Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
di
aleba
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Ciao!
Marquito, quello che hai scritto calza con l’atteggiamento del mio ex.
Io ho capito, in tutti questi anni, che lui ha vissuto la storia con me (forse a parte agli inizi) sfoggiandomi come un trofeo di fronte alla comunità intera…in primis la mia famiglia. Nonostante tutto lei rimane con me, quindi preferisce me a voi. Ora che io ho finalmente (per me) detto basta, lui mi odia perchè quei pochi che sanno SANNO.
@ LUNA:
Infatti … Spesso queste persone arrivano al punto di elaborare una vera e propria ideologia. Razionalizzano la loro rabbia, la loro frustrazione e la loro spaventosa mancanza di autostima, generalizzano le loro esperienze personali e si convincono che le donne sono tutte z***ole, che la fedeltà non esiste e che l’amore è soltanto un’illusione. Generalmente queste persone sono totalmente incapaci di fare autocritica. Quando parlano delle loro ex ( e delle delusioni che hanno subito in passato),la loro versione dei fatti è palesemente faziosa, semplicistica e unilaterale. Hanno una visione impressionistica dei problemi e delle dinamiche interpersonali; sono convinti di essere puri e senza macchia e attribuiscono tutte le colpe al partner che se n’è andato.
@ aleba:
Ce ne sono tanti che si comportano così; è una cosa di una tristezza infinita … Speriamo almeno che la bambina non ne risenta.
LUNA, ALEBA, MARQUITO
Ciao a tutti innanzitutto. Vorrei premettere una cosa, in questa discussione siamo quattropersone: io, Luna, Aleba e Marquito. Dovrebbe esserci una quarta: Maria che attualmente è “latitante” (scherzo Maria). Siamo persone che hanno avuto ho hanno in atto situazione affettive dolorose. Quello che mi fa pensare è che tra noi c’è una duplice costante: c’è chi “ha lasciato” e chi “è stato lasciato”. Comunque, in ogni modo entrambe le rappresentanze delle situazioni opposte (lasciato o lasciante) siamo qui comunque sofferenti per ciò che è successo a raccontare le nostre esperienze e a cercare comunque di capire i perchè e i percome di quanto sia successo. In ogni modo a metterci in discussione o quanto meno ad analizzare i problemi. Certo non è detto che chiunque si trovi nelle nostre situazioni debba necessariamente entrare in un sito e condividere la propria esperienza. Ma siamo sicuri che i nostri rispettivi partner in ogni modo abbiano fatto altrettanto così come lo stiamo facendo noi ? Va bè. Questo per precisare che comunque noi, lasciati o lascianti stiamo a tutt’oggi soffrendo, ognuno in modo diverso, per qualcosa o per qualcuno che comunque abbiamo ritenuto importante. E questo è un dato di fatto che volente o nolente (anche se non lo sappiamo con certezza), ci contrsddistingue dai nostri rispettivi partner.
Leggo i vostri numerosi ultimi post e, ci sarebbe tanto da scrivere, da rispondere, da condividere. Cerco di agganciarmi ai vostri scritti per fare le mie considerazioni. Io sono molto semplicistico, non faccio chissà quali conmgetture. La frase di Aleba “”Se un uomo mi avesse detto “non voglio figli”, allo stesso modo avrei salutato e sarei andata oltre”” è eloquente. Denota come una persona non possa “amare alla follia” un’altra senza rendersi conto delle compatibilità che possano esserci o meno. Certe divergenze vanno messe in chiaro, definiti, discusse prima di prendere decisioni che comportino scelte importanti. Io nel mio caso ero stato chiaro. Marquito esprime il fatto che molto spesso ci si basa su “come vorremmo che fosse l’altro”. Io ho vista l’altra (mia moglie) così com’era, così come si è mostrata. E a me andava bene così. Sapevo da quello che ha mostrato per tanti anni che per me era la persona giusta. E vedendo lei ho sentito dire da parte sua che anche per lei ero la persona giusta. Sempre ad Aleba ribadisco ciò che ha detto lei e che cioè l’amore folle non esiste. E che io non sono “follemente innamorato di mia moglie”. Io la Amo e basta. Semplicemente. E il discorso di Aleba si riallaccia in qualche modo con quello fatto da Marquito quando appunto sottolinea la facilità con cui ci si sposa senza neanche conoscersi. Per quanto riguarda il rancore, la rabbia che prova un partner abbandonato bè, insomma, mi permetto un po’ di dissentire. Come dovrei sentirmi io abbandonato da mia moglie di punto in bianco, come un fulmine a ciel sereno, avendo fatto fino all’ultimo gesti ed azioni che non…..
LUNA, ALEBA, MARQUITO…segue
..facevano presagire una fine immediata. Dopo lo schock, l’incredulità è certo che ho provato e provo rabbia, anche rancore. Eppure amo mia moglie. La ferita, narcisistica o no mi è stata inferta. E sarei un bugiardo se dicessi di non provare rabbia nei confronti di mia moglie per come si è comportata. Come si può abbandonare di punto in bianco la persona che hai giurato fosse la più importante della tua vita. La persona per la quale hai giurato fedeltà nella buona e nella cattiva sorte ? Garantisco che io amo mia moglie. Ma ciò non toglie che abbia provato rabbia e rancore per ciò che ha fatto e per come si è comportata. Certo Luna, sono d’accordo con te quando mi dici che “la guerra psicologica” in fondo me l’ha fatta anche mia moglie. Ma dopo che mi ha lasciato, non prima. Durante il rapporto non ci facevamo guerre. Vivevamo un rapporto sereno, almeno così credevo, così erano i fatti. Poi se lei dentro stesse covando chissa che cosa, questo non mi è dato sapere. Esternamente non c’era nessuna guerra. Tutt’altro Luna. Certo io suddivido le separazioni in “lecite e non lecite”. Da quel che scrive Aleba appare molto evidente come la sua separazione sia “lecita”. Se, come tutti noi crediamo, Aleba dice il vero, nessuno può dare un minimo di ragione al marito. E anche la tua situazione in apparenza può sembrare più lecita della mia in quanto come tu dici, tuo marito ha combattutto per salvare l’unione. Anche mia moglie a suo dire ha combattuto. Ma ha combattutto dentro se stessa, senza rendermi partecipe di ciò che le stava accadendo. Lei si è basata sulle mie risposte, forse con qualche atteggiamente che non le garbava, forse su qualche sua nuova esisgenza o magari sul “confronto” con un’altra persona. A me può imputarmi il fatto di non aver capito. Certo è che se avessimo discusso “davvero” su cosa secondo lei non andasse non si sarebbe arrivati a questo punto. Non può essere “lecita” una separazione nella quale tu pretendi che gli altri ti capiscano attraverso tuoi “segnali” che non è detto che gli altri siano in grado di capire. E poi perchè mandare “segnali” quando per anni si è dialogato di tutto e su tutto. Certo ok, la questione figlio sarà stata anche determinante, perchè la normalità vuole che una coppia sposata formi una famiglia. L’anormale ero io che non ne volevo perchè credevo in una vita di coppia. Ma se si fosse discusso in maniera seria dicfendo apertamente che la mancata formazione di una famiglia avrebbe portato ad una crisi insanabile credo che non avrei avuto dubbi a fare retromarcia sui miei pensieri così come poi è accaduto nel momento in cui lei mi ha comunicato la sua decisione di riflettere. Poi un particolare Luna io non ho mai detto che L’AMORE VERO NON CAMBIA ho detto come te che NON FINISCE. E qui sul concetto di Amore vorrei ribadire i motivi per cui non credo a quelli che sostengono che l’Amore comunque possa finire. Io a tutt’oggi non ho ancora ben compreso come l’uomo moderno….
LUNA, ALEBA, MARQUITO…segue
…interpreti il concetto di Amore, inteso come Amore di coppia. Cosa vuol dire Amare una persona. Premesso di essere d’accordo con Aleba che l’Amore folle non esiste perchè a mio parere un Amore folle è un Amore senza testa. Si basa su un concetto astratto dell’altra persona. Quella che tu immagini nella tua mente. Ma quella che poi non è. Per me Amare una persona significa Amare quella determinata persona. Lei e non altre. Amare una persona significa star bene con lei, condividere con lei le piccole cose, le grandi cose. Significa discutere argomenti insieme, significa confidarle una tua paura, una tua emozione, una tua passione. Significa condividere con Lei qualcosa che ti piace e qualcosa che piace a lei, significa semplicemente stare bene con lei. Significa che potrebbero attrarti anche altre donne o altri uomini perchè è umana, ma in ogni modo non la tradiresti mai perchè a te piace lei. Significa rispettare il suo pensiero anche se non lo condividi. Signfica riconoscere i suoi difetti ma saperli accettare perchè lei è sempre stata così. Significa cercare di capire perchè lei è nervosa ma non per questo condividerne i motivi. Significa apprezzarla quando ha fatto qualcosa di buono ma nello stesso tempo farle capire quando ha sbagliato. Amare una persona significa farla sentire libera di essere se stessa, perchè così tu l’hai conosciuta e perchè così ti andava bene. Ma nello stesso tempo essere libero di esseere te stesso con lei. Amate una persona signfica darle fiducia e ricevere fiducia. Significa saper accettare il giorno in cui lei ti dice non mi va di fare una determinata cosa così come lei deve accettare il giorno in cui sarai tu a non voler fare una determinata cosa. Significa dover capire che ci possono essere divergenze di opinioni. Amare significa dire sempre la verità alla persona che si ama. Amare significa non bluffare, non falsare. Non far credere all’altro/a che si sta facendo qualcosa con piacere quando invece lo si sta facendo solo per farlo contento. Fare una cosa per far contento l’altro è anche giusto ma l’altro deve sapere che l’altra persona sta facendo ciò proprio per farti contento….sarà più apprezzato. Amare significa avvertire la mancanza dell’altro, ma poterne fare a meno per qualche giorno, perchè sai che lui/lei c’è ed esiste e dovunque sia è comunque con te. Amare significa avvertire la mancanza dell’altro quando lui/lei non c’è più e stare male, sentirsi soli, soffrire non avendolo/a più vicino.
Chi Ama in questo modo non potrà mai smettere di amare perchè vuol dire che prova davvero un sentimento verso l’altra persona. Conosce il carattere dell’altro/a e sa cosa si aspetta e gli sta bene così.
Chi ama veramente non fa confronti con gli altri, perchè gli altri saranno comunque diversi, migliori o peggiori in alcuni aspetti. Comunque diversi.
Chi ama davvero non fa le guerre psicologiche. Perchè l’Amore è una cosa semplice, non è complicata. Ognuno può essere nervoso….
FUORI DAL CORO: aspetto, naturalmente, la continuazione, intanto ti rispondo.
@perchè la normalità vuole che una coppia sposata formi una famiglia.
dissento. Altrimenti tutte le famiglie che hanno deciso di non avere figli, per indifferenti quali ragioni, e formate da persone “normali”, o le famiglie che non hanno potuto avere figli sarebbero meno normali, quelle che hanno sette figli sarebbero migliori e più “famiglie” di una coppia sterile o di una famiglia unita e basata sull’amore e l’armonia che ha deciso diversamente.
O non sarebbero famiglie quelle che si formano più avanti, e che si basano assolutamente sull’AMORE, in cui ci sono già dei figli, da una parte, dall’altra, o entrambe, e per ragioni anagrafiche non è possibile avere altri figli, o quelle in cui una persona sposa una persona che ha già dei figli e si decide insieme di non averne altri.
E non parlo solo di “potenziale” procreativo.
Cioè tipo: fermo e considerato che sono coppie solo quelle sposate, sono coppie sposate normali-famiglia anche quelle che non hanno potuto avere figli, ma comunque l’intenzione c’era. Ma se hanno tentato per anni, si sono fatte anche rivoltare come calzini dalla scienza senza risultato, anche quando ci stavano rimettendo la salute fisica e mentale andando oltre il limite di sopportazione e stavano per scoppiare, allora possiamo comunque dare loro il bonus della giusta intenzione.
