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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 451
    aleba -

    Ciao!
    Marquito, quello che hai scritto calza con l’atteggiamento del mio ex.
    Io ho capito, in tutti questi anni, che lui ha vissuto la storia con me (forse a parte agli inizi) sfoggiandomi come un trofeo di fronte alla comunità intera…in primis la mia famiglia. Nonostante tutto lei rimane con me, quindi preferisce me a voi. Ora che io ho finalmente (per me) detto basta, lui mi odia perchè quei pochi che sanno SANNO.

  • 452
    Marquito -

    @ LUNA:
    Infatti … Spesso queste persone arrivano al punto di elaborare una vera e propria ideologia. Razionalizzano la loro rabbia, la loro frustrazione e la loro spaventosa mancanza di autostima, generalizzano le loro esperienze personali e si convincono che le donne sono tutte z***ole, che la fedeltà non esiste e che l’amore è soltanto un’illusione. Generalmente queste persone sono totalmente incapaci di fare autocritica. Quando parlano delle loro ex ( e delle delusioni che hanno subito in passato),la loro versione dei fatti è palesemente faziosa, semplicistica e unilaterale. Hanno una visione impressionistica dei problemi e delle dinamiche interpersonali; sono convinti di essere puri e senza macchia e attribuiscono tutte le colpe al partner che se n’è andato.

    @ aleba:
    Ce ne sono tanti che si comportano così; è una cosa di una tristezza infinita … Speriamo almeno che la bambina non ne risenta.

  • 453
    Fuori dal Coro -

    LUNA, ALEBA, MARQUITO
    Ciao a tutti innanzitutto. Vorrei premettere una cosa, in questa discussione siamo quattropersone: io, Luna, Aleba e Marquito. Dovrebbe esserci una quarta: Maria che attualmente è “latitante” (scherzo Maria). Siamo persone che hanno avuto ho hanno in atto situazione affettive dolorose. Quello che mi fa pensare è che tra noi c’è una duplice costante: c’è chi “ha lasciato” e chi “è stato lasciato”. Comunque, in ogni modo entrambe le rappresentanze delle situazioni opposte (lasciato o lasciante) siamo qui comunque sofferenti per ciò che è successo a raccontare le nostre esperienze e a cercare comunque di capire i perchè e i percome di quanto sia successo. In ogni modo a metterci in discussione o quanto meno ad analizzare i problemi. Certo non è detto che chiunque si trovi nelle nostre situazioni debba necessariamente entrare in un sito e condividere la propria esperienza. Ma siamo sicuri che i nostri rispettivi partner in ogni modo abbiano fatto altrettanto così come lo stiamo facendo noi ? Va bè. Questo per precisare che comunque noi, lasciati o lascianti stiamo a tutt’oggi soffrendo, ognuno in modo diverso, per qualcosa o per qualcuno che comunque abbiamo ritenuto importante. E questo è un dato di fatto che volente o nolente (anche se non lo sappiamo con certezza), ci contrsddistingue dai nostri rispettivi partner.
    Leggo i vostri numerosi ultimi post e, ci sarebbe tanto da scrivere, da rispondere, da condividere. Cerco di agganciarmi ai vostri scritti per fare le mie considerazioni. Io sono molto semplicistico, non faccio chissà quali conmgetture. La frase di Aleba “”Se un uomo mi avesse detto “non voglio figli”, allo stesso modo avrei salutato e sarei andata oltre”” è eloquente. Denota come una persona non possa “amare alla follia” un’altra senza rendersi conto delle compatibilità che possano esserci o meno. Certe divergenze vanno messe in chiaro, definiti, discusse prima di prendere decisioni che comportino scelte importanti. Io nel mio caso ero stato chiaro. Marquito esprime il fatto che molto spesso ci si basa su “come vorremmo che fosse l’altro”. Io ho vista l’altra (mia moglie) così com’era, così come si è mostrata. E a me andava bene così. Sapevo da quello che ha mostrato per tanti anni che per me era la persona giusta. E vedendo lei ho sentito dire da parte sua che anche per lei ero la persona giusta. Sempre ad Aleba ribadisco ciò che ha detto lei e che cioè l’amore folle non esiste. E che io non sono “follemente innamorato di mia moglie”. Io la Amo e basta. Semplicemente. E il discorso di Aleba si riallaccia in qualche modo con quello fatto da Marquito quando appunto sottolinea la facilità con cui ci si sposa senza neanche conoscersi. Per quanto riguarda il rancore, la rabbia che prova un partner abbandonato bè, insomma, mi permetto un po’ di dissentire. Come dovrei sentirmi io abbandonato da mia moglie di punto in bianco, come un fulmine a ciel sereno, avendo fatto fino all’ultimo gesti ed azioni che non…..

  • 454
    Fuori dal Coro -

    LUNA, ALEBA, MARQUITO…segue
    ..facevano presagire una fine immediata. Dopo lo schock, l’incredulità è certo che ho provato e provo rabbia, anche rancore. Eppure amo mia moglie. La ferita, narcisistica o no mi è stata inferta. E sarei un bugiardo se dicessi di non provare rabbia nei confronti di mia moglie per come si è comportata. Come si può abbandonare di punto in bianco la persona che hai giurato fosse la più importante della tua vita. La persona per la quale hai giurato fedeltà nella buona e nella cattiva sorte ? Garantisco che io amo mia moglie. Ma ciò non toglie che abbia provato rabbia e rancore per ciò che ha fatto e per come si è comportata. Certo Luna, sono d’accordo con te quando mi dici che “la guerra psicologica” in fondo me l’ha fatta anche mia moglie. Ma dopo che mi ha lasciato, non prima. Durante il rapporto non ci facevamo guerre. Vivevamo un rapporto sereno, almeno così credevo, così erano i fatti. Poi se lei dentro stesse covando chissa che cosa, questo non mi è dato sapere. Esternamente non c’era nessuna guerra. Tutt’altro Luna. Certo io suddivido le separazioni in “lecite e non lecite”. Da quel che scrive Aleba appare molto evidente come la sua separazione sia “lecita”. Se, come tutti noi crediamo, Aleba dice il vero, nessuno può dare un minimo di ragione al marito. E anche la tua situazione in apparenza può sembrare più lecita della mia in quanto come tu dici, tuo marito ha combattutto per salvare l’unione. Anche mia moglie a suo dire ha combattuto. Ma ha combattutto dentro se stessa, senza rendermi partecipe di ciò che le stava accadendo. Lei si è basata sulle mie risposte, forse con qualche atteggiamente che non le garbava, forse su qualche sua nuova esisgenza o magari sul “confronto” con un’altra persona. A me può imputarmi il fatto di non aver capito. Certo è che se avessimo discusso “davvero” su cosa secondo lei non andasse non si sarebbe arrivati a questo punto. Non può essere “lecita” una separazione nella quale tu pretendi che gli altri ti capiscano attraverso tuoi “segnali” che non è detto che gli altri siano in grado di capire. E poi perchè mandare “segnali” quando per anni si è dialogato di tutto e su tutto. Certo ok, la questione figlio sarà stata anche determinante, perchè la normalità vuole che una coppia sposata formi una famiglia. L’anormale ero io che non ne volevo perchè credevo in una vita di coppia. Ma se si fosse discusso in maniera seria dicfendo apertamente che la mancata formazione di una famiglia avrebbe portato ad una crisi insanabile credo che non avrei avuto dubbi a fare retromarcia sui miei pensieri così come poi è accaduto nel momento in cui lei mi ha comunicato la sua decisione di riflettere. Poi un particolare Luna io non ho mai detto che L’AMORE VERO NON CAMBIA ho detto come te che NON FINISCE. E qui sul concetto di Amore vorrei ribadire i motivi per cui non credo a quelli che sostengono che l’Amore comunque possa finire. Io a tutt’oggi non ho ancora ben compreso come l’uomo moderno….

