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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 376
    luna -

    😀 😀 aleba, per l’albero di natale tuo e della bimba e le cose stupende che hai scritto, mi pareva di vedervi. Ti (vi) abbraccio forte! – fuori dal coro: lo so che ciò che si diceva, come sottolinei tu, non ti consola. Ma i dati di realtà, semplici, concreti, son quelli da cui si può ripartire. E non dico che si riparta ballando la samba, ma tu in questo momento (mi si perdoni la metafora) sei come uno che invece di prendere atto di una diversa condizione, anche con dolore e rielaborazione, ma prenderne atto, misura se stesso e la realtà in base ad un arto fantasma. Io ti capisco fuori dal coro, siamo 2 persone diverse, ma quando dici ‘non riesco a spiegare’ ti spieghi benissimo invece. Capisco anche questa tua ossessione, passami la parola, per il passato. – io ti dico situazione simile perché l’atteggiamento di lui, il cambiamento di botto, il revisionismo storico, lo sputare frustrazione retroattiva e il dare la colpa ad un episodio dopo anni di dialogo, complicità, tranquillità ecc invece sono assai più simili di quanto riesco a farti percepire. La differenza è che noi abbiamo continuato a vivere insieme, ma non sempre, e la cosa sì, è stata più contorta, ma quando fai l’esempio di siena, della partita di calcio e quindi del cambiamento di botto è uguale. E cambiamento irreversibile. In realtà certo, ha avuto sprazzi in cui è parso tornare lui, cosa che lei non ha fatto, ma di fatto, come lei si stava ‘vivendo il suo film’, un film in cui veramente non

  • 377
    luna -

    mi ha più fatto entrare, come lei non fa entrare te. Ove, per fare entrare, intendo anche il fatto di ascoltare veramente la versione emotiva anche dell’altro. Non so se riesco a spiegarmi, sarò semplicistica: posso provare frustrazione perché mi son caricata di frustrazione e non l’ho mai detto, ma mettiamo che io provi frustrazione perché mercoledì sera non sei venuto alla mia festa di onomastico. Ci tenevo e penso che te ne sei fregato, di qcosa che per me è importante. Ma un conto è cancellare il tuo numero di tel, un altro chiamarti e dirti cosa ho provato e perché e sentire cosa hai da dirmi. se ti ascolto magari posso scoprire che nella tua famiglia non avete mai dato importanza all’onomastico e non avevi capito, pur volendomi bene, quanto fosse importante per me. O scoprire che stavi arrivando ma hai avuto un contrattempo. Allora posso rasserenarmi anch’io rispetto al fatto di rimuginare da sola. Ma quando uno o una si fa il ‘suo film’ che puoi farci? Io questo ti dico. Mi ha amato lui? Probabilmente sì, perché so che ha sofferto pure lui, e tantopiù perché il suo film era molto più negativo -contemplava un mio abbandono, come lei accusa te di averla abbandonata sulla questione figlio – piuttosto di un film cmq personale ma in cui uno o una ammettono ‘sono stato amato, molto, ma io, per mie ragioni, ho smesso. Io”. Invece nè io nè te, pur con tot la possibile autocritica, possiamo dire di averli mollati, abbandonati, di essercene fregati. Ti pare poco? Tu da 2 anni ribadisci la tua disponibilità, la tua buona fede, l’empatia e l’autocritica. Hai rassicurato. Tardi? Quando ti-ci è stato fatto capire. E comunque non hai ammazzato nessuno. Se io volessi davvero un figlio, davvero, da un uomo e l’infelicità fosse che mi sta dicendo no, x come tu la metti (cioè no non mi va ma per tamponare dico sì, bensì lo desidero davvero) si scioglierebbe il nodo. Il suo invece nn si è sciolto e continua col suo film, in cui saresti

  • 378
    Fuori dal Coro -

    Luna

    Ciao Luna. Ti rispondo anche se i tuoi post non sono ancora completi. Ossia credo ne manchi almeno uno. Lo so ho capito il concetto. Quello che tu dici, quello che tu spieghi. Purtroppo io non riesco ad uscire da questo incubo che incubo non è. Perchè da un incubo ci si risveglia. Mentre qui è realtà. Oggi sono qui in Ufficio a festeggiare il Natale. Ma con un dolore dentro che è pazzesco. Non ce la faccio più davvero. Forse saranno anche questi giorni che ho sempre amato ma mi sento davvero a terra sotto il profilo emotivo. Non faccio che pensare a lei e a quello che può essere successo. Perdonami se ti dico che forse se la cosa doveva finire avrei voluto trovarmi al tuo posto. Magari non cambiava niente. Però vivere 7 anni in una dimensione di infelicità mi avrebbe fatto toccare con mano che la cosa non poteva andare. Invece io fino all’ultimo vivevo bene con lei. E questo suo “smettere di botto” mi ha distrutto. Perchè fino all’ultimo mi sembrava che le cose andassero bene. Luna qualche settimana prima facevamo il corso di lingua inglese la sera. Ho letto l’esempio che fai dell’onomastico. Del fatto che magari chi ci tiene molto ad una cosa del genere può non sapere che dall’altra parte un onomastico non è mai stato preso in considerazione.
    Quell’esempio che tu hai fatto calza a pennello con la nostra storia. Forse lei si aspettava di essere amata in un’altra maniera. Non era sufficiente che non mi dimenticassi di un compleaano, di un anniversario, di un onomastico. Che le regalassi fiori o cose del genere. Non era sufficiente che la elogiassi per le sue qualità culinarie mettendola davanti addirittura a mia madre. Non era sufficiente che le dicessi qualche volta delle parole importanti: io sto bene solo con te, mi piace fare le cose con te, per me ancora oggi andare a mangiare una pizza insieme è un’emozione. Non era sufficiente chiederle consiglio su tutto, non prendere una decisione senza prima averla consultata. Non era sufficiente essere sincero, dirle sempre quello che pensavo, non bluffare mai. Non era sufficiente non averla mai tradita e non pensare a nessun altra donna all’infuori di lei. Non era sufficiente cercarla come donna così come il primo giorno. Non era sufficiente aspettare il Natale per fare l’abero e il presepe “insieme”. Non era sufficiente non vedere l’ora di fare un week end o un viaggio insieme. Tutto questo veniva cancellato da un mancato bacio della buonanotte, dalle mie passioni che secondo lei venivano prima: il tifo per la mia squadra, la fotografia, e il fare filmini. Tutto questo veniva cancellato perchè io non me la sono sentita di fare un figlio perchè avevo paura di cambiare vita. Perchè mi piaceva vivere con lei. Perchè avevo paura si rompesse un equilibrio perfetto. Non ha capito o non ha voluto capire che dietro la scorza di un uomo sicuro di sè poteva nascondersi qualche paura, qualche timore di alcune cose della vita.
    Io non ce la faccio ad odiarla o ad avercela con lei. Per me rimane la mia..

