Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
di
aleba
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso
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EME, @nessuno merita una non vita@. Il punto è che fdc pensa che la vita deve restituirgliela lei. Io, ovviamente, spero per fdc che questo sia solo un gran malinteso o una crisi passeggera. Magari un dì si chiariranno, e anche se sarà il 2085 lui saprà che avrà valso la pena NON vivere in attesa di quel momento. Siamo tutti, penso, in grado di capire perché, almeno idealmente, quel momento ha il sapore di quando ti svegli da un incubo e scopri che è stato solo un brutto sogno. Nel caso di fdc, poi, che sembra non provare rancore neanche per il tradimento e l’abbandono, ma sopratot tanto tanto verso se stesso, se LUI fosse riaccolto, se LUI avesse un’altra possibilità avrebbe solo da ringraziare. In realtà forse è proprio quando la tensione dell’incubo-distacco et rifiuto et tuttacolpatua che cala che viene fuori, dentro, anche tutto ciò che non hai ascoltato di te, che hai accantonato, che emerge anche altro smarrimento. Che ti accorgi che una passata di spugna non basta, neanche per te. – una cosa posso dirla però, pensando a chi si rende conto che la vita deve proprio riprendersela, senza poter più pensare che l’altro/a verrà a restituirgliela. Se vuole vivere, anche mentre si dice che non vuole, non ha senso, non ce la fa, deve uscire per forza dalla dipendenza che sia l’altro a ridargli senso e vita. Posso dire che è dura. E’ dura soprattutto se sei stato talmente tanti anni con una persona che ti pare sia sempre esistita. Che ti fosse così visceralmente parente che mai avrebbe potuto tradirti, andarsene, disconoscerti. Però se ami qualcuno e sai perché e quanto sai di te, non prova quanto ti ama, ancora. Se tu pensi che una persona non possa avere egoismi, anche una certa cattiveria non significa che non ne abbia. Se dici non è possibile non vuol dire che non lo sia. – quando vado a casa della mia amica che ne ha passate di tutti i colori a causa del tradimento del marito e stanno ancora insieme
(anche perché non si sono mai separati, a parte 7 giorni, in cui comunque lui era da sua nonna e facevano colazione cmq insieme ogni mattina) so che appena ora, dopo 6 anni, cominciano veramente a sentirsi meglio, e che comunque in questi 6 anni, anche se erano ancora insieme, lei comunque è stata molto male. Uno tsunami ha comunque travolto la sua vita, comunque lei ha vissuto in un incubo e un tunnel. E non perché l’altra ci fosse ancora o lui avesse dubbi, l’altra non c’era, ma loro son stati male lo stesso, per anni. Anche se erano ancora lì. Certo penso che lei non ha mai provato realmente, anche se ci avrà pensato 6 mila volte, cosa significa voltare pagina davvero. Certo per lei sarebbe stato più grave che averlo ancora lì, anche se alcuni si son risparmiati 6 anni di tunnel per scoprire alla fine che un vaso incollato non sarà mai intero. Fdc, se tu questa opzione non ce l’hai, però, di svegliarti una mattina e dirti, con lei lì, è stato un brutto sogno, solo tu puoi ridarti la vita. Lei non sembra intenzionata affatto a farti svegliare da ciò che vivi come un incubo. E non sembra avere lo stesso bisogno che hai tu di svegliarvi insieme dall’incubo. Altrimenti vi sareste già svegliati, anche perché il figlio, almeno in teoria, sarebbe già arrivato, se il punto era davvero quello. O almeno sareste insieme a lottare per non perdervi, sia pure litigando. Cosa che non mi pare avvenga. EME, i tunnel sono orrendi. Il mio mi è costato molto. Mi è costato dolore emotivo altissimo, salute, tempo, denaro, creatività, progetti di lavoro rallentati, si è riflettuto sull’intera qualità di vita. Mi è costato altri problemi perché stavo vivendo anche altri dolori e preoccupazioni. Mi ha incasinato il rapporto coi miei. Non mi è costato veramente i rapporti che valgono perché le persone che ti vogliono veramente bene rimangono, ci sono, a meno che tu, per malessere, non le tratti proprio male. Poiché io ho trattato male me e non loro non ho mai perso i veri affetti, veri davvero, che avevo intorno. Però ho perso molto della quantità e qualità del tempo che avrei potuto passare con loro, per mia amarezza, frustrazione, stanchezza, calo di energia, concentrazione sul loop e il tunnel e quindi distrazione dal vivere il presente. Per chi mi ha amato e amavo e amo, intendo anche i miei congiunti che ho perso in questi anni c’ero, ho condiviso sentimenti momenti. Tuttavia mi chiedo quanto di più avrei potuto dare ed essere e stare e vivere se non avessi dedicato invece troppo tempo e energie a chi comunque, invece, era assente o negativo. Non ho un vero senso di colpa perché so di esserci stata, nei cfr di chi ha avuto e ha per me un significato solo positivo. Però resta il fatto che il tunnel toglie molte cose e complica il tempo, la sua qualità, il vivere. E a fdc direi di riflettere su questo, ma da un’altra prospettiva. Di non crepare nei ricordi di ciò che fu ma di riflettere se sua moglie gli abbia donato un solo, vero, pulito, sereno bel nuovo ricordo in questi 3 anni. Se si sia mai preoccupata, da 3 anni, che lui ne abbia, di nuovi e di buoni. E se lei non sia invece diventata, con il suo comportamento, ragione di amarezza, stress, smarrimento, frustrazione, più dolore, ansia, tensione, angoscia etc l’ombra nera che, a causa del tunnel e dei loop a vuoto, si estende anche sui rapporti che funzionano e i momenti di benessere, sul sonno, il lavoro, la vita, l’autostima. Sempre nei discorsi, perennemente assente, ma comunque un tarlo che divora la vita.
No Fdc, tu continui a credere che tutto sia legato solo a te, e al tuo ” errore ” del non volere un figlio. Ma non e’ cosi, concordo con EME eravate una coppia, una famiglia (tra l’altro ben consolidata da vent’anni di percorso insieme) la sua voglia di maternita’ era un nuovo elemento, da affrontare insieme, l’unico errore che riesco a vedere e’ la SUA decisione unilaterale di andarsene, punto.
Fdc, conosco bene le sensazioni che hai descritto, il buio e profondo tunnel in cui sei caduto, il morale ogni giorno piu’ in caduta libera, per di piu se “per sbaglio” riuscivo a vivere qualche minuto sereno e mi scappava un sorriso, immediato dentro di me riusciva il trauma ancor piu’ forte, accompagnato dall’amerezza di quanto sarebbe stato diverso se ci fosse stata anche lei, in un vortice sempre piu’ denso di sensi di colpa….
Ma devi riuscire ad estraniarti da tutto questo (molto probabilmente con l’aiuto di un professionista) altrimenti non vedrai mai la realta per quella che e’. Paradossalmente, pur essendo nell’immediato immensamente piu’ doloroso, questo tuo addossarsi tutte le colpe dando all’altra persona un ruolo da “figurante”, altro non e’ che darsi una via di fuga dalla verita’… troppo devestante e amaro dover riconoscere che, nonostante gli anni passati insieme, non conoscevamo completamente la persona al nostro fianco.
Il buffo di queste lettere è che ognuno può raccontare la sua versione dei fatti senza alcun timore di essere smentito dalla controparte. Mi fa una certa impressione sentir parlare di persone che “liquidano gli altri senza una possibilità di appello”. Mi fa impressione perché nel mio caso di possibilità di appello ce ne sono state tante. Ci sono stati tanti avvertimenti, tanti campanelli d’allarme, tanti espliciti richiami alla ragione … ma evidentemente qualcuno ha la memoria corta, oppure stava troppo male per recepirli. Scusate se non me la sento di entrare nei dettagli e di raccontarvi tutta la mia storia. Ho messo sull’avviso la mia compagna innumerevoli volte. Le ho spiegato per filo e per segno che non ero più in grado di sopportare certi atteggiamenti aggressivi, che il suo comportamento mi destabilizzava, che le conseguenze a lungo termine potevano essere fatali … Una volta le ho perfino scritto una lettera in cui la avvisavo che cominciavo a avere forti dubbi sulla nostra futura convivenza … Io tutte queste cose me le ricordo benissimo. Chissà cosa passava nella testa della mia donna in quei momenti drammatici …
Ciao ragazzi, ciao Luna, ciao Myskin e ciao a Eme e coloricangianti.
Vi ringrazio anzitutto dei vostri interventi.
Mi ha colpito molto l’intervento di coloricangianti che ho il piacere di leggere per la prima volta. Hai ragione sai quando dici che ognuno può raccontare la sua versione dei fatti senza timore di essere smentito dalla controparte. In genere succede spesso così. Ma non credo sia il mio caso. Se hai avuto modo di leggere qualche mio post precedente e, soprattutto le risposte di chi è intervenuto, ti sarai accorto la mia costante “giustificazione” nei confronti di mia moglie. Negli ultimi post di Luna, Eme e Myskin (ma non solo in questi ultimi) noterai un costante “invito” nei miei confronti a non “crocifiggermi”. Ho iniziato a scrivere qui per caso leggendo la lettera di Aleba e ho scritto centinaia di lettere. Che senso ha entrare in questo sito e parlare con gente raccontando cose non vere. Perché ? Cosa me ne giova ? E’ ovvio che tutti gli interlocutori ascoltino solo la mia versione perché sono solo io che scrivo. Ma ho sempre cercato di essere obiettivo cercando di mettere in risalto i miei errori e non i suoi. Ho letto il tuo post n. 1254 e sono rimasto molto colpito. Scrivi che hai messo sull’avviso la tua compagna innumerevoli volte. Addirittura le hai spiegato per filo e per segno che non eri più in grado di sopportare certi atteggiamenti aggressivi, che il suo comportamento ti destabilizzava e che le CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE POTEVANO ESSERE FATALI. Le hai scritto una lettera in cui la avvisavi che COMINCIAVI AD AVERE FORTI DUBBI SULLA VOSTRA FUTURA CONVIVENZA. Ho volutamente scritto in maiuscolo alcuni passaggi. Caro coloricangianti tu sei stato di una chiarezza unica, esplicito, diretto. Questi non sono campanelli d’allarme o “segnali” come usano spesso dire parecchie donne. Qui tu sei stato diretto, hai scritto NERO SU BIANCO che ciò che stava accadendo poteva portare alla fine del rapporto. Io non conosco la tua ex ragazza ma non mi viene da pensare che tu venga qui a scrivere certe cose inventandole: perché dovresti farlo ? E prendendo per buono tutto quello che hai scritto non mi sento di dare neanche una possibilità di appello alla tua ex. Come ha reagito alla tua lettera ? Quello non era un segnale erano frasi scritte…inequivocabili che dicevano chiaramente che se non si cambiava era la fine. Cos’altro potevi fare tu ? Tu non hai covato dentro un tuo malessere ma lo hai esplicitato con tanto di lettera. Cioè se non capisci quello che ti dico almeno leggi questa lettera indirizzata a te. Vorrei chiederti come si è comportata dopo che hai deciso di lasciarla. Se vorrai me lo dirai. A sua discolpa così a caldo posso solo pensare che non era proprio capace di controllarsi perché da quello che scrivi ce l’hai messa davvero tutta per salvare il vostro rapporto. Ti dirò se mi fossi trovato al tuo posto avrei agito allo stesso modo. Avrei scritto una lettera anch’io dopo gli altri tentativi.
Mi sembrava doveroso…
Credo sia opportuno chiarire alcuni concetti. Senza polemica. Ieri ho passato 24 ore a cercare di leggere in me stessa, di capire perché, in quale momento le persone scappano da me.
Escludendo la sfortuna cosmica resta un mio problema comportamentale che ho individuato ma non ho ancora affrontato come dovrei.
Non vorrei entrare in analisi prima di essermi analizzata a fondo. E’ brutto scovare i propri panni sporchi, quelli che si nascondono dietro a porte che dovrebbero restare chiuse ma che poi, un colpo di vento, spalanca di colpo.
Ho avuto una storia sentimentalmente importante prima dell’ultima, è quella che LUNA conosce bene tramite Lilly.
E’ la storia che mi ha fatto brancolare nel buio per più di tre anni (due anni insieme a lui ed 1 anno nel tunnel, da sola), è la storia che la mia mente aveva manipolato in modo che lui solo apparisse il cattivone ed io la semplice vittima predestinata. In realtà ho lasciato che lui fosse il cattivone. Il classico ruolo criminogeno della vittima.
Se una personalità masochista si cerca un sadico è tutto tranne che una vittima. Ma c’è un momento in cui la masochista esagera, sconfina, vorrebbe essere trattata da persona. E’ il momento in cui chiede spiegazioni che non arriveranno MAI! E allora si inventa la disperazione e sostituisce il dolore con altro dolore.
