Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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Per fuori dal coro
tuuto quello che ho letto nella tua lunghissima lettera del 14 dicem-, te lo ha spiegato molto bene luna, ed e’ un argomento molto complesso, quello che ho potuto capire dai tuoi ragionamenti, ti dico che a questo punto il problema di avere un figlio non e’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.il figlio non c’entra, e’ l’amore che lei provava un tempo dopo non c’era piu.
Lei ha cambiato vita,ha capito che non si sentiva piu capita, e’ il fatto di dargli tutto l’amore che tu dici di avergli trasmesso, a lei non andava piu bene, tu fuori dal coro, non puoi obbligare nessuno ad amare allo stesso modo in cui ami tu, le persone con il tempo cambiano,tu devi accettare come stanno le cose e devi farti la tua vita, devi accettare che e’ finita, e tu da questo orecchio non ci vuoi assolutamente sentire. Comprendo da cio’ che scrivi, che non riesci propio ad arrivarci a pensarla in modo diverso, e propio questo tuo modo di essere la fatta scappare. Ti dico questo perche’ ho notato anche io in alcuni discorsi fatti con mio marito che per come e’ cresciuto, lui non riesce a vedere nessunissima possibilita’ di eccezione, a volta mi ritrovo a fare monologhi, e’ lui mi ascolta e poi alla fine si, sembra che voglia cambiare ma poi lui e’ fatto cosi’, e’ ritorna sul suo binario.
Potremmo stare qui a parlarne per secoli, ma tu vuoi solo sentire parlare di amoreper come lo vedi tu, ma nella vita non e’ sempre cosi, se vuoi continuare a vivere devi cambiare, seno’ rischi di morire dentro un bicchiere di aqua, senza via di scampo.
Lei e’ scappata da te, e non le do’ tutti i torti, alla fine da un rapporto che viaggia solo in un senso non hai scelta.
aleba- non credere che fuori dal coro potrebbe essere la persona giusta per te, non c’e’ la giusta misura tra il tuo ex marito e lui.uno e’ troppo da un lato e’ l’altro e’ troppo dall’altro.
Per te ci va una persona che sappia mantenere il centro, una persona equilibrata, che sappia comprendere chi tu sia veramente, ma prima di tutto tu stessa devi ripristinare il tuo equilibrio, devi trovarlo tu stessa il tuo centro, seno’ non potrai mai aprire il tuo cuore a chi ti vuole donare il suo.
Senza offesa per nessuno dei due questi sono i miei pensieri rivolti a voi, poi sta a voi decidere.
Ciao luna
Maria
Ciao a tutti. Maria, hai scritto delle cose molto vere, bisogna arrivare al punto di sentire ciò che hai scritto, di sentirlo talmente dal profondo che o ti lasci morire o ti rimetti in strada e scegli di vivere. Io ci lo sto facendo, con i tempi che servono, con le ricadute, ma lo faccio e non torno sui miei passi. Fuori dal Coro è ancora in una fase che lo vede ancorato a qualcosa che lo trattiene dall’aprire le chiuse e svuotare la diga. Dicono che più grande è il dolore che riempie il cuore e più spazio ci sarà per un nuovo amore quando il dolore scemerà.
LUNA, hai fatto una bellissima analisi. Io ho investito tanto nella mia relazione, gli ho dato migliaia di possibilità, alcune tacendo e acconsentendo, altre esplicitamente accordate a seguito di crisi più o meno pesanti. In particolare quando lo avevo lasciato quasi otto anni fa. Per gli stessi motivi, avevo detto basta, quella volta mi sentivo disperatamente colpevole per non essere in grado di amarlo come voleva lui. Niente psicologo, solo io con tutti i controsensi, con tutti i discorsi assurdi di tira e molla da parte sua. Quella volta lui mi rincorse e mi disse che aveva capito, punto per punto. Disse che senza me non viveva e che non avrebbe mai trovato un’altra donna come me. Gli credetti, i discorsi che fece furono molto profondi e dettagliati. Io non potevo non credergli, mi diceva la verità secondo me e io l’amavo talmente tanto che mi fidai, non del fatto che fosse cambiato come persona, ma mi convinsi che aveva finalmente visto e toccato la donna che aveva di fronte. L’amavo e la nostra vita insieme era troppo importante, dare una concreta possibilità alla nostra storia di prendere il largo, di iniziare il viaggio in piena coscienza. Gli dissi che tornavo e che tornavo per lui, tornavo per restare e che non volevo più che la nostra storia scivolasse nell’abisso. Che doveva continuare a guardarmi e sentirsi accolto, perché io ero vicina…sempre a patto che mi fosse stato vicino lui e che mi accogliesse con le stesse chiare parole che usò per farmi tornare.
Non è andata così. E’ arrivata la bimba, l’eredità, il delirio e io sono finita in un baratro senza fondo, buio e freddo e continuavo a scivolare. Era lui che mi spingeva già e più io cercavo di aggrapparmi, più lui spingeva, salvo accusarmi di starmene andando da lui, di lasciarlo solo. Tutto come prima, peggio di prima. Forse per le mie parole “TORNO PER RESTARE”. Ma lui non ha più avuto orecchie, non ha più avuto occhi e io non esistevo più.
Io non torno sui miei passi, non ci torno a costo di restare sola.
Per aleba-
non mollare, renditi conto che quello che hai deciso e’ stata la cosa giusta da fare, non c’era nessun’altra soluzione.
ti auguro, con tutto il cuore di uscirne, da questo tunnel che ti tiene ancora legata a lui, con i tuoi tempi, senza metterti fretta,impara ad essere consapevole poco alla volta di tutto cio’ che pensi, e’ trasforma i tuoi pensieri negativi con energia positiva.
Non fossilizzarti, sulle solite cose,( capisco che sei ancora tormentata da tanta confusione mentale), ma anche il fatto di leggere sempre cose negative, la tua mente si direziona sempre sulle solite paranoie e ossessioni, quindi se il tuo corpo ti dice che devi staccare la spina anche con noi,perche’ ne’ sente ilbisogno, tu fallonon non ci offendiamo.
Impara ad ascoltarti, ora piu’ che mai sei diventata sensibilissima a tutto, e’ questo da un lato e’ anche bello, perche’ riesci ad non assorbire cio’ che ti da’ fastidio, cio’ che vuoi buttare fuori dalla tua vita, e dall’altro ti fa soffrire, perche’ dentro di di c’e’ ancora tanto magone, tanta voglia di piangere, che dirti…. Aleba.. Datti del tempo, ma con i tuoi tempi.
Per ritrovare l’equilibrio, devi vivere attimo dopo attimo della tua gionata , impara ad non avere fretta di concludere qualche cosa. Il tuo corpo per anni ha subito una violenza interna,e’ stato distrutto il tuo modo reale di essere, tu, sei diventata una donna che in realta’ non sei, sei stata trasformata ad immagine e somiglianza di una persona che con l’equilibrio di essere se stesso non ha nulla a che fare,ti sei attaccata a lui, in tutto perche’ credevi che era giusto cosi, perche’ credevi che l’amore che provavi per lui avrebbe risolto tutto, ma purtroppo alla fine non era cosi’ quindi ora smetti di pensare sempre a cio’ che hai dato dato a lui, ora questo non deve piu contare nulla per te, se d’avvero hai deciso di cambiare rotta.
Ora ci sei soltanto tu e’ la piccola che assorbe da te, tu sei il suo punto di riferimento, devi trasmetterle serenita’ assoluta, dalla forza di tutte e due nasce la voglia di combattere per una vita migliore.
credimi, e’ un lavoro duro da tirar su, ma se ci riesci e avrai fiduci costante in te ci riesci.
Tu ti sei addattata a lui, ma questo e’ stato sbagliato, ma nessuno lo potra’ mai capire questo meccanismo se non ci passa.
Lascialo perdere lui e’ inrecuperabile, ma tu no. Dimostra a te stessa soltanto, senza il parere di nessuno che tu sei unica. Solo tu stessa di puoi salvare.
Quando non sarai piu imprigionata dalle tue gabbie mentali, scoprirai che tu a quell’uomo in realta’ non ho ha mai amato, perche’ un amore cosi, e’ solo un’amore malato-malsano-perverso- e’ un ‘amore che non ti appartiene- perche’ aleba e’ tornata a vivere- e’ tornata ad essere libera.
ti auguro tutta la fortuna di questa terra.
