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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 601
    neri21 -

    ciao care
    intanto vi dico grazie parlare con voi mi fa stare un pochino meglio, mi rendo conto che in questi anni mi sono costruita una corazza ma era il solo modo x salvarmi, ho sofferto e sto soffrendo troppo, ho ricevuto troppe umiliaziani, ho dovuto inghiottire troppi rospi, in questo periodo la mia mente mi fa rivivere troppe cose affossate, troppe cose non ricevute, amore, gentilezze, dialogo,allegria , serenita e non me la sento di abbassare la guardia, ho troppa paura della mia reazione potrei non sopportarla. Come vi dicevo da quando qualcuno se messo nel mezzo non ho piu dialogo con mio figlio, ho provato di tutto, sia con le belle che con le cattive, castighi ecc. sono stata definita mamma di merda, mi sono beccata un va fa……. il suo comportamento e di un arroganza impressionante, siccome il padre non prende mai le mie difese glielo lasciato e gli ho detto che e tutto suo che lo gestisca lui, in questo momento non gli rivolgo la parola. Detto cio il psicologo mi chiede di cercare una strada x poter comunicare con il figlio, credetemi non so da che parte iniziare, sono senza forze, senza stimoli e solo al pensiero di avere certe battute, certi discorsi che mi offendono dentro in profondita il mio subconscio lo evita e lo rifiuta. Credo di immaginare che mi rispondete ” e tuo figlio devi dargli tutto l’amore che puoi non lo abbandonare ” si avete ragione gli ho dato tutto gli darei anche il mio corpo se avesse bisogno ma non accetto la mancanza di rispetto, purtroppo per me il rispetto e fondamentale.

  • 602
    LUNA -

    A me sembra Neri che forse anche tu hai bisogno di uno spazio protetto dove poter parlare di te, esprimere il tuo malessere, ma anche i tuoi bisogni, indipendentemente da ciò che è meglio e necessario per gli altri. Con ciò non sto dicendo ‘dimenticandoti di tuo figlio’. Ma per andare incontro a lui forse hai bisogno di uno spazio dove andare incontro a te, anche e proprio per le sensazioni tue che hai, che son molto intense. Una cosa non esclude l’altra (cercare quella via di comunicazione con tuo figlio, recuperare un contatto più sereno con te). Per questo mi ripeto: hai un terapeuta che sia per TE uno spazio? – non so ovviamente se sia la cosa ‘giusta’, è quella che mi viene in mente.

  • 603
    aleba -

    Buongiorno. Già, uno spazio tutto per te stessa come dice Luna. Capisco bene cosa si prova quando manca il rispetto, e capisco che tu possa avere la tentazione di gettare la spugna. Questo puoi farlo con tuo marito, non con tuo figlio. Tuo figlio è in una fase della sua vita molto complicata e sicuramente non gli giova vedere tensione tra sua mamma e suo papà. Però con un figlio non si deve mai mollare! Il rispetto da parte di un figlio bisogna pretenderlo, ma bisogna anche insegnarlo e dare l’esempio. Io sono convinta che chi semina raccoglie, proprio con i figli questo è evidente. Ora può allontanarti, disprezzarti, odiarti…ma non è maturo e sta crescendo, quini a lui è concesso essere in crisi con il mondo intero. Sei tu la persona adulta che deve trovare la strada giusta per mettersi in contatto con lui. Penso che la sincerità e la schiettezza siano fondamentali per spianarsi la strada. Non devi aspettarti comprensione da lui, perchè lui non è in grado di comprendere in questo momento, ora lui ha bisogno di essere compreso. Una mamma che ti dice “me ne lavo le mani” sicuramente non trasmette un messaggio positivo. Un genitore, pur restando fermo quando dice al figlio “stai sbagliando” non si deve spostare, deve dare comunque un segnale chiaro di “io sono qui appoggiati”. E’ evidente che anche tu hai bisogno di un supporto, di una valvola di sfogo e di trovare un modo per elaborare il comportamento di tuo figlio nei tuoi confronti. Certo non essendo serena fai fatica a trasmettere serenità, quindi il mio consiglio è proprio come ha detto Luna..trova uno spazio tuo per sviscerare il problema, per parlare di come ti senti e mettere ordine. Però non abbandonare tuo figlio! il punto non è che tu l’hai portato in grembo per 9 mesi, il punto è che sta crescendo e gli serve una guida sincera, dove la verità, anche la più dolorosa, non sia respinta in nome della confusione e dell’omertà. Se ci sono problemi si inquadrano, gli si dà il nome che gli spetta e ci si rimbocca le maniche per risolverli quando si tratta di figli.Un adolescente non è in grado di inquadrare e risolvere i problemi, ne ha già troppi per conto suo e non è suo compito prendere le difese dell’uno o dell’altro genitore. Lascia perdere l’atteggiamento di tuo marito, concentrati sul rapporto con tuo figlio. Quando sarà un uomo tuo figlio ti ringrazierà per aver insistito, ma se lo lasci ora non capirà mai le ragioni dell’abbandono da parte tua e potresti perderlo davvero.
    Anche il mio ex ha sempre cercato di screditarmi, di farmi apparire indegna e pazza di fronte a mia figlia e lo sta facendo anche adesso. Ma io non ho mollato e non mollerò mai! La mamma vera in carne ed ossa che mia figlia vive ogni giorno, non corrisponde affatto a ciò che suo padre dice di me. Spero che Dio mi assista e ti auguro tanta forza anche a te.

