Salta i links e vai al contenuto

Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011.

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore aleba.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso

1.662 commenti

Pagine: 1 15 16 17 18 19 34

  • 801
    LUNA -

    è un uomo intelligente, anche più delle media in molte cose, un uomo con dei valori, un uomo attaccato alla famiglia, uno che va ogni giorno a pranzo a casa dei suoi genitori perché suo padre è anziano e perché vuole essere certo che, da quando se n’è andato, la situazione tra i suoi, sempre tesissima, non sia peggiorata ulteriormente (e questo è anche inconscio, è che si è sempre sentito in parte colpevole e risolutore di certe situazioni in cui lui non c’entra nulla, solo perché ci è nato in mezzo… ma è il messaggio che gli è stato dato, anche senza volerlo… ed è anche per questo che sposo totalmente il tuo pensare che per avere un figlio prima bisogna che due persone risolvano i loro conflitti, perché chi paga sennò sono i figli, ed è anche per questo che ti dico che secondo me è una grazia che non abbiate avuto un figlio allora, perché c’era qualcosa che non quadrava, se tua moglie poi ha reagito così, di fronte a dei problemi, suoi e di coppia… potrebbe imparare che le cose non si gestiscono e risolvono così, ma se non lo impara di certo non lo avrebbe imparato perché aveva un figlio. Avrebbe agito come pensa sia giusto, come fa ora, e credendo che sia la stada giusta…). Io ti capisco, Fuori dal Coro, perché anche se non riesci a vederlo non è che la mia situazione sia stata molto diversa dalla tua.
    Ma se la metti su “malvagità/bontà” non ne uscirai. E così non aiuti nè te stesso, nè tua moglie, nè la relazione che vorresti salvare.
    Se ammetti che sei stanco, che la colpevolizzazione è una dinamica assolutamente sterile e aggressiva, che sia rivolta a terzi o a se stessi, che una relazione si mantiene serena sempre in DUE, che non è così che si ragiona in modo concreto e non astratto sulla coppia e la maternità, non è detto certo che tua moglie aprirà gli occhi o tornerà. No. Però se tu continui a seguirla nelle sue dinamiche, nella posizione in cui ti sei lasciato mettere e ti metti, perché mai dovrebbe riflettere sul fatto che le cose non stanno come lei pensa che stiano, che sia per inconscia ignoranza emotiva (non è un’offesa), per schema mentale, per inconscia comodità (non è un’offesa, è un’umana dinamica), per altre ragioni che tu non sai o per blocco?
    Non possiamo decidere noi cosa scatti nelle persone perché di un’esperienza facciano un utile riflessione o un’arma contro se stessi e gli altri, perché restino incastrati in una concezione o perché vadano oltre, più “maturi” emotivamente di prima, non possiamo. E’ una cosa interna, legata a moltissimi fattori. C’è chi è più portato anche, per carattere, ad attraversare in un certo modo le esperienze e chi no. Però finché perserveri con questo atteggiamento interno sei il primo a fare qualcosa che funzionale non è. Continui a non considerare che all’epoca ci furono due reagenti che reagirono, e ciascuno era responsabile di se stesso e della relazione. Smettila di fare il padre di tua moglie. Torna ad essere un uomo alla pari che si confronta con una donna alla pari.

  • 802
    Fuori dal Coro -

    Cara Luna
    Ti sembrerà strano ma io capisco quello che dici. Io non do ragione a mia moglie Luna. Io mi prendo le mie colpe, ma quelle che sono mie. Mi prendo la responsabilità di non averle dato un figlio, di non averla capita, di aver agito in un certo senso da egoista. Ma non le do ragione in tutto. Lei se ne è andata di colpo senza farmi capire ciò che aveva in mente. Lei mi ha nascosto qualcosa, il suo malessere e…qualcos altro. E di questo non le do ragione Luna. Anzi l’ho incolpata più volte riguardo il suo comportamento. E lei non si rende conto che la figura agli occhi di tutti l’ha fatta lei non io. Per carità si dice che i fatti della pentola li sa il coperchio. Però sai la gente che fino al giorno prima ci ha visto felici e contenti, gente che mi conosce come sono e che conosce anche lei normale che si faccia delle domande sul perchè sia successo questo. Se non vuole riflettere la scelta è sua, non sono io che dandole ragione non la faccio riflettere. Io non le dò ragione mi prendo solo il mio 50% di colpe, magari qualcosa in più. u non hai mai detto che mia moglie sia malvagia nè mai io l’ho pensato però spesso ha messo cattiveria nelle sue parole, cattiveria gratuita. Ciò che io non ho mai fatto. E questo fa molto contrasto con quello che lei è stata nel corso degli anni. Per cui Luna io capisco quello che mi vuoi dire solo che non so Luna ma le cose illogiche proprio non le concepisco. Si potrebbe dire che ognuno ha la sua logica ma io a questa teoria ci credo fino ad un certo punto. Vedi Luna se tu vuoi un figlio ed io alla fine mi convinco a volerlo fare con te qual è il problema ? Dov’è la logica che ti impedisce di farlo con me ? Diverso sarebbe dirmi che ha incontrato un uomo con il quale lei si trova meglio nel fare l’amore. Ha una sua logica. Cosa potrei obiettare al riguardo ? Potrei accusarla di falsità, di tradimento ma dovrei accettare la sua scelta. Invece lei imperterrita continua a dire che il problema è il figlio, il fatto che io l’ho rovinata, che l’ho ferita. Ma io tutto questo glielo dic\o e glielo faccio notare, anche a brutto muso. Dovrei lasciarla cuocere nel suo brodo ma sai che c’è Luna ? E’ che quando si parla con il sentimento si cerca sempre di voler salvare l’altra persona. Di farla ragionare di farle capire che sta sbagliando anche se l’altra persona non vuole saperne. La vta è una sola e si cerca di sfruttarla al meglio. Io adesso avrei due scelte. Una sarebbe quella di infischiarmene di lei e pensare alla mia vita. L’altra purtroppo è quella di cercare di lottare per una persona alla quale hai sempre creduto e che pensi, a torto o a ragione che in questo momento sia vittima di una crisi esistenziale. Semplicemente potrebbe solo essersi innamorata di un altro uomo, aver perso la testa per lui e non volerlo ammettere perchè ammettendolo dovrebbe ammettere di non essere stata onesta. E tu sai che per una persona onesta compiere atti di disonestà non è propriamente il massimo. O semplicemente per….

  • 803
    Fuori dal Coro -

    …fatto di sentirsi al di sopra delle parti. Sai Luna, all’inizio ho seguito molto la tua storia e onestamente non ci ho capito molto del comportamento del tuo ex ? Ma che voleva in sostanza ? Io mica l’ho capito. Per 10 anni è stato bene poi cosa gli è successo ? Ma la chiarezza no ? E’ andato in crisi con se stesso ? Ma quanto dura questa crisi ? O tutte queste crisi esistenziali delle persona non sono altro che paragonabili alle crisi economiche che di tanto in tanto i propinano e che tutto sono meno che vere come quella attuale che stiamo (????!!!) attraversando. E’ evidente agli occhi di tutrti, anche se la gente gli occhi non li vuole aprire (come me) che queste crisi econmiche in realtà non esistono. E’ tutto frutto di speculazioni efettuate dai grandi investitori e dalle banche che poi si ripercuotono per forza di cose sulla povera gente, sui lavoratori e quant’altro. Perchè in realtà la crisi becca loro per logica conseguenza ma la crisi in realtà non esiste.
    Parentesi chiusa per farti capire che in fondo non ho gli occhi chiusi, ragiono solo con il sentimento e vorre salvare ciò che ritengo degno di essere salvato, per me per lei per noi. Null’altro
    Buonanotte Luna

  • 804
    LUNA -

    Fuori dal Coro, forse sono stata un po’ dura, e mi dispiace, ma io non intendo certo dire che non sei una persona intelligente, ovvio, nè che non capisco quando dici @Dovrei lasciarla cuocere nel suo brodo ma sai che c’è Luna ? E’ che quando si parla con il sentimento si cerca sempre di voler salvare l’altra persona. Di farla ragionare di farle capire che sta sbagliando anche se l’altra persona non vuole saperne. La vta è una sola e si cerca di sfruttarla al meglio.

    Però la vita mi ha anche insegnato una cosa, a parte il fatto che ciascuno di noi dovrebbe pensare per primo a salvare se stesso, e che questa è una cosa fondamentale nell’età adulta, in cui non possiamo dipendere dal fatto che un’altra persona ci salvi. Anche perché può esserci una grande differenza tra ciò che per uno è salvezza e per l’altro il suo contrario.
    Tu mi dirai: non è così, perché ci sono cose che non sono opinabili.
    Invece il concetto è più complesso secondo me.
    Pensa a un figlio che vuol fare il pianista mentre suo padre lo vuole ragioniere.
    Per il padre il figlio che vuole fare il pianista si sta condannando all’infelicità, per il figlio il padre che lo vuole ragioniere sta cercando di farlo andare al manicomio per il suo proprio schema di cosa è giusto.
    Ovvio, ora parlo per estremi. Ma c’è anche una differenza, poi, tra come si affronta il percorso da pianista o da ragioniere, se per reale desiderio o per pura opposizione (tipo: “se la mia famiglia mi avesse voluto pianista io avrei fatto il ragioniere”) ecc ecc ecc.

    Sei sicuro di sapere qual è la “salvezza” per tua moglie e da cosa stai tentando di “salvarla”? Guarda che non è banale, eh.
    Tu sei comunque convinto che la “salvezza” ultima per voi sia tornare, stare insieme. Se tutto tornasse come prima il problema sarebbe risolto. Ma delle cose fossero davvero cambiate nel frattempo?
    Tu vorresti vederla star bene, e questo lo capisco, volendole bene.
    Questo di base in te c’è sicuramente. Io desideravo stare con lui e che le cose tornassero come prima, anche meglio, se possibile, visto che le crisi possono anche insegnare molte cose, secondo me, su noi stessi e la nostra vita. Però, e con grande sincerità non dipendente, gli dicevo: c’è qualcosa che non va, tu provi malessere e sei incastrato, si vede. se tu affrontassi questa cosa potresti anche decidere di andare a vivere dall’altra parte del mondo, lontano da me, scoprire che non mi ami o chissà che, però non staresti comunque meglio? Non ti sentiresti comunque più libero dai tuoi tarli e più sereno tu?
    Io non speravo che andasse dallo psicologo perché lo psicologo lo facesse rinsavire come dicevo io e me lo riportasse, bello impachettato, a casa. Lo specifico perché c’è gente che, erroneamente, anche senza cattiveria alcuna, la vede così.
    Lui/lei andrà dallo psicologo che gli toglierà la crisi che ha e lui o lei tornerà come prima.
    Siamo certi di sapere cosa è la salvezza per l’altro/a?
    O proiettiamo anche una nostra idea di cosa sarebbe ottimale per

  • 805
    LUNA -

    l’altro?
    Quando sono andata da una psicoterepeuta, molto giovane, ci sono andata perché avevo l’ansia. Un’ansia feroce. Nella mia vita non mi era mai successo di sentirmi così male. Onestamente ero io la prima ad avere delle resistenze ad andare da uno psicologo. Ce la faccio da sola, mi dicevo, sono una persona intelligente. L’atto di umiltà di chiedere un aiuto da fuori mi costava e mi spaventava. Sapevo che stavo male, ma ammetto che mi era anche difficile ricostruire il percorso che mi aveva portata a stare male. Oggi posso vederlo in tutta la sua “logica”, ma all’epoca no. Inoltre gli sforzi che facevo per contenere l’ansia non facevano che aumentare la mia ansia. Proprio perché sono una persona intelligente. Ma la mia intelligenza andava nella direzione sbagliata. Comprimeva il problema. Ho scelto io di andare da uno psicologo. L’ho scelto in modo trasversale, perché l’idea mi faceva paura. Io bastavo a me stessa, se avevo bisogno di aiuto c’era qualcosa di troppo grande che non andava. In realtà non era così, ciò che veramente non andava era il fatto che non avevo i mezzi per risolvere il mio problema d’ansia. Cioè li avevo, erano dentro di me, ma io non ero in grado di vederli, anche per la mia giovane età e perché un tipo di crisi come quello non lo avevo mai vissuto, gestito. Scelsi, dico, un modo trasversale. Un giorno, ad una visita medica di tutt’altro genere, dissi alla dottoressa, che mi ispirava una grande istintiva fiducia: io sto male. Per i miei genitori, che pure sono persone colte e intelligenti, era assurdo andare da uno psicologo. Ma io volevo stare bene. Per me era troppo importante. Perché mai avrei dovuto sprecare ancora un giorno a stare male senza affrontare le cose. La scommessa, tipo quella di Pascal. Mal che vada non potrà essere peggio di così, ben che vada ci vedrò più chiaro. Temevo persino che lo psicologo potesse cambiarmi il carattere. Pensa te quante robe sceme si pensano pur di fare resistenza. Per mia madre, penso, la “salvezza” sarebbe stata il contrario di cosa io ho ritrovato e scoperto entrando in quella crisi. Io sono uscita da quella crisi vedendo ancora più chiara la mia strada, quella che allora volevo percorrere veramente. Mi hanno salvato la dottoressa a cui chiesi aiuto? Mi ha salvato la mia strizzacervelli? No, anche se sempre penserò a loro con affetto e considerazione. Io ho pensato che volevo stare bene. Allo stesso modo nessuno e dico nessuno avrebbe potuto “salvarmi” se io non lo avessi voluto. E nessuno mi avrebbe “salvata” davvero se io mi fossi posta in posizione di dipendenza nei confronti di qualcuno che avrebbe dovuto vedere chiaro per me. Io mi rendo conto che non riesco a spiegarti la differenza. E il perché non vedo come te due opposti: “salvare” o “lasciar cuocere nel suo brodo”. E, ribadisco, non sei la causa, al cinquanta per cento, della crisi di tua moglie. Ma non riesco a spiegarti, purtroppo, ciò che intendo dire.

  • 806
    aleba -

    Cara Luna, quando ti leggo mi sembra di leggere dentro me stessa. .

