ho voluto fare di testa mia…chissà che mi credevo. Chi sbaglia paga. Non sempre ma nel mio caso il conto mi pare salato. E poi Lei perché si é trasformata in questo modo ? Meritavo tanta vendetta ? C’è chi mi ha detto che ls peggior onta che puoi fare ad una donna é negarle la maternità. Ingenuo e crudele allo stesso tempo. Incredibile ! Coerenza e lealtà sono state la mia rovina. Pare sia questa la verità. E soprattutto mai fidarsi e….mai pensare troppo. Buttarsi. Come va va. D’altra parte anche i figli si fanno con la pancia. Se ci pensi troppo non li fai più. E resti solo.
Depresso eh ? magari fosse. Può darsi che faccio ancora in tempo a curarmi. Altrimenti di questo passo vado in manicomio.
Un abbraccio.
Ciao Fdc,
Visto che in ogni caso si ritorna sempre e comunque su “Non Figlio = Tutta colpa tua” e non ci si smuove di un millimetro… scusandomi in anticipo se ti sembrero troppo diretto o invadente, mi permetto di chiederti qualche dettaglio:
Durante il fidanzamento ne parlavate ?, qual’erano le vostre posizioni (indivduali e di coppia)
E le vostre posizioni nel giorno del matrimonio quali erano ?
Quando tua moglie ha iniziato a chiederti un figlio ?
Dopo quanto ha deciso di andarsene?
Il suo tradimento, temporalmente dove si colloca ? e quanto e’ durato ?
(ps vedo solo ora che distrattamente ho scritto con un nick diverso… sono myskyn.)
Ciao FDC, ciao LUNA.
Tu FDC parli di coerenza e lealtà, non è coerente come ti stai comportando. Soprattutto, secondo me, non è coerente e neppure leale il fatto di averla protetta e di proteggerla tuttora riguardo al fatto che ha un altro. L’amore dunque vuol dire omertà?? Pensi che offrirle su un piatto d’oro la posizione di immacolata nella vostra relazione di fronte al mondo intero sia una dimostrazione di quanto la ami?? L’amore, secondo me, è nella VERITA’ solo dicendo sempre la verità a chi si ama si dimostra di amarli davvero. Intanto tu passi da orco, ma fino a qui abbiamo capito che secondo te è una punizione più che giusta per averle negato la maternità. Ma pensare che lei debba sentirsi amata da te perchè le apri la via di fuga senza traumi e mantenendo il suo buon nome, caro mio sbagli. Passi certo per co…one e inoltre le trasmetti il messaggio “dolcezza nella vita potrai ingannare, calpestare, denigrare, e sputare addosso a chiunque e potrai tenerti la coscienza pulita perchè io ti sto dando lo smacchiatore universale…ho celato la verità per non ferirti”. BALLE Anche io ho commesso il medesimo errore, conoscevo bene i lati fragili del mio ex e la sua boria. Avevo in mano le prove inconfutabili che lo avrebbero condannato prima di tutto di fronte a sè stesso. Ma per amore (e quindi istinto protettivo) e per le insicurezze che lui instillava in me riguardo a me stessa, io non dicevo la verità a lui. Tipo della sua villona, SUA MERITATA SUDATA E INTOCCABILE, ma che non ha affatto sudato e neppure meritato. Gli è piovuta dal cielo. punto. Lui si è sentito autorizzato a fare e dire tutto su di me (sto scoprendo ultimamente che racconta un sacco di balle su di me di una cattiveria inaudita) mentre io ho tardato a dirgli la verità su sè stesso, pensando che così si sarebbe sentito accolto e amato. Invece ho solo alimentato il suo ego e diminuito l’amore che aveva per me (se mai ne ha avuto). Caro mio la verità fa piangere, ma bisogna sbatterci il muso per fare le scelte giuste…altrimenti è tutto un castello in aria. Se io invece che impegnarmi a mortificare me stessa e a giustificarmi per cavolate avessi cominciato da subito a mettere sul tavolo i suoi drammi, le sue mancanze forse anche lui sarebbe cresciuto sapendo di non essere infallibile. Confrontarsi con i propri errori è indispensabile per coltivare “umanità”. Dire la verità a lei e a tutti sul suo tradimento probabilmente avrebbe resto anche più pulito il vostro riavvicinamento perchè sareste stati entrambe dei fragili esseri umani che ammettono i loro errori e si perdonano a vicenda superando la crisi con l’amore. Invece qui chi deve farsi perdonare sei solo tu…lei è la povera vittima innocente. Ha senso proteggere una persona che amiamo dalla verità? Questo è un terreno molto delicato. Io a mia figlia insegno che la verità è l’unico mezzo di comunicazione in amore, doloroso a volte, ma è l’unico modo per vivere pienamente.