  • 604
    LUNA -

    Non voglio creare allarmismi, ovviamente, solo a titolo informativo:
    avete mai sentito parlare della PAS, sindrome da alienazione genitoriale? Naturalmente non so se sia questo il caso, però è sicuramente vero che può essere molto difficile riuscire a trovare un “ponte” verso un figlio che si trova in un’età difficile e insieme in una situazione così particolare e nella posizione di essere insieme oggetto di molestia psicologica (l’allontamento da una figura centrale da parte dell’altro genitore lo è), confusione, essere messo di fronte ad un’apparente necessità di schierarsi, trovare “un colpevole”, pensare che ci di debba mettere in una posizione di offesa/difesa, incarnare, in una sorta di copione, un ruolo per cercare inconsciamente di difendersi dal dover incarnare un altro ruolo “più debole”…
    Penso che il fatto che ci sia un supporto psicologico sia fondamentale, anche per comprendere e dipanare la matassa che sta dietro agli atteggiamenti e le dinamiche.
    Un figlio non si abbandona, è vero, e non oso immaginare il dolore che possa provare una madre nel pensare che sta lasciando suo figlio in “ostaggio” all’egoismo e alle dinamiche del padre. Però Neri certo è fondamentale che tu ti faccia aiutare a trovare non una via passiva e dolorosa, e distruttiva anche per te, ma una via assertiva e costruttiva per trovare un’armonia con tuo figlio, per fargli sentire che lo ami, ma è giusto che tu ami anche te stessa.
    per fargli sentire che non stai rifiutando lui, ma una serie di atteggiamenti.
    Purtroppo immagino che questa differenza tra il dire no ad un atteggiamento e dire no alla persona non sia qualcosa che tuo figlio ha potuto respirare e conoscere, non da parte di tuo marito.
    Se la situazione è come mi pare di leggerla (non sto dicendo che non lo è, il mio se è nel senso che ovviamente non la conosco, tantomeno nel dettaglio e quindi posso aver capito male io) tuo figlio, come te, avrà combattuto sin da piccolo per restare in equilibrio in una situazione difficile, situazioni che portano nei figli a incarnare ruoli da aggressività difensiva, autoresponsabilizzazione e colpevolizzazione o da “risolutore”, a volte anche tutti contemporaneamente. Se tuo figlio ti ha sempre vista difenderti in un ruolo passivo ora anche il tuo sano egoismo di autoconservazione (non contro di lui, ma pro te stessa) può sembrargli qualcosa che non comprende. Perché non lo conosce.
    Di fronte ad una situazione di forte stresse e violenza l’essere umano, se non può affrontare direttamente ciò che percepisce come “nemico” scappa, si nasconde (mimetizza) o si adatta.
    Lo “spostarsi” in modo sano, non aggressivo, ma costruttivo, è una delle cose che spesso si fatica di più ad imparare nella vita o a ricordare, se si è dimenticato cosa sia.

  • 605
    LUNA -

    Non è una mia esperienza personale, e ci tengo a precisarlo perché è corretto dire “è facile parlare da fuori”, pur con tutta l’empatia possibile.
    Quello che posso dirti è che ho conosciuto uomini e donne (non è una questione di genere) trovarsi nella situazione di dover spostarsi da una situazione lesiva e violenta, avere dei figli in fortissima crisi, essere in fortissima crisi anche per questo, ovviamente, e dover cercare sia il modo di spostarsi dal centro della guerra, sia di dover trovare una via assertiva e costruttiva per far comprendere al o ai figli di non averli abbandonati, bensì coltivare ogni giorno, comunque, un legame, quale fosse il rifiuto rabbioso o il dubbio da parte dei figli.
    Comunque l’adulta sei tu, e la madre sei tu. E’ vero che “spetta” a te il cercare e trovare la strada, perché anche attraverso la dimostrazione di cercare la strada, una strada diversa dalla violenza e dall’abbandono, mostrerai a tuo figlio che non esiste un solo copione per stare al mondo, che l’offesa, il rancore, la violenza verbale non sono la strada, non esiste solo abbandonare per non sentirsi abbandonati, alzare la cresta per non sentirsi più deboli.
    Ricordati che tuo figlio può provare un inconscio disagio anche perché non ti ha vista difenderti adeguatamente dalla violenza o perché non si è sentito in grado di proteggerti o perché pensa che i suoi genitori non sono stati in grado di proteggerlo e assicurargli la serenità, e allora senza rendersi conto gli viene da “schierarsi” dalla parte di chi lo manipola in un certo modo o gli sembra incarnare la forza versus debolezza. Ovviamente io non so se sia così, scusa Neri, faccio solo delle ipotesi di adattamento.
    E’ assolutamente corretto secondo me che tu mostri a tuo figlio che non intendi accettare i suoi atteggiamenti molesti, violenti o aggressivi, perché non funziona così.
    Ma il messaggio non deve essere: rifiuto te perché tu sei così semmai mi sposto da un certo tipo di atteggiamenti. Ci sono, e sono pronta ad accoglierti, dare, esserci, costruire insieme a te, ma non è questa la via.
    Facile a dirsi, mi rendo conto.
    Ma è per questo che penso che sia fondamentale un valido supporto psicologico, per aiutare tuo figlio, ma anche per aiutare te. A non sbattere contro un muro fino a sanguinare, ma neanche ad avere un atteggiamento di resa totale e incondizionata.
    I genitori che conosco che hanno combattuto e combattono queste battaglie hanno trovato una via per esistere, essere, coltivare una propria serenità e cercare di trasmettere ai loro figli, sempre, che non li avevano abbandonati. Che erano lì, per loro, per sostenerli, per amarli, sempre, ma che con loro e per loro volevano creare uno spazio di serenità, assertività.
    Non puoi chiedere a te stessa di essere una donna/madre zerbina che assorbe violenza neanche in nome del fatto che ami tuo figlio, questo hai scritto Neri, vero? Lo comprendo. Bisogna cercare e trovare un’altra strada. Esiste, Neri? io credo di sì. E ti abbraccio