FDC mi ha ricordato me stessa nel 2009.
E’ fermo da tre anni nel ricordo di una persona che in apparenza adora ma di cui disegna con una precisione “sospetta” i lati negativi al punto che tutti li conoscono. Lascia che lei entri ed esca dalla sua vita come se lui fosse il nulla e lei il tutto.
Ho la sensazione (pura sensazione) che lui, in quel loop, ci stia bene. Che la consapevolezza di aver perso sua moglie e il terrore di non provare più emozioni lo spingano a starsene al calduccio, nel tunnel al sacro fuoco non dell’Amore ma della disperazione. Senza rendersi pienamente conto che questa non vita non lo condurrà da nessuna parte.
Ieri ho aperto e letto più di mille e-mail. Mille……
Il 5 marzo 2008 alle ore 7.45 eravamo insieme, mi ha guardata negli occhi sorridendo, mi ha baciata, mi ha detto “a domani Piccola” .
Non l’ho mai più incontrato Se non per strada, ad occhi bassi e passo rapido..
Alle 10.40 dello stesso giorno mi è arrivata questa e-mail:
“le parole per spiegare tutto forse non servono più e le ragioni e i torti appartengono ad entrambi.
p.s. fai conto che io,(ed è vero) sia passato in una nuova fase, dove è importante la salute e i buoni “propositi” per tutti(o quasi), e dove qualsiasi cosa possa capitarti avrà lo stesso valore di un attimo e solo quello”.
Sono state le ultime parole civili. Quelle successive sono state le tipiche che una personalità sadica riserva ad una personalità masochista che non se ne vuole andare.
Se n’è andato.
Non ho mai capito veramente il perché.
Neppure ieri sono riuscita a comprendere perchè, ad un certo punto, ho dovuto staccare il cervello da quella storia malata che mi stava come risucchiando.
Mentre leggevo si sono riaccese tutte le vecchie paure, tutti gli stati d’animo che ho vissuto dentro a quel tunnel di solitudine, disperazione, di convinzione di non valere nulla perché con un nulla ero stata lasciata.
Ho rivissuto QUELLE sensazioni (non quelle di oggi) ed ho capito che io stessa le avevo generate, all’epoca.
Non lui ma io.
Io mi ero condannata al tunnel, io volevo provare disperazione perché l’alternativa era una stasi, un’assenza di emozioni che mi faceva stare male.
Io volevo provare dolore …..e l’ho provato. Tanto, da arrivare al confine del suicidio.
Lui se n’era semplicemente andato per motivi che non posso che ricondurre alla noia, al disamore. Ma allora perché quel bacio? Quel “a domani”? Un ultimo tiro sadico? Menefreghismo? Non lo saprò mai.
Se quella storia fosse stata una storia seria, non un’avventura extraconiugale, avrei voluto avere una spiegazione.
Questo era il mio stato d’animo quando ho letto e risposto a FDC. La mia mente era a quel 5 Marzo 2008, quando mi si è aperto un baratro sotto ai piedi e ne sono uscita nel modo sbagliato. Senza risolvere nulla ma ridendo al grido di “sono serena”.
I brividi di paura che ho provato ieri dimostrano che non ho risolto un bel nulla. Me la sono raccontata, diciamo così.
Gli eventi recenti sono totalmente diversi. So bene quali sono stati i miei errori, perlomeno quelli più grossi e grossolani. So che mi sono state date opportunità di modificare la rotta che non ho saputo cogliere.
So che un aspetto non mi era stato rivelato ma, sinceramente, non so quanto il conoscerlo avrebbe influenzato sia il mio comportamento precedente, decente, che quello successivo, totalmente in balia dell’esaurimento nervoso per problemi pratici e della convizione di non essere abbastanza.
Non ho la memoria corta.
Forse, al contrario, ho una memoria così lunga da cercare di scavare non solo nel passato prossimo ma anche nel passato remoto. Come ho fatto ieri.
In questi giorni so di aver dato il peggio di me. Anche con me stessa. Ho pensato, e molto, di riprecipitarmi nel tunnel per potermi crogiolare al fuoco della disperazione.
In questa settimana, ho perso 4 kg, non ho dormito che poche ore ,ho fumato 3 pacchetti di sigarette al giorno. Insomma, stavo ricreando tutti i presupposti.
Ma poi ho deciso di fermarmi.
L’ultima sigaretta l’ho spenta ieri notte, mentre riponevo un carillon, un fumetto, qualche foto ed altri oggetti in una scatola dei ricordi. Di quelli belli. Non di quelli disperati.
Questa mattina, ho fatto colazione, domani comprerà le vitamine ed il tranquillante che mi hanno appena prescritto, a settembre rientrerò in terapia.
Lo faccio per me stessa, per il rispetto che ho per una storia che è stata importante indipendentemente da com’è finita, per il rispetto di una persona che ha chiesto di essere lasciata in pace e ne ha tutto il diritto.
Mi spiace per l’incomprensione sui miei ultimi post.
L’avrei comunque chiarita in quelli che pensavo di pubblicare nel pomeriggio.
Mi sembrava doveroso dare spazio al post di coloricangianti. In poche righe ha messo in luce ciò che sarebbe servito a me e mia moglie per salvare il nostro matrimonio.
Ma forse le motivazioni erano diverse. Forse così facendo Lei mi avrebbe “costretto” a fare per forza quello che dovrebbe essere un completamento spontaneo dell’Amore: un figlio. Un figlio non si costringe a farlo…un figlio si desidera.
Myskin vedo che conosci bene le sensazioni che si provano a stare in questo modo. In poche righe hai espresso anche tu il mio stato d’animo. Non ce la faccio ad estraniarmi. E probabilmente non saprò mai quale sia la realtà. Eme, Luna, Myskin avete fatto tutti delle considerazioni molto profonde. Sono sottoterra ma sono lucido e riesco a capire ciò che scrivete. A Eme vorrei dire che no non voglio che mi si dica che ho mille colpe per stare bene. Ritengo di averne solo una. Ma quella colpa, o meglio quell’errore, mi sta distruggendo la vita. Anch’io non credo alle fini improvvise. Ma ripeto ancora: così è stato ai miei occhi. Mi sono soffermato sul post di coloricangianti perché io non ho avuto quei segnali così evidenti che lui ha trasmesso persino per iscritto alla sua ex.. Ma non è che questo mi sia di conforto. Lei mi accusa di “non aver voluto vedere la sua sofferenza”. Ma io in questi tre anni non ho saputo come farle capire che in realtà questo suo malessere non l’ho visto davvero. Forse davvero in questi tre anni ho sbagliato molto di più di quanto ho fatto nei precedenti. Perché ammetto di essere stato vinto spesso dalla rabbia.. In certe situazioni così delicate ci vuole calma, obiettività perché se fai un passo avanti rischi di farne tre indietro. Si deve capire che in situazioni come questa così come dici tu, chi fugge o è stato rapito dagli ufo o qualche ragione anche banale ma la deve pur avere. Credetemi ragazzi sono una persona normale ma mi sto distruggendo la vita su questa storia. Perché si pare che le storie finiscano ma io non riesco ad accettare il fatto che possano finire così di punto in bianco. E ben inteso sto parlando di storie di lungo corso..matrimoni. Perché è anche normale che una relazione di due anni possa finire. Magari le due persone non si intendono, caratterialmente non si trovano e ok. Ma quando due persone che si conoscono da una vita e si amano per davvero…no…non può essere che succeda qualcosa come nel mio caso. Allora posso solo pensare che con qualche mia frase, con qualche mia idea possa aver colpito implacabilmente il suo desiderio di maternità e lei si sia sentita irrimediabilmente ferita dentro. Io so per certo di non aver fatto nulla con cattiveria e di aver sempre creduto in noi e nel nostro Amore. Luna scrivi belle parole anche tu. Parole con senso profondo parole che in effetti dicono ciò che realmente è accaduto. Ma io mi trovo come di fronte ad un bivio: da un lato la persona che ho conosciuto e da un altro la persona che è adesso. E continuo a chiedermi con insistenza: cosa è successo ?….
A dire il vero sarebbe positivo leggere la controparte, agli autori delle lettere, che spesso cercano di capire da soli, non dispiacerebbe. Ma più che altro una persona scrive le sue emozioni, sensazioni, la sua versione emotiva dei fatti. – Sì, c’è anche chi non vuole vedere i segnali, non li vede perché troppo preso da sè o dai suoi giochi di equilibri, chi li prende sottogamba, chi comunque non sa che farci, anche chi si fa lasciare, e magari poi si pente. Ma c’è anche chi davvero non è diretto, non abbastanza, e liquida senza appello perché ha palesato quando per lui o lei la faccenda-coppia era già risolta. In realtà nel caso di fdc non credo che lui non abbia il timore di essere smentito, ma preferirebbe essere smentito. E’ ovvio che non ci è dato sapere la versione di lei, ma quel che comunque appare, in ogni caso, è, come dice myskyn, che lui non accetta la realtà, il cambiamento già avvenuto, e che rimugina costantemente sul passato. In qualunque percentuali siano le responsabilità comunque lui non affronta i dati presenti. Lei non c’è. Ora no.
Fuori dal coro “E ben inteso sto parlando di storie di lungo corso..matrimoni.Perché è anche normale che una relazione di due anni possa finire “.
Si, come no, due anni sono una sciocchezza, una virgola. E che sarà mai….
Complimenti per il luogo comune, FDC.
E, se mi permetti, ho avuto una storia di 17 (diciassette) anni che si è rivelata essere il più grottesco teatrino che due individui adulti possono inscenare. E quando è finita c’è chi si è stupito perchè ci vedeva come una coppia inossidabile…
Il matrimonio, al limite, santifica o da valore contrattuale ad un rapporto. Non rafforza il sentimento.
I caratteri, negli anni, possono cambiare.
L’incompatibilità, quindi, può sopraggiungere in qualsiasi momento.
Chiedi a coloricangianti come la sua ex ha reagito a quella lettera.
Posso azzardare una risposta io?
Ha reagito nel modo sbagliato.
Anzichè fermarsi, riflettere, curarsi e tentare di rimediare al danno già fatto è partita come una mina vagante alla ricerca di qualcosa.
Ha reagito come chi ha i nervi a pezzi e piange, ride, accarezza, aggredisce, sale in cielo, precipita all’inferno nell’arco di 5 minuti mandando segnali totalmente contrastanti.
Ha reagito come chi prosegue imperterrita lungo una china pericolosa nella convinzione che tutto andrà a posto da sè quando quel qualcosa che non si sa cosa sia si realizzerà.
Ha reagito come chi non si cura e alla fine resta vittima di fantasmi vecchi e nuovi che non vengono dall’esterno ma albergano allegramente dentro di lei.
Ha reagito da codarda, mentendo a sè stessa, raccontando che lei non c’entrava nulla con la freddezza da autodifesa sopraggiunta nel compagno. Che fosse colpa di Tizio, Caio, Sempronio, del Fato.
Ha reagito sottovalutando la capacità altrui di tutelarsi prendendo le debite distanze.
Ha reagito male, insomma.
Perchè stava male. Dentro e fuori. Per mille problemi pratici, perchè si sentiva una nullità, perchè era soffocata dai sensi di colpa.
Hai mai sofferto di sensi di colpa FDC? Di senso di colpa patologico, intendo. E’ una sensazione che nasce dall’inguine e piano piano risale e ti congela. Soffoca, non riesci più a respirare. Le tempie ti scoppiano, gli occhi si riempiono di lacrime, il cuore sembra dover scoppiare da un momento all’altro e tu non sai più cosa fare. Vorresti ammazzarti se ammazzarti ponesse un rimedio.
E alla fine c’è chi implode e chi esplode. E quello che esplode è come se reclamasse a gran voce affetto e carezze perchè dietro ad una carezza ci sarebbe il tanto agognato perdono.
Ma chi accarezza una belva che sbraita?
Chi?
Nessuno. Se non per pena. Forse paura.
Ed ora, chi lo sa, forse l’ex di coloricangianti non può fare altro che rendere onore ad un rapporto ormai morto offrendogli, come medaglia al valore, ciò che non ha mai fatto: curare nervi, fisico e testa.
Ogni patologia ha una sua cura. Sicuramente le rimarrà il rammarico di non averlo fatto prima. Per quel rapporto e per se stessa.