  • 807
    LUNA -

    bacino, ALEBA

  • 808
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Anzitutto vorrei dirti di non farti nessun problema riguardo l’essere dura. Cosa che peraltro io non ho notato. Dimmi sempre quello che pensi, altrimenti perchè staremmo qui a parlare ? Capisco anche luna quando mi parli di salvezza che per me potrebbe essere in un verso per l’altra persona in un altro. Ok sono perfettamente d’accordo. Soprattutto quando mi fai l’esempio del figlio pianista.
    Ma qui non si tratta di una persona (mia moglie) che voleva fare la pianista mentre io volevo facesse la ragioniera. Noi abbiamo fatto un percorso insieme durante la nostra vita di coppia, fin dal fidanzamento e ci siamo trovati molto in sintonia. Certo per carità non credo sia possibile che da 1 a 100 le persone possano essere in sintonia al 100%. Però mi è sembrato evidente che la nostra sintonia fosse almeno all’80% che obiettivamente non è poco.
    Io sentivo i suoi discorsi, quello che mi diceva, le sue aspettative di vita, il suo vissuto in famiglia, il suo presente. Io non le ho imposto nulla, le ho solo descritto il mio pensiero che lei sembrava condividere. Più che sembrava dire che mi sembra CERTO. E’ chiaro che io non so quale possa essere la salvezza o no per un’altra persona. Però ripeto io parlo per logica. Lei cara Luna non mi ha mai mostrato malessere, non l’ho mai vista infelice. Se una persona ha un tarlo così come tu dici del tuo ex dovrebbe parlartene ma se non te ne parla, se fino a poco fa lo vedevi sorridente e felice allora ti chiedi ma cosa sta succedendo e ti preoccupi si che ti preoccupi di salvare le persone a cui tieni e vuoi bene. Pochi giorni fa la sentivo parlare al telefono di certe cose con una profondità d’animo e di sentimento che mi veniva da dire e pensare “ma cos’ha allora questa ragazza ?”. Allora sono semplicemente io che non le vado bene ? Ok ci può stare ma vorrei sapere il perchè. Perchè lei non è chiara in questo. Se la sua salvezza consiste nel non stare più bene con me starei male per carità ma vorrei sapere il perchè se fino a poco fa con me stavi benissimo. Nel corso di questi 15 anni non ho visto il suo amore nei mikei confronti come “irrazionale” (a parte i primi mesi) ma basato su un sentimento vero che difficilmente può finire a meno che non ci siano delle motivazioni gravissime. Sarà cara Luna che nella mia vita ho sempre dato una spiegazione a tutto, ho sempre trovato una soluzione. Soluzione che in questo caso mi sfugge totalmente.
    E poi cara Luna, il suo problema è che continua insistentemente a parlarmi del figlio non voluto da me. E di un figlio che secondo lei io tuttora non voglio. Come se lei fosse in grado di entrare nel mio cervello. Ma che ne sa ? Un conto è la preoccupazione che può avere un qualunque persona che si appresta a diventare padre e un conto il desiderio di “diventare” padre. Credo che anche tu che al momento non hai figli se dovessi incontrare la persona giusta e dovessi desiderare con lui dei figli saresti comunque preoccupata del futuro visto anche ciò che ci….

  • 809
    Fuori dal Coro -

    …prospetta la società attuale. Ma questo mica sta a significare che tu non vuoi figli. Anch’io quando mi sono sposato ho desiderato fortemente andare a vivere fuori. Ma ciò non toglie che nella mia mente c’era molta preoccupazione all’idea di farsi ogni giorno molti km in macchina per i pericoli che ciò comportava.
    Ma anche questa è una parentesi. Sai Luna fondamentalmente io sento ancora mia moglie come parte di me. Perchè è stata parte di me e lo è tuttora. Non credo che molte coppie abbiano questa sensazione nei confronti dei rispettivi partner. Io credo in certe cose Luna. Nel senso che non sono facili da trovare e da provare ma quando le trovi e le provi non puoi staccartene. Almeno io la vedo così. Nel tuo post mi parli della tua “striz”. Anch’io ci sto andando da diverso tempo. Ma onestamente non ho tratto nessun giovamento. Anzi noto che spesso è lei che si trova in difficoltà quando mi parla perchè non riesce a trovare troppe alternative. Lei non vede in me nessuna anomalia. Certo ognuno di noi ha troppo di qualcosa. Forse io sono troppo razionale troppo logico e dovrei cercare di lasciare qualche volta le cose al caso ma ammetto che è faticoso. Però mi rendo conto che dovrei farlo. Non sono cieco e sordo e capisco questo eventuale “difetto”. Anch’io mi sento un po’ come ti sentivo tu. Con questa estrema ansia che mi corrode e che prima non ho mai avuto. Anch’io vorrei cercare di star bene. Purtroppo Luna la verità è che non mi aspettavo questa cosa e fondamentalmente neanche credevo mi colpisse così duramente. Anche perchè non aspettandomela non ero in grado di stabilire nemmeno le conseguenze. Purtroppo la base di tutta questa miu ansia e di tutto questo mio malessere è stato che ho dato molta, tanta, troppa fiducia in mia moglie e la credevo come mia fotocopia originale di me stesso almeno per quanto riguardava la correttezza. Io non avrei MAI e poi MAI agito in questo modo e avrei messo tutto il Corpo sul fuoco non solo la mano sul fatto che anche lei si sarebbe comportata così. Ecco il punto qual è. Poi è chiaro che le ansie arrivano anche per altri motivi. Il senso di solitudine che è dovuto non tanto allo stare solo perchè ho molti amici che mi stanno vicino. Non mi mancano neanche le donne tanto per essere chiari. Ma sento proprio la mancanza di UNA persona, QUELLA persona perchè HO CREDUTO CIECAMENTE che fosse colei con la quale potevo condividere ogni cosa della vita. E lo credo tuttora nonostante tutto. Capisci qual è il dato di fondo Luna ? In realtà alla fine nonlostante tutto quelo che è successo, nonostante lei SEMBRA si cambiata NON RIESCO A VEDERLA CAMBIATA. Vedo solo un PROBLEMA in lei che non vuole o semplicemente non riesce a risolvere. Non so se sono riuscito a spiegarmi con chiarezza. So che è difficile farlo.
    Un abbraccio a te e ad Aleba

  • 810
    LUNA -

    Certo che ti sei spiegato. Se tu parlassi con le persone che consideri abbiano avuto delle esperienze tanto diverse dalle tue perché molto “più logiche” nel portare ad una rottura ti direbbero le stesse cose che dici tu.
    @Sai Luna fondamentalmente io sento ancora mia moglie come parte di me. Perchè è stata parte di me e lo è tuttora. Non credo che molte coppie abbiano questa sensazione nei confronti dei rispettivi partner. Io credo in certe cose Luna. Nel senso che non sono facili da trovare e da provare ma quando le trovi e le provi non puoi staccartene.

    Non capisco onestamente perché dici @non credo che molte coppie…
    Secondo te i libri su come si reagisce ad un abbandono, ad una separazione per chi li hanno scritti? per te e cinque persone? 😉
    ci sono persone in questo forum che scrivono ciò che dici dopo relazioni di tre mesi, non di lustri, e si sentono disperate.
    E la separazione è paragonata ad un lutto anche per questo senso di appartenenza.
    da questo punto di vista non sei Fuori dal Coro, ci sei assolutamente dentro.
    Poi che la tua sofferenza sia unica è chiaro, è la tua, ma tu questa idealizzazione della tua storia rispetto alle tante altre… più normali, o più logiche, o meno con senso di appartenenza secondo me non ti aiuta, francamente.
    E non certo perché la tua storia sia banale, ma perché uno dei problemi che tu affronti secondo me è anche lo schema dell’idealizzazione.
    E il fatto che non riesci ad affrontare in modo diverso questa visione @
    Purtroppo la base di tutta questa miu ansia e di tutto questo mio malessere è stato che ho dato molta, tanta, troppa fiducia in mia moglie e la credevo come mia fotocopia originale di me stesso almeno per quanto riguardava la correttezza. Io non avrei MAI e poi MAI agito in questo modo e avrei messo tutto il Corpo sul fuoco non solo la mano sul fatto che anche lei si sarebbe comportata così

    Io non voglio entrare nel merito del tuo percorso con la psicologa, perché è una cosa personale, privata, lo sapete voi come si svolge la terapia. Però mi concedo (sbagliando, lo so) di dirti una cosa. Mi sembra abbastanza improbabile che una psicologa possa non cogliere queste cose, anche quanto ricorra nelle tue parole il concetto di “salvare” nel modo in cui tu lo interpreti.
    Scrivi: @Anzi noto che spesso è lei che si trova in difficoltà quando mi parla perchè non riesce a trovare troppe alternative. Lei non vede in me nessuna anomalia.

    Ed è quello che tu riporti della percezione della terapia e delle parole della tua psicologa (cosa che fa parte della terapia). Io non so come lei, la tua psicologa, ti ascolti e ti parli, non ci sono, non sono una psicologa, ma posso dirti una cosa per la mia esperienza nel dialogare con te su queste questioni: sei tu che non ti concedi alternative. La tua dialettica e i tuoi schemi mentali, nel momento in cui tento, nel mio piccolo, per riflettere insieme, dando solo la mia opinione, non essendo io una psicologa, tu trovi sempre il tuo modo per andare

  • 811
    LUNA -

    avanti con la tua impostazione. Ora, questa non è “un’anomalia”, è il tuo modo di essere e il tuo modo di vivere le cose e vederle in questo momento. E’ il tuo modo. Che però in questo momento non funziona a farti stare meglio, anzi, ti rema contro. E non si tratta di dover entrare nel modo di vedere di un’altra persona. Ma di allargare forse un po’ la percezione del tuo, cioè di dare a TE dei percorsi alternativi di affrontare le stesse cose. Immagino di non riuscire ASSOLUTAMENTE a spiegare cosa intendo. Perché per capire cosa intendo (e non sarebbe qualcosa che ti mette in testa un’altra persona, e non saresti un’altra persona tu, facendolo) dovresti mollare un po’ delle tue resistenze. Di cui non sei neanche veramente consapevole. Scusa, Fuori dal Coro, perché mi rendo conto davvero che non riesco a spiegarmi. Però non mi sembra impossibile che tu non senta giovamento dalle sedute di psicoterapia, perché dipende anche cosa stai cercando e cosa tu riesci a trovare in quelle sedute.
    Comunque sia tu fai molta fatica ad abbandonare delle tue idee su cosa sia giusto pensare e sentire e cosa no. Su cosa fanno le persone che fanno le cose giuste e cosa non fanno le persone che fanno cose sbagliate.
    E di per sè questa non è solo una questione di valori.
    Ma ho l’impressione che tu stia abbastanza, più che nel territorio della razionalità e della logica, in un territorio del giudizio, per quanto ricorrono concetti come giusto/sbagliato, buona, brava/malvagia, corretta/scorretta. In teoria una delle prime cose, credo, che la psicologia aiuta a fare è entrare in un altro territorio di linguaggio, e quindi di percezione (senza per questo stravolgere il proprio essere, anzi), anche sui concetti di colpa (non costruttivo)/responsabilità (costruttivo) ecc.
    Lo psicologo ci aiuta anche se noi riusciamo ad essere un po’ più duttili, credo.
    Questa, almeno, è la mia esperienza. La mia, per carità.
    A te interessa tanto sapere se hai delle anomalie o no? Non è la prima volta che scrivi che la tua psicologa ti ha detto che non hai delle anomalie. Per te probabilmente è importante perché provi molto senso di colpa e ti giudichi molto, e di conseguenza guardi la realtà sotto questo filtro.
    Ma in psicologia il concetto di normale (e quindi di “anomalo”) non ha il senso che noi comunemente gli diamo ed è anche una cosa, credo, sulla quale l’attenzione si concentra molto poco. La mia psicologa quando le chiedevo cose inerenti al giudizio anche su me stessa mi diceva: a cosa ti servono le etichette? A me questo servì moltissimo.
    Sostituire dei concetti di giudizio con concetti come sentire, ascoltarsi e “funziona così o colà”.
    Ribadisco che non condivido il concetto di “salvare”.
    Quanto dura questa crisi? scrivi. Non lo so, ma continuo a pensare che è per la tua crisi che puoi fare qualcosa, innanzitutto. Anche se è una crisi di rimbalzo non fa alcuna differenza. E’ la tua crisi, da due anni e mezzo e più.

  • 812
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    “Sai Luna fondamentalmente io sento ancora mia moglie come parte di me. Perchè è stata parte di me e lo è tuttora. Non credo che molte coppie abbiano questa sensazione nei confronti dei rispettivi partner. Io credo in certe cose Luna. Nel senso che non sono facili da trovare e da provare ma quando le trovi e le provi non puoi staccartene.”
    Vedi Luna, proprio oggi mi ha telefonato un amico: Ci conosciamo da più di 20 anni. Mi ha chiesto come stavo. Gli ho risposto come sai. Mi ha detto che non capisce come mai una persona come me dopo più di due anni e mezzo debba stare in queste condizioni-
    Ecco Luna, la risposta sta qua, in questa frase del mio amico che è più grande di me di quasi 15 anni sposato e padre di due figli. La reazione ad un abbandono è più o meno simile in tutti o quasi. Ma è la perseveranza della reazione che fa la differenza Luna. Forse ho sbagliato a non specificare che questa senzazione nei confronti dei rispettivi partner si abbia ancora dopo tutto questo tempo. Fcrse qui sta la differenza che diversifica le coppie.
    Certo non sono l’unico esempio per carità. Qui siamo in tre, io, te e Aleba. Credo che ognuno di noi tre, magari con modalità diverse abbia questo tipo di sensazione.
    Sono in sintonia con te quando dici che forse in me c’è uno schema di “idealizzazione”. Si è vero, lo ammetto, credo di aver idealizzato mia moglie, non rendendola capace di compiere certi gesti. Avendo in lei una fiducia smisurata e credendo in lei all’inverosimile. Si è vero è così. E questo lei non lo ha apprezzato.
    Mi parli della mia psicologa. A questo punto non so se sia veramente adatta. Non lo so davvero. Però è certa una cosa come dici tu: “io vado avanti con la mia impostazione”. E’ vero Luna te ne do atto. E’ così.
    Comunque ti assicuro Luna: io non avverto giovamento dalle sedute della psicologa. Ci parlo, mi sfogo questo si ma non trovo giovamento, assolutamente. E ti dico la verità, ne ho provate altre due prima ma…niente di che.
    Sono sincero Luna: trovo molto più giovamento a dialogare con te. Se penso che solo scrivendo mi capisci molto di più delle persone con cui parlo. Ma probabilmente perché sei una persona speciale, profonda, intelligente e conoscitrici di certi aspetti psicologici dell’essere umano. Più volte ti ho sottolineato che sembri una psicologa o quantomeno una persona che ama la materia. O semplicemente sei una persona molto intelligente.
    E’ vero io faccio molta fatica, a volte ad abbandonare alcune mie idee. Ma non lo faccio apposta, perché mi sono reso conto che nel tempo queste mie idee mi hanno dato ragione. E questa è la prima volta che mi trovo realmente in difficoltà con la vita. Perché per la prima volta mi sono reso conto di aver commesso un errore grave. Ma grave soprattutto per quanto riguarda il mio modo di essere. Io così razionale ho sbagliato sulla logica. E ho fatto uno sbaglio madornale e soprattutto irrecuperabile. Certo se avessi avuto 30 anni la logica mi avrebbe fatto pensare….

