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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

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    Fuori dal Coro -

    LUNA, ALEBA…segue

    …cosa ci sia stato di così insanabile. Ma lei..niente. E’ ferma sulle sue decisioni. Non ha niente da dire. E’ riuscita a rinfacciarmi cose assurde addirittura risalenti ai tempi del fidanzamento. A volte resto attonito. Ma più che attonito continuo a star male. Ho letto da qualche parte su questo sito che a volte le donne, anche le più innamorate, nel momento in cui hanno qualcosa per cui sentirsi in colpa, tipo un’altra persona colpiscono duramente l’uomo sotto il profilo emotivo. Lei non sta facendo altro se non colpirmi sempre sotto lo stato emotivo. Sembra quasi una “vendetta”. Ma vendetta di che ? Come può una persona che hai sposato per amore, con la quale hai condiviso ogni cosa risultarti così “nemica”. Mi sfugge. Sfugge al mio cervello. Al mio modo di capire. Sembra quasi che durante i nostri anni non ci sia stato niente di bello. Sembra che lei abbia solo “sofferto e penato” insieme a me. Eppure vi giuro, e continuo a dirvi vi giuro, tranne quella questione non so cosa possa aver scaturito questa rabbia nei miei confronti. Anche la gente che ci parla rimane allibita. Pensa a cosa posso aver fatto io per avere scatenato in lei una simile reazione. Il problema però ormai è il mio. Quando vi leggo noto in voi come una consapevolezza che in pratica “non era cosa”. Io no. Non ho pace. Io scrivo qui. Ma quando mi stacco dal computer non è che riesco a trovare pace. da qui fino alla sera, alla notte, iol mio cervello non stacca mai da questa cosa. Io ho solo le immagine di tanti anni di vita serena. Le luci di Natale che vedo in giro non fanno altro che riportarmi indietro agli anni in cui, insieme, addobbavamo la nostra casa. Quando appena alzati, andavamo subito ad accendere, luci albero e presepe. Quando darei per poter davvero capire cosa c’è nella sua mente. Se davvero quel ragazzo che ha conosciuto tanti anni fa e che è diventato suo marito sia davvero sparito dalla sua mente e dal suo cuore. Se si vorrei sapere il vero motivo. Di gente in giro ce nìè tanta. Gente falsa, gente perbene, gente cattiva, gente onesta. Mia moglie faceva parte della gente perbene e onesta. E sono sicura che lo è. Guarda avanti mi dicono tutti. Il passato è passato. Come si fa ? Io se mi lego ad una persona, a un amico, a una moglie, ci metto una catena con seimila lucchetti. Ogni lucchetto e marchiato “S”…Sentimento. Non sono un uomo finto, un uomo falso. Un uomo che sbaglia senz’altro, che può fare piccoli errori quotidiani. Si dice sbaglia anche il prete sull’altare. Mi spiegate voi come può fare un uomo come me a provare Amore per un’altra donna quando il suo cuore è stretto da decine e decine di quei lucchetti ? Luna e Aleba. Io credo di essere una persona normale, come tante altre. Ma sono uno che non bluffa. Mai. E si attacca ad una persona quando ci crede. Figuriamoci se crede ciecamente nella propria moglie. Ma quanto soffre nel momento in cui gli succedono cose come queste. Tutto il resto perde importanza.
    Scusatemi. Baci

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    LUNA -

    FUORI DAL CORO, non hai niente di cui scusarti, e io capisco i tuoi stati d’animo più di quanto credi. Però credo che stiamo parlando di due cose diverse, e non perché il mio ex sia stato (anche) un molestatore morale, ma perché non stiamo parlando di quanto si stava bene o male prima (anche se certo una differenza lo fa), ma comunque di cosa succede quando un amore finisce, o sembra finire da una parte.
    E poiché per essere in coppia bisogna essere in due, amarsi in due e dirselo e anche per combattere insieme contro le avversità, di qualsiasi natura siano, bisogna essere in due, e per incontrarsi a metà strada o fosse pure a tre quarti o un quarto è comunque così allora se la mettiamo su questo piano in questo momento, anche se comprendo il tuo stato d’animo e tutto quello che dici anche sui lucchetti, e credimi e così, è la realtà con la quale tu ti confronti. Orribile realtà, ma è questa.
    Poi, se tua moglie ti telefona domani o accetta di parlare con te VERAMENTE, se ti/vi dà una possibilità il discorso cambia. Ma non lo sta facendo da due anni e potrebbe non farlo mai più.
    Mi dici – non posso e non voglio parlare per Aleba, parlo per me – che io sono riuscita a dirmi: NON E’ COSA.
    Ci ho messo SETTE ANNI per dirlo.
    SETTE ANNI, mi segui? Vuoi dunque che io non capisca la cosa dei lucchetti e tutto il resto?
    E se ci ho messo sette anni non è perché ero una scema (non ho detto che tu pensi che io sia scema eh!) che non si rendeva conto che lui si comportava male con me, ma perché, poiché avevo vissuto dieci anni precedenti veri, belli, importanti, intensi avevo ragione (o s-ragione) di credere che le cose potessero tornare a funzionare. Che un grande amore non muore così. Che se ci sono problemi si risolvono e che i NOSTRI problemi non erano gravi. Ora, certo che i nostri problemi erano gravi visto come abbiamo vissuto quei sette anni. Ma i problemi su cui lui puntava l’attenzione non erano gravi dal mio punto di vista, come tu pensi quando analizzi ciò che avevate e non avevate e ciò che avevate supera di grandissima lunga il possibile negativo che sia pure una crisi da superare o un malinteso da chiarire o una questione importante da rinegoziare.
    Anche a me è successo che all’improvviso, sottolineo all’improvviso veramente, la persona con cui stavo da dieci anni mi ha detto: non ti amo più e è sembrato manifestare di colpo tutto un suo mondo di elucubrazioni di cui mi mostrava solo lo scontrino finale. E neanche tutto. Il suo scontrino era talmente incazzato, deluso, frustrato o che ne so dal suo punto di vista che non me lo diceva nemmeno del tutto perché era arrivato alle sue conclusioni e perché me lo stava dicendo con quella freddezza, stranezza, rancore. Quando io dico che dall’oggi al domani mi sono trovata di fronte un alieno io ti dico la verità e penso che tu possa capirmi. Solo che tua moglie se n’è proprio andata mentre lui è rimasto. Lui era come tua moglie, solo che, poiché la colpa era mia (come nel tuo caso) e chiarire non si

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    LUNA -

    poteva mai veramente (come nel tuo caso) in maniera assertiva, e poiché la ferita più grande era comunque e sempre la sua (come lei, mi pare, comunica a te) era colpa mia in ogni caso. Quando c’ero ero la persona che lui aveva tanto amato e per cui si era tanto sacrificato ma che gli aveva fatto così male che ero diventata chi andava tenuta lontana e che, attraverso una serie di atteggiamenti, anche ferita e punita. Quando andavo via, fisicamente via, ero colei che lo stava abbandonando e allora lui era quello ferito. Questa è l’incoerenza spaventosa che ha aggiunto al mio senso di colpa per ciò che IO avevo sbagliato e al senso di disperazione e irrealtà perché sentivo perso, lontano, cambiato il mio grande amore e perché le cose che parevano enormi (non le molestie morali, non la crisi successiva, ma le ragioni per cui lui fosse andato così in crisi contro di me) tanta più confusione e disperazione. Immagina come se io fossi te, ma in più tua moglie oltre a chiudere la porta desse a te anche la colpa di andartene. Come se non solo tu ti trovassi nella disperazione di sentirti dire: non ti amo più, non è cosa dall’altra parte, ma anche con la disperazione di sentirti dire che sei comunque tu, ancora, che stai facendo andare male le cose. Almeno (so che è terribile quello che ti dico dal tuo punto di vista) tu sai che sei stato lasciato, è già un punto. Io sono stata quella che era lasciata e quella che lasciava. Quella che non era amata ma che non amava. Tu mi hai chiesto se era depresso. Beh, io posso dirti che ho pensato che fosse: depresso, esaurito e comunque preda di una crisi.
    E non perché mi aveva detto “Non ti amo più”, perché non è che uno deve andare fuori di testa per non amarti più. Ma perché appunto in 24 ore mi aveva prospettato il risultato di un suo percorso in cui indubbiamente aveva anche sofferto, ma il punto è che se si era sentito così solo e così incazzato era anche perché non le aveva dette le cose. non aveva fatto capire nè quanto delle cose le vedesse gravi, mentre sembrava andasse tutto bene, nè mi aveva reso partecipe di un suo dubbio che non era reale, non aveva la realtà e la consistenza che lui ha dato alle cose, ed è diventato un mostro con ottatacinque teste che lo ha e ci ha divorato.
    Lui dopo 5 anni è riuscito a dirmi: il mio trauma è stato questo. Il suo trauma è stato che lui ha creduto che io fossi innamorata di un’altra persona e che avessi scelto di restare con lui non si sa bene perché. Ma talmente lui si era convinto di questa cosa, e non mi ha chiesto: scusa, ma tu sei innamorata di quella persona? che lui si è sentito tradito senza esserlo, si è sentito abbandonato senza esserlo, si è sentito scelto per comodità (?) e non per amore ecc ecc ecc.
    Bastava che lui me lo chiedesse, che io sapessi che cacchio gli era passato per la testa e io gli avrei potuto dire: NO. e spiegare punto per punto dove si era perso pensando che A è uguale a C e D è uguale a F. Ma lui questo NON LO HA FATTO, come non lo ha