E rispetto all’affidamento o l’adozione?
Anche lì ognuno può dire la sua. Può dire la sua chi non volendo figli non ci ha naturalmente neanche mai pensato, chi è arrivato alla decisione dopo aver accettato il lutto biologico, chi ha figli suoi e uno o più adottato o in affidamento, chi dell’adozione non vorrebbe mai saperne, comunque.
Chi stabilisce cosa è “normale” in questo senso?
Lo abbiamo detto tante volte: è chiaro che se io mi fidanzo, sposo con una persona e c’è sempre stata una questione chiara sul fatto che avremmo avuto dei figli o una questione aperta possibilista con la crescita del rapporto e un giorno quando io tiro fuori l’argomento l’altro mi dice, di botto: ma io figli non ne voglio!
la cosa è destabilizzante, e posso anche chiedere l’annullamento, mi pare, alla Sacra Rota.
è chiaro che se ad un certo punto io voglio un figlio (perché qualcosa è scattato in me) e l’altro non ne vuole sapere al momento la cosa è destabilizzante. E a quel punto io donna, che non potrò procreare in eterno, posso guardarmi allo specchio e dire: ok, cosa faccio? e mettendo in primo piano le mie priorità posso anche andarmene.
Che sia bello o brutto posso andarmene.
“Scusa, Fuori dal Coro, io ti amo, ma mi rendo conto che voglio un figlio. Non è colpa tua se tu non ne vuoi, ma la mia posizione, purtroppo, è questa. Desidero un figlio”.
“E sai VERAMENTE perché questa questione è diventata così centrale adesso da mettere in discussione tutto quanto? Lo sai PER TE e quindi sei in grado di spiegarlo anche a me?”.
Guarda, FUORI DAL CORO, che siamo sempre lì. A me non sorprende il fatto che una donna ad un certo punto della vita, anche rendendosi conto che non potrà procreare in eterno, si faccia delle domande. E non mi sorprende neanche che possa sentirsi improvvisamente stretta e costretta in un rapporto in cui figli non ne avrà. Che si chieda: posso continuare questa relazione con questi presupposti o no?
Questa di per sè non mi sembra una cosa pazzesca. La cosa che non torna, al di là della possibile sofferenza anche di una crisi interiore in questo senso, è che una persona ti rivolti contro tutto come se tu l’avessi imbrogliata. Se lei vede nel fatto che tu non volevi un figlio e lei sì la causa della fine del vostro matrimonio questa si potrebbe anche chiamare: evidenziarsi di una incompatibilità di carattere, o visione della vita, se vuoi.
Si è evidenziata non prima, l’incompatibilità, ma in quel momento, e si è evidenziata con forza, tanto da portare ad una rottura. Non è bello, ma può capitare. Lei sarà convinta di averti messo i cartelloni e magari che tu, che sapevi sempre cosa era giusto e cos’era sbagliato, avevi già deciso cosa era giusto e sbagliato, senza appello. Questione risolta, chiusa: abbiamo detto di no per 10 anni, all’ordine del giorno ora c’è questo, ma la questione è chiusa.
Passiamo ad un altro punto dell’ordine del giorno: cambiamo le tende del salotto? Andiamo a mangiare da mio cugino Filippo sabato prossimo?
Lei, mi pare, se l’è vissuta così. Al punto anche, mi pare, di dirti: senti, per 10 anni abbiamo sempre fatto quello che dicevi tu, quando io ti ho chiesto una cosa così importante tu non mi hai neanche ascoltato e sei passato a parlare delle tende.
Ok.
Posso dirti una cosa? Se tu avessi fatto così io, se eravamo in auto, avrei tirato il freno a mano. Esagero, ma è per dire che ti avrei detto: no, forse non hai capito, me ne fotto delle tende e di tuo cugino Filippo, ti sto dicendo che per me questa cosa è importante. E che sto pensando di lasciarti se non la risolviamo.
Ok, facile a dirsi, bisogna trovarsi nelle situazioni, nello stato d’animo. Bisogna avere un carattere oppure un altro. Una certa energia o non averla. Avere le idee così chiare dentro di sè da sapere perché si sta tirando il freno a mano o si alza la voce.
Lei è stata come è stata. Ma, ora, ti chiedo, al di là del fatto che tu sapevi i suoi pregi e i suoi difetti e ti andava bene per com’era ed esistono ragioni lecite o meno lecite (ndr, la guerra psicologica lui non me l’ha mai fatta per dieci anni, te l’ho già detto. Non vivevo in afganistan. Sapevo i suoi pregi e i suoi difetti, lui i miei, nessuno è perfetto, e poiché ci amavamo e stavamo in equilibrio, anche sui nostri patti detti o sottintesi, è ovvio che per me lui era il mio animo gemello)… ma tu pensi che, con il tuo carattere, ti sia compatibile una donna che ti lascia parlare invece di dirti CHIARAMENTE che ti sta lasciando? E che dice di aver fatto così anche prima?
Fuori dal Coro; nell’attesa che venga pubblicato il tuo ultimo post, vorrei chiarire un punto su cui, probabilmente, non sono stato sufficientemente chiaro.
Io sono completamente d’accordo con te quando sottolinei l’importanza del dialogo. Sono convinto che sia un gravissimo errore non affrontare a viso aperto i problemi accumulando in silenzio rancore e frustrazione. Sono d’accordo anche sul fatto che molta gente tenda a dissimulare il proprio malcontento e la propria insoddisfazione e che questo fatto possa avere delle conseguenze disastrose per il futuro del coppia.
Detto questo, bisogna considerare che non sempre il partner insoddisfatto ha le idee molto chiare su ciò che sta accadendo, su quello che potrebbe accadere e su quello che vuole veramente… Le crisi non esplodono mai di colpo, come qualcuno vorrebbe farci credere. Le crisi sono sempre il frutto di un travaglio interiore che ha avuto una genesi e un’evoluzione molto graduali. Lo so che tutto questo può apparire cervellotico, ma ci sono dei casi in cui una persona tace perché spera ancora di superare la crisi e di salvare la relazione senza provocare inutili sofferenze. E’ per questo che facevo riferimento a quei famosi “segnali” … Quando il partner è reticente, o non riesce a esprimere la sua insoddisfazione in modo limpido e cristallino, perché lui stesso ha le idee confuse e non ha ancora compreso esattamente quello che vuole, può essere molto utile che il suo compagno sappia cogliere tempestivamente certi repentini sbalzi d’umore, certi improvvisi scatti di nervosismo, certi comportamenti insolitamente aggressivi.
Tutto questo non lo dico per giustificare il partner reticente (è evidente che egli sta commettendo un errore), ma solo per ricordare che la realtà è sempre molto più complessa di come noi la immaginiamo.
LUNA, ALEBA, MARQUITO….segue
…al giorno d’oggi. Ma il nervosismo deve essere fine a se stesso. Non deve ricadere sull’altro/a. Anche se qualche volta può succedere.
Amare non significa voler essere sempre al centro dell’attenzione. Perchè ciò non è umanamente possibile. Una persona se è importante rimane tale anche quando per forza di cose si dovranno dare priorità alle altre. Fermo restando che le altre co se non possono e non debbono venire prima della coppia. Il lavoro serve per vivere e pertanto non bisogna vivere per lavorare. Un giorno può esserci un urgenza o un qualcosa che impedisca/rimandi qualcosa che riguardi la coppia o la famiglia. Ma la coppia/famiglia deve venire prima del lavoro.
Per questo Luna, Aleba, Marquito sono stato male e continuo a stare male. Perchè io sono ed ero così.
Ma di rabbia Marquito ne provo, e tanta perchè pur non esentandomi da colpe non accetto che lei abbia agito nel modo in cui ha agito. Fprse l’ho scritto in qualche mio post precedente: se ascolti una canzone d’amore, se vedi un film d’amore, se leggi dichiarazione d’amore o se senti parlar d’amore di un uomo o di una donna. In tutti questi casi si parla di amore tra uomo e donna. Non risulta a mia memoria, una canzone, un libro, un film in cui per descrivere l’amore tra un uomo e una donna venga inserita la questione “figlio”.
Questo per dire che si avrò sbagliato, mi sento in colpa per tutto questo, perchè comunque desiderare un figlio è la cosa più normale e logica di questo mondo. Ma in ogni modo così facendo ho messo al primo posto la coppia. Me e lei. Non l’ho fatto nè per farla soffrire nè perchè l’ho rifiutata come madre (tutte cose che lei sostiene). Io ho solo agito così perchè (magari egoisticamente) adoravo quel modo di vivere in coppia tra me e lei. Credo di aver rispettato in 15 anni tutti quei canoni per cui un uomo si definisce innamorato della propria donna. Con la differenza che io li ho mantenuti per anni. Per me fino all’ultimo era bellissimo portare mia moglie a mangiare in un bel ristorante, passeggiare insieme nei vicoli di una cittadina medioevale, fare un bagno in mare insieme, stare sdraiati uno sull’altro sulla spiaggia e baciarci.
Quindi per me risulta ancora strano come una donna possa disamorarsi di un uomo perchè non desidera avere un figlio. Capisco che ci potrebbero essere incomprensioni, discussioni. Ma addirittura disamorarsi non mi torna come discorso. Eppure è ciò che mi ha detto. Fermo restando che era ciò che pensavo da sempre. E lei si era innamorata di me nonostante ciò. Ok si può avere un’idea sbagliata, un concetto sbagliato. Posso aver sbagliato qualche volta a rispondere sull’argomento come non avrei dovuto. Ma da qui a chiudere tutto senza dare nenache una possibilità di recupero all’altro ce ne corre. E ripeto stiamo parlando di una persona, mia moglie, sulla quale non posso appuntare nulla. Così come dice Marquito io non do colpe a mia moglie scaricandomi le mie. Tutt’altro. Ma non è modo.
Ciao
LUNA
E’ chiaro che quando parlo della normalità che vuole che una coppia formi una famiglia non considero chi di figli non ne può avere. Che c’entra ? Non è colpa di nessuno se non si possono avere figli. Io intendevo dire che “la normalità che una coppia formi una famiglia”. Io che non volevo figli non rientravo nella normalità è inutile girarci intorno. Poi su tutto quello che dici tu riguardo le coppie che si formano in tarda età ecc. conccordo pienamente su tutto.
Sono anche d’accordo con te sulla seconda parte quando dici che a una donna giustamente può venire il desiderio di un figlio ben sapendo che non potrà procreare in eterno. Ok. Premesso comunque che mi metti in una condizione di difficoltà perchè io te ne ho parlato per anni e anni e tu sei sempre stata d’accordo al punto tale da volermi sposare lo stesso. Ma accertato ciò come giustamente dici tu ci deve essere un discorso CHIARO rivolto alla messa in discussione eventuale del rapporto di coppia. Cosa che non è avvenuta.
Non sono d’accordo con te quando dici che si è evidenziata in tal modo una incompatibilità di carattere. Perchè non si può dire di essere incompatibili caratterialmente quando io rimango fermo su un pensiero che già avevo e tu non mi evidenzi con fermezza un cambio di idea su un determinato argomento. Io non so perchè lei non l’abbia fatto. Non certo per incompatibilità di carattere visto che per anni caratterialmente eravamo compatibilissimi.
Per questo io sto così male cara Luna. Proprio perchè conoscendola non capisco perchè si sia comportata in questo modo. Ha fatto tutto di testa sua, prendetto per fatto compiuto il mio no ripetuto negli anni. Non ha considerato nemmeno il fatto (e lei lo sapeva benissimo) che uno dei motivi per cui non volevo figli era perchè adoravo quel rapporto di coppia che si era instaurato tra me e lei, al punto tale da temere di romperne gli equilibri. Quindi una persona che ama davvero ti fa presente l’eventualità che possa rompersi qualcosa soprattutto dopo anni che si sta insieme e si è condiviso ogni cosa.
