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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 401
    Marquito -

    @ Fuori del Coro:
    Ovviamente rispetto la tua opinione, che peraltro è condivisa anche da moltissimi altri utenti. Io resto del parere che l’emancipazione femminile sia stata un elemento decisivo e che sia stata molto più importante di questo presunto “crollo dei Valori”. Tra l’altro mi piacerebbe molto capire di quali valori stiamo parlando, perché non credo che l’unità della famiglia sia di per sé un valore … Sicuramente non sono valori l’ipocrisia e il formalismo che imponevano a tantissime coppie di restare unite quando l’amore, la stima e il rispetto erano finiti da un pezzo. Se devo essere sincero preferisco di gran lunga la situazione attuale, in cui le coppie restano unite soltanto se c’è vero Amore da parte di entrambi, e le donne sono finalmente libere di scegliere in piena autonomia mentre prima erano schiave del sistema e facilmente ricattabili (tu dici che lavoravano anche prima, ma l’occupazione femminile è aumentata in modo impressionante, e adesso le donne hanno accesso a quasi tutte le professioni, mentre prima lavoravano prevalentemente come sarte e come mondine …).
    Quando ho parlato degli uomini che addossano tutte le colpe alle loro ex non mi stavo affatto riferendo a te.
    Evito di innescare inutili polemiche e concludo rapidamente con una breve osservazione. Io credo che i sentimenti delle persone possano anche cambiare e che questi mutamenti (dolorosissimi da accettare quando si è innamorati) siano parte integrante della nostra esistenza, perché siamo esseri umani pieni di difetti e di imperfezioni, e come tutti gli esseri viventi siamo anche soggetti al mutamento.
    Buona fortuna !

  • 402
    Fuori dal Coro -

    Ciao Marquito
    Non so quanti anni tu abbia, ma si sente che ragioni da persona matura. Te ne do atto. Detto questo mi trovi completamente d’accordo riguardo a quanto hai scritto nel tuo post n. 400. Purtroppo devo ammettere, con dolore, di aver “sottovalutato” la questione relativa all’esigenza di un figlio da parte di una donna. Credo di essere stato piuttosto “ingenuo e disinformato” sul problema. Con tutta sincerità ammetto che, nonostante prima di mia moglie io abbia avuto molte relazioni non ho mai approfondito realmente questa cosa. Prima di conoscere mia moglie (avevo già più di 30 anni) non avevo mai affrontato la questione “figlio”, anche e soprattutto perchè le mie relazioni non erano così “profonde” da farmi pensare che potessero avere un seguito “stabile”. Ecco perchè nei miei post parlo spesso di “Vero Amore”. Nelle mie relazioni precedenti avrò potuto essere innamorato, aver avuto infatuazioni. Ma non ho mai provato quell’Amore (Vero) che ti fa provare sensazioni diverse. Che fa sì che tu vuoi bene realmente all’altra persona e che sei pronto a condividere con lei le cose che tu ami. Quando ero più giovane pensavo ad un figlio come ad una cosa che “bisognava fare”, senza mai peraltro avere coscienza di ciò. Dentro di me pensavo che sì, sicuramente un giorno avrei avuto un figlio. Poi più passavano gli anni più mi accorgevo di non sentire questa esigenza. E sono sicuro, lo dico adesso con certezza, che ciò è avvenuto perchè spesso durante la vita di tutti i giorni, non mi sono ritrovato con le idee di famiglia che la società attuale impone. Spesso vedevo figli sbandati, senza ideali nè valori. Figli spesso nati da genitori seri ma che purtroppo venivano risucchiati dai ritmi vertiginosi e dalle regole non imposte, ma comunque obbligate di oggi. Pian piano che passavano gli anni aumentavano i miei dubbi circa la possibilità di generare un figlio. Dubbi causati appunto dalla paura. Null’altro che paura. Già prima di sposarmi non sentivo parlare altro che di separazioni e grossi problemi tra genitori e figli. Problemi che, a mia memoria, non penso di aver dato a mio padre e a mia madre, così come mia sorella. Ho notato chiaramente l’incapacità oggettiva di poter seguire e/o controllare realmente i propri figli. Anni fa la scuola, seppur con tutti i difetti di allora era un luogo piuttosto sicuro. Poi spesso le donne non lavoravano, a volte c’erano i nonni a casa. Le droghe, l’alcool, il sesso facile, la pedofilia, esistevano, ma non ai livelli assurdi di oggi. E poi non dovevi combattere con elementi esterni tipo televisione, computer e internet che sono sì belle invenzioni, tecnologicamente parlando. Ma sono pur sempre “mine vaganti” su cui un genitore, anche il più attento, non può avere nessun controllo. Quindi caro Marquito, per quanto mi riguarda, su questo aspetto, la paura l’ha fatta da padrone. Ognuno ha le sue paure. Io avevo questa. Un paura razionale. Inoltre si è aggiunto il fatto che con mia moglie mi trovavo a meraviglia..

  • 403
    Fuori dal Coro -

    Marquito…segue
    …sia sotto il profilo caratteriale che come condivisione di ideale. E sull’argomento più importante, il figlio, ho sempre parlato con chiarezza, fin dai tempi del fidanzamento. E lei si era mostrata d’accordo. Anzi, spesso era lei a farmi vedere tante coppie giovani e anziani, che senza figli erano sereni e spesso felici.
    Purtroppo, come hai scritto tu all’inizio del tuo post n. 400, ho sottovalutato il problema strettamente “femminile” legato all’esigenza di un figlio. Non ho capito e non immaginavo davvero come e quanto la donna possa trasformarsi quando desidera un figlio a tutti i costi. L’ho capito solo ora. Per loro, per le donne, quando scatta l’istinto naturale di diventare madri, non conta più nulla, nemmeno l’uomo che ami e con il quale hai condiviso i momenti più belli della tua vita. Ed è una realtà anche quando parli del fatto che il marito passa in secondo piano dopo l’arrivo di un bimbo. Un avvocato matrimonialista con quasi 40 anni di esperienza sul campo mi ha confermato il fatto che una donna quando desidera a tutti i costi un figlio diventa “spietata”. Nel senso che per lei non ha quasi importanza “con quale uomo fare un figlio” l’importante è che riesca a placare il suo desiderio. Non so quanto sia vero ciò, fatto sta che mi è stato riferito da chi ha a che fare tutti i giorni con situazioni di separazione.
    Premesso tutto ciò io non voglio assolutamente sentirmi esente da colpe riguardo questa cosa. Anche perchè oggi, ma è già così da più di due anni sento realmente il desiderio di un figlio. Ho capito quanto sia importante e so quanto potrei dare ad un bambino in termini di amore e tempo. Io non so se per mia moglie la questione figlio sia stata un pretesto per interrompere la relazione. Posso dire che negli ultimi tre anni mi ha chiesto un figlio. Senza però manifestarmi apertamente questa sua esigenza come basilare. Io non ho capito dalle sue richieste di avere un figlio che la mancata maternità avrebbe potuto causare una rottura. Io amavo mia moglie e stavo bene con lei e credevo che anche lei mi amasse e stesse bene con me. Io sono del parere che no, non avrebbe dovuto “impormi” di avere un figlio. Ma di essere piuttosto esplicita. Nel senso di farmi capire realmente, anche con discussioni e litigate, che non abbiamo mai avuto, che il suo desiderio di famiglia stava minacciando il nostro essere coppia. Io questo non l’ho capito. Fino all’ultimo ho visto la nostra coppia unita e stabile. D’altra parte non che avrebbe dovuto fare molto. E’ bastato che mi dicesse che voleva passare alcuni giorni dai suoi genitori per pensare per farmi fare “marcia indietro” sull’argomento. E ti assicuro non lo avrei fatto in maniera forzata. Caro Marquito se un uomo un figlio non lo vuole non lo fa. E poi scusa vorrei avere la capacità di leggere nel suo pensiero e capire se realmente, conoscendomi, avrebbe pensato che dopo la nascita di nostro figlio, avrei potuto “invidiare” il nostro bambino….