  • 455
    Fuori dal Coro -

    LUNA, ALEBA, MARQUITO…segue
    …interpreti il concetto di Amore, inteso come Amore di coppia. Cosa vuol dire Amare una persona. Premesso di essere d’accordo con Aleba che l’Amore folle non esiste perchè a mio parere un Amore folle è un Amore senza testa. Si basa su un concetto astratto dell’altra persona. Quella che tu immagini nella tua mente. Ma quella che poi non è. Per me Amare una persona significa Amare quella determinata persona. Lei e non altre. Amare una persona significa star bene con lei, condividere con lei le piccole cose, le grandi cose. Significa discutere argomenti insieme, significa confidarle una tua paura, una tua emozione, una tua passione. Significa condividere con Lei qualcosa che ti piace e qualcosa che piace a lei, significa semplicemente stare bene con lei. Significa che potrebbero attrarti anche altre donne o altri uomini perchè è umana, ma in ogni modo non la tradiresti mai perchè a te piace lei. Significa rispettare il suo pensiero anche se non lo condividi. Signfica riconoscere i suoi difetti ma saperli accettare perchè lei è sempre stata così. Significa cercare di capire perchè lei è nervosa ma non per questo condividerne i motivi. Significa apprezzarla quando ha fatto qualcosa di buono ma nello stesso tempo farle capire quando ha sbagliato. Amare una persona significa farla sentire libera di essere se stessa, perchè così tu l’hai conosciuta e perchè così ti andava bene. Ma nello stesso tempo essere libero di esseere te stesso con lei. Amate una persona signfica darle fiducia e ricevere fiducia. Significa saper accettare il giorno in cui lei ti dice non mi va di fare una determinata cosa così come lei deve accettare il giorno in cui sarai tu a non voler fare una determinata cosa. Significa dover capire che ci possono essere divergenze di opinioni. Amare significa dire sempre la verità alla persona che si ama. Amare significa non bluffare, non falsare. Non far credere all’altro/a che si sta facendo qualcosa con piacere quando invece lo si sta facendo solo per farlo contento. Fare una cosa per far contento l’altro è anche giusto ma l’altro deve sapere che l’altra persona sta facendo ciò proprio per farti contento….sarà più apprezzato. Amare significa avvertire la mancanza dell’altro, ma poterne fare a meno per qualche giorno, perchè sai che lui/lei c’è ed esiste e dovunque sia è comunque con te. Amare significa avvertire la mancanza dell’altro quando lui/lei non c’è più e stare male, sentirsi soli, soffrire non avendolo/a più vicino.
    Chi Ama in questo modo non potrà mai smettere di amare perchè vuol dire che prova davvero un sentimento verso l’altra persona. Conosce il carattere dell’altro/a e sa cosa si aspetta e gli sta bene così.
    Chi ama veramente non fa confronti con gli altri, perchè gli altri saranno comunque diversi, migliori o peggiori in alcuni aspetti. Comunque diversi.
    Chi ama davvero non fa le guerre psicologiche. Perchè l’Amore è una cosa semplice, non è complicata. Ognuno può essere nervoso….

  • 456
    LUNA -

    FUORI DAL CORO: aspetto, naturalmente, la continuazione, intanto ti rispondo.
    @perchè la normalità vuole che una coppia sposata formi una famiglia.

    dissento. Altrimenti tutte le famiglie che hanno deciso di non avere figli, per indifferenti quali ragioni, e formate da persone “normali”, o le famiglie che non hanno potuto avere figli sarebbero meno normali, quelle che hanno sette figli sarebbero migliori e più “famiglie” di una coppia sterile o di una famiglia unita e basata sull’amore e l’armonia che ha deciso diversamente.
    O non sarebbero famiglie quelle che si formano più avanti, e che si basano assolutamente sull’AMORE, in cui ci sono già dei figli, da una parte, dall’altra, o entrambe, e per ragioni anagrafiche non è possibile avere altri figli, o quelle in cui una persona sposa una persona che ha già dei figli e si decide insieme di non averne altri.

    E non parlo solo di “potenziale” procreativo.
    Cioè tipo: fermo e considerato che sono coppie solo quelle sposate, sono coppie sposate normali-famiglia anche quelle che non hanno potuto avere figli, ma comunque l’intenzione c’era. Ma se hanno tentato per anni, si sono fatte anche rivoltare come calzini dalla scienza senza risultato, anche quando ci stavano rimettendo la salute fisica e mentale andando oltre il limite di sopportazione e stavano per scoppiare, allora possiamo comunque dare loro il bonus della giusta intenzione.
    E rispetto all’affidamento o l’adozione?
    Anche lì ognuno può dire la sua. Può dire la sua chi non volendo figli non ci ha naturalmente neanche mai pensato, chi è arrivato alla decisione dopo aver accettato il lutto biologico, chi ha figli suoi e uno o più adottato o in affidamento, chi dell’adozione non vorrebbe mai saperne, comunque.

    Chi stabilisce cosa è “normale” in questo senso?

    Lo abbiamo detto tante volte: è chiaro che se io mi fidanzo, sposo con una persona e c’è sempre stata una questione chiara sul fatto che avremmo avuto dei figli o una questione aperta possibilista con la crescita del rapporto e un giorno quando io tiro fuori l’argomento l’altro mi dice, di botto: ma io figli non ne voglio!
    la cosa è destabilizzante, e posso anche chiedere l’annullamento, mi pare, alla Sacra Rota.
    è chiaro che se ad un certo punto io voglio un figlio (perché qualcosa è scattato in me) e l’altro non ne vuole sapere al momento la cosa è destabilizzante. E a quel punto io donna, che non potrò procreare in eterno, posso guardarmi allo specchio e dire: ok, cosa faccio? e mettendo in primo piano le mie priorità posso anche andarmene.
    Che sia bello o brutto posso andarmene.
    “Scusa, Fuori dal Coro, io ti amo, ma mi rendo conto che voglio un figlio. Non è colpa tua se tu non ne vuoi, ma la mia posizione, purtroppo, è questa. Desidero un figlio”.
    “E sai VERAMENTE perché questa questione è diventata così centrale adesso da mettere in discussione tutto quanto? Lo sai PER TE e quindi sei in grado di spiegarlo anche a me?”.

