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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 651
    LUNA -

    una città che la gente viene a visitare da varie parti del mondo, seppure non è ROMA, FIRENZE o PARIGI. Voglio dire, non è una brutta città.
    Ha i suoi pregi e i suoi difetti, come ogni luogo.
    E chi è abituato a viverci e la ama è probabilmente anche più indulgente verso i suoi difetti, se pure si arrabbia.
    Così come la persona che mi parlava si vive la SUA Roma.
    Così come ogni persona si sente a casa in una casa che sente che gli somiglia.
    E non esiste neanche un solo tipo di profondità e sensibilità.
    Però hai ragione che è importante ascoltare la propria. Perché non facciamo un favore nè a noi stessi nè a nessun altro se ci andiamo contro.
    Perché ci sono cose nelle quali possiamo adattarci, con naturalezza, contaminarci a vicenda, con spontaneità, ma l’identità è una cosa seria.
    Io ho dei ricordi meravigliosi e armonici dei primi dieci anni della mia storia, te l’ho già detto. Io e lui non siamo mai stati identici (chi lo è?) ma abbiamo sicuramente camminato insieme, essendo compatibili e avendo tante cose in comune. Non: che musica ascolti (anche, ma anche no), ma cose più profonde o naturali anche nella loro apparente banalità. Ci capivamo al volo anche tra 50 persone, con uno sguardo. Come a volte invece andavamo in contrasto. Ma comunque, anche se facevamo due lavori diversi, e avremmo anche potuto fare a fatica a comprendere l’uno quello dell’altra, assolutamente io non ho mai sentito un disagio per questo. Ma zero proprio. E neanche lui lo ha mai sentito, fino ad un certo punto, ne sono certa. Poi è successo un patatrak. Inutile che io lo rievochi per la centocinquantesima volta. Lui ha fatto una guerra a se stesso, prima di tutto. E’ andata così.

    Quello che posso dire, come dicevo ad Aleba, è che io pur avendo continuato ad ascoltarmi mi sono anche meno sintonizzata però su delle mie esigenze e le ho coltivate meno. Esigenze che riguardavano il mio sviluppo personale, ma non sarebbero assolutamente state in contrasto con una vita di coppia. Anzi. Semmai avrebbero potuto portare del buono in una vita comune, anche a livello economico, nonché di positive energie. Avremmo potuto continuare a crescere insieme, guardando nella stessa direzione e essere felici e sereni l’uno per la felicità e serenità dell’altro e quella comune. Non è stato così.
    Sai che io non penso ad una relazione come un pacchetto pronto. E due persone che stanno insieme crescono lungo il cammino, anche come individui. Noi siamo stati insieme anni e abbiamo affrontato dei cambiamenti, delle fasi dell’esistenza più up e più down, ma appunto prima lo facevamo insieme e la lunghezza d’onda c’era. Anche se c’erano delle differenze, che pure arricchiscono.
    Il problema è quando la lunghezza d’onda non c’è, e si rischia di perdere anche la propria. Ora non sto dicendo questo a te, ovviamente, ma lo ricordo a me stessa.
    Bacio!

  • 652
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna, Ciao Aleba
    Aleba non vorrei dire una cattiveria quando penso che la sua sia più una involuzione che una crescita. Un cambiamento vero e proprio del suo modo di essere. Oppure ha nascosto per anni la sua vera natura. E se fosse quest’ultimo sarebbe davvero diabolico. Ora è vero spesso mi sembra di avere davanti una donna nuova. Diversa. Non capisco se ha paura di qualcosa o “le si è fuso il cervello”. Perchè oggettivamente mi pare di capire che non sa quello che vuole.
    Purtroppo Aleba, a differenza di come la pensi tu. credo che ci debbano essere dei punti fondamentali in comune per essere una coppia nel vero senso della parola. Ti quoto quando invece dici che i compromessi devono essere addolcenti e non mutilanti.
    Luna non sai quanto invidio te che vivi in una città a misura d’uomo. Non conosco quale sia, avrà sicuramente i suoi difetti come tutte le città di questo mondo. Ma ti assicuro che vivere giornalmente senza stress è una gran cosa. Non che in tutte le città piccole si viva bene. Ma ti assicuro che vivere costantemente sotto traffico, file, corse, mancanze di parcheggi, folla, delinquenza, mezzi pubblici affollati, palazzi che ti coprono il sole, mancanza di assistenza medica, non aiuta.
    Molti sono attratti da queste grandi metropoli perchè dicono offrano tutto. Eppure i giovani metropolitani vanno solo e sempre in discoteca, nei centri commerciali e nelle birrerie. Fine.
    Tu e Aleba mi sembrate due donne venute da un altro mondo. Forse proprio perchè vivete in una città che dà più spazio ad altre cose. In questi due anni ho avuto modo di constatare che purtroppo le donne non sanno più cosa vogliono. Cambiano in continuazione. Sono perennemente stressate, cavillose, aggressive e tendono in particolar modo a cambiarti. E questo sta succedendo anche alla mia donna. Forse non si rende conto di quanto realmente noi stavamo bene insieme. E sta cercando cose che a mio parere portano solo ansia. Io le ho chiesto amore, serenità, tornare a vivere la vita. Lei mi chiede di cambiare. Come se dovessi rinnegare il mio modo di essere e di pensare. Per lei cambiare pare significhi rinnegare ciò che uno ha sempre pensato. Io per amore posso adattarmi ad una nuova realtà, ad un nuovo modo di vivere ma non posso amare ciò che non ho mai amato. Posso accettarlo per amore per vivere accanto a chi voglio bene. Eppure per anni mi sono fatto conoscere. Ho espresso i miei desideri, il mio modo di vivere. Lei non solo lo ha accettato ma mi ha fatto capire che piaceva anche a lei. Ora sovverte tutto, quasi rinnega le scelte fatte insieme e pretende che le rinneghi anch’io. No io non posso rinnegarle io le amavo con convinzione. Sapevo quello che volevo. Sapevo cosa mi serviva per stare bene. E ho fatto di tutto per ottenerlo. Sono stato accusato di egoismo per questo. Di pensare a me in primis. No io ho solo manifestato il mio modo di essere, il mio modo di intendere la vita. Un contadino che ama coltivare la terra non amerà mai stare dietro una..