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    LUNA -

    fatto tua moglie. E se mi dici che è folle che lui ha fatto questo percorso introverso di distruzione e autodistruzione in solitaria e non ci credi io ti dico che però tua moglie ha fatto la stessa cosa. O ha coperto con un pretesto altre frustrazioni e altri suoi problemi, o ha coperto con un pretesto il fatto che non voleva più la vita che aveva, o si è chiusa in una sua crisi e dà la colpa a te, oppure si è fatta un SUO film in cui il fatto che una persona ti dice: non me la sento ora fa diventare quella persona un mostro di insensibilità. Oppure tutte queste cose insieme. Come forse ha fatto anche lui. Ma la cosa sicura è che CI HANNO LASCIATO FUORI, accusandoci di essere noi dei mostri che non hanno saputo amare, dare, capire, essere, arrivare al momento giusto quando uno stato d’animo prendeva una certa piega, ma senza che sapessimo che stava prendendo una certa piega. Io ho rivisto il film dei 10 anni precedenti 299809392020930230290 volte, per anni e anni. io non vengo a dirti che la mia storia era perfetta, ammesso che le storie perfette esistano. Ti ho detto che all’inizio c’erano stati dei problemi (non all’inizio inizissimo, un anno dopo) ma li avevamo superati. Certo, li avevamo superati anche perché io avevo due palle così e perché mi ero resa conto che se avessi ceduto io lo avrei perso. Ma ti posso dire che in seguito è successo anche il contrario. Ti ho detto che lui era particolare in certe cose e che non mi piaceva il fatto che non riuscisse a discutere e scappasse via, ma non scappava via perché non gli fregava di chiarire, ma perché si sentiva male. Io insistevo per chiarire perché a me faceva male il contrario, e quindi veniva fuori un casino. Ma alla fine ci incontravamo sempre a metà strada. Se tu mi dici: ti faceva male il fatto che non sapesse chiarire subito una cosa? Ti rispondo di sì. Ma al contempo posso dirti anche che nella globalità di cosa eravamo quella era una cosa importante ma lo erano anche tutte le altre, quelle buone. Perché lui mi è stato vicino nei momenti importanti della vita, perché lui si è anche preso cura di me come io di lui, perché avevamo rispetto l’una dell’altra, perché alla fine quando parlavamo noi parlavamo veramente di tutto, perché ci chiedevamo/davamo consigli, perché guardavamo il mondo insieme, perché dopo anni e anni non c’era giorno che non lo passassimo insieme, da soli o anche nella vita sociale, perché non ci annoiavamo mai, perché adoravo il fatto che magari uscivamo per stare fuori poco e poi facevamo le sei del mattino perché invece la serata aveva preso una piega diversa, perché ci eravamo inventati pure un nostro linguaggio buffo, perché ci facevamo gli auguri di mesiversario e dopo anni e anni

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    LUNA -

    avevamo passione, risate, anche un po’ di scene da “casa vianello” ma con simpatia. Quando ancora non avevamo una casa facevamo di tutto per poter stare insieme ogni giorno potendo stare vicinivicinivicini, vicini a scambiarsi anche i pensieri. Sì, lui mi ha fatto anche soffrire all’inizio della nostra storia e qui, tu mi dirai, è diverso perché voi due invece avete avuto l’idillio da subito. Ma lui non mi ha fatto soffrire perché andava a donne, o perché mi trascurava, o perché se ne fregava o perché mi insultava. POI sono arrivati gli insulti e il farmi sentire sola. Perché LUI si era sentito abbandonato. Allora io dovevo capire cosa vuol dire, forse è anche questo. Io ti ho detto che lui ha pensato che io mi fossi innamorata e volessi lasciarlo, ma la ragione è questa: io non ho mai capito quanto lui si sentisse insicuro nei miei confronti, non l’ho mai capito non perché lo davo per scontato, ma per quanto io lo stimassi, e a ragione. Non ho mai capito che lui pensava che io fossi più avanti di lui o che lui non mi bastasse. Non ho mai pensato che lui potesse credere che io potessi preferirgli un altro, perché io incontravo mille persone al giorno ma nessuno per me era migliore di lui. Non ho mai capito che temeva che il mio lavoro potesse portarmi lontano perché io non sarei mai andata lontano senza di lui. Non ho mai capito quanto lui avesse il terrore che io potessi lasciarlo perché avevo incontrato lui quando una storia precedente era in crisi. Non ho mai capito quanto lui fosse insicuro in queste cose, perché per me, conoscendomi, era al sicuro. Non pensavo che lui fosse in soggezione di avere una donna che aveva studiato più di lui perché io queste cose non le penso e perché lui sapeva tante cose che io non so e mi è sempre piaciuto com’era. Lui è rimasto destabilizzato quando il mio lavoro mi ha aperto una vita sociale e dei ritmi diversi e nuovi entusiasmi, ma io non l’ho capito perché l’ho sempre coinvolto. Non ho capito che odiava che la gente dicesse, pensando di fargli uno scherzoso complimento, che lui “era un santo”, cioè che io ero un vulcano creativo pazzerello e lui il compagno dolce, buono e serio. Lui ci leggeva: sei il principe consorte scemo. Lui un giorno mi ha detto: forse io sono il tuo freno a mano. E io sono caduta dalle nuvole perché lui era il mio amore e semmai io ero così creativa proprio anche grazie al nostro amore e non vedevo l’ora di mettermi in ciabatte o ridere insieme a lui. Qdo una persona che faceva il mio lavoro ad alti livelli mi ha detto: “dovresti partire per darti un’occasione di crescere” io ho detto no. Ma lui si è messo in competizione. Ecco, è arrivato qualcuno che ama di lei ciò che io amo di lei, ma con cui lei starebbe meglio che con me… Ma è stato un SUO film… Io non sono partita perché per me avevo già tutto quello che c’era di più importante e sarei partita solo se lui fosse venuto con me. Io non ho immaginato le sue paure proprio perché lo amavo. Ti rendi conto del paradosso? Così è.