  • 404
    aleba -

    Fuori dal Coro, (ricambio bacioni!) leggendo il tuo commento riguardo a me, non so se essere lusingata o se sentirmi una scema. Sono una donna e mi piace la femminilità. Non ritengo di avere diritti extra solo perché sono femmina. La coppia, la famiglia sono importanti e penso che vada coltivata la vita in comune, come si farebbe con l’orto. Le tue idee riguardo le donne di una volta, penso siano il frutto della tua esperienza personale. Sono contenta che tu abbia vissuto in ambienti dove gli ingranaggi familiari venivano sottoposti continuamente ad una accurata manutenzione e nessuno, né l’uomo né la donna, si sarebbe mai inventato di mancare al dovere di lavorare per la felicità e l’unità della famiglia. Io ho visto cose diverse, ho conosciuto gente che ha vissuto anni matrimoniali orribili..ma non ha rotto il patto per non contravvenire a regole non scritte di “sopportazione”… arrivando a festeggiare le nozze di diamante al fianco di una persona che non solo non amavano, ma odiavano profondamente. Vale la pena sprecare la vita per assolvere a obblighi sociali, religiosi, per mantenere l’apparenza a tutti i costi? Oppure per paura, per mancanza di autostima o per la solitudine che incombe? La famiglia del mulino bianco non esiste, su questo siamo tutti concordi…. forse il problema sta nel fatto che ai tempi dei nostri nonni si cresceva in fretta e le responsabilità , per la gente comune, erano tante e pesanti fin da giovanissimi. Oggi tanti ragazzi/e non sanno cosa vogliono fare da grandi e magari sono già grandi… e pensano che mamma e papà provvederanno alla pappa per sempre…. Mio padre era già papà a 24 anni e aveva la carriera già impostata.
    Marquito: concordo pienamente sulla questione figli.
    Baci

  • 405
    aleba -

    Fuori dal Coro, scrivi, “Per loro, per le donne, quando scatta l’istinto naturale di diventare madri, non conta più nulla, nemmeno l’uomo che ami e con il quale hai condiviso i momenti più belli della tua vita” messa così sembra una guerra..non condivido. Certo, ormai so che ci sono persone che pensano di essere al di sopra di tutto e di tutti, persino dei figli. Torno a ripetere che i figli bisogna volerli in due. Certo l’istinto naturale esiste e può essere più o meno sviluppato a seconda dei retaggi culturali. In Gran Bretagna le mamme trovano “normale” lasciare che il neonato pianga fino ad addormentarsi per sfinimento, in Italia i figli vengono trattati come bambini anche quando sono adulti, in vari stati africani si ritiene che i figli che ancora non sanno camminare debbano stare attaccati alla mamma 24h/24h e se li tengono legati al corpo.
    Che i genitori debbano dedicare attenzioni in primo luogo ai figli neonati è fuori dubbio. Certo l’affiatamento dei genitori è indispensabile per la crescita dei piccoli, perchè i bambini sono indifesi e si affidano ciecamente agli adulti per veder soddisfatte le loro necessità e sono gli adulti che devono trasmettere sicurezza. Le tue paure riguardo alla società, Fuori dal Coro, le capisco molto bene. Io sono spaventatissima all’idea che mia figlia cresca in questo mondo avido e senza scrupoli, dove per un pò di felicità effimera i giovani svendono il loro futuro. Ma qui entra in gioco il ruolo del genitore. I figli crescono!i primi anni sono i più importanti per dar loro le basi per diventare adulti. Da piccolissimi sono spugne e ciò che hanno assorbito gli rimarrà per sempre. Io ho oltre 40 anni ormai, ancora oggi i miei amici di quinta ragioneria ridono di me perchè oltre venti anni fa rimasi scioccata nel vedere a scuola (in un paesino di provincia) le squadre antidroga con i cani. Quel giorno arrestarono vari ragazzi miei coetanei.
    La mia speranza è di essere in grado ascoltare mia figlia sempre, perchè lei sappia che io ci sono e non sono un giudice che infligge solo punizioni. Il dialogo, la comprensione reciproca e l’esempio! Non posso dire a mia figlia “non mangiare cioccolata” mentre mi sto rimpinzando sul divano di biscotti al cioccolato. Poi sai i genitori perfetti non esistono, non c’è il libretto di istruzioni e non possiamo proteggere i nostri figli dal mondo, quindi dobbiamo fornirgli mezzi adeguati per affrontare la vita e per credere in sè stessi e nel valore della persona. Certo è che ci vuole amore, amore per tra i genitori l’uno verso l’altro e amore dei genitori per il figlio. Il pensiero ossessionante per il mio ex è come contrastare i miei sistemi educativi, come ostacolare il mio ruolo di mamma, come mettermi in cattiva luce di fronte alla figlia.A fare il papà quando ci pensa? Non erano le donne le arpie che mettono i figli contro i padri? Mah..

  • 406
    LUNA -

    Ciao ragazzi 🙂

    sono molto contenta che Marquito, persona di cui stimo molto intelligenza e sensibilità, intervenga in questa lettera, portando il suo punto di vista.

    Già ai tempi dei Romani si parlava di tempi passati migliori di quelli presenti… andando avanti nel tempo si perdono delle cose, alcune si conquistano, altre non cambiano, perché fanno parte dell’essere uomo (inteso come essere umano) ma le guardiamo anche nella posizione di chi le vede, le analizza, ma non le vive le cose…
    voglio dire che dovremmo chiedere a quelle mondine, in quei determinati momenti, come si sentono. E dovremmo anche considerare tutta una serie di fattori e anche il significato che dava, una singola persona, al concetto di famiglia. Ma il discorso, appunto, è complesso…
    Posso dire però che i miei nonni avevano fratelli e sorelle, quindi tutti della stessa classe, e non per questo hanno avuti tutti vite e caratteri identici, no?

    certo, anch’io riflettevo ieri sul fatto che per esempio (ma anche qui il discorso sarebbe lungo) ci troviamo in un periodo in cui al fatto che oggettivamente viviamo tra maggiori pressioni economiche, incertezze politiche e sociali e professionali, ecc ecc, si aggiunge il fatto che una marea di persone vivono questa situazione, chi volente e chi volente, da un punto di vista individuale… e spesso anche moltiplicando le fatiche e le spese (emotive, oltre che economiche) invece di unire le forze…
    Aspe’, che forse non riesco a spiegarmi.
    Voglio dire pensiamo alle stesse situazioni politico/econimico/sociali ma con due persone che mantengono UNA casa, e uniscono le forze per mantenere se stessi, e i propri figli mettendo quello che possono e hanno in uno stesso “salvadanaio”.
    Poi pensiamo a due persone che invece si separano e quindi comunque si trovano a mantenere, già solo, due case. E ad avere una forte dispersione economica.
    Non sono materialista, cerco di essere realista.
    Detto questo però, che è un’osservazione su un certo piano (penso ai miei amici separati con figli, ai costi dovuti all’abbandono di uno dei due del tetto coniugale, alle spese legali, ai costi anche emotivi per se stessi, i figli…), rimango d’accordo con Marquito. A parte per il fatto che tali costi pesantissimi, soprattutto a livello emotivo possono esserci anche in una famiglia teoricamente unita (ma anche costi a livello sanitario e di energie, e anche moltissimo a scapito dei figli) per il fatto che, come diceva Marquito, non si può controllare i cambiamenti dell’altro e che ogni situazione è a sè.

