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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso

1.662 commenti

Pagine: 1 19 20 21 22 23 34

  • 1001
    Marcella -

    E lui l’ha perdonata. E non è poco. Quanti l’avrebbero fatto. Per molti la storia sarebbe finita lì. In tutta questa storia l’elemento più grave è il tradimento. Sono donna e capisco cosa voglia dire desiderare un figlio. Ma mi metto nei panni di chi è tradito. Il figlio si poteva ancora, ma tradire vuol dire passare proprio sull’altra persona, mancare di rispetto e quant’altro.
    Immaginatevi come possa essersi sentito lui dopo aver saputo del suo tradimento. Lui scrive che gli è crollato iol mondo addosso, io credo sia morto dentro se è vero come scrive che considerava la moglie come una persona quasi perfetta.
    Non capisco molto di psicologia ma queste coise uccidono dentro. Per carità mi metto nei panni della moglie, forse si è sentita rifiutata come madre, ma dagli scritti di fdc non si evince questo, si capisce solo una sua esagerata, non te la prendere a male fdc, paura di fare un figlio. Magari un tantinello di egoismo eh fdc. ma niente di più. Ha esaltato la moglie come donna perchè avrebbe dovuto rifiutarla come madre ?
    Forse tua mogliue ha perso l’amore fdc ma a questo punto mi chiedo perchè. Se ti amava così tanto come ha potuto perdere questo amore che tu stesso riconosci ? Perchè tu non perdi l’amore nonostante il tradimento ? Scusami fdc ma a volte mi viene da domandarti come ti comportavi a casa cosa facevi. Ho letto che hai scritto che forse dovevi essere più collaborativo in casa,m che forse dovesi essere un po’ più attento alle piccole cose, che forse ti sei un po’ adagiato diciamo. Ma da donna ti dico che non sono queste le cose importanti della vita. Anche perchè ora chi crede di trovare un uomo che le fa tutto dentro casa ? Mah.
    Fdc io ti auguro che tu possa ritrovarla. Perchè comunque leggendoti mi pare davvero che lei sia davvero un’ottima persona. Forse si è un po’ persa, forse è confusa, non so. Anche io come te non credo alle persone che cambiano in questo modo. Qualcosa è successo nella sua testa. Io non so come aiutarti, forse parlandoti della mia storia. Chiara e Luna le vedo molto ben disposte ad aiutarti, difficilmente si trovano persone così. Ho letto decine di lettere in questa settimana. Stanno davvero prendendo a cuore il tuo caso. Mi complimento con loro siete davvero ragazze speciali. Molto difficile trovare persone così. E lo noto anche nelle vostre discussioni, perchè si vede che credete in quello che fate.
    Un in bocca al lupo, entrerò spesso qui a leggervi
    Ciao a tutti

  • 1002
    LUNA -

    Chiara, brevemente: ti leggo, il problema è che non ho mai detto che per intervenire in un forum ‘bisogna essere specializzati’ nè ho mai detto che non sei ‘abbastanza specializzata’, nè che devi avere il mio permesso per incazzarti. Dunque non stai controbattendo, usando tante energie, a qualcosa che io penso o ho detto. FDC: ovviamente non ho idea, come dice maximum, se lei ti prende per i fondelli. Vero è, a quanto pare, almeno, che il rapporto sia totalmente sbilanciato, e che, a quanto pare, da anni, lei non fa nulla per coltivarlo e farlo esistere. E per fare star bene anche te con lei. E’ vero, in generale, che chi lascia scarica responsabilità. FDC, capisco che reagire alle provocazioni, per come sei fatto, ti faccia star male, ma se una persona ti aggredisce dovresti subire sempre e anzi chiedere scusa tu? Dire ‘no grazie’ ad un atteggiamento aggressivo, anche semplicemente ‘non ci sto’, ‘non ci sto, parliamone quando sarai più calma’ ti sembra così sbagliato? Una prova di disamore? Una tua aggressione o mancanza di sensibilità?

  • 1003
    LUNA -

    dopo tre anni, poi? Non mi stupisce che quando hai reagito, ponendole dei ‘limiti’ all’atteggiamento aggressivo etc, lei si sia data una, almeno momentanea, regolata, comunque. Non fosse altro perché le hai detto ‘non ci sto a farmi aggredire così, che io abbia torto o ragione’. Nè mi stupisce che quando sei stato piantato in quel modo dopo tanti anni tu abbia cercato di ricomporre. Anche perché se tu non lo avessi fatto, per come l’ha messa giù, ti sarebbe parso, credo (a parte la tua paura di perderla e il tuo ‘inseguirla’ perché TU non accettavi il distacco) non di rispettare un distacco ma di confermarle ‘non mi importa tanto’. Ma sono tre anni ora. Non due mesi. Ti confesso (forse anche a riprova di quanto non batti sul tradimento) che non avevo capito che sapessi con certezza di un tradimento. Fdc, onestamente a me pare che tu abbia dimostrato parecchio per 3 anni di fila. Forse è davvero il momento di smetterla di inseguire una donna che, anche mesi fa, ha saputo benissimo dove venire a cercarti e anche, cheché ne dica, che ti avrebbe trovato. Al punto che dopo 3 anni in cui lei ti critica e ti dice di no si è pure incaz perché non hai fatto come voleva lei. Gli elementi per sapere che per anni ci sei stato anche senza una sola vera sua conferma e parola d’amore, se vuole, li ha. Quel che le manca forse è piuttosto riflettere su ciò che davvero vuole, ma anche su ciò che lei davvero dà e come si pone

  • 1004
    LUNA -

    Ciao MARCELLA ti ho letta con piacere, per quanto ovviamente mi dispiace che si parli del malessere di FDC :/
    Anch’io da donna non capisco sua moglie, nel senso che di per sé, come scrissi, posso essere anche ferita dal fatto che mio marito non capisca il mio desiderio di maternità o anche da quelle che posso considerare le scarse attenzioni di mio marito, ma se mio marito mi dice che vuole avere un figlio e se mi riempie di evidenti attenzioni, se lo amo ancora, il mio dramma dovrebbe sciogliersi. (Fermo restando, e lo ribadisco, che non mi sento di accusare però chi non ha un desiderio di maternità o paternità, nel senso che una persona può avere il suo sacrosanto diritto di non desiderare di avere figli, o le sue sacrosante resistenze che vanno al di là della semplice pigrizia o dell’egoismo di dover rinunciare ad una vacanza… io credo che possano essere molte le ragioni per cui una persona possa non sentirsi pronta in un determinato momento ad avere un figlio, uomo o donna che sia, e che non siano solo ragioni di disamore o scarsa considerazione per il partner e la storia). Io purtroppo sono costretta a credere però anche al fatto che le persone cambiano, perché è ciò che è successo a me, cioè io ho visto una persona cambiare e, sino a prova contraria, in modo irreversibile.
    Diciamo allora forse che le persone sono fatte di molte parti, e che magari certe cose in un determinato momento della vita possono emergere in modo più preponderante o anche confuso rispetto ad altre.
    In molte cose la persona con cui ero dieci anni prima che diventasse come la moglie di FDC è ancora la stessa, parlo di cose positive, in altre ha tirato fuori delle cose che stavano sotto, che di per sè non erano negative e lesive nei miei confronti, erano sue paure, suoi atteggiamenti nei confronti della vita. Forse non riesco a spiegarmi, ma è così. Altre cose sono state una reazione, unite a quelle caratteristiche caratteriali, nel momento in cui dei ragionamenti, emotivi e psicologici, se vogliamo, hanno preso una certa direzione. Così ho visto una persona che pure sicuramente era stata ed anche era, per molti versi, molto legata a me, fare un suo percorso, partire per la sua tangente. Diciamo che le persone non cambiano, Marcella, e capisco cosa vuoi dire, tuttavia FDC pur rimanendo anche se stesso nn ha forse avuto una sorta di @sviluppo@ e conversione riguardo la questione della paternità? Poiché il cambiamento è stato in apertura notiamo il cambiamento come possibile e positivo, però a questo punto, nelle svariate strade e sottostrade che possono prendere i cambiamenti allora il cambiamento esiste, e può prendere anche altre direzioni. Così la moglie di FDC può vedere una sua logica nel fatto di comportarsi in un certo modo, per quanto a lui e a noi possa sembrare illogico. Che sia anche perché incontrare un’altra persona, che sia stato un incontro positivo o negativo, comunque le ha creato delle sue riflessioni e considerazioni che costituiscono una mappa,

  • 1005
    LUNA -

    nel cercare di addentrarsi nella quale però FDC usa ancora la bussola di ieri per cercare di capire, gli elementi di ieri. E gli mancano però anche degli elementi di oggi, biografici, che riguardano la persona che conosceva. Forse non riesco a spiegarmi, ma questi tre anni sono passati davvero, in ogni caso. Sono passati per FDC, che ha scoperto di poter essere padre (e non da oggi), che ha provato cosa sia l’abbandono e molti scassoni interiori, e che ha vissuto anche cose molto pesanti emotivamente nella sua personale interiorità perdendo suo padre. Cosa sia successo davvero nella vita di sua moglie lo sa? No, perché comunque le loro vite, in una certo percentuale, sono state comunque divise, e perché non si sono più scambiati una grande percentuale di pensieri, io credo. E questo non lo ha voluto FDC, ma è successo. E tanto più per questo penso che se FDC e sua moglie hanno qualche possibilità di incontrarsi oggi sarebbe appunto coloro che sono oggi che si incontrerebbero, magari anche scoprendosi abbastanza simili a ieri da poter ricominciare insieme, o comunque nuovamente compatibili anche se ci sono state delle puntate in mezzo. Va detto però che se questo incontro non avviene, non ha neanche una possibilità di verificarsi, non mi pare che dipenda da FDC. Che pure, mesi fa, quando lei è tornata, per quanto lui abbia un’immagine molto forte di lei, di lei come la conosce lui, e per quanto abbia dovuto sia tormentarsi con il passato, sia lo abbia tenuto come punto di riferimento nel senso più positivo che poteva, mi pare che FDC le abbia proposto un sincero incontro nel presente. Parliamo, parliamo di chi siamo ora, sapendo quanto ci vogliamo bene e cosa comunque ci lega, incontriamoci oggi e io sarò felice di essere padre. E’ lui che non lo ha voluto? Non mi pare. E lei gli ha permesso sul serio di dialogare per conoscersi e riconoscersi? No. E questo mi sembra un dato abbastanza di fatto.
    A me, Marcella, pare che lui le abbia detto anche in cirillico, e già all’epoca, quando lei se ne andò di casa, che lui era disposto a fare quel percorso di cambiamento. E mi sembra veramente non irrilevante che comunque lei lo sapesse che lui non voleva figli. Proprio per il fatto che lei lo sapeva già era molto più ovvio che FDC avrebbe avuto delle resistenze che il contrario, rispetto, per dire, un uomo che semplicemente non ha mai affrontato l’argomento o che ha sempre fantasticato con te, donna, di quando avrete dei figli. Quello di FDC non è stato un “tradimento”, come potrei interpretare il comportamento di un uomo che mi ha… promesso una maternità e poi tergiversa, accampando scuse banali, o che di colpo mi dice “sai, io figli non ne voglio, tu regolati di conseguenza”.
    Chi è oggi la moglie di FDC? Anche in certe cose banali lui potrebbe non saperlo. Io credo che a lui farebbe bene provare a considerare di guardare questa donna nel presente, conoscerla per come è ora. Perché se anche una lei vive nei suoi ricordi il tempo è passato.

  • 1006
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna, Maximum, Marcella, Chiara e tutti
    Incredibile abbiamo sforato i 1000 post !!!! Spero di essere abbastanza sintetico da poter rispondere un po’ a tutti.
    Intanto a Maximum voglio dire di stare tranquillo perché non mi offendo. Anzi capisco benissimo ciò che dici. Però ti assicuro Maximum che mi sono inca….zato, e anche di brutto, te lo posso garantire.
    E pure pesantemente. Solo che lì ho dovuto decidere: o mandarla via di casa e sputtanarla di fronte a tutti o perdonarla. Non è che sono senza palle. E’ semplicemente che ha prevalso il sentimento. E se leggi i miei post n. 995 e 996 capirai che più volte mi sono inc…zato pesantemente. Sai quante volte ho parlato a miei amici così come tu parli a me ? Caro Maximum, mai avrei pensato di poter passare sopra ad un tradimento. Però, come ti scrissi l’altra volta, il problema nasce quando ti ci trovi nelle cose, quando ci sei dentro. Lo so che sono troppo buono, d’altra parte ci nasci così. Quando “sbotto”, e ti assicuro che sono veramente inc….zato quando lo faccio, poi ci sto male. Purtroppo o per fortuna non è nella mia natura fare del male alle persone e in particolare a chi vuoi bene davvero. Credi che anch’io non abbia il dubbio della relazione così come mi hai detto tu ? Io amo una persona Max ma mica sono deficiente.
    Il problema di tutto sta nel fatto che non riesco a credere che possa essere accaduto tutto questo. Perché mi dirai tu ? Lo so è difficile da capire ma quando conosci per tanti anni una persona che ti dimostra che su di Lei puoi mettere non la mano ma tutto il corpo sul fuoco con la certezza che non ti bruceresti è quasi impossibile pensare di credere che la stessa persona possa farti una cosa del genere. Ti assicuro che non solo io ma tutti quelli che ci conoscono sono allibiti da tutto ciò.
    Per quanto riguarda Luna e Chiara e le loro dispute, dai, stanno facendo di tutto per aiutarmi. Luna soprattutto da tantissimo tempo.
    A Marcella cosa dire. Ti ringrazio per gli attestati di stima. Per il resto sono totalmente d’accordo con te. E su di me hai letteralmente azzeccato ogni cosa. Anche gli appunti che mi hai fatto. Anzi posso dirti che forse i miei veri errori sono stati quelli.
    Luna a te cosa posso dirti. Mi trovo d’accordo in larga parte anche con te. Da un bel po’ di tempo non la sto più cercando se non per chiedere notizie di sua madre. Quello che ancora mi domando è perché sia tornata dopo due anni con l’intenzione, almeno sembrava di ricominciare. Qui sono due le cose: o c’è comunque un legame molto forte o come dice maximum mi sta prendendo per i fondelli. Ma se mi sta prendendo per i fondelli qui vuol dire che siamo di fronte a una persona cattiva di animo, e non posso credere davvero che Lei sia così. Purtroppo il mio problema, oltre il sentimento vero che provo per Lei, c’è il fatto molto importante, che sottolineavo anche a maximum, per cui questa donna ha avuto un comportamento perfetto nel corso di tanti anni. Di fronte a tutti, tanto che tutti…..