  • 379
    Fuori dal Coro -

    LUNA…segue

    …donna. Quella donna che ho portato sull’altare vestita di bianco. Quella donna che ho amato e che il mio cuore continuerà ad amare sempre perchè il vero Amore non può avere fine. Non posso, non riesco a pensare che questa donna così premurosa, così innamorata del marito possa d’un tratto essersene dimenticata Con quali occhi ha cominciato a vedermi ? E perchè ? Dove ha visto questo mio egoismo esasperato che tanto l’ha fatta soffrire ?
    Cosa e chi hanno modificato il suo modo di vedere me ? Io sono sempre la stessa persona. Quella che ha conosciuto anni fa e quella di cui si è innamorata. Dove l’ho delusa ? Sul fatto del figlio ? Ma lo sapeva. So per certo di essere stato un buon marito. Le sono sempre stato accanto e quando ha passato momenti difficili io c’ero sempre vicino a lei. Mi dicono che l’Amore è così, che può finire senza un perchè. Io non ci credo Luna. Non ci credo. Perchè altrimenti non ha senso nulla. Se tu ami ami. Non puoi lasciare le persone a cui vuoi bene. E non mi si venga a fare il concetto di differenza tra bene e Amore. A una donna, ad un uomo che si sposa non si può voler bene come a un fratello o a una sorella. E’ innaturale. E se succede ciò vuol dire che a quell’uomo o quella donna non hai voluto veramente bene. Forse può calare la passione con gli anni. Ma questo è normale. Forse si può smettere di stare insieme per forti incompatibilità caratteriali. Ma questo può succedere quando ci si sposa da giovanissimi quando il carattere non è ancora esploso come dovrebbe. Altrimenti non ci credo Luna. Non è possibile. Io non so che film stia vivendo in questo momento o che film le stiano facendo vedere. Io so solo che con me ha visto solo film belli. Mi dispiace per il figlio e sono realmente distrutto per questo. Ma ho fatto di tutto per farle capire che ero disposto a tornare indietro sulle mie decisioni. Caspita Luna si sbaglia a volte. Anche non volendo. Dici bene Luna: noi non ce ne siamo fregati, noi non li abbiamo mollati. Noi siamo stati abbandonati. Io non avrei mai abbandonato la donna che ho sposato. L’avrei protetta sempre e comunque di fronte a chiunque. E avrei dato la vita per lei. Ed è vero questo non è una parolona. Mi pare di averlo scritto qualche volta in un post. Noi viaggiavamo spesso in auto ed io tante volte pensavo a cosa avrei dovuto fare se fosse capitato qualche incidente. A cosa avrei dovuto fare per salvare lei anche a discapito della mia vita. Magari buttandomi sul suo sedile proteggendola con il mio corpo. Certe cose si fanno per altruismo e per le persone importanti. Un egoista questo non lo fa. E mi fa male sapere che lei pensa che io sia una persona così egoista quando io ogni giorno che ci poteva essere un pericolo pensavo a queste cose. Io non so come stai realmente Luna. Se veramente sei riuscita ad uscire fuori emotivamente dalla tua storia. Io come vedi sto ancora in alto mare e soffro. Di una sofferenza che non vorrei avere. Ma che non riesco ad allontanare.
    Ciao

  • 380
    LUNA -

    Ciao, Fuori dal Coro, grazie per la tua risposta. Sì, dovevo continuare, ma poi non ho avuto il tempo, scusa. Comunque il concetto era che trovo assurdo, da quello che racconti, che lei ti dipinga come una specie di insensibile “Erode”.
    Non volere un figlio di per sè non rappresenta un cosmico egoismo.
    Ho conosciuto persone che non hanno figli e si impegnano nel sociale, e anche in giro per il mondo, concretamente (non mandando un bonifico bancario), anche dove cadono le bombe, e non mi pare che si possano definire egoiste e insensibili.
    Certo, tu non sei sotto le bombe ecc, però quello che voglio dire è che forse anche il rapporto che abbiamo con la paternità biologica e la maternità biologica merita rispetto, anche quando tentenniamo verso un no. Ho conosciuto una donna che ogni giorno con la sua forza e la sua sensibilità cura bambini oltre che adulti in luoghi martoriati della terra. Un figlio suo no, per ragioni che lei sa, ma al contempo immagino che ricordi il volto e il nome di ogni bambino che ha incontrato.
    Non è una questione: io però questo non lo faccio, quindi potevo anche avere un figlio.
    La questione è: non credo che per forza chi non se la sente di diventare padre debba essere erode o uno stronzo. Anche perché, appunto, tu non hai chiesto a tua moglie di abortire un figlio vostro, ma stavate parlando della possibilità di averne uno, e una differenza dire che c’è.
    Nella vita si resta uguali a se stessi e allo stesso tempo si può evolvere. A volte la vita ci mette di fronte della situazioni per cui scopriamo, riscopriamo delle parti di noi, o ci troviamo ad affrontare con noi stessi delle questioni che non erano prima preponderanti.
    Tu per molti anni della tua vita hai vissuto il fatto di non desiderare un figlio in un certo modo, poi la vita ti ha posto di fronte ad una proposta e quindi una situazione per cui ti sei trovato ad affrontare dei tuoi perché. Di per sè oggi forse tu sei anche più sereno con te stesso rispetto al tuo immaginarti padre e genitore (seppure ancora in astratto). Il problema è che queste considerazioni (che avresti potuto anche non fare mai, e non per questo saresti stato un mostro… intendo dire se tu avessi avuto accanto una persona che non desiderava un figlio come te – e non per questo sarebbe stata “Eroda” – o che non poteva averne e non voleva affrontare un faticoso percorso per riuscire ad averne o per l’adozione – tu ora non staresti a riempire pagine e pagine sulla “colpa” di non aver voluto un figlio dalla donna che amavi. Non ti dico questo per andare nei “se”, ma per mostrarti la relatività del senso del “tragico” che connette, nella tua esperienza, il fatto di non volere e poi sentirti pronto per un figlio, cioè di confrontarti con una parte di te stesso, e la fine di una relazione in modo violento.
    Di fatto quindi un tuo percorso anche positivo, se vogliamo, di maggiore incontro con te stesso è associato ad un evento traumatico.