Comunque FDC devi cambiare direzione. So perfettamente che è uno sforzo talmente grande che preferiresti annegare piuttosto che salvarti la vita. Lo so. Ma se non scegli tu di ripartire da te stesso ben sapendo che non sei un orco ………..
ciao a tutti, ciao cara Aleba, ti avevo ‘nominata’ prima che fosse postato il tuo intervento 🙂 – concordo con Aleba e trovo importanti le domande dirette di Myskyn per quanto e in ogni caso trovo, da ciò che leggo, una mancanza di equa empatia da parte di tua moglie. Puoi decidere di andartene, ma senza tanta aggressività, attiva/passiva che sia. Così la vedo io. Sono d’accordo con Aleba e trovo che se vuoi rendere partecipi gli altri del perché una storia personale e importante sia finita (se, perché esiste pure il no comment) puoi certamente scegliere quanto approfondire i dettagli etc, ma che se racconti, enfatizzando, solo ciò che avrebbe sbagliato l’altro, neanche ci fosse bisogno di una pubblica gogna, ma celi una bella fetta di questione che ti riguarda, e non dettagli, hai un atteggiamento alquanto paraculo. O perché pensi che a te sia tutto lecito o dovuto e hai ZERO autocritica o perché piuttosto di ammettere, fuori e con te, che tu ti sei sentita di separarti, chiudere, ti sei disamorata e non apparire quella che dà poco valore al suo vissuto scarichi tutto da una parte sola. Anche che ti sei presa TU una sbandata. Il punto è che se è cosa privata la sbandata lo è anche la tua parte. E sei tu sei stato ‘signore’ lei poteva essere altrettanto ‘signora’. Invece a lei fa comodo che tu appaia come l’infantile co.one, però lei donna matura. Cosa che a me non pare affatto. Perché maturità è anche come gestisci la fine di un amore e o una crisi, per come la vedo io. A parte che se anche tu ti fossi preso la libertà (che lei si è pienamente erogata, mi pare) di raccontare anche la sua parte (e non per calunnia, ma per dare a parenti e amici con cui interagivi un quadro più reale e per sfogarti davvero) di per sè ciò non vi avrebbe impedito di tornare insieme se l’amore e la volontà di farlo c’erano da entrambe le parti. Il punto è la tua protezione, ansia e anche totale autocolpevolizzazione pure perché lei ha messo le cose in modo univoco. Si incazza pure se esci dal ruolo di unico colpevole (io parlerei di
responsabilità, semmai) e fai notare che esisti e la coresponsabilità. Si incazza e glissa perché lei, chiudendola dando ogni colpa a te, comunque risolve di darsi, anche davanti agli altri, qualsiasi parte. Anzi, si è riservata quella di vittima e matura. Perché mai dovrebbe dire e dirsi e dirti la verità? Essere più matura sul serio, più corretta e piú equa? Lei ci sta comoda in questa versione, tu no. E se tu ci stai così scomodo da uscirne scemo, autolapidato, e parlare di manicomio son solo azzi tuoi. Arrangiati. E’ che tu non ti arrangi davvero a tirarti fuori da quanto sta sua versione ti ossessiona. Anzi, stai pure a proteggere lei, che si protegge alquanto da sola anche ben oltre il limite della buona creanza e della verità e maturità, invece di proteggere te. E curare le tue ferite. Poi senti frasi o assimili frasi per cui sarebbe il minimo che puoi aspettarti se neghi la maternità a una donna. Lei è giustificata a farti le corna, scappare di casa (e dire, DOPO, che è per il figlio. Ma guarda un po’ perdindirindina. Guarda un po’ che colpo di teatro DOPO. Dirlo prima no. Quando devi pararti il culo per mollare un marito dopo o durante una sbandata la causa è retroattiva), trattarti di m, dopo anni sbucare belbella a esigere seme immediato alle sue condizioni, insultare e sapendo che sei a pezzi empatia zero. E’ giustificata perché tu saresti erode e le avresti praticato un asporto dell’utero? Ha un altro, scappa di casa, ha diritto a essere disamorata e non cagarti di striscio. Poi però ti ha dato una possibilità mesi fa? Che è un gioco questa maternità? I sentimenti sono ad intermittenza? Che testa ha sta donna se veramente avrebbe concepito un figlio mesi fa con l’uomo da cui si separa poco dopo perché, insultato per due anni, e appena morto suo padre, non le ha detto no, le ha detto ti amo e ha osato chiedere mi ami anche tu mentre, mi pare, neanche tornati a vivere insieme? E il co.one saresti tu? Cioè saresti stato intelligente a fare un figlio con chi ha questa maturità? E forse è stato proprio mentre te lo stava pseudochiedendo un figlio che già emergeva questa immaturità. Se c’è stata è stata di entrambi come minimo. Disamorata, stufa, quel che vuoi. Ma da anni ti tratta di m ben oltre ‘il necessario’ e questo lasciare affondare qualcuno in un’ossessione, continuando a caricare quegli aspetti, per me è un obbrobrio. Ti carichi alquanto da solo, beninteso. Ma se lei avesse avuto le palle di dirti ‘si sbaglia in due’ staresti meglio. Non le ha.