Il mio intervento non era rivolto a Fuori dal Coro, ma ad un’altra persona che scrive in questo sito e che ovviamente non ha avuto alcuna difficoltà a riconoscermi. Ho utilizzato un nick inconsueto unicamente per tutelare la nostra privacy. Quando ho scritto quel post non avevo ancora letto il messaggio affettuoso che la mia ex compagna mi aveva rivolto in un altro forum. Sono rimasto profondamente stupito da certe sue affermazioni e sebbene in questo momento sia molto stanco e molto provato non ho potuto proprio resistere alla tentazione di rispondere.
Fuori dal Coro, la storia della lettera è assolutamente autentica, e comprendo che la sordità della mia ex possa sembrare quasi inverosimile, perché io l’avevo avvisata in modo quanto mai esplicito del grave pericolo che stavamo correndo. D’altra parte sarei ingeneroso se addossassi alla mia ex compagna l’intera responsabilità di quello che è accaduto. Lei soffre di un’acuta forma di auto-lesionismo, che si traduce, per sua stessa ammissione, in una serie di comportamenti autolesivi, masochistici e frustranti … ma anche io ho commesso dei gravi errori che non voglio assolutamente più ripetere. Ho taciuto su un aspetto importantissimo della mia personalità, e non le ho spiegato che i suoi comportamenti aggressivi avrebbero potuto provocare degli “effetti collaterali” del tutto imprevedibili (a dire il vero avrei voluto farlo, ma sono stato paralizzato dai suoi pregiudizi).
Adesso scusatemi ma mi fermo qui. La nostra è una vicenda troppo complessa per essere analizzata in questa sede, ed io, in questo momento, non avrei l’energia sufficiente per farlo.
Ciao Eme
Stavo andando via ma ho letto il tuo ultimo post e ho voluto subito risponderti. Mi scrivi:
“E’ fermo da tre anni nel ricordo di una persona che in apparenza adora ma di cui disegna con una precisione “sospetta” i lati negativi al punto che tutti li conoscono. Lascia che lei entri ed esca dalla sua vita come se lui fosse il nulla e lei il tutto.
Ho la sensazione (pura sensazione) che lui, in quel loop, ci stia bene. Che la consapevolezza di aver perso sua moglie e il terrore di non provare più emozioni lo spingano a starsene al calduccio, nel tunnel al sacro fuoco non dell’Amore ma della disperazione. Senza rendersi pienamente conto che questa non vita non lo condurrà da nessuna parte.”
Perdonami Eme ma qualcosa mi sfugge in quello che hai scritto.
Io non sto bene in questa situazione. Io sto male. Male dentro. Non riesco a pensare di avere un’altra storia perchè ho in testa solo Lei. Lei che se avete fatto caso scrivo sempre con la lettera maiuscola. Io soffro Eme, ho lo stomaco a pezzi e la testa che mai e dico mai una sola volta in questi tre anni non ha pensato a Lei.
Mi dici che “disegno” con una precisione “sospetta” i suoi lati negativi. Che vuol dire ? Ho Amore (anche qui con la lettera maiuscola) tanto Amore per Lei. Ma nello stesso tempo rabbia, tanta rabbia. Si rabbia per quello che è successo. Perchè ho sbagliato ma in buona fede. Non volevo davvero farle del male. Ho sbagliato da immaturo da superficiale, da distratto. Ho sottovalutato certe cose. Ma Amavo e Amo mia moglie e non sto bene così. Non è vita questa. Non so cosa fare. Sto male e non è vittimismo. Solo una condizione che mi pare tu conosca bene. Solo che io non riesco ad uscirne. Forse per carattere non so. Ma forse solo per sentimento e per la convinzione che entrambi (io per primo) abbiamo fatto delle caz…te che ci hanno rovinato l’esistenza. Almeno la mia. ma anche Lei non credo stia bene. Non può, non è possibile. Eravamo felici non è possibile che Lei non lo fosse
Ciao
FDC: @Perchè ho sbagliato ma in buona fede. Non volevo davvero farle del male. Ho sbagliato da immaturo da superficiale, da distratto.
e lei no, CAZZAROLAAAAAA???
FDC, nè io nè te sappiamo cosa pensa realmente lei, e per quanto tu la conosca non lo sai. Se la tua convinzione che lei anche stia soffrendo, e nel modo che “vorresti” (passami la parola, non è che vuoi che soffra, ma il modo in cui comunque hai deciso TU) ha una base di verità è un conto, ok, ma comunque allo stesso modo non significa che lei reagirebbe alla sua sofferenza come tu vuoi, ma se tra l’altro lei non sta affatto soffrendo per te, per voi, per sè come pensi tu tu stai facendo un errore MADORNALE per te stesso, e lo stai facendo adesso, e lo fai da tre anni, non è quello che pensi tu, perché comunque neppure lei fu adulta a sufficienza nè convinta a sufficienza per parlare chiaro, diretto, limpido, ma lo fai nel perseverare con quelli che comunque, ha ragione EME, sono luoghi comuni.
Anche la vostra storia può finire, e di fatto è finita.
Sono tre anni che E’ FINITA. E’ ancora in piedi solo dalla tua parte e perché tu sei ostinato a volerla vedere come tu vuoi, ma di fatto NON C’E’.
Se poi questa storia può riprendere e come io ovviamente non lo so. Ma non lo so come non lo sai neppure tu.
Tu usi la tua speranza come regola.
Tu usi il fatto che TU non accetti che questa storia finisca e come ti senti tu come parametro anche per lei.
Tu decidi che lei in realtà non puoi vivere senza di te, anche se non ti caga di pezza.
Tu decidi che lei è l’essere più sensibile del pianeta e della galassia anche se lei ha chiuso, chiuso al punto che neanche in un momento come quello che hai vissuto c’è stata davvero.
A te sembra impossibile che lei possa aver smesso di amarti, perchè TU sai quanto hai amato e ami lei.
Ma ti è mai capitato di finirla con una persona e di vivere lo stesso?
Certo che ti sarà capitato.
A lei, a voi, non può succedere.
Forse dovresti entrare nell’ottica che invece è possibile.
Se poi lei ti sorprende tornando (ma VERAMENTE) ok, ma dovresti purtroppo entrare nell’ottica che lei può non aver dato o comunque non dare la stessa importanza a te e alla vostra storia che tu dai a lei e alla vostra storia.
E che comunque in tre anni non ha fatto un vero passo.
Questo è un fatto. Mentre tu ne hai fatti quanti dieci millepiedi.
Io non so se stai così per farti male, ma certo è che ti FAI male.
E che comunque sicuramente per te staccarti dalla speranza e dalle convinzioni che a voi non può succedere, che le storie di due anni possono finire ma quelle di venti no, e che comunque anche se quelle di venti finiscono la vostra no, ti spaventa da morire. Al punto da preferire morirci dentro.
EME: sai tu per te. Comunque i tuoi interventi mi fanno sempre riflettere, e ti ringrazio. Saluto anche lui. Anch’io comunque sto fumando troppo, ed è ora di darci un taglio.
Quello che noto io, per me, è che al di là della cose che possono essere non risolte, è molto difficile anche riabassare il livello dello stress, anche quello stress che comunque è entrato in circolo.
E che quindi basta uno stimolo minore ad alzare il numero delle sigarette in chi a suo tempo, sotto forte stimolazione e in un periodo molto nero, l’ha aumentato.
Io non lo so quale sia stato il tuo rapporto con il cibo, però chi è provato lo stomaco chiuso una volta, se non è riuscito a “riposarsi” veramente, a tornare alle impostazioni di default, forse più facilmente sotto uno stimolo, anche se minore, o comunque percepito come un dejavu, può riprovare lo stomaco chiuso in tempi molto più brevi di quando successe la prima volta.
Come se ci fosse meno filtro tra stimolo e reazione.
Ovviamente magari sto dicendo una gran cazz…ta. Io vedo questo, che si possono accorciare i tempi di reazione. Ma anche, come vedi, mi pare, di presa di coscienza di un’alterazione dell’umore, del comportamento, di una compulsione ecc.
Ciò comunque mi pare positivo.
Un abbraccio, cara EME.
FDC, nessuno ti sta dicendo che non dovresti soffrire, che potresti di per sè non soffrire per la fine di un amore. O, ok, so che ci tieni: DELL’AMORE. (ma dovresti entrare nell’ottica che non è questione di tempo o di ciò che si può o non si può, secondo i tuoi schemi, se ogni persona che soffre per la fine di un amore pensando fosse quello e solo quello, pensa di vivere la fine DELL’AMORE). Il punto è che cmq dovrai e potrai rielaborare, ma che tu ti massacri inutilmente con sta storia di LEI tipo un’icona sacra e di te colpevole. E non ti rendi conto che EME e il suo ex non saranno stati insieme 25 anni, ma hanno appena fatto una cosa: si son cercati e parlati. Non son stati là a dirsi ‘è tutta colpa tua’ e anche quando lei si è presa molta della responsabilità lui non ha rincarato la dose o l’ha lasciata marcire in quella che cmq è autocritica. Anche, permettimi, però, cmq più lucida della tua. LEI LEI LEI sarà anche il tuo Amore. Ma non è un’icona. E’ una persona. E non ha cinque anni per cui tu tu tu dovevi e devi solo tu fare sempre la cosa giusta. Soffri, rielabora, ma smettila di riempirti la testa di una roba ke pare idolatria, venerazione esaltata più che amore o Amore che sia. Usi maiuscole, e dopo? Cosa cambia? Smettila di venerare un’idea pur di non metterla in discussione. – coloricangianti, non posso parlare per EME, per me sì. Non so cosa contenesse la tua lettera. Io non sono un’autolesionista, ma la paura dell’abbandono fa già suonare un’avvertimento come un abbandono.
Ciao Eme, ciao Luna, ciao coloricangianti
Forse io e te non ci comprendiamo ogni tanto. Non è che due anni siano una sciocchezza. Non volevo dire questo. A volte ci si fraintende. Volevo semplicemente dire che se ci si lascia dopo un breve periodo forse può essere anche giustificato dal fatto che si è visto subito che magari i caratteri non erano sopportabili o che magari ci si è accorti subito di qualche incomprensione insanabile. Parlando di matrimoni (o convivenze) volevo intendere di quelle situazione nelle quali ci si conosce bene per cui non ci dovrebbero essere troppe sorprese. E’ chiaro io prendo come punto di riferimento il mio matrimonio. Se hai letto i miei post precedenti avrai capito che noi abbiamo fatto di tutto per conoscerci analizzando i nostri pregi e difetti. Soprattutto Lei, non poteva non conoscermi perché sono sempre stato la stessa persona, sin dal primo giorno. E mi sono mostrato per quello che ero, mettendo in mostra volutamente soprattutto i miei difetti.
Non parlavo di matrimonio come rafforzatore di sentimento. Ma è ovvio, almeno io la penso così, che se si decide di sposarsi si è sicuri di quello che si fa. Sai io le parole dette in Chiesa (o al Comune)le ho dette credendo in quello che facevo. Soprattutto la frase “nella buona e nella cattiva sorte”. Cioè ben sapendo che in una convivenza non tutto poteva andare liscio…anzi. Ma la forza era quella di saper superare gli ostacoli. Soprattutto quando non vi è malafede. Ed io, parlo per me, malafede non l’ho mai messa.
Sai Eme, io non sono tanto convinto che i caratteri possano cambiare nel tempo. Il carattere è quello. Magari si cambia a 20, 30 anni poi credo che il carattere sia quello. Forse si matura ma il carattere non cambia. Oggi va troppo di moda la parola “cambiamento”. E’ inflazionata.
Non so bene cosa abbia riposto l’ex di coloricangianti. Certo è che da quello che scrive lui è stato esplicito e chiaro al punto tale da mettere in discussione il proprio rapporto. Non puoi non capire. Certo non so come ha realmente reagito. Io non c’ero Comunque nel suo post n. 1261 spezza una lancia nei suoi confronti.
Io so per certo che mia moglie ha sofferto ma io non ho capito. Onestamente, e lo dico ancora a distanza di tre anni, ho sottovalutato il problema legato alla maternità. Oggi non farei lo stesso errore. Anche se ero già grande ho creduto all’Amore di coppia, allo stare bene insieme, al condividere tante cose della quotidianità come semplicemente andare a mangiare una pizza. Credevo bastassimo noi due. E invece non è così. La donna ad un certo punto cerca la maternità. E la cerca in modo imperioso. E’ un istinto non una cosa razionale. E’ forte dentro di sé ed è capace di catastare tutto anche l’Amore per il proprio uomo. Io questo non l’ho capito. Forse perché noi uomini sentiamo la paternità dopo il concepimento e non prima
Mia moglie è esplosa Eme. Ma io questa esplosione non me l’aspettavo, perchè non vedevo crisi nella nostra coppia. E non mi do…
…pace per questo. Non essermi accorto che in Lei qualcosa non andava. E’ vero, continuo a sostenere di non essermi accorto di alcun segnale. Non abbiamo mai litigato in quasi 20 anni. Io non ne avevo motivo e anche Lei mi sembrava non ne avesse. Il figlio mi sembrava un discorso che stavamo affrontando con due modi di vedere diversi. Ed io comunque stavo sforzandomi per far si che potessi riuscire a superare l’ostacolo. Sono stato un immaturo ? Non lo so, forse. Certo è che molti miei amici più giovani di me erano avanti su questo discorso. Mi dispiace perchè sotto altri aspetti non ho mai peccato di immaturità. Credevo solo ad un tipo di vita diversa. Forse egoistica perchè si pensava solo a noi due. Ma mi spiegate dove non c’è un pizzico di egoismo ? In fondo anche fare figli è egoismo. Perchè alla fine è la soddisfazione di un proprio bisogno.