    E’ chiaro, FUORI DAL CORO, che mi commuove vedere i miei nonni stare insieme da una vita, ma anche i miei genitori, e starci SUL SERIO, e di cuore. Ma va anche detto che parliamo di coppie di due persone che entrambe hanno desiderato stare insieme per 40, 60 anni.
    Se uno dei due fosse scappato dalla finestra o l’avesse pensata in altro modo potremmo parlare quanto vuoi (e lo capisco) di cosa è giusto e sbagliato e cosa conta o non conta, ma

  • 407
    LUNA -

    la coppia, mi ripeto, si fa in due.
    Puoi parlare dei tuoi valori, di come la vedi, di cosa pensi sia giusto e sbagliato e del tuo sentire per post e post e anni e anni, ma rimane il fatto che lei non l’ha vista come te.
    Inoltre, parlando del VERO AMORE, e di cose è o non è, di come ci si comporta o non comporta, di cosa comporta, di quali scelte si fanno o non si fanno, hai l’assoluta certezze di non essere mai stato guardato come VERO AMORE, con la stessa visione che tu hai di te, di lei, di questa storia, da qualcuno che hai perso o lasciato per strada dietro a te?
    Certo, tu parli di scelte, la promessa di matrimonio, cioè una scelta anche certificata, un passo che ha avuto un particolare significato per te. Non hai sposato un’altra, non avresti sposato un’altra, hai sposato lei.
    Ma sei certo, assolutamente certo, che nessuna abbia guardato te come la persona che avrebbe sposato, te e non un altro, te e non qualcun altro prima di te, e che non si sia sentita defraudata, non abbia provato un senso di ingiustizia perché, quando si prova un vero amore, ci sono cose che dovrebbero succedere e altre che non dovrebbero succedere, perché non hanno logica?
    Io credo che Marquito (fermo restando che sarebbe bello che ciascuno trovasse l’anima gemella reciproca e ci restasse in armonia e gioia tutta la vita) dica una grande verità quando dice che tutti, per la maggior parte, abbiamo provato ad essere lasciati e lasciare, quali e quanti fossero i nostri valori. E che sono esperienze che ci hanno anche insegnato qualcosa. Esperienze anche che, seppure viviamo con dolore la fine di quello che per noi è stato il grande amore, quello che ha un’aura di eccezionalità, quello che è capitato quando NOI eravamo ad un certo punto del cammino e pronti anche a fare una serie di passi, possono anche farci riflettere sul fatto che è vero, come dice Marquito, che siamo essere umani, tutti, con le nostre motivazioni, le nostre sensazioni, oltre che i nostri valori.
    Che le relazioni sono dinamiche, e che i fattori, al di là delle giuste, onestissime teorie che condivido, sono molteplici.
    Dicendo questo non ho detto niente, lo so. Però oltre un grande amore e una donna in particolare tu rimpiangi anche il significato che hai dato, tu, ad una serie di anni che avete condiviso, alle aspettative che tu avevi. Al punto da sentirti defraudato di te stesso, delle tue idee sulla coppia e i sentimenti, perché lei non si è dimostrata all’altezza o ti ha colpito dicendo che tu non lo sei stato. Lo sai come la penso sulla questione “figlio”, da quello che racconti. E mi dispiace che tu ti tormenti in questo modo. Ho un amico che di figli ne ha 3, la moglie lo ha lasciato a 50 anni. Lui non le ha fatto nessuna guerra, pur essendo stato spennato e le ha lasciato il lavoro nell’attività di famiglia. Lui ha accettato la fine, vive ma si fa in 1000 perché ai figli non pesi la rivoluzione. Lei di lui dice: è un egoista. E ne è convinta. Punti di vista.

  • 408
    Fuori dal Coro -

    Marquito…(segue)
    …come si fa ad invidiare il proprio figlio ? Poi è chiaro che stiamo parlando di due persone che si conoscevano da più di 10 anni. Credo di aver dato a mia moglie diverse prove di essere una persona seria, stabile e sensibile. E come avrebbe potuto una persona del genere invidiare suo figlio ?
    Non condivido, perdonami alcune parti del tuo discorso relativo al post n. 401. Non lo condivido nel senso che, a mio parere, come ho ripetuto più volte, il Vero Amore o c’è o non c’è. E se c’è non può finire perchè altrimenti non è mai esistito. Ripeto un uomo e una donna che amano davvero accettano i pregi e i difetti del partner. Perchè nessuno è immune da difetti. Tutti li abbiamo. Infatti spesso le relazioni finiscono perchè non ci piacciono i difetti dell’altro. Ma perchè li stiamo conoscendo nella relazione. Ma nel caso mio io non ho nascosto nulla. Mi sono mostrato sempre per quello che ero. Anzi ho evidenziato i difetti durante il fidanzamento proprio per non nasconderli. E sono rimasto lo stesso anche durante il matrimonio. Infatti ciò che mi rinfaccia mia moglie non sono altro che le stesse cose che prima accettava o addirittura esaltava. Io i pregi e i difetti di mia moglie li ho accettati. E durante il rapporto non ne ho mai sofferto. Così come in questi due anni non glieli ho mai rinfacciati. Perchè per me non sono mai stati un problema. Se fossero stati un problema non l’avrei sposata o quantomeno avrei fatto di tutto per farle capire che non li sopportavo. Ma non sarei scappato così come ha fatto lei.
    Marquito, io non sono contro l’emancipazione della donna, nè contro la separazione. Ma l’emancipazione deve essere intese come una conquista di diritti paritari non come strumento per decidere il bello e il cattivo tempo. E la separazione l’accetto nei casi come quello di Aleba. Poverina cosa doveva fare quella donna ? Subire ancora le angherie del marito per anni ed anni ? Ma quando la separazione diventa uno sport bè allora non ci sto. Io sposando mia moglie l’ho fatto essendo sicuro di invecchiare con lei. E lo avrei fatto se lei non fosse scappata. Ok c’era una divergenza (che cmq avevo fatto presente per anni e anni), ma in ogni modo ho fatto marcia indietro e ho messo in discussione le mie idee. Perchè “punirmi” con l’abbandono se io “non ho capito” il suo malessere ? Io non ho fatto nulla con cattiveria. La pensavo a quel modo. Sicuramente sbagliavo perchè mi sono fatto vincere dalla paura e forse, invece di affrontarla ho agito come un muro di gomma. Ma perchè lei ha “covato dentro” la sua insoddisfazione invece di evidenziarmela con decisione ? Io ho impegnato la mia vita nella nostra storia. Ci credevo. Come si fa a non amare più una persona perchè manifesta un’idea che tu conosci da tempo ? Non ti sta più bene ? Non è che sia molto d’accordo ma comunque visto che si tratta di una cosa molto importante perchè non evidenziarla a tal punto da far capire che si tratta di un qualcosa che rischia di minare…..