  • 1007
    Fuori dal Coro -

    …come scritto prima sono esterrefatti di fronte a quanto accadutomi. Guardate ragazzi che una situazione del genere ti chiude un po’ le porte con il mondo. Perchè dopo un’esperienza così mi spiegate perchè mi dovrei ancora fidare di qualcuno, in particolare di una donna con cui abbia una relazione.
    Ragazzi, forse potrò sembrarvi un ingenuo ma nella vita ne ho viste di cose. E non solo nel campo relazionale uomo/donna ma in molteplici situazioni della vita. Quindi perchè dovrei meravigliarmi di una cosa simile ?
    Proprio perchè mi fidavo di Lei. Spesso guardando i suoi occhi, quando eravamo insieme, pensavo a come sarebbe stato possibile poter far del male ad una persona come Lei. Occhi che non tradiscono. Ecco quello che vedevo. Onestà di fondo, bontà, correttezza.
    Ti capisco Luna quando mi dici che mi senti vicino in quanto pensi di aver vissuto una cosa simile alla mia. Anche se sono parzialmente d’accordo con te sul fatto dei cambiamenti. Anche quando ti riferisci a me sul discorso della paternità. Fondamentalmente mica sono cambiato. Io sono sempre lo stesso. Alla fine le paure non è che siamo sparite di colpo. Ho solo la consapevolezza che si possano superare. Anche se non lo desideravo sono sempre stato possibilista dentro di me con l’idea di avere un figlio. Mi ci vedevo con un bambino sulle spalle. Quindi non mi sento cambiato in questo senso.
    E se andiamo a guardare anche quando prima ho detto che ormai non mi fidere più di nessuno, in particolare di una donna con cui allacciare una relazione, alla fine non è che sono cambiato. Perchè prima di mia moglie non mi fidavo nemmeno della mia ombra. Tranne i miei Veri Amici e i Geniìtori ovviamente che in tutti questi anni non mi hanno mai tradito. Anzi ultimamente mi hanno dimostrato ancora una volta tutti insieme cosa voglia dire l’Amicizia Vera
    Un saluto a tutti con grande affetto

  • 1008
    aleba -

    Ciao a tutti, ho avuto alcune difficoltà a collegarmi, tra malattie di mia figlia con conseguente contagio anche per me e poi ho attraversato una settimana tosta di “interrogativi” sulla mia vita. Sempre guardando al passato, a come i pezzi e le responsabilità si sono incastrate giorno dopo giorno. Avevo il quadro completo della situazione già da molti anni, ma non volevo prenderne atto, non volevo accettare che fosse stato tutto vano. Come Fuori dal Coro io ho scavato alla ricerca delle mie colpe inventandomele pure! Credo che Luna mi capisca profondamente e lei, come me, non ha emesso la sentenza chiudendo la sua relazione avvalendosi dell’insindacabile libertà di scelta personale. No, noi abbiamo analizzato giorno per giorno per capire cosa stesse succedendo e nel mio caso devo solo accettare il fatto che era una strada a sbocco obbligato. O muori dentro o te ne vai. Posso anche capire la moglie di Fuori dal Coro per la crisi esistenziale che ha attraversato. Ci sono momenti in cui tutto viene stravolto a causa di un singolo evento, che secondo me è stato l’intervento per la tiroide. Capisco che le idee possano confondersi e tremano le fondamenta della tua vita, tutto sembra insensato e sei sul punto di rinnegare ogni cosa nella quale credevi fermamente. E’ qui che ci si deve fermare e chiedere aiuto per mettere ordine. Non condivido, nella moglie di Fuori dal Coro, la mancata comunicazione del suo disagio. Certo non conosco la vita quotidiana di quella coppia, ma posso dire che se il mio compagno avesse comunicato con me davvero la nostra famiglia sarebbe ancora unita. Ma purtroppo la sua disponibilità nei miei confronti era inquinata da preconcetti suoi personali nati durante l’infanzia e radicati da troppo tempo. Io questo lo sapevo, per questo ho cercato in tutti i modi di aiutarlo a sciogliere i nodi, ma non c’è stato verso! Non puoi costringere una persona a risolvere un problema se quella neppure riconosce di averlo il problema. Sapete cosa mi ha detto mia figlia qualche giorno fa? A distanza di 7 mesi dalla separazione mi ha detto “mamma ho capito perché tu e papà non potete stare assieme, tu vuoi amore…lui vuole soldi.” Con questa frase ha definito perfettamente la mia vita con il mio ex. Ma io non stavo zitta, cari miei, io parlavo con il cuore in mano…mi arrabbiavo anche, ma dovevo calmarmi presto perché volavano piatti. Questa casa l’ho fatta per voi, mi ha detto. Certo, ma ti è costata la tua famiglia… e poi non è vero che l’ha fatta per noi, tutto il paese SA che l’ha fatta perché tutti si domandassero “chi abita in quella mega villa?”. Lui con le parole “Casa mia” sempre in bocca. Pensando a Fuori dal Coro e sua moglie mi chiedo solo perché lei non abbia messo suo marito di fronte al malessere che stava provando. È difficile pensare che una persona che ama e SA di essere riamata non si affidi all’amore per risolvere un problema angosciante. Aveva paura di parlarne perché lui lo considerava un argomento tabù? ….

  • 1009
    aleba -

    ……….Ma Fuori dal Coro tu aggredivi verbalmente tua moglie se toccava l’argomento figlio? Mi pare di no. Non mi pare che tu le abbia detto cose del tipo “cosa vuoi un figlio? Ma sei stupida?io non lo voglio” oppure “pensi di meritare che faccia un figlio con te? Cosa hai portato nella mia vita? e adesso vuoi anche un figlio!” Non credo proprio che tu abbia agito così. Come non credo che tu abbia agito in maniera contrastante e confusionaria in modo da farla andare in tilt e perdere la cognizione di cosa volesse lei. Ad esempio, non credo che tu, con dolcezza, parlassi con lei dei possibili nomi per un maschietto e di quelli per una femminuccia, andando mano nella mano con lei nell’argomento figlio, per poi togliere bruscamente la mano accusandola di essere impazzita perché tu un figlio non lo volevi. Questo ti rovina il cervello, te lo manda proprio in corto! Io ho vissuto così! Per alcuni giorni tutto il suo appoggio, poi improvvisamente: via la terra da sotto i piedi, quando ti trovi con l’acqua alla gola impari a nuotare da sola… Capisci cosa voglio dire?? Capisci? Tieni presente che questo atteggiamento è iniziato in modo subdolo, per diventare sempre più incalzante con gli anni. Lui aveva problemi relazionali, lui ha enormi difficoltà a mettere le carte in tavola TUTTE anche quelle scomode. . a tal punto che ha fatto in modo che io credessi che le carte inutili fossero le mie. All’inizio inconsciamente, poi con il tempo in maniera lucida e calcolata…tanto da apparire talmente sicuro delle accuse che ha mosso nei miei confronti (false!!) che penso abbia finito per crederci davvero. Ad esempio mi ha accusata di essermi “preparata.” a lasciarlo mettendomi via i soldi….io ho le contabili della banca che DIMOSTRANO dove sono andati i miei soldi e sono finiti nelle sue tasche, nel suo stomaco e nelle sue vacanze. Persino la liquidazione anticipata del TFR mi ha fatto usare per lui. Lui che andava in crisi se non aveva i liquidi. Va bene va bene, lasciamo perdere….sono dissertazioni su questioni personali che ribadisco dentro di me per ricordare a me stessa che lasciarlo è stata la scelta migliore, non il male minore….ma il bene.
    Fuori dal Coro, alcune domande restano senza risposta…forse perché sono domande sbagliate.
    Sono grata alla vita per avermi condotta fin qui, ho visto chiudersi molte porte dietro di me e ho deviato il corso della mia vita in nome dell’amore … ora sono più povera, ma più consapevole. Ho una figlia, per la quale sono grata immensamente e so che lei è la mia parte migliore. Tutto si sistema quando assecondiamo i cambiamenti necessari invece che contrastarli.
    A presto.

  • 1010
    LUNA -

    ciao aleba, un bacio a te e alla piccola. Son d’accordo con te, con la tua chiusa e con la questione ‘domande sbagliate’. Caro Fdc, ciao. Ho fatto oltre sette anni tipo i tuoi, quindi capisco tante delle cose che dici e pensi. Capisco perché ci stai dentro. Però mi sento anche di dirti che se la cosa non si risolve sul serio nella tua speranza ‘univoca’ di quale sia la sola, naturale risoluzione che potrebbe farti ‘guarire’ da questo male che senti gli anni diventeranno 4, 5, 6, 10, e starai SEMPRE PEGGIO. So che suonerò retorica, e non voglio mancare di rispetto alle persone dicendo questo, bensì il contrario. Se ti crolla la casa c’è un tempo per dirsi ‘non doveva succedere, la mia casa non doveva crollare’ ed è naturale. Poi subentra ‘la mia casa è crollata. Non è piú. La mia vita è cambiata. Che posso fare, preso atto, purtroppo, di ciò?’. E no, mi spiace, non dirmi che avresti accettato qualcosa di esogeno e ineluttabile, e che è diverso se è endogeno e inspiegabile. E’ evidente che per te che lei se ne sia andata due anni fa è stato un terremoto emotivo. E di quale portata lei se ne è resa conto? Lei che è tornata 2 mesi fa, venendo e andando con tale autoreferenzialità? Secondo me anche ‘mi ama o mi prende per i fondelli?’ è una domanda sbagliata. E anche ‘e se stesse male?’. Le persone non agiscono con effetti molesti solo avendo un piano ‘diabolico’. Lo fanno anche perché in quel momento fanno ciò che gli viene da fare, e non vedono te. O non come tu vorresti essere visto, cioè come tu, nella tua scala di affetti etc continui a vedere lei. E che stia male non vuol dire per forza

  • 1011
    LUNA -

    che stia male per te, per voi, che stia male ma che tolto un preciso strato di malessere sotto ci troveresti la donna che ti manca e che vuole stare con te. Potrebbe anche scoprire che vuole andare in america latina a ballare il tango col postino. E che sta male per il postino, non per voi due. Lo dico, fdc, perché non vorrei continuassi a distruggerti pensando di sapere cosa c’è sotto la nebbia. Per forza lei. Per forza voi. Può darsi. Ma resta che è ciò che TU vorresti ci fosse. I tuoi amici sono esterefatti? Se continuano a dirtelo spero che smettano. Perché non ti fa bene, sai? Io penso che sempre sarò esterefatta, sempre, come concetto che mio ‘zio’ con cui mangiavo pastasciutta da quando ero piccina tre anni fa abbia piantato mia ‘zia’ da sera a mattina, dando pure la colpa a lei quando è scappato senza dare reali scuse e spiegazioni. A parte andare dai parenti, che gli dicevano che diamine stava facendo, che quello che stava male era lui. La vittima era lui. E quando lei chiamava si beccava insulti. E, per inciso, è scappato con un’altra. A cui affittava una stanza nell’hotel vicino quando andava in ferie con la famiglia. Pensi che questo lo si è saputo da lui? No. Lui aveva una crisi esistenziale. Lui Nessuno di noi che lo abbiamo conosciuto diciamo mai alla ‘zia’ che siamo esterefatti. Chiunque, dai, ma non lui. Etc etc. E’ evidente che è stato uno shock. Ma non l’ho mai detto a lei. Lo sa. Ciò che conta è che ha investito le sue energie per prenderne atto. E vivere. Io non so cosa ha tua moglie e auguro a entrambi di star bene, in ogni caso. Ma lei nei tuoi cfr è GIA’ cambiata. Da anni. Che pure la gente sia esterefatta. E anche se ti fa tanto male.

  • 1012
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba, Ciao Luna
    Ben trovata Aleba, spero stiate meglio di salute tu e tua figlia. Giornate molto tristi queste per me. A volte ti senti come sotto un treno. Immagino quindi come puoi stare tu.
    Ho sempre cercato di immedesimarmi nella tua storia per capire se mia moglie, come te, si sia trovata in una strada “a sbocco obbligato, o muori dentro o te ne vai”.
    La tua analisi riguardo l’intervento alla tiroide mi trova sostanzialmente d’accordo. La frase di tua figlia mi fa ancora di più pensare a quanta differenza ci sia tra me e il tuo ex compagno.
    Non ho mai pensato ai soldi a discapito dell’Amore e in casa mia non sono mai volati piatti.
    Mi chiedi se aggredivo verbalmente mia moglie se toccava l’argomento figlio. No Aleba non lo facevo. Quelle frasi che hai portato ad esempio io non le ho mai usate, né ho mai agito in maniera contrastante e confusionaria come hai descritto tu.
    Le mie frasi peggiori sono state: “Ma sempre con questo figlio ?”, “Un figlio è un impegno continuo che non mi sento di affrontare”, “Un figlio ci cambia la vita”. A volte gli amici in nostra presenza affrontavano l’argomento. Ed io cercavo di spiegare le mie ragioni, le mie difficoltà che spesso loro non condividevano. Evidenziavo la paura di mettere al mondo un figlio in una società che non riconoscevo come sana, e la paura di rompere il nostro equilibrio di coppia.
    Io penso che sì Aleba, che forse mia moglie abbia percepito che questo fosse un argomento tabù. Alla fine facevo di tutto per distoglierla da questo pensiero. Ad esempio ogni volta che l’argomento figlio veniva tirato in ballo, subito dopo le proponevo un viaggio o week end in posti che desiderava visitare o quant’altro che sapevo a Lei piacesse. Purtroppo vedevo con un occhio solo, un occhio che vedeva solo la parte negativa legata alla gestione di un figlio. Non riuscivo a vedere la parte positiva, quella che ormai da quasi tre anni vedo distintamente.
    In tutto questo c’è stata una frase, una frase infelice che penso abbia influito in maniera notevole sul cervello di mia moglie, sicuramente la frase peggiore che posso aver detto: “Se io non voglio un figlio e tu sì, penso sia normale che uno dei due soffrirà per questo”. Ecco, credo di stare pagando a caro prezzo questa frase. Venti parole pronunciate una sola volta, in un momento in cui ero in crisi con me stesso per non riuscire a trovare una soluzione giusta per entrambi. Un giorno in cui ho messo in funzione la bocca prima di azionare il cervello. Io per natura sempre riflessivo, che contavo fino a dieci prima di parlare, guarda cosa combino. Penso che questa frase sia stata un qualcosa di terribile per Lei, per la sua mente, per il suo cuore. Avrà pensato che solo un uomo cattivo e insensibile possa pensare qualcosa del genere. Lei che si era sempre prodigata per me, Lei che mi amava, che mi accontentava in tutto avrà sicuramente pensato: “ma come ? io lo amo e lui mi dice questo ?”
    Mi taglierei la lingua ripensandoci. Si dice che….