  • 653
    Fuori dal Coro -

    ….scrivania e viceversa. Così come il tuo amico di Roma. Sarà sicuramente un tipo “schizzato” che non ama stare fermo a godersi il minuto. Non ama soffermarsi lui, deve correre, deve bruciare i tempi. Senza viverli quei tempi.
    Io amo mia moglie e rimpiango gli anni davvero felici vissuti con lei. E sto ricercando quella donna vera, serena e pulita. Il mio dubbio: esiste davvero o è stato solo un bellissimo sogno ?
    Un bacione a voi

  • 654
    LUNA -

    anche la mia città ha le ‘sue’, parcheggi, traffico, e code. Però in misura sicuramente ‘ridicola’ rispetto ad una metropoli caotica. Peraltro io, mi ripeto, ho sempre vissuto via dal caos. Quindi per me la ‘gita’ era l’inverso di come accade per chi sta 6 giorni nel caos e la domenica, magari, va a prendere aria. Anche quando lavoravo 10 o più ore nel cuore del centro comunque il mio habitat reale era un altro. Anzi, ero pure incuriosita dal tuffarmi quotidianamente nel via vai. Girare ora le proporzioni per me è :s – anche se, beninteso, dal centro della mia città si vede il mare. E non devi fare 20km per stare nel verde. Però per me, abituata al verde, più cittá per forza uguale ‘milano’ – aleba: non mutilarsi, verissimo e centrale. E concordo sul mostrarsi e lasciarsi conoscere. Modo per capire le incompatibilità, che mica per forza sono una colpa. Però vanno sentite e considerate secondo me. Nessuno è uguale al cento per cento, neanche due gemelli, e fuori dai luoghi comuni per es un artista e una ragioniera possono stare insieme da dio, meglio di due pittori. Però dipende in cosa due si incontrano e in cosa no.

  • 655
    LUNA -

    fuori dal coro: non ho capito esattamente (ma non serve che specifichi, scrivi giustamente quel che ti va e ti viene!) cosa lei secondo te ti sta domandando di rinnegare e cosa di cambiare di te. Quel che percepisco comunque è il tuo ‘?’. – le persone nel corso della vita possono cambiare, perché, nella loro evoluziome di solito pensano di essersi ascoltate e ‘riordinate’ di più o di aver vissuto dei particolari momenti personali in un certo magari anche catartico modo. Noi magari li percepiamo implosi e loro più che mai ‘espansi’. Noi pensiamo che fanno i gamberi e loro si sentono avanti. Da fuori può essere vista come folle e incoerente la scelta con cui uno invece sente di fare pace finalmente con la sua coerenza. Certo che se amiamo qualcuno possiamo cogliere se in quel momento sta male, è strano, lontano da sè. E certo che i cambiamenti altrui ci disorientano. O anche scoprire parti che non conoscevamo -e magari neanche lui o lei le conosceva). Ma se una persona pensa di conoscersi anche meglio di prima e sente le sue idee…

  • 656
    LUNA -

    aleba: 🙂 per la tua tatina e il buongiorno. E’ molto vera la cosa che dici. Io l’ho sperimentata spesso. – aleba, è difficile spiegare la lotta di chi combatte non solo con la rielaborazione emotiva, i problemi del quotidiano, il dover rimettere in sesto l’esistenza, il senso di montagna russa che dà il rendersi conto cosa di sè e della salute e la vita si era perso di vista, ma anche una sindrome da shock post traumatico. Io mi voglio bene, ma odio la mia sindrome da shock post traumatico. Odio dove ancora mi inceppo a causa sua. Odio quando penso cose che un tempo non avrei mai pensato e devo spiegarmi perché è ansia indotta e mi sto sbagliando. Odio quando mi sento come un pitbull usato per i combattimenti. Odio quando di fronte ad uno stimolo rischio di saltare alle conclusioni. Odio avere più stanchezza e meno concentrazione. Odio quando sento tutto ciò come un handicap mentre io so chi sono senza. Di buono c’è che son flash che passano. Tvb