Ciao Luna, ciao Aleba, ciao Myskin
Rispondo prima a Myskin:
– Durante il fidanzamento ne parlavamo. Ne ho sempre parlato, spesso. E lei era d’accordo con me.
– Nel giorno del matrimonio ho mantenuto le stesse posizioni. Lei lo sapeva ed era d’accordo. Fui chiaro: io non ne desidero, poi tra due tre quattro cinque anni non saprei, ma la vedo difficile.
– Se non erro mia moglie ha iniziato a chiedermi un figlio dopo circa tre anni dall’inizio del matrimonio
– Un giorno dopo altri tre anni mi disse che doveva riflettere. Se ne è andata definitivamente poco dopo, quando ho scoperto la sua storia parallela
– Dopo la sua richiesta di riflessione qualcosa non mi quadrava e ho cominciato a sospettare. Non so bene da quanto andasse avanti la storia, probabilmente mesi. E’ certo è che “l’altro” era una persona che conosceva da anni.
Aleba, sicuramente hai ragione sul fatto che io non sia stato coerente nel proteggerla dalla questione che avesse un altro. Quando l’ho scoperta non puoi immaginare cosa ho provato: rabbia, delusione, gran senso di vuoto, incredulità, fallimento. Mi era crollato tutto. Avevo due alternative: o portarla davanti ai suoi genitori e raccontare tutto o cercare di lavare i panni sporchi in casa confidando nella nostra maturità. Ho dovuto decidere in un attimo. Ho sbagliato ? Oggi penso di si visto il suo comportamento. Nonostante tutto avevo creduto ancora in Lei. Pensavo lo capisse
Non ho mai pensato che sia stato giusto “punirmi” in quel modo perché non volevo un figlio: si parla, si discute si litiga, ma non si tradisce. Io ho espresso un’opinione che poteva essere cambiata, era una decisione importante, la più importante della vita, e non credo vada “punita” con un tradimento”.
A Lei ho detto tutto quello che dovevo dire, quello che pensavo senza mezzi termini. Pensavo capisse, così non è stato
Luna, alla luce dei fatti io mi sono comportato da signore (o co...... che è la stessa cosa) Lei da “paracula”, hai detto bene. Credetemi però quando vi dico che, se mi sono comportato in questo modo è stato perché per anni ho conosciuto un’altra persona. Una persona che mai avrei immaginato potesse fare quello che ha fatto. E’ brutto, è tremendo, è terribile scoprire quello che ho scoperto in chi per anni si è mostrata con te e con gli altri come una persona dalla quale trasbordavano intense qualità morali.
Ma la cosa più importante è che ho sempre amato questa donna e ho sempre creduto in Lei “Sputtanarla” avrebbe voluto dire chiudere definitivamente la storia. Non ce l’ho fatta. Non sono d’accordo con te Aleba quando sostieni che dire la verità a tutti avrebbe reso più pulito il suo riavvicinamento. Dicendola a Lei senz’altro, e così ho fatto. Raccontare tutto a parenti ed amici sarebbe stato come metterla sulla pubblica gogna. E la gente sai com’è…se fossimo tornati insieme l’avrebbero additata come quella che ha tradito il marito. Come di una persona di cui non ci si può fidare. Avrebbe perso stima da parte di tutti.
…Volevo evitare questo per Lei. Ho preferito assumermele io le responsabilità della crisi. Almeno in questo credo abbia senso proteggere una persona che amiamo dalla verità. D’altra parte ragazzi la gente se vuole sa anche mettere insieme i pezzi: una coppia modello, lei che va in crisi perché vuole un figlio, lui che capisce l’errore, ama la moglie e si dice pronto a formare una famiglia, lei che rifiuta e addirittura chiede la separazione…uhm…i conti non tornano.
