Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
di
aleba
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso
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LUNINA, sto cercando di convertirmi alla sigaretta elettronica.
E’ il quarto tipo che cambio ma, questa volta, sono incappata in un una che fa un fumo bestiale e riesco a tirare senza richiare di risucchiare tutto l’impianto nello sforzo di sentire qualcosa.
E’ un modello un pò ingombrante ma qualcosa fa 🙂
Ciao.
Ciao Luna,
invece del connubio rifletti-fuma per me c’era la trilogia Caffe-Riflessione-Sigaretta…. se poi esageravo entro le 10 del mattino, la giostra girava ancora piu’ forte, ed ero piu’ e piu’ appannato col passare delle ore… dai che riesci a sostituire con footing-rifletti 🙂
Tra l’altro immergermi nella natura mi ha sempre dato quello stimolo in piu’ per estranearmi ed essere meno soggettivo
myskyn, anche a me 🙂 anni fa però ad un certo punto, dopo tanti anni che cmq fumavo, ho avuto un loop, tra troppi dolori, stress etc insonniamegafumogalattico. Io posso fumare ‘poco’ ma all’epoca andai oltre le 40 sigarette. Fumate tot di fila, montagna fuori dall’auto. Poi non ho smesso, ma tornata discretamente a standard sì, tranne quando il filtrocorto (non della cicca, il mio tra stimolo-reazione) faceva scattare una momentanea compulsione. Era da tempo però che non ri-ero in quel tunnel. Da alcuni giorni sì. Di giorno no. Ora sto finendo un pacchetto comprato due ore fa. E’ sofferenza ‘fisica’ looppante, non riflessione. E’ associazione d’idee troppo veloce, unidirezionale. Un po’ come fa fdc, ma a me si concentra in poche ore. Ma batto sempre lì. Perché mi si è riaperta una ferita, mia. Per inciso son consapevole. Ieri ho letto il libro che si usa per smettere. Non mi ha fatto una cippa. A parte farmi venir voglia di fumare :p mentre ne stavo fumando quasi zero. Non mi serve perché questa è compulsione pura. L’altra volta l’ho fermata. Io. Ci son andata dentro e stop. Dico davvero. Questa settimana son partita. Forse son due. Non importa. In realtà mi son ‘spaventata’ io per questa reazione
anche se so ‘tutto’. So anche perché soffro. Perché in modo acuto. Ciò che mi spaventa è questa ‘incoscienza’, eppure c’è sempre un motivo. Dovevo ‘svenire’, è che un modo del cavolo. Perché ovviamente poi durante il giorno mi sento da schifo, a parte perché ho il catrame che mi esce dalle orecchie, anche per il danno economico e per la stupidità di tutto ciò. Mi sto prendendo a calci in culo, io. Non sono autolesionista, ma in questi giorni ho rabbia e ci sono implosa. In una mia ‘desolazione’. Dolori vari, ansia. La verità è che non mi son rimessa in asse perché avevo bisogno di ‘urlare’ e di perderla. Però non va bene. Non va bene perché fa male. Era meglio se mangiavo come un maiale, almeno becco qualche chilo :p io bevo solo caffè deca, poi però mi sveglio come un toro con la nicotina? Un genio :p era meglio se prendevo a pugni un sacco. EME, secondo me se fumo ora una sigaretta elettronica fa fa scintille :p e se mi metto in bocca una lampadina si accende :ppp ma funzia anche con la compulsione la cicca elettronica? Secondo me se fumassi cartoline arrotolate sarebbe uguale. E’ il gesto.
Luna, verissimo, ci sono momenti in cui si e’ assolutamente elettrici !
Mi spiace sapere che questi siano giorno no, ma e’ bello vedere che non hai perso autoironia e voglia di sorridere , elementi che nel mio caso, nei momenti piu’ bui, mi hanno aiutato molto per non andare troppo in la : quasi una rete di sicurezza.
Quoto tutto quanto dici sul fumare, e’ compulsione e si: su tutto conta il gesto. Aggiungo allo svegliarsi come un toro con la nicotina, l’hangover mattutino da troppe sigarette ancor piu’ nocivo di quello da alcol…
Concordo, anche sulle “non riflessioni” ma bensi associazioni d’idee troppo veloci e unidirezionali… mi ha sempre aiutato esternarle (che sia parlandone con un amico o scrivendo su un forum) in un certo senso e’ come parlare a se stessi, si riesce a dare piu’ forma e contorni alle idee.
myskyn: verissima la faccenda dell’hangover, non so se sia peggiore, ma c’è. Forse pure più subdolo. Malumore, nervosismo, minor concentrazione e energia, senso di pesantezza fisica, ‘incatramamento’, minore reattività positiva allo stress, peggiore alimentazione. Molto molto più connesso, tutto ciò, allo stress ‘fisiologico’ mentale e fisico di quanto si pensi. Aggiungiamo il brivido di sapere di aver assunto veleno e non per due giorni… Uno strapazzo inutile e realmente dannoso. Mi fa ‘ansia’ quando ci penso (e magari fumo per l’ansia. A proposito: una mia amica ha visto drasticamente diminuire l’ansia smettendo). Non sto facendo una campagna antifumo. A parte che io fumo! i non fumatori rompimaroni ottengono sempre l’effetto contrario, anche per il lato fortemente oppositivo insito nella dipendenza. Inoltre il fumatore a sentirsi bombardare si innervosisce e… Fuma. Quindi se io facessi la campagna a me mi romperei solo le balle. E ti dirò anche che se fossi rimasta nei ‘limiti’ forse non avrei mai riflettuto. Ma io ho la sfiga di poter fumare quantità di cicche che farebbero venire la nausea e un hangover ultra a molta gente. Io con 60, credo, mi sento come alcuni dopo 30 o 20. Non credo di aver mai fumato 60, ma 40 sì. Per carità, c’è chi ne fuma 40 die per anni. Io no. Io ne ho fumate 40 nei miei dark days. La schiavitù ‘tabaccaio’ solo a quel punto mostrava la sua potenza. L’altra volta ho cambiato auto e ho detto ‘da oggi in auto non fumo più’. Non era banale. L’auto era connessa a mi fermo, apro il finestrino, perdo la cognizione del tempo etc guidando anche e fumo fumo fumo e consumo benzina per girare come una trottola o mi fermo e looppo. E mi estraneo e non scendo. Guidare mi è sempre piaciuto, scaricare, relax, ciò che dici tu anche del movimento e della natura. Ha sempre funzionato e stare ferma in auto poteva pure essere la positiva stanza per sè. Soggettività, ricentratura. Ad un certo punto però sta cosa mi si è rivoltata contro, non perché fosse di per sè negativa, ma perché aveva oltrepassato un limite. Dunque osservare e dire non fumo più in auto fu una presa di coscienza ben più che un atto di volontà. Fu una liberazione. Non ci credeva nessuno che non avrei fumato in auto. Ma siamo noi i primi a liberarci delle etichette con cui ci identifichiamo. Ho fumato in auto solo tanto tanto tanto tempo dopo. Quando stava morendo una persona cara. Ma non ho mai ripreso a fumare in auto veramente. Quando me ne accendevo una scattava comunque un salvavita. Idem il vagare in auto, troppo. Quando avevo i dark days avevo anche problemi di salute e economici, peggiorati dalle mie “soluzioni” compulsive. Che mi toglievano anche, in realtà, fiducia in me stessa.
e poiché c’era già chi mi giocava contro ero passata io alla squadra nemica. Il mio cervello va veloce, una fortuna. Utile. Non quando però la velocità la giri contro. Allora diventa difficile anche centrare quella soggettività-oggettività che dici. Io credo (mi permetto di ipotizzare) che ciò possa essere un problema anche di eme e fdc, quando all’ “ansia” e le sue associazioni si unisce la velocità di pensiero. Quando l’introspezione, antica saggezza, diventa un randello o non ti dà più il navigatore per uscire dal labirinto. Anzi. Sembra darti indicazioni-sgambetto e magari tu non lo sai. O hai il dubbio, però ti ‘affezioni’ ad un dato di partenza sbagliato. Io non sapevo in cosa ero, già prima, quindi ciò mi confondeva. Rispetto ad un attacco sul lavoro o di un ‘amico’ entravano in gioco valenze emotive ben diverse. Lì cascava anche l’asino della mia intelligenza. Però, anche se non sempre avevo adeguatamente posto le difese all’attacco e se il 95 per cento di eme è assai vero, ed è anche in parte una ‘fisiologica’ risposta (normalmente l’empatia etc sono un in più no un in meno, così come ‘farci un quadro’ della situazione) io non mi remavo contro. Fu quando altri dolori mi colsero, quando mi travolsero, che, tempo dopo, scivolai realmente nei MIEI dark days. Fu lì che ciò che facevo per darmi la mia stanza per me fu chiudermi in prigione, dentro me stessa, a mia volta. E’ chiaro che a chi mi voleva male la cosa andava benone. Eccola qua la compulsiva depressa. Ecco angelina jolie, non in senso estetico :p ecco la ragazza interrotta. Si chiamava dolore. Quando mi son resa conto ho ripreso le mie redini. Allora mi son detta: erano le sigarette a fumarsi te. Era come (con le dovute proporzioni e in metafora) pensare di non avere più niente, neanche l”autoradio per ascoltare musica ma poi vendersela per procurarsi ‘la roba’. Un rivoltare le proporzioni. E, che a loro andasse bene o fossero andati a cercarlo di proposito, era la prima, vera volta in vita mia che ero io a dare loro ragione. Non per dare loro ragione, ma perché io stavo male. E certo non mi dicevano ‘capita anche a quelli ‘normali’ e anche a quelli coi controcaxxi, può capitare a chiunque. In queste cose viviamo in democrazia’. Quando era arrivato il dolore, quello vero, stressata ero già. Ma la mia ‘saggezza’ interiore per quanto un’onda mi portasse anche giù e a compiere errori, che oggi mi riconosco, funzionava ancora. Ma non c’era empatia per me. Non c’era chi, quando sei più di cristallo, facesse per me non quel 95 per cento, almeno il 5. Anzi. A parte LUNA. Ma LUNA faceva ingenuamente anche cose sbagliate per sè, perché quel dolore era ignoto. Per cose sbagliate non intendo ancora le cicche etc. Intendo anche mancanza di protezione. Intendo non avere mai avuto la necessità all’esterno di dire ‘no, scusa, ma del tuo dolore non posso sentir parlare, perché non ho filtro. Lo vivrò come se ampliasse il mio’. E intanto me ne succedevano altre. E ogni cosa aveva una ‘nuova’ più potente valenza. Ad un certo punto ho rigirato le proporzioni. Ma c’erano tutti i danni collaterali. Potevano essercene tanti tanti di più. Ma quelli che c’erano erano perché mi ero ‘distratta’ io. Io avevo perso il senso di orientamento. E a prova di quanto fosse fisiologico ben più che autolesionista lo perdevo a piedi. Micro ischemie, pare. Da stress. O solo stanchezza. Che dire? Tutto insegna.
