Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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MARIA: grazie a te, anche a me i tuoi interventi sono stati d’aiuto.
La cosa buona del forum è anche che si attacca e si stacca la spina quando lo si sente 🙂
Io in realtà vedo una buona energia “rimboccarsi le maniche” in questa lettera. Non solo perché l’ho letta comunque in chi scrive, che con le sue maniche sia più avanti o più indietro, ma anche perché nel momento in cui ne parliamo, di rimboccarci le maniche, anche riguardo un altra persona, e ci riflettiamo su, penso che comunque è anche a noi stessi che stiamo parlando.
ALEBA: diciamo che so cosa comporta dover sentirsi sempre in tensione, ecco 😉 è come bruciare nella stufa quintali di legni anche se è agosto 😉 per riuscire anche a tenere tutto sotto controllo. Anche se per natura non si è controllori. Ma poiché l’ansia e lo stress fanno sì che si abbia ancora più paura di perdere il controllo dell’emotività o di tutti i settori della vita o di uscire in ciabatte per sbaglio o di non mettere il freno a mano all’auto in discesa o di avere un cedimento fisico o mentale, ecco che tanto più il carico di stress e di risposta automatica di difesa e adattamento sono alti (appunto soprattutto se nel luogo in cui in teoria lascio fuori il mondo con il suo casino e mi riposo e mi riprendo le energie) e tanto più l’ansia generalizzata – anche inconsapevolmente – aumenta e comincia a condizionare la vita, diventando un parametro che sembra naturale. Perché ha uno scopo di adattamento/difesa.
Nel senso:
se io ho sempre paura (oggettiva) che qualcuno a casa mi sbuchi dietro l’angolo facendo “BUH!”, se non posso programmare neanche cosa farò tra 2 ore perché non so che casino può succedere nel frattempo, se devo tenere i miei sistemi di difesa e gli ormoni come il cortisolo e l’adrenalina sempre ai massimi livelli per risolvere continui imprevisti e anche per reggere l’aggressività altrui che mi viene scaricata addosso ma io non posso (non posso anche per carattere, per civiltà, per lucidità, per paura) reagire invece uscendo in vestaglia urlando in 45 lingue diverse neanche servisse l’esorcista perché sono pieno/a come una pentola a pressione e non perché sono indemoniato… dicevo, se così è, è FISIOLOGICO che il mio fisico e il mio sistema di difesa/adattamento viva in allerta.
Se non fosse così?
non saprei reggere l’aggressività?
non saprei risolvere gli imprevisti?
andrei alla deriva?
finirei in galera perché gli lancio un piatto e lo becco in fronte?
non avrei la lucidità sufficiente ad analizzare la situazione in tempo reale per capire problema/soluzione quando l’altro mi sta ponendo un ostacolo illogico e assurdo mentre sto andando a lavorare?
di fronte al pericolo l’essere umano conosce la fuga, il mimetizzarsi/nascondersi, l’aggressione a sua volta, l’adattamento.
Se il pericolo c’è, se la tensione costante c’è l’essere umano usa queste difese, quelle che può.
L’ansia genera ansia.
Il fatto è che in casi come questi l’unica soluzione è rimuovere la causa che genere il
castello di adattamento/difesa/confusione/tensione/ansia/compulsione/stress.
Tu, Aleba, hai diritto di prenderti tutto il tempo di cui hai bisogno per ricomporre il tuo puzzle, come dicevi, e anche per disintossicarti dalle bombe difensive di cortisolo, adrenalina ecc. Pur appunto sapendo che, di fronte alle dinamiche di lui, però senti di poter contare su te stessa e le tue difese (all’occorrenza). Difese non di adattamento, quando di rifiuto del conflitto.
un bacio
LUNA…segue
….un figlio. A quel punto si doveva resettare tutto e far capire che così non si poteva andare avanti. Per una persona logica come me questo non va bene. Perchè noi si era parlato prima di sposarci. Ed io non faccio una cosa così importante accettandone un’altra ancora più importante. Comunque alla fine chi era fuori dal normale ero io. Lei voleva un figlio. Io dovevo comprendere l’importanza. Magari farmi aiutare.
Certo è vero come dici tu dire “ho paura di pentirmene” non è molto rassicurante. Certo anche come dici tu: far finire una relazione senza un confronto chiarificatore è da immaturi. Si aggiungo io. Non solo da immaturi. Ma di egoisti. Egoisti veri. Certo anche come dici tu: “ma io avrei fatto bene a fare un figlio con una persona che di fronte alle difficoltà ha reagito a questo modo ?”. Giustissimo. L’ho pensato. Va tutto bene Luna. Vedi io sono convinto che se ci fossimo lasciati ed avessimo avuto un figlio oppure ci fossimo lasciati senza figli, ma perchè i figli non venivano sarebbe stato diverso. E’ vero. Sarei stato male. Molto male. Ma non starei con questi continui sensi di colpa. Il problema è che ho sbagliato su un tema importante. Un figlio, la famiglia. Tutte cose a cui credo. Fondamentalmente non credo a questa Società nella quale far crescere i figli. Questo si. Anche oggi ne sono più che convinto. La Società di oggi non ha nulla di buono. Nel senso di valori. Poi certo oggi ci è permesso di andare in aereo quando prima era impossibile per gente di ceto medio.
Luna, tutte quelle domande che ti sei fatte riguardo la mia storia me le sono già fatte. Però non posso rispondere. Non sono in grado. Io so dove ho sbagliato. Quello che non riescoi a comprendere è perchè lei sia cambiata in questo modo. Ripeto era una donna speciale. E non so davvero cosa le sia balenato nella testa. Cosa c’era che effettivamente non andasse nel nostro rapporto al di là del conflitto riguardante il figlio. Io son rimasto quel che ero ai tempi del fidanzamento. La persona di cui si è innamorata. Con la differenza che vivevamo insieme. Quello che facevo prima l’ho fatto dopo. Non ho cambiato nulla. Non ero pantofolaio e non lo sono diventato. Non mi piaceva la discoteca prima e non mi è piaciuta dopo.
Certo lei è delusa e incazzata. Almeno così fa capire. Io so solo che fino all’ultimo non mi ha fatto capire il suo disagio. E ciò che mi fa star male è che io. Ma non solo io, abbiamo visto mia moglie non come una dea sul piedistallo. Ma come una persona dalla quale non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere. Ok lei ce l’aveva con me. Ma cosa c’entravano i miei genitori. Lei ha chiuso con tutti. Neanche una telefonata. Perchè ? Allora forse hai qualcosa da nascondere ?
Purtroppo torniamo a bomba. Una persona come me logica e semplice nei sentimenti non riesce ad accettare cose simili. Non le accetterà mai. Non si può pensare di vedere una persona doipo 15 anni cambiata così. Tu Luna hai avuto i tuoi conflitti. Io no
Ciao Luna, Maria..arrivederci, ciao Fuori dal Coro.