  • 1013
    Fuori dal Coro -

    “ferisce più la lingua che la spada”. So solo che non volevo ferirla. Non mi sono reso conto di ciò che stavo dicendo. E’ una mia caratteristica non offendere mai nessuno e se mi trovo nel mezzo di una discussione cerco di stare sempre attento a ciò che dico. Comunque uso sempre le parole “scusa” e “senza offesa”. Quel giorno no, non mi resi conto della gravità del gesto.
    Capite voi tutti che mi avete letto, da cosa nasce questa storia assurda ? Da paure incontrollate che generano fraintendimenti anche con se stessi.
    Chiara lo so che, se mi stai leggendo, dirai che sono ripetitivo ma non posso non ribadire che non ho mai odiato i bambini e che anzi ho sempre avuto con loro un rapporto meraviglioso. E questo lo dichiarava anche mia moglie che non si capacitava come mai un uomo come me provasse questa “ostilità” al pensiero di diventare padre.
    Io so solo che, paradossalmente, da quando mia moglie aveva iniziato a chiedermi un figlio, mi chiudevo in me stesso per pensare. Per pensare di superare questi ostacoli che mi impedivano di diventare genitore. E ci stavo male quando poi le paure, che tutti voi conoscete, prendevano il sopravvento su quella che doveva essere la decisione più naturale del mondo.
    Riuscite a capirmi perché dopo quasi tre anni vivo nel tormento ? Maximum mi ha scritto quello che io stesso avrei scritto ad un mio amico che si trovasse nelle mie condizioni.
    Io sono deluso, è ovvio, dal comportamento di mia moglie in questi tre anni, ma non posso non mettere sul piatto della bilancia quanto ho scritto poco sopra.
    Probabilmente Lei aspettava un mio cenno che non arrivava. Ma ci si può disamorare di un uomo perché in un momento della vita non desidera la stessa cosa che vuoi tu ? Sarebbe come se in una coppia di fidanzati che si amano lei desideri sposarsi e lui no. Credo che dopo numerosi tentativi la cosa più ovvia sarebbe quella di dire a lui “o ci sposiamo o ci lasciamo” e non quella di lasciare improvvisamente il fidanzato senza possibilità d’appello. Anche l’idea di non sposarsi nasce sovente da una paura. E capita più agli uomini più che alle donne.
    Quindi altro che terremoto emotivo Luna, questo è uno tsunami di proporzioni gigantesche. Soprattutto dopo che per ben due volte Lei sembrava essere tornata sui suoi passi. Lo sapete che immagine positiva ho di mia moglie. Quanto la stimi e la consideri persona intelligente e piena di valori nonostante qualche errore commesso. E il fatto che i miei amici continuino a dirmi che sono esterrefatti , forse non mi farà bene, ma mi sarebbe dispiaciuto di più se ne avessero parlato male a sproposito.
    Purtroppo non so cosa abbia realmente mia moglie. Forse solo un altro uomo come dice Maximum, o forse è andata in tilt come dice Aleba, o forse è solo cambiata nei miei confronti come dice Luna.
    E’ che in ogni caso, con i nostri errori, da persone immature abbiamo entrambi perso una grande occasione per essere una famiglia felice.
    Non so Lei, ma io personalmente non avrò mai pace.

  • 1014
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro, stiamo bene adesso grazie. Ebbene, tutti gli esempi che ti ho fatto, chiedendoti se tu per caso avessi avuto quei comportamenti, sono cose che io ho vissuto davvero e che ancora non ho finitio di ricapitolare dentro di me. Quando penso a quello che ho vissuto, a come ho trascurato di proteggere ME per coltivare il mio amore vedo chiaramente che l’ho amato tantissimo proprio perchè lui aveva bisogno di me. Io conoscevo la sua storia e pensavo che avrei potuto renderlo felice. Ma lui, dentro, è ancora quel bambino di otto anni che si sente abbadonato emotivamente dai genitori e che cova un rancore profondo verso i suoi coetanei che invece vengono seguiti con amore da mamma e papà. Questo è un problema suo, purtroppo solo lui può sciogliere quel blocco, ma se non lo vede nessuno può obbligarlo a prenderne atto. Quindi non mi resta che concludere con la TUA frase: E’ che in ogni caso, con i nostri errori, da persone immature abbiamo entrambi perso una grande occasione per essere una famiglia felice. ………..
    La paura di perdere quell’occasione mi ha tenuta in quella casa per anni, con tentativi di ogni tipo. Dalla dolcezza, alle lacrime, dal parlare del nostro rapporto fino quasi al mattino alla solitudine in attesa del suo rientro. Avevamo TUTTO Fuori dal Coro, una bimba sanissima intelligente e bella, una casa invidiabile fuori dal caos immersa nella campagna e con tanta terra da poter far jogging senza uscire. Avevamo un lavoro stabile e anche quando il suo lavoro è andato in crisi IO ho provveduto al 100% rassicurandolo in ogni modo. Lasciandolo tranquillo per quasi un anno a non fare nulla, neppure cercarselo il lavoro e tanto meno aiutarmi attivamente in casa. Avevamo tutto ma lui non riusciva a vivere la nostra famiglia nella serenità, aveva quasi un bisogno spasmodico di eventi drammatici come quelli che lui stesso aveva vissuto da piccolo. I bambini imparano quello che vivono….per questo io ho deciso di salvare mia figlia FEMMINA non facendole più vivere quella situazione così assurda… con un papà che le dice che le donne sono tutte stupide. .
    La tua frase infelice “uno dei due dovrà soffrire” è stata forte…ma io non ho gli strumenti per valutare se sia stata determinante. Io ho incassato frasi ben peggiori. Credo che il rammmaricarsi in continuazione per cose dette anni fa sia INUTILE per l’oggi. E’ maledettamente difficile togliersi dalla testa il bisogno di chiarire, di capire di analizzare…di tentare in ogni modo di recuperare un occasione perduta. Errori da persone immature, io direi errori da persone che in quel momento ritenevano di agire nel modo migliore.
    Non so Lei, ma io personalmente non avrò mai pace…la pace la troverai quando riuscirai a cambiare prospettiva, ogni cosa che ci accade ci conduce verso un altra cosa. Capisco molto bene la tua sofferenza, è quella che mi ha portata a separarmi…
    Bacioni, buona settimana di estate a tutti! Finalmente!!

  • 1015
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba
    Io ho detto una frase infelice. Il tuo compagno ne ha dette 100.000. Io non facevo volare i piatti, il tuo ex cercava la lite. Lui non era sereno in famiglia, io si, lui cercava i soldi, io no, lui ti calpestava io la esaltavo. Lui ti rinnegava come compagna, per me era la moglie perfetta.
    Non è tornato indietro per chiederti scusa, per ricominciare, anzi ha continuato a calpestarti, io la cerco da quasi tre anni, chiedendo scusa e cancellando un suo grave errore.
    Io la amo davvero, il tuo ex non credo.
    Non ho mai irriso le sue lacrime…non l’avrei mai fatto, ma non le ho mai viste. Una sola sua lacrima mi avrebbe fatto capire ciò che non vedevo.

  • 1016
    Chiara -

    Caro Fuori dal Coro, ti ho letto, forse non avevi letto che avevo preavvertito che sarei uscita presto dalla discussione. In ogni caso, ti ho letto, e premettendo anche io come te “scusa” e “senza offesa”, ti dico: “uno dei due dovrà soffrire” è la sintesi della tua storia, non di tutta la storia, ma da un certo punto in poi sì (cioè da quando tua moglie non ne poteva più, in poi; cioè da quando il BUBBONE è scoppiato; solo che lei, nella consapevolezza di alcune cose, era più avanti, perché da un certo punto in poi, quale che ne sia la ragione – e ognuno ha anche il suo proprio carattere, eh? – se l’è tenute dentro, le cose che le facevano male).

    Significa che da un certo punto in poi, in questa storia, uno soffriva e l’altro stava bene. Si fondava, quindi, questa storia, su basi non solo ERRATE (e tu ne eri – o dovevi esserlo – perfettamente consapevole: ma sulla pelle di tua moglie però), ma FRAGILI, aggiungo INEVITABILMENTE fragili.

    Tua moglie ha sofferto e ha detto basta. Tutto lì. Significa che lei aveva bisogno di salvare sé stessa. Significa che per causa di paure tue (e il figlio c’entra poco, c’entra fino a un certo punto, tant’è che tua moglie, DOPO, ha stabilito – si è resa conto: prima secondo me non lo sapeva nemmeno lei, ancora – che non fosse più sufficiente, fare il figlio con te: significa che c’erano dei problemi in cose che lei riteneva FONDAMENTALI e che lei, da persona “splendida” e responsabile, come io credo che lei effettivamente sia, e tornerà a esserlo, PIENAMENTE, il giorno che smetterà di stare male ed elaborerà del tutto questa fine, secondo me inevitabile, lei riteneva fondamentali, dicevo, TANTO PIU’ per e con un figlio un domani… Ergo: non voleva che – eventualmente – un figlio avesse a soffrire per le stesse cose che lei conosceva bene… Che l’avevano fatta soffrire).

    Fuori dal Coro, scusami e senza offesa: non si fonda, o almeno non lo si manda avanti, un rapporto di coppia sulle proprie ESCLUSIVE paure, e tutto il resto vien da sè, e/o tutti gli altri SEGUONO e/o SI ADEGUANO. Perchè prima o poi si sfascia tutto. Ci si aiuta, semmai, a chiarire quelle paure. O se si vuole fare da sé: si fa in modo di superarle da sé, quelle paure.

    Tua moglie ti conosce, Fuori dal Coro, ed evidentemente ritiene che tu, di fondo, figlio o non figlio, quelle paure non le supererai mai. Ritiene anche, credo, che tu IL PROBLEMA quale fosse non lo hai mai capito. Eccetera eccetera.

    Di conseguenza, pur tentando, lei non è potuta tornare con te: perché da una parte forse ti amava ancora, ma dall’altra è una persona ONESTA. E quindi non è che ti raccontava frottole, o che era semplicemente “rancorosa”, quando ti voleva far intendere – pur arrabbiatissima – “dovresti cambiare”. Non ti raccontava frottole quando si disperava e arrabbiava, di nuovo, stando male, che lei, con te, non ce l’avrebbe potuta far più, a stare.

    Ecco che cosa penso, Fuori dal Coro.

  • 1017
    Chiara -

    E te ne faccio una metafora, Fuori dal Coro. Perché sì, io è come se vedessi questa scena, e te la devo dire, ed è da un bel po’ che avrei voluto aver modo e tempo, di dirtela.

    Vi vedo così:

    Voi siete in quella bella casa immersa nella natura. Fate viaggi, siete in armonia eccetera, come tu hai descritto. Un giorno, tua moglie, ti dice: caro, guarda, c’è un po’ di polvere, lì. E indica col dito. Poi prende subito, lei, la scopa, e la tira via di lì.

    ‘sta cosa, però, della polvere, ritorna. E lei te lo ridice, e riprende la scopa eccetera. Un giorno poi ti dice: senti caro, tirala su tu stavolta. E tu, siccome non ne hai voglia, butti quel granello di polvere (una cosa da niente, in fondo) sotto al tappeto. E lei lo sa: e lì con te. Forse, chissà, sorride – con tenerezza – anche della scena.

    Nulla di grave.

    Col tempo però diventa normale che lei prende la scopa e tu la butti sotto al tappeto.

    Passa altro tempo e lei si rifiuta di prendere la scopa: lascia fare a te. Che regolarmente butti i vari granelli di polvere sotto al tappeto.

    Un bel giorno, tutti e due, vi accorgete che il tappeto non è mica più tanto normale, eh?

    Eh sì, perché il tappeto non sta più per bene a terra. Ha una gobba enorme. Anzi, una montagna.

    Dopo di che, la moglie ti dice: io esco, non ce la faccio più. Ti ho mostrato decine di volte come si doveva fare, e ti ho mostrato decine di volte la montagna che cresceva.

    Nonostante ciò in tre anni spera che tu abbia capito.

    Lei però, ora, oltre ad avere un peso suo, una montagna sua dentro (perché ha rivoluzionato completamente la sua vita per questo, e come minimo ne è rimasta scossa, come minimo, e non è ancora uscita), vede che la montagna è sempre lì, e non si smuoverà. Non si è smossa per tre anni. E per questo lei soffre, ma al tempo stesso non torna indietro. La montagna la conosce e non la vuole più vedere.

    Ecco, questo penso, all’incirca, di tutto l’insieme, Fuori dal Coro. Senza alcuna identificazione con tua moglie, Fuori dal Coro: solo una discreta esperienza umana. Esperienza di vita, Fuori dal Coro. Che significa anche conoscere le storie di tante persone… E farne tesoro. Io so se mi identifico con qualcuno, più precisamente. Be’, qua ho letto tante persone, e indirettamente altre storie. Ho letto Maximum, Maria, Aleba, Marcella, tu FDC, e di tua moglie (che credo di capire). Ma se devo essermi identificata con qualcuno, di più, è con la bambina di Aleba.

  • 1018
    LUNA -

    Ciao FDC, è vero che alle volte delle frasi possono ferire molto, anche per come le interpretiamo e soprattutto dipende anche dallo stato d’animo con cui le ascoltiamo. D’altra parte anche le frasi più storte possono essere spiegate, e possono essere contestualizzate, se non c’è stato dolo e c’è la volontà di chiarirsi.
    Voglio dire che per quanto sicuramente anche in vita mia delle frasi mi abbiano ferito trovo ci sia una differenza tra il fatto che una persona continui a riconfermarmi una frase per anni, e a ripeterla, o che non faccia nulla per parlarne o che invece se ne parli.
    Personalmente ovviamente ignoro con quale tono tu l’abbia pronunciata quella frase, ma non mi sembra una frase di una persona insensibile e che non prende atto di una situazione, francamente. Mi sembra anzi l’accorgersi che ci sia un problema da risolvere e da affrontare. “Se io non voglio un figlio e tu sì, penso sia normale che uno dei due soffrirà per questo” perché sarebbe una frase terribile?
    Perché non leggerci anche, nonostante le tue restistenze e paure che manifestavi, il fatto che si poteva cercare (e stavi cercando, anche interrogandoti su te stesso) il modo di venirsi incontro?
    Quella che tu consideri la frase peggiore a me sembra una frase aperta. Certo, dipende come la si legge, se si vuol leggerla come: poiché io non intendo darti un figlio soffrirai tu.
    Ma poiché tu non eri un uomo indifferente, a quanto racconti, le stavi appunto dicendo, mi pare: colgo che questa sia una questione importante.
    Altrimenti una frase come questa non l’avresti neanche detta, io credo.
    Sono d’accordo con Aleba, si fa quello che si può con i mezzi che si hanno in quel momento. Se tu avevi paura avevi paura e cercavo di gestire la cosa come potevi. Lei cercava di gestire la cosa come poteva. E la situazione che si è verificata tra voi capita a molte coppie, credo, in diversi passaggi della vita. Non necessariamente solo sulla questione di un figlio. Non sempre le persone si trovano in perfetta sintonia, ed è quando ci sono da mettere a fuoco cose importanti che spesso possono scattare anche meccanismi inconsci.
    Ti posso anche dire che quando cercavi di spostare l’attenzione su qualcosa che per lei risultasse piacevole comunque trasmettevi più considerazione e amore di chi, magari, di fronte ad una questione vissuta come un disagio o un pericolo, sarebbe uscito dalla coppia, andandotene tu via a fare altro o pensare ad altro in compagnia di qualcun altro (non necessariamente una donna).
    Ma il punto è, come dice Aleba, che non ha senso rimuginare su ciò che fu, perché ciò che fu non lo puoi cambiare. E credo che il fatto di esserti messo in apertura dopo, il tuo aver riflettuto e il tuo aver cercato di dialogare in modo aperto il suo valore lo abbia. E ti posso dire che credo che avrebbe avuto comunque un valore anche se comunque tu non fossi stato in grado di dire di sì a quella paternità, e se comunque aveste deciso che le vostre strade si dividevano per questa

  • 1019
    LUNA -

    o altre incompatibilità.
    Io non c’ero e non so come ti sia comportato con tua moglie e come lei se la sia vissuta in due decenni, tuttavia, da parte mia, trovo che pur manifestando un punto di vista sul pensiero di tua moglie non comprendo su cosa si basi l’affermare di Chiara che tu avessi questo atteggiamento generale all’interno della coppia @Fuori dal Coro, scusami e senza offesa: non si fonda, o almeno non lo si manda avanti, un rapporto di coppia sulle proprie ESCLUSIVE paure, e tutto il resto vien da sè, e/o tutti gli altri SEGUONO e/o SI ADEGUANO. Perchè prima o poi si sfascia tutto. Ci si aiuta, semmai, a chiarire quelle paure. O se si vuole fare da sé: si fa in modo di superarle da sé, quelle paure.