  • 457
    LUNA -

    Guarda, FUORI DAL CORO, che siamo sempre lì. A me non sorprende il fatto che una donna ad un certo punto della vita, anche rendendosi conto che non potrà procreare in eterno, si faccia delle domande. E non mi sorprende neanche che possa sentirsi improvvisamente stretta e costretta in un rapporto in cui figli non ne avrà. Che si chieda: posso continuare questa relazione con questi presupposti o no?
    Questa di per sè non mi sembra una cosa pazzesca. La cosa che non torna, al di là della possibile sofferenza anche di una crisi interiore in questo senso, è che una persona ti rivolti contro tutto come se tu l’avessi imbrogliata. Se lei vede nel fatto che tu non volevi un figlio e lei sì la causa della fine del vostro matrimonio questa si potrebbe anche chiamare: evidenziarsi di una incompatibilità di carattere, o visione della vita, se vuoi.
    Si è evidenziata non prima, l’incompatibilità, ma in quel momento, e si è evidenziata con forza, tanto da portare ad una rottura. Non è bello, ma può capitare. Lei sarà convinta di averti messo i cartelloni e magari che tu, che sapevi sempre cosa era giusto e cos’era sbagliato, avevi già deciso cosa era giusto e sbagliato, senza appello. Questione risolta, chiusa: abbiamo detto di no per 10 anni, all’ordine del giorno ora c’è questo, ma la questione è chiusa.
    Passiamo ad un altro punto dell’ordine del giorno: cambiamo le tende del salotto? Andiamo a mangiare da mio cugino Filippo sabato prossimo?

    Lei, mi pare, se l’è vissuta così. Al punto anche, mi pare, di dirti: senti, per 10 anni abbiamo sempre fatto quello che dicevi tu, quando io ti ho chiesto una cosa così importante tu non mi hai neanche ascoltato e sei passato a parlare delle tende.

    Ok.

    Posso dirti una cosa? Se tu avessi fatto così io, se eravamo in auto, avrei tirato il freno a mano. Esagero, ma è per dire che ti avrei detto: no, forse non hai capito, me ne fotto delle tende e di tuo cugino Filippo, ti sto dicendo che per me questa cosa è importante. E che sto pensando di lasciarti se non la risolviamo.

    Ok, facile a dirsi, bisogna trovarsi nelle situazioni, nello stato d’animo. Bisogna avere un carattere oppure un altro. Una certa energia o non averla. Avere le idee così chiare dentro di sè da sapere perché si sta tirando il freno a mano o si alza la voce.

    Lei è stata come è stata. Ma, ora, ti chiedo, al di là del fatto che tu sapevi i suoi pregi e i suoi difetti e ti andava bene per com’era ed esistono ragioni lecite o meno lecite (ndr, la guerra psicologica lui non me l’ha mai fatta per dieci anni, te l’ho già detto. Non vivevo in afganistan. Sapevo i suoi pregi e i suoi difetti, lui i miei, nessuno è perfetto, e poiché ci amavamo e stavamo in equilibrio, anche sui nostri patti detti o sottintesi, è ovvio che per me lui era il mio animo gemello)… ma tu pensi che, con il tuo carattere, ti sia compatibile una donna che ti lascia parlare invece di dirti CHIARAMENTE che ti sta lasciando? E che dice di aver fatto così anche prima?

  • 458
    Marquito -

    Fuori dal Coro; nell’attesa che venga pubblicato il tuo ultimo post, vorrei chiarire un punto su cui, probabilmente, non sono stato sufficientemente chiaro.
    Io sono completamente d’accordo con te quando sottolinei l’importanza del dialogo. Sono convinto che sia un gravissimo errore non affrontare a viso aperto i problemi accumulando in silenzio rancore e frustrazione. Sono d’accordo anche sul fatto che molta gente tenda a dissimulare il proprio malcontento e la propria insoddisfazione e che questo fatto possa avere delle conseguenze disastrose per il futuro del coppia.
    Detto questo, bisogna considerare che non sempre il partner insoddisfatto ha le idee molto chiare su ciò che sta accadendo, su quello che potrebbe accadere e su quello che vuole veramente… Le crisi non esplodono mai di colpo, come qualcuno vorrebbe farci credere. Le crisi sono sempre il frutto di un travaglio interiore che ha avuto una genesi e un’evoluzione molto graduali. Lo so che tutto questo può apparire cervellotico, ma ci sono dei casi in cui una persona tace perché spera ancora di superare la crisi e di salvare la relazione senza provocare inutili sofferenze. E’ per questo che facevo riferimento a quei famosi “segnali” … Quando il partner è reticente, o non riesce a esprimere la sua insoddisfazione in modo limpido e cristallino, perché lui stesso ha le idee confuse e non ha ancora compreso esattamente quello che vuole, può essere molto utile che il suo compagno sappia cogliere tempestivamente certi repentini sbalzi d’umore, certi improvvisi scatti di nervosismo, certi comportamenti insolitamente aggressivi.
    Tutto questo non lo dico per giustificare il partner reticente (è evidente che egli sta commettendo un errore), ma solo per ricordare che la realtà è sempre molto più complessa di come noi la immaginiamo.

  • 459
    Fuori dal Coro -

    LUNA, ALEBA, MARQUITO….segue
    …al giorno d’oggi. Ma il nervosismo deve essere fine a se stesso. Non deve ricadere sull’altro/a. Anche se qualche volta può succedere.
    Amare non significa voler essere sempre al centro dell’attenzione. Perchè ciò non è umanamente possibile. Una persona se è importante rimane tale anche quando per forza di cose si dovranno dare priorità alle altre. Fermo restando che le altre co se non possono e non debbono venire prima della coppia. Il lavoro serve per vivere e pertanto non bisogna vivere per lavorare. Un giorno può esserci un urgenza o un qualcosa che impedisca/rimandi qualcosa che riguardi la coppia o la famiglia. Ma la coppia/famiglia deve venire prima del lavoro.
    Per questo Luna, Aleba, Marquito sono stato male e continuo a stare male. Perchè io sono ed ero così.
    Ma di rabbia Marquito ne provo, e tanta perchè pur non esentandomi da colpe non accetto che lei abbia agito nel modo in cui ha agito. Fprse l’ho scritto in qualche mio post precedente: se ascolti una canzone d’amore, se vedi un film d’amore, se leggi dichiarazione d’amore o se senti parlar d’amore di un uomo o di una donna. In tutti questi casi si parla di amore tra uomo e donna. Non risulta a mia memoria, una canzone, un libro, un film in cui per descrivere l’amore tra un uomo e una donna venga inserita la questione “figlio”.
    Questo per dire che si avrò sbagliato, mi sento in colpa per tutto questo, perchè comunque desiderare un figlio è la cosa più normale e logica di questo mondo. Ma in ogni modo così facendo ho messo al primo posto la coppia. Me e lei. Non l’ho fatto nè per farla soffrire nè perchè l’ho rifiutata come madre (tutte cose che lei sostiene). Io ho solo agito così perchè (magari egoisticamente) adoravo quel modo di vivere in coppia tra me e lei. Credo di aver rispettato in 15 anni tutti quei canoni per cui un uomo si definisce innamorato della propria donna. Con la differenza che io li ho mantenuti per anni. Per me fino all’ultimo era bellissimo portare mia moglie a mangiare in un bel ristorante, passeggiare insieme nei vicoli di una cittadina medioevale, fare un bagno in mare insieme, stare sdraiati uno sull’altro sulla spiaggia e baciarci.
    Quindi per me risulta ancora strano come una donna possa disamorarsi di un uomo perchè non desidera avere un figlio. Capisco che ci potrebbero essere incomprensioni, discussioni. Ma addirittura disamorarsi non mi torna come discorso. Eppure è ciò che mi ha detto. Fermo restando che era ciò che pensavo da sempre. E lei si era innamorata di me nonostante ciò. Ok si può avere un’idea sbagliata, un concetto sbagliato. Posso aver sbagliato qualche volta a rispondere sull’argomento come non avrei dovuto. Ma da qui a chiudere tutto senza dare nenache una possibilità di recupero all’altro ce ne corre. E ripeto stiamo parlando di una persona, mia moglie, sulla quale non posso appuntare nulla. Così come dice Marquito io non do colpe a mia moglie scaricandomi le mie. Tutt’altro. Ma non è modo.
    Ciao

