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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 526
    LUNA -

    FUORI DAL CORO: per come la leggo io, da quel che scrivi, non è che tu hai sottovalutato il problema prima, perché hai semplicemente ascoltato te stesso, ma è ora che lo sopravaluti e centri la tua attenzione solo ed esclusivamente lì.
    Dici che dai 19 anni sei stato in coppia, ma che ad un certo punto…
    ma perché, a parte il fatto che hai incontrato lei, non può essere anche che TU fossi pronto a vivere una relazione più progettuale, e perché non può essere che TU in quel momento non fossi pronto ad avere un figlio mentre ORA lo saresti. TU. E’ chiaro che ci interfacciamo anche con una persona piuttosto che un’altra, è chiaro che i sentimenti hanno un peso. Però quando dici “lei mi trasmetteva un equilibrio, anche inconsciamente” cosa vuol dire? Tutto e niente.
    E se fossi stato TU a sentirti più in equilibrio ad un certo punto della tua vita attraverso un certo tipo di vita? allora tu pensi però che tolta lei casca il castello del tuo equilibrio, anche per quello che TU proiettavi in una certa situazione e progetto. Ma la TUA parte dove la metti? Cioè, la tua parte è così maledettamente dipendente da lei che se lei non c’è casca tutto, al contempo però la relazione era talmente basata solo su quello che tu dovevi capire, fare, essere che se è finita dipende solo da te? E’ qui che ti incastri.
    Nel momento stesso in cui dici che avevi paura di avere un figlio per non rompere degli equilibri non ti rendi conto che forse, tu per primo, non li percepivi così saldi quegli equilibri che descrivi da favola. Te l’ho già detto e ripetuto che non discuto che per te questa sia stata una scossa tremenda emotiva e dell’esistenza. Però ti muovi moltissimo nella direzione della colpa e dell’ideale, di ciò che a VOI NON DOVEVA SUCCEDERE. e non ti rendi neanche conto che neppure questo è “speciale”, perché anche se ognuno vive a modo suo il trauma della fine di una relazione importante e che aveva caricato di una serie di simboli e aspettative, come tutti gli altri, purtroppo, che si ritrovano a provare questo genere di scossa, devi cercare il TUO modo di rielaborarla. E’ faticosissimo, ma è l’unica strada. Io sono d’accordo con Alessandro. Per quanto riguarda la casa, un mio amico era d’accordo con la moglie per fare un mutuo per una casa. Dopo aver fatto questo grande progetto si è evidenziato quanto lei fosse in crisi. perché? perché lo era già, e quello era uno dei passi che (con assoluta incoscienza) alcune persone fanno per inerzia o per vedere se un progetto nuovo può stimolare una relazione che sentono in crisi o quando SI sentono in crisi. Di per sè il progetto non vuol dire che le cose stiano andando bene. Si può anche “progettare” un figlio allo stesso modo della casa.
    E se c’è stato egoismo perché non potete essere stati egoisti in due?
    Lei è meno egoista di te perché, volendo un figlio, ha pensato che forse poteva averlo da una terza persona? Cioè, il semplice fatto che sia una donna e che le donne possono avere desiderio di procreare la rende

  • 527
    LUNA -

    automaticamente immune dalla responsabilità di come ha gestito, da parte sua, la sua relazione con te?
    Io sono una donna e no, non mi riconosco in quello che dici.
    Fare un figlio con uno o con un altro sarebbe uguale?
    E prima e dopo? E conta qualcosa con chi lo cresci quel figlio?
    Oppure la terza persona ti presta il seme e poi tanti saluti, e quindi non ha importanza?
    Oppure la questione è che ti sei innamorata di una terza persona o hai un interesse per una terza persona e quindi nel quadro di una separazione, a parte attribuire all’altro la responsabilità di non aver detto di sì al figlio, puoi anche dire: mi piace di più stare con lui anche per come fa questo e ques’altro, per come la vede su questo punto o un altro, perché considero che siamo più compatibili, perché al cuor non si comanda, perché io ho ragionato così rispetto a…
    Magari allora non lasci uno a tirare testate contro il muro e a disintegrarsi di sensi di colpa perché se solo avesse detto di sì per il figlio TUTTO sarebbe stato diverso.
    Ma tu, Fuori dal Coro, che credi che di per sè la questione per una coppia (seppure certo ha una sua rilevanza) sia solo mettersi lì e dire: proviamo ad avere un figlio, e da quel momento in poi fila tutto liscio certamente come l’olio, hai mai parlato con persone che hanno avuto dei figli? che hanno avuto difficoltà ad averli, che poi li hanno avuti e si sono resi conto che comunque c’è anche il periodo della gravidanza che è particolare e non è solo uno spot pubblicitario con il papà che mette l’orecchio sulla pancia o esce a cercare un melone alle 4 del mattino per le voglie della moglie? che poi avere dei figli cambia sì degli equilibri, certo, su questo avevi ragione. Come mai pensavi, visto che parli di inconscio, che forse non avreste retto?
    Sono d’accordo con te che la separazione è una questione seria.
    Tua moglie è mai venuta da te e guardandoti negli occhi, prima, ti ha detto:
    tu insomma sei deciso a proposito del figlio? Guarda che per me la questione è così importante che sto pensando di SEPARARMI.
    Ti ha mai detto queste parole? No sguardi, no cruciverba, no “unisci i puntini e trova la parola SEPARAZIONE”. Tua moglie ti ha mai detto:
    “Questa questione mi fa stare male e il tuo atteggiamento mi sembra assolutamente non empatico, tanto che sento che i miei sentimenti potrebbero cambiare/stanno cambiando”?
    Ti ha mai detto: “Tu non vuoi un figlio perché mi vedi inadeguata come madre? Voglio saperlo, per me è molto importante”.
    Se il figlio era una questione importante la separazione invece non lo era? La questione della casa, che non so come sia andata a finire, la questione che comunque una separazione cambia la vita non solo di chi la vuole? – E come mai, scusa, dopo due anni non siete ancora separati legalmente? Come mai questa parte non è stata formalizzata? Se vuoi dirmelo.