E ricorda sempre- piccoli passi- fiducia costante in te stessa-e vivi attimo per attimo- con i tuoi tempi, non farti mettere fretta da nessuno- lascia che siano gli altri
Segue dal post 353- per aleba
lascia che siano gli altri ad adattarsi a te e non tu a loro-
Tu ti devi rieducarti per ritrovare dinuovo te stessa, e quando ti ritroverai non sarai piu attaccabile, sara’ poi il contrario lui si sentita’ minacciato dal tuo modo di essere, e non sarai piu raggiungibile in nessun modo.
Sarai libera-
Un’abbraccio maria
Ciao Maria, non so se starei bene con un uomo come Fuori dal Coro. Posso dire che se avessi avuto un uomo che non fa volare i piatti contro la credenza, che non spacca i tavoli a pugni, quando non accetta il fatto che io, in quanto persona e non sua appendice, ho le mie idee riguardo la gestione di nostra figlia, la gestione della casa, l’educazione dei cani, i fatti di cronaca ecc..ma che fosse disposto a parlare e ascoltare, probabilmente non mi sarei mai tirata indietro, neppure nei periodi più difficili o sotto le bombe della vita. Voglio dire che se un uomo dovesse ancora camminare con me, vorrei che fosse al mio fianco, non qualche passo avanti o indietro. Equilibrio, dici bene Maria. Equilibrio interiore che sto cercando di trovare tra i dondolii dell’umore e dei pensieri. Equilibrio nei rapporti che non devono togliere più di quanto danno e viceversa. Sono certa che l’equilibrio non è uno status quo, non è la meta che una volta raggiunta ti siedi e ti rilassi. L’equilibrio è un lavoro minuzioso di correzione della rotta durante il viaggio. Per questo anche io penso che nella vita si cambia. Non cambiano i fondamenti della persona, non cambiano i valori soprattutto se la vita non ti espone a gravi prove. Ma quando ti investe l’uragano, cambi eccome. Il mio ex penso fosse stato sempre così accentratore, narcisista egocentrico. Ma riusciva a mantenere sotto controllo il suo lato esplosivo, o forse ero io che riuscivo a controllarlo e a modulare le mie reazioni per non accendere la miccia. Ma poi ha raggiunto i limiti della psicosi, attraverso una serie di fatti negativi che hanno segnato gli ultimi anni. Ciò che mi fa arrabbiare, che mi ha portata a disperarmi, che mi ha fatta sentire trasparente tanto che davanti allo specchio faticavo a riconoscermi….ciò che non riuscirò mai a perdonargli è che non si è mai reso conto che io, in quelle tragiche occasioni, ero sempre con lui, sempre a fare da cuscinetto, a proteggere la base del pilastro della sua vita. Sono rimasta li nonostante lui non abbia fatto lo stesso con me…mai!
Grazie Maria, mi hai scritto delle cose bellissime che farò mie. Già! sono questi i pensieri che cerco di accarezzare durante il giorno e cerco di valutare in modo positivo ciò che mi offre il futuro. Ogni giorno un passo, senza fretta e secondo le mie concrete possibilità. Quando sarò libera dall’ossessione potrò anche perdonare me stessa per aver accettato troppo a lungo quella situazione, potrò finalmente perdonare lui, perchè lui non sapeva cosa faceva e anche oggi non si rende conto della gravità dei suoi atteggiamenti nei confronti di sua figlia in primis.
Bacio…
MARIA – LUNA – ALEBA
Ciao a tutte ragazze. Ieri sera ho accesso il pc dopo 3 giorni che non vi entravo e ho visto i vostri post. Molto articolati, a volte complessi che mettono in risalto situazioni anche contorte. Intanto inizio con il primo post di Maria in cui mi “sprona” a fare di tutto per darmi una scossa, a ripartire. Ti ringrazio Maria per i preziosi consigli. Io sto facendo veramente di tutto. Proprio in questi giorni sono stato fuori in Austria e Germania in compagnia femminile a vedere i preparativi per il Natale. Tutto bello, meraviglioso. Sono le cose che adoro, che mi hanno sempre fatto sentire vivo. Ma cara Maria oggi non è più la stessa cosa. Ho fatto tutto quello che era possibile fare. Mi sono divertito anche e molto. Ma il pensiero era sempre lì. Presente come il sole in un cielo sereno. Ho fatto le foto, ho notato che il mio viso non è più lo stesso. E’ segnato dalla sofferenza continua.
Luna, Aleba, Maria, mi piace questo continuo confronto con voi, unico uomo tra tre donne. Lo faccio anche dal vivo con persone che conosco da tempo o che ho conosciuto da poco. Confermo quanto dettovi nei post precedenti: non credevo che l’Amore fosse una cosa così complicata, una cosa che generasse sofferenze e conflitti. O almeno non credevo che fosse tale quando tra due persone è sempre regnata l’armonia. Anche durante il mio rapporto ho avuto a che fare con coppie in crisi, separazioni e conflitti vari. Ma c’era l’evidenza, l’evidenza dei fatti. Luna, Aleba, Maria, sono sincero se durante il mio matrimonio mi fossi trovato in situazioni conflittuali, con estrema difficoltà di convivenza, con continue discussioni, musi lunghi e mancanza di serenità, non avrei resistito più di tanto. Perchè come detto più colte ad Aleba, l’Amore non deve essere sofferenza, ma gioia, tranquillità. Io non mi stancherò mai di ripeterlo ho vissuto un rapporto di coppia bellissimo e per questo non mi do pace. Vi leggo e vi rileggo e non vedo in voi la descrizione di un rapporto sereno. Si evince chiaramente che nessuno dei vostri rapporti sia stato basato sulla tranquillità. Mi è parso di capire che di voi tre solo Aleba abbia una figlia. Quindi nè Maria ne Luna mi pare ne abbiate. E non avete citato questa questione come probabile causa di rottura. Io continuo a ripetere che l’unica REALE causa di malessere può essere stata la q
MARIA – LUNA – ALEBA (segue)
…la questione figlio. Come dicevo mi sono assentato alcuni giorni. Purtroppo anche fuori dall’Italia non riesco a staccare. Tutt’altro. Non faccio altro invece che ripercorrere ogni volta che mi sposto le varie tappe del nostro cammino fatto insieme. Continuo a non dar pace nè al cuore nè al cervello. Perchè purtroppo i ricordi non mi aiutano. A volte i ricordi aiutano perchè dovrebbero anche farti notare momenti difficili così come vedo fate voi. Nei vostri post leggo spesso ricordi di momenti brutti, situazioni negative. Io più mi sforzo e più non ne vedo. Passeggiavo in Austria, in Germania, nelle città addobbate per il Natale e avevo costantemente un groppo in gola. Quante volte l’ho fatto con lei. In armonia, in serenità. Quanto mi sembrava bello tutto ciò che vedevo. In questi giorni non era la stessa cosa. Si la magia del Natale. Bellissima. Ma mi mancava lei vicino, le parole che ci dicevamo, il nostro stare bene insieme.
Aleba mi dice che noi avremmo potuto superare la crisi se lei me ne avesse dato la possibilità. Ma Aleba, io non ho capito quale crisi dovevamo superare. Tuttora ripercorrendo le tappe del nostro matrimonio non vedo crisi tra noi. Come faccio a cercare di superare la crisi se crisi non ne vedo ? Posso soltanto dire di aver sottovalutato la questione del figlio. Ma come si fa anche in questo caso a parlare di crisi quando le cose continuano a funzionare normalmente ? Io continuo a non capire cosa possa aver scatenato questa crisi “nascosta” dentro di lei. No Aleba. Ti confermo. Mia moglie non ha subito nessun tipo di violenza, ne fisica nè psicologica. Ha avuto vicino una persona con le sue idee che non le ha mai nascosto nulla ma con il quale non c’era chiusura. O quantomeno ero testardo sulla questione figlio però non ho mai “imposto la mia legge”. Credo invece Aleba che lei non abbia più voluto confrontarsi con me sulla questione. Ma abbia voluto confrontarsi con qualcun altro che chiaramente le dava ragione ogni qualvolta lei confidava delle nostre situazioni. Certo, come dice Luna, non è necessario essere “anormali”. E’ sufficiente che l’altra persona faccia le sue considerazioni e prenda la sua strada.
