Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
di
aleba
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso
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maria, ciao! Rifletto con te, eh, non ti do torto. Quel che dici sulle crisi personale è vero, d’altra parte però potrebbe essere in crisi pure lui, dopo 2 anni e mezzo, e anni in cui si è anche dato tanto addosso. Anche perché lei non gli ha detto ‘sono in crisi con me stessa’ e ‘aspettami’, ma ‘è tutta colpa tua’ e ‘me ne vado’. Tra l’altro mi immedesimo, ammetto, anche nel bisogno di serenità e anche di sicurezze che si ha dopo due anni laceranti e tantopiù dopo un lutto. Quindi capisco quel che intendi, ma al posto di fdc (ovvio, non ci sono)
potrei anche essere in una fase della vita in cui, pur non portando rancore per una precedente crisi – capitano, e possono aiutare a conoscersi e a crescere, certo – potrei aver voglia e bisogno di serenità, tranquillità, una progettualità che sento davvero comune, della classica, ma reale, quiete dopo la tempesta piuttosto di sentirmi ancora appesa e in balia della crisi esistenziale o che dell’altro, che manda in crisi anche me. Peraltro, appunto, in crisi potrei starci pure io. Le crisi nella vita capitano e, come ho già detto, hanno anche un senso. Ci portano, se vogliamo, ci riusciamo, anche ad ascoltarci e conoscerci meglio. Possono dirci perché proviamo malessere, indicarci anche la strada. D’altra parte se è vero che chi va in crisi è autoreferenziale, il fatto di esigere che gli altri reggano, attendano senza soqquadri rischia anche di non aiutarci a mettere a fuoco che comunque la nostra crisi è inserita in uno o più contesti. Insomma, posso anche scoprire che voglio mollare tutto e andare in messico, ma non pretendere che chi mi sta accanto stia appeso a un filo mentre mi decido, per forza voglia seguirmi o si metta in stand by finché io sto via o mi faccia tanti auguri. Chi mi ama può anche farlo. Ma anche la sua emotività e il suo modo di guardare la vita con serenità per lui o lei hanno un peso. Quanto per me cercaretrovare me stesso. Penso anche che oggi molte persone più di ieri vanno in crisi attuando o paventando rivoluzioni anche nella vita dell’altro creando scollegamenti pesanti quando ci sarebbero modi più assertivi
luna cara… saggie parole le tue, di chi sa… di chi parla con il cuore… io ci sono dinuovo in crisi, per aver aiutato qualcuno ad uscire dalla sua crisi ed ora dopo avermici affezzionata a questa persona, ho deciso di mollare tutto, per che’ io ho fatto il possibile, di piu non posso….
dici bene tu, nell’ultima tua lettera che, chi va in crisi sembra quasi che debba passare per quello che viene capito, ascoltato, soccorso, ma senza tenere conto che anche le altre persone hanno un cuore e che reggono, si, ma fino ad un certo punto:
quando ami la persona che vuoi aiutare, e’ vedi che quesa persona, viene avvisata e soccorsa in un modo che tu speri abbia capito, ma poi non e’ cosi’ e non lo sara’ fin quando non avra’ capito da solo|a, che si sta facendo del male.. allora anchese AMI TANTO, la cosa migliore e’ lasciarla in balia dise stesso, senza conforto, senza una spalla su con piangere, senzaNULLA SU CUI AGGRAPPARSI..
fuori dal coro AMA, ama come chiunque abbia un cuore con cuoi amare… l’amore… un sentimento incondizionato, che porta ad annientare te stesso e’ la persona che hai accanto.
reagire, fuori dal coro, reagire… tu hai fatto e’ stai facendo ancora troppo…. tu la ami, ma devi lasciarla cadere nel fondo dei piu profondi abissi… senza stare a darle nessuna spiegazione, perche’ la stai lasciando…. sara’ lei a ritrovarsi, senza appoggi, senza nessuno su cui contare… la ami lo so… ma fuori dal coro.. quanto tempo siamo stati.. qui a dirtelo, per infiniti mesi.. ora sei tu che devi agire… e devi farlo al piu presto.. io ho gia’ iniziato.. oggi e’ il mio primo giorno… senza risposte hai suoi messaggi.. cancellato tutto foto, numeri di telefono, tutto io devo rimanerne fuori, ho gia sofferto abbastanza in passato, non voglio rifare lo stesso errore….
ciao a tutti maria
Cara maria
brava nella vita ci sono momenti che bisogna prendere posizione se no ne va della propria vita, a questo punto ci si allontana, tieni duro.
Purtroppo quando ci sono dei figli la cosa e diversa, non so cosa darei x mandare via l’uomo del monte, l’essere esaurito quando gli sta bene a lui, con le mille commedie melodrammatiche, a volte sembra che spacchi il mondo, a volte sembra un bambino impaurito, mentre io devo fare da madre , padre, donna di casa e anche l’uomo di casa, che co…….ni,scusate la volgarita e il sarcasmo ma quando ci vo ci vo.
Aleba dove sei, come stai?
Ciao Luna, Fuori dal coro, Maria
maria, capisco quel che dice e vale per tutti. Per le persone a cui offriamo sostegno, per noi quando ci viene offerto. La differenza tra volere qualcuno che ‘peschi per noi’, anche spezzandosi la schiena, ma senza poter sentire la fatica (o che qualcuno da noi esiga, sia anche inconsciamente, questo) e qualcuno che, se sei confuso ti insegni a pescare o anche solo dove sta la TUA canna da pesca, se in un momento di crisi o sconforto lo hai dimenticato. Credo di non aver mai voluto che qualcuno pescasse per me. E ad un certo punto della vita ho anche notato perché se offrivo sostegno a certe persone o lo ricevevo percepivo armonia e reciprocità, costruttività, parità anche in caso di grossi problemi o crisi, e in altri casi malessere o nascevano casini. Era la differenza tra un’impostazione (non voluta da me) dipendente o no. Son stata ospitata tre giorni, per esempio, da una che tentava di tramutare un favore in un ricatto morale. Che tentò di stabilire un rapporto di soccorsocontrolloricatto a cui io dissi no. Mi resi conto in seguito che lei tendeva a vivere tutti
i rapporti in fortissima interdipendenza e controllo. L’assenza di un rapporto di questo tipo, con un certo carico di angoscia e sensi di colpa ad ogni respiro, per lei non era vera amicizia o vero amore. Tra l’altro diceva ciò di una sua amica (che conosco e che non mi ha mai dato tale impressione) ma mi bastò condividere con lei uno spazio per tre giorni per notare. Io ero in difficoltà ma, per quanto gentile, non invadente, non dipendente e alla ricerca di qualcuno che ‘si sostituisse’ a me. Lei non sopportava neanche che ricevessi delle telefonate. Non ero lì per ‘farmi salvare’ da lei? Così che lei potesse dimostrarsi qualcosa? Resami conto della dinamica me ne andai assertivamente, dicendole grazie e che non volevo arrecare disturbo visto che aveva diritto ai suoi spazi. Andai per un mese e oltre a casa di un’altra ragazza ed è un’esperienza che ricordiamo ancora con un sorriso. Cioè, ovvio che era un periodo complicato per me, ma la nostra coabitazione insieme affettuosa, solidale e indipendente fu splendida. Chi era a casa cucinava per l’altra etc. La tipa che dicevo so che ha detto cose tipo, per tre giorni, che mi ha ‘dato un rene’ e io mostro ingrato. Chi mi conosce le ha fatto assertivamente notare che non le ho certamente chiesto un rene e le ho sicuramente detto grazie. Ma vedrà sempre come un!offesa e un abbandono il mio no grazie no alla sua positività ma negatività
Cara Aleba dove sei come stai?
Il tuo silenzio mi fa pensare, da come scrivi devi essere una persona splendida, mi hai dato una grande mano ad uscire dalla gabbia che mi ero costruita x quanto riguarda mio figlio e te ne sono grata, con lui le cose sono migliorate, sono ritornata ad essere madre nonostante che ci sia qualcuno che si mette sempre nel mezzo. Fatti sentire anche con un semplice ciao.
Ciao a tutti voi
Ciao ragazze, ciao a tutte
E’ un po’ che non scrivo. Ma entro spesso e vi leggo. Ho letto tutti i vostri commenti. Che dirvi ? Riguardo me e la mia situazione le cose non vanno bene. Non capisco, non riesco a capire. Non capisco il suo comportamento e cosa voglia in realtà. Se ne è andata, a suo dire, perchè non volevo un figlio. Sbagliai lo so, non capii, ma feci immediatamente marcia indietro. Lei non volle e andò via di casa. Due anni e mezzo di latitanza durante i quali ci siamo comuque spesso sentiti e durante i quali mi ha rinfacciato di tutto. Si è riavvicinata ultimamente in un momento molto delicato per me. Colpita probabilmente da quanto mi era successo. L’ho vista con l’intenzione di ricominciare, di riprendere il dialogo. Le premesse c’erano tutte. Poi non so cosa dirvi. Io ho parlato, cercato di dialogare, cercato di capire i perchè di tante cose. Ma lei non so cosa vuole. All’inizio tante belle parole e discorsi. Abbiamo sbagliato entrambi, mi diceva, ora non dobbiamo sbagliare più. Ok ero felicissimo di ciò. Però non ho mai visto l’amore da parte sua. Capisco il disagio. Però un abbraccio, una carezza, un bacio spontaneo, la voglia di ricominciare, di capirsi. Di dire ok è successo quel che è successo, cerchiamo di ricostruire, di ritrovare serenità.
Ma lei non so. Ogni mio pensiero su qualcosa non andava bene. Sembrava ce l’avesse con il mondo intero. E con me, su ciò che secondo lei avevo sbagliato. Alla fine mi è sembrato che io volessi prima ricostruire il rapporto mentre lei è sembrata mettermi alla prova. Quasi come se volesse prima provare ad avere un figlio prima di ricostruire la coppia. Glielo ho detto chiaro che voglio formare una famiglia con lei. Ma vorrei vedere prima quali sentimenti nutre nei miei confronti. Ma lei si ostina, si chiude. Ora ha detto che io un figlio non lo voglio, non lo desidero. E’ tornata nuovamente sul passato al nostro rapporto a quando un figlio non lo volevo. Dice che con me non c’è nulla da fare. Che ha provato a ricominciare ma non è possibile.
Non mi ha mai detto “ti amo” in questi giorni, ma solo che mi vuole bene (sotto mia richiesta). Ma che significa tutto questo secondo voi ? Ho sintetizzato molto per non essere troppo prolisso. Se c’è qualcosa che non vi è chiaro chiedetemi. Vorrei un vostro parere da donne
Ciao a tutti, sono rimasta in silenzio a guardarmi dentro per un po’. Ciao Neri, sono belle le parole che scrivi per me…ti ringrazio per il pensiero che mi rivolgi. Sto camminando con calma, non mi perdo in mille riflessioni prima di fare un passo, ma butto l’occhio esattamente un attimo prima di appoggiare il piede..giusto il tempo per individuare il punto di appoggio. La salita è ripida e scivolosa, a tratti piove e si formano dei rivoli d’acqua che scorrono sotto i piedi facendo lo slalom tra i sassi. Mi guardo intorno e sono in mezzo a decine e decine di alberi, le foglie sono verde chiaro, fresche e profumate. La terra è imbevuta di acqua e ci sono punti dove si sprofonda nel fango. Ho le scarpe buone, sorrido! Non entra acqua e so di aver fatto la scelta giusta. Quel fango è un passaggio obbligato, ma non è bloccante. Anzi, mi piace perché fa parte di ciò che mi circonda, fa parte del percorso. Poi si trovano dei tratti pianeggianti per recuperare il fiato, ammirare il panorama, toccare i tronchi ricoperti di muschio, scorgere la traccia del passaggio di qualche animaletto nel sottobosco. Si scende, anche! Le discese sono meno faticose dal punto di vista fisico, il fiato non è sotto sforzo, ma con la scarpata di fianco e il terreno viscido forse ci vuole più attenzione. Mi piace camminare, sentire che qualsiasi meta non è mai irraggiungibile se ci si fida delle proprie gambe. Penso che la non violenza reciproca sia la base di ogni rapporto, anche nel rapporto con sé stessi. Scrivevo, che a volte ho bisogno di sfogarmi e lasciandomi annegare nei “perché?”. Ebbene mi rendo conto che questa è una violenza alla quale mi sottopongo, piangere e pensare che forse c’erano altre vie…non mi porta che lacrime e mi fa perdere di vista quello che sto facendo. E’ andata così, ho perso una grande fetta delle certezze che avevo (nel bene o nel male che fossero)…ma ho le mie gambe e penso proprio di potermi fidare. Ho visto che ogni volta che ho forzato i miei passi anche quando ogni fibra del mio essere urlava “non è il passo giusto”.. mi sono trovata incastrata in qualche guaio. Mentre quando la strada è quella giusta tutto si svolge in modo naturale, spontaneo e pur nelle difficoltà non si sente mai la vocina che dice “torna indietro..torna indietro”. Sai Fuori dal Coro, Ho la sensazione che tua moglie sia in alto mare e che stia cercando un appiglio qualsiasi per non annegare. Avere un figlio prima di ricostruire la coppia? Dovete essere certi di amarvi e di rispettarvi, prima di mettere al mondo un figlio. Il fatto che lei si chiuda non mi lascia tranquilla, sembra che abbia bisogno di non mettere in gioco una parte di sé. Io pretenderei chiarezza! Dare più spazio alla paura di perderla e per questo tacere e accettare i silenzi, significherebbe riprendere il matrimonio con un difetto occulto, prima o poi esploderebbe di nuovo e farebbe ancora più danni se ci fosse un figlio di mezzo. Chiarezza,luce,verità pura e semplice. Bacioni a tutti
Ciao FUORI DAL CORO. Anche se ti lasciassi il mio parere di donna comunque non sono lei e non sono nella situazione.