  • 528
    Fuori dal Coro -

    Si Aleba. Io sto vivendo il lutto della morte della mia vita. E’ tremendo affermare queste cose ma è così che mi sento. Io vivo, mi alzo ogni giorno, ma vivo una vita che non sento mia. Si Aleba io sto pagando non solo per non averla resa felice per una richiesta nobile che è quella di un figlio ma anche per me stesso, per non avre creato una famiglia. Per non poter tenere la mano di mio figlio e colloquiare con lui come se fossero coetanei. Per potermi sentire al suo pari e parlare di cose vere, pulite, innocenti. Cose che solo un bambino conosce perchè ancora non vede lo schifo che c’è intorno. Si Aleba, sto pagando per averla fatta andar via per avrle fatto preferire un altro uomo quando io se solo fossi stato più attento e più deciso avrei potuto darle tutto quello che le mancava riuscendo ad essere anch’io felice. Io ho sempre accettato di non essere perfetto. Perchè perfetto non lo sono. Ma non posso accettare il fatto di aver fatto una cazzata simile. Di aver gettato alle ortiche la favola più bella.
    Luna quando dico che lei anche incosciamente mi trasmetteva equilibrio dico tutto. Dico che bastava la sua presenza per farmi sentire più forte, più sicuro. E’ come se fosse un piatto di pasta che se lo mangi tutti i giorni ti permette di arrivare da 70 a 80 kg per poter così passare da un peso medio a un peso massimo. La persona che ami e che ti ama ti da sicurezza anche se non te ne accorgi. Ma non perchè ti dirige. Ma solo perchè è lì che ti vuol bene e ti apprezza e ti fa sentire vivo in un mondo che non senti tuo.
    Luna io avevo paura di avere un figlio per non rompere gli equilibri non perchè gli equilibri fossero instabili di per sè. E’ come quando hai una squadra vincente, imbattibile che è tale con un determinato modulo. Se inserisci un attaccante e togli un centrocampista magari diventa più potente in attacco ma diventa vulnerabile nella copertura. Non è più in equilibrio pur essendo una squadra fortissima.
    Poi Luna, io non dico che lei non sia stata egoista. Perchè tutto è egoismo. Anche volere un figlio a tutti i costi. Ma questo non significa nulla. Io purtroppo quando si sbaglia non sono abituato ad incolpare gli altri. Sono come quell’allenatore che si prende tutte le colpe perchè è lui che mette in campo la squadra. Poi magari il suo giocatore sbaglia un gol a porta vuota. Quello è un episodio. Puoi pure perderla la partita ma devi giocarla bene e mettere i giocatori che hai ha disposizione ognuno al posto giusto. Poi l’imponderabile fa parte della vita. Devi poter essere convinto di aver fatto il tuo dovere. Poi se il fato ti si mette contro non puoi far nulla. Ma non è questo il mio caso. Aspetto la seconda parte della tua lettera.
    Ciao Luna, Ciao Aleba

  • 529
    maria -

    fuo ri dalcoro ti sono vicina, prego x te, affinche’ trovi la strada X uscire da queste gabbie mentali che non ti lasciano piu vivere buona notte

  • 530
    luna -

    …però appunto la coppia dovrebbe essere una squadra. E quindi non è il mister che si piglia tutte le responsabilità… Notte. – ciao maria

  • 531
    aleba -

    Ciao amici e amiche. Fuori dal Coro @”Si Aleba, sto pagando per averla fatta andar via per avrle fatto preferire un altro uomo quando io se solo fossi stato più attento e più deciso avrei potuto darle tutto quello che le mancava riuscendo ad essere anch’io felice. Io ho sempre accettato di non essere perfetto. Perchè perfetto non lo sono. Ma non posso accettare il fatto di aver fatto una c…ata simile. Di aver gettato alle ortiche la favola più bella.” Siamo limitati Fuori dal Coro, ma questo non è un dramma..è l’essere umano. Pensare al passato con i “se” non porta che alla depressione. Ok, ci vuole qualche volta. Quando la tua vita subisce una brusca deviazione e ti ritrovi a camminare su una strada che non conosci, è naturale guardare indietro e cercare di capire cosa è successo quando abbiamo imboccato un bivio, soprattutto quando quel bivio non era presegnalato oppure quando si è trattato di un vero e proprio deragliamento. Ma restare fermo a guardare indietro mentre tutto intorno scorre, il tempo per primo, è pericoloso. I SE che ti fanno dire “sono maledettamente colpevole” oggi, al tempo erano inimmaginabili. Tu hai agito esattamente come dovevi agire, al tempo. Giudicare il nostro passato e farlo senza possibilità di appello è inutile. Con il senno di poi siamo tutti bravi a dire “avrei fatto diversamente”. Per questo dico che le persone cambiano, cambiano con ogni esperienza, ogni scelta, ogni sentimento buono o cattivo che hanno vissuto. Oggi tu sei un uomo con un bagaglio molto valido, non appesantirlo con la disperata necessità di “cambiare il tuo passato”. Viaggia leggero Fuori dal Coro, tu trattieni i sensi di colpa come se fossero loro a tenerti in vita. Chiudi gli occhi e pensa…il tuo cuore batte, è un battito gravato dai tuoi pensieri negativi e bui, ma batte e sono certa che non ti abbandonerà, ma è compito tuo, della tua anima, della tua mente alleggerire il suo lavoro, dargli fiato, dargli amore. Lo so che sembrano solo chiacchere, anche a me suonavano male. Mi ci sono voluti 12 mesi per capire che dovevo VOLONTARIAMENTE respingere i pensieri negativi e pazientare con me stessa per le ricadute. Lei ti dava equilibrio…hai fatto male a cercare il tuo equilibrio fuori, è dentro di te che tutto si modula e si sistema, con una persona esterna si può solo condividere, mai dipendere. La tua dipendenza è dalla vita che avevi, ma la tua…come la mia…è esplosa. Non tornerà mai più come prima e questo è un dato di fatto! Pensa alla natura, muore sempre qualcosa perchè possa nascere qualcosa di nuovo. Io sono CERTA che c’è un figlio che ti aspetta da qualche parte, ma sei tu che devi andargli incontro e non puoi farlo se ti illudi di poter camminare a ritroso. Naviga a vista, Furoi dal Coro, ma lascialo quel porto, perchè non è più sicuro, ti stai perdendo in un labirinto di specchi. Esci in mare aperto, rischia di sentirti meglio.

    Baci

  • 532
    Alessandro -

    @Fuori dal coro, Quando ti sei accorto che l’altro e’ entrato nella sua vita?
    Quando una persona decide di lasciare esaspera tutti i difetti e le mancanze dell’altro, fa’ questo per giustificarsi e sentirsi legittimata a lasciare. Nel tuo caso credo che il figlio sia diventato un alibi, : che vita mi attende? non posso avere un figlio…Ma, noi sappiamo che non e’ cosi’, sono tanti piccoli tasselli da comporre…se tu le avessi detto: ok, da questa sera mettiamoci d’impegno e procreiamo, lei sarebbe rimasta con te?
    Tu non hai colpe, gli amori finiscono, si affievoliscono quando la fase dell’innamoramento cessa, e giunge il momento di alimentare il fuoco da entrambe le parti affinche’ duri l’amore eterno ma, non e’ un figlio che riparera’ il vuoto creato, rimarrebbe comunque un infelice, un figlio deve crescere in un ambiente dove si respira amore. Tantissime unioni spente da anni restano in piedi solo per amore dei figli e allora si cerca all’esterno l’altro/a che possa riempire la carenza, quante volte abbiamo sentito la frase : ah, se non fosse per i figli! Ringrazia la buona sorte invece di abbatterti, sei libero, passera’ credimi, niente accade per caso.