  • 460
    Fuori dal Coro -

    LUNA
    E’ chiaro che quando parlo della normalità che vuole che una coppia formi una famiglia non considero chi di figli non ne può avere. Che c’entra ? Non è colpa di nessuno se non si possono avere figli. Io intendevo dire che “la normalità che una coppia formi una famiglia”. Io che non volevo figli non rientravo nella normalità è inutile girarci intorno. Poi su tutto quello che dici tu riguardo le coppie che si formano in tarda età ecc. conccordo pienamente su tutto.
    Sono anche d’accordo con te sulla seconda parte quando dici che a una donna giustamente può venire il desiderio di un figlio ben sapendo che non potrà procreare in eterno. Ok. Premesso comunque che mi metti in una condizione di difficoltà perchè io te ne ho parlato per anni e anni e tu sei sempre stata d’accordo al punto tale da volermi sposare lo stesso. Ma accertato ciò come giustamente dici tu ci deve essere un discorso CHIARO rivolto alla messa in discussione eventuale del rapporto di coppia. Cosa che non è avvenuta.
    Non sono d’accordo con te quando dici che si è evidenziata in tal modo una incompatibilità di carattere. Perchè non si può dire di essere incompatibili caratterialmente quando io rimango fermo su un pensiero che già avevo e tu non mi evidenzi con fermezza un cambio di idea su un determinato argomento. Io non so perchè lei non l’abbia fatto. Non certo per incompatibilità di carattere visto che per anni caratterialmente eravamo compatibilissimi.
    Per questo io sto così male cara Luna. Proprio perchè conoscendola non capisco perchè si sia comportata in questo modo. Ha fatto tutto di testa sua, prendetto per fatto compiuto il mio no ripetuto negli anni. Non ha considerato nemmeno il fatto (e lei lo sapeva benissimo) che uno dei motivi per cui non volevo figli era perchè adoravo quel rapporto di coppia che si era instaurato tra me e lei, al punto tale da temere di romperne gli equilibri. Quindi una persona che ama davvero ti fa presente l’eventualità che possa rompersi qualcosa soprattutto dopo anni che si sta insieme e si è condiviso ogni cosa.
    Hai probabilmente colto nel segno Luna, riguardo il suo comportamento. Ma è questo che non riesco a farmi entrare nella testa avendo conosciuto lei. Perchè agire in questo modo ? Perchè dimenticarsi di tutto (ed è stato veramente tanto) quello che c’è stato di bello per una incomprensione (seppure su un argomento importantissimo).
    Cero lei è convinta di aver messo i cartelloni. E forse li ha anche messi dicendo che voleva un figlio. Io non me la sentivo ma stavo facendo di tutto per convincermi e ci stavo riuscendo. Ma perchè non metti i cartelloni anche sul fatto che se non fai un figlio rischia di finire la storia ? Io questa cosa non l’ho capita. Lei si è fatta tutto nella sua testa e ha deciso per conto suo di troncare la storia. Probabilmente spalleggiata da qualcun altro.
    Per questo sto male Luna. Per questo non riesco ad uscire da questa storia. Perchè io ho conosciuto fino all’ultimo una donna che era in un modo…

  • 461
    Marquito -

    @ Fuori del Coro:
    Il post n°455 descrive in modo minuzioso (e straordinariamente efficace) la tua personale concezione dell’Amore. C’è soltanto una cosa che mi lascia perplesso, nel senso che non sono ancora sicuro di come vada interpretata. Nel tuo elenco non trovo il minimo riferimento all’attrazione fisica, alla Passione con la P maiuscola, alla componente istintuale di questo sentimento così complesso e così inafferrabile. In effetti il modo in cui hai descritto l’Amore potrebbe adattarsi altrettanto bene alla descrizione di una grande amicizia… l’unica differenza sta nell’esclusività del sentimento, perché di amici ne possiamo avere più di uno, ma a parte questo mi sembra proprio che le due cose coincidano …
    Quello che voglio dire, Fuori dal Coro, è che se tu concepisci l’Amore in modo così spirituale, così “razionale” e così asettico, quasi che si trattasse di una forma superiore di amicizia, allora mi diventa subito chiaro perché tu consideri il vero Amore un sentimento duraturo, eterno e inestinguibile. Ma per molte persone l’Amore è anche, se non soprattutto, passione travolgente ed attrazione fisica … io non so dirti se questo fatto sia un bene, mi guardo bene dal formulare giudizi di valore, ma è evidente che per chi concepisce l’Amore in questo modo i sentimenti possono anche cambiare… Mi viene il dubbio che quando noi parliamo di Amore facciamo riferimento a due modelli diversi, e che sia proprio questo fatto a determinare fra di noi una parziale divergenza di opinioni.
    Lascio a te, a LUNA e a aleba la possibilità di approfondire (o di evitare) questo tema così delicato.
    Per quanto riguarda la rabbia, ti posso dire che il tuo caso mi sembra molto diverso da quello delle persone immature ed egocentriche a cui facevo riferimento nei miei post precedenti. Tu stai provando un mix di sentimenti contrastanti, da cui l’Amore non è affatto escluso… Certo, il mio caso fu ancora differente, perché io, quando fui abbandonato dalla donna che amavo, provai soltanto un grandissimo dolore .. ma qui probabilmente entriamo nel campo della soggettività più assoluta e qualsiasi valutazione morale sarebbe priva di senso e completamente fuori luogo.