  • 813
    Fuori dal Coro -

    che il tempo mi avrebbe aiutato in tante cose: a dimenticare, a ricostruire o eventualmente a costruire con un’ altra persona. Perché la logica mi dice che il tempo “è galantuomo” e aiuta a guarire tutte le ferite.
    Nel mio caso non è così perché il tempo non è galantuomo. Almeno non ora e non so se lo sarà. Il mio errore di non aver formato una famiglia con la persona che avevo scelto come mia compagna di vita rischia seriamente di non essere corretto. In quanto io amo ancora mia moglie. Mia moglie pare non voglia saperne di me ed io non riesco a pensare minimamente di poter formare una famiglia con un’altra donna. Il tempo passa e la logica mi dice che ogni cosa va fatta a suo tempo. Io posso andare da qualunque psicologa che potrà darmi tutti i consigli possibili. Ma non mi potrà cambiare la realtà dei fatti. Io ho amato mia moglie, amo mia moglie, io persona razionale ho fatto un errore che “cozza” contro la mia logica, non sono stato in grado di gestirmi. Io logico e razionale non ho capito la logica della vita. Io logico e razionale in tutto ho sbagliato nella cosa più importante del mondo: la vita.
    Certo Luna tu mi dici se a me interessa sapere se ho delle anomalie o no. E’ normale Luna che voglio saperlo. Mi sono messo in discussione e per questo cerco di capire se c’è qualcosa che non va. Ma più il tempo passa più mi confronto, più cerco di capire e più mi sembra che alla fine io abbia commesso quel solo vero unico errore. Come sempre ho sostenuto non ho ucciso nessuno. Ma d’altra parte non uccide nessuno nemmeno chi tradisce. Fatto sta che da quel mio errore è scaturito tutto. Lo so benissimo che il mio sbaglio poteva essere camuffato se lei, mia moglie, avesse gestito diversamente la sua situazione. Se si fosse comportata in modo diverso. Ma come sostieni tu e come sostiene chiunque: non siamo tutti uguali e nessuno reagisce allo stesso modo. Io capisco quando dici che in psicologia il concetto di “normale” non ha il senso che noi comunemente gli diamo. Però credo che nella vita di tutti i giorni, nella realtà, nel mondo si debba pensare che la parola “normale” abbia un senso comune per tutti. Non è “normale” Luna uno che corre in autostrada a 200 all’ora, anche se la psicologia non gli da lo stesso senso. Mentre invece possono essere definiti normali entrambi coloro i quali vanno in autostrada uno a 80 all’ora l’altro a 130. La 2normalità” che si affianca alla logica. E’ chiaro Luna che tu, io o qualcun altro tenti di “salvare” un amico, un parente, un marito o una moglie che si sta drogando. Ma chi ci dice, come sostenevi nell’altro post, che quella che noi potremmo definire salvezza non è tale anche per la persona che sta usando stupefacenti ? Bè io un discorso del genere non lo accetterei. Certo è ben diverso pensare di definire “salvezza” il fatto di convincere mia moglie a stare con me se non lo vuole. Infatti io non penso di “salvarla” facendola tornare con me. Non è questo che cerco, non è questo che voglio. Io cerco….

  • 814
    Fuori dal Coro -

    ….solo di capire come può essere possibile che una persona che per anni ha pensato in un certo modo possa d’un tratto cambiare completamente opinione su tutto. Si può cambiare opinione su una cosa, due, ma non su tutto.
    Allora torniamo al concetto della mia eventuale “anomalia”. E continuo a chiedermi : ma sono io che le ho causato tutto questo ? O è realmente un suo problema ? E se si perché si è verificato ? Molti mi dicono e tu per prima probabilmente: “non puoi chiederti sempre perché ? Le cose succedono e basta” Ma vedi, io la concezione delle cose che succedono e basta non la condivido. Tutto ha una spiegazione o almeno quasi tutto visto che gli scienziati ancora non sono in grado di capire l’origine del mondo.
    Voglio raccontarti un episodio, un episodio avvenuto tanti anni fa. Ero bambino, 4 o 5 anni ero in ospedale a trovare un parente. Uscii nel corridoio dell’ospedale c’era un bimbo che poteva avere nemmeno tre anni che correva verso di me. Istintivamente gli diedi una spinta facendolo cadere. Non so perché lo feci. Cero è che non volevo fargli del male. Però lo feci cadere e lui si impaurì tantissimo. Corse la madre, lo prese in braccio e cercò di consolarlo. A me non disse nulla. Io corsi verso la stanza dove era ricoverato il mio parente. Poco dopo uscii nuovamente,tornai dov’era quel bimbo. Era impaurito con la madre che, per rassicurarlo,gli dava dei bocconcini di pane. Mi appoggiai allo stipite della porta e li guardai commosso ma con un grande rimorso per aver creato terrore in quel bimbo. Ero piccolo, timido, non ero in grado di chiedere scusa, non ne ero capace. Stetti male dentro diversi giorni ma quella scena mi rimase sempre impressa tanto che ancora oggi a distanza di più di 40 anni me la ricordo come fosse ora. Magari quel bimbo dopo un’ora sarà stato felice e contento avendo già rimosso il tutto. Mentre io mi sono sentito in colpa per tanto tempo pur non avendo agito con cattiveria. Vedi Luna dopo tutto questo tempo io non sono cambiato. Da bambino ad adulto dentro sono rimasto lo stesso. Non penso che si cambi Luna. Si è sempre gli stessi se si crede in qualcosa. Avevo 4 anni ma dentro di me sapevo che non si fa del male a nessuno. Purtroppo inconsapevolmente lo feci. Non volevo ma il bambino soffrì molto per quel mio gesto. Avevo creato, con le dovute differenze anche allora un danno, pur senza volerlo.
    Tu pensi che in più di 40 anni io non mi sia “ascoltato”? Non abbia cercato di capirmi ? E’ certo che quello con mia moglie non è stato il primo errore della mia vita. Perchè sarà anche potuto succedere di aver ferito qualcuno senza neanche saperlo perchè magari con quel qualcuno non ho mai avuto modo di chiarire l’eventuale situazione creatasi. Tutto questo per dirti che io non mi”fustigo” perchè ho commesso un errore ma perchè, data la mia natura non dovevo commettere quel tipo di errore.Dovevo riflettere, e cercare di capire cosa potevo creare. Forse è vera un’altra cosa che mi dici: non sono “duttile”
    Notte

  • 815
    LUNA -

    Posso farti una domanda, Fuori dal Coro?
    Cosa ti aspetti da uno psicologo?
    Cosa avrebbe dovuto fare, che non ha fatto, secondo te, perché tu potessi trarre giovamente dalle sedute?
    Lo so che sembra una domanda paradossale, visto che ci si rivolge ad uno psicologo, in teoria, perché non si sa, e ci si affida a qualcuno che ci aiuti a fare chiarezza.
    Tuttavia, se pensiamo di avere già le idee molto chiare, troppo chiare, pur nella nostra confusione, lasciamo veramente spazio agli imput che può darci uno psicologo?
    Io credo davvero, a parte il fatto che in teoria ci affidiamo a qualcuno che della materia ne sa sicuramente più di noi, e che stando da fuori può vedere anche ciò che noi non vediamo, che l’atteggiamento con cui noi ci sediamo su quella sedia una differenza la fa. Poi, certo, si potrebbe discutere sul fatto che se uno è veramente veramente bravo è in grado anche di andare oltre a questo. Ma non ne sono del tutto convinta.
    Forse anche perché penso che andare dallo psicologo per sfogarsi non sia che una parte della parte della parte.
    E che a volta sia proprio quando ci sono degli spazi per il silenzio, e la riflessione e l’imput che quelle sono le sedute che fanno la differenza.
    Poi, naturalmente, ogni esperienza terapeutica è a sè. E della propria esperienza resta la sensazione personale, restano i frutti, più che un ricordo minuti per minuto di come siano andate le cose.
    Per questo ti dico che trovo scorretto anche dirti come la vedo io.
    E che rispetto come la vedi tu. E penso anche che uno psicologo bravo non sforza le porte che qualcuno non è pronto ad aprire. Perché sei tu (generico) che stai lì davanti anche a far capire su cosa sei pronto a lavorare davvero.

    Questa è una delle tue idee @Perché per la prima volta mi sono reso conto di aver commesso un errore grave. Ma grave soprattutto per quanto riguarda il mio modo di essere. Io così razionale ho sbagliato sulla logica. E ho fatto uno sbaglio madornale e soprattutto irrecuperabile.

    ed è un’idea che non abbandoni, coltivi e che sei, questa è la mia impressione, pronto a difendere ad ogni costo. Stai male? Sì, ma questa è un’idea GIUSTA. O meglio, una visione GIUSTA delle cose. Possiamo parlare di qualsiasi cosa, ma da questa non ti smuovi.
    Ora, le ragioni per cui non ti smuovi da questa idea sono le tue ragioni, sono le tue motivazioni, hanno un loro perché, che sta dentro, non fuori. Non in tua moglie, in te. Non stanno in tua moglie perché tua moglie può reagire così o colà, ma non è scontato che tu la veda così. E non è scontato indipendentemente dai valori che uno ha o da quanto ama sua moglie.
    Certo, l’idea che sia stato quell’errore la causa di tutto e che l’errore abbia una valenza “irrecuperabile” te la dà lei, te la danno le circostanze. Tuttavia tu insisti a cercare la spiegazione e la colpa nella “logica” o nella non logica che non hai avuto, o che non avrebbe funzionato.

  • 816
    LUNA -

    @Ma è la perseveranza della reazione che fa la differenza Luna. Forse ho sbagliato a non specificare che questa senzazione nei confronti dei rispettivi partner si abbia ancora dopo tutto questo tempo. Fcrse qui sta la differenza che diversifica le coppie.

    La perseveranza della reazione, di per sè, non è prova, dal mio punto di vista, di maggiore amore, mi dispiace. Ostinarsi in una direzione non è di per sè prova di amore.
    E soprattutto l’ostinazione nel “mantenere” vivo un trauma non lo è.
    Ci sono persone che restano incastrate per anni nel trauma di un investimento stradale e non riescono per tot a ritrovare i loro strumenti per reagire. Quindi amano l’auto che li ha investiti? Amano il trauma che li ha colpiti? No. Quindi di per sè la perseveranza di un trauma emotivo è indice, credo, soprattuto di un trauma al momento non superato, non dell’entità di un sentimento.
    La cocciutaggine non è sempre un valore e la forte dipendenza emotiva, di cui potresti leggere fiumi di “inchiostro” su questo forum, a volte viene scambiata per necessità, unicità, amore.
    Di per sè il fatto di insistere su una strada, con una sempre identica strategia e lasciarsi riempire di sensi di colpa, non dimostra che si ama di più di chi, pur amando, di fronte a certi atteggiamenti, riuscirebbe a dire: no.
    Questa almeno è la mia opinione.
    Con la quale non voglio dire nè che tu non ami veramente tanto tua moglie, nè che tu non senta ancora lei dentro di te, nè che sia sbagliato usare l’autocritica e cercare di incontrarsi con la persona che si ama o pensare di aiutarla, nè che sia facile scordare chi si ama e accettare la fine di un’unione. Però rimane che penso ciò che ho scritto sopra. E dando una mia (ovvio mia) interpretazione di ciò che ti ha detto quella persona non ci vedo un non capire la profondità dei sentimenti, il valore che si può dare al matrimonio o il fatto che una persona soffra quando si trova di fronte ad una situazione come la tua…
    Sei tu che di fronte a persone che in qualche modo riescono a superare il trauma di una separazione non capisci come facciano se davvero hanno amato e possono riconoscersi delle responsabilità. A quel punto, allora, o davvero possono dire che l’altro era più colpevole, o hanno amato meno, o… Il punto è che il superamento del trauma non significa che ti svegli una mattina e pensi: me ne frego. Ma è comunque diverso dal non considerare neppure che sia superabile. Perché se fosse superabile sarebbe la prova che allora non era vero amore. Ma chi lo dice? Tu.
    La cosa principale con cui ti accoppi, e nella quale non ti smuovi di un millimetro, è insistere con il fatto della tua responsabilità riguardo al fatto del figlio e PRINCIPALMENTE di come te la vivi. Hai mai permesso, realmente, agli psicologi a cui ti sei rivolto di guardare la cosa da una prospettiva diversa e liberarti di una tua visione, per te LOGICA, ma invece penso postraumatica? NON sembri darTI la possibilità di vedere la cosa se non in un UNICO MODO.

  • 817
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Mi chiedi cosa mi aspetto dallo psicologo. Ti rispondo: non lo so. E ti spiego. Fondamentalmente sono andato dallo psicologo non tanto per capire me, quanto per capire lei, mia moglie. E scelsi appositamente una psicologa (donna) proprio per cercare di capire quali reazioni potevano scatenarsi in una donna a seguito di alcuni comportamenti del partner.
    Poi è chiaro che vivendo un trauma da abbandono andavo alle sedute in condizioni pietose dal punto di vista ansioso/depressivo. Ma il tema del confronto non ero io quanto lei.
    Io in fondo mi ero già messo in discussione, mi ero già preso le mie responsabilità, sapevo dove eventualmente avevo sbagliato. Ma mi chiedevo il perché dall’altra parte ci fosse questo tipo di reazione.
    Io ho sempre avuto le idee chiare Luna. E le idee chiare si hanno anche quando si è consci delle proprie paure. Io ho sempre avuto chiare l’idea di aver paura di avere un figlio pur pensando che in fondo sarei stato un ottimo padre, molto meglio di tanti altri. Perché posso avere mille difetti ma sono una persona che quando si assume le proprie responsabilità se le assume fino in fondo.
    Poi andando dalla psicologa ho voluto provare a scavare in me, a capire il perché di certi miei comportamenti, di certe mie paure. Ho parlato del mio passato, di situazioni vissute in famiglia, ho cercato di tirar fuori tutto. Ma mi sono accorto, sia io che la psicologa, di non avere scheletri nell’armadio.
    Ho parlato del mio “egoismo” del quale un po’ tutti mi accusano: E lei, la psicologa, ha inteso descrivere il mio egoismo più come “edonismo” che non è altro che la ricerca e il conseguimento del piacere inteso come bene massimo. In pratica cercare di star bene, di vivere bene.
    Mia moglie ha inteso questa mia ricerca dello star bene del vivere bene come egoismo. Nel senso che secondo lei, almeno da quel che mi dice ora, io sono una persona che pensa solo a se stesso. Quando invece la mia ricerca dello star bene era intesa come coppia. Perché quello che era il mio desiderio di vivere bene pensavo fosse anche il suo. Lei ha visto nel mio rifiuto del figlio un pensiero egoistico quando invece la mia era solo una paura di modificare la nostra vita che, ripeto ancora una volta, a me sembrava bellissima PER ENTRAMBI.
    Ma questo discorso a lei non riesco a farlo entrare nella sua testa. Lei ormai ha visto ciò che voleva vedere e ha visto questo mio non volere un figlio anche come un rifiuto verso di lei come madre. Cosa che non è assolutamente vera.
    La psicologa scavando in me e parlando di tutto non ha trovato anomalie di sorta se non una discreta “testardaggine”. Me ne rendo conto, a volte sono testardo è un mio difetto.E mi trovi d’accordo quando dici che la “cocciutaggine” nel mantenere vivo un trauma non è prova d’amore. Infatti non lo è. Io sento di amare mia moglie a prescindere da ciò.
    Ma non è che io stia facendo una sorta di “gara” con altre persone che hanno subito la separazione. A volte faccio dei confronti,….