Io leggo te e quello che dici sembra molto chiaro. E sai che in realtà mi rivedo più in te che in lei.
Però appunto non sono nella situazione.
Non so se il problema sia che è rimasta ancora molta tensione da sciogliere dopo questi due anni e mezzo (il che, francamente, non sarebbe strano per niente) e ci sia bisogno di approfondire ulteriormente la comunicazione (e se ciò sia effettivamente possibile… perché a volte ci si può muovere su due binari ormai diversi anche se si parlasse delle stesse cose 50.000 ore) o se sia appunto lei che non si è “ancora trovata”, ferma sulle sue posizioni di due anni fa pur parlando di apertura. Cioè, ferma ancora sulle stesse sue convinzioni di allora, sentendendosi comunque sempre nella parte, anche autoreferenziale, di chi si aspetta qualcosa da te, e di specifico, senza rendersi conto che tu, a tua volta, puoi aspettarti qualcosa da lei e anche essere deluso tu (seppure non in maniera “distruttiva”, ma anche con un punto di vista pure costruttivo pur ammettendo la tua confusione e delusione).
A me verrebbe da dirti che forse potrebbe servirvi un consulente di coppia. In realtà io non sono mai andata da un consulente di coppia, quindi non ho idea di come e quanto la cosa possa funzionare, per fare un po’ di chiarezza anche a livello di comunicazione e per scoprire magari dove sta l’intoppo se c’è. Magari un intoppo che può sciogliersi una volta individuato realmente.
In realtà spesso ognuno va dal suo psicologo, a chiarirsi le sue cose, e quindi riesce in seguito anche a comunicarle in modo più chiaro o diverso all’altra persona. Questa è la mia esperienza e quella di altre persone, esperienza che comunque ha funzionato nel senso che chi voleva vedere più chiaro in se stesso, innanzitutto, ha trovato giovamento. Poi ciò non significa per forza che due persone che hanno le idee più chiare sul loro sentire e a che punto sta la loro vita siano compatibili o possano guardare nella stessa direzione.
Al contempo ho visto grandi crisi di mancata comunicazione o malinteso risolversi, quindi non vedo perché non possa accadere.
Ma di solito le crisi si risolvono quando si affrontano e si superano le cose, non quando si cerca di metterci sopra un tappo e fingere che vada tutto bene.
Non da donna, ma da me stessa, ti dico che, per come mi racconti tu le cose, ma non ci sono ovviamente nelle tue cose, e nella vostra storia, avrei anch’io bisogno di chiarire e sentire le cose che tu hai bisogno di chiarire e sentire prima di pensare di mettere al mondo un figlio. Lei insiste molto con questa questione del figlio, ed è sicuramente una cosa che una coppia ha bisogno di mettere in chiaro, l’ “io desidero avere dei figli, tu?”, però qui la questione non mi pare questa. La centralità che lei dà alla questione figlio, da fuori, sembra andare oltre al rapporto di coppia stesso mentre lei ne fa forse anche
una cartina di tornasole di quanto le tue intenzioni siano serie e di quanto tieni realmente a lei. Ma, da fuori, a me sembra che lei stia continuando a vedere le cose dal punto di vista sbagliato, perché mi pare ovvio che anche tu hai bisogno di sapere e vedere quanto lei tiene a te, quanto siate realmente compatibili in questo momento della vostra vita, e quanto le sue intenzioni emotive nei tuoi confronti siano “serie” e sentite, verso te come uomo, oltre che come padre.
In sintesi capisco che tu abbia bisogno di sentire che il vostro amore c’è e il vostro rapporto funziona anche per pensare con serenità ed entusiamo a mettere un mondo un figlio, e questa mi sembra una prova di intelligenza e maturità, non un atteggiamento fuggitivo. Mentre mi pare che lei veda sempre la cosa del figlio come prova di ogni cosa. Io, pur essendo donna, ragiono come te, non come lei. Certo, potrei anche pensare che forse quelle dell’uomo che ho di fronte sono tutte scuse, ma al contempo se fossi sparita per due anni e mezzo forse dovrei considerare che, per quanto io abbia fretta di coronare un desiderio, un sogno molto concreto e positivo, forse c’è un rapporto a due da coltivare e in cui riprendere i fili, che si sono annodati o logorati, prima. Il che non significa aspettare un’eternità, ma neanche voler bruciare le tappe quasi che bruciare le tappe fosse la prova che tutto va bene. Per me, per come la vedo io, non è assolutamente così.
Penso che due persone che hanno vissuto un disastro di scollamento come quello che voi avete vissuto in sei mesi, per dire, forse possono anche ritrovare l’armonia e concepire un figlio con entusiasmo e serenità. Ma che prima devono comunque ritrovarsi e sentire di essersi ritrovate. E se ciò sia realmente possibile o no.
Non vorrei sembrarti negativa, non lo sono. Penso però che le sensazioni non si possono negare, si può semmai cercare di capire, personalmente e anche insieme, cosa significano.
Forse entrambi volete semplicemente la prova dell’amore dell’altro, ma io capisco che non ti piaccia sentirti sotto esame e che ti venga detto “tu non vuoi un figlio” dopo aver sofferto come hai sofferto in questi due anni e mezzo, con un tuo percorso in cui ti sei anche reso conto di desiderare invece un figlio, ma in una situazione d’amore e serenità e non di dubbio e conflitto. Poi, ovviamente, io non so se tu stia in realtà manifestando delle resistenze perché non vuoi un figlio. Credo di no, per tutto quello che ci hai scritto in questi mesi, ma ovviamente sai tu. Non so nemmeno se tu non ti senta in realtà troppo intimimante deluso, tu, da questa persona per come ha gestito il conflitto all’epoca e nei due anni successivi. Anche questo lo sai tu. Se così fosse, perdonami la franchezza, sarebbe anche umano. Che tu avessi comunque bisogno di sapere che lei è una persona che riflette, si confronta e non scappa rabbiosamente. Mentre dà forse del “fuggitivo” a te.
Ciao ragazze
Grazie delle vostre risposte. Sono abbastanza d’accordo con voi. Con te Aleba e con te Luna. Io non so davvero cosa fare, come comportarmi. Non so davvero se lei non provi più sentimento per me. Certo è che non me lo dimostra. Hai detto bene Luna. Forse lei si aspetta qualcosa da me. Ma cosa ? Che io faccia l’amore con lei andando “fino in fondo” ? Cioè pensando di fare subito un figlio senza neanche capire quale sentimento abbia nei miei confronti ? Ma posso rischiare una cosa del genere ? Io voglio un figlio con lei, una famiglia. Sedermi attorno ad un tavolo con lei e con nostro figlio, magari anche due. Ma vorrei che tornasse l’armonia e la serenità tra di noi. Non rabbia e rancori. Si è sbagliato in qualcosa ? Ok. Cerchiamo di capirci, il passato è passato. Ormai non possiamo fare più nulla per cambiarlo. Ma per fortuna non siamo di fronte alla morte che è irreversibile. Qui si può fare ancora molto. Basta volerlo. Io lo voglio. Ma non posso cambiare radicalmente il mio modo di essere. Posso smussare gli angoli, cercare di capirla anche quando non è esplicita. Gli sbagli si correggono e si cerca di non fare più errori. Ma di base ci deve essere l’Amore. Che fondamentalmente in lei non vedo. Hai detto bene Luna, io ho bisogno di vedere quanto le sue intenzioni “emotive” siano serie nei miei confronti come uomo oltre che come padre. Ognuno di noi due a suo modo è deluso. Ma io sto cercando di fare in modo che questo rapporto possa ricominciare. A me sta bene che lei desideri un figlio. Lo desidero anch’io. Ma c’è prima un rapporto a due da coltivare. Lei mi ha detto che non sono cambiato. Che sono sempre lo stesso. Che non ho capito dove ho sbagliato. E qui non parla solo del mio “no” al figlio. Mi tira fuori argomentazioni non s quanto realmente gravi: la mia passione per il calcio, il mio essere “distratto” o il fare le cose all’ultimo momento, o il non amare la metropoli e la vita cittadina. Ma…cosa c’entra ? Come detto sono disposto a smussare gli angoli in molte cose, a migliorare dove posso migliorare ma…cosa significa realmente tutto ciò ? Sembra quasi che di me non ti stava bene nulla. E non è neanche così. La realtà e me lo ha detto lei è che lei “è cresciuta” non condividendo più il mio pensiero che prima credeva di condividere. Ma si può cambiare in questo modo ? Allora hai fatto le cose per accontentarmi non perchè le sentivi realmente. O forse eri troppo giovane quando mi hai conosciuto e crescendo insieme a me ti sei accorta che in fondo non ti andavo bene ? Ma cosa guardavi prima solo gli occhi azzurri mi chiedo ? Io ho guardato tutto e mi stava bene tutto. Sono un uomo, più grande di lei di qualche anno. Ma si dice che le donne maturino prima. Che noi siamo bambinoni. O non è più vera questa cosa nella società di oggi ? Non lo so ragazze. Continuo a chiedermi ad interrogarmi a capire se sto sbagliando ancora qualcosa. Continuo a mettermi in discussione ma….le i lo fa come lo faccio io ? O forse è davvero…
….così ferita dal discorso del figlio che tira fuori ogni cosa per darmi addosso. Ancora adesso, ieri mi ha tirato fuori il mio “no” al figlio. Io so solo, e ne soffro ancora tanto tantissimo, che non riesco a capire come una persona possa trasformarsi in questo modo. Una persona dolce gentile, innamorata. Che d’un tratto diventa aggressiva e distante da te mille miglia. Come può succedere che in tanti anni insieme non si manifesti il proprio disagio, se esiste, e ci si tenga tutto dentro. Mentre l’altra persona è convinta che tutto vada bene ? Un pentola che sbotta. Ma se non la senti borbottare come puoi pensare che la pentola scoppi ? Se non risolvo in maniera positiva questa cosa morirò con questo tormento ne sono sicuro.
Help me ragazze help me. Io sono davvero in confusione (ma non per me)
Un bacione
Eccomi qua ragazze. Di nuovo precipitato nel baratro. Un baratro dal quale non sono mai uscito. Ho passato tre giorni d’inferno. Con lei che mi ha richiuso di nuovo la porta. Tornando ad attaccarmi. A tirare fuori il passato, a quando non volevo un figlio, a quando l’ho fatta star male, a quando (a suo dire) l’ho costretta ad andar via di casa. Due anni e mezzo da separati in cui mi ha detto di tutto, che non mi amava più con il culmine della richiesta di separazione. Poi il riavvicinamento durante un mio lutto. Ci ho creduto. Belle parole. Abbiamo fatto anche l’amore. Poi di nuovo il distacco. Perchè ? Perchè lei dice che non sono cambiato. Ma in cosa dovevo cambiare ? Le ho proposto l’idea di formare una famiglia di vivere in città con lei. Ma lei ha iniziato a dirmi che ero sempre lo stesso. Lei voleva che provassimo ad avere subito un figlio, la prima volta che abbiamo fatto di nuovo l’amore dopo due anni e mezzo avrebbe voluto che io fossi andato fino in fondo senza nessuna precauzione. Mi ha messo alla prova. Voleva a vedere fino a che punto desiderassi un figlio.
Ma che prova è questa ? Io capisco il suo desiderio fortissimo adesso che è quello di avere un figlio. Un figlio che voglio anch’io e lo voglio con lei. Ma dopo due anni e mezzo, dopo che se ne è andata di casa, dopo che mi ha chiesto la separazione secondo voi non sarebbe giusto e opportuno riprendere prima il nostro discorso di coppia. Riavvicinarci come coppia io e lei. Sapere se ci amiamo davvero dopo due anni e mezzo di separazione. Io la amo ancora e voglio una famiglia con lei ma lei mi ama ancora ? O vuole soltanto un figlio ?
Saranno dubbi leciti questi di un uomo che ama la moglie nonostante due anni e mezzo di latitanza ? Mi ha detto che non mi sono fidata di lei che un figlio non lo voglio realmente altrimenti sarei andato fino in fondo. Senza porsi minimamente il problema che forse da parte mia era lecito un dubbio se lei dopo tutto ciò che è successo provasse ancora quel sentimento vero che io provo per lei ?
Oppure ho sbagliato ancora. Perchè dovevo lasciarmi andare. Fregarmene del fatto se lei mi amasse o no e pensare solo ad avere un figlio. E’ questo l’ennesimo errore che ho fatto ? O forse era giusto il mio pensiero. Cercare di capire quanto realmente ci fosse d’amore da parte sua nei miei confronti ?