Ciao Luna,
” il fumatore a sentirsi bombardare si innervosice e… Fuma” :-)) sulla carta un controsenso ma quanto e’ vero !! Tra l’altro io ero e (ahime) sono un tabagista…
Ho sorriso sul tuo aneddoto dell’auto nuova : ho fatto la stessa promessa a me stesso, tant’e’ che ho persino non voluto il posacenere al momento dell’acquisto: morale, qualche mese in cui ho mantenuto i miei buoni propositivi, ma e’ bastata una sola prima sigaretta (in teoria doveva essere l’eccezzione) ed eccomi ritornato a fumare in auto, ed ora e’ ormai un paio d’anni che giro con la tappezzeria del sedile bucata:-)
Concordo, sulla mente “nemico “, sulla velocita di pensiero e l’introspezione, normalmente preziosi alleati, che pero’ possono davvero farci lo sgambetto nei nostri dark days.
In questi giorni rileggievo i post piu’ vecchi di questa lettera e sono rimasto colpito nel leggere che, pur se a tratti e immersi in mille altre riflessioni, c’erano delle frasi di Fdc in cui (almeno secondo me, ) lui riusciva a dare una chiave di lettura chiara e limpida di alcuni episodi avvenuti. Ma forse il pensiero viaggiava troppo rapidamente per dargli il giusto peso, e l’assenza del navigatore (mi piace questo tuo paragone) faceva il resto… cosi indietro alla casa di partenza del nostro labirinto…….
Un ultima considerazione fumosa:-)
trovo interessante quanto dici “fossi rimasta nei limiti forse non avrei mai riflettuto”
Pur danneggiandosi con il fumo ogni giorno, e’ solo quando tocchiamo veramente il fondo (le 40 sigarette al giorno) e i segni di malessere sono cosi forti e continuativi nel tempo che qualcosa scatta dentro e riusciamo a reagire, magari solo dopo settimane o mesi, ma prima o poi il salvavita scatta e ci si muove.
Pero’ vedi Luna, io ho ridotto il numero di sigarette, e i miglioramenti li ho visti e ne vado felice, ma ne sono davvero uscito ? La a risposta e’ no, perche come hai ben spiegato nel discorso “filtro ” possono passare mesi sereni, ma quanto il quotidiano diventa pesante, la mancanza di filtro mi ritrascina a fumare moltissimo. E questo succede solo perche’ ,anche se in maniera apparentemente indolore nel quotidiano, io alla sigaretta ci sono rimasto legato, quasi fosse per me una stampella.
E allora mi chiedo, ma sono i nostri dark days ad aver ridotto il filtro, oppure il problema non e’ filtro si/ filtro no… ma risiede altrove:
al fatto che, come per la sigaretta, pur avendo reagito ed avendo ristabilito un apperente equilibrio, la verita e’ che completamente disintossicato dal tunnel non sono?!
Non so se è un loop o che cos’è. So che mi sento, e probabilmente sono, l’inutilità fatta persona.
Non sono servita nè a me stessa nè agli altri. Una presenza senza un perchè. Il puro frutto di una sco.... malgestita.
Non so da dove vengo, dove sono, dove andrò. Ho solo la forte sensazione che finirò nel posto sbagliato.
Vorrei avere il coraggio di chiudere. E sono certa che non avrei colpa. Sistemerei le cose, questo si. Riparerei ad una svista di 40 anni fa.
EMINA, a dire il vero tu già per me hai fatto moltissimo in questi anni. (e per inciso son andata a info sulla cicca elettronica. E veramente il tuo post papersera me lo tengo in mente). Non sono invadente, e questi pensieri che hai scritto possono durare un attimo, o più, ma ti dico onestamente che se sapessi dove sei adesso vorrei guardarti in faccia. Perché te la stai raccontando ORA una bugia, e mi auguro che non ci implodi dentro, perché quella sì che sarebbe la più grossa e ingiusta caxxata. Son giorni ‘acuti’, ho capito, per quel che posso, perché son giorni acuti tuoi. Ma ho avuto tanti tanti tanti tanti giorni acuti di fila e so quanto siano faticosi e quanto ci si spaventa se sembrano tornare perché pare di non esserne usciti mai. Anche quando non è vero. Mi pareva che tu ti fossi ripromessa di avere una MIGLIORE cura di te, non di pigliarti ancora più a calci in culo, al cuore e in faccia. Onestamente io ci credo che si può, bisogna trovare come. Non così. Rispetto te e i tuoi dark days, le tue verità e le tue bugie, anche una vaffanculo e un tuo silenzio. Da parte mia posso dirti, per quanto non mi aspetto nulla da te tanto più se nei dark days tuoi, che ti ringrazio di essere qui, di avermi scritto quel post, come ringrazio myskyn. Sarà una goccia nel mare, ma per quanto mi riguarda non vedo un errore nel fatto di 40anni fa. Poi ciascuno conosce le sue fatiche e i suoi tormenti, lo so. E’ pesante, lo so. Non ti dirò la vita è bella perché quando si sta male non è bello un caxxo. Neanche incontrarsi per forza. A se stessi, intendo. Però per me le bugie, almeno una parte, te le dici ora, quando ti pigli a calci nel culo, ma comunque dal verso sbagliato. E non perché sei sbagliata. Ci son calci in culo e calci in culo. Questi davvero non ti servono, mi sa, stelin. A parte a urlare rabbia e disperazione? Beh, su quello non metto bocca perché magari ti fa pure bene. Ma non farti troppo male. Ha da passa’ nuttata. Scusa l’invadenza. Ma io egoisticamente son contenta che ci sei. Sul pianeta, che sei nel forum è una conseguenza. Che ti chiami eme o come caxxo. Ti abbraccio. Bau.
Salve a tutti voi: Luna, Myskin e Eme
Non ho scritto in questi giorni. Ho solo letto i vostri post cercando di comprendere i vostri stati d’animo. Ammetto di essermi perso a volte. Ma è colpa mia non vostra. Da un po’ di tempo sono in totale confusione. Mi sento un po’ come scrive Eme nel post n. 1310. E intanto chiedo a Myskin in quali post secondo lui ho dato una lettura chiara e limpida degli episodi avvenuti.
Ormai non mi sento più come nei primi due anni, quando pur sotto shock per la situazione riuscivo a combattere per cercare di riconquistare quanto perduto. Ora sono proprio nel pieno del loop dal quale non riesco ad uscire. Leggo i post di Luna ed Eme. E comprendo Luna quando giustamente mi fa notare che in una relazione si è in due. Un po’ meno comprendo Eme quando mi dice che io in questa situazione mi ci trovo bene. Così come comprendo poco Luna quando dice che sono pieno di luoghi comuni. Va bè è un tuo punto di vista…lo rispetto. Ormai sono in confusione/depressione/nervosismo. Vado avanti, non fumo sigarette. Non ho mai fumato non mi è mai piaciuto. Neanche mi affogo nell’alcool nè prendo psicofarmaci per aiutarmi. Forse mi servirebbero ma non credo molto in questi ritrovati. Credo che alla fine ti rovinino più di quanto sto rovinandomi in questo momento. Sto andando avanti. Esco con gli amici, con le amiche, vado spesso a mangiare pure e sto anche bene per un po’, seguo il calcio, e gli eventi sempre più ridicoli della nostra nazione. Ma sento un gran vuoto dentro. Rifletto molto su tante frasi di Luna: “ma lei dov’era quando tu soffrivi ?”. Pochi giorni fa una mia amica mi ha detto: “ma tu non vuoi bene a te stesso”. Grande verità. Io infatti mi odio in questo momento. Come dice Luna e Myskin non do il giusto peso neanche al tradimento. Vedo solo la mia immane cazzata. No non è un luogo comune fare figli. Se ci si ama è la cosa più importante da fare. Fare un figlio, anche due se si può. E’ la vita, funziona così. Non ce ne è un’altra. Ed io non posso volere bene a me stesso. No. Mi odio e non mi perdono. A prescindere dall’eventuale immaturità di mia moglie. A prescindere di cosa sarebbe successo dopo. Forse nulla o forse le stesse cose così come dice Luna. Non ha importanza. Però avrei fatto il mio. Il giusto, che non è un luogo comune. E forse invece non sarebbe successo nulla perché entrambi non avremmo avuto rabbia nessuno nei confronti dell’altro. Ma solo un pensiero: far star bene i nostri figli. Così come hanno fatto i nostri genitori. Fino a qualche anno fa non mi sentivo superiore a nessuno. Ma nemmeno inferiore. Oggi mi sento inferiore a chiunque. Soprattutto mentalmente. Vedo gente più giovane di me che tiene in braccio un bambino. Voi mi direte: non basta fare figli per essere dei buoni genitori. Vero. Però vedo tanti giovani padri, fino a poco fa degli emeriti deficienti, che oggi sono maturati. Sono diventati uomini. Mentre io che deficiente non lo sono mai stato ed avevo tutte le carte in regola per essere…
…un padre maturo trovarmi adesso a dire: ma che c….zo ho combinato ? Cosa avevo al posto della testa uno scaldabagno ? E poco importa se Lei non si assume un minimo di responsabilità per il fallimento del nostro matrimonio. Io ho da fare i conti con me stesso. Anche se la gente, gli amici, mi spronano ad andare avanti perché la vita continua. Eme non vengo qui a sbandierare quanto ami mia moglie, perdonami se ti faccio notare questo. Non te lo dico con tono alterato ci mancherebbe. Io le voglio bene nonostante mi stia trattando come probabilmente non merito. Le voglio bene davvero, di quel bene che poi è Amore Vero. Non vengo qui a sbandierare questo. Non è importante. Perché è normale Amare una persona che si è scelta come moglie. Altrimenti che senso ha fare un passo del genere ?
Eppure penso a gente che ogni giorno lotta per non morire. Che darebbe chissà cosa per stare come me. Per essere vivo. Per poter ancora provare a dare. A far tesoro degli errori commessi. Ci provo. Penso a chi non ha un lavoro e a chi lo ha perso in questo mondo che non guarda più in faccia alle persone ma solo agli interessi economici di banche, politici e speculatori. A mio padre che non c’è più. A mia madre che vorrei vivesse per sempre. Ma poi mi butto di nuovo pensando a mio figlio che non c’è per colpa mia.
Scusate.