Ed è questo care ragazze che mi ha sconvolto e che mi sconvolge. Il fatto come dice Luna che “persino un silenzio può avere dieci interpretazioni”. Io credo di ritenermi una persona normale. Ma normale nel senso che non pretendo che l’altra persona capisca cosa ci può essere dietro un mio silenzio. No. Io ho fatto tante cose nella mia vita. Ma questo di saper riconoscere le parole dietro i silenzi non ne ero capace. Luna mi dici che io scrivo frasi tipo “L’Amore vince su tutto”. Cara Luna io parto da un presupposto: o ci si vuol bene o non ci si vuol bene. Adesso chiamiamolo Amore, Bene ok. Io personalmente prescindo da una cosa. L’innamoramento, la passione, le forti emozioni, bè, quelle durano finchè durano. Poi credo conti altro. Ed è per questo che sostengo che due persone…
MARIA – LUNA – ALEBA (segue)
…per stare bene insieme debbano avere molti punti in comune. Allora o mia moglie ha bluffato o le è successo qualcosa nella testa. Vedi Luna, hai scritto una lunghissima lettera nella quale fai alcune considerazioni sul fatto che una persona non ama più. E scrivi:
“Ma io ti dico che alla fine la ragione per cui una persona non ama più o si è ritrovata a riconsiderare un proprio punto di vista su se stesso, l’altra persona, una relazione ad un certo punto smette di essere così rilevante. o meglio, più rilevante è il suo stato d’animo di quel momento, nel presente. E da qualunque punto di partenza e ideale si sia partiti è il punto in cui ci trova nel presente quello che conta…” Ma così facendo cara Luna che valore diamo al sentimento ? Da quella frase si evince che un sentimento può essere annullato da uno stato d’animo di un momento di un periodo. Perdonami Luna ma…di che stiamo parlando allora ? Scusa ma io ritengo di essere una persona, un uomo, un essere vivente che sbaglia, che può sbagliare ma mi ritengo un uomo e una persona seria. Quando mi sono trovato di fronte all’altare ho pronunciato le famose frasi “nella buona e nella cattiva sorte”. Ben sapendo che nel corso della nostra vita ci sarebbero stati dei momenti difficili. Non tutto è rosa e fiori. E non posso pensare di non amare più perchè in un determinato periodo rifaccio delle considerazioni in base alla stato d’animo di quel momento. Sarebbe come dire che cambio bandiera a seconda di come soffia il vento. Io un discorso del genere lo accetto in relazioni che durano da un anno, due o tre. Nelle quali non si è sicuri dell’altra persona. Nelle quali si scoprono difetti che prima non si erano notati. Ma non durante un matrimonio in cui la persona che si ha a fianco si conosce a menadito. Perchè cara Luna se dobbiamo consiedare il matrimonio come un continuo sfornare emozioni bè…non è semplice, direi anzi quantomeno impossibile. Durante il mio matrimonio se avessi voluto avrei potuto trovare nuove passioni, nuove emozioni nuovi stimoli sai quante volte ? Ma non l’ho fatto, non mi interessava. Perchè come ho detto più volte l’Amore è fatto di rispetto, sincerità, fiducia. Per me l’emozione era anche prendere un caffè insieme il sabato dopo mangiato, oppure prendere un gelato al bar, fare un viaggio, un week end o una semplice passeggiata come una pizza insieme.
E lei era come me. Almeno così si è mostrata ai miei occhi. E non solo ai miei. Mi chiedi se mia moglie mi piace per quella che è oggi ? Io non so come è oggi. Io so come è nei miei confronti. E certo che non vorrei una donna così. Almeno così come si è comportata in questi ultimi due anni. Ha generato cattiveria, menefreghismo. Quanto di peggio ci possa essere. Ma lei non era così. E sono convinto che non è così. Ma per questo sto male. Perchè ripeto. Non può una persona trasformarsi in questo modo verso chi hai amato con tutta te stessa. E’ chiaro che se io avessi saputo….
Ciao a tutti, ciao Fuori dal Coro. Sono contenta che ti sei preso un we tutto per te, mi dispiace comunque che i ricordi ti facciano tanto male. Sono ricordi belli, è questo il punto. Guardandolo da tutti i lati il ricordo per te è bello, quindi provoca tristezza genera malinconia e disorientamento. Come è possibile che tutto finisca così se più guardo indietro e più vedo solo serenità e amore? Tu scrivi: “Ma Aleba, io non ho capito quale crisi dovevamo superare. Tuttora ripercorrendo le tappe del nostro matrimonio non vedo crisi tra noi. Come faccio a cercare di superare la crisi se crisi non ne vedo ? Posso soltanto dire di aver sottovalutato la questione del figlio” La crisi è nata dentro di lei, tu non avevi la più pallida idea di cosa le stesse succedendo. Lei aspettava di essere capita. Campa cavallo che l’erba cresce, mi vien da dire. Scusa la frase infelice, ma per una come me che per anni ha espresso in ogni modo possibile il suo disagio nella coppia, che ha scritto lettere su lettere chiare e complete in italiano corretto, che è finita sul punto di immaginare la morte come unica via di uscita da quel labirinto di incomprensione totale dove le mie parole sarebbero state più chiare se fossero state scritte in sanscrito antico, mi viene da mandare a quel paese una donna che si “aspetta di essere capita” senza dire una H in croce e che si permette pure di farsi venire la crisi delle occasioni perdute mollando la persona che teneva di più a lei al mondo senza spiegare, senza capire senza mettere sul tavolo il sentimento che l’ha legata a lui per capire dove stava andando a sbattere la testa. Scusa, forse stasera sono troppo cruda, ma penso che ne ho le tasche piene. Non di te, ma del fatto che in questo mondo è ci sono persone che dicono polenta, mentre intedono pane e si ritengono in diritto di sentirsi oltraggiati se gli si presenta la polenta. Il sentimento vero, quello che ti fa dire “ti amo più della mia stessa vita e per te mi getterei nel fuoco” quello non si spegne, mai. Lascia una ferita profonda quando devi riconoscere che quel sentimento invece di arricchirti e farti apprezzare la vita, anche nelle semplici cose delle quali parli tu, ti impoverisce, ti svuota, ti porta sull’orlo di un baratro e tu pensi che quel sentimento ti impedirà di cadere, invece scivoli e ti aggrappi a quel sentimento che ti consuma e ti confonde. Come può l’amore, sentimento generato dal cuore, portare alla morte del cuore stesso. Come può obbligare l’organo vitale a rimanere senza risorse, senza energia vitale. L’anima muore se il cuore cede. TUA MOGLIE HA PATITO QUESTO?? A meno che tu qui non fai altro che indorare la situazione, penso che tua moglie non ti amasse dello stesso amore tuo, ti amava in modo immaturo da “principessa sul pisello”. Scusami nuovamente, non voglio urtare i tuoi sentimenti, io che neppure ti conosco! Perchè tua MOGLIE non si è preoccupata di non ferirti? La risposta la conosci già, ascoltati anche se non ci credi. Baci Aleba
ALEBA
Ciao Aleba. Ero entrato per terminare l’ultimo post invece ho trovato la tua risposta. E ho pensato di rispondere a te invece di completare il post precedente. Anche perché forse qui direi le stesse cose che avrei voluto scrivere nell’altro post. Anzitutto cara Aleba non preoccuparti di scrivere quello che pensi. Sono qui per confrontarmi, per parlare, per conoscere altre situazioni e quindi mi aspetto che mi si dica ciò che si pensa. Altrimenti non avrebbe senso tutto questo. E forse proprio perché vi sento scrivere in maniera sincera sia a te che a Luna e Maria continuo a scrivere qui. Vedo il confronto, la sincerità, il dolore, il sentimento, la rabbia. Certo Aleba, leggendoti, vedendo che addirittura sei arrivata a scrivere lettere per chiarire il tuo disagio, rimango ancora più allibito di fronte al fatto che esistono ancora donne come te. Che amano a tal punto. Io continuo a ripetere che mia moglie è stata una donna e una moglie speciale. Poi forse credo l’abbia tradita il carattere. Come dici tu lei si aspettava di essere capita. Io parlo con sincerità Aleba così come ho sempre fatto anche su questo sito. Lei ha parlato, mi ha chiesto un figlio. Io glielo ho negato. Ma ripeto fino a che avrò fiato in gola e forza per scrivere e farmi capire che io non ho capito a cosa si stava andando incontro. Non ho capito davvero quanto fosse importante per lei questa cosa. Lei insiste a dirmi che io non “ho voluto capire”. Quando io invece sostengo di “non aver capito” la sua reale sofferenza. Come ho scritto prima cara Aleba io ho il viso “segnato” dalla sofferenza. Si vede chiaro. Io nel suo viso questa sofferenza non l’ho vista. Ma soprattutto non ho capito che a lei non stavano bene tante cose. Mi ha rinfacciato talmente tante cose che ad ogni frase ero incredulo. Tra me ripetevo “ma cosa sta dicendo ?”