  • 657
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Mi è sfuggito il senso di alcune tue frasi…non le ho capite bene. Comunque credo in sostanza di avere capito il concetto di ciò che scrivi. Voglio dirti una cosa molto semplice però: vivere in una città caotica, che non ti concede spazi, tempi, dove tutto va di corsa ogni giorno per tutti i giorni è difficile per chi ama un altro tipo di vita. Significa adattarsi a ciò che ti sta stretto o largo. E’ come avere 44 come numero di scarpa e indossare il 41: ti fa male, cammini male e ti rovini i piedi. Io ho sempre saputo questo. Nel corso della mia vita mi sono accorto che questo non fa per me. Molti si adattano, fanno buon viso a cattivo gioco. Riescono ad apprezzare i lati positivi che un tipo di vita del genere offre. Io non sono mai stato per i ritmi frenetici, odio le folle, mi piace il verde, la natura, il mare, la montagna. Affacciarsi da un balcone e vedere il mare è più rilassante di 20 gocce di Valium. Così come un paesaggio innevato o il fuoco di un camino accesso in uno chalet di montagna.
    Io credo di amare la vita, quella vera. Una passeggiata in riva al mare, lavorare a ritmi normali, facendo una cosa alla volta, senza farne troppe contemporaneamente correndo il rischio di non farne nemmeno una bene. Sono sempre stato così, fin da bambino. E dentro di me avevo voglia di fuggire, di andar via da questa realtà che non sopportavo. Nella mia città in pochi mi capivano. Eppure quando mi trovavo in altre parti mi trovavo a mio agio. Anche parlare con la gente era più semplice. Non ho avuto la forza di mollare tutto e andarmene. Non è facile sai lasciare tutto e tutti e speri che tutto possa cambiare dentro di te. Poi incontri una donna ti innamori, ci stai bene insieme, le racconti tutto, le dici come sei, cosa ti piace e cosa no…per anni e anni. Lei è d’accordo, la pensa come te. Si fa una scelta di compromesso: non si cambia città ma si va a vivere fuori. Certo a tutto c’è un prezzo da pagare..la distanza, il tempo, il traffico che comunque devi sorbirti quando arrivi in città per lavorare. Però spezzi i ritmi. Sai che la tua casa è immersa nel verde, nella tranquillità. I ritmi lì sono blandi è tutto diverso. Puoi goderti un cielo stellato, una chiacchierata tranquilla, il sole, la pioggia….il tempo. La mente si rilassa e tutto sembra più facile. Tutto questo ti ricarica e sei pronto ad affrontare lo stress del giorno dopo in un’altra maniera.
    Poi succede quello che sai. La perdita dell’amore non si sa bene per quale motivo. Perdi la cosa più importante. La persona con cui stai condividendo la tua vita. Scendi nel baratro…tutto non ha più senso. Nemmeno il cielo stellato, il mare, lo stress. Tutto perde importanza perchè perdi l’amore. Poi succedno altri eventi che ti sconvolgono ancora la vita. E lei quando meno te lo aspetti torna. E tu pieno di dolore per un lutto che stai vivendo ti trovi a vivere picchi emotivi impressionanti. Torna l’Amore in un momento per te difficilissimo….

  • 658
    Fuori dal Coro -

    …la stessa persona con pensieri diversi. Con voglia di vivere la vita in maniera diversa. Quella vita che a te non è mai piaciuta perchè ti creava ansia e stress. Per amore lo fai ma…come puoi rinnegare il tuo modo di concepire la vita ? E’ proprio strano odiare traffico, smog, file, delinquenza, folle, ritmi frenetici e amare invece una vita più a misura d’uomo ? E allora ti domandi quale sia la scelta giusta. “Va dove ti porta il cuore” si dice. Il cuore mi porta da lei. Ma lei oggi chi è realmente ? Cosa vuole che io diventi ? Cosa vuole che io rinneghi ? Vuole me o vuole un uomo completamente diverso ? Io mi sono messo in discussione, ho commesso i miei errori, forse sono stato superficiale, non ho capito alcune cose. Ok. Ma come posso modificare la mia natura. Come posso decidere di amare ciò che non ho mai amato ? Posso adattarmi per amore ma non mi si possono tagliare le ali. D’altra parte ho vissuto da solo in questi quasi due anni e mezzo ormai e non sono stato capace di starmene in pace da solo. Senza Amore si sta male e il resto perde importanza. Non riesci più a vedere con gioia ciò che ti piaceva. Sembra una spirale senza fine. Un cane che si morde la coda. Ricominciare da solo senza l’Amore o con il tuo Amore che in un certo senso ti pone condizioni ? C’è da dire poi che la mia situazione emotiva attuale non mi aiuta di certo. Troppe, tante emozioni hanno intaccato la mia mente in questi ultimi tempi. Sono in panne.
    Ciao Luna

  • 659
    LUNA -

    Fuori dal coro: riguardo la casa, la natura ecc lo sai come la penso.
    Penso che ognuno sa per sé, però per quanto mi riguarda capisco il tuo discorso. Penso tra l’altro che sia ancora più difficile per chi ha sperimentato un certo ritmo di vita (sentendolo affine) fare un certo tipo di cambiamento. Ovviamente non so quanto sia effettivamente distante il lavoro, il centro abitato… e non so quali ragioni ti abbia dato lei per fare questo tipo di cambiamento.
    Io questo cambio non lo farei, ma parlo per me.
    Il fatto che la fine di un amore o la crisi di un amore portino a stare male e quindi a vivere sotto tono una serie di cose che normalmente fanno stare bene mi pare abbastanza naturale. Si è più “implosi”. D’altra parte non credo che stare in mezzo allo smog ti avrebbe fatto stare meglio (o ti abbia fatto stare meglio).
    La natura ha comunque, secondo me, un effetto rilassante, pacificante.
    Questo è un momento molto difficile della tua vita, intendo dire per la scomparsa di tuo padre, e molto particolare perché mi sembra naturale anche che ti porti a riflettere su tante cose, anche in un modo più “spirituale” e teso all’incontro con te stesso.
    Tua moglie è tornata dopo due anni, è tornata dopo due anni di silenzio, e in questa fase di avvicinamento e di dialogo ti sta chiedendo di cambiare casa? Scusa, non ho capito bene.
    Cioè, non ho capito come mai questa questione sia emersa adesso e se sia da lei considerata una priorità. E per quali ragioni.
    Intendo dire che da fuori – ovviamente non conoscendo le dinamiche – sembra quasi che lei sia tornata dopo due anni e con delle precise richieste. Scusa la mia domanda molto diretta: secondo te si è posta però anche in ascolto? Sta considerando il momento che per te è molto particolare?
    Avete, immagino, molte cose di cui parlare. Questa, si capisce, ti colpisce molto.