Hai probabilmente colto nel segno Luna, riguardo il suo comportamento. Ma è questo che non riesco a farmi entrare nella testa avendo conosciuto lei. Perchè agire in questo modo ? Perchè dimenticarsi di tutto (ed è stato veramente tanto) quello che c’è stato di bello per una incomprensione (seppure su un argomento importantissimo).
Cero lei è convinta di aver messo i cartelloni. E forse li ha anche messi dicendo che voleva un figlio. Io non me la sentivo ma stavo facendo di tutto per convincermi e ci stavo riuscendo. Ma perchè non metti i cartelloni anche sul fatto che se non fai un figlio rischia di finire la storia ? Io questa cosa non l’ho capita. Lei si è fatta tutto nella sua testa e ha deciso per conto suo di troncare la storia. Probabilmente spalleggiata da qualcun altro.
Per questo sto male Luna. Per questo non riesco ad uscire da questa storia. Perchè io ho conosciuto fino all’ultimo una donna che era in un modo…
@ Fuori del Coro:
Il post n°455 descrive in modo minuzioso (e straordinariamente efficace) la tua personale concezione dell’Amore. C’è soltanto una cosa che mi lascia perplesso, nel senso che non sono ancora sicuro di come vada interpretata. Nel tuo elenco non trovo il minimo riferimento all’attrazione fisica, alla Passione con la P maiuscola, alla componente istintuale di questo sentimento così complesso e così inafferrabile. In effetti il modo in cui hai descritto l’Amore potrebbe adattarsi altrettanto bene alla descrizione di una grande amicizia… l’unica differenza sta nell’esclusività del sentimento, perché di amici ne possiamo avere più di uno, ma a parte questo mi sembra proprio che le due cose coincidano …
Quello che voglio dire, Fuori dal Coro, è che se tu concepisci l’Amore in modo così spirituale, così “razionale” e così asettico, quasi che si trattasse di una forma superiore di amicizia, allora mi diventa subito chiaro perché tu consideri il vero Amore un sentimento duraturo, eterno e inestinguibile. Ma per molte persone l’Amore è anche, se non soprattutto, passione travolgente ed attrazione fisica … io non so dirti se questo fatto sia un bene, mi guardo bene dal formulare giudizi di valore, ma è evidente che per chi concepisce l’Amore in questo modo i sentimenti possono anche cambiare… Mi viene il dubbio che quando noi parliamo di Amore facciamo riferimento a due modelli diversi, e che sia proprio questo fatto a determinare fra di noi una parziale divergenza di opinioni.
Lascio a te, a LUNA e a aleba la possibilità di approfondire (o di evitare) questo tema così delicato.
Per quanto riguarda la rabbia, ti posso dire che il tuo caso mi sembra molto diverso da quello delle persone immature ed egocentriche a cui facevo riferimento nei miei post precedenti. Tu stai provando un mix di sentimenti contrastanti, da cui l’Amore non è affatto escluso… Certo, il mio caso fu ancora differente, perché io, quando fui abbandonato dalla donna che amavo, provai soltanto un grandissimo dolore .. ma qui probabilmente entriamo nel campo della soggettività più assoluta e qualsiasi valutazione morale sarebbe priva di senso e completamente fuori luogo.
LUNA…segue
…e sto male, maledettamente male dentro pensando a come abbia potuto trasformarsi così. Addirittura rinfacciandomi qualsiasi cosa.
Con il tuo compagno sei stata bene per 10 anni poi per 7 anni ci sono stati problemi. Io non ho avuto questa cosa. Io stavo bene con lei e non ho capito cosa stava rimuginando nella testa. Certo lei poi mi ha detto certe cose. Un po’ quelle che mi hai detto tu. Ma in pratica non mi ha dato chanches. Si è allontanata da me punto. E poi mi ha dato il benservito. Perchè ? Per una mia idea che ribadivo. Io mi sento in colpa. Stramaledettamente in colpa perchè in fondo ho sbagliato mentendo a me stesso. Perchè Luna io adoro i bambini e ho mentito a me stesso, causa la paura, sul fatto di non volerne. E tutto mi sembra sempre più assurdo. Due persone come me e mia moglie che si amvano davvero e che hanno distrutto tutto per una questione di semplice dialogo. Io non ci dormo la notte Luna. E non sai l’angoscia, la sofferenza che ho dentro. Pochi giorni fa ho sognato di avere un bimbo in braccio che non ero altro che..io da piccolo e mentre lo tenevo in braccio dicevo a mia moglie: “Bè vedi è venuto con gli occhi miei, proprio come volevi tu”.
Capisci cosa vuol dire tutto ciò ? Non averci capito nulla nella cosa più semplice del mondo. E aver distrutto insieme un qualcosa di bellissimo. Durante la notte mentre sognavo ero sereno e felice. Anche unn attimo dopo aver aperto gli occhi. Fino a che ho realizzato di essere tornato nella realtà più nera. E l’angoscia mi ha travolto per tutta la giornata.
MARQUITO: Condivido pienamente quello che dici. Però nel mio caso ti assicuro non ho assistito a nessuno sbalzo di umore. Niente di tutto ciò. Anche perchè il caso ha voluto (pensa che sfortuna) che negli ultimi 7/8 mesi della nostra relazione abbiamo dovuto affrontare situazioni importanti come l’acquisto di un appartamento e un suo intervento chirurgico. Quindi si era concentrati su queste due cose importanti per cui qualsiasi eventuale malessere (che io non ho visto) poteva tranquillamente essere travisato. Abbiamo passato tutti quei mesi tra dottori, notai e proprietari della casa. Anzi a maggior ragione una coppia che sta per acquistare case è una coppia in crisi ? Mi pare di aver già precisato che due mesi prima della sua “crisi” manifestata con la richiesta di riflessione a casa dei suoi noi avevamo acquistato casa insieme.
Capisci anche tu quindi in che razza di situazione mi sono trovato e mi sto trovando.
A dopo
MARQUITO
Nel descrivere quello che intendo io per Amore ho tralasciato ciò che concerne l’aspetto puramente fisico della questione: l’attrazione, la passione. La Passione si, quella con la P maiuscola, proprio quella che intendi tu.
Hai ragione, mi è sembrato quasi ovvio, preso com’ero nel descrivere l’Amore come sentimento. No Marquito, la Passione quella che intendi tu e quella che intendo pure io ce ne era e pure tanta. Mia moglie mi è sempre piaciuta e parecchio anche. Forse ho volutamente tralasciato nei miei post anche precedenti questo aspetto per cercare di sottolineare gli altri aspetti che più si confanno al termine sentimento. Si Marquito io sono uno di quelli per cui l’Amore è anche e soprattutto Passione e Travolgente Attrazione Fisica. Spesso mi sono meravigliato, parlando con gente separata, del fatto che si dava poca importanza al sesso. Ho sentito parlare molta gente riguardo al fatto che il sesso non è una delle cose più importanti in un rapporto. Per me se non è la prima cosa è senz’altro una delle prime cose. Mia moglie era per me moglie, amante e amica. Ho sempre considerato questo trinomio e glielo dicevo anche. Per questo forse nella mia descrizione hai colto l’elemento amicizia in maniera così evidente. Ti dirò di più Marquito, a differenza di ciò che accade normalmente durante un rapporto di coppia e soprattutto in un matrimonio a me l’attrazione verso mia moglie è andata sempre più aumentando. Durante i tempi del fidanzamento facevamo “ferro e fuoco” e quando ci siamo sposati pensavo di intensificare questa situazione. Dico pensavo perchè una volta accasati lei si è come “ammosciata” nel senso che per carità, fare sesso con lei era sempre travolgente. Ma io avrei voluto più frequenza, più fantasia, più eros. Mentre lei nonostante fosse per sua natura molto passionale si era un po’ “seduta”. E a differenza di lei, che si è tenuta i suo malesseri dentro, io invece li esternavo dicendole apertamente ciò che volevo ciò che cercavo. E ti dirò anche questo aspetto ha innescato in me la paura che con l’arrivo di un figlio tale aspetto potesse peggiorare. E’ pur vero che durate il nostro matrimonio sono intervenute vicende esterne, soprattutto malattie che hanno coinvolto i nostri genitori che si sono susseguite a raffica, minando un po’ la serenità essendo fonte di pensieri continui. Succede in tutte le famiglie per carità ma onestamente la frequenza con cui si sono verificati questi eventi, francamente mi è sembrata fin troppo elevata. Ogni anno è stato caratterizzato da eventi più o meno gravi e frequenti…un po’ troppi.
Quindi Marquito, dopo averti chiarito questo aspetto ti sarà chiaro ancora di più per quali e quanti motivi io non riesca a staccare da questa storia. Non solo l’Amore inteso come sentimento, non solo i sensi di colpa, non solo la rabbia per il suo comportamento, non solo il rimpianto di non aver formato una famiglia ma addirittura la mancanza puramente fisica di mia moglie. Un’attrazione fisica….
MARQUITO….segue
….travolgente. Quindi a questo punto vorrei sapere cosa manca nella mia descrizione che tu definisci “personale” per essere considerata come Amore Vero e Completo. Posso dirti, per concludere la questione “attrazione fisica” che fino agli ultimi giorni del nostro matrimonio chiedevo “baci di passione” a mia moglie, quelli che si scambiano gli innamorati e che nel mio modo di pensare e di agire non sono mai venuti meno. Fosse stato per me Marquito avrei fatto l’Amore con mia moglie, non dico tutti i giorni, ma costantemente almeno 2,3 volte la settimana. Senza contare il fatto che per me fare sesso con lei non voleva dire soltanto il semplice rapporto sessuale completo ma anche e soprattutto preliminari. A me bastava vederla camminare, bastava guardarla vestita in una certa maniera per andare in estasi. Non so se a questo punto tu possa considerare la mia personale descrizione dell’Amore come quella tra due amici.
Aspetto tue commenti in proposito così come quelli di Aleba e Luna per l’eventuale, come ha detto tu, approfondimento del tema.
Ciao a tutti
marquito: anche secondo me l’attrazione fisica, ma intesa anche come il desiderio in senso più esteso di vicinanza fisica e affettiva è importantissima. Metto insieme questi concetti perché, se parliamo d’amore, non riesco a vederli disgiunti. E non riesco ad immaginare un amore che non abbia bisogno di vicinanza. Fosse pure lo sfiorarsi avanti e avanti negli anni in cucina o tenersi per mano. Si parla tanto, in generale, di passione che finisce inevitabilmente. Io non credo che sia così. E’ vero che ti basta andare al ristorante e vedere coppie che sembrano sedute tipo ognuno da solo anche se allo stesso tavolo. Perché? Le ragioni possono essere tante. Ogni relazione ha la sua storia. Ma mentre si dice spesso che finita la passione conta quel che resta a parte la passione quante volte le persone si allontanano e non solo nel letto per altro che manca o per conflitti altri? Anche qui, ovviamente, non c’è una ‘legge universale’, parliamo di emozioni, individui etc. – fuori dal coro: un mio amico è dopo che aveva appena affrontato l’acquisto di una casa che ha visto esplodere la crisi. E la casa non era certo la causa. Nè l’antidoto al non detto. – quanto può aver pesato psicologicamente l’intervento chirurgico? C’erano attinenze con una possibile difficoltà al concepimento o la fertilità? – ribadisco, scusa, che in QUEL MOMENTO si è evidenziata un’incompatibilità, nel modo di affrontare la questione crisi – da due anni ti crocefiggi autoaccusandoti anche per la violenza -e a me pare poca reale chiarezza –
ciao fuori da coro, ogni tanto vi seguo ma per questioni di lavoro non sempre posso esserci. leggo che tu ancora tutt’ora passi, in avanti ,non ne’ hai fatti, e mi dispiace per questo, cerchi di reagire , come il viaggio che ti sei fatto a natale con una piacevole signorina, ma che la tua testa era sempre su di lei. e’ molto probabile che se tu trovassi sul tuo cammino una ragazza che ti facesse perdere la testa e che valesse piu della tua ex, tu da questo incubo ne’ usciresci. secondo me non stai reagendo come si deve, c’e’ qualche cosa che blocca la tua evoluzione, un blocco spicologico, sensi di colpa che ti addossi e che non ti fanno vivere, perche’ non provi qualche seduta ipnotica, x scavare nel tuo passato??
devi cambiare strategia, se vuoi sartare fuori dal tunnel.
prova a pensare un po’ piu a te stesso e non sempre a lei, devi farcela fuoei dal coro, sentendoti cosi’ in gabbia mi fai stare male.
ciao a presto
MARQUITO – ALEBA – LUNA
Ciao ragazzi. Scrivo mentre ho letto il post n. 465 di Luna e dopo aver risposto al post n. 461 di Marquito. Credo appaiao nonostante sembri (forse) che esprimo una certa lucidita nello scrivere che mi trovo nel bel mezzo di una forte crisi. Crisi dettata da una serie di circostanze che credo di aver evidenziate. Nei vostri racconti relativi alle vostre esperienze affettive appaiono evidenti le ragioni per cui un rapporto possa essere terminato. Marquito è stato breve e conciso e si è capito cosa non andasse nelle precedenti esperienze. Luna ha avuto un periodo di 7 anni inn cui si è evidenziata una crisi del proprio compagno che ha portato alla rottura. Aleba bè ogni commento è superfluo.