  • 381
    LUNA -

    Io posso anche mettermi nei panni di una donna che desidera un figlio e vede dall’altra parte un no. Però è anche vero che tu sottolinei di averlo sempre detto che non desideravi dei figli. Allora bisognerebbe anche avere la maturità e la consapevolezza, nei panni di lei, di chiedersi:
    perché mi sono messa con un uomo che da subito mi ha detto che non avremmo avuto figli se io invece ne volevo? e’ una scelta, che può costare frustrazione, ma è comunque una scelta.
    oppure: ad un certo punto della mia vita io ho capito che desideravo un figlio, sapevo che l’altra persona non ne voleva, e me lo aveva sempre detto. Allora posso anche accompagnarlo, o possiamo accompagnarci a vicenda, in un percorso per vedere se sia possibile.
    Ma non è che se una persona ha tutta una serie di sue ragioni per cui non si è mai concepito padre o madre cambia in 5 minuti. Mi sembra alquanto irrealistico esigerlo. Quando tu dici: non volevo cambiare vita non credo ti riferisci a delle banalità, ma al significato comunque più profondo che tu davi a degli equilibri (anche dentro di te, non solo nella relazione) che temevi di mandare in tilt. E queste ragioni erano le tue ragioni.
    Certo, cambia il fatto che una persona dica: ci penso o vado da uno psicologo domani o il fatto che metta la testa sotto la sabbia.
    Tuttavia, ripeto, se una persona ha delle resistenze fino ai 40, 50 anni è anche piuttosto logico più che illogico che non consideri un problema le sue resistenze bensì una preservazione di un equilibrio.
    Vedi, Fuori dal Coro, sulla questione figlio a me non sembra che ci sia tanto una questione di chi ha torto o ragione. Come ti ho già detto, inoltre, una frase come “perché non vorrei pentirmene” per me sarebbe raggelante, non stimolante. Contiene già un dubbio interno, più che una certezza e una volontà. E’ diverso dire: voglio una cosa o credo che dovrei volerla altrimenti poi magari mi pento.
    Non era chiara neanche lei fino in fondo, da quello che tu dici, ma tu sembri essere diventato il capro espiatorio anche delle sue incertezze sulla sua identità e sul suo orologio biologico. O la questione figlio è diventata un capro espiatorio di altre frustrazioni, sue o comunque riguardanti la vita di coppia.
    Solo che quello che va fuori di capoccia associando alla non paternità (o alla possibilità invece di vedersi anche padre) un martirio sei tu, e questo a me dispiace molto. Perché di per sè tu ti sei anche evoluto in modo positivo con te stesso (e non perché si evolva in senso positivo chi passa da un no a un sì, in senso assoluto, ma perché comunque tu dentro di te hai ampliato una visione di te stesso. il problema è che questo ampliamento corrisponde ad una castrazione profonda.
    Insomma, pare tanto che tu abbia castrato lei, ma di fatto quello castrato mi sembri tu. E non solo per il fatto che hai perso la personan che amavi, cosa che purtroppo può accadere nella vita, anche se sarebbe meglio di no (continua)

  • 382
    Fuori dal Coro -

    LUNA

    Ciao Luna. Aspettavo il tuo “continua” per risponderti. Ma immagino che non abbia avuto il tempo di poter terminare di scrivere. In ogni modo ti rispondo lo stesso. Si Luna, la tua disamina penso sia corretta. Soprattutto quando dici che io non volevo un figlio per preservare degli equilibri, anche interni. Si, è la verità. Alla fine hai espresso in due parole quello che sentivo. “Equilibri”. Si equilibri che possano essere dati da paura, cambiamento di vita, di relazione di coppia, responsabilità ecc. Si tutto vero. Invece credo che lei abbia preso questo mio rifiuto come quasi una decisione da despota. Il ftto stesso che lei continui a ripetermi “Tu non hai VOLUTO capire” sottolineando il “non hai voluto”. Quasi come io non avessi avuto la minima intenzione di voler capire. Quanto sbaglia quanto dice ciò. E proprio per questo vorrei avere la facoltà di poter leggere nel suo pensiero. Se realmente lei pensa questo. Purtroppo il mio malessere, quello attuale è dato in particolar modo da questo non capire cosa le è in realtà balenato nella mente. Se davvero lei non stava più bene con me, se la questone figlio possa aver influito in tal modo nella sua psiche o se l’intervento alla tiroide possa aver scaturito in lei qualche meccanismo particolare. So solo che particolarmente in questi giorni di festa soffro in maniera ancora più accentuata. Soffro dentro. Tanto. Immensamente. Non so cosa sarà del mio futuro. Onestamente non riesco a vederlo. Così come non vedo neanche il presente. Oggi vigilia di Natale mi sento come un pesce fuor d’acqua. Io che il natale lo aspettavo con ansia da sempre. Adesso mi sembra qualcosa di assurdo. Ho gli occhi spenti nel guardare quell’atmosfera che mi ha fatto sempre gioire. Mi manca da morire quella parte di me con cui condividere certe gioie e sensazioni. Ripeto Luna. Mi ritengo una persona molto semplice. A cui piacciono le cose normali. Non ho mai avuto grilli per la testa. E’ paradossale solo pensare che in questo rapporto senza volerlo ho mentito a me stesso. Si ho mentito a me stesso perchè negando un figlio a lei l’ho negati anche a me. Perchè fondamentamte adesso che sto riflettendo molto su me stesso, su come sono fatto realmente ho capito che io sono fatto per stare in famiglia. Con i miei affetti tra i quali un figlio…dei figli. Hai detto bene tu.La paura di scombinare degli equilibri che credevo di aver raggiunto in un solido (credevo) rapporrto di coppia mi ha fatto allontanare lo scopo reale della mia natura. Quello che non capisco è come lei, persona così intelligente, sensibile e…donna non mi abbia capito così come ero realmente. Eppure il fatto che mi abbia detto più volte che sarei stato un padre “esemplare” dimostra che alla fine aveva compreso il mio modo di essere. E allora perchè questo suo comportamnto, questo suo allontamento senza possibilità di appello. Tutto ciò mi lascia allibito, perplesso e tuttora incredulo. Purtroppo il mio cervello da due anni non “stacca” da questo…

  • 383
    Fuori dal Coro -

    LUNA….segue
    …problema. Il mio cervello sta sempre lì. A due anni fa e agli anni precedenti. Quelli vissuti in armonia con mia moglie. I miei anni più belli. Anni che così belli credo di non averne mai più.