Sono io che sbaglio in continuazione o sto realmente combattendo contro i mulini a vento ? L’altro ieri mi ha aggredito per telefono riportandomi indietro di anni a quando durante il nostro matrimonio io non ho voluto un figlio. Ha detto che lei sta male per colpa mia. Perchè io non le ho dato un figlio. E la causa di tutto sono io. Mi ha aggredito dicendo che sono un immaturo che non sono un uomo e che non so prendermi le mie responsabilità. Perchè in effetti io un figlio non lo voglio, perchè sono un egoista, perchè penso a me stesso e perchè non mi curo degli altri. Perchè con questi presupposti non dovevo sposarmi perchè non guardo alle esigenze degli…..
…altri. Lei mi ha aggredito urlando ed io non ho alzato la voce, le rispondevo cercando di farla ragionare. Ma lei continuava ad urlare accusandomi anche di altre cose. Una qualsiasi mia frase che lei non condivideva era usata contro di me dicendo che non ero cambiato. Bastava che io avessi detto che mi piaceva vivere in una città a misura d’uomo per far si che nella sua mente arrivasse il messaggio che non avrei sopportato di vivere in una grande città e mi sarei stancato dopo un po’ facendola vivere male con il mio malcontento. Oppure, piacendo a me vivere in appartamenti dotati di spazi grandi, non avrei mai gradito l’idea di vivere in una casa piccola.
Ecco tutte queste cose hanno fatto si che lei arrivasse alla conclusione che io non ero più adatto a lei. Che io ero la causa di tutti i suoi problemi e che noi dovevamo fare ognuno la nostra strada.
Durante la telefonata ho cercato in tutti i modi di calmarla, dicendole che io volevo una famiglia con lei ma che chiedevo solo che mi dismostrasse amore. Che mi facesse vedere che non voleva solo un figlio ma anche un uomo da amare e rispettare. Ed io quest’ultima cosa non l’ho capita. Perchè in questi mesi che ci siamo rifrequentati io le ho sempre detto che l’amavo. Ma dalla sua bocca non ho mai sentito dire la parola “ti amo”. Non ho visto un abbraccio, una carezza un desiderio vero verso di me. L’ho vista sempre distaccata nei miei confronti. Mentre io le chiedevo un sorriso, un bacio un prendermi la mano. Io non so cosa ne pensate ragazze. Ma credo che un figlio debba essere fatto da due persone che si vogliono bene, che si amano e che si rispettano. Un figlio deve nascere da due genitori coscienti del fatto di essere una vera coppia. Ed io questo in questi mesi non l’ho capito. Per questo volevo ricostruire il nostro essere coppia prima di provare a fare un figlio. Invece lei credo mi abbia messo alla prova in quel modo, Perchè per lei non completando il rapporto ho dato l’ennesima riprova di non volere una famiglia, mentre invece cercavo solo una conferma del suo amore. Se solo lei mi avesse detto “ti amo” in quel momento mi sarei lasciato andare. Lei in pratica ha rivisto i fantasmi di un tempo, mentre io cercavo solo una conferma che mi amasse dopo due anni e mezzo di separazione. Non so se ho sbagliato ancora. Io sono a pezzi, moralmente, fisicamente e psicologicamente. Non so se l’amore debba portare tanta sofferenza. Ho sofferto tanto due anni e mezzo fa e sto ricominciando a soffrire ancora. Cosa pensate di tutto questo ? So che non potere dirmi granchè perchè non dipende da voi. Ma sto realmente sbagliando qualcosa ? Dovevo comportarmi diversamente in quel frangente o cosa sta succedendo in una persona che ho sempre considerato come un’ottima persona sotto ogni punto di vista ?
Grazie e un saluto a tutte.
FUORI DAL CORO, a parte che stasera sono un po’ stanca, ero indecisa se scriverti quello che penso, perché comunque penso che ovviamente nella tua realtà ci sei tu, la senti, la vedi, la percepisci, e te la giochi insieme ad un’altra persona che a sua volta la sente, la vede, la percepisce e se la gioca con te.
Tuttavia, scusami, ti dirò ciò che vedo io leggendo, considerando però comunque che leggo solo la tua percezione e le tue sensazioni.
Io penso che tua moglie sia molto convinta delle sue posizioni e delle sue idee, e anche delle sue conclusioni, ma che mentre accusa te di essere rimasto fermo non abbia fatto un lavoro su di sè in questi anni per capire cosa c’era realmente anche nelle sue sensazioni, motivazioni, convinzioni e nel suo modo di reagire alle situazioni.
Non metto in dubbio che lei sia veramente persuasa di ciò che dice e della sofferenza che TU le hai causato e che TU avresti dovuto darle le prove visto che lei, pur essendosene andata via “costretta” (in questo dà una visione molto passiva delle sue azioni e reazioni, a mio avviso) ti ha dato un’altra possibilità… ma il punto è che capisco la tua frustrazione perché sembra, da ciò che tu racconti, che non solo parli da sola, ma che abbia anche perso la visione del fatto che anche lei potrebbe sbagliare, chiedere le cose nella maniera sbagliata, aggredire invece di accogliere, ferire invece di rassicurare e non porsi sufficientemente il problema che ha effettivamente creato a sua volta uno scollamento con una persona in un (anche SUO) momento di crisi.
Io, da quello che scrivi, non credo affatto che tu stia sbagliando. Ovviamente non so quali siano le tue parole, atteggiamenti e come si incastrino le vostre parole e atteggiamenti, non sono lì e non sono in voi. Ma la cosa che tu avresti dovuto dimostrare qualcosa concependo un figlio dopo oltre due anni di lontananza e casini, e di suo rancore manifestato, senza battere ciglio mi pare una follia. Uso un termine forte, e vorrei che si capisse che non sto dicendo che non piace LEI, perché non la conosco, ma che trovo che il comportamento immaturo sia il suo nel momento in cui non riesce a considerare che in ballo non c’è solo la questione che devi darle un figlio subito per dimostrarle che, ma anche che pure lei forse dovrebbe porsi su una posizione di ascolto diversa, in cui riuscirebbe anche a considerare, e non in modo distruttivo ma costruttivo, che appunto un uomo è ancora lì nonostante possa essere stato travolto da una crisi di due anni e mezzo.
Tu potevi non esserci affatto dopo due anni e mezzo, e “trattati” in questo modo. Anche amandola ancora e con tutti i rimpianti del mondo tu potevi non esserci. Invece ci sei, e non è questione di stare a rimuginare sul passato, cosa che lei, dici, fa, ma appunto di guardare il presente. Lei mi pare che non sia abbastanza attenta al presente, pur pensando di esserlo moltissimo perché ti fa dei (anche senza rendersene veramente conto) test per provarsi delle cose che ti
riguardano e ti assale senza essersi spostata di un millimetro dalle sue convinzioni dell’epoca.
Io ovviamente non so quanto davvero l’abbia colpita quella cosa del figlio all’epoca e perché, il vero perché, ma in questo momento tu non le stai dicendo che non vuoi un figlio, ma le stai dicendo altro, ma non pare faccia differenza. Tu le stai dicendo anche cosa vuoi da lei e da questo rapporto, e mi pare che sia una cosa normale che due persone si confrontino su questo, alla pari, non in un atteggiamento per cui uno solo deve fare, colmare, rassicurare, dire la cosa giusta al momento giusto. E mi pare a maggiore ragione importante nel momento in cui si sta pensando a una scelta così importante come quella di mettere al mondo un figlio. Se vi sentite a disagio la soluzione non sta nel concepire un figlio a tutti i costi ora, secondo me, ma nel riuscire a parlare in maniera assertiva e paritaria. Anche perché se l’atmosfera è così tesa il figlio non nascerà il giorno dopo il concepimento, ma comincerà una nuova fase, la gravidanza, e quindi l’affrontare una nuova esperienza insieme, e anche nuovi equilibri.
Fasi ignote, perché non le avete ancora vissute.
Una serie di conflitti che si evidenziano ora spariranno come neve al sole nel momento in cui un test di gravidanza darà un esito positivo? Davvero il punto sta tutto lì?
Io, mi spiace, non riesco a crederlo. Adesso avete la possibilità di confrontarvi su voi due, i vostri sentimenti, le vostre questioni al cento per cento, anche di confrontare le vostre idee nell’affrontare un momento di crisi. Non è che le persone che hanno dei figli non possano farlo, ma è certo che può essere più complicato trovare anche il tempo per parlare con calma come potreste, teoricamente, fare ora.
Ciò, mi ripeto, non significa che le persone, anche con sette figli, non restino una coppia, e non parlino o non si trovino ad affrontare delle rinegoziazioni e dei possibili conflitti. Però comprendo la tua sensazione che almeno i problemi che si presentano ORA vorresti affrontarli ORA.
Non penso che per forza non possiate incontrarvi o chiarirvi, non credo però che il disagio in questo momento sia dovuto unicamente alla questione figlio.
Se anche così fosse non viene, mi pare, affrontata nel modo più costruttivo.
Io non credo che tu stia sbagliando, nel senso che, anche se tu stessi sbagliando, comunque sia non puoi fare nulla contro la sua chiusura.
Fuori dal Coro, mi dispiace veramente sentirti così mentre scivoli in quel baratro che in realtà NON è il tuo baratro. Tua moglie avrebbe bisogno di guardarsi dentro, non l’ha fatto negli ultimi due anni…questa è la mia sensazione. Lei ha in mente la meta di avere un figlio, ma non tiene conto del percorso, non si pone domande semplici…ignora volutamente e completamente tutto il contorno. Cosa sei tu?? un donatore di seme anonimo?? Dai perfavore! Io ho messo al mondo una figlia con l’uomo che amavo e con il quale avrei voluto una famiglia vera, sapevo nel profondo di me stessa che lui mi amava in modo distorto, tarlato…eppure quando lui mi ha detto che voleva un figlio l’ho fatto. Non mi pento della mia bimba, lei è il mio sole! ma guardando indietro sono consapevole che lui ha voluto procreare solo per far contento il suo patrigno. Tra te e tua moglie io condivido la tua posizione, pur non conoscendo tua moglie io ritengo che lei avrebbe voluto avere un figlio con te subito quella prima volta dopo due anni, perchè SA che tu non ti tireresti mai indietro di fronte alle tue responsabilità…anche se lei ti dovesse dire “grazie e arrivederci” ancora prima di partorire. Pane al pane … vino al vino: fare un figlioc con il primo che ti promette la luna è troppo rischioso, potresti trovarti con il culo perterra…fare un figlio con l’uomo che anche dopo due anni di latitanza dichiara di amarti e non ha mai smesso: è una garanzia a fondo perduto…si lascerà prendere a pesci in facc . Non scivolare in quel baratro, sii chiaro e ripetile fino allo sfinimento che deve risolvere i suoi contrasti interni prima diventare mamma.
Bacione
aleba, son d’accordo con te. Poi non so ovviamente se lei lo veda come un donatore etc o se in questa ‘fissazione’ (non il figlio in sè, la modalità estrema e ossessiva) vi sia un bisogno di realizzazione attraverso la maternità ma anche in chiave di autoconferma tale da superare ogni empatia, logica, visione d’insieme. Quello in cui concordo è che secondo me avrebbe bisogno di guardarsi dentro, in modo costruttivo e onesto. E che se anche i suoi ‘concetti’ (il desiderio di maternità, il suo bisogno preciso di certe sicurezze per sè) fossero giusti forse dovrebbe comunque farsi aiutare per comprendere che il modo in cui esprime, agisce, reagisce, comunica crea nell’altro senso di abbandono, aggressione, spaesamento, disagio e non quel che vorrebbe lei. Ammesso che lo sappia VERAMENTE. Perché, perdonami, non si capisce se si è talmente impuntata sul tuo non aver esaudito due anni e mezzo fa quando non eri pronto da provare un rancore per cui ti vede oltre un certo filtro e ogni ‘scusa’ è buona per andare in contrasto e opposizione
continuando ad accusarti di un suo rancore non affrontato e risolto, se anche lei si rende conto che qualcosa non va (incompatibilità, una crisi sua verso te e tra voi) ma nella smania di dover avere un figlio SUBITO accusa TE di non essere un altro, cioè vuole un figlio ma vuole anche che tu sia come dice LEI, in tanti aspetti della personalità. E quindi il conflitto è suo. Voglio un figlio ORA. Perché diavolo non ho davanti un uomo che corrisponde in toto ad un modello che ho in mente? Perché se ti amo non fai quello che dico e voglio io? Allora me ne vado! – ma dove sei tu, fdc, in tutto questo, a parte nel sentirti dire quanto poco collimi con lo schema in cui vuole che entri? Per cui dovresti, dopo due anni e mezzo terrifici per te, solo concentrarti su quel che vuole lei e fa bene a lei? Parla, pare, come se fosse stata lei la vittima unica di un abbandono e quella a cui è stata incasinata la vita. Non vede che di fatto l’azione di abbandono tu senti di averla subita da lei portando anche il peso di una colpa solo tua? Perché pensa sia scontato che tu dovevi reagire come se TI avesse dato un’altra possibilità e ti attribuisce, forse, di avere perso altri due anni e mezzo nella sua corsa alla maternità. Ma tu eri aperto ad un confronto. Lo sa questa donna cosa vuol dirsi sentirsi DAVVERO abbandonati? Se lo sa non mi pare glielo hai insegnato tu. Se la ferita è antica forse dovrebbe considerarla e affrontarla. E’ per una SUA ferita di abbandono che chi amavo ha abbandonato e DAVVERO me, tra sua ostinazione, vittimismo, fissazione, rabbia, rivalsa, confusione ostinandosi a cercare prove di un MIO abbandono (che NON C’ERA) e di una mia crisi (INDOTTA) anche in come ‘piegavo un tovagliolo’. Non farti trascinare in questo gorgo, fdc.