    Tu hai detto più volte, FDC, che voi parlavate. Questa può essere la tua impressione, ma non abbiamo gli elementi per dire che tu in generale avessi un atteggiamento per cui lei si doveva adeguare. E nel caso specifico, anche perché tu hai scritto che lei diceva: “Ho paura che se non faccio un figlio adesso in seguito potrei pentirmene” non vedo come possiamo affermare che in quel momento ciascuno non mettesse sulla bilancia, come preponderanti, le proprie paure pensando che sarebbe stato meglio se l’altro si fosse adeguato.
    Cioè per lei se tu avessi detto “Hai ragione, se hai paura di pentirtene facciamo un figlio adesso, rispetto le tue paure, anche se non solo le mie” e per te se lei avesse detto “Hai ragione, se veramente l’idea di fare un figlio in questo mondo e per queste tue ragioni, rispetto le tue paure, anche se non solo le mie”.
    Fa più effetto che avessi delle paure tu perché tu dicevi di no e lei diceva di sì? Perché in teoria tutti dovrebbe essere senza macchia e paura nel momento di dire di sì ad una maternità o paternità? A me la cosa naturale sembra che due persone si possano anche parlare delle loro paure e sensazioni connesse, i propri perché, riguardo una decisione così importante, che non è solo una decisione di coppia, ma prima di tutto dei singoli. E i singoli, in quel momento, si sono aspettati che l’altro si adeguasse, soffrendo del fatto che l’altro non si adeguasse immediatamente, cosa che avrebbe sciolto la tensione delle paure e ragioni di ciascuno.
    Lei ad un certo punto ha detto: Me ne vado e in seguito ha reagito in un certo modo.
    Non era la sola strada, e la strada che lei ha sentito e scelto, ma ciò di per sè non significa che dipenda solo da te. Che dipenda solo da te se lei non ha trovato una strada più assertiva per dirti che le cose stavano prendendo una piega più grave di quella che tu riuscivi a cogliere, e per dirtelo in tempo.
    Nè significa che tu abbia sbagliato tutto in una vita insieme, perché quella vita, con quegli equilibri che c’erano, l’avevate vissuta e creata in due.
    Il punto è comunque il presente. E lei ha diritto di lasciarti e anche di non amarti più, ma tu hai anche il diritto di non sentirti l’unico responsabile di equilibri che c’erano o che sono saltati.

  • 1020
    Fuori dal Coro -

    Ciao Chiara, Ciao Luna
    Per motivi di spazio risponderò ad una la volta. Intanto a Chiara. Piacere di risentirti, spero tu stia bene. Chiara, la frase infelice l’ho detta, non posso negarla, né cancellarla. E accetto tutte le critiche riguardo questo. Anche se purtroppo a volte le frasi infelici possono sfuggire non volendo. E nelle parole di questa frase c’è un mentire a me stesso: “Se io non voglio un figlio e tu no penso sia normale che uno dei due soffrirà per questo”. Ho mentito a me stesso perché io avrei sofferto se fosse nato nostro figlio ? Non credo proprio. Sarei stato un padre responsabile e felice.
    E’ stata una frase infelice ma più che altro buttata là, molto probabilmente per non essere in grado in quel momento di gestire quella situazione. Non escludo nemmeno ci possa essere stato un momento di nervosismo che abbia influito su di me.
    E secondo te si può incrinare un rapporto per una frase detta male ? Non credo.
    Ma lasciamo stare, la frase l’ho detta e non cerco giustificazioni e credo, come scritto negli altri post, di stare pagando abbastanza questa mia negligenza.
    Quello che non capisco è quando mi dici che “per causa di paure tue si è resa conto che non fosse più sufficiente fare il figlio con te”.
    Quali sono queste paure che Lei riteneva fondamentali ? Tu dici che, secondo te, il figlio c’entra fino ad un certo punto. Bene. Poniamo sia così. Ma da persona splendida e responsabile quale ho sempre sostenute che Lei fosse poteva farmi presente quali fossero queste paure.
    Io non ho mai manifestato altre paure Chiara, se non la paura delle malattie. Neanche della morte, figuriamoci. Credo che quasi ognuno di noi abbia paura delle malattie e della morte.
    Pensa che Lei mi ha rinfacciato di essere molto sicuro di me. Contradditorio essere sicuri di se stesso e avere paure no ?
    Scusa Chiara, un accenno alla metafora della polvere. Il fatto che io prenda la scopa e butti la polvere sotto il tappeto mi sa di inganno, o quantomeno di presa in giro. Perché il gesto di nasconderla sotto il tappeto è come far credere all’altro di aver fatto qualcosa quando invece non la si è fatta. Per come sono io Le avrei detto: “Amore mio adesso non mi va di farlo”. Ma nel momento in cui avrei deciso di pulire avrei pulito sul serio. Senza prendere in giro nessuno, tanto meno Lei.
    So cosa vuoi dirmi con questa metafora Chiara. Ma il mio discorso era per spiegarti che io non avrei mai permesso che si formasse la gobba sotto il tappeto. Non avrei sorriso con tenerezza. Ma avrei cercato di capire il perché di quel comportamento. Non avrei aspettato che si fosse formata la montagna. Anche perché se tu sorridi con tenerezza quando butto la polvere sotto il tappeto non mi fai capire che questa cosa ti fa soffrire. E non puoi dirmi di punto in bianco, quando vedi la montagna di polvere sotto il tappeto che tu quella montagna non la vuoi più vedere. Se tu mi avessi detto che quel mucchio di polvere ti causava il vomito io l’avrei immediatamente….

  • 1021
    Fuori dal Coro -

    ….tolta.
    Sai Chiara, io ho sempre pensato che mia moglie mi conoscesse. Ma sai perché soprattutto ? Perché io non ho nascosto nulla. Il problema, secondo me, è che Lei non ha visto questa storia del figlio come una paura ma come un atto d’egoismo nei suoi confronti. Come quasi volerla far soffrire. Guarda Chiara che se parlassi con Lei, ti direbbe che io non avevo paura di fare un figlio ma che io un figlio non lo volevo. E’ molto diverso. Io sto qui ad analizzarmi, a confrontarmi, a mettermi in discussione, a cercare di capire i miei errori. Lei invece ha nella sua testa solo il fatto che io non volevo un figlio. Ergo egoismo allo stato puro. Che non nego ci sia quando sostengo di aver avuto paura di cambiare vita.
    Io non ce l’ho con mia moglie Chiara. Tutt’altro. La ritengo una persona splendida, responsabile ed onesta. Si onesta, nonostante quella grave mancanza nei miei confronti che io le ho perdonato.
    Ma una cosa le rimprovero: quello di non mettersi Lei in discussione anche soltanto per comprendere che fondamentalmente quella montagna che credeva di conoscere, in realtà la conosceva ben poco.
    Non avrei MAI fatto soffrire mio figlio Chiara.
    Un abbraccio

  • 1022
    Chiara -

    Luna scrive: “non comprendo su cosa si basi l’affermare di Chiara che tu avessi questo atteggiamento generale all’interno della coppia”.

    Qualcuno avverta Luna, per cortesia, che io affermo quello che penso e quello che vedo (che io possa sbagliarmi è incredibilmente OVVIO e IMPLICITO). Sulla base degli elementi che ho ed esattamente come TUTTI gli altri LIBERAMENTE (e senza offesa) hanno fatto e fanno qui. Punto.

    Peraltro: non volendo emettere alcuna SENTENZA MORALE, né verso l’una persona (Fuori dal Coro) né verso l’altra (la moglie di Fuori dal Coro).

    (Fuori dal Coro: spero che tu possa comprendere che io non posso più intervenire… E che quanto potevo fare/dire – proprio per DARE UNA MANO A TE, proprio precisamente A TE – l’ho detto/fatto. Più di così davvero non posso. Un abbraccio e un augurio di ogni bene).

  • 1023
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Piacere risentirti, spero anche tu stia bene.
    Luna, come scritto nel post precedente a Chiara, non voglio giustificarmi riguardo quella frase. Ho sbagliato, non volevo, ma ho sbagliato.
    Il terribile in questa frase credo sia nel fatto che Lei possa aver capito tre cose: la prima ovvia che io non volevo un figlio. La seconda, forse la più brutta, che io avrei sofferto se avessimo avuto un figlio. La terza che non mi importava se Lei avesse sofferto.
    Come detto prima, senza cercare in alcun modo giustificazioni, posso soltanto dire di essere quasi certo di aver detto questa frase in un momento di nervosismo, in cui probabilmente pressato avevo espresso la realtà del momento: “Qui o si fa un figlio o non lo si fa qualcuno non sarà contento”. La sintesi è questa.
    Non c’è niente da fare, in qualunque modo si legga è una frase che non si doveva dire: Azionare il cervello prima di mettere in funzione la bocca.
    Quello che è certo è che non volevo assolutamente dire “Non mi interessa del figlio, soffri tu e basta” Questo no, assolutamente no.
    Purtroppo cara Luna, credo si sia innescato un meccanismo perverso tra noi due che ha portato Lei a covare dentro sofferenza, rancore e quant’altro.
    Quello che dopo oltre due anni non mi da pace è che in pratica ci siamo autodistrutti per qualcosa in cui, a mio parere, eravamo molto più simili di quanto possa sembrare.
    Leggo che non sei d’accordo su un punto espresso da Chiara. Il nostro rapporto non si fondava sulle mie paure. Ho già scritto a Chiara che, sostanzialmente, non vivevo altre paure. Io ripeto non ho mai imposto nulla nel nostro rapporto, se non la richiesta di vivere fuori città. Era una cosa quella che o si prova a farla subito o non la si fa più. E, in ogni caso, si faceva sempre in tempo a tornare indietro.
    Per il resto non posso assolutamente dire di essere stato un despota. Anche riguardo me stesso, sarei un falso se sostenessi una cosa del genere. Ho dato ampio spazio e libertà di pensiero e di azione a mia moglie. Il rispetto dell’altro prima di tutto.
    Io non ci dormo la notte. Oggi come due anni fa, al pensiero che ci siamo “castrati” ognuno per un suo modo di interpretare le cose. Chiara mi parla di altre paure. No, io ho sbagliato a non fare un figlio. Ho sbagliato, me ne pento e sto pagando. Un figlio si fa con chi si ama. Lei è mia moglie. Con Lei proverei a fare un figlio anche subito senza condizioni. Solo che Lei mi amasse davvero.
    Lo so che, secondo te, non dovrei sentirmi l’unico responsabile per certi equilibri che sono saltati. Io parlo per me, Luna, per la mia parte di responsabilità. Caspita Luna io capisco tutto però non mi do pace per aver sbagliato dove non sbaglia neanche un deficiente. Anche i killer fanno i figli, i boss mafiosi e i matti. Io che mi ritengo una persona di principi sani ho sbagliato nella cosa più naturale di questo mondo.
    Scrivo con rabbia verso di me in questo momento, mentre penso che mi commuovevo quando vedevo documentari….

  • 1024
    Fuori dal Coro -

    …sulla natura, di cui sono un appassionato, in cui si assisteva ai “miracoli della vita”. Animali che solo grazie all’istinto manifestavano Amore Immenso nel procreare e nell’accudire i propri cuccioli. Ed io essere umano dotato di intelligenza ho mancato in questo.
    Quale visione d’Amore più bella vedere mia moglie Felice dopo aver dato alla luce NOSTRO FIGLIO.
    Ca….zo Luna…..queste sono coltellate al cuore che sento ogni giorno.
    Chiara mi leggi ? Non sono Francesco di Assisi che ricco sfondato cambia testa e va a fare il poverello parlando agli animali. Qui c’è solo un uomo che certe sensazioni le provava da sempre. E che ha sbagliato in un certo periodo della vita. Rifaccio l’esempio del fidanzato che non vuole sposarsi pur amando la propria donna. Poi messo alle strette decide di sposarsi. Se non amasse la propria donna non si sposerebbe mai. La sua è solo paura.

    E ognuno di noi può avere le proprie paure.
    Sono sicuro che se avessi avuto un figlio con mia moglie la prima cosa che gli avrei insegnato sarebbe stata quella di non avere paura. Perché la vita va da sé. Noi spesso ce la complichiamo.
    Un abbraccio

    P.S. Per Chiara:
    Mentre facevo il copia incolla di questa lettera ho letto il tuo post 1022. Alla fine mi scrivi dicendomi che speri io possa comprendere che tu non possa più intervenire.
    Io rispetto il tuo volere, però vorrei capire se ciò è dato dal fatto che tu pensi di non essere più in grado di dare una mano o cos’altro.
    Cioè, non vorrei che te la fossi presa, per qualche risposta, mia o di qualsiasi altro in merito ai tuoi post.
    Io credo che ognuno sia libero di pensarla come ritiene opportuno, nel rispetto di tutto e di tutti.
    Se poi i motivi non sono questi allora cancella le ultime righe.
    Se non dovessi risentirti su queste righe (spero di risentirti invece) ti auguro ogni bene e ti ringrazio per l’aiuto.
    Un abbraccio

  • 1025
    Chiara -

    Caro Fuori dal Coro, scusami, ma non avevo letto la tua replica. Ovviamente io non è che entro qua, ti butto delle cose, e me ne vado. Se tu hai da dire su ciò che ti dico (e ci mancherebbe che tu non lo potessi fare), io poi ovviamente ti rispondo a mia volta.

    Prendo solo alcuni passaggi tuoi qua e là e ti rispondo così.

    Innanzitutto la frase. Io l’ho presa a esempio perché sintetizzava molto bene, secondo me, lo sbilanciamento che si era creato in questo rapporto. Ed era una cosa di cui ENTRAMBI eravate (più o meno) consapevoli. Che la cosa fosse talora IMPLICITA, tal’altra ESPLICITA, è per me irrilevante. Questo è il punto centrale della questione. Non mi interessa chi aveva cominciato con. Mi interessa identificare il NODO della questione. Da lì, poi, si può intervenire a superare UN PROBLEMA. Prima no, assolutamente no: non si può. Punto.
    E questa è una cosa.
    Secondo. Una frase, come tu ben hai detto molte volte, detta “per rabbia”, in realtà, non contiene la verità, o solo una piccolissima parte. La dico perché sono arrabbiata, punto. E quello, l’altra persona, lo capisce, eccome. Tu invece, in quel caso, Fuori dal Coro, dicevi la VERITA’. Purtroppo era la sostanza, per me, del rapporto, da un certo punto in poi. Era vale a dire (in)consapevolmente (da entrambi) SBILANCIATO sul: uno dei due dovrà rinunciare, uno dei due dovrà soffrire, uno dei due se ne dovrà fare una ragione. Eccetera.