. Mi ha conosciuto per 8 anni. Non sono cambiato di una virgola. Mi ha sposato (volendomi sposare) conoscendo ogni millimetro di me e del mio modo di pensare. In questi giorni mi ha addirittura rinfacciato qualche mio atteggiamento durante il fidanzamento. Eppure conservo ancora le lettere che ci scrivevamo. Non mi rimproverava nulla. Io non so se l’Amore si giudica da un abbraccio o da un bacio della buonanotte. Forse avrò commesso qualche piccolo errore in questo senso. Ma ero me stesso. Sempre sincero e innamorato di Amore vero e duraturo per mia moglie. Forse anche lei se scrivesse su questo sito esporrebbe le sue ragioni. Ma a mio parere, a differenza di me, a lei neanche passa nell’anticamera del cervello l’idea di cercare un sito come questo. Forse è troppo sicura di sé. Del fatto che è nel giusto. Oppure del fatto che è nel torto. Fatto sta che non gliene frega nulla. Mentre io sto a rovinarmi la vita per un Amore, una Storia, un Matrimonio che ritengo essere la cosa più importante della mia vita. Aleba ho già scritto nei post precedenti che, a mio parere, mia moglie mi amava forse più di me. O quanto meno lo dimostrava molto di…
ALEBA….segue
…più di quanto lo dimostrassi io. Secondo me era un diverso modo di amare. Io la amavo, le volevo bene, mi piaceva stare con lei, non mi annoiavo mai con lei, mi piaceva come donna, mi piaceva fare le cose con lei. Pur conservando le mie passioni. Forse lei invece ha vissuto la sua vita cercando di fare solo quello che a me piaceva, cercando di fare il possibile per farmi stare bene. Ma così facendo mentiva a se stessa: mi faceva star bene a me stando male lei. Non so se sia così. E’ un mio pensiero di oggi. Dato dal suo atteggiamento. Quello di una persona che sembra abbia patito le pene dell’inferno stando insieme a me. Mi pare strano il fatto che solo lei abbia patito le pene dell’inferno. Nel corso della mia vita non ricordo una persona che sia una che si sia lamentata nel frequentarmi, nello stare insieme a me. Non a caso ho amicizie ultraquarantennali. Quindi non riesco a spiegarmi cosa posso aver fatto di così catastrofico per farla soffrire nel modo che lei dice. Mi chiedi perché mia moglie non si è preoccupata di non ferirmi ? Non lo so Aleba non lo so davvero. L’ho già scritto. Se mi fosse concesso di poter esprimere un desiderio mi piacerebbe saper leggere nel suo pensiero per capire cosa realmente le sia successo. Continuerò ad esaltarla dicendo che è una donna speciale, intelligente, colta, sensibile. Non può una donna così arrivare a far del male in questo modo. Allora forse è solo colpa mia. Ma ripeto a parte la questione figlio non so. Forse dovevo essere un’altra persona. Ma se ero un’altra persona, una persona che lei non accettava allora mi chiedo perché si è innamorata di me ? Io il gioco delle parti non l’ho fatto. Soprattutto con lei.
Buonanotte Aleba
FUORI DAL CORO: ciao.
Io ai sentimenti dò un enorme valore, e per sentimenti intendo anche quelli per gli amici, per la famiglia e per il mio gatto.
E quando dico per il mio gatto non lo dico assolutamente in senso ironico. Nella buona e nella cattiva sorte.
Ma, ripeto, quando fai certi discorsi o filtri (non volontariamente, certo, mica dico che lo fai apposta, è anche il tuo modo di vedere e lo rispetto) in un certo modo i miei sei anche nell’idealizzazione.
Al contempo quando dici: voi avete brutti ricordi, io no.
Li hai anche tu, invece, i brutti ricordi, hai due anni di brutti ricordi se vuoi, anche ammesso che prima non ne esista manco mezzo.
E io ti posso tranquillamente credere, ma se tu volessi concentrarti sul presente o il passato prossimo di ricordi pessimi ne avresti anche tu.
Al contempo dici che non saresti stato in una relazione con musi ecc… ma a parte il fatto che continui a starci (solo tu, perché lei non c’è… ma a tuo modo continui a starci con quattro piedi nella tua relazione anche ora che relazione non è ed è assolutamente conflittuale) ti contraddici anche nella tua visione ideale: nella buona e nella cattiva sorte… però se ci fossero state tensioni altre te ne saresti andato? Chi stabilisce allora quali siano le tensioni/difficoltà lecite da sopportare e superare e quali no?
Il buonsenso? Oppure ciò che un individuo sente?
Intendo dire che evidentemente tu e tua moglie avevate due sensi diversi di cosa sia la tranquillità e di cosa sia superabile o no.
E anche quando dici che la mia (perché parlo per me, chiaro che non ti sei rivolto solo a me) era una relazione non tranquilla mentre la tua sì, e quindi nella mia fine (riassumo) puoi anche vedere una logica mentre nella tua no.
Guarda, mi ripeto, che io la tua confusione e anche il tuo stato d’animo, da quello che racconti, lo capisco. Ma mettiamo pure che tu comunque sia l’emblema di quel nella buona e nella cattiva sorte e tu se sia convintissimo, beh, per tua moglie il fatto che tu non le dica sì per un figlio entro trenta e secondi e mezzo diventa troppo, diventa tale da giustificare un annullamento.
Allora io non sto discutendo sul fatto di non dare valore ai sentimenti, ma che obiettivamente per fare una coppia e per essere una coppia bisogna essere in due. E se in una stessa stanza uno sente 40 gradi e l’altro 12 ed entrambi non sono disposti a trovare una temperatura che faccia stare bene entrambi non basta dire: l’amore vero fa sì che si sentano entrambi 25 gradi, o l’amore vero fa sì che due persone regolino insieme il termostato.
Certo… ma evidentemente gli esseri umani sono un po’ più complicati di così. Tu dici che non pensavi che fosse così complicato… a volte le persone lo sono. O a volte succede che non scoppino solo le coppie dove si litiga sempre ma anche quelle in cui non si litiga mai. Perché ecco che uno dei due, dopo 10, 20, 30 anni viene fuori a dire: per forza non litigavamo mai, perché io stavo zitto/a. E che sia vero o no
se quella persona ci crede o in quel momento gli fa comodo crederci e dirlo quella è la sua verità. Soprattutto se non intende veramente mettersi in discussione e domandarti anche quale sia la sua parte.
Io te l’ho già detto, Fuori dal Coro, che al di là delle problematiche che la mia relazione può avere avuto, tu sei comunque nella stessa barca di chi si sente dire dall’altro che l’amore e la storia non ci sono più. Sei nella stessa barca perché comunque sia se l’altra persona non ti apre quella porta qualsiasi siano le sue ragioni per cui non lo fa sempre non ti apre la porta. E perché per avere una relazione bisogna essere in due.
A parte che io ti ho detto più volte che la mia relazione per 10 anni non è stata tranquilla, ma splendida. Io non sono una persona che ha bisogno di tenere le dita in una presa da 2000000 volts per sentirmi viva in una relazione e non sono masochista. Io sono stata molto felice e per molte ragioni con la persona con cui ero. E non sono neanche d’accordo con te quando affermi questo:
@E non posso pensare di non amare più perchè in un determinato periodo rifaccio delle considerazioni in base alla stato d’animo di quel momento. Sarebbe come dire che cambio bandiera a seconda di come soffia il vento. Io un discorso del genere lo accetto in relazioni che durano da un anno, due o tre. Nelle quali non si è sicuri dell’altra persona. Nelle quali si scoprono difetti che prima non si erano notati. Ma non durante un matrimonio in cui la persona che si ha a fianco si conosce a menadito.
Non è questione di cambiare bandiera o di riconsiderare a seconda dello stato d’animo. Ma se tua moglie ti dice “io pensavo questa cosa quando…” lei è convinta che sia così e tu puoi anche non essere d’accordo ma lei se la vive così. Allora o non ti ha detto cosa veramente le passava per la testa oppure è immatura ed è una banderuola, ma sempre è quello che ora lei pensa.