    Non capisco perché proprio in questo momento ti ritrovi in un dilemma così.
    Perché hai la sensazione che lei voglia che tu sia diverso.
    Non è che non capisco la tua sensazione, intendo dire che non capisco, scusa, perché tu debba stressarti con questa questione in questo momento, in cui comunque stai vivendo anche una questione personale per cui avresti più bisogno di serenità. Quando dico non capisco non intendo dire che sto giudicando lei, e non conosco i contesti dei discorsi, ma vi siete appena ritrovati e non capisco se vi sia effettivamente la priorità di discutere di tale questione ora.

    Vi siete ritrovati dopo due anni, due anni in cui peraltro lei ha rifiutato il dialogo con te.
    Ora, benissimo, il dialogo è ripreso e c’è, dici, l’intenzione di ripartire.
    Non mi sembra di per sè strano che due persone che si ritrovano e sentono che vogliono ripartire possano celebrare questo nuovo inizio (o la continuazione di una relazione per qualche ragione interrotta) con un progetto comune.
    Che sia un viaggio, una casa, o un altro progetto.
    Però la questione non ha l’aria di essere vissuta come un progetto comune.
    In te non

  • 660
    LUNA -

    traspare entusiasmo. E il tuo istinto sulla questione cambiamento, su questo cambiamento, mi pare dica a gran voce un NO.
    E questo non cambia, al di là di tutte le altre considerazioni.
    Due, mi ripeto, sono le cose che non comprendo:
    la prima è perché vivi o devi vivere la questione abitativa come una questione così connessa all’amore.
    Cioè:
    se scelgo sì mi tengo l’amore/se scelgo no perdo l’amore.
    (cioè perché tutto sia così estremo).

    La seconda è perché in questo momento la questione sia così prioritaria. (potrebbero esserci delle oggettive ragioni che non conosco, ovviamente). Tu dici giustamente che ti piace fare poche cose una alla volta, per non farle male.
    E’ un modo di essere, tuttavia una cosa per volta è anche effettivamente un modo di evitarsi degli stress, riconoscendo delle priorità.
    Esempio: in questo momento le mie energie sono investite anche a ritrovare un mio equilibrio nella prima fase di un lutto importante. In questo momento mi sento più confuso o debilitato dal punto di vista energetico. In questo momento le mie energie sono impegnate anche nei confronti della mia famiglia di origine (non c’è nulla di male, e non significa togliere qualcosa a chi ami), anche dal punto di vista pratico (faccio degli esempi).
    Quindi questo per me non è il momento di affrontare una questione di questo tipo.

    L’altro giorno parlavo con un mio amico che ha perso suo padre una decina di giorni fa. E’ un uomo molto sensibile e positivo.
    Ovviamente il dolore è grandissimo. E si ritrova anche con tutta una serie di cose da risolvere.
    In lui c’è la voglia anche di fare le cose che lo fanno stare bene, e per quanto riguarda i problemi lui giustamente dici: cerco di risolvere le cose una per volta.

    Tu stai vivendo questa cosa del cambio di zona come un problema, è evidente, e un problema che, è vero, forse non vorresti dover affrontare mai. Sai cioè che l’idea di per sè non ti somiglia.
    Ma, tanto più, potrei comprendere se tu, anche per lucidità mentale (cioè modalità di organizzazione mentale e di energie) dicessi: ora non è il momento in cui riesco a considerare questa questione in modo sereno e lucido.
    E non ci vedo nulla di male.
    Anche perché per te non è una questione di poco conto. Fermo restando che ogni nostra scelta ci somiglia o non ci somiglia, non si sta parlando di cambiare automobile o i mobili del soggiorno, ma di cambiare, in sintesi, modalità di vita. E tu la vedi anche come un cambiamento di qualità di vita.
    Perché questa questione è così prepotentemente all’ordine del giorno?

  • 661
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Forse la questione è più complessa di quello che emerge da quanto scrivo. Forse non si tratta solo di una questione come la definisci tu “abitativa”. Questa questione è una delle condizioni emerse dai nostri “dialoghi”. Una richiesta di cambiamento di vita . Ognuno vede stressanti le cose a suo modo. Per te può essere stressante farti un’ora in macchina, per me lo può essere facendomi venti minuti su dei mezzi pubblici affollati o stando mezz’ora imbottigliato nel traffico.
    Ma non penso sia solo questo il problema. Sinceramente ciò che non vedo in questo riavvicinamento è sostanzialmente “l’amore”. Io credo che se una persona ami l’altra e voglia stare effettivamente con lei debba “manifestare” questa voglia. Io non la vedo. Non vedo convinzione in lei. Forse la paura di sbagliare può metterti dei freni. Ma quello che “mi pare” di evincere in questo momento è che non ci sia in lei quel forte sentimento che la spinga a tornare a vivere con me. Lei mi ha lasciato ormai più di due anni fa. Se ne è andata di casa. E se una persona lascia l’altra è perchè non sta più bene con quella persona. Ora è qui ma…cosa sente realmente ? Ammetto che ultimamente faccio fatica a capire le donne in genere. Soprattutto nella mia città. Le vedo in confusione, stressate, aggressive, sempre in lotta ogni giorno. Lei era fuori da questo modo di essere. Oggi sembra entrata in quel vortice. Io come sai sto vivendo un periodo terribile. Ma sono conscio del fatto che vorrei serenità. E la serenità credo faccia rima con semplicità. Mi chiedi come mai la questione abitativa sia così prepotentemente all’ordine del giorno. Probabilmente perchè è una condizione basilare che lei pone. D’altra parte non è che si abbia molta scelta. Tornare dove stavamo prima lei non vuole. Ragioni anche plausibili: la distanza, il troppo tempo in macchina. Posso capire. E la paura (la sua) che io alla lunga non sopporti lo stress cittadino e viva male le cose normali della vita. Che dirti ? Ormai non riesco più ad entrare nella sua testa per cercare di capire. Forse anche prima credevo di conoscerla a fondo ma probabilmente non era così. Io le sto chiedendo Amore. Quello che si prova tra due persone che stanno bene insieme. Che sono tranquilli quando parlano tra di loro. Io sto cercando di capire cosa lei voglia effettivamente. Mi ha chiesto un figlio, ciò che io prima non volevo e che “dovrebbe” essere uno dei motivi per cui lei mi ha abbandonato. Io sono d’accordo ma un figlio nasce dall’Amore di due persone. Quell’Amore che adesso in lei non vedo. A volte (e dico una cattiveria) mi viene da pensare che il tutto sia condizionato al fatto di volere un figlio a tutti i costi. Però un figlio penso lo si desideri dalla persona che si ama. E allora ? Se lo vuole da me allora mi ama. Non so, sono in panne, così come ho scritto l’altra volta. Vorrei capire realmente cosa prova per me, visto che per più di due anni è stata lontano da me. Ripeto potrebbe aver solo paura. Così come….