Ma la mia storia ? Io stesso sono in confusione totale pur essendo lucido nel ricordarmi ogni passaggio del mio rapporto. Una donna solare, onesta, piena di vita, innamorata del proprio uomo, che dialoga, che condivide, che si confronta. Una donna che improvvisamente cambia e chiude il rapporto senza che in precedenza si fosse evidenziata una crisi di coppia tipo quella di Luna o di Aleba. Una crisi che vive solo lei e che nessun altro me compreso ne è a conoscenza, neanche i suoi genitori. Capisco che il figlio è una questione importante e sono d’accordo con Luna quando parla di tirare “il freno a mano” nel momento in cui si cambia discorso. Se una cosa è così importante va affrontata con la dovuta importanza. Ripeto ammetto senza remore di essere stato un muro di gomma sull’argomento figlio di cercare di chiudere l’argomento ogni qualvolta fosse preso in considerazione. Ma onestamente e sinceramente non ho percepito quanto basilare fosse questo desiderio di concepire al punto tale da mettere in discussione un rapporto di coppia. I miei “no” erano improntati al come dire “ma dai stiamo bene così, stiamo bene insieme, ci divertiamo, siamo liberi di vivere il nostro splendido rapporto, di amarci, di stare insieme,di poter viaggiare. I figli sono belli ma comportano sacrifici enormi, tensioni, paure, ansie per tutta la vita. Siamo davvero convinti di volerla cambiare ?”
Ecco in sostanza i miei no erano improntati su questi discorsi, più o meno egoistici sotto un certo punto di vista e più o meno improntati sulle paure reali della vita con i figli e sulle paure ipotetiche di incrinare un rapporto fino ad allora idilliaco. Un “tiraggio del freno a mano” sono sicuro, mi avrebbe dato una scossa. Mi avrebbe fatto capire che alla fine ero solo io a volere un certo tipo di rapporto. O meglio, probabilmente lei avrebbe voluto anche lo stesso tipo di rapporto. Con la differenza che avrebbe voluto fossimo in tre a viverlo anziche noi due soltanto. A quel punto mi avrebbe messo di fronte ad una scelta, o quantomeno ad una reale riflessione sui progetti da seguire insieme. E secondo voi cosa avrei fatto ? Avrei lasciato mia moglie ? Non credo proprio. Nella peggiore delle ipotesi avrei potuto innervosirmi, prendermi un po’ di tempo per pensare…
Ciao a tutti.
Mi piace come hai parlato dell’amore, Fuori dal Coro. ..davvero, io penso che amare significhi proprio tutto quello che hai scritto. Nel bene e nel male. Preciso che quando dico MALE mi riferisco a malattie, lutti, difficoltà economiche, difficoltà emotive. Il male è affrontabile con grande efficacia, quando c’è l’amore. Altra cosa è il male che nasce dentro la coppia, l’uno nei confronti dell’altra e viceversa, dall’interno, quello .. bisogna prenderne atto.. non è assolutamente amore. Così è come ho vissuto io. Amore per la persona completa, amore per i pregi, amore per i difetti, amore per la sua incapacità emotiva. Tutto questo amore è stato progressivamente ricambiato, dal mio ex, con astio, disprezzo. Accetto, accetto perché ti amo…forse un giorno vedrai chiaramente che il mio è amore, ma non è possibile..non lo sarà mai con lui. Il mio amore non aveva senso, non poteva raggiungerlo. L’amore per sé stessi è la prima insindacabile esigenza della persona, qualsiasi persona che ti porti a rinnegare l’amore per te stesso, non ti sta amando e ciò che provi tu, non è amore.
La passione, il desiderio, l’amore. La passione è in simbiosi con il sentimento. Io non potrei amare un uomo e non desiderare toccarlo, abbracciarlo pelle contro pelle. Non c’è una scala di quanto valga il sesso e quanto il sentimento, è un mix magico dove gli ingredienti vengono dosati in modo direttamente proporzionale, e l’uno riceve forza e sapidità dall’altro in una reazione a catena che si autoalimenta. L’attrazione fisica è importantissima, secondo me se non provi attrazione per il partner, vuol dire che si tratta di una bella amicizia…l’amore platonico non esiste. La passione va coltivata e qui entra in gioco la complicità, l’empatia, la conoscenza profonda del partner e il bene, il voler bene!! Alimentare l’amore significa desiderare intimità emotiva e intimità fisica. Se il rapporto sessuale viene ridotto alla semplice espletazione di una funzione fisiologica…beh il partner allora è un pezzo dell’arredamento della stanza da bagno, lascio a voi capire di cosa sto parlando. Io ho sempre provato attrazione per il mio ex, ma anche il lato fisico della nostra relazione è stato deleterio per me, per la mia anima. Pensate solo a cosa mi diceva lui in occasione delle discussioni, già da parecchi anni: “fino a quando mi piace il sesso con te, non ti devi preoccupare!”. Preoccupare di cosa?? Certo io mi preoccupavo, di fargli piacere il sesso e di non farlo mancare, altrimenti … Altrimenti COSA?? Queste sue parole hanno un significato chiaro per me oggi, ma mi ci sono voluti anni per capire. Io lo amavo e lo desideravo. Lui desiderava essere soddisfatto, punto. Fuori dal letto io ero una persona inutile, una sfruttatrice, una che non ha portato niente nella sua vita, un’incapace, stupida, esageratamente emotiva, irrazionale, io ero Mrs Nessuno… però a letto servivo eccome. …….
Continua … Ok, il sesso con me ti piace . . e il resto?? Che valore dai al resto? Che valore dai alla donna che vive al tuo fianco? Zero assoluto!! Certo non mi sono voluta bene affatto quando mi cercava e prima di farlo gli dicevo “però domani sarai più gentile con me?”.. Oggi a ripensarci mi sento di aver venduto, svenduto me stessa. Non riuscivo a guardare in faccia la realtà, non riuscivo a vedere che avevo calpestato il concetto stesso di amore e passione. Per fare l’amore si è in due, è uno scambio sublime e irrinunciabile di affetto di emozioni forti, di estasi. Per fare sesso non c’è bisogno di una persona specifica…a volte non serve neppure un’altra persona. Sono lieta di aver raggiunto questa consapevolezza, di aver capito che stavo offendendo il mio modo di concepire l’amore, la mia vita. Per lui la mancanza di rapporti ha implicato un rapido deteriorarsi della situazione e del suo comportamento verso di me. Io gli chiedevo “come fai a disprezzare apertamente una persona e volerla nel letto con te? Come fai a pensare che una persona che si sente disprezzata abbia voglia di fare l’amore con te?” Nessuna risposta da parte sua. Certo, lui voleva una donna sempre pronta, ma vuota. Io non sono vuota, io esisto! Ho un cuore e un cervello che si scambiano informazioni e energie e vivono dentro un corpo che interagisce mediante risposte chimico/fisiche alle emozioni, ai sensi, con razionalità e sentimento, io sono una persona. Se la persona al completo per te non ha valore, anzi è brutta ai tuoi occhi .. allora non credo si tratti di amore quando cerchi nel corpo le tue risposte. Parlo di questo aspetto con riluttanza, perché quando guardo agli anni trascorsi me chiedo come abbia fatto io a calpestare me stessa in nome dell’amore per quell’uomo. Un uomo fragile e disperato nel profondo di sé stesso che sicuramente aveva bisogno di tanto amore, ma incapace di accogliere l’amore.
Mano a mano che passa il tempo mi accorgo che mi sono riappropriata del mio modo di vivere l’amore. Adesso so che non si alzano i livelli di tolleranza per non dover riconoscere che l’ambiente è inquinato…l’inquinamento va combattuto, l’ambiente deve essere risanato.
Bacioni a tutti!
1. MARQUITO – LUNA – ALEBA….segue
…ma di certo sarei arrivato ad una conclusione positiva che avrebbe contemplato la messa “in cantiere” di un figlio.
Cosa è accaduto invece nella sua testa. Cosa l’ha fatta ragionare in una maniera tale da non mettermi nella condizione di poter scegliere ?
Aveva paura di ferirmi ? Di obbligarmi a fare una scelta non voluta ?
Cosa ne pensate ?
Fatto sta che io mi ritrovo dopo 2 anni a non aver capito cosa sia frullato nella testa ad una persona che tutto era fuorchè una donna con problemi psicologici.
Ma c’è di più. Nel mio concetto di Amore per un’altra persona è implicito il bene, l’affetto. Il bene più semplice, sentito, reale, pulito. Come si può, dico io, mollare di punto in bianco una persona di cui fino a qualche giorno prima ti sei preoccupato se aveva una minima alterazione febbrile. Scusate, vivrò in un mondo tutto mio. Ma tre mesi prima che lei mi comunicasse la sua pausa io ero preoccupato e in forte ansia mentre lei si trovava in camera operatoria. Ero terrorizzato all’idea che le potessero far male. Avevo le lacrime agli occhi al solo pensieri di immaginarla sotto i ferri. Scusate, spiegatemi, perchè io non ci riesco ma come si fa a dimenticare e a non provare più nessun sentimento per una persona per la quale stavi soffrendo come se in sala operatoria ci fosse stata tua madre ?
Io so solo che se accadesse la stessa cosa oggi, dopo due anni che lei se ne è andata io starei sempre nelle stesse condizioni e vi assicuro che ancora oggi se la vedessi uscire sana e salva dalla sala operatoria, ci sarebbe un bacio, una carezza, un parola di conforto. Ma non di quelle che si danno ad una mamma, ad un amico, ad un parente. Ma di quelle che si danno a una persona che si Ama. Per sempre.
Spiegatemelo se potete. Perchè per me tutto è straordinariamente semplice e pulito.