Per quanto riguarda conoscere a menadito, le persone crescono, si evolvono (o anche no) e comunque vengono poste anche di fronte a nuove esperienze. Puoi conoscere una persona ma comunque sia anche due persone che si conoscono nel momento in cui affrontano situazioni nuove possono mostrare nuovi lati o nuove sfumature e in ogni caso conviene molto di più guardare realmente chi si ha di fronte che rifugiarsi nel “secondo il mio/tuo schema non puoi essere così” o nell’idealizzazione.
Quando ti dico questo tu credi, forse, che io sia troppo fatalista o poco sentimentale o poco idealista. Non è così, però considero anche importante “vedere” che pensare e basta.
Tu insisti che questo problema della discussione sul figlio è stata la sola cosa problematica che è successa. Per lei è stato sufficiente per te no. E io non voglio discutere su cosa per lei possa essere o non essere sufficiente perché non sono in lei e non ero in lei per come si viveva te e la vostra storia e se stessa, però posso dirti che se la mettiamo su un piano prettamente logico
allora ti posso dire che ci sono coppie che hanno superato problemi seri legati alla sterilità, al lutto biologico, a tutta la trafila per un’adozione, ai problemi connessi all’adattamento di un figlio adottato in seno alla famiglia… tensioni grosse, emozioni fortissime, sensi di inadeguatezza profondi, bisogno di, al di là degli schemi del “conoscere a menadito”, trovare nuove rinegoziazioni e equilibri…
allora a me viene da dirti mentre pare che questo non figlio vostro (in quel preciso istante, non per sempre, poi) sarebbe stato l’involontaria causa della fine di una relazione perfetta o che questo figlio, dicendo sì, sarebbe stato la bacchetta magica, che io mi chiedo invece, e lo ripeto, se al di là del concetto astratto “voglio un figlio” e “voglio un figlio perché più tardi altrimenti potrei pentirmene” se la vostra relazione avrebbe retto davvero il fatto che un figlio spesso non viene solo perché tu hai deciso che lo vuoi in quel momento, la gravidanza con tutte le possibili problematiche connesse, il riassetto della famiglia dovuto all’arrivo di un bambino ecc.
Certo, cose normali, di questo mondo… ma se la tua relazione non ha retto neanche il fatto che tu abbia avuto un tentennamento riguardo la paternità (quando avevate parlato di non averne, non di averne precedentemente) ciò non ti fa riflettere? Ma riflettere in modo concreto, non attraverso l’idealizzazione.
Inoltre tu dici:
@Perchè cara Luna se dobbiamo consiedare il matrimonio come un continuo sfornare emozioni bè…non è semplice, direi anzi quantomeno impossibile.
Perchè? Non sono d’accordo. I miei dieci anni (e non sono due o tre, come dicevi righe più in su) sono stati sempre densi di emozioni. E parlo di emozioni positive, non negative. E infatti i miei dieci anni non si sono evoluti in casini e anni problematici per mancanza di passione, noia, o perché uno dei due voleva scappare con qualcun altro via dalla “solita minestra”. Io questa solita storia del fatto che la passione è cosa solo dei primi tempi e poi è logico che subentrano altre cose al posto di (non accanto a, cosa con cui sono d’accordo, invece) non l’ho mai considerata oro colato. Uno perché vedo i miei genitori insieme da 40 anni e i miei nonni insieme da 60 e ti assicuro che è evidente che tra loro c’è anche passione ed emozione e non solo la complicità che viene da decenni insieme, due perché appunto la mia vita di coppia è stata sempre densa di emozioni, ove per emozioni non intendo “casini”. Poi ci sono stati i casini, ma come li hai avuti tu. Diversi perché lei si è chiusa dietro una porta e lui invece c’era, ma alla fine parliamo comunque di due persone, che, per un loro modo di essere e sentire in quel momento, hanno valutato che delle cose in un certo modo. Nella buona e nella cattiva sorte, sono d’accordo con te. Infatti quando è arrivata la cattiva sorte per quanto fosse difficile capire da dove venisse davvero e ne cogliessi tutta l’assurdità da parte mia ho teso la mano, come hanno
fatto Aleba, Maria e come hai fatto anche tu. Ma a parte tendere la mano e fare il possibile per tenere fede ai propri sentimenti e alla propria idea di cosa siano i sentimenti, la relazione, tenere fede ad una promessa (a me, te l’ho già detto, non serviva la certificazione di un prete o di un ufficiale di stato civile) o avere dei ricordi stupendi e la voglia di costruirne degli altri insieme a quella persona speciale, esiste anche un limite. E il limite è che la relazione si fa, conserva (oltre che distrugge, alle volte) in due. E il limite è anche che se mi manchi e non ci sei ma non vuoi esserci è diverso da mi manchi, non ci sei, e fai di tutto anche tu per venirmi incontro.
E il limite è anche che se io considero “nella buona e nella cattiva sorte” ma poi tu te ne vai o fai una tragedia quando, secondo i miei parametri, grave e insuperabile è altro e non dai possibilità di appello, allora mi trovo a considerare che c’è qualcosa che non va.
Lo dici a me, Fuori dal Coro, che faccio discorsi che ti sembrano poco inerenti all’amore sul lungo termine e accettabili su relazioni di due o tre anni? a parte che non sono d’accordo perché anche le relazioni di lungo corso sono state all’inizio relazioni di una settimana, un anno, due anni, ti ricordo che io vengo da una relazione di 17 anni, e nella quale ho tentato di superare comunque insieme alla persona con cui stavo (questa era la mia idea, non di imporre una mia volontà o visione, ma di superare/crescere insieme) dei problemi incontrati lungo il cammino. E lascia perdere il fatto di che natura fossero i problemi, nel senso che se parliamo del concetto “nella buona e nella cattiva sorte” credo assolutamente di non aver tradito ciò in cui credo. Però “INSIEME nella buona e nella cattiva sorte” è un conto. Anch’io come persona ho bisogno di essere amata, rassicurata, di poter avere fiducia nell’altro (ove per fiducia intendo in senso esteso, non solo fiducia in senso di non tradimento sessuale) e di stare bene con l’altro. Non nel senso che ho la necessità assoluta di stare con qualcuno, ma nel senso che penso che tutti siamo abbastanza capaci di riconoscere cosa sia stare bene in una relazione o male. Tu dici che sei stato molto felice e io ti dico che sono stata molto felice. E nessuno dei due mente.
Ora tu da due anni non sei felice e ad un certo punto neanch’io lo sono stata. Poiché non è stato uno tsunami a travolgere le nostre storie separandoci dalla persona che avevamo accanto, ma sono state cose comunque interne alla storia alla storia stessa o alla persona che avevamo accanto, suoi irrisolti o sua visione delle cose, ti ripeto che siamo nella stessa barca. Non mi tolgo responsabilità come non te le togli tu, tuttavia, e lo ripeto per l’ennesima volta, per poter risolvere le cose INSIEME bisogna farlo INSIEME. io ci ho provato, tu ci hai provato. In modo anche maturo, disponibile, empatico e concreto, io valuto, per me. Tu in questi due anni dici anche. Allora?