    Luna per ora concludo questo mio post augurandoti per quanto possibile un sereno Natale a te e alla tua famiglia. Estendo gli auguri ad ALEBA e MARIA che tanto mi sono state vicine in questi ultimi tempi. Auguro anche a voi ALEBA e MARIA un sereno Natale.
    Un bacione a tutte voi e…sono qui
    Ciao

  • 384
    aleba -

    Sono qui anche io. Grazie degli auguri, di cuore auguro un sereno Natale anche a te, sereni giorni…non solo per il Natale, ma per ogni giorno che arriverà. Ne arriveranno di giorni, alcuni mi vedranno sola anche fisicamente, quando la mia bambina sarà con il suo papà. Voglio vivere me stessa attraverso questa solitudine, voglio cercare risposte anche sulla mia inadeguatezza come compagna che non ha mai raggiunto la qualifica di moglie. Spesso quando ci penso mi rattristo. Non sono perfetta, ho tanti difetti…ma di una cosa sono certa: la felicità non deriva dai soldi e dal potere, per me. Per me la gioia di vivere, la serenità del sonno e del risveglio, la voglia di fare, di lavorare, di impegnaresi, la soddisfazione della vita deriva soltanto dal sentimento. L’amore, l’amicizia, l’empatia tra persone che si fidano l’una dell’altra. La voglia di ascoltare, la capacità di aprirsi e il coraggio di rischiare perchè credi nelle intenzioni di chi ti sta vicino. I soldi possono comprare il bene? una bella casa può rendere una famiglia unita e disponibile verso il prossimo? una bella macchina ti rende una persona amabile? Se il tuo orologio costa 5000 euro, quando ti chiedo l’ora mi trasmetti amore? Io amo amare, io ho bisogno di amare, ho bisogno di coltivare affetto che sia per mia figia, per le mie piantine, per i miei gatti, per i gatti di strada, per i piccioni che volteggiano sul campanile, per le foglie giallo oro del ginko, per le cime innevate, per l’aria tersa che respiri ammirando la vallata, per il mare calmo d’estate e per le sue onde schiumose durante la burrasca. Tutto questo lo comprano i soldi??? Sono un’illusa se penso che quando c’è l’amore c’è tutto? se s’è l’amore nessuna difficoltà è insuperabile??? sono una scema se credo che l’unica forza che tiene unite le persone anche oltre la morte … è l’amore??
    Buona Natale, buona notta…
    baci, Alena

  • 385
    luna -

    no, meravigliosa amica, non sei scema nè inadeguata. Sei ‘tanta’, in senso positivo. ‘tanta’ come un respiro a pieni polmoni, di aria buona e con intorno il verde, la vita. Te li meriti i respiri sereni. Buon natale! E anche a maria e a fuori dal coro. Mi dispiace per le tue tribolazioni, per il disorientamento che comprendo. Cerca di essere, intanto e sempre, un buon papà per te stesso. Suona retorico, lo so, ma prenditi un po’ per mano. Vi abbraccio!

  • 386
    LUNA -

    PS: Fuori dal Coro, mi dispiace per i miei post incompleti, a volte penso di riuscire a tornare e poi tra impegni vari non riesco.
    Nessuna storia è veramente uguale, già solo per il fatto che è come si vivono le cose che fa la differenza e la stanchezza, la delusione ecc sono tue quando parli di te.
    Purtroppo in una cosa le storie che finiscono o che hanno una crisi forte sono uguali: o la crisi si ricompone (e c’è una reale possibilità che ciò avvenga, anche al di là delle nostre irrealistiche aspettative e del nostro desiderio che una crisi non sia neanche mai esistita, e anche al di là della nostra voglia di “combattere” se l’altro/altra non ha interesse a combattere per, o persino CI combatte contro) o la storia è finita. E per quanto male possa fare comunque bisogna guardare avanti consci di questa realtà, che bisogna rielaborare, affrontare, ma che rimane una realtà. Non una fine, soltanto, ma un nuovo capitolo in partenza. Inoltre la storia che finisce non compromette realmente un tutto che c’era anche già prima, anche se al momento pare che la propria identità sia totalmente disgregata.
    Ora ti dirò una cosa che non ti piacerà e certo non ti convincerà – e io non voglio convincerti di nulla, non sto cercando di venderti un’idea o un’enciclopedia 😉 –
    Il lutto dopo la fine di una relazione ha i suoi dolori, i suoi soqquadri e i suoi tempi, e non ci sono sconti, lo so, però mettendo un altarino dentro di te rispetto al passato se così non è possibile non riavrai il tuo amore, non riavrai il passato, non riavrai tua moglie com’era prima e non riavrai te stesso più di adesso e più di prima. Non salverai il tuo amore e quello che è stato tenendo un altarino dentro di te che via via sarà solo più polveroso.
    Anche il più grande amore ha bisogno di un presente e di un futuro, e poiché non conosciamo mai il futuro, ha bisogno di un presente, sostanzialmente. Io lo capisco il tuo grande dolore e comprendo le tue sensazioni e nemmeno ti dico di avere fretta, perché una bacchetta magica non esiste e le tue considerazioni (non quelle autopunitive o a circolo vizioso, ma le riflessioni costruttive) non ti servono solo a scaricare ansia, sgomento, ma ti servono via via anche a farti un tuo quadro della situazione. Però arieggiare un po’ la stanza in cui tieni quell’altarino (scusami la parola, non me ne viene una migliore, e non è dispregiativa, solo simbolica) non può farti che bene. Anche se comunque pensi che sia impossibile un futuro diverso e non lo vuoi (e non mi riferisco ad un’altra donna, parlo in generale di uno stare meglio TU), anche se il cielo ti sembra comunque meno blu, i fiori meno profumati, tutto ti sembra più spento e che anche il cibo abbia meno sapore