    E’ questo, era questo, FDC, il VOSTRO testa-testa. Punto. Non mi interessa chi e come l’ha iniziato, ha taciuto, ha fatto finta, ha sopportato, non ha capito, eccetera. Non mi interessa.

    VOI eravate in QUESTO testa-testa, e la montagna l’avete creata VOI. Giorno dopo giorno.

    Tu scrivi: “Non avrei aspettato che si fosse formata la montagna”.

    Ah no? Ma davvero? Ti accorgi che – invece – la montagna si è creata? Era dentro la VOSTRA CASA. Non è che tua moglie vivesse lì, da sola. Eravate in due. E se hai cominciato tu, o lei, ripeto, a me importa un piffero. VOI avete creato la montagna. Punto.

    Quando io personalmente mi sono trovata in una situazione in cui, come te, dici: lei non voleva mettersi in discussione, lei creava la montagna, lei non parlava, lei non comunicava, eccetera, IO CHIUDO, Fuori dal Coro.

    Se io so di aver FATTO il POSSIBILE, Fuori dal Coro, me ne vado tranquilla. Mi dico: io la montagna, per mia parte, ho fatto il possibile per non crearla. La mia parte l’ho fatta. Dunque non è che sto lì (anche SE AMO) a martoriarmi, eh?
    Non solo, mi dico: ma io che cosa ci starei a fare con questa persona? Ma manco per idea, ci torno, con quella persona.

    Dunque: se tu sei convinto che lei sia una persona che non si mette in discussione, crea la montagna lei, eccetera, che cosa vuoi avere perduto, abbi pazienza? Hai perduto una persona che non ti aiuta a crescere. Una persona che crea problemi DOVE NON SONO. Che se li immagina. Eccetera.

    E che cosa puoi costruirci con una persona così, scusa?

  • 1026
    Chiara -

    Peraltro, Fuori dal Coro, io sospetto, guarda un po’, che lei pensi ESATTAMENTE le cose tue, di te: e cioè che TU non ti metta in discussione.

    Dunque, la domanda a ENTRAMBI (e retorica) è: che cosa dovreste tornare insieme VOI DUE a fare, scusate?

    E mi pare che ve lo siate dimostrati in abbondanza, da un certo punto in poi, e successivamente per TRE ANNI, che eravate, e che siete, in un testa-testa, e che questo testa-testa, col cavolo che si è sciolto, in una vera discussione tra voi, in un vero sciogliere i nodi delle questioni.

    Io questo vedo. Punto. E se tua moglie fosse qui: lo direi anche a lei. Le stesse cose. VOI avete creato la montagna. No solo lei, no solo tu, no ha cominciato lei, no hai cominciato tu. Non siete due bimbi, per me, eh? A me non interessa chi ha cominciato e chi ha fatto di più o di meno, e partire (io) con le accuse: se voglio darvi una mano. Mediare tra voi (sia pure purtroppo in forma indiretta e limitatissima, come vedi; non è che sia proprio facilissimo, dare una mano così, in queste condizioni, eh?).

    Ti dico un’altra cosa, più generica. Il COMPROMESSO Fuori dal Coro, la NEGOZIAZIONE, qua, lo vedi anche tu, sono MANCATI.

    Un bel giorno, da qualche parte, ho letto – finalmente! – come è considerato SOLITAMENTE il compromesso, e cosa INVECE dovrebbe essere.
    Te lo riassumo per come l’ho capito io.
    Il COMPROMESSO non è: siccome tu vuoi sempre andare al lago, e io invece voglio andare che so al parco giochi, non significa oggi andiamo al lago e la prossima volta al parco giochi (che più spesso, lo vediamo, poi finisce che o si va sempre al lago, oppure si va separati, oppure che ne so, iniziano dei sottili rancori eccetera).

    Significa trovare un’ALTERNATIVA che soddisfi entrambi.
    Perché se io RINUNCIO, e la volta dopo rinunci tu, ciò comunque crea FRUSTRAZIONE.

    L’alternativa (il compromesso), invece, non solo fa sì che voi, insieme, condividiate, in contemporanea, cose che vi soddisfano e vi danno piacere, ma che vi evitate di crearvi, entrambi, una frustrazione, o peggio di fare una cosa che magari detestate, non è di vostro gradimento, o vi dà fastidio eccetera.

    L’alternativa è la MIGLIORE e più SODDISFACENTE – per entrambi, contemporaneamente – SOLUZIONE. Per entrambi.

    Dunque (ovvio che l’esempio è un esempio): si va dove c’è un lago e un parco giochi. Si trova una soluzione (situazione ecc.) che sia di soddisfazione per entrambi.

    Ecco, tutto lì. Dopo di che, forse, puoi capire che in certi casi la soluzione, soddisfacente per entrambi: o non ci potesse essere proprio, o non la si volesse trovare. A me questo potesse o volesse non interessa. Interessa che non c’è stata, questa soluzione. Prendo atto: da esterna. Che è più facile per me: da capirlo, questo. Dopo di che le due persone coinvolte, mi pare che debbano prendere atto di questo: che la soluzione non c’è o non c’era. Dopo di che, io spero, io mi auguro, si mettano, ENTRAMBI, come si dice, l’anima in pace. Ecco qua. Ecco tutto.

  • 1027
    aleba -

    .FdC @ una cosa le rimprovero: quello di non mettersi Lei in discussione anche soltanto per comprendere che fondamentalmente quella montagna che credeva di conoscere, in realtà la conosceva ben poco. Caro Fuori dal Coro gli adulti raramente vedono la realtà per quella che è, spesso vedono ciò che elabora la mente, filtrata attraverso l’esperienza ma anche attraverso i propri bisogni e le emozioni che i bisogni scatenano. Penso alla mia storia, in questi ultimi mesi mi ritrovo spesso a raccontare PER LA PRIMA VOLTA a mia sorella la vita che conducevo con il mio ex. Rimane allibita e mi interrompe per dire “Dovevi mollarlo in quel momento!” Ma io non l’ho mollato per anni. Anche io avevo i miei filtri … (pensavo che l’amore fosse principalmente amare l’altro! Invece l’amore più importante è quello verso sè stessi) e, anche se la parte istintiva del mio cervello mi esortava a rimuovere i filtri, io rimanevo e spostavo il confine. Mia figlia…piccola mente fresca e pulita, cuore nuovo che neppure concepisce il male ma si aspetta solo amore da chi la circonda, lei con i suoi occhi chiari ha visto nitidamente ciò che succedeva, lei parlava senza “modulare” dichiarava senza dubbi o giustificazionei COSI’ NON VA. L’ha fatto in diverse occasioni che mi hanno profondamente colpita e hanno tolto i filtri dagli occhi. La realtà è unica insindacabile e non si può negare che certe cose siano accadute spostando il limite di tolleranza. Se l’acqua è tossica è tossica! e se ne vieta l’uso…non si rivedono le tabelle tossicologiche degli inquinanti!! Alcune persone mi dicono che la mia bimba è molto matura per la sua età, che sia vispa e sveglia lo so…ma non è maturità la sua bensì immediatezza… . Mi dai un pizzico, mi fai male! te lo dico…se non la smetti ti pizzico anche io poi me ne vado. … dopo averti rimpito di pizzichi!! Se l’adulto non interviene e finge che io non sia stata pizzicata, perchè ha i suoi motivi, in quel momento l’adulto mi sta insegnando l’omertà e l’ingiustizia. Ignora il male che patisco in nome di qualcosa che non capisco, ma ben presto mi assueferò al male e mi rassegnerò al fatto che a volte, anche se ti stanno veramente procurando dolore, non te ne puoi andare…perchè non è neppure ammesso che tu lo dichiari quel dolore. A volte arrivi persino a ritenerti pazza perchè senti un dolore chiaro e netto e chi ti circonda rimane indifferente. Ho parlato di me partendo da tua moglie FdC. Credo che una relazioni funzioni quando si viaggia verso la stessa meta, ma lungo il viaggio è indispensabile comunicare…a voi questo è mancato.

  • 1028
    LUNA -

    chiara, infatti tu liberamente affermi e io liberamente dico la mia, io liberamente affermo e tu liberamente dici la tua, mentre liberamente fdc dice la sua. E’ sempre successo, in questo forum in cui da anni scrivi, anche tu, che le persone interagiscano. Anche a te è capitato centinaia di volte di dire che eri d’accordo con uno o l’altro, e anche in disaccordo con me. Dunque non comprendo perché quando tu dici la tua, anche in disaccordo, ti esprimi liberamente e quando lo fanno altri (io) tu subiresti una coercizione. Io ti ho già spiegato cosa, anche assai banalmente, intendevo riguardo il discorso scientifico, e in generale. Se ci hai letto ben di più e altro di quel che ho scritto io non posso farci nulla. Alle mie perplessità riguardo l’affermare una genericità nell’atteggiamento di fdc per cui lei ‘avrebbe dovuto salvare se stessa perché il figlio non soffrisse’ a causa di lui quanto lei fdc ti ha già risposto. Per quanto riguarda la mia opinione che ho espresso leggo da centinaia di commenti

  • 1029
    LUNA -

    uno che si flagella da mane a sera dandosi ogni responsabilità, anche per le azioni subìte, non solo quelle agite. Quasi che lui fosse il solo adulto tra i due. Leggo uno che è rimasto in apertura, il più possibile, anche dopo un tradimento. Che ha tentato di rimediare anche deresponsabilizzando parecchio l’altra parte. Quando fdc si mette su un piano di parità, ammettendo anche le SUE frustrazioni subìte e che anche dall’altra parte è utile una messa in discussione (fosse pure sul senso di ‘son stata troppo buona e ero ‘tappata’) io non ci vedo certo del positivo perché ci vedo del rancore da parte di fdc bensì una visione e rielaborazione più democratica, in cui gli adulti, capaci di scegliere, intendere e volere e mutare il corso degli eventi sono due. Anche quando penso che sto salvando me stesso/a (l’ex di aleba sarà da quando era bambino che è persuaso di farlo) posso farlo in modo più o meno funzionale. Posso dare tutta la colpa agli altri o a me stesso o mettere e mettermi in discussione in modo più costruttivo. Anche quando le ferite e i traumi sono grandi. Ma grandi davvero. Se poi in questo mio guardare le cose (che non è una novità) tu stavolta cogli un attacco ad personam non posso farci nulla proprio perché non lo è. Ma poiché usi ciò che dico per dire che così non puoi restare e per te è una sofferenza, pare, che si abbiano opinioni diverse non ho problemi ad andarmene io, dalla questione fdc, così ti rassereni e anche fdc perché pare che diventi lui sennò tipo la storia, com’era? Di salomone? Vedi un po’ te. Aleba, con te però resto in contatto volentieri sui temi che sai.

  • 1030
    LUNA -

    aleba, quando scrivi così (e son d’accordo su tutto, in particolare con le prime righe) automaticamente lui si chiede (mi pare) “Io ho fatto questo a lei? Si è sentita come dice aleba? Io avrei dovuto capire quei bisogni e quei filtri? Io io io”. In realtà io leggo il tuo discorso in maniera molto più ‘realistica’ e ‘democratica’, e ci leggo (magari mi sbaglio, dimmelo tu) anche quella tua messa in discussione costruttiva, sulla tua parte, pur cercando di riconoscere e non negando le responsabilità e i filtri altrui. Il dialogo è credo il momento in cui ciascuno mette sul tavolo i propri bisogni e i propri filtri, ma, penso, funziona se si è reciprocamente aperti a sentire quelli dell’altro. E anche però, a volte, a riconoscere le proprie ragioni per cui non ci si esprime. E’ un lungo discorso, lo sappiamo… Se parlo con mio suocero (persona a cui voglio bene e che me ne vuole) quando descrive certi atteggiamenti di sua moglie sono identici a quelli di lui. Identici. E emersi in seguito in determinate circostanze. Se me ne fossi accorta prima, tanti anni fa, forse avrei reagito diversamente. Non avrei pensato che lo avevano rapito gli alieni e che era cambiato, ma che funzionava ANCHE così. Inoltre dalle domande che mi fa mio suocero mi è chiaro quanto ansie ASSURDE di mia suocera e suoi filtri abbiano contribuito. Io non tolgo responsabilità a lui, perché aveva accanto davvero una persona sempre disponibile a sbrogliare le matasse. Quando io dico a mio suocero il mio punto

  • 1031
    LUNA -

    per quanto è ovvio che io sia inc. per una serie di cose gli è anche chiaro quale sia stato sempre il mio atteggiamento di fondo, pure se io anche, ovviamente, ho le mie. Gli è chiaro che la guerra non solo non l’ho mai cercata io, ma anche che determinate situazioni son state ‘rivoltate’. Sarebbe complicato spiegarle nel dettaglio, ma è così. E io a lui dico “io ho molti difetti, ma non è su difetti reali che si son basate delle questioni”. E per farti capire quanto ciò sia vero mia suocera manipolò le cose in modo che la casa non fosse a mio nome perché se ci fossimo separati… (ma lui non se ne rese conto. Lei lo ha ammesso TESTUALE recentemente), le ragioni per cui lui andava a pranzo da lei erano perché principalmente lui andava a fare da cuscinetto, cosa che suo padre sa (‘quando c’è anche lui lei se la prende meno con me’) e io questo ero in grado di vederlo. Lei girò la questione (a parte invaderci anche i weekend, in cui lui diceva ‘mangio a casa’) che lei doveva cucinare per lui perché io me ne fregavo e tra l’altro io non mangio e cucino verdure (perché son allergica a due azzo di verdure che lei metterebbe anche nel caffè) e che lui povero lavora e io mi gratto (perchë lui fa un lavoro fisico, io intellettuale, per cui se io lavoro anche dieci ore in realtà mi gratto. E visto che non lavoro almeno fossi una casalinga per

  • 1032
    aleba -

    LUNA chiara e puntuale su tutto.
    Continuo a sorprendermi per le affinità delle nostre storie, pure io con un lavoro intellettuale e lui un lavoro di fatica…pure io per lui mi grattavo tutto il giorno fuori casa 10 ore al giorno. Poi nel week end lui coltivava le sue passioni e io pulivo casa ma solo mentre lui era fuori, perchè quando era in casa si seccava se c’era l’aspirapolvere fuori o se me ne stavo in lavanderia a stirare. No! quelle cose le facevo nella pausa pranzo, dopo che lui era uscito per andare al lavoro. Pure per me il casino, nella sua testa, è scoppiato con la casa nuova. Terrorizzato di perderla ha perso me. Pensa che persino l’assistente sociale mi ha detto che da come parla si capisce chiaramente che sua figlia è la casa, non la bambina.
    Credo che la parte migliore del mio rapporto con lui, per me, sia stata cercare un supporto psicologico per mettere ordine. Sai come quando non stiri da due settimane e la roba è ammassata e stropicciata. Finalmente prendi un capo alla volta e togli le pieghe, sistemi con cura i bordi e tutto si distende. Pezzo per pezzo fino a quando tutto è impilato in buon ordine e riponi debitamente nei cassetti e nell’armadio. Si crea uno spazio buono, si fanno le somme giuste e il risultato è sempre unico.