  • 533
    aleba -

    Ciao Alessandro, mi piace quello che scrivi. E’ sintetico e concreto. Durante la gravidanza un’ostetrica mi disse: attenta, i figli possono unire una coppia ma possono anche dividerla per sempre. Non il figlio in sè, ma la situazione che si crea che OBBLIGA i genitori a trovare una linea comune per allevare la prole. Io volli non soffermarmi su quella frase. Avevo una tale convinzione che “il mio amore avrebbe sistemato tutto” che ignorai tutti i segnali della crisi imminente.
    Certo i figli crescono comunque, diventano grandi perchè passa il tempo anche per loro.
    Fuori dal Coro non riesce a riconoscere che sua moglie non lo amava più. L’amore non può finire, dice. L’amore finisce nel momento in cui i due partners smettono di guardare nella stessa direzione. Quello che è triste, per me, è proprio questo: non ti amo più e quindi da questo momento mi fai schifo, anzi, per legittimare il mio non amarti più ti dirò che mi hai sempre fatto schifo. Detta così sembra troppo forte, ma è quello che succede. Io non ho smesso di amare il mio ex, io ho capito che il suo non era amore o meglio il “nostro amore” era una malattia e questa malattia stava uccidendo me, e stava contagiando mia figlia. Io ero malata di bisogno di riscontri in lui. Lui aveva bisogno di una donna che ammettesse tutto in lui. Oggi mi verrebbe da chiedergli come abbia potuto pensare di potersi permettere certi atteggiamenti oltraggiosi, il disprezzo gratuito che mi ha sempre sputato addosso, i comportamenti violenti. Ma la risposta la conosco già: sono io che l’ho autorizzato, restando e continuando nella mia “missione” di amarlo nonostante tutto. Logico che sia rimasto sconvolto, ai limiti della follia quando io gli ho detto che lo lasciavo. Avrebbe voluto scaraventarmi fuori dalla finestra del primo piano e l’avrebbe fatto… persino il suo avvocato mi ha detto di tenere sempre il cell. vicino e come primo numero da chiamare mettere il 112. Lui avrebbe potuto autofermarsi, se ne fosse stato capace. Ma non lo è. Ho stravolto tutto, ho smesso di dire “TI AMO” e ho cominciato a pensare che dovevo amare me stessa, dovevo proteggere me stessa per poter amare mia figlia e per poterla proteggere da tutta quella violenza verbale, psicologica e fisica che stava vivendo. Ora nutro un odio profondo nei confronti del mio ex, lui ha letteralmente impedito alla nostra famiglia di crescere. Ma una parte di me sa che ero io che dovevo mettere dei limiti, chiari e insormontabili. Il brutto della sormontabilità dei limiti, delle deroghe alle leggi è che ci si fa l’abitudine e finisci con il poter fare finta che una cosa grave, realmente fonte di sofferenza, non sia mai accaduta pur di salvare “una illusione”(o favola). Quando si raggiunge il disincanto, allora si può accettare che, come dice il Buddha…non cè distanza al mondo più grande di quella che ci separa da ieri…e anche l’odio si affievolisce, perchè subentra il desiderio di andare oltre.

  • 534
    LUNA -

    ALESSANDRO: un ringraziamento per il tuo contributo. Vero quello che dici sull’esasperazione dei difetti (e non è neppure sempre un meccanismo volontario) e anch’io credo che le cose non avvengono per caso, non queste. E non vuol dire ‘avvengono perché sei colpevole’ o perché zeus manda un dardo infuocato. E’ un concetto diverso e mi dispiace che fuori dal coro sia prigioniero di una prospettiva diversa e tanto lesiva per lui. ALEBA: ciao cara, bellissimo post, molto utile, grazie

  • 535
    Fuori dal Coro -

    Aleba, Maria, Luna, Alessandro
    Ciao a tutti. Credo sia il quarto mese che scrivo qui. I vostri nomi mi sono tutti familiari, quasi foste miei amici da sempre. Anche Alessandro ultimo arrivato e Marquito che manca da un po’.
    Entrai qui perchè mi colpì la lettera di Aleba, il suo sfogo di fronte ad una situazione incredibile. Ho pensato di confrontarmi con lei e successivamente con gli altri nel pieno della mia crisi post separazione. Ho iniziato a chiedere per avere risposte. Soprattutto alle donne, ad Aleba, Maria e Luna per cercare di capire quali possano essere i meccanismi che fanno scattare certe cose in mia moglie. E’ chiaro che se mi fossi separato dopo che per anni fossero state evidenti incompatibilità di carattere, grossi litigi, mancanza d’amore, forti incomprensioni allora non sarei stato qui a chiedere perchè mi è successo tutto questo. Sarebbe apparso tutto limpido e chiaro. Avrei sofferto magari più di adesso ma non sarei stato ad arrovellarmi il cervello. Invece eccomi qui. lucido, ma giù, giù psicologicamente perchè è successo tutto inaspettatamente.
    Luna mi chiede se mia moglie sia mai venuta da me dicendomi che per lei il figlio era diventato così importante al punto di pensare di separarsi. No Luna non l’ha mai fatto. Una volta si è posta il problema che io non la trovassi adeguata come madre. Ma io assolutamemente le ho assicurato che ciò non era vero. Mai pensata una simile cosa. Luna mi chiede anche della separazione legale. Me l’ha chiesta. A breve purtroppo si formalizzerà. Un’altra mazzata incredibile quella richiesta Luna. Io vago come un automa, demntro caso, fuori, sul lavoro. Mi sembro un uomo che ha perso la cognizione dello spazio e del tempo. Io purtroppo, e credo lo abbiate capito, sono una persona logica, estremamente logica e razionale. E penso che le cose non succedano così per caso. Ci debbano essere delle motivazioni. Mia moglie ha lasciato me, io non ho lasciato lei. E non perchè ormai mi ero sposato e tiravo avanti così. No cari amici. Io non ho lasciato mia moglie perchè l’amavo, perchè stavo bene con lei, ero felice con lei. Dopo tanti anni vissuti in completa armonia, senza una lite vera e propria non ti poni troppi problemi. Ti sembra di vivere in simbiosi. Si parla con sincerità, con calma. Tratti la tua compagna come moglie, amante e amica. Io sto spulciando ogni anno della mia storia, sto cercando di ricordare tutti i momenti, facendo degli sforzi incredibili con la memoria. Spesso sono aiutato da fotografie, filmati, lettere, sms, mail. Ma onestamente non trovo nulla che lasciasse prevedere un nostro distacco. Si è vero leggendo alcuni sms ho riflettuto su alcune frasi “Ma tu mi vuoi bene ?” oppure “Anche stasera la partita è stata più importante di me” e ancora “Io ti voglio bene ma tu non lo capisci”. Lette adesso sembrano frasi di una donna insicura che pensa di non essere amata dal proprio marito. Ma proprio per questo sono entrato in questo sito per confrontarmi soprattutto con voi donne…