I conflitti dei quali parliamo Luna ed io sono illogici, sono irrazionali. Io ho vissuto ai limiti della psicosi, mi accusava di cose assurde che viveva solo nella sua testa. Eppure era di fronte a me, ma non c’era. Era nel suo mondo personale e io dovevo entrarci a gomitate in mezzo alla sua convinzione di essere il GIUSTO. Ancora oggi ci sono momenti nei quali mi accuso di aver gettato la spugna. Poi ripenso a uno o due fatti e mi tranquillizzo. Fuori dal Coro, tua moglie ha sicuramente maturato in un lungo tempo il suo distacco da te eppure non ha fatto trapelare la minima difficoltà. Per questo penso che si tratti di una persona che non si conosce, fondamentalmente immatura.Ha condiviso una scelta con te e l’ha fatto sicuramente per amore.Ma non per amore verso sè stess, bensì per amore verso di te.Per te era importante e per lei agli inizi era una lontana eventualità, talmente lontana che la vita sembrava poter scorrere immutata e felice per tanti anni.Ma gli anni passano e ne sono passati tanti, tu sei rimasto sulla tua posizione, parlandone apertamente, lei ha cominciato a vedere altro. Sebbene non sapesse esattamente cosa voleva, ormai era chiaro che forse non voleva ciò che volevi tu. Come dirtelo quindi?Come fare senza perderti.Allora non ci mette enfasi, ne parla ogni tanto ma non centra il problema. Neppure lei sente impellente il bisogno di maternità, sembra quasi che sia come se stesse perdendo una opportunità.Forse se fosse rimasta incinta “per sbaglio” sareste stati costretti ad affrontare la questione. Sarebbe stata costretta a scoprire il viso e dire chiaramente sono incinta e voglio questo figlio.Così invece rimane tutto nell’aria, si respira ma non soffoca.Eppure lei si sente soffocare perchè piano piano, il suo tentativo di non farti sentire in obbligo, obbliga sè stessa al silenzio. Ma da qualche parte tutto quello che avrebbe da dire deve fluire, deve uscire.Non esce con te e lei si stacca completamente.Ha fatto tutto lei,Fuori dal Coro.Tu non avevi elementi per capire,non potevi sapere.Hai commesso l’errore di pensare che nulla sarebbe mutato,ma tua moglie nel frattempo ha cambiato posizione.Fuori dal Coro,il suo scarto improvviso che ti ha gettato lontano dalla sua vita, non è frutto di un colpo di testa, di un dolore violento e subitaneo.E’il risultato di un lungo periodo durante il quale tu hai avuto accanto una donna che non era più quella che avevi sposato,stava seguendo altri passi.Non mi stupisce che abbia chiuso con tutti,che non si esponga al confronto.Se avesse il coraggio di mettersi calma di fronte a te, ai tuoi genitori e parlare di quello che è successo,avrebbe due alternative, o riconosce di non aver lottato nel modo giusto,di aver sbagliato rotta e ammette di aver mancato gravemente pure lei quando comunicava tramite la telepatia,oppure ti dice la vita è mia,ci faccio quello che voglio e tu attaccati al tram.Il silenzio è da vigliacchi.
FUORI DAL CORO: io non parlo volentieri dei fatti e della mia esperienza, che è complessa, e anche dolorosa, ma piuttosto delle riflessioni che ne sono scaturite. Ciò anche perché devi considerare che io non sono all’inizio di quella esperienza, quando non capivo cosa stesse succedendo, ma in un’altra fase.
Posso anche tentare di spiegarti meglio. Però una domanda mi sorge spontanea: non è che chiedi per vedere quanto può essere vicina o lontana l’identificazione? Perché, di fronte ad atteggiamenti che Aleba riporta del suo compagno o io del mio, tu tendi a dire: però io non sono così, io non ero così, io con lei non mi sono comportato così.
(cioè, in parte ti rassicura sapere che rispetto a certi estremi tu sei stato più “corretto”, più logico, più “normale”, anche se al contempo non ti spieghi perché, allora, ciò non sia stato sufficiente?).
Forse nel mio caso però (dico nel mio perché sto parlando io) “sbagli” l’identificazione, anche se è anche abbastanza naturale che ti venga più facile, essendo l’uomo, cercare di capire come si è comportato l’uomo… però forse è la mia situazione ad essere più simile alla tua. Tu mi dici: tu hai avuto dei conflitti, io no.
Ma – considerato comunque che stiamo parlando di storie e persone diverse – in realtà i miei dieci anni possono essere simili ai tuoi quindici per l’evoluzione, la complicità, l’equilibrio, mentre lo scoppio della bomba inaspettata, e il domandarsi: ma cosa sta succedendo? ma chi ho davanti ora?
può essere affine. Comunque io e te abbiamo avuto a che fare con due persone che si sono fatte i conti da sole con le loro sensazioni/emozioni/conclusioni, non hanno verbalizzato a sufficienza il percorso che ha portato alle loro conclusioni, non hanno accettato il confronto, hanno accusato di mancanza di empatia ma hanno mancato a loro volta di empatia. Due persone che, con rancore, si sono chiuse sulle loro posizioni. Due persone che sono scappate dalla relazione e dicendo: è così e basta, non puoi farci niente, non voglio parlarne, punto stop, ciao. E: è irrimediabile.
Fermo restando che è un diritto il fatto di chiedere una separazione e di rifarsi una vita (per brutto che sia per chi non è d’accordo, è ancora innamorato, ha investito sentimenti, energie, aspettative… ma voglio dire, anche la legge lo permette e non si può costringere qualcuno a stare dove non vuole più stare) e al di là del fatto che per te sia ancora inaccettabile l’allontanamento di tua moglie e la fine del vostro matrimonio, a mandarti così in crisi è, mi pare di capire, anche il suo atteggiamento di rancore, chiusura, aggressività sia pure passiva, colpevolizzazione, negazione. Non dico che saresti un fiore se lei ti avesse parlato della vostra separazione in maniera più assertiva, considerando anche la separazione una cosa che comunque riguarda entrambi e dicendo:
Ciao a tutti, scusate l’intromissione; è da un po’ che, di tanto in tanto, butto un occhio su quel che scrivete.
Non sono qui, purtroppo, ad aggiungere un beneficio alla vs. discussione, ma, apprezzando il vs. analizzare profondamente la questione di fondo, vorrei chiedervi un parere vs. personale su una lettera che ho pubblicato sotto il titolo “Fanno bene gli uomini che tradiscono!”.
Non pensiate che sottovaluti le vs. problematiche, ma il fatto è che vorrei sentire un giudizio sulla mia vicenda dal maggior numero di persone (forse fino a trovare quei pochi che mi incoraggino a resistere…). Grazie
che ti vuole ancora bene, anche se non ti ama più, o se lei fosse stata più chiara nel parlare dei PROPRI conflitti oltre che accusare te di non averli compresi, tu comunque un po’ meglio staresti. Oppure ha fatto tutto questo e per te è stato comunque inaccettabile, ma mi pare di capire che invece non lo ha fatto.
Forse io devo chiarirti più che altro, riguardo la mia esperienza, questo punto: anche il mio lui è cambiato apparentemente dall’oggi e al domani e in modo irreversibile. Dico apparentemente perché, come dice Aleba, una persona non cambia in 24 ore. Dentro di sè macina.
Tu mi dici che la tua lei era una persona speciale, e io ti dico che il mio lui era una persona speciale. Era una persona di cui avevo molta stima. Conoscevo anche delle sue ombre, ma tuttavia rispetto alle sue ombre (difficoltà,paure,derivanti dalla sua situazione famigliare) era sempre stato una persona che sapeva dire: mi dispiace, e che cercava di rimediare ai suoi errori. Lo stesso valeva per me. E ove per suoi errori intendo il fatto per esempio di non essere capace di reggere le discussioni e altre sue rigidità o pessimismi o delle sue aggressività. Tuttavia era indubbio che fossimo due persone che si amavano molto, e in tantissime cose assolutamente complementari. Della persona che ami accetti anche i difetti e nè i suoi nè i miei apparivano insormontabili, anzi ci scherzavamo anche su come fanno le coppie di lungo corso che hanno tanta tanta complicità. Eravamo anche fieri di aver superato insieme delle difficoltà, di crescere insieme. Ci facevamo gli auguri di MESIVERSARIO dopo 9 anni, avevamo le nostre tradizioni, i nostri modi di dire, i nostri codici, le nostre abitudini.