Grazie Aleba, grazie Luna
Grazie per le risposte sempre attente e precise. Tu Luna: ho letto attentamente le tue risposte, anche quella di Aleba si intende. Ma tu Luna, non so se hai studiato o studi psicologia, ma sei in grado di fare delle analisi attente di ogni cosa. Non solo quando rispondi a me.
E’ tutto vero quello che dici, almeno è vero nella misura in cui anch’io percepisco le cose in questo momento. E’ evidente il suo rancore verso di me. Un rancore causato dal suo estremo malessere che oggi si ritrova rigurdo alla questione del figlio. Ma si da il caso che io oggi questo suo malessere lo comprendo. Comprendo cosa sta provando quasi mi sentissi donna anch’io. Non so se realmente lei oggi manifesti anche una sensazione di incompatibilità nei miei confronti. Il pensiero che forse non sono io quello che voglio. Che in realtà vorrebbe un’altra persona, con un altro pensiero, con un altro modo di concepire la vita. Perchè la sensazione che ho avuto è che lei non approvasse quasi nulla di ciò che pensavo. Avrei dovuto mettere in discussione diversi miei pensieri per dimostrarle che ero cambiato. Ma allora perchè è tornata, perchè si è riavvicinata se realmente non sono io quello che vuole ? Io non so neanche se in realtà volesse un figlio ora. Ma solo “mettermi alla prova” per vedere se ero cambiato, se ero disposto a “lasciarmi andare” così da non avere “blocchi” al fine di poter procreare. Allora forse ho deluso nuovamente le sue aspettative. Sono stato quello che ancora una volta si è tirato indietro. Non si è minimamente posta il problema, come hai sottolineato tu Luna, che anche io potevo essere ferito a morte dall’abbandono e da due anni e mezzo di sofferenza al punto tale da voler essere rassicurato circa il suo amore per me.
Dicesti bene qualche post fa Luna. Forse oggi 50.000 parole non bastano per capirci. Un tempo ce ne bastava solo una. Oggi una frase detta da me è costruita per ferire lei, una frase detta da lei è costruita per ferire me.
Ma sai Luna, la mia mente logica non riesce a concepire tutto ciò. Io sto male in questi giorni, malissimo. Difetto di concentrazione, ho lo stomaco in subbuglio, non ho un attimo di serenità ma penso sempre che tutto si possa aggiustare. Mentre lei no. Lei mi ha detto che ormai dobbiamo pensare ognuno per sè, a farci una vita propria. Perchè non possiamo più stare insieme. Sempre accusandomi del fatto che io sono una persona che pensa a sè e che non recepisce il modo di pensare altrui. E qui la mia domanda che riformulo ogni volta: ma se io ero tutto questo perchè si è riavvicinata ? Perchè ha pensato che si potesse ricominciare una storia ? Se tu sei andata via da colui con cui non stavi bene perchè pensare all’idea di tornare con lui ?
Domande alle quali non so dare risposta. So solo e lo dico a tutt’oggi, che mia moglie è un’ottima persona, una donna intelligente, piena di qualità e virtù. So che sta soffrendo e so che il mio sbaglio le ha causato ciò. Cosa dovrei fare ra ?
Un bacio
Bacio a te, Fuori dal Coro.
Lei non soffre solo per ciò che hai fatto tu e secondo me sarebbe importante che tu te ne rendessi conto. Peraltro tu non hai “sbagliato”, ma le hai detto, con i mezzi che avevi, a che punto stavi.
Personalmente rimprovererei più a un uomo di aver concepito un figlio con me, senza sentirsi pronto per farlo, che di avermi detto che in quel momento non si sentiva pronto.
Personalmente apprezzerei di più il fatto che una persona si sia guardata dentro per avere le proprie risposte su una cosa così importante, che riguarda se stesso prima ancora di me, o di un figlio non ancora concepito, che il fatto che una persona non si sia interrogata, sinceramente, su questo tema esistenziale e del proprio sentire.
Una persona non ti dice che non vuole figli per farti un torto, ma perché è ciò che sente. Tu non le hai mai detto: non voglio un figlio DA TE, tu le hai detto “In questo momento non mi sento di avere un figlio”. E io credo che ci sia un profonda differenza in tutto questo, comunque lei si sia sentita di assimilare la cosa.
Anche lei non si è posta, già allora, da quello che tu racconti, in posizione di ascolto. Anche lei ha scelto come affrontare una questione importante, e non solo quella del figlio ma anche quella del vostro matrimonio in base al SUO sentire.
Per due anni e mezzo ti sei fatto malissimo dandoti tutte le responsabilità. Ultimamente avevi una visione molto più paritaria e obiettiva, per come la vedo io, anche della crisi che vi aveva colpito e di come era stata gestita.
Eri sicuramente più aperto di quando ti randellavi da mattina a sera mettendoti nella posizione di COLUI che AVEVA SBAGLIATO, che aveva fatto male male male e che quindi, “ragionevolmente”, si stava beccando la conseguenza unica possibile di un errore apocalittico.
Di fatto tu hai vissuto un periodo di forte spaesamento e depressione e te lo sei anche gestito da solo, perché lei non c’era.
Anzi, era in totale chisura. E non ti rendeva partecipe della sua crisi, mentre tu saresti stato aperto ad affrontarla insieme e confrontare il sentire di ciascuno.
Sei riuscito a darti delle risposte “sensate” e a fare un percorso comunque lucido rispetto a te come uomo e uomo aperto alla possibilità di diventare padre nonostante tu abbia vissuto degli anni DEVASTANTI dal punto di vista emotivo, psicologico e il crollo di ogni base che pensavi di aver messo.
Ti sei interrogato anche troppo, dandoti addosso troppo, ma per fortuna sei anche riuscito a tenere la rotta nel tuo sentire e in un percorso introspettivo sano.
Infatti oggi sei una persona in grado di dialogare in modo molto più aperto, mi sembra, con te stesso, e in grado di ascoltarti molto di più.
Però lei ti sta facendo di nuovo questo effetto, l’effetto di sentirti escluso e insieme di adossarti la responsabilità di uno sbaglio APOCALITTICO.
Allora, perdonami, io mi domando se non sia lei, non lei in quanto tale, ma lei per come si rapporta ai concetti di coppia, paternità
maternità, dialogo reale ed empatico del sentire di ciascuno a farti questo pessimo effetto destabilizzante.
Se non sia la sua crisi, che lei comunque non affronta in modo costruttivo, che sia con lei stessa o con te, a trascinarti di nuovo all’inferno.
Non mi piace, te lo dico sinceramente, che lei continui a guardare una cosa che riguarda entrambi solo dal punto di vista di ciò che tu avresti fatto e non fatto e con un atteggiamento insieme di chiusura, mancanza di autocritica e colpevolizzante.
E che non si ponga il problema di che effetto faccia tutto questo anche a te mentre tu dovresti porti il problema ogni due secondi di che effetto fa a lei anche come ti gratti il naso, in modo colpevolizzante e autodistruttivo, e di cosa dovresti fare TU affinché lei non viva un milligrammo di frustrazione, perché altrimenti lei prende la porta, e ti fa avere la sensazione di essere al contempo la CAUSA PRIMARIA ma anche chi ha le mani legate, sia nell’ascoltarsi, sia nell’agire, visto che è pronta a prendere la porta e cacciarti fuori non appena le cose non vanno come lei dice che devono andare o non appena non hai la sfera di cristallo per capire al volo i suoi percorsi emotivi e mentali.
Secondo me è lei che sta sbagliando. Ma di per sè perché non si è messa in una posizione di ascolto verso se stessa veramente costruttivo, prima ancora che verso di te. Sta sbagliando perché non ha indagato in modo costruttivo anche nelle sue sensazioni di rancore, spaesamento, frustrazione.
Sta sbagliando perché ti mette in testa i pensieri e in bocca le parole, perché vuole comunque decidere solo lei, e non se ne rende conto.
lei può decidere se stare o non con un uomo che non vuole un figlio, di fatto due anni e mezzo fa lo ha fatto.
Ma lo ha fatto in base anche alla sua interpretazione del tuo sentire, oltre che del suo. E la differenza sta in questo.
Inoltre ha continuato ad accusarti di una scelta che lei ha fatto.
Aveva un’ampia gamma di scelte di fronte al tuo rifiuto di essere padre in quel momento, non solo una. Ha scelto una via, che era quella che più evidentemente le somigliava, fosse pure in quel momento, ma ha accusato te di non avere avuto scelta.
mentre di fatto sei tu che non hai avuto scelta nel divenire, perché è lei che è rimasta ferma sulla sua posizione, non tu. E’ quindi riapparsa due anni e mezzo dopo, in un momento per te particolarmente intenso, ma, mi pare, sempre stando sulla stessa posizione.
Mentre tu comunque sei andato avanti, in qualunque direzione fosse.
Io onestamente, anche se ovviamente non sono nella tua vita e nel vostro sentire, ti direi di non fare niente. Di proteggerti da questa sensazione di essere l’unico a dover/poter fare qualcosa. Non è così. Siete in due e anche lei fa e disfa, offre chiarezza o poca o zero chiarezza. Mettile giù i tuoi elementi, il tuo sentire, i tuoi desideri, la tua interiorità, che è corretto, ma non puoi combattere contro un percorso che lei fa o non fa dentro sè, ma in cui accusa t
Ciao Luna, grazie per la tua risposta. Noto sempre una tua eccezionale predisposizione ai temi psicologici. Io non sarei capace di fare altrettanto, neanche al 10% di quello che fai tu.
Sinceramente non lo so se lei soffre solo per quello che ho fatto io. Ma certo è che qualcosa nella sua testa è cambiato a seguito di questo problema. E ti capisco quando dici che rimproveresti un uomo per aver concepito un figlio senza sentirsi pronto per farlo piuttosto che farlo nel caso in cui ti avesse detto di non sentirsi pronto a farlo. E anche sul fatto di apprezzare che una persona si sia guardata dentro così come ho fatto io. In effetti Luna come sottolinei tu io non ho mai detto a mia moglie che non volevo un figlio da lei ma che non volevo un figlio. E il motivo è sempre stato quello: la paura di modificare il nostro rapporto che era basato su me e lei, la paura di cambiare vita, stile, abitudini e quant’altro. Null’altro che questo. Lei ha visto questo come un’estrema forma di egoismo. In particolare perché secondo lei, ho guardato le mie esigenze senza considerare le sue. E ciò, sempre secondo lei, ha fatto si che lei stessa si sia allontanata da me e, in un certo senso, disamorata.
Si Luna. Per due anni e mezzo mi sono dato addosso prendendomi tutte le responsabilità dell’accaduto. E tu sai perche: per aver perso lei, ma soprattutto per NON AVER CAPITO L’IMPORTANZA DI AVERE UN FIGLIO E DI FORMARE UNA FAMIGLIA. Questo non me lo perdonerò mai. Ed è in particolare per quest’ultima cosa per la quale come dici tu mi randellavo. Ma credo continuerò a farlo, perché ho buttato via la più grande occasione della mia vita: quella di formare una famiglia con l’unica donna che ho davvero amato.
Per il resto si hai ragione tu: sono stato da solo senza che lei fosse accanto a me, lasciandomi di fatto da solo con la mia devastazione psico-fisica-emotiva e il crollo di ogni base che pensavo di aver messa. Hai fatto una DISAMINA PERFETTA.
Così come hai fatto una disamina perfetta dicendo che lei mi sta facendo di nuovo lo stesso effetto addossandomi le responsabilità di uno sbaglio APOCALITTICO.
Non so se davvero sia lei con la sua crisi a trascinarmi nell’inferno. Certo è che io mi sto “uccidendo psicologicamente” per il mio sbaglio, con la ferma intenzione di “riparare il danno”. Ma lei oggettivamente non si pone come dovrebbe a mio parere. Io credo che lei sia andata in crisi con se stessa a seguito di questo mio rifiuto. Un rifiuto che l’ha fatta sentire “rifiutata” nel suo ruolo di madre. Lei confonde ancora (o vuole confondere) il fatto che io non abbia voluto un figlio con il fatto che non abbia considerato lei come “degna madre”. Ancora oggi infatti mi rinfaccia una mia frase poco felice in cui, in un momento di rabbia, le dissi che “non sapendo fare la moglie come poteva pensare di fare la mamma ?”. Fu una mia frase infelice detta in un momento di rabbia….