  • 331
    aleba -

    Io credo che i 17 anni tutti quanti, che tutta quella vita sia stata solo un SUO film. Io ero un’attrice inconsapevole, pensavo di vivere vita vera invece lui aveva un copione che seguiva con cura, si preparava bene ogni mossa, ogni parola. Era tutto studiato, non posso credere che non lo fosse. Questo suo film non finirà mai, io non ne sono fuori perchè abbiamo una figlia e anche il fatto che io lo lasciassi fa parte del suo film. Ci sono due cose che non riesce a far avverare, che non riesce a portare “in sala”. 1) io non gli ho portato via la casa e non gli ho portato via neppure un euro…questo faceva parte del film che aveva in testa e io non reciterò mai quella parte che non mi appartiene. 2) Io non gli impedisco di vedere nostra figlia e non metterò mai in atto il subdolo piano che lui mi attribuisce di mettergliela contro.
    Sono stanca di questa cosa e mi rendo conto che quando mi guardo intorno mi domando quale parte stiano recitando le persone che mi circondano. Che piano segreto stanno svolgendo piano piano mentre parlano e ridono e fanno finta di essere chi in realtà non sono.
    Farò una fatica enorme a riprendere contatto con le persone in modo genuino, forse per questo scrivo qui anche. Ci sono giorni che prenderei l’auto e andrei di nuovo di fronte a lui a chiedergli perchè, per l’ennesima volta gli chiederei cosa volesse da me, visto che gli ho dato anche l’anima e non è servito a niente. Ancora questo maledetto bisogno di sapere da lui perchè pensa che io non valga niente, perchè non ha mai riconosciuto l’amore che avevo per lui e soprattutto come facesse a dirmi IO TI AMO e dopo qualche ora TU NON SEI NESSUNO E NON MI HAI PORTATO NIENTE.
    Mi siedo e penso a tutte le volte che gli ho fatto quelle domande, anche oggi avrei le stesse risposte…con la differenza che oggi lui avrebbe ragione sul punto che io l’ho lasciato. Sapete cosa vi dico? io ho lasciato 17 anni della mia vita, gli anni che dovrebbero essere quelli dove ti costruisci, vivi pienamente e affronti tutto ciò che c’è da affrontare per avere giorni sereni da ricordare. Io ho tranciato via tutto, ho sprecato in una affannosa corsa sul tapis roulant al contrario, immersa nella nebbia con lui solo davanti a dirmi che non facevo abbastanza. Abbastanza per cosa?? per meritare amore? per aver diritto al rispetto? perchè la mia vita avesse un valore esprimibile in euro? E’ inutile che io stia qui a domandarmi queste cose, la sua posizione la conosco bene e ho capito (razionalmente) i motivi del suo comportamento psicotico. Ciò non toglie che ci sono momenti in cui vorrei provare ancora a pretendere delle risposte. Quindi, Fuori dal Coro, ti capisco in questa tua disperata ricerca. La vita è una serie di errori, anche io come Luna ho impiegato anni a inquadrare i miei errori e a staccarli dal Sentimento, posso capire che anche tu sia in quella fase in cui il Sentimento ti tiene ancorato e non vuoi accettare l’errore come tale.
    Baci

  • 332
    maria -

    per aleba
    nelle palore che tu scrivi, si legge ancora molto bene che tu lo ami ancora, e non smetterai mai di amarlo, potrai odiarlo, per far in modo che tu riesca adistaccarti un po, da lui, ma poi l’amore riemerge sempre.
    peccato che loro non riescano a comprendere il linguaggio dell’amore e soltanto quello della rabbia e dell’invedia e del rancore, peccato, non sanno che potrebbero vivere meglio, e sarebbero anche meno stressati,meno nervosi,meno ansiosi, meno malvagi.
    noi amiamo e loro ci odiano solo perche’ siamo meglio di loro.
    peccato, e il bello della situazione sai qual’e’? che non possiamo nemmeno farci vedere che vogliamo delle spiegazioni, e non possiamo nemmeno farci vedere deboli perche’ seno’ ci pestano ancora di piu,e se abbiamo paura di loro ci annullano ancora di piu. e noi dpo tutto continuiamo ad amare e propio un bel casino la vita.
    aleba, non riesci a trovare una persona che ti stia accanto e che non voglia assolutissimamente nulla che non sia altro che amore?
    si, lo so , non e’ affatto semplice, ce un mondo in giro… e quando credi di aver trovato qualcuno che fa al caso tuo, invece di dimenticare il passato che ci fa solo soffrire, devi stare attenta a non cadere dinuovo nella rete.
    sai che cosa sto imparando con il tempo? a non fare affidamento su nessuno,lascio che siano gli altri a cercare me,e quando vedo che non lo fanno, allora mi dico: tanto, meglio prima che dopo, ma se avessi cercato prima io, poi se fosse andata male, mi sarei fatta venire i sensi di colpa perche’ mi ero comportata in un modo che non avrei dovuto. dicono che isolarsi non va bene, ma per ricevere pugnalate, e’ meglio evitare, e meglio stare da soli che male accompagnati.
    siamo sempre qui a consolarci tra di noi, ma questa e’ una valvola di sfogo, ci aiuta aconfrontarci,a non sentirci soli, a come se venissi aprendere un caffe’ a casa tua Aleba, ma poi li , non riusciremmo ad essere sincere l’una con l’altra, ed poi io quando sono giu, come oggi, mi matterei a piangere, e non sarei di aiuto a nessuno.
    ho voluto scattacare per un po’ per realizzare quanto detto, ma tu aleba, mi sei sempre nel cuore, perche’ riesco a capirti, e capisco ancora quanto dentro di te , voglia delle risposte, anche se non e’ semplice, ma le risposte arriveranno, ma ci vorra’ molto tempo, e le risposte non le avrai mai da lui,ma le capirai da sola, perche’ loro amano le sfide, non si piegano, perche’ riescono a fregarsese senza pensare a te che invece stai li a farti venire il cancro perche’ stai male.a volte invidio io il loro modo di fregarsene perche’ non stanno mai male per il male che gratuitamente ci danno, invidio solo questo di loro il resto se lo possono tenere.
    solo il tempo ci porta consiglio,noi dobbiamo cercare di vivere piu’ serenamente possibile concentrarci su di noi. io ne ho fatta di strada solo grazire a voi.

  • 333
    maria -

    Per aleba-
    ma perche’ devi pensare e soprastutto vuoi spiegazioni da lui sul fatto che lui pensa che tu per lui non vali nulla?
    lui ha un disturbo della personalita.lui deve dire a te che ti ama, ma non lo pensa, perche’ non sa che cosa vuole dire, perche’ nessuno glielo ha mai dimostrato in tenere eta’ ma ce la mette tutta, cerca,di attaccarsi ai modelli di persone, che gli parlano dell’amore, ma che in cuor suo non sente, ma ci prova. ( in quel momento che ti dice ti amo cerca di essere cio’ che non e’), ma poi dopo pochi minuti, non si controlla ed esce fuori quello che e’ in realta’ e ti sputa fuori tutto il suo odio, odio verso di te che sa, che vali, vali, tu vali aleba, questo lui odia di te, tu sei migliore di lui, renditene conto! Anche per me, era cosi’ da un lato mi adorava aveva stima di me,mi diceva( tu vali molto piu di quanto credi) e dall’altro mi diceva( ma chi c.... sei, ma tu non sai con chi stai parlando, mi devi portare rispetto), ed io fessa, ci credevo. Io mi ero svuotata di quello che ero io, della mia essenza,svuotata di energia mia, pulita, per essere diabolicamente sostituita della sua personalita’, io ero diventata lui e lui me, quando ritornavo in me per poco tempo che mi dava tregua che non si faceva sentire, io capivo che non era normale che mi sentissi cosi, e come un drago gli sputavo addosso chi era, e lui si rivoltava, si sentiva una merda, quello che lui cercava di non far uscire, perche’ seno’ sarebbe uscito fuori tutto il suo gioco malefico, architettato contro di me, rubandomi la mia persosalita’
    La mia fragilita’ era la sua forza.
    io mi stavo ammalando sempre piu, ed ero diventata terreno fertile per le sue manovre, ero ormai isolata da tutti, mi parlava male di tutti per mettermeli contro.
    un bel gioco perverso il suo, ce ne sarebbe da raccontare, quallo che mi ha aiutato moltissimo a me sono stati tutti i libri che mi sono acquistata sulle manipolazioni.nel giro di 5 mesi ho capito a grandi linee con chi avevo a che fare, ma non avevo capito ancora se lui amava oppure no. E la risposta era no.
    rubano la personalita’ ad altri, ne ho sentite sul suo conto….
    Se lui si trova a perlare con me, ti faccio un’esempio–mettiamo che siamo all’inizio della conoscenza, e vede in me qualche cosa che le piace, come la presenza,la posizione sociale,lui si fa gia’ tutti i suoi films nella sua testa.( premetto che entrambi siamo sposati, ma a lui non importa, se puo’ migliorare, lascia anche la moglie). Quello che ci siamo detti io e lui, diventa argomento fertile da fare con un’altra persona di turno due ore dpo il dialogo fatto con me.es- se io le ho raccontato che ho fatto un viaggio con mio marito in russia, e le racconto tutti gli spostamenti e le avventure fatte, lui, che dopo si trova aparlare cion un’altra persona, dice che lo ha fatto lui quel viaggio con sua moglie, la mia vita diventa la sua, questo fa parte di uno che non e’ tanto apposto, ma il bello e che e’ credibile agli occhi degli altri.