  • 462
    Fuori dal Coro -

    LUNA…segue
    …e sto male, maledettamente male dentro pensando a come abbia potuto trasformarsi così. Addirittura rinfacciandomi qualsiasi cosa.
    Con il tuo compagno sei stata bene per 10 anni poi per 7 anni ci sono stati problemi. Io non ho avuto questa cosa. Io stavo bene con lei e non ho capito cosa stava rimuginando nella testa. Certo lei poi mi ha detto certe cose. Un po’ quelle che mi hai detto tu. Ma in pratica non mi ha dato chanches. Si è allontanata da me punto. E poi mi ha dato il benservito. Perchè ? Per una mia idea che ribadivo. Io mi sento in colpa. Stramaledettamente in colpa perchè in fondo ho sbagliato mentendo a me stesso. Perchè Luna io adoro i bambini e ho mentito a me stesso, causa la paura, sul fatto di non volerne. E tutto mi sembra sempre più assurdo. Due persone come me e mia moglie che si amvano davvero e che hanno distrutto tutto per una questione di semplice dialogo. Io non ci dormo la notte Luna. E non sai l’angoscia, la sofferenza che ho dentro. Pochi giorni fa ho sognato di avere un bimbo in braccio che non ero altro che..io da piccolo e mentre lo tenevo in braccio dicevo a mia moglie: “Bè vedi è venuto con gli occhi miei, proprio come volevi tu”.
    Capisci cosa vuol dire tutto ciò ? Non averci capito nulla nella cosa più semplice del mondo. E aver distrutto insieme un qualcosa di bellissimo. Durante la notte mentre sognavo ero sereno e felice. Anche unn attimo dopo aver aperto gli occhi. Fino a che ho realizzato di essere tornato nella realtà più nera. E l’angoscia mi ha travolto per tutta la giornata.
    MARQUITO: Condivido pienamente quello che dici. Però nel mio caso ti assicuro non ho assistito a nessuno sbalzo di umore. Niente di tutto ciò. Anche perchè il caso ha voluto (pensa che sfortuna) che negli ultimi 7/8 mesi della nostra relazione abbiamo dovuto affrontare situazioni importanti come l’acquisto di un appartamento e un suo intervento chirurgico. Quindi si era concentrati su queste due cose importanti per cui qualsiasi eventuale malessere (che io non ho visto) poteva tranquillamente essere travisato. Abbiamo passato tutti quei mesi tra dottori, notai e proprietari della casa. Anzi a maggior ragione una coppia che sta per acquistare case è una coppia in crisi ? Mi pare di aver già precisato che due mesi prima della sua “crisi” manifestata con la richiesta di riflessione a casa dei suoi noi avevamo acquistato casa insieme.
    Capisci anche tu quindi in che razza di situazione mi sono trovato e mi sto trovando.
    A dopo

  • 463
    Fuori dal Coro -

    MARQUITO

    Nel descrivere quello che intendo io per Amore ho tralasciato ciò che concerne l’aspetto puramente fisico della questione: l’attrazione, la passione. La Passione si, quella con la P maiuscola, proprio quella che intendi tu.
    Hai ragione, mi è sembrato quasi ovvio, preso com’ero nel descrivere l’Amore come sentimento. No Marquito, la Passione quella che intendi tu e quella che intendo pure io ce ne era e pure tanta. Mia moglie mi è sempre piaciuta e parecchio anche. Forse ho volutamente tralasciato nei miei post anche precedenti questo aspetto per cercare di sottolineare gli altri aspetti che più si confanno al termine sentimento. Si Marquito io sono uno di quelli per cui l’Amore è anche e soprattutto Passione e Travolgente Attrazione Fisica. Spesso mi sono meravigliato, parlando con gente separata, del fatto che si dava poca importanza al sesso. Ho sentito parlare molta gente riguardo al fatto che il sesso non è una delle cose più importanti in un rapporto. Per me se non è la prima cosa è senz’altro una delle prime cose. Mia moglie era per me moglie, amante e amica. Ho sempre considerato questo trinomio e glielo dicevo anche. Per questo forse nella mia descrizione hai colto l’elemento amicizia in maniera così evidente. Ti dirò di più Marquito, a differenza di ciò che accade normalmente durante un rapporto di coppia e soprattutto in un matrimonio a me l’attrazione verso mia moglie è andata sempre più aumentando. Durante i tempi del fidanzamento facevamo “ferro e fuoco” e quando ci siamo sposati pensavo di intensificare questa situazione. Dico pensavo perchè una volta accasati lei si è come “ammosciata” nel senso che per carità, fare sesso con lei era sempre travolgente. Ma io avrei voluto più frequenza, più fantasia, più eros. Mentre lei nonostante fosse per sua natura molto passionale si era un po’ “seduta”. E a differenza di lei, che si è tenuta i suo malesseri dentro, io invece li esternavo dicendole apertamente ciò che volevo ciò che cercavo. E ti dirò anche questo aspetto ha innescato in me la paura che con l’arrivo di un figlio tale aspetto potesse peggiorare. E’ pur vero che durate il nostro matrimonio sono intervenute vicende esterne, soprattutto malattie che hanno coinvolto i nostri genitori che si sono susseguite a raffica, minando un po’ la serenità essendo fonte di pensieri continui. Succede in tutte le famiglie per carità ma onestamente la frequenza con cui si sono verificati questi eventi, francamente mi è sembrata fin troppo elevata. Ogni anno è stato caratterizzato da eventi più o meno gravi e frequenti…un po’ troppi.
    Quindi Marquito, dopo averti chiarito questo aspetto ti sarà chiaro ancora di più per quali e quanti motivi io non riesca a staccare da questa storia. Non solo l’Amore inteso come sentimento, non solo i sensi di colpa, non solo la rabbia per il suo comportamento, non solo il rimpianto di non aver formato una famiglia ma addirittura la mancanza puramente fisica di mia moglie. Un’attrazione fisica….

  • 464
    Fuori dal Coro -

    MARQUITO….segue
    ….travolgente. Quindi a questo punto vorrei sapere cosa manca nella mia descrizione che tu definisci “personale” per essere considerata come Amore Vero e Completo. Posso dirti, per concludere la questione “attrazione fisica” che fino agli ultimi giorni del nostro matrimonio chiedevo “baci di passione” a mia moglie, quelli che si scambiano gli innamorati e che nel mio modo di pensare e di agire non sono mai venuti meno. Fosse stato per me Marquito avrei fatto l’Amore con mia moglie, non dico tutti i giorni, ma costantemente almeno 2,3 volte la settimana. Senza contare il fatto che per me fare sesso con lei non voleva dire soltanto il semplice rapporto sessuale completo ma anche e soprattutto preliminari. A me bastava vederla camminare, bastava guardarla vestita in una certa maniera per andare in estasi. Non so se a questo punto tu possa considerare la mia personale descrizione dell’Amore come quella tra due amici.
    Aspetto tue commenti in proposito così come quelli di Aleba e Luna per l’eventuale, come ha detto tu, approfondimento del tema.
    Ciao a tutti

  • 465
    luna -

    marquito: anche secondo me l’attrazione fisica, ma intesa anche come il desiderio in senso più esteso di vicinanza fisica e affettiva è importantissima. Metto insieme questi concetti perché, se parliamo d’amore, non riesco a vederli disgiunti. E non riesco ad immaginare un amore che non abbia bisogno di vicinanza. Fosse pure lo sfiorarsi avanti e avanti negli anni in cucina o tenersi per mano. Si parla tanto, in generale, di passione che finisce inevitabilmente. Io non credo che sia così. E’ vero che ti basta andare al ristorante e vedere coppie che sembrano sedute tipo ognuno da solo anche se allo stesso tavolo. Perché? Le ragioni possono essere tante. Ogni relazione ha la sua storia. Ma mentre si dice spesso che finita la passione conta quel che resta a parte la passione quante volte le persone si allontanano e non solo nel letto per altro che manca o per conflitti altri? Anche qui, ovviamente, non c’è una ‘legge universale’, parliamo di emozioni, individui etc. – fuori dal coro: un mio amico è dopo che aveva appena affrontato l’acquisto di una casa che ha visto esplodere la crisi. E la casa non era certo la causa. Nè l’antidoto al non detto. – quanto può aver pesato psicologicamente l’intervento chirurgico? C’erano attinenze con una possibile difficoltà al concepimento o la fertilità? – ribadisco, scusa, che in QUEL MOMENTO si è evidenziata un’incompatibilità, nel modo di affrontare la questione crisi – da due anni ti crocefiggi autoaccusandoti anche per la violenza -e a me pare poca reale chiarezza –