  • 387
    LUNA -

    datti la possibilità di arieggiare un po’ quella stanza. Il modo lo troverai tu.
    Un mio amico si è dato alla corsa, perché la corsa oltre a fare bene al fisico, scarica e tiene la mente concentrata su altro.
    Esige una certa disciplina e a volte, quando si sta come stai tu ora, ci vuole molta pazienza e amore per se stessi ma anche un po’ di “disciplina”.
    Ove per disciplina non intendo qualcosa di male, ma intendo anche darsi il tempo per piangere, ma sapere anche quando dirsi “adesso basta, cerca di pensare ad altro”.
    Hai detto che già lo fai, e io non dico che non lo fai.
    Penso anche che le emozioni vadano vissute e che sul dolore non si può mettere un cerotto. Però mi chiedo se a volte tu non ti butti da solo benzina sul tuo fuoco di elucubrazioni. Quasi che, pensandoci meno, tu non facessi abbastanza per risolvere “il problema”.
    Magari così non è, quindi scusami se dico cose a sproposito.
    Però se così fosse tu hai fatto diverse cose, da parte tua, ma non puoi risolvere il problema di una separazione che l’altra persona vuole se la vuole e quindi la separazione non viene vissuta come un problema bensì come una soluzione.
    Una separazione porta a vari problemi ed un soqquadro a più livelli, è innegabile. Già i livelli emotivi sono tantissimi.
    Ma comincia ad essere “più vivibile” nel momento in cui si centrano anche i problemi.
    Il tuo problema oggi non è che due anni fa hai detto di no ad un figlio, ma è che non riesci ad accettare questa separazione.
    Che non riparti.
    Ripartire non significa per forza avere un’altra donna, non la vuoi, e forse ti sembra anche ti chiudere la porta ad un suo possibile ritorno.
    Ripartire significa considerare che comunque la tua vita, volens o nolens, in alcune cose che per te erano importanti e centrali, lo comprendo, è cambiata.
    La tua vita è diversa, e non da ieri, è diversa da due anni. E tu non vuoi accettare che sia così.
    Non è solo che non puoi. Non vuoi.
    E’ il non vuoi misto al non puoi che ti frega.
    Ogni volta che ti dici che un presente ed un futuro diverso per te non hanno alcun sapore esprimi, è vero, il tuo stato d’animo di questo momento. Ma al contempo non ti permetti nemmeno di scoprire che invece anche questa tua nuova vita merita comunque di essere vissuta.
    E non nel nome del se domani se poi.
    E’ la tua vita, Fuori dal Coro, e per quanto lei sia stata un’esperienza importante e straordinaria per te come tu dici, e capisco che faccia male che sia finita e come, c’eri già prima e ci sarai anche dopo.
    E che qualità di vita decidi di avere innanzitutto per TE STESSO fa un’enorme differenza. Non possiamo impedire agli ostacoli di venire sul nostro cammino se si presentano o presenteranno, ma partire dalla volontà di riavere una buona qualità di vita, nei diversi livelli, per se stessi intanto, per chi c’è, una differenza la fa.
    Tempo al tempo. Ma cerca di arieggiare veramente un po’, più che puoi.
    Male non ti fa. Ciao a tutti.

  • 388
    aleba -

    Finito il periodo delle festività, l’anno nuovo inizia con decine di buoni propositi. Non è il cambio di anno che fa la differenza, ogni giorno passa e non torna più..non credo serva arrivare al 31 dicembre per fare bilanci. Ogni giorno farò il resoconto di cosa ho fatto e di cosa non ho fatto per avere una buona giornata. Questo è il mio proposito per gli anni futuri. Ci sono momenti che mi perdo con i pensieri nella mia vita precedente, già perchè è come se fossi morta dentro e rinata, stessa età anagrafica…nuova consapevolezza. E’ difficile conversare serenamente con quella parte del mio cervello che mi dice è colpa tua, dovevi sopportare e dare a tua figlia una famiglia unita. FAMIGLIA? cos’è per voi la famiglia?? no, ho sofferto abbastanza per credere ancora che in famiglia il disprezzo è ammissibile, che denigrare un marito una moglie un figlio sia normale. Mi sdraio accanto a mia figlia mentre le canto la ninna nanna composta appositamente per lei (inventata!!)e lei si addormenta. La famiglia deve stimolare, apprezzare, deve appoggiare, soccorrere, deve permettere alle lacrime di scorrere e asciugarle con rispetto. Una famiglia può essere composta anche da due persone.

  • 389
    maria -

    aleba ti sento molto piu serena, devi reagire, sono contenta che man mano il tuo peso si sta alleggerendo, devi avere sempre FIDUCIA in testa ogni giorno che passa, io combatto ogni giorno con le mie ansie con le mie ricadute, ma ora va meglio.

    fede fede amati come sei tu vali sei unica

    ciao maria

  • 390
    Marquito -

    @ aleba:
    Sono completamente d’accordo con quello che hai scritto. Ci sono persone che antepongono a tutto l’unità della famiglia, come se la felicità dei suoi membri fosse soltanto un optional; un dettaglio irrilevante o di scarsissima importanza. Siccome sono cresciuto in una famiglia disfunzionale, e ho convissuto per tanti anni con una madre frustrata e insoddisfatta, io mi domando che cosa intendano queste persone quando parlano di “famiglia”.
    E’ una famiglia quella in cui uno dei due partner è profondamente infelice ? E’ una famiglia quella in cui i genitori sfogano sui figli le proprie frustrazioni, la propria rabbia, il proprio rancore nei confronti del coniuge ? E’ una famiglia quella in cui si va avanti soltanto per vigliaccheria, per forza d’inerzia e per mancanza di attributi ? E’ una famiglia quella in cui non si affrontano i problemi, in cui si recita ogni giorno la commedia, in cui si cerca unicamente di salvare le apparenze ? E tutto questo giova veramente al benessere dei figli ?
    So benissimo quanto possa essere doloroso un abbandono, specialmente quando uno dei due partner è ancora innamorato e ritiene ( a torto o a ragione) di avere ancora tanto amore da dare. Ma la fine di una relazione rappresenta una grande opportunità per crescere e maturare, per analizzare meglio i propri sentimenti e per comprendere meglio i propri errori. Ovviamente, per chi è totalmente incapace di fare autocritica, si tratterà semplicemente di un’occasione perduta.

  • 391
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba, ciao Luna, Ciao Maria e ciao a Marquito.
    Buon anno a tutti innanzitutto. Sono entrato più volte qui in questi giorni e avevo letto l’ultimo post di Luna. Oggi ho letto anche quelli di Aleba, Maria e Marquito.
    Volevo scrivere già qualche giorno fa ma…onestamente non ce l’ho fatta. Troppo, veramente troppo giù di morale. Poi le feste accentuano tutto. Ho fatto il possibile per cercare di stare…meno peggio. Ma purtroppo non ci sono riuscito. No non è facile. Almeno per me. Non riesco. Non sono capace di accettare la situazione. Capisco ciò che scrive Marquito quando magari ci sono davvero delle infelicità in famiglia. Però a me sembra che al giorno d’oggi queste “infelicità” siano un po’ di moda. Mi pare impossibile che in Italia si parli di oltre il 40% di separazioni. E’ un po’ troppo. Credo si faccia un po’ troppa confusione.
    Per quanto mi riguarda ho cercato di “arieggiare” come suggeritomi da Luna. Ma l’aria nuova non fa effetto. Purtroppo o per fortuna, questo ancora non lo so, io sono stato una persona che ha sempre saputo ciò che voleva. Sapevo ciò che non potevo ottenere e ciò che era impossibile da ottenere. Ho avuto probabilmente qualche paura nella vita. E voi tutte sapete qual è stata la principale. E quando una persona sa quello che vuole può pure succedere che quello che vuole ce lo aveva e ora non lo ha più. E magari quello che aveva per lui era la cosa fondamentale. D’altra parte mi sento come uno zoppo che prima non lo era e che correva i 100 metri e che facendo ciò si sentiva felice.
    Io ho provato di tutto in queste feste. A stare in famiglia, ad uscire con gli amici, ad andare fuori. Ma…niente. Ho prvato a non fargli gli auguri per Natale e per Capodanno. Ma non me la sono sentita. Anche se da parte sua probabilmente non sarebbe arrivato nulla. Sto soffrendo ancora tanto. Molto. Forse più di due anni fa. Mi manca sempre, dovunque. E forse non credo lei abbia mai capito fino in fondo fino a che punto io l’amassi veramente. Forse sono stato anche io a non farglielo capire non so. Però è certo che da parte mia nei suoi confronti non c’era un “bene fraterno” così come molte coppie vogliono far capire di provare dopo tanti anni di convivenza. Io Amavo mia moglie. Nel vero senso del termine. Anche se non stavo tutti i giorni lì a dirle “Ti Amo”.