Per Fuori dal Coro, ciao. Anche se fosse, come probabilmente è, che tua moglie ha vissuto gran parte del tuo matrimonio cercando di fare felice te, di adeguarsi alle tue inclinazioni trascurando sè stessa, oltre a mentire a te ha proprio mentito a sè stessa. Quello che mi lascia a dir poco perplessa, è che non ha avuto imposizioni da parte tua. Non con la pistola puntata alla tempia. Nella mia storia anche io mi sono adeguata all’inizio, ma ti parlo dei primi due/tre anni e avevo dei motivi più che validi. Poi lui ha cominciato a volere lo zerbino e io dicevo “non sono il tuo zerbino, sono la tua donna…” ma mi trovavo spesso nella condizione di dovermi adeguare per evitare le sue crisi o di rabbia, o di disperazione. Io PARLAVO Fuori dal Coro, e scrivevo lettere che lui leggeva e non commentava. Io si ho rischiato di impazzire. Ma tua moglie? mi fa tanta tristezza! Quando si è accorta di avere esigenze che non collimavano con le tue, doveva parlartene con il cuore in mano e pretendere la tua attenzione. Magari avreste anche litigato, ma come potevi tu sapere fino a che punto stavate arrivando, se lei ti ha tenuto all’oscuro? Il fatto che lei non si sia preoccupata di ferire te, anzi mi sembra che stia infierendo rinfacciandoti anche episodi del fidanzamento (e cadi dalle nuvole perchè dici ma cosa mi hai sposato a fare??), è perchè ti ritiene responsabile non solo di non aver capito, ma anche di averla “costretta” ad adeguarsi a te. ERRORE! ancora oggi, e forsi oggi più che mai, non si prende la responsabilità delle sue scelte e non riconosce di fronte a te, a tutti, che lei ha scelto di staccarsi da te per altri motivi e che tutto il resto sono solo alibi per evitare il confronto. Questo mi sembra, da ciò che scrivi. Si è ritirata Fuori dal Coro, quella battaglia .. quella per il figlio, la spaventava troppo! spaventava più LEI che TE, però non aveva il coraggio di ammetterlo. Tu l’avresti fatto il figlio, tu avresti accresciuto la famiglia perchè avevi le idee chiare. Lei le idee chiare non le aveva, aveva solo un guazzabuglio di possibilità in testa…e quella che aveva più peso forse era: “Lui non lo vuole”. Ma se sono cosciente di ciò che penso, se sono consapevole di vivere in un matrimonio, se il mio amore per l’uomo che ho sposato, spazia a 360° e io lo nutro con lucidità, allora PARLO con mio marito dei dubbi che mi attanagliano lo stomaco. Condivido con lui le paure e le speranze e lo invito a fare altrettanto. Non mi isolo in un mondo mio, escludendo l’uomo che amo. Mi dispiace, Fuori dal Coro. Non riesco a capire tua moglie.
Sai, anche io per tantissimo tempo, anche ora qualche volta, dicevo “vorrei che lui scrivesse qui, per sapere finalmente cosa pensa”…vorrei che il mio analista lo ascoltasse per sapere cosa alberga nel suo cervello. Ci sto rinunciando. Mi interrogo troppo sui miei errori. Ne ho fatti, certo e tanti…ma lui non si interroga mai e così io mi addosso anche i suoi errori. Buona giornata, baci.
Luna, bacino!
LUNA – ALEBA
Ciao Luna, ciao Aleba. Prima di tutto vorrei fare una considerazione. Da quasi tre mesi, da quando cioè ci scriviamo su questo sito, la prima cosa che faccio appena apro il computer è guardare se ci sono vostri post. Non è una abitudine. Ma la voglia “vera” di venire qui a leggere cosa avete scritto. Grazie mille per questo.
Premesso ciò passo a commentare i vostri post “notturni”. Luna: intanto quando dico che “voi avete brutti ricordi mentre io no” mi riferisco alla relazione vissuta. Questi miei due anni non fanno più parte della relazione perchè non la sto più vivendo. Inoltre vorrei chiarire il discorso “nella buona e nella cattiva sorte”. Se ci fossero stati tensioni, musi lunghi o continue litigate non avrei interrotto il rapporto. Ma avrei parlato, discusso, per chiarire e correggere eventuali errori. Me ne sarei andato quando oggettivamente la situazione fosse diventata insostenibile e irrisolvibile. Ma la logica e il buonsenso mi avrebbe portato a ciò non un metro di valutazione che poteva essere diverso a seconda dell’individuo. Inoltre avrei sempre lasciato uno spiraglio aperto per un cambiamento, per una riconciliazione. Per mia natura non sono una persona che non concede chanche. Sono molto autocritico e credo ve ne siate accorti e di conseguenza lascio sempre spazio al dialogo e ai ripensamenti. Nessuno è perfetto. Tutti possiamo sbagliare. Tutti possiamo correggerci. Poi Luna a me sta anche bene quello che dici riguardo al fatto che io e mia moglie potevamo avere visioni diversi su ciò che sia la tranquillità o ciò che poteva essere superabile o no. A parte il fatto che per anni ho dialogato con mia moglie, parlando di tutto, cercando di capire cosa le piacesse e cosa non le piacesse e quindi quale fosse per lei la tranquillità e ciò che poteva essere superabile o meno. Qui sta il nocciolo Luna. Con mia moglie abbiamo parlato tantissimo. Io le dicevo delle cose, lei mi diceva delle cose, io le dicevo cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva, lei mi diceva cosa le piaceva e cosa non le piaceva. In pratica Luna è come se ti dicessi di fare un tema su ciò che ti piace e ciò che non ti piace, ciò che ami e ciò che odi, cio che ti fa piacere e ciò che ti da fastidio. Luna io per anni e anni ho ascoltato ciò che diceva, quello che le piaceva. Se tu mi dici che ti piacciono le città medioevali e io ti porto a Siena poi non puoi rinfacciarmi il fatto di non averti portato a New York. Non so se rendo l’idea. Se ti porto a Siena (che a me piace) è perchè so (perchè me lo hai detto tu) che a te quel posto piace da morire. Ma so che non me lo hai detto per farmi piacere ma perchè (me lo hai detto tu) fa parte del bagaglio delle cose che ti piacciono.
Così come il discorso del figlio: il fatto che non le dica “si” entro trenta secondi dalla sua richiesta non rientra in una situazione tale da giustificare un annullamento. Ma non lo dico io perchè sono io che la penso così ma perchè lei mi ha parlato, nel tempo, che non è suo…
LUNA – ALEBA (segue)
…costume agire in quel modo. Così come il discorso dei 40 gradi o dei 20. Luna, quello che voglio farti capire è che io non facevo le cose in base al mio metro di giudizio, ma in base al mio metro di giudizio e al suo. E’ chiaro che il suo metro di giudizio non me lo sono inventato. Ma me lo ha comunicato lei nel corso degli anni. Luna io a mia moglie le ho detto ogni cosa di me e lei ha fatto altrettanto. Poi se devo pensare che mentiva mentre mi diceva le cose allora scusa ma di cosa stiamo parlando ? Se poi tu mi dici che non si litigava perchè lei stava zitta ma io “pover uomo” a questo punto cosa posso fare ? Scusa Luna ma se tu sei mia moglie e io ti chiedo “guarda amore Tizio mi ha chiesto se può venire a vedere la partita da noi…ci sono problemi per te ?” e tu mi dici di si e che anzi ti fa pure piacere. Se poi un giorno mi rinfacci il fatto di avermi detto si quando invece avresti avuto voglia di startene distesa sul divano a poltrire e sei stata “costretta” a non farlo per il fatto che c’era un ospite a casa ma….di che metro di giudizio si parla ? Io te l’ho chiesto se c’erano problemi mica mi sono presentato a casa con un mio amico all’improvviso senza dirti nulla!
Poi perdonami Aleba ma io ho sposato mia moglie proprio perchè era una persona “stabile”. Non una persona che poteva dirti la frase che mi hai scritto tu: “io pensavo questa cosa quando…”. Perdonami di nuovo ma io una persona che modifica il proprio pensiero a seconda di nuove situazioni che si verificano non l’ho mai cercata. Mi può anche star bene che si possa cambiare opinione su varie cose. Ma non è che ad ogni situazione nuova si mostra un nuovo lato o una nuova sfumatura. Per carità, esistono questo tipo di persone, ma a me non interessano. E ti assicuro che mia moglie non era una persona del genere. Poi Luna…il fatto delle emozioni in un matrimonio. Mi pare di aver scritto che io ho provato emozioni fino all’ultimo nel matrimonio. Così come avevo la stessa passione dei primi giorni, se non addirittura aumentata. Le “emozioni” di cui parlavo si riferivano appunto a qualcosa tipo le 20.000 volts di cui parlavi prima. Io intendevo dire con questo che il matrimonio è anche fatto di serenità e tranquillità. Sempre premettendoti che per me era un’emozione anche prendere un caffè dopo mangiato o aspettare di tornare a casa la sera per aprire la porta di casa e mettersi insieme seduti a mangiare.