….Ce l’avevo con lei, non mi ricordo per cosa. Ma certo è che era solo una frase detta in un momento di impeto di rabbia. Giuro Luna non pensavo una virgola di quella frase. Mi pare le chiesi scusa poco dopo, lei invece se l’è legata al dito.
Io credo che lei stia vivendo da anni una forte frustrazione dovuta al non essere diventata madre. E colpevolizza me di tutto questo. Io sono “il nemico”. Colui che è la causa del suo malessere. Io non posso parlare. Non posso sentirmi anch’io “ferito” dal suo abbandono e dai suoi anni di assenza durante i quali è arrivata a chiedermi la separazione. Due anni e mezzo in cui mi ha detto di tutto di più e a cui non ho controbattuto se non dopo diversi mesi. E’ chiaro che in questi due anni e mezzo sono successe cose non piacevoli. Attacchi continui da una parte e dall’altra. Continui “non ti amo più” da parte sua e accuse da parte mia di essersene andata di casa senza darmi una possibilità di replica. Si era riavvicinata Luna, credevo fosse la volta buona, ero felicissimo delle sue prime parole, della sua voglia di ricominciare. Poi il patatrak di nuovo. Di fronte all’ennesimo rifiuto (secondo lei) di volere un figlio, non lasciandomi andare durante un rapporto intimo. Io capisco il suo stato d’animo. Ma credo che entrambi avremmo voluto rassicurazioni. Io volevo essere rassicurato sul suo sentimento nei miei confronti mentre lei come se mi avesse messo alla prova
Hai detto bene Luna: aveva un’ampia gamma di scelta. Ma lei ha deciso per una: quella di andarsene. Forse non era solo il figlio, forse non si trovava più bene con me. In questi due mesi mi ha detto che è cresciuta, che forse il suo pensiero si era discostato dal mio. Ma in che senso ? Cosa c’era che non andava se prima quadrava tutto, o quasi tutto ? D’altra parte non ci saranno mai due persone in simbiosi. Si può sbagliare o magari semplicemente interpretare male qualcosa. Così come credo sia successo a noi due. Ma onestamente non ho mai visto nessuna distanza tra di noi. Tantomeno una distanza incolmabile. Dici bene quando sostieni che io non dovrei fare niente. Di non dover essere l’unico a dovere/potere fare qualcosa. Lo so che siamo in due. Ma siamo due persone che continuiamo a sbagliare. Dovremmo parlare, parlare, parlare. Io lo stavo facendo. Lei no, si chiudeva. E ogni mia frase era interpretata come un’accusa o un rinfaccio. Non potevo dire che qualcuno in questi due anni l’ha vista sorridente che subito se l’è legata al dito. Perchè lei mi ha detto, soffriva, e la gente non può sapere cosa provava lei in quel momento. Ok gli ho detto io, forse soffrivi, ma sei tu che te ne sei andata non io. Ma lei non ha voluto sentire. Diceva che non sono cambiato perchè la pensavo sempre allo stesso modo. Ma non è vero. Sono la stessa persona si ma con la voglia di formare una famiglia, di pensare a lei e a nostro figlio se Dio vorrà. E’ questo il cambiamento. In cosa vuole che io cambi ? E’ questo che continuo a non capire Luna….
…Vuole un altro tipo di uomo forse o cosa ? Dovrei rinnegare tutte le scelte fatte in passato ? Ma perchè ? Ok posso aver commesso qualche errore. Ma si può parlare di separazione se un uomo e poco attento in qualche momento della giornata ? Se un uomo può collaborare di più in casa ? Se qualche volta e sottolineo “qualche volta” è arrivato tardi per cena perchè stavo a 10 metri da casa a parlare con un amico o con un parente ? Non sarebbe il caso di discutere e approfondire il discorso: dire a chiare lettere: questo mi da fastidio. Sai Luna, avevo la brutta abitudine di entrare in casa passando le scarpe sul tappeto solo un paio di volte, non pulendole bene quindi. Lei me lo ha sottolineato più volte. Bè non c’era giorno che non entrassi in casa in cui non pulivo le scarpe quasi dieci volte. Lo faccio tuttora. E’ un difetto che può portare alla separazione questo ? Mi ha rinfacciato di non essere una persona attenta, di essere una persona che antepone le proprie passioni a tutto il resto. Si certo ho le mie passioni, il calcio ad esempio, ma non le anteporrei a cose importanti, come la famiglia e figli. Ho cercato sempre di far convivere questa mia passione con il benessere della famiglia. Non credo sia grave posticipare un cinema o una pizza di un paio d’ore o il giorno seguente per aver modo di seguire una partita. Questo non significa che davanti ad un qualcosa di importante non rinuncerei ad una partita di calcio. Non mi sembrava di fare qualcosa di così malvagio. O sbaglio Luna ? Ecco in fondo sono queste le cose che a tutt’oggi mi rimprovera.
Comunque Luna non voglio dilungarmi ancora a cercare giustificazioni su me stesso. Io sono pronto ad andarle incontro su qualsiasi cosa. Ma lei sembra fregarsene di me. Le ho chiesto che mi dimostrasse amore. Lei mi ha detto che con me ha sempre dovuto dimostrare qualcosa. Ma credo sia normale che una donna che va via di casa, che ti chiede la separazione debba dimostrare di provare un sentimento per poter formare una famiglia con il marito che ha lasciato.
Quello che tuttora non capisco, nonostante questa crisi che sembra sia scaturita dai mie comportamenti, è come possa svanire in questo modo unamore che sembrava inossidabile e trasformarsi in rabbia estrema. Ma soprattutto non riesco a capire come mai oggi non sono sufficienti 50.000 parole (come dicevi tu Luna) per comprenderci, per dire le cose più semplici di questo mondo. Ci si capiva con uno sguardo anni fa. Oggi neanche un libro riuscirebbe a chiarirci. Ma perchè succede questo ? Perchè questo “difetto di comunicazione” ? Perchè questa difficoltà nel dialogare e nel pensare che ogni cosa debba essere detta per far male all’altro ? Io non sono così, non lo sono mai stato nè lo sono tuttora. Ma sono entrato in questo vortice da cui non riesco ad uscire. Capisco che ora lei ha anche altri problemi, di salute piuttosto gravi di suoi familiari e so quanto sia importante per lei. Me ne rendo conto e ho provato a starle vicino anche….
…per questo. Ma lei mi ha tirato fuori anche da questo ruolo. Dicendo che io ora le sono “d’intralcio”. In quanto io non le do la serenità necessaria. E lei ha bisogno di serenità per affrontare questi momenti.
Mi hai dato tanti consigli Luna. Ho visto che non hai terminato il tuo ultimo post. Cosa pensi ? Come dovrei comportarmi in questo momento ? Nonostante tutto la cosa certa è che io le voglio davvero bene. La amo. Ma lei pare non capire. Non credo davvero che a lei non importi nulla sul serio. Forse ha davvero paura. Forse sta attraversando anche lei un momento terribile. E forse le ho fatto più male (inconsapevolmente) di quanto possa immaginare.
Cosa ne pensi ? Mi sembra sempre di tralasciare qualcosa di importante da dirti.
Un bacio e buona festa
Ciao Fuori dal Coro, ciao Luna. Mi ha colpito la frase che hai detto a tua moglie “…non sapendo fare la moglie come poteva pensare di fare la mamma ?”. .. anche il mio ex l’anno scorso, durante una discussione quando ormai era chiaro che aveva già detto e fatto ogni cosa per ferirmi e che per me era solo routine, dolorosa ma interrompibile, mi rincorse mentre andavo al lavoro e mi gridò in faccia “Credi di essere una brava mamma??” Ricordo che lo guardai come se non l’avessi sentito, mentre quella frase era come un calcio ben assestato al cuore. Quando rincasai fù l’unica volta che mi chiese scusa. Le dinamiche che si innescano quando qualcosa di prezioso, paragonabile alla tua stessa vita ti sta sfuggendo irrimediabilmente dalle mani, possono facilmente sfociare in qualcosa di veramente brutto. E’ fondamentale, secondo me, non fingere MAI che un fatto brutto non sia accaduto, pensando che ignorandolo sarà come se non fosse mai successo. Ma tu hai chiarito, tu hai fatto un lavoro fin troppo dissanguante di autocritica. Fuori dal Coro, concordo con Luna, già avevamo chiarito: considerare un figlio una prova d’amore del partner è molto molto pericoloso. Ci vogliono pochi secondi per concepirlo, ma si crea una vita! Tu avevi delle paure paralizzanti prima, ora sei più sereno…anzi senti anche tu l’esigenza di metter su famiglia, ma lei proprio non ti concede appello!! A costo di mettere in crisi pure sè stessa, non riesce a capire il nodo centrale della questione non sei tu, bensì LEI. Anche lei mi sembra paralizzata sulle sue posizioni dalla paura di non diventare madre, dovrebbe cercare di smorzare la tensione di guardarsi dentro, se c’è l’amore il figlio verrà…ma se vuole il figlio nonostante nutra ancora rancore verso di te, allora i presupposti non ci sono. Se vi amate PARLATE e chiaritevi, lascia che lei si sfoghi, falle dire tutto quello che vuole e poi replica punto per punto per iscritto. La chiarezza è la base fondamentale per ogni tipo di rapporto, altrimenti scoppia!
Bacioni a tutti.
aleba, ciao cara. E’ vero, esistono frasi bomba. Però c’è anche una differenza tra tenersele dentro, poi, e farsi i propri film (il mio lui lo ha fatto, e con una frase che, tra l’altro, lo aveva shokkato perché ne fraintese pure il senso) o dare all’altro anche la possibilità di spiegarci, chiarire. A me pare, fdc, che tu abbia spiegato, detto per due anni e mezzo e che anche lei, a parole, te ne abbia suonate parecchie, vedi anche riguardo il tuo presunto errore apocalittico, per cui te le sei suonate anche da solo, e quanto! – e continua a suonartele anche ora, sostenendo che la stai attaccando tu, e avanti e avanti anche se le hai spiegato, così dici, cosa senti e cosa vuoi.
lo considera, lei, che 2 anni fa, quando le hai detto le tue ragioni e motivazioni, il timore di uno scossone nei vostri equilibri (neanche tu fossi l’unico a formulare questo pensiero!) invece di rassicurarti di più e ragionare con te su questa tua paura e esigenza, trasmettendoti tranquillità, se n’è andata di casa, incazzata nera e chiusa? Considera che invece di darti una maggiore prova di tenuta della coppia ti ha dimostrato una sua inaffidabilità?
FUORI DAL CORO, perdonami, ma mi chiedo se tua moglie abbia la maturità necessaria per rendersi conto, al di là del concetto ideale di “maternità” e del fatto che vede tutto girare attorno al fatto di diventare madre come conferma di tutta una serie di cose, in cui forse e probabilemente l’insicura è lei, che le persone, non solo lei, hanno un’emotività e che l’essere genitori non è qualcosa per cui concepisci un figlio, e sempre al primo tentativo, il giorno dopo è nato, e suona una musichetta da commedia americana mentre tutto si risolve nel fatto che ti senti una donna con la medaglia perché cammini con tuo figlio dentro alla carrozzina e tutti ti fanno i complimenti.
Non vorrei sembrarti caustica, non sto dicendo che per una donna il fatto di diventare madre non significhi tutta una serie di emozioni fortissime, e che non sia un tema delicato.
Ma sto dicendo che se una donna non ascolta l’uomo con cui vuole avere un figlio e non lo vede come un partner alla pari nel momento in cui lui lei sta dicendo come si pone lui nei confronti della paternità, e non riesce a parlare più serenamente e costruttivamente di cosa significa, per ENTRAMBI, questo passo importante e parte per la tangente dicendogli che lui è un egoista e che non capisce, non sa, non vuole, non è, e prende la porta di fronte ad un incomprensione, una difficoltà e chiude il dialogo e dà tutto per scontato… beh, mi chiedo se stia lasciando davvero spazio (mentre dice che il suo uomo NON LO VUOLE) a quell’uomo come marito e padre.
E mi chiedo (e penso che tu abbia tutto il diritto di chiederlo) se avrebbe lo stesso identico o simile atteggiamento se concepire il figlio si dimostrasse più difficile del previsto, durante i nove mesi di gravidanza (che non sono solo guardarsi la pancia), nei primi mesi in cui non si chiude occhio e si impara appena cosa significhi avere un figlio per davvero, e in seguito e in seguito e in seguito e non solo fino alla maggiore età del pargolo.
Io non ho figli, ma tu dicevi del vero quando dicevi che un figlio cambia gli equilibri. Può cambiarli anche in meglio, ma li cambia, e più che mai, credo, serve essere una squadra, e dirsi le cose, e spiegarsi le cose, e anche palesare i dubbi, e anche riuscire a sopportare tensioni o incomprensioni e riuscire ad aggiustare il tiro e rassicurarsi a vicenda. E questo te lo dico perché io non ho figli, ma sono una figlia, e al contempo perché i miei amici hanno figli, chi uno, chi due, chi tre. E peraltro la maggior parte li hanno avuti all’età di tua moglie. Ci sono coloro che hanno sempre saputo che avrebbero avuto dei figli, e coloro che ad un certo punto si sono incontrati in questo progetto anche aspettandosi a vicenda e considerando, non in modo accusatorio, che era un passaggio che richiedeva una serie di riflessioni e assestamenti. I genitori che conosco discutono e a volte si innervosiscono, ma non è che si separano perché lui non ha capito in tre secondi e mezzo come si tiene un bambino.