(EMINA, hai visto quante censure tra le mie X e i … nel mio post precedente, per le mie espressioni colorite? 😛 Un florilegio! Bacin! Ti penso…!!! Dicevano che la vita comincia a 40anni in tempi in cui a 40anni si era ben più “anzianotti” di adesso. Sei una pupetta, stellin. Ne hai di tempo, per sbagliare ancora, magari, diversamente, pure, come tutti, ma soprattutto per “registrare” meglio la tua vita, stare meglio, dare un senso alle cose, trovare nuove direzioni… Anch’io a volte non mi son sentita i miei vicini ai 40, neanche quando ne avevo più 30 di adesso, ma circa 3550… faticosi 3550… A volte capita ancora… ma non son di parte perché ne ho 38, eh… 😉 😛 –
MYSKYN: beh, dipende… consideriamo una cosa… e cioè (non me ne voglia anche la tabagista che c’è in me e non me ne vogliano i tabagisti tutti) che di per sè il tabagismo è una dipendenza… non raccontiamoci palle, o raccontiamocele, ma comunque lo è… o comunque un punto debole che può scattare in punte maggiori, soprattutto se in passato è già stato associato ad un concetto di “sfogo”… è una dipendenza, a meno che non si sia di quelli che affermano che fumano, ma fumano una sigaretta a giugno e una a dicembre, così, se capita… (e scroccano pure le tue… bastardi :PPPPP scherzo…) o tipo una che oggi mi diceva che fuma anche cinque giorni di fila e poi niente, così, come le gira… non so come fa e chissà se è vero… io così fumavo 20 anni fa… essendo una dipendenza, se parliamo di quella precisamente, no, non ne esci finché stai fumando ancora. E come il giocatore che in qualche modo si tiene su una linea, ma ha comunque una dimestichezza quotidiana o piuttosto “abitudinaria” con il gioco, maggiore anche di quanto si confessa, e una sera esagera se è sotto stress, o il partner o il lavoro lo fanno incazzare o che…
o i mangiatori di crema di cioccolato o che… insomma, se una cosa è una nostra debolezza/dipendenza/sfogo di frustrazione, anche a livello accettabile o abitudinario, non mi pare così fantascientifico ciò che dici…
Io non sono una dipendente dal gioco, anche se ho avuto, molti anni fa, una dimestichezza con il gioco. Blanda, non una dipendenza, però una grande consuetudine, perché stavo con chi giocava. Non mi è mai costata grandi somme, ci andavo con gli stessi soldi con cui potevo andare al cinema… se avevo “chiappe” vincevo, altrimento ciao.
Conosco i giocatori, e non serve essere persone che si mangiano lo stipendio (anche se ho conosciuto anche chi l’ha fatto, e peggio…), anche lì esistono livelli. Per il gioco si può arrivare a mentire, per difendere la propria dipendenza e portarla avanti o perché diventa più importante di tutto il resto. “Gioco qualche volta, ma perché mi piace…” spesso tipo la storia del fumatore che non ammette mai veramente, forse anche a se stesso, soprattutto a se stesso, quanto fuma davvero, quando fuma troppo.
Ci sono persone che non sanno manco dove sta il casinò, altre che quando
vanno in vacanza hanno in mente la geografia di dove si può giocare. Non è detto che vadano per forza dove si gioca, ma la geografia che hanno in testa ha le bandierine su dove si gioca, anche in città. Io non so dove sono le sale da gioco, ma so dove stanno i tabaccai e le macchinette notturne. Non sono così ferrata su dove stanno i salumai… se avessi una dipendenza dal prosciutto probabilmente sì 😉
Mi è capitato, recentemente, di entrare in contatto con giocatori a vari livelli. I lori discorsi, e non se ne rendevano nemmeno conto, cadevano sempre lì, i soldi per giocare non avevano la stessa valuta di quella per comprare il prosciutto (come per noi con le sigarette…), il loro umore cambiava a seconda che avessero vinto o perso… comunque erano condizionati perché nel loro mondo il gioco prendeva più spazio di quanto essi stessi si rendessero conto… pensavo a coloro che manco ci pensano al gioco, come i non fumatori, semplicemente, non pensano alle sigarette… Non sto parlando di giocatori incalliti, ma sto parlando comunque di persone che, certo, saranno andate in loop nel gioco nei loro dark days o la possibilità è forte. Può succedere anche ad un non giocatore in un giorno di m… se suo cugino Filippo lo porta davanti ad una macchinetta? Sì, credo di sì. Non è detto,ma può essere.
Non sono veramente predisposta a diventare dipendente dal gioco, evidentemente, perché al gioco sono stata molto vicina e mi sono pure divertita, e per qualche anno, non giorni, anche se non mi è mancato per nulla quando è uscito dalla mia vita per due decenni. Ma vedo troppo anche tutto quello che non mi piace del gioco, lo vedo in modo preponderante, anche se so perché ci si può cascare dentro… Meglio non andarmela propria a cercare sedendo davanti ad una slot o ad un tavolo o a comprarmi una serpentina di schedine “magiche” nei miei dark days. Hai ragione delle tue soddisfazioni rispetto alla limitazione, ne hai ben donde rispetto all’alto livello. Non c’è l’hangover. Ma spero di essere riuscita a spiegare ciò che voglio dire. Una mia amica ha smesso tre anni fa, prima di avere una serie di casini. E non ha ricominciato. Mi diceva: grazie al cielo ho smesso prima, almeno non sono diventata una ciminiera, mi mancava solo quello. Dal tunnel della sigaretta di per sè, se fumi, non sei uscito, e manco io.
Concludo, scusa, perché mi ha pubblicato, mi sa, prima che finissi di scrivere: io quando parlo di filtro corto parlo di una certa rapidità di reazione interna a determinati stimoli, o pensieri, o associazioni, parlo di specifiche ansie (che riconosco) conseguenti a determinate questioni e situazioni vissute. Mentre riavvio e riaggiorno il navigatore, certe cose possono toccare il “cantiere in corso”, altre no, e neanche il mio nervosismo è generico, per quanto io non abbia smaltito del tutto una grande quantità di stress e non sia a pienissimo regime di energie e socialità e mi riconosca dei… ritardi e dei punti deboli da risanare (ma anche da rispettare) rispetto ai miei standard di un tempo. Diciamo che il fumo sicuramente è un qualcosa che comunque bene non mi fa, ma anche per il suo stesso rubare energie, anche di tempo e concentrazione. Poi c’è anche il confine, certo, con il fatto che da qualche parte finiamo con il riversare lo stress. Anche uscire ogni sera mettendo tacchi 15 (…finirei in ortopedica dopo tre metri, ndr) e girare a tutta forza per le “balere” (l’ho detto apposta, mi pareva vintage :P) potrebbe essere uno sfogo temporaneo utile come essere una compulsione o un sintomo di depressione, non diversi da vestirmi invece con un sacco di iuta e uscire in ciabatte anche per fare la spesa e guardare una crepa sul muro così tanto da pensare che si sia spostata. O andare a sollevare pesi sette su sette in palestra e convertirmi a mangiare solo merluzzo per ottenere una specifica massa muscolare, dicendomi che sto facendo sport che mi fa tanto bene… Diciamo che quando mi è capitato di cantare a squarciagola mi ha fatto meglio che fumare 40 sigarette, cheché ne possano dire i vicini.
Occhei, non ho fatto un discorso molto chiaro e lineare mi sa… chissà se si è capito? Boh. Ciao 🙂
FDC: ti ho letto ora, mi dispiace che tu stia male. Ne riparleremo con più calma, anche dei luoghi comuni, non perché non voglio risponderti ora, ma perché in questo momento sono stanca e vorrei risponderti meglio. Anche se in fondo, probabilmente, ti direi le solite cose. Penso, sinceramente, che Myskyn, possa risponderti meglio di me. Tu ti sei fissato con questa storia del figlio credimi, ti sei ossessionato anche con il leggerla in un certo modo, riguardo te stesso, ma anche quando ti guardi intorno. Stai leggendo la realtà non attraverso una colpa, ma attraverso un’ossessione compulsiva. Anche se in modo diverso, inverso, perché il tuo è lesivo verso te stesso, come chi è stato bocciato e vede solo gente promossa senza merito. Mi dirai che non c’entra e invece c’entra, perché sei ossessionato, parziale, poco obiettivo nel tuo darti addosso, allo stesso modo di chi se la prende con tutti gli altri in certi casi tu te la prendi con te. E questo è dovuto non ai tuoi valori, che pure hai, ma anche alla violenza con cui lei ti ha messo giù la questione, rispetto al tuo no. In un modo che ti ha traumatizzato. Sta parlando il tuo trauma, non la tua colp
FDC, esempio di luogo comune (anche se non inerente ai soliti temi esistenziali): hai messo accanto al fumo e all’alcool (viste come debolezze o difetti) l’uso degli psicofarmaci. Sarà casuale, ma te ne accorgi? Neanch’io non ne ho mai presi, ma ciò non vuol dire nè che prendendone mi avrebbero fatto peggio o che ne sarei divenuta schiava nè che non facendomi vedere da un medico quando stavo peggio io sia stata più furba di chi c’è andato. Magari avrei ristretto i tempi di looppaggio, chi lo sa? Magari mi avrebbe prescritto per 8 giorni un ritrovato alla gramigna o trovato uno scompenso chimico da stress e dopo una breve cura avrei ragionato pure meglio. Perché non ero scema, prima, ma perché un eccesso d’ansia e una risposta fisiologica, ma andata in over, mi toglievano fluidità di pensiero ben più di una pastiglia. Io – io – ho il problema che ciò che fa dormire gli altri a me dà un effetto paradosso. Quando ho preso, caso estremo, una dose da cavalletta, non da cavallo, di una cosa per dormire (che per altri è acqua) il giorno dopo stavo peggio, ma io sono un caso raro. E comunque credo nella validità di certi tipi di specifica terapia breve per i disturbi post traumatici. Tanto è vero che, poiché sto meglio e so dove sono i nuclei su cui potrei lavorare, e proprio perché stanno sotto i loop (e li ho circoscritti looppando meno e per niente) appena avrò i soldi (magari smettendo di fumare, anche) se vedrò ancora che c’è da lavorarci su vedo l’andare a farmi 5 sedute specifiche come un bel regalo che mi farò. Perché posso vivere anche così o andare avanti col mio fai da te, ma non vedo perché non farmi un favore. E non ci andrei per capire cos’è passato o passa nella testa degli altri (ho già dato – e pure tu) ma per me. E neanche per me per loppare a pagamento, nè per ripercorrere le origini della specie (mia, e anche in quello ho già dato, anche soldi, e mi è pure servito) ma per andare alla radice dei traumi e delle sensazioni connesse. Nei miei peggiori darkdays io non avevo alcun supporto, perché non avevo la possibilità di sedermi su quella sedia sulla quale avevo speso soldi più per capire lui che per stare bene io. Anche se io non volevo stare male e quindi lavorare su me stando su quella sedia cmq mi è servito ad avere più strumenti anche quando negli anni peggiori ho dovuto arrangiarmi. Però tu la possibilità di andare per avere un sostegno PER TE ce l’hai e non vuoi saperne. Poiché uno striz non può restituirti lei meglio looppare e distruggerti dandoti della mer… da mane a sera, perché stai male, ma è giusto, perché è colpa tua.
Ciao a tutti,
Mi scuso se scrivero’ un po di fretta :
@ Fdc, ti cito giusto una tua frase come esempio , cerca di estranearti per un secondo e vedrai che qui, tu stesso per una volta eri riuscito a a non iconizzare tua moglie.. e a interrogarti sul fatto che al di la’ del figlio vi era dell’altro…
”
Onestamente mia moglie non è chiara. Mi spiace dirlo nonostante io la ami. Ma lei non è chiara. Se veramente voleva un figlio dal marito e amava suo marito avrebbe dovuto anche lei fare un passo indietro così come l’ho fatto io. Probabilmente c’è dell’altro. Anche se mi duole ammetterlo. Perchè ho conosciuto mia moglie come una donna piena di valori. Probabilmente non stava più bene con me. O forse c’è l’esistenza di una terza persona. Una cosa è certa. Io mi autoaccuso, mi flagello come dite giustamente tu e Aleba. Però io ho agito con sincerità e lealtà. Lei comunque no. Lei ha agito in maniera “subdola”. E lo dico con la morte nel cuore. Lei non ha espresso il suo malessere, figlio o non figlio. Lei ha continuato a vivere la sua vita insieme a me in maniera tranquilla. Magari tramando dentro e aspettando il momento giusto per abbandonarmi. Mettendo come scusa la questione del figlio per uscirne con le mani pulite. Io non ero un despota. Non pretendevo situazioni come il marito di Aleba….”