Poi Aleba, permettimi. ma è normale che le lunghe relazioni provengono da brevi relazioni. Ma se sono diventate lunghe è perchè non si sono arrestate a due tre anni ma questo che vuol dire ? Sono andate avanti proprio perchè ci si trovava bene insieme altrimenti sarebbero terminate. Poi continuiamo a parlare del fatto che io sono stato felice e anche tu lo sei stata solo che ad un certo punto non lo sei più stata. E dici che anche a me è successa la stessa cosa. No non è così te lo ripeto. Io sono stato sempre felice nella mia relazione. Forse…
LUNA – ALEBA (segue)
…non ho spiegato bene la fine della mia relazione. E’ avvenuta di botto. Dalla mattina alla sera. Non ci sono stati come te 10 anni felici e poi sono scoppiati i “casini”. A me questo non è accaduto. Io sono stato felice tutti gli anni della mia relazione. Poi “puff” è finità perché lei di botto ha detto che c’era qualcosa che non andava. Capisci qual è la differenza ? Poi il fatto che a questo punto io stavo bene e lei no lascia il tempo che trova. Se lei non stava bene perché non ha discusso ? Perché non ha messo realmente sul piatto le cose che non andavano ? Io se mangio la pasta scotta faccio due cose: o dico che la pasta è scotta e così non si può mangiare oppure la mangio non dico niente ma neanche faccio problemi. Sperando che la prossima volta sia cotta in maniera giusta. Ma se la pasta rimane ogni volta scotta allora si che lo faccio presente. Si che lo dico. Ma non lo dico dopo che questa pasta mi ha rovinato lo stomaco impedendomi di mangiare ancora. Non so se rendo l’idea.
Ecco Luna forse il fulcro del problema, del mio problema sta qua. Tu dici di aver provato a superare i problemi che avevate incontrato durante la relazione. Io no. Io non vedevo problemi se non quello inerente al figlio. Allora ok io facevo muro di gomma. Ma tu moglie a cui questo mio atteggiamento non andava giù, perché ti sei limitata a chiedermi un figlio (sapendo già la mia risposta) senza affrontare in maniera diversa il problema ? E se oltre alla questione figlio c’erano altri problemi perché non li hai affrontati con lo stesso metro ? Perché sto così male Luna ? Perché mi rendo conto che probabilmente la scintilla che ha fatto scattare l’inizio della fine della relazione sia stata la questione figlio. Io non ho saputo cogliere la reale gravità del problema. E lei non mi ha fatto capire con decisione quale fosse questa reale gravità. Ma il problema ancora più grave qual è ? E’ il fatto che questa persona. Questa persona che viveva con me, che mi amava, ha continuato a comportarsi con me in maniera tale da farmi intendere che tutto funzionava bene. In questi due anni ho capito da terze persone, da voi, come da tanti altri l’importanza dei silenzi, di cose non dette. A parte il fatto che la maggior parte degli uomini, io compreso, quando sta in silenzio è perché in quel momento non ha niente da dire, a parte questo appunto continuo a sostenere che mia moglie non era quel tipo di persona. Nel corso degli anni in cui siamo stati insieme lei ha sempre parlato. Non stava in silenzio. Se aveva qualcosa da dire la diceva. Per questo sostengo che se lei avesse posto il problema così come li avete posti tu Luna e tu Aleba le cose sarebbero andate diversamente. Certo non nego che non avrei avuto problemi a superare la questione figlio. Ma la prova è stata il fatto che quando lei di botto ha detto che c’era qualcosa che non andava e che voleva passare alcuni giorni dai suoi per riflettere io ho immediatamente teso la mano per…
LUNA – ALEBA (segue)
riafferrare la relazione e per modificare la situazione in atto: da coppia a famiglia.
Adesso cara Luna il fatto che, come dici tu, per costruire e per fare andare avanti una relazione bisogna essere in due e che in fondo è stata lei a non tendermi la mano non mi consola affatto. Io sono distrutto e mi sto maciullando internamente al solo pensiero che questo matrimonio si è deteriorato perché non sono state fatte o capite cose normali. Ieri sera dopo aver scritto ad Aleba ho rivisto alcune nostre foto. Caspita. Leggevo la serenità nel volto di mia moglie. Ma non solo. Leggevo la sincerità, la lealtà, la correttezza e l’entusiasmo di una persona che sta bene con l’altra. Io purtroppo non riesco a rassegnarmi che quel viso, quel sorriso non esista più per me. Non posso pensare che per un errore di sottovalutazione di un problema si sia arrivati a questo punto. Abbiamo viaggiato per anni sempre sulla stessa lunghezza d’onda. Cosa le ha fatto cambiare idea ?
Questa frase di Aleba mi ha colpito: “ …Quando si è accorta di avere esigenze che non collimavano con le tue, doveva parlartene con il cuore in mano e pretendere la tua attenzione. Magari avreste anche litigato, ma come potevi tu sapere fino a che punto stavate arrivando, se lei ti ha tenuto all’oscuro? Il fatto che lei non si sia preoccupata di ferire te, anzi mi sembra che stia infierendo rinfacciandoti anche episodi del fidanzamento (e cadi dalle nuvole perchè dici ma cosa mi hai sposato a fare??), è perchè ti ritiene responsabile non solo di non aver capito, ma anche di averla “costretta” ad adeguarsi a te……Si è ritirata Fuori dal Coro, quella battaglia .. quella per il figlio, la spaventava troppo! spaventava più LEI che TE, però non aveva il coraggio di ammetterlo. Tu l’avresti fatto il figlio, tu avresti accresciuto la famiglia perchè avevi le idee chiare….”
Si Aleba alla fine credo sia andata proprio così…si è ritirata. Si è ritirata quando ha visto che “io il figlio non lo volevo” e probabilmente, anzi sicuramente complice anche una terza persona ha pensato che in fondo fuori dal nostro mondo poteva esserci di meglio di ciò che offrivo io. E se ne è andata.
Ma io non posso non sentirmi in colpa di tutto ciò perché ripeto quel che ho detto all’inizio di questi post: “Nessuno è perfetto. Tutti possiamo sbagliare. Tutti possiamo correggerci.”. E questo vale per me e vale per lei.
So solo una cosa care Luna e Aleba. Giorno dopo giorno invece di dimenticare non faccio che maciullarmi dentro. Io non credo, anzi sono sicuro che lei non abbia bluffato nella nostra storia. Perché lei l’ho vista serena e felice insieme a me. E come la vedevo io la vedevano gli altri. Persino mia madre. E voi mi insegnate quanto l’occhio di una madre veda meglio di tanti occhi in certe cose che riguardano i propri figli.
Ora purtroppo care Luna e Aleba non so spiegarvi bene cosa mi accade dentro. Cosa io realmente stia soffrendo emotivamente. Sono tre mesi che scrivo qui e credo….
Vedi, Fuori dal Coro, diciamo la stessa cosa. Tu ti chiedi se ti stesse mentendo quando diceva SI alla visita dell’amico per la partita in tv, mentre ora te lo rinfaccia. Secondo me si, mentiva. Non di una menzogna sporca, ma si costringeva a calzare una scarpa troppo stretta nella “speranza” che tu ti accorgessi che sentiva male al piede e la invitassi a togliersi quella scarpa per massaggiarle il piede. Ma come facevi tua a capire? Lei camminava tranquilla, non zoppicava neppure. Si deve parlare!! e soprattutto non addossare ad altri la responsabilità del proprio malessere, la scarpa non te la metti se ti fa male. Quindi il punto è sempre lo stesso. Tu, pover’uomo (se lo dicessi al mio ex puntuelizzerebbe subito: io non sono povero!) credevi di vivere in mezzo a sorrisi leggiadri, invece erano sorrisi che celavano malumori e rancori. Piccoli rancori che però l’hanno portata ad isolarsi nella cosa più importante: il figlio. Passi che “ti faccio felice” lasciando che venga il tuo amico, mentre io volevo spaparanzarmi sul divano….ma non sto zitta per lasciarti tranquillo quando mi accorgo che vorrei un figlio. Ne parlo fino allo sfinimento, mi devi chiedere tu di non parlarne più ma non mi fermo comunque prima di aver detto tutto quello che ho da dire sull’argomento. E poi ricomincio a parlarne. Un figlio non viene una volta a cena per vedere la tv, un figlio è per sempre e implica lo sconvolgimento totale della vita. Se il figlio lo voleva davvero, se voleva davvero che tu ne fossi il padre, non rimaneva in disparte a rimuginarci sopra…tra l’altro esibendo sempre un lieto e accogliente sorriso. Te ne accorgi se una donna è infelice, Fuori dal Coro, anche il più imbranato degli uomini si accorge se la sua donna è giù di corda, a meno che lo scopo principale della vita di quella donna è essere sempre e comunque amabile. Ecco il problema, l’amabilità forzata crea contrasti interiori che prima o dopo esplodono. E’ controproducente sorridere su tutto, anche se ti fa sembrare dolce e carina. Questo potrebbe spiegare il suo cinismo degli ultimi due anni, forse si è ritrovata talmente tanto amaro dietro a quel dolce che ha esternato nel tempo, che ha dovuto esprimerlo tutto in un colpo. E il primo della lista eri tu.