  • 818
    Fuori dal Coro -

    ….questo si. A volte dico frasi non sempre esatte per cercare di esprimere dei concetti. Ma in sostanza voglio dire che il mio non riuscire a superare questo trauma affettivo nasce da due situazioni separate e distinti, che poi alla fine risultano unite in un tutt’uno.
    Da un lato c’è la questione affettiva, il mio provare amore, sentimento verso mia moglie che è forte nonostante lei si mostri distaccata o semplicemente non voglia capire. Dall’altra c’è il mio rammarico, il mio senso di colpa per non aver capito qualcosa, per essere stato superficiale, per non aver compreso il reale senso della vita.
    Come ho scritto prima riguardo i miei confronti con la psicologa siamo arrivati alla conclusione che il mio non è “egoismo” quanto una ricerca dello stare bene. E una ricerca dello stare bene non può essere considerata una cosa negativa. Ma in pratica cosa è successo ? Nella mia spasmodica ricerca del benessere (mio e di coppia tengo a precisare), ho perso di vista quella che è la realtà della vita, la procreazione, la famiglia e NON HO VISTO il malessere che si stava generando in mia moglie.
    Ora tu capisci bene Luna che di fronte ad un trauma del genere, una persona come me, che non voleva altro che star bene con la propria consorte si trovi di fronte ad uno spaesamento totale. Un amico che ti incontra, ti chiede come stai e si meraviglia di come possa essere stato possibile che una coppia come noi si sia potuta separare è logico che ti domandi, in amicizia, quali possono essere i motivi che hanno causato il tutto. E quando si sentono dire che uno dei motivi è stata la questione figlio ti guardano come per dire “ma perché non ne volevi ?”. E quindi già tu ti senti come ti senti, ti sei già reso conto dello sbaglio e sentirti dire frasi del genere non fanno che acuire il dolore. Lo acuiscono semplicemente perché ti viene da domandarti “ma caspita, una cosa che per tutti è normale io l’ho fatta diventare una cosa tragica”
    E quando mi trovo per strada, nella vita di tutti i giorni, vado allo stadio e vedo un padre e un figlio insieme a vedere la partita mi viene un magone che neanche immagini. Tu mi dirai “non credere fdc ognuno ha i suoi problemi”. Vero Luna, ma la vita è fatta comunque di problemi che purtroppo non riuscirai mai ad evitare.
    Ecco perché cara Luna continuo ad “accopparmi” ritenendomi responsabile di quanto accaduto. Anche se è normale pensare che la colpa non è solo mia. Ma io guardo alla mia di colpa. Per superare il trauma dovrei semplicemente pensare “Ok è andata così, inutile piangere sul latte versato”. Ma proprio non ci riesco in questo caso a ragionare così, non è che non voglio. Potrei, ma sarebbe una forzatura. E poi Luna a tutto questo mio malessere per come sono andate le cose se ne aggiungono altri. Il lutto ancora fresco di mio padre. Il rimorso di non essergli stato vicino come avrei dovuto, di avergli risposto male in questo periodo. In pratica guarda cosa ho combinato per aver cercato di stare bene…

  • 819
    Fuori dal Coro -

    ….Mi si è capovolto il mondo in un attimo senza che me ne sia reso conto. Io credevo di far bene e invece facevo male. O meglio, credevo di far bene almeno durante il rapporto con mia moglie. Perchè con mio padre mi rendevo perfettamente conto che stavo sbagliando. Infatti più volte gli chiedevo scusa per i miei atteggiamenti. Mi rendevo conto di ciò che facevo. Il tutto era causato dal mio estremo nervosismo che non riuscivo a gestire e che pensavo sempre di riuscire a controllare. Pensavo di poter recuperare la situazione ma non ho fatto in tempo…papà è morto prima e inaspettatamente.
    Puoi immaginare quindi per quali e quanti motivi sto come sto. Ho dentro una molteplicità di emozioni negative che si accavallano e che non fanno altro che tormentarmi.
    Vedi quindi quante cose mi impediscono di analizzare le cose come probabilmente dovrei ? Non è per niente facile. Si sono incastrate talmente tante cose in così poco tempo che sarebbe stato più facile pensare di fare tre sei consecutivi al superenalotto.
    Io che non pensavo di agire male, lei che non mi faceva capire il suo disagio, io che credevo stessimo bene, serenità, mio padre che nonostante gli acciacchi stava benino, mia moglie che sembrava la rappresentazione della donna ideale. Poi dalla mattina alla sera, ma davvero dalla mattina alla sera: mia moglie che una sera se ne esce in quel modo, mio padre (forse anche in conseguenza della mia separazione) che peggiora drasticamente, mio nervosismo alle stelle, incapacità di gestire la situazione, mondo che crolla addosso, sensazioni di ansia e depressione associate a solitudine, crollo di certezze, malessere fisico, crisi di pianto, incredulità nel vedere mia moglie parlare e agire in un modo che mai avevo visto fin d’ora, situazioni economiche conseguenziali che vanno alla deriva per non parlare di malesseri fisici e dimagrimenti vari, perdita di autostima e quant’altro. E poi dulcis in fundo la morte di mio padre…mazzata finale. Non ne parlo spesso qui ma il dolore è estremo.
    Un caos infernale nella testa. Che per quanto mi sforzi non va mai via. E il desiderio di un figlio. Mai desiderato prima ma…comunque pensato anche in tempi non sospetti che adesso esce fuori dai nascondigli delle paure che ora sono ben altre.
    Ecco quanto Luna.
    Ci sentiamo presto. Un bacio con tanto affetto

  • 820
    LUNA -

    fdc, rispondo intanto a post più su che mi sono apparsi dopo. Un episodio come il tuo, da piccola, ce l’ho anch’io. Nel mio caso fortuitamente feci male ad una mia amica. In realtà le feci male giocando e era impossibile che io potessi calcolare le conseguenze. Non gravi, però mi rimase la sensazione, penso, del mio stesso stupore per aver causato un danno, da me non calcolato, in una mia ingenua ma dannosa ignoranza. La sensazione si potrebbe tradurre in molti modi e aspetti. Ne suggerisco in breve uno che ne riassume tanti: perdita del controllo di una situazione (nel tuo caso ‘di sè’) che porta una conseguenza. Io ho l’impressione che il tuo riferirti tanto alla tua parte logica sia perché per te è molto importante sentire di avere il controllo su te e le situazioni. C’è a chi piace anche stupirsi di sè, per te è estremamente importante, mi pare, presentarti un identikit strafedele di te, una mappa di te. Idem una mappa delle situazioni e della persona che hai davanti. La mappa, l’identikit, lo schema ti rassicurano. Tanto controllo può essere anche tanto faticoso ma sulla tua bilancia ne valeva la pena, pare. Anche per l’importanza che sembra rivestire per te non avere nulla da rimproverarti. Infatti dalla striz, sembra, ti interessava tanto questo aspetto. Mi dirai e che c’è di strano? Io leggendoti da mesi (e ora in particolare per l’episodio che hai citato) noto ,.

  • 821
    LUNA -

    (posso ovviamente sbagliare o fraintendere) una forte prevalenza di tale aspetto. Sul quale è stata buttata benzina, anke perché tu descrivi continuamente la tua necessità della ‘mappa’ e l’angoscia di quella che per te è stata una perdita di controllo di cui è stato enfatizzato l’aspetto COLPA, che ti fa da sempre paura, mi pare, perché lo gestisci in modo angosciante e con un senso di forte inadeguatezza allorché TU per primo non riesci a perdonarti, assolverti, giustificarti. Un mix esplosivo per te, tanto più se chi hai davanti mette in dubbio continuamente la tua mappa di te e continua a dirti ‘tu causi dolore agli altri e a te stesso’. Tua moglie può inconsapevolmente farlo perché becca un tuo tallone d’achille, una tua ‘struttura’. Del resto mi verrebbe da dire che tua moglie inconsciamente e istintivamente sa che ce l’hai. Ti conosce. Bada che non ho detto che lo fa apposta ma con un altro la sua dinamica avrebbe trovato un diverso terreno. Non mi sorprende per nulla che tu sia andato brevemente in crisi anni fa. In fondo a tua moglie hai detto ‘ho paura di cambiare mappa perché se lo faccio cosa succederà?’. E per come ‘funzioni’ tu da questo punto di vista sei stato STRACOERENTE. strano sarebbe stato il contrario. La tua logica ha STRAFUNZIONATO. La chiami errore e ci vedi incoerenza, ma non c’è. ANZI. Hai funzionato a dovere e tenuto sotto controllo gli elementi che avevi, per conservare un equilibrio. La tua logica ne avrebbe sicuramente considerati altri se fossero stati posti chiaramente. Ma tua moglie legge come egoismo e distruzione ciò che tu agivi come preservazione. Lei ti ha cambiato violentemente la mappa e, rimasto senza, sei riuscito a considerare che la paternità, in quanto cambiamento, ti è possibile. Il problema è il concetto di un reiterato senso di colpa. Anche tua moglie, proprio pur conoscendoti, non riesce a vedere come tu funzioni. Coerentemente. Se conoscessi lei forse troverei anche in lei una coerenza maggiore di quella che riesci a vedere. In fondo sia retroattivamente che ora lei si pone in una posizione passiva del “io ho dovuto-devo perché TU’ mentre il tuo modo di leggerti e leggervi è straattivo ‘io avrei dovuto(dovrei affinché’. Tu avevi bisogno di un colpo violento per cambiare la mappa da 2 a 3? Piuttosto di più rassicurazioni e leggerezza anti ansia. Mi domando se, almeno per certi versi, vi accomunano certe rigidità.

  • 822
    LUNA -

    intendo dire che lavorare sulla ‘duttilità’ a volte può essere proprio un bene. Nei confronti di sè e anche nel guardare gli altri.

  • 823
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Sto leggendo la tua analissi e dico: “uhmmm”. Nel senso che è eveidente che nel mio “io” c’è l’idea di poter tenere sotto controllo le situazioni: Ma onestamente chi non lo vorrebbe ? L’abbandono di mia moglie è stata in un certo senso una “perdita di controllo di una situazione”. Credo sia normale. Così come è normale il fatto che l’arrivo di un figlio posso essere un “cambiamento di mappa” come lo definisci tu. E’ normale. “Mappa” alias “vita” cambia la mappa, cambia la vita, cambiamento di mappa, cambiamento di vita. Infatti ho sostenuto più volte in questo sito il fatto che avevo paura di cambiare vita (mappa). E’ chiaro Luna che una “mappa” ti rassicura. Segui una mappa (uno schema) ed in genere vieni portato a destinazione. Se ti cambiano la mappa in un punto che non conosci è normale che puoi andare in tilt, perchè semplicemente sei disorientato. Allora sono due le cose: o rimetti in ordine la mappa, o ti affidi al caso, magari seguendo i punti cardinali. E a quel punto puoi indovinare la strada o non indovinarla. C’è chi si affida al caso e va bene e chi si affida al caso e va male. Quando hai una mappa difficilmente sbagli. Poi se te la cambiano, basta cercare di rimetterla in ordine, magari avevi una mappa vecchia in cui non è segnata una nuova strada. Basta inserirla nella vecchia mappa e il gioco è fatto. Magari ci vuole un po’ più di tempo ma l’eventuale crisi per “una nuova strada” prima non esistente può essere superata.
    Comunque in genere non mi piace “stupirmi di me”. A meno che questo “stupirmi” non riguardi situazione nelle quali ho effettuato qualcosa di buono, meritevole di gratificazione. In genere mi piace rassicurare le persone e mi piace altresì che le persone rassicurino me. Ma questo non significa necessaria essere “schematici”. Significa solo cercare di dare e ricevere sicurezza…null’altro.
    Dalla striz non è che mi interessasse tanto il fatto di sapere se avevo da rimproverarmi qualcosa, quanto conoscere cosa fosse successo a mia moglie. Un cambiamento così improvviso è si un “andare fuori mappa” come dici tu però è qualcosa comunque di non regolamentare. Cioè una persona che si alza la mattina e decide di andarsene di casa non è normale. A meno che non ti abbia già manifestato questa intenzione. Ed è chiaro che se magari ce l’aveva già nella sua testa e tu non lo sapevi è certo che hai perso il controllo della situazione, ma…credo che chiunque rimanga disorientato. Anche chi in fondo non “perde tempo” a cercare di tenere sotto controllo la situazione.
    Per quando riguarda l’episodio che ti ho citato della mia infanzia non era tanto per focalizzare il discorso sulla perdita di controllo quanto per farti capire quanto fondamentalmente io non ho mai voluto far del male a nessuno e se ciò è capitato è stato involontariamente.
    Per quanto riguarda l’aspetto “colpa” non è che mi fa paura. Ma penso sia normale il fatto di nonn essere in pace con se stessi quando si è consci di aver fatto qualcosa che….