  • 606
    aleba -

    Ciao!
    Ciò che ha scritto Luna è proprio vero. Io posso dire di aver capito che dovevo separarmi dal mio compagno proprio perchè la nostra storia così malata stava contagiando mia figlia. Io ho attraversato un grande stato confusione, rabbia, depressione. Per calmare il mio compagno dovevo respingere mia figlia, per respingerla dovevo violentare me stessa, quando non la respingevo comunque ero in crisi perchè lui era pieno di rabbia, invidia. Guarda neri21, ho cercato più volte di prendere un appuntamento con lo psicologo, ci sono riuscita quando mia figlia aveva quattro anni e mezzo. Già a quell’età la bimba era combattuta tra il fare la bambina innocente e con la certezza che mamma e papà siano al mondo per lei, e il proteggere me cercando di far capire a suo padre che era il suo papà e che gli voleva bene. Non c’è una graduatoria, essere genitori non è una competizione, un lavoro dove puoi fare carriera a gomitate. Il genitore è un ruolo difficile dove bisogno tenere in primo piano il fatto che stiamo aiutando una persona nuova a diventare grande. Il mondo è pieno di squali e i bambini devono imparare a difendersi, ma devono anche sapere che ci sono i delfini e che ne conosceranno molti se sapranno essere equilibrati e pieni. Vedi neri21, una bambina molto amica di mia figlia che all’epoca aveva 10 anni, un giorno mi confidò che mia figlia parlava molto di noi, della sua mamma e del suo papà e le cose che mi disse mi spezzarono il cuore. Ho deciso che mia figlia doveva vivere la sua infanzia, semplicemente da bambina e non da mediatrice coscenziosa per i conflitti in famiglia. Quando ho cominciato a difendere la mia persona, a ricostruire la mia autostima, ho concretamente fatto vedere a mia figlia cosa voglia dire il rispetto. Tu non immagini quanto sia serena adesso, a distanza di 6 mesi dalla separazione. La vita è meravigliosa.
    Trova il coraggio di andare avanti, da donna, da mamma e cerca un supporto….una lanterna che ti aiuti a dissolvere le ombre.
    Bacioni

  • 607
    neri 21 -

    ciao aleba e luna
    vi ringrazio di cuore nel senso della parole che mi avete scritto, non vi conosco, non so quanti anni avete, non so chi siete, involontariamente sono arrivata in questo sito o letto le vs. lettere e parole e mi hanno preso, ho voluto sfogarmi senza pretendere niente da voi, mi avete aperto il cuore e gli occhi, vi sento vicine come delle amiche dell’infanzia, credetemi avete colpito, sto raccogliendo i pezzi, avevo perso la mia strada sopratutto con mio figlio, avete ragione devo farmi aiutare e so gia di chi sicuramento non dallo psicologo dell’uomo del monte, devo avere uno spazio tutto mio, questa altalena mi divora e non mi fa vedere le cose obiettivamente. Ho voluto stampare le vs lettere x leggerle in continuazione, sono un toccasana, piango x la disperazione ma nello stesso tempo mi fanno vedere la strada per andare a avanti. Con mio figlio ho gia cambiato atteggiamento e anche se e passato poco tempo almeno ci parliamo da civili. Sicuramente avrò una lunga strada da percorre ma e mia. Lunedi telefono alla psicologa e vado quanto prima perche ho la sensazione che mi devo muovere, devo dare una svolta a questa situazione x il bene dei miei figli e mio. ciao e grazie di cuore , grazie di cuore. bacioniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  • 608
    LUNA -

    grazie a te Neri. E un grande grande abbraccio. Son contenta di leggere questa bella energia nelle tue parole. (ps: io ho 38 anni).

  • 609
    aleba -

    Mi unisco a Luna, coltiva la tua energia. E io ho 40 anni…

  • 610
    Fuori dal Coro -

    Ciao ragazze
    Un saluto a voi tutte care Aleba, Luna, Maria. E anche alla nuova neri21. Ho letto il tuo sfogo neri. Mi rifaccio a quel che ho detto più volte ad Aleba. Non riesco a capire come possano esistere certi uomini. Uomini che umiliano, che trattano a pesci in facci le proprie donne senza ritegno. Capisco anche la tua sensazione nei confronti di tuo figlio e mi rendo conto che non è facile gestire una situazione simile. Quello che posso dirti è che hai comunque qualcosa per cui lottare: l’altro tuo figlio e…quello che adesso sembra ti sia contro. Può darsi anche che abbia ripreso dal padre. Però a quell’età non si è convinti di molte cose. Deve solo capire e so che non è facile.
    Aleba, Luna, Maria: per quanto riguarda la mia situazione vi rimando al mio ultimo post: non so cosa dire. Sto vedendo, valutando, cercando di capire il tutto. Mi sto rendendo conto ogni giorno che non è facile. Però non voglio buttare questa opportunità, perchè in me c’è tanto amore per la mia donna. Ma…voglio capire. Ripeto quanto vi ho scritto ultimamente. Posso capire la mia testa ma, ciò che passa nella testa altrui soprattutto in questo momento non sono sinceramente in grado di capirlo.
    Dovrei scrivere molte cose, tante sensazioni, tante parole che ci stiamo dicendo. Ce ne sono di significative che sembrano indirizzate verso una ricoconciliazione totale. Però adesso e, correggetemi se stosbagliando a pensarla così, sto cercando di capire cosa le sia realmente passato per la testa e per il cuore e cosa le sta realmente passando adesso. Il suo cambiamento sembra “quasi” totale. Mi prendo il “quasi” per scaramanzia. Però “voglio capire”. Voglio capire cosa c’è dentro il suo cuore e perchè in questi due anni ha fatto dei passi così determinati e sicuri contro di me. Paradossalmente sono in difficoltà anche più di prima sotto certi aspetti. Forse anche perchè adesso ho perso l’angoscia che avevo prima perchè è stata sostituita dal dolore. Dal dolore sordo e continuo di ogni giorni che ho per la perdità del mio papà.
    Un bacio a tutte e grazie sempre per come sapete stare vicino alla genete.
    Grazie davvero.