@ Fuori dal Coro:
Bé; adesso che ti sei spiegato abbiamo un quadro più realistico della situazione, e per noi è molto più semplice comprendere il tuo dolore, la tua rabbia e la tua disperazione. Purtroppo né io né LUNA siamo chiaroveggenti; quindi non possiamo dirti quali motivi abbiano indotto tua moglie a interrompere dopo tanti anni la vostra relazione. Lei tira in ballo il desiderio di maternità ma in questa versione dei fatti c’è sicuramente qualcosa che non quadra. Se l’unico problema era il figlio, perché non è restata insieme a te quando tu le hai garantito di condividere appieno questa sua aspirazione? Perché non è restata insieme a te quando tu l’hai rassicurata e ti sei dichiarato disponibile a costruire una famiglia di tipo tradizionale ? Forse perché avevi compreso le sue esigenze con un po’ di ritardo ? Ma ti pare possibile che una donna innamorata getti alle ortiche un matrimonio per un motivo così futile ? Di errori ne commettiamo tutti, e in ogni caso tu ti eri convertito alla sua visione della coppia, quella che trova il suo coronamento nel concepimento di un figlio. Forse lei non credeva alla tua conversione e pensava che avessi accettato il figlio soltanto per opportunismo… Questa potrebbe essere la spiegazione più logica, ma tu affermi di avere aderito al suo progetto con reale entusiasmo e di avere fatto tutto il possibile per dimostrarglielo. Scusami se mi esprimo con franchezza, ma in tutta questa storia c’è qualcosa di poco chiaro (SEGUE)
Fuori dal Coro, io ho vissuto un’esperienza abbastanza simile alla tua, nel senso che sono stato abbandonato dalla donna che amavo senza ricevere uno straccio di spiegazione. Tu una spiegazione l’hai ricevuta, ma si tratta di una spiegazione poco convincente, che lascia adito a mille dubbi e a mille perplessità. Il fatto è che certe volte dobbiamo rassegnarci a non capire … Lo so che si tratta di una situazione devastante; soprattutto quando si è innamorati e ci si è convinti che “quella” donna fosse proprio la donna giusta. Ma a cosa serve continuare eternamente a macerarsi nel dubbio ? Io ho riflettuto a lungo e alla fine mi sono adagiato in una spiegazione di comodo, che serviva più che altro a lenire il mio dolore e la mia sofferenza … mi sono convinto che quella donna fosse fuggita proprio perché mi amava tanto e perché non intravedeva nessuna possibilità di costruire un futuro in comune. Questa “spiegazione” mi ha aiutato a tirare avanti per moltissimi anni, anche se poi mi restava il rammarico di non essere riuscito a farle comprendere l’intensità del mio Amore (io l’avrei seguita anche in capo al mondo, ma questo fatto probabilmente, andava al di là della sua capacità di comprensione). Adesso, a distanza di quasi dieci anni, che cosa penso di questa mia interpretazione ? Penso che sia insoddisfacente e che colga soltanto un aspetto del problema. La verità integrale, la verità tutta intera, io non la conoscerò mai. Così è anche per la spiegazione fornita da tua moglie … non dico che sia del tutto inconsistente, ma anche nella migliore delle ipotesi è una spiegazione insoddisfacente, parziale ed incompleta.
Per un problema tecnico non sono riuscita ieri a finire il post.
Dicevo, Fuori dal Coro, che si è evidenziata una incompatibilità, in quel momento, secondo me, perché comunque lei non ti ha detto (o come dice Marquito non è riuscita a dire, non riuscendo però lei comunque, per indifferenti quali ragioni, a tirare fuori i suoi conflitti REALI in modo aperto) cosa le passava per la testa, mentre tu avevi bisogno che lo facesse. Se tu, con tutti i tuoi pregi e difetti, paure e idee, sei convinto che alla base del rapporto ci sia anche il fatto di mettere bene in chiaro le cose per poterle affrontare e discutere, se tu credi che l’empatia non debba venire meno, e che sia importante che ciascuno guardi bene in se stesso anche prendendosi le responsabilità di cercare di far chiarezza in se stesso, allora in quel momento lei è stata incompatibile con te. Siamo diversi Fuori dal Coro, ma io questo punto lo capisco molto bene, ed è per questo che ti dico che secondo me siete stati incompatibili. Tu dici che avete sempre parlato, molto. Ma lei ti ha veramente detto con la stessa chiarezza tua nei suoi confronti le cose che voleva, sentiva?
Tu in altri post sei arrivato al punto di dire, se non erro: le ho manifestato presto, da subito, i miei difetti, in modo che mi conoscesse per come sono. Ora, a parte il fatto che io non credo che possiamo davvero fare una carta d’identità di noi stessi esaustiva, neanche con la “più buonissima” (esagero apposta, per far capire quanto) volontà, e che comunque anche la percezione dell’altro rispetto ai nostri pregi e difetti è personale, io ho l’impressione che anche questo dimostri quanto tu avessi bisogno di vivere in un mondo in cui il più possibile si potessero evitare dei conflitti (non nel senso che non eri pronto ad affrontarli, anche per amore, ma che forse, nel tuo concetto di armonia e protezione dell’armonia, c’erano degli aspetti come il fatto di dire: io sono così, puoi amarmi per come sono? puoi accogliermi veramente per come sono? non voglio che un giorno tu possa dirmi che sei delusa perché non ti ho mostrato dei lati di me. ecc). Tu dici che per te l’amore è semplice e che sei una persona semplice, e ciò che ho scritto tra le parentesi non significa dirti che sei una persona complicata. A parte che ci troviamo molto più a interrogarci e a doverci interrogare in caso di conflitto che in caso di armonia, come sta accadendo a te. Io non sono una persona che in caso di armonia e quiete e serenità si fa mille pippe mentali. Non sono una che complica il pane, come si suol dire, ma se il pane è complicato mi ritrovo anche a domandarmi perché. Rispetto a chi mette le questioni sotto il tappeto (fermo restando che tutti, inconsciamente, possiamo farlo o non accorgerci che c’è una questione) sono una che preferisce sapere ed affrontare le cose. Anche a me fa molta più “ansia” l’idea che una persona non mi dica che c’è o vede un problema che l’inverso. Per me una vita tranquilla non è una vita in cui non
esistono conflitti (non nel senso che vado a cercarmeli, ma nel senso che mi pare naturale che gli esseri umani possano provare dei conflitti interiori o che nella quotidianità ci possano essere dei momenti in cui, anche con la più buona ottima volontà, e grande amore non si sta camminando allo stesso identico passo, ecc), ma una vita in cui so che le persone che ho attorno, che siano parenti, amici, compagno, marito, un figlio se un giorno ne avrò, mi dicono quello che secondo loro non va, dandomi così anche la possibilità di sapere qual è la situazione, anche di fare autocritica, di aggiustare il tiro se necessario, di rassicurare se ne ho la possibilità, di dire il mio punto di vista, di riflettere, di correre ai ripari. Per me è molto più grave che un problema non sia portato all’ordine del giorno, che a un nodo non sia dada la possibilità di essere sciolto che il fatto che possa esistere un problema o un nodo da sciogliere.
Banale? non so quanto. Forse in teoria lo diciamo tutti questo, o molti, ma quanti di noi riescono a farlo sul serio, o anche a farlo in maniera assertiva? Marquito dice una grande verità: una persona in crisi ha difficoltà a leggere dentro di sè, quindi la sua difficoltà a verbalizzare un conflitto può essere a monte. Forse le persone più abituate all’introspezione (e anche a non averne paura) sono più capaci di fare questo, di chiedere aiuto, che sia nella maniera migliore, neutra o peggiore, senza delegare completamente all’altro le responsabilità o un ruolo da “interprete”. Poiché anche a me è capitato di essere in crisi nella vita so quanto possiamo non accorgerci fino in fondo anche dei sintomi esterni della nostra crisi, o non afferrare noi stessi dei nostri comportamenti. Mi spiego con un esempio: durante un periodo particolarmente intenso, in cui vivevo dei conflitti emotivi di coppia e all’esterno, persone a cui volevo molto bene, vivevano dei grossi problemi, io spostai inconsciamente l’attenzione all’esterno. Parlando con una delle mie migliori amiche le dissi quanto fossi preoccupata (era vero) per queste persone che stavano male. Lei mi conosceva e sapeva che era vero, al contempo mi disse: ma la tua vita dov’è? (cioé: come stai tu?). Quella frase mi colpì molto e mi fece riflettere. Allo stesso modo, nel momento in cui lei era in crisi con il marito e ancora nessuno lo sapeva, poiché la vedevo strana diversa, non in modo eclatante, ma a istinto coglievo delle sfumature pur senza riuscire a capirne il vero significato e l’origine, io le chiesi se andava tutto bene, in modo generico, non invadente. Lei mi disse di sì. Due giorni dopo mi raccontò che invece no, non stava bene. Però se chiedi ad una persona: tutto bene? e quella persona ti risponde sempre di sì è ragionevole, in assenza di sintomi molto evidenti, e rassicurato/a sul fatto che va tutto bene, pensi di aver avuto la risposta. Cioè (continua)
sono contenta aleba che ti stai riprendendo, assulutamente con i tuoi tempi, a piccoli passi per te per tua figlia a poco a poco riprenderete il vostro equiliquio interiore.
diventerai forte da combattere qualunque e chiunque persona e lui rimarra’esterefatto da chi sei tu e non riuscira’ piu’ a raggiungerti per distruggerti. ciao maria
può capitare che siamo così persi in una nostra crisi da non riuscire a dire “sono in crisi e per questo e quest’altro” ed è certamente importante che la persona che ci ama e amiamo, conoscendoci, si accorga che c’è qualcosa che non va. Ma può accadere che non accada. E non è solo per egoismo. E se uno non è in grado di “vedersi”, “ascoltarsi”, “verbalizzare in modo chiaro” e l’altro vede, chiede, ma gli viene data una risposta fuorviante (“no, sono solo stanco”) o con gli elementi che ha (c’è stato un ricovero, abbiamo cambiato casa, abbiamo avuto anni pesanti, ecc) pensa di avere visto delle ragioni, è davvero colpa di qualcuno? – La persona con cui sono stata io ha avuto per anni accanto qualcuno che gli diceva chiaramente le sue sensazioni, i suoi dubbi, paure. Se ho paura che mi vuoi meno bene o mi stai trascurando o che ci sia un problema tra noi non mi faccio un film solitario in tecnicolor, te ne parlo. Anche perché, è ovvio, spero che mi rassicuri. Se mi rassicuri ti credo. Anch’io, pure se mi sono trovata a dover scandagliare di qua e di là, per istinto guardo il quel che è. E poter basarmi sul quel che è mi rassicura. Se mi sorridi non penso che in realtà ti sto sulle palle, penso che mi stai sorridendo. Lui ha sempre avuto più paura di portare un problema all’ordine del giorno, dicendomi che in questo io ero molto più coraggiosa. Io ho imparato che poi, anche se protestava, quando lo facevo io, comunque ci rifletteva su. D’altra parte lui era (è, comunque rimane un suo “talento”) capace di cogliere anche un semplice sfumatura sul mio viso, di fatica, turbamento, conflitto. Anche per questa ragione mi ha dato per anni ottimi consigli e a sua volta mi ha portato a riflettere. Ad un certo punto ha usato questa sua sensibilità, purtroppo, anche contro di sè, unita al fatto di essere troppo introspettivo. Così da un lato non riusciva (veramente) a vedere la sua crisi, standoci troppo dentro, dall’altro non riusciva a dire in modo assertivo qual era il problema, dall’altro ancora si sentiva non abbastanza compreso e “salvato” e rassicurato (ma senza essere capace di dire in modo chiaro cosa voleva davvero), dall’altro ancora leggeva il mio viso e i miei comportamenti in un modo che gli cagionava insicurezza, dolore o giungendo alle sue conclusioni. Lungo da spiegare, ma non posso che dare ragione a Marquito. Purtroppo queste cose possono accadere. E se è successa a te probabilmente hai fatto il possibile, e lei è convinta di averlo fatto. Il punto è però che tu ti interroghi anche sul tuo ruolo attivo, lei, mi sembra, lo attribuisce solo a te, e a se stessa riserva un ruolo “passivo”. Anche se ci sbatti la testa contro tutto il giorno, e anche se scrivi cosa secondo te è giusto e quanto e come amavi lei, non puoi cambiare il fatto che una certa dinamica sia accaduta. Tu le hai comunque ampiamente spiegato che non intendevi “negarla” come madre, quali erano le tue paure. Trovo che ci sia una profonda differenza tra le due cose, comunque
MARIA – ALEBA – LUNA – MARQUITO
Ciao Maria ben trovata. Spero intanto tu stia bene. Ti rispondo in maniera abbastanza semplice. E’ ovvio, non sto facendo passi avanti, anzi a dir la verità sto facendo passi indietro. Ho un blocco psicologico ? Può darsi, anzi sarà sicuramente così. Difficile, davvero difficile in queste consizioni trovare una ragazza che ti faccia perdere la testa, perchè la testa come dici tu è sempre rivolta a lei. Sai una cosa Maria ? E’ abbastanza facile difendersi o allontanarsi da chi ha mostrato cattiveria o menefreghismo verso di te. Quello che è difficile è difendersi o allontanarsi da chi ti ha amato e ti ha voluto bene. In questi casi sei disarmato, sei senza difese perchè non te lo aspetti e se ti ferisce una persona del genere ti ferisce a morte perchè non ti aspetti suoi fendenti, non li conosci. E ogni parola, ogni rinfaccio ti risuona come una coltellata.