  • 662
    Fuori dal Coro -

    ….ce l’ho io. Però ecco…mi sembra tutto così terribilmente complesso. Io credo che prima di tutto vada ripreso un rapporto. Si debba ricostruire e soprattutto si debba far capire all’altro che lui è la persona che vuoi, quella con cui stai bene, quella di cui ti fidi e che rispetti. Io per ora non capisco. Non capisco cosa c’è dall’altra parte. Ripeto la frase dell’altra volta: sono in panne.
    Ciao Luna

  • 663
    LUNA -

    fuori dal coro: ma te lo ha chiesto ora il figlio? Non sono in voi, ma anch’io, scusami, credo che prima sia fondamentale capire e sentire a che punto state voi due. Son passati due anni, non due giorni. Può essere anche tutto relativo, ok, anche il tempo. Ma ascoltarsi realmente non lo è mai. E’ troppo importante. E, fuori dal coro, ma parlo per me, sapere ciò che sento, dove sono nel senso di con chi (cosa sente, vuole, perché, a che punto sta) per me è fondamentale. Lo è sempre stato, ma dopo le mie esperienze più che mai. – ALEBA, ciao cara, un bacio a te e alla tua tatina. Una persona che credevo di conoscere, che sentivo famigliare e ‘casa’, nel senso più ampio del termine, nonostante io combatta ogni giorno una battaglia (verso “il bene”) che tu sai

  • 664
    LUNA -

    e nonostante io faccia il mio percorso step by step in solitaria, mi ha disorientata. Mi dispiace perché era una persona che consideravo positiva, nel modo di ragionare, essere… Anche nell’avere capito il mio percorso e i suoi perché. E anche ciò che aveva portato di buono. Sarebbe lungo da spiegare e neanche voglio approfondire. Mi viene da dirtelo perché penso che tu potresti capire molto bene, anche il significato di piccole cose, ma intendo dire anche mie, o certe cose di un percorso se te ne parlassi. Mi conforta saperlo. E ti voglio bene. Io naturalmente accetto anche di considerare il punto di vista altrui. So su cosa riflettere. Al contempo è difficile che qualcuno da fuori possa capire il senso di alcune cose. Io lo so, nel bene e nel male, per me. So i perché. La strada fatta. Mi sa che di almeno una parte non si è capito niente :p scusa, aleba. Questi son giorni particolari anche per altre ragioni. Giorni intensi, che mi impegnano emotivamente. Le cose importanti. Quelle in cui più che mai senti te stesso, chi c’è davvero, chi non c’è. Momenti di ancora maggiore sensibilità e introspezione. Anche inventario. Scusate se sibillina! Ma mi serviva scriverlo così, proprio così. Chiusa qua. Un bacio. Ps: che bella la primavera. C’è una gita che ho tanta voglia di fare.

  • 665
    Fuori dal Coro -

    Luna sono d’accordo con te. Anche perchè di anni ne sono passati oltre due e mezzo ormai. Oggettivamente e molto semplicemente a me sembra che questa donna sia ormai in forte confusione. Confusione con se stessa. Non sa quello che vuole. Come molte donne della sua età che vivono in grandi città. Prese dal voler fare tutto non ritrovano più se stesse e vanno in confusione. E in questo caso in confusione vado anch’io. Si Luna lei in questo momento mi ha chiesto quello che mi ha detto tu. E sono d’accordissimo con te sul fatto che bisognerebbe capire a che punto stiamo noi due. Anzi a che punto sta lei. Perchè ripeto, a volte mi sembra di non comprenderla più. Nel corso di tanti anni mi ha trasmesso serenità, ora mi trasmette ansia. Sembra non essere più la stessa, almeno nei miei confronti. Mi rimprovera molte cose del passato quando io credevo fossero cose condivise. Ma paradossalmente. e credo non se ne renda neanche conto, quando parla ed esprime concetti lo fa con il mio pensiero. Dice cose di cui le ho sempre parlato negli anni. E’ un paradosso: mi contesta ma poi alla fine dice cose che ho sempre pensato.
    Luna ti assicuro è una situazione veramente anomala. Almeno per me che sono una persona piuttosto semplice e lineare. Ho sempre constatato, e perdonami Luna, che le donne siano un tantino complicate. E mi meraviglia quando invece sento parlare Aleba. Persona molto semplice e logica. Oggettivamente sto attraversando un periodo terribile a livello emozionale e non posso dire di essere sereno. Se penso che questa storia mi ha portato ad essere distante nei confronti di mio padre nel momento in cui aveva più bisogno di me. Un peso di coscienza che mi porto dentro. Essere stato una persona che per anni non ha mai dato una risposta sbagliata ai propri genitori ed aver fallito in un momento tanto particolare. Il mio nervosismo, la mia angoscia, mi ha portato in questi due anni e mezzo a comportarmi male nei confronti di chi non c’è più. Questo non riesco a perdonarmelo. E ciò mi impedisce di tornare ad essere sereno. Perchè se solo ho un momento di distrazione, il pensiero torna lì, al mio comportamento sbagliato. Al non essere stato in grado di mettere in secondo piano un mio problema, seppur grosso, di fronte ad un altro ancora più grosso. A tutto c’è rimedio Luna fuorchè alla morte. Ed in questo caso non posso rimediare. Non so cosa mi riserverà il futuro. Certo che il presente è piuttosto amaro con me. Sono un uomo semplice che nella vita ha sempre cercato la serenità, lo star bene con gli altri, in pace con tutti. Ma la vita mi ha colpito dove non doveva. Anni e anni di comportamenti corretti bruciati da due in cui un problema che mi ha colpito mi ha fatto andare fuori di testa con una delle persone a cui volevo più bene. Ho sempre avuto il terrore sin da piccolo di perdere il mio papà. Terrore che mi sono portato dietro nel corso degli anni. Di perderlo senza dirgli tante cose che avrei voluto. E’ successo di peggio: l’ho perso in…..

  • 666
    Fuori dal Coro -

    ….un momento in cui lui mi chiedeva aiuto ed io non sono stato in grado di darglielo. Forse, anzi sicuramente avrà capito che non lo facevo apposta. Diverse volte gli ho chiesto scusa se lo trattavo male. Sicuramente mi avrà perdonato. Ma sono io che non perdono me. Luna è una somma di cose terribili che sto vivendo e non so perchè tutto questo sia capitato proprio a me. A me che ho sempre pensato all’armonia in famiglia, in coppia, in mezzo alla gente e agli amici. Proprio io così determinato in queste mie convinzioni sono stato fragilissimo in un momento importante. Mi chiedo perchè alla fine esista gente che uccide bambini, persone anziane, addirittura i propri genitori e poi viva la vita senza rimorsi. Mentre persone come me che si portano macigni dietro per comportamenti sbagliati in periodi di forti crolli emotivi. E’ tremendo tutto questo.
    Ciao Luna

  • 667
    LUNA -

    NERI, MARIA come state? – ALEBA: Fuori dal coro è andato in panne, io per un po’ di giorni in blocco come una caldaia :/ ho un’emergenza in famiglia e riguardo quella reggo. Però in concomitanza un altro episodio ha risvegliato in me un nodo, evidentemente, da sciogliere. L’episodio era banale, da fuori. A me ha toccato un nodo aprendo files, emotivi, in rapida successione. Di male c’è che son stata male. Mi son passati anche il sonno e l’appettito, e mi è salita un’ansia micidiale. Ho fumato 25000 sigarette, ho pompato adrenalina e cortisolo che neanche un’industria. Era da tanto che non mi capitava. Mi son sentita un animale braccato da me. A parte lo stimolo han valso molto le contingenze. Difese più basse. Avere, prima, tentato di rimuovere una grande preoccupazione. Credo che poi sia saltata fuori anche in coda allo stimolo o viceversa. Nelle circostanze di vera emergenza son stata sempre lucida (due secondi in ospedale in cui ho pensato !ora svengo io’ ma ho raddrizzato il timone in un istante.

  • 668
    aleba -

    Ciao Luna, ciao Fuori dal Coro. Mi dispiace sentirti così abbattuto e fragile. Capisco la questione dei macigni. A volte sembra che la condanna sia definitiva, ma penso che siamo noi che ci condanniamo senza appello. Su questo mi ritrovo spesso a prendermela con mia madre, per l’educazione che mi ha dato. Dare il meno fastidio possibile ed essere sempre carina e docile. Luna, ti auguro di andare alla gita che ti piacerebbe fare, credo che ci andrai. In questi giorni io sono un pò giù, un pò tanto. Sarà la meravigliosa primavera che mi ricorda la rinascita del mondo intero…tranne che di me. Mia sorella e il mio psicologo dicono che ha fatto molti progressi, che sono solo scivolate. Ma a volte mi verrebbe voglia di adagiarmi sul fondo e mollare… Certo, devo darmi tempo! Ma qui sembra che il tempo scorra e basta e io mi affanno ma non riesco a farcela. Faccio tutto da sola, e mi sento colpita al cuore e allo stomaco ogni volta che vedo una coppia. Ho la sensazione che rimarrò sola, anche perchè mi sono barricata dietro un muro con la scritta “IO NON HO BISOGNO DI UN UOMO”. Invece, e qui posso dirlo, vorrei avere qualcuno che mi accolgliesse fra le sue braccia. Qualcuno da chiamare con fiducia in caso di emergenza, come la settimana scorsa che mi è accaduto un fattaccio che mi ha sconvolta per tutto il giorno. Oppure solo per aprire il vasetto della conserva, o svitare la caffettiera. A volte mi chiedo perchè io debba avere tutta questa emotività così inutile, non potevo nascere cinica e arrivista, indossare le pellicce fregandomene del sangue che ti fanno colare addosso, farmi regalare diamanti e scarpe e borse costose…Invece cinica lo sono diventata, ed è peggio…perchè è un cinismo che danneggia ME in primis. Scusate avrei voglia di piangere, ma non voglio essere consolata….solo lasciare che accada, domani andrà meglio.

  • 669
    LUNA -

    ma fuori da là, dove penso è emersa ogni risorsa positiva di sangue freddo, empatia, senso pratico, lavoro di squadra, un file per volta e ‘faccio anche caffè’, fuori da lì disastro. Confusione, ansia, disorientamento, compulsione, senso di abbandono, rabbia dovuta alla sensazione di impotenza, panico, fuga e chi più ne ha più ne metta. Vuoi sapere il buono? Che ho rivissuto ‘un film’. Non è tanto ‘mi sono fatta un film’ quanto l’ho rivissuto. Per delle circostanze, coincidenze reali. Per delle reazioni altrui ‘sbagliate’. Virgoletto perché son state anche sbagliate, e sbagliate perché per cosa stava succedendo in me, e perché, avrei avuto bisogno di tutt’altro. Del contrario. E perché non son state assertive. D’altra parte è vero che io mi son chiusa a quadrupla mandata e sparando un kalasnikov di parole. Perché per me cercavo di difendere ME dal dolore, dall’incomprensione, dalle mie ‘certezze’ che credevo e vedevo confermate. In parte però facendo una mia parte. Forse solo tu aleba puoi capire quanta PAURA, DISORIENTAMENTO, DISPERAZIONE, TENTATIVO ESTREMO DI PROTEZIONE ci sia stata nel mio andare in blocco. Quale senso di spaesamento nel non riuscire a dire ‘io cosí ci resto secca’ e perché. Ho pensato ‘son tornata indietro di due anni. Sui miei tanti passi. Avevo ragione quando pensavo male, in negativo. Ho solo me e io non so controllare, sciogliere le mie paure, i dejavù. Se chi amo soffre non ho più filtro. Se muore morirò. Perché son troppo sensibile e ciò che mi è capitato mi ha tolto i filtri. Tra stimolo e dolore e la sua espressione non ho più passaggi intermedi. – in realtà forse prima un tempo reggevo troppo lo stress. Poi, quando ho avuto un dolore grande, anni fa, problemi gravi che scassano anche un mammuth e pure nel cuore e chi amavo mi ha ferita, delusa, sconcertata, fatta sentire PIU’ che sola e addolorata in quel momento ho fatto un giro all’inferno. Lungo. Ti scrivo per dirti che la tempesta che si è scatenata in me in questi giorni oltre ad avere senso mi sa pure che è servita tanto. Ora ok.

  • 670
    LUNA -

    ALEBINA, abbiamo scritto in contemporanea entrambe di una ‘scivolata’. Oggi dopo tanto scivolare io mi son sentita più leggera, anche con dei nodi in meno. Mentre scivolavo pensavo ‘non finisce più’. Invece a volte è come scivolare ma per arrivare in un posto più bello dentro di sè. Te l’ho raccontato perché veramente è servito. Poi resta che non vorrei più scivolare. E che è orrendo quando si scivola. Però forse va anche accettato. No indugiare nel malessere, ma comprendersi. Di più. Anche in relazione al mondo. Oggi ho fatto la spesa, con voglia e appetito. Cinica non sei, a parte che si vede, ma se lo fossi non ti dispiacerebbe pensarlo. La verità è che hai voglia di sbocciare. E ti capisco. Un bacio!

  • 671
    LUNA -

    fuori dal coro: il senso di colpa si somma a quello di impotenza quando si perde qualcuno che si ama, centrale. Penso sia sempre così in una fase del lutto. Poi tu avevi anche il resto. Penso che tu riesca a sciogliere presto questo senso di colpa che ti dai. Ammesso che davvero tu avessi di che rimproverarti se pensi che tuo padre ti abbia perdonato hai già una risposta, anche se comprendo che in questo momento devi ancora integrarla nella visione che hai. Parli d’amore quando parli di tuo padre. Cosa vorrebbe lui? Un figlio che vive e si ama o che si tormenta? Io capisco la tua sensazione, la conosco. Io mi tormentavo pensando le stesse cose e anche perché mi pareva tormentandomi di fare un torto a chi mi aveva cresciuta con amore. Tu fai il tuo percorso, che ha i suoi tempi. Per fare pace con te potresti coltivare ciò che di bello ti ha dato, lasciato tuo padre

  • 672
    aleba -

    Ciao LUNA @Avevo ragione quando pensavo male, in negativo. Ho solo me e io non so controllare, sciogliere le mie paure, i dejavù. e poi anche @in realtà forse prima un tempo reggevo troppo lo stress.
    Capisco profondamente. Come ho capito che è controproducente reggere a oltranza, quando si tratta di sè stessi e del riconoscere “io così ci resto secca”. I due anni che hai trascorso a fare passi in avanti, a lavorare per non scivolare pur accettando le scivolate, secondo me sono comunque un grande successo proprio perchè così puoi contare sul “film già visto” del quale conosci i meccanismi e puoi, per ciò che riguarda TE, pilotare il finale. Le crisi sono tutte superabili, soprattutto per le persone come noi che abbiamo retto fin troppo bene lo stress…abbiamo tenuto in piedi noi stesse anche quando avremmo voluto spegnere i neuroni e chiudere le finestre. Però ho capito che lo stato di crisi interna va riconosciuto e va attraversato in ogni suo minimo dettaglio. Il mio analista mi ha detto, fai come fanno i falchi, il loro interesse si focalizza sul problema “catturare il pranzo per sopravvivere”…ma lo individuano stando in alto in altissimo e non perdono mai la consapevolezza di quanto sia vasto in realtà il panorama della loro vita. Tu invece(intendo me stessa) ti ci immergi nel tuo problema come se fosse un buco nero e pensi di non doverne uscire fino a quando non lo hai risolto, neppure per metterti in salvo! Ma se lo guardi dall’alto…dalle potenzialità immense che sono racchiuse in te…non è altro che un puntino nero.
    Luna sempre in viaggio!! Spero tu stia meglio, e anche le persone che ami. Ciao, buona giornata.

  • 673
    neri21 -

    ciao a tutti Aleba – Luna – Maria – Fuori dal coro

    Ci sono, ma non ci sono, vi leggo, ma non vi scrivo x mancanza di tempo (ho un giardino da sistemare e la sera sono stanca e crollo)e poi ho ripreso un po la mia vita, sto meditando una rinascita interna, dopo aver avuto delle notizie brutte del marito di una mia amica, tutte i miei pensieri, i miei principi sono in una palla che girano in continuazione, vedrete che sta palla si fermerà prima e poi e ne verrà fuori qualcosa.
    X Fuori dal coro, ti faccio una semplice domanda.
    non e che tua moglie sia negata a se stessa x amore tuo?
    Intendo che nella vita x amore le persone altruiste possono rinnegarsi x scelta, stare con un compagno e dargli tutto quello che desidera senza chiedere niente, purtroppo e sbagliato perché un rapporto deve essere equo, arrivi a un punto della vita che ti chiedi di te stessa, sono felice, sto bene, cosa voglio, da qui comincia il percorso di crescita o di evoluzione,( come dice Aleba e Luna ).
    Mi e venuto questo pensiero leggendo le tue lett. può darsi che sia sbagliato. Bacioni a tutti voi e voglio dirvi che nonostante tutto la primavera, il sole, la luce del giorno, il silenzio, la musica, le amicizie, tutta la vita bisogna apprezzarla e godersela fino in fondo.

  • 674
    maria -

    per neri.
    piacere sono maria! mi colpiscono molto le tue ultime frasi.
    stare con un compagno, dargli tutto quello che desidera senza chiedere niente, arrivi ad un punto della vita che ti chiedi, se sei felice oppure vuoi di piu!!!!!!!
    sai che, hai centrato il punto???
    sono arrivata alla conclusione stamane, leggendo cio’ che avete scritto un po’tutti,(e’ fa’ riflettere anche me)che stavo per chiedere a FUORI se si era chiesto se sua moglie lo avesse mai amato in tutti questi anni di rapporto!!

    Si. Questo dialogo , fa’ riflettere anche me!!!
    Nulla accade per caso, sono giorni che non vi leggo, ed ora ci butto l’occhio e’ trovo una risposta anche per me…..RINNEGARSI PER SCELTA e’ un gran sacrificio, e’ come fare un VOTo, ma questa scelta ti porta a farti morire dentro come persona, a non vivere le emozioni, l’amore, che potresti trovare con un’altra persona, che ti potrebbe amare per cio’ che sei veramente.
    Penso FUORI, che lei; si, abbia trovato un’altra persona a cui per un certo periodo ha contanto molto nella sua vita, che le abbia fatto riscoprire le sue emozioni ormai invalidate da un rapporto che ormai non riemergeva piu’ da diversoo tempo, e che l’hanno portata sulla strada dell’AMORE facendola RINASCERE, poi ritornando da te( per vari motivi vostri che io non conosco bene),si sia messa a riflettere su cio’ che era o’ cio’ che e’ ancora il vostro rapporto.

    quello che mi sento di dirti e’ che: la sua CONFUSIONE TOTALE, non e’ NEGATIVA per lei, perche’lei sta rimenscolando i fatti, il suo organismo e’ in stato confusionale, ok, ma nel suo incoscio SA MOLTO BENE CIO’ CHE VUOLE, CIO’ CHE DESIDERA PER SE STESSA!!!!!
    Quello che non ACCETTERA’ la negativita’ in un rapporto ormai andato alla deriva, SEI TU! Mi dispiace dirtelo ma e’ la triste verita’, e’ la fine, devi accettare i fatti!!!
    Non serve far finta di non vedere il problema, perche’ lei si incazzera’ ancora di piu, diventera’ ancora piu non capita,ma sottovalutata, se tu continuerai a dire che la colpa e’ sua, che potreste ancora provarci.. cerca dii AMMETTERE come stanno le cose, guerdati allo specchio e’ non MENTIRE A TE STESSO!!!!!!!!!!

  • 675
    Neri21 -

    cara Maria
    non serve trovare un’altra persona x scoprire le emozioni, basta essere sincere con se stessa, quando sei infelice della vita che fai, ti fai in quattro x fare tutto lavoro, casa, figli, arrivi a un punto della vita , cominci a farti delle domande e se non sei uno struzzo di dai le risposte e se le risposte non ci sono cerchi di chiarirti.

    Su un punto sono daccordo con te, quando la stoffa si rompe non puoi aggiustarla, potrai ramendarla ma si vede e cosi nella vita quando un rapporto si rompe e molto difficile ritrovare l’equilibrio di una volta.
    Fuori dal coro credo che tua moglie ti abbia amato ma forse hai preteso troppo da lei senza capirla, ora lei sta rinascendo diversamente da quello che era, con altre emozioni, pensieri, sta scoprendo delle cose, sensazioni nuove e sicuramente non le vuole perdere. Purtroppo voi maschietti tendete ad esssere egoisti sopratutto nelle piccole cose, non capite che noi donne abbiamo bisogno di altro, qualche volta basta ascoltare, non siamo difficili.
    In questo momento ti devi mettere in testa che lei e una persona nuova, di conseguenza devi affrontare diversamente la sua conoscenza.
    Ciaoooooo

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