  • 611
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro, sono contenta dell’opportunità che la vita ti offre e di come la stai vivendo. Mi piacerebbe conoscere le parole che vi dite, è come conoscere un pò di più di questo nostro passaggio sulla terra. Ci sono tante persone nel mondo e ognuno ha la sua storia, i suoi modi di rapportarsi con il mondo e con sè stesso.
    Ti ringrazio per aver incluso anche me nel ringraziamento finale, io sono entrata in questo forum per riordinare le idee mettendole per iscritto e contavo sulle risposte per avere un aiuto. Così è stato.
    Devo dire che ho trovato degli amici, delle persone vere che da una tastiera mi hanno trasmesso un bel “ci sono” anche quando mi sentivo isolata dal mondo. Certo vorrei avere persone in carne ed ossa per uscire a bere qualcosa e parlare o per un cinema…ma ho capito che queste cose posso farle anche da sola, quando mia figlia è con suo papà. Non ho bisogno di essere con qualcuno per prendere l’aperitivo e gustarmelo, pure al cinema vado da sola. Purtroppo la rete di relazioni sociali che avevo appena iniziato a costruire quando mia figlia aveva iniziato l’asilo, si è strappata di netto con il mio trasferimento e nella nuova scuola faccio fatica a inserirmi…è molto più grande e io lavoro tutto il giorno. Prima che nascesse mia figlia avevo solo casa e lavoro. Ogni tentativo di allargare il mio orizzonte per via di amicizie o interessi, ho dovuto stroncarlo sul nascere. Ci sono delle zone intorno a me che sono ancora coinvolte nel fallout radioattivo, se così posso dire. Fa terribilmente male tagliare di netto una parte di vita. La parte bella è che posso camminare senza fucile puntato alla schiena. Ogni passo è un passo mio, mio e di mia figlia.

  • 612
    neri21 -

    ciao ragazze
    ci sono anchio, settimana da incubo, domenica pomeriggio e lunedi sereni vi chiederete cosa e successo, oltre alla decisione che sapete gia , sono sparita x alcune ore senza avvisarlo dovevo riunire assolutamente le mie forze e i miei pensieri, a dirla tutta volevo sparire dopo aver camminato x ore e rinato in me il cuore di mamma, ho pensato ai figli sopratutto non volevo creare delle paure al secondo figlio che e tanto legato a me, diffatti la sua accoglienza era di una leggera preoccupazione, l’uomo del monte si era acccorto di questa mia sparizione ed ha preso paura, poi ci siamo messi ha parlare, io o espresso i miei pensieri e lui x quanto gli e difficile parlare si leggermente aperto. Non dico che le cose si sono risolte pero il suo atteggiamento e cambiato anche stasera e stato con noi e ha parlato, in fondo cercavo solo un inizio di apertura, come dice fuori del coro, non mi illudo sono sicura che dovro tirare fuori gli artigli ancora, ma almeno ora siamo um po piu tranquilli. Mi domando perche l’essere umano che dovrebbe avere un cervello non lo mette in funzione basta cosi poco, parlare, parlare parlare, esprimere i propri sentimenti e pensieri ed accettare la persona che a di fronte con i suoi pregi e difetti,rispettarla, considerarla.
    Fuori dal coro scusami non sono riuscita a mettere a fuoco la tua situazione pero mi sento di consigliarti non stufarti mai di parlare con lei, ditevi in maniera dolce anche le cose che potrebbero non piacervi ma esprimetevi tutto quello che avete dentro se vi sentite ancora legati non perdetevi, l’amore puo rinascere, cammina piano accanto a lei e parlatevi il silenzio distrugge tutto.
    Nel 2009 anchio ho perso il mio papa, uomo, padre favoloso stupendo fantastico con i suoi pregi e diffetti anche se aveva 82 anni x me non aveva età, quando era in vita specialmente nell’ultimo anno ( era molto malato) mi chiedevo come avrei fatto a sopportare la sua mancanza, credimi con la ragione accettavo la sua morte con il cuore no, sono passati due anni, mi manca da morire specialmente in questi momenti difficili, pero so che e in me, perche io sono una cosa sua, la sua creazione, ho il suo carattere e senza andare oltre sono lui in persona, a parte questo c’è lo nel cuore,nel pensiero e tutto quello che fa parte di me, Il dolore e forte pero e piu forte il mio amore x lui.
    Cara Aleba
    non chiuderti da sola al cinema, esci se puoi, fatti delle amicizie, le migliori sono i genitori delle amiche di tua figlia, non arrenderti vedrai che prima o poi troverai le tue amicizie, frequenta una palestra, fai dei corsi di ballo, cerca di frequentare posti dove si possa parlare, come vedete cè sempre questa parola alla base della vita. Ciao e Bacioniiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  • 613
    LUNA -

    Ciao ragazzi, un grande abbraccio.

    NERI: lo spazio per sè, insomma, serve, vedi? 🙂
    E’ vero, chi amiamo e non c’è più vive dentro di noi. E non solo in termini di amore sempre vivo e ricordi, ma anche proprio nelle cose che ci ha insegnato, in certe nostre caratteristiche fisiche, di carattere, in piccole abitudini apprese, in contaminazioni di gusti.
    Piangiamo per chi ci manca e mancherà sempre, ma anche sorridiamo ricordando e sentendo questa presenza dentro di noi. E questo è bellissimo.

    ALEBA: creandoti questo spazio in cui riflettere hai fatto una bella cosa anche per le mie riflessioni sulla mia esperienza, e per un dialogo a più voci per me utilissimo, grazie.
    Io sono una a cui piace molto fare anche le cose da sola, una bella passeggiata, andare al mare e leggere un libro, fare un giro in centro in silenzio e con i pensieri in libertà, entrare senza averlo programmato in una galleria d’arte e farmi un giretto, regalarmi una cioccolata con la panna… ho proprio bisogno anche di questo, di queste sane e spensierate solitudini, quindi non metto assolutamente in dubbio che tu possa trarre piacere dallo stare con te. Allo stesso modo però mi piace anche andare nel bar dove dietro il banco ci sono persone simpatiche con cui ho un certo feeling per cui mi sento “a casa” e condividere momenti con amici e persone piacevoli, quindi capisco anche l’esigenza di socialità e contatto e scambio che esprimi.
    Io ho avuto una fase più chiusa, da un lato era anche causata dal mio senso di malessere e da alcune contingenze, dall’altro sicuramente ne avevo anche bisogno per me stessa, anche se ad un certo punto ho pure esagerato. Quindi goditi i tuoi spazi con te, perché comunque secondo me sono preziosi ed è bellissimo “sentirli”, ma resta semplicemente in apertura, no? Per come sei tu certamente ti farai delle nuove amicizie.