Tu mi dici che non sei cambiato dopo il matrimonio e io posso dirti che neppure io valuto di essere cambiata (a parte crescere, avevo 20anni quando ci siamo messi insieme e semmai conoscermi meglio) rispetto a chi ero, e la maggior parte delle cose che sono ancora sono proprio quelle per cui lui si era innamorato di me. Ma ad un certo punto lui è andato in tilt. le ragioni per cui è andato in tilt erano molto più sue personali,interiori che effettivamente esterne e riguardavano anche cose sue non risolte. Tu di questo riassunto non ti accontenterai però veramente io non intendo aprire la botola. Se non la apro è anche perché essendo fortunatamente uscita dalla fase dell’analisi particolareggiata di fatti, annessi, connessi, e del ping pong mentale per me sarebbe veramente inutile e stancante entrare nel dettaglio. (continua)
I nostri primi dieci anni comunque sono stati i dieci anni di una coppia vera e che evolveva. Ci sono episodi che posso ricordare anche come negativi, ma se sei all’interno di una relazione che comunque funziona, evolve, in cui c’è una parità di sentimenti e di intenti, se sei innamorata e senti di essere amata, rispetti e sei rispettata, se puoi contare su chi hai accanto e chi hai accanto può contare su di te, se comunque il momento in cui vedi la persona che ami è un momento di gioia e in cui si guarda il mondo, se si fa tutto il possibile per stare insieme direi che è abbastanza naturale comunque che io sia giunta all’appuntamento con la nostra convivenza pensando che il meglio e non il peggio doveva ancora venire. Anche perché consideravo che allontanarci anche da certi stress famigliari sia miei che suoi non avrebbero potuto che farci vivere con meno tensioni e farci trovare ancora di più una nostra dimensione di vita, sia individuale che di coppia. Invece poco dopo la bomba è esplosa. Ma se è esplosa in un certo modo non è stato tanto per i fatti, la cui interpretazione emotiva può essere anche soggettiva, quanto per la sua non assertività e non apertura nel gestire i conflitti. E su questo, qualsiasi responsabilità anch’io possa attribuirmi, credimi, non ho alcun dubbio. E se non ho alcun dubbio è anche perché di dubbi me ne sono fatti milioni, ma le cose stanno così. Noi abbiamo attraversato delle questioni legate alla famiglia, al lavoro, alla gestione dei ritmi di vita, alla decisione di prendere una casa in affitto che qualsiasi coppia può incontrare. Perché nessuna coppia vive una vita veramente statica, neanche la più serena, e qualsiasi coppia nel corso della sua vita di coppia può incorrere in un malinteso, in una insoddisfazione anche banale o nel bisogno di una rinegoziazione di un progetto. I miei nonni sono insieme da 60 anni e i miei genitori da 40 e si saranno seduti ad un tavolo milioni di volte per decidere delle cose insieme o anche per parlare di punti di vista diversi. Ci saranno anche state delle volte in cui non si sono capiti o si sono preoccupati a vuoto perché nessuno è dotato di telepatia. E hanno attraversato anche problemi di salute, o stress contingente. Ma cosa sarebbe successo se uno dei due avesse macinato delle cose dentro di sè aspettandosi che l’altro indovinasse i suoi pensieri? O se si fosse chiuso nelle sue insicurezze senza dare la possibilità all’altro di rassicurarlo? Se uno dei due fosse arrivato a delle sue conclusioni e avesse parlato di divorzio di punto in bianco, rivelando dall’oggi al domani una sedimentazione di frustrazione e rancore? Io mi sono ritrovata in 24 ore con un alieno che sì, forse era anche depresso, ma sopratutto era ostile e contorto. Fosse stato solo depresso l’avrei portato anche in braccio ovunque per farlo stare meglio. Ma è lui che ha chiuso fuori me, non viceversa, e in modo aggressivo, anche se le responsabilità non stanno mai da una parte sola.
LUNA: Fosse stato solo depresso l’avrei portato anche in braccio ovunque per farlo stare meglio. Ma è lui che ha chiuso fuori me, non viceversa, e in modo aggressivo, anche se le responsabilità non stanno mai da una parte sola………………… Questo è il manifesto della mia storia, io sono stata chiusa fuori a poco a poco, prima in modo subdolo poi in modo progressivamente più esplicito e aggressivo. Il mio errore è stato l’ostinazione, la convinzione che il mio amore sarebbe stato in grado di prenderlo in braccio e portarlo ovunque, come dici tu. Ma da parte sua c’era l’assoluta negazione di me, non aveva la minima intenzione di riconoscere che io ero presente ed ero per lui. Anche se non è corretto analizzare una persona per “sentito dire”, il mio analista pensa che il suo atteggiamento verso me fosse un modo per affondare sua madre affondando me. Sua madre l’ha lasciato sempre solo, eppure lui ha dovuto sempre accudirla e, mano a mano che cresceva, prendersi cura di lei e risolvere i guai che causava in giro. Questo contrasto tra il dovere di provvedere a sua madre nonostante lei non avesse mai provveduto a lui gli ha fatto maturare un rancore profondo. Questo rancore lo ha proiettato su di me e lo ha fatto in modo blindato, inattaccabile. Non ha mai fatto un passo indietro, ha sempre vissuto attaccandomi. Dopo che è nata nostra figlia, dopo che gli sono piovuti addosso i soldi si è rivoltato completamente contro di me e questo ha mandato me in uno stato di crisi profonda. La famiglia era una palla al piede, quale famiglia poi? quella appena abbozzata? Il suo pensiero era che se a me poteva “negarmi” visto che non c’era nessun “contratto matrimoniale” a sancire la mia estistenza, una volta riconosciuta la figlia non avrebbe più potuto negare me, perchè la legge avrebbe automaticamente ratificato la mia esistenza. Così è stato e questo ha generato un vulcano dentro lui, alimentato da fantasie psicotiche contorte che mi hanno investita senza pietà. Le mie spiegazioni, la ricerca del confronto hanno avuto solo l’effetto di inasprire la sua posizione. Arroccato sul suo castello da difendere a costo della vita dalla sua più acerrima nemica…io! Le posizioni in realtà erano inverse, lui era il mio nemico, nemico della mia anima e io l’ho lasciato entrare e gli ho lasciato prendere vita a gran manciate. I suoi granai sono sempre stati sotto sorveglianza armata. FUORI DAL CORO, ha ragione LUNA e te lo avrò detto tante volte ormai, tu pur essendo maschio non puoi paragonarti ai nostri ex…
Buona giornata
LUNA – ALEBA
Ciao Luna, Ciao Aleba. Ok l’ho capito…non sono come i vostri ex. Ma da quel che avete scritto nei vostri post non ho mai pensato di esserlo. Ho solo cercato di capire se in loro ci fossero delle caratteristiche negative che potevo avere anch’io senza accorgermene o senza essermene accorto.
Non so se ieri sera avete visto “Sarò sempre tuo padre” con Beppe Fiorello su Rai1. L’ho seguito attentamente dalla prima all’ultima scena. Ho fatto caso ad ogni parola. Ragazze, fermo restando l’unica differenza del fatto di non avere un figlio mi sono proprio rivisto nella situazione di Antonio (l’uomo interpretato da Beppe Fiorello). Ben inteso non mi sono rivisto in lui nella situazione successiva alla sua separazione. Quella in cui lui è praticamente sul lastrico e costretto a dormire in macchina perchè non ha soldi per mantenere moglie, figlio, mutuo di casa e affito per lui (vorrei vedere poverino con 1.500 euro al mese).
Mi sono rivisto invece nella situazione che precede la separazione. Ho visto lei la moglie praticamente identica alla mia. Quasi le stesse parole. Lei che si confida con le amiche si sente giù, si sente trasacurata dal marito che a suo dire non la considera, è sempre distratto. E piange ed è cupa davanti a colleghe ed amiche. Il marito che invece cade dalle nuvole quando lei le comunica che “la coppia no esiste più”. Che lei si sente trascurata. Che lui non le ha mai chiesto “come stai ? Sei felice ?”. E lui esterrefatto non capisce cosa lei stia dicendo. Si giustifica dicendo “ma si sarò stato un po’ distratto a volte”. Mi sono rivisto: l’uomo che ama sua moglie, che ha vero sentimento per lei. Ma che magari per colpa del lavoro, per proprio carattere o per semplice distrazione non mostra quelle attenzioni di cui la moglie sente necessità. La moglie gli dice che ha tentato con tutti i mezzi di farglielo capire. Ma lui ancora più incredulo le di ce “ma quando ?”.
Mi sono rivisto. Io come lui, armati di sentimenti veri verso la propria compagna. Che veniamo di punto in bianco a sapere che lei non è felice. Che lei piange al lavoro. Che è cupa e triste. Mentre noi siamo lì magari distratti ma sempre presenti con il sentimento. Certo nella finction lui si scorda i compleanni, gli anniversari, esce poco. Io invece mai dimenticato un anniversario, un compleanno. Si viaggiava tanto insieme lo sapete, week end, cinema e soprattutto mai un pensiero di infelicità.