  • 536
    Fuori dal Coro -

    ….può una donna ritenesi insicura del proprio uomo quando quest’uomo non sarà prolisso in frasi d’amore ma non dimentica un compleanno, un anniversario, un onomastico. Quando quest’uomo quando la va a prendere in ufficio la guarda (e glielo fa capire) carico di desiderio. Quando quest’uomo ride e scherza con lei. Quando quest’uomo la rende partecipe di ogni suo dubbio, quando non fa una mossa se prima non gliene parla. Quando quest’uomo la abbraccia mentre si veste la mattina. Quando quest’uomo le dice che lui sta bene solo con lei e che ha paura che lei muoia non solo per il dispiacere di perderla ma anche perchè senza di lei non potrebbe stare. Quando quest’uomo le dice che se malauguratamente la storia dovesse finire lui rimarrebbe solo perchè non ritroverebbe mai una donna come lei. Quando quest’uomo le dice frasi dopo tanti anni che mangiare un pizza insieme è ancora oggi un’emozione. Quando quest’uomo la cerca ancora con passione. Quando quest’uomo le dice che le mancano i suoi baci quelli che si davano tra innamorati. Quando quest’uomo non fa altro che riprendere il suo viso nei suoi scatti fotografici o la rende protagonista principale giocando con la sua bellezza nei tanti filmati di vacanza. Da cosa una donna può evincere l’amore di un uomo ? Quest’uomo così razionale l’ha sempre esaltata per le sue doti culinarie, anteponendola addirittura alla propria madre. Come si dimostra amore verso la propria donna. Solo corteggiandola ogni giorno ? Solo facendola sentire importante ogni minuto ? Non so. Se è così forse avrò commesso anche qui degli errori. Allora basta così poco perchè una donna si disamori di un uomo oggi ? E Aleba allora cosa dovrebbe dire ? Io non ho mai fatto cose simili. Per Natale, per il suo Compleanno, per il nostro Anniversario c’era sempre un biglietto con su scritto “Ti Amo”. Ero sempre presente nei tanti momenti difficili.
    E per questo vengo qui per confrontarmi, per capire dove altro ho sbagliato. Forse voleva un uomo che la capisse ad ogni battito di palpebre. Ma esistono uomini così ? E poi scusate ma lei mi ha conosciuto come ero fatto. La mia “distrazione” le era nota. Ma se ti stanchi, se ti danno estremamente fastidio tante cose perchè non le dici ? Anche a me dava fastidio il suo disordine, il suo comperare e sprecare i generi alimentari. Glielo dicevo ma….niente di importante. Oppure lei avrà “captato” qualche mia frase detta tra le righe, pronunciata senza neanche pensarla davvero e ci abbia costruito i suoi castelli in aria ? Io non lo so. Io non faccio altro che confrontarmi con altri uomini, con altre coppie, per capire il loro comportamento. Se sono io l’uomo mostro o semplicemente l’uomo che non capisce una donna. Ecco Luna, Aleba, Maria. Ma anche tu Alessandro. Vorrei un aiuto da parte vostra. Vorrei come ha fatto in parte Luna che mi domandiate se ho fatto cose che a vostro modo di vedere possano infastidire una donna al punto tale da stancarsi di te. Ve ne sarei grato.
    Grazie e un saluto

  • 537
    aleba -

    Ecco Fuori dal Coro, Aleba cosa dovrebbe dire? Posso dirti che se io avessi avuto un uomo che “anteponeva” la partita a me ma che per il resto era come ti sei descritto nel tuo rapporto…invece di prendermela per la partita avrei organizzato un “magico” intervallo per averlo tutto per me…anche pochi minuti. Io desideravo un uomo da amare che mi riamasse. Ci sono poche cose che a me danno fastidio, ci sono troppe cose che ho accettato per dimostrare il mio amore. Io non so cosa sia la disponibilità di un compagno nelle difficoltà. Pensa che una sera mia sorella ha fatto un incidente vicino a casa mia. Erano le 22 e io stavo allattando mia figlia piccola. Lei mi ha telefonato per vedere se potevo andare ..era a pochi minuti di macchina. Allora ho chiesto a lui se poteva raggiungerla. Lui mi ha detto che mi arrangiassi, si è messo il pigiama e si è infilato sotto le coperte spegnendo la luce. Tu avresti fatto così? Nelle situazioni che riguardavano me, che fossero state brutte o belle, lui mi ha sempre piantata in asso. Un uomo dovrebbe valorizzare la donna che ama, non serve un corteggiamento serrato…nessuno è sempre al top..inoltre ognuno ha bisogno dei propri spazi dove essere solo con sè stesso, con le proprie attitudini e passioni per rifocillarsi. Secondo me, quando lei ti domandava “tu mi vuoi bene?” in realtà si stava chiedendo se ti voleva bene. Andiamo Fuori dal Coro, la crisi anche se fosse partita per la questione figlio, era più una crisi esistenziale che di coppia. Tutti hanno difetti, tutti gli uomini guardano il calcio o la formula 1, tutte le donne sprecano cibo che lasciano scadere in frigo. Non siamo computer e purtroppo le giornate hanno solo 24 ore e tante cose vengono rimandate a “quando avrò 5 minuti” ma non per questo si solleva il dubbio sul bene che ci vuole nostro marito o nostra moglie. Io sono allibita quando leggo di te. O sono tutte frottole, oppure hai sposato una donna che non sapeva niente di sè stessa. Che aspirava ad avere la fede al dito e si è lasciata guidare dal marito, che certo amava, e che dimostrava una grande conoscenza della vita e di sè stesso. Tutto è andato bene fino a quando ha voluto la sua parte di vita, anzi ha pensato “e se poi mi pento?” questa domanda doveva porsela prima, prima di sposarti accettando a priori di non procreare. Non è amore, è vivere attraverso gli ideali di un altra persona, tutto crolla quando riscopri i tuoi ideali, e arrivi a ripudiare ciò in cui hai creduto fino a prima. Tu l’ami, ma di un amore nostalgico ormai, un amore che non può concretizzarsi ora. Cosa ne pensi?
    Fuori dal Coro: Un uomo che si mostra emozionato per una pizza insieme, dopo 7 anni di matrimonio è un sogno per me…già dai primi tempi se uscivamo fuori a cena dovevo fare in fretta a finire perchè voleva tornare a casa…e guai che parlassi della mia giornata durante la cena, di lui dovevo ascoltare per ore ogni minimo dettaglio, di me pochi secondi e partivano le sbuffate.