A volte si sentono incompresi, lui o lei, a volte vedono l’altro o l’altra come un egoista patentato. A volte capita che uno faccia una cosa credendo di fare bene e che l’altro soffra perché invece voleva che facesse qualcosa d’altro.
Questo te lo dico perché li vedo. Ma li vedo con affetto anche vivere queste incomprensioni, umane tensioni, soprattutto all’inizio di questa meravigliosa e faticosa avventura, e nel caso in cui, assestati sul fatto di avere il primo figlio, arriva il secondo e bisogna ricominciare daccapo, ricreando un nuovo equilibrio, avendo meno tempo per sè. Vedo madri restarci male perché lui non ha capito che doveva arrivare prima dal lavoro, ma al contempo poi digli “vai, vai a prendere aria con il tuo amico un’oretta” perché si rendono conto che sennò lui scaturisce, e non perché è un cattivo padre che non ama sua moglie e suo figlio, ma perché anche lei a volte rischia di scaturire, e non perché è una cattiva madre o non ama suo marito.
Sento persone, al di là degli ideali, dire la verità, pure con gli occhi pieni d’amore: “finalmente sono tornata a lavorare e a parlare con gente più alta di un metro” (però sempre con il cuore di mamma e non vedendo l’ora di tornare a casa) o “sono mesi che non riusciamo a chiudere occhio”. L’altro giorno parlavo con un uomo molto intelligente e simpatico, ci conosciamo da quando eravamo ragazzi, anche con sua moglie. Hanno due figlie piccole, una ha sette mesi. Lui chiacchierava con me di libri, lavoro, varie tenendo in braccio la figlia di sette mesi. La moglie chiacchierava con le amiche seguendo la bimba più grande. Erano una squadra, non è che uno diceva all’altro: te ne freghi di me perché stai parlando/te ne infischi perché non stai correndo dietro alle tue figlie contemporaneamente.
Lui ADORA sua moglie e le sue figlie, e secondo me allargheranno ancora la famiglia. Se la squadra funziona e le possibilità economiche ci sono perché no? Ma la squadra che funziona non è una cosa da spot pubblicitario in cui le persone si leggono nel pensiero e non sbagliano MAI. Lui mi diceva: “A volte ci rendiamo conto che passeranno anni prima di poter fare una vacanza come quella che facevamo una volta, noi due”. Ma non lo diceva tipo rancore, rammarico, egoismo. Lo diceva perché è vero.
Io preferisco le persone vere, FUORI DAL CORO, quelli che ammettono di essere anche stanchi, insicuri, quelli che dicono “a volte mi verrebbe da scappare fuori dalla finestra, perché sono stanco/a, poi però non lo farei mai perché amo tutto ciò che ho”.
Li preferisco a coloro che pensano di sapere sempre cosa è giusto, e che giusto sia un modo solo e basta, e che se dici: “a volte scapparei dalla finestra” invece di riderci su insieme, e dire “anch’io sai?” cambiando un pannolino insieme si segnano la frase sull’agenda come una prova di immaturità, disamore.
Io spero che tua moglie riesca a uscire dal suo senso del dramma e di schemi a modulo prestampato, che se metti la crocetta nel posto sbagliato game over
Ciao Aleba, Ciao Luna, grazie a voi per le risposte.
A te Aleba: una frase, come quella detta dal tuo ex “credi di essere una brava mamma” è una brutta frase. Ma non può essere il pretesto per la fine di una relazione. Mi spiego meglio: dai tuoi racconti il tuo ex te ne fatte di cose cattive e onestamente questa frase mi sembra il male minore. Una frase brutta può sfuggire, può essere detta in un momento di rabbia. Raramente si pensa davvero a quel che si dice. A volte è detta solo per “colpire”, per far sentire la propria rabbia. Non so, ripeto, non conosco il tuo ex, ma credo che ben altri calci ti abbia assestato che non quello nascosto dentro quella frase. Quante frasi si dicono a sproposito. Onestamente non è mia abitudine farlo e se lo faccio chiedo scusa. Ma a volte ripeto, possono sfuggire, senza che tu comunque possa pensare realmente, solo una virgola di quanto hai espresso. Credo Aleba che tu con tua figlia quante volte, come chiunque mamma e chiunque papà, abbia punito tua figlia dicendole magari frasi che neanche lontanamente pensi. E non credo che tua figlia si leghi queste frasi al dito pensando che tu non le voglia bene. Lo so che il rapporto madre/figlia non è quello marito/moglie ma il concetto è lo stesso. Come tu come madre non pensi realmente ciò che stai dicendo a tua figlia in un momento di rimprovero così un marito o una moglie non pensano realmente ciò che viene detto al proprio partner in un momento di rabbia. Anzi ti dirò le cose che realmente si pensano vengono dette proprio in una situazione contraria, quando cioè non si è preda di rabbia o nervosismi vari.
Dici bene anche tu Aleba quando sostieni che mia moglie sta vivendo con la paura di non poter diventare madre. E credo attualmente mi addossi ogni tipo di responsabilità in questo senso. Ma io la capisco ripeto. Quello che non capisco è perchè lei se ne sia andata, così come dice Luna, facendo la sua scelta, quando aveva a disposizione altre scelte per mettere in chiaro la situazione. Io ho fatto come dici tu Aleba: ho parlato, ho cercato di chiarire, l’ho fatta anche sfogare e spesso non ho replicato. Ma è bastato dirle che io in questi due anni e mezzo ho sofferto come un cane mentre lei è stata vista in giro sorridente per scatenare ancora rabbia verso di me. Io ho solo riferito ciò che mi è stato riferito e che cioè lei era stata vista in giro sorridente mentre io ero il ritratto dell’angoscia. Ma a prescindere se ciò sia vero o no perchè non prova a pensare soltanto che in fondo è stata lei ad andarsene di casa, a non parlare con nessuno, nonostante miei amici e miei parenti l’abbiano contattata a suo tempo per cercare di capire cosa stesse succedendo tra noi e, fondamentalmente, per cercare di aiutarci. Lei ha preso una decisione e ha chiuso con tutti. La gente cosa deve pensare ? Io non ho chiuso la porta in faccia a nessuno. Con gentilezza ho parlato a chi mi chiedeva e mi sono preso le mie responsabilità cercando anche di giustificarla per quanto…..
…mi è stato possibile considerando il fatto che è andata via lei di casa.
Luna io non so se l’insicura è lei. Fatto sta che io le ho dato insicurezza negli anni passati non garantendole la possibilità di diventare madre anzi negandogliela proprio. Purtroppo cara Luna ho sottovalutato il ruolo della donna. Onestamente e ingenuamente ho creduto che una donna, e in questo caso lei, credesse all’amore di coppia più di ogni altra cosa. Non ho capito, ed è questo il mio errore più grave, che fondamentalmente la donna mente in secondo terzo piano il rapporto di coppia quando desidera avere un figlio. E’ inutile che ci giriamo intorno: la donna nasce per essere madre. Sono rari i casi in cui una donna non ha questo istinto. Ed io non l’ho capito. La donna, checché se ne dica sceglie l’uomo per procreare. Ed io sono stato un ingenuo ai massimi livelli.
Anche perché anch’io voglio una famiglia e un figlio con lei. Solo che per me il rapporto di coppia è fondamentale prima di mettere al mondo un figlio. Io non riuscirei mai a pensare di avere un figlio se non con lei. Perché è lei che ho scelto come moglie e…come madre, nonostante lei pensi il contrario.
Parli da donna matura Luna. E non capisco perché lei invece in questo momento sembra dimostrare il contrario. Da questo sito nei miei scritti non ho mai parlato male di mia moglie. L’ho considerata e la considero tuttora una donna in gamba, sensibile, intelligente, con dei valori, come se ne trovano poche in giro. E soprattutto una donna di sentimento. E di fronte a tutto questo non riesco a capire come possa essere cambiata in questo senso. Come possa cioè avermi messo alla berlina. Io che venivo al primo posto, io che avevo tutte le qualità di questo mondo, io che ero buono di carattere, io che ero disponibile con tutti. Ora sono diventato alla stregua di un inetto. Come è possibile tutto questo ? Come è possibile che accada tutto ciò nella mente e nel cuore di una donna che fino a poco fa mi considerava come la persona più importante del mondo. Chiedo a te Luna che ti vedo molto in gamba per ciò che riguarda gli aspetti psicologici ( e non solo) cosa accade in questi casi.
Ho letto la disamina che hai fatto sulla gente che ha figli. Di come si comporta in casi di difficoltà. Certo mi hai portati esempi di gente molto matura. In grado di valutare ogni aspetto delle questioni legate ai figli. Onestamente io credo che ormai lei mi veda come una persona non in grado di poter gestire una famiglia, un figlio. O forse realmente non prova più nulla per me a livello di sentimento. Ma allora perché è tornata a cercarmi ? Perché mi ha detto che voleva riprovare ? Che quando ci siamo visti era stata bene con me ? Perché poi è cambiata nuovamente ? Cosa voleva che le dimostrassi ? Mi chiedeva se avevo davvero capito di aver sbagliato. Ma io oltre al discorso sulla famiglia non sono riuscito a capire cosa in realtà lei volesse che ammettessi sui miei sbagli. Non credo di non aver ucciso nessuno comportandomi…
…come mi sono comportato. Ieri vedevo dei miei amici con i loro figli piccoli giocare assieme e l’altro ieri sono stato con il mio nipotino a divertirci in montagna. Ho provato gioia, e anche lui l’ho visto bene con me. Ma insieme a quella gioia ho provato molta tristezza nel ritrovarmi senza un figlio per un mio sbaglio di qualche anno fa e per non aver avuto la reale possibilità da oltre due anni e mezzo per rimettermi in carreggiata con la donna che amo tuttora.
Ma com’è possibile questo paradosso ? Alebva riprenderebbe suo marito se solo lui non la trattasse più come prima. E io ? Cosa devo dimostrare io ? Sto chiedendo solo amore. Amore verso un marito, rispetto e fiducia. Ormai ripeto da due anni non so più cosa sia la serenità. Non riesco ad andare avanti. Vorrei ricominciare con mia moglie ma come vedete non ci si riesce a capire. L’idea di iniziare una storia con un’altra donna non mi sfiora neanche l’anticamera del cervello perchè ho sempre lei in testa. E allora ? nella mia condizione cosa dovrei fare ? Forse scrivere così come mi ha suggerito Aleba ? L’ho fatto tante volte in passato, dovreiu farlo ancora per quest’ultimo periodo ? Spiegare ancora una volta nei dettagli tutto quello che penso ? Il perchè vorrei amore prima di pensare a diventare padre ? Ma possibile che lei non l’abbia capito ?
Ormai ho un nervosismo estremo che mi attanaglia ogni giorno lo stomaco. Mi sento di aver buttato la mia vita e di non aver più tempo ma soprattutto la voglia di poter recuperare. Io vedo lei solo lei, mia moglie la donna che ho amato, che amo ancora nonostante da due anni e mezzo mi stia facendo soffrire come un cane. Mi chiedo come mai la sua sofferenza non le permetta di perdonare il mio sbaglio (o i miei eventuali sbagli) e riprendere la storia con me. Mentre io nonostante l’abbandono, le brutte cose dettemi, la separazione chiestami continuo ancora a pensare a lei e a pensare che tutto il passato può passare nel dimenticatoio ?
Siamo due persone oneste, civili, buone d’animo, con valori veri dentro eppure ci stiamo facendo la guerra. Anche inconsciamente forse. Ma perchè tutto questo. Continuo a chiedermi questo da due anni. Vi parlo vi scrivo ma non riesco a comunicarvi i dettagli nei quali ogni volta sembra evidente che tra noi ci sia ancora qualcosa di grosso. Ma allora perchè tutto questo ? Cosa succede ?
Un bacio Luna, un bacio Aleba
Ciao Fuori dal Coro, certo la frase detta dal mio ex non è stata la causa della fine della mia relazione. Tutt’altro, infatti io ho scritto che ormai aveva detto e fatto molte cose per ferirmi, quell’ennesima frase era un colpo basso appositamente assestato per farmi sentire una merda… ma io sapevo che intendeva solo farmi male. Vedi Fuori dal Coro, penso sia chiaro da come ho scritto!, quella è stata l’unica offesa per la quale mi ha chiesto scusa e penso l’abbia fatto perchè proprio non poteva affermare che io fossi una cattiva mamma. . nessun genitore è perfetto è ovvio, ma c’è una bella differenza tra genitore cattivo e genitore che si impegna al massimo per fare del suo meglio. Le frasi che vengono dette vanno chiarite SEMPRE e una volta chiarito il punto con comprensione reciproca e disponibilità, si dovrebbe solo progredire. Credo che il mio errore di fondo sia sempre stato quello di dare la mano e non ritirarmi fino a quando oltre il braccio non mi hanno preso anche le gambe. In passato, dopo una frase del genere, io avrei passato notti insonni a cercare di capire dove sbagliavo come mamma e come potevo migliorarmi. Non mi sarei offesa, capisci Fuori dal Coro?? Qualsiasi altra donna si sarebbe offesa a morte! Io no, io sempre a interrogarmi su me stessa, a mettere in discussione ME mentre ora so che gli ho dato troppa corda. Poi mi guardo attorno e vedo donne casalinghe che si offendono a morte se i mariti gli chiedono una camicia stirata. Gli estremi non vanno mai bene, si deve parlare con franchezza e accogliere il proprio partner, solo così la relazione cresce…questo vuol dire COLTIVARE.