Un altro esempio diverso (scusami se per la fretta potro risultare troppo diretto) in uno dei primi post (7 ottobre 2011) rigettavi l’idea che tua moglie potesse aver avuto un altro (ancora una volta l’icona vince sulla realta) :
“Certo l’ho pensato anch’io. Sei un uomo. Anch’io avrei avutolo stesso dubbio se avessi letto la stessa cosa di un’altra persona.
Però a volte le cose non potrebbero essere così ovvie. Io in poche righe ho dovuto riassumere tante cose. Lei mia moglie, una donna speciale, quasi perfetta oserei dire. Piena di valori e principi.
Certo il mondo oggi va in un certo modo. Ma mi riesce difficile pensare a una cosa del genere d parte di lei.”
Mi chiedo perche’ una volta scoperto che (nel caso specifico del tradimento) la realta era diversa non hai fatto il passo successivo : far scendere finalmente tua moglie dal piedistallo dove l’hai messa. Per inciso, non giudico lei, ma l’immagine che tu hai di lei (ne parli come di un essere quasi divino)
Un’ultima considerazione Fdc, quanto successo ti ha fatto radicalmente cambiare visione sulla vita, ora per te’ la centralita’ di una coppia e’ fare un figlio, scrivi “Se ci si ama è la cosa più importante da fare “.
Non condivido (secondo me la nascita di un figlio e’ un dono bellissimo ed un evento cosi speciale da essere quasi magico pero’ non e’ la realizzazione massima e il fine ultimo di una relazione a due) ma anche se dovessi concordare in toto non capisco il tuo percoso mentale.
Vedi e’ frutto di inteliggenza durante la vita, interrogarsi, crescere, mettere in dubbio le proprie convinzioni.. Si : si puo’ cambiare idea radicalmente, ma perche’ ragionare come se fosse o tutto bianco o tutto nero ? Non volendo un figlio, non eri uno stupido in passato, semplicemente eri una persona diversa, poi il tuo cammino ti ha portato a cambiare idea ma non dovresti rinnegare il tuo passato : fa parte di te’.
@Luna, bello l’esempio del giocatore (tra l’altro da amante di dostoevskij l’ho ancor piu’ gradito) e in generale concordo con te. Probabilmente non e’ il caso e mi sbaglio ma quando hai scritto di ferita riaperta mi sono chiesto :
Se una ferita si e’ riaperta vuol dire che pur essendosi rimarginata, e pur avendo la sensazione di essere passati oltre in realta la ferita e’ ancora li.. si e’ rimarginata, abbiamo una crosta che la copre e nasconde ma la nuova pelle non e’ ancora riscresiuta.
Insomma a volte e’ difficile avere la consapevolezza se il problema e’ solo che la nuova pella c’e’ gia ed ha bisogno di tempo per diventare piu’ forte di prima ( e quindi il filtro in questo periodo e’ sottilissimo) o se invece sovrastimiamo il punto di guarigione in cui siamo.
@EME pur non avendo mai interagito con te , piu’ volte ho apprezzato nei tuoi post, acume , intelligenza, sensibilita e una bellissima ironia/autoironia, mi permetto solo di dire che il mondo e’ piu colorato con persone come te.
Piccola nota, Nelle prossime settimane non saro in linea (finalmente e’ tempo di vacanze, e al ritorno saro’ rigurgitato dal lavoro) allora approfitto ora per inviare un grosso abbraccio
Ciao Luna
Il fumo e l’alcool non le ho viste in quanto debolezze o difetti, ma più semplicemente come qualcosa che può darti un certo sollievo. Non conosco a dir la verità l’effetto di una sigaretta, ma è certo che un buon bicchiere di vino in certe situazioni può aiutare. Per quuesto motivo l’ho messo accanto agli psicofarmaci: in quanto portatori di sollievo. Anche se in effetti solo gli psicofarmaci possono essere considerati una cura.
Dici bene il mio è un trauma. Un grosso trauma. Riguardo il figlio non è che sono ossessionato, nè vedo gli altri come persone non meritevoli di essere padre. E’ solo una constatazione di fatto: non mi sono mai ritenuto un cretino nè un superintelligente, semplicemente una persona che aveva tutte le carte in regola per essere un buon genitore. E invece ho commesso un errore da cretino, da immaturo. Semplicemente non mi do pace per aver commesso un errore così grande ma allo stesso tempo così banale.
I miei “giorni neri” lo sono un po’ tutti in questo periodo. Ho perso la serenità, sono triste. Sento che qualsiasi cosa faccio, anche quella che più amo fare non solo non mi rende felice ma non mi rende neanche un minimo di tranquillità.
E’ ovvio che ora più che mai sono preoccupato. Sono preoccupato perchè mi rendo conto che così non riesco ad andare avanti. E’ un continuo stress, una continua tensione emotiva che mi impedisce di vivere la vita come si dovrebbe.
Ho sempre pensato che in casi come questi la soluzione è “rimuovere la causa”. Ma la causa in questo caso come la rimuovo ?
Ciao
FDC, lavorando sul trauma, centrando il problema reale, la tua ferita emotiva e come il tuo ‘sistema’ ha reagito e sta reagendo alla ferita (quella dell’abbandono, ma anche come la questione ti è stata posta, in modo colpevolizzante e univoco), come TU hai interiorizzato la questione, reagendo in un certo modo. Tu ti stai usando a tua volta come capro espiatorio e ti sei incastrato non solo sulla fine della relazione, ma su un altro aspetto. Credi di ragionare su un aspetto che non può che generarti angoscia, mentre in realtà è proprio l’angoscia stessa che è una risposta al trauma che è partita per la tangente. MYSKYN: forse manca un tuo post? Bene per le ferie 🙂 – se la domanda ‘ferita – sovrastimare’ la fai a te stesso ovviamente la risposta ce l’hai solo tu. Per quanto riguarda me io so di avere ferite non ancora guarite e in via di guarigione e/o cose da rielaborare ancora in ballo accanto ad altre cose e parti ‘ripristinate’ e quindi no, non credo di sovrastimare il check-up, anche se ovviamente posso sbagliarmi. Per me i dark days sono stati un trauma stesso, perché ho vissuto anche una serie di rocamboleschi problemi e ho provato sensazioni molto forti, pesanti.
anche che realmente non vi fosse modo di rimettere la mia vita in asse. E non era solo una sensazione ‘depressiva’, semmai i problemi, altri problemi tutti insieme, mi costringevano realmente a dover stressarmi, perché, anche laddove avrei saputo e potuto agire in modo più centrato e diretto risolvendo altre questioni avevo veramente le mani legate. E comunque, pur essendo stanca e ‘in sofferenza’ non potevo assolutamente permettermelo davvero, dovendo comunque… essere ‘molto presente’, ma non per ‘analizzare’ il prossimo, ma per ‘vedere’ me, pure nei dark days, con una certa lucidità e vedere sempre ciò che mi stava attorno. Cosa che capita a tutti quotidianamente. Ma per varie ragioni, reali, la cosa era giocoforza enfatizzata al massimo. Lungo da spiegare. Non ha senso. Comunque sia, so che il navigatore in realtà “ha tenuto”, di base sempre, in mezzo al diluvio universale, però è anche naturale che per certi versi io giri ancora con l’ombrello (in realtà non lo faccio mai :p quando piove davvero, dico :p) e mi stia ancora togliendo delle alghe tra i capelli. Ah, ora l’ho visto l’altro post. Spero che FDC riesca a rileggersi davvero. Per lui è molto difficile accettare di vedere gli errori di sua moglie e che la relazione potesse finire. Facendo di lei un’icona di perfezione tenta in realtà di proteggere se stesso, credo, da una serie di cose che lo terrorizzano emotivamente e lo spaesano. Tanto più avendo un altro dolore (dal quale forse anche si sposta centrandosi su lei e il figlio. Forse). Ma poiché il cambiamento di rotta è avvenuto e gli è arrivato addosso un ‘colpevole’ deve esserci per forza. Tanto colpevole quanto è grande per lui l’entità del senso di abbandono. Se fosse lei fdc pensa forse che dovrebbe mettere in dubbio 20anni, cosa insostenibile. Se è lui salva i ricordi, almeno, e centra tutto su se stesso. Era tutto vero il suo mondo, c’era, ci sarebbe stato. Una realtà immutabile se lui non fosse stato un terrorista. Fdc, tu la ami, ma l’idea di mettere in discussione la relazione, e cosa lei rappresentava per te anche al di là dell’amore, per ragioni tue, ti spaventa, angoscia molto di più che usarti da capro espiatorio e farti del male così. Ovviamente posso sbagliarmi, ma tu stai cercando di difendere, malissimo, te difendendo lei. Se tu riuscissi a sbloccarti prima o poi riavresti i tuoi ricordi, anche senza dover gettare del tutto 20anni di vita. Ma non lo farai mai finché usi il figlio, in modo autolesionista, per spiegare ‘tutto’ e per scappare dalla realtà. Quale? Non lo so. Ma così di certo neanche tu. E potrebbe essere meno spaventosa di quanto credi, più accettabile per te, anche una fine di un amore. Ma finché non la affronti lo sarà sempre.
Ciao Myskin
Si ricordo quelle parole. Mi chiedi perchè dopo quello che è successo non ho fatto scendere mia moglie dal piedistallo. Bella domanda Myskin. Forse e dico forse perchè in cuo mio non ho mai voluto credere a ciò che è successo. Forse perchè ho commesso quell’errore di fondo riguardo il figlio. Posso dirti però che se fosse successa la stessa cosa avendo un figlio non avrei reagito allo stesso modo.
Non volendo un figlio forse non ero stupido ma certamente un immaturo. Comunque a prescindere dalla stupidità o dall’immaturità non ho fatto una semplice considerazione: la donna nasce per essere madre e l’amore tra un uomo e una donna non è altro che uno “scopo” per procreare. Inutile che continuo ad illudermi e a credere nell’Amore Eterno. Tutto è finalizzato alla procreazione. Ed i passi successivi sono destinati unicamente alla crescita dei figli.
Ho sbagliato in questo. A credere cioè che bastassimo noi due. Ho sbagliato in toto.
In fondo non è che rinneghi il mio passato. Rinnego il fatto che ad un certo punto dovevo agire con intelligenza. Sono stato ingenuo a non capire che in quel modo inconsciamente tiravo la corda. Poi che Lei non mi abbia detto chiaramente che stavo tirando la corda è un altro discorso. Quello fa parte di Lei e del suo modo di pensare.
Però non riesco a perdonarmi per non aver capito una cosa tanto semplice.
Poi voglio dire una cosa che forse non ho mai detto: il tradimento credo sia la cosa peggiore che possa accadere in una coppia. Ma ciò che in realtà mi ha fatto più male è stato il suo modo di cancellare i nostri anni d’Amore. Se il tradimento è stata una coltellata il cancellare il nostro Amore è stato un farmi a pezzi.