  • 409
    Fuori dal Coro -

    Marquito….(segue)
    …il rapporto di coppia ?
    Insomma Marquito, a me sembra che adesso con le separazioni si stia un po’ esagerando. Fermo restando che le situazioni di conflitto insanabili non possano essere risolte altrimenti se non dividendosi. Ma un po’ più di buon senso nel capire che è perfettamente normale un certo assestamento durante il matrimonio. Che non esistono perennemente le farfalle sullo stomaco. Che è normale che dopo un po’ volino via lasciando spazio al sentimento vero. Ma se volano via, come è logico, non ci può attaccare a qualsiasi stupidaggine per andarle a ricercare negli occhi di un altro uomo o di un’altra donna.
    Ciao Marquito

    Aleba
    Ciao Aleba. Intanto volevo dirti che nelle mie famiglie di origine gli ingranaggi non scorrevano così perfettamente. Tutt’altro. E ti assicuro di aver visto anch’io cose che non mi sono piaciute. Ma detto questo posso dirti che onestamente non sarei mai riuscito a vedere ne prima nè ora, ne mia madre, nè mio padre, nè i mie nonni con altri uomini o altre donne. Ma non perchè io non riuscivo a vederli. Ma perchè loro non ne sarebbero stati capaci. Quante se ne sono dette mio padre e mia madre. Quante “vere” litigate. Eppure dovresti vedere come oggi mia madre accudisce mio padre malato. Così come hanno fatto le mie nonne con i miei nonni. Ma così come ha fatto mio zio con la moglie. Quello è amore, rispetto, fiducia, sentimento. Cose che oggi con tutti gli studi che possiamo aver fatto neanche ci sognamo di avere.
    Aleba, questa frase: “Per loro, per le donne, quando scatta l’istinto naturale di diventare madri, non conta più nulla, nemmeno l’uomo che ami e con il quale hai condiviso i momenti più belli della tua vita” la confermo. Ma non perchè lo dico io. Semplicemente perchè è così. L’ho verificato con mano sulla mia pelle e con gli esempi delle persone che ho citato negli altri post. E poi studi e ricerche confermano questa cosa. Non me la invento Aleba.
    Per quanto riguarda tua figlia vorrei davvero tranquillizarti dicendoti che basta il ruolo del genitore perchè riesca a crescere sana. Basterebbe in realtà. Ma non ce la fai. Troppe sono le pressioni esterne. Devi fare i conti anche con la scuola, con gli insegnamenti. I pericoli ci sono anche nelle aule. In genere prima il maestro era anche “maestro di vita”. Oggi potrebbe essere il primo tuo antagonista. Come ho scritto prima non ce la si fa a controllare la televisione, internet, le discoteche. I ritmi sono vertiginosi. E poi oggi i genitori lavorano in due. Chi segue i figli ? Le baby sitter ? Oppure bastano quelle poche ore la sera ? E durante le altre ore del giorno i figli dove sono ? Sbattuti qua e là. Fin da piccoli ben inteso. E’ difficile Aleba, molto più difficile di anni fa.
    E poi, le famose famiglie allargate ? Ti sembrano una cosa giusta per i figli ? A me oggettivamente no.

    Detto ciò cari amici. Dopo aver attaccato il sistema e la società mi fermo e…penso ancora a mia moglie. Mi manca…tanto…troppo.
    Ciao

  • 410
    luna -

    errata corrige: ‘chi volente e chi NON volente’ intendevo scrivere (mi persi un NON) riguardo il ritrovarsi ad affrontare la vita e i problemi, ma anche la semplice quotidianità (di colpo, per una certa fase) in modo ‘individualista’ o con un nuovo, diverso assetto famigliare o una diversa ‘concertazione’ genitoriale. Ci sono tanti single, separati. Alcuni hanno scelto, altri sentono di aver subito una scelta, altri ancora hanno scelto per non subire, altri ancora scelgono di accogliere una nuova impostazione di vita nel migliore dei modi, restando se stessi, non vivendo per sempre solo nel ruolo di chi ha subito una scelta altrui. Comunque anche riguardo la motivazione che può sembrare insufficiente o superficiale da fuori per dire ‘stop’ chi dice stop sarà convinto di avere le SUE valide ragioni.

  • 411
    luna -

    fuori dal coro: quando dicevo ‘hai la certezza assoluta che’ non mi riferivo a lei, la tua ex moglie. – mi riallacciavo al discorso di marquito. E poi tu analizzi in modo molto puntuale i passaggi del tuo sentire, maturare e della tua personale ‘educazione sentimentale’, descrivi i significati che hai dato TU ad un incontro, una costruzione anche in divenire, una progettualità, un mostrarti per chi eri, la paternità, la famiglia, il senso di ciò che è affrontabile e superabile, risolvibile, cosa invece non lo sarebbe teoricamente stato. E’ il tuo sentire, pensare, vedere, soppesare. Vale e ci sta tutto. Lei ha una SUA versione, visione, pesi, misure. Ed è emersa PRIMA di diventare genitori. Io non ho figli ancora, ma penso che la REALE compatibilità riguardo le questioni a cui fai riferimento sia importante. Il figlio di cui parli non sarebbe stato MAI un deus ex machina in presenza di una reazione ai conflitti, grandi o piccoli, che ha portato ad una rottura e in un certo modo.

  • 412
    Marquito -

    Innanzitutto voglio ringraziare LUNA per i suoi attestati di stima, che naturalmente ricambio di tutto cuore.
    Fuori del Coro mi ha posto alcuni interrogativi e ha sollevato anche diverse obiezioni, per cui mi sembra giusto chiarire meglio il mio punto di vista.
    1) L’invidia per i propri figli
    Non c’è bisogno di scomodare Freud per sapere che la parte cosciente della nostra personalità rappresenta solamente la punta dell’iceberg, e mi sembra assolutamente evidente che non siamo in alcun modo responsabili di ciò che accade nel nostro inconscio; di conseguenza non riesco proprio a comprendere tutto questo stupore. Ma soprattutto non riesco a capire il motivo di tutto questo scandalo. Sto parlando di dinamiche estremamente comuni, conosciute da chiunque si occupi di terapia familiare o anche più semplicemente di psicoterapia. Potrei perfino affermare che alcuni padri sono perfettamente consapevoli di invidiare i loro figli, e che per raggiungere questa consapevolezza non hanno avuto bisogno di sedersi sul lettino di un analista. E’ proprio per questo che rinfacciano continuamente alla moglie di pensare solo al bambino e di averli relegati in una posizione subalterna. Ho l’impressione che su questo punto si faccia un po’ di confusione. Il fatto che un padre sia geloso dei propri figli, e che li invidi (più o meno inconsciamente) per le premure e le attenzioni che ricevono dalla moglie, non significa affatto che egli non li ami e nemmeno che sia un padre degenere, crudele o snaturato. Il principio del terzo escluso non ha alcun valore nell’ambito della psiche, tanto è vero che tutti noi, in determinate circostanze, siamo capaci di provare amore ed odio per la stessa persona. Il timore di avere figli può derivare proprio dalla fantasia di essere scalzati, di essere soppiantati in modo irrimediabile nel cuore della propria moglie. Questa fantasia in alcuni casi si avvera, ed è proprio per questo motivo che molti matrimoni vanno in frantumi. Se la donna riversa tutto il proprio amore sul figlio, trascurando gravemente le esigenze del marito, è perfettamente naturale che il marito (seppure a livello inconscio) individui nel bambino la causa prima delle sue attuali sventure (SEGUE)