  • 538
    maria -

    aleba-
    sei migliorata tantissimo, hai preso conoscenza dei tuo rapporto sbagliato, senza amore. questo tuo ex, e’ nato propio cosi’ non esistono regole, discipline, terapie,miracoli, per cambiarlo, non esiste che tu abbia sprecato TE STESSA, per farle capire il tuo NOBILE AMORE tu sei copletamente l’opposto di lui. tu non ci azzecchi niemte con quasta persona.
    dopo questa storia sarai sempre piu’ forte, e piano piano ti aprirai
    e troverai una persona che ti sapra’ capire e che apprezzera’ la dolce Aleba, l’Aleba che AMA e che travolge l’anima.
    tu hai tanto amore dentro e quello che hai dato al tuo ex, non e’ stato sprigionato nella maniera giusta, quando lo emanavi non veniva accolto MAI a priori, e tu ti sentivi rimbalzare SEMPRE contro un muro,stando un male boia, reprimendo sempre piu te stessa,e portandoti ad ammalarti dentro.
    ora staccati da tutto cio’, rivangare il passato ti porta solo a SPRECARE ALTRO TEMPO PREZIOSO PER TE.
    la prossima volta voglio sentire nelle tue parole ancor piu’ leggerezza, lascia tutto,( poco per volta ,con i tuoi tempi )al passato. comincia a fare pulizia dentro di te, lascia spazio a nuove cose.
    questo e’ un consiglio che ti do’ con tutto il cuore. devi pensare solo a te stessa ed al’equilibrio di tua figlia.
    buon tutto Maria

  • 539
    Alessandro -

    Ciao a tutti e grazie per il vostro benvenuto.
    Aleba, lui era li’ dava per scontato che tu avevi assolto il compito di compagna premurosa e succube delle sue volonta’ senza ribellarti, lo amavi e per questo si sentiva in diritto di usarti. Lui non ti amava. L’amore non si dimostra con i fiori e i bigliettini come leggo da Fuori dal coro, questi possono essere solamente un contorno ai gesti e alle parole quotidiane. Capirai con il tempo che hai perso solo un pezzetto di vita vissuta, alla fine sarai piu’ forte e pronta a rinascere. Sono solo parole lo so’ ma se ti sforzassi di guardare la tua storia con altri occhi ti renderesti conto che avresti sofferto una vita appresso ad un uomo che non ti meritava, tua figlia crescendo avrebbe vissuto la tua sofferenza e sarebbe stata un’altra infelice, poi, avanti con gli anni saresti tormentata dai rimpianti di una vita sprecata in nome dell’amore. Tu non hai colpe, non hai tradito, lui si’!

  • 540
    aleba -

    Ciao Maria!, le tue parole trovano un riscontro perfetto con la mia vita. “ti sentivi rimbalzare SEMPRE contro un muro,stando un male boia, reprimendo sempre piu te stessa,e portandoti ad ammalarti dentro.” Un muro, esatto!
    Pensa che io ho praticamente salvato la vita ad una persona a lui cara, non voglio vantarmi e non cerco gloria. Ho solo seguito il mio istinto e siccome era in gioco la vita di una persona alla quale voleva bene e anche io sentivo vicina, ho scavalcato ogni suo tentativo di fermarmi. Ho fatto la cosa giusta, ciò che sentivo di fare con un enorme sforzo per ignorare il suo muro e i suoi tentativi di mettermi a tacere. Neppure un grazie da parte sua, anzi quando ha dovuto dirmi che finalmente quella persona era stata dimessa dalla terapia intensiva, lo ha fatto con disgusto nei miei confronti. Sei mesi dopo quella persona è deceduta per un altra inevitabile (o forse era evitabile) complicazione e lui mi ha detto che non mi voleva al funerale, che era un suo parente…non mio. Sono stata sul punto di non andarci, poi ho pensato a quanto bene mi avesse voluto in vita quella persona, a quanto bene e stima nutrivo nei suoi confronti e ci sono andata. Vedi com’era lui? Non poteva riconoscere di fronte a me e al mondo che io per lui ero un valore aggiunto, come dovrebbe essere sempre il partner. Cosa si sta a fare assieme se non si crede fermamente che una gioia condivisa è una gioia raddoppiata, mentre un dolore condiviso è un dolore dimezzato? Io penso che il matrimonio dovrebbe essere questo. La vita è piena di gioie e di sofferenza, avere l’amore nella propria vita è una marcia in più, è una carica di energia extra che davvero smuove le montagne. Due anni fa, quando ero sull’orlo della depressione più nera, lessi i libri di un poeta rinomato delle mie parti. Presa dall’impeto gli scrissi una lettera perchè le sue poesie mi avevano profondamente colpito. Mi rispose tramite la moglie, che scrisse sotto dettatura perchè lui era in ospedale impossibilitato a farlo. La lettera si concludeva così: “quando hai l’amore nella tua vita non temere la tempesta, perchè hai l’ombrello migliore del mondo con te” . Io non avevo amore nella mia vita. Mi ha dava più amore il mio gatto di quanto me ne dava l’uomo che con me divideva il letto. Quando i conti non tornano, quando non riesci a capire la prospettiva, quando il tuo presente è appesantito da un passato che incombe pur essendo solo “memoria” .. ti giochi il futuro, ipotechi i giorni che verranno. Il passato deve essere trattato come un bravo insegnante per i passi successivi, non come un idolo da venerare.
    Grazie Maria, mi hai dato una ulteriore occasione per riflettere.

  • 541
    maria -

    aleba- mi piacciono le tue massimee anche cio’ che ti schisse quel poeta. e’ vero,ogni passo che si fa’ si riflette cio’ che e’ stato, anche cio’ che scrivi tu, mi fa riflettere, ma sento dentro di te che stai facendo il percorso giusto e come dice alessandro sarai piu forte nel tuo futuro e vedrai che poco per volta che avrai sciolto i tuoi nodi,questa esperienza diventera’ sempre piu lontana.
    su’ con il morale Aleba, voglio vederti sorridere dentro. Ora,contate solo tu e la tua piccola. Impara a contare solo su te stessa come faccio io d’altronde, e’ un percorso con grossi ostacoli, ma alla fine ti rafforza ed imparerai ad non avere piu paura di te stessa e degli altri.
    un’abbraccio maria