Giustamente Luna mi fa notare che anche Lei è stata un’immatura e che io la metto su un piedistallo giustificandola in tutto anche in un tradimento. Non è proprio così. E’ solo che conoscendomi non riesco a perdonarmi di aver fallito nella cosa più importante del mondo. Perchè io a mia moglie volevo bene davvero. E forse invece Lei ha visto in questo mio rifiuto una mancanza d’Amore nei suoi confronti. Ma così non è. Paradossalmente era la grande paura di perdere ciò che avevamo conquistato con il tempo: l’equilibrio….almeno a me sembrava tale. Ognuno ha il suo carattere. Forse Lei aspettava un mio cambiamento e non si è voluta mettere nella posizione di chi parla chiaro e mostra realmente cioè che sente. Così come coloricangianti che ha addirittura scritto una lettera. E’ chiaro che con una lettera come dice di aver scritto lui mi sarebbero scattati mille campanelli d’allarme. Campanelli di allarme che ho sentito si ma dopo due mesi dal suo intervento alla tiroide. Li si che l’ho vista cambiata. E li si che le chiedevo cosa avesse. Ma a parte il fatto che Lei mi deviava dicendo che si sentiva un po’ nervosa con tutti e se ne rendeva conto c’era da considerare il fatto che un intervento del genere può causare degli squilibri quantomeno tempranei dell’umore. Per cui sono stato ingannato anche da questa cosa. So solo che oggi sto male per una serie di cose. Mi manca Lei, mi manca da morire la vita che facevamo. E mi manca l’idea che avremmo potuto creare davvero una bella famiglia insieme. E sono convinto senza paura di essere smentito che non ci saremmo mai lasciati, perchè a quel punto i nostri valori avrebbero sopraffatto qualsiasi crisi potesse sopraggiungere. Perchè la famiglia sarebbe stata la cosa più importante per entrambi. Per questo è assurdo tutto quanto è successo. Lei probabilmente si è convinta di qualcosa nei miei confronti. Forse si è disamorata e l’incontro con un’altra persona ha fatto il resto. Tutto sommato alla situazione data dall’intervento chirugico che probabilmente le ha fatto vedere la vita in un’altra maniera. Non so se a Lei io manco. Non credo. A me Lei si…tanto.
FDC, concordo con tutto ciò che ha scritto LUNA.
E aggiungo che uscire da un tunnel non significa innamorarsi di un’altra persona né significa amare di meno quella che hai in testa. Significa, più semplicemente, non macerarsi in modo atroce come, invece, stai facendo. Puoi decidere di farti frate, evirarti, chiuderti in un convento ma flagellarti ogni giorno per punire te stesso è frutto di esaltazione più che di amore o Amore che sia. Anche la questione figlio, scusami, sembra frutto dell’esaltazione. Da come scrivi sembra che sbirci nelle culle altrui non per guardare il neonato in sé ma per non perdere l’occasione di darti una bastonata. Sei stracolmo di luoghi comuni che ripeti come un mantra per sostenere la tua tesi: “sono colpevole”: la storia ventennale, il matrimonio, la famiglia che DEVE essere completata da un figlio, la tua storia unica ma così unica che pare che nessuno possa capirti, lei (anzi Lei) che guardi come i fedeli guardano la statua della Madonna quando viene portata in giro per il paese.
Perché ho la sensazione che tu stia bene nel tunnel ? Perché da un anno scrivi ma non hai fatto un passo avanti. Ringrazi tutti, sottolinei la profondità, ma poi, in pratica, te ne freghi in modo educatissimo delle testimonianze altrui, a volte sembri volerle sminuire al grido di “come noi nessuno”, ad ogni post alzi il tiro per aumentare le tue colpe, aggiungerne di nuove.
Conosci le sue pecche e con l’agilità di un acrobata riesci a darti la colpa anche di quelle. Asserisci che anche lei soffre come una bestia ma in realtà non conosci ancora le motivazioni che vi hanno spinti così lontano. “Eravamo felici non è possibile che Lei non lo fosse”……se n’è andata FDC, mi spiace ma così tanto felice non doveva essere. Può darsi che tu sia la causa, la concausa o che non c’entri nulla e quell’infelicità fosse già dentro di lei dalla notte dei tempi e sia esplosa in un botto. Non lo sai. Perchè ti colpevolizzi?
Scusami FDC, scusa tono e contenuti ma……mi sembri, oltre che esaltato, quasi soddisfatto di esserlo come se questa disperazione rendesse meglio l’idea di quanto la ami.
Ti stai facendo un male eccessivo. E quando te ne accorgerai veramente sarai arrivato al lumicino….
Pensi che non abbia pensato di farlo anche io? Anche se non sono abbastanza referenziata in base ai tuoi criteri?
Ma poi ho pensato “a che serve? A chi serve?”. Ciò che provo è ciò che provo indipendentemente dal fatto di essere in una città d’arte a visitare un museo o all’ospedale con una flebo attaccata al braccio ed il prete che aspetta come un falco per sfruttare lo stato di incoscienza e rifilarmi l’estrema unzione. Ciò che provo resta tale anche se, nel frattempo, cerco di vivere decentemente.
LUNA, dialogare con te è sempre stimolante. Non puoi parlare per me ma, a volte, sembra che tu senza conoscermi, riesca a parlare di me.
Sarebbe bello avere un dialogo con te in questo pezzo di strada un po’ duro da affrontare. Ma ci sono anche esigenze altrui da rispettare. Ed io ho disatteso fin troppe promesse. L’ultima fatta la voglio rispettare.
Il mio rapporto con il cibo? Pessimo, direi. Ho sempre visto il cibo non come un “mezzo” per sopravvivere ma come un premio di cui privarsi in caso di cattiva condotta. Lo stomaco è la prima cosa che si chiude in caso di malessere, e la seconda è la trachea. Spesso mi sembra di soffocare ed è come se l’aria non potesse arrivare ai polmoni. Una brutta sensazione. Ecco, si, se mi capita di avere fame è più che altro una fame d’aria.
“Come se ci fosse meno filtro tra stimolo e reazione.”.
Hai detto una grande verità, almeno per me. Un filtro ridotto all’osso è quello che mi ha fatto esplodere a febbraio.Se avessi avuto le spalle più larghe, “più muscolo attaccato all’osso”, come diceva mia nonna, probabilmente le cose sarebbero andate molto diversamente.
Un bacino.
Ciao Eme
Scusami ma sei fuori strada. Ben inteso. Io capisco e comprendo quello che mi dici stimolandomi ad uscire dal tunnel. Però credimi non è così come pensi. Io non sbircio nelle culle altrui. Mi basta solo vedere un bambino per pensare a quanto sono stato deficiente a non farlo. Questo e solo questo. Semplicemente perché non formando una famiglia ho mentito a me stesso. Questo e solo questo. Avevo tutte le carte in regola per formare una famiglia. Non l’ho fatto. Credo sia giusto essere un po’ incazzato con me stesso. Non è frutto di esaltazione Eme. Quale esaltazione ci mancherebbe altro.
Non conosco le sue pecche. La sua pecca per me è solo una: aver covato dentro ed essere esplosa come una pentola a pressione.
Eme in questa situazione ci sto male anzi peggio. E nemmeno voglio far capire che con questa disperazione voglia far capire quanto ami mia moglie. Io voglio bene a mia moglie. Punto. Quel bene che non è altro che Amore che si trasforma, quello vero. Null’altro. Nessuna esaltazione. Solo dolore. Dolore e basta e rabbia. Rabbia nei miei confronti per non aver formato una famiglia e rabbia nei suoi per aver covato dentro.
Noi non ci conosciamo Eme ma ti assicuro che sono una persona semplice. Molto più semplice di quanto questi post possano sembrare. Parlo schietto, sono sincero, rispetto le idee altrui anche se sono testardo. E per la prima volta nella mia vita sto reagendo così male ad un evento avverso. E di eventi avversi Eme ne ho conosciuti. Questo non me lo aspettavo. A me semplicemente manca la persona a cui volevo bene e rimpiango di non aver formato una famiglia. Ecco il tutto sta racchiuso in queste poche righe. Non c’è altro. Rabbia, frustrazione, depressione per carità, ci sono tutte. Ma nascono tutte da là.
Ma esaltazione della disperazione no Eme. Questo no. Credimi. Tutto ma questo no.
A presto
EME, a me è successo di notte. La cosa della trachea, dico. Di svegliarmi di colpo sognando di aver inghiottito qualcosa per sbaglio e di soffocare. Un corpo estraneo, che invece era la trachea che si chiude. Sognavo (mi capita ancora a volte) di aver inghiottito una gomma, una caramella. E quando aprivo gli occhi ero ancora convinta. Ero convinta di essere andata a dormire mangiando una gomma o una caramella e che addormentandomi mi stava ammazzando. Quoto ‘sensazione di merda’. Ad un certo punto ci ho fatto ‘il callo’. Ok, è stress. Si annida e esplode la notte. Peraltro la notte mi ha portato anche sogni e illuminazioni notevoli, non solo incubi. Uno era così reale che ancora mi ricordo le sensazioni. – il tuo febbraio, per quel che posso, lo capisco. Se poi sia autolesionismo o dover ritrovare pace sulle proprie lesioni non sta a me dirlo. Ma veramente ribadisco la cosa del filtro sottile. Un tempo per stressarmi davvero, o comunque sentirmi travolta dallo stress, ci ho messo secoli. Ora tra azione e reazione, interna, il passo è ancora breve. Ho perso un gatto adorato quand’ero ragazza, e ci son stata male, ma avevo ‘self control’. Due anni fa quando la mia gattina, cucciolo, ha rischiato di morire, ho passato due giorni di disperazione senza filtro. Era già tornata a casa e una sera ho avuto un attacco d’ansia. Mio padre mi ha detto ‘è la tensione, la stai mollando ora’. Bravo papà. Ma un tempo non sarebbe successo. Non così. Ma in mezzo mi erano successe tante tante cose. Perdite di persone care, destabilizzazioni, casini. Disperazione. Anche tenendo botta di brutto. Son andata a funerali, in ospedali. Ho parlato con una persona che stava per morire, lucida, io, come il primario. Un giorno, tempo dopo, solo vedendo il cimitero da lontano, e per un parente di un’amica, non son riuscita a entrare. Sai tu, EME, ma la faccenda del fitro che si assottiglia e dell’essere senza pelle, lo conosco. Ci vuole tempo. Non so di voi, sapete voi, ma capisco, per quel che posso, entrambi. Capisco i suoi avvertimenti e la sua difesa e la tua disperazione. E tvb.
fdc, quoto eme quando dice che sei pieno di luoghi comuni. Mi spiace, ma lo penso. Valori, ottimi, sani, certamente. Ma anche luoghi comuni. E rinnovo la mia perplessità per ‘analizzato pregi e difetti’ e ‘volutamente mostrato i difetti’. Anche se uno o una fa una presentazione in power point di sè, super esaustiva, neanche fosse ad uno speen-date comunque la vita si vive e non è statica. E anche se io son sempre io da quando avevo 20anni non sono una figurina e un monolite. Dissento anche su donna-maternità. L’istinto non è uguale per tutte, è meno innato di quanto si pensi e di per sè non fa di una donna la madonna nè dà la licenza di uccidere. Con o senza voglia di maternità c’è chi è equilibrata e chi no, chi è egoista e chi no, chi rispetta compagni e figli e chi no. Questa tua interpretazione del suo desiderio di maternità irrazionale che quindi giustifica qualsiasi cosa, come se una donna fosse un mix tra un cane a cui hai il dovere di far fare i cuccioli per forza, altrimenti ha diritto anche di tramutarsi in mantide religiosa, e una creatura angelicata perché potenziale portatrice di vita mi inquieta. E ti concentri talmente solo su ciò e i luoghi comuni da non capire neanche che una può essere stronza anche quando ha una pancia di otto mesi e sbagliare comunque. E non solo per una questione di ormoni. Ho visto madri dolci e acide. Ma se non torni tra i comuni mortali non riuscirai manco a capire cosa hai vissuto e vivi davvero, con chi e perché. C’è molta molta molta più lucida verità in ciò che hanno scritto eme e colori, anche sul loro terreno, ma intenso rapporto, che nel romanzo d’appendice che ogni giorno ti propini.