  • 334
    aleba -

    Ciao Maria, penso che farò molta fatica a mettere in un cassetto il Bene che gli ho voluto. Nel senso che il sentimento è sicuramente ancora vivo, solo che è sciolto dalla mente e dal cuore. Lo guardo con tristezza, quel sentimento, e mi viene da piangere per la commozione. Tanto amore, tanta voglia di amare di costruire in modo positivo e di vivere l’amore quotidianamente, non sono serviti né a curare le sue ferite nè a metterci in comunicazione comunque in modo da poter mediare. Lui ha fatto del disprezzo della mia persona, la base del suo piedistallo. Avrei fatto di tutto per lui ed è qui che ho sbagliato. Ho progressivamente alzato il livello di tolleranza, ho spostato i confini che delimitavano la zona inviolabile dell’anima ed ho lasciato che prendesse tutto ciò che voleva. Quanti, così a freddo, sarebbero disposti a dare un’altra possibilità ad una persona che gli dice “tu sei niente, sei fuori dal mercato, non sei nessuno e non sai vivere” Quante? Nessuna credo. Eppure, quando ci sei dentro con ogni fibra del tuo corpo cerchi un senso, e questa ricerca ti porta a riprovare. Lui valuta tutti in base alle “disponibilità” finanziarie. Io non ho proprietà. Ho la mia busta paga che ho messo per 17 anni nelle sue mani. Ma non bastava. Il senso non esiste, hai ragione Maria.
    Vorrei un uomo che camminasse al mio fianco. Uno che avesse anche un sacco di difetti, ma che mi dimostrasse di essere disposto a camminare parlandomi e ascoltandomi. Non è un dramma stare sola, serve per porsi domande e ascoltare le risposte in silenzio. La solitudine è guaritrice.
    Grazie Maria delle tue parole, serve molto anche a me leggere e scrivere per capire. Mi ci vorrà molto, lo so, ma confido in quella luce alla fine del tunnel!!!

  • 335
    LUNA -

    ALEBA e MARIA: capisco quando Aleba dice che guarda con commozione a quel sentimento e ai desideri e sogni, non realizzati, che vi sono stati connessi. Sogni non impossibili, quotidiani, che diventano, si dimostrano impossibili dando vita finché non si esce dal meccanismo un perpetuarsi di un’impossibilità. come se il desiderio e l’impossibilità camminassero sempre insieme. E non è strano allora che, a parte per le molestie morali stesse, che sono poca cosa (e per le violenze, come quelle economiche che possono manifestarsi in varie forme) una persona stia male, come se avesse una continua produzione di energia che però non può realmente sfociare da nessuna parte, anzi torna indietro come un boomerang di disincanto, impossibilità, violenza.

    Io non lo so se si ama per sempre chi si è comportato così.
    Non lo so davvero. Chi vive queste vicende fa davvero fatica a distinguere il bene dal male ad un certo punto (molto presto di solito), anche perché combatte continuamente forse un’interiore lotta tra il bene e il male, nel senso però di: ti voglio bene ma mi fai male. Ma poiché ti voglio bene accetto anche il male. Poiché sto male alzo la valenza del bene, che sia pure quello che io ti porto, quello che io vorrei vedere realizzato. ecc ecc.
    E’ vero ciò che dice Aleba sull’alzare la soglia di tolleranza e le ragioni, come abbiamo detto tante volte, sono molteplici.

    Al fatto che una sana solitudine possa essere purificatrice credo anch’io, come dice Aleba. In fondo c’è anche un bel po’ di roba da “drenare via” alla fine di storie come queste, anche proprie sensazioni da ricollocare in un proprio archivio, magari sotto titoli diversi rispetto a quelli che prima sembravano scontati. Energie da recuperare, anche da scoprire piano piano recuperate, anche quelle ricollocabili. E non per forza in una storia, ma persino nelle piccolissime cose. Tanta è la centralità che i problemi di cui parliamo richiedono che spesso è davvero anche il più banale del quotidiano a cui non si riesce a dedicare energie e attenzioni.
    Risentire la propria voce, poi, senza che un’altra persona si metta sempre in mezzo, ma come un armadio a 56 ante, anche tra percezioni minime, sensazioni, emozioni, considerazioni, gusti, opinioni è anche un’esperienza che si riscopre piano piano.

    A me piace comunque questa frase:

    La saggezza è solitudine, ma un percorso solitario non conduce alla saggezza. L’isolamento è morte, e la saggezza non la si trova nel ritrarsi dalla vita. KRISHNAMURTI.

    Ogni forma di intossicazione è un male, non importa se sia di alcool, morfina o idealismo. (Jung).

    A me piacciono entrambe le frasi, che forse avevo anche già postato. Nella prima riconosco un concetto di saggia solitudine da coltivare, quella per cui ci si concede del tempo per ascoltare la propria voce, le proprie sensazioni, il proprio istinto, il proprio concetto di piacere (anche delle piccole cose)… la ricentratura, la chiamerei io, che può essere anche una pratica quotidiana, anche

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    LUNA -

    senza rinunciare alla socialità. So che dentro di me ho un rifugio, so che ho il diritto di trascorrere del tempo con me, mi piace ascoltare la mia voce, senza rumore, provo piacere a stare con me e a sorridere con me e a togliere l’audio per sentire le mie domande e le mie risposte in un modo che sento armonico, per me.

    Per chi neanche in casa aveva un angolo, e mai forse la percezione di poter ascoltarsi diventa ancora più importante coltivare quei momenti di positiva, rilassata solitudine. Anche pensierosa, inquietata, confusa solitudine, tra la domanda e la risposta, propria, tra la scelta e la rielaborazione.

    L’isolamento è un’altra cosa. Spesso paradossalmente è proprio la scoperta di una sana dimensione di solutidine a scongiurare o guarire il pericolo dell’isolamento.

    La frase di Jung mi sembra parli da sè.

    Super sonno stasera, buone nanne, bacio

  • 337
    aleba -

    Ciao Luna, cara.
    Hai ragione, è bello riuscire a isolarsi dentro sè stesse, tappare le orecchie e ascoltarsi. Senza rinunciare a incontrare gente.
    Ci sono tante cose che devo ancora pensare, tanti punti che ho bisogno di focalizzare. Una cosa l’ho capita…è inutile e dannoso abbuffarsi di vita quando si è stari troppo in carestia. Un pò per volta, riacquisterò concretezza, per ora mi do tempo.
    Baci

  • 338
    Fuori dal Coro -

    LUNA – ALEBA – MARIA

    Ciao a tutte ragazze. Leggo e rileggo i vostri post e leggo tanta, tanta insoddisfazione nel vostro trascorso affettivo con i vostri compagni. Ansia, malessere. Insomma molto ma molto di negativo. Ho riflettuto come faccio sempre quando vi leggo e ho pensato a cosa scriverebbe mia moglie se si trovasse a scrivere così come fate voi. Vorrei tanto poter leggere nel suo pensiero e…capire. Capire se nella sua testa vede me come il “mostro” che le ha rovinato la vita o…cosa.
    E’ davvero impossibile capire come ci possano essere due persone che abbiano pensieri totalmente diversi sul loro rapporto. Io sto soffrendo in maniera pazzesca. Io posso dire di aver vissuto insiem a lei gli anni più belli della mia vita. Io posso dire che per il periido passato insieme lei si è dimostrata come una donna “speciale”, come se ne trovano poche. Posso dire di aver vissuto insieme a lei le piccole cose, le grandi cose. Posso dire di essere stato sereno, felice. E i miei occhi hanno visto anche lei serena e anche felice. Poi cosa possa aver scatenato nella sua mente il mio rifiuto di avere un figlio non lo so. Non lo so davvero. Se è vero che è ciò che l’ha ferita nell’anima vorrei sapere che tipo di ferita le ho inferto. Soprattutto considerando il fatto che ero pronto a tornare indietro con convinzione. Per me, per lei, per noi, per formare una famiglia, per iniziare una nuova avventura, perchè la amo. Io credo e sostengo che in ogni coppia, in ogni famiglia possano sorgere dei problemi, piccoli o grandi. Non credo, anzi sono sicuro che in nessuna coppia o famiglia tutto fili liscio. Non si può essere al 100% tutti i giorni. Nessuno di noi è perfetto. Ognuno di noi commette degli errori quotidianamente. Parlo di persone “normali”. Di persone, cioè, che non spaccano la casa, che non prendono a parolacce il proprio partner, che non hanno crisi isteriche, che non hanno gravi problemi di natura psicologica. Parlo di persone normali.
    Posso portare un esempio banale come metafore, come paragone. Io guido la macchina da tanti anni. Ho percorso centinaia di migliaia di km. Non ho mai creato incidenti, ho sempre mantenuto la distanza di sicurezza, non guido a folle velocità, se ho sonno mi fermo, rispetto i segnali stradali, non passo con il semaforo rosso. Però mi sarà capitato di mettere qualche volta la macchina in doppia fila per comperare un medicinale in farmacia o quant’altro. Questo per dire che per quanto si possa essere bravi, si può sbagliare comunque. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
    Io credo che se c’è sentimento. Vero sentimento, qualsiasi problema può essere risolto. Non credo esistanto problemi irrisolvibili se ci si vuole bene veramente. A meno che ci si ami anche ma alla fine l’incompatibilità caratteriale sia talmente grave da rendfere impossibile l’eventuale convivenza.
    Io sto qui ancora a capire. Mia moglie si è disamorata di me perchè non volevo un figlio ? A me sembra strano. Lo sapeva da sempre. E se…