  • 392
    aleba -

    Ciao Maria, la mia serenità è in costruzione. Ciao Marquito, anche io condivido ciò che hai scritto. Tante case sono belle e ben addobbate da fuori, soprattutto durante le feste. Ma dentro sono poco accoglienti per chi le abita e per chi le visita. Così era la mia casa di prima. Ciao Fuori dal Coro, anche io non sono riuscita a scrivere in questi giorni. Forse hai ragione sulle troppe separazioni, forse oggigiorno le persone sono talmente incentrate su sè stesse che si dimenticano che vivere in coppia, in famiglia significa condividere. Molte persone si comportanto con il partner come se fossero davanti allo specchio, vedono solo sè stessi! poi un bel giorno lo specchio si incrina e la persona che si ritrovano davanti non gli piace, dunque cambiano e cercano un altro specchio. Per come la vedo io non esiste contratto o promessa che possa implicare la morte dell’anima di una persona. Si muore quando non si hanno sbocchi, quando non si può crescere, quando non si trova empatia, comprensione. Muori dentro quando sei profondamente sola anche se qualcuno condivide il letto con te. Muori dentro quando tendi la mano e vieni sistematicamente respinta.
    Sai Fuori dal Coro, non credo sia necessario dire “Ti Amo”, però deve trasparire dai gesti, dagli sguardi, dalle piccole attenzioni che ti fanno sentire a casa dovunque tu ti trovi.
    Baci

  • 393
    luna -

    ciao a tutti e un abbraccio. Mi dispiace che tu fuori dal coro stia ancora così male. Chiuderai anche tu il cerchio, sentirai più pace, sentirai le tue risposte, anche se ancora adesso sei in una fase, tua, diversa. Anch’io sono d’accordo con marquito. Per essere una famiglia almeno in due, in quel senso, bisogna essere. Se uno dei due ‘molla il colpo’, di cuore e atteggiamento che sia, quel senso di famiglia, purtroppo, si infrange. Anche se l’altro non avrebbe ragionato con quella ‘facilità’ di rottura che dici. Ma se tua moglie ti dice che non ti ama e non vuole più continuare di per sè il grande problema e la condizione altamente problematica è quella. Indifferente se il motivo di partenza ai tuoi occhi sia grave o futile. Sul disamore la chiusura la resa un matrimonio non continua e una famiglia non è felice. Per il resto sai già come la penso. E lo penso nei panni di chi alla famiglia e ai valori di cui parli fortissimamente crede. Arieggiare e stare tra chi ti vuol bene comunque ti giova più che non farlo, anche se le tue risposte e la tua pace le troverai in te

  • 394
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba, Ciao Luna
    Non avevo finito il mio post ma ho dovuto chiudere sperando di poter continuare dopo ma non mi è stato possibile. Capisco tutto quello che dite ragazze. Lo capisco, lo comprendo. Ma permettetemi, certe cose in certe situazioni proprio non le accetto. Per carità, ripeto, così come ha scritto Marquito, quando capitano situazioni familiari che oggettivamente sono allo stremo e dove malgrado ogni sforzo non è possibile porvi rimedio alzo le mani e dico ok, non si può davvero fare nulla. Ma troppe sono le situazioni dove con troppa facilità si pone fine ad un rapporto che si è costruito mattone dopo mattone. Si Aleba, si Luna, io parlo di quel tipo di rapporto. Quello che si costruisce lentamente, dove non si bluffa, dove si è se stessi, dove ci si pone senza armature nei confronti del proprio partner. Ecco io sono così sono alto 1,90, quindi non potrò mai essere 1,50 a meno che non mi segano le gambe. E nel tempo rimango 1,90 non vado a cercare di raggiungere i 2 metri. E se dopo anni di conoscenza di accettazione consapevole delle qualità e dei difetti dei rispettivi compagni si decide di compiere il passo che porta al matrimonio allora vuol dire che si è convinti di amare quella determinata persona così com’è e non con la speranza/certezza di volerla cambiare.
    I cambiamenti, quelli di cui tanto ho sentito parlare in questi due anni possono avvenire. Ma credo che una donna di più di 30 anni ed un uomo di quasi 40 siano abbastanza grandi per poter sapere chi siano e cosa vogliono dalla vita. Altrimenti vuol dire che la società attuale è piena zeppa di gente irresponsabile, immatura e priva di una minima qualità morale. E’ facile cambiare bandiera, è facile trovare differenze in un altro uomo o in un’altra donna. Anzi direi che è perfettamente normale. Ma se si è consci di voler cercare differenze bè allora prendiamoci le nostre responsabilità e stiamocene a casa senza stare a giocare con i sentimenti degli altri. Non si può pensare continuamente che ogni giorno ci siano queste famose “attenzioni” che tanto pare siano importanti e vitali in un rapporto di coppia. Io credo che se un uomo o una donna vivono da soli non credo stiano tutti i giorni a concedersi “attenzioni” verso se stessi. Capiteranno i giorni nei quali saranno stanchi, magari nervosi o stressati o avranno qualche problema per la testa per cui non si guarderanno nemmeno allo specchio. Succede a noi stessi perchè non può succedere nei confronti degli altri pur amando più di ogni altra cosa il proprio partner. Io non volevo un figlio, lei lo sapeva e ha accettato. Lei ha cambiato idea, io non ci sono riuscito. Ma poi ho fatto un passo indietro e ho cambiato idea pure io. Ma lei non ha più voluto. Ci sono cose che sembrano naturali che costano fatica. Io ho faticato molto, forse troppo per convincermi. Ma per me era una difficoltà. Forse potevo gestirla meglio con le parole. Ma una, due parole dette male non possono distruggere un Amore se è Amore vero…….