  • 413
    Marquito -

    2) Fuori dal Coro scrive: “ il Vero Amore o c’è o non c’è. E se c’è non può finire perché altrimenti non è mai esistito.”
    Io comprendo perfettamente lo stato d’animo che ha generato questa affermazione paradossale, ed è per questo che anziché confutarla sul piano della logica preferisco sottoporre al suo autore una piccola riflessione.
    Tutti noi siamo condizionati dal nostro passato, dalla nostra storia e dalle prove che abbiamo dovuto affrontare. Un uomo che è stato abbandonato dalla moglie, e che ne è ancora profondamente innamorato, non accetta di buon grado l’idea che i sentimenti possono cambiare. Ma facciamo l’ipotesi che quest’uomo incontri una donna con un passato simile a quello della sua ex-moglie… una donna che ha posto fine ad un lungo matrimonio e che ha deciso, in modo del tutto unilaterale, di separarsi dal suo vecchio marito. Poniamo che i due si piacciano e che si innamorino; poniamo che formino una nuova coppia e che ritrovino assieme la felicità perduta (questa ipotesi non è per niente assurda, tanto è vero che storie di questo genere si verificano continuamente sotto i nostri occhi). Non pensate che quell’uomo guarderà alla vita da una prospettiva completante diversa ? Non pensate che guarderà con occhi diversi all’indissolubilità del matrimonio e alla meravigliosa imprevedibilità della vita ?
    Spero di avere chiarito a sufficienza il significato delle mie affermazioni.

  • 414
    aleba -

    Per Fuori dal Coro, riguardo a mia figlia sono consapevole che il lavoro sarà difficile, che avrà il mondo intero contro perchè gli stimoli oggi sono troppi. Per questo dico che non mi arrenderò mai con lei. Certo nessuno garantisce il risultato, ma l’impegno io ce lo metto e continuerò a farlo…e speriamo che se la cavi.

    Mia nonna, Fuori dal Coro, si è sposata per procura! aveva visto suo marito solo una volta, poi un si sono sposati mentre lui era a 8000 km di distanza. Lei lo ha raggiunto ed hanno vissuto insieme sempre. Lei ha lavorato tantissimo, lui altrettanto. Hanno imparato a conoscersi, ma non credo ci fosse il vero amore, lei lo ha odiato per tanti anni ma non poteva manifestarlo apertamente. Me lo ha confessato lei stessa. Poi è arrivata la vecchiaia, quella inoltrata. Lui è morto e lei gli è sopravvissuta per altri 15 anni. Pochi giorni prima che morisse anche lei, ogni sera prima di dormire lo chiamava. “perchè mi hai lasciata sola??” diceva “vieni a prendermi, portami dove sei tu”. era perfettamente sana, è spirata improvvisamente. Nella sua vita non aveva avuto altro che lui. Un uomo normale, educato e gentile. Forse un pò orso e attaccato alle tradizioni, ma molto intelligente e sicuramente non l’ha mai presa a male parole. Hanno fatto una famiglia partendo da una carta firmata a 8000 km l’una dall’altro, non si sono sicuramente amati alla follia, ma quando lei è giunta alla fine ha voluto tornare da lui. Forse alla fine si amavano. Anche io avrei voluto un uomo per invecchiare al suo fianco. Crescere i figli sfidando la società e i crolli di ogni genere di valore. Mi sarei tirata su le maniche e avrei sudato e faticato per ogni briciolo di felicità che avrei ottenuto. Io tutto questo l’ho già fatto! solo che l’ho fatto con l’uomo sbagliato. Non volevo il piedistallo, non volevo essere trattata come un oggetto di cristallo fragile da tenere in una teca protetta. Non volevo diritti extra e non ho pai pensato che l’uomo debba essere il factotum. No, io volevo una vita alla pari, un lavoro di squadra con la meta in comune e la meta era io per te ci sarò sempre, e so che tu ci sarai per me. Allora perchè io mi sono sempre vista togliere la terra da sotto i piedi da quell’uomo. Perchè mi ha accusata di cose palesemente false? Perchè se mi odiava non mi ha mollata lui? Amore amore… E’ difficile ricominciare con la consapevolezza che tutti mi considerano una reazionaria, una che su è ribellata al sistema. Pochi sanno come stanno le cose e sono persone che non possono parlare perchè hanno saputo tramite confidenze “protette” da segreto professionale. Omertà e sorriso che cela disperazione, è così che la gente vuole vedere il mondo. Se mia nonna fosse nata nel 1980, invece che nel 1902, nessuno l’avrebbe mai obbligata a sposare un uomo che neppure conosceva. Avrebbe cercato la sua anima gemella come hanno tutti diritto di fare.

  • 415
    aleba -

    Riguardo all’invidia del padre verso i figli io non condivido la frase “non conta più nulla”. La cosa non è così netta!! Forse in alcuni casi, ma allora la coppia era già squilibrata prima del parto. La natura stessa dimostra che in molte specie animali la mamma allontana il maschio quando i cuccioli sono neonati. Nella specie umana il bello è che la famiglia sarebbe un ambiente da costruire giorno per giorno, affrontando anche i sentimenti difficili e superandoli. Vedi anche il mio ex aveva problemi con il mio rapporto con la bambina. Fin da subito lui l’ha evidentemente amata, ma altrettanto precocemente ha detestato il fatto che lei amasse ME. Non che io amassi lei, che la accudissi. Lui non concepiva, e lo diceva chiaramente, che la bimba chiedesse la mia presenza piuttosto che la sua. Cribbio, la allattavo!! E’ normale che mi volesse e che si calmasse quando la tenevo in braccio. L’amore per l’uomo non viene dimenticato, non cessa perchè c’è un figlio. Mi rendo conto che evidentemente io vivo fuori dal mondo, perchè mi sento diversa dalle donne che descrivi. Per me la maternità avrebbe dovuto essere la chiusura del cerchio, due persone si amano e da quell’amore nasce il loro futuro, quello che gli sopravviverà perpetrando l’espressione del loro amore. Invece no!!! Io provavo tenerezza quando lui teneva la bimba fra le braccia, quando lei lo cercava. Lui provava rabbia quando lei cercava me e mi diceva che non capiva perchè la bimba mi cercasse visto che non ero una brava mamma. Però gli faceva più che comodo lasciarmi sola con la bambina per farsi i cavoli suoi.