    FUORI DAL CORO: ti abbraccio forte. Vuoi capire, ma soprattutto anche “sentire” a che punto sta la vostra storia, il sentimento che vi unisce… mi sembra sacrosanto, normale, sano. Mi sembra anche naturalissimo dopo questi anni trascorsi e tanto più in questo particolare e doloroso momento della tua vita. Credo di comprendere perché dici che l’angoscia è stata sostituita dal dolore.
    Mi sembra al contempo bellissimo che finalmente parliate, che vi ascoltiate reciprocamente. Un bacio affettuoso.
    PS:
    @Non riesco a capire come possano esistere certi uomini. Uomini che umiliano, che trattano a pesci in faccia le proprie donne senza ritegno.
    Io so le ragioni per cui può accadere (che non giustificano comunque che accada, mai), e accade anche che lo facciano le donne con gli uomini, ma torna sempre più a sembrarmi totalmente assurdo, totalmente inaccettabile com’era un tempo. Non che mi sia mai parso accettabile o corretto, ma fortemente destabilizzante sì, comunque una cosa con la quale volens o nolens mi trovavo a confrontarmi.
    Da tempo e sempre più torno a vederla semplicemente una cosa assurda e lontanissima dal mio mondo

  • 614
    maria -

    fuori dal coro-
    le tue risposte le avrai graduatamente, man mano che parlate, se vi amate ancora lo sentirete dentro ancora vivente questo AMORE.
    Certo, tu ora, hai paura di sbagiare, di compromettere dinuovo il rapporto che si sta venendo a creare.le PAURE vanno affrontate se te ne vuoi liberare per sempre, ci saranno anche dei riscontri che vi faranno soffrire, ma se c’e’ l’amore tra di voi, tutto sara’compreso da entrambi, trovando un punto di incontro.

    vedrai, Fuori- ritroverai la serenita’ delle cose, giorno dopo giono, man mano che avrai le tue risposte tanto attese!!!!

    a presto Maria

  • 615
    aleba -

    Ciao neri,ciao luna, ciao maria..
    Condivido cara neri, è uno dei pilastri della mia persona. PARLARE mettere le carte in tavola sempre. Esprimere le proprie sensazioni e farlo in modo da far capire a chi ci ascolta…o dovrebbe ascoltare.
    Sai ner corso degli anni che sono stata con il mio ex ho maturato la convinzione che i miei gatti e i miei cani avessero maggiori capacità di ascoltare e di dialogare con me. Lo capivo dall’attenzione, dallo sguardo ricolmo di amore e dal fatto che cercassero in tutti i modi di farsi capire a loro volta. Il mio ex, qui tutti lo sanno, ascoltava in modo selettivo ciò che dicevo…si riservava sempre il diritto di soprassedere alle mie parole e di restare indifferente, esattamente come se io non avessi parlato. Quando chiedevo fermamente un riscontro, lui mi diceva “giudico io se meriti una risposta” Punto, tutto finiva così.
    Invece io insegno a mia figlia che deve parlare, buttare fuori le cose tristi e condividere quelle belle. Tutto si rischiara quando si parla, quando si ascolta veramente.

  • 616
    neri21 -

    Cara Aleba
    Come ti capisco, essere una persona aperta nel dialogo e avere la sensazione di chi hai difronte non ti ascolti e poi arriva il momento della conferma di aver parlato al muro e una sensazione amara, che dentro di te ti corrode ogni volta che la senti. Fai bene a insegnare a tua figlia ad esprimersi, con mio figlio grande ho cercato di insegnargli queste cose ma non e andato in porto, sara l’età non so, ora tento con il piccolo, ho delle speranze perché il carattere e diverso. Sai sto pensando, il difetto più grande del mio carattere, di essere troppo altruista, di capire gli altri anche se non condivido, di mettermi in discussione x capire quale e la formula giusta per vivere bene, cerco di vedere al di la della mia visione o opinione e questo mi fa essere debole in certi momenti e decisa in altri, perché sono cosi, sempre pronta e disponibile ad aiutare, sicuramente questo e una cosa che dovrò lavorarci e vederci chiaro. Forse devo diventare completamente egoista, sfruttare le situazioni, prendere le cose che mi piacciono e buttare le altre? NO NO che brutto mi vengono i brividi.
    Bacioni a tutti voi. ciao

  • 617
    aleba -

    Sono così anche io, cara neri21. Ma sai cosa penso? che mi piace essere così. Più volte, durante i miei sfoghi con lo psicologo, ho detto “voglio essere egoista, opportunista…voglio prendere e voltare le spalle, voglio ignorare gli altri, passare sopra a tutti gli ostacoli come un rullo compressore.” Ma subito inorridisco, no! io non voglio essere così…voglio trovare il modo di essere me stessa pienamente e di andare per la mia strada. Il mio ex mi aveva fatta diventare cinica, mi aveva costretta a mettere una diga alle emozioni ed è stato difficile abbatterla, scatenare l’inondazione. Ora le acque si stanno calmando e nel mio cuore che prima era brullo e arido, stanno spuntando i germogli. Sono tutti miei, di mia figlia e dei miei gatti.

  • 618
    neri21 -

    Prima di tutto auguri a tutte le donne specialemnte quelle che non sono capite, vivono una vita non soddisfacente perche hanno un compagno egoista, st….. in poche parole padrone.
    AUGURI AUGURI AUGURI e pensate un po a voi stesse.
    Cara Aleba
    Oggi e la festa della donna e insieme alle mie amiche mi sono fatta un paio di frizzantini, ho riso e scherzato, in poche parole o colto l’attimo per divertirmi e passare un po di tempo per me, abbiamo bisogno anche di queste cose puerili ma sane. Anche se ritengo che la festa della donna sia diventata una ricorrenza commerciale, le mimose me le sono regalate e o brindato x l’occorenza mentre aspettavo il secondo figlio che faceva allenamento, in questo momento ti diro che mi sento bene.
    Da quello che mi scrivi mi sembra di conoscerti sempre, sara perché la nostra esperienza e similare, solo che tu sei un passo più avanti del mio, parlami di te.
    Bacioni a tutti voi Luna, Maria e fuori dal coro

  • 619
    aleba -

    Ciao neri, grazie per le tue parole. Sono una donna di 40 anni che ha investito tempo, sentimenti e denaro in una relazione durata 17 anni. Ho una responsabilità enorme soprattutto per il tempo che ho trascorso così, sbattendo la testa contro uno spesso muro di cemento armato che mi ha fatto male…tanto male. Lui mi dice che se oggi mi ritrovo con un pugno di mosche (parla del lato economico!!) in mano, dipende solo dalla mia profonda stupidità. Ha ragione, avrei dovuto fare i miei conti meglio…molte coppie di conviventi oggi stipulano accordi privati per precisare il lato economico della propria relazione. Io sono così, stupida se si vuol dire. Certo preferisco essere nei miei panni, piuttosto che in quelli del mio ex. Lui è convinto che AVERE sia il pilastro della vita. Certo i soldi fanno la differenza per tutto ciò che ha un prezzo, ma la dignità, il rispetto e l’amore non sono valutabili economicamente. Per ora chiudo, ma più tardi torno. Serve molto anche a me scrivere.

  • 620
    LUNA -

    ALEBA: in questo forum, dico in generale, in tante lettere, forse anche perché chi scrive vive il trauma dell’abbandono, il senso di fallimento, la profonda crisi di identità ed esistenziale che si prova alla fine della STORIA, quella IMPORTANTE, quella che si è creduto fosse per sempre, e in cui si sono investite le energie in quest’ottica ecc ecc, leggo tante testimonianze che dicono o sembrano dire: io sono nato/a quando è arrivata quella persona, quando è arrivato quell’amore.
    Senza quell’amore il mondo era grigio, la vita non aveva senso.
    Senza quella persona e quell’amore io non esistevo.
    Lo dico con molta enfasi, Aleba, però è per dire ciò che si scrive e si legge.
    Da parte mia posso dire che certamente è innegabile che l’amore, quello che senti con grande profondità, che tocca corde dentro di te che prima non avevi sentito suonare, che ti fa crescere attraverso l’esperienza di nuove emozioni e condivisioni è qualcosa di speciale nella vita.
    Ed è chiaro che tanto più la vita è stata dolorosa, o insoddisfacente, o difficile o triste prima (e accade, purtroppo, anche che sia così) tanto più il giungere di quell’amore, già del proprio sentimento verso, può avere il senso di un incanto che spezza il buio, di una giustizia che finalmente arriva a sanare ingiustizie e torti, di una botta di autostima che riempie, di un senso ecc ecc.
    A volte la fregatura degli amori difficili sta proprio qui.
    (non parlo di nessuno dei presenti, s’intenda, rifletto).
    Sento dire: a colui o colei piacciono gli stronzi.
    Le ragioni per cui si finisce con il tenersi uno stronzo o una stronza o cercare di venire a patti con una forma di relazione insopportabile sono molteplici e ognuno può indagare nelle sue. A volte può trattarsi davvero di masochismo, ma più spesso non è affatto così.
    E a volte accade anche che alcuni si facciano fregare anche da quel concetto di lui proprio lui o lei proprio lei che è arrivato a spezzare un buio o un’insoddisfazione esistenziale, personale, individuale. A riempire un vuoto lasciato da una figura genitoriale.
    A riscattare un senso di inadeguatezza cosmico. Può darsi che ci si lasci fregare dal fatto che si ha l’impressione che qualcuno, amandoci, sia riuscito a prestarci i SUOI occhiali per vederci finalmente più belli, più bravi, più capaci, più intelligenti, più adeguati, più meritevoli, finalmente, d’amore. Delegando agli occhiali dell’altro però tutto questo nel momento in cui costui cambia occhiali, gli si rompono gli occhiali, o è partito in un modo per darci un’idea e poi palesarne un’altra, beh, sono guai grossi. Ho letto tante storie in questo forum purtroppo di persone che dicevano qualcosa tipo: per i primi cinque minuti mi ha fatto stare così bene che poi mi sono fatto randellare 59 anni sperando che tornasse a dirmi che ero meritevole d’amore.
    Questa non è la mia storia.
    Non lo è perché a me non sono mai piaciuti gli stronzi, anzi li ho sempre evitati come la peste. Non mi sono mai piaciuti gli arroganti.

  • 621
    LUNA -

    Altre sono le ragioni che ho individuato e individuo per cui ad un certo punto quello che vivevo e l’amore in cui comunque credevo mi hanno disorientata.
    Però c’è una cosa che volevo dire:
    l’incontro con la persona di cui parlo è stato speciale e speciale è stata ogni bella emozione che abbiamo condiviso.
    il buono della storia che ho vissuto mi ha certamente arricchita e fatta anche crescere. Per buono non intendo il fatto di un paradiso dove tutto va bene. Per buono intendo anche ogni punto di incontro ritrovato dopo una sana discussione. Ogni cosa fatta verso, senza aspettare un tornaconto, ma che dia la sensazione di reciprocità.
    Ogni egoismo smussato nel nome sano di una relazione in cui due individui, appunto, crescono insieme.
    Ogni ostacolo superato. Anche ciò che si impara dai propri difetti e da quelli dell’altro. I giorni buoni e i giorni meno buoni.
    Insomma, non vorrei essere fraintesa: per me il buon investimento in una relazione non è credere che una relazione sia uno spot pubblicitario, dove ci si ruba i pensieri che sono sempre identici, dove non piove mai, dove non esistono difetti o anche divergenze di vedute. Persino le crisi possono essere un arricchimento.
    E il dirsi, nel cammino della vita: scusa, ma corri troppo, aspettami.
    Aspetta, forse sto correndo troppo, ti aspetto.
    Credo nella critica costruttiva, e anche nella complicità reale che si manifesta durante e dopo un litigio. Credo in tante cose. E tante di quelle cose sono certa di averle vissute.
    Però esistevo. Esistevo anche prima. Provavo gioia, non solo dolore. Avevo la fortuna di avere interessi e passioni che non sono state compensazioni, ma vera passione e gioia sin dalla tenera età.
    Raramente nella mia vita mi sono annoiata a stare con me stessa.
    Ho avuto anche prima della mia esperienza negativa dolori, frustrazioni, gioie, delusioni, incazzature, serenità, momenti in cui mi sono commossa, momenti di crisi da superare, momenti bellissimi da ricordare. Giorni in cui mi sono guardata allo specchio e non mi sono piaciuta, altri in cui mi sono fatta un grande sorriso. Ho avuto mete e piacere nell’avere progetti. Ho amato il mare e anche andare a fare una passeggiata in solitudine. Persone che sono contenta di avere incontrato, altre meno. Amici carissimi con cui ho condiviso esperienze importanti. Quello che voglio dire è che la mia vita era ricca e io ero ricca di tante cose dentro di me prima di incontrarlo. E’ stato meraviglioso condividere il mio mondo con il suo e conoscere il suo mondo e costruirne uno nostro. Già prima avevo le mie malinconie ma ero anche un cuor contento. Essere un cuor contento accanto a lui è stato bellissimo. Stare con lui per me era felicità, che si sommava, lungo il cammino, ad una mia capacità di essere felice. Lui, volens o nolens, però ad un certo punto mi ha fatto sentire povera, molto più delle mie impostazioni base. E se poteva rendermi più felice sembra abbia proprio scelto, volens o nolens, di darmi molta amarezza.

  • 622
    Neri21 -

    Care ragazze e ragazzi
    Vi chiamo cosi perche mi va senza offesa, ieri sera ho cercato di approfondire la vs conoscenza leggendo i vs post dalla prima pagina, sono stata colpita dalla profondita delle vs testi, come siamo profondi nel cercare di essere chiari con noi stessi.
    Ho sempre cercato di essere chiara con me stessa, di dire sempre il mio pensiero, ma leggendo le vs lettere dentro di me si stanno aprendo dei cassettini chiusi con la chiave, ora sto facendo pulizie e piano piano gli apro cercando di vedere cosa fare.
    Cara Aleba e Fuori dal coro la mia situazione e ben diversa cerchero di descriverla.
    Prima di conoscerlo ero una ragazza serena, gioiosa, piene di amicizie, esuberante e tutto di piu nel positivo,quando lo conosciuto lo snobbato e la vita vuole che non so perche lo frequento, e sempre stato taciturno, solitario, ma non gli ho dato importanza tanto ero sempre io che organizzavo, che parlavo, che facevo, in poche parole su 100 lui era 20 io 80.
    Abbiamo convissuto x 2 anni, tra quale lui lavorando in giro x le l’italia , partiva il lunedi e rientrava il venerdi, mentre io lavoraro nel mia cittadina, gli ho sempre organizzato e gestito tutto.
    Siccome ho sempre avuto la fobia che nessuno mi deve mettere i paletti nella mia liberta, perche io intendo la vita che un puzzle (vi spiego la mia teoria ) – la vita e fatta di tante cose , di amicizie, di fregature, di amore, lavoro, divertimento, di pianto, camminate, di nuoto, ridere, incazzature, di cose profonde, di cose frivole, in poche parole tutto cio che puo esistere x sentirsi vivi-,
    sapendo come sono mi ha lasciato massima libertà, nel mio cuore la sentivo questa pace della non costrizione e li mi ha fregato, e cosi andai avanti con le uscite con le amiche, a me piace molto andare a ballare le sue battute erano ” vai sai che a me non piace, tu vai e divertiti ” Lo scherzo della vita e che ci siamo conosciuti al mare e dopo un paio di anni decise che il mare non lo reggeva piu e come il solito dovevo arrangiarmi. Dopo un paio di anni desideravo dei figli glielo dissi, lui non rispose ne in positivo ne al negativo in poche parole la dato x scontato, ho espresso il desiderio di legalizzare la ns unione, ho dovuto combattere per cose puerili nell’organizzazione del matrimonio (come sempre ho dovuto fare tutto io )con lui che continuava a dire …no questo ,no quello costa troppo, ecc. premetto che mi sono sposata solo in comune una scelta condivisa. Rimasi incinta quasi subito, piano piano comincia la discesa, esprimo di farci la casa, lui chiaramente non si esprime, non parla dei suoi sentimenti o pensieri, unica cosa che mi dice ” x me va bene anche un appartamento” siccome avevo la fortuna di avere un terreno ho cercato di sfruttarlo costruendo la casa, cercando sempre nelle mie possibilita di agevolarlo nell’organizzazione nella costruzione, quante baruffe perche cio che facevo non andava bene, solo lui sapeva fare le cose giuste, lui era la mente io il braccio che lavorava

  • 623
    neri 21 -

    Arriva il momento del secondo figlio voluto da entrambi sempre espresso il pensiero e sempre dato x scontato, la casa in costruzione, le sue divergenze con i miei genitori che credetemi, ancora adesso non ho presente il motivo reale, (gli ha passato la mosca fastidiosa sotto il naso)senza andare nei dettagli ho sofferto le pene d’inferno, nei contrasti, nelle discussioni in cui solo io non sapevo fare niente, da tenere presente che la famiglia e la casa era tutta sulle mie spalle, in cambio da lui non avevo niente in cambio , (carezze, dialogo, un po di conforto, una persona accanto in cui appogiarsi) Nel 2003 ha avuto un crollo psicologo, naturalmente glielo dicevo di farsi aiutare avevo avuto dei segnali, ma la persona da curare ero sempre io, finche e arrivato ad accettare questo suo problema e ha fatto 10 incontri con un ciarlatano, qui ho sbagliato avrei dovuto impormi a indirizzarlo verso uno specialista serio, ma come lui un laureato si fa consigliare da una terza media nel suo ego non ci stava. Qualcosa cambiò ma neanche tanto i sentimenti si erano spenti, la fiducia x lui era nulla, dialogo zero se non solo x insultarmi che non sono capace di niente, per fortuna non e manesco, non lo avrei accettato se solo una volta mi avrebbe toccata non gli avrei dato la possibilà di una secondam volta. Tre anni fa ho cominciato a dire basta alle sue richieste ed esigenze tanto le sentivo sempre che non gli andava bene (premetto che sono la bellezza di 9 anni che fra noi non succede niente di intimo x sua scelta) Mi sto accorgendo che io sono il giorno e lui la notte, non abbiamo fatto niente insieme anzi lui non ha fatto niente in cui a me piaceva mentre da parte mia ho sempre cercato di accontentarlo, odiavo la montagna d’estate, escursioni, pace, silenzio, nessuno, lo sempre accontentato devo dire che anche mi e piaciuto qualche volta, pero lui mai x quanto riguarda i miei piaceri. Se io dico bianco x lui e nero, x l’educazione dei figli, lui rigido io accondiscente, lui freddo io dolce e tenera sempre x i figli, io lavoratrice lui pantofolaio, io mi piace la gente e amicizie lui solitario diffatti io ho tante amicizie lui non ha nessuno, io voglia di uscire anche a fare una camminata lui non esiste, e mi domando che ci sto a fare con lui se non mi da niente ?
    bella domanda in cui dovrò rispondere, cé qualcosa perche siamo ancora sotto lo stesso tetto e un filo sottilissimo pero cé, sappiate che una certezza ce lo desidero sentirmi donna avere amore sentimento carezze e sentirmi apprezzata come persona.
    Questa e una parte semplificata della mia vita che x lunghi 15 anni ha fatto da struzzo, queste parole glielo dicevo a lui, “di esprimersi e di non fare lo struzzo che si nasconde la testa sotto terra x non approfondire i sentimenti e problemi”, x quieto vivere lo fatto anchio e mi sto accorgendo di aver fatto tanti errori involontariamente ma la grande e donna ero io e avrei dovuto aprire gli occhi CIao a TUTTI