  • 466
    maria -

    ciao fuori da coro, ogni tanto vi seguo ma per questioni di lavoro non sempre posso esserci. leggo che tu ancora tutt’ora passi, in avanti ,non ne’ hai fatti, e mi dispiace per questo, cerchi di reagire , come il viaggio che ti sei fatto a natale con una piacevole signorina, ma che la tua testa era sempre su di lei. e’ molto probabile che se tu trovassi sul tuo cammino una ragazza che ti facesse perdere la testa e che valesse piu della tua ex, tu da questo incubo ne’ usciresci. secondo me non stai reagendo come si deve, c’e’ qualche cosa che blocca la tua evoluzione, un blocco spicologico, sensi di colpa che ti addossi e che non ti fanno vivere, perche’ non provi qualche seduta ipnotica, x scavare nel tuo passato??
    devi cambiare strategia, se vuoi sartare fuori dal tunnel.
    prova a pensare un po’ piu a te stesso e non sempre a lei, devi farcela fuoei dal coro, sentendoti cosi’ in gabbia mi fai stare male.
    ciao a presto

  • 467
    Fuori da coro -

    MARQUITO – ALEBA – LUNA
    Ciao ragazzi. Scrivo mentre ho letto il post n. 465 di Luna e dopo aver risposto al post n. 461 di Marquito. Credo appaiao nonostante sembri (forse) che esprimo una certa lucidita nello scrivere che mi trovo nel bel mezzo di una forte crisi. Crisi dettata da una serie di circostanze che credo di aver evidenziate. Nei vostri racconti relativi alle vostre esperienze affettive appaiono evidenti le ragioni per cui un rapporto possa essere terminato. Marquito è stato breve e conciso e si è capito cosa non andasse nelle precedenti esperienze. Luna ha avuto un periodo di 7 anni inn cui si è evidenziata una crisi del proprio compagno che ha portato alla rottura. Aleba bè ogni commento è superfluo.
    Ma la mia storia ? Io stesso sono in confusione totale pur essendo lucido nel ricordarmi ogni passaggio del mio rapporto. Una donna solare, onesta, piena di vita, innamorata del proprio uomo, che dialoga, che condivide, che si confronta. Una donna che improvvisamente cambia e chiude il rapporto senza che in precedenza si fosse evidenziata una crisi di coppia tipo quella di Luna o di Aleba. Una crisi che vive solo lei e che nessun altro me compreso ne è a conoscenza, neanche i suoi genitori. Capisco che il figlio è una questione importante e sono d’accordo con Luna quando parla di tirare “il freno a mano” nel momento in cui si cambia discorso. Se una cosa è così importante va affrontata con la dovuta importanza. Ripeto ammetto senza remore di essere stato un muro di gomma sull’argomento figlio di cercare di chiudere l’argomento ogni qualvolta fosse preso in considerazione. Ma onestamente e sinceramente non ho percepito quanto basilare fosse questo desiderio di concepire al punto tale da mettere in discussione un rapporto di coppia. I miei “no” erano improntati al come dire “ma dai stiamo bene così, stiamo bene insieme, ci divertiamo, siamo liberi di vivere il nostro splendido rapporto, di amarci, di stare insieme,di poter viaggiare. I figli sono belli ma comportano sacrifici enormi, tensioni, paure, ansie per tutta la vita. Siamo davvero convinti di volerla cambiare ?”
    Ecco in sostanza i miei no erano improntati su questi discorsi, più o meno egoistici sotto un certo punto di vista e più o meno improntati sulle paure reali della vita con i figli e sulle paure ipotetiche di incrinare un rapporto fino ad allora idilliaco. Un “tiraggio del freno a mano” sono sicuro, mi avrebbe dato una scossa. Mi avrebbe fatto capire che alla fine ero solo io a volere un certo tipo di rapporto. O meglio, probabilmente lei avrebbe voluto anche lo stesso tipo di rapporto. Con la differenza che avrebbe voluto fossimo in tre a viverlo anziche noi due soltanto. A quel punto mi avrebbe messo di fronte ad una scelta, o quantomeno ad una reale riflessione sui progetti da seguire insieme. E secondo voi cosa avrei fatto ? Avrei lasciato mia moglie ? Non credo proprio. Nella peggiore delle ipotesi avrei potuto innervosirmi, prendermi un po’ di tempo per pensare…

  • 468
    aleba -

    Ciao a tutti.
    Mi piace come hai parlato dell’amore, Fuori dal Coro. ..davvero, io penso che amare significhi proprio tutto quello che hai scritto. Nel bene e nel male. Preciso che quando dico MALE mi riferisco a malattie, lutti, difficoltà economiche, difficoltà emotive. Il male è affrontabile con grande efficacia, quando c’è l’amore. Altra cosa è il male che nasce dentro la coppia, l’uno nei confronti dell’altra e viceversa, dall’interno, quello .. bisogna prenderne atto.. non è assolutamente amore. Così è come ho vissuto io. Amore per la persona completa, amore per i pregi, amore per i difetti, amore per la sua incapacità emotiva. Tutto questo amore è stato progressivamente ricambiato, dal mio ex, con astio, disprezzo. Accetto, accetto perché ti amo…forse un giorno vedrai chiaramente che il mio è amore, ma non è possibile..non lo sarà mai con lui. Il mio amore non aveva senso, non poteva raggiungerlo. L’amore per sé stessi è la prima insindacabile esigenza della persona, qualsiasi persona che ti porti a rinnegare l’amore per te stesso, non ti sta amando e ciò che provi tu, non è amore.
    La passione, il desiderio, l’amore. La passione è in simbiosi con il sentimento. Io non potrei amare un uomo e non desiderare toccarlo, abbracciarlo pelle contro pelle. Non c’è una scala di quanto valga il sesso e quanto il sentimento, è un mix magico dove gli ingredienti vengono dosati in modo direttamente proporzionale, e l’uno riceve forza e sapidità dall’altro in una reazione a catena che si autoalimenta. L’attrazione fisica è importantissima, secondo me se non provi attrazione per il partner, vuol dire che si tratta di una bella amicizia…l’amore platonico non esiste. La passione va coltivata e qui entra in gioco la complicità, l’empatia, la conoscenza profonda del partner e il bene, il voler bene!! Alimentare l’amore significa desiderare intimità emotiva e intimità fisica. Se il rapporto sessuale viene ridotto alla semplice espletazione di una funzione fisiologica…beh il partner allora è un pezzo dell’arredamento della stanza da bagno, lascio a voi capire di cosa sto parlando. Io ho sempre provato attrazione per il mio ex, ma anche il lato fisico della nostra relazione è stato deleterio per me, per la mia anima. Pensate solo a cosa mi diceva lui in occasione delle discussioni, già da parecchi anni: “fino a quando mi piace il sesso con te, non ti devi preoccupare!”. Preoccupare di cosa?? Certo io mi preoccupavo, di fargli piacere il sesso e di non farlo mancare, altrimenti … Altrimenti COSA?? Queste sue parole hanno un significato chiaro per me oggi, ma mi ci sono voluti anni per capire. Io lo amavo e lo desideravo. Lui desiderava essere soddisfatto, punto. Fuori dal letto io ero una persona inutile, una sfruttatrice, una che non ha portato niente nella sua vita, un’incapace, stupida, esageratamente emotiva, irrazionale, io ero Mrs Nessuno… però a letto servivo eccome. …….