    Tutto ciò mi riconduce all’amore, l’amore quello vero che non si aspetta solo deliziosi profumi e candidi veli. Il vero amore non è una condizione perfetta immutabile che ci vedrà sorridenti per il resto della nostra vita. Amare è un lavoro meticoloso, amare è disponibilità reciproca. RECIPROCA.

  • 416
    Fuori dal Coro -

    Mamma mia quanti post !
    LUNA: Riguardo il fatto delle mie storie precedenti, ho inteso benissimo dal tuo post n. 407 cosa volessi dire. Bè innanzitutto posso dirti, come ho accennato in qualche mio post precedente, che le mie storie antecedenti, tranne due, erano talmente brevi che non credo si abbia avuto il tempo di pensare da parte di entrambi se il proprio partner fosse l’uomo o la donna giusta da sposare. Sarebbe come dire che vorresti comperare un’automobile da 50.000 euro senza neanche conoscere la marca e senza saperne le prestazioni. Nelle uniche due storie di una certa durata siamo arrivati entrambi a capire che non si poteva sperare in un futuro diverso. Io non ho mai lasciato una donna di punto in bianco, e ho sempre dato almeno un’altra possibilità.
    Poi certo, ci sono state donne che avrebbero pensato di sposarmi. Ma con loro non c’è stata alcuna storia. Quindi è tutto un altro discorso.
    Io comunque, come hai sottolineato tu, parlo di matrimonio, al limite di convivenza (seria). Per le quali di fa una scelta, seria e non dettata dall’emozione del momento. Io sapevo chi sposavo, lei sapeva chi sposava. Lei era grandicella, io più di lei. Lei mi ha giurato Amore, io pure. Ci conoscevamo a memoria.
    Sul tuo amico e sulla moglie che lo ha lasciato a 50 anni, se le cose stanno come tu dici, esprimo un “no comment” di disprezzo (per la moglie). Non esistono punti di vista quando una persona giudica egoista chi si comnporta come il tuo amico. Sarebbe come dire che passo con il semaforo rosso ritenendo di avere ragione. Punto di vista ? Nel tuo post n. 411 mi scrivi che io descrivo il mio sentire, pensare, vedere, soppesare. E’ vero. Ma io di tutto ciò ne ho parlato per anni e anni con la mia ragazza, poi moglie. E lei la vedeva come me. Ci parlavo Luna, ci dialogavo a lungo, non le dicevo brevi frasi. Affrontavamo lunghi discorsi. Io mi ritengo una persona seria e con la testa sulle spalle. Lei la ritengo una persona seria e con la testa sulle spalle. Per questo non mi spiego il suo comportamento. Conoscendomi, conoscendoci avrebbe dovuto parlare realmente con me e dirmi cosa ci fosse che non andava fra noi. Perchè Luna, io al di là del figlio davvero ancora non l’ho capito cosa non andasse. Anche perchè in tutta sincerità e avendo verificato, parlando con tantissime coppie, non credo esista un matrimonio nel quale non ci sia una incomprensione più o meno grave, una frase detta male o una giornata in cui ad uno dei due gira storto. 365 giorni l’anno non possono essere tutti uguali. Non si può essere perfetti normalmente figuriamoci ogni giorno. Quindi in un rapporto come il nostro, fondato sul rispetto, la fiducia, la lealtà, l’amore perchè non parlare apertamente così come si è sempre fatto ?
    Ripeto fino allo stremo che io non riesco ad accettare questa situazione perchè conosco lei, ho conosciuto lei. E non mi capacito che possa aver agito così. Esplodendo, rinfacciandomi cose che non solo aveva accettato ma addirittura ESALTATO….

  • 417
    luna -

    buondì 🙂 – ora di corsa, ma vi ho letto. Marquito: puoi consegnare un bacino e un messaggio da parte mia a chi sai? ‘Ho letto, grazie. Sì, hai capito perfettamente. Bacin!’.

  • 418
    Fuori dal Coro -

    …MARQUITO: Riguardo n. 412 ti rispondo semplicemente dicendoti che quella che tu definisci invidia forse è solo gelosia. Ma questo lo condivido. Anzi ammetto di aver avuto paura di una cosa del genere. E glielo dissi apertamente, nonostante lei mi negò questa possibilità, dicendomi che non avrebbe anteposto nostro figlio a me. Ma io ben sapevo che dopo la nascita di un figlio, cambiano le gerarchie. Prima viene tuo figlio, poi tua moglie e poi tu. Io questo lo sapevo, ne ero cosciente, consapevole da anni. Ed è stato uno dei motivi per cui ero riluttante ad avere figli. Ma non tanto per paura di essere relegato al terzo posto. Il vero motivo era che io stavo vivendo un rapporto di coppia “da favola”. E credevo così fosse anche per lei. Avevo il “TERRORE” di poter rompere questo idilio. Io glielo dicevo, ero chiaro. Bastava semplicemente dire che a lei questa “favola” non bastava più. E che era necessario l’arrivo di un figlio per non rischiare di rovinare il rapporto. Mi sarei arrabbiato, avrei chiesto tempo, avrei riflettuto da solo. Ma non avrei mai lasciato mia moglie. E lo dimostra il fatto di aver fatto immediatamente marcia indietro nel momento in cui lei ha messo in discussione il nostro rapporto. Peccato che però lei aveva già deciso, da sola, senza rendermi partecipe di ciò che le stava accadendo. Per quanto riguarda la tua ipotesi sul vero Amore, bè, ti rispondo molto semplicemente e piuttosto chiaramente. Io non so se potrà succedermi di innamorarmi di nuovo. Di certo non credo che in questo senso guarderò con occhi diversi in merito all’indissolubilità del matrimonio (e all’imprevedibilità della vita RIGUARDO IL MATRIMONIO). Perchè per me sono sicuro, ci sarà sempre l’immagine di Lei che entra in Chiesa vestita di bianco che cammina verso di me, con la luce del sole che la illumina. L’immagine dell’Amore, Lei, solo Lei. La possibilità che possa morire il mio sentimento per Lei è pressochè nulla….perchè è sempre stato VERO, REALE, IMMUTABILE. Questo posso dirti Marquito con la massima serenità.

    ALEBA: L’esempio di tua nonna è lampante. Si sposa per procura, ti confida di aver odiato tuo nonno e poi in punto di morte lo cerca. Certo Aleba, stiamo parlando di persone che neanche si sono conosciute e poi si sono sposate formando una famiglia. Da come descrivi tuo nonno un uomo normale, gentile educato che non l’ha mai presa a male parole. Orso e tradizionalista (ma sono difetti ?). Dici che forse non si sono amati alla follia, però alla fine pure tu nonostante la procura riesci ad avere dei dubbi: “forse si amavano”. Ti pare poco ? Oggi nel 2012 non ci si sposa per procura eppure portami esempi reali di chi “si ama alla follia”. Dove sono, viste le separazioni in atto. Certo se poi parliamo di “amare alla follia” per 2 mesi bè….ogni commento è inopportuno. Cero se tua nonna fosse nata nel 1980 invece che nel 1902 non si sarebbe sposata per procura, ma non so se sarebbe riuscita a trovare la propria anima gemella. Magari….

  • 419
    Marquito -

    LUNA: riferitò a chi di dovere :-))

    Fuori dal Coro: In certi casi si tratta soltanto di gelosia; in altri (più problematici) subentra anche una vera e propria invidia. Ci sono delle situazioni in cui è molto difficile stabilire il confine fra questi due sentimenti. Nella mia famiglia questo problema si è presentato a parti invertite. Mio padre, che aveva bisogno di qualcuno in cui specchiarsi, si è concentrato totalmente sul figlio a scapito della moglie e questo fatto ha innescato delle dinamiche perverse che hanno portato al rapido logoramento del loro matrimonio. Le conseguenze sono state devastanti. Mia madre, sentendosi gravemente trascurata, ha riversato su di me tutta la sua rabbia e la sua frustrazione e lo ha fatto con modalità assolutamente brutali, con una rabbia e una violenza che non di rado sfociavano nel sadismo. In quel caso non si trattava più soltanto di gelosia; si trattava di invidia e di rancore, che la portavano a maledire il giorno della mia nascita e a attribuimi espressamente la colpa di avere rovinato il suo matrimonio. Pensa fino a che punto può essere destabilizzante una gravidanza non voluta …
    Riguardo al vero Amore provo il massimo rispetto per i tuoi sentimenti, ma spero tanto che la vita possa farti cambiare idea e regalarti una nuova occasione di felicità. Capisco che la cosa possa sembrarti impossibile, ma anche i grandi amori possono finire e il fatto che finiscano non significa necessariamente che non siano stati grandi amori. Il fascino della vita consiste proprio nella sua capacità di sorprenderci, di smentire clamorosamente e inaspettatamente le nostre convinzioni più profonde.

  • 420
    aleba -

    Per Fuori dal Coro, l’amore folle è quello dell’innamoramento. Quando la persona che ti sta davanti sembra incarnare il meglio del meglio. Poi viene l’amore, se si è fortunati. I miei nonni si sono sposati da perfetti estranei, non hanno mai sperimentato l’amore folle…hanno convissuto affrontando tutto insieme, anche con idee discordanti e litigate ma insieme, perchè la famiglia doveva a tutti i costi far fronte comune verso l’esterno. Mia nonna non ha vissuto felice e penso neppure mio nonno. Hanno fatto quello che andava fatto secondo quanto si aspettava la società di allora. Non sono mai stati complici, affiatati. Il loro matrimonio è stato considerato come un’azienda da far fruttare, ma certo non sul piano emotivo. Lei in punto di morte ha cercato lui, ma non aveva avuto altro che lui…di chi doveva fidarsi per il trapasso se non dell’uomo che, amato o non amato, l’aveva accompagnata? Lei lo ha odiato perchè lui, suo malgrado, l’ha legata e a quel tempo parlare di separazione, tanto più se il marito era un rispettabile signore, era come parlare di stregoneria nel medioevo.Poi in vecchiaia che dovevano fare? sono rimasti insieme tranquilli tranquilli, ormai la primavera delle corse nei prati era finita, la calda estate della maturità da gustare a fondo e consapevolmente, non l’avevano vissuta….in inverno ci si rannicchia davanti al fuoco e si pensa ai tempi andati.
    Il matrimonio è amore? o è un contratto dal quale scaturiscono obblighi precisi per i firmatari, al di là del fatto che si amino? I miei nonni hanno onorato le loro firme, sono rimasti insieme. Ma, da quanto mi raccontava mia nonna, lei avrebbe tanto voluto volare via, …non per scrollarsi di dosso gli obblighi e le responsabilità della vita, perchè lei ha assolto sempre fino in fondo ai suoi “doveri”, ma desiderava non sentirli “doveri” ma naturali conseguenze dell’amore per un uomo.
    Da come parli del tuo matrimonio si capisce che tu eri pienamente consapevole di come volevi vivere e di come ti piacesse la persona che avevi vicino. Dovrebbe essere così che si decide di condividere la vita con una persona, con amore, rispetto e consapevolezza. Poi Fuori dal Coro si cambia…ma la parola cambiamento non deve spaventare, non è una tragedia. Il punto è che non si finisce mai di costruire, riparare, adeguare il proprio rapporto e questo significa coltivare. Tua moglie non ha coltivato, tu hai coltivato in modo da mantenere lo status quo che ti piaceva tanto. Boom il terremoto che ha cambiato tutto, volenti o nolenti e vi ha messi di fronte al nuovo equilibrio offrendovi la possibilità di assestare il terreno e di non perdervi. Ma forse ormai i punti di vista si erano spostati e non guardavate più nella stessa direzione….
    Bacioni a tutti

  • 421
    aleba -

    Per Marquito: tu dunque mi puoi capire, riesci a comprendere quando dico che nella scelta di separarmi è stato fondamentale, per me, vedere la sofferenza di mia figlia. Mi ha esplicitamente chiesto di tirarla fuori da quella confusione che trasmetteva di tutto fuorchè sicurezza e amore. Mi ha detto “mamma, noi è meglio che ci troviamo un’altra casa..ormai lo abbiamo capito che questa è casa sua”. Per non parlare di quello che mi ha raccontato una sua amica di qualche anno più grande….povera la mia bimba.Marquito la cecità di fronte agli indifesi che si aspettano la tua protezione è deleteria. Il mio ex ne è la prova adulta vivente. Riproponeva il modello sbagliato di famiglia che aveva vissuto da piccolo.
    Un abbraccione

  • 422
    luna -

    ciao 🙂 – capisco ciò che intende dire aleba sui nonni. Vedi, fuori dal coro, tu giustamente, anche, dal tuo punto di vista parli del restare insieme, di affrontare, anche rifacendoti al concetto di continuare a stare insieme bene e veramente. Poiché hai avuto il trauma di passare, per quanto ti riguarda, da una situazione che per te era consolidata e armonica ad una rottura improvvisa senza appello ovviamente non riesci a immaginare, col carico di rabbia, fastidio, scontentezza che tua moglie ti riversa da lontano come sarebbe stato viverci accanto e immerso. Guarda che io capisco il tuo punto di vista che esprimi sulla promessa, il restare insieme, tentare di risolvere. Ma parli col tuo animo, col tuo punto di vista. Ma la quotidianità, anche in crisi, non l”avresti ‘gestita’ e creata da solo. In questo momento comprendo perché due che sono rimasti insieme, come i nonni di aleba, ti sono ‘identificativi’ di un valore portato avanti. Ma mi è chiaro il discorso di aleba. Il mio amico che citavo è stato sposato 25 anni. 2 figli sui 20, il piccolo di 10