Ciao LUNA, condivido pienamente quanto scrivi..e si ricollega sempre al comunicare con empatia.
Fuori dal Coro, riguardo a mia figlia non le ho mai detto frasi per ferirla, certo la riprendo e mi arrabbio anche! lei, che è piccola, mi dice “allora non sei più mia mamma” e io le rispondo che sarò sempre sua mamma, punto! Con il mio ex ho trascorso 15 anni a soffrire per le sue frasaccie nei miei confronti al punto di uscirne convinta di essere davvero inferiore a lui e a tutti quelli che lui diceva essere migliori di me, nel frattempo evitavo accuratamente di ferire lui non parlando di alcune cose che sapevo gli facevano male e rassicurandolo sul suo valore come uomo ogni volta che qualcuno menzionava quelle verità, prima fra tutte: casa, terreni e soldi gli sono piovuti addosso grazie alla morte di qualcuno…non perchè se li è lavorati! Quando ho preso atto della fase terminale del mio rapporto, ho DOVUTO smettere di proteggere lui e cominciare a difendere me stessa…e ti assicuro che su molti aspetti l’ho protetto ancora.
Fuori dal Coro : “Mi chiedo come mai la sua sofferenza non le permetta di perdonare il mio sbaglio (o i miei eventuali sbagli) e riprendere la storia con me.” Questa è la domanda cruciale che dovresti porre a lei e chiederle di rispondere per iscritto, con carta e penna…non al pc. Secondo me neppure lei ha capito bene il motivo preciso della sua indisponibilità nei tuoi confronti. Immaturità e autoconsapevolezza in erba, questo mi sembra tua moglie. Scusami se sono così diretta, io lei non la conosco, ma non condivido il suo modo di relazionarsi con te. Mi sembra alquanto capriccioso e un figlio non è un capriccio. Capisci cosa intendo?? Vi siete allontanati, ti ha chiesto la separazione ed ha avuto a disposizione due anni per elaborare la sua posizione. . . secondo me non ha fatto una analisi interiore, si è limitata ad argomentare anche tra sè e sè sui tuoi errori, sui tuoi maltrattamenti e sul tuo egoismo. Improvvisamente il lutto che ti ha toccato da vicino ha svegliato in lei il bisogno di esserti accanto e, senza dubbio, ha capito che non è finita tra voi. Eppure non riesce a sedersi vicino a te, mettere le tue mani sul suo grembo e dirti: ti amo e voglio vivere con te, capisco le tue paure e anche io sono spaventata, ma insieme saremo in grado di affrontare i periodi brutti e vedrai che avremo meraviglie nuove da condividere…magari in tre. Il passo dovrebbe farlo lei e dovrebbe farlo nel modo giusto: con amore, nell’amore e per l’amore. se ami una persona ti viene spontaneo andarle incontro, puoi incontrare scogli tuoi personali da superare, ma due anni Fuori dal Coro, non le sono bastati? Non, perchè non li ha messi a frutto. Sembra che senta di avere il coltello dalla parte del manico, che possa sentenziare sui tuoi sentimenti per lei e sulla tua disponibilità perchè tu non ti sei lasciato andare durante quel rapporto. Ma lei in quel momento stava facendo l’amore con te oppure stava sottoponendosi ad un intervento di inseminazione?? non riesco proprio a capire. Eppure tu sei qui che ti scervelli, che ti fustighi e scivoli…per aver detto “non ora”. Che differenza avrebbe fatto rimanere incinta tra qualche mese prendendosi un periodo da trascorrere a riscoprirvi, a perdonarvi l’un l’altra per la sofferenza che vi sieti procurati? In caso di amore consapevole, lucido, concreto e maturo: NESSUNA differenza. In caso di un amore che vuole ricevere più che dare, un amore immaturo e miope…NETTA differenza. Fuori dal Coro, quasi ogni giorno verso mezzanotte esco in balcone a guardare il cielo, sai quando tutto e calmo e silenzioso? mi rendo conto che a me bastava che lui ogni tanto, anche solo una volta all’anno mi avesse detto che per lui ero importante, che apprezzava l’avermi al suo fianco, che si riteneva fortunato ad avere una famiglia senza problemi di salute e economici. Non l’ha mai fatto! mi ha detto “io ti amo” il giorno stesso che sono andata via. Come si fa?? Come si fa?
Ciao Aleba
Credo di essere una persona che durante tutta la sua vita avrà detto qualche frase infelice. E sempre dettata dal nervosismo. La vita di tutti i giorni credo sia composta da innumerevoli situazioni per cui a volte il nervosismo accumulato o una particolare situazione ti spingono a dire cose che neanche si pensano.
La frase detta a mia moglie fu pronunciata in un momento di nervosismo nei suoi confronti, ma ti assicuro che non pensavo minimamente quello che avevo detto. Credo forse sia stata l’unica frase infelice rivolta direttamente a lei in tutti gli anni di relazione. Ammetto che certe frasi non debbano essere mai dette, ma a volte possono sfuggire. Io credo sia da prestare più attenzione a situazioni o cose che vengono dette o fatte in condizioni di normalità, quando cioè il nervosismo non prende il sopravvento. Tu Aleba, parlando del tuo uomo hai sempre evidenziato delle cose che a me facevano inorridire come uomo. Se mi avessi detto che in tutta la vostra relazione ti avesse pronunciato contro 4 frasi infelici e tu te la fossi presa allo stesso modo mi sarei inorridita nei tuoi confronti.
Vedi Aleba, in questi due e mezzo è capitato che io e mia moglie ci siamo lanciati talmente tante frasi brutte addosso che credo non basterebbero due vite. Purtroppo, e lo dico anche per lei, ciò era dettato dall’estrema rabbia che avevamo ognuno nei confronti dell’altro. Ma ti garantisco che nonostante tutto se lei tornasse a vivere con me quelle frasi sarebbero poste nel dimenticatoio proprio perchè dette in un momento di rabbia.
Tua figlia è piccola e chiaramente non capisce che tu la rimproveri per il suo bene però in quel momento la rimproveri. E il fatto che lei ti dica “tu non sei più mia mamma” testimonia il fatto che tu le abbia potuto dire o fare qualcosa che ai suoi occhi è apparso negativo. Ma è chiaro Aleba che tu provi amore per tua figlia. Questo è quello che sto cercando di far capire: non sono due, tre frasi infelici a decretare un “non amore”. Invece a me è successo questo. Tre frasi dette male sono state prese come un qualcosa di tremendo al punto tale che a distanza di anni mi vengono rinfacciate con rabbia e…odio direi.
Purtroppo Aleba sto vivendo una fase della mia vita in cui mi sento colpevole di chissà cosa pur non avendo crocifisso nessuno. Nella mia vita ho assistito a fior fiori di litigi con tanto di parole grosse e a volte alzate di mani e io lì a dividere a parlare, far da paciere.
Io che non ho mai alzato nè voce nè mani mi ritrovo oggi ad aver ferito persone senza essermi reso conto di averlo fatto. E sto pagando dentro di me come se tutto questo avesse avuto uno scopo: quello di ferire una persona. In questo caso mia moglie.
Mi sto rendendo conto in età adulta quanto sia realmente difficile vivere. Quanto sia difficile essere capiti pur parlando chiaro. Quanto a volte vengano perdonati omicidi, stragi e via dicendo e quanto invece venga pesata una parola detta male. Sembra non esserci scampo per una…
Avete letto la mia storia, ho confidato qui situazioni che conoscono poche persone. Alcune di queste persone hanno sentito anche la “sua campana”. Sono rimasti allibiti per le motivazioni che lui tira fuori. Allibiti!! Mi accusa di aver dovuto sopportare innumerevoli cose che gli davano fastidio. Tra le poche che è riuscito a dirmi: ha dovuto sopportare che tutte le sere, dopo cena, uscivo in giardino 15/20 minuti con i cani e i gatti. Ridicolo!! Dopo che ci siamo trasferiti nella sua nuova villona, non gli andava giù che io non facessi più le pulizie nella casa dove stavamo prima (vuota). OK ci sto ricascando, non voglio parlarne…mi sento veramente stupida ad aver pensato che avrei “tenuto botta”, ad aver pensato che bastava che lo capissi e lo amassi, ad aver pensato che non avevo bisogno di comprensione e amore per me stessa.
Fuori dal Coro, capisco bene che ti senti disorientato, che hai l’impressione di parlare aramaico antico. Eppure noi comprendiamo ciò che scrivi, e questo ti manda in crisi ancora di più…perchè lei non capisce. Tutto ciò che posso dirti è che il passato non va rinnegato, ma non può essere una zavorra e non va “tenuto vivo” a costo di sacrificare il presente e ipotecare il futuro. Ho da poco ritrovato l’abitudine di ringraziare, anche ad alta voce, per ogni giorno che si conclude andando a dormire in pace. Non ringrazio Dio in particolare, ringrazio la vita…il mondo. Prima lo facevo sempre, ho smesso senza accorgermene, andavo a dormire sempre più spesso con una sensazione di nero, di cupo oppure di estrema alienazione… Ora di nuovo ringrazio per le giornate che vivo, anche se le pressioni a volte sono tante, quando spengo la luce mi viene spontaneo dire “grazie per questa giornata”
…persona che pur essendo buona d’animo può essersi fatta sfuggire una parola che non doveva. Mi chiedo come abbiano fatto i nostri genitori ad andare avanti. Vedo mia madre distrutta dalla morte di mio padre. Eppure…quante se ne sono dette!!!! Ed io non capivo. Per me era assurdo potersi dire certe frasi e poi continuare ad andare avanti come se nulla fosse. L’ho chiesto a mia madre come abbiano potuto andare avanti per tanto tempo. E lei mi ha risposto che evidentemente c’era qualcosa di grande tra di loro, di forte. Mi ha messo a tacere. Una risposta d’amore Aleba.
Io invece sto qui. Cento mie frasi d’amore, cento miei complimenti sinceri, un amore vero non hanno potuto nulla contro tre frasi infelici. Mi chiedo se questo sia giusto. Nonostante le scuse sincere che ho proferito nel corso di questi due anni e mezzo.
E ci sto male Aleba, non sai quanto. Soprattutto quando so per certo che niente è stato detto da me con lo scopo di fare del male.
Aleba, mi dici che qualsiasi donna si sarebbe offesa a morte di fronte ad una frase del genere. E io mi chiedo “perchè ?”. Perchè ci si offende a morte per una frase che neanche si pensa. Che magari è uscita fuori nel corso di una lite. Perchè oggi non si comprende che “errare è umano” che l’uomo o la donna possono sbagliare, che non si può essere sempre sereni e sempre controllori di se stessi ?
E, perdonatemi Aleba e Luna in quanto donne, ma perchè noi uomini siamo più malleabili in questo ? Pochi giorni fa mia moglie mi ha detto delle cose per le quali dovrei sparire dalla faccia della terra. Eppure ho capito la sua rabbia anche se mi ha detto cose non carine.
Vedi Aleba, tu hai citato tua figlia. Vorrei riparlarti tra qualche anno quando magari lei sarà adolescente e ti farà (spero di no) dannare l’anima perchè quella è un’età difficile. Quante volta dovrai rimproverarla e anche forse risponderle male perchè magari anche lei ti risponderà male. Ma questo vorrà dire che tu non ami tua figlia ? No di certo Aleba. Però potrebbe succedere che potrai uscire fuori dai gangheri senza per questo perdere l’amore materno.
Ma questo pare non succedere negli altri casi. Non sai cosa sto passando per aver detto queste due tre frasi e sentirmele rinfacciare ogni volta quasi avessi ucciso Cristo. E nonostante tutto ci soffro perchè penso di avrela fatta soffrire involontariamente.
Sai Aleba mesi fa ero giù, a terra. Ora sono nervosissimo. Non ho un momento di serenità e non so quando la ritroverò.
Questa storia mi ha veramente distrutto. Non riesco a toglermela dalla mente, nonostante tutto. Ma soprattutto non riesco ancora a rendermi conto dopo due anni e mezzo che una persona possa trasformarsi in questo modo nei confronti di una persona che alla fine ha solo pensato a star bene. A star bene insieme a lei.
Non capisco e non capirò mai.
Ciao Aleba
Aleba
Rispondo ai tuoi post nn. 737 e 739 che prima non avevo visto.