Un abbraccio a voi tutti
FDC SCRIVE:Ma la cosa più importante è che ho sempre amato questa donna e ho sempre creduto in Lei “Sputtanarla” avrebbe voluto dire chiudere definitivamente la storia. Non ce l’ho fatta. Non sono d’accordo con te Aleba quando sostieni che dire la verità a tutti avrebbe reso più pulito il suo riavvicinamento. Dicendola a Lei senz’altro, e così ho fatto. Raccontare tutto a parenti ed amici sarebbe stato come metterla sulla pubblica gogna. E la gente sai com’è…se fossimo tornati insieme l’avrebbero additata come quella che ha tradito il marito. Come di una persona di cui non ci si può fidare. Avrebbe perso stima da parte di tutti……………No FDC non intendevo dire che dovevi dirlo a tutto il mondo, ma alle persone che contano SI. Prima fra tutti LEI.
Poi una cosa è fondamentale: TU sai come sono andate le cose. A me quello che mi raccontano sulle cattiverie che dice lui, mi scivola addosso..IO SO e le poche persone che contano sanno. Sanno i servizi sociali, sanno i miei genitori e la mia più cara amica, sa il parroco, sa il suo più caro amico. Le persone che pur sapendo lo consolano e ascoltano lui lo fanno per interesse..mai per amore. Perchè quando ami qualcuno sei terrorizzato all’idea di vederlo sbandare, allora ci parli lo ascolti ma non gli menti per farlo sentire a posto e non fingi di credere alle sue bugie perchè così non lo perdi. Bacioni
Ciao a tutti,
Fdc il fatto che ad oggi non sai esattamente collocare il tradimento, secondo me, e’ molto significativo.
Non dico che avresti dovuto scandagliare ogni minimo dettaglio: assolutamente no.
Pero’ almeno i contorti essenziali li avresti dovuti conoscere, per poter capire la situazione e soprattutto avere un confronto sincero e paritario con tua moglie.
Ma la tua priorita era arrivare ad un ricongiungimento, troppo il dolore per la separazione, e cosi dentro di te hai “liquidato ” un elemento importante senza realmente affrontarlo : il passaggio mentale « il tradimento non conta, conta ritrovarsiti« ha fatto perdere per strada un pezzo importante del puzzle, della verita.
Lo stesso vale per l’addossarti la colpa; pur capendo il non aver voluto lavare i panni sporchi in pubblica piazza (anche se concordo con Luna nei modi che avresti potuto usare) secondo me nel dialogo diretto a due con tua moglie di fondo il ruolo del colpevole l’hai sempre fatto tuo.
Certo ci saranno stati singoli episodi in cu come hai scritto ” Lei ho detto tutto quello che dovevo dire”, ma poi sei sempre ritornato ( lo fai anche ora con te stesso) al : ho sbagliato e sono cambiato perdonami e ricominciamo.
No Fdc, tu non hai preso una decisione diversa, improvvisa e UNILATERALE nella vostra relazione Ventennale di coppia . Scusami l’esempio troppo crudo ma Il giorno del matrimonio non avevate in progetto di procreare fino a formare una squadra di calcio giovanile… e poi all’improvviso hai cambiato idea e senza confrontarti ti sei fatto sterilizzare….
Vedi Fdc, nel tempo si cambia sia come individui che come coppia : e’ naturale , lei ha maturato il desiderio di maternita (fin qui niente da eccepire) la normalita avrebbe voluto che all’interno della coppia (con i tempi e modi necessari ad entrambi) avreste verosimilmente trovato una soluzione.
Cosi non e’ stato, chi ha deciso unilateralmente di dettare i tempi e dichiare “ora e’ troppo tardi” e stata lei non tu.( e traslascio l’aver prima pure tradito)
Vedi Fdc, mi riallaccio a quanto detto da Aleba, “la verità è l’unico mezzo di comunicazione in amore” ma qui nel tuo caso non c’erano due persone che parlavano a cuore aperto, tu che prendevi le responsabilita per aver FORSE sottostimato il desiderio di maternita di tua moglie o FORSE per aver avuto tempi lenti di reazione e Lei che prendeva la responsabilita di aver tradito e di aver SCELTO unlilateralmente di andarsene.
No dalla rottura in poi, non c’erano due persone che parlavano c’era solo una vittima (che sentenziava le colpe) ed un reo confesso (che mendicava il perdono)..
Lo ripetero allo sfinimento: Fino a che cerchi il perdono per una colpa che non hai, lei non si mettera mai in discussione, anzi si autoconvincera ancor di piu della favoletta in cui si nasconde quella di Fdc, l’orco della maternita…..