  • 423
    luna -

    ammette serenamente che dieci anni fa al momento ne fu turbato. Poi, dice ‘sono ringiovanito io di dieci anni quando è nato’. Adora i suoi figli e dopo la separazione si fa in mille, ti dicevo. E’ per il piccolo, in particolare, che si commuove. Sua moglie non lo ha lasciato per un altro. Lo ha lasciato, punto. E non è un mostro. Lui le ha dato anche tot ciò che ha chiesto. Lui dice che una ragione valida non la vede se non quella che per lei evidentemente le ragioni erano valide. Non parla mai male di lei, fa la sua vita. Per due anni ha vissuto e convissuto con chi non lo amava più. Non lo considerava. Ha perso kg e salute, concentrandosi per salvare l’insalvabile. Perché se l’altro o l’altra non vuole, non se la sente nessuna promessa, amore, caparbietà bastano. E non serve avere a che fare con un mostro. E è proprio nelle cose che fanno unione, anche piccole, che vedi che sei solo. Anche stando ancora insieme. Per questo io capisco che lui accetta la separaz. Non era vita quella, per nessuno. Se tua moglie è come è ora quel tanto di meno che l’avrebbe fatta restare, anche a tentare, non ti avrebbe ridato la vita che rimpiangi. Molti di coloro che pensi si lasciano con facilitá han provato prima quel limbo. Che nasca anche da uno solo è un inferno. E non servono mostri. Nessuno discute i tuoi sentimenti, ricordi, idee. Nessuno dice che hai torto nel dire che lei era e non capisci. Ma lei ha reagito così. Questa, ANCHE, è lei.

  • 424
    Marquito -

    @ aleba:
    Cara aleba, con me sfondi una porta aperta. Mi viene in mente una battuta di Woody Allen che recitava più o meno così: “I miei genitori non si sono mai lasciati … sebbene io li supplicassi”.
    Vedi; cerco anche di sdrammatizzare, ma se c’è una cosa che non sopporto sono quelli che tirano in ballo i figli come pretesto per non separarsi. Come se ai figli facesse bene respirare certe atmosfere … come se ai figli facesse bene vivere in mezzo al caos, assistere continuamente a litigi ed a scenate, scoprire che il babbo e la mamma si tradiscono … come se ai figli facesse bene fungere da parafulmini ed assorbire tutta la rabbia, la frustrazione, l’insoddisfazione dei propri genitori … Mi rendo conto che ogni caso è a sé stante e che ci sono delle famiglie in cui i due coniugi riescono a conservare una certa parvenza di normalità. Ma ti assicuro che i figli percepiscono comunque quel clima di gelo e si rendono conto che nel comportamento dei genitori c’è qualcosa di profondamente artefatto. I bambini sono come delle spugne; assorbono tutto… e siccome non hanno ancora la maturità per comprendere la causa profonde di certe situazioni, finiscono per essere le vittime di manipolazioni e di raggiri. Quando ero piccolo mio padre mi ha praticato un vero e proprio lavaggio del cervello, volto a convincermi che la mamma era stupida e inferiore. Lui, che era un piccolo uomo affetto da narcisismo patologico, aveva bisogno di un figlio che lo adorasse, che lo considerasse un dio e che fosse sempre schierato dalla sua parte. Fino a una certa età il gioco gli è riuscito … Mia madre era sempre nervosa ed aggressiva e sfogava su di me tutto il suo malessere sottoponendomi a vere e proprie torture psicologiche; lui invece pareva quasi un gigante buono … Crescendo mi sono reso conto che mia madre aveva dei validissimi motivi per essere insoddisfatta, il che non giustifica certo il suo comportamento nei miei confronti, ma getta sicuramnete una luce inquietante su quello di mio padre. Insomma; come avrai capito mio padre aveva creato una vera e propria “alleanza disfunzionale” volta a nascondere tutte le sue magagne, i suoi tradimenti e il suo fondamentale menefreghismo.
    Non è di queste situazioni che un figlio ha bisogno. Un figlio ha bisogno di pace e di serenità e se questo obiettivo può essere raggiunto solo tramite la separazione, allora ben venga la separazione.
    Riguardo alle separazioni ed ai divorzi, io sono convinto che non si stia affatto esagerando e che moltissime coppie vadano avanti soltanto per vigliaccheria, per indifferenza e per forza d’inerzia. Ovviamente ci si potrebbe chiedere il motivo per cui tante coppie entrano in crisi … Perché così tante coppie sono male assortite ? Se avete voglia di proseguire avremo sicuramente occasione di parlarne.

  • 425
    LUNA -

    Chiedo scusa per l’ulteriore post.
    ALEBA: tua figlia è persino riuscita ad indicarti i suoi bisogni, e anche a dirti quanto si fida di te.
    MARQUITO: il padre del mio ex mi ha sempre detto: “Sono rimasto per i miei figli”. E nel dirlo non lo ha mai detto per dare un peso ai suoi figli (che comunque possono averlo sentito eccome lo stesso), lo diceva perché è vero (è un uomo semplice, un uomo con i suoi difetti certamente, ma di base molto sensibile), cioè davvero questo è stato un elemento importante, lo dice perché questo dà un senso ad una sua scelta che comunque è stata fonte di frustrazione e dolore nella sua vita, lo dice anche perché comunque lui, è comunque vero, non ha avuto il coraggio di fare diversamente o di darsi una diversa possibilità. Se poi non abbia avuto questo coraggio perché altre cose lo hanno tenuto, perché in questa scelta ha trovato e scelto un equilibrio (seppure costosissimo), se il suo senso di dovere o di tenerezza verso i suoi figli sia stato superiore… beh, probabilmente c’è un po’ di tutto in questa sua scelta. Anche l’attaccamento comunque ad una moglie con cui la vita è stata infernale, ma che, come nel caso della nonna di Aleba, anche se con costi aperti quotidiani maggiori, è stata pur sempre la persona che ha avuto accanto tutta la vita. Vivendo veramente separati in casa sempre, seppure con il contatto di parole sprezzanti da parte di lei, e l’equilibrio di trovare fuori casa una serenità, anche banale, di trovarla nel fatto di avere i figli attorno a cena (in cui comunque lei non gli ha mai risparmiato di tormentarlo e tormentare), e dicendo, anche scherzosamente (ma quanta amarezza del vivere?) “SIAMO liberi!!!” quando lei partiva per il suo paese per tot mesi all’anno. Papagallini inseparabili? Sì, ma in che tipo di danza? Io non giudico, gli equilibri e squilibri che li hanno portati ciascuno a tenere in piedi questa danza. Voglio dire che è chiaro che sarebbe bastato il fatto che lui uscisse dalla porta per cambiare comunque degli equilibri. Se ho capito bene (e ho capito bene) lui non voleva lasciare i suoi figli soli con lei anche perché restando ha fatto comunque da cuscinetto. E posso anche dire che è vero che il mio compagno è andato in tilt quando siamo andati a convivere, ma credo (e in fondo un giorno lui me lo ha anche confermato) che, essendo il figlio più piccolo, il figlio che era rimasto per ultimo a casa, pur avendomi detto lui “devo andare via di casa” con le lacrime agli occhi, per le dinamiche di sua madre (che pure ovviamente ama, anche perché sua madre non è solo le sue dinamiche) quando abbiamo deciso di affittare una casa, lui si sia sentito in colpa, o comunque in fortissimo disagio, a lasciarli da soli. Senza più nessun cuscinetto. E’ difficile riassumere questa dinamica, perché è stata molto complicata. Probabilmente lo è anche più di quanto io riesco a vedere. Peraltro io alcuni tasselli li ho compresi via via. Vedi, il mio ex non è mai stato un mammone.

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