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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Categorie: - Amore - Famiglia - Me stesso

1.662 commenti

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    aleba -

    @Fuori dal Coro: Forse l’essere troppo sincero. Il<mostrarsi per quello che si è. Ogni giorno ogni momento. Bastava buttare un po’ di “fumo agli occhi”…accontentarla e tutto sarebbe andato per il verso giusto ne sono convinto…. No, non è così che funziona, e tu lo sai bene.
    Ci sono persone che fanno così, che si atteggiano e recitano la parte tutto il giorno. Hanno una vita falsa e rendono falsa la vita di chi gli sta vicino. Io penso che anche il mio ex abbia recitato all'inizio. Poi è uscita la verità, ma una verità contrastata da problemi interiori di natura psicologica. Lui era più forte di me, non c'è dubbio e ne ha approfittato. E' un maestro nella manipolazione, e io, che credevo nell'amore, mi sono lasciata manipolare. Ma io non ho mai recitato la parte di quella che ci sarebbe stata. Ci sono stata, certo, ma esponevo chiaramente il malessere e gli spiegavo per filo e per segno cosa non andasse nel nostro rapporto.
    Credo, Fuori dal Coro, che anche tua moglie abbia inconsciamente recitato una parte. Tu hai vissuto spontaneamente e lei ha recitato. Prima calandosi bene nella parte, perchè era una parte bella e piacevole che la rendeva unica…poi però ha rivalutato il copione. No, così non poteva andare avanti. Mancavano delle scene nella vostra vita, e lei non riusciva più a sentire sua la parte. Certo non poteva interrompere bruscamente lo spettacolo, ha cercato di uscirne senza convinzione. Ma non si può evitare di sbattere il muso contro la verità. La verità è che tu la ami e lei non ti ama. Lei non è la donna che hai sposato, è cambiata qualche tempo fa. E' triste, è tragico ritrovarsi a fare i conti con una vita che credevi la tua mentre vedi che crolla un pilastro dopo l'altro. Quanto coraggio ci vuole per dire, è finita. E cosa ne faccio dell'amore che nutro per questa donna, dove lo metto? come lo esprimo? L'amore ha bisogno di dilagare, ha bisogno di essere coltivato, dimostrato. Avere dentro un grande immenso amore e non riuscire a farlo fluire rende il cuore un campo di battaglia. Tutto gira vorticosamente intorno a quell'amore, ma non ci sono vie di uscita, non quelle che servirebbero all'animo per placarsi. Lo so, tu vorresti un cenno da parte sua, un solo gesto basterebbe per fare calare la pressione, per riappacificare i sensi e spedire l'anima sulle stelle. Ma guarda il cielo, Fuori dal Coro. Le stelle sono li, sono immobili spettatrici di quello che ti sta capitando. Non ci sono alternative, non puoi…in questo momento…riavere tua moglie. Non vuole il tuo amore, non riesce a prenderlo, non riesce a valutarlo. Come faccio a dirti di smettere di amarla, questo è impossibile. Io capisco quello che provi, e so che sei combattuto fra sensi di colpa e rabbia, fra tenerezza e disperazione. Guardare avanti è talmente difficile! Pensare che un giorno potresti innamorarti e scoprire vette ancora più elevate di quelli che avevi raggiunto con tua moglie, è impossibile per te. Respingi ogni minimo spiraglio, non vuoi muoverti.

  • 552
    Fuori dal Coro -

    …..Ragazzi, non so se l’ho scritto nei post precedenti. Mancherò alcuni giorni. Quindi probabilmente non avrò modo di rispondere ai vostri nuovi eventuali post. Ci sentiamo al mio ritorno. TRa una settimana circa. Nel frattempo auguro a tutti voi tutto il bene possibile.
    Un bacione a tutti voi, anche ad Alessandro và!

  • 553
    aleba -

    Chi ama non lascia mai, quindi lei non ti amava. Tu, invece, che l’ami non riesci a lasciarla. Lasciala andare, Fuori dal Coro. Fisicamente è già lontana, lasciala andare anche nello spirito. Forza, fallo questo passo. Accetta che devi lasciarla andare. Sciogli le braccia. Fuori dal Coro, liberala. E’ nella testa che lo devi fare. Augurale buona vita, e lascia che vada per la strada che ha scelto. Vorremmo avere la persona amata immutabile vicino a noi, vorremmo essere tutte le sue risposte e placare ogni suo desiderio. Ma non è così, soprattutto non può esserlo se l’amore non è corrisposto. Detesto scrivere in questo modo, so che sono parole che non vuoi sentirti dire, so che non riuscirai ad accettare che hanno un senso…fino a quando? Tutto il tempo che vuoi, Fuori dal Coro…è la tua vita e solo tu puoi scegliere se levare l’ancora o aspettare..aspettare…aspettare. La consapevolezza non ti verrà dai ragionamenti, non saremo noi qui nel forum a darti le risposte che cerchi. Quella ti parla da dentro, sono sussurri che non riusciamo a sentire, ma quando è il momento..si manifesta in un lampo, una scarica elettrica che attraversa i neuroni e finalmente ti alzi e prosegui senza voltarti più indietro. La razionalità della quale vai fiero, fa a pugni con la consapevolezza che le persone sono esseri emotivi, che le emozioni non sono controllabili, che il corso della vita è tracciato da una impalpabile realtà che si chiama sentimento. Noi possiamo farci mille domande, ma rispondiamo solo di noi stessi..solo di quello che nasce in noi. Puoi accusare tua moglie di averti mentito, di aver bluffato…ma subito dopo la assolvi da ogni accusa, perchè non vuoi rinnegare il tuo matrimonio.Fuori dal Coro, il matrimonio non è da rinnegare…è l’esperienza di vita più bella che hai avuto l’opportunità di vivere..fino ad ora…e domani? Comunque sei libero di non avere un domani, di mangiarti un giorno alla volta finchè non ci saranno più giorni, pensando e ripensando a quanto sia stato assurdo perdere tutto così. Assurdo o no, lei ha scelto…non è stata rapita dagli alieni HA SCELTO, quale che sia il motivo della sua scelta, per quante cose ella ti rinfacci pur di non spiegare la sua scelta, pur di non doverti dire che ha tenuto un copione in mano per tutto il tempo…ora la scelta spetta a te. Anche tu puoi scegliere…ammiro il tuo desiderio di annegare nel mare del dolore, ammiro l’amore che provi, e anche io sarei tentata di sprofondare nell’oblio della disperazione, lasciar perdere tutto e non alzarmi più dal letto. Ma bisogna alzarsi! Ok io devo farlo anche per la bimba, ma tu Fuori dal Coro…come ti ho già detto, devi chiudere quella porta alle tue spalle e non sentirti in colpa quando lo farai, lei la porta l’ha già chiusa da un pezzo…ora tocca a te. Abbi il coraggio di aprire nuove porte, accetta la responsabilità VERSO TE STESSO di aver chiuso quella che hai alle spalle.

  • 554
    luna -

    aleba, @non è stata rapita dagli alieni, ha scelto. – dolorose consapevolezze, ma che ci liberano. Anche dal farci rubare, derubarci noi stessi, di altro tempo. – c’è gente che dice ‘rifarei tutto ciò che ho fatto’ ma io non lo dico. Alla frase “meglio rimorsi che rimpianti” quasi non esistessero altre opzioni ho sempre preferito il concetto vivere serenamente e secondo se stessi. Se scegli realmente sentendo di scegliere ascoltando te stesso perché dovrebbero essere rimpianti o rimorsi? In vita mia ho detto sì e no che erano semplicemente scelte sentite e affini. Esiste dire anche grazie e chiedere scusa. Ma una scelta, vera, per quanto difficile, di solito puoi sentirla. Ho scelto, talvolta controtendenza, mettendo sulla mia bilancia. Di poche cose veramente mi pento, e non son quelle di cui secondo altri mi sarei dovuta pentire. C’era chi mi ha accusato di essere stata troppo me stessa in cose che mi davano in realtà equilibrio, vera gioia e una mia serenità (che non ledeva l’altrui). Mi è stato data una falsa causa delle mie tribolazioni. Spostando il centro. Il problema era ciò che stavo vivendo nel privato, erano modalità altrui ke si inghiottivano la vita. Me stessa in ciò che di me amo dovevo continuare ad esserlo e col tempo di più, non di meno. Non mi pento dell’inizio, quando seguendo la mia indole, i miei valori, la mia visione pratica e ottimista per cui i problemi si individuano, si affrontano, si risolvono (scegliendo) e per amore ho sposato la causa del mio privato con lui anche nelle difficoltà. Che via via però si son fatte sempre più aliene da me. Ho vissuto ma avrei potuto vivere meglio. Ho avuto ostacoli oggettivi, grandi, pratici ma son stata tanto indulgente verso ki li poneva quanto troppo severa con me stessa. Ora che mi rimbocco le maniche per me e devo e voglio ora che la voglia e il DIRITTO di vivere riaffiorano in tutta la loro semplice esistenza e più ancora di sempre no, non dico rifarei tutto. E non mi sento un’eroina dell’amore guardando indietro. Vedo e nn rinnego il mio amore, indulgo il giusto su me sapendo in che contingenze mi trovassi e so che è per chi ero anche che ho retto lo stress senza spezzarmi, vedo i miei errori anche. Ma penso: ASSURDO. – penso: il dolore era immenso, ma hai gettato via altri valori per tenere fede ad altri. Perché la vita stessa è un valore e in parte tu non vivevi.

  • 555
    aleba -

    Anche io guardo indietro e mi chiedo se rifarei tutto. Ancora non riesco a rispondermi con serenità, certamente avrei fatto ricorso alla psicoterapia prima, ne avrei parlato per guardare la mia vita da fuori. Ero troppo dentro ed ero troppo fedele a qui valori che hanno compromesso il mio vivere. Ancora oggi mi chiedo se avrei potuto fare diversamente, se ho tralasciato qualcosa, se ho esagerato in altre cose. Mi chiedo se avrei potuto guarirlo. E allora mi verrebbe da andare a cercarlo, chiedergli cosa ho sbagliato, chiedergli cosa avrei dovuto fare per farlo sentire amato, NON SOLO. Cari amici del forum, niente. Non avrei potuto fare di più, certo a parte morire fisicamente oltre che spiritualmente. Questo è un grande conflitto che mi porterò dentro per molto tempo. Avevamo tutto, tutto ciò che conta..mancava solo lui. Lui protetto dalle spesse barriere che ha messo tra sé e la vita. Lui che a otto anni era già adulto, e se ne vanta. Lui che non è riuscito a liberare il cuore, che non ha neppure avuto il sospetto che il suo cuore fosse troppo zavorrato da tutto il rancore, dall’odio che ha alimentato fin da piccolo. Io lo conosco il mio ex, lui ha bisogno di odiare per andare avanti, il carburante della sua vita è sempre stato “farla pagare a qualcuno” per quello che ha patito lui. Con me, probabilmente, ha provato dei grandi contrasti interni, perché lui SA che io c’ero, lui sa che la mia presenza era incondizionata, totale e determinante per alleviare ciò che provava dentro. Ma rilassandosi, mollando la presa sul suo rancore interiore, temeva di perdere lo scopo della sua vita. Ogni volta che lo vedo, ogni volta che ci parlo al telefono mi conferma che la mia è stata la scelta più giusta per me. Dovrò patirne di offese da parte sua, di attacchi. Perché ora io sono davvero lo scopo della sua vita, per lui può accadere di tutto basta che io soffra…anche attraverso la sofferenza di nostra figlia, questo lo ha detto LUI ai servizi sociali.
    Lo scopo della mia vita è mia figlia, in primo luogo…così dovrebbe essere per un genitore, almeno fino a quando i figli non sono autosufficienti…Prima regola: il benessere dei figli passa attraverso il benessere dei genitori.