  • 1033
    Fuori dal Coro -

    Ciao Chiara
    Grazie per il tuo intervento. Provo a risponderti su alcuni punti che hai evidenziato. Riguardo la famosa frase: no non dicevo la verità. Se leggi il mio post n. 1020 ho già sottolineato il fatto che con quelle parole non dicevo la verità, in quanto mentivo a me stesso, perché non avrei sofferto con un figlio. Anzi sarei stato un padre responsabile e felice. Era la paura di cambiare vita che prendeva il sopravvento su tutto.
    Io ho scritto che “non avrei aspettato che si fosse formata la montagna”. E la montagna che tu dici “fosse dentro la nostra casa” io non la vedevo. In sostanza questa montagna la vedeva solo Lei con il suo malessere che non mi dimostrava.
    Ti faccio un esempio per chiarire questo punto: se io ti dico mentre mangio del prosciutto che tu mi hai preparato: “il prosciutto mi mette sete” non significa che non mi devi più preparare il prosciutto, significa solo che mi mette sete. Altrimenti avrei detto “il prosciutto mi mette sete, non ne vorrei più mangiare” In sostanza non posso accusare te di avermi fatto bere litri d’acqua a causa del prosciutto se io continuavo a mangiarlo senza dirti che non avrei voluto più mangiarne.
    E’ chiaro che tu portandomi l’esempio della “montagna di polvere” mi metti in condizioni di non poter dire che non ho visto la “montagna” perché è evidente che sotto il tappeto si forma la “gobba”. Ma l’esempio nel nostro caso non calza. Perché la montagna di polvere, da quello che ho potuto percepire, sarebbe il suo malessere. Ripeto Chiara questo suo malessere io non l’ho visto.
    Non so se riesco a farmi comprendere. Quello che sto cercando di dire da tempo è che io pur prendendomi tutte le responsabilità non volevo far del male a mia moglie. Diciamo che, riprendendo la metafora della polvere, non è che mettessi la polvere sotto il tappeto, ma piuttosto che non pulissi così bene come puliva Lei. Quindi diciamo che per me è pulito finchè tu non mi fai notare che non è pulito come si dovrebbe, in quanto è rimasta della polvere di cui io non mi sono accorto. E allora mi fai notare piuttosto decisamente che non è questo il modo di pulire e che se continuo a pulire in questo modo a te non va bene.
    Riesco a far comprendere la sostanziale differenza ? In quel caso o io pulisco bene o….finisce male. Non posso non capire. Mi spiego ?
    Questo è ciò che è successo nella nostra casa.
    Riguardo al mettersi in discussione e quant’altro non mi riferisco al nostro rapporto, ma al post-rapporto. In questi quasi tre anni Lei non si è mai messa in discussione. E il fatto stesso che io sia andato da una, due, tre psicologhe (donne), dimostra il fatto che io ho cercato di capire non solo me, ma cosa Le sia realmente successo e cosa io possa averle provocato con il mio comportamento anche involontario.
    Quindi io non chiudo se noto queste cose. Ed in particolare se le noto dopo quasi venti anni. Perché per quasi venti anni ho vissuto con una persona splendida. Che poi possa aver “creato la montagna” non significa..

  • 1034
    Fuori dal Coro -

    …che sia una persona che non vale nulla. Io so cosa ho perduto, perdendo mia moglie. Sto solo cercando di capire cosa le sia successo…dopo.
    Continuo a sostenere quello che più volte ho sottolineato in questi post che donne come Lei raramente si trovano. Poi che possa aver sbagliato nella comunicazione non vuol dire che sia una persona con la quale non si può costruire nulla. Gli errori si correggono, da una parte e dall’altra.
    Confermo quanto scrivi sul fatto che Lei pensi esattamente che io non mi metta in discussione. Ma onestamente cos’altro posso fare più di quello che sto facendo ? Non pensare che vengo solo qui a confrontarmi con Voi. Ho parlato con amici e persone a me vicine cercando di confrontarmi, capire e correggermi.
    D’accordissimo con te sul discorso del compromesso. Fino a tre anni fa non ho mai pensato che ci potesse essere frustrazione tra noi due. Discorso figlio a parte, avrei potuto giurare che non c’era bisogno di “negoziazione” tra di noi. Ho sempre fatto le cose che le gradiva, con reale piacere, e pensavo fosse lo stesso per Lei. Ho fatto “miei” i suoi luoghi d’infanzia felice, i suoi gusti e quant’altro. Senza mai sentirmi obbligato. Quando sostengo che Lei era entrata a far parte di me vuol dire anche questo. Mi piaceva davvero fare quello che piaceva a Lei e mi sono integrato “totalmente” nella sue cose. Tuttora non rinnego nulla.
    D’altra parte in questi tre anni chi ha rinfacciato le cose e stata Lei non io.
    E sono rimasto di pietra quando mi sono sentito dire certe cose. Prova solo ad immaginare quando per anni sei convinto che tua moglie sia felice nel fare tante cose con te e poi di punto in bianco ti rinfaccia quello che hai pensato fosse fonte di gioia per entrambi. Pensa come puoi sentirti dentro Chiara.
    Un esempio…il Natale
    Mi piacerebbe che analizzassi questi ultimi punti.
    Un abbraccio

  • 1035
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba, Ciao Luna
    Aleba sono abbastanza d’accordo con te. Non posso dire che tra noi la comunicazione sia mancata totalmente. E’ mancata una parte di comunicazione. E’ stata omessa la comunicazione della sofferenza.
    L’esempio del pizzicotto calza a pennello. Se io ti pizzico e tu dici “ahi” è evidente che ti sto facendo male. Non te lo rifaccio. Se non dici nulla vuol dire che non ti sto facendo male (a meno che si sia insofferenti al dolore), oppure mi nascondi, soffrendo dentro il male che ti sto facendo. Ma perché ? Ciò avrebbe un senso nel caso in cui io voglio farti male e tu non vuoi darmi soddisfazione. Ma altrimenti perché nascondere un dolore ?
    Ecco, in questo senso è mancata la nostra comunicazione. Che è più la sua però. Io almeno in questo non mi sento responsabile. Ho comunicato sempre ogni cosa.

    Ciao Luna
    Per prima cosa voglio dirti che di certo non mi rassereno se esci dalla discussione. Mi fa sempre piacere sentirti e confrontarmi con te. Quindi a meno che tu non abbia tuoi motivi o non ne abbia più voglia ti pregherei di non uscire dalla discussione. Ci tengo ai tuoi pareri. Anche a quegli degli altri ovvio. Ognuno è libero di dire e pensare ciò che vuole, sempre nel dovuto rispetto.
    Per il resto stavo finendo di leggere la tua storia ma…credo tu debba terminarla. Mi sono fermato alle “verdure”
    Il resto che mi riguarda puoi leggerlo nei miei post 1033 e 1034.
    Un abbraccio

  • 1036
    LUNA -

    FDC, scusa, ma non resisto 😉 e intervengo sul tuo discorso della polvere e della montagna essendo stata da entrambe le parti nella mia vita, nella parte di chi vede effettivamente mettere sotto la polvere sotto il tappeto e nella parte di chi ha assistito ad una reazione come quella di tua moglie.
    Può essere che una persona inconsciamente, per carattere ecc possa tendere a lasciar formare la montagna di polvere. Non solo per cattiva fede. Io, se sono conscia che un problema c’è, lo affronto. Anche perché per il carattere che ho non sono una che tiene il muso, che resta arrabbiata giorni, mesi, anni senza cercare di fare pace. Anzi. Posso spostarmi se vedo che non è cosa, se mi si risponde male, mantenendo comunque però il filo (cioè: mi sposto, ma non significa che io non ti voglia bene, anche se sono arrabbiata con te per una determinata cosa). Ci sono anche delle persone da cui mi sono spostata definitivamente, perché i rapporti possono rompersi, ma in quel caso non è che vado in giro a dire che sono incazzata o che, e se ho voluto bene a quelle persone comunque cerco sempre di tenere anche il buono di un tratto fatto insieme, dentro di me.
    Alcune persone, per loro ragioni, non riescono ad affrontare una discussione di un certo tipo (parliamo di questo, davvero, così lo svisceriamo) e quindi tendono a pensare sul serio che se non affronti un conflitto sparirà magicamente. Ci sono in effetti situazioni in cui il fatto di lasciar perdere fa “svaporare” il problema, o permette di rifletterci meglio su e poter tornare a parlarne in modo più calmo e assertivo. Però questa naturalmente deve essere una disponibilità da entrambe le parti a farlo. Magari se si sta litigando per una reale sciocchezza (ammesso che quella sciocchezza non sia un qualcosa che serve in realtà a scaricare altre tensioni e malumori… il che non significa comunque che lasciar svaporare la cosa sia un errore) piccoli problemi, ma capire la differenza, ovviamente, sarebbe fondamentale.
    Quando ero più giovane mi capitò di tentare, davvero, in modo forte e chiaro (mi ripeto, forte e chiaro) di tentare di parlare con il mio moroso di allora. Con cui, l’ho già detto, vivevamo una storia matura per la nostra età. Lui non era in grado di affrontare le discussioni, e si formò effettivamente il gobbone di polvere. Cosa che peraltro lui ha sempre ammesso, però. Ha ammesso che io tentai di affrontare le cose e lui non accettò il dialogo. Ammise che non pensava che potessi lasciarlo sul serio (non perché mi dava per scontata, ma per ottimismo d’amore), che era in crisi a sua volta (non contro di me, realmente, ma per la situazione contingente, esterna, che ci stressava davvero e creava una serie di problemi), ammise anche che forse all’epoca lui aveva un problema, cioè il problema, essendo lui giovanissimo allora, a volte di temere di dimostrarsi debole di fronte ad una giovane donna che gli pareva più sicura di lui. Il che non significa rompipalle. Il concetto è comunque che io

  • 1037
    LUNA -

    ricordo nitidamente la sensazione “tentativo di chiarire/polvere sotto il tappeto”, ma non è solo un mio ricordo. Lui ha, per quanto veda la cosa dal punto di vista, la stessa sensazione. Sa che è successo. Sa che io tentai di svicerare le cose e non mi fu permesso. Poi, essendo anch’io molto giovane, e comunque è questione di carattere, sicuramente magari anche sbagliai magari il modo in cui a volte verbalizzai le cose, e feci altri errori, tuttavia se la rottura di per sè lo ferì e lo stupì, non poté realmente cadere dalle nuvole, perché era chiaro che io fossi in crisi. Era chiaro anche che vivevamo una situazione di crisi, perché mentre eravamo anche molto bravi a gestire una serie di nostre situazioni il nostro problema centrale era comunque sua madre, che ci rendeva la vita impossibile. E l’effetto aumento crisi fu evidente, anche attraverso litigi ecc. Non lo lasciai per sua madre, ma perché per quanto mi riguardava (per farla breve) lui sembrava non capire nè quanto io soffrissi per la situazione (che ovviaemente faceva soffrire anche lui) nè quanto considerassi importante trovare insieme un’altra strategia. Di fatto lui scappava davvero dalla questione. Mise anche un suo amico invadente tra noi. E lo ammette.
    Nel secondo caso, invece, a me è capitato come te, cioè che una persona sia esplosa di colpo senza darne prima reali e concreti cenni. Io, come te, non potei vedere quella polvere perché non mi fu detto chiaramente che c’era. Anzi, a riprova di ciò, pochissimo tempo prima lui mi aveva detto parole d’amore, di lode per il mio lavoro, di stima e avevamo preso casa insieme. Poi entrarono in gioco vari fattori, anche la casa (come dice Aleba) vissuta in modo più ossessivo anche grazie a delle “graziose” ingerenze. Entrò in gioco la possibilità di un mio trasferimento (che rifiutai), e altre variabili.Eravamo una coppia di lunghissimo corso, che aveva un’infinità di cose in comune, un suo equilibrio interno molto forte, costruito per affinità e nel tempo, e che sicuramente condivideva anche un forte senso dell’umorismo e che non aveva un rapporto “fraterno”, tutt’altro. Cioè mancavano quei classici segni di crisi. Vero è che io all’epoca lavoravo molto, dovevo oltre che mi piaceva farlo. Com’era capitato che io capissi quand’era capitato a lui, pensai che lui avrebbe capito me, perché eravamo sempre stati “una squadra”. Per intenderci comunque ci vedevamo ogni sera, grazie all’impegno di entrambi, e appena possibile scappavamo per avere tempo solo per noi. Forse non feci abbastanza? Può darsi, ma poiché mi sono chiare le più vaste dinamiche di quel periodo, pur dicendomi che avrei potuto fare di più sono anche consapevole che feci ciò che potevo con i mezzi, le situazioni, i tempi che avevo allora. Io non ho problemi a dire che lui fu meraviglioso in quel periodo, ma va detto che non è che io non fossi stata altrettanto attenta a seguirlo, sostenerlo nella mia vita con lui in altri momenti della vita. (continua)

  • 1038
    LUNA -

    (scusa FDC, concludo, che sennò resti con il discorso “per aria”). Voglio dire che sicuramente non vi fu nella nostra storia uno sbilanciamento per cui uno doveva sempre dare ragione all’altro o uno faceva tutto per l’altro e viceversa no, ecc ecc. Anzi, se vogliamo, soprattutto all’inizio della nostra relazione, chi ebbe più pazienza su una serie di cose fui io (per sua stessa ammissione all’epoca) e anche chi inghiottì dei rospi. D’altra parte è ovvio che se si sta insieme 20 anni si cresce anche individualmente e insieme, sempre secondo me, tanto più se si ci si mette insieme giovani.
    Messa così può sembrare che io dica che io mi sentissi in credito. In realtà, come dici tu dei difetti di tua moglie o del fatto che ci si “contamina a vicenda” nelle abitudini e negli interessi io non avevo questa sensazione. A me sembrava normale. Nessuno è perfetto e ci si viene incontro. Inoltre lui veniva da una situazione particolare e quindi per me era più naturale accogliere anche dei suoi difetti come il fatto di avere delle difficoltà ad affrontare le discussioni in modo diretto. Ciò non significa che non parlassimo, parlavamo molto e decidevamo insieme, però lui aveva paura delle discussioni, perché ne aveva subite troppe, a casa. Quindi se lui non parlò in modo forte e chiaro non fu perché io glielo impedii, ma perché lui è fatto in un certo modo. Tanto è vero che per quanto io possa anche non aver colto a sufficienza dei messaggi che mi lanciava (ma dipende anche come) quando mi disse più chiaramente delle cose io presi una pausa dal lavoro. Non la presi solo perché lui mi aveva detto delle cose su di noi, ma perché era ciò che mi sentivo di fare e perché anche parlare con lui mi aveva aiutato a riflettere su una serie di cose. Quindi non mi sento di dire che io fossi una persona chiusa che non si confrontava con lui, andava per la sua strada con i paraocchi e lasciava la polvere sotto il tappeto. Forse chi soffriva semmai di più per il fatto di non poter fare delle discussioni costruttive alle volte ero io, chi avrebbe potuto aver meno occasione di esprimersi. Ma io, per come sono fatta, mi sono sempre espressa lo stesso, perché appunto non sono donna da “polvere sotto il tappeto”. Se ogni storia è un mondo io non credo esistano storie perfette, ma esistono storie in cui le persone si amano reciprocamente, stanno bene, si sentono “a casa”, e non mi sento di dire che era un uomo perfetto, come io certamente non ero una donna perfetta, ma la nostra era una storia che funzionava e certo non andava avanti per inerzia. I problemi che avevamo erano problemi che ogni coppia può incontrare nella vita. Il fatto che per un periodo ci si veda di meno o si sia più stressati, il fatto che ci sia una vita più ampia da organizzare anche se magari, potendo, vorresti solo scappare su un’isola tropicale insieme. Il fatto che vi possano essere anche delle incomprensioni quotidiane o che non si possa essere sempre d’accordo su tutto. Il fatto che si possa essere