FDC, la lettera di Coloricangianti che ti ha colpito così tanto da parlarne ogni tre righe tre era chiara, chiarissima. Peccato che la destinataria, in quel momento, non fosse così lucida. La destinataria ne ha travisato il contenuto prendendolo non per un avvertimento ma per un distacco, si è sentita sola ed ha cominciato a comportarsi come una bambina che rimane da sola nel piazzale davanti all’asilo. Se fosse stata lucida si sarebbe comportata in modo maturo ed equilibrato. Ma non era lucida e se lo fosse stata non si sarebbe arrivati alla lettera. E non era lucida per tanti di quei motivi PRATICI, CONCRETI che neppure ti puoi immaginare. Ti dico solo che per molto meno si è ammazzato, ok? Ora, per cortesia, puoi chiudere il sipario sulla lettera e sulla cecità di chi non saputo leggerla?
Scusa il tono, FDC, ma l’aver visto un pugno minaccioso anziché una mano tesa, in quella lettera, mi ha portato ad un comportamento tale da provocare effetti collaterali tali da provocare un gran malessere in chi non avrei voluto MAI far soffrire e da mandare irrimediabilmente in fumo il presente ed il futuro con lui. Diciamo pure che quella lettera è una ferita che difficilmente si rimarginera’ e sentirne parlare con la leggerezza tipica di chi, non sapendo, non può che essere approssimativo, mi fa molto male.
Chi poteva immaginare che quella mia famosa lettera sarebbe divenuta oggetto di un intenso dibattito ? Chi poteva immaginare che la destinataria l’avesse interpretata come un avviso di sfratto ? Lo scopo della mia missiva era quello di confrontarci pacificamente e di venire a capo dei nostri problemi.
LUNA scrive:
“Io non sono un’autolesionista, ma la paura dell’abbandono fa già suonare un’avvertimento come un abbandono”.
Cara LUNA, comprendo perfettamente il tuo punto di vista, ma vorrei anche domandarti una cosa. E’ possibile costruire una relazione sulla paura ? E’ possibile costruire una relazione sull’insicurezza, sulla mancanza di autostima, sul terrore di essere abbandonati ? E’ possibile superare le difficoltà se chi dice di curarsi in realtà non si cura ? Sono domande che valgono per tutti; non interpretarle come una polemica personale legata alle vicende di questi mesi … Nel mio caso i problemi di fondo erano altri e la mia ex compagna sa perfettante di cosa sto parlando.
Continuate pure a parlare liberamente, senza più preoccuparvi della mia ingombrante presenza … Probabilmente non scriverò più niente. Sto prendendo congedo da 40 anni di illusioni, di errori madornali, di fraintendimenti macroscopici riguardo a me stesso e alla mia vera natura.
Buona serata e buon proseguimento.
fdc, è ovvio che non conosco tua moglie, e non so cosa pensa e la sua versione. Però credo che nella buona e nella cattiva sorte significhi anche autocritica e messa in discussione. E credo che se una persona rimugina e balla da sola riguardo una questione come un figlio, che riguarda entrambi, che sia un sì o un no, e vive però la cosa in modo totalmente autoreferenziale l’errore è anche suo. E che forse quella non pronta a mettere su famiglia, in quel momento, era proprio lei. Indipendentemente perché, ma la questione lei per prima, così almeno pare, l’ha gestita in modo immaturo. Se poi era sconvolta per via della tiroide forse il problema centrale era quello e andava risolto prima di concepire un figlio. Ovviamente non lo so, ma se era così a soqquadro una gravidanza poteva pure peggiorare le cose. Quindi quando tu centri la questione come se bastava dire di sì e oggi sareste stati insieme come il famoso mulino delle merendine io nutro i miei forti dubbi. Se c’erano le questioni che lei in seguito ti ha elencato oltre alla questione figlio sarebbero esplose comunque e il figlio è stato solo il detonatore/pretesto (tanto è vero che non è tornata con te neanche quando hai detto sì), se c’era un altro non sai per quanto tempo c’è stato e perché è sparito di scena (se è sparito) e non mi pare irrilevante, anche perché quando lei era strana non sai neanche se era strana per lui (perdonami, fdc, ma neanche ciò mi pare irrilevante), se era già stufa di te ma sarebbe rimasta se almeno il matrimonio le avesse dato un figlio e quello costituiva la sua remore nello scappare con l’altro (che poi magari le ha tirato un pacco lo stesso) lei potrebbe essere incazzata nera con te perché pensa che si è ‘sacrificata’ rispetto ad un altro per restare dov’era
carissima, chi meglio di me ti capisce, io ci sto dentro da una vita ormai e credimi ogni giorno e sempre peggio.Se per un paio di giorni c’e il sereno basta niente a far scatenare l’inferno e via con le umiliazioni che ti uccidono dentro piano piano come un male che ti divora piano piano.Ti ammiro tu ai trovato il coraggio di voltare pagina e riprenderti la tua vita ,mentre io sono ancora qui a subire, no non faccio la vittima ma con due figli e senza un lavoro il futuro mi fa paura.La mia primogenita mal sopporta il padre e litigano spesso quindi non ti dico il clima che regna in casa ,mentre il mio secondo figlio spesso asseconda il padre <anche se vede che sbaglia< per non farlo innervosire .Vedendo tutto questo io sto male per non essere riuscita a far crescere i miei figli in un clima sereno,anche se penso che ce lo messa tutta per far funzionare il nostro matrimonio,tenendo sempre la casa lucida preparando sempre i suoi piatti preferiti ,insomma ho messo sempre le sue esigenze davanti anche a quelli dei miei figli senza risolvere mai niente,e ora sulla soglia dei quaranta mi chiedo tutto cio a cosa e valso? a niente sono delusa, affranta ,e amareggiata per i miei figli anche perche vedo che il piccolo sta reditando il carattere del padre infatti come lui avvolte e arrogante e presuntuoso ,anche se io gli parlo e avvolte gli dico che certi attegiamenti non vanno bene lui fa orecchie da mercante .N on siamo mai stati daccordo per quqnto riguarda l'educazione dei figli lui gli permetteva di fare tutte quelle cose pericolose e per questo litigavamo sempre andando a finire che il piccolo trovava giusto tutto quello che il padre gli faceva fare anche perche erano cose che a lui piacevano molto come andare sulla moto o a cavallo da solo e via dicendo.ormai sento di aver perso tutte le battaglie io a confronto di te sono stata tradita diverse volte e lo sempre perdonato ma ora mi chiedo dove avro mai sbagliato ? o dato tanto amore da rimanere prosciugata dentro tanto da non volermi alzare dal letto la mattina per affrontare la giornata,tanto a che serve sgobbare tutta la giornata per poi vedere negli occhi dell' uomo che pensi essere il compagno di una vita tanto odio e rabbia?
ma che almeno ci fosse il figlio tu a dire di sì non avresti fatto per niente un grande affare. Il fatto che dopo anni di distacco tu abbia colto in lei distacco emotivo e sentimentale e che di te non le andava più bene niente, e che quando avete fatto l’amore dopo tanto tempo la prima cosa a cui ha pensato e che ti ha detto è che tu non le hai dato immediatamente un figlio non mi pare sia un bel segnale. Se lei stava male, 3 anni fa, comunque non ti ha permesso di farci niente come marito e di valutare insieme quale fosse il reale problema. E anche in seguito non ha mai accettato di considerare di avere lei o anche lei qualche problema e che fosse egoistico nei tuoi cfr non affrontarlo. E un atteggiamento di questo tipo non credo venga miracolosamente sanato da una gravidanza. Ovviamente non lo so, ma se dopo 20anni di solido amore, come dici tu, un momento di crisi crea tutto questo gigantesco casino, con un’altra storia in mezzo e un totale rifiuto di dialogo, la questione, a me pare, non sta solo nel tuo no. O forse è pure meglio che quel no ci sia stato perché comunque quando il gioco, indifferentemente perché, si è fatto duro, comunque, come coppia, non siete stati in grado di guardarvi in faccia e trovare un’altra via. E sottolineo come coppia, perché si trattava di una relazione a due. In ogni caso. So cosa sia la rabbia quando una persona ti delude. E a volte il distacco può anche servire a ridimensionare e all’autocritica. Nel vostro caso non serve. La tua non pare un’autocritica costruttiva e lei da parte sua prosegue per la strada che crede. C’è gente che risolve crisi ben peggiore di questa, voi no. E questo mi sembra ciò che dovresti osservare perché è reale, molto più reale dei tuoi film di voi e la vostra prole sulla spiaggia. Quella è immaginazione, edulcorata anche dalle supposizioni che poiché andavate d’accordo una volta sareste andati d’amore e d’accordo se solo tu avessi detto sì. Ma c’è pure chi scoppia, come coppia, quando arrivano i figli. Il futuro ipotetico non lo sai. Sai invece che siete scoppiati prima. E che a te è stonata una frase ‘ho paura di pentirmi se non faccio un figlio adesso’. Beh, stonerebbe anche a me, anche me la dicesse un uomo. Mi dispiace che non vi siate capiti, che lei non sia stata chiara, ma chiara davvero. Ignoro perché non lo sia stata, anche perché io vorrei sapere perché un uomo vuole un figlio da me e se mi ama, anche se io avessi delle mie perplessità da sciogliere, o se quel figlio per qualche ragione tardasse ad arrivare o non arrivasse mai. Ok, tu hai sbagliato dici, ma credo anche all’istinto oltre all’esaltazione e alla ciecità e alla paura. E comunque la coppia non ha retto e in 3 anni non ha ancora trovato riconciliazione. Prima che genitori potenziali siete due individui che non hanno mai ritrovato conciliazione.
Hai rivolto una domanda a Luna, Colori cangianti, ma credo di poter rispondere anche io. No, non è possibile basare una relazione su certi presupposti. Anche perché di questi presupposti me ne sto rendendo conto veramente solo in questi giorni in cui non sto lavorando anche se dovrei e passo giorno e notte in perfetta solitudine a fissare il soffitto e a scrivere al pc. La cura farmacologica era sbagliata e questo non ha fatto altro che peggiorare tutto. So bene, ho capito, che non ci saranno seconde (o forse già terze? Quarte?) possibilità per motivi legati al tuo personale percorso di crescita. Cerchero’ di compiere il mio nel migliore dei modi. È tardi per noi. Non è tardi né per me, né per te. Ti chiedo solo di non scordare l’altra lettera, quella affettuosa, dell’altro forum.
In questi giorni di riflessione ti sto riscoprendo come persona al di là del ruolo che hai avuto nella mia vita. Vorrei potessi fare lo stesso anche tu. Vorrei non perdere i contatti con te. Vorrei che mi vedessi per come sono e non come la tua ex compagna piena di problemi e forriera di malessere. Hai avuto il coraggio di chiudere ma non hai la colpa di essertene andato. Hai regalato ad entrambi l’occasione di riprendere in mano le nostre vite. Ho messo il cuore in pace ma resti importante per me, come persona, come mente pensante, come individuo che ha veramente tanto dentro. Non posso costringerti a nulla. Ho creato un account e-mail. Per favore, scrivimi da lì se credi o meno alle mie parole. Devo svoltare pagina e, per poterlo fare, mi occorre sapere se, perdendoti, ti ho ritrovato.