  • 624
    aleba -

    Ciao Luna, che bello leggerti. Ecco il tipo di persona che vorrei essere. Io non avevo niente prima di lui, o meglio…avevo tanti sogni sui quali stavo appena cominciando a lavorare. Sono cresciuta in una famiglia molto rigida e con un padre che non dava respiro. Inoltre un trasloco all’età di 12 anni che mi ha sradicata dalla vita che conoscevo portandomi a 8000 km di distanza da tutto, amici, interessi, abitudini….sogni, questo trasloco mi ha fatta trovare spiazzata, isolata in un mondo che ha faticato (anche allora) ad accettarmi. Mi sono abituata a fare da sola. Poi è arrivato lui, io ero pienamente felice di quello che stavo facendo della mia vita. Con enorme fatica avevo portato avanti il progetto più importante…l’università. Ma ho lasciato che lui entrasse e mandasse tutto all’aria. La prima persona in assoluto che abbia dimostrato di interessarsi a me, io l’ho accolto perchè quello che mi aveva proposto di sè stesso era la sua parte migliore. Sono una che non si tira indietro di fronte alle difficoltà, e con il tempo…mentre stare con lui era una continua fonte di problemi, ha preso forza anche la mia determinazione nel voler dimostrare a lui che c’ero, sempre e comunque e mi sarei sentita egoista e incapace di amarlo se mi fossi spostata. Ora ho capito. Ho svuotato me stessa di ogni idea, di ogni emozione che identificava la mia persona. Lui lo ha preteso e in alcuni momenti in modo esplicito. Come quando mi diceva che volevo riprendere gli studi solo per conoscere uomini. Ora spero davvero che i semini di ciò che ero e che riesco a scorgere nell’anima, non siano divenuti sterili. Certo ho un impegno prioritario, ed è nei confronti di mia figlia…ma credo che diventando la donna che vorrei essere, aiuterei anche lei a crescere. Ho molti freni e paura di fallire, ma mi tiro su le maniche e vado avanti. Certo starò ben attenta a non indossare gli occhiali di qualcuno per guardare la mia vita. Per questo ho anche bisogno di stare da sola, per prendere contatto con le radici mie, solo mie. Devo riempirmi ma non di persone, o di emozioni che derivano da persone, bensì dalla mia fatica. E’ come se per raggiungere ciò che rimane di me fossi scesa in un crepaccio e ora stessi risalendo. Voglio avere vicino la mia famiglia, il sangue del mio sangue, voglio attingere energie positve dalle persone che incontro e respingere di netto quelle negative. Ho bisogno di avere lo zaino in spalla e cercare. Se non ci fosse mia figlia farei molte più cose, mi immergerei nella vita per cercarmi….ma io sono anche qui, negli occhi di mia figlia e nelle sue risate e nelle sue lacrime. Luna mantieni viva la speranza in me, attraverso questo spazio. GRAZIE

  • 625
    LUNA -

    aleba: no, grazie a te, di cuore. E grazie a neri, fuori dal coro e maria. Questo è ‘un’angolo’ importante. Mi spiace che non possiamo concretamente bere un the insieme :p – aleba, capisco BENISSIMO la metafora dello zaino in spalla e comprendo la cura nel camminare adagio, prendendosi il tempo per ascoltarsi, e osservare anche un fiorellino, una pietruzza, uno scorcio e anche sentire il contatto dei piedi col terreno, e il proprio passo. E non è solo metafora. – fatica, è verissimo aleba. Ma anche gioia della (ri)scoperta. Dici ‘dalla mia fatica’ e lo comprendo. Al contempo son stati 17 anni di tanta pala e piccone e poco piacere. Dunque io spero per te anche tanto piacere e serenità insieme alla costruttiva fatica. Per il resto: eri ‘tanto’ anche prima, stavi mettendo le basi, comprendo. I miei sradicamenti nell’infanzia son stati inezie in confronto al tuo, anche se da piccoli anche cambiare scuola, poiché perdi i contatti e cambi ‘mondo’ e ricominci daccapo non fa differenza se i km son 20 o 100. Nella percezione. Poi è chiaro che il cambio anche geografico etc son ben più pesanti! – io ho saltato come un canguro da piccola nell’arco di pochi anni. Nella stessa città. Non c’è paragone. Però sentivo i salti. Una mia fortuna è stata che quando poi ci siamo fermati son anche arrivata in una nuova sistemazione piena di coetanei, appena arrivati, come me. Quando arrivata al momento di avere la mia casa invece di cominciare una vita serena con un senso di stabilità è iniziato il vero precario, instabile casino è stato shokkante anche perché, nonostante io non viva di schemi, il proporsi di un’instabilità emotiva, sentimentale e anche logistica per me è stato orrendo.

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