  • 1039
    LUNA -

    più nervosismo in certi giorni, per stanchezza, decisioni da prendere, bisogno di dormire un’ora in più o per la fila alla cassa del supermercato. Sapevamo rilassarci sul divano insieme così come uscivamo in compagnia. Non eravamo nè una di quelle coppie musone che non escono mai di casa, nè quelle coppie che hanno bisogno di stare sempre in mezzo agli altri perché non sanno più cosa dirsi. Pur facendo le cose insieme, perché farlo ci piaceva, non eravamo una di quelle coppie simbiotiche per cui nessuno dei due può fare un passo senza l’altro o in cui lei si arrabbia se lui guarda la partita e lui si arrabbia perché lei legge un libro. Ciò non significa che una persona non possa disamorarsi o andare in crisi, o sentirsi trascurato e trattato come se tu lo mettessi in forno a cento gradi o non lo stimassi e apprezzassi, perché dipende anche da come una persona si sente e legge se stesso e il circostante oltre che dal circostante stesso. Ma certo è che quando lui esplose tipo tua moglie io restai allibita non perché fossi indifferente, cieca o non affrontassi i problemi. Tutti possiamo avere qualcosa da rimproverarci, in modo retroattivo, ma certamente non mi sento una che possa dire: ero in dubbio se lo amavo o no, ho tirato la corda perché lo davo per scontato, ero diventata più distaccata e menefreghista ma solo quando l’ho perduto ho capito, ma a quel punto non potevo più rimediare. Perché io lo amavo, stimavo, gli volevo bene e lo sapevo benissimo. Lui invece reagì tipo tua moglie. E a quel punto per anni si comportò con me ben peggio, mi permetto di dire, di come io avessi mai trattato lui. Per ogni granello mi restituì una montagna, per ogni lettera un alfabeto intero. E come te, peraltro, per anni io cercai sempre il dialogo. Quel dialogo che non avevo sottovalutato neanche prima. Io non sto dicendo che io ero una santa e lui un mostro. Penso che sicuramente entrambi avremo sbagliato delle cose. E tutti hanno dei difetti, piccole manie ecc. Quando succede come è successo a noi, FDC, si va indietro a guardare con il microscopio. Allora ci si ricorda di quel giorno in cui invece di ritirare il bucato immediatamente ci si è seduti prima a leggere il giornale, per dire. Ma sai quante volte sarà successo ai miei genitori in 40 anni? Ma non guardano queste cose al microscopio, perché fanno parte della quotidianità e amandosi e stando ancora insieme le vivono normalmente, o magari sdrammatizzandoci su, come quando mia madre brontola perché mio padre accumula tutto, e mio padre brontola per cose di lei. Secondo me va anche considerato che la questione non è solo che quando è tutto nero ti disamori, ma anche che quando ti disamori vedi tutto nero. Nel caso di lui la gelosia, sua, è stata un problema, insieme ad altre cose che lui vedeva, sentiva, pensava. La sua sabbia di frustazione sotto il tappeto, mi permetto di dire, se la stava mettendo anche da solo, ma anche per una SUA insicurezza di non sentirsi centrale per me quando lo era.

  • 1040
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Mi identifico molto con il tuo rapporto. Non il primo, quello giovanile, ma l’ultimo che hai vissuto.
    In pratica la penso come te e mi sento come te. Anche se le motivazioni che, forse, hanno portato alla nostra rottura sono diverse.
    Io non so se scappavo dalla questione. Forse si, ma non aggredivo. Ero spiazzato. Mi trovavo ad affrontare una cosa molto importante per la quale non ero in grado di prendere una decisione.
    Vedi Luna, qui non si tratta di gettar la polvere sotto un tappeto. Ma di risolvere un problema molto importante. Il più importante della vita.
    A mio parere esiste una scala di valori nella vita. In tutto. Così come nelle decisioni importanti. Abbiamo parlato di tutto durante il nostro rapporto dalle banalità alle cose più serie. L’unico intoppo c’è stato sulla questione figlio. Perché ? Perché per anni avevamo fondato il nostro rapporto sul “non avere figli”. Nel momento in cui Lei ha cambiato opinione, io mi sono sentito “spiazzato”.
    Dopo più di dieci anni in cui si era ribadito questo concetto mi sono trovato di fronte ad un problema che non credevo si presentasse. Si trattava di modificare un piano di vita. Non era come cambiare casa o i mobili o l’automobile.
    Molti mi dicono che ho sbagliato perché non l’ho “accontentata”. Ma io mi domando e dico ma si può “accontentare” una persona, uomo o donna che sia nel fare un figlio ? Un figlio non è un giocattolo che si regala ma un essere vivente bisognoso di cure continue. Un essere che farà sempre parte della tua vita. E ci deve essere la convinzione per fare una cosa del genere. Molti parlano di gesto d’Amore nell’acconsentire a fare un figlio. Io sono d’accordo in parte. Gesto d’Amore si ma più che altro nei confronti del bimbo che nascerà. Ma il gesto d’Amore non è concepirlo ma seguirlo con Amore e Dedizione nel tempo. Quando mi sono sposato ero convinto di quello che facevo. Non stavo “accontentando” Lei, ma stavo facendo una cosa che “sentivo” insieme a Lei e che “avrei sentito” PER SEMPRE.
    La stessa cosa avrei voluto fare per mio Figlio. Ma non ci riuscivo. Non riuscivo a cambiare la marcia. Provavo ad innescarla ma non entrava. Stavo facendo uno sforzo enorme per convincermi ad aprire l’altro occhio per guardare le cose positive dell’avere un Figlio. E ci stavo riuscendo. Tanto che il mio vero errore ritengo sia stato quello di non aver comunicato a Lei che io stavo cercando di cambiare in questo senso. Matrimonio, Figli, per sono cose importanti, non barzellette. Io non mi sono sposato pensando che esisteva il divorzio. Io mi sono sposato per la vita. E un Figlio era un altro cambio di vita che fino ad allora non avevo considerato. Avevo bisogno di tempo. Quel tempo che per Lei è stato troppo. Il suo errore è stato quello di non valutare la mia enorme difficoltà. Ha visto solo egoismo e non difficoltà.
    Mi trovo d’accordo con te quando sostieni che anche nel tuo rapporto mancavano “quei classici segni di crisi”. Anche nella mia storia non esistevano….

  • 1041
    Fuori dal Coro -

    …Mi dici che Lui aveva paura delle discussioni. Io non ne avevo paura ma non le Amavo. Mi piaceva dialogare in serenità su tutto. Non ho mai urlato con Lei né in casa né fuori. Forse anch’io come Lui ne avevo viste troppe di discussioni. Ma al di là di questo fatto posso dire che fondamentalmente le discussioni, soprattutto animate, non mi piacciono granchè.
    D’accordissimo con te sui discorsi sulla quotidianità. Normale che sia così. E noi come voi non eravamo una coppia musona, tutt’altro. E neanche simbiotiche, anche se stavamo quasi sempre insieme. Ma con il piacere di farlo. Mai data né sentita oppressione. E anch’io come te sono rimasto allibito quando Lei è esplosa.
    Nell’ultima parte del tuo post 1039 scrivi con il mio pensiero. Non ho parole per descriverti come mi sento uguale a te in ciò che hai espresso. L’ultima frase è emblematica per me: NON SENTIRSI CENTRALE PER ME QUANDO LO ERA.
    Magnifico Luna. Anche Lei credo abbia pensato questo nella Sua insicurezza. Lei era tutto per me, ma non lo ha capito. E come te guardo al microscopio per vedere se ho sbagliato in qualcosa. Parlando dei miei genitori e paragonandoli ai tuoi mi viene in mente una frase di mio padre di diversi anni fa. Era un periodo che li vedevo sempre litigare, in maniera assurda, in un modo che io non concepivo. Non era modo questo pensavo io. E dissi a mio padre perché non si separassero visto la situazione oggettivamente non bella. Papà stette un minuto in silenzio, poi con calma mi rispose: “Guarda che io amo tua madre”. Mi tappo’ la bocca
    Non feci la stessa domanda a mia madre. Ma tanto mamma mi sta rispondendo adesso….senza parole…ma è la stessa risposta che mi diede papà.
    Vorrei continuare questo dialogo con te. Su questo aspetto. Mi sento di avere molto in comune con te e con la tua storia. Mi identifico totalmente.
    Un abbraccio Luna

  • 1042
    LUNA -

    grazie per l’attenzione e l’empatia, fuori dal coro. Sul figlio son d’accordo con te, e anche sul matrimonio. Non credo assolutamente che siano decisioni che si possano prendere pensando di accontentare un’altra persona. Tutti coloro che conosco che hanno deciso in questo modo poi si son trovati a pagare questa cosa con crisi e problemi. Lo dico seriamente. Diverso è se una persona, invece, fa un suo scatto interiore e sente di scegliere. Anche psicologicamente fa un’enorme differenza secondo me. Psicologicamente e emotivamente fa una differenza dirsi ‘l’ho fatto perché lo desideravo, sentivo’ o ‘per accontentare te’. Ho visto bravissime persone andare in tilt per questo. Vorrei riuscire a spiegarmi bene: ci sono degli schemi che ci offrono mappe e parametri. Ma l’istinto dovrebbe anche permetterci di stare nella nostra realtà. Esempio: conosco una coppia di lungo corso sposata, che sta bene insieme. Ma hanno provato sulla loro pelle quanto una ‘forzatura’ anni fa ha fatto dei danni. Son sposati da otto anni. Al settimo stavano molto meglio del primo, che fu un disastro. Stavano insieme da anni e si amavano. Ad un certo punto lei disse in pratica ‘fai sul serio o no? Ci sposiamo o no?’. Che di per sè è lecito. Il punto è che c’era di mezzo anche lo schema, bisogna sposarsi, se non si sposa non mi ama, fa il peter pan, è egoista? Gli fece una sorta di ultimatum, perché quale poteva essere il problema sennò? E ascoltò anche chi diceva che gli uomini ci pensano meno

  • 1043
    maximum -

    FDC, continui a voler vedere tua moglie con gli occhiali rosa di prima della rottura…di prima del tradimento.
    ti ho chiesto come stanno le cose adesso per lei e il suo altro uomo e tu non hai risposto e dinuovo siete finiti a parlare di cento mila altre cose…percarità interessanti in se…MA…

    fammi capire, ti ha tradito e la cosa è durata poco o niente oppure ti ha tradito e la storia con quello è andata avanti per molto tempo oppure non è ancora finita ?
    cioè scusate ma questo “dettaglio” è di capitale importanza in tutta la faccenda.
    perchê se tua moglie non ha mai smesso di frequentarsi con l altro in tutti sti 3 anni e oggi ancora allora parliamo chiaro, anche il suo pseudo-ritorno è stata appunto una mezza falsa…
    capito perchè dico che ti prende per il cxlo ?
    magari non lo fa apposta, ma semplicemente ti da ogni tanto qualche falsa speranza sapendo benissimo che tu sei li pronto a scattare a ricominciare…ti tiene in caldo nel caso la storia con l altro finisca male…impossibile dirai…possibilissimo ti dico io.
    perchê chiudere del tutto sapendo che si perde un cuscinetto d emergenza tanto ostinato e disponibile ?
    capisci ?
    tu stai li a farti mille para, a tentare di capire, di capirla mentre lei magari sta facendo l amore con quello e non gliene importa nulla di farti capire un bel niente !
    e sveglia FDC….sveglia….

    lo vuoi sapere l unico modo che hai per capire se a lei interessi veramente ancora ?
    non chiamandola più, non cercandola più, non essendo più disponibile ogni qualvolta lei ti chiama…
    uscendo e facendoti magari notare in compagnia di un altra…
    ecco a quel punto vedi come corre lei a venirti incontro oppure come non gliene frega assolutamente più nulla di te, ma almeno lo sai e comunque intanto ti sei rifatto una vita per te.
    dunque ci hai solo da vincere e niente da perdere…
    se poi ti chiede che stai facendo puoi sempre pure dirgli vabbbe cara…pure tu ci hai il tuo altro amore…no ?
    poi non so come avete regolato le cose a livello concreto, giuridico, ufficiale, divorzio ?
    c`è stato ?
    oppure no ?
    guarda di non farti rovinare per bene pure sotto quell aspetto…altro che grande amore passato….ripeto, passato.
    insomma guarda…o continui così in questa specie di limbo per i prossimi anni a tentare di capire fino che lei chiude del tutto e veramente o smuovi e sblocchi le acque tu…
    mi spiace dirtelo ma poi a me sembra chiaro che lei non abbia più rispetto di te….anche solo piccolezze come fare un appuntamento e poi disdire 10 minuti prima senza una ragione plausibile lo dimostrano

  • 1044
    LUNA -

    a queste cose, ma se dai loro una spinta poi lo fanno e son contenti anche loro, mentre se aspetti in eterno se la prendono comoda. E poi per le la convivenza era la via comoda di chi scansa le responsabilità. Quindi era fuori discussione. Ora, erano cresciuti insieme e stavano continuando a crescere, anche individualmente (non si finisce mai secondo me, neanche di conoscersi e conoscere l’altro, anche per le variabili e gli step della vita) ma lo schema era più forte della realtà. Perché loro avevano sempre ragionato da coppia e le loro scelte avevano sempre viaggiato con coerenza verso l’unità, non una peterpanesca attesa e divisione. Penso che il discorso matrimonio emerse nel momento ‘giusto” e non solo perché lei giustamente disse ciò che sentiva, e lui a sua volta, ma anche perché stavano ad un certo punto della loro evoluzione come coppia, se la questione emerse. Il punto fu in che modo, in che ottica. Lui non si ascoltò abbastanza e disse sì prima di ascoltare realmente le ragioni del suo disagio. Disse di sì perché sapeva di amarla e gli pareva che le ansie sbagliate, le paure sbagliate egoiste, immature fossero le sue. Disse di sì perché si era sempre vissuto come un uomo lineare e corretto e si diceva ‘gli altri lo fanno e io ho difficoltà a fare una cosa così normale e faccio soffrire lei e rischio di perderla?’. Per lei non esisteva l’idea che potesse avere dubbi se non per egoismo, comodità, immaturità, disamore. Il resto? Scuse. Lei non gli puntò un fucile, eh, ma la dinamica fu questa. Si sposarono sorridenti. Mesi dopo lui andò in crisi. Arrivando quasi alla depressione. Lungo da spiegare ma le sue paure e resistenze non c’entravano con lo schema. C’entravano con lui stesso, il rapporto con suo padre e del padre con sua madre. Non si era sentito lui pronto sul serio. Cose sue, non importa. Il punto è che anche lei però si è messa in discussione. Entrambi. E si son sposati ‘sul serio’

  • 1045
    LUNA -

    maximum: son d’accordo con te sugli occhiali rosa. Non penso ci sia neanche da indossarli neri. Ma che sia importante guardare l’atteggiamento di una persona nel presente. Prendere anche un silenzio e una negazione del dialogo come una risposta. Non mi contraddico, perché ciò che ho inteso dire a fdc è che lo capisco. Capisco anche che per lui una crisi non ci fosse e non per indifferenza rispetto ad un accumulo di polvere. Capisco anche quanto il suo legame sia stato e sia viscerale. Infatti non si tratta, io credo, di esigere da sè di guarire in 5 minuti o rinnegare un vissuto. Male si sta male. Ma come dissi anche a suo tempo a fdc lui non ha neanche mai iniziato realmente una rielaborazione, quella in cui ci si toglie gli occhiali rosa e si lavora anche sul sentirsi distinti e quindi sulla propria ‘guarigione’. Lei ti tratta da ‘distinto’ da anni, fdc, è un fatto. Ma al contempo ti mantiene anche nel limbo in cui sei. Le tue ragioni per restarci ti e mi sono chiare. Le sue, son d’accordo con maximum, potrebbero essere più egoistiche che rosa. Anche se non necessariamente legate a un altro uomo. Ma egoista, autoreferenziale, volens o nolens, nelle sue motivazioni, può esserlo chiunque. Se le sue ragioni son rosa lo vedrai anche togliendoti gli occhiali rosa. Anche perché anche lei dovrebbe fare la sua parte per mantenere, in modo reale, un rapporto a cui tiene, e per non perdere te. E togliendoti gli occhiali vedresti lei e il rapporto nel presente. Anche le sue dinamiche e potenzialità realistiche. Smuovesti credo di più le acque stagnanti che così.

  • 1046
    Fuori dal Coro -

    Ciao Maximum
    Piacere di risentirti. Hai ragione. Guardo mia moglie con gli occhiali rosa. Faccio davvero fatica a toglermeli. Il perché credo di averlo scritto nell’altro mio post in cui ti ho risposto: perché faccio davvero fatica, ma tanta, tanta, tanta a vedere mia moglie con occhi diversi. Lo so che dall’esterno si stenta a credere a una cosa simile. Ma quando vedi una persona che per un ventennio la paragoneresti a tua madre in quanto a fiducia, valori, pensieri e modi di fare e in due giorni cambia completamente nei tuoi confronti e non solo, sei quantomeno disorientato, tramortito, incredulo. Non credi ai tuoi occhi altro che occhiali rosa.
    Guarda Maximum io ti capisco, eccome. Già ti scrissi che ad un mio amico nelle mie condizioni direi quello che dici tu. Non sono un pivellino Max. Di donne ne ho avute prima di mia moglie, e tante. Ma sta cosa mi ha devastato interiormente.
    Per quanto riguarda il discorso dell’altro, non è che non ho voluto risponderti. E’ che onestamente non lo so. Da come si comporta sembrerebbe una storia finita. Probabilmente un suo errore che non vuole ammettere. Dall’altro non ne sono così convinto. Anche perché come ho scritto spesso, Lei non è esplicita. E comunque, visto che Lei mi aveva sempre manifestato la paura di un mio rinfaccio ho cercato, per quanto mi è stato possibile, di evitare l’argomento.
    Tutte le cose che mi dici Max pensi che non le abbia pensate ? Anche riguardo alla questione del suo “pseudo-ritorno” ?
    Io non so quanti anni tu abbia, e spero non ti capiti mai una situazione del genere, con tutti questi risvolti, perché ti assicuro….è veramente devastante. Perdi anche la stima di te stesso.
    Ho un mare di amici che non mi riconoscono per quanto sono giù di corda da tanto tempo. E molti, che conoscono Lei non si capacitano di quanto sia successo. Nessuno sa del tradimento. Ma nessuno osa pensare una cosa del genere proprio perché hanno conosciuto che tipo di persona era mia moglie. Anzi spesso capita che quando provo a far capire che posso avere un dubbio riguardo una terza persona, loro mi distolgono da questo pensiero.
    Sono d’accordo con te anche quando parli di mancanza di rispetto per un appuntamento disdetto 10 minuti prima. Capisco tutto, nella vita succede di tutto, ti devi aspettare di tutto, però ti assicuro è dura. Lo so è difficile da spiegare e da capire…neanche io avrei capito se mi fossi trovato al tuo posto.
    Ciao e grazie, ti leggo sempre con piacere, mi parli come si parlerebbe ad un amico.

  • 1047
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Vedo che ci troviamo d’accordo sulle decisioni circa il matrimonio o il figlio. Infatti mai fatto nulla del genere con lo scopo di accontentare l’altra persona. Ed è molto chiaro l’esempio della coppia che conosci. Probabilmente quello che è successo a lui con il matrimonio è successo a me con il figlio.
    Scrivi delle cose sagge nel tuo post 1045. Però vale quanto ho risposto a Maximum. E’ veramente difficile togliersi quei benedetti occhiali rosa.
    E poi c’è sempre la “spada di Damocle/figlio”. Quella mi pesa più che mai. Perché non riesco a non pensare che non possa essere stata la causa di tutto.
    Altrimenti Luna, qui la falsità, l’egoismo, la cattiveria e quant’altro va veramente oltre ogni misura.
    Non reggerebbe davvero il discorso che l’Amore finisce. Lo sai come la penso in genere su questa cosa. Ma qui davvero non c’erano segnali. E comunque andrebbe a “stridere” come ho detto prima con la persona che è Lei.
    Altrimenti davvero sarebbe una questione di profonda psicologia. Lei che perde l’Amore ma fondamentalmente non vuole, perché non accetta il fatto che possa finire un Vero Amore (un po’ come la penso io). E si forza fino a che non ce la fa più e molla. Ma pur di non ammettere a se stessa che non è stata in grado di mantenere ciò in cui ha creduto scarica sull’altro (me) tutte le colpe possibili.
    O forse non riuscire ad ammettere a se stessa che un altro le ha fatto perdere la testa. Lei così corretta che cede ad una di quelle situazioni che nella vita ha sempre condannato.
    Potrebbe essere una chiave di lettura. Parlo dal mio punto di vista ovviamente. Perché io non mi accetterei se facessi una cosa del genere. A meno che non ci siano motivi validi ma validi per davvero. E comunque li farei presente sul serio. Al punto tale da far capire senza ombra di dubbio la reale possibilità di una separazione. Ma ripeto ci devono essere motivi reali e gravi. Ma soprattutto irreparabili.
    A presto Luna

  • 1048
    maximum -

    ciao FDC, c`ho 35 anni…chiaro che una cosa simile mi è capitata pure a me, certo… così come è capitata a molti altri qui e altrove…certo non ero sposato …certo al posto di 20 c erano di mezzo 8 anni…ma la delusione del voltafaccia e della rottura peggiore della fiducia, del rispetto e di tutto il resto da parte della persona che mai te lo saresti aspettato, incluse rivendicazioni varie che non stavano ne in cielo ne interra… l ho vissuta pure io e certo non si tratta di una esperienza piacevole, al contrario…certo che può esser devastante, traumatica…e lo è..certo che ti segna….MA…
    bisogna reagire!
    bisogna ritrovar l amor proprio.
    e bisogna schiarire lo sguardo…e tirarsi fuori dalle sabbie mobili…e ridimensionare il tutto.
    tu devi chiederti, cosa voglio veramente adesso e sotto questi termini e circostanze ?
    se tua moglie non è chiara e non è convinta, tu gli hai fatto la tua proposta, lei non l accetta perchê non può o non vuole accettarla, tu le sei andato incontro, lei non ti viene incontro…tu le vuoi parlar chiaro, lei non ti parla chiaro….non sai nemmeno se c ha ancora la storia in ballo con l altro o meno….a questo punto non ti rimane più molto da fare caro FDC…tu ci hai provato con le buone ora si tratta di reagire anche con le cattive se necessario…

    io son di indole buona ma se inizi a giocare sporco, tranquillo che la mia parte cattiva e cinica salta fuori in fretta…e sempre più in fretta con gli anni che passano, infatti non ho più nessuna pazienza a riguardo….proprio perchê non ho neache più tempo ed energie da sprecare in giochini futili e inutili…o con me o senza di me con tutti i miei pregi e difetti… e patti chiari e amicizie/amori lunghi…o appunto corti…a dipendenza.
    un conto è esser buoni, un altro è esser fessi FDC…
    devi iniziare subito a tirarla giù da quel piedistallo dove l hai posata per troppo tempo e devi inquadrarla per quello che è stata negli ultimi anni non per quello che fu prima….
    e devi capire che la tua vita non inizia e non si ferma con questa persona.
    che per poter ricominciare lo deve volere anche lei altrimenti non funziona a senso unico.
    e se questo non è possibile allora è meglio chiudere davvero, meglio per entrambi.
    queste cose succedono nella vita FDC, può pure succedere in altri ambiti di pura amicizia o lavorativi, dove un collaboratore e amico è impeccabile per anni e poi inizia a fare il furbo o a fregarti…sfruttando appunto anche l immagine impeccabile e la fiducia che avevi riposto in lui negli anni…
    succede di tutto e di più…la vita è purtroppo anche questo.

    buon we

  • 1049
    LUNA -

    FDC: sì, ti capisco, e ti capisco anche in questa tua riservatezza e volontà di proteggere tua moglie, pure non dicendo quali siano stati i suoi errori. Di proteggere anche la vostra privacy, e di ciascuno, se un giorno tornaste insieme. Ti capisco davvero, perché, se ho capito in che senso lo fai e come ti senti a questo proposito, mi rivedo in te in questo. Inoltre, forse, se non parli del tradimento è anche perché tu preferisci a tua volta pensare che non ci sia stato, non sentirlo echeggiare, insieme ad altre tue sensazioni negative, anche nelle parole dei tuoi amici. Forse mi spiego male, comunque sia capisco, per quello che posso. Io sono una persona strariservata, tanto più per quanto riguarda l’ambito dei miei affetti, quindi come potrei non capirti? Ci sono persone che traggono giovamento nello sfogarsi riguardo i propri cari (non giudico, non dico neanche che sia sbagliato, dico solo che io funziono diversamente) io se parlo “male” dei miei cari sento fitte allo stomaco. E non perché penso che sia moralmente sbagliato, ma perché mi viene da proteggere chi amo, e il mio nido, inteso anche come nido degli affetti. Forse in questo sono anche estrema, ma sono fatta così.
    Non credo neanche che tu “dovresti” dire ai tuoi, vostri amici le cose che a loro non dici. Cose vostre. D’altra parte però (rifletto solo su questo, non penso che dovresti farlo, mi ripeto, o che avrebbe un’utilità di per sè, ma lo noto, e giusto o sbagliato che sia te lo dico) tu sembri metterti molto a nudo, a nudo con quello che tu avresti sbagliato, in cosa avresti mancato, al microscopio guardi ed enfatizzi quali possono essere stati i TUOI errori. Lei, pare, non si mette così in discussione, così a nudo, neanche quando parla con gli altri. Semmai mette a nudo te. E tu non metti a nudo lei, quando parli con gli altri (fuori da qui, così pare, magari mi sbaglio) portando sempre l’immagine di lei con gli occhiali rosa. Con questo non sto dicendo che tu dovresti fare diversamente, ti invito solo a riflettere sul fatto che sono certa che ai tuoi amici dispiaccia per te e per voi, che loro siano sgomenti a loro volta già solo per il fatto che una coppia di lungo corso si lasci. Sai, entrano in gioco anche delle empatie, che vanno al di là, secondo me.
    I miei amici sono stati male per i miei “casini” (senza peraltro saperli a lungo, quando non erano evidenti), sono stai male per me, ma anche male per il loro rapporto con lui e l’immagine di lui. In fondo lo conoscevano da sempre e volevano bene a lui da sempre. Nessuno di loro mi ha mai detto, essendo coinvolti in senso emotivo, per la loro parte, e essendo anche corretti nei confronti della mia emotività probabilmente (il fatto di parlare male di qualcuno che io amavo) veramente male di lui. Tutti loro hanno sempre pensato, anche quando pensavano che io dovessi proteggermi di più, che la cosa più bella sarebbe stata se fossimo riusciti a ritrovarci nel migliore dei modi, l’alternativa però che le nostre strade si

  • 1050
    LUNA -

    si dividessero in modo salutare per entrambi però se proprio non era cosa. Io ti posso dire, riguardo al mio “zio” che è scappato che sono incredula a distanza di anni non sul fatto che queste cose non possano succedere, ma a livello personale riguardo la mia visione di lui. Ho visto soffrire sua moglie, seppure non ha mai messo i cartelloni, ho visto la sua grinta e il suo coraggio, di lei, ho visto soffrire i suoi figli, che per me sono come fratelli. Di per sè io non giudico cosa lui abbia deciso di fare della sua vita, e le reali dinamiche di coppia per cui si sono lasciati. Posso, per i miei parametri, dire che si è comportato vigliaccamente e da schifo, sarei ipocrita a dire di no. Ma non è affar mio. Penso che certamente è stato egoista e irriconoscibile. Se lui tornasse tra uno o dieci anni non sarei certo io a metter bocca sulle reazioni degli altri. Se lei decidesse di dargli un calcione nel sedere o di riprenderselo. Cose loro. Posso dire che ho visto “mia sorella” metterci anni per rimettersi in sesto riguardo un padre di cui diceva: “se fosse morto avrei potuto piangerlo, invece mi resta la rabbia”. E lei non lo diceva perché i suoi si sono separati, ma per come suo padre si è comportato con tutti loro, figli inclusi. E in maniera allucinante davvero. Per quanto riguarda me ogni tanto mi chiedo: se un giorno mio “zio” sbucasse sotto casa che reazione avrei? emotiva, intendo. E ti rispondo onestamente: non lo so.
    Ma tornando a bolla, scusami: tu parli degli amici, e nei tuoi amici dici di trovare conforto nel fatto che ti confermano (in sintesi) anche la tua visione con gli occhiali rosa e il fatto che sia incredibile. Non hanno tutti gli elementi, e non li avrebbero comunque, nel senso che i veri elementi stanno dentro, e nei fatti. Quando dico dentro di te parlo anche di ciò che sta davanti e dentro se ti togli gli occhiali rosa. Un problema di autostima, dici. Già, ma chi… ti ha divelto l’autostima? La persona che guardi con occhiali rosa. Chi è che ti ha chiesto di non affrontare un argomento, prendendosi però sempre la libertà di enfatizzare in modo accusatorio argomenti che forse avrebbe fatto bene a te ricevessero lo stesso, empatico, sensibile trattamento?
    Abbiamo capito tutti cos’era lei x te, ma guardiamo I FATTI. E’ vero che è difficile togliersi quegli occhiali, e che tu sei stato traumatizzato per quel cambiamento in due giorni. Ma da parte di chi?
    Parlando del tradimento: io credo che la persona tradita possa anche sentirsela di passare oltre, di chiedere ciò che vuole sapere o non chiedere. Ma la vostra coppia in realtà non si è mai ricomposta e tu non hai potuto averli davvero degli elementi che forse una differenza per te, al di là degli occhiali rosa, l’avrebbero fatta anche per avere un quadro meno edulcorato, più obiettivo. Per sapere in che cosa ti trovi. Quando lei è tornata ha dato per scontate molte cose, anche come sempre che il torto sia solo tuo, che di te si può parlare, di lei no. E’ equilibrato? NO

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