E ho rivisto. Ho rivisto la brava donna, la brava moglie, la persona buona che improvvisamente si trasforma. Diventa cattiva. Cambiano i suoi occhi. Non dà chance, possibilità all’uomo che l’ha sempre amata. Cambia tutto in lei. Nemmeno il padre di lei può far nulla. Nessuno può far nulla.
Perdonatemi se dico questo Aleba e Luna. Voi avete incontrato due uomini molto ma molto “particolari” e voi siete due donne “speciali”.
Ma a volte, anzi spesso tra una coppia in cui c’è un uomo “normale” e una donna “normale” esiste questa differenza. La donna quando…..
LUNA – ALEBA….segue
…decide diventa “senza scrupoli”. Non si fa problemi. Diventa “cattiva”. Vedendo quel film ho proprio visto quello che molti uomini separati mi hanno raccontato: la donna cambia totalmente. La donna dolce, semplice, di sani principi non esiste più. Diventa cinica, spietata.
In questi due anni ho avuto modo di conoscere personalmente anche donne separate. Donne che stanno soffrendo ma mai mi hanno descritto la cattiveria o il cinismo del loro uomo. Ripeto parliamo di uomini “normali” e donne “normali”. Mi raccontano le loro storie. Ma in ogni modo mi parlano di uomini comunque “presenti”. Quasi in colpa perchè è successo loro questo. Credo sia una differenza sostanziale tra uomini e donne. Comunque a prescindere da ciò. Mi ha colpito come le cose a volte siano così tutte uguali. Ripeto parlo di situazioni nelle quali non c’è un particolare comportamento di uno dei due così come nei vostri casi. Perchè da quel che ho capito ci sono situazioni inerenti i vostri ex compagni che farebbero inorridire chiunque.
Mi ha fatto molto riflettere quel film. Se non lo avete visto ieri vedete oggi la seconda puntata. Mi è sembrata interessante.
Ciao a tutte
Ciao anche a te MRC: Non sono sicuro ma mi sembra di aver letto a suo tempo la tua lettera. Magari ci torno a dare un’occhiata. Ciao
per aleba
sei davvero una persona fantastica, con un cuore pieno d’amore, peccato che alcune persone non lo sanno cogliere questo amore, ma dentro di noi c’e’, e per chi non lo sa’ apprezzare, e meglio che alla larga sta. mi ha fatto piacere incontrarti sul mio cammino, mi hai dato la possibilita’ di leggere anche dentro il dolore di altre persone, come te ALEBA che soffri per un’amore sbagliato, ma che hai saputo disattivare, perche’ hai avuto il coraggio di farlo. un giorno ti rimpiangera’, sai quando? quando invecchiera’, e capira’ che i suoi non ci sono piu a parargli il culo, perche sono ormai morti,quando gli amici saranno spariti tutti ,perche’ avranno inparato a conoscerlo, quando ormai si sara’ mangiato tutto, perche’ e’ solo quello che le rimane, allora tu sarai gia’ molto lontana con il cuore, e lo dividerai con la persona che ti sta aspettando, si perche’ io so, che tu sarai felice, devi solo saper aspettare, e con il tempo, ritroverai te stessa.
di dove sei aleba?
Ciao Fuori dal Coro, non ho visto il film ieri sera, magari stasera mi sintonizzo. Sai, Fuori dal Coro, penso sia proprio il percorso che porta la coppia a separarsi che imposta le modalità con le quali verrà trattato il post-separazione. Di solito ci si sposa in due, mentre è il singolo che ad un certo punto dice di volersi separare. Nel matrimonio raramente è l’uomo che lascia, perchè l’uomo nella nostra cultura è molto più svantaggiato nel separarsi mentre per contro ha dei vantaggi nel rimanere assieme ad una donna anche se non la ama più. Il mio ex non mi avrebbe mai lasciata, mi sbatteva fuori casa e poi si sorprendeva e si arrabbiava se raccoglievo le mie cose. Una frenetica quotidiana danza mortale tra il Vattene che ti odio perfida sfruttatrice … e il cosa fai? mi lasci? se te ne vai per me sei morta. Ho dovuto interrompere io questo ballo, mi sono spostata di netto. Non è stata una scelta facile dal giorno alla notte, ho dovuto per forza di cose raggiungere un grado di cinismo tale da riuscire a “fregarmene” delle sue lacrime dell’ultimo giorno, come lui aveva sputato sulle mie nel corso degli anni. Ora credo che nelle storie normali, dove i motivi di disagio nella coppia non sono da imputarsi a meccanismi di manipolazione, di maltrattamenti psicologici o fisici, sia molto stupido e indice di scarsa intelligenza emotiva fare della separazione lo strumento per annientare l’altro. La fine stessa del rapporto è la dichiarazione di fallimento, non occorre infierire l’uno sull’altra. La cattiveria, la determinazione nel marcare il confine tra ieri insieme e oggi separati, potrebbe derivare dal fatto che si teme di vanificare il lavoro fatto dietro alla stesura del bilancio. Parlo per me, quando ho detto basta ci ho dovuto mettere tutto le forze che mi rimanevano. Ma non sono mai stata cattiva, ho faticosamente messo da parte quel maledetto istinto di proteggere lui che mi ha tenuta al suo fianco. Ho cominciato a proteggere me. Lui, per contro, ha scatenato la fine del mondo. Ritengo segno di grande civiltà e maturità quando le ex coppie gestiscono il post in modo rispettoso per la dignità dell’ex. Ci sono uomini che si lavano le mani della propria famiglia, che si dimenticano di avere dei figli e che attuano ogni genere di sotterfugio per risultare nullatenenti e non dover passare alimenti. Ci sono donne che godono nel ridurre sul lastrico l’uomo che amavano e che, per quante porcherie possa aver combinato, non merita di finire alla mensa della caritas.
Sono comportamenti dettati più dal bisogno di rivalsa e dalla convinzione (ridicola) che schiacciando l’ex…la propria posizione verrà alleggerita. Sono atteggiamenti tipici di chi guarda il mondo attraverso i propri filtri, di chi rifiuta di confrontarsi con la situazione contingente. Ho ragione io punto e non voglio discuterne… comportamento da bambini che si preoccupano di non veder lesa la propria maestà. Io non sono come quelle donne di cui parli tu Fuori dal Coro, per niente!
Fuori dal Coro, ho appena finito di guardare Fiorello, sarò per sempre tuo padre. Che storie assurde di quotidiana normalità. Mi sono commossa alla fine quando lui dice a lei che le vorrà sempre bene e che da quel momento in poi saranno la mamma e il papà di Andrea, e basta. Volersi bene perchè si condivide la più importante responsabilità, un figlio.
Che pena, che rabbia per tutte quelle madri che si vendicano del loro ex tramite i figli e per quei padri che fanno altrettanto.
Loro, i bambini si trovano spiazzati e non capiscono perchè non ci può essere un bene superiore, che vada al di là delle differenze di opinione, delle linee di vita che si scelgono gli adulti. I bambini hanno bisogno che si pensi per il loro bene e questo dovrebbe essere messo in atto nitidamente a prescindere da quanto ci si possa detestare tra adulti. Mi trovo dall’altra parte, anche su questo punto. Il mio ex ha cominciato a vedere nostra figlia dopo che un nostro comune amico lo ha tartassato, prendendosi insulti e offese di ogni genere. Non puoi impostare il tuo rapporto con tua figlia basandolo su quello che provi per la tua ex. Le forze si devono unire. Se mia figlia mi chiede di vedere il papà fuori dei tempi stabiliti, io lo chiamo e se lui può viene a prenderla. Non glisso, non evito, non la mando in camera sua dicendogli di non fare i capricci. Lei ha il suo diritto inalienabile di avere il papà vicino, e non voglio assolutamente che da grande mi dica “mi hai impedito di vedere papà”. Lui non riesce a mettere il bene di sua figlia in cima alla lista, forse è ancora troppo presto, forse non ci riuscirà mai, ma certo io non vieterò mai i contatti. Certo si dovrebbe lavorare di più nell’istruire i genitori separati su come ci si comporta da genitori, a patto che ci sia disponibilità a recepire.