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    Fuori dal Coro -

    LUNA – ALEBA – MARIA (segue)

    ..c’era questo rischio doveva parlarmene con decisione. Leggendo i vostri post avverto proprio il disagio che voi avevate nei confronti dei vostri compagni. Sensi di rivalsa da parte loro, conflitti, accuse, mancanze di rispetto, crisi interiori, a volte cattiveria.
    Tra me e mia moglie tutto questo non c’era. Qualche giorno fa sono rientrato nella nostra casa dopo un bel po’ di tempo. E’ struggente. Io guardo e vedo attorno ricordi di una vita di coppia passata in serenità. Non vedo conflitti. E di contro non riesco a pensare come una persona, in questo caso mia moglie, possa aver portato “una maschera” per anni mostrando un viso sereno, parlando con calma, scherzando e ridendo con il “mostro”. No, non può essere. Non può neanche essere che tante cose che per una vita ti sono andate bene ti vengono di punto in bianco “rinfacciate” mentre tu eri convinto che non stessi facendo nulla di male. Perchè io, nonostante questi continui “rinfacci”, queste continue accuse, queste continue frasi sul “non ho più lo stesso sentimento di prima” invece che darmi rabbia, mi tormentano ancora di più ? Perchè continuo a vedere la donna con cui ho condiviso tutto come una persona che oggi è “fuori fase” ? Come può un essere umano a cui tu hai confidato ogni cosa, le tue paure, le tue ansie, le tue emozioni, i tuoi sentimenti, la tua sincerità capovolgere completamente il suo modo di fare, parlare ed essere nei tuoi confronti ? Cosa scatta nella mente di una persona “sana di mente” ? Nella mente di una persona sorridente. Che aveva nel sorriso la sua “arma” più bella. Come può una sola idea diversa cambiare il tutto ? Mi ha incolpato di aver sofferto la mia personalità. Ma io non imponevo nulla…parlavo, dicevo la mia e se c’era da discutere discutevo, ragionavo pur mantenendo eventualmente il mio punto di vista. Non aggredivo nessuno. Mai fatto nella mia vita con nessuno. Che male c’è a manifestare le proprie idee ? A mostrarsi sicure nell’esprimere le proprie opinioni. Non ti ho mica detto che devi accettarle per forza. Io dico la mia. Poi se tu hai un’idea diversa non è mica la fine del mondo. Quanti amici ho che la pensano in maniera diversa su tante cose. Eppure sono amici veri che farebbero qualsiasi cosa se tu fossi in difficoltà. Come si fa a cancellare con un colpo di spugna anni della tua vita in cui hai fatto di tutto e soprattutto tanto tanto di bello ? Maria dice di Aleba che nonostante tutto Aleba ama ancora il proprio compagno. Anch’io sono della sua stessa opinione. Anche a mio parere Aleba ama ancora, anche se ferita, il suo ex compagno. Eppure quanto ha sofferto Aleba ? Ma il sentimento vince. Sono certo che lei pensi ogni giorno a lui. Io credo che il mondo, la vita, noi stessi soprattutto abbiamo bisogno di certezze. Ma oggi queste certezze vacillano. Si vive con l’idea del cambiamento. Tutto stanca. Per me purtroppo o per fortuna non è così, Credo di saper distinguere le cose che mi piacciono e le cose….

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    maria -

    Ciao fuori dal coro-
    quante cose ci siamo detti e quanti insulti ci siamo fatti per vedere se riuscivamo a cavare un ragno dal buco, abbiamo cercato di aiutarci a vicenda per capire che cosa non andava nei vari rapporti,io da voi ho imparato molto, ed ora mi sento come divisa in tre parti, come la vedevo io come te, e come aleba, nei suoi panni piu disperati che mai.ma sono triste anche per te fuori- perche’ non sono,( non siamo) riusciti a capire d’avvero chi avevi difronte, e’ d’avvero un mistero, e questo strazia ancora di piu, ed il tempo pero’ diventa ancora piu lungo quando non riesci a colmare quell’insoddisfazione che hai dentro.

    Vorrei poterti aiutare di piu, vorrei poter avere un confronto con quell’essere che si tiene dentro cio’ che ti fa stare male, quello che ti distrugge l’anima, per capire che c.... di testa si ritrova.

    quello che posso dirti, e che devi cercare di reagire, devi vivere la tua vita, e devi riprendere sopratutto ad avere fiducia in te stesso perche’ tu sei ok cosi come sei, e non devi cambiare nulla di cio’ che e’ stato e di cio’ che sara’, devi solo accettare le cose come ormai sono andate, un giono senza che tu te lo aspetti la verita’ saltera’ fuori, magari poi alla fine non ti uccidera’ nemmeno,
    Perche’ il tuo cuore si e’ rasserenato gia’ con un’altro amore.

    Cerca di dare il tuo cuore a qualcuno, che ti sappia amare per cio’ che sei veramente, se lei non lo ha capito, non ha importanza, lo capira’ poi con il tempo.

    Ma ora e’ giunto il momento di fare qualche cosa per te, lei sta gia’ vivendo la sua vita, ora riprenditi in mano le redini, e dirigila da solo la tua di vita non lasciarti andare, perche’ questo non ti porta da nessuna parte, solo a farsi si, che il tuo amore non venga liberato, e se non lo lasci fluire con un’altra persona,”lui” continuera’ a scoppiarti dentro finche’ non esplodera’.
    Fai, qualche cosa per te, regalati la gioia, di poter amare dinuovo, ascoltati, impara a riconoscere cio’ che vuole il tuo corpo, tu ti sei fossilizzato su di lei, ma non e’ cosi’, tu sai amare e sai dare anche molto, devi distrarti, devi scaricare tutta la tua energia repressa e non incanalata nel modo giusto dentro di te. Se fai sport scarichi energia negativa accumulata dentro di te,devi reagire, non hai amici, fatti un viaggio, una passeggita, frequenta solo persone che ti possano ravvivare la giornata, i depressi lasciali stare non ne hai bisogno.lascia stare tutto, cancella tutto quelo che ti possa ricordare lei, fai un bello scatolone di roba da mettere in solaio, ben sigillato con tutto cio’ che riguarda lei.
    E’ finita fuori dal coro, e’ finita.
    Devi seppellire tutto, tutto.

    Fuori- promettimi che a piccoli passi cerci di fare cio’ che ti ho detto.
    devi farlo esclusivamente per te stesso, sei tu ora il tuo unico punto di riferimento, tu sei la cosa piu importante, devi venire prima di tutto il tuo benessere totale.
    Fidaci, ci sono passata, e ti assicuro che per me e’ stata la stessa c

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    maria -

    Segue per fuori dal coro-
    Stessa cosa.
    Solo io posso decidere di me stessa, solo tu puoi decidere di te stesso.
    cose’ che ti spaventa?
    Sai che cosa spaventava me? I sensi di colpa.
    ora non ne ho piu, ho cercato aiuto, da chi mi ha saputo leggere dentro, da qualcuno che mi ha fatto andare via tutti i miei fantasmi mentali, io, come te, ero bloccata da un’incantesimo mentale, che mi teneva legata a alui, ma ora l’incantesimo se ne’ e’ andato, mi sono ripresa in mano la vita personalita’, certo non ne sono fuori del tutto, ma mi sto volendo piu bene, e non faccio nulla che possa nuocermi dentro, accetto i consigli degli altri, li elaboro, mi provocano un gran casino dentro, perche’ non riesco a capirli, allora sai che faccio, non ci penso piu, e con il tempo vengono fuori da soli, e con la risposta.

    Vedi, sto’ imparando a conoscermi, mi sto dando tutto il tempo che mi serve senza chiedermi nulla, senza aspettarmi nulla,ma nel farttempo non posso stare ad apettare con le mani nelle mani aspettando che venga domani( come cantava cocciante), devi allentare il dolore, e quindi devo fare sport, rilassamento, maditazione, devo dare la possibilita’ al mnio corpo di respirare aria pura, e devo farsi’ che le mie cellule si riproducano.
    ciao fuori a presto
    e promettimi che ci penserai, anzi comincia da subito, c’e l’hai una bici?
    maria

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    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro. Posso dire che mi mancavi?
    Io non amo il mio ex, o meglio, ho capito che devo andare oltre, staccarmi da quel sentimento. Mi sono arresa, l’amore di coppia ha senso se è reciproco, se è coltivabile altrimenti è un veleno mortale che uccide lentamente ma con sofferenze atroci. Il mio amore per lui avrebbe uno sbocco concreto, pulito, limpido e praticabile solo se lui non fosse più lui. Ma che assurdità! Quell’amore mi ha portata a vedere la morte come unica via di uscita. Per andarmene senza abbandonarlo. E’ difficile comprendere, ho faticato molto anche io per capire cosa fosse successo negli anni alla mia relazione. Amare vuol dire denudarsi, amare veramente comporta l’abbassamento di tutte le difese perché chi ti ama non ha intenzione di farti male e amando si espone il proprio lato più fragile, quello che proteggiamo di fronte al mondo. Per me l’amore vuol dire “sono qui, per te. Ho braccia forti e gambe buone, il mio cuore è aperto per te, entra siediti e parliamo di noi” Chi viene invitato ad entrare in un cuore che sta coltivando l’amore, deve farlo con passo felpato, con delicatezza e stando attento a non calpestare i germogli. Deve, se ama a sua volta, aver cura dell’ordine e della pulizia, deve parlare piano e soprattutto non deve tenere chiuso il proprio di cuore. Ecco, io a lui l’ho fatto entrare. Fa come fossi a casa tua, gli ho detto e lui ha estirpato ogni radice buona, ha buttato acqua avvelenata, ha preso i frutti e non ha più sparso semi. Ha portato il caos e tutto ha cominciato a deperire. Per contro il suo cuore non ha mai liberato l’ingresso. Off limits per me. Anche le volte che pensavo di essere riuscita a entrare, venivo presa per i vestiti e sbattuta fuori. Nessuno può capire la disperazione, forse Luna, anche se ogni storia è a sé stante. No, no, io non posso amarlo, per questo ogni giorno rileggo ciò che ho scritto nei mesi…per mantenere vivo il ricordo e lucidi gli intenti. FUORI DAL CORO scrivi: “Io credo che se c’è sentimento. Vero sentimento, qualsiasi problema può essere risolto. Non credo esistanto problemi irrisolvibili se ci si vuole bene veramente.” Sono convinta che le cose stiano proprio così. Ogni volta che lui ha avuto delle difficoltà, non gli ho mai fatto mancare il mio appoggio. Lui NON ha fatto lo stesso con me. Io non dovevo avere problemi e se ne avevo dovevo arrangiarmi perché dipendeva solo dal fatto che sono donna, incapace. Eppure lui mi ha sempre accusata di lasciarlo. Io mi avvicinavo, lui mi allontanava stizzito (non sia mai che debba ringraziare Aleba!), io rimanevo vicino e facevo da air-bag, ma nella sua testa lui era solo me lo rinfacciava pieno di rancore e io mi sentivo mortificata per non essere stata all’altezza. Un circolo vizioso. L’ho interrotto spostandomi. Non sono guarita, ho bisogno di tempo per mettere ordine.
    Fuori dal Coro, io posso capirti più di quanto credi. Rimani aggrappato a quei giorni felici, attonito di fronte alla donna che lei manifesta …

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    aleba -

    (segue) essere oggi. Rifiuti di vedere la realtà e guardi indietro e affermi che lei è speciale.Io mi sono condannata per anni, mi sono data della stupida, mi sono punita per ogni sua recriminazione dovuta ad una mia mancanza. Ho esaminato i miei comportamenti,le mie parole da mille angolazioni diverse. Ho cercato e scavato per capire dove sbagliavo, cosa non funzionasse in me.Come poteva odiarmi tanto? Proprio io che avevo una cura meticolosa per non farlo star male,per portargli benessere?Le domande erano sbagliate,ovvio che non ci fossero risposte.Dovevo smettere di incamerare tutto il brutto in attesa di quella goccia di bello che ogni tanto,se gli faceva piacere,elargiva.Le mancanze che mi ha rinfacciato, gli errori che mi ha attribuito negli anni erano assurdi oppure ridicoli.Ad esempio, un mio cllega ebbe un infarto e dopo 10 giorni di rianimazione andai a trovarlo assieme a tutti gli altri colleghi,lui mi disse che non ero una brava compagna perché mostravo preoccupazione per “quello” che lavorava con me da 15 anni mentre avrei dovuto rientrare a casa e stare vicino a lui,visto che lui era depresso.Quello l’infarto l’ha avuto e basta,non ha scelto apposta di fare l’infarto mentre tu eri depresso,e trovo molto,molto sbagliato dire che andare a trovarlo per 10 minuti di visita provoca un conflitto con il fatto che io sia la compagna del mio uomo.Scrivi “Io credo che il mondo,la vita, noi stessi soprattutto abbiamo bisogno di certezze.Ma oggi queste certezze vacillano.Si vive con l’idea del cambiamento.Tutto stanca”.Qui torniamo all’inizio.Purtroppo la nostra società moderna occidentale pretende l’adeguamento veloce ai tempi e alle tendenze e avvantaggia chi non si fa scrupoli,chi lavora in superficie ignorando l’anima.Questo è un discorso molto vasto,piuttosto preferisco parlare di noi.Tu e tua moglie potevate superare la crisi se ve ne foste dati la possibilità.Lei ha chiuso i ponti e si è rifiutata di indossare il giubbotto di salvataggio,non ha voluto la mano che hai teso per le. In base a quanto scrivi di te e del tuo matrimonio,lei non ha vissuto ciò che ho passato io,non ha ubito violenze e manipolazioni ed è stata una sua libera scelta quella di“adattarsi”con il sorriso a circostanze che magari non le calzavano a pennello.Ma di sciocchezze si tratta.Con la questione figlio,macigno!Però lei non si rivolge a te,lascia affondare la nave,ha una scialuppa che l’attende e tu?Tu vai giù senza capire cosa sia successo e perché lei non si sia adoperata con te per riparare la falla, per chiamare aiuto.E’andata via.Non era un amore maturo,te l’ho già detto.Non credi che lei avrebbe dovuto addentrarsi con te in quel macigno?Non pensi che avrebbe dovuto fidarsi di suo marito,di quell’uomo che era un libro aperto per lei?Non credi che avrebbe dovuto invitarti a leggere anche il suo libro e FIDARSI del vostro amore?Fuori dal Coro,se il mio ex fosse stato come te avremmo superato qualsiasi crisi. Pensi che io abbia mollato troppo presto?

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    Fuori dal Coro -

    LUNA – ALEBA – MARIA (segue)…

    …che non mi piacciono. Sto vivendo male questa mia situazione e chissà ancora per quanto altro tempo la vivrò così proprio perchè vivo le cose in maniera stabile. Nel senso che se mi piace una cosa, ma mi piace veramente, non mi passa neanche per l’anticamera del cervello l’idea di cambiarla. E cio’ vale anche per l’amore. Ti innamori, una storia può finire perchè ci sono incompatibilità, manca l’attrazione ci sono troppe discordanze. E ok mi sta bene può succedere. Ma quando ti innamori, la storia va avanti si arriva al matrimonio, ci si ama…come si fa a disinnamorarsi ?
    Ok può esserci qualcosa che non va, che va chiarita, che va affrontata. Ma se ami davvero, se vuoi bene, come puoi allontanare dalla tua vita quella persona ? Io non potrei. Anzi non posso. Poi non so voi ma io adesso sono più sensibile alle frasi d’amore. Quelle semplici. Quelle con su scritto “Ti voglio bene”. Mi il colpisce il fatto di pensare a quanto ci siamo amati a quanto ci siamo voluti bene e a come una cosa del genere possa finire in questo modo. Senza possibilità di appello. Ripeto quel che ho scritto all’inizio: quanto vorrei essere nel suo cervello per sapere cosa pensa, cosa le dice la testa. Come si può dimenticare una vita vissuta insieme in questo modo. Io capisco quando le situazioni sono insostenibili ma non in un caso come il mio. Quello che lei non vuole ammettere è che si comportava in maniera normale. Adesso io ammetto che forse avrei dovuto essere più attento. A dirle più spesso “ti amo”, “ti voglio bene”. Ma quanti uomini fanno come me ? Certo con il senno di poi lo avrei fatto in maniera più spontanea. Però non capisco perchè per me risultava importante anche solo il fatto di prendere il caffè insieme dopo mangiato. Pur se non le dicevo “ti amo”. Magari adesso penso che per lei era vitale il fatto di sentirselo dire. Ma Santo Iddio, quanto leggo di Aleba che nonostante le “ingiurie” del marito ancora lo ama non so cosa pensare. Fatto sta che io mi trovo in una situazione di sofferenza inaudita. Non riesco a staccare dal pensiero di lei. Quasi fosse un’ossessione. Ma un’osssessione data dal voler bene a una persona. Non di possederla nel senso di possesso. Vivere le cose insieme. Le cose della vita. Ecco questo. Non c’è in me sentimento di rivalsa o conflitti vari. Solo il desiderio di stare con una persona a cui si vuol bene, che si ama. Tante cose di quelle che avete scritto voi per me risultano difficile da capire da interpretare. Io sto nella condizione che non ho bisogno di stare solo per capire. Non devo capire nulla. Almeno per ciò che concerne me. Quello che non capisco è come le altre persone riescano a dire con tanta facilità “si cambia nella vita” e “cambiano i sentimenti”. No a me non riesce di pensare ad una cosa del genere. Ok i sentimenti possono cambiare si. Ma quando non si è mai stati sicuri dei propri. Quando è sempre mancato qualcosa. Allora si. Non c’è sicurezza, non c’è certezza…

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    Fuori dal Coro -

    LUNA – ALEBA – MARIA (segue)

    ….non c’è nulla. Io a volte mi rispecchio in Aleba. E vorrei dire a tanti che dicono “nella vita si cambia”. Ecco ok parlate con Aleba e spiegate un po’ a lei come nella vita si cambia. Certo Aleba è stata “costretta” ad andarsene. Onestamente, obiettivamente non poteva farcela più. Era stanca, offesa, delusa, ma non disinnamoarata. Forse piena di rabbia di come, avendo dato tanto amore non sia riuscita ad ottenere dall’altra parte “semplicemente un uomo normale”. Non uno che la odiasse, che la facesse sentire inferiore, che le dicesse tutto e il contrario di tutto. Aleba, non è vero che tu non ami più il tuo ex compagno. Tu non ce l’hai fatta più. E’ diverso. Perchè io sono sicuro che se tu avessi la certezza che il tuo ex compagno fosse cambiato davvero. Fosse diventato unn uomo normale non credo non lo riaccetteresti. Ok, faresti fatica, ma lo riaccetteresti e pian piano torneresti ad amarlo. Magari non più ad annientarti per lui ma ad amarlo in modo “normale” di quell’ Amore vero reale che non è sofferenza è semplicemente Amore. Amore e basta.
    Proprio oggi leggevo in un post di una delle ultime lettere in questo sito di un uomo la cui donna gli ha detto di punto in bianco che non prova più quello che provava prima. Si trattava di una relazione di qualche anno però ci vuole poco a capire che non si tratta di vero amore. Il vero Amore non finisce. Vuol dire che non è mai stato così forte. Io ho sempre pensato che per far durare un Amore bastasse una forte attrazione fisica, sentimento e interessi in comune. Ma forse non ho calcolato quella componente di irrazionalità che dovrebbe esserci. Ma perchè non era il mio caso. Non c’era irrazionalità tra noi. Abbiamo sempre saputo perchè ci amavamo. E siamo rimasti sempre gli stessi. Almeno io. Forse lei è cambiata pur rimanendo esteriormente la stessa persona. O forse è vero che il frequentarsi ogni giorno distrugge l’Amore la sorpresa ? Boh. Questo è ciò che pensavo da ragazzo. Infatti il matrimonio era per me una cosa tabù. Proprio perchè faceva scendere le emozioni. Trasformare tutto in routine. Eppure io ho fatto in modo che insieme a lei questo non accadesse. Ho sempre cercato di non scivolare nella routine. Anche se per forza di cose per quanto vuoi mostrarti diverso ogni giorno sempre le stesse cose devi fare. E non è facile preparare le sorprese quando hai qualche problema anche tu. Ma forse io l’avevo calcolato questo. Per cui per me anche sedersi a tavola a mangiare non era un gesto abituale. Ma un gesto che mi faceva star bene. Senza per questo darmi delle emozioni “pazzesche” come la prima volta che fai l’amore con la tua donna. Io la passione non l’ho mai persa. Anzi adoravo la fantasia, il fare sempre cose nuove anche sotto il profilo sessuale. Però non è bastato. Se è vero che il problema è il figlio, ciò a preso il sopravvento su tutto. Dovrei scrivere ancora tantissimo per descrivere le emozioni che sento dentro di me nel ricordare ogni piccola cosa.

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    Fuori dal Coro -

    MARIA – ALEBA

    E’ tradi sono al lavoro devo andare via. Non posso rispondervi come dovrei. Domani non ci sono dopodomani nemmeno. Spero di rispondervi sabato o domenica.
    Scusatemi e grazie
    Un bacio ad entrambe

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    LUNA -

    FUORI DAL CORO: invece, vedi, io non lo so se Aleba se lo riprenderebbe.
    Naturalmente non sto parlando per lei, perché quello che lei ha dentro io non lo so, però questa certezza che tu dici di avere, perché l’amore vince su tutto, e perché è diverso cambiare o essere costretti a cambiare, io non ce l’ho. E, ti posso dire, se da un lato è chiaro che per me perdere alcune certezze è stato devastante posso dirti che certi concetti di certezza, senza sfumature, possono rivelarsi anche molto molto pericolosi.
    E’ che forse non riesco a spiegarmi bene… quando una persona vive una situazione in crisi da un lato vive di un’immensità di sfumature, perché i parametri sono sconvolti… (e non serve che l’altro o l’altra siano dei mostri, FUORI DAL CORO, è sufficiente che l’altro o l’altra siano persone normali, come dici tu, ma in crisi o che abbiano fatto delle loro considerazioni, tratto delle proprie conclusioni, presa un’altra strada)… allora persino un silenzio può avere dieci interpretazioni, si possono trovare all’interno di un silenzio, o di un gesto a seconda del modo in cui viene fatto o in uno sguardo a seconda che sia più o meno diretto aspettative… o anche nel passato… poiché mancano
    delle chiarezze semplici, in un clima di grande incertezza, vengono sostituite dalle certezze ideali, come “L’amore vince su tutto”, “chi ama davvero non cambia”… e con queste certezze ci si può anche ossessionare, e perdere di vista le proprie sensazioni, che non sono solo idee e pensiero. E anche perdere il senso di realtà. L’amore vince su tutto… ok… bisogna essere in due innanzitutto a allora forse potremmo sostituire questo concetto ideale con: se due persone si amano e guardano nella stessa direzione in due possono sicuramente impegnarsi di più a cercare una strada per arrivare o tentare di arrivare ad un risultato a cui entrambi tendono. di qualsiasi cosa si stia parlando.
    Se due persone hanno il sogno di aprire un ristorante ed entrambe mettono via ogni giorno dei soldi e degli intenti in un salvadanaio e prendono il sacrificio come qualcosa che vale e si autocompensa per arrivare a realizzare un sogno saranno unite verso la meta. Se due persone non riescono a stare separate è probabile che cercheranno un modo perché ciò non avvenga. Ma entrano in gioco altre cose oltre all’amore, e non serve neanche che siano patologiche. Entra in gioco, a parte il fatto di a che punto sta ciascuno, con se stesso, in quel momento del cammino della vita, anche qualcosa che si chiama carattere. Entra in gioco anche qualcosa che si chiama: autocritica, mettersi in discussione, coraggio, paura, ottimismo, pessimismo, pazienza, impazienza, dipendenza o desiderio di indipendenza, e tanto altro. Entra in gioco anche il concetto di amore e di coppia che ciascuno ha dentro di sé.
    Banale quello che dico? però vedi, F. dal Coro, io temo che tu ti stia perdendo negli ideali. Ma io ti dico che alla fine la ragione per cui una persona non ama più o si è ritrovata a

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    LUNA -

    a riconsiderare un proprio punto di vista su se stesso, l’altra persona, una relazione ad un certo punto smette di essere così rilevante. o meglio, più rilevante è il suo stato d’animo di quel momento, nel presente. E da qualunque punto di partenza e ideale si sia partiti è il punto in cui ci trova nel presente quello che conta, che sia di apertura o di chiusura, o di mezza apertura o mezza chiusura. NO… forse non mi spiego bene, ma quello che voglio dirti è che anche Aleba, pur avendo amato moltissimo e con una certa idea dell’amore e una certa idea della persona, pur “essendo stata costretta a decidere di andarsene” potrebbe non riaccogliere una persona neanche con tanto di certificato. Non dico oggi, non dico domani, ma potrebbe benissimo dire di no, sentire di dire di no, non avere nessuna voglia e spinta a dire di sì, non dare un’altra occasione. E questo non significherebbe che in passato non abbia amato davvero, o che sia cambiata lei.
    Tu ti riempi la testa di cosa dovrebbe essere l’amore e di com’è chi ama davvero. E io li capisco i tuoi ragionamenti. Ma vedi io credo che amare davvero, in un momento presente (che è un continuo divenire) anche se ognuno può avere la sua idea, certo significa disponibilità, sostegno, appoggio, voglia di metterci del proprio per superare i problemi, voglia di avere vicino l’altra persona, e tante altre cose, tra cui considerare una persona speciale tra tutte le altre. ma al contempo mi ritrovo anche a dirti per esperienza personale che nel momento in cui si rimane rinchiusi nel proprio “amare davvero” e “l’amore vince su tutto”, “chi ama non lascia mai” ecc ecc al punto da non vedere più l’altro per quello che è, non è, e fa o non fa, ed esprime o non esprime, e la relazione per quello che è non è ecc… beh, allora anche se si sta mettendo su un piedistallo una persona o una relazione in realtà quel grande amore comincia paradossalmente a diventare qualcosa di talmente lontano da quel concetto di amore che sembra il motore della resistenza e della caparbietà sino ad entrare nel paradosso. Perché perché tutte queste belle cose che dicevamo possano diventare non idea di un singolo ma progetto di coppia, in un continuo divenire che è la vita, devono continuare ad essere condivise. Tu puoi dirmi che sa amare chi non molla, e io posso dirti però che si può anche non mollare oltre che perché si vorrebbe tanto condividere delle cose e continuare a condividerle con una specifica speciale persona, che si può continuare a picchiare la testa contro il muro di elementi completamente diversi anche perché si è schiavi di una propria eccessiva testardaggine e caparbietà. Ti piace tua moglie per quella che è oggi, Fuori dal coro? Ti piace questa persona che si sta comportando in questo modo con te? Ti piace quello che ti ha detto e non detto? Ti piace il fatto che non stia facendo nulla per mantenere, coltivare il vostro rapporto innanzitutto tra due persone prima ancora che come marito e moglie?

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    LUNA -

    Probabilmente no. Soffri la mancanza di lei in maniera devastante, i ricordi che hai ti bruciano al punto da riempire tutte le tue giornate, scaleresti l’everest per avere un’altra possibilità di recuperare il rapporto, rimpiangi le puntate successive, le evoluzioni che a volte pensi di avervi negato a volte valuti che lei vi/ti abbia negato, ma questa persona con cui ti confronti (non puoi confrontarti oggi) non ti piace. E allora, ammesso che tu dica che non ti piaccia, cosa cambia?
    Cambia che anche il tuo amore può cambiare, finire, con gli elementi che continuamente ti vengono proposti. Anche tu ti puoi scazzare, stufare. Solo che tu non vuoi neppure considerare che chi ama, anche chi ama molto e con le migliori intenzioni, possa smettere di amare se si trova di fronte un muro o colate di lava o una separazione senza appello che va avanti per anni. Che può nausearsi dei comportamenti dell’altro. E tanto più, visto che parli di cosa dovrebbe essere la coppia per te, se quello che vedi dall’altra parte da due anni non c’entra una cippa con quello che, secondo te, è la coppia. giusto o sbagliato che sia, ma secondo la tua idea. Il fatto è che però se io ti dico questo probabilmente ora tu lo leggi in questa prospettiva: così lei potrebbe essersi nauseata di me, pur avendomi amato?
    Ma io ti sto parlando di TE.
    Non fai che dire che noi abbiamo avuto a che fare con dei molestatori, mentre tu non lo sei stato.
    E io ti chiedo: valuti che LEI abbia avuto un comportamento molesto nei TUOI confronti nel momento in cui ti ha posto di fronte al fatto compiuto, le sue considerazioni e il suo andarsene, senza darti la possibilità di dire, fare, dialogare? Mentre valuti in continuazione se tu puoi essere stato o non stato molesto agendo in un certo modo, quanto consideri il fatto che, che lei abbia voluto essere molesta o no, che valuti di essere stata o esserti molesta o no, ti abbia dato delle sensazioni negative, un dolore, uno spaesamento che hai vissuto e vivi come molesto? quanto ti risulta molesto startene a pregare o analizzare 24 ore su 24 le cose dietro una porta chiusa? quanto ti risulta molesto il fatto che secondo te lei ha tradito, per il suo modo di essere e pensare, nel momento in cui un suo certo modo di essere e pensare si è fatto azione e prolungata azione in una certa direzione, la tua idea e le tue aspettative di cosa dovrebbe essere un rapporto tra due persone che si confrontano in modo chiaro e alla pari? Dividere il mondo tra patologici che fanno certe cose e persone “normali” che non le fanno non ti serve ad un bel niente, secondo me. Non devi scrivere un manuale su patologia o normalità. La persona con cui sono stata è stata normale, ha “funzionato male” secondo i parametri a me compatibili e secondo la mia visione della vita, ha avuto degli atteggiamenti ossessivi e degli incastri che possono anche essere considerati patologici ma che probabilmente una buona terapia sarebbe in grado di sciogliere se non fosse che lui non è intere

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    LUNA -

    interessato in questo momento della sua vita a farlo, in primo luogo per se stesso. E sicuramente io sono stata ferita da certi suoi incastri e modalità e sicuramente non mi hanno fatto bene e sicuramente non mi piacciono, mentre altre cose di lui mi piacevano moltissimo, finché ci sono state. E ci sono state anche durante il casino degli ultimi anni, peraltro, delle cose buone. Ma ci sono state altre cose in cui lui funzionava a modo suo per cui era diventato impossibile vivere una quotidianità serena e progettuale. Alla sofferenza di una crisi e della fine di un amore, o perlomeno della continuazione di una relazione che scorreva su binari cossidetti normali si sono aggiunte una serie di cose molto sgradevoli e si è aggiunta la pessima sensazione di avere a che fare con una crisi personale contro la quale neanche l’amore (e neppure il suo, di lui, se c’era) poteva bastare a creare conciliazione.
    Tu dici: loro erano patologici, io no.
    lei era stupenda, era normale.
    Ok. Quindi? quindi ora è patologica?
    o è normale ma non è normale secondo i criteri che dovrebbe seguire una persona normale?
    anche le persone normali, per come tu intendi la differenza, mi pare, tra normale e patologico, hanno difetti, sbagliano, prendono decisioni secondo la loro volontà che a noi possono non piacere affatto e che secondo noi sono assurde.
    Io potrei dirti che a me sembra patologico che una donna invece di ammettere di essere in crisi con il marito indipendentemente dalla vita che sta conducendo con il marito e indipendentemente se sia svegliata in crisi anni o mesi o settimane prima gli chieda di fare un figlio, e poi quando le viene detto di no sciorini una rabbia retroattiva.
    O potrei dirti che questa persona non è patologica, è normonevrotica, ma ha ragionato secondo i suoi criteri e questo è quello che pensa.
    Che non ha amato più o non ha amato più come prima e invece di dirlo ha messo giù le cose come se fosse solo colpa tua.
    O che ha messo giù le cose come le vede e basta, ma che poiché tu non vuoi accettare che il vostro matrimonio sia finito devi per forza cercare una colpa, fosse pure in te stesso.
    Io questo non lo so, ma quello che mi sembra di leggere, Fuori dal Coro, è che stare a parlare di cosa e come dovrebbe essere l’amore adesso come adesso non ti serve. O meglio, è importante per noi sapere cosa secondo noi è più o meno funzionale nella vita, cosa ci è più o meno affine, ma se non ti confronti con quello che ora NON E’, e da due anni, non ne esci. Tu continui a dirti al contempo, mi pare: è assurdo che il nostro matrimonio sia finito per questo motivo e se solo avessi detto di sì le cose sarebbero andate diversamente. due cose in antitesi. Dire di sì non avrebbe risolto una crisi preesistente. E non ti avrebbe dato una moglie meno in crisi rispetto ad una vita che lei, qualunque sia stata, in quel momento rileggeva in un altro modo. Comunque l’avesse vissuta prima.

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