  • 469
    aleba -

    Continua … Ok, il sesso con me ti piace . . e il resto?? Che valore dai al resto? Che valore dai alla donna che vive al tuo fianco? Zero assoluto!! Certo non mi sono voluta bene affatto quando mi cercava e prima di farlo gli dicevo “però domani sarai più gentile con me?”.. Oggi a ripensarci mi sento di aver venduto, svenduto me stessa. Non riuscivo a guardare in faccia la realtà, non riuscivo a vedere che avevo calpestato il concetto stesso di amore e passione. Per fare l’amore si è in due, è uno scambio sublime e irrinunciabile di affetto di emozioni forti, di estasi. Per fare sesso non c’è bisogno di una persona specifica…a volte non serve neppure un’altra persona. Sono lieta di aver raggiunto questa consapevolezza, di aver capito che stavo offendendo il mio modo di concepire l’amore, la mia vita. Per lui la mancanza di rapporti ha implicato un rapido deteriorarsi della situazione e del suo comportamento verso di me. Io gli chiedevo “come fai a disprezzare apertamente una persona e volerla nel letto con te? Come fai a pensare che una persona che si sente disprezzata abbia voglia di fare l’amore con te?” Nessuna risposta da parte sua. Certo, lui voleva una donna sempre pronta, ma vuota. Io non sono vuota, io esisto! Ho un cuore e un cervello che si scambiano informazioni e energie e vivono dentro un corpo che interagisce mediante risposte chimico/fisiche alle emozioni, ai sensi, con razionalità e sentimento, io sono una persona. Se la persona al completo per te non ha valore, anzi è brutta ai tuoi occhi .. allora non credo si tratti di amore quando cerchi nel corpo le tue risposte. Parlo di questo aspetto con riluttanza, perché quando guardo agli anni trascorsi me chiedo come abbia fatto io a calpestare me stessa in nome dell’amore per quell’uomo. Un uomo fragile e disperato nel profondo di sé stesso che sicuramente aveva bisogno di tanto amore, ma incapace di accogliere l’amore.
    Mano a mano che passa il tempo mi accorgo che mi sono riappropriata del mio modo di vivere l’amore. Adesso so che non si alzano i livelli di tolleranza per non dover riconoscere che l’ambiente è inquinato…l’inquinamento va combattuto, l’ambiente deve essere risanato.

    Bacioni a tutti!

  • 470
    Fuori dal Coro -

    1. MARQUITO – LUNA – ALEBA….segue
    …ma di certo sarei arrivato ad una conclusione positiva che avrebbe contemplato la messa “in cantiere” di un figlio.
    Cosa è accaduto invece nella sua testa. Cosa l’ha fatta ragionare in una maniera tale da non mettermi nella condizione di poter scegliere ?
    Aveva paura di ferirmi ? Di obbligarmi a fare una scelta non voluta ?
    Cosa ne pensate ?
    Fatto sta che io mi ritrovo dopo 2 anni a non aver capito cosa sia frullato nella testa ad una persona che tutto era fuorchè una donna con problemi psicologici.
    Ma c’è di più. Nel mio concetto di Amore per un’altra persona è implicito il bene, l’affetto. Il bene più semplice, sentito, reale, pulito. Come si può, dico io, mollare di punto in bianco una persona di cui fino a qualche giorno prima ti sei preoccupato se aveva una minima alterazione febbrile. Scusate, vivrò in un mondo tutto mio. Ma tre mesi prima che lei mi comunicasse la sua pausa io ero preoccupato e in forte ansia mentre lei si trovava in camera operatoria. Ero terrorizzato all’idea che le potessero far male. Avevo le lacrime agli occhi al solo pensieri di immaginarla sotto i ferri. Scusate, spiegatemi, perchè io non ci riesco ma come si fa a dimenticare e a non provare più nessun sentimento per una persona per la quale stavi soffrendo come se in sala operatoria ci fosse stata tua madre ?
    Io so solo che se accadesse la stessa cosa oggi, dopo due anni che lei se ne è andata io starei sempre nelle stesse condizioni e vi assicuro che ancora oggi se la vedessi uscire sana e salva dalla sala operatoria, ci sarebbe un bacio, una carezza, un parola di conforto. Ma non di quelle che si danno ad una mamma, ad un amico, ad un parente. Ma di quelle che si danno a una persona che si Ama. Per sempre.
    Spiegatemelo se potete. Perchè per me tutto è straordinariamente semplice e pulito.

  • 471
    Marquito -

    @ Fuori dal Coro:
    Bé; adesso che ti sei spiegato abbiamo un quadro più realistico della situazione, e per noi è molto più semplice comprendere il tuo dolore, la tua rabbia e la tua disperazione. Purtroppo né io né LUNA siamo chiaroveggenti; quindi non possiamo dirti quali motivi abbiano indotto tua moglie a interrompere dopo tanti anni la vostra relazione. Lei tira in ballo il desiderio di maternità ma in questa versione dei fatti c’è sicuramente qualcosa che non quadra. Se l’unico problema era il figlio, perché non è restata insieme a te quando tu le hai garantito di condividere appieno questa sua aspirazione? Perché non è restata insieme a te quando tu l’hai rassicurata e ti sei dichiarato disponibile a costruire una famiglia di tipo tradizionale ? Forse perché avevi compreso le sue esigenze con un po’ di ritardo ? Ma ti pare possibile che una donna innamorata getti alle ortiche un matrimonio per un motivo così futile ? Di errori ne commettiamo tutti, e in ogni caso tu ti eri convertito alla sua visione della coppia, quella che trova il suo coronamento nel concepimento di un figlio. Forse lei non credeva alla tua conversione e pensava che avessi accettato il figlio soltanto per opportunismo… Questa potrebbe essere la spiegazione più logica, ma tu affermi di avere aderito al suo progetto con reale entusiasmo e di avere fatto tutto il possibile per dimostrarglielo. Scusami se mi esprimo con franchezza, ma in tutta questa storia c’è qualcosa di poco chiaro (SEGUE)

  • 472
    Marquito -

    Fuori dal Coro, io ho vissuto un’esperienza abbastanza simile alla tua, nel senso che sono stato abbandonato dalla donna che amavo senza ricevere uno straccio di spiegazione. Tu una spiegazione l’hai ricevuta, ma si tratta di una spiegazione poco convincente, che lascia adito a mille dubbi e a mille perplessità. Il fatto è che certe volte dobbiamo rassegnarci a non capire … Lo so che si tratta di una situazione devastante; soprattutto quando si è innamorati e ci si è convinti che “quella” donna fosse proprio la donna giusta. Ma a cosa serve continuare eternamente a macerarsi nel dubbio ? Io ho riflettuto a lungo e alla fine mi sono adagiato in una spiegazione di comodo, che serviva più che altro a lenire il mio dolore e la mia sofferenza … mi sono convinto che quella donna fosse fuggita proprio perché mi amava tanto e perché non intravedeva nessuna possibilità di costruire un futuro in comune. Questa “spiegazione” mi ha aiutato a tirare avanti per moltissimi anni, anche se poi mi restava il rammarico di non essere riuscito a farle comprendere l’intensità del mio Amore (io l’avrei seguita anche in capo al mondo, ma questo fatto probabilmente, andava al di là della sua capacità di comprensione). Adesso, a distanza di quasi dieci anni, che cosa penso di questa mia interpretazione ? Penso che sia insoddisfacente e che colga soltanto un aspetto del problema. La verità integrale, la verità tutta intera, io non la conoscerò mai. Così è anche per la spiegazione fornita da tua moglie … non dico che sia del tutto inconsistente, ma anche nella migliore delle ipotesi è una spiegazione insoddisfacente, parziale ed incompleta.