Fondamentalmente io rinnego un errore del passato Lei forse….rinnega il passato.
Ciao
Ciao Luna (post 1321 e 1322)
Si certo Luna per me è molto difficile accettare che la relazione potesse finire. C’erano tutti i presupposti per non farla finire. Non capisco però cosa intendi quando dici che io tento di difendere (malissimo) me difendendo Lei. Da che cosa devo difendermi se non faccio altro che colpevolizzarmi.
Stamattina parlavo con un mio carissimo amico che mi ha chiesto come stavo e che mi ha detto di fare attenzione perchè stavo entrando in una brutta situazione dalla quale poi è difficile uscire.
Mi sono confidato. Lo conosco da tanti anni ed è anche abbastanza esperto riguardo situazioni emotive e psicologiche.
Gli ho raccontato alcuni episodi significativi della nostra vita che qui su queste righe sarebbe difficile riportare. E da buon psicologo mi ha fatto intendere che certe cose forse hanno innescato in Lei un meccanismo che l’ha fatta allontanare da me. Mi ha detto che non si può mettere certi paletti in una relazione, come ad esempio il no ad un concepimento. Una donna non lo accetta. E lui che mi conosce da anni ha sostenuto quello che a volte scrivo su questi post: sto pagando troppo per quello che ho commesso. Mi ha fatto un serie di discorsi che non fanno una piega. Difficile attuare soluzioni comunque per quanto mi riguarda. Come dici tu Luna Lei alla fine nonostante tutto è ancora sul piedistallo. Ma sul piedistallo del passato. Oggi non lo è. Sul presente non è sul piedistallo. Perchè alla fine non è chiara. Nel senso che non mi concede un dialogo vero nel quale con serenità si discuta su ciò che è realmente accaduto. A mio parere a volte travisa la realtà. O forse vuole travisarla. E’ questo il mio dilemma. Qualcosa è successo nella sua testa. Ma qualcosa di grosso che ha cambiato il suo modo di ragionare. E per il mio modo di vedere anche l’intervento di una terza persona non può cambiarti il modo di ragionare. Non lo so. sarà che io non mi lascio mai influenzare da personalità altrui. Posso condividere o no un loro pensiero ma non lasciarmi ifluenzare o condizionare neanche se ne sono innamorato appunto.
Ciao
FDC: @Comunque a prescindere dalla stupidità o dall’immaturità non ho fatto una semplice considerazione: la donna nasce per essere madre e l’amore tra un uomo e una donna non è altro che uno “scopo” per procreare. Inutile che continuo ad illudermi e a credere nell’Amore Eterno. Tutto è finalizzato alla procreazione. Ed i passi successivi sono destinati unicamente alla crescita dei figli@
FDC è questo che ti ha messo in testa tua moglie? O te lo sei messo in testa da solo? E poi mi dici che non sei imbottito come un panino di luoghi comuni???????
Io non sono assolutamente d’accordo. In vita mia non mi sono innamorata di un uomo allo scopo di procreare e tanto meno SOLO allo scopo di procreare. E non sono nata allo scopo di procreare, anche se un giorno avrò dei figli. Se non li avrò non è che il fatto che io sia passata su questo pianeta non avrà avuto senso.
Ma ti rendi conto di quello che dici?
Offendendo l’amore di persone che si amano realmente nonostante il fatto di non avere figli, indipendentemente perché?
Persone che non sparano in faccia al loro compagno o alla loro compagna solo perché non sono distributori automatici di ovuli o spermatozooi?
Persone che sono persone validissime e non immature anche se per loro ragioni possono avere anche la libertà di scegliere di non avere dei figli?
O che possono cambiare idea?
L’altro giorno parlavo con una coppia, che si è conosciuta prima che a lei fosse diagnosticata una malattia. Si sono sposati sapendo che lei ce l’ha e che non avranno mai dei figli. Dunque? Dunque loro si amano per finta?
Ah, no… scusa, non vale… non vale perché tu potevi avere dei figli (almeno in teoria) e lei anche (almeno in teoria) ma hai detto di no…
Eh no, caro FDC, perché la tua frase è talmente lapidaria che non esistono deroghe:
@la donna nasce per essere madre e l’amore tra un uomo e una donna non è altro che uno “scopo” per procreare. Inutile che continuo ad illudermi e a credere nell’Amore Eterno. Tutto è finalizzato alla procreazione. Ed i passi successivi sono destinati unicamente alla crescita dei figli.
Dunque se una donna non può essere madre faccia harakiri, non si innamori mai, perché tanto è per finta, o si tenga un compagno tanto per, visto che mancano i presupposti centrali per cui la gente si mette insieme. E se invece può avere figli ma lui non vuole o non può (è uguale… comunque TUTTO è FINALIZZATO ecc ecc, quindi…) gli metta il curaro nella minestra, se lo tolga dalle balle e vada a cercarsi un altro, perché così va il mondo, così è scritto e la selezione naturale fa sì che chi non può/non vuole avere figli venga accoppato…
Dunque colui o colei che magari si mettono con una persona che figli ne hanno già in realtà non amano la persona con cui stanno, e in realtà pensano che quei marmocchi sono dei gran rompipalle, sempre, non essendo figli naturali…
No, hai ragione: questa non è una visione da luoghi comuni forse, perché è talmente estrema che non è neanche comune…è quasi NAZI
Sai, FDC, tra l’amore eterno e solo finalizzato esiste pure l’amore.
Le relazioni sono dinamiche, te l’ho già detto. E io non mi fido di chi non si mette per niente in discussione, di chi non ha mai fatto errori in 20 anni, e se li ha fatti li ha fatti solo perché era troppo buona, e che quando se ne va di casa si dipinge anche lei stessa come la perfezione assoluta mentre solo a te, unicamente a te, ha da ridire qualcosa e parecchio. Di chi non si siede realmente a tavolino e spiega, ma scappa dalla finestra, dicendo che ha avuto un altro, ma non è una questione rilevante ed inerente. Non se ne parli più, perché non c’entra.
Ma chi le fa le regole del vivere civile e sentimentale, solo lei?
Lei ha tutti i diritti di chiedere e tu solo tutti i doveri di dare?
Lei può farsi il suo percorso per cui, fregandosene di avere figli, si mette con un uomo che dice palesemente di non volerne, e non con uno che magari avrebbe cominciato a dirle che voleva un figlio o anche sei quando lei aveva 25 anni… e che l’avrebbe messa in crisi facendola scappare dalla finestra con il benzinaio perché non è giusto che uno esiga dei figli da chi in quel momento non ne vuole… eh, no! Si mette con uno che non ne vuole, così la lascia in pace con le sue idee e i suoi tempi… però quando le gira che li vuole lei diventa Madre Coraggio, nata per il reparto maternità, e quello sbagliato sei tu… allora sei Erode o immaturo…
Quoto Myskyn: @Non condivido (secondo me la nascita di un figlio e’ un dono bellissimo ed un evento cosi speciale da essere quasi magico pero’ non e’ la realizzazione massima e il fine ultimo di una relazione a due) ma anche se dovessi concordare in toto non capisco il tuo percoso mentale.
Non volendo un figlio, non eri uno stupido in passato, semplicemente eri una persona diversa, poi il tuo cammino ti ha portato a cambiare idea ma non dovresti rinnegare il tuo passato: fa parte di te@
@Posso dirti però che se fosse successa la stessa cosa avendo un figlio non avrei reagito allo stesso modo.
E come avresti reagito?
@Poi voglio dire una cosa che forse non ho mai detto: il tradimento credo sia la cosa peggiore che possa accadere in una coppia. Ma ciò che in realtà mi ha fatto più male è stato il suo modo di cancellare i nostri anni d’Amore. Se il tradimento è stata una coltellata il cancellare il nostro Amore è stato un farmi a pezzi.
E cosa c’entra il figlio con queste considerazioni?
Perché, se il figlio c’era, secondo te, lei non avrebbe rinnegato il passato o tradito? Le donne con figli non tradiscono? Le donne con figli non lasciano il marito per un altro? Le donne con figli non si separano? Le donne con figli hanno una specie di interdizione a rileggere il passato come sentono di rileggerlo? Se dai un figlio a tua moglie lei se ne starà buona buona per il resto della vita perché è nata per procreare? Stai andando fuori, non fuori dal coro, fuori dal senso. Lei non ti dice: saresti stato un padre stupendo, ma hai detto no e soffro.
Grazie LUNA, un bacino. Ieri sono nati 5 micini ad una delle mie micie :). Miao
Ciao LUNA, all’altro forum in cui scrivevo ho già dato il mio addio. Ora me ne vado anche da qui. Non ho più nulla da dire. Abbi cura di te e arriva dritta a fine percorso. Magari, chi lo sa, ci si ritrova nel forum del Papersera. Ti voglio bene. Grazie di tutto.
EME, che meraviglia i mici! 😀 Abbi anche tu cura di te. Ma esiste davvero un forum del Papersera? Al caso, in questo incasinato mondo, sapremo riconoscerci dai ‘grilli’. Non metto bocca sull’addio. Però, accidenti, mi mancherai, tra calci in culo, sostegno, intuizioni, ironia. Spero di non finire col parlare da sola immaginando cosa potresti dirmi tu :p azzo, son proprio una giovane ‘vecchia sentimentale’? E’ che anch’io ti ringrazio. Mi sa più di quanto sai. E ti voglio bene. Mi piacerebbe saperci, reciprocamente, felici, serene, EMINA.
(detesto gli addii. Ma li rispetto. Il loro senso, anche quando non lo so. Questo è solo un forum. Però abbi davvero cura di te. Baci)
Ciao Luna, Fdc
Fdc, sulla tua frase cosi integralista (nazi o talebana che sia) ” la donna nasce per essere madre e l’amore tra un uomo e una donna non è altro che uno “scopo” per procreare… Tutto è finalizzato alla procreazione…. Ed i passi successivi sono destinati unicamente alla crescita dei figli” ha gia detto tutto Luna.
Mi limito ad aggiungere che verosimilmente presto risponderai, che no non volevi generalizzare, ma e’ solo nel tuo rapporto, e solo in quel determinato momento della tua storia quanto hai detto e’ vero e inconfutabile. Vedi Fdc, alla ricerca della risposta su quanto ti e’ successo, tu cerchi fortissimamente un confronto (che sia con amici o forumisti) pero quando qualche riflessione altrui scoperchia situazioni che ti fanno troppo male, per autodifesa ringrazi l’interlocutore ma decidi che per quanto vere e profonde sono riflessioni non applicapibili alla tua storia…. Se invece (come nel caso del tuo amico di ieri mattina) arrivano input che concordano con la tua semplificazione ( tutto e’ successo perche’ non ho voluto un figlio) allora li fai tuoi e te ne nutri….
Chiudo : quanti tuoi post contengono : sai Aleba / sai Luna / sai Miskin tutto vero MA nel mio caso…… Fdc io credo che sul piedistallo non c’e’ solo tua moglie, ma anche l’unicita della tua storia…
Passando oltre , il mio consiglio e’ di leggere e rileggere mille volte la seconda parte del post 1322 di Luna, quoto ogni singola parola e virgola di quanto ha scritto.