  • 395
    Fuori dal Coro -

    ….D’altra parte in questi giorni ho sentito storie che hanno qualche similitudine con la mia che mi hanno fatto pensare male sul conto delle donne. Perdonatemi per questo Aleba, Luna e Maria. Ho sentito di donne che hanno avuto un figlio. Un figlio che era la pianificazione numerica stabilita dalla coppia prima di concepire. Poi la donna voleva il secondo figlio. Il marito non era d’accordo anche perchè così erano i patti fin dall’inizio. La moglie è diventata rabbiosa. E’ cambiata nei suoi confronti. E’ mutato l’Amore. Il marito ora si ritrova con la moglie che non lo ama più. Così anche una mia amica, madre di una bambina. Vuole un secondo figlio che il marito non desidera. “O lo facciamo o lo caccio di casa” è stata la frase che mi ha pronunciato questa donna. Un’altra mia amica in questi due anni mi ha detto che noi uomini non riusciamo a capire perchè le donne “preferiscono un figlio ad un marito”.
    Perdonatemi Aleba, Luna e Maria ma queste cose che vi ho citato mi inorridiscono. Personalmente se mia moglie fosse rimasta incinta e ci fossero stati problemi per partorire. Se il medico mi avesse detto che se nasceva il bambino moriva la madre e che se moriva il bambino viveva la madre e fossi stato io a dover scegliere bè…non avrei avuto dubbi. Se potevo salvare uno solo dei due avrei salvato mia moglie. Allo stesso modo posso dire che se mi fossi trovato di fronte ad un incendio in cui fossero intrappolati mia moglie e mio figlio e avessi potuto salvare solo uno dei due, anche lì non avrei avuto dubbi. Avrei salvato mio figlio. Fermo restando il fatto che se avessi potuto mettere a repentaglio la mia vita per salvarli entrambi lo avrei fatto. Senza alcun dubbio. Non sono questi pensieri del momento. Pensati e scritti in questo momento. Ci ho pensato più volte quando ho sentito raccontarmi quelle situazioni sopra descritte.
    Ho citato solo tre esempi di persone che la pensano a quel modo. ma vi assicuro che ne ho sentite e incontrate tante in questi due anni. Ma anche prima, solo che prima ci facevo meno caso. E’ come quando ti parlano di mal di denti quando tu non ne hai mai sofferto.
    E sentendo queste cose mi meraviglio sempre di più quando vedo che esistono persone come Aleba che nonostante ciò che hanno subito si sentono addirittura in colpa per aver lasciato chi veramente le faceva soffrire, volutamente e con cattiveria.
    A volte mi chiedo se allora è vero che bisogna trattare male le persone per essere rispettati. Non bisogna essere leali, non bisogna essere se stessi. Soprattutto con le donne (perdonatemi Luna, Maria e Aleba, forse sto dicendo una cattiveria o una cosa non vera) bisogna non essere sinceri, bisogna prenderle in giro, dir loror che tutto va bene, riempirle di parole dolci anche se non si pensano e poi fare i propri comodi. La storia pare dica questo.
    Un bacio a voi tutte e scusate lo sfogo, voi non c’entrate nulla.

  • 396
    Marquito -

    @ Fuori dal Coro:
    Ciao. Ho letto tutti i tuoi ultimi post e mi dispiace sapere che non sei ancora riuscito a riprenderti. Sui motivi che hanno determinato l’aumento delle separazioni si potrebbe discutere per anni. Io credo che si enfatizzi troppo la cosiddetta “mancanza di valori” (anche l’ipocrisia è un valore ?), sottovalutando il peso dell’emancipazione femminile, che ha garantito a moltissime donne l’indipendenza economica. Non sono d’accordo con chi mitizza il passato, affermando che le nostre nonne fossero molto più serie ed affidabili. Se le nostre nonne fossero state economicamente indipendenti si sarebbero comportate esattamente come le donne di oggi, che giustamente chiedono la separazione quando un rapporto sentimentale è entrato in crisi irreversibile e la convivenza fra uomo e donna rischia di trasformarsi in un teatrino.
    Credo che tutti (salvo rarissime eccezioni) abbiamo sperimentato entrambe le situazioni: quella di chi lascia e quella di chi è lasciato. E anche se la mia affermazione potrà suonare paradossale, io penso che per crescere e maturare sia importante averle sperimentate entrambe. Quando veniamo abbandonati abbiamo la possibilità di riflettere sui nostri errori e sulle nostre manchevolezze, sul fatto che probabilmente abbiamo sottovalutato alcuni segnali o che abbiamo dato troppe cose per scontate … Nel caso che il nostro partner si sia rivelato una persona del tutto inaffidabile, o che sia emersa una grave incompatibilità caratteriale, possiamo interrogarci sui motivi che ci hanno portato a compiere una valutazione sbagliata.
    Anche io ho sofferto moltissimo quando sono stato abbandonato dalla donna che amavo; anche io ho vissuto numerose delusioni sentimentali. In certi casi sono stato io a interrompere il rapporto, prendendo atto che non c’erano più i presupposti per potere costruire un futuro in comune. Ma ti assicuro che da ogni fallimento ho imparato qualcosa di utile. Se avessi continuato a recriminare, a vivere di rimpianti, a addossare tutta la colpa alle mie ex (come fanno tantissimi uomini profondamente immaturi) a quest’ora, probabilmente, sarei ancora solo come un cane e non avrei neppure riconosciuto la donna giusta quando il destino l’ha posta sulla mia strada.

  • 397
    aleba -

    Ciao a tutti. Fuori dal Coro, inorridisco anche io di fronte ai discorsi che hai trascritto. Credo che si tratti sempre dello stesso problema, ci sono persone che pensano di essere al di sopra di tutti, che sono convinte che essere amati significhi essere idolatrati. Se non facciamo il secondo figlio lo caccio di casa. Che arroganza, che abuso di potere e poi chi gliel’ha dato quel potere? se lo è preso facendosi mettere la fede al dito. Io so che avrei dovuto cacciarlo di casa il mio ex, invece sono rimasta. Sono rimasta perchè credevo che sarei stata in grado di aiutarlo, non di cambiarlo. Lui ha un disperato bisogno di aiuto e io ho cercato in tutti i modi di fargli arrivare il mio amore. Ho visto cani bastonati e tenuti alla fame, costretti a combattere con il sapore del sangue in bocca, li ho visti tornare a fidarsi dell’essere umano, ritornare cuccioli e accogliere l’amore che gli è stato offerto ricambiandolo con immenso e incondizionato amore, di un amore più intenso di quello che sono disposti a dare i cani vezzeggiati e viziati fin da cuccioli. Forse era quello che pensavo sarebbe successo con il mio ex. Ho capito che non posso rimediare io alla sofferenza che gli è stata inferta da piccolo. Lui crede di esserne uscito solo perchè ha una bella casa ecc.. ma il lato affettivo, quello schiacciato, lo ha curato cercando di schiacciare a sua volta qualcuno. Una cosa che gli dicevo spesso era “ti prego, non trattarmi come tratti tua madre”. Invece lui proprio non riusciva a evitarlo, anzi neppure ammetteva che mi metteva sullo stesso piano di sua mamma (donna totalmente diversa da me)… inoltre per sua mamma valeva sempre la classica “alla fine è sempre mia madre, non posso cacciarla”, mentre con me si è ben parato il c. non sposandosi e ha sempre sputato sopra ogni cosa mia, su ogni mio gesto per non darmi mai la sensazione di aver fatto qualcosa di positivo e per farmi sentire sempre in debito perchè abitavo in casa “sua”. Suo fratello maggiore a 14 anni è finito al CSM e non ne è più uscito. Il mio ex crede di essere un grande uomo, e di fronte alla comunità fa bella scena di sè, ma io so che per essere veramente Uomo dovrebbe affrontare i suoi drammi interiori, interrogarsi su sè stesso e fare un percorso doloroso di riconoscimento della propria fragilità. Io ho abbandonato, ne sono consapevole…è la parola “abbandonato” che mi fa sentire in colpa. E’ vero, Fuori dal Coro, a volte sembra che le persone si leghino di più se vengono maltrattate, forse io sono stata una di quelle forse ho volontariamente rimandato di volta in volta la decisione di alzare bandiera bianca e arrendermi, forse non troverò mai una persona che camminerà al mio fianco senza difese e senza farmi inciampare per accusarmi di essere incapace, però è anche certo che farò di tutto per fornire a mia figlia gli strumenti per evitare i rapporti trappola perchè per il tempo della nostra vita il countdown scatta appena veniamo concepiti, non aspetta nessuno.