Vorrei davvero che lei scrivesse qui, ma per come la vedo io, concordo con te. Lei non cerca in “opinioni” su ciò che le è capitato, non indaga, non vuole arrivare al nocciolo e non le interessa districare la lana per riavvolgere il gomitolo. Lei ha tranciato il filo, soluzione netta, pratica e che esclude qualsiasi forma di confronto diretto, onesto e schietto. Chiuso, out. Non credo che lei stia bene, a meno che non ha trovato un valido aiuto a livello psicologico/emotivo non può stare bene.
Aleba
Ciao Aleba. Grazie del tuo post. Penso che sia tutto vero quello che dici. Sta di fatto che io, a prescindere dai suoi malesseri celati o meno, avrei dovuto farlo questo figlio. Per me, per lei, per noi. La creazione di una famiglia. Alla fine lo scopo della vita. Ripeto ho avuto paura, non me la sono sentita, un po’ d’egoismo, quel che si vuole. Fatto sta che ora sto pagando a caro prezzo tutto questo. Anche perchè ripeto così facendo mi sono “castrato”. Nel senso che conoscendomi sarei stato un ottimo padre. E lei un’ottima madre.
Fatto sta cara Aleba che sto distruggendomi. Guarda ti assicuro descrivere ciò che sento dentro è impossibile. Provo davvero qualcosa di terribile. Uno stato di tensione emotiva continua. Ho sempre davanti l’immagine di lei com’era. La sua gentilezza, il suo sorriso, la sua disponibilità, il suo volermi bene. Ora di me non vuole vedere nemmeno l’ombra. Con questo atteggiamento lei mi ha letteralmente distrutto. Perchè fondamentalmente non riesco ad odiarla nè tantomeno a dimenticarla. Ho solo davanti meravigliosi ricordi e assurdità per come è andata questa storia. Vedo tante coppie in giro e mi chiedo perchè noi siamo arrivati a questo punto. Perchè oggettivamente siamo due ottime persone, senza grilli per la testa. E lei è una ragazza come non se ne trovano in giro. Hai detto bene. Lei ha tranciato il filo. Con me e con tutto ciò che riguarda me. Io non so se lei stia bene. Ma credo che senz’altro stia meglio di me visto che ha deciso lei di troncare il tutto senza darmi una possibilità di appiglio. Aleba ti assicuro è tremendo trovarsi in una situazione simile. Perchè sei fermo, impotente di fronte a tutto. Potresti fare tante cose ma non riesci a fare nulla rischiando clamorosamente di restare solo. Perchè così facendo allontani chiunque. Il tuo viso il tuo sguardo non cerca nessuno. Non ha interesse per nulla. E tutto ciò che ti piace o ti piaceva lo associ a lei. Perchè facevi tutto con lei. Tante cose mi sarei aspettato nella vita. Belle o brutte che potessero essere. Ma una cosa del genere no. Non me la sarei mai aspettata. E il problema è che non so come uscirne. Sto facendo veramente di tutto. Ma nulla e niente mi dà sollievo. Ho provato ad uscire con donne. Donne che alla fine ti si avvicinano perchè trovano del buono in te. Ma tu non riesci a dare. Non te la senti. So che la vita è una e non va sprecata. Ma forse l’ho sprecata nell’unica vera occasione della mia vita. Sai Aleba difficilmente piangevo. Oggi invece faccio fatica a trattenere le lacrime. Sono sempre lì pronte ad uscire a farti stare con gli occhi rossi. Non so davvero cosa fare. So solo che davvero non ce la faccio più a stare in queste condizioni.
Un bacio Aleba e grazie
Comprendo il tuo stato d’animo, Fuori dal Coro. Anche io ero così come te negli ultimi anni. Il mio stato d’animo è peggiorato da tre anni a questa parte. Il biennio 2010/2011 è stato molto brutto. In ufficio improvvisamente mi scendevano le lacrime e i colleghi non capivano. Mi capita anche in questo periodo. Basta che si affacci un pensiero, e io piango. Basta una canzone. Però qualcosa è cambiato adesso. Merito del mio analista, merito delle riflessioni che mi ha chiesto di mettere per iscritto. Ho capito che la vita non solo non va sprecata, ma va anche vissuta attraverso questi dolori. Lo so che non ti aspettavi un simile cataclisma. Ad un certo punto io ho cominciato a fare meno pensieri negativi riguardo al futuro. Il futuro arriva un giorno alla volta e anche se non mi porterà la felicità domani, ho capito che non devo escludere a priori che questa possa arrivare. Anche io non riesco a fare spontaneamente riflessioni rosee per me come donna per il futuro. Razionalmente mi viene da pensare che non voglio più uomini nella mia vita. Mi faccio due conti in tasca e nel cuore e concludo che non voglio rischiare, si tratta di investimenti troppo pericolosi. Però oggi come oggi sono più lucida, non sono più avvolta in quella nebbia che mi faceva sbandare pericolosamente, non penso più come se fossi nel buio assoluto. Qualcosa di positivo già lo vivo, trascorro delle ore molto intense, serene e piene di gioia con mia figlia. Questo capitava raramente quando vivevo a casa del mio ex. La maggior parte del tempo eravamo silenziose e tristi.
Tra pochi giorni è Natale. Sento forte il rammarico per non essere mai riuscita a viverlo serenamente con il mio ex. Ti assicuro Fuori dal Coro, anche guardando le fotografie di quel giorno mi vengono in mente situazioni spiacevoli che rovinavano la festa. Ad esempio, l’albero di natale. La ditta dove lavoro opera in un settore che non si ferma mai, noi lavoriamo fino alle 19 della vigilia, come fino alle 19 del 31. Lui invece ha sempre avuto ferie sotto Natale, inoltre finiva di lavorare sempre e comunque alle 17 in inverno. Lui ha sempre fatto l’albero di sua iniziativa, come piaceva a lui, quando era solo in casa (perchè io ero in ufficio) e NON per farmi una sorpresa…ma per recriminare sul fatto che lo DOVESSE fare lui. E io sempre a dirgli, ma aspetta che rientro che lo facciamo assieme. Niente, tutti gli anni la stessa storia. Quando nostra figlia aveva 4 anni ha regalato il nostro albero di natale!! ho dovuto comprarne uno in tutta fretta perchè l’ho scoperto quando ormai il natale era alle porte. L’anno successivo ha buttato l’albero che avevo comprato e io ne ho acquistato uno nuovo. alto 1.70 cm, era in offerta. Quando l’ho portato a casa mi ha accusata di averlo preso troppo grande. MAH, in un salone di 45 mq un albero di 1.70 sembra addirittura troppo piccolo, inoltre io l’albero l’ho preso per nostra figlia, perchè dovevo prenderne uno piccolo? L’ho addobbato io nel 2010. Da sola. Una tristezza..
..davvero deprimente fare l’albero l’anno scorso. Con la bambina mi sforzavo di essere allegra, ma dentro morivo. Ormai mi era chiaro tutto, mentre lui non capiva (come non capisce oggi) dove stavamo andando.
Quest’anno l’albero l’abbiamo fatto assieme io e mia figlia. Con un cd di musica natalizia a di sottofondo. In armonia e piena collaborazione. Io ho addobbato la parte alta mentre lei mi preparava le palline con i ganci, lei si è occupata della parte bassa. L’albero è meraviglioso. Ogni dettaglio esprime l’anima di mia figlia e la mia gioia di essere con lei. E’ una esplosione di luci e colori e ne andiamo molto fiere. Sotto l’albero c’è il presepe. Non è tanto grande, ma minuziosamente studiato da lei. Ogni sera accendiamo le luci colorate, e ci sediamo al buio sul grande cuscino a parlare tra noi. Questo è essere serena per me. Non voglio più pensare alle cose brutte che pensavo nei mesi scorsi, non voglio credere che sarà tutto buio e triste il futuro. Ne ho le prove in queste sere, perchè nonostante la malinconia cerchi ancora di smantellare la fiducia che a poco a poco sto conquistando in me stessa e nel futuro, quando accendo il nostro albero tutto si illumina di una dolce luce soffusa.
Vedi Fuori dal Coro, a poco a poco smetti di fare pensieri così totalitari di diniego verso il futuro. Una piccola cosa positiva per volta ti verrà incontro, ne sono certa. Devi solo fare tutto il percorso, purtroppo è un percorso doloroso e difficile.
Buona notte, baci