Lo hai commentato dicendo ” Non capisco però cosa intendi quando dici che io tento di difendere (malissimo) me difendendo Lei. Da che cosa devo difendermi se non faccio altro che colpevolizzarmi. ”
Fdc non devi far scorrere veloce il post di Luna, secondo me arriva veramente al cuore del problema.
Vedi Fdc, tu ti sei costruito la tua risposta : tutto e’ successo perche’ non ho voluto un figlio. Sembrerebbe un autoflagellarsi ma non lo e’ , cosi facendo tu puoi evitare di fare il passo piu’ difficile : mettere in dubbio 20 anni di vita. Quindi anche se all’apparenza ti ACCUSI in realta trovi una via di fuga (pur sempre dolorosa) ma per te meno devastante dall’affrontare la realta e quindi ti DIFENDI.
Ti porto un altro esempio, purtroppo ho un ricordo molto confuso ma in gioventu lessi un libro sui campi di concentramento (credo fosse “Se questo e’ un uomo”) vi era un passo che spiegava che i prigionieri per non sentire lo straziante dolore di tutte le ferite e gli stenti legati alle condizioni di vita inumane del campo si mordevano in continuazione le labbra. Era un artificio : lo stimolo del (MINORE) dolore dovuto dal morso arriva piu’ velocemente al cervello e cosi copriva gli altri….
Allo stesso modo (anche se ovviamente inconsciamente) tu dici alla tua mente : e’ tutto dovuto al figlio non voluto, al mio UNICO errore, e cosi nascondi e offusci tutto il resto, che ti fa immensamente piu’ paura.
Ciao ragazzi 🙂
FDC, quoto totalmente ciò che scrive Myskyn nel post 1331, e l’esempio del mordersi il labbro mi pare chiarissimo. FDC, nessun amico, per quanto esperto come dici tu, potrà mai sostituire uno psicologo. Un amico, anche con una dimestichezza con le tematiche psicologiche, anche molto intuitivo non sarà mai uno psicologo. Nè il forumista più intuitivo e attento. Come un esperto di mal di denti, o qualcuno capace anche di dirti che forse hai una carie, non potrà mai sostituire il lavoro con un dentista. Ma neanche uno psicologo potrà mai fare un vero lavoro con te finché non decidi di farlo, anche se lo incontri sull’autobus o per due sere a cena o su un forum e parlate. E le ragioni sono molte, ma principalmente, oltre al fatto che in un amico entra in gioco anche una soggettività, è che puoi incontrare chi ti offre ipotesi e chi ti mostra anche dove potrebbe essere il problema, ma per vedere il problema e lavorarci realmente su ti serve lavorare con un esperto, chi ha gli strumenti e mezzi per curare davvero la “carie”, insieme a te.
Per me il concetto è molto chiaro, forse non riesco a trasmettertelo, ma se tu lavorassi davvero sui problemi che in questo momento hai la sentiresti anche tu la differenza. E sopratutto potresti vedere dove sono realmente i problemi. Il fatto di non vedere e il fatto di andare in opposizione, come sottolinea anche Myskyn, sono un meccanismo “fisiologico”, un modo per tenersi un certo meccanismo, per quanto questo possa costare altissimamente. Se lo difendi un motivo c’è, ma ciò non significa che tenertelo sia una grande idea. Anzi. Anche l’alcolista beve per un motivo, e pensa di non poter farne a meno, e difende strenuamente le ragioni per cui lo fa, anche al di là della sola dipendenza. Ma ciò non significa che sia la soluzione migliore. Così accade a volte con le nostre “logiche” che scattano di fronte ad un trauma. Le difendiamo strenuamente mentre ci portano o tengono in un fosso o ci danno l’illusione di impegnarci più che possiamo e insieme non ancora abbastanza mentre spacchiamo lo stesso capello in cento, girandocelo tra le dita e portandocelo sempre appresso e mettendolo sotto il microcospio. Magari invece è proprio facendo così che andiamo sempre più fuori strada. E se più spacchi il capello e meno ne esci e anzi il malessere aumenta ciò di per sè è già un segnale che, dentro di noi, siamo fuori strada. Quoto totalmente Myskyn quando dice che tu “selezioni” quando leggi e ascolti, amici, parenti, forumisti, a parte che vai anche a cercarti un certo tipo di “riscontro”… un terapeuta non ti influenzerebbe, non deciderebbe mai per te, ma insieme a te “sgamerebbe” anche questo. Non potresti usare certi “trucchi” (che si chiamano meccanismi di difesa, non sto dicendo che tu usi consapevolmente dei trucchi… rilassati perché i meccanismi di difesa li abbiamo TUTTI, anche FDC… tutti li usiamo, in continuazione, se ci servono. Finché stiamo in equilibrio neanche ce ne accorgiamo,
sono integrati nella nostra quotidianità, personalità, ma nel momento in cui, per difenderci, li usiamo “contro” di noi allora casca l’asino.
E’ come lo stress: il sistema-essere umano è dotato di uno sofisticato meccanismo composito per adattarsi/sostenere lo stress. Entro certi limiti funziona, oltre certi limiti continua a funzionare ma va in tilt.
con un terapeuta saresti comunque più consapevole di usarli, guideresti comunque meno nella nebbia, anche quella che ti spari in faccia attraverso un bocchettone mentre tiri fuori il cappello dalla scatoletta che porti sempre con te.
Sono mesi, anni, quant’è? che credi di usare l’analisi nel modo corretto, e di impegnarti ai massimi livelli per capire… in realtà non hai i mezzi per usarla come credi e ciò ti porta continuamente fuori strada. Se tu accettassi di lavorare davvero su questo cul de sac in cui ti senti prigioniero (ma pensando di non poter farne a meno) potresti scoprire che abbiamo tutti torto, incluso te, o che abbiamo tutti un po’ ragione, incluso te, ma soprattutto potresti finalmente muoverti su un piano in cui smetteresti di analizzare a circolo chiuso pisciando controvento.
Probabilmente non riesco a spiegarti quello che veramente intendo, come nel caso di “ti difendi malissimo”, che tu hai interpretato, mi pare, come: ti difendi dalle responsabilità. Mentre io parlavo ad un altro livello, parlavo di meccanismi di difesa, interni.
E mi prendo la responsabilità di dirti che, in ogni caso, tu ti stai “difendendo” malissimo, usando male le tue risorse, mentre credi di usarle più che puoi per arrivare a capo del problema e del tuo malessere, in cui stai continuando ad implodere.
La domanda più “seria” e utile che ti sei fatto è quella su come si fa a rimuovere un problema in questo caso. Ma, mentre non vedi soluzione, stai comunque sbagliando il modo in cui cercare una risposta.
E questo, FDC, anche se manco sta volta mi ascolterai realmente, e mi dirai tutte le ragioni del mondo per cui “sì, certo, però…” o scivolerai via come un’anguilla, te lo ripeto.
MYSKYN, trovo molto utile il confronto di idee e considerazioni che hai portato nel forum, utile anche a me, intendo. Dunque augurandoti sinceramente buone ferie comunque ti ringrazio per la partecipazione 🙂
Ciao Luna, Ciao Myskin
Salve ragazzi. Mi rendo conto che a volte scrivere non è facile. Forse almeno per me. Voglio precisare che quella frase non nasce da una mia idea. Ma da ciò che ho avuto modo di constatare da tanti confronti che ho avuto in questo periodo.
Fermo restando che oggi più che mai anche io sono convinto che la donna nasce per diventare madre. Lasciamo stare poi i casi in cui non può diventarlo per problemi di salute o quant’altro. Nella donna è insita la maternità. E’ un dato di fatto. Poi ci potranno essere casi in cui una donna non desideri figli. Ma sono casi isolati, la classica eccezione che conferma la regola.
La seconda parte della frase è una forzatura. Nel senso che io ho sempre creduto nell’Amore Vero di coppia. Ma mi sono accorto in questi ultimi anni che forse è solo un’illusione.
Non è una frase integralista né nazi (ci mancherebbe altro, ho poco a che vedere con quella roba). Ho voluto solo racchiudere centinaia di pensieri che ho raccolto in questi mie tre anni di sofferenza.
Quindi Luna io non offendo nessuno che si ama realmente pur non avendo figli. Anzi sono il primo a credere in questa cosa figuriamoci se voglio offendere questo tipo di persone.
Myskin ho letto il tuo post ma non riesco a capire sotto quale base debbo mettere in dubbio 20 anni di relazione. Io non ho falsato i sentimenti nella mia storia e non posso credere che li abbia falsati Lei. Poi se debbo mettere in dubbio il fatto che Lei mi abbia amato sul serio bè allora non so cosa dire. Io ho impostato il rapporto su Amore, correttezza, lealtà, fiducia e da quello che ho potuto verificare Lei credo abbia fatto altrettanto. Almeno fino all’ultima parte quando proprio da persona leale non si è comportata. Poi non posso pensare che Lei abbia agito in maniera sleale per tutti i 20 anni. Ovvio che mi fa immensamente paura pensare una cosa del genere. Ma non ho proprio le basi per poter pensare a ciò.
La fine del mio rapporto è stato un vero e proprio tsunami. E gli tsunami voi lo sapete non danno segnali se non nell’immediato quando non si può più fare nulla.
Credimi Myskin pur scavando nei miei errori non riesco a trovare nulla di veramente grave se non la questione “figlio”. Fermo restando che ognuno di noi può commettere i suoi piccoli bravi errori quotidiani. Se poi mia moglie mi accusa di essere stato troppo “fissato” con il calcio, di aver voluto vivere fuori città, di essere un po’ distratto, di innervosirmi a volte in mezzo al traffico bè, allora mi chiedo perché non mi ha fatto presente che queste cose le davano estremamente fastidio al punto tale da poter compromettere la nostra unione.
Io me li ricordo i miei 20 anni di relazione. Vi assicuro ragazzi: si viveva nella più totale serenità. Lo so che vi sembrerà strano ma è così. Ed è questo il motivo per cui sono in totale confusione mentale.
Ritorno a Luna: quando dico che il fatto di rinnegare il nostro Amore mi ha fatto a pezzi è chiaro che non c’entra il figlio. E sono….
d’accordo con te che anche le madri con figli lasciano il marito. Io non ho mai detto che dando un figlio a mia moglie Lei se ne sta buona buona per il resto della vita perché è nata per procreare. Ma forse con la maternità si completa come donna e magari il suo equilibrio non va a farsi friggere. Poi magari potranno anche nascere problemi in seguito che ci faranno allontanare come coppia. Ma questo è un altro discorso.
Forse in questo momento sarò anche in uno stato non ideale per poter scrivere in modo corretto ma quando sostengo che il tutto è partito perché non ho voluto un figlio non credo di dire una fesseria. Magari qualche frase detta male e i miei continui no hanno generato in Lei qualcosa che anche se mettevo uno spazzolino a rovescio poteva darle dava fastidio. Si è disamorata insomma. E l’intervento di un terzo ha fatto il resto.
Accetto critiche comunque. Voglio capire dove sbaglio.
Ciao
Dunque tutto a posto, FDC. Hai tutto chiaro e non stai più male? Io ti ho già detto come la penso. Su come trascini il TUO malessere e come (non) lo affronti. Nel 1332 e 1333, postati in contemporanea a questi ultimi tuoi. Tu non hai negato definitivamente la maternità a tua moglie, facendole un’asportazione dell’utero sotto anestesia, a sua insaputa. Nè ti sei fatto una vasectomia senza dirle niente. Le hai detto un no, che può averle fatto male, ma neppure irreversibile. A me sembra che, nel fare le tue constatazioni e nel giungere alle tue colpevoli conclusioni, tu perda un po’ anche il senso delle proporzioni. Tu parli di ‘maternità negata’ come se l’avessi fatta ‘uscire pazza’ lesionandola a vita impedendole a vita di diventare madre con te o chiunque altro. E questa enfasi a riguardo
non è mia, è tua. Tra l’altro chissà quante donne, pur non rientrando nelle tue eccezioni, son diventate madri al momento più per condizionamento sociale e culturale e famigliare che per l’istinto di cui parli. Che tua moglie, poi, ha manifestato a 35 anni, mi pare, e dicendoti “Se non lo faccio ora poi ho paura che magari mi pento”. Che in tutta franchezza più di atavico istinto materno che emerge come un’intrinseca e irrinunciabile primavera che non può che sbocciare ha più l’aria di un dibattimento personale – più frequente di quanto credi – tra ‘ne farei anche a meno come sinora’ e ‘però attorno a me le altre lo fanno. Ho io qualcosa che non va? Probabilmente no. Ma se poi non faccio un figlio e me ne pento?’. Ciò non vuol dire che chi parte con questo pensiero non amerá suo figlio, ma neanche vuol dire che la crisi sia stata dovuta al tuo no di fronte ad un istinto irrazionale talmente forte che tu hai messo freno alla natura. E tanto più penso che il fatto che tu non ti sia accorto di quell’estremo naturale chiaro desiderio è perché forse così come lo leggi tu non era. E che l’altro nn era per forza uno che le ha detto ‘che cattivone fdc! Io di pargoli te ne darei sei’ ma può essere anche uno con cui lei è evasa proprio dall’essere una moglie over 30 che in teoria sarebbe ora che facesse un figlio.
Ciao Luna
Mi pare chiaro che non sono in un buon momento. In particolare da un mese a questa parte. Quindi propongo un RESET. Quantomeno di ciò che ho scritto negli ultimi tempi. Piccola parentesi: lo psicologo lo sto consultando da tempo, quindi anche questa strada l’ho intrapresa.
Premesso ciò è chiaro che ora sono nel bel mezzo di un vortice dal quale non riesco ad uscire. E dire che sto male è dire poco. A volte mi perdo Luna. Non riesco a comprendere alcune cose.
RESET: ricapitoliamo: Io non sto nel cervello di mia moglie. Posso immaginare, supporre, intuire. Ma lo faccio con il mio di cervello.
Tu. Myskin, Chiara, Aleba, Eme e altri che sono intervenuti state comunicando con un uomo in forte difficoltà, traumatizzato da un abbandono inaspettato compiuto da una donna che mai credeva capace di un gesto simile. Ora quest’uomo sin dal primo giorno si è chiesto cosa abbia spinto sua moglie a comportarsi in un modo che mai avrebbe pensato. E’ giunto ad una sua conclusione, supportato dalle “giustificazioni” di Lei: Lei ad un certo punto della sua vita matrimoniale ha desiderato di formare una famiglia con suo marito, che di figli aveva sempre detto di non volerne. Lei ha sperato che di fronte alle sue richieste suo marito capisse. Suo marito non ha capito e a suo modo di vedere se ne è fregato del suo malessere dimostrando così, sempre a suo modo di vedere, una forte dose di egoismo e probabilmente di non Amore verso di Lei. Pertanto Lei pian piano si disamora va in crisi con se stessa e, probabilmente supportata da una terza persona lo lascia.
Questa è in tre parole la disamina più logica che posso fare.
A questo punto sono io che vado in crisi con me stesso perché se la disamina è giusta mi rendo conto di aver combinato un “caos” senza neanche esserne consapevole.
Fermo restando il suo modo di comportarsi che è piuttosto sleale e fondato sul concetto di “tu non hai capito le mie esigenze ed io ti ho punito”.
Detto così è semplice: Lei non è questo essere perfetto si è comportata come tante altre persone. E questa alla fine è una separazione come tante altre.
Può essere che sia così. Da un punto di vista semplicistico non fa una piega.
Da questo punto di vista in poi entro in gioco io, i miei venti anni d’Amore, la mia conoscenza di Lei e mille sfaccettature di oltre settemila giorni passati insieme.
Mi faccio mille domande, spacco il capello come dici tu Luna e mi arrovello il cervello pensando che non può non essere recuperabile una storia del genere. Soprattutto perché in questi tre anni, volente o nolente la parola fine a questa storia non è stata mai messa in modo definitivo. Ci sono stati riavvicinamenti, scontri, parole forti, rabbia. Comunque qualcosa che in un modo o nell’altro ci teneva vicini anche se a distanza.
Mi fermo qui nella disamina, perché come scritto all’inizio mi rendo conto di non essere in un buon momento. Passo all’attualità: sto male dentro, tanto, tantissimo. Perché ? Perché ho perso mia moglie….
…Una donna che amavo davvero e a cui forse non ho dato quelle “esteriorità” che pretendeva. Perché non ho formato una famiglia a prescindere dal fatto che Lei mi abbia chiesto o no un figlio. Ho (abbiamo) combinato un casino. Non mi convince il fatto che Lei si sia realmente innamoarata di un altro uomo. Forse è voluta solo fuggire da una realtà che a mio parere ha travisato. Ha creduto che tutto fosse scritto. Che avesse a che fare con una persona irremovibile dotata di mille certezze e sicurezze che offuscavano la sua personalità. Si è sentita oppressa da chi non ha mai oppresso nessuno. Ma mi fermo qui. Sono lucido ma non così tanto per rischiare di incartarmi.
L’unica certezza è che soffro maledettamente per un sentimento che non muore. Credimi Luna il mio sogno è un abbraccio forte, sorrisi e lacrime…sguardi fissi negli occhi solo per dire: “abbiamo fatto una cazzata…entrambi…basta cosi”
Buona domenica Luna
FDC, forse allora dovresti fidarti di più del tuo psicologo? Invece di continuare a torturarti anche nel forum? Guarda che io il tuo trauma lo capisco, e capisco la chiusa del tuo post. Capisco che sei un uomo che sta male. E capisco, penso, per quali sensazioni ‘centrali’. Ciò che ti dico è che quando vai in ‘over loop’ ti fai del male e basta. ‘Overlooppi’ perché questo abbandono per te è stato un trauma. Dici “se fosse avvenuto diversamente no”. Sai tu, ma non ci credo, non molto, perdonami. La modalità e le dinamiche ti han sconvolto tanto più, e capisco anche questo, ma di base a meno che non ti fossi svegliato tu una mattina disamorato di lei, per ciò che significava lei per te, e i vostri 20anni, saresti stato shokkato e distrutto. Io so che tutto ciò che è successo in questi anni mi ha sconvolta, traumatizzata etc tanto più. E molto. Ma visceralmente il fatto che quel che dici
nelle ultime righe non sia avvenuto, come quando ci si sveglia da un incubo orribile, è stato il centro. E tanto più, forse, perché è stato un dolore così grande e ‘incredibile’ e insopportabile e ‘irreale’ e “ingiusto” da nutrire la speranza che finisse. Che ci fosse quella svolta che dici tu. Ma ciò che ti posso dire è che bisogna davvero farla in due quella svolta. Lui mi ha fatto soffrire e ha sofferto. Dal mio punto di vista, non basato solo sui miei sentimenti ma anche sulla costruttività e la ‘logica’ quella svolta avrebbe risparmiato una immensità di inutile dolore, esaurimento nervoso, casini senza senso e tot il resto. Ma lui ha scelto invece di fare come lei. Sennò tu saresti a casa vostra con lei e io idem. Mi pare evidente. Così non è FDC. Io ti auguro che succeda. Ma ti auguro, se non succederà mai, di tornare a vivere. Come me e te ci son milioni di persone, ognuno con la sua storia di un grande amore andato come sai. Gente che perde kg, diventa l’ombra di sè, looppa, s’accoppa di budella appese sino al soffitto etc. Alcuni li incontri per strada, tornati a vivere dopo questo, e magari non lo sai. O pensi che perché son sopravissuti non han sofferto quanto te, me. Non guardare quelli che divorziano come niente fosse. E quelli che stanno ancora insieme. Intendo dire che in questo momento nn hanno la tua ‘malattia’. Ma al mondo altra gente l’ha vissuta. E ognuno ha sofferto e curato e cura la sua. Io ti capisco. E la speranza può essere costruttiva. Ma finché diviene ciò che ci logora e uccide. Perché a quel punto allora bisogna lavorare sull’accettazione. Anche se è come iniziare a prendere uno sciroppo troppo amaro.
Quando guardo indietro, gli anni più recenti, vedo molto dolore, malessere, fatica, casini, conseguenze che portano altre conseguenze, malesseri che ne portano altri, sensi di colpa per non aver fatto cose e per averle fatte, senso di impotenza, l’idea di aver sprecato cose importanti della vita, incomprensioni e nervosismi estesi, tensioni anche tra persone che si vogliono bene, con la mia famiglia, ma vivendo momenti duri al di là dei problemi sentimentali miei che pure toccavano da vicino me ognuno aveva anche le sue preoccupazioni, i suoi dolori, le sue fragilità oltre che i suoi errori. Io ho amato tantissimo una persona che mi ha amato ma che si è persa in una sua cosa in cui ha trascinato se stesso, la storia, me.
anch’io ho fatto errori. Negli anni felici ho fatto errori ‘umani’, li riconosco. Li ho fatti pur amando moltissimo. Li ho fatti anche ingenuamente e crescendo. Non credo di averne fatto nessuno ‘tragico’, anche se a posteriori li eviterei. Tutto, certo, può diventare tragico, irreversibile se l’altro lo legge come una tragedia. Ma io e lui abbiamo attraversato la vita, e la nostra, con sentimento forte, valori, idee eppure anche improvvisando via via, nel senso in cui tutti, inevitabilmente, lo facciamo. Ad un certo punto è successo un patatrak che era risolvibile quanto non lo è stato. E’ anzi aumentato. Da parte mia l’avrei affrontato diversamente. Penso sinceramente che saremmo ancora insieme. Di errori posso riconoscerli anche lì accanto al mio amore e al mio sincero impegno e le cose buone che ho fatto. Una cosa che mi dà dolore è che niente sia servito, perchè quando l’altro entra nella modalità in cui lui entrò… So che ha sofferto anche lui ma ci ha anche realmente portati in un disfunzionale pantano. E quel pantano mi ha richiesto enormi energie emotive e mi ha tolto anche energie da vivere fuori dal pantano. Pur anche pensando che era giusto dedicarmi a chi amavo e a salvare il mio matrimonio
Ciao Luna
Non è questione di fidarsi o meno. Dallo psicologo si parla e si ascolta e quando parli dici la tua. Un loop è un loop. Un giro dal quale non esci. E’ ovvio che certe “svolte” bisogna farle in due. Però anche se queste non avvengono non è lo stesso semplice uscire dal vortice.
Poco fa mentre tornavo in ufficio dalla pausa pranzo facevo delle considerazioni su questo loop. Immaginavo un cerchio in cui c’erano diversi punti. E mi sono reso conto che erano talmente importanti e collegati tra di loro che non sono riuscito a pensare a come poterne uscire.
Alla fine di tutto il loop si basa sul fatto che avevo tutto ciò che desideravo e per una mia paura inconscia ho gettato tutto all’aria. Tanti amici mi esortano ad uscire da questo cerchio. Io li ascolto ma poi mi domando: come faccio ?
Prima di tutto devo considerare che nella mia vita il mio unico scopo era quello di trovare una donna con la quale stare bene. L’avevo trovata. E con Lei si erano incastrati tutti i pezzi del puzzle, cosa quasi impossibile al giorno d’oggi. Una donna innamorata, che ti piaceva, brava, intelligente e con alle spalle una famiglia come piaceva a te. Una donna con dei valori che oggi non esistono quasi più. A prescindere dai suoi errori il risultato finale è che l’ho lasciata andar via per un errore di immaturità. In questo momento mi ritrovo solo e tuttora innamorato dell’unica donna che ho veramente amato in vita mia. Il pensiero che ti assilla è che di questo passo ti ritroverai da solo o bene che ti vada con una donna che non amerai pienamente. Non costruirai più una famiglia perché i trenta e i quaranta sono passati da un pezzo e qualunque situazione della vita ti ricorderà gli anni felici passati con Lei.
E’ vero che in tanti si trovano nella mia situazione. Ma non credo siano davvero molti quelli che sono stati abbandonati da una donna di cui non possono parlare male. Da quel che sento si tratta quasi sempre di donne che alla fine tutte queste doti non l’avevano. Oppure si tratta di situazioni in cui era presente una bella crisi evidente. Comunque qualcosa che ti fa pensare che alla fine un’altra situazione consona a te la potresti trovare.
E poi dulcis in fundo credo che nessuno si trovi nella situazione in cui un uomo che ha rifiutato una famiglia per anni si trovi a dover fare i conti con il suo errore madornale. Mi fosse rimasta l’idea che in fondo figli non ne volevo sarebbe stato diverso. Ma a me fondamentalmente quello che manca non è solo mia moglie…ma anche nostro figlio. Quello che Lei mi ha chiesto per anni. E poco importa se poteva succedere che non sarebbe mai nota. Alla fine ci avevamo provato. Ma nel mio caso non è accaduto neanche questo.
In questo loop cara Luna ci sono tutti gli elementi che ti portano ad un impazzimento o nella migliore delle situazioni ad una “non vita”
Qualunque cosa fai durante la giornata ti porta a girare intorno al cerchio. E non c’è via d’uscita. Ti dicono che devi pensare ad altro ma…a che cosa…..
…A volte penso alle situazioni disastrose di separati con figli. Ma forse credo che se adesso soffro 100 in quella situazione soffrirei 70 perché comunque pur nella sofferenza di una separazione avrei creato qualcosa. E in questo momento mi sarei trovato nella situazione che avrei fatto qualunque cosa per rendere felici i miei figli.
So che nella vita ci sono cose peggiore. Ma credimi Luna, l’angoscia ti nasce non solo dal fatto che tua moglie ti ha abbandonato quanto dal fatto che ti senti co-responsabile di quanto accaduto. Certo mi dirai tu, ognuno di noi si sente co-responsabile dei propri eventi. Ma in questo caso sento di aver commesso comunque uno sbaglio che ha portato delle conseguenze. Quando racconto qualche frammento di storia e il mio tornare indietro sulla mia decisione sento diverse volte rispondermi che “era tardi”. Come se certe cose vanno fatte in un determinato momento e non c’è tempo per recuperare. Come se tutto ciò che Lei ha fatto dopo fosse una conseguenza di quanto avevo creato io. E se non crea un loop pazzesco una cosa del genere cosa lo crea ?
Ciao
fdc, so benissimo cosa è un loop. E non ho mai sentito uno o una andare in loop pensando di non avere una valida ragione, anche se non ce l’ha. Altrimenti non sarebbe un loop. Fai sempre, cmq, lo stesso errore: gli altri mica avevano una storia, una donna come la tua, coi suoi valori e i tuoi. Gli altri mica han perso ciò che hai perso tu. Che gli altri siano, ad un certo punto, più obiettivi di quanto tu sia ora manco ti viene in mente. Che gli altri abbiano le loro valide ragioni per soffrire, che per loro sian valide quanto le tue, ma che quanto te non siano veramente del tutto obiettivi non esiste, ah? La donna e l’uomo perfetto non esistono ma tu andavi alla ricerca di qualcosa prima ancora di trovarlo. E mi chiedo quanto ciò incide sulla tua mancanza di obiettività. Parli di sue doti come se le avesse solo lei sul pianeta. Azzo, sta donna non ha un difetto. Al punto che anche se si fa l’amante non scende dall’icona. E’ colpa tua totalmente. Perché lei è una donna angelicata. Se le altre sbagliano ad un certo punto della vita, tradiscono, insultano, tacciono quando dovrebbero parlare, son egoiste, immature o non perfette, brontolano, lasciano -anche
più civilmente, empaticamente, assertivamente di lei – son umane e quindi è ‘normale’, e son taroccate di base. Lei no. Lei è talmente angelica, perfetta che sbaglia e agisce SOLO ED ESCLUSIVAMENTE di conseguenza. Che lei sia stata tanto speciale, pur con le sue qualità, perché ne eri innamorato no. Lei è un caso raro sul pianeta. Lei immaturità zero? Io ne noto alquanta. Già in non parlare chiaro. Ma lei cmq l’ha messa sul colpatuatotale e a te sta bene così. Insisti. ‘ormai era tardi’ è la frase più banale del mondo che si può dire a chi la mette giù come fai tu. Anche se fosse comunque anche lei ha contribuito. Anche perché un chiaro ultimatum ma ancora aperto non te l’ha dato manco lei. Un ‘banale’ spostarsi senza altri di mezzo e senza che fosse ‘troppo tardi’. Non c’è riuscita? Come tu a dire sì. Ma solo nel tuo caso valgono i se, ah? Uscirai dal loop quando la toglierai dal piedistallo e vi guarderai entrambi come umani. Non lei immune da errori e tu responsabile al 6mila per cento. Potrai soffrire cmq e anche dispiacerti che non avete avuto figli. Anche se risentiamoci su ciò quando sarai obiettivo. Tra qualche anno? Spero per te di no. E quando dici meglio cornuto e separato ma con un figlio allora sei veramente anche tu a non sapere qual è il centro del loop mi pare.
comunque c’è un solo modo per smettere di looppare come fai tu. E’ darti il diritto di smettere. Finché tu ti dai ragione nel looppare non ne esci. I tuoi amici ti dicono anche di smetterla e di sicuro più di quanto chiunque possa dirti che fai bene. Ma tu ascolti solo ciò che ti tiene nel loop. Per guarire dovresti cominciare a considerare che quando looppi non ti serve a niente. Non cascarci dentro coi sei piedi e rigirandoti dentro come una cotoletta impanata. Dovresti dirti che looppare non ti serve. E quando arriva il loop dirti STAVOLTA NON CI CASCO! Lo faresti molto meno se non del tutto. Ma tu difendi i tuoi loop. Passi il tempo a looppare e a giustificare perché chiunque altro può farne a meno, tu no. E allora tienteli, da qui all’eternità. Oppure considera che se tutti, pur sapendo che soffri, ti dicono di cominciare a considerare che questa tua ‘dedizione’ al loop è sbagliata e inutile forse una mano devi dartela tu e cercare di opporti a questo ‘trip’. Ma naturalmente son io che non capisco. Ps: non dirmi che la frase con cui ho chiuso il post precedente non l’hai detta testuale. Lo so.
Ciao Luna
Non fraintendermi Luna: io non dico che gli altri, non soffrano, o che non avevano una donna come la mia con i suoi stessi valori. Io mi baso sulla mia storia. E a volte leggo e ascolto le storie di altri.
Guarda che mia moglie mi ha profondamente deluso, non è vero che non ha difetti. Tradire la fiducia del proprio uomo/donna ritengo sia la cosa più grave che possa avvenire all’interno di una coppia. Credo di averlo scritto più volte in altri post. E quindi già sostenendo questo mia moglie è già scesa dal piedistallo. Diciamo che forse “tento” di giustificarla.
Quando parlo delle sue doti intendo quelle che mi ha dimostrato durante gli anni di fidanzamento e matrimonio. Doti che ha dimostrato non solo verso di me ma verso chiunque. Perché sai è facile essere “perfetti” nei confronti di chi si è innamorati. Difficile è esserlo nei confronti anche degli altri. Le qualità che mostrava verso di me le notavo verso i suoi e i miei genitori, gli amici e persino nelle persone per strada. Non è poco. E se sei un tantinello accorto puoi accorgerti dei lati negativi proprio tra le righe e nei rapporti con le altre persone.
Quindi il suo tradimento, il suo abbandonarmi è stato devastante. Non tanto per gli atti in se stessi, quanto per il fatto che li abbia fatti una persona da cui non te lo saresti mai aspettato.
In tutto questo c’è il fatto che io ho agito in maniera anomala. Io non l’ho capita. Non ho capito che Lei voleva un figlio e che probabilmente la creazione di una famiglia avrebbe annullato tutto il processo che si è innescato in Lei. Lei immatura ? Non lo so se posso definirla immatura. Io sono uno che ha sempre parlato chiaro. Lei non lo ha fatto. Perché ? Non lo so. Perdonami Luna ma a volte è caratteristica femminile quella di voler essere capite. E forse io non sono stato così attento da capire il suo stato d’animo. E’ il mio rammarico il mio centro del loop. Quello che forse non mi fa vedere le cose in maniera obiettiva. O forse si. Nella vita bisogna cercare di fare del proprio meglio. Io comunque sia ho errato. A questo punto meglio cornuto e separato ma con un figlio ? Non lo so se sia meglio. Certo è che in questo modo il centro del loop non ci sarebbe. A quel punto non darei giustificazioni a mia moglie e non avrei nessun rammarico. A meno che non fossi stato un marito e un padre degenere. Ma vedi Luna io già adesso non mi do colpe sul non essere stato un buon marito perché come marito ci son sempre stato. E sarei stato anche un buon padre.
Quindi Luna non è realmente vero che non sono obiettivo. Perché se sto male i motivi principali sono sostanzialmente due: il mio sbaglio a non volere una famiglia e la delusione relativa al suo comportamento. Senza contare che a questi fondamentali va aggiunto il fatto che pian piano sto scivolando sempre più verso una depressione data dal fatto di aver visto distrutto il mondo che avevamo creato insieme e che credevo indistruttibile. Oggi mi sembra di essere stato proiettato in…
…un altro pianeta dove dovrei ricostruire una vita. Solo che dopo quasi venti anni vissuti in un altro mondo in questo pianeta non mi ci riconosco. Vado avanti pensando con nostalgia al passato senza sapere cosa fare nel presente.
Buona giornata Luna