  • 398
    Fuori dal Coro -

    Marquito
    Non sono d’accordo neanche io con chi mitizza il passato. Però che le donne di una volta così come gli uomini fossero più serie ed affidabili bè…ci penserei un po’ di più.
    Ogni epoca ha i suoi errori per carità. Però non credo che oggi si enfatizzi la cosiddetta mancanza di valori. I valori sono decisamente crollati. E non solo quelli economici. E non è poi neanche vero che le donne prima non lavoravano. Smitizziamo anche questo fatto. Quante donne in tempi passati lavoravano nei campi ? Non è un lavoro quello ? Anzi diciamo pure che in questo modo lavoravano alla pari degli uomini, forse di più perchè poi si occupavano della famiglia. Ma questo è un altro discorso.
    A me sembra davvero strano invece il fatto che in Italia ci sia più del 40% di separazioni. Un po’ troppo davvero. Possibile che siano realmente tutte coppie in crisi ? O ci sia in realtà solo la voglia di cambiare così come si cambiano i telefonini ? Anche se i vecchi telefonini funzionano ancora alla grande ?
    Si certo anch’io ho sperimentato entrambe le situazioni. Ma sai che c’è ? Io penso che nella vita esistano le cose importanti e le cose meno importanti. Le cose serie e le cose meno serie. Io all’epoca odierna se avessi 22 anni dopo 1 anno di frequentazione non mi sposerei mai. Per sposarsi bisogna conoscersi a fondo e convincersi di saper accettare i pregi e i difetti del proprio partner togliendomi dalla testa l’idea di cambiare la sua di testa e viceversa.
    E poi bisogna mettersi in testa che nella convivenza non si può essere perfetti. E poi Marquito, sto discorso dei “segnali” proprio non mi va giù. Io conosco i segnali stradali. Per il resto c’è il dialogo. Si parla, si discute, eventualmente si litiga. Cosa sono sti segnali ?
    Io poi non addosso le colpe alla mia ex. Anzi mi prendo anche quelle che non ho.
    E’ che purtroppo oggi tutto viene preso alla leggera. Alla prima difficoltà si va in tilt. E quando si va in tilt basta un uomo o una donna all’esterno che ti fanno saltare tutto. Troppo semplice, troppo facile.
    E poi no Marquito non credo proprio che le nostre nonne si sarebbero comportate come le donne di oggi. Certo se fossero nate ai tempi di oggi si. Perchè già si cresce privi di ideali. Vedi oggi come è nromale dire che “si cambia ?” Pare che siamo diventati tutti dei camaleonti. Si cambia. A 20 anni forse si cambia, si cresce. Ma poi ci si stabilizza. O vedi nero o vedi bianco, al massimo puoi cambiare sfumature. Ma se una donna non è stabile a 35 anni quando lo è ? E se un uomo non è stabile a 40 anni quando lo è ?
    Una volta ci si fidava delle proprie moglie dei propri mariti. Oggi non puoi. Ma quando mai ci si poteva immaginare 40 anni fa le lotte “sanguinose” nelle aule del tribunale.
    No. Non è normale tutto questo
    Ciao Marquito

  • 399
    Fuori dal Coro -

    Aleba

    O tu non sei una donna, o hai 85 anni oppure sei una giovane donna con una mentalità rarissima al giorno d’oggi.
    Da quello che scrivi e se quello che scrivi (ne sono sicuro) corrisponde a verità non c’è altra spiegazione.
    Oppure è vero quello che hai scritto in ultimo. Cioè che le donne devono essere maltrattate.
    Altre spiegazioni per spiegare la tua diversità nei confronti di tante donne di oggi onestamente io non ne vedo.
    Bacioni

  • 400
    Marquito -

    Quello delle donne che desiderano ad ogni costo avere un figlio, e che antepongono questa loro esigenza alle stabilità della coppia, è un problema terribilmente complesso e terribilmente delicato (chissà se qualcuno si ricorda ancora la lettera di Loredana, quella che parlava con un tono fortemente polemico degli “uomini di cartone” …).
    Io credo che questo argomento meriterebbe un forum a sé stante, anche perché su questo tema la divergenza di sensibilità e di opinioni può veramente essere grandissima. Quello che mi sento di dire è che su un punto così importante bisognerebbe assolutamente essere d’accordo, e che ci dovrebbe essere fin dall’inizio la massima chiarezza da parte di entrambi. Nel caso della tua compagna, Fuori dal Coro, mi sembra di capire che questa chiarezza sia clamorosamente mancata. Bisognerebbe anche capire se il desiderio di maternità non sia stato soltanto un pretesto per interrompere la relazione, e se la sua insoddisfazione non avesse delle motivazioni più profonde e magari inconfessabili.
    Secondo me, se un uomo non desiderava avere figli, e lo ha detto in modo esplicito fin dall’inizio della relazione, non gli può essere assolutamente imputata alcuna colpa. Penso anche che sia molto pericoloso imporre al proprio partner un figlio non voluto … pericoloso per il figlio e anche per l’armonia della coppia. E’ pericoloso perché l’uomo può avere l’impressione di essere soltanto uno strumento finalizzato alla procreazione e può perfino arrivare ad invidiare inconsciamente il bambino per tutte le coccole e le attenzioni che riceve dalla moglie. Temo che molte coppie siano entrate in crisi proprio perché il marito si è sentito improvvisamente defraudato dell’affetto gli spettava.

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