  • 542
    Fuori dal Coro -

    Aleba
    Se fosse successo un incidente o cose simili mi sarei precipitato punto e basta. I miei errori sono come dici tu sul corteggiamento serrato (lo chiamo come lo hai indicato tu). Io non so se lei si sia sentita trascurata per questo. Io non lo so. Certo è che se avessi solo immaginato che poteva accadere quello che poi è successo non avrei esitato a cercare quantomeno di provare ad essere “al top” ogni giorno.Io non so perchè non si è sentita valorizzata, perchè si è sentita trascurata, (così mi rinfacciato). Io mi sono comportato con lei come ci si comporta con una moglie con un’amante con un’amica che si conosce da tanto tempo. Non so quali meccanismi scattano per far pensare ad una donna che un uomo la stia trascurando. A volte mi viene da paragonare l’amore al sole. Il sole c’è sempre ogni giorno. Ma a volte non si vede perchè è coperto dalle nuvole e sembra non ci sia…ma c’è. Lei in questi due anni mi ha detto che l’amore va alimentato come un fuoco che altrimenti si spegne. Io so solo che se il fuoco si spegne se c’è amore sotto la cenere rimane la brace ardente e ci vuol poco a ravvivarlo. Non so se sia come dici tu Aleba che scrivendomi “ma tu mi vuoi bene ?” in realtà si chiedeva se me ne volesse lei. Se fosse così perchè mi avrebbe scritto l’altro messaggio “E’ che io ti voglio tanto bene solo che tu….non capisci niente”. Io non racconto frottole Aleba. Non ne avrei motivo. Per farmi dare ragione quando in realtà sono distrutto dai sensi di colpa ? Io sto cercando di raccontare la mia storia. A questo punto non solo per cercare di capire perchè sia finita ma anche e soprattutto cercare di capire la storia stessa. Perchè continuo a sostenere che sia stata una storia magica quando da due anni mi sembra di capire che per lei sia stato un inferno ? Aleba 15 anni sono tanti. Ed io sono ancora sotto shock nel sentire lei che mi rinfaccia ogni cosa che per me appariva normale. Anche a me come il tuo compagno mi capitava a volte di sbuffare. Magari se c’era da comprare il pane. Sbuffavo perchè le dicevo “Ma scusa avevo modo di prenderlo prima perchè non mi hai telefonato per dirmelo ? Sarei andato io ?”, sbuffavo, a volte, quando c’erano da piegare le lenzuola, ma poi quando mi avvicinavo a lei con le lenzuola piegate le davo un bacio. E’ grave questo ? Ma qui credo si stia parlando di quotidianità alla quale a volte si può reagire in un determinato modo. Lo faresti anche con te stesso se in un dato momento non ti andasse di fare una cosa: “Oh Madonna, mi sono dimenticato di comperare il pane, Ma non potevo pensarci prima ?”
    Ma come si fa cara Aleba a vivere per 15 anni con gli ideali di un’altra persona. Eppure ti assicuro mia moglie era una persona molto matura, intelligente. Come può aver fatto così confusione ? Si è vero mi ha rinfacciato di aver subito la mia personalità. Ma io ero solo me stesso. Lei me ne ha dette di cosa Aleba dopo essere uscita di casa: che ero un’egoista, che non volevo responsabilità, che la trascuravo….

  • 543
    LUNA -

    FUORI DAL CORO: forse il punto è che tu, in questo analizzare, ripercorrere, far passare sullo schermo il nastro mille e mille volte fermandoti sui frames, in questo tuo farti la pagella, giudicarti, interrogarti dai per scontato che debba esserci una sorta di errore centrale e che debba essere tuo, per forza più tuo. una tua mancanza.
    come se una relazione fosse qualcosa che dipende da uno dei due che deve saper far funzionare le cose. Questo anche perché, così pare leggendoti, la persona che se n’è andata, ti ha dato appunto tutta la responsabilità. Ma pure se lei ti ha dato tutta la responsabilità ciò non significa che sia vero. Quello che dicevo sulla psicologia cognitiva non vale solo per te, ovviamente vale pure per lei. E per tutti noi.
    E ciò non significa che tu avresti potuto, anche comportandoti in un certo modo, evitare che lei lo leggesse attraverso la sua emotività, la sua personalità, i suoi pensieri, le sue crisi, cose anche sue irrisolte.
    Messa così sembra che siamo tutti allo sbando, ma il senso è, invece, Fuori dal Coro, che comunque, neanche quando potremmo darci in teoria una medaglia, possiamo controllare gli altri. E se in questo momento può sembrarti angosciante, forse più in là potrebbe anche invece risultarti liberatorio. Io so cosa sia un trauma, e so anche perché il trauma enfatizza le cose. Ne parlavo ieri con una persona:
    ho vissuto per dieci anni in una storia bella e normale in cui pregi e difetti, dare e avere, arrivare cinque minuti in ritardo o dimenticare l’acqua sul fuoco erano semplicemente delle cose normali in un contesto normale. Come diceva Aleba non si è sempre al top, nessuno. E anche il concetto di essere al top è relativo. perché anche la donna che può dire: come ha potuto lasciarmi se la casa era sempre perfetta? potrebbe sentirti dire: in realtà tu passavi l’aspirapolvere invece di guardare la partita di calcio con me. E io mi sentivo solo.
    Forse però il punto sta anche nel dire: mi sentivo.
    Perché non me lo hai detto prima?
    E il tuo sentirti solo dipendeva davvero dalla partita e dall’aspirapolvere? ed eri davvero in grado di decodificare il TUO (generico, intendo ore, no tu tu) stato d’animo?
    voglio dire che alla fine, anche se dopo un trauma o esperienze davvero drammatiche, si tende a dover ragionare molto, a trovare dei parametri, a dividere le responsabilità o non rischiare di prendersele tutte (o di darle tutte, altra faccia della medaglia che nella vita, secondo me, non conviene, per quanto si possa intravedere un vantaggio nello scaricare le scelte della propria vita sugli altri… ma è DIPENDENZA pure questa) alla fine la differenza forse sta anche nel fatto che prima, quando le cose accadevano, si chiamano non tribunale di inquisizione, ma vita. Ora non sto parlando di casi estremi come quello di Aleba o delle situazioni estreme in cui anch’io ad un certo punto mi sono trovata, ma parlo del prima, parlo di quando io mi sono trovata a lavorare di più e lui si è sentito più solo, ma