Non è, come potrebbe apparire, cercare di caricarti di una responsabilità nei miei confronti che non puoi, non vuoi, assumerti. Non è non appoggiarmi a te o avere la pretesa di avere consigli da dare. In questi giorni ho capito anche questo. È ovvio ma ci sono dovuta “arrivare”. Camminero’ da sola sulle mie gambe, lo prometto. È, semplicemente, non perdersi mentre si percorrono strade diverse. Non occorre stare insieme per darsi qualcosa. Ed ora chiudo. Un saluto a tutti. Ps. La password non è “biondino”, è il nome originale del micio, l’agrume ;).
sarah: mi dispiace molto per ciò che hai vissuto e vivi. La risposta alla domanda ‘cosa ho sbagliato’ mi pare sia già nel tuo post, anche se le ragioni son sempre più profonde. COLORI: a rispondere, anche se la domanda l’hai fatta a me, teoricamente, mi sento invadente. Però, poiché la domanda è generica, ti rispondo: no, non si può. Perché diventa un circolo vizioso. Però lo è anche a volte il chiudersi finché non si cura del tutto la paura, e la paura si cura più vivendo, forse, che evitando. Se stai da solo con la paura ti deprimi perché perdi la vita e ti convinci sempre più di avere una gamba rotta, o anche se la stai curando comunque vivi in un microcosmo troppo stretto, se ti apri soffri nel vedere che la tua gamba non è guarita, e che effetto fa a te e a chi è con te il tuo stare male. Non si può perché io ho vissuto anni con chi non affrontava ciò che dici. Prometteva di curarsi, ma solo quando la cosa andava ben oltre la mia sopportazione e mi ‘ammalavo io’. A quel punto però ‘abbandonando’ o distogliendomi da qualcosa che lui non affrontava ero io a ‘tradire’. Perché curarsi allora se c’è chi ‘riesce’ a contenere o sopportare? E poi perché curarsi se l’!abbandono’ conferma le paure? Comodo. Egoista. Eppure ognuno sa quali sono i suoi fantasmi. Oppure non lo sa. Ancora peggio. Io a lui di lettere ne ho scritte centinaia, migliaia forse. Erano tutte chiare. Ma non servivano a niente. E neppure spostarmi. Neppure mettermi alla pari avendo paura, insicurezze, malessere anch’io. Lui ha conservato per anni un sms in cui scriveva a me ‘sto precipitando’ perché me n’ero andata. Tot il resto delle mie parole no. Lui mi ha scritto una lettera una e io ce l’ho ancora. E mi fa pure piangere. Una in cui ammetteva i suoi problemi. All’epoca erano anni, anni mi segui? Io in quel momento stavo più male di lui. Mi disse ‘a che serve che io vada dallo psicologo se tu tanto te ne freghi di me e parli con un’altra persona’. In ciò che dicevo all’altra persona lui aveva trovato ciò che gli dicevo da sempre. Sto male. Per queste ragioni. Rivorrei la nostra vita, vorrei solo che lui affrontasse le cose. In fondo aveva letto ciò che gli avevo sempre detto. Ma ovviamente io me ne fregavo e volevo abbandonarlo. Mentre non era così. Io stavo male. Ma a me non era concesso. Tanto io non precipitavo mica davvero, io no. Tanto io ero più forte. Ma inaffidabile e troppo debole se invece non lo ero. Se pure io
potevo avere paura dell’abbandono, bisogno di pace, sicurezze, conferme da parte sua. Non patologiche, normali. Ma quando lui partì con le sue insicurezze ‘patologiche’, dopo 10anni, e sua madre fece il resto, io, almeno in teoria, la mia paura dell’abbandono – umana – me la misi in cu… Lui ne aveva talmente tanta che esisteva solo la sua. Che era pure aggressiva. Ovviamente invece anche le mie paure c’erano, peggiorate dalla situazione. Ma io intanto facevo un funambolico gioco di equilibri, rassicurandomi da sola in continuazione, mentre il suo problema mi/ci devastava, ma mi sentivo anche come si sente fdc. Perché, di fatto, era lui a negare noi e abbandonare me. Lui aveva una sua guerra, mentre sua madre (e non lo vedeva) a sua volta faceva la sua. Io beccavo tot i risultati della guerra. Quella di sua madre, incurabile, quella di lui, in cui si perdeva senza far nulla per capirla e fermarla. Ho dovuto ammalarmi io e entrare in guerra con me per capire cosa voglia dire davvero. Cosa significhi avere veramente paura, essere confusi, averlo il problema. E camminare sulla propria gamba rotta e senza pelle pensando le cose che, grazie a sua madre, lui pensava di sè e delle relazioni e del mondo. Ho dovuto provare cosa sia la chiusura. Quella in cui tenti di rimettere in sesto i tuoi equilibri, ma il mondo non ti aspetta. Quella cosa per cui non hai filtro e una frase ti spedisce dritta all’inferno. Quella per cui anche quando sai veramente per te chi è da fuori non può capire. Quella per cui vieni visto come menefreghista mentre se non fossi egoista non guariresti o sarebbe peggio. Quella per cui a volte davvero non sai se ti stai e stai boicottando o ti stai salvando la pelle. Però non sono lui, anche nei momenti peggiori ho salvato l’empatia e l’autocritica. In realtà non ho mai realmente pensato che gli altri avessero il dovere di sopportare che mi fossi ‘ammalata’ per qualcosa che mi è successo nella vita. E son andata a cercare i miei files lesi. E’ che stare al mondo così è come stare sul ring, dovendo comunque sempre proteggersi e proteggere gli altri da te. Anche se cattiva non sei. Ma che ‘ti cerchi’ è vero. E peraltro io non ho mai pensato che siano gli altri a ‘trovarti’ quando ti cerchi tu. E anzi che sia pure pericoloso farti trovare attraverso le ragioni degli altri, senza riuscire a centrare le tue. Anche stavolta ho scritto, spiegato e detto. Potevo solo spiegare le mie motivazioni, non perché valgano più di quelle altrui, ma perché quando attraversi ciò che ho vissuto dentro io e vivo io non puoi fare finta di niente. Io mi devo ascoltare per forza. La mia risposta resta no, non si può. Infatti io ho scelto di rimettermi in sesto. Perché voglio tornare ad essere me e perché non ho rielaborato tutto. E perché se sbaglio o se comunque soffro perché gli altri sbagliano mi sento peggio. Non l’ho chiesta e non l’ho cercata la mia Grande Guerra. Me non posso semplicemente fingere che non sia mai esistita. Se avessi una bacchetta magica. Invece vivo, misuro le distanze sopportabili, rielaboro, mi accuso e mi assolvo, mi proteggo e mi impegno. Mi do calci in culo e mi preservo. Mi anche castro. E quando me ne accorgo con dolcezza vedo che posso farci. Se non avessi avuto LUNA sarebbe stato ancora peggio. Ma a volte luna si incazza. E a differenza di un tempo ci mette un po’ a capire se ha torto o ha ragione. Anche perché paradossalmente c’è stato un tempo in cui non si è incazzata quando aveva tutte le ragioni del mondo.
Sara, mi spiace immensamente per l’inferno che stai vivendo. LUNA, che dire, i tuoi post non possono che far riflettere. E, mannaggia a te, pure piangere un po’. Un abbraccio.
EME, egoisticamente ti dirò che per quanto mi riguarda sei ‘riapparsa’ al momento giusto, e che anche tu hai fatto riflettere me. Dico ‘egoisticamente’ perché è ovvio che d’altra parte, invece, mi dispiace che tu sia apparsa per dire che in questo periodo non ti gira giusta, diciamo, anche se trovo positivo il tuo sentire di dover riprendere le redini. Stavo per iniziare la mia risposta dicendoti ‘io invece di riflettere ne ho le palle piene, e vorrei smettere’. Ma, se pure è vero, è vero anche però che le riflessioni costruttive mi servono, e mi sono pure necessarie. Non posso realmente esimermi dal rielaborare delle cose. Nè posso semplicemente fregarmene di una serie di cose. Peraltro, però, c’è uno strato di ‘esubero’, non dovuto all’essere cervellotica, ma di cui vorrei, dovrei e forse potrei fare a meno.
in realtà trovare il confine tra ‘l’attenzione’ di cui vorrei fare a meno a volte è difficile, tra questioni pratiche oltre che emotive, paure e tensioni apprese, certamente, ma anche il fatto che quando una decisione non certo banale, ma che neanche pensavi ti facesse salire sulla nave pirata e il tagadà (quelle robe da lunapark, ma lunapark da cuore in gola etc) per un bel po’ di annetti, smaciullandoti il cuore e condizionandoti la vita in modo così esteso e viscerale, beh rischi di domandarti anche se cambiando il balsamo per capelli potrai trovarti in 6 o 7 oceani infiniti di guai. Non sono paranoica, però se non son mai stata impulsiva e cmq nella mia vita ho preso molte decisioni de panza, in cui ho sempre ritrovato, anche a posteriori, un valido senso, e anche se ho fatto errori ne ho preso atto… Beh, ad un certo punto della mia vita però veramente son entrata in un tunnel pur stando attenta ma senza poter immaginare anche gli effetti a valanga. Fa impressione. Fa impressione la quantità di dolore emotivo. Fdc potrebbe dirmi: allora vedi che mi dai ragione? Ho detto un no e… No, non do ragione a fdc. Per il dolore emotivo lo capisco. In pieno. Ma non gli do ragione perché dipende chi abbiamo davanti. Nessuna delle scelte che han dato via al mio tunnel erano roba da un decennio di ‘galera’, con straziamento budellare. Lo son diventati perché era dall’altra parte che c’era un gusto del tragico, una coazione alla ‘punizione”, non risoluzione e al rancore e al tormento. E perché mi son trovata davvero in mezzo a cose irrisolte altrui e fantascienze. E’ lampante che io non mi son spostata subito etc etc. Quella è la mia parte. Non autolesionista nè masochista. Deficiente comunque. Deficiente di ciò che l’indomani mi avrebbe già tratta in salvo e piuttosto a bere tequila. Anzi no, che già son tabagista, almeno l’alcolismo no. Deficiente anche per altre circostanze. Ma, attenzione, anche semplicemente ‘normale’ se non fossi finita nella fossa dei leoni. Per quanto a voler o a dover analizzarsi c’è sempre qualcosa che si poteva essere o far meglio. Ora come ora mi resta ancora la pessima sensazione che se sbagli una nota la stonatura può ripercuotersi con dodicimila eco per qualche lustro e spaccare anche la cristalleria che hai in cassaforte. Poi mi dico ‘tu hai un tuo senso del tragico, anche, ma di questo tipo non è farina del tuo sacco’. E’ vero. Però cmq…
LUNA: “Stavo per iniziare la mia risposta dicendoti ‘io invece di riflettere ne ho le palle piene, e vorrei smettere”.
E potresti farlo, LUNA, perchè credo che il 95% delle tue riflessioni riguardi e abbia riguardato l’altrui mente. Non la tua. Forse, per un 5% ti sarai scervellata sul perchè non ti sei spostata prima, sul perchè la tua panza, ad un certo punto, ha smesso di mandare segnali forti e chiari e ha lasciato che arrivassi ad ammalarti. Ma il grosso delle riflessioni (mi pare) tu le abbia dedicate a come entrare nella SUA mente, per risolvere un SUO problema generato (anche) dalla presenza ingombrante di SUA madre.
“Per quanto a voler o a dover analizzarsi c’è sempre qualcosa che si poteva essere o far meglio”
Hai fatto tutto ciò che hai potuto oltrepassando i tuoi limiti al punto di “mangiarti” viva . LUNA….ognuno ha una propria portata e se c’è il Santo che è morto di fame per dare agli altri c’è anche chi dice “ora basta, ho fame anche io”.
Ed è più normale, umano il secondo tra i due comportamenti.
Senza considerare che tu manco hai detto “ora basta ho fame anche io”. No….hai misurato il suo appetito, il suo peso, la sua glicemia, la sua pressione e alla fine c’è stata una divisione molto poco equa di quel pane. Anche se avevi fame. Hai dato la precedenza al suo buco nello stomaco e lui quel pane, probabilmente, lo ha pure vomitato dicendo “quanto sei egoista LUNA, a voler tenere quel pezzettino per te”.
“Ora come ora mi resta ancora la pessima sensazione che se sbagli una nota la stonatura può ripercuotersi con dodicimila eco per qualche lustro e spaccare anche la cristalleria che hai in cassaforte”.
E aggiungo “cassaforte piazzata in una casa a 300 km di distanza”.
Ma è tua la nota LUNA? Ne sei sicura? Da quel che scrivi pare proprio di no. Posso immaginare cosa stai pensando ” e che m’importa, sia di chi sia quella nota spacca tutto”.
Ok, volente o nolente, la realtà sta nel fatto che la vita ti ha messo in condizione di avere i timpani fuori dalle orecchie.
Però tu non senti l’eco di una nota che non è stata suonata, non so se mi spiego. Tu senti l’eco di una nota effettivamente suonata. Ma hai i timpani fuori dalle orecchie e quella nota spacca tutto.
Penserai che sto scrivendo una fregnaccia.
Ciò che vorrei dire è questo:tu non sei malata e senti le sirene che cantano nel mare. Tu sei stata contagiata dal male altrui e hai i nervi talmente fuori dalla pelle che senti le sirene dell’ambulanza come se fossero in salotto.
Quindi? Quindi (a mio opinabile giudizio) tu hai bisogno di staccare dalle situazioni stressanti e di riflettere meno ma molto meno.
Chi sta dall’altra parte della barricata ha bisogno di attaccarsi alle situazioni seppur stressanti e riflettere di più.
Se i ruoli si invertono capita il finimondo dentro. E pure fuori.
Ed io, LUNA, ti parlo con affetto dall’altra parte della barricata.