  • 556
    LUNA -

    l’ultima frase è verissima. Infatti lui ha pagato il fortissimo malessere di sua madre e degli equilibri-squilibri della sua quotidianità. Poi quanto c’entri anche semplicemente il carattere non lo so. Perché anch’io ho avuto una madre non semplice, ma ho sempre pensato che volevo essere felice. E che fosse possibile. Vivendo intensamente anche il bello della vita. Quel che so per certo è che non ho mai voluto il suo, il mio, il nostro male. E ho creduto che dirgli e mostrargli che ‘la vita è bella’ servisse a qualcosa. Invece è convinto che io abbia fatto il contrario, anche contro ogni evidenza. C’è stato un tempo in cui, come lui, ho visto crisi ovunque. Come lui non riuscivo più a capire perché le persone stanno insieme. Io che, pur amando anche la libertà, quando amavo lo avevo sempre saputo. Lui mi ha punito per anni per un abbandono che non intendevo commettere e non ho commesso. E’ stato amatissimo e benvoluto, guardato con dolcezza e sostenuto, gli è stata data fiducia. Gli son state date le cose che gli erano mancate. E non le ha viste. Non ci ha creduto. Anzi.

  • 557
    aleba -

    Cara Luna, @ Lui mi ha punito per anni per un abbandono che non intendevo commettere e non ho commesso.
    Punita a priori, in evidente espressione di un pregiudizio fondato su chissà quali distorte percezioni della realtà.
    Il mio ex odia visceralmente sua madre, e quell’odio lo manifesta in ogni modo. La insulta, la mette a tacere con arroganza, la spedisce in casa lanciandogli dietro qualcosa. Sapessi quante volte ho dovuto mediare, prendermi valanghe di insulti da parte di LEI, lei che aveva paura a parlare con suo figlio e veniva da me perchè sapeva che io non l’avrei respinta e avrei fatto da tramite con lui..io che le ho dato del lei e che l’ho sempre trattata con le maniere educate che, per me, sono dovute ad una signora. Vivono a 20mt l’uno dal’altra..lei abita in una casa di proprietà del figlio ed hanno un pezzo di giardino in comune. Però, nonostante questo odio, nonostante dichiari apertamente e pubblicamente con lei di fronte che sua madre è meno di niente, nonostante questo vige il principio “la mamma è sempre la mamma” e lui alla fine non può spostarsi di netto…ad esempio cambiando casa. Ma io credevo che fosse per quello, perchè alla fine gli voleva bene, invece il motivo vero è che se avesse cambiato casa quando era il momento, quando spostarci avrebbe giovato a lui e anche al nostro rapporto, lui non avrebbe ereditato dal suo patrigno. Davvero, oggi vedo chiaramente il suo progetto, lucido e ben calcolato, per mettere i suoi tentacoli su tutto quello che può essere valutato economicamente.. basato sulla convinzione che i beni materiali sono l’espressione del valore di una persona…solo che chi ne ha più di lui è un ladro, uno che non se li è guadagnati, uno che ha sfruttato. Ma in tutto questo la persona che valore ha?? A volte penso che avrei dovuto essere materialista, avrei dovuto pretendere gioelli, auto costosa, vestiti firmati, estetista e parrucchiere. Avrei dovuto! Ma io non sono così!! e lui, lui non avrebbe voluto una così..lui avrebbe voluto una come me, solo che non è stato capace di riconoscerla per tutti gli anni che l’ha avuta al suo fianco. Non poteva riconoscerla, perchè era tutto assorbito dal rendere bella la sua facciata, quella sua personale che nulla aveva a che vedere con il nostro rapporto. Già, perchè lui ha sempre fatto al figura di quello talmente buono che si teneva in casa la madre “pazza” e che lasciava che una misera e buona a nulla donna vivesse con lui (io). Immagino quanta pena provi per sè stesso, lui che in tutti questi anni non si è mai preoccupato di come me la passassi io, se stavo bene o male, se ero felice, se ero in crisi. Per lui ero una busta paga sicura che mensilmente entrava a coprire le spese.. e i suoi svaghi (per non dire dipendenze). Mentre io, io sempre a dovermi occupare di lui, del suo stato d’animo, dei suoi bisogni pratici, fisiologici, emotivi, tecnici. Onnipresente per lui! ma niente gratifiche o gratificazioni, per carità! l’asino non abbia la sua carota, MAI.

  • 558
    LUNA -

    ALEBA: sai, leggendoti, mi viene da pensare e da dire: Ma che ci faceva Aleba in mezzo a quel casino? che ci faceva Aleba in una situazione come quella?
    Te lo dico, perché lo penso, anche se so che pure queste parole empatiche e solidali possono fare male.
    Penso che da fuori la gente pensi la stessa cosa di me. E lo penso anch’io, peraltro. E mi fa pure rabbia. Però al contempo mi ricordo anche quegli anni buoni, belli, e non pochi, prima che la cosa esplodesse.
    Anche dopo, sai, lui di cose buone ne ha fatte.
    Il fatto è che tendeva a sminuirle (“non significano che”) o a farne una sorta di merce di scambio (“vedi cosa faccio IO per te?”). In realtà non era solo per una questione di materialismo (credo che rifugiarsi nel materialismo e anche nella paura di perdere i beni fosse la manifestazione del terrore di darsi e di essere fregato, a livello emotivo). Il fatto è che mi ha e ci ha chiusi in un vicolo cieco, di sofferenza senza senso. L’amore è andare verso, non l’incastro in cui si è tenuto e ci ha messo. Io gliel’ho sempre detto, che per quanto faccia male, la fine di un amore si può accettare, ma è l’agonia assurda a cui ha portato la nostra storia e il nostro amore che è stata una sofferenza aggiuntiva. Io gli dicevo: cerca di guardare in te stesso davvero, di essere coerente con te stesso e libero, libero di stare o non stare, ma in modo completo, veramente.
    Di vivere una storia d’amore, sul serio, o di separarti, ma perché è quello che senti.
    Il fatto è, Aleba, che storie come queste sconvolgono le logiche. Alla fine Fuori dal Coro vede una maggiore logica nella mia storia, meno nella sua… e ciascuno conosce la sua. Però forse se davvero, sai, fosse stato coerente, cioè se avesse parlato di un vaso colmo, pure di colpo, ma fosse stato coerente, una logica, seppure all’inizio difficile da accettare, ci sarebbe stata.
    A me è capitato di lasciare, e di essere coerente.
    Non ho avuto bisogno di odiare chi stavo lasciando.
    Lui invece ha vissuto a sua volta un’agonia, di questo sono certa. Ma non l’agonia di chi prova a stare con qualcuno ma a causa di continui litigi vive male. Questo è quello che hanno vissuto i suoi genitori.
    La cosa che lui ha vissuto vedendoli vivere in un certo modo.
    No, lui viveva una realtà mozzata.
    Una realtà mozzata in cui non eravamo insieme ma soffriva della distanza che lui stesso creava.
    Io so che ha vissuto con sofferenza situazioni che lui stesso creava e rendeva IMPOSSIBILI da sciogliere.
    Sai, vorrei poterti dire che ho amato qualcuno che semplicemente non mi ricambiava. Posso dirti che non lo avrei mai fatto.
    Nella sostanza il risultato non cambia, perché non mi sono sentita amata. Perché ho vissuto in una situazione che percepivo come assurda, prima ancora che lesiva.
    Non so dirti se mi ha amato, perché nella mia logica se amo qualcuno lo voglio e lo desidero vicino. il fatto di pensare che sono nella sua vita e lui è nella mia è per me fonte di gioia. Per carità, ho avuto anch’io in gioventù

  • 559
    LUNA -

    le mie, nel senso di difendere la mia libertà e anche la mia paura dell’abbandono. Tuttavia quando sono cresciuta ho sempre pensato che stare insieme fosse qualcosa di bello, non un pericolo.
    Fuori dal Coro descrive una storia “perfetta”, la mia non era perfetta perché, a parte che la perfezione non esiste, ognuno ha i suoi difetti, ed è vero c’erano delle cose di lui che nei primi anni soprattutto mi hanno messa in difficoltà (e viceversa)… però eravamo una bella squadra io e lui, Aleba, e lo eravamo d’istinto, empatia oltre che d’amore e attrazione.
    Lui sostiene che si è sentito abbandonato, quando non era vero. Cioè, non metto in dubbio la sua percezione, è sua, ma io non lo stavo abbandonando. Io c’ero.
    Questo sconvolge… se avessi pensato davvero che ero stufa, che volevo lasciarlo, che lo amavo meno, se avessi avuto dei pensieri negativi su di lui, e tutte le cose che lui si è messo in testa, allora potrei dire: era così, e se tornassi indietro…
    Ma lui si è sentito solo e incazzato al punto da farmi una guerra contro la quale io non potevo nulla, non potevo nulla perché non mi permetteva neppure di andargli incontro e rassicurarlo davvero.
    Di dimostrargli che la vita poteva essere più bella, serena, piena.
    Che non aveva ragione di temere le cose che temeva.
    E che se aveva delle paure avremmo potuto affrontarle insieme.
    Forse, Aleba, semplicemente non mi amava. Ma di per sè non è sufficiente. Perché se non ami qualcuno non hai ragione di odiarlo.
    E se ti senti ferito perché ti ha abbandonato, ma non è vero…
    Nella mia vita ho affrontato situazioni, anche difficili, con intelligenza e logica. Questa, che era una questione centrale della mia vita, mi ha fatto sentire paralizzata in un qualcosa in cui niente serviva a niente. Alla fine, per quanto sia stato lui ad abbandonarmi per anni, sarà sempre convinto che sia stata io ad abbandonare lui. Credo abbia sofferto sul serio come se le cose fossero andate così. Alla fine mi rimprovera però, credo, anche di averlo amato con una spontanea tenacia che lo ha messo troppo di fronte al fatto che era terrorizzato, da cosa bene non si sa.
    Lui a sua madre non ha mai mancato di rispetto. Lei a lui sì, con la scusa di proteggerlo, che fosse con le ossessioni sul cibo o sul fatto di dirmi, anni dopo: certo che era giusto che la casa fosse solo a nome suo, se poi le cose andavano male…
    Questa cosa è stata più grande di me, e amare, amare davvero, pur con tutti gli errori che ciascuno di noi commette e può commettere, non è servito a nulla. Il fatto di vedere le sue fragilità e i suoi blocchi mi ha fatto solo stare peggio, e avrei preferito mille volte non essere capace di vederli. Credo che lui si sia sentito davvero al bivio se proteggere me o se stesso… senza rendersi conto però che la vita e le relazioni non sono per forza una guerra. Che insieme ci si può fare del bene, non solo inevitabilmente del male. Come ha visto accadere altrove.

  • 560
    aleba -

    Luna @ Alla fine, per quanto sia stato lui ad abbandonarmi per anni, sarà sempre convinto che sia stata io ad abbandonare lui. Esattamente come per me.
    @amare, amare davvero, pur con tutti gli errori che ciascuno di noi commette e può commettere, non è servito a nulla. Io direi che è servito solo a rinforzare le sue barriere, a farlo sentire invincibile grazie ad esse. E’ vero se non ami non hai ragione di odiare, si vede che ci hanno amato di un amore inquinato e non sono stati capaci di bonificare quell’amore con il tempo. Quello era un compito che spettava a loro, ma il mio ex non è neppure capace di riconoscere che la sua infanzia possa avere un peso sull’adulto di oggi. Lui si è fatto da solo, lui è perfetto. Questa assoluta convinzione di essere perfetto è la base della sua vita. E’ di una cattiveria inaudita con chi è nella sua sfera intima, mentre sembra la disponibilità in persona con gli estranei. Alcuni dei suoi amici lo considerano come “uno a cui piace ostentare”, altri pensano sia un “bastian contrario”, nessuno conosce la crudeltà delle sue violenze psicologiche, l’arroganza delle sue reazioni violente, la presunzione di essere un uomo buono e giusto.
    Riguardo Fuori dal Coro, lui aveva una relazione perfetta (a suo dire)eppure ha improvvisamente virato sfociando nella separazione. Credo che nelle relazioni bisogna prestare molta attenzione agli errori di base. Forse Fuori dal Coro non ha commesso errori, lui ha chiaramente espresso un suo modo di intendere la vita di coppia. Sua moglie invece ha commesso l’errore di abbracciare a priori una linea di vita che .. diciamocelo chiaro… sicuramente le suonava stonata fin da subito: non procreare. Credo che, se davvero fosse stata così convinta al punto da basare un MATRIMONIO su questo, avrebbe dovuto farsi legare le tube..in modo da non dover neppure più preoccuparsi dei metodi anticoncezionali, così da poter vivere liberamente anche la sua vita sessuale con il marito. Invece si è tenuta quella possibilità, ha lasciato la porta senza chiavistello…solo che ad un certo punto davanti a quella porta ha accumulato un sacco di pesantissime idee confuse. Improvvisamente ha creduto che per riuscire ad aprire quella porta doveva abbattere le pareti…forse anche perchè all’esterno c’era un altro uomo che la stava aspettando. Dove sta il giusto nel perseverare su una linea di vita? Io credo che la verità, la congruenza con ciò che proviamo e le parole che parliamo..può essere anche una gran confusione…ma che sia VERA.. la verità rende qualsiasi scelta, per quanto dolorosa e lacerante, una scelta libera.

  • 561
    LUNA -

    ALEBA: sono d’accordo con te. Ed è anche per questo che ho sempre detestato le bugie, anche quelle bianche.
    A chi piacciono, mi dirai. Però è attraverso la nostra verità e quella degli altri, con cui ci rapportiamo, che in effetti possiamo compiere delle scelte libere e consapevoli, sono d’accordo con te. E quando mi capitò di stare con un bugiardo cronico, molti anni fa, anche quella era una risposta, una verità di per sè. Di fronte alla… verità del suo modo di essere, di fronte al fatto che per me il suo modo di essere era assolutamente lontano dal mio, e destabilizzante, io dissi no.
    Non si sapeva mai quale fosse la verità, ma già quella era “una verità” abbastanza evidente di cui tenere conto.
    E’ il famoso “è quel che è”, di cui a suo tempo parlava la mia strizzacervelli.
    Le relazioni perfette non esistono, tutte le relazioni si basano su degli equilibri. Che non sono perfetti, ma appunto equilibri.
    E non sempre le nostre verità ci appaiono con evidenza mentre le stiamo vivendo. Ma, a meno che non siamo stati vittime di un plagio totale, ma veramente totale (e anche in quel caso siamo comunque parte agente di un plagio, nella verità di non essere riusciti a difenderci e nel malessere che abbiamo provato, negato, al quale ci siamo adattati, ecc) siamo stati comunque protagonisti in ciò che abbiamo vissuto. Se io avessi visto e vedessi la mia storia di cui parlo in queste pagine con un atteggiamento di totale passività, seppure molte cose mi provochino a pensarci ancora rabbia (sana anche, credo, funzionale) e frustrazione sarebbe molto diverso da guardarla da un altro punto di vista. Un giorno, molti anni fa, lessi il libro “Molestie morali” e mi aprì gli occhi. Non me li aprì tipo miracolo con suono della banda celeste. Ma fu importante. Anche perché mi mostrò da quali cose e perché si può essere travolti, e che certe sensazioni di confusione e non solo avevano un senso. Cioè lessi nero su bianco che certe cose che provavo e certe situazioni che vivevo… esistevano e nella loro non logica provocavano determinate sensazioni, anche di incastro. Per me fu importante, perché, sino a poco prima, io non avevo idea di cosa stessi vivendo realmente. Poi ogni storia è a sè, ma quando lessi per esempio la cosa di provare a comunicare lasciando messaggi e scritti che l’altro non legge mai o finge di non aver letto (in realtà lasciandoti nel limbo di non sapere neppure questo, se le tue parole sono arrivate o no) lessi di una dinamica precisa. Al contempo leggere, se fu importante perché mi sollevò totalmente dal dubbio che queste cose accadono solo ai masochisti (sapevo di non esserlo, me lo diceva la mia vita stessa precedente) e mi spiegò perché ci si ritrova con le difese basse. Ma se mi mostrò che non era tutta una mia responsabilità, mi riportò anche nella posizione dell’IO, io mi sento travolta. Io mi confronto con.
    E’ chiaro che una persona che si ritrova sommersa dalle dinamiche della molestia psicologica e dalla destabilizzazione

  • 562
    LUNA -

    è una vittima di qualcosa che non riesce a decifrare, confonde, è più grande di lei. Non ho bisogno di spiegare a te perché, se da fuori può sembrare evidente che sarebbe servito solo un bel calcio nel sedere a chi attuava certe dinamiche, anche una persona intelligente e che sa vivere può restare tramortita fino a sentirsi “paralizzata”. Se fosse una persona qualunque ad agire molestia nella maggioranza dei casi avremmo il calcio nel sedere immediato e pronto. Ma nel caso in cui ad agirla è una figura centrale, famigliare, quella su cui abbiamo proiettato l’idea di un “luogo emotivo” protetto e dolce l’effetto di destabilizzazione è devastante. E’ ovvio che il molestatore si insinua nelle fragilità e anche negli ideali che ciascuno di noi può avere. Ma comunque lo fa con un randello infuocato. E sappiamo, tu e io, che poi ognuno di noi si confronta anche con le proprie verità da conoscere.
    Dicevo che non sempre è facile riconoscere nella contingenza tutte le proprie, contingenti, verità. Però se esci da una relazione, come pare sia nel caso della moglie di Fuori dal Coro (chiedo scusa perché ne parlo mentre è assente), parlando di te stessa in un modo totalmente passivo neghi anche l’evidenza del fatto che invece hai contribuito a determinati equilibri, e che per qualche ragione, tua ragione, anche tu eri lì. Certo che c’è di mezzo il cuore e quindi possiamo anche accettare dei compromessi, ma li stiamo accettando per noi stessi prima che per l’altro?
    Intendo dire: se una persona mi dice che non vorrà mai un figlio e io dico “ok” e non sono consapevole di una mia verità o non manifesto apertamente una mia verità posso davvero dare la totale responsabilità all’altro?
    Sai, Aleba, l’altro giorno un mio amico mi raccontava di quando con la moglie hanno deciso di fare un mutuo molto pesante per una nuova casa, a nome di lui, lei ha detto sì. Ora, non avevamo mai parlato di non avere figli, anzi avevano parlato di averne, poi il discorso era caduto, in quel periodo. Come mai stavano parlando di una scelta che li avrebbe condizionati per anni senza tenere conto anche di quell’aspetto? forse c’era un non detto, anche inconsapevole? fatto sta che lei dice sì, poco dopo palesa una crisi di lei (negata), e sbuca anche una simpatia (negata) per un collega. Alla fine lui, oltre ad essere esasperato per gli atteggiamenti (negati) di lei, e giunto alla certezza che qualcosa bolle in pentola per il collega (impegnato, tra l’altro) la lascia. Lei dice: non so cosa provo per te. In apparenza lei stava prendendo tempo per essere certa di cascare… sul morbido. Comunque lei non fa neanche nulla per dimostrare il contrario, e che sia pure per il suo carattere passivo anche quella, il suo modo di comportarsi, è una verità. Come è una verità che nel momento del mutuo non ha detto, pur senza entrare nel dettaglio: magari adesso no. Lui ha perso anche la casa, lei anni dopo ha avuto il coraggio di dire: “Comunque TU hai fatto le cose troppo in fretta”.

  • 563
    aleba -

    Certo Luna, gli equilibri e gli squilibri in una relazione di coppia si fanno sempre in due. Anzi, io mi attribuisco la responsabilità dell’aver mangiato anni miei e suoi per continuare a provare, per cercare di entrare dietro le sue barriere e fargli provare la consapevolezza di essere amato. Ho gettato la spugna, avrei dovuto farlo molto prima. Tu parli di messaggi scritti non letti oppure letti ma non commentati. Il mio ex mi diceva “ho letto, ma non me ne frega niente”. Quello che proprio mi fa arrabbiare, che mi fa stare male, è che lui non si interroga come faccio io. Lui non ha mai perso un minuto del suo tempo per pensare “dove sbaglio?” No, ormai mi è chiaro che il suo era tutto un bel piano ben architettato…lucidamente. Tutte le parole, i discorsi. Tutte le volte che l’ho appoggiato, soccorso, che mi sono resa scudo per lui di fronte alle intemperie della vita..lui non poteva sopportare di aver bisogno di me, non poteva riconoscere che in qualche modo io gli ero utile. Mah| Ti dico che la mia è stata una guerra persa in partenza e, se riguardo indietro, i segnali c’erano tutti fin dai primi mesi. Come abbia fatto poi a ritrovarmi incastrata? beh sono successi dei fatti tragici dove lui aveva assoluto bisogno, anche se non manifestato, di me. E io ero lì ed ho tirato fuori tutta la forza di cui ero capace per aiutarlo. Se non avessi avuto la bambina probabilmente oggi sarei ancora con lui, tra lavoro casa e insulti e denigrazioni risolvendo problemi e prendendo in cambio solo delusioni. Non mi sto esaltando, dico la realtà delle cose. Una realtà che lui ha sempre negato o sminuito fino a farla sembrare insignificante. Mi chiedo come faccia a vivere senza che un minimo dubbio sul suo operato, sul suo modo di aver vissuto la nostra relazione, si insinui nella sua assoluta convinzione di essere Dio. Io sono qui che ancora mi chiedo se ci fosse stata una strada che non ho visto, che ho sottovalutato. Lui invece, imperterrito.. e crede pure che ne uscirà vittorioso. Certo, i soldi fanno la differenza su certe cose, ma con i soldi non si può comprare il bene..quello vero. L’affetto, la stima non hanno un prezzo.

  • 564
    LUNA -

    ALEBA: quando dici @sarei ancora lì

    Io non penso che ti esalti, anche se capisco il senso in cui lo dici.
    Penso che sarebbe stato assurdo, perché possiamo amare moltissimo una persona ma anche quella persona deve fare il suo per farsi amare e farci stare bene insieme a lui o lei.

    Una strada che non hai visto e hai sottovalutato?
    Sì, probabilmente quella per cui (scusa la franchezza) alle prime uscite infelici avresti dovuto e potuto alzarti dalla seggiola, girare i tacchi e andartene.

    Sai che non ti parlo da persona che giudica il fatto che non hai girato i tacchi e so quanto dolore causi non riuscire a capire perché là dove potrebbero esserci amore e armonia debbano esserci rabbia e disarmonia. e soprattutto a scapito di uno.
    il fatto è che se quell’amore, reciproco, sereno, e quell’armonia non ci sono evidentemente una ragione c’è.
    Anch’io non riuscivo a capire perché BISOGNASSE stare male.
    Ci sono, come dicevi anche tu, degli accadimenti nella vita per cui ci si ritrova purtroppo a preoccuparsi, stare male. tra cui le preoccupazioni per la propria salute, e per una persona cara. O la morte di persone care.
    Quando entriamo in casa e stiamo insieme alla persona che amiamo e ci ama dovremmo poter sentire, anche nei momenti duri, la consolazione delle cose belle e semplici della vita.
    La vita è fatta di problemi, ma non è fatta solo di problemi.
    Un giorno c’è il sole e il giorno dopo magari piove, ma il giorno che piove può essere anche soltanto una giornata in cui devi usare l’ombrello, ma in cui comunque sorridi, riesci a rilassarti, a guardarti intorno, tra i tuoi affetti centrali, e dire: ok, qualcosa di bello, armonioso, tranquillo, positivo c’è.
    Insomma, non vivere perennemente con il cuore in gola, in frustrazione, senza più una differenza tra il fatto che diagnostichino un problema serio di salute a qualcuno che ami e il fatto che sia finito lo zucchero.
    Vivere come se ci fosse sempre qualcuno che ti fa BUH sbucando dietro la porta. E farsi le foto da soli.
    Mi aveva colpito quello che avevi scritto delle foto.
    Perché è una cosa che so.
    Allo stesso tempo senza la cosa banale di dire: di oggi posso ricordare questa cosa bella.
    O forse sì?
    Perché quando tutto deve andare sempre come se fosse sempre impervio, storto e teso ad un certo punto ti concentri anche sul fatto che quel giorno è successa una cazzatina minuscola bella. Ma non è la stessa cosa che andare a dormire sereni, preparare con gioia la festa per il prossimo compleanno, fare la spesa con il sorriso dicendosi: cosa cucino oggi? – o pensare a com’è stato bello scappare insieme due giorni alle terme per rilassarsi.
    Sai cos’è? che mentre lo scrivo non so neanche se riesco a farmi capire.
    Cioè, sto parlando di cose così normali e banali che mi è difficile (certo, non a te, credo) far capire perché ad un certo punto banale e scontato può essere il non averle. Ma sei così impegnato a concentrarti a stare in equilibrio su quello che non va che puoi avere il carattere

  • 565
    LUNA -

    più solare del mondo ma sempre è come se tu stessi camminando con la caviglia slogata.
    Insomma c’è sempre un tarlo che ti rode.
    Io non sono una persona che è scontenta tanto per.
    E quando passai un anno a preoccuparmi tanto per la salute di una persona cara più che mai compresi il valore della serenità. Allo stesso modo quando, volens o nolens, stavo in un posto di lavoro in cui ero circondata da persone che se non erano negative e moleste, incazzate e fastidiose sembravano non conoscere altro modo in cui vivere e rapportarsi.
    Allora mi dicevano che io ero impermeabile. Non è vero fino in fondo, perché mi stressava logicamente anche, però mi concentravo sul mio lavoro, che adoravo, sui rapporti con i colleghi degni di stima e positivi anche nelle difficoltà e cercavo di guardare con distacco il resto. Mi anche riusciva. Ma è diverso quando questa cosa ti accade in casa, e con una persona con cui appunto ti piacerebbe rilassarti, creare e coltivare la tua oasi di serenità. Peraltro lui era stato questo per me e con me, e io con lui e per lui. Certo, aveva anche i suoi difetti, ma mai e poi mai avrei pensato che sarebbero esplosi in quel modo. Perché seppure lui aveva vissuto sempre in tensione a casa dei suoi, perché sua madre era (ed è) una di quelle persone che amareggiano l’esistenza quotidiana propria e soprattutto degli altri (e allora vivi camminando sulle uova e stare a casa non equivale MAI a rilassarti) e se anch’io avevo le mie tensioni a casa, per altre ragioni, nel nostro rapporto lui aveva sempre trovato piuttosto lo spazio in cui vivere e costruire quella famosa oasi. Anche se era terrorizzato dalle discussioni, ma perché aveva vissuto tra i litigi in casa fin dalla tenera età. E, una banalità? sua madre era un tormento anche sul cibo.
    Allora anche semplicemente dire: restiamo fuori a mangiare qualcosa? diventa una cosa normale, normale per tutti, ma per lui comunque non era scontata come per chi non si è sentito triturare i maroni ogni volta che c’è stato un pranzo o una cena (che fosse perché lei aveva le sue fissazioni o perché pranzo e cena erano le occasioni in cui insultare suo marito… naturalmente dopo aver fatto la preghiera).Hai presente una scena normale per cui a casa dei genitori di lui sua madre dice: ragazzi, che fate stasera?
    Andiamo a mangiare una pizza.
    E dove andate? divertitevi!
    e i due escono a mangiare la pizza, sorridenti. Ed è solo mangiare una pizza, cosa anche piacevole, di per sé non eccezionale. Relax. No.
    Partiva la smorfia di lei, la tiritera sul fatto che è ASSURDO andare a mangiare la pizza fuori, che si mangia fatta in casa. Conta il modo in cui lo diceva. Lui ha dovuto vivere in tensione, sempre, difendendosi come poteva. Il punto è che ad un certo punto quella tensione l’ha portata nella nostra vita, proprio quando era il momento di poter rilassarsi. Per certi versi è diventato sua madre. Al contempo scorgevo anche quel desiderio di vivere diversamente, senza ammetterlo e permetterselo

  • 566
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba, ciao Luna
    Eccomi di nuovo qua. Ho letto i vostri post con la morte nel cuore. In questi giorni che non ci siamo sentiti avvertendovi che sarei mancato alcuni giorni è venuto a mancare il mio papà.
    Da più di una settimana ormai non è più con me. Piove sul bagnato si direbbe. Non lo so. Se prima mi sentivo vuoto oggi credo di non avere più nulla dentro. Nel giro di neanche due anni ho perso due degli affetti più cari. La mia vita si è completamente rovesciata. Da felice e serena si è trasformata in una vita sensa senso. Prima stavo male. Adesso sto malissimo. Mi sembra di giocare una partita di tennis. Dove il dolore è rappresentato dai due lati del campo. E la pallina una volta va di qua e una volta va di là. L’ho scritto qualche volta nei miei post: nella scala dei valori ci sono la morte, le malattie e i divorzi. Sono andato in crescendo. E’ morto il mio papa. Non me lo aspettavo non se lo aspettava nessuno. Era acciaccato, aveva i suoi problemi ma nessuno pensava che la morte fosse dietro l’angolo. Noi neanche c’eravamo perche stavamo fuori. Lo abbiamo trovato già morto dopo una corsa di chilometri per cercare di arrivare in tempo. Ci volevamo bene io e papà anche se spesso discutevamo animatamente. Avevamo caratteri con qualche similitudine. Ma con idee diverse. Mi portava in pianta di mano. E’ sempre stato orgoglioso di me. Ma a volte non ci capivamo. E a volte le ansie, i modi di pensare ci portavano a dirci cose che neanche pensavamo. Ho vissuto tanti lutti. Ma quella di un genitore è sempre diversa. Non sei mai pronto. Durante la mia vita ho sempre avuto il terrore di perderlo. E anche qua la mia logica, il mio modo di pensare, la mia razionalità, il mio conoscermi sapeva benissimo come avrei reagito. Lo sapeva da più di 30 anni. E così è stato. Ho il rimorso di non essergli stato vicino come avrei dovuto durante questi ultimi due anni. Tanto ero sconvolto dalla mia disavventura di cui soffriva anche lui. A volte sfogavo anche con lui il mio dolore. Quando invece avrebbe avuto bisogno di più comprensione, di coccole, carezze. Ma non ce l’ho fatta, non ce la facevo. Camuffavo tutto il girono il mio stato d’animo e una volta casa facevo fatica a sopportare le sue estreme ansie che si è portato dietro fin da giovane e che negli anni addietro erano la miccia per accendere qualsiasi discussione. Ma prima ero sereno fondamentalmente e la mia mente, la mia psiche, il mio fisico sopportavano ogni cosa. Adesso no. Tutto era messo a dura prova. Mi dicono ancora di essere forte, di andare avanti. Si vado avanti perchè…cammino. Ero un pugile al tappeto al quale è stato inferto un montante devastante mentre cercava a fatica di rialzarsi. Ora ho due lutti dentro di me. Due lutti diversi. Se pensi al primo automaticamente passi sul secondo e viceversa. E pensare che fino a due anni fa ero l’uomo più sereno e felice del mondo. E non perchè avessi i miliardi ma semplicemente perchè avevo la serenità di un uomo che non stava chiedendo….

  • 567
    Fuori dal Coro -

    …segue
    …molto dalla vita. Lavori normali. Vita serena, amore vero per la propria donna che vedevo contraccambiato. Mai una lite. Semplicità. Stavo bene semplicemente cuocendo una bistecca alla brace. Sapevo che esisteva la morte, ne avevo il terrore ma cercavo di non pensarci e di vivere la mia vita in serenità con l’amore della mia vita. Continuo a chiedermi cosa ho fatto di male per arrivare a questo. Se un’ idea sbagliata doveva essere punita a questo modo. Un’idea che ero pronto a cambiare. Ho letto i vostri post e non riesco ad identifcarmi nelle vostre storie. Il compagno di Luna che pensava di essere abbandonato o il compagno di Aleba che esprimeva costantemente cattiveria e rabbia verso la propria compagna e figlia. Io vivevo cercando di sorridere. Cercando di apprezzare le cose belle della vita senza far del male a nessuno, almeno volontariamente. E mi ritrovo così pur amando chi mi stava vicino con dei rimorsi nei confronti di chiunque e di rimpianti nei confronti di me stesso. E mi domando ancora che se avessi formato una famiglia come tutti non starei così e nemmeno mio padre se ne sarebbe andato. Perchè per lui il dolore della mia separazione ha anticipato la sua dipartita. Aleba non c’era bisogno che mia moglie si chiudesse le tube. Bastava mi mettesse spalle al muro: “Voglio una famiglia con te, pensaci, altrimenti le nostre strade potrebbero dividersi”. Avremmo chiarito e di certo non l’avrei lasciata. E avrei fatto il padre vero e premuroso. Pochi giorni fa è venuto un mio cugino a casa parlando gli ho raccontato della mia separazione. Lui con molta tranquillità mi ha detto “cose che succedono”. Lui si è separato dopo 25 anni per raggiunta “routine” perchè “ad un certo punto è giusto cambiare quando non si ha più niente da dire”. L’ho guardato davvero come fosse un alieno. Ma che vuol dire ? Mia madre sta piangendo mio padre dopo quasi 50 anni di matrimonio e gli manca gli manca da morire. E non è abitudine. Ma Amore quello vero che nenanche le discussioni accese nel corse degli anni hanno scalfito. Se a mia madre parli di routine non sa nenache cosa significhi.
    Ora non vado avanti ma cammino senza sapere dove andare. Non so cosa mi riserverà la vita. Di certo non cerco nulla. Perchè nulla mi sostituirà ciò che ho perso. E nessuno mi ridarà indietro papà. Al di là di tutte le congetture e seghe mentali che la gente si fa. Se si ama si ama. Non finisce pert qualsivoglia problema. Amavo papà nonostante le nostre discussione e fraintendimenti. Amo mia moglie senza mai a aver discusso. Due amori diversi genitore figlio, moglie marito. Ma Amori veri.

  • 568
    aleba -

    Leggendoti non ho potuto trattenere le lacrime. Se potessi ti prenderei sottobraccio e camminerei con te, ti aiuterei a reggere il peso di questi grandi dolori. Cammineremmo senza meta, vagando nei tuoi pensieri. Lascerei che le tue lacrime si confondessero con le mie, perché il pianto libera…fa scorrere il dolore gli rende onore. Se tu me lo permettessi, delicatamente ti asciugherei le guance e ti inviterei a sederti sull’erba, sul bordo del fiume. Guarda come scorre, Fuori dal Coro, che sia un rivolo o che sia un torrente in piena, che sia il Danubio, o il Nilo, o il Po’..tutto scorre, tutto sempre nella stessa direzione…verso l’immenso che accoglie pacifica. Se tu riuscissi a lasciarti andare, se ti immaginassi come acqua nel fiume capiresti che la vita è un viaggio, che sei acqua e non puoi rimanere aggrappato ad una roccia. Ora ti flagelli duramente per aver trascurato tuo papà mentre eri impegnato a coltivare il tuo dolore per la separazione, e lo capisco, si percepisce che il tuo cuore ora sanguina più che mai. Fuori dal Coro, non è colpa tua. NON E’ COLPA TUA. So che non accetti di poter essere sollevato dalle responsabilità gravose che ritieni di avere, so che stai cercando qualcuno che ti condanni alla peggiore delle pene per espiare. Non pensi di aver sofferto già tanto? Non pensi che sembra che il dolore viva attraverso te e non che tu stia vivendo il dolore? A me sembra che come fino a due anni fa eri sicuro che la tua vita fosse serena e felice e che lo sarebbe sempre stata, adesso sei convinto che la tua vita sia ferma e sarà sempre ferma nella sofferenza di rimpianti, rimorsi e lutti.
    BACIO

  • 569
    Fuori dal Coro -

    Aleba
    Mi guardo allo specchio e penso: “io non ho mai fatto del male a nessuno”. Ho sempre desiderato di avere una vita traquilla. In pace con tutti. Ho cercato di mettere in atto durante la mia vita questo mio desiderio. Ci ho provato con tutto me stesso. Non ce l’ho fatta. Perchè non ce l’ho fatta. Semplicemente perchè non sono stato capace di tenere a bada i caratteri delle persone. Compreso il mio. Caratteri in cui l’ansia, evidente o nascosta, la faceva da padrone e scatenava quello che nessuno di noi aveva dentro. Papà era un uomo meraviglioso, di animo nobile e pulito nell’animo. Un uomo che ha vissuto per la famiglia e che per la famiglia ha dato tutto. Però aveva dentro di se una fortissima ansia che lo portava a fare o dire cose che neanche pensava. Nella sua testa c’era sempre l’idea di aiutarti, di dirti le cose migliori. Perchè papà era un uomo intelligente, lo è sempre stato. E prevedeva gli eventi, difficilmente sbagliava. Però il suo modo, la sua ansia, faceva si che un discorso si scatenasse in una discussione accesa durante la quale potevano uscir fuori parole che neanche lontanamente si pensavano. Fino ai 30 anni sono stato capace di accettare questo suo modo di essere. Ma mi mancava il fatto di poter discutere con lui con serenità. Un po’ per colpa mia un po’ sua ciò non è stato possibile. Ma ben inteso, ciò non avveniva solo con me ma anche con mia madre e mia sorella. I caratteri di ognuno di noi prendevano il sopravvento e la serenità andava a farsi benedire. Ed è anche per questo che mi ripromettevo di trovare una donna con la quale ci fosse serenità e comprensione. E mi sembrava di esserci riuscito. Come ho scritto prima da sempre ho avuto il terrore di perdere papà. Con mamma non ho avuto la stessa sensazione anche se adesso morirei dietro lei se mi venisse a mancare. Durante questi due anni mi rendevo conto di non stargli vicino come avrei dovuto. Infatti ne parlavo costantemente con mamma. Sembrava quasi avessi una sorta di rabbia verso di lui. Ma non perchè mi avesse fatto qualcosa. Ma perchè mi rispecchiavo in lui. In pratica è come se vedessi in lui quella persona, che amavo al punto tale da avere il terrore di perderla, che mi aveva trasmesso parte del suo carattere che io non accettavo. L’ansia mi faceva paura fin da giovane e vedendo mio padre così ansioso ho cercato di vincerla e c’ero quasi riuscito. In pratica è come se fossi riuscito a tappare dei buchi nel mio corpo che rappresentevano l’ansia. Per cui dopo i 30 anni ho cominciato a prendere la vita in maniera diversa. Cercando di vivere le piccole cose, di vivere il presente senza curarmi troppo del futuro e dei problemi. Cercavo in pratica di risolvere i problemi quando si verificavano senza crearmeli quando non esistevano. E in questo modo ho iniziato ad avere conflitti con mio padre che invece di tutto si faceva un problema. Cercavo di parlarne con lui, di intavolare discorsi sereni e costruttivi. Ma un po’ per colpa mia un po’ per colpa sua non….

  • 570
    Fuori dal Coro -

    Aleba…segue
    …ci si riusciva. E ripeto anche l’argomento più banale scatenava la lite. Questo non sempre sia ben chiaro. Mica stavamo sempre a litigare. Anzi, gli altri che ci vedavano ci dicevano, che ci stuzzicavamo sempre ma era evidente quando ci volevamo bene. Si vedeva proprio il bene che provevamo per entrambi. L’ansia purtroppo, quella di cui credevo di aver tappato tutti i buchi è uscita da qualche altro e si è manifestata ad esempio nella paura di avere un figlio, nella paura di sposarmi. Diciamo che in fondo la diferrenza sostanziale tra me e lui era che lui se la prendeva per cose banali mentre io per cose un po’ più importanti. E purtroppo tutto questo ha fatto si che a seguito della separazione mi capitava di sfogarmi con lui. Ma ben inteso non che lo accusassi di qualcosa. Anzi spesso gli ho detto in questi ultimi tempi che ho sbagliato a non aver seguito qualche suo consiglio. Solo che il nervosismo che avevo dentro mi portava a non sopportare l’estrema ansia che lui aveva in questo momento. Per carità Aleba, sapessi le volte che gli ho chiesto scusa. Più di un mese fa l’ho abbracciato stretto a me forte forte chiedendogli scusa per come mi stavo comportando. E questa fu una cosa bellissima. Però rimpiango il fatto di non essergli stato vicino come avrei dovuto, magari a parole, dedicandomi a lui. Insomma stavolta l’ansia per ciò che mi era successo aveva preso il sopravvento su di me. E mi impediva di avere quella calma che era necessaria per fronteggiare la situazione con il mio papà. Lui lo capiva ben inteso perchè tante volte gli ho chiesto scusa. Ma ciò che mi fa più rabbia è che io, non essendo un tipo così e che per tanti anni si è comportato in una determinata maniera senza dare problemi alcuni sta pagando un dazio troppo grande per un’idea sbagliata. Perchè a mio parere tutto parte da lì. Dal non aver formato una famiglia. Ne sono convinto.

  • 571
    LUNA -

    fuori dal coro, mi dispiace immensamente. E non ho parole per questo tuo grande e improvviso dolore. Però per quanto riguarda te mi sento, perdonami, a parte associarmi ai pensieri per te di aleba, di dirti che, per quanto comprendo che sei nel momento più acuto e che ti fai le domande e anche i sensi di colpa che ti fai (non perché devi farteli, ma perché viene da farseli quando una persona che amiamo se ne va, e tanto più all’improvviso) è ora che devi cercare di essere finalmente più ‘egoista’ in senso positivo verso te stesso e la tua famiglia. E’ vero che sono due dolori consecutivi (perché il primo non era risolto, anche se è avvenuto due anni fa), ma è anche vero che a darti addosso hai dedicato già troppo tempo. Sono due dolorose separazioni è vero. Ma nella seconda non puoi dubitare dell’amore di tuo padre per te e del tuo per lui. Dell’amore tra i tuoi, verso te e tu verso loro. Intendo dire che ora più che mai è il tempo di ritramutare in amore e vicinanza quei valori in cui credi. Se lei non c’è e non c’è stata non puoi farti carico del suo egoismo ancora in questo modo. E no, non è stato un tuo errore a far crollare il mondo. Fuori dal coro, anch’io ho avuto dei dolori diversi tutti insieme. E per quel che posso dunque ti comprendo. Anch’io mi son detta che poiché stavo male prima non c’ero stata come avrei sennò potuto e voluto. Anch’io ho pensato alle sensazioni di un prima-prima come fai tu. Anch’io ha aggiunto ai miei dolori responsabilità che non avevo. Per questo, per quanto sia normale farsi certe domande nel momento del dolore e della perdita ti invito a non darti così addosso. Ti stai dando addosso per esserti dato addosso.

  • 572
    LUNA -

    nessuno è perfetto, fuori dal coro, ma tu comunque parli di brave persone, tuo padre, tua madre e te stesso. Smettila però di esigere da te stesso una perfezione, e il dovere di gestire ogni altrui idea differente e conflitto. Mi pare che con tuo padre, nelle somiglianze come nelle differenze, nelle discussioni come negli abbracci e nella quiete, ci sia stato senza dubbio amore. E vicinanza. E parità. – mentre nell’altro rapporto più che mai hai proiettato un dovere di essere sempre tu colui che sa e fa la cosa giusta. Ma non è così. Anche lei ha la sua parte se non avete formato una famiglia. E anche lei ha messo fine ad una fase della vita. Una fase. Più avanti nel tempo ti renderai conto che se non hai avuto un figlio da e con quella donna in quel momento c’è. E non è una questione legata unicamente alla TUA paura. Lei comunque non è stata in grado di accoglierla e egoisticamente ti ha messo troppo in croce per le tue fragilità. Mentre le sue erano tutte sacrosante. Ma con un figlio si sarebbe comportata così? Avrebbe preteso che il figlio le dimostrasse che lei era un’ottima madre e che non avesse alcun dubbio e conflitto? Il modo in cui ha gestito l’abbandono di chi non era in grado di esaudire la risoluzione di ogni SUO conflitto e pure dovendo indovinarlo mi fa pensare questo. Perché vedo una persona estremamente irrisolta e immatura. Tu continui a darti addosso per cosa TU non sei riuscito a fare e ti dai la colpa di non aver saputo fare di più per salvare una vita che avevi costruito in base all’amore, la serenità, i tuoi valori e ciò che avevi imparato con l’introspezione. Ma una relazione si fa in due e continui a non considerare che è lei che ha agito in un certo modo, che ha mollato il colpo, non è stata diretta e ti ha trattato come se ogni dovere di empatia fosse solo tuo. E lei, per come ha gestito la separazione, ha scaricato a te troppe autocolpevolizzazioni senza levarti mezzo peso neanche a due anni di distanza ammettendo che è stata anche lei parte agente di una relazione e della sua fine.

  • 573
    aleba -

    Caro Fuori dal Coro, leggendoti ho la sensazione che tu sia un uomo buono, pienamente consapevole di sè stesso, ma non biecamente egoista. Mi colpisce quante volte hai scritto la parola “ansia”, evidentemente hai tappato davvero troppi buchi per cercare di contenerla. Hai convogliato tutte le tue ansie nell’argomento “figli” pensando che sarebbe stata sempre a tacere in quell’angolo, visto che tua moglie sposando te aveva sposato anche la non procreazione. Quando le pareti di quell’angolino sono state abbattute, l’ansia è dilagata e ti sembra che tutto sia partito da quel momento. E’ triste che tuo padre sia mancato, e lo è ancora di più perchè è successo in un periodo che ti vede fragile e facile preda dello sconforto. E’ bellissimo che tu l’abbia abbracciato, poco tempo fa e, credimi, per un genitore raccogliere gli sfoghi e le confidenze dei figli è sentito come una missione sacra, che va ben oltre le scuse e i mi dispiace. Tuo padre sicuramente sapeva bene cosa stavi vivendo e sicuramente avrebbe voluto essere in grado di fare qualcosa per alleviare il tuo dolore. L’origine del dolore che provi non risiede nella tua idea di non volere figli, sei tu che concentri tutto in quella, rimanendo ancorato al tuo dolore per la fine del tuo matrimonio. No Fuori dal Coro, il tuo matrimonio non è finito perchè tu non volevi figli, eravate in due in quel matrimonio e se non avete avuto figli è perchè non era con lei che dovevi fare un figlio, non con tua moglie. Puoi dire tutto quello che vuoi sul tuo amore per lei, puoi descriverla come l’angelo che tutti sognano…ma alla fine è lei che non ha lottato, è lei che non ha cercato in tutti i modi di placare le tue ansie, è lei che non ti ha dato una bella scrollata. E’ andata via, piano piano e quando ha manifestato la volontà di andare qualche giorno dai suoi genitori, tu l’avevi già persa da tempo. Io capisco che tu possa avere ancora dubbi sul tuo atteggiamento, persino io ne ho!, ma dovresti rispondere automaticamente a questi dubbi… lei non ti ha dato la possibilità di difenderti. Ha chiuso le porte e non ha voluto sentir ragioni se non le proprie. Ora, una cosa positiva c’è: ora tu sai che vorresti un figlio..quindi hai capito che l’ansia di diventare padre è superabile…e sei consapevole che saresti un bravo papà. Resta il fatto che tu un figlio lo vorresti con lei! Pensaci: lo vorresti con lei anche dopo come ti ha trattato? Se, come dici tu, l’amore vero non finisce mai, allora perchè per lei è finita? e se per lei è finita vuol dire che non era la donna della tua vita. Si è chiuso un capitolo, in modo brusco e doloroso..ha lasciato straschichi che stanno offuscando anche altri aspetti della tua vita. Sembra facile detto così, lo so. Se persino io ho dei momenti che mi dispererei per aver chiuso quel capitolo che tanto ha contato nella mia vita, immagino quanto possa soffrirci tu visto che eri felice nel tuo matrimonio. Coraggio..e pensa che tuo papà è in pace e vorrebbe che lo fossi anche tu.

  • 574
    aleba -

    Quando ho scritto questa lettera al direttore, l’ho intitolata “il Coraggio di chiudere, la colpa di chi va via”.
    Restavo aggrappata a quella relazione, restavo nella convinzione che l’amore vero non finisce, che l’amore vero trionfa. Per me il mio era amore vero e sarebbe diventato vero anche il suo. Con il tempo! Quanto tempo, Fuori dal Coro..tanto, troppo tempo. Eppure non riuscivo a staccarmi. La situazione era chiara, da certi episodi dei primi tempi avrei dovuto capire che quello non era amore. Poi, negli anni, ho sbattuto il muso molte volte contro la sua totale incapacità emotiva. Ma lui era una vittima della vita, io l’amavo e l’avrei aiutato. Io non ho fatto come tua moglie. Io ho sempre chiaramente espresso il mio disagio, ho sempre detto in modo esplicito cosa non funzionava nel nostro rapporto. Ottusa!! Ogni sua ansia l’ho sempre fronteggiata apertamente, con amore, con supporto. Poi ho avuto bisogno io e lui? mi ha mollata. Certo, se mi avesse vista annegare si sarebbe buttato per salvarmi, per amore o per essere messo sul trono dell’eroe: oggi protendo per la seconda. Ma l’ansia no. I contrasti emotivi io non potevo permettermeli. Come non potevo permettermi neppure le malattie e la stanchezza. Non potevo permettermi neppure di avere successo in qualcosa, del tipo una torta perfettamente cucinata. Ho fatto una fatica enorme per mettere insieme il coraggio per chiudere. Ho dovuto combattere con le colpe che io stessa mi attribuivo, ho capito che le colpe LA COLPA che mi attribuisce lui è irreversibile. Lui, dopo avermi detto e fatto tutto ciò di cui è ben cosciente, mi incolpa di averlo abbandonato. E io questa colpa la sento ancora addosso. La sto demolendo, dentro me stessa, perchè io so come sono andate le cose e come stanno andando anche oggi. Un tempo ci riusciva benissimo a farmi sentire in colpa per ogni cosa, da quella più banale a quella più grave. Ma adesso so che la mia responsabilità è stata nell’essere rimasta troppo a lungo, nell’aver concentrato su di lui e sul nostro rapporto tutta la mia attenzione, accettando che mi incolpasse pur di farlo stare a posto con le sue ansie.
    Questo vedo di te, Fuori dal Coro. Stai rimanendo troppo a lungo a combattere per una causa che neppure esiste, perchè la controparte ha preso le distanze. Poi, sai, io ti parlo da donna che non ha mai “ceduto” all’ansia. Forse anche quello è stato il mio errore. Lui sempre in crisi, isterico, depresso da non lavarsi per settimane, lui sempre disperato per il futuro (quello lontano per giunta), incapace di assaporare l’attimo. Io sempre a parare colpi, sempre in piedi anche con la febbre a fare ciò che andava fatto nel momento in cui andava fatto. Qui ho sbagliato, dovevo cadere anche io in depressione preda di ansie incontrollabili per un futuro che manco sai se ti vedrà camminare ancora su questa terra.

    Ti abbraccio forte, Fuori dal Coro…

  • 575
    Fuori dal Coro -

    Luna, Aleba
    Ecco si. Adesso sono veramente disperato. Adesso sono davvero in preda all’ansia che credo mi porterà davvero alla depressione. Perchè se prima stavo male, malissimo adesso sono senza forze. La perdità di papà è stata devastante. Adesso i buchi che avevo tappati si sono aperti come falle. Sapevo che la vita mi avrebbe portato prima o poi alla perdita di mio papà. Però non credevo di arrivarci in questo modo. Si Aleba dici il vero quando sostieni che sono un uomo buono. Ma forse ho dei limiti. Con mio padre che stava male non sono stato capace di mettere il mio problema in secondo piano per dedicarmi completamente a lui. A farlo star bene. Certo per carità, stavo con lui. Aiutavo mia madre quando c’era bisogno. Ma in questi due anni avrei dovuto provare a sforzarmi di cambiare per lui. Per dire adesso c’è papà che sta male. Che ha bisogno di me. Non devo farmi vedere così nervoso. Non devo sfogarmi con lui. Non devo rimproverarlo per il suo carattere un po’ particolare. Adesso dovevo capire le sue ansie e comprenderle. Ma le mie hanno preso il sopravvento. Me ne rendevo conto. Quante volte gli ho chiesto scusa ma poi ci ricascavo.
    Alcuni mesi fa lo rimproverai perchè chiamava continuamente mia madre senza un vero motivo. Gli strillai un po’ e alzai le mani in aria quasi come si fa quando si esulta. Lui non so perchè, forse vide male. Ma si coprì il viso come se avesse paura. Lo guardai terrorizzato. Gli dissi ma perchè fai così ? Io ho solo alzato le mani per aria, mica voglio farti nulla di male. Corsì di là da mia madre. Scoppiai a piangere perchè io che non ho mai torto un capello a nessuno avevo impaurito il mio papà. Ancora oggi ho quell’immagine davanti e mi distrugge. Capisco che ha frainteso, che ha visto male ma il solo pensiero che possa aver avuto paura che potessi fargli male mi distrugge la vita. Me la distrusse allora e ancora adesso ci penso e scoppio a piangere. Non ho mai detto in vita mia una parolaccia a mio padre e non gli ho mai risposto male. Quando andavo a scuola un giorno la marinai senza dirglielo e mi feci la giustificazione da solo. Resistetti qualche giorno. Non potevo mentire a papà, Non ne ero capace. Passò qualche giorno e gli dissi la verità. Papà ho falsato la tua firma. Ecco Luna, Aleba. Io sono così. Avrò dei limiti. Ma sono così. Pulito dentro. Questo è certo. E vedete care Aleba e Luna. Forse la mia grande sofferenza è data dal fatto di aver perso in meno di due anni due persone in cui credevo. Di mia moglie vi ho già parlato ampiamente. Di mio padre no. Ripeto ci attaccavamo spesso. A volte facevamo fatica a capirci. Ma era una persona pulita dentro e fuori. Che aveva forse il suo unico difetto nell’estrema ansia che lo faceva apparire per ciò che non era. Gli ho scritto una lettera bellissima in chiesa in cui senza retorica ho detto chi era papà e il mio rapporto con lui. E gli ho chiesto scusa davanti a tutti per i miei errori.
    No adesso proprio non doveva andarsene.

  • 576
    maria -

    fuori dal coro-
    ti faccio le mie condoglianze-
    tuo padre sara’ sempre con te, e ti dara’ una forza immensa per capire che la vita, nonostante tutto va’ avanti,e che devi essere sempre piu forte. e poi ci siamo noi che ti stiamo accanto.
    buon tutto e fatti un’immensa forza!
    p.s. ma lei si e’ fatta vedere per il funerale???

  • 577
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro..ciao Luna.
    In questi due anni tu avevi un bisogno estremo di sviscerare in ogni modo possibile il tuo dolore, di parlarne e analizzare e sfogarti anche in modo esagerato, esasperato. Ti capisco, eccome se ti capisco. Focalizzare la nostra ansia, la nostra rabbia, i rimorsi e i rimpianti su un singolo dramma, continuando a porci mille domande senza risposta, non accettando le risposte assolutamente valide che il nostro cervello ci propone, perché la risposta non può mai essere semplice…deve per forza essere talmente complicata da risultare incomprensibile, tutto questo rischia di tenerci fermi a oltranza. La perdita di tuo papà è il vero dramma, inevitabile e irreversibile. Ti rendi conto Fuori dal Coro? Lo so che le separazioni sono come dei lutti a livello emotivo, ma questa è l’occasione per ridimensionare il dolore derivante dal fatto che tua moglie ti ha lasciato.
    Tuo padre ti voleva bene ed era consapevole che anche tu lo amavi. Ti assicuro che affliggersi e bastonarsi per aver detto o fatto o per non aver detto o non aver fatto certe cose, non ha senso e l’unico risultato che ottieni è quello di finire preda di un vortice che ti tira sempre più giù.
    Penso dovresti cambiare terapeuta, dovresti essere più aperto alla possibilità che potresti essere ASSOLTO PER NON AVER COMMESSO IL FATTO….su ogni fronte.

  • 578
    Fuori dal Coro -

    Ciao Maria
    E grazie. Si mia moglie è venuta al funerale. E’ stata anche a casa.

    Ciao Aleba
    Si concordo con te. La perdita del mio papà è il vero dramma, perchè irreversibile.
    Certo è che la somma fa il totale. Prima bene o male nella mia sofferenza pensavo a fare qualcosa, a divertirmi, ad uscire, a cercare di svagarmi. Ora no. Non ne ho proprio voglia. Passerà sicuramente. Non so quando ma passerà. E passata a tutti.
    Ma al momento è dura. Anche perchè non sono supportato da chi mi avrebbe reso questo lutto meno drammatico.

  • 579
    LUNA -

    fuori dal coro: capisco bene le tue ultime righe. Ma anche perché già all’epoca di un mio periodo doloroso e difficile sentivo chi c’era, davvero, e chi no, indipendentemente dal fatto che non esiste una regola nell’esserci. Intendo dire che anche il conoscente o l’incontro breve e inaspettato può fare, trasmetterti qualcosa di empatico che sempre ricorderai. Questo è anche il momento in cui forse ti renderai conto di quanto lei c’è, vuole esserci e in quale ruolo. Ognuno sa per sè. Per me questo è stato rilevante.

  • 580
    aleba -

    Sono due anni che annaspi nella disperazione perché tua moglie ti ha lasciato…a volte ci vuole una cannonata per scuoterci, per farci capire che si deve guardare quello che si ha…non quello che si è avuto e neppure quello che si avrà.
    Sono sempre stata accusata dal mio ex di essere “una che vive alla giornata”, no .. io vivo LA giornata, cerco di vivere fino in fondo ogni cosa..cerco di dire spesso TI VOGLIO BENE ai miei cari, non vado a dormire se non ho RINGRAZIATO.
    Disgrazie ne ho vissute. Sono consapevole che tutto può cambiare o finire da un momento all’altro. Pochi giorni fa una donna quarantenne del mio paese non si è risvegliata dal sonno notturno. L’ha trovata la figlia di 15 anni, sembrava dormisse invece era spirata di notte. Stava bene, fino al giorno prima. Capisci Fuori dal Coro?
    Tutto può crollare, ci si può separare, si può perdere il lavoro, un camion sbanda e non hai più le gambe… Capisci Fuori dal Coro?
    Io non vivo nel terrore che queste cose accadano, so semplicemente che potrebbe andare molto peggio di come è andata, perché ho visto cosa può succedere e ho capito che ci sono cose che non puoi controllare, che non puoi controllare o cambiare le persone, che prima della fine della giornata devi aver fatto tutto quello che avevi da fare e che alla base della vita ci deve essere l’amore per la vita stessa, per la propria vita. ….. e quando chiudo la porta di casa la sera, entro nel lettone con mia figlia, la bacio, spengo la luce e dico grazie.
    Un abbraccio

  • 581
    maria -

    fuori- e’ come si e’ comportata con te? era fredda??

  • 582
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna, Ciao Aleba
    Concordo con quanto scrivi. Indubbiamente ci sono molte persone che “ci sono”. Amici e parenti soprattutto. Per quanto riguarda mia moglie ammetto di non essere in grado di stabilire quanto lei “ci sia”. Da quanto è successo l’evento, e venuta a casa e al funerale, mi manda messaggi per sapere come sto. Mi telefona anche. Ma non so quale peso dare a questa cosa. Cosa vuol dire cioè. Non so se questa cosa la faccia riflettere. Anche perchè anche lei sta passando un momento difficile ed io le ho proposto tutto il mio aiuto e la mia vicinanza. Le ho proposto anche di vederci, con calma, di parlare di noi, di riflettere soprattutto dopo queste situazioni che seono le vere cose a cui non si può porre rimedio. A tutto il resto il rimedio c’è. A lei la scelta. Io in questo momento di dolore incredibile mi sono proposto a tutto per non perdere il nostro treno che, potrebbe essere ancora fermo alla stazione ad aspettarci ancora.

    Aleba: Si sono due anni che annaspo nella disperazione perchè mia moglie mi ha lasciato. E sono d’accordo con te anche sul discorso della cannonata. Mi raffronto con te Aleba e mi accorgo che abbiamo delle similitudini e delle differenze, come tutti del resto. Anch’io dai 30 anni in poi ho adottato il tuo “vivere la giornata”. Prima non lo facevo. E ho capito che sbagliavo. Non sono stata come te nel dire spesso “TI VOGLIO BENE”. E’una mia pecca, dettata a volte dall’imbarazzo e dal fatto che essendo stato fin da piccolo una persona estremamente timida ho cercato di superare da me questo problema. E cisono riuscito per un buon 80%. Anzi a volte ho esagerato sostituendo alla timidezza l’essere troppo sicuro di se stesso, il mostrasi troppo uomo e tralasciando quelle frasi, che comunque erano presenti dentro di me sotto forma di sentimento. Sai Aleba, come ho scritto in precedenza non ho mai detto ti voglio bene a mio padre e mia madre. Ma neanche mia madre l’ha mai detto a me. Mio padre ricordo me lo abbia detto più di qualche volta. Eppure mia madre mi vuole un bene dell’anima e onestamente non ho mai sofferto nel non essermi sentito dire “ti voglio bene”. E’ stato sempre talmente evidente. Così come con papà. Disgrazie anche io ne ho vissute tante nella mia vita. Alcune davvero drammatiche e vissute direttamente. Ho imparato a pensare di vivere la vita. E ho cercato di viverla in quello che ritenevo il miglior modo possibile. E’ adesso che non la sto vivendo. Mi parli della tua amica quarantenne spirata e trovata dalla figlia 15enne. Pensa una coppia di miei amici che ha trovato il proprio figlio di quasi tre anni morto nel letto la mattina. Anch’io non vivo nel terrore che queste cose accadono. Anche se è pur vero che ho vissuto per anni con il terrore di perdere mio padre e di perderlo all’improvviso. Così’ come poi si è verificato. E’ vero Aleba, tutto può crollare. Ho sempre pensato al discorso della perdita del lavoro e del camion che sbanda e che non tutti siamo uguali. Nella mia vita ho fatto…

  • 583
    Fuori dal Coro -

    …più di un milione di km. Ed ero sempre vigile nel guidare. Mai avuto un incidente per fortuna. Ma certo non potevo prevedere lo sbandamento di un’altra autovettura che potesse travolgermi. Ma questo Aleba è l’imponderabile. Ho sempre avuto accanto a me amici con cui condividevo molte cose e che soprattutto avevano innato come me il senso dell’amicizia e della lealtà. Difficilmente possono crollare questo valori in chi li ha radicati dentro. Certo Aleba ogni giorno è un giorno diverso e l’imprevisto sta dietro l’angolo. Ma ci deve pur essere nella vita qualcosa che si può controllare. Qualcosa che non sfugga al nostro controllo. Ho sempre pensato che i miei genitori prima o poi sarebbero morti. Ma non pensavo che paà se ne andasse proprio in questo momento. Però è successo. E’ la vita , l’imponderabile. Ma papà nella vita è stata sempre la stessa persona, con i suoi pregi e i suoi difetti. Non è mai cambiata se non invecchiando. Ed è questo su cui mi batto e che non concepisco quando mi si dice il contrario. E’ logico che a 30 anni papà era più giovane forte, pieno di vita. Ma i suoi valori sono rimasti gli stessi fino alla fine. Anche se l’ansia a volte lo divorava. E così mia moglie. Sarò testardo ma non posso credere che una persona con i suoi principi e valori possa cambiare. Forse incomprensioni. Già adesso è diversa. Dopo la morte di mio padre mi telefona spesso. Mi chiede come sto. Come ho scritto a Luna non so cosa possa voler dire per altre questioni. Ma la sento più vicina. Mi ha chiesto di uscire, di vederci. Stavolta non voglio illudermi ma qualcosa vorrà dire. Forse un’altra persona se ne sarebbe strafregata. Lei no. Vuol dire che nel suo cuore qualcosa di buono c’è e che forse si può semplicemente solo sbagliare nella vita. L’errore fa parte dell’uomo e si può rimediare. Alla morte non c’è rimedio. Mia moglie so dov’è. Papà no. Enon so cosa darei per poterlo rivedere anche solo un attimo. IL tempo di dirgli: “Ah ma allora ci sei, non so dove, ma ci sei”
    Grazie Luna, Grazie Aleba

  • 584
    aleba -

    Esatto, solo alla morte non c’è rimedio. Ciò che noi possiamo controllare, Fuori dal Coro, sono le nostre reazioni a ciò che di incontrollabile accade. Perdere un genitore è devastante, ma non ritengo di essere cinica quando penso che è l’ordine delle cose. Concordo punto per punto con quanto scrivi e noto che anche tua moglie è stata scrollata dal lutto. Credo che una persona che si interessa a te in questo triste momento, ti stia dicendo “ti voglio bene”. Non posso sapere dove porterà questo bene, ma è evidente che lei vorrebbe confortarti, altrimenti non ti chiamerebbe. Avrebbe partecipato alle esequie, punto. Tutto si ridimensiona di fronte a certi eventi e il cuore si libera delle zavorre caricate con i silenzi e le frustrazioni. Il treno potrebbe essere davvero fermo in stazione, fate quella camminata assieme fino ai binari e mentre camminate parlatevi.
    Non ho mai compreso del mio ex perchè non provasse gioia per ciò che aveva e non mi riferisco al lato economico, che comunque gli ha dato tanto,(per inteso io uso i soldi per vivere..non vivo per i soldi!), parlo della parte bella della vita, quella che fa stare bene l’anima. Ogni cavolata lo irritava, quando il problema era un pò più pesante, lo viveva con violenti sbalzi dall’ira alla depressione. Voleva di più, ma non tollerava le responsabilità che ne derivavano. Tutto era un peso per lui, soprattutto avere una famiglia. Quando io gli dicevo “stai tranquillo, ci sono io qui e insieme superiamo anche questa” , lui si arrabbiava. Mentre io credo che se sai quali sono le cose gravi, perchè le hai vissute, allora dovresti essere in grado di affrontare le seccature o i piccoli guai con tranquillità (come ad esempio che tua madre si sia chiusa fuori di casa, senza inveire urlando). Nella vita ci sono sempre problemi, a qualcuno capitano più spesso che ad altri…ma se pensi a quante volte ci salviamo in calcio d’angolo e neppure ce ne accorgiamo.
    Riguardo al fatto di dire “ti voglio bene”, io penso che sia fondamentale. Esprimere il bene anche con le parole, e sentirselo dire è un toccasana per l’anima. Questo l’ho capito anche io proprio pensando ai miei genitori. Pure io non lo dicevo spesso da giovane. Pure io pensavo che lo sapessero, era chiaro. Litigai con loro tantissimi anni fa, non ci parlammo per un bel pò. Poi mi ritrovai a pensare sempre più spesso a quanto mi sarei sentita male se uno dei due fosse mancato senza sapere che io gli volevo bene. Così mi riavvicinai, naturalmente contro il parere del mio ex. Da allora ci sono momenti che sento l’impulso di esprimere a parole il mio affetto… ti voglio bene mamma, e a lei scendono le lacrime, anche io ti voglio bene risponde abbracciandomi.

    Papà c’è Fuori dal Coro, vive in te e sono certa che veglia su di te.