  • 544
    LUNA -

    anche se con il senno di poi io potrei dire: “maledetto il momento in cui ho lavorato di più, perché ho perso l’amore” non è vero.
    e guarda che questo io me lo sono detta, eh, uh! e sapessi quanto!
    Anche perché, con il senno di poi, lui mi ha detto: “tanto la nostra storia era finita in quegli anni”.
    Era finita in quegli anni in cui eravamo comunque sempre insieme?
    In chi comunque io condividevo con lui la mia vita, che era fatta anche di uscite “mondane” (e sapeva benissimo con quale atteggiamento io le affrontavo, cioè restando sempre me stessa e trovando anche un lato positivo che esulava completamente dal fatto “superficiale” o “brillantini e pailettes”, ma era un lato umano, in cui io comunque guardavo il mondo, il circostante, le esperienze sempre insieme a lui) ma in cui io l’ho sempre voluto al mio fianco, ma non costretto ad essere al mio fianco, e da cui poi scappavamo insieme per stare da soli. Certo, io capisco che poteva essere dura avere meno tempo, ma era capitato nella vita che fosse lui ad avere meno tempo, che fossi io a modulare la mia vita per riuscire a stargli dietro, ed era oggettivo e lui lo sapeva benissimo perché avevo meno tempo. e soprattutto non credo di aver mai tolto dell’intensità al nostro tempo. Perché quando andavamo in ferie io cambiavo persino numero di telefono pur che nessuno ci disturbasse. Tra l’altro molte delle cose che abbiamo condiviso sono state utili anche a lui per conoscere nuove cose. Guarda che io vedo tutta la sua generosità in quegli anni. E vedo anche che alle volte magari io non ero al top perché umanamente si può essere più stanchi o presi o preoccupati. Ma d’altra parte quando lui era preso dalle sue cose, nella vita, io le ho sempre rispettate, e magari studiavo stando nella stessa stanza, per condividere ma senza costringerlo a pensare che doveva darmi attenzione ogni cinque secondi.
    E’ chiaro che io posso andare indietro e vedere degli episodi e dare loro un carico enorme con il senno di poi. Anche episodi bellissimi, come il fatto che lui mi fosse accanto, possono diventare lame taglienti. Lui può sembrare l’angelo che c’era, io il demone che non se ne rendeva conto. Ma non è così. In quel periodo più che mai ho pensato che noi fossimo una squadra e che ci amassimo molto. In quel momento io facevo fatica, ma con amore, per essere il più possibile al top. La differenza è che non potevo immaginare che mi attendeva una catastrofe. Perché? Perché colui che poi mi ha detto: è finita in quegli anni, al contempo è vero a volte brontolava, ma mi diceva anche: sono fiero di te.
    e perché, se io pure avrei potuto forse fare di più e di meglio (probabilmente si può sempre, con il senno di poi, ma è anche vero che è quando siamo nelle circostante che facciamo il nostro meglio in quel momento) forse anche da lui mi aspettavo, per la stima che avevo in lui, una maturità maggiore nel rendersi conto che quella era una fase. La vita non è statica (continua)

  • 545
    Fuori dal coro -

    …che pensavo alle mie cose (quali cose ?) e che chiaramente non volevo un figlio. Mentre scrivevo il primo post ad Aleba ho letto l’intervento di Alessandro (post n. 539). Alessandro ok l’amore non si dimostra con i bigliettini nè con i fiori. Ma come allora ? Con il corteggiamento serrato così come diceva Aleba o in quale altro modo ? Un gesto, una parola quotidiana, quale può essere Alessandro ? Certo io lo ammetto non stavo ogni giorno a dirle che l’amavo però che so mi complimentavo come detto più volte per la sua bravura in cucina, per come sapeva fare ogni cosa. Scherzavo con lei, l’abbtacciavo spesso mentre lavava i piatti. E poi Alessandro, non scordiamoci che viaggiavo con lei ogni giorno per andare al lavoro. Parlavamo in macchina. Spesso giocavamo chiamandoci “Amore” e giocandoci sopra. La sera mi sedevo spesso con lei sul divano per vedere la tv insieme. Magari capitava di addormentarmi. Onestamente Alessandro vorrei davvero cercare di capire dove ho realmente sbagliato. Al punto tale da non aver diritto ad una chanche di riabilitazione. Ok il probabile intervento di una terza persona. Ma da una donna come lei. Anche a detta di chi ci conosceva chiaramente innamorata del proprio marito tutto ciò non te lo aspetti. Ripeto quanto ho scritto nel post n. 535: non starei qui a confrontarmi a chiedere pareri se la mia fosse stata una storia come tante. Finita per manifesta mancanza d’amore, per incompatibilità caratteriali o quant’altro. Caspita Alessandro in un matrimonio che ha termine difficilmente mi pare di aver visto crollare tutto senza situazioni manifeste. Nel mio caso si tratta di due persone che, sia pure con caratteristiche diverse, si amavano. Una coppia che mai nessuno ha sentito litigare e che comunque nessuno, me compreso pensava ad una fine così improvvisa. La cosa strana è che che non mi vede da qualche tempo rimane stupito dal fatto che non siamo riusciti a mettere le cose a poste. Ognuno si chiede cosa di tanto grave fosse successo ad una coppia che sembrava affiatatissima agli occhi di tutti.
    Risultato finale di tutto è che io non riesco ad accettare la realtà. E che soprattutto sono fermo al palo senza possibilità alcuna di andare avanti, di tornare a vedere la luce. Questa cosa mi ha distrutto interiormente per tutti i vari motivi che ho scritto più volte. Sono estremamente sincero quando dico che non stacco mai dal problema. Ho lo stomaco perennemente in subbuglio e la testa sempre ferma lì. Non ho interesse per altre donne e mi sento perennemente solo. Come se vivessi in un mondo nel quale non ho mai vissuto. E’ un disagio forte, estremo, che non ho mai provato in vita mia. E quel che è più grave peggiora con passare del tempo. Neanche il supporto psicologico mi sta aiutando. Tutt’altro. E se devo dirla tutta noto difficoltà anche in chi mi segue. Se non sarò presente in questi giorni è a causa di una breve vacanza che spero quantomeno mi faccia staccare un minimo. Ci credo poco però.
    Ciao

  • 546
    aleba -

    Stacca Fuori dal Coro, stacca e rilassati. Vedi, come dice Luna, tu cerchi la colpa tua per assolvere lei e per avere una certezza della pena. Tu stai passando le pene dell’inferno, quindi una qualche colpa grave la devi avere e se non la trovi, la inventi. Io forse mi sono spiegata male, ritengo che in una coppia collaudata non sia necessario il corteggiamento serrato.Invece sono perfetti gli atteggiamenti dolci, docili, l’accoglienza. Pur negli sbuffi.

  • 547
    Alessandro -

    @Fuori dal coro. Perche’ vuoi torturarti cercando colpe che non hai?
    Mi chiedi come si puo’ dimostrare l’amore, ti rispondo che non vi e’ una regola, l’amore della compagna lo respiri e allora tutto e’ piu’ semplice, un gesto, una parola, la complicita’, un mix inspiegabile. Tu mi dici che il vostro era vero amore e allora ti chiedo : Perche’ ti ha lasciato? Tu mi rispondi : perche’ voleva un figlio e allora ritorniamo al punto di partenza. Chi ama non lascia mai! Solo in casi di storie parallele accade, amori che non troveranno mai appagamento alla luce del sole e quindi destinati a morire con immane sofferenza ma in alcuni casi l’amore e’ talmente forte da superare l’ostacolo dei figli, della famiglia, delle critiche per essere vissuto pienamente. Devi accettare la cruda realta’ : lei non ti amava piu’! finita la fase dell’innamoramento ha iniziato a guardarsi intorno, tu non ti sei accorto di nulla perche’ ne avevi piena fiducia e mai avresti immaginato.., quando inizierai ad accettare questo sarai sulla strada della guarigione, non hai colpe, sei una vittima e da tale devi reagire per non soccombere.

  • 548
    aqleba -

    Per Maria, sono consapevole di essere sola…senza un uomo intendo. Anche prima ero sola.
    Per Alessandro, restando con lui avrei compromesso anche il futuro di donna di mia figlia. No, non potevo permettere che lei crescesse pensando che sia “normale” ciò che ho vissuto io. Ci si tira su le maniche e si va avanti, è dura ma è fattibile.
    Per Fuori dal Coro, Morelli (lo psicologo) scrive una cosa interessante sui matrimoni senza litigi, dice che una coppia che non litiga non è una coppia eterna, anzi è probabile che si sciolga. Dice che sono proprio le discussioni, i confronti che consentono ai due componenti di progredire nel rapporto, di aggiustare il tiro, di essere consapevoli delle proprie posizioni, questo rafforza l’unione. Certo non ai livelli psicotici del mio ex, ma in un clima civile di confronto schietto e diretto.
    Baci

  • 549
    Fuori dal Coro -

    Luna
    Purtroppo i miei errori ci sono. Non li vado a cercare per forza. E non perché lei mi ha addossato tutta la responsabilità. Il fatto che anche lei possa avere delle colpe non mi solleva. Io so gli errori che ho commesso e non riesco a perdonarmi. Non posso farlo. Non ho la capacita di poter leggere nel futuro. Ma sono convinto che se avessimo avuto un figlio e fossi stato leggermente più “attento” tutto questo non sarebbe successo. Lo so che con i se e con i ma non si arriva da nessuna parte. Però la mia storia e ciò che si è sbagliato appare piuttosto chiaro. Tu mi dirai che adesso, con il senno di poi mi appare chiaro, mentre prima no. Posso risponderti onestamente dicendoti che non credevo di commettere chissà cosa di grave. Pensavo, e già l’ho detto in precedenza, che bastasse essere se stessi per poter vivere un matrimonio sereno. Onestamente, davvero, non credevo fosse così complicato. Non pensavo davvero, durante il mio fidanzamento, e a maggior ragione durante la mia convivenza di stare un giorno a parlare di queste cose. Sentir parlare di aspirapolvere passati, di partite viste o non viste alla tv, di sentirsi solo perché tua moglie non guarda la partita con te perché invece tiene la casa perfetta. Tutto questo e altre cose simili a questa mi sembrano assurde, inconcepibili, pazzesche. Qui stiamo parlando di problemi psicologici allo stato puro. Sarà che sono sempre stato una persona logica e chiaro: questo mi piace, questo no, questo lo voglio, questo non lo voglio, oggi mi va, domani non mi va. La vita è già tanto complicata di suo, rendersela complicata per certe cose mi sa proprio di situazioni da manicomio. Tu Luna mi citi il fatto che ti sei messa a lavorare di più e lui si è sentito solo ? Ma lui te lo ha detto che non volevo che tu ti mettessi a lavorare di più ? O se lo è tenuto dentro spiattellandolo dopo tanto tempo ? Io nella mia semplicità se mia moglie si fosse messa a lavorare fino alle 21 le avrei detto chiaramente che non ero contento di ciò e che avrei preferito guadagnare di meno piuttosto che privarmi per tanto tempo della compagnia di mia moglie. Lo stesso sarebbe dovuto essere se fossi stato io a lavorare fino alle 21 e lei ad esserne scontenta. Non puoi rinfacciarlo in seguito. Ne parli chiaro e fai presente che ciò ti da fastidio. Poi bisogna sempre distinguere la necessità dalla non necessità. Insomma Luna le cose son semplici. Siamo noi che ce le rendiamo complicate. Io ero chiaro non volevo figli perché non mi andava di cambiare quella vita che conducevo con lei. Ma se a lei tutto questo non andava bene doveva parlare chiaro. Non limitarsi a chiedere per sentire il mio parere. Ma soprattutto farmi capire quanto effettivamente fosse importante questo figlio al punto tale da compromettere il rapporto di coppia.
    Certo Aleba io sto passando le pene dell’inferno. Sto vivendo un tormento interiore pazzesco. Ma il motivo maggiore è che io amo mia moglie. L’ho sempre amata e tutto questo che è successo tra…

  • 550
    Fuori dal Coro -

    ….di noi mi sa di assurdo, di incredibile. A me molto semplicemente manca lei, la mia vita con lei, tutto quello che abbiamo fatto insieme e il pensare che la separazione possa essere dipesa dal non aver generato un figlio o dall’aver fatto o non fatto determinate cose in un determinato momento mi manderà prima o poi al manicomio.
    Alessandro non posso dire di non aver colpe. Ce le ho. Anche se, figlio a parte, non le ritengo così gravi da giustificare un distacco improvviso. O quanto meno senza discussioni e frasi certe che ti facessero capire ciò che stava succedendo. La mia incredulità, il mio tormento, la mia non rassegnazione gioca sul fatto che lei, lo ribadisco, era una persona equilibrata, chiara, precisa, pulita, e soprattutto leale e corretta. Non accetti tutto questo da una persona del genere. Non lo accetterai mai. Mai te ne farai una ragione soprattutto se sei una persona che crede a certe cose e che ha degli ideali. Chi ama non lascia mai. Grande verità Alessandro. Anch’io sono del tuo stesso avviso. Io, infatti, il più freddo apparentemente, quello che poteva stare un minuto o un giorno senza la propria moglie, ma che non poteva stare senza la moglie, non avrei mai lasciato mia moglie. Semplicemente perché l’amavo. Pur mantenendo il mio modo di essere. Pur non annullandomi. Pur non dicendole tutti i giorni “Ti Amo” e mancando qualche volta di coccole e attenzioni. Sostanza vs. Forma. Dici bene anche quando affermi che non mi sono accorto di nulla perché avevo piena fiducia in lei. Grande verità Alessandro: fiducia estrema senza mezzi termini. Avrei potuto contare il numero di mattonelle che percorreva ma la stima e la fiducia che avevo nei suoi confronti era immensa.. Nonostante tutto non mi sento vittima. Sono pieno di dolore questo sì angosciato e conscio di aver commesso degli errori che data la mia esperienza non avrei dovuto commettere. Forse l’essere troppo sincero. Il<mostrarsi per quello che si è. Ogni giorno ogni momento. Bastava buttare un po’ di “fumo agli occhi”…accontentarla e tutto sarebbe andato per il verso giusto ne sono convinto….

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