I sensi di colpa poi la fanno da padrone è vero. Non c’è bisogno di scavare nel passato. Il senso di colpa è abbastanza evidente e riguarda la questione figlio ho già esaustivamente parlato nei post seguenti quale disagio interiore mi provoca questa cosa.
ALEBA
Ogni volta che ti leggo, ogni volta che sento i tuoi racconti riguardo il tuo compagno rimango allibito ed incredulo. Ma può davvero un uomo compiere certi gesti e pronunciare certe parole ? Forse si ma in atti di rabbia isolati. Ma qui pare che ciò fosse la regola. Usi parole come astio e disprezzo. Ma perchè ? Cosa gli facevi di tanto grave per indurlo a provare certe emozioni nei tuoi confronti. Più ti leggo e più non capisco. O forse capisco e penso di collocare il tuo uomo tra i malati di mente. Ma poi mi dici che al di fuori era una persona normale. E allora non so che dirti. Mente perversa, personaggio dalla doppia personalità o forse talmente debole da volersi rifare su una persona in quel momento più debole. Più debole solo perchè lo amava ed accettava ogni suo sopruso.
MARQUITO: adesso la questione è più complessa. Mi chiedi perchè non è restata insieme a me quando le ho garantito di condividere appieno la sua aspirazione. Non lo so Marquito non lo so. Lei dice che ormai si era disamorata. Certo mi ha accusato di opportunismo. Che io accettavo l’idea di avere un figlio solo per riprendermela. Ma secondo lei avrei giocato sulla vita di un bambino ? Non lo so Marquito, ripeto non lo so. La presenza di un altro uomo ? Ma allora perchè non essere onesta e dirmelo ? Si qualcosa non torna e non torna neanche a me. Fatto sta che una cosa mi appare certa. Lei ora travisa la realtà. Quella passata sicuramente. Perchè non fa altro che rinfacciarmi le cose. Molte, troppe. Come se avesse accettato i miei pensieri, le mie azioni solo per farmi piacere. E questa è una delle cose più brutte. Perchè vi giuro io ho fatto di tutto per cercare di essere in armonia, in serenità. Ho espresso le mie idee ho cercato di metterle in atto. Ma la rendevo sempre partecipe di tutto. Le chiedevo ogni cosa. E ascoltavo…
MARIA – ALEBA – LUNA – MARQUITO…segue
…i suoi pareri, i suoi consigli. Non so Marquito, 20 anni sono tanti per poter pensare che non le sia andato bene il mio modo di essere, il mio modo di fare. Forse avrà subito incosciamente la mia personalità accettando passivamente cose che in fondo non condivideva. Ma onestamente io ricordo il suo viso sorridente e non forzato, ricordo i suoi discorsi e ricordo anche quando qualcosa non le andava bene come era in grado di farmela notare. No perchè qui sembra che sto parlando della famosa bambolina che fa no no no no, come dice la canzone. Ripeto mi piacerebbe davvero conoscere la verità integrale come dici tu.
LUNA: mi chiedi se lei ha espresso con la stessa mia chiarezza le cose che sentiva e che voleva ? Si Luna credo proprio di si. Poi Luna hai colto nel segno quando dici che io avrei voluto vivere in un mondo in cui si potessero evitare il più possibile i conflitti. E’ un dato di fatto, ho cercato e ho sperato di poter vivere in serenità ed in pace. Ho sempre vissuto male le liti tra i miei genitori e mi ero riproposto che a me una cosa del genere non sarebbe dovuta capitare. Scambio di idee, dialogo, ma nel più assoluto rispetto e calma. Non ricordo davvero a mia memoria di avere mai alzato la voce in casa e ho sempre ascoltato ciò che lei diceva. Anche se lei è convinta che non avesse voce in capitolo, che io non l’ascoltassi, che io facessi solo quello che avevo in mente. Chissa cosa poi !!!! Ci giro sempre intorno ma non so davvero se la questione figlio abbia influito in maniera chissa quanto grande nella sua mente nella sua psiche. Il mio rifiuto, secondo lei, di lei stessa intesa come madre. Anche qui, realtà travisata. Io sto cercando di capire Luna, perchè voglio capire. Voglio sapere chi avevo realmente al mio fianco, o cosa le sia successo per modificarle tutto il suo credo. Sembrerebbe tutto semplice: l’intervento di una terza persona che le ha fatto vedere la vita in una maniera diversa, che le ha posto la mia immagine come quella di un uomo egoista e incapace di amare. Scrivo questi post senza nascondere nulla esponendomi a eventuali critiche proprio per capire. Anche se so per certo di aver commesso un errore madornale, pazzesco che va al di là di un grave errore “di coppia”. Ormai lo vedo come un errore un grave errore anche semplicemente mio personale.
So solo che vorrei capire, vorrei tanto capire anche se ciò difficilmente mi aiuterà a tornare a vivere in serenità come ho fatto soprattutto in questi 20 anni anni vissuti con lei.
Ciao a tutti
fuori dal coro, il ‘grande errore’ è stato esprimere ciò che tu in quel momento sentivi riguardo una scelta così importante? E non importante perché le famiglie normali fanno figli o perché ‘ho paura che sennò mi pento’ o per le proiezioni che ciascuno può attribuire a paternità e maternità, ma perché si sta parlando di una creatura che per un tot del tempo avrà anche un bisogno fondamentale e viscerale si sentirsi amata e accolta. E non è erode chi si guarda dentro e dice “come mi sento rispetto alla paternità’.
e’ chiaro che sento solo la tua campana e posso anche immedesimarmi in una persona in crisi con se stessa e anche in un desiderio frustrato di maternità. Ma quando racconti il suo punto di vista e le sue recriminazioni a riguardo perché sanno tanto di autoreferenzialità? ‘tu hai voluto negarmi il ruolo di madre’ (comunque non per farle un dispetto e c’erano in gioco anche i TUOI equilibri) e ‘ora sì solo per riavermi’ (cioè un bambino ‘dimostrativo’ in entrambi i casi? E il tuo percorso personale in tutto ciò non esiste? Il fatto che tu, mettiamo pure anche partendo tu da una tua esperienza come figlio e avendo visto delle disarmonie tra i tuoi avessi da fare un percorso? E tu non potevi essere stanco e confuso perché avevate passato dei forti periodi di stress? Ma sai che non ho capito quanto tempo è passato da ‘vorrei un figlio?’ a ‘non ti amo più, ciao’?). Ti ho già detto che non giudico la valenza che lei può aver dato alla maternità in quel momento e al tuo non essere immediatamente d’accordo. Nè giudico chi si sente, che lo sia o no, ad un bivio e dice ‘io voglio un figlio, non ne avremo, esco da un vicolo cieco’. Ma era un vicolo cieco? E possiamo dire ‘non ti amo più e ho scelto così’ ma pure non tornando con te avrebbe potuto (evidentemente no) essere più empatica. Anche solo dicendoti ‘mi spiace per i nostri tempi diversi’ che è diverso da dare tot la colpa all’altro, e giudicare ‘sbagliati’ e ‘non validi’ i suoi stati d’animo. Si può restare feriti da qualsiasi cosa, ma vedere un dolo volontario dove non c’è e quando l’altro si svena per dircelo è diverso. Lei è troppo presa da come si è vissuta la cosa per ‘vederti’. E che ti ami o no il tuo blocco psicologico mi pare in buona parte causato anche dal fatto che comunque ti abbia caricato di tutto il peso. O sei tu a leggere così il suo abbandono? Di fatto però una persona che aveva bisogno di fare un suo percorso per un tema importante, e ne aveva sul serio bisogno, vive ciò come una colpa cristallizzata. Ma se non ti aiuta lei a liberarti di questo blocco comunque tu devi farlo, per te. Stai vivendo questa cosa del figlio in modo autolesionista.
Ciao Fuori dal Coro, Luna, Marquito e ciao Maria..grazie per le tue parole.
Fuori dal Coro, ciò che ho scritto è quanto ho vissuto. Se avessi cercato un confronto, ascolto psicologico o anche solo presso un’amica o una sorella, forse avrei aperto gli occhi molto prima. Il fatto è che io gli occhi non li avevo proprio chiusi, solo mi ostinavo nella mia missione di veder riconosciuto il mio valore come donna e persona. Non sono una santa, sono soggetta anche io ai miei alti e bassi, allo stress quotidiano. Ho sicuramente fatto vari errori, ma il più grande è stato quello di mettere il suo benessere di fronte al mio al punto di accettare addirittura che il mio benessere fosse trasformato in profondo malessere. Lui non odia me in particolare (o meglio, adesso mi odia eccome!), lui odia il prossimo soprattutto il sesso femminile. Pensa che quando il ginecologo mi ha detto che in grembo portavo una bambina, un pensiero è nato d’impulso..mi sembrava quasi di averlo pronunciato ad alta voce…ho pensato “lui la odierà” Ho subito scacciato quel pensiero, un papà non può che voler bene a sua figlia. Eppure sai cosa ha detto qualche settimana fa a nostra figlia?? io lo scrivo, ditemi l’effetto che fa sentire un padre che parla così alla sua bambina, ditemi come può sentirsi quella bimba, ditemi che rispetto potrà avere di sè stessa quando sarà donna. Lui le ha detto “gli uomini sono più intelligenti delle donne”.
Dopo qualche giorno, quando siamo andate a dormire lei mi ha detto: ha ragione papà, io non capisco niente…non sono intelligente.
E’ un egocentrico e crede che solo schiacciando il prossimo, schiacciando il più possibile chi gli sta più vicino…nella sua sfera privata, riesce ad elevare sè stesso.
Scusate, non posso andare oltre stasera.
Buona notte
Buongiorno. Fuori dal Coro, è ammirevole cercare di vivere in armonia che non significa mettere la testa sotto la sabbia o troncare di netto ogni tentativo di approfondire le questioni. I problemi vanno affrontati, ignorarli non li fa scomparire. Una persona che dice, ok parliamone e non si limita a trattare argomenti ascoltando selettivamente solo ciò che gli interessa, che considera il mantenere la calma e il rispetto per il suo interlocutore indispensabile..è da ammirare per me. Mi sento di concordare con Luna quando ti scrive che la stai vivendo in modo autolesionista, la faccenda del figlio. Il modo di porsi riguardo alla maternità, da parte di tua moglie, sembra essere solo la punta di un iceberg. Lei attribuisce il peso di tutto ciò che sta sotto, a te. Quello è il suo iceberg, era lei che doveva occuparsi di esplorare il resto dell’iceberg. Ti ha rovesciato addosso di tutto, pensando di scrollarsi in questo modo di ogni peso, di ogni responsabilità. Io mi baso su ciò che esponi, come fai tu con me. Abbiamo una donna sempre sorridente e affabile, amorevole, coccolata, accontentata e soddisfatta che di punto in bianco rinnega tutto e ti incolpa di aver fatto tutto quello che volevi tu, questo perchè tu le hai negato la maternità. Negato è una parola grande, intanto, perchè certamente tu non l’hai fatto alla maniera del Terzo Reich, ma lei ha percepito come insormontabile la questione. Percepito, non chiarito. Sulla base di percezioni ha costruito mentalmente i contorni, ha elaborato la sua posizione e ha immaginato la tua. Fuori dal Coro, chiaramente tu non hai vissuto sulle nuvole, non al punto da non sentire ciò che tua moglie diceva. Attento, non parlo dei segnali che a me solo il termine fa innervosire, parlo proprio delle parole. Se il suo distacco netto supportato da: la colpa è tua e solo tua, fosse un modo per alleggerirsi la coscienza? per uscirne pulita, non solo agli occhi del mondo ma soprattutto ai suoi stessi occhi?. Anche il mio ex ritiene di non avere colpe, neppure una!! e le persone credono che io sia fuggita perchè sono psicolabile, che non meritavo una persona come lui, così bravo, onesto, puntuale, che mi ha dato una casa meravigliosa…e io ..io non ho saputo apprezzare. Non ha fatto mea culpa, mai. Neppure immagina di poter avere una piccola percentuale di responsabilità.