  • 585
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba, Luna, Maria
    Devo iniziare questa lettera rispondendo a Maria: no non era fredda. Tutt’altro.
    Da allora è successo qualcosa che non sono in grado di decifrare con precisione. E’ cambiata. Mi cerca. Non posso nè voglio dire di più. Non voglio illudermi. Ma abbiamo parlato tanto, tantissimo. E sembra sia cambiato qualcosa. Potrei dire molto. Ma sapete…è piuttosto facile descrivere le proprie emozioni, i propri sentimenti. Molto più difficile descrivere quelli degli altri soprattutto in questi momenti così particolari.
    Di certo posso dire che in questi giorni ho parlato con mia moglie, quella degli anni passati e non con un suo surrogato.
    Di più non posso
    Vi aspetto
    Baci a tutte

  • 586
    aleba -

    E’ bello avere qualcuno che dimostra di tenerci a te, è ancora meglio essere in grado di accettare il conforto senza voler a tutti i costi farcela da soli.
    Sono questi i momenti che contano.

  • 587
    maria -

    fuori da coro- sono contentissima per te, te lo avevo detto che tu padre ti avrebbe aiutato ….. a darti delle risposte…
    e’ evidente che anche a lei senviva del tempo, per capire…. non chiederti nulla Fuori- dalle il tempo di capire che cosa prova lei per te- non assillarla troppo con il sapere— e lei che deve darti delle risposte,e lascia che lo faccia con i suoi tempi-
    un forte abbraccio maria-

  • 588
    neri21 -

    ho passato i 50 anni e sono disperata sposata con due figli il piu grande a 15 anni e l’altro 10, una casa (villetta singola)bellissima, un marito che lavora, io che lavoro par-time,in apparenza tutto bene e invece no, perche questi uomini devono rovinare l’esistenza alle mogli e hai figli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!. L’uomo del monte o marito-padre padrone ha un caratteraccio, associale, taciturno, prepotente,solitario,casalingo, il suo mondo e la sua persona nel bene nel male, degli altri chi se frega compreso i figli, dopo tre anni di contrasti tra di noi,ho cominciato ha dire di no a tutte le sue richieste sia personali che familiari tanto non gli andavano mai bene,ho lottato con tutte le mie forze x la famiglia senza tenermi in considerazione, sono riuscita a metterlo alle strette tramite un avv. che doveva andare da un psicologo x farsi aiutare, e da un paio di mesi che lo sta facendo, x quanto riguarda i figli cè un leggero miglioramento, mentre nei miei riguardi non è cambiato niente, x lui non esisto anzi ci sono ma sono trattata come una donne delle pulizie, ho provato a non fargli niente ma il suo odio e aumentato. Ora sta venendo fuori un’altro problema il figlio grande che ha il suo carattere, mi sta mancando di rispetto sia nelle parole che nei fatti e non l’accetto, . Quello che ho scritto e un quarto di quello che mi sta accadendo. Sono stanca e stufa, amareggiata della vita, voglio prendere il figlio piccolo e scappare via il piu lontano possibile

  • 589
    aleba -

    Spero di cuore che Fuori dal Coro e la moglie trovino la strada giusta per comprendersi a vicenda..

  • 590
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba, Ciao Maria
    Grazie per le vostre risposte. Maria, sinceramente di domande me ne faccio molte. Ma come dici tu sto cercando di non assillarla. Anche se alcune sue frasi sono significative: “ho provato ad eliminarti da testa e cuore ma non ci sono riuscita” – “il sentimento per te non è mai finito”.
    Ho scritto in genere post piuttosto lunghi. In questo caso non riesco ad aggiungere altro.
    Vedremo…Io so per certo cosa provo. E in questo momento sto combattendo contro un’altra sofferenza, per la quale non c’è rimedio se non il tempo…spero.
    Bacioni a tutte

  • 591
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro, le frasi che hai riportato spiegano perfettamente i motivi per cui non scrivi un post lungo. Sono così eloquenti da lasciare senza parole… aggiungere commenti farebbe paura anche a me, come se potessi far svanire l’incanto. Bacio!!!!

    Ciao neri21, ho letto il tuo sfogo. Così in un poche righe hai cercato di condensare tutta la tua frustrazione, e si percepisce pienamente che è una situazione che va avanti da tanto tempo.
    Ma ci andate insieme dallo psicologo o sta facendo un percorso individuale? Il rapporto si è deteriorato nel tempo oppure è sempre stato così?
    Capisco il tuo desiderio di scappare lontano, ma vorrei che parlassi ancora di te, dei tuoi figli e di quali possibilità (oltre al distacco) intravedi per te.

  • 592
    neri21 -

    Ciao aleba
    il rapporto ha cominciato deteriorarsi quando ho cominciato a dire no a tutte le sue richieste di qualsiasi genere tanto non era mai contento di nulla in poche parole lui era la mente il perfettino io la sguattera – serva, gli o cresciuto i bambini o gestito la casa nelle pulizie e nell’organizzazione famigliare x ben 14 anni senza chiedere nulla. Ora ho detto BASTA e l’egoista perche ritiene che solo lui sta male,lavora, porta a casa lo stipendio a il diritto di parlare di accusare, di maltrattare psicologicamente, alla fine i problemi sono tutti suoi e lui che si sta facendo un percorso dallo psicologo individuale. Vuoi che ti parlo di me, sono nonostante tutto una persona solare con tanta voglia di vivere, di lavorare, sono circondata da amici ( miei non suoi )vivo la vita con tutte le sue sfumature belle e brutte , amo i miei figli piu di me stessa e se sopporto e solo x loro, sono molto creativa e mi arrangio a fare molte cose dal bricolage, al falegname, pittura, ricamo, sarta ecc. Ho le idee molto chiare, nel mio futuro non cè posto x una persona come lui gli sto dando tutte le possibilità perche capisca che deve cambiare x il bene di tutti noi compreso lui, se non lo fa se ne deve andare o saro io a farlo, lo voglio fuori dalla mia vista e scometto che starebbe bene anche il figlio grande, in questo momemto sono ferma e osservo x poi tirare le somme. Spero di essere riuscita a descriverti la situazione, non sono perfetta avrò sbagliato anchio ma sono arrivata a una conclusione da questa mia situazione nessuno ha il diritto di farmi sentire una nullita o farmi stare male. Ciaoooooo

  • 593
    LUNA -

    fuori dal coro: un grande grande abbraccio! Son tanto contenta che parlate! NERI: ho letto i tuoi post. Ora vado a nanna, che è tardissimo, ma tornerò. Quello che dici nelle ultime righe comunque è certamente vero. Non aiutiamo mai noi stessi nè chi pure amiamo lasciandoci maltrattare. L’accoglienza dell’altro non è zerbinaggio, mai. Certi paletti vanno messi anche quando in cuor nostro speriamo che l’altro capisca.

  • 594
    LUNA -

    ps: neri, se ho capito bene tu dici che il rapporto si è deteriorato quando tu hai sentito, forte, l’esigenza di mutare un certo assetto consolidato ma che comunque tu vivevi in sofferenza? Cioè quando tu hai palesato problemi prima in qualche modo taciuti o tenuti a bada ma comunque esistenti?

  • 595
    neri21 -

    ciao LUNA
    oggi ho un incontro importante, sono stata chiamata dal psicologo di egoista, ho una grande paura che mi dica “signora non cè niente da fare x suo marito e troppo cancrenito nel suo egocentrismo, egoismo, ecc”, siccome ultimamente le mie sensazioni sono esatte, dovrò pensare al dopo con tanti pro e contro x me e i miei figli. Ciaooooooooo

  • 596
    maria -

    fuori- sono contentissima per te, e per lei, che aveva bisogno di tempo e lei stessa non aveva risposte da darti perche’ lei stessa non sapeva se ti amava oppure no, ma in questo caso il NO- CONTAT e’ servito per chiarirsi le idee.
    ora fuori- cerca di riprenderti in fretta, hai bisogno di tanto amore, e chissa’ che quando deciderete di unirvi di nuovo non arrivi anche qualcun’altro moccioso a tenervi compagnia!!!
    un bacione
    maria

  • 597
    aleb -

    Ciao a tutti. Cara neri21, il mio ex è talmente concentrato su sè stesso e sul proprio rancore verso il mondo intero, che non ha neppure voluto prendere in considerazione l’idea di venire a fare terapia di coppia con me. Senza alcun dubbio per arrivare a capire da dove arriva il suo odio verso gli altri e accettare i danni che ha procurato alla sua vita, dovrebbe fare un percorso lungo anni e passare attraverso lacrime e sangue. Ma sarebbe possibile solo se lui VOLESSE capire. Ma siccome lui neppure riconosce di avere un problema nel relazionarsi con gli altri (sai lui ritiene di essere Dio), ho capito che non era possibile uscirne se non staccandomi.
    La fine della mia relazione quasi ventennale è da attribuirsi solo a me, secondo lui. Già, perchè alzavo la testa troppo spesso mentre lui cercava di tenermela infilata nella tazza del cesso. La vita è sacrificio, diceva…mentre si soddisfava i suoi vizi e sfizi. Ti auguro che lo psicologo serva a migliorare la situazione, se ci va di sua volontà e si mostra aperto all’analisi, forse per tuo marito sono possibili dei risvolti positivi.

    Ho parlato con una donna domenica, una perfetta sconosciuta con la quale si è magicamente instaurata una conversazione profonda e schietta. Non ricordo neppure come sia cominciata, ma mi ha dato una grande carica. Mi parlava della sua vita, molto contrastata fino alla separazione quando sua figlia aveva circa 4 anni (più o meno come nel mio caso)… era piena di entusiasmo per la vita e felice della svolta che aveva dato. Credo che l’amore, quello vero, sia l’unica fonte di energia pura e inesauribile che ci può portare ovunque…il vero amore nasce quando si ama sè stessi in primo luogo. Nessuna persona dotata di un sano amor proprio si sarebbe lasciata trattare come mi trattava il mio ex. Penso davvero che nella vita ci siano porte che si aprono da sole, anche solo a livello mentale, che ci fanno imboccare la strada felice. Già, perchè qualcuno disse che la felicità non è una meta, ma è il viaggio che ci porta verso la nostra meta.

  • 598
    neri21 -

    ciao a tutti oggi e una giornata no in tutti i sensi, ho il morale a terra, ho tanta voglia di piangere e vorrei non esistere in questa vita di merda che ti fa solo soffrire. Mi domando perche dobbiamo soffrire cosi x una persona bast…..Il psicologo dell’uomo del monte mi sta chiedendo delle cose che in questo momento non sono in grado di fare, la mia mente, il mio cuore ha chiuso le porte con il doppio mandato x salvarmi, purtroppo devo salvarmi anche da mio figlio che sta copiando il padre nel comportamento nei miei confronti, continua a mancarmi di rispetto sia nei atteggiamenti che nelle parole e io non lo accetto. Io donna lo portato in grembo x 9 mesi, lo messo al mondo lo coccolato, lo viziato x modo di dire lo cresciuto x 15 anni facendogli anche da padre, poi un giorno si sveglia e decide di fare il padre e gli fa il lavaggio del cervello, lo mette contro di me anche perche lo sta comprando dandogli tutto quello che desidera. No non ci sto ormai ho perso un figlio devo solamente accettare il pensiero. E DURA che schifo la vita.

  • 599
    aleba -

    Ciao neri21, mi dispiace per come ti senti.
    Ma cosa ti ha chiesto di fare lo psicologo?
    La vita non fa schifo, è come viviamo che può essere schifoso…

  • 600
    LUNA -

    Vero Aleba! Ciao cara, e ciao Maria. – Neri, non so cosa ti ha chiesto lo psig, ma non potrebbe essere d’aiuto anche a te andarci? Io ti direi da uno diverso, terapia individuale, se in qualche modo andare dallo stesso in questo momento per te sarebbe uno stress, o dallo stesso se te la senti e come terapia di coppia.

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