  • 824
    Fuori dal Coro -

    …possa aver fatto del male a qualcuno. In genere se sbaglio chiedo scusa.
    Comunque non credo che il mio problema sia relativo al fatto di sentirsi in colpa. Almeno non in questo caso. Qui cara Luna sento solo di aver bruciato la mia vita non sapendo gestire una situazione tanto seria quando normale come quella della nascita di un figlio.
    Insomma se pemso che mia moglie possa essersi disamorata e di conseguenza andata via perchè desiderava un figlio che io non le ho dato. E io che in quel momento non sono riuscito a superare una paura facendola passare per egoismo quando invece il desiderio di formare una fomiglia ce lo abbiamo entrambi bè…..c’è da diventare matti.
    Non concordo con te sul fatto che io avessi avuto bisogno di più leggerezza e meno ansia. Il problema era mio a prescindere da lei. Lei in questo caso non c’entra. La paura ce l’avevo io a prescindere da lei. Cosa avrebbe potuto fare lei per togliermi l’ansia e infondermi sicurezza: nulla. Il problema era mio. Un problema di “mappa” come dici tu. Nella mappa non era indicato il “burrone”. O almeno quella buca che io vedevo come un burrone. Per cui nel momento in cui mi è stata tolta la mappa per dirmi di cambiare strada e dirigermi verso un’altra che non conoscevo ho avuto paura del “burrone”. E ho cercato di continuare a percorrere la strada che conoscevo e che non pensavo di continuare a percorrere da solo. Lei avrebbe dovuto solo dirmi che per continuare a camminare insieme avremmo dovuto cambiare percorso e dirigersi verso la strada con il “burrone” (che io ripeto vedevo come tale, ma in realtà poteva essere una buca grandicella) e saltarlo. Solo quello sarebbe stato il modo. Magari mi sarei fermato a pensare mentre lei già stava cambiando strada ma….l’avrei raggiunta questo è certo e avrei saltato il burrone.
    Mi chiedi se ci accomunano certe rigidità. E che ne so Luna ? A questo punto debbo risponderti “che ne so ?”. Io credo che a lei alla fine non sia importato più nulla di me, forse come ti ho scritto nei post precedenti per l’intervento di un “elemento esterno”.
    Ho letto i tuoi commenti sulla discussione “E’ così sbagliato lasciarsi andare ad un capriccio ?” e sono totalmente d’accordo con te. Ormai troppo spesso capitano situazioni del genere. E purtroppo mi viene da pensare che in tutta questa storia ci sia lo zampino di qualcun altro.
    Vedi Luna ieri ero in quella che è stata casa nostra fino a due anni e mezzo fa. Ho ancora le lacrime agli occhi ogni volta che ci entro. E a lei ? Queste lacrime non vengono mai ? Non passa giorno che io non pensi ai nostri momenti passati insieme ? Possibile che lei non senta la mancanza di nulla ? E tutto questo perchè non ho voluto un figlio in un determinato periodo e lei ha pensato dentro di sè che non ci fosse nulla da fare ?
    Luna mia, io credo che se si vuole bene davvero si faccia di tutto per salvare un rapporto. Se fosse vero che il problema riguardava solo il figlio credo che avrebbe dovuto fare un….

  • 825
    Fuori dal Coro -

    ..passo indietro e sulla sua decisione. Io mi prendo la mia colpa e lo sai. Soprattutto per il fatto che oggi ho capito l’errore che ho fatto a non volere un figlio e a non formare una famiglia. E, ripeto, Luna se tutto ciò ha scatenato quello che poi è successo c’è solo da prendersi a martellate.
    Perchè alla fine di tutto entrambi volevamo la stessa cosa…ma con tempi diversi ? Ed è normale chiudere un rapporto per un questione di tempi ?
    Per me è semplicemente assurdo
    Ciao

  • 826
    LUNA -

    ovviamente sai tu per te, fdc. In questi ultimi post secondo me (secondo me) sei stato più lucido, obiettivo e disteso, pur stando male e soffrendo. Altre volte ti randelli a suon di logica che avresti dovuto tenere e citi molto più pesantemente le ‘tue colpe’. Guarda, son d’accordo con te, che se ami qualcuno l’idea di starci lontano o che la storia finisca o che possa anche arrivare qcun altro durante un lungo distacco dovrebbe essere più forte del rancore. Non necessariamente nel farlo svanire, ma nel tentare altre strategie. Ma è ciò che io penso. Tempo fa parlavo con una mia amica. Non mi dilungo sulle ragioni, ma lei di rancore verso suo marito aveva motivo di averne. Lui aveva sbagliato, pesantemente, dopo dieci anni. Lei era delusa, arrabbiata, ferita a morte e in crisi. E innamorata. Si sentiva da un lato con una SUA ferita che pensava inguaribile e con una LORO ferita. Perché il rancore era anche perché lo amava. Quindi il rancore del “avendomi causato questa ferita mi hai tolto anche la possibilità di essere ancora felice con te”. So quanto soffriva. Dice che dopo 6 mesi ha valutato che lei così male non poteva stare, comunque con la sua di lei ferita che la faceva sentire “zoppa” e quindi comunque per sè doveva chiedere aiuto. E che poiché lui era comunque

  • 827
    LUNA -

    suo marito, colui che aveva scelto di cuore per sempre era anche il tempo di scegliere, se andare in terapia per tentare di vedere se quel rapporto era salvabile e poteva rinascere o invece dire basta, senza neanche tentare. Ma basta davvero. “ho letto – mi ha detto – che se dopo sei mesi si stava come me era il momento di chiedere aiuto”. Non sono andati in terapia di coppia, ma ciascuno per sè, parallelamente. A anni di distanza sono insieme e la crisi è superata. Hanno anche capito cose e dinamiche che li hanno aiutati a conoscersi, pure reciprocamente, meglio. Va detto anche che veramente separati non son stati mai. Quando lei gli ha detto di andarsene di casa, per due settimane, di notte le pareva pazzesco non averlo vicino e lui ogni giorno passava di là, anche solo portando una brioche la mattina, pur di non spezzare il filo. Per loro due settimane erano insopportabili. Conosco poi due, lei lo ha lasciato mi pare SEI anni fa, a un anno dal matrimonio. Cercavano un figlio, lei per un problema di salute per sei mesi non potrà tentare. Sei mesi no mai più. Va a dirglielo e secondo lei lui è distratto, non dà peso alla gravità della cosa. Dunque a lui non importa quanto a lei? Trauma e tragedia. Lo lascia. Si è disamorata per quanto lui l’ha ferita. Son sei anni che lei pur avendo le possibilità economiche vive dai suoi. Non si son mai separati legalmente ma, pur sentendosi al tel, non stanno insieme. Di lui so che ancora porta la fede e le fa i regali di compleanno. Insieme dubito torneranno mai. Nel frattempo la loro vita non si è fermata nè per quel giorno nè per quei sei mesi, che pure per lui restano ‘il motivo’. In sei anni di figli ne facevano tre, recuperavano o chiudevano. Lei ha avuto due storie nel frattempo. Se non ha figli la colpa è di lui?

  • 828
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Ho letto con attenzione le due storie che hai raccontate. Una diversa dall’altra. Se devo fare un paragone mi identifico con la seconda. La prima mi sembra più “normale”. Non conosco i motivi che hanno ferito la tua amica ma per stare così male presumo debbano essere molto seri (tradimento ?!!!). Però è risultato evidente dal tuo racconto l’amore che realmente provavano, soprattutto da parte di lei.
    La seconda storia mi sembra si avvicini in un certo senso alla mia. Questa ricerca di un figlio, lei che per sei mesi non può averne, lo dice al compagno e lui appare “distratto” non dando peso alla cosa. Mamma mia è un “ferimento” questo ? E che diamine !!! E lei si disamora per questo ? Io non conosco nè lei nè lui. Ma da come hai descritto le cose mi appare piuttosto evidente che le colpe stanno tutte da una parte. Quella di lei ovviamente. E mi pare piuttosto evidente altresì il fatto che lei non ami in realtà il suo compagno.
    Vedi Luna come riesco a parlare con lucidità e obiettività quando si tratta di storie altrui ? E’ evidente, non sei coinvolto, vedi le cose freddamente. Come ho scritto poc’anzi quest’ultima storia sembra si avvicini abbastanza alla mia. Situazioni diverse ma simili. Lei sei mesi o mai più. Come mia moglie. Questa tua amica e mia moglie sembrerebbero in realtà due persone molto confuse, che non sanno quello che vogliono. Che perdono il senso della realtà dando pesi eccessivi a situazioni (ferite ??!!) cui vanno valutate per quelle che sono: le cose importanti e gravi sono ben altre che “una distrazione”.
    E nonostante ciò il suo compagno ancora porta la fede al dito. Scusa se è poco!!! A volte mi chiedo cosa cerchino certe donne. Che oggi perdonami Luna, appaiono in numero sempre maggiore in questo stato confusionale. Sembra quasi che le donne che in passato erano sottomesse e subivano umiliazioni e violenze gravissime abbiano completamente ribaltato il loro modo di vivere passando da sopportazioni di situazioni negative incredibile a non sopportazione per il minimo sbaglio. Si è passati da un eccesso all’altro. Oggi sembra quasi giustificato persino un tradimento perchè è considerato una “conseguenza” di qualche forma di insoddisfazione….pazzesco!!!!
    Una precisazione Luna: quando dico che a mio parere nella mia storia possa essere intervenuto qualche “elemento esterno”, non mi riferisco a questi due anni e mezzo di separazione, bensì al periodo in cui eravamo insieme. Niente di più facile che in un periodo di crisi esistenziale (non comunicato), possa intervenire un “elemento esterno” che ti pone la vita in tutt’altro modo. Troppo facile così. E molte donne oggi “cadono” facilmente in queste trappole, alla ricerca di nuove “emozioni” così come in quel post che ti ho citato e a cui tu hai brillantemente risposto più volte.
    Tornando all’inizio del tuo post n. 826 ho letto che ti appaio più logico, obiettivo e disteso, pur stando male e soffrendo. Non so se sia realmente così cara Luna. Nonostante tutto

  • 829
    Fuori dal Coro -

    …continuo a non capire. Tu certo senti solo la mia campana. Ma credo tu abbia capito ormai che per me non ha senso nascondere qualsiasi mia eventuale mancanza allo scopo di evidenziare le colpe di mia moglie. D’altra parte tu stessa sostieni che mi “randello” oltre misura. Mi farebbe piacere, vista la tua particolare “attidutine” verso gli aspetti psicologici delle persone che tu mi facessi qualche domanda che ti aiuti (mi aiuti) a comprendere cosa, nel mio comportamento, abbia contribuito all’allontamento “sentimentale” da parte di mia moglie. Mi ha molto colpito quel post “E’ così sbagliato lasciarsi andare ad un capriccio ?”, perchè mi fa pensare come una storia importante e vera dal punto di vista sentimentale possa essere messa in discussione da “una morsa allo stomaco” che ti sopraggiunge a seguito di due semplici saluti. Mi spieghi come possa essere possibile una cosa del genere ? Nel senso che io sono d’accordo che nella vita può capitare di provare attrazione per un’altra persona ma….attrazione. Se provi un sentimento per il/la tuo/a compagno/a come fai a provare lo stesso sentimento per un’altra persona ? Ecco il mio dilemma che si ripresenta ogni volta: come è possibile una cosa del genere ?
    Pochi giorni fa, passando sotto casa di mia moglie, l’ho vista in balcone. Quello che ho provato nel vederla non so descriverlo bene a parole. Ho solo visto una persona per la quale mi sentivo “vibrare”. E non era attrazione (che comunque provo da sempre nei suoi confronti) era un “sentire” qualcosa di grande, di forte. Qualcosa davvero difficile da descrivere. Io non sono mai stato un grande “esternatore” di sentimenti. So solo che sono “reali” “veri” “sinceri”. Non può una “ferita”, una “risposta sbagliata” o quant’altro cancellare ciò che si prova dentro. Forse si può provare rabbia, rancore. Ma il sentimento se c’è ed esiste davvero NON PUO’ SPARIRE. E nonostante tutto, nonostante il fatto che lei mi respinga non credo possa essere sparito neanche a lei. Io so che lei ha provato Amore per me non può essere stato un bluff. Lei può essere cambiata, può essere stata ferita, può aver forse paura di ricominciare ma non può cancellare un sentimento. No…non può essere Luna…non è questo il caso almeno.
    Bacioni

  • 830
    LUNA -

    FUORI DAL CORO, non lo sai se è questo il caso, e comunque nella testa di lei non sei. Nella sua testa oltre che nel suo cuore.
    Se lei ti ama di certo non te lo sta dimostrando.
    Vedi, tu mi dici “Scusa se è poco” che lui porti ancora l’anello al dito, e dici “lei non lo ama”. Secondo te lui pensa questo? O pensa che lei è solo confusa, che lei non sa quello che vuole, ma in realtà…
    Sei anni… Sei anni in nome di una ragione che lui certamente vede, qualsiasi essa sia (o agglomerato di esse siano), a fare il vedovo bianco di una donna che in realtà non c’è. Quando si siede a tavola con i suoceri a Natale, perché con loro è rimasto in ottimi rapporti, e alla fine, ormai, dopo tanti anni, anche con lei, e gli dà i regali di Natale, quando lei e lì lui come legge la cosa?
    Secondo quello che LUI sente.
    Vede in positivo ogni cosa che lo porta a pensare: neanche lei mi ha dimenticato, non può essere…
    Sai cosa ha detto una volta lei ad una persona che conosco?
    “Se qualcuno mi avesse chiesto, il giorno che mi sposavo, perché ti sposi, forse non mi sarei sposata”.
    Però poi si è incazzata con lui dopo per quei sei mesi.
    E se tu vedi le foto del matrimonio sembra che lei sia felice. In maniera retroattiva però disse quella frase. E ti faccio notare come il punto sia all’esterno. “Se qualcuno mi avesse chiesto…”, cioè “se qualcuno mi avesse fermata…”.
    Ora, però del tempo è passato, dopo, e lei voleva un figlio. Da lui, così pare, no? Voleva un figlio da lui e lui l’ha ferita perché non ha capito quanto fosse grave arrivare da lui dov’era e dirgli: sai che mi hanno detto che non possiamo provarci per sei mesi?
    E magari lui c’è rimasto così male che quello che lei ha letto come distrazione era sgomento. Oppure lui ha cercato di farle vedere che non era la fine del mondo, non per mancanza di empatia, ma protezione.
    Però se tu senti lei, lei è quella che ha tutto da rimproverargli.
    Tu mi dici LE DONNE, e io ti ho già detto che su questo non sono d’accordo. Non vanno in crisi solo le donne, vanno in crisi anche gli uomini. Tu parli delle donne perché sei un uomo, e stai male per una donna, io potrei parlarti degli uomini. Però ti parlo di persone.
    Tu sei andato dalla psicologa a capire cosa fosse successo a lei, ma lei non è andata a capire cosa fosse successo a lei stessa.
    Questo per te è una prova in più che lei è confusa e avrebbe bisogno di aiuto per vedere che ha bisogno di aiuto. C’è una parola che non vuoi considerare, egoismo.
    Tanti anni fa sono andata dalla strizzacervelli per me. A me non piaceva stare male e in più per me i miei rapporti con gli altri contano. Anni dopo sono andata dalla strizzacervelli perché lui stava male e per lui, evidentemente, i rapporti con l’altro (me) non contavano abbastanza. Io ci sono andata perché stavo male perché lui stava male e per come agiva verso me. Hai mai letto “La principessa che credeva nelle favole”? Lei passa anni a cercare di far uscire il suo principe dall’incantesimo che lo ha