Me ne frego di cosa pensa la gente, lui è il martire…ok, io la strega…ok di nuovo.
LUNA – ALEBA
Ciao Luna, Ciao Aleba. Mentre vi scrivo sono letteralmente a pezzi, moralmente, sentimentalmente, emotivamente.Mi trovo al lavoro ma non riesco a combinare nulla. La concentrazione non c’è, i pensieri sono da tutt’altra parte. Mi guardo attorno e dico “cosa devo fare ?”. Io che ho sempre avuto delle risposte oggi non trovo risposte. Mi sento apatico, abulico, fragile, privo di energia, assolutamente non reattivo. Vorrei scappare, ma non so dove…e per fare cosa poi ?
Ieri l’ho cercata le ho chiesto di prendere un caffè insieme. Quando l’ho vista ho provato un’insieme di sensazioni incredibili. I suoi occhi adesso tristi. L’ho guardata negli occhi, intensamente. Nonostante tutto è lei solo lei. In quell’istante il mondo attorno non esisteva più. Avevo lei davanti. Ci siamo salutati come due amici, quando invece avrei voluto stringerla forte. Siamo entrati in un bar abbiamo preso un caffè. Una mezz’oretta per sapere che sta passando un momento molto brutto in famiglia. Non voglio specificare. Lo sapevo già e già da tempo ne stavo soffrendo. Con le lacrime agli occhi le ho chiesto di non tenermi lontano da questa vicenda. Non c’è niente da fare l’Amore che mi lega a lei e a tutto ciò che la circonda è per me ancora immenso. Non riesco a immaginare come questo sentimento possa terminare. E’ forte troppo forte. Ho parlato poco di noi. Mi sono concentrato sul suo problema che sento fortemente anche mio. E il dolore è tanto sapendo di non poterlo vivere insieme a lei come per anni avrei immaginato sarebbe successo.
Ho fatto qualche breve accenno su di noi chiedendole con occhi ancora increduli come mai tra noi possa essere successo tutto questo. Le ho chiesto il perchè non mi avesse esternato quella che secondo me è stata una sua crisi interiore. Non ho avuto risposte. L’ho vista solo con le lacrime agli occhi per ciò che sta passando. Ho rivisto per un attimo il suo vero viso quello di una ragazza buona, dolce e sensibile. Non potete immaginare quali e quante emozioni ho provato dentro di me. Non sto a dirvi le parole che le ho detto, in che modo la guardavo. Come mi sarebbe bastato solo un suo cenno per cancellare questi due anni e ricominciare tutto come nulla fosse successo. E starle vicino fare tutto ciò di cui poteva avere bisogno.
Io non so realmente cosa le sia accaduto. Cosa le sia successo per portarla a questo punto con me. Cosa abbia creato in lei questo mio rifiuto alla maternità. Ha ragione Luna quando dice che sto vivendo questa cosa del figlio in modo autolesionista. E’ la verità. Mi sto autodistruggendo. Come dice Aleba non so se il suo è un modo per alleggerirsi la coscienza. Non lo so, vorrei saperlo. Vedete care Luna e Aleba. Voi avete avuto comunque, volente o nolente, accanto due persone che in un modo o nell’altro hanno manifestato insoddisfazioni, frustrazioni, astio, disprezzo. Tutte cose che avete notato molto chiaramente, tanto da vivere male il vostro rapporto. Io tutto questo non l’ho vissuto…..
aleba, ti abbraccio. Le parole purtroppo sono armi, possono essere usate anche così, volens o nolens. Tua figlia però ha accanto te, che purtroppo (ma a questo punto anche per fortuna) lo sai. – anche una frase come ‘tu mi hai negato la maternità’ è un’arma, perché presuppone l’intenzione di un altro. ‘io mi sono sentita come se tu avessi voluto o pensato di negarmi la maternità’ è già diverso’ o ‘io in quel momento preciso davo tale o talaltro valore e significato al pensare di diventare madre’ presuppone che le interessi anche che significato avesse per te un sì o un no. Invece il tuo sentire pare -da quel che leggo- non contare. Poi, mi ripeto, posso provare rabbia, disamorarmi, lasciare, avere una mia versione. Ma tu ti stai autodistruggendo perché un’altra persona ha deciso non solo una separazione ma, per sè, anche cosa hai provato o no. E ‘tu vuoi un figlio ora solo per riavermi ora’ o ‘la gente normale vuole figli’ possono essere punti di vista ma interiorizzati come sta accadendo a te non son tanto diversi – perdonami aleba – da “uomini più intelligenti delle donne’.
LUNA -ALEBA…segue
….Come ho sempre ripetuto, ho vissuto e cercato di vivere il nostro rapporto in maniera semplice. Anche la stessa questione del figlio, ho detto chiaramente che non me la sentivo, che non mi andava di cambiare vita, ho spiegato il perchè. Altrettanto semplicemente avrei accettato il suo disappunto e il suo desiderio di diventare madre al di là del nostro rapporto di coppia. Avrei dissentito, mi sarei arrabbiato, non avrei condiviso. Ma sempre altrettanto semplicemente saremmo giunti ad una conclusione. Che sono certo sarebbe stata positiva (i fatti successivi mi danno ragione).
Ora purtroppo tutti questi risvolti psicologici della vicenda, la sua crisi, il suo tenersi dentro le cose, il suo incolparmi mi si stanno rivoltando contro non facendomi più vivere e come scriveva luna mi stanno facendo vivere in maniera autolesionista.
Lo so me ne rendo conto. Mi rendo conto di tutto. Ma guardate ragazze. Io non so più davvero cosa fare. Io non stacco mai da tutta la vicenda. Sono costantemente con la testa lì. Anche di notte, anche quando dormo profondamente (per fortuna). Cerco di farmi forza guardando cose peggiori della vita: chi è malato, chi combatte ogni giorno con malattie terribili, chi è senza lavoro, chi sa di avere i giorni contati. Il fatto è che a queste cose ci pensavo anche prima, quando stavo bene. E proprio per questo davo risalto ad ogni giorno che vivevo cercando di viverlo nel modo più intenso possibile quasi fosse l’ultimo. Quindi anche ciò non mi giova. Anzi fondamentalmente vivo queste cose in modo peggiore perchè mi rendo conto di non riuscire più a vivere in maniera gioiosa come vorrei.
Io questo ieri a lei l’ho detto. Le ho detto senza autocommiserarmi, ciò che stavo vivendo, facendole capire chiaramente che era solo il mio amore per lei che mi faceva stare in questo modo. Ma lei non so. Non so cosa effettivamente pensi nella sua testa. Cosa elabori realmente. Eppure ci siamo sempre detti tutto.
Quasi due anni fa sono entrato in un tunnel. Ancora oggi non vedo l’uscita. Non so se la vedrò mai. Ma come caspita ho potuto pensare di non formare una famiglia insieme a mia moglie. All’unica donna che riesco a vedere accanto a me. Sapendo quanto fosse importante, mi chiedo adesso come ho fatto a non pensare che avrei potuto perderla ? Forse perchè ne ero troppo sicuro. Davo per scontato il suo Amore così come il mio per lei. Guardate ragazzi è terribile quello che sto provando. Ieri glielo ho detto: “tu non hai capito nulla di me, forse sarò stato anche io a non farti capire bene tutto ciò che avevo dentro, ma a volte i caratteri riservati esternano poco e tu lo sapevi che ero riservato.”.
Che angoscia oggi ragazzi. Sto facendo una fatica immane a mettere una parola dietro l’altra, a cercare di dare un senso compiuto alle frasi. Un fatica tremenda. E un blocco continuo allo stomaco. Che mi assale in continuazione. Senza contare che agli occhi degli altri devo camuffare più di quanto posso.
Ciao
Ciao. Certo Luna, le parole sono armi molto potenti, sono in grado di influenzare profondamente non solo lo stato d’animo del momento, ma anche la formazione interiore; soprattutto quando ad ascoltarle è una persona indifesa, perché nuova come una bambina o perché innamorata.
Che tristezza mi fa sentirti così, Fuori dal Coro. Non riesci a trovare risposte, non ti lascia entrare! Come può una persona rimanere zitta anche quando implori di sapere? Come può decidere di tenerti fuori, non darti la libertà dicendo semplicemente la verità. La verità, l’unica che per quanto atroce può rendere libera una persona di decidere. Quella verità non la conosce neppure lei, oppure non vuole che tu la sappia. Posso capire come ti senti. Ti assicuro. Io ho messo su una bella corazza di cinismo adesso, quando lo vedo il cuore sta per spezzarsi, ma ecco lo scudo scende prontamente a proteggerlo e la maggior parte delle volte tutto si conclude con un sospiro di sollievo: sono libera. Quando parlo di lui mi sembra di parlare di un mostro. Che sia tutto vero? Eppure scrivo a braccio, non ragiono neppure e a volte si vede dall’ortografia e dalla grammatica. Continuo a guardare quella porta dietro le spalle, ho varcato la soglia facendo uno sforzo sovrumano ma ci sono riuscita. Mi dispiace tanto per lui, mia mamma dice che ha perso l’occasione più grande della sua vita, le mamme sono sempre di parte, ma quando ripenso a tutto quello che ho fatto per accudire lui, il suo cuore, la sua testa, la casa .. credo che se solo avesse avuto una volta l’umiltà di pensare di poter crescere, di non sentirsi “arrivato” fin da quando aveva 15 anni. Se solo una volta avesse detto, io soffro e non ne ho motivi: voglio scoprire l’origine di questa sofferenza. Se solo una volta avesse preso la mia mano e si fosse abbandonato con fiducia nelle mie braccia. ..
Ci sono tante cose brutte nel mondo, tante disgrazie che ci sfiorano e che a volte piombano nelle nostre vite, come si fa a non dire grazie quando tutto è a posto, quando la sera spegni la luce e nulla di grave ha scosso la tua giornata? I nervosismi possono starci, ma cribbio! Noi, come tanti, abbiamo vissuto disgrazie veramente pesanti, come fai a recriminare per un pelo nell’uovo quando l’uragano ti sta spazzando via la casa?
Poi un’altra cosa, il cercare sempre e comunque un tornaconto, soprattutto economico. Anche le volte che sembrava avesse “generosamente” fatto qualcosa di positivo, detto una parola gentile…dopo qualche giorno chiedeva il saldo, e Aleba pagava. Fino a quando ha detto Stop, la cassa è chiusa, non c’è più niente.
FUORI DAL CORO: ti ho già detto che non c’è stata una progressione nel mio rapporto, come nel tuo caso c’è stata una virata improvvisa.
Fino a cinque minuti io vivevo come dici tu di te.
Fino a due secondi prima, anzi.
Io ho detto: “Andiamo in gita con mio fratello, domenica?” e il mondo si è girato sottosopra.
Poi, vero, c’è stata la crisi. Ma non c’è stata una crisi e un’esplosione.
C’è stata un’esplosione e poi una crisi.
E quel suo essere molesto è stato, come ti ho detto, il suo combattere tra sè e sè, più che con me. Lungo da spiegare, ma comunque è così. Certo è che posso, ricordando quel momento, dire: un prima e un dopo. Qualcosa tipo un terremoto che divide prima e dopo. Quello che non potevo immaginare è come si sarebbe svolto il dopo, ma la sensazione prima/dopo io l’ho provata ALL’ISTANTE.
Poi ho continuato a sentirmi (anche) nella vita di prima, come fai tu. Ho continuato ad amare e combattere per la vita di prima. Ho cercato di capire. Anche perché delle cose della vita di prima erano rimaste.
Ora ti dico una cosa, Fuori Dal Coro: se lui avesse avuto quella virata e due giorni dopo avesse detto “scusa, non so cosa mi ha preso!” io ne sarei stata ovviamente rassicurata e felice, ed è ovvio che sempre ho pensato, a lungo, “ora torna il sole, e che mi importa se per un periodo è piovuto. L’umido mi ha fatto così male che voglio solo sentire il bacio del sole”. Ed io, in un certo qual modo, per come andavano le cose, per il fatto che lui era andato in tilt, sono andata in tilt, ma comunque verso di lui, e per quanto andassi in tilt io mi tenevo comunque (come tu lo tieni per te, forse) il ruolo di chi deve cercare di capire, riuscire a capire anche cosa è successo all’altro, come si può sciogliere il nodo di qualcosa che non riesci a capire e aiutare la persona a “tornare a casa”, se veramente si è persa. ecc ecc.
Insomma, ho tenuto per me, per quanto fossi io la persona che si sentiva colpita a morte e annaspava nel fatto di non riuscire a capire che cavolo stesse succedendo (e non è che non accettavo il concetto “non voglio più stare con te”, ma destabilizzante era il tilt, almeno apparente dell’altro, che colpiva la storia e me), per me, dicevo, ho tenuto istintivamente il ruolo della persona “forte”, quella che comunque poteva metterci testa, cuore per cercare di dipanare la matassa, e quello di chi, di fronte ad un silenzio o a qualcosa che sembra strano, confuso, incoerente, si interroga, anche per l’altra persona. Tuttavia ti dico anche una cosa: se lui due giorni dopo, dopo 10 anni che eravamo insieme, e sembrava ci fosse una serenità, comunità di intenti, progettualità, complicità, sostegno reciproco, empatia, sapersi quasi leggere nel pensiero, oltre all’amore e alla passione, e dopo che avevamo preso una decisione come quella della convivenza e lui aveva fatto quella virata,
mi avesse detto “ritiro tutto” credo che sarebbe stato assolutamente lecito che in crisi ci andassi io. O che perlomeno pagassi lo scotto, a livello di shock, per ciò che aveva detto, messo in dubbio. E te lo dico anche con cognizione di causa, almeno per quanto mi riguarda, questo:
dopo anni di crisi sono andata via, via veramente. Almeno fisicamente via, tornando dai miei. Per quanto mi rendessi conto che lui si era comunque anche perso davvero, e per quanto il mio desiderio fosse solo di vederlo “tornare”, io non reggevo più. Non potevo più essere schiava del fatto di mettermi continuamente nei panni di un altro che però non mi faceva veramente neanche entrare nei suoi panni. Ero stanca dei miei dialoghi a due interiori che erano dei soliloqui. Vado via e lui torna. Pentito. Anzi, disperato. E se non torno subito non è perché non lo amo più. Ma perché, nel momento in cui ho messo giù tutta l’energia per essere quella più lucida, quella che tiene comunque il “fortino” (come probabilmente fai tu) è venuto fuori ancora di più il mio dolore. La MIA di crisi. Infatti io non l’ho messo alla porta dicendo “vaffancul”. Io ho passato ore ed ore a parlare con lui, lui con me. Ma io piangevo a dirotto, io avevo gli attacchi d’ansia. Lui ascoltava, mi teneva la mano. In teoria avrei dovuto dire: “Uè, che figata, sei tornato! Scurdammoce ‘o passato!”, ma non era così, perché io ero sconvolta da tutto lo sconvolgimento interiore mio precedente. Avevo fatto tanta fatica domandandomi cosa era successo a lui dentro per… bene, ora mi arrivavano tutti gli arretrati di “cosa era successo dentro a me”. Tu dici che quando l’hai vista al caffé hai provato quelle sensazioni, e io le capisco. Capisco anche quanto tu sia concentrato in chiederti in cosa TU hai mancato e in cosa tu hai turbato lei, e cosa avresti potuto fare di diverso. Capisco la tua empatia per i suoi dolori e il tuo vederle il viso oltre al male fatto. Capisco anche quando, per come da due anni ti senti, dici: se lei tornasse io dimenticherei tutto.
Ma ti chiedo, visto che tu pensavi di avere un mondo, di poterti fidare di voi, di lei, di tante cose, se lei fosse tornata a casa dopo un po’ credi davvero che non avresti avuto qualcosa da reincollare, capire, dentro di te? Che non l’avresti comunque guardata chiedendoti, almeno per un tot, chi è? e, ti chiedo, lei pensi che ti avrebbe dato la possibilità di andare in crisi a tua volta? o a te sarebbe spettato il ruolo di chi accoglie chi ha avuto un colpo di testa? o il ruolo di chi è stato perdonato nonostante? – Lo so, parlo con i se, ma quello che voglio dire è che penso che comunque lei ti ha sbattuto in faccia una crisi sua con una violenza pazzesca, scusami, ma è così. e che sia inconsapevole o no, non ha avuto empatia per te. E sono due anni, per ora. Ma tu ti massacri per i cinque minuti in cui non hai dato la risposta giusta neanche una relazione fosse “Telemike”. (continua)
io, ripeto, non sono nella sua testa, nella sua di crisi e sul trauma di un altro non si discute. Però rimane il fatto che, a voler guardare le cose da un punto di vista diverso dalla tua autoflagellazione, lei si è dimostrata una che, almeno in quel momento, e per due anni almeno, ha parlato di sè (poco, ma lapidaria) su un piano profondo, ma a te ha riservato un piano di visuale superficiale. Cioè lei era emozioni e lacerazioni, bisogni e aspettative di cui tener conto. Tu solo quello che dice sì o dice no? E se dice no è un insensibile o immaturo. Ma è maturo non considerare che non si diventa padri solo per far diventare madre una donna? E’ maturo non cercare una strada (a parte il rifiuto e la fuga) per gestire una crisi personale o il fatto che in quel momento non si riesce ad incontrarsi con l’altro? E’ maturo vedendo un uomo con cui si son divisi 15 anni e che va a fondo autoflagellandosi, che lo si ami o no, quando costui in poche parole dimostra di essere rimasto incastrato, pur anche non tornando con lui, togliergli qualche peso? Perché tu, fuori dal coro, ti sei già fatto due anni di ‘galera’ per aver detto un no. E non solo per male d’amore. Dici che stai male perché non puoi sostenerla. Ma è stata lei a dirti no, eh. Il punto è scusami che tu scrivi
per concetti assoluti. L’amore è così, in primis. Ora, non sto dicendo che sia una cosa assurda. Ma ecco che l’assoluto può diventare veramente nocivo, forse, autonocivo, quando passa da essere una ‘linea guida di condotta’ in positivo o una autorassicurazione a una autocolpevolizzazione assoluta. ‘io dovevo essere pronto a dire di sì’ ‘poiché l’amavo avrei dovuto’ ‘le famiglie normali’ ‘dovevo cogliere i segnali’ ‘poiché quando l’ho persa ho capito prima dovevo’ ‘poiché ora sarei pronto ad avere un figlio dovevo leggere il futuro e saperlo prima’. Ma dove sta scritto? E’ vero che l’incomunicabilità crea casini etc, ma se la metti su questo piano allora ‘lei avrebbe dovuto leggere nel mio no i semi potenziali della mia paternità. E se mi amava come un amorevole giardiniere curare quei semini portandoli alla luce del sole. Con pazienza aiutarmi a cercare quei semi etc’. E’ stato così? – che per te tutto, già solo il separarvi sia stato uno shock ci sta. E dolore è dolore. Ma è il modo in cui ti stai autoflagellando e il tuo sentirti bloccato sempre negli stessi ping pong che “non va”. Hai un ingorgo? Persino il dolore fluisce. Tu dici: è uguale o peggio. E continui a DIRTI le stesse cose. Vai ancora dalla psicologa?
fuori dal coro devi reagire non puoi lasciarti morire dentro. il tuo matrimonio era iddilliaco ed ora non accetti la sconfitta, se la ami veramente lascia adndare la sua anima, lasciala. non sempre nella vita le cose vanno come noi vogliamo.
sara’ propio questo tuo modo di NON ACCETTARE le cose, che lei si e’ stufata di NON VEDERE risoluzione da parte tua.
Ciao Luna e ciao anche a te Maria.
E’ da tempo che ho letto i vostri post. Volevo rispondere. Ma a volte non gliela si fa. Almeno io. Non credo ancora di aver toccato il fondo. Non credo proprio. Non starei così. Così come sono stato in questi ultimi 4 giorni. Così come sto oggi.
Maria mi esorta a reagire a non lasciarmi morire dentro. Ho provato a reagire, ci sto provando. Le sto tentando veramente tutte ma si, come dice Maria mi sento davvero morire dentro se non sono già morto.
Due anni sono tanti. Avrei dovuto stare un pochino meglio. Invece per assurdo penso che stavo meglio prima quando almeno lottavo. Lottavo per riconquistarla. Ero sotto shock ma lottavo. Lottavo per me, per lei, per noi.
Ogni giorno che passa cerco di pensare che può essere un giorno nuovo, che può cambiare qualcosa. Ogni giorno che passa invece, mi fa vedere che mi manca tutto. La mia vita con lei, lei, il nostro modo di stare insieme. Se la nostra coppia era in crisi non possono mancarmi tutte le cose che mi mancano. Se eravamo in crisi dovrei ricordarmi di qualcosa che non andava, qualcosa che mi faceva star male, qualcosa che mi faceva innervosire. E invece no. Non c’è. Non c’è perchè non c’è mai stato. E se lei ha camuffato lo star bene con me. Se lei mi ha fatto credere di star bene con me. Lei…ha ucciso un uomo.
Si perchè mi conosceva bene. Sapeva come ero fatto. Come la pensavo. Sapeva in ciò che credevo.
Sapeva tutte le cose che ci siamo detti, i giorni passati insieme. La facevo partecipe di ogni cosa. La consideravo in tutto. Eravamo una cosa sola e lei lo sa bene. Non può aver mentito. Non era quel tipo di donna. Cosa le è successo ? Questa domanda mi rimbomba nella testa ogni giorno.
Luna, Aleba, Marquito, Maria, voi state di là, dietro un computer come me e state leggendo di un tizio che sta soffrendo come tanti per un distacco da un amore. Invece la cosa è più profonda. Ci sono mille sfaccettature in questo distacco. Tante che ti colpiscono dentro. Ogtnuna come una coltellata.
Mi piacerebbe parlare con lei e chiederle: “Ma di cosa ti sei innamorata di me ?” visto che ero così quando mi hai conosciuto e sono rimasto così fino all’ultimo. Io lo so di cosa mi sono innamorato di lei. E sono rimasto innamorato fino a tutt’oggi. Voi mi chiederete se oggi mi innamorerei lo stesso di lei. Si credo di si. Perchè quei gesti di rabbia che ha avuto nei miei confronti facevano parte di lei. Solo che erano più pacati e avvenivano raramente. E nei confronti di cose per cui poteva esserci una logica. Era un difetto forse si. Ma l’avevo accettato e l’amavo anche per quello. Non mi sembrava grave. Non si cambia. Continuo a ripeterlo. E infatti ritengo lei la stessa persona. Solo che ha concentratto tutto ciò che c’è di negativo contro di me. Ma vorrei conoscerne il motivo. Io ho sempre e solo davanti la donna dei miei sogni. Quella che si ama una sola volta. La tua donna. Null’altro che la tua donna.
Ciao a tutti
@Luna, Aleba, Marquito, Maria, voi state di là, dietro un computer come me e state leggendo di un tizio che sta soffrendo come tanti per un distacco da un amore. Invece la cosa è più profonda. Ci sono mille sfaccettature in questo distacco. Tante che ti colpiscono dentro. Ogtnuna come una coltellata.
Fