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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 676
    LUNA -

    maria, scusa, non ho capito bene. In cosa secondo te lui starebbe mentendo a se stesso? E inoltre volens o nolens io trovo che, seguendo quel che lei voleva o sentiva di volere o dimostrava di volere lei sia rimasta dieci anni, se ne sia andata quando e come se la sentiva, sia tornata quando se la sentiva. E come si sente. E con ciò che vuole, ok. Ma pur sempre ora i tempi non dovrebbero combaciare? Io aspetto te, tu aspetti me. O osservare che così non è. Fuori dal coro si trova ora in una fase molto particolare della sua vita. Perché lui a sua volta non potrebbe avere bisogno di sentirsi capito, agevolato, non sottovalutato? Forse intendi dire che dovrebbe prendere atto di ciò che non funziona? Avere esigenze diverse non è una colpa. ALEBA: Grazie, cara. Molto vero l’esempio del falco.

  • 677
    maria -

    bello quello che hai scritto, mi fa’ riflettere…AVERE ESIGENZE DIVERSE NON E’ UNA COLPA. lei dovrebbe andarle incontro e capirlo?

  • 678
    Fuori dal Coro -

    Maria, Neri21
    Ciao innanzitutto. Voi pensate che mia moglie si sia negata a se stessa per amore mio. Pensate che si sia rinnegata facendo quasi un voto. Non vivendo le emozioni che potrebbe avere con un’altra persona. Ma scusate cosa state dicendo ? Io non le ho chiesto di annientarsi. E onestamente, ai miei occhi, non mi sembrava si annientasse. Vivevamo un rapporto sereno, fondato sull’Amore. Ognuno con i propri caratteri. Io ho sposato lei con Amore, amandola per quello che era, accettandola con i suoi pregi e difetti e non pretendendo di cambiarla. E così ho pensato di lei nei miei confronti, dato che era quello che mi dimostrava. Se lei è in confusione il problema è suo. Non l’ho portata io ad andare in confusione. Se aveva qualche problema con me, qualcosa che non le andava bene, poteva parlarne discuterne. Cosa che lei non ha fatto.
    Neri dici che voi donne avete bisogno di altro. Ma di quale “altro” avete bisogno ? Basta ascoltare ? Uno ascolta se l’altro/a parla. Noi maschietti non abbiamo la palla di vetro. Non possiamo “immaginare” ciò che passa nella testa di una persona. Lei mi ha rinfacciato tante cose che io neanche mi sognavo fossero problemi. Mi ha rinfacciato situazioni riguardanti gli anni di fidanzamento ma vi rendete conto ? E sto parlando di situazioni normali, legati alla vita di tutti i giorni. Se a me una cosa non sta bene la dico, ne parlo. Non posso pretendere che un’altra persona interpreti il mio pensiero.
    Care ragazze, lei mi ha ricercato in un momento per me delicatissimo, dicendomi che non mi aveva dimenticato, che voleva ricominciare con me. Poi ? Ogni giorno diceva una cosa diversa. E ben inteso care Maria e Neri io non le ho mai detto in questo periodo che è colpa sua. Semmai è lei che mi incolpa ancoea di qualsiasi cosa. Io mi sono messo in discussione. Lei no. Mai. Continua a rinfacciarmi la questione del figlio. Non so cosa pretende. Che dopo due anni e mezzo immediatamente si provi a fare questo figlio senza neanche provare nemmeno a tornare a vivere insieme ? Il dubbio che può venire a qualsiasi uomo è che in casi come questo il desiderio del figlio “a tutti i costi” tenda a sottovalutare l’importanza del valore della coppia. Noi non siamo difficile Neri. Possiamo essere distratti a volte. Ma siamo “lineari”. Lei sa benissimo che io la Amo, ma di Amore vero, sincero. Cosa che io non so di lei però.
    Un bacione

  • 679
    LUNA -

    spero di non dirlo male (perché vado di fretta) ma: stiamo tutti (io inclusa) attenti alle ‘proiezioni’. Fdc egoista in quanto uomo. Lei imprigionata dall’egoismo di lui, e senza scelta, o per mera generosità. Donna che ha avuto pieno diritto (con una fuga di due anni) alla non assertività perché faceva un percorso? Maria, che siano alla pari, penso. E che non si tratti di rimediare a torti quanto di ascoltarsi, tra sè e reciprocamente. Di una via assertiva si tratta, comunque

  • 680
    Neri21 -

    caro Fuoro dal Coro
    scusa se ti ho fatto arrabiare, non era mia intenzione, leggendo le tue lettere mi sono immaginata nelle mie situazione molto diverse, però racconti che ti sta rinfacciando dei problemi ancora dal fidanzamento e questo mi porta a pensare che forse non aveva il coraggio di dirlo e chiaro che non e colpa tua se lei non si e spiegata, pero avresti dovuto capire che cera qualcosa che non andava.
    Vedi nel mio rapporto ho sempre dato tutto di più con la convinzione che era giusto cosi, ho sempre giustificato il suo modo di fare che in fondo lo fatto anche mio, apparentemente ero convinta di stare bene, nella solitudine della nostra casa, lui e un solitario, se c’éra da andare in ferie esisteva solo la montagna, (la odiavo ma ci andavamo x il bene suo) e tanti altri episodi che involontariamente mi sono rinegata x scelta o perche il quei momenti gli accettavo, ad un certo punto della mia vita e scattata una scintilla nella mia testa dopo l’ennesimo no alle mie richieste (su situazioni normali legati alla vita quotidiana)o cominciato reagire, a parlare delle mie angosce, dei suoi errori sia con me che con i figli ed e venuto fuori una catastrofe, risultato separati in casa, fino a quando non si sa.
    Il mio errore piu grande e stato a non impormi dall’inizio, dire questo mi piace, quello no, desidero le ferie al mare, oppure un anno in montagna e un anno al mare x parcondicio, (prendo le ferie come esempio banale).
    Forse, dico forse lei si sta scoprendo adesso, dopo due anni di vita singol, credimi quando cominci a fare l’estratto conto della vita i cassettini della memoria si aprono tutti anche quelli che a suo tempo non gli si e dato il peso giusto, fanno molto male.
    Credo che anche lei si sia messa in discussione e te lo sta dicendo nella sua lingua,l’unico consiglio che mi sento di darti, se ci tieni a lei, non arrabiarti se ti dice qualcosa che ti offende, cercate di capirvi, la confusione che dici non e sua ma vostra.
    E vero che voi sieti lineari ma la maggior parte siete quadrati, o e bianco o nero, l’intermezzo non cè. Guarda che ti ama anche lei solo ha molta paura di soffrire, se no non ti avrebbe cercato e non starebbe parlare dei momenti difficili.
    Fuori dal Coro non mollare.
    Un bacione a tutte voi

  • 681
    LUNA -

    FUORI DAL CORO: ovviamente non c’ero, nella vostra vita, nelle percezioni di ciascuno. Ma, al tempo presente, ammetto che, per quanto cerchi di essere il più possibile oggettiva, riesco a immedesirmarmi nei quesiti che ti poni, perché me li farei. Non tanto sul fatto del figlio ad ogni costo, ma di un reciproco mettere anche se stessi in discussione. E’ chiaro che è questione di sentire, punti di vista, anche del chiarirsi. Quindi sviscerare le cose può pure starci. Ma ammetto che penso (chiaro, ho solo la tua campana) che può averti (ed è successo) destabilizzato una fuga e un non chiarire, parlare in cui tu per due anni non senti di aver scelto di parlare da solo. Io ovviamente le sue ragioni non le so, non è che parteggio. Ma quando dici che per te è un momento delicatissimo hai la mia empatia, e anche quando dici che la questione non è dire no ad un figlio, ma capire delle cose fondamentali prima. Si rende conto lei che anche tu hai bisogno di sentirti accolto, rassicurato? Che comunque, qualsiasi ragione sentisse, due anni di blackout si possono anche superare, non è detto di no. Ma non son trascorsi solo per lei, come se li è vissuti, ma anche per te, come li hai vissuti. Il punto sta nel presente, certo. Ma quali sono gli elementi, emozionali etc, nel presente? Sì, scusami se son così diretta, ma ti capisco. Sei andata via due anni, dandoti valide ragioni. Mi ‘sta bene’. Ora torni. Quali sono queste valide ragioni che ti dai? Più forti di quelle che per due anni ti han

  • 682
    LUNA -

    tenuta lontana. Ho capito perché sei stata lontana, me lo dici con forza. Ma voglio sapere, con altrettanto, anzi maggiore vigore, cosa ti ha portata a tornare, perché sei qui. – vedi, fdc, io non dico che internamente queste ragioni, per un ritorno come per andarsene, possano esistere. E essere stravalide anche per ripartire, fare e realizzare grandi progetti. Però posso capire che tu abbia il bisogno di sapere. – neri, non mi piace parlare per ‘genere’ e io ho avuto un uomo così, cioè come può capitare che siano le donne. Cioè che rimuginino tra sè pensando che chi ti ama davvero ha la sfera di cristallo. Io se uno non vede gli dico guarda, se non vedo voglio che faccia lo stesso per me. Perdonami, neri, so cosa sia un assurdo, esagerato spirito di abnegazione. Lo so perché l’ho avuto. Ho retto anche troppo, perché volevo lui e la nostra storia. Però non ho mai finto di stare bene, anche se a volte stavo peggio di come mi dicevo che stavo. E ho SEMPRE detto: penso questo, sento questo, questo mi dà gioia, questo mi fa incazzare, questo mi manca, questo mi rattrista, questo non capisco, questo vorrei farti capire. E ho speso, al di là del visibile, anche fiumi di inchiostro. – c’è da dire una cosa: noi donne, spesso, possiamo spiegare con 25.000 parole ciò che a un uomo giungerebbe più chiaro con due. Proviamo magari con due, quattro, dieci e se non ci sentiamo comprese ne diciamo 25.000. Chi non vuole capire o non vuole più non capisce nè due nè 25mila. Non ho capito se lei ne sta dicendo poche o tante ora, ma forse, concentrata su ciò che a lei pare fondamentale, non sta rispondendo a delle domande, fondamentali per lui. Certo può anche accadere contemporaneamente il contrario. Ed esiste anche il parlare di cose diverse per non ammettere che non ci si incontra. – comunque sia, parlo per me, accetto che gli altri ‘facciano il botto’ ma ammetto che non ho ‘simpatia’ per concetti come ‘son stato zitto tot, anni, perché ti amavo’ in un rancore anche retroattivo, in nome della propria generosità. Mi ripeto, neri,

  • 683
    Fuori dal Coro -

    Luna
    Buongiorno anzitutto. Non ho molto da aggiungere a quanto hai scritto. Ti quoto in pieno. Hai espresso in maniera piuttosto semplice tutti i concetti basilari. Molto chiara l’espressione delle 25.000 parole. Hai detto bene, spesso a noi uomini non servono: ne bastano due dette in maniera semplice e concreta.
    Vedi Luna riguardo mia moglie credo di aver capito una cosa: è andata in tilt con la questione del figlio. Ora probabilmente si sente al limite del tempo concesso e vorrebbe averlo a tutti i costi. Due anni e mezzo fa quando lei di punto in bianco volle uscire di casa per “chiarirsi” io le dichiarai immediatamente che sarei stato pronto a provare a fare un figlio anche subito. Ma lei non ha voluto e se nè è andata. Ora torna, dopo due anni e mezzo di assenza, nelle quali a parole e fatti è stata capace di farmi cattiverie più assurde. Ok, pietrà sopra, vuoi un figlio con me (è vero ?). Ok, d’accordo ma fammi capire cosa ti ha spinto a tornare e soprattutto dimostrami che mi ami davvero e come vuoi vivere con me. Invece mi pare di capire che nella sua testa ci sia l’idea di volermi “cambiare”. Cambiare il mio modo di pensare, di vedere alcune cose della vita. Idee che nulla hanno a che fare con le questioni del figlio e del volersi bene.
    Maria nel precedente post ha parlato di “emozioni” che a lei mancavano e che forse ha trovato temporaneamente in un altro uomo. Anch’io avrei potuto avere tanti tipi di “emozioni” ma non me ne importava nulla. Per me l'”emozione” quella vera era in casa con me, anche mentre si mangiava insieme o si vedeva un film insieme. Questo per parlare di piccole cose. Perchè come ho scritto più volte la nostra vita contava anche molte altre situazioni che facevano si che non la rendessero “piatta”.
    Non è bello sentirsi rinfacciare situazioni avvenute durante il periodo del fidanzamento. Un fidanzamento abbastanza lungo, nel quale ci siamo raccontati tutto. Ed io (parlo per me) mi sono fatto conoscere per quello che ero, senza nascondermi dietro un dito. I difetti, se tali erano, li ho mostrati. E se non ti andavano bene, primo potevi farmeli notare, secondo nessuno ti ha chiesto di sposarmi se non eri contenta di me. Io lo ero di lei e nulla le ho rinfacciato. E nessuno è esente da imperfezioni.
    Ottima analisi Luna, garbata, concisa e imparziale anche sotto il punto di vista uomo/donna.
    Complimenti

  • 684
    neri21 -

    cara Luna
    hai spiegato benissimo il TUO modo di essere e lo approvo, però nella sfera umana non siamo tutti uguali, ogni persona a il suo carattere e la propria personalità, chi si sveglia prima chi dopo (alcune persone neanche ci arrivano), senza cattiveria x nessuno, la vita e così, sta in te quando e come viverla.
    Se ho scritto cosi a fdc, perché ho rivissuto alcuni miei momenti negativi non e detto che x lui o lei sia la stessa cosa, era semplicemente dire la mia anche se non condivisa.

  • 685
    LUNA -

    (continua) preferisco le persone dirette a quelle che si nascondono (magari anche solo le loro paure, eh!) dietro a ‘non te lo dicevo per non ferirti’ ma poi, piene di livore e rancore, un giorno esplodono, di colpo, fulmine a ciel sereno. Prima non comunicavano perché erano generose e non volevano ferire, ora perché son troppo ferite, incazzate o semplicemente STUFE. Il punto è: e tu che puoi farci? – naturalmente neri chiunque può acquisire consapevolezze lungo il cammino. Ma è proprio il rancore retroattivo ecc che non sopporto. Mi sa di revisionismo. O di altro che generosità. Piuttosto mi sa di ‘finché comoda a me’. Naturalmente chi subisce violenza morale, fisica, economica, sociale NON PUO’ parlare, comunicare, portare il suo punto di vista. E può essere in generale difficile farsi ascoltare da certi caratteri (m o f). Però il ‘non ho parlato perché son troppo generoso’ mi sta proprio sulle palle. Io non dico più quel che penso e sento quando mi allontano. E prima di andarmene do la possibilità di sapere che un pericolo c!è. Funziono al contrario dello zittoperchésontroppobuono. E posso fidarmi di chi non dice quel che sente? O forse lo dice ma tot dipende sempre da quanto amare fa bene a lei o a lui? Io mi son sentita dire ‘hai fatto cose meravigliose per me e la mia vita, grazie’ e GIORNI DOPO quando ero in difficoltà io che allontanamento e egoismo verso me dovuto a cose non dette per ‘troppa bontà’. Mi domando se gli egoisti peggiori son quelli che si credono generosissimi.

  • 686
    LUNA -

    neri: 🙂 avevo capito. Scambi di punti di vista, appunto. Io mi rivedo più in fdc, per quanto ovviamente ogni storia e persona sia diversa. Perché tutti, con la più buona volontà, facciamo errori. Ma sentirci dire dopo anni cose retroattive e trovarci un muro duro e inkazzato davanti è un trauma. Io l’ho vissuto e sente di averlo vissuto fdc. Per oltre due anni si è fatto un suo giro all’inferno. Nn dico che lei no. Ma capisco che lui possa aver anche bisogno, non per rancore ma in modo costruttivo, che lei dimostri di rendersene conto.

  • 687
    LUNA -

    ALEBA, tempo fa dicevi qualcosa sul fatto che si nasce e muore soli. Io ti ho detto la mia. E la penso. Allo stesso modo non mi va di fare un discorso sulla ‘società’ (anche se in realtà si parla di tendenze nella società, e ci sta pure) perché la società è formata da individui. Che possono divenire massa, campione, statistica. Ma poiché conosco molte persone che stimo perché dovrebbero essere coloro che NON stimo il mio ‘campione’? Siano essi uomini o donne. Dunque ti parlerò piuttosto di che tipo di atteggiamento, in alcuni individui, non mi piace e osservo. Son cresciuta circondata da pregi e difetti, ma anche da certi valori che sento affini, e che hanno reso migliore la vita di coloro che, tra loro, li hanno reciprocamente agiti. Ogni individuo è fatto a modo suo e ogni relazione nasce dall’incontro o meno di una serie di fattori, esigenze, rinegoziazioni etc. Non penso che persone che stanno male insieme debbano starci per forza. Mi pare più uno schema, quello, che un valore. Ma, come diceva marquito a suo tempo, forse più che divorziare con facilità si sposa (o relaziona parlando di grandi scelte) con facilità. La cosa che mi 😮 di alcuni individui (m/f) è il loro innamorarsi di loro stessi innamorati più che veramente dell’altra persona, tanto da trattare le relazioni non come un qualcosa in cui ci si sostiene a vicenda e i problemi si affrontano

  • 688
    LUNA -

    (e per problemi intendo anche il fatto che nella vita di ciascuno possono capitare difficoltà lavorative, problemi di salute, famiglia, fragilità. E sulle lunghe distanze poiché queste cose fan parte della vita anche capitano) bensì come una specie di luogo in cui i problemi NON devono esistere. E bada bene intendo non problemi di incompatibilità di carattere, violenze e sevizie morali, dittature, ma il non riuscire a sopportare e reggere il fatto che l’altra persona non sia in perfetta salute, abbia difficoltà, sia preoccupato per sè o un parente anche cavandosela da solo/a. Il non provare empatia e sostenere ma trovare fastidioso, deludente e rompicazzi. Questo non è il MONDO, aleba. Perché se giri non al luna park ma tra la sofferenza incontri tanta sofferenza ma pure molta gente che così non è. Anche gente del cavolo ma non solo. Però anche gli individui di cui parlo esistono. E io non li voglio intorno. E non voglio gente che ama troppo o buonista. Perché la sofferenza non fa dire ‘che bello’ a nessuno (a parte ai sadici e masochisti). E quindi uno stress è ogettivamente peggio che una vacanza. Ma persone equilibrate, mature sì.

  • 689
    aleba -

    Ciao Luna. Condivido pienamente quanto hai scritto. Per questo ritengo che la miglior scelta per me sia di restare sola. Vedo, ogni giorno, che l’empatia più profonda si raggiunge con gli estranei. Con le persone più intime scatta una sorta di “voglio prendere tutto il possibile” e ti ritrovi a parlare una lingua sconosciuta perchè noti proprio che c’è un radicato rifiuto ad ASCOLTARE. Allora le alternative sono: o ti poni in posizione di comando e assumi tu il ruolo di chi non ha intenzione di comunicare, oppure ti ritrovi a dare dare dare con il cuore frustrato. MEGLIO SOLI.

  • 690
    LUNA -

    ALEBA, penso che nelle relazioni ci sian sempre anche degli inconsapevoli giochi di equilibri, anche laddove vi è una certa base di affinità e empatia che fa vivere ciò in modo più spontaneo e naturale. Mi sa che imparare ad ascoltare in modo assertivo sia importante quanto comunicare e comunicarsi in modo assertivo i propri bisogni. Nessuna relazione forse è ‘finita’, nel senso che ogni giorno è in evoluzione (o anche involuzione)

  • 691
    LUNA -

    anche per variabili che vanno al di là del semplice carattere.
    Ciò di per sè non è negativo, è la vita. Ciò che può essere negativo è il modo di reagire ai conflitti o il modo in cui le persone attorno reagiscono alle difficoltà e ai conflitti. E altre cose di cui abbiamo parlato e anche cose di cui non abbiamo parlato.
    Tu hai avuto una brutta esperienza e conosci quella esperienza e ti sei vista in quella esperienza.
    L’essere umano si basa molto sulle sue esperienze. Si dice che c’è chi le attraversa senza imparare una “banana”, c’è chi si basa su una esperienza per costruire un suo mondo in scala. Naturalmente parlo per estremi, in mezzo ci sono mille sfumature. E certe cose di noi emergono sotto determinati stimoli.
    L’essere umano, comunque, credo, spesso (non dico TUTTI) si orienta anche in base ad una propria mappa, che nasce dal carattere, dalle esperienze, dalla sua reazione emotiva alle esperienze.
    E’ “ragionevole” se conosciamo una persona aspettarci che reagisca o sia un certo modo. A volte capita anche che invece non vogliamo o riusciamo a vedere che reagisce in un certo modo, non ci piace e quindi edulcoriamo, filtriamo o semplicemente ci disorienta. L’essere umano è generalmente più complesso, è ovvio, però, pur essendoci delle variabili nella vita di ciascuno, anche da un amico o un’amica ci “aspettiamo” una serie di cose (non necessariamente cose che fa per noi, intendo modo di essere, reagire) in base all’esperienza.
    Sentire questo e osservare questo di per sè non è sbagliato.
    Voglio dire sarebbe come avere per esempio due amici, uno più empatico e generoso, l’altro più egoista e meno sensibile, chiamare sempre quello più egoista aspettandosi che sia generoso, volendo che sia generoso, e soffrire perché la sua risposta è sempre contraria a quello che noi vorremmo e che ci farebbe sentire “a casa”.
    Chiedo scusa se semplifico, Aleba, e forse in realtà complico un concetto che non riesco ad esprimere bene.
    Quello che voglio dire è che abbiamo bisogno di basarci sulle nostre personali esperienze e che ciò ci può aiutare anche a sentirci e conoscerci, ad orientarci, dentro di noi, prima ancora che fuori.
    Ma una persona, una relazione, sono davvero l’esempio di ciò che sono le persone o di ciò che sono le relazioni?
    Possiamo davvero costruirci una mappa su com’è l’esterno in base ad una esperienza?
    Quanto, in questa sensazione di aver capito com’è l’esterno, c’è invece la considerazione anche della nostra risposta emotiva o del nostro disagio emotivo in una determinata situazione?
    Un’esperienza negativa può dirci: io questo non lo voglio/non è quello che mi fa stare bene
    è corretto
    ma può davvero dirci che poiché tutti troppi funzionano nello stesso modo la sola via è la difesa?
    La mia è una domanda, realmente.
    In questo periodo ho vissuto un dolore, di quelli veri. Cioé ieri, a dire il vero. E’ fresco, e per come sono fatta non mi va di parlarne.
    Anche perché, come fuori dal coro, vivo naturalmente un momento particolare.

  • 692
    LUNA -

    talmente pieno e carico di emozioni anche contrastanti che me le vivo.
    Ho perso una persona cara che adoravo, e solo sull’esperienza di stare vicino in questi anni, gli anni più difficili suoi, per ragioni di salute, ma anche miei, per altre ragioni, potrei scrivere e dire chilometri di parole, e su questi ultimi giorni in particolare.
    Invece mi viene, su questo, un silenzio. Silenzio carico di emozioni, rispetto, anche riequilibratura mia personale.
    Però non volevo dire questo, volevo dire che ad un certo punto quando una situazione di questo tipo si è proposta, in qualche modo riproposta, io mi sono mossa lungo la mia mappa. Non per quanto riguardava l’esperienza emotiva intensa e profonda di questi giorni. Lì mi sono mossa di cuore, istinto, dolore.
    Ma per quanto riguardava lo sguardo sul mondo e il timore di cosa sarebbe potuto succedere in me e intorno mi sono basata talmente inconsciamente su una mappa da soffrire prima ancora che certe cose accadessero.
    Sono onesta con te, alcuni atteggiamenti sbagliati sono effettivamente avvenuti. Quindi non è che io filtravo il mondo attraverso un mio trauma e per questo prendevo lucciole per lanterne.
    Al contempo però la mia “mappa”, anche angosciosa, in cui tentavo comunque di proteggermi, mi limitava. Limitava anche la percezione delle mie risorse.
    Mi diceva: sarà così e tu reagirai così ecc.
    Io sono io, è vero, ed è vero che certe cose mi fanno bene e altre mi fanno male. Ma le variabili esistono, oltre a delle mappe interiori che abbiamo tutti bisogno di considerare e anche di avere.
    Esistono nelle situazioni, negli altri e in noi stessi.
    Io non voglio credere che le alternative siano soltanto:

    @o ti poni in posizione di comando e assumi tu il ruolo di chi non ha intenzione di comunicare, oppure ti ritrovi a dare dare dare con il cuore frustrato.

    Posso dirti che ad un certo punto mi sono chiesta se non ero io, io per prima, a pensare che le alternative fossero solo queste. E quindi che non potessi che vederMI solo in un inconscia posizione di comando, o dare dare con il cuore frustrato.
    Chiudermi in un eremo e non chiedere o uscire dall’eremo frustrata perché io reggo la gente e le situazioni ma non succede l’inverso.

    Sono tante le sensazioni che mi hanno attraversato, con risposte che mi sono data persino senza farmi quelle domande, anche perché io mi stavo facendo le domande sbagliate, chiusa nella mappa. Una specie di mappa in cui esistevano solo risposte neanche tanto multiple a crocetta.
    Mi ha stupito darmi risposte diverse.
    Non per forza solo migliori, eh, ma anche semplicemente diverse.

    Work in progress, anyway. ti abbraccio, vi abbraccio.
    Ciao 🙂

  • 693
    aleba -

    Luna carissima, lo so! infatti il mio lavoro deve concentrarsi su di me. La solitudine, in questo momento, mi è molto utile anche se spesso mi piacerebbe avere un “ascolto” umano…che non sia il mio psicologo. Lui mi da di quelle mazzate che l’ultima volta gli ho detto ” per favore, quello che lei sta per dirmi…io lo so già! mi lasci dar sfogo alla disperazione, lasci che le mie parole anche se sembrano autocommiseranti, escano e le raccolga senza frustate!! Io so che mi devo rialzare, so che non è finita…ho solo bisogno di 10 minuti di ruota libera, ruota libera giù per il pendio! poi spingo di nuovo, e torno su…perchè è in cima che voglio arrivare.

  • 694
    LUNA -

    sì, certo, anche scaricare ti serve, lo capisco.
    Capisco che tu possa avere anche bisogno di concederti di sentirti disperata per poi risentire le risorse e tornare su, ancora più su.
    Naturalmente non so come sta lavorando il tuo psicologo, e assolutamente non mi permetto di commentare di per sè un lavoro così personale che state facendo. Così, in generale, osservo solo che a volte più che frustare o “giudicare” un momento di autocommiserazione forse il senso è fermare un turbinio di associazioni e “logiche” che gira in qualche modo in tondo (più che lo sfogo di una disperazione) per riportare il “lavoro” su un piano costruttivo e in evoluzione.
    Fermare il loop, in un certo senso.
    Proprio per il fatto che lo psicologo, pur offrendo uno spazio libero di espressione, non è al contempo l’amico a cui piangere sulla spalla, che può reggere o no, ma colui che insieme a te ti aiuta a guardare le cose da un altro punto di vista, con una visione più ampia, superare i famosi “copioni”, che possono riguardare anche i meccanismi autolesivi (certi pensieri che ci facciamo, certe definizioni che ci diamo lo sono), scoprire i tuoi strumenti e le tue risorse per fare tutto questo. Quindi capisco, ma, immaginando che lavori bene, riesco ad intuire anche perché il tuo striz ad un certo punto del percorso possa essere meno incline a lasciarti andare a ruota libera quando vai a ruota libera in una certa direzione.
    Scusa, Aleba, naturalmente sono solo mie riflessioni, che magari non avrei dovuto neanche esprimere, per quanto il rapporto tra te e il tuo psicologo è una cosa vostra, un percorso vostro, e per il fatto che tu hai semplicemente espresso una tua esigenza, scrivendolo, che assolutamente, mi ripeto, ci sta.

    🙂 un grande abbraccio

  • 695
    aleba -

    Certamente Luna, il percorso che sto facendo è personale…ma posso tranquillamente dire che il mio psicologo non emette sentenze. Si occupa di afferrarmi la mano, metaforicamente, e condurre il mio sguardo più in alto, per vedere da una prospettiva “neutrale” ciò che vivo. In passato avevo sempre rinunciato a ricorrere all’aiuto di un analista, perchè sapevo che sarei stata costretta a prendere atto di fatti concreti e di conseguenza intraprendere azioni che facevano male…a me ma soprattutto ad altri, alle persone che per me erano le più importanti in assoluto. Ora che sono staccata dal mio ex mi capita di pensare che ho buttato alle ortiche un rapporto di 17 costruito con fatica e qualsiasi cosa avessi raggiunto..era stata sudata, quindi era preziosa…mi viene da piangere e penso di aver dato un calcio a qualcosa che era parte integrante della mia vita: l’amore che nutrivo per lui e che mi aveva tenuta in quella casa. Poi mi rileggo qualcuna delle tante pagine che avevo scritto negli ultimi anni..e vedo chiaro, vedo tutto.

  • 696
    Fuori dal Coro -

    Ciao ragazze
    Buona Pasqua a voi tutte. Per me sarà un Pasqua un po’ diversa dalle altre. Sicuramente una Pasqua non serena. Auguro invece a voi tutte tantà serenità.
    Per quanto riguarda l’altro fronte non ho nuove. Purtroppo faccio fatica a capire, a comprendere. Credo a questo punto che lei abbia dei problemi con se stessa che deve risolvere. Purtroppo, e mi duole dirlo, l’universo femminile odierno è molto cambiato. Tanto…troppo. E il cambiamento spesso non vuol dire evoluzione quanto….involuzione. Troppe cose, troppi impegni, troppa competizione, troppi interessi sull’inutile hanno fatto si che le donne attualmente si occupino contemporaneamente di troppe cose risultando alla fine allo stremo dello stress senza neanche accorgersene. Si dimenticano dei loro ruoli volendone interpretare troppi. E quando vuoi interpretare troppi ruoli contemporaneamente rischi di non interpretarne bene neanche uno. E spesso il ruole da sacrificare è quello familiare o di coppia.
    Mi spiace davvero ma le “Alebe” sono rare al giorno d’oggi.
    Buona Pasqua di nuovo

  • 697
    LUNA -

    fuori dal coro, grazie per gli auguri, che ricambio di cuore. Anche per me questa è una pasqua diversa, perché la mia famiglia ha subito un lutto pochi giorni fa, dopo un peggioramento di salute inatteso, giorni di ospedale tra tenerezza, paura, speranza, empatia, ‘lotta’ anche perché tutto andasse per il meglio. Purtroppo invece non è stato così. ‘lavoro’ comunque sulla serenità e in empatia con i miei famigliari, che fanno la stessa cosa. Per il resto, capisco quello che intendi, e anche cosa può voler dire avere a che fare con qualcuno ‘che si cerca’, tra l’altro in un’età in cui verrebbe naturale aspettarsi dei punti centrali risolti. Però, scusami, non sono d’accordo con te. Perché mi domando quanto certi modi di ‘cercarsi’ e gestire ciò nei confronti altrui e della vita siano molto più questione di indole, carattere che di sesso e epoca. Per quanto questa sia un’epoca di crisi. Ma di crisi economica, qualità di vita, aspettative normali per un sistema in collasso molto più che per una questione di ruoli. Cioè è chiaro che un sistema in tilt produce stati d’ansia collettivi ma nei tempi odierni più

  • 698
    Neri21 -

    ciao
    Buona Pasqua e molta pace interna ed esterna a tutti voi, Abele, Luna, Maria e Fuori dal coro.

  • 699
    LUNA -

    più ke donne che si incasinano pensando a troppi ruoli (tipo donne in carriera) le donne son madri, mogli, lavoratrici e insieme al marito devono sbarcare il lunario tra sempre maggiori difficoltà e spesso sostenere anche uomini spaesati a loro volta dalle incertezze di una crisi economica e quindi anche di identità (tipo perdere il lavoro o cambiarlo di continuo). Se le donne non sapessero gestire più ruoli, poi, le madri single e separate che farebbero? Una donna o un uomo può lavorare, creare, avere interessi ma essere una persona che ha dei valori e sa amare anche 5 figli. Io ne sono convinta. Il problema a volte sta più nel carattere e nel modo di affrontare la vita, le relazioni, le responsabilità. Non ne farei una questione di genere

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    maria -

    fuori dal coro
    si e’ girata la frittata completamente, ora ce tua moglie da capire..
    pero’ hai detto bene, essere soprattutto se stesse e’ molto importante. tua moglie per via di tante cose non riesce piu’ a capire chi e’ in realta’, ha bisogno di tempo per ritrovare se stessa, io ti posso dire che mi son trovata nella sua stessa situazione, ed uscirne non e’ semplice, devi avere l’aiuto di qualcuno che ti stia accanto per venirne fuori, e’ questo qualcuno potresti essere tu, ma non e’ detto, perche’ a volte anche chi ci e’ troppo vicino ci va’ stretto, ci soffoca,ci invade, ma non perche’ non gli vogliamo bene, ma perche’ chi va in crisi con se stesso, per ritrovarsi deve riuscire da solo a scontrarsi con tutto e tutti per riuscire a capire quali siano le sue radici.stalle accanto, non chiederle nulla in cambio, dalle il tempo di comprendere qual’e’ la sua strada, puo’ essere che alla fine di questa strada non ci sia tu, ma che lei sia destinata a qualcun’altro, ma questo tu, per saperlo devi aspettare.
    essere dentro e non essere dentro a questo rapporto non e’ facile, ma se la ami devi accettare il verdetto finale. con amore MARIA

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