Dalla parte in cui occorre riflettere perchè arieggiare sarebbe solo una comoda scappatoia per sgusciare via da problemi che, invece, devo, finalmente, affrontare.
E dalla mia postazione mi sento di dirti questo: rifletti un pò meno e arieggia un pò di più.
E lascia perdere, almeno per un pò, questi forum.
Spostati, che ne so, sul giardinaggio, sul taglia e cuci, nel forum del Papersera.
Lo dico a mio discapito ma lo dico.
Ok, a volte hai spunti per riflettere.
Ma ora la tua mente ed il tuo fisico ti stanno dicendo altro, ti stanno dicendo proprio ciò che avresti voluto scrivere :”io invece di riflettere ne ho le palle piene, e vorrei smettere”.
Puoi rielaborare un pò più in la, ok?
C’è tempo.
Oppure rielabora con calma.
Ma ascolta quel campanello di allarme che ti porta a scrivere “rischi di domandarti anche se cambiando il balsamo per capelli potrai trovarti in 6 o 7 oceani infiniti di guai”.
Quel campanello sta suonando forte e chiaro. Tanto quanto le note sbagliate che fracassano i bicchieri.
Un bacio.
EMINA, che delizioso calcio in culo, con so much love 🙂 intendo rileggere questi tuoi post 3, 4 volte. Hai ragione, soprattutto sul fatto della nota-tua-sicuro? Vorrei solo precisare una cosa, e non perché mi tappo orecchie gnegnegnè. Hai ragionissima che per un tot no il 95 bensì il 99,99 per cento della mia mente era impegnata nell’interpretare le teste altrui, anzi la sua di lui testa, come fosse una sfera. Oggi, e non da oggi, non è più così. Certo non è zero, ma non è tanto un’attività divinatoria. E’ assai più intuitiva, in realtà. E a servizio mio per me, non per me verso loro. Ti dico intuitiva anche perché, infatti, una serie di cose, e quanto realmente ma realmente, c’entrasse (ma anche c’entri) la suocera mi sono apparse con intuizione panzica, non di elucubrazione. Insomma, in un disegno assai complicato non ho visto solo la trama, ma anche tipo, col laser, il dipinto che stava sotto. Una mappa, anche, se vuoi. Ed è per questo che dico a fdc di fermare il loop. Perché è molto più facile che veda la trama e ciò che sta sotto se smette. Mesi fa, eme, è morta una persona cara. Quindi se sono a soqquadro non è perché mi concentro su cosa hanno in testa, ma perché io ho una fase particolare. Positiva, ma anche introspettiva. Vedi, gli anni in cui mi son successe le cose che, in parte, e caratterizzati anche da una serie di casini logistici, finanziari hanno coinciso con la malattia di una persona cara, che per me era centrale, la malattia di un’altra persona cara, che è stata però un’esperienza umana e affettiva e empatica reciproca enorme, e con la breve ma intensa sua ospedalizzazione e la sua recente scomparsa. Famigliari stupendi, rapporti stupendi, amore e nessun arzigogolo. Quindi anche questa è una mia rielaborazione, di tenerezza e mancanza. Nel frattempo ho incontrato sul mio cammino invece una persona (davvero principalmente lei) solipsista e negativizzante. Lunga storia, anche da spiegare. Però io rifletto su me – e non in senso autocolpevolizzante – non su lei in quanto tale. E’ difficile da spiegare, ma la mia è una riflessione liberatoria. Tipo ‘ma pensa te che fregnacce avevo intorno e mi venivano propinate o stavano dietro il quadro! Ah, ecco, h mi è chiaro perché!’. Ovvio che c’è anche della rabbia, ma ciò che dici che dovrei fare lo faccio. E se non lo faccio non è a servizio di qualcun altro, ma comunque per mia necessità, reale. Per ciò che io per me ho bisogno di ascoltare e capire. Mia suocera che si fotta, già da mo’.
però alcune riflessioni servono a me. Veramente. Ad ampio spettro. E riguardano in generale la mia vita e la mia identità. Ora che ho sgamato i trucchi son molto meno acciaccata di prima. Però di scelte controproducenti per me, MIE, in questi anni ne ho fatte. Legate alla situazione contingente, ma comunque legate ad un mio scarso ascolto e che mi han fatto sentire peggio. Dunque rifletto su quelle. Ma non con un randello quanto piuttosto in modo costruttivo. Ok, lungo da spiegare. Comunque sia io sto ricentrando sempre più la mia identitá, rielaborando anche delle perdite e rifletto -ma de panza: ma io cosa voglio veramente? Perché ad un certo punto, in generale, son stata meno sintonizzata. Anche perché avevo un grande vario casino intorno, non solo dovuto alla mia storia, anche se certo quello è stato un grosso problema,ma anche perché dovevo difendermi anche da altre cose e avevo altri problemi. Quindi il mio è anche un lavoro di risintonizzazione e di sguardo più obiettivo anche sulla realtà di questi ultimi, lunghi anni. Non per un’ancora al passato, ma per il mio presente. Che evolve. Però io non ho da prendere una medaglia o da scalare l’everest per dimostrare qualcosa a qualcuno (ovviamente non parlo di te! E neanche parlo di lui e men che meno ma zero sua madre) ma voglio fare ciò che è bene per me, innanzitutto. Ho preso delle altre accuse recentemente, in mezzo c’erano anche delle verità, su cui, mentre mi spalmo la crema solare, rifletto. Inoltre devo prendere delle decisioni pratiche che mi riguardano, e anche quelle necessitano la mia attenzione. Perché non sono convinta, e devo sentire io perché. E inoltre son decisioni che hanno un peso pratico. Mi sarei ascoltata anche un tempo, ma dopo il gran bazaar ancora di più. Ecco perché dicevo ciò che ho detto. Forse non si è capito un tubo, ma mentre mi ‘espando” da passate implosioni accetto e ascolto anche i miei down e ? – certo che quando mi accorgo che invece rischio di loopare ne prendo atto. Però sto anche ‘scaricando’. Al forum ho pensato. A no, dico. Però in realtà mi serve anche a uscire dal microcosmo dell’exp individuale. E quando leggo alcune cose in realtà mi fanno da monito. E’ vero che la realtà là fuori mi attira molto di più. E la vivo, anche se sto uscendo dal letargo e mi sgranchisco. Però ha ancora un suo perché.
EME, ti avevo scritto un altro post, ma mi sa che è scomparso 🙁 sperando che repetita no rompon bolas sintetizzo: mi son chiesta se avevi troppo ragione e avevo per caso reagito in difesa, non da te, ma dai concetti. Ho riletto me e te poco fa, e no, non è così, anche se tu hai detto cose validissime. Comunque ho recuperato e recupero sempre più la mia dimensione ‘papersera’ e ho anche una panca piena di stoffe. Non capisco una mazza, ma sperimento :p – se son più chiusa e ombrosa o low energy a volte e per scosse di assestamento mio, non perché mi dedico a capire loro. In realtà, quando già mi ero messa in posizione di ‘osservazione’ e intuizione ben più di pippamentalesolitaria è stata proprio la suocera, non certo per farmi del bene, a offrirmi, sparando finalmente (sì, lo dico) minchiatone galattiche che neanche su marte (senza offesa per gli incolpevoli marziani) e confermandomi una serie di cose che a istinto avevo annusato da sempre a offrirmi la risoluzione del puzzle. Se non completo una rivelatrice e liberatoria parte. Che serviva a me per capire cosa è successo a me, non per consigliarle una terapia. Di vero c’è che sti anni per tante ragioni son stati durissimi, intensi, faticosi, spaesanti e rocamboleschi. E che non ho ancora cagato del tutto il mattone. Ecco spiegato perché non mi dimentico di avere un intestino, anche se non sto sempre lì a tastarmi la pancia. Ma ho avuto uno shock anche quando, malamente persuasa di essere un rinnovato fiore invece appena mi si son aperti cuore e budella come una banana. Dunque go slow baby. Senso di realtà. Una mia conquista, credimi, è stata ed è concedermi comunque la rielaborazione del lutto di quello che per me è stato un grande amore (perché lo è stato, e anche molto bello) indipendentemente dal capitolo violenze morali, stalker e suocera. Una conquista dolorosa, per me, ma a cui voluto dare il giusto spazio. E ho potuto quando ho smesso di guardare nella testa altrui e ho avuto il puzzle. Il puzzle può fare rabbia, ma quella fa il suo corso. Il mio cuore però ha sofferto perché per me era amore. E cheché ne dicano suocera, lui, suo cugino o la mia vicina o chi pensa che sarebbe ora di farsi un’altra vita, io ho cercato e trovato il mio spazio, che pure sia tipo una ‘reducia’ del vietnam, anche per rielaborare dentro me la fine di un amore, come fa chiunque, anche chi si è lasciato
senza tutti i casini miei. E tanto più perché il mio amore, finché è stato bello, è stato bellissimo per davvero. Io almeno l’ho vissuto così. Cara EME, anche a me è stato detto che ero dall’altra parte della barricata. A me è stato detto che ero piena di rabbia (era vero), che ero piena di paura (idem), che ero confusa (ma va?), che avevo scritto in fronte che ero una persona dolce e avevo bisogno d’affetto, anche di darne, ma rifiutavo l’affetto e mi rifiutavo/ero incapace di darne, che io saltavo se si spostava una foglia (idem) e bisognava ricordare e capire cos’era successo a me (non è che bisogna, però mi è successo. E certe cose puoi non capirle se non le hai vissute. Banale, ma è vero. Idem per quelle degli altri, ovviamente) ma io me ne fottevo di cosa è successo agli altri (non è vero), che ero un’egoista di merda (sai che fatica ritrovare i files ‘egoismo’?) che pensava solo a sè (dopo aver girato con tre cervelli avere il mio era come tirare fuori l’auto dal garage e ripulirla dalle cacche di gallina e vedere se funziona ancora), che mi mancavano le regole di primaria civiltà nei confronti del prossimo (le ho sempre avute, pur avendo le mie anarchie, ma in quel momento dovevo appena ricostruirmi il parametro mio di con che mano mi lego le scarpe e l’anarchia, quella sana, era riscoprire il piacere di stare con me, anche dimenticando che ora è). Ma anche che inutile mi piangessi addosso per quanto mi era capitato se poi piangevo per qualcuno che avrei dovuto odiare, e piangevo anche comprando i surgelati perché a lui piacevano i bastoncini findus (non piangevo perché mi mancava che mi percuotesse coi bastoncini congelati, ovviamente. Ma mi prendeva un nodo in gola per quando ridevamo tra le corsie), e che facevo del male a chi invece mi vuol bene soffrendo per uno stronzo. In sintesi che qualcuno mi volesse bene in quella (questa) fase della vita era una colpa. Perché che qualcuno ti voglia bene è una botta di culo (son anche d’accordo) ma se sei in questa fase della vita per cui anche se vuoi bene non potresti mai avere una relazione, e lo dici, sei stronza. O sei incastrata ma ti va bene così. O x, y, z, q, cubo rubrik. forse EME sarò anche stronza, ma poiché di relazioni normali io ne ho avute e anche quella più importante lo è stata, credo che se un giorno sarò in grado di avere una relazione l’avrò. Nel frattempo ci sarà una ragione se sto come sto. E ho diritto di stare. Perché se qualcosa non mi torna io ci lavoro su. E no, non penso che gli altri si debbano adeguare. Ma voglio stare in pace, con me. E quando rido e sorrido mi piace molto. Anche perché è per cose così semplici. E quando piango mi rispetto. Perché vuol dire che ho le mie ragioni.
Hai ragione su tutto i fronti, LUNA.
Non lo scrivo per tagliare corto, perchè è domenica e voglio uscire ma devo pur rispondere ai tuoi 4 post.
Lo dico perchè lo penso anche se, in questo momento, non saprei argomentare il perchè lo penso.
Arrivare a dove sei tu, per me, è un ambizione in questo momento. E non perchè ritengo che tu sia arrivata da qualche parte. Ma perchè sei in movimento su una strada e hai idea di dove porta quella strada.
E’ difficile da spiegare.
Forse è più facile, per te, comprendere.
Io, in questo momento, sono un pò come il matto nelle carte dei tarocchi.
E non perchè il fidanzato mi ha lasciato uèèèèè, sgrunt.
Perchè non so chi sono e mi devo prima trovare, poi conoscere e poi direzionare.
E a 40 anni non sai se tirare un sospiro di sollievo per aver smesso, finalmente, di recitare seppur inconsapevolmente o se tirarti una rivolverata perchè ti sembra sia troppo tardi.
Di panza tiro un sospiro di sollievo. Poi mi metto le mani sui fianchi, mi guardo intorno, e me ne esco con la più profonda delle considerazioni che, ora come ora, riesco a fare “…..azzo”!