Ho poco da aggiungere. E’ vero lei si è riavvicinata a me dopo il lutto. Capendo forse che non era finita tra noi. Dandoci un’altra possibilità. Ma non è stata in grado di fare quello che hai detto tu. Non so perchè. Forse per paura, non lo so, non riesco a capirlo. Io avrei voluto che lei mi dicesse quello che hai scritto tu. Io cercavo quello, che mi rassicurasse, che mi dicesse che mi amava, che era spaventata ma che voleva ricominciare con me. E questo mi è mancato. Questo ha fatto si che non mi lasciassi andare.
A me dispiace non averla resa madre a suo tempo, averle dato qualche risposta sbagliata. ma come hai sottolineato tu mi sono fustigato per questo. Ma non posso tornare indietro. Non mi è concesso. Mi dispiace per lei, vorrei rimediare. Ma vorrei avere la certezza che lei mi ama davvero, come prima, anche se lei è cambiata. Lo accetterei. Ma voglio amore, solo amore da parte sua.
Non chiedo altro.
Ciao Aleba non posso dilungarmi oltre adesso devo chiudere qui.
Ciao
fdc, sei il primo a dire che le sue reazioni non sono mature, costruttive, democratiche e che le trovi esagerate e che ti fanno stare male. Però, mentre dici che sai le tue intenzioni e i tuoi buoni sentimenti nei suoi cfr, mentre ti rispondi, da solo, comunque, in un modo assertivo comunque anche cadi nel ‘tranello’ di sentirti colpevole e inadeguato. Anche se percepisci il suo comportamento molto più destabilizzante del tuo. Dici che gli uomini son più malleabili. Io dico che la questione sta più nel carattere che nel genere. E che la questione non è se si può restare male per una frase, perché certamente si può. Il punto è che se una persona si spiega, scusa, chiarisce il suo pensiero e le sue intenzioni. Per quanto riguarda il rimprovero ai più piccoli conta come lo si fa. Il rimprovero, il divieto, la critica sono necessari, possono essere costruttivi o distruttivi. E’ chiaro che nessuno è perfetto, neanche i genitori e gli educatori
e che quelli tra ragazzi e genitori (reciprocamente) sono rapporti ‘sensibili’ e anche quelli con figure educative di riferimento (insegnanti, allenatori…) però se guardo indietro, per quanto mi riguarda, mi ricordo chi mi dava una sensazione costruttiva e accogliente anche nella critica e discussione e chi no. Personalmente, che si tratti di uomini o donne, ora che sono ‘grande’ (ma in realtà da sempre) mi trovo meglio con chi non si lega al dito una frase o un’azione, senza neanche ascoltare, chiarire. Ciò non significa che si possa o debba perdonare tutto, ma son d’accordo con aleba, qualche mese non avrebbe fatto differenza, semmai in positivo.
Bè Luna, obiettivamente gli uomini sono più “malleabili” sotto certi punti di vista. Poi l’eccezione conferma la regola. Ma in genere noi uomini non ci leghiamno le cose al dito. Poi ripeto ancora esistono le eccezioni. La donna rimane un po’ “cattivella” per natura (senza offesa per carità).
Poi Luna, io mi sento colpevole perchè ho sbagliato, in buona fede ma ho sbagliato. Mi pare eccessiva la reazione di mia moglie che ha visto nel mo rifiuto un volerle fare del male. Quasi una cattiveria.
Poi dici bene che nessuno è perfetto. Ma proprio nessuno neanche i genitori come giustamente dici tu. E ti posso garantire che ho visto genitori rimproverare in malo modo i propri figli. Ma non ho mai pensato che non provassero amore nei loro confronti. Questo per ribadire ancora una volta che non si può dar troppo peso ad una frase, soprattutto se pronunciata in un atto di nervosismo. E ancora come dici tu quando si è chiesto scusa. Non si può perdonare tutto. Infatti si può non perdonare un omicidio, al limite un tradimento ma non una frase infelice.
Non so se mi sono spiegato a dovere.
Ciao Luna
ribadisco la mia idea sul carattere, indipendentemente dal genere. Per il resto il problema non è la frase, e non è neanche lo sbaglio di tempi in sè.
Ieri sera l’ho incontrata per caso. E’ passata a pochi metri da me. Sono certo che mi abbia visto. Non mi ha degnato di uno sguardo. Perchè ?
senti, fdc, ad un certo dovrebbe anche scattare un sano istinto di autodifesa. E non parlo da parte di lei, ma da parte tua. E non ho parlato di rancore, offesa, musi, ripicche. Ma difesa del proprio equilibrio. Ovvio, io ho letto solo te e non so quindi se le hai fatto altre cose ‘inenarrabili’, ma quelle che hai narrato, ferme restando la sensibilità, emotività di ognuno sono cose di questo mondo per cui io non credo che una persona vada ‘punita’ per oltre 2 anni e mezzo e come se, a sua volta, però non avesse una sensibilità e emotività. I tuoi bisogni e la tua sensibilità dove sono mentre lei ti accusa e punisce da oltre due anni?
hai detto no, in QUEL momento, al mettere al mondo un figlio comunque MOTIVANDO le tue ragioni e il tuo sentire. E, mi ripeto, dal mio punto di vista non erano motivazioni dell’altro mondo. In QUEL momento hai detto qualcosa che MILIONI di persone al mondo, anche coloro che poi hanno avuto il primo, secondo, terzo, settimo figlio si son trovate a pensare o dire. Anche donne. Hai espresso un pensiero che aveva delle ragioni. Avrebbe potuto parlarne CON TE in seno al matrimonio. Si è spostata FUORI dal matrimonio. Avrebbe potuto spostarsi per dare un messaggio chiaro, inequivocabile, evidente di quanto ciò era importante per lei. Non un ‘ricatto’ ma una SUA evidenza. Avrebbe potuto non ottenere cmq una risposta affermativa da parte tua (potevi non sentire anche tu il desiderio di un figlio. E sarebbe stato il TUO punto di vista) mentre è successo che, per quanto tu considerassi quell’abbandono del tetto coniugale una sconcertante e distruttiva assurdità, hai colto e accolto la sua emotività. E non sei arrivato a elaborare l’idea di un figlio solo per un ultimatum. Ma lei cmq ti ha insultato per due anni e mezzo ed è uscita dalla coppia. Poi è tornata aspettandosi che TU fossi così e colà e rimediassi. Ma SOLO TU? e che se ne renda conto o no ha messo la paternità come un ricatto, la maternità come simbolo di un SUO riscatto, non ha accettato un dialogo paritario e maturo che va al di là del suo solipsismo e, mentre ESIGEVA la maternità, di nuovo ha trattato una cosa seria come una relazione A DUE, che in teoria vorrebbe più stretta ancora e terreno sereno e stabile per una creatura, come un qualcosa in cui si entra e si esce come gira la tramontana. Personalmente non vedo nelle reazioni di tua moglie una questione di genere. Una frase, un comportamento può colpire, ferire indistintamente uomini e donne.e come assorbiamo, reagiamo, gestiamo un conflitto, interno o esterno, e una relazione riguarda ben più il modo di rapportarci con noi stessi, l’altro, la vita, emozioni e frustrazioni che il genere.
Non so cosa dire Luna. Non riesco purtroppo a farmi scattare quel meccanismo di autodifesa di cui parli per proteggere il mio equilibrio. Ormai credo di essere entrato in un circolo vizioso che mi impedisce di farlo. Sai Luna, nonostante tutte le cose che sono successe in questi due anni fondamentalmente sono fermo a quando le rifiutavo di fare un figlio. Perchè penso che lì stia la base di tutto. Non avevo voglia allora ma solo per difenere la nostra vita di coppia a cui tanto credevo, pensando che l’arrivo di un figlio avrebbe potuto cambiarla in senso negativo. Un pensiero sbagliato che non ho saputo gestire come avrei dovuto. Le ho sempre detto che non volevo un figlio per paura di cambiare la nostra vita ma ho sbagliato a dirlo con parole che a volte possono ferire. Ripeto due tre frasi dette male ma che chissà a lei cosa hanno scatenato. Non ho capito che il mio rifiuto di un figlio e alcune frasi infelici avrebbero potuto creare lei ciò che si è rivelato a tutt’oggi. A volte si sta attenti a tante cose ma non si bada ad altre, nel mio caso perchè non mi sono reso conto del’eventuale gravità. Poi certo lei ha fatto i suoi errori. Primo fra tutti quello di covare dentro il proprio malessere. Poi quello di uscire di casa dopo aver elaborato il tutto nella sua mente senza farmi partecipe di ciò che le stava accadendo. Lei ha pensato che a me non importasse davvero nulla di avere un figlio, ha preso il mio rifiuto come definitivo. Ha pensato che non ci fosse nulla da fare. Ha sperato di essere capita. E il mio “non capirla” ha fatto si che lei elaborasse il fatto che “non la meritavo”
Adesso che si era riavvicinata dopo due anni mi ha messo alla prova. Ha voluto vedere se adesso fossi in grado di “lasciarmi andare” per avere un figlio senza se e senza ma. Ha voluto vedere se fossi realmente pronto. Non ha considerato il fatto che volevo semplicemente delle rassicurazioni sul suo sentimento. Capire quanto realmente teneva a me come marito e come uomo, non solo come eventuale padre di suo figlio. Lei agisce con il suo pensiero io con il mio. Io per carattere sono una persona che analizza sempre il proprio comportamento, in particolare quando succedono litigi o incomprensioni. E l’ho fatto anche in questo caso, mettendomi nuovamente in discussione. Pensando che forse lei era talmente segnata dal passato da non dovermi tirare indietro in una situazione del genere, anche a costo di non sapere in quel momento se lei mi amasse davvero o no. Ha prevalso ancora una volta la razionalità. Quella razionalità che mi ha spinto a pensare che un figlio è frutto dell’amore tra due persone e non un bisogno di uno o dell’altra. Un figlio ha bisogno di un padre e di una madre che si amino e si rispettino e non deve vivere in una famiglia in cui regnano incomprensioni e litigi continui. Ho pensato questo, come se un singolo rapporto intimo potessere essere quello giusto per procreare, quando invece si sa che non è così semplice concepire un figlio con un unico…
Non so cosa dire Luna. Non riesco purtroppo a farmi scattare quel meccanismo di autodifesa di cui parli per proteggere il mio equilibrio. Ormai credo di essere entrato in un circolo vizioso che mi impedisce di farlo. Sai Luna, nonostante tutte le cose che sono successe in questi due anni fondamentalmente sono fermo a quando le rifiutavo di fare un figlio. Perchè penso che lì stia la base di tutto. Non avevo voglia allora ma solo per difenere la nostra vita di coppia a cui tanto credevo, pensando che l’arrivo di un figlio avrebbe potuto cambiarla in senso negativo. Un pensiero sbagliato che non ho saputo gestire come avrei dovuto. Le ho sempre detto che non volevo un figlio per paura di cambiae la nostra vita ma ho sbagliato a dirlo con parole che a volte possono ferire. Ripeto due tre frasi dette male ma che chissà a lei cosa hanno scatenato. Non ho capito che il mio rifiuto di un figlio e alcune frasi infelici avrebbero potuto creare lei ciò che si è rivelato a tutt’oggi. A volte si sta attenti a tante cose ma non si bada ad altre, nel mio caso perchè non mi sono reso conto del’eventuale gravità. Poi certo lei ha fatto i suoi errori. Primo fra tutti quello di covare dentro il proprio malessere. Poi quello di uscire di casa dopo aver elaborato il tutto nella sua mente senza farmi partecipe di ciò che le stava accadendo. Lei ha pensato che a me non importasse davvero nulla di avere un figlio, ha preso il mio rifiuto come definitivo. Ha pensato che non ci fosse nulla da fare. Ha sperato di essere capita. E il mio “non capirla” ha fatto si che lei elaborasse il fatto che “non la meritavo”
Adesso che si era riavvicinata dopo due anni mi ha messo alla prova. Ha voluto vedere se adesso fossi in grado di “lasciarmi andare” per avere un figlio senza se e senza ma. Ha voluto vedere se fossi realmente pronto. Non ha considerato il fatto che volevo semplicemente delle rassicurazioni sul suo sentimento. Capire quanto realmente teneva a me come marito e come uomo, non solo come eventuale padre di suo figlio. Lei agisce con il suo pensiero il con il mio. Io per carattere sono una persona che analizza sempre il proprio comportamento, in particolare quando succedono litigi o incomprensioni. E l’ho fatto anche in questo caso, mettendomi nuovamente in discussione. Pensando che forse lei era talmente segnata dal passato da non dovermi tirare indietro in una situazione del genere, anche a costo di non sapere in quel momento se lei mi amasse davvero o no. Ha prevalso ancora una volta la razionalità. Quella razionalità che mi ha spinto a pensare che un figlio è frutto dell’amore tra due persone e non un bisogno di uno o dell’altra. Un figlio ha bisogno di un padre e di una madre che si amino e si rispettino e non deve vivere in una famiglia in cui regnano incomprensioni e litigi continui. Ho pensato questo, come se un singolo rapporto intimo potessere essere quello giusto per procreare, quando invece si sa che non è così semplice concepire un figlio con un unico….