Conosco una coppia che si sono separati con un figlio di nove anni, il giudice ha ordinato che non fosse il figlio a fare i bagagli continuamente per spostarsi da una casa all’altra, ma i genitori…alchè hanno chiesto al bambino come volesse fare, e lui ha detto una notte con mamma e una con papà. Sono quattro anni che si alternano un giorno a testa per stare con il figlio. Il figlio non deve preoccuparsi di dove andrà tal giorno o talaltro, sono la mamma e il papà che hanno sempre lo zainetto del cambio dietro. Per fare una cosa del genere bisogna essere civili, responsabili e maturi…qualità difficili da trovare in questa società che insegna solo a prendere prendere prendere, anche quando non se ne ha alcun diritto.
Grazie di avermi segnalato la fiction.
Notte
Aleba
Aleba
Ciao anzitutto. Sono certo che tu non sei quel tipo di donna. Però, anche se a volte in modo enfatizzato, la finction di ieri sera ha mostrato quella che è la realtà di fatti. Io mi sono rivisto nella prima parte visto che la seconda parla del rapporto padre figlio che io non ho. E sono molti che si trovano in quelle condizione. Durante il film è stato quantificato in un numero di 4 milioni i padri separati in quelle condizioni.
Io mi sono identificato nella prima parte. In quella che tu non hai visto. Ma se ha visto la seconda parte avrai notato una sequenza i cui Beppe Fiorello mentre si congratula con l’amico, la cui moglie sta aspettando un figlio, le esorta a non commettere i suoi stessi errori cioè di trattare la moglie come una regina, di farla sentire sempre importante, unica, indispensabile, al centro delle proprie attenzioni, addirittura a leggerla nel pensiero e a sentire quello che dice anche quando sta zitta.
Ho pianto a testa bassa in quel momento, per non farmi vedere da mia madre che stava lì con me. Ho pianto perchè mi sono rivisto in quell’uomo che per quanto ama sua moglie e per quanto sta soffrendo, prega quasi l’amico di fare l’impossibile. Addirittura di LEGGERE NEL PENSIERO DI SUA MOGLIE E DI SENTIRLA ANCHE QUANDO STA ZITTA.
Hai visto la finction no ? Bè nell’uomo interpretato da Fiorello cosa ci hai visto di male ? Penso che avresti dato qualsiasi cosa perchè il tuo ex compagno fosse come lui. Eppure la moglie lo ha lasciato perchè lui…non l’ha letta nel pensiero, era distratto, forse non l’ha portata al cinema più del dovuto, perchè tornava a casa stanco e magari si siedeva sul divano, perchè magari una sera non le ha dato il bacio della buonanotte. Eppure hai visto quanto davvero lui amava sua moglie al di là di quelle ATTENZIONI a cui le donne di oggi fanno caso quasi più di UN TRADIMENTO.
Lo so che tu non sei così. Non sai quanto vorrei una donna come te.
Ecco in quella sequenza hai visto me che si sta uccidendo perchè ha commesso quei peccati. Certo c’è l’errore principale. Quello di non aver voluto un figlio. Ma se avessi saputo leggere nel pensiero o sentire lei anche quando non parlava sicuramente avrei capito prima che stavo facendo una “cazzata”.
Mia moglie mi ha rinfacciato il fatto di non averle mai chiesto “come stava e se era felice”. Le stesse frasi dette dalla protagonista a Fiorello nella prima parte. Oggi mi domando e dico: se avessi avuto un figlio e mi fossi comportato nello stesso modo sarebbe lo stesso andata a finire così ?
Lo so che con i se e con i ma non si viene a capo di nulla. Ma ecco io dopo due anni sto come lui. Come il protagonista del film. Hai notato ? Portava ancora la fede al dito mentre lei se l’era tolta. Anch’io ho fatto così !
Un mare di baci Aleba
Ciao Fuori dal Coro, parto dalla fine del tuo post. Tu non ti sei tolto la fede… è più forte di te, quella fede ti lega a lei, alla tua vita prima del terremoto e non vuoi, non vuoi proprio riporre nel cassetto il simbolo di quella vita. Per andare avanti, per muoverci abbiamo sempre bisogno di lasciare le cose a posto. Se sei una persona coscenziosa, non esci la mattina senza aver controllato di aver chiuso tutto e spento le luci. Devi sapere che ciò che ti lasci alle spalle è in ordine. Ma se non trovi gli interruttori, se non riesci a chiudere le finestre o non trovi più le chiavi, ti ritrovi confuso. Perchè le luci non si possono più spegnere? chi ha spostato gli interruttori? cosa succede? Anche se esci, lasciando tutto in disordine, passi tutta la giornata a dannarti per capire e non vedi l’ora di rientrare per sistemare. Nella fine del tuo matrimonio c’è un caos irrisolto che ti ossessiona e tu continui a tornarci dentro per trovare il modo di sistemare ogni cosa. Nessuna delle motivazioni portate da lei può essere soddisfacente. Non ci sono ragioni così gravi da giustificare il suo atteggiamento, e questo ti spiazza ancora di più. La verità è che solo lei può spiegare, ma deve guardare dentro sè stessa e ammettere che ha sbagliato a escluderti, non puoi vivere con una persona, dire di amarla e escluderla dalla tua vita interiore, raggiungere delle conclusioni per conto tuo e poi trovare mille futili motivi che mirano solo a distruggere tuo marito. L’unico scopo di questo atteggiamento è di preservare sè stessa, risparmiarsi la tortura di capire che potevate risolvere tutto se solo lei fosse stata chiara, come invece lo eri tu.
Riguardo il film, si Fuori dal Coro…le parole di Fiorello alla fine, quelle per il suo amico che sta per diventare papà, io le trovo meravigliose, corrispondono esattamente a ciò che dovrebbe esserci in un rapporto idilliaco. PERO’: se il marito deve trattare da regina la moglie, penso che sia indispensabile che anche la moglie tratti il marito quotidianamente in modo amorevole, ricordandogli di continuo che è l’uomo della sua vita. Un re e una regina….bello certo. Il re e la regina non dovrebbero avere incombenze, dovrebbero solo godersi la vita. Ma nella vita vera ci sono giorni belli e giorni brutti. Come nella canzone di Simon & Garfunke, Slip Sliding away: una bella giornata può anche essere piovosa, una brutta giornata è quando si pensa a cosa sarebbe potuto essere e si mente a letto. Oppure, Vivere ogni giorno nella paura perchè l’amore per la tua donna è talmente opprimente che temi che un giorno ti farà scomparire. Non si può leggere nel pensiero. O meglio, si può arrivare a conoscere così a fondo una persona da riuscire a leggerle dentro, ci vuole dedizione e amore e allora si può capire dagli sguardi, dalle espressioni, dai gesti delle mani, dalla piega della testa…ma se la menzogna è interna, se la persona che sapevi leggere anche senza parole, comincia a mentire nei propri pensieri, …
..non esprime più la sua anima, e i gesti, gli sguardi non riflettono più sentimenti veri, genuini.Chi legge non sa di star leggendo parole anagrammate, vede sorrisi dove in realtà ci sono musi lunghi,vede carezze dove ci sono pugni stretti. COME SI FA A CAPIRE COSI’?Fuori dal Coro, con chi ami devi parlare a cuore aperto, devi farlo anche tra le lacrime e ma a cuore aperto.Io ho vissuto anni in questi tranelli del sorriso che in realtà era un fendente. All’inizio non capivo e mi interrogavo mortificandomi per non aver capito.Poi l’ho smascherato. Basta giochetti gli dicevo, smettila di giocare a risiko con me, io non ho carriarmati da schierare dietro le dune,io sono scalza qui vicino a te e nelle tue mani ho messo la mia vita.Sono qui perchè ci sei tu, come fai a non capirlo…ma lui non poteva capire. La consapevolezza si raggiunge interrogandosi, come fai tu! la famiglia non è una multinazionale dove ci si fa le scarpe a vicenda, non è la politica dove ti allei con chi ti può far realizzare il tuo piano nascosto. La famiglia è l’anima della nostra vita. Essere soli ed essere autonomi è molto gratificante, ma far parte di una famiglia dove puoi lasciar fluire ciò che hai dentro senza temere di venir giudicato o messo alla porta, è la chiusura del cerchio…
I figli, io credo fermamente in ciò che dice il codice civile sui figli, e soprattutto lo trovo espresso nelle parole di Gibran..Io dico sempre a mia figlia..”tu sei mia, fino a quando sei piccola, quando sarai più grande sarai di te stessa e sarà tua responsabilità aver cura della tua vita” Per i figli ci devi essere sempre, ma io ammiro molto come fanno gli animali. Se osservi i mammiferi hanno quasi tutti lo stesso atteggiamento. Quando i cuccioli sono piccoli li difendono con grinta, li proteggono, li nutrono, se li tengono stretti stretti. Poi cominciano ad insegnagli a sceglire, a discernere tra alimenti buoni e alimenti cattivi, tra nemici e amici, odori pericolosi ecc. Ad un certo punti li affidano a sè stessi e lasciano che vadano per la loro strada. L’essere umano con i figli difficilmente è istintivo. Tende troppo spesso a cercare di dominare, di plasmare di tarpare ali che non gli aggradano. Mentre il codice civile dice chiaramente che vanno seguite le inclinazioni della persona figlio. Tu ti chiedi se aveste avuto un figlio sarebba andata così? Posso dirti per mia esperienza che la maternità è un punto di svolta per la donna. Implica cambiamenti fisici e psichici notevoli che fanno sbocciare la donna se questa è pronta e consapevole della responsabilità immensa che comporta essere genitrice. Ma se la coscienza di sè non è ben sviluppata,se ci sono conflitti interiori non risolti, la maternità fa esplodere la bomba.Può non essere riconosciuta, ma è così.Essere mamma ti costringe a non essere più bambina.Non conosco tua moglie non posso dire se sarebbe finita così, certo non ha mostrato grande empatia verso di te,con un figlio di mezzo forse sarebbe stato peggio. BACIONE
per aleba e fuori-
con le vostre storie e i vostri punti di vista, mi avete aiutato molto anche a capire me stessa. tu aleba, sei molto analitica e intelligente a capire come sono andate le cose nel tuo rapporto, e stai facendo un grosso lavoro su di te, ti stai prendendo tutto il tempo per capirti e capire quanta farsita’ e cattiveria c’e’ in alcune persone( in questo caso il tuo ex). e, tu,FUORI DAL CORO, c’e’ la stai mettendo tutta ma non ne viene a capo di nulla, ma devi darti del tempo, e, non metterti fretta, piano piano con il tempo vengono in superfie sfumature che prima non davi peso e poi prendono forma, sta succedendo anche a me la stessa cosa.
attraverso i nostri dialoghi, piano piano anche li, emerge qualche cosa che ci puo’ aiutare a vicenda a scoprire come siamo fatti e aiutarci a far venire a galla, qualche cosa che ci spaventa e cher non vogliamo ammettere.
il tuo processo di consapevolezza, FUORI DAL CORO, deve ancora farne di strada, e sono sicura che tu la risposta c’e l’hai gia’ fuori dal coro, ma ti spaventa a punto tale che non riesci ad ammetterla, e finche’ non smetterai di non essere sincero con te stesso e con noi, tu, non ti sbloccherai mai.
qui ci va’ qualcuno che ti sbatte in faccia come stanno le cose, senza mezzi termini, e che tu impari a vedere per come sono andate in realta’ le cose, solo cosi’ il tuo cuore avra’ pace, esattamente come e’ successo a me, ora ho preso coscenza, ed il mio cammino di consapevolezza sta prendendo un’altra direzione.
ALEBA- VISTO CHE LEGGI CIBRAN, IO STO LEGGENDO ORA UN LIBRO DI (O S H O- LA VITA E’ UN GIOCO-LA LEGGE DELL’ABBONDANZA)PUOI DIVENTARE SOLO CHI SEI.
PUOI DIVENTARE SOLO IL TUO ESSERE:NON ESISTONO ALTRI MODI DI DIVENTARE,NON C’E’ NIENT’ALTRO CHE PUOI DIVENTARE.UN CESPUGLIO DI ROSE DARA’ ROSE,UNA PIANTA DI LOTO, FIORI DI LOTO:TU PORTI GIA’ IN TE IL TUO DESTINO;SEMPLICEMENTE, DEVI RIMUOVERE GLI OSTACOLI.
OSHO MI HA CAMPBIATO TANTO, GRAZIE A LUI STO RITROVANDO ME STESSA.
MARIA
Ciao Bella ALEBA. Buongiorno. Aspettavo di leggerti sai ? Oggi è una giornata emotivamente tristissima. Mi sento giù come non mai a livello di cuore. Ho faticato non poco mentre venivo al lavoro a trattenere le lacrime. Non sono riuscito a far scomparire gli occhi lucidi. Ma va bè, potevano essere scambiati per sbadigli.
Oggi ho un vulcano dentro, un vulcano di sentimenti e di sensazioni di smarrimento che faccio fatica a controllare. A volte riesco ad essere “quasi” normale. A volte come oggi no. Corpo, cervello, cuore va in tilt. Non capisco più niente. Sento solo un gran vuoto dentro.
Aleba la fede che non mi sono tolto me lega a lei, non al mio passato, solo a lei. Lei me l’ha messa al dito il giorno che ci siamo sposati. Io non lo so se ci siano ragioni gravi da giustificare l’atteggiamento di mia moglie. Si forse la ragione del figlio. E’ una ragione grave. Anche se, a mio modo di vedere, prima di rompere tutto c’era ancora molto da fare. Ma lì come sai non mi sono mai tirato indietro. E’ stato un mio errore. Un errore che mi pesa sulle spalle come un macigno. Stamattina sono entrato in un bar e ho sentito la commessa dire ad una sua amica: “speriamo sia una femmina !”. Un colpo al cuore e uno allo stomaco. Ho guardato il viso di quella ragazza. Felice !. Ho pensato a come sarebbe stato il viso di mia moglie in una situazione simile. E sono dovuto uscire di corsa dal bar. Perchè in certi frangenti proprio non riesco a trattenere le lacrime. Sembrano premere con forza nei dotti lacrimali. Sembra che voglio cambiare anche loro, trasformarsi in fiumi in piena.
Le parole di Fiorello. Si meravigliose Aleba. Ma come si fa a leggere nel pensiero, a capire ciò che una persona non dice. Come si fa ? Quale costanza giornaliera ci vuole per fare certe cose. A me nessuno aveva detto che durante un matrimonio bisognava imparare a leggere nel pensiero o a sentire ciò che una persona non dice. Io non ne ero capace. Non tutti sappiamo fare certe cose. Ci sarà pure chi è in grado di farlo. Io ammetto di non essere stato in grado. Ma ammetto anche di non averci mai pensato. Io sono in grado di capire se una persona è triste e pensierosa o se è allegra. Magari l’allegria è più facile notarle perchè spesso si manifesta con sorrisi e risate che anche se sei un po’ distratto te ne accorgi. Ma una donna pensierosa magari può sfuggirti un giorno. Un giorno che magari hai dei pensieri tu o che semplicemente sei distratto. Può succedere. Poi come fai a leggere i pensieri se nel corso degli anni non l’hai mai fatto e tutto filava liscio. Magari anche durante il nostro fidanzamento lei sarà stata triste e pensierosa. E forse non me ne sarò accorto. Ma comunque siamo andati diritti verso il matrimonio. Felici di farlo.
Si Aleba. Ammetto i miei limiti. Io sono uno che parla, dialoga, non nasconde. Ma magari non sa leggere così in profondità. Certo adesso cercherei di capire. Anche se non riuscirei lo stesso a leggere nei pensieri. Però chiederei comunque…..
ALEBA…segue
…se c’è qualcosa che non va. Se è tutto a posto. Se ci sia qualche pensiero che affligge. Si Aleba dici bene. Io ho visto sorrisi in lei. Forse sorrisi che celavano malesseri. Ma io continuo a ripetere che questi malesseri non li ho visti e mi prendo la colpa di di non esserne stato capace. Lei continua a dirmi che non ho voluto capire. E mi sembrano le stesse frasi dette nel film dalla moglie del personaggio interpretato da Beppe Fiorello.
Concordo con te sul discorso dei figli. Sono pienamente d’accordo su quello che hai detto. Anche sulla frase in cui dici che tua figlia sarà tua fimche è piccola, poi sarà libera di prendere la sua strada. Anche se ammetto che siamo esseri umani. E a differenza degli animali abbiamo dentro una brutta bestia che si chiama “ansia”. Che non ti va vivere a volte. Soprattutto quando pensi ai tuoi figli magari 40enni.
Penso a mia madre con me in questo momento. Quanta ansia e preoccupazione può avere per me. E ammetto che se non ci fosse stata lei non so in che condizioni starei. Mi è stata vicina come sempre. Ma in questo momento molto molto di più.
Non so cosa sarebbe successo se avessimo avuto un figlio. Come sarebbe stata lei. So per certo che comunque non avrei avuto questo senso di colpa che mi sta distruggendo. Senso di colpa ma non solo. Adesso sento la mancanza di quel figlio che non ho voluto. Sai Aleba quando vedevo Fiorello che si divertiva con il figlio mi sembra di vedermi allo specchio. Perchè io…sono così. Mi sono castrato da solo Aleba. Non so Aleba, forse viviamo in una società che non ci dà tempo di riflettere. Sempre di corsa. Abbagliati da altre cose ne trascuriamo altre senza rendercene contro. Andiamo incontro a cose facili cercando di scansare il difficile. Forse questo è successo a me. Però non so neanche se sia così. Io credo di aver avuto solo paura di rompere qualcosa di estremamemte bello. E lo dimostra il fatto di come mi stia torturando. Una persona non si tortura così come faccio io se ciò che ha perso non sia così estremamente importante. Io purtroppo son sicuro che lei non sta pensando a come sto. Mentre io la penso ogni giorno. Non c’è davvero un giorno che non la penso. Passo ogni giorno sotto casa sua per cercare di intravederla un attimo. Anche solo i capelli. Non so se mi faccio male di più così. Però ho visto che anche se non lo faccio è lo stesso. Non cambia nulla. Mamma mia Aleba quanto tormento ho dentro oggi. Vorrei dire che mai ce l’ho avuto così. Ma magri sbaglio perchè tre giorni fa sarà stata la stessa cosa. Tra poco è Natale. Il secondo senza di lei. Adesso avrei inziato a preparare le luci, il presepe, l’albero…con lei. Ed era bello accendere tutto ogni mattina. Dov’era il male in tutto questo ? Aleba non guardarmi come un uomo che non sa reagire. Ci provo a farlo. Esternamente sembra ci riesco pure. Ma è dentro che non va. Pure Fiorello nel film sembrava una persona forte che non si abbatteva. Ma quanto soffriva dentro. Bè io sto come lui.
MARIA
Ciao Maria. Bentornata. Volevo dirti che non è tanto il fatto di riuscire a capire come sono fatto. Io credo di saperlo. Mi sono analizzato tante volte. Anche in tempi non sospetti.
E’ chiaro Maria, è evidente. Non mi do pace per come sono andate le cose e non credo me la darò mai. Maria il fatto di non aver fatto un figlio con mia moglie è un macigno tremendo che mi porto sulle spalle. Sono certo che se ci fossimo lasciati avendo un figlio sarei stato male lo stesso ma non in questo modo. Per il resto valgono le frasi del film con Beppe Fiorello. Quelle che ha citato anche Aleba. Quelle che lui dice all’amico che sta per avere un figlio dalla moglie: “Non fare l’errore che ho fatto io, stai vicino a tua moglie, falla sentire sempre unica, indispensabile. Ascoltala quando parla ma soprattutto quando non dice nulla, leggile nel pensiero”. Ecco Maria questo non l’ho fatto. Non so se ci siano uomini in grado di farlo realmente tutti i giorni. La quotidianità è fatta di tante cose. Anche di altri pensieri. Per cui si può essere distratti. Certo adesso se riuscissi ad innamorarmi di nuovo, cosa che non credo, starei più attento a certe cose. Ma forse sbaglierei lo stesso perchè magari l’eventuale altra donne non sopporterebbe certi tipi di attenzioni. Io sono una persona semplice, che parla con sincerità, senza bluffare. Leale soprattutto. Ho pensato che bastasse questo. Invece mi sono perso nei particolari. Magari non dando il bacio della buonanotte o nel non dire un buongiorno la mattina.
Altro non ho fatto di male Maria. O forse realmente non lo so. Il non aver fatto un figlio mi sta creando un disagio enorme. Soprattutto perchè ho capito che io ero fatto per avere un figlio. Per giocare con lui, per divertirmi con lui e seguirlo nelle varie tappe della vita. Ho preferito fare altro. Le cose che ho fatto mi sono piaciute ma le sto pagando care. Forse avrei dovuto avere la forza e il coraggio di fermarmi, di dire basta è ora di dedicarmi ad altro. Non l’ho fatto e questo è stato il mio errore. Non credo che nessuno possa sbattermi in faccia un’altra realtà. La realtà credo sia questa. Purtroppo per me.
Grazie Maria
Ciao Fuori dal Coro, mi commuovo nel leggerti…
Scrivi: “A me nessuno aveva detto che durante un matrimonio bisognava imparare a leggere nel pensiero o a sentire ciò che una persona non dice” , no Fuori dal Coro, quello di cui parlo io è un intendere la persona che ci sta accanto prima ancora che parli, perchè la conosci. Capita anche tra amici, quando succede qualcosa sai già cosa sta pensando il tuo amico se lo conosci bene. Se conosci i gusti, le passioni oppure ciò che una persona detesta, ti accorgi di cosa sta pensando semplicemente dallo sguardo. Tu questo lo sapevi fare, tutte le persone innamorate lo sanno fare. Il punto è che tua moglie ha cominciato a pensare cose che non conoscevi, che non potevi immaginare perchè lei non le ha mai manifestate chiaramente. Fuori dal Coro io non ti vedo come un uomo che non sa reagire, tu non sei uno che si arrende e se adesso tutta la tua energia la stai impiegando per capire cosa sia successo, arriverà il giorno che la indirizzerai verso te stesso per andare oltre. Lo so che al momento ti sembra impossibile, ti dico che anche io ci sono giorni che mi sento molto triste per quei giorni di apparente felicità che ho avuto con lui e che ho perso per sempre. Li ho persi perchè ho aperto gli occhi, quella felicità nasceva dal fatto che io dormivo, non vedevo la mia misera vita e mi affannavo per rendere lui felice. Fuori dal Coro, piangere è meccanismo liberatorio, con le lacrime il nostro organismo si depura progressivamente di ciò che ci fa soffrire e io non mi sento fragile e indifesa perchè piango, tutt’altro.
Fuori dal Coro, la tua tristezza è anche la mia quando ti sento così, già perchè non riesco a capire perchè a me la vita abbia presentato un uomo come il mio ex al quale io ho affidato tutto di ritrovandomi con un pugno di mosche in mano…mentre ci sono persone come te che avrei potuto conoscere e amare di amore vero e per sempre. Mi dispiace che tu non riesca a staccarti da lei al punto di volerne intravedere solo i capelli, lei ti ha ferito profondamente e senza motivi gravi…la questione del figlio non giustifica il suo comportamento. Se proprio voleva lasciarti per quello poteva dirtelo con chiarezza e calma, invece ti vomita addosso di tutto e anche cose assurde che nulla hanno a che fare con il fatto del figlio. Tesoro, non sederti nel fondo del pozzo dove sei caduto, alzati ti prego! hai ancora tanto da ricevere da questo mondo e scommetto che hai tanto tanto da dare. Non privarti della possibilità di andare avanti. Siamo qui per ragionarci insieme e io trovo tanti spunti per capire meglio e per accettare anche il fatto che certe cose devo rinunciare a capirle.
Ti abbraccio, Aleba
Ciao Aleba
Sai in questo brutto periodo ho alcune persone che mi stanno vicino. Una di queste sei tu. Grazie. Mi hai chiamato addirittura “Tesoro”. Hai scritto: “…quello di cui parlo io è un intendere la persona che ci sta accanto prima ancora che parli, perchè la conosci…” Forse è anche lì che ho sbagliato Aleba, forse semplicemente non me ne sono accorto di ciò che voleva. Hai scritto anche “..ho aperto gli occhi..” e “..mi affannavo per rendere lui felice”. Le stesse parole che mia moglie ha detto a me. Mi ha detto di aver aperto gli occhi. Di essersi accorta che aveva perso tempo. Che si era annientata per me, per rendermi felice. Mentre io ero solo un egoista che pensava alle sue cose. Lo sai Aleba, almeno da quello che ho scritto nei miei tantissimi post. Non mi sono nascosto dietro un dito. Forse avrò sbagliato qualcosa oltre al figlio. Io non lo so. Ne sento tante. Ne leggo tante. Io non so cosa lei intenda per essersi annullata per rendermi felice. Forse ha nascosto i suoi bisogni per esaudire i miei ? Non lo so. A questo punto forse si visto che mi ha rinfacciato tante cose. Però caspita, ma mica sono un mostro. Il peso del macigno del figlio me lo sto portando sulle spalle. E ti giuro è pesantissimo. Tanto ma tanto. Per il resto credo di essere il Beppe Fiorello del film. Quell’uomo sono io. Quello della prima parte. Con la differenza che non rimanevo al lavoro fino a tardi. Ma ero io che andavo a prendere lei e tornavamo insieme a casa. E a differenza di lui mi ricordavo di compleanni, anniversari, onomastici e ricorrenze varie. Festeggiandole tutte. In particolare il nostro anniversario di matrimonio. Ecco io sono quel tipo di uomo. E sarei stato quel tipo di uomo se avessi avuto il figlio. Non faccio che maledire ogni giorno quelle quattro risposte sbagliate che le ho dato. C…zo ! Sto piangendo come un vitello mentre ti scrivo. Non ce la faccio più di stare così. Ma perchè esistono figli di p…..a che fanno i porci comodi, cirnificano le mogli e gli va tutto liscio. Ed io che ho mostrato lealtà devo stare così ? Io non me la sento di accusare mia moglie. Lei è e rimane una donna speciale. La più “speciale” che possa esistere. Si lei mi ha ferito. Io non le avrei mai fatto quello che lei ha fatto a me. Mai e poi mai l’avrei abbandonata. Mai e poi mai l’avrei lasciata sola. Mai ! ma io per lei ci sarò sempre. Se avrà bisogno di una mano la mia sarà sempre pronta a sorreggerla finchè sarò in vita. Si lei mi ha ferito. Ma io non so quanto posso averla ferita io. Non lo so quantificare. Non l’ho capito. E comunque non volevo. Tu sei stata sfortunata ad avere un uomo come il tuo ex. Io sono stato fortunato ad incontrare mia moglie. Perchè con lei ho vissuto gli anni più belli della mia vita. Ho vissuto anni bellissimi non momenti. E nessuno me li ridarà mai indietro. Quello che mi fa rabbia e non mi da pace è che sono sicuro che con un po’ di buona volontà da parte di ognuno di noi due avremmo potuto continuare ad essere….
Aleba…segue
…felici. E la sua eventuale sofferenza si sarebbe trasformata in felicità estrema. Perchè adesso sarei stato attento a non distrarmi. A non farmi prendere da altre cose senza aver prima capito di cosa lei avesse bisogno. Lo so che è dura. Lo so che nessuno lo fa. Ma lo avrei fatto. E poi lei non lo sa, o forse rifiuta di capirlo, di volerlo sapere. Ma io quel figlio lo desidero davvero. Forse più di quanto lo desiderava lei. Nella donna l’istinto è naturale. In noi uomini un po’ meno. Per questo mi sento da dire che darei anni di vita per poter vivere una gioia del genere con lei.
Si Aleba forse hai ragione. Forse ho ancora tanto tanto da dare. Forse anche degli arretrati. Ma lei, mia moglie, la persona a cui vorrei dare tutto quello che ho dentro ha chiuso la sua porta. E come mi scrisse Maria qualche post fa non ha intenzione di aprirla per me.
Scusa lo sfogo. Ma stoscrivendo in un momento di emotività pazzesca. In genere sono abbastanza calmo. Non ora. Non ho smesso di piangere un attimo da quando te l’ho scritto.
Grazie Aleba, grazie per quanto mi sei vicina, grazie davvero.
Un mare di baci
Già, Fuori dal Coro..io ti sono vicina perchè siamo in condizioni simili. Tua moglie dice di aver aperto gli occhi, ma su cosa li teneva chiusi??? io ho aperto gli occhi sul fatto che ero io che mi tenevo in carenza di ossigeno, convinta che fosse lui la mia fonte di ossigeno e che me ne veniva concesso a seconda di quanto fossi “brava”. Ma vedi io non ero mai abbastanza brava e questo mi costringeva a cercare di essere più brava in un circolo vizioso che mi ha sfinita, in questo mi sono affannata io. Ho aperto gli occhi sul fatto che una donna non è una menefreghista incapace se la domenica mattina si danna per pulire la casa di 240 mq in 3 ore e quando il suo compagno rientra alle 12.00 non trova il pranzo fumante sulla tavola apparecchiata a puntino. Ho aperto gli occhi sul fatto che non mi devo sentire insensibile e incapace di amare se mi ritaglio un’ora alla settimana per andare a cantare nel coro della chiesa. Ho aperto gli occhi sul fatto che un uomo che dichiara che tu sei “nessuno” e che “non hai portato niente nella sua vita” non è vero che ti ama. Ho aperto gli occhi sul fatto convivere per 17 anni come se fossi sposata, provvedendo a tutto e anche di più, fa a pugni con il fatto che lui dica in giro “io non ho moglie” con aria sprezzante. Ho aperto gli occhi sul fatto che un uomo che pensa con ansia a cosa potrei mangiare del suo patrimonio adesso che avremo un bambino, mentre io ho in pancia sua figlia…..non ama la sua famiglia. Ho aperto gli occhi sul fatto che un uomo che vorrebbe guidare ubriaco fradicio, da non reggersi in piedi, per 90 km per andare a prendere sua figlia al mare, perchè lui conosce i suoi limiti…non è un padre di famiglia. Ho aperto gli occhi sul fatto che un uomo che tratta la sua donna come una sguattera che deve sempre e comunque sorridere e non manifestare mai disagio alcuno, non è un uomo innamorato. Ti basta Fuori dal Coro?? Tua moglie su cosa ha aperto gli occhi? Il mio ex mi ha regalato dei fiori una volta sola, l’otto marzo di tanti anni fa un mazzetto di mimose con l’orchidea…dopo qualche giorno mi disse che non capiva il perchè di questa usanza di regalere i fiori alle donne, che sono tutte puttane. Vedi, io credevo di poterlo cambiare, di poterlo convincere che io meritavo di essere amata, invece è andata a finire che mi sono convinta di non meritare amore, di non essere in grado di trasmettere amore. Mi sentivo così sola, nonostante io non smettessi mai di chiedergli DOVE SBAGLIAVO, non avevo risposte tranne che “mi devei venerare”. Io ci ho provato, assurdo vero?? Ma io non sono una macchina senza cuore e il mio cuore si è chiuso in una coperta di spine, non ha più voluto uscire. Avevo una bimba piccola, sapevo gestirla bene eppure continuavo a sentire lui che mi diceva incapace, incapace, incapace. Se chiedevo perchè e mi arrabbiavo anche, mi piantava, mi lasciava sola. Ho visto che sola con la bambina ero più serena, stanca morta ma serena. Ma ero troppo legata alla sua sentenza: incapace