  • 831
    LUNA -

    colpito, che lo ha cambiato e che lo fa agire male contro di lei. Lei vuole liberarlo e salvarlo. Perché NON PUO’ ESSERE. Leggilo, se vuoi.
    Ti ho già detto come la penso sull’amore. Cosa ho imparato a mie spese.
    Non conta solo amare, conta anche il significato che diamo dentro di noi a questo concetto e se amiamo bene o male. Lui, il mio ex, andrà avanti tutta la vita pensando di avere amato pure troppo e di essere stato ferito a morte da una donna che per fortuna ha capito in tempo di che pasta fosse. Il suo odio nei miei confronti è proporzionale a questa idea. A questa idea sulla quale ha costruito le sue azioni e reazioni per anni. Oltre al fatto, naturalmente, di non voler ammettere con se stesso un fatto di cose. E cioè che anche se fosse stato lui a non amare o amare male non avrebbe mai avuto il coraggio di pensarlo e di ammetterlo. Che era più facile sentirsi la vittima che ammettere chissà quali cose sue. Tutte le sue reazioni sono state impostate su: “Tu mi ferisci e se io ti ferisco è perché tu hai ferito me”. Non se ne esce, Fuori dal Coro, quando l’impostazione narcistica, anche totalmente inconsapevole, è questa. Perché comunque conta solo la sua sensibilità. Per la quale tu che stai fuori ti senti in colpa. Ti senti in colpa quando l’altro dice che si sente ferito ti senti in colpa quando chi viene ferito sei tu. Ti senti in colpa per la tua inadeguatezza, messa sempre in primo piano, e per l’inadeguatezza dell’altro perché non sei in grado di fare niente per farlo stare meglio. E’ una cosa allucinante, che chi non la prova, come l’ha provata Aleba, come l’ho provata io e la provi tu, capisce a fatica. Se l’altro si perde è colpa tua, e passi il tempo a logorarti a capire il perché (e non sai neanche fino a che punto tu c’entri davvero, e potresti DAVVERO credimi non c’entrare PER NULLA o MARGINALMENTE, e comunque fai da schermo, certamente… ma poiché non c’è parità e assertività non può verificarsi ciò che ti dicevo della prima storia), se ti perdi tu te lo meriti. Io ho provato, come Aleba, anche l’altra faccia della medaglia: quando dici no, e ti sposti, e allora è colpa tua anche quello. Sennò ti sposti e soffri per l’indifferenza. Che sia vera o no. Comunque paghi. Sono incubi veri, questi, ed io ti capisco. Io in vita mia avevo amato, ma in una cosa così non mi era mai capitato di stare.
    Sono stata con lui 10 anni, poi lui ha deciso cosa avevo in testa io e che lo avevo ferito e intendevo farlo. Nella logica, non narcisista, arriva il momento in cui ti interessa DAVVERO sapere cosa l’altro sente e pensa. Lui invece (come sua madre prima di lui con suo padre) ha deciso una sua versione. E ha fatto la guerra a chi lo amava, come se la guerra gliel’avessi dichiarata io. e ogni cosa è stata usata contro di me, nella sua rilettura. Non ho sofferto io, sai? Non ha sofferto Aleba. E non stai soffrendo neanche tu. Mai come loro. Stai attento Fuori dal Coro, te lo dico di cuore. E’ dura comunque ma se non stai attento è peggio.

  • 832
    aleba -

    Ciao Luna.Ciao Fuori dal Coro. Certo Luna, è proprio così.
    Io sono certa di aver amato in modo completo e sono sicura che il mio modo di amare sia quello giusto. Purtroppo mi sono innamorata di una persona che non è capace di amare. Io ho imparato a conoscere i suoi problemi e ho imparato a difendere lui da quei problemi per farlo sentire amato. Qui forse ho sbagliato….perchè invece se non mi fossi preoccupata di farlo sentire bene ma lo avessi costretto a mettersi di fronte ai suoi problemi, forse lo avrei perso ma gli avrei davvero dato l’occasione di mettersi in discussione veramente e di trovare un modo sano di amare. Purtroppo quando provi un sentimento così forte e ampio tendi a rimandare a tempo indeterminato il momento di fare i bilanci. Se è vero che amare implica il donare senza pretendere un tornaconto, è anche vero che il tornaconto deve esserci. Più volte ho descritto la mia relazione come un’autostrada a senso unico dove transitavano centinaia di autotreni al giorno asportando di tutto dalla mia vita…ma nessun mezzo tornava indietro, neppure con un misero bicchiere di acqua e ogni volta che chiedevo perché di questo impoverimento venivo troncata, zittita e infine additata come la stupida che non ha pensato a mettere un casello per esigere il pedaggio. Ebbene amare significa essere stupidi??
    No Fuori dal Coro, il confine esiste e se c’è una cosa che ho imparato è proprio che amare a fondo perduto va bene solo se chi amiamo ci ama a sua volta allo stesso modo. Essenziale in tutto questo è la COMUNICAZIONE. Rifiutare il confronto, attuare un ascolto selettivo, valutare attraverso filtri mentali e pregiudizi, negare le evidenze, nascondersi pure di fronte a sé stessi, questi sono tutti fattori che logorano il sentimento e a poco a poco sostituiscono le fondamenta del rapporto con sabbie mobili che fagocitano tutto senza lasciare scampo…e non serve a nulla aggrapparsi disperatamente a ciò che si pensava che fosse il rapporto, più utile invece cambiare prospettiva per salvare il salvabile senza morire con la relazione.
    Baci e abbracci.

  • 833
    LUNA -

    ALEBA, ciao cara 😀

    @lui forse ho sbagliato….perchè invece se non mi fossi preoccupata di farlo sentire bene ma lo avessi costretto a mettersi di fronte ai suoi problemi, forse lo avrei perso ma gli avrei davvero dato l’occasione di mettersi in discussione veramente e di trovare un modo sano di amare.

    Io credo, Aleba, che non si possa “costringere” a mettersi di fronte ai propri problemi. Ho capito cosa intendi, eh. Però penso che in ogni caso ci debba essere un certo punto di apertura e disponibilità e riflessione dall’altra parte. E’ vero che sostengo che possiamo “aiutare” l’altro a poter mantenere un certo atteggiamento o dinamica nei nostri confronti se non ci spostiamo e se noi per primi non cambiamo il copione che glielo permette, di questo sono convinta.
    Però nè il nostro spostarci nè la nostra assertività da sola può bastare a far sì che una persona abbia la spinta a lavorare sul proprio copione e ad essere assertiva se crede che le sue ragioni siano quelle giuste, le ragioni su cui basa il suo equilibrio, per quanto “squilibrato” esso sia. Lo dimostra il fatto che anche di fronte alla più grande evidenza ci sono persone che gireranno sempre la frittata, che sia colpa degli altri, e vivranno qualsiasi reazione dell’altro, non solo l’azione, in modo “narcistico”. Anche a me piace l’idea della crescita personale che incontra un’altra crescita personale, e quando accade è bellissimo. Ma non sempre accade, facciamocene una ragione, per quanto dura sia.
    Certo che, se sbagliassi, preferirei che qualcuno me lo dicesse, per poter rifletterci su e correggere ciò che posso. Ma francamente dubito che tu, per quanto ti fosse assai difficile esprimerti liberamente all’interno della coppia (oserei dire impossibile), non abbia manifestato sia il disagio che certi atteggiamenti e comportamenti ti causavano sia quel desiderio che lui si mettesse in discussione e altre cose che dici.
    Lo dico, Aleba, perché capisco questa frase @se lo avessi costretto a mettersi di fronte ai suoi problemi, forse lo avrei perso ma gli avrei davvero dato l’occasione di mettersi in discussione veramente e di trovare un modo sano di amare/ ma al contempo temo che tu possa viverla comunque con un eccesso di TUA responsabilità. Un’altra faccia della medaglia di quel rapporto di interdipendenza responsabile, tua, rispetto ai SUOI problemi. Quelli che sono SUOI, stanno lì, dopo vari strati “protettivi” che il semplice amore, per quanto grande o anche enorme, non guarisce da solo.
    Tu di occasioni gliene hai date migliaia, ogni volta che il tuo disagio per la sua violenza verbale e non solo o per certi suoi modi di ragionare era palese. E non è che fosse cieco, sordo.
    Non è un bambino che aveva bisogno che tu lo COSTRINGESSI a DARSI e quindi DARVI un’occasione. Anche lui è responsabile di come ha gestito la sua vita. Ogni giorno anche lui si sveglia la mattina e sceglie, in base ai suoi criteri, ma comunque sceglie.
    Forse mi è difficile farmi capire, ma non vorrei che

  • 834
    LUNA -

    sembrasse che non ti capisco. Aleba, per quel che posso, non essendo ovviamente te e nel tuo personale vissuto, ti capisco eccome. Mi sono chiesta anch’io una gamma di cose che avrei potuto fare invece di. Però sono anche consapevole del fatto che oltre ad avere amato, e anche fatto degli errori, a mia volta, ho fatto anche una serie ampia di cose che in un rapporto normale non solo sarebbero state “sufficienti”, ma neppure necessarie. L’aspetto paralizzante di queste vicende è anche questo, il rendersi conto che sembra che nessuna azione porti a nulla. Restare o andarsene, perdonare o provare collera, sostenere o togliere il sostegno. E’ bene rendersi conto che di per sè, a parte il fatto che una danza, anche mortifera, è sempre e comunque a due, e quindi è ovvio che una propria parte c’è, che esistono situazioni in cui non è che sei fai così o colà arrivano la pace di quella coppia, la serenità, la consapevolezza dell’altro. Non è così. Lo so quanto difficile sia accettarlo e quanto male faccia, perché se amiamo qualcuno il desiderio è di sentirsi amati, di vivere e costruire insieme. Ma non abbiamo il “controllo” sulle priorità dell’altro, il suo modo di ragionare o s/ragionare, e non esiste per forza una cosa che avremmo potuto fare e sarebbe stata quella giusta che. E nel momento in cui dici “se lo avessi costretto a mettersi di fronte ai suoi problemi, forse lo avrei perso ma gli avrei davvero dato l’occasione di mettersi in discussione veramente e di trovare un modo sano di amare” stai comunque, pare, pensando se tu, per quanto lo amavi, non hai fatto abbastanza. Ma lui ha fatto abbastanza, Aleba? Lui ha fatto abbastanza per permetterti di amare in un modo sano e di essere amata in un modo sano? Se penso alla mia storia, pur con tutte le autocritiche il più possibili oggettive che mi faccio, e ciò che capisco di ME, ho l’impressione comunque di aver sempre dovuto pisciare contro vento. E so che la sua versione non sarà mai la mia. Non solo per un fatto di comune soggettività. Della soggettività di ciascuno si può comunque, sino ad un certo livello e punto, discutere, ci si può comunque venire incontro. Ma non è quello che mi è successo, nè è successo a te.
    Quello che chiami “tornaconto” lo chiamerei “reciprocità”, cosa che si manifesta sotto mille aspetti, e non è una mancanza di generosità o vero amore pensare che sia una cosa normale e giusta. Ove ci sia reciprocità neanche ti poni il problema, perché la vivi. E non stai a chiederti se saresti troppo egoista tu se, nel caso di qualcuno da cui non ricevi, pensassi alla giustizia di un “tornaconto”. Non è amare “bene” fare continuamente i conti e rinfacciare all’altro ciò che si dà, esigere l’amore in base al proprio dare, ma non lo è nemmeno pensare che amare senza reciprocità sia un modo più puro, generoso di darsi. Dove c’è reciprocità esiste una generosità pura paritaria e costruttiva, naturale. Anche in chi fa il volontariato verso qualcuno in debolissime condizioni, per esempio.

  • 835
    LUNA -

    aleba cara, ogni giorno mi rendo conto di quanto sia difficile tornare a sentirsi veramente di nuovo ma davvero liberi dentro di sè quando ti accadono una serie di cose. Io ne ho passate tali e tante che mi sento ‘inseguita’ e non veramente libera anche quando faccio una passeggiata. Non è sempre così. A volte quasi non me ne accorgo, come un tempo, a volte penso che sia meraviglioso, a volte mi rendo conto di quanto certe cose mi condizionino ancora, anche nel momento in cui per me difendere la mia libertà è così vitale, a volte penso sarò sempre condizionata e sento tanta angoscia.

  • 836
    LUNA -

    si pensa forse che la mancanza di libertà si provi solo quando qualcuno ti chiude da qualche parte. Non è così. I ricatti emotivi del disamore, della colpevolizzazione, dell’entrare anche nei tuoi pensieri, intenzioni, sensazioni sono potentissimi. Io son stata abbandonata, criticata, ma al contempo controllata, inseguita, shoccata. E quando accadeva era comunque colpa mia. Tutto è stato colpa mia, aleba. Tutto. Quando c’ero e come c’ero, quando non c’ero e come non c’ero. Per il mio viscerale attaccamento, per il mio egoismo che ovviamente era esponenziale. Ero talmente “giusta” fisicamente, interiormente, intelettualmente che chiunque poteva innamorarsi di me, ma talmente tutta sbagliata da non poter stare con me. Valevo così poco da non saper trovarmi un (altro) uomo e talmente stupida da non capire che è finita ma talmente stronza che se qualcuno si accorgeva di me e mi capitava di provare un’emozione minima, di riflettere su un’emozione minima, di sorridere ero già innamorata, mi facevo amare, avevo pensieri lascivi, permettevo che li avessero su di me, avevo tradito io il grande amore perché quella era la mia sporca natura, perché io usavo il mio fascino a mio comodo per fregare tutti, anzi no ero troppo ingenua e quindi pericolosa, anzi no etc etc etc. Almeno avessi sofferto per chi ero, aleba.

  • 837
    aleba -

    Grazie amica mia. . Luna cara..piango leggendoti perchè scrivi di me anche quando parli di te stessa. Le tue parole sono una mano che stringe forte la mia mentre brancolo nel buio pieno di ostacoli. Vorrei essere di aiuto anche io per te, putroppo in questi giorni mi sento sperduta e, sebbene io cerchi di concentrarmi su ciò che ho..prima fra tutti la mia meravigliosa bambina, temo di sbandare. E’ difficile ripulire l’anima da tutto l’inquinamento che in quei 17 anni vi è stato riversato da me e da lui. Liberarsi dai condizionamenti che, come perfettamente scrivi tu, sembra che ti inseguano senza sosta. Ho paura di accettare di essere diventata cinica riguardo all’amore ed è una cosa che mi rattrista molto perchè io sono sempre stata convinta che l’amore sia l’energia più potente a nostra disposizione. Invece mi ritrovo sempre più spesso a pensare che non ho bisogno di essere amata e di amare.
    Grazie ancora, bacino.