Un abbraccio LUNA.
EME (e leggimi pure anche giovedì prossimo 😛 non sono più avanti di te, ma che stai addddì? si fa quel che si può e revolver un caxxo. So la sensazione, ma assolutamente no, semmai il contrario: se anche se ci serve ripristinare i files e a volte è faticoso accorgersi di cadere o zoppicare, sbagliare, credo che quello che mi hai scritto valga per entrambe: ci serve comunque sciacquare i panni dell’introspezione nella vita, che è fatta di tante cose.
Ieri ho avuto una serata da super smoking (e non nel senso che mi sono vestita in abito elegante maschile a nolo per andare ad una festa danzante :PPPP). Anche per il tuo post, ma non in senso negativo, per ciò che c’era scritto di buono, e anche per le mie parole che stavano in mezzo ad altre altre altre, @‘io invece di riflettere ne ho le palle piene, e vorrei smettere” e che hai giustamente beccato. Non era una dichiarazione di poco conto, era molto di panza pure quella. Vitale. Ma pareva quasi che, anche se sento che vorrei liberarmi di più la testa, io senta un malefico “dovere” di sfracellarmi in maroni da sola…
Non è così, purtroppo è veramente che mi sono ritrovata giocoforza con talmente tanti dati (personali, non solo riguardanti l’esterno, ma interni) da rielaborare e talmente tante cose da sistemare e da tenere “sotto controllo” (non in senso ansiogeno, ma reale) che non ho potuto farne a meno. Certo, a volte è anche difficile capire il confine tra ciò che veramente è il caso che tu tenga “sotto controllo” e ciò di cui invece te ne puoi fregare, perché è proprio così che sarà meglio.
Ma l’ottica (se pure chissà con quanti mastodontici errori!) è di un’armonia interiore e con l’esterno, anche togliendo la corazza (pur avendola quando è necessario) e per il resto avere semplicemente la pelle nuova che altro non è che quella vecchia che si rinnova.
Ieri è stata una giornata un po’ drek anche perché mentre mi stavo rilassando mi sono successe delle piccole cose che mi hanno stressata (il discorso del “filtro corto”…) anche se ci ho messo poco tempo per rimettermi in asse. Una cosa l’ho risolta in cinque minuti, quando l’ho risolta, ma prima ho avuto il mio sconquasso momentaneo. Vedi, io sono socievole, estroversa, ma anche introversa e riservatissima. La mia riservatezza risiede molto, ma molto meno (direi quasi per nulla) nel timore del giudizio altrui quanto più in un bisogno innato di risolvere le cose nella propria intimità, una difesa dell’intimità che riguarda me stessa, i miei cari, la mia famiglia, i miei amici. Non sono mai stata una che se litiga con un’amica va a parlarne con gli altri al bar, che se litiga con sua madre va a mettere i cartelloni. Sono semmai una che risolve le cose sull’1:1, e in ogni caso, più la questione richiede la mia panza e la mia attenzione e le mie energie e più mi coinvolge anche emotivamente, e più me la tengo per me e piuttosto vado a farmi una passeggiata sulla spiaggia. O anche alla sagra della sardella a sbrinarmi e parlare d’altro.
ed è anche, veramente, una questione di energie da risparmiare e gestire al meglio, che io sento molto. In questi anni difficili ho visto molte spiagge e frequentato poche sagre 😉 Comunque più che mai avevo bisogno di tenere l’asse o di ritrovarla, di guardarmi chiaramente dentro, oltre che di ritrovarmi e di risolvere una serie di problemi ascoltandomi molto bene. Ho parlato (forum a parte) con pochissime persone, “scelte” in base a fiducia, stima, intelligenza oltre che affetto. Persone che possono anche dirmi: “machecaxxofai?”, ma che hanno anche la delicatezza di dire “però sai tu per te” e di sforzarsi di comprendere piuttosto che di essere proiettive, e di non “assillare”. A volte consigli ottimi mi sono arrivati anche da persone che non facevano parte di questo gruppo ristretto, e a volte persone mi hanno fatti enormi regali senza saperlo. Cmq proteggo “il mio mondo”, tanto più se c’è tempesta.
Se io vedo uscire una persona da una struttura oncologica non chiederò mai il perché a meno che non me lo voglia dire (e penso abbia tutto il sacrosantissimo diritto di non farlo!!!) e certamente non andrò l’indomani a dire: sapete che ho visto gigetto uscire dal padiglione B? E magari Gigetto è andato a salutare sua zia che non vuole far sapere in giro che sta male (e avrà le sue ragioni) o fa il pony express o si è innamorato dell’infemiera o ho visto male e stava uscendo dal tabaccaio… Ma nel frattempo a Gigetto dovrebbe arrivare lo stress che la gente dice che ha un tumore? Gente che lo smarona e lo invade a gratis? Ho fatto un esempio violento, perché riguarda la salute, ma, per quante gaffes sicuramente involontarie possa aver fatto anch’io, capisco benissimo perché Gigetto abbia bisogno delle sue energie, anche se quel giorno stava solo uscendo dal tabaccaio e che la sua vita la sa solo lui, e i suoi perché. Gigetto non deve spiegazioni. O solo a chi crede lui sia il caso. Tempo fa mi hanno detto che un mio lontano ex stava malissimo di salute e che probabilmente si stava lasciando con la moglie perché l’avevano visto da solo due sere di fila. Il mio ex ha una malattia da quando lo conosco. Per entrambe le cose ho provato un senso di ribellione (saranno anche caxxi suoi?). Riguardo il fatto che fosse mezzo morto ho anche pensato che cmq era nel suo diritto pure morire lasciandosi al largo su una zattera… Però, poiché bene gli voglio, ho chiamato un nostro amico comune semplicemente buttandogliela se sa come va. Ovviamente andava come sempre. La gente è ignorante! Lui se ne fotte dei giudizi e io pure. Preferisco che la gente si inventi una sua versione (a meno che non sia REALMENTE lesiva per lavoro/vita, là mi incaxxo) piuttosto che mi rompa il caxxo. Ieri un mio conoscente che della mia vita non sa NULLA ha tentato di dirmi un “ma è vero che?”. Tipo “Mi han detto che…”. STOP assertivo in 2 secondi. Dopo aver superato il senso di invasione e timore di rotture di maroni. Ciò che conta è però come ho stroncato, DIRITTO risparmio energy
Cara LUNA,”Cmq proteggo “il mio mondo”, tanto più se c’è tempesta”.
Fai bene.
Io, a differenza tua, non sono nè socievole nè estroversa. A volte insceno piccoli show e faccio ridere. Ma finita l’esibizione torno nel mio mondo.
Eppure, quel mondo, forse perchè è così protetto, è oggetto, continuo, di attacchi.
Tra quello che ti legge negli occhi, quello che ti osserva i movimenti delle mani, quello che analizza la postura, quello che esamina eventuali modi di intercalare c’è da perdersi.
Tutti che chiedono, domandano, ma la domanda più banale e di cui, forse, avrei più bisogno “come stai?” non arriva mai.
Questa è la gente: curiosa, pettegola, indifferente.
Si, ok, in mezzo al gruppo ci sarà anche c’è il disinteressato da cui trarre una considerazione illuminante.
Ma intanto si rischia di offrirsi in pasto al gruppo per trovare, se c’è, il disinteressato.
Un pò come nei forum. Ti esponi a 1000 idioti che ti bersaglieranno per trovarne 1, intelligente, che ti risponderà.
E nella solitudine mentale può accadere di tutto. A volte si finisce per friggersi il cervello in mille riflessioni che, se ben direzionate, portano lontano. Se manipolate, come spesso accade, ti fanno fare mille giri intorno allo stesso buco e alla fine, ti ci fanno cadere dentro stracca, convinta di aver compiuto chissà quale percorso.
Un pò come ho fatto io, pochi anni fa.
Convinta di aver raggiunto chissà quali cime. Invece avevo semplicemente affisso al muro il poster della vetta con la bandierina issata…
Anche adesso rifletto. Molto. Ma lo faccio, finalmente, a viso scoperto. Vedo che c’è un poster e mi dico che sarebbe bello, un giorno, uscire di casa, organizzare il viaggio, comprare il necessario, allenarmi, cominciare la scalata, arrivare alla cima e, finalmente, issare la bandierina.
Penso che queste riflessioni mi serviranno (mi stanno già servendo) più che ad affrontare il futuro ad accettare il passato in modo da non trovarmelo perennemente d’intralcio.
A ben vedere le riflessioni si “chiamano” l’un l’altra. Difficilmente si riflette a compartimenti stagni. Parti dalla sfera affettiva e, magari, ti accorgi che le medesime considerazioni valgono per il lavoro, per la famiglia, per la salute.
Magari ti convinci di aver sbagliato tutto. Poi, rifletti meglio sulla riflessione, e ti rendi conto che non hai sbagliato perchè chi sei ora non è chi eri ieri e ieri non hai sbagliato, sbaglieresti oggi se perseverassi a comportarti come ieri.
Sto dicendo un sacco di boiate incomprensibili, mi sa.
E’ che, rifletti, rifletti, fuma e rifletti, fuma…..mi sto cominciando a sentire un pò stanchina, alla Forrest Gump 🙂
Un abbraccio LUNA.
eme, neanche una boiata hai detto. Rifletti-fuma è una cosa che devo stoppare, io. Non è un gran connubio. Forse meglio footing-rifletti. Ho il dubbio che mi uscirebbero pure riflessioni migliori. Sulla frase ‘sbaglieresti ora se’ son d’accordo – tengo caro il tuo post ‘tagliaecuci e papersera’, sappi 🙂 bacio
ps: in questi ultimi anni ho socializzato molto più con il mio cruscotto e con il mare, a lato delle mie camminate. Per i mie standard (per quanto, ripeto, io abbia necessità anche di solitudine e introversione, per natura) un orso. Una schivatrice da manuale di caffè e incontri conviviali. Una campionessa olimpionica dell’appenariescopasso. I veri amici non si sono offesi se mi han vista tanto tanto meno. Avevo anche poche energie sociali, ti dirò. C’è un tempo per ogni cosa. Magari mi farò vedere un po’ di più.
Ciao Fdc
Quando scrivi “se avessimo fatto un figlio non staremmo in questa situazione ” ricadi nello stesso tragico errore che non ti fa uscire da questo tunnel di disperazione e rimorsi.
Non riesci a darti pace e continui a non trovare un senso a quanto successo proprio perche’ non ti smuovi un centimento dalla questione figlio : come’ possibile che vent’anni meravigliosi e unici siano finiti dall’oggi al domani ? com’e’ possibile che oggi per Lei non se più nessuno ? Semplicemente NON e’ possibile, ma vedi tu leggi questa impossibilita con una chiave sbagliata : Questa impossibilita dovrebbe farti riconsiderare il vostro rapporto, e la tua conoscenza di lei, invece no : lei resta nella tua mente quest’icona cosi perfetta (come gia’ Luna ha ben scritto) e il vostro, un rapporto idilliaco, speciale meraviglioso e unico.
Non fraintendermi Fdc, non voglio sminuire i vostri vent’anni insieme, ne tanto meno infangare lei, ma allo stesso tempo dovresti iniziare a considerare che forse tra mille giornate felici vi erano nel vostro interagire come coppia delle piccole crepe. Crepe impercettibili nel quotidiano, ma che sommandosi in vent’anni hanno fatto profondamente minato le fondamenta del vostro rapporto.
Inoltre, secondo me, ancora piu’ sbagliato e’ questa tua certezza granitica che hai su tua moglie, sai Fdc a volte e’ cosi difficle giudicare e conoscere perfino se stessi, figurati un’altra persona.
Ci sono persone che impiegano anni e anni per leggersi dentro, troppo forte l’imprinting dato dai genitore o dall’educazione avuta per capire davvero il proprio IO piu’ profondo, e cosi scorrono mesi, anni, viviamo pensando di andare nella giusta direzione, cullandosi nella falsa idea di essere realizzati e felici, sottovalutando quella lieve, quasi impercettibile, sensazione di insoddisfazione che arriva per pochi attimi e poi sparisce. Fino a che un giorno tutto riemerge, quasi improvviso, dal nostro subconscio e ci si rende conto di aver ingannato prima degli altri se stessi….
Ma sto uscendo fuori tema, (non so se tua moglie abbia avuto queste dinamiche) ma quello che per me e’ evidente e’ che il non voler un figlio FORSE e’ stata la miccia che ha fatto eslodere tutto ma sicuramente non e’ “IL PROBLEMA “
myskyn, son d’accordo con te e anche su quel FORSE. E girerei anche a fdc il post sul 95percento e anche sulla nota che spacca di EME a me.