  • 473
    LUNA -

    Per un problema tecnico non sono riuscita ieri a finire il post.
    Dicevo, Fuori dal Coro, che si è evidenziata una incompatibilità, in quel momento, secondo me, perché comunque lei non ti ha detto (o come dice Marquito non è riuscita a dire, non riuscendo però lei comunque, per indifferenti quali ragioni, a tirare fuori i suoi conflitti REALI in modo aperto) cosa le passava per la testa, mentre tu avevi bisogno che lo facesse. Se tu, con tutti i tuoi pregi e difetti, paure e idee, sei convinto che alla base del rapporto ci sia anche il fatto di mettere bene in chiaro le cose per poterle affrontare e discutere, se tu credi che l’empatia non debba venire meno, e che sia importante che ciascuno guardi bene in se stesso anche prendendosi le responsabilità di cercare di far chiarezza in se stesso, allora in quel momento lei è stata incompatibile con te. Siamo diversi Fuori dal Coro, ma io questo punto lo capisco molto bene, ed è per questo che ti dico che secondo me siete stati incompatibili. Tu dici che avete sempre parlato, molto. Ma lei ti ha veramente detto con la stessa chiarezza tua nei suoi confronti le cose che voleva, sentiva?
    Tu in altri post sei arrivato al punto di dire, se non erro: le ho manifestato presto, da subito, i miei difetti, in modo che mi conoscesse per come sono. Ora, a parte il fatto che io non credo che possiamo davvero fare una carta d’identità di noi stessi esaustiva, neanche con la “più buonissima” (esagero apposta, per far capire quanto) volontà, e che comunque anche la percezione dell’altro rispetto ai nostri pregi e difetti è personale, io ho l’impressione che anche questo dimostri quanto tu avessi bisogno di vivere in un mondo in cui il più possibile si potessero evitare dei conflitti (non nel senso che non eri pronto ad affrontarli, anche per amore, ma che forse, nel tuo concetto di armonia e protezione dell’armonia, c’erano degli aspetti come il fatto di dire: io sono così, puoi amarmi per come sono? puoi accogliermi veramente per come sono? non voglio che un giorno tu possa dirmi che sei delusa perché non ti ho mostrato dei lati di me. ecc). Tu dici che per te l’amore è semplice e che sei una persona semplice, e ciò che ho scritto tra le parentesi non significa dirti che sei una persona complicata. A parte che ci troviamo molto più a interrogarci e a doverci interrogare in caso di conflitto che in caso di armonia, come sta accadendo a te. Io non sono una persona che in caso di armonia e quiete e serenità si fa mille pippe mentali. Non sono una che complica il pane, come si suol dire, ma se il pane è complicato mi ritrovo anche a domandarmi perché. Rispetto a chi mette le questioni sotto il tappeto (fermo restando che tutti, inconsciamente, possiamo farlo o non accorgerci che c’è una questione) sono una che preferisce sapere ed affrontare le cose. Anche a me fa molta più “ansia” l’idea che una persona non mi dica che c’è o vede un problema che l’inverso. Per me una vita tranquilla non è una vita in cui non

  • 474
    LUNA -

    esistono conflitti (non nel senso che vado a cercarmeli, ma nel senso che mi pare naturale che gli esseri umani possano provare dei conflitti interiori o che nella quotidianità ci possano essere dei momenti in cui, anche con la più buona ottima volontà, e grande amore non si sta camminando allo stesso identico passo, ecc), ma una vita in cui so che le persone che ho attorno, che siano parenti, amici, compagno, marito, un figlio se un giorno ne avrò, mi dicono quello che secondo loro non va, dandomi così anche la possibilità di sapere qual è la situazione, anche di fare autocritica, di aggiustare il tiro se necessario, di rassicurare se ne ho la possibilità, di dire il mio punto di vista, di riflettere, di correre ai ripari. Per me è molto più grave che un problema non sia portato all’ordine del giorno, che a un nodo non sia dada la possibilità di essere sciolto che il fatto che possa esistere un problema o un nodo da sciogliere.
    Banale? non so quanto. Forse in teoria lo diciamo tutti questo, o molti, ma quanti di noi riescono a farlo sul serio, o anche a farlo in maniera assertiva? Marquito dice una grande verità: una persona in crisi ha difficoltà a leggere dentro di sè, quindi la sua difficoltà a verbalizzare un conflitto può essere a monte. Forse le persone più abituate all’introspezione (e anche a non averne paura) sono più capaci di fare questo, di chiedere aiuto, che sia nella maniera migliore, neutra o peggiore, senza delegare completamente all’altro le responsabilità o un ruolo da “interprete”. Poiché anche a me è capitato di essere in crisi nella vita so quanto possiamo non accorgerci fino in fondo anche dei sintomi esterni della nostra crisi, o non afferrare noi stessi dei nostri comportamenti. Mi spiego con un esempio: durante un periodo particolarmente intenso, in cui vivevo dei conflitti emotivi di coppia e all’esterno, persone a cui volevo molto bene, vivevano dei grossi problemi, io spostai inconsciamente l’attenzione all’esterno. Parlando con una delle mie migliori amiche le dissi quanto fossi preoccupata (era vero) per queste persone che stavano male. Lei mi conosceva e sapeva che era vero, al contempo mi disse: ma la tua vita dov’è? (cioé: come stai tu?). Quella frase mi colpì molto e mi fece riflettere. Allo stesso modo, nel momento in cui lei era in crisi con il marito e ancora nessuno lo sapeva, poiché la vedevo strana diversa, non in modo eclatante, ma a istinto coglievo delle sfumature pur senza riuscire a capirne il vero significato e l’origine, io le chiesi se andava tutto bene, in modo generico, non invadente. Lei mi disse di sì. Due giorni dopo mi raccontò che invece no, non stava bene. Però se chiedi ad una persona: tutto bene? e quella persona ti risponde sempre di sì è ragionevole, in assenza di sintomi molto evidenti, e rassicurato/a sul fatto che va tutto bene, pensi di aver avuto la risposta. Cioè (continua)

  • 475
    maria -

    sono contenta aleba che ti stai riprendendo, assulutamente con i tuoi tempi, a piccoli passi per te per tua figlia a poco a poco riprenderete il vostro equiliquio interiore.
    diventerai forte da combattere qualunque e chiunque persona e lui rimarra’esterefatto da chi sei tu e non riuscira’ piu’ a raggiungerti per distruggerti. ciao maria

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