  • 838
    LUNA -

    aleba, tesoro, tu mi aiuti già confrontando i pensieri e le sensazioni e dicendomi, insomma, ‘che è normale’. Normale averle certe sensazioni. Io credo che si possa ‘guarire’, lo credo sul serio, che ci si possa ripulire da quell’inquinamento. E anzi aver imparato tante cose in più, anche su di sè. Del resto mica sto sempre così. E per quanto sicuramente il percorso di recupero non sia finito io vedo tante di quelle cose risolte rispetto ai traumi. Però poi ci sono degli ‘stimoli’ magari ed io sto male. E sai qual è uno stimolo? L’incomprensione. E non perché io cerchi comprensione, uno schema facilitato. Anzi. Cioè nel senso che il mio fine semmai è sentirmi di nuovo in pari innanzitutto con me. Con chi ero. Al cento per cento. Anzi ‘meglio’, nel senso più serena di prima. No migliore in senso di dieci e lode. Ma serena. Non giro per il mondo usando il fatto che mi sia passato dentro uno tsunami dicendo che per questo solo io son sensibile, non ‘uso’ le mie gambe rotte. E se penso solo lontanamente di farlo io mi dico NO. Ciò che posso fare è ricostruire me, non è una cosa per cui siano possibili deroghe. NON SI PUO’. Perché se non lo faccio io sto male. Io tremo di paura o mi duole la mia gamba spezzata. Inoltre so che solo io, per me, posso fare certe cose. Solo io perché so dove son

  • 839
    LUNA -

    i punti dolenti. Perché certe cose mi spaventano a morte, perché mi riescono difficili. Non è supponenza, aleba. Ma è come avere una ‘malattia’ e sapere come funziona. La mia ‘malattia’ non è l’amore, si chiama piuttosto shock post traumatico. C’è anche di mezzo il dolore per l’amore finito, ci son cose che è più facile dire e comprendere. Ma ciò che fa confusione, precipitare nell’angoscia si chiama post traumatico. E dei sintomi ‘depressivi’ che ho non sono di resa ma di stanchezza, paura, sconforto. Io sono una persona sensibile, ma anche combattiva, e ho una resistenza allo stress enorme. Se io mi sento ‘persa’ mi addolora, ma io so che purtroppo mi è successo qualcosa che non solo ti spezza il cuore ma può spezzarti il cervello. Qualcosa che può portare anche alla morte. Alla morte perchè il fisico somatizza fino a portarti alla malattia fisica, alla morte sociale e civile, alla morte per suicidio per angoscia, disperazione, non reggere alti stati di angoscia e l”idea di non poter dimenticare e di essere sbagliati, matti, colpevoli pur sapendo di essere vittime, alla morte fisica per violenza fisica in taluni casi. E’ già difficile prenderne atto e considerare che sia vero. Non ti senti liberato a pensarci. Ti spaventa. A me non frega niente di odiarlo. Io se avessi i soldi andrei IMMEDIATAMENTE a fare una specifica terapia breve utile a coloro che hanno subito shock come terremoti. So che funziona. A me non serve sapere cosa già so, mi serve questo. Ma ora non ho i soldi.

  • 840
    aleba -

    LUNA @E dei sintomi ‘depressivi’ che ho non sono di resa ma di stanchezza, paura, sconforto. Io sono una persona sensibile, ma anche combattiva, e ho una resistenza allo stress enorme. Se io mi sento ‘persa’ mi addolora, ma io so che purtroppo mi è successo qualcosa che non solo ti spezza il cuore ma può spezzarti il cervello. Qualcosa che può portare anche alla morte. Alla morte perchè il fisico somatizza fino a portarti alla malattia fisica, alla morte sociale e civile, alla morte per suicidio per angoscia, disperazione, non reggere alti stati di angoscia e l”idea di non poter dimenticare e di essere sbagliati, matti, colpevoli pur sapendo di essere vittime, alla morte fisica per violenza fisica in taluni casi.- Esattamente! La resistenza allo stress è deleteria per la salute quando lo stress viene comunque vissuto intensamente. Voglio dire che un conto è riuscire a vivere fino in fondo tipo zen, un altro conto è tenere botta, incassare a oltranza e stare in piedi nonostante i momenti di sconforto, poi tirarsi su le maniche e proseguire. Lottare per i propri sogni è giusto e non provoca mai i danni che porta la lotta intestina. Luna negli ultimi 12 anni io ho avuto 3 problemi di saluti importanti di cui 2 con ricovero di 7 giorni ciascuno per accertamenti i medici, dopo approfondite analisi non hanno rilevato cause concrete per i miei sintomi che, ti assicurano, erano stati sconvolgenti per quanto di breve durata. In tutti e 3 i casi mi hanno detto che che la causa era lo stress e mi hanno raccomandato di allentare la presa. . Chiesi alla mia dottoressa di prescrivermi dei calmanti, lei si rifiutò categoricamente. “Io non curo i tuoi sintomi”, disse,” scopri la causa del tuo stress e vedi di eliminarla o ti ammalerai gravemente”. . di li a pochi mesi mi rivolsi ad uno psicologo e poi è storia nota.

  • 841
    LUNA -

    Scusa, Aleba, non volevo metterla giù “tragica”, nè appunto dire che non si esce da quei momenti in cui magari sale l’angoscia o si fanno pensieri che sembrano implosivi… se ne esce, però è corretto anche prendere atto del fatto che è normale avere dei momenti down. Spaventano molto i momenti down, ma ciò che ho scritto, sull’estremo di certe dinamiche, è vero. Per quanto terribile è vero. Ecco perché ti dico che, comunque, per come sono andate le cose, invece di chiederti cosa avresti potuto fare di più per lui penso sia corretto che pensi a ciò che, di più, PUOI fare, ora, e sempre, per TE. Vorrei anche sottolinearea che non ho scritto ciò che ho scritto per dire “caccia ai mostri”, ma per dire che gli shock emotivi, le frittate girate, la poca chiarezza o le situazioni di disagio e stress prolungate ecc producono scompensi. Che vanno considerati e di cui bisogno prendere atto. Non in modo implosivo, ma se consideriamo che il nostro fisico e il nostro “sistema” è fatto per rispondere anche agli stress minimi e brevi (dal non trovare parcheggio, ad un piccolo incidente domestico, sino a cose più complesse) è EVIDENTE che nel momento in cui il sistema regge uno stress prolungato e forte comincia anche oltre ad adattarsi a girare anche a vuoto. Mi riesce proprio difficile credere, Aleba, che tu possa essere diventata cinica. Mi viene piuttosto da pensare che tu abbia paura, che tu ti chieda anche quanto sapresti difenderti e cose del genere.
    E ciò mi sembra normale. Non penso neppure che queste sensazioni debbbano essere croniche. penso però che abbiano un senso rispetto a ciò che hai vissuto, ovvero, comunque, un lungo stato di destabilizzazione, tra altre cose. Ti sei dovuta adattare a cose a cui non avresti dovuto essere sottoposta o sopporti, ma comunque la giri è così. Ti sei dovuta fare domande a cui ti era impossibile trovare una logica risposta anche perché la persona davanti a te cambiava le carte o basava sul non rispondere la sua, volontaria o involontaria strategia. Una delle mie sensazioni è quella di non essere mai riuscita ad afferrare come stessero REALMENTE le cose. Il nostro cervello individua un problema e si attiva per risolverlo. Siamo alla fine meccanismi anche semplici. Ma se il problema non è il vero problema, o se continuamente vengono cambiate le carte in tavola ecc ecc finisci con lo… svalvolare.
    Io non credo che tu sia cinica, come non lo credo di me. Credo però che ci siano delle cose che dobbiamo risolvere, ognuna sa per sè. Io non ho nessuna intenzione di girare con un cartello che dice: attenzione, fragile.
    Nè di usare la mia fragilità per avere maggiori “diritti” degli altri e meno doveri di reciprocità. Però io ho il dovere di ascoltarmi, ce l’ho come tutti, questo è certo, il diritto e il dovere, però è anche vero che ho passato un brutto quarto d’ora, diciamo, che rende più necessario ancora il piano d’ascolto, e non solo che rende più difficile a volte sentire il diritto di quel piano d’ascolto.

  • 842
    LUNA -

    Questo è uno dei miei problemi. Ce l’ho il piano di ascolto, e più di prima. Ma ho bisogno di ascoltare molte più cose di tante altre persone, perché molte più cose sono state violentemente incasinate, rigitate, mescolate. E c’è il me il timore che qualcuno possa arrivare, con una mazza da baseball animata delle migliore attenzioni, a incasinarmi mentre sto rimettendo le cose a posto. Un po’ come se quello che ho rimesso a posto fosse fatto di pietra e cemento, forte e qualcuno potesse venire a dirmi: macchè, è un castello di carte, e soffiarci su.
    Guarda che non dico che la gente la gente lo faccia apposta, o che non abbia le sue ragioni. Però dico che certe frasi a me fanno questo effetto.
    Mi sono sentita dire che ero egoista quando non lo ero, o lo ero come tutti gli altri. Me lo sono sentita dire nel modo sbagliato, punitivo, esagerato, senza possibilità di rimediare o anche assertivamente di non vivere come una tragedia il fatto che ognuno ha la sua personalità. Alla fine sono stata travolta da un punto di vista che si è fatto però IL SOLO. Da un problema altrui che ha comunque ingigantito delle situazioni e ne ha anche inventate delle altre. Mi sono trovata sul banco degli imputati.
    Alla fine oggi potrei essere davvero più egoista degli altri, ma in realtà io ho una cosa da risolvere, ed è il fatto di pensare di non poter esserlo. Di non poter pensare a me dieci minuti senza che il mondo mi crolli in testa. Che dietro gli affetti vi possano essere dei ricatti morali POTENTISSIMI. A me è capitato di subirli, e non solo da lui. Per questo è vero che non dipende solo dagli altri, perché io in vita mia non ne avevo mai subiti, e avevo sempre saputo difendermene. Oggi non so se sarei in grado di riconoscerli. Di attuare una difesa adeguata e serena, come un tempo, che non sia nè la fuga nè il sentirmi io sul banco degli imputati.
    Non credo di essere cinica, assolutamente, non credo neanche di essere immensamente egoista. Credo di dover rimettere delle cose a posto, darmi delle mie risposte, per ritrovare una serenità interiore e i miei confini.
    Quello che dicevo sulla terapia del trauma è perché lo penso davvero, penso che ci siano un paio di specifici episodi, in determinate contingenze, che mi sono rimasti sul groppone.
    Vado avanti lo stesso, ma so che farei molta ma molta meno fatica sciogliendoli.
    Appena posso vado a farmeli sciogliere. Così andrò avanti più leggera con il mio “lavoro”.
    Un abbraccio!

  • 843
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    In questi giorni ho pensato molto alla storia dei tuoi amici. Mi ha fatto molto riflettere. Ma la mia mente in questo caso fa presto a pensare. Non conosco i soggetti ma il tuo racconto è stato piuttosto chiaro. E’ evidente che non so se in mezzo ci sia dell’altro così come forse non lo sai tu. Ma appare chiaro che, stando così le cose, la persona in torto marcio è lei. Ognuno ha i suoi punti di vista, i suoi punti deboli, le sue vedute, i suoi talloni di Achille ma una donna che si sente ferita perché il suo compagno è apparso “distratto” riguardo ad una sua comunicazione di non poter avere figli non è normale. Poi sai che c’è Luna, parliamo un po’ in maniera “terra terra”. Ma se qualcuno si ferisce penso dica “ahi” o quantomeno faccia dei gesti per far capire di essersi fatto male. Figuriamoci se la ferita è grossa. Qui sta il nocciolo della questione: io ti ho ferita ? Ti senti offesa a morte ? Bè fammelo sapere: piangi, strilla, urla, mandami a quel paese ma….fa qualcosa. Nessuno credo sia in grado di leggere nel pensiero degli altri. E onestamente non ho mai visto nessuno ricevere una coltellata e rimanere impassibile. A meno che non avverta dolore.
    Io credo che lui, il tuo amico, la pensi un po’ come me. Nel senso che conoscendo la persona non riesce a capacitarsi che per una cosa simile abbia avuto quel tipo di comportamento. Non regge Luna. Non regge il fatto che una persona normale, intelligente si comporti a quel modo. A meno che non le sia partita qualche rotella della cervello. Presumo chiaramente che questa persona sia una donna intelligente.
    Io non parlo delle donne che vanno in crisi perché sono uomo. Ma perché in genere gli uomini non vanno in crisi per questi motivi. Gli uomini vanno in crisi per cose diverse: perché si fanno un’amante (ma difficilmente lasciano la famiglia), perché la compagna non li soddisfa sessualmente, perché cercano una donna più giovane andando nella cosiddetta crisi di mezza età. Ma crisi di questo genere difficilmente ne hanno. Poi per carità l’eccezione come ho detto spesso, conferma la regola. Difficilmente un uomo lascia una donna perché si sente “ferito” da qualche frase. E se dice così nel 90% dei casi è una “stron…..ata”. Avremo i nostri difetti, tanti per carità, ma per una frase detta male non andiamo in crisi stanne certa.
    Poi scusa Luna. Ci siamo scambiati diversi post ma io onestamente i motivi della crisi del tuo uomo mica li ho mai capiti. Nel senso che vedi, mi pare abbastanza evidente il motivo per cui Aleba ha lasciato il marito: un violento, un arrogante, uno che la trattava a pesci in faccia e quant’altro. Ma il tuo compagno Luna mica ho capito realmente cosa faceva. Tu dici che il tuo ex andrà avanti tutta la vita pensando che tu lo abbia ferito a morte. Scusa Luna ma perché: cosa gli hai fatto perché lui possa pensare una cosa del genere. Dimmelo in parole semplici perché io ancora non l’ho capito. “Tu mi ferisci e se io ti ferisco è perché tu hai ferito me”…..

  • 844
    Fuori dal Coro -

    …Ma per dire cose del genere tu cosa facevi ? Lo avrai capito spero ! Caspita Luna perdonami ma sei tu non colpisci né con la lingua né con la spada come può dirti che tu lo hai ferito ? In che modo ? Vorrei capire quali siano le ferite che lui definisce tali. Al punto tale da reagire ferendoti.
    Vedi Luna io mi sento in colpa a prescindere di ciò che dica mia moglie. Ma mi sento in colpa per ciò che ho commesso di sbagliato non per cose che non ho commesso. Poi il fatto che lei non voglia ammettere le sue colpe non è un problema suo mentale è…”paraculaggine”. Perché se tu vai via di casa è una colpa. Io non ti ho cacciato, io non ti ho picchiato, io non ti ho presa a male parole, non ti ho reso la vita difficile. Io non ho fatto nulla di tutto questo. E non è questione di punti di vista perché io la vedo così e lei la vede colà. Se tu esci di casa è una tua scelta. Ma non si esce dalla casa coniugale senza ritornarci senza un valido motivo. E un valido motivo non è il pensiero del tuo cervello che in quel momento vede piovere quando fuori c’è il sole. E non si esce da casa perché c’è un argomento in cui la si pensa diversamente. Si esce da casa eventualmente quando non ce la si fa più. Ma ci devono essere delle motivazioni per farlo. Che debbono sapere in due. Se fossi stato io ad alzarmi una mattina e ad uscire di casa la colpa sarebbe stata la mia senza se e senza ma. Anche se la psicologia non dà un concetto di “normalità” come la vede ognuno di noi. La psicologia è una scienza ma come la medicina non è una scienza esatta. Al mondo esiste solo una scienza esatta che è la matematica.
    Quando sento scrivere Aleba. Ciao Aleba innanzitutto mi pare tutto piuttosto chiaro. Lei non ce l’ha fatta più. Ma contro di lei c’è stato un attacco continuo di una persona come tante che pensa solo a trattar male le persone. Ma da quel che ho capito dai racconti di Aleba il suo ex è sempre stato così. Mentre sia mia moglie che il tuo ex hanno subito una metamorfosi. Ma causata da cosa ? Io le mie spiegazioni le ho date: figlio non avuto + intervento di terza persona. Semplice no ? In poche parole mancanza di personalità e dipendenza da altra personalità. Perché io non metto mai in dubbio di punto in bianco ciò che ho sempre apprezzato di un’altra persona. Lei lo ha fatto con me. Prima mi apprezzava poi ha messo in discussione tutto quello che dicevo…ma che sei una pupa ? Ciò è comprensibile se sei una bambina senza personalità. Io ho sposato mia moglie sapendo come la pensava, quello che diceva ecc. Nessun altra donna sarebbe mai potuta intervenire dicendomi: “guarda che tua moglie dice cose senza senso”. Anche quando parlava di figli. Mica dicevo che era scema. A me non andava ma mica la contestavo. Mica sono andato alla ricerca di una donna che non volesse figli. Tutt’altro. Ho cercato di convincermi del fatto che in fondo lei non diceva nulla di sbagliato. Solo che io avevo paura e non mi sentivo pronto. La colpa era la mia non la sua….

  • 845
    Fuori dal Coro -

    …Comunque Luna, leggendoti ti sento molto vicina al mio modo di essere soprattutto in questo momento. In particolare rispetto a quanto scrivi nel tuo ultimo post (n. 839). Dici di avere una forte resistenza allo stress. Beata te. Io non credo. Cerco di reagire facendo più cose ma..ho il viso segnato dal dolore, dai dolori. troppe cose sono avvenute in questi due anni e mezzo. Troppi shock traumatici. La psicologa facendomi la diagnosi mi ha detto che soffro di “estremo stress da eventi traumatici”. Eppure ho persone vicino (donne in particolare) che mi stanno offrendo amicizia e amore. Ma l’amore lo rifiuto. Non riesco ad avvicinarmi. So che farei delle differenze. E’ ancora troppo vivo il ricordo della vita che conducevo con ia moglie. Delle nostre giornate passate assieme e delle piccole cose. E non riesco ancora a comprendere come possa verificarsi ciò che si è verificato. Come mai ai suoi occhi sono diventato un mostro. Sembra quasi un paragone con la tua storia Luna. Lui che ti fa la guerra. Lei che mi fa la guerra. Ma io non ho capito perchè lui ti fa la guerra. Qual è il motivo o i motivi scatenanti. A me ci sono anche se secondo me sono ingigantiti. E’ vero che in questi due anni e mezzo ci siamo attaccati e ce ne siamo detti di tutti i colori e sono successe cose abbastanza gravi. Ma è logico, la rabbia ha preso il sopravvento. Lei ce l’ha con me per una cosa io ce l’ho con lei per un’altra. Ma lui il tuo lui Luna, in pratica cosa ti ha fatto, cosa ti ha detto ? Perchè se ne è andato (o l’hai lasciato). Qual è sta guerra che ti ha fatto (in pratica intendo ?) Come si fa a vedere come un nemico una persona che fino a poco tempo prima era il tuo punto di riferimento, la persona più importante del mondo ?
    Vedi Luna io i difetti dimia moglie li vedevo prima e li vedo ora. Certo oggi vedo dei difetti che prima non c’erano (non che non li vedevo). Non esistevano. Ma quelli che c’erano mi stavano bene. Non glieli ho mai rinfacciati e mai glieli rinfaccerò. Lei invece mi ha tirato fuori tutto ? Ma perchè ? Possibile che un’eventuale terza persona possa causare tutto questo nella testa di una persona. Boh a me questo non lo fa. Anche prima quando conobbi lei e mi innamorai di lei…mica parlai male delle mie storie precedenti. Erano quelle che avevo avuto, con le loro modalità diverse. Ma mai fatto pragoni nè soprattutto parlato mai male di loro.
    Per questo Luna non capisco. Ma ti prego parlami un po’ di lui del tuo ex. Voglio capire cosa realmente è successo. Se ti va naturalmente. ma vorrei esempi pratici.
    Un bacio a te e ad Aleba

  • 846
    Fuori dal Coro -

    Sto leggendo gli ultimi vostri due post Luna e Aleba. Si il fisico somatizza. Eccome se somatizza. Dimagrisco, accuso fastidi. Non sono più io. E il viso soprattutto il viso non è quello di tre anni fa. E’ segnato dallo stress, dal dolore. Non c’è serenità e manca il sorriso.
    Poi anche la paura di rimanere da solo anche se ho vicino molte persone, parenti amici donne. Ma non mi va. A volte sento il bisogno di isolarmi. E il solo pensiero di avere un’altra storia mi lascia perplesso. Perchè di una donna (con rispetto parlando per voi) faccio fatica a fidarmi. Dopo una mazzata del genere non crederei nemmeno alla sorella di Gesù Cristo. Eppure ne sto conoscendo di brava gente. Ma fatico e molto. Ultimamente preferisco amicizie maschili (non sono gay per carità, mi piacciono ancora le donne) perchè dopo questi quasi tre anni sento proprio il bisogno di confrontarmi con gente che parla in maniera lineare, magari sbagliata ma lineare. Ho bisogno di semplicità. E questi due anni e mezzo con mia moglie mi hanno fatto perdere la cognizione delle cose semplici. Lei che adesso non si capisce, lei con la quale non riesci a dialogare. E spesso parlando con altre donne dal vivo, basta ascoltare un discorso strano, con concetti un po’ contorti per andare in tilt. Non perchè non capisca ma semplicemente perchè voglio chiarezza e semplicità. Per andare da Roma a Milano voglio prendere o il treno o l’aereo o la macchina. Non voglio prendere 15 mezzi diversi. Non so se ho reso l’idea
    Un bacione di nuovo a voi che sembrate uscite da un mondo diverso

  • 847
    LUNA -

    fdc, ciao! In che senso ‘mondo diverso’? Queste cose capitano NEL mondo, anche parecchio. Ma bada che con ciò non voglio dire che sia ‘lineare’ che succedano e quindi teniamocele. Però succedono. – ah, ecco, fdc! Mi pareva strano che la tua striz non te l’avesse fatta una diagnosi tipo cosí. Tu mi dicevi ‘normale’. Ok, ho capito. Ma per quanto riguarda i TUOI stati d’animo e i sintomi di stress mi pareva alquanto improbabile che lei ti dicesse ‘sua moglie sta male, lei invece è un fiorellino. Aiuti sua moglie a uscire dalla sua crisi, che lei ora problemi non ne ha’. Fdc, poi di una diagnosi di stress acuto puoi farne quel che vuoi. Ma significa soprattutto, nei tuoi riguardi (sei tu che ce l’hai) che per quanto tua moglie possa anche dirti che quella ferita è lei e che tu sei un egoista che tanto casca sempre in piedi e che pensa solo a sè tu invece così stai. E invece di domandarti cosa ha lei e come salvare lei e cosa puoi fare per capire lei e sostenere lei dovresti considerare che STAI MALE TU. E forse pure peggio di lei. Anche perché tu dai la tua empatia a lei, a costo di toglierti energie mentre NON NE HAI, ma la sua empatia anche con un minimo di sconto e la visione ogettiva un minimo che hai anche subito un lutto recente da parte sua non ce l’hai.

  • 848
    LUNA -

    sei a pezzi, fdc, perché hai subito dei traumi, cioè è fuori dubbio. Ma anche perché la dinamica di tua moglie, la vostra pseudorelazione che non è nè un matrimonio nè un divorzio, ma un legame di continua recriminazione senza possibilità concreta e attuabile di sciogliere la tensione in modo paritario, empatico, assertivo continua a stressarti. E tu continui tra te e te a darti addosso mentre il tuo fisico stesso ti chiede di occuparti, anche attraverso l’ansia, di TE. Di cambiare registro. Il ritorno di lei con queste ennesime modalità, e quando eri in lutto recentissimo, per te è stato un pugno. Ma cosa avrebbe fatto lei se tu, misure precauzionali a parte, non fossi riuscito a fare l’amore, dopo due anni di calci in culo e un lutto recente? Ti avrebbe detto che LA SVILISCI come donna? Lei è tornata da un uomo moralmente e emotivamente a pezzi esigendo. Mi parli del tuo viso. E lei ti ha guardato in faccia? Ha ascoltato REALMENTE come stai e come ti sei sentito e come vorresti sentirti? L’egoista sei tu? Capisco quel che dici, anche sull”ansia’ etc che ti fa ora il sesso opposto e cosa ti fa effetto “allarme”. In questo momento è una sensazione ‘normale’, contingente. Capisco benissimo strabene il discorso ‘semplicità’ etc. Dissento in parte sulla ‘banalità’ delle crisi maschili. Anche perchè nella stragrande maggioranza dei casi l’amicizia tra uomini, credo, fa sì che gli uomini tra loro cerchino un certo tipo di dialogo e sostegno mentre per parlare di altre inquietudini si aprono di più con una donna. Non sto dicendo che in certe cose non funzioniamo diversamente, ma avendo molti amici maschi da sempre so che non è solo per ciò che dici tu che anche gli uomini vanno in crisi o stanno male. E’ chiaro che leggono se stessi e il circostante da uomini, ma ti faccio il pratico esempio per cui ciò che un mio amico fraterno riassume all”altro amico fraterno in 5 parole e poi vanno a giocare a calcio viene a cercare me per parlarne anche davanti a un caffè. E il migliore amico del mio ex non ha idea di quali dilemmi lo abbiano attanagliato davvero. Mi sa però che non mi riesce di spiegare bene ciò che intendo dire.

  • 849
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Ognuno ha i suoi dilemmi ci mancherebbe. Ecco io ad esempio. Sono un uomo. E ti dico da uomo: quanti sono gli uomini che starebbero come me dopo una storia come la mia ? Sai quanti avrebbero mandato da quel dì mia moglie a farsi fottere ?
    Quando parlo di certe differenze tra sesso maschile e femminile non lo faccio in senso assoluto Luna. Vado a percentuali.
    Sarebbe come dire che in Italia c’è la mafia e in Svezia no. Magari sarà pure così. Ma quel che è certo che l’Italia è famosa per la mafia, la Svezia no e se c’è anche lì sarà in misura minore che da noi. Spero di essermi fatto capire su questo concetto.
    Per quanto riguarda il mio stato d’animo hai ragione Luna. Lo so che io sto male e me ne rendo conto. Glielo hanno anche detto a lei che sto male. E lei sostiene che faccio la vittima adesso, visto che è stata tanto male lei durante il rapporto ed io “me ne fregavo”.
    Ed hai ragione dicendo che per me è stato “un pugno” il suo ritorno con queste modalità, in un momento in cui stavo vivendo un lutto. Hai fatto una disamina giusta anche riguardo il rapporto sessuale. Vero, sarebbe potuto succedere quel che hai scritto, se non fossi riuscito a fare l’amore…probabile.
    Il problema Luna è che io potrei tranquillamente metterla spalle al muro ed elencarle le sue responsabilità per la fine del rapporto…i suoi errori, il modo di gestire la situazione e tutto quello che ne è conseguito. Ma poi ? Ti dirò Luna, avolte in questi due anni e mezzo sono “scoppiato” di rabbia e gliene ho dette di tutti i colori a volte anche con lo scopo di ferirla (stavolta volontariamente). Ma non ce la facevo veramente più ! Risultato ? Poi alla fine stavo male perchè dopo lo sfogo, perchè di solo sfogo si trattava pensavo al mio amore per lei. Al fatto che le voglio bene sul serio e non si può far del male a chi vuoi bene davvero se non involontariamente.
    Un bacione

  • 850
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro, mi soffermo su questa tua frase: “Il problema Luna è che io potrei tranquillamente metterla spalle al muro ed elencarle le sue responsabilità per la fine del rapporto…i suoi errori, il modo di gestire la situazione e tutto quello che ne è conseguito. Ma poi ? ” POI sei costretto a prendere atto del fatto che le responsabilità della fine del tuo matrimonio non sono solo tue, sei obbligato a portare tua moglie a conoscenza di questo dato di fatto, apri gli occhi di fronte alla realtà che lei non è santa vittima di un matrimonio opprimente e costringi lei stessa ad aprire gli occhi. Le fai sapere che tu SAI come sono andate le cose, che hai capito che amare qualcuno non è un alibi per cammuffare gli errori di questo qualcuno e che lei, dal momento in cui avrà aperto gli occhi, dovrà per forza prendere atto del fatto che il tuo amore per lei non la proteggerà più dalle sue responsabilità. A questo punto la palla passerebbe a lei e avrebbe due alternative: 1) respingerti definitivamente per non mettere in discussione sè stessa, oppure cogliere l’opportunità di scendere nei dettagli del suo malessere e di valutare con chiarezza cosa vuole fare da grande. Insomma…mettere le carte in tavola, per fortuna, abilità le scelte chiare oggettive e veritiere. Capisco profondamente le tue paure, tu temi che lei se ne vada perchè non può accettare che TU, che sostieni di amarla, le fai un dettagliato resoconto su quelle che pensi siano le sue responsabilità. Capisco eccome!! Anche io ho fatto uno sforzo emotivo imponente per capire che non prendendo IO una posizione chiara riguardo alle SUE colpe, non facevo altro che autorizzare e alimentare ulteriormente la sua convinzione di essere infallibile e di non dover neppure sospettare di potermi perdere, perchè io lo amavo e amandolo lo giustificavo e lo proteggevo. Sapevo benissimo che rischiavo di dover capire che il mio era un amore malato, sapevo benissimo c’erano poche probabilità che il mio ex messo di fronte a tutto,avrebbe messo in discussione sè stesso. Lui, il pilastro, lui l’infallibile. Sapevo che avrei dovuto raccogliere i pezzi… Ho deciso di correre il rischio per dare a mia figlia, a lui e a me stessa una chance di vivere pienamente. Ultimamente mi rendo conto che quasi tutti vivono rimandando di fare luce sulle questioni importanti perchè temono di rompere un equlibrio, svegliare il cane che dorme e poi di vedersi costretti a fare delle scelte. Ma chi lo sa, il cane potrebbe essere anche più docile di quanto si creda…oppure potrebbe aggredirci innescando la nostra fuga liberatoria.
    Credi che sia stato facile per me essere consapevole che lo stavo ferendo con la verità. Ma le ferite erano tanto grandi perchè si sentiva offeso, non perchè si sentiva in colpa…ogni volta mi dava conferma che la separazione era l’unica via.
    Bacione

Pagine: 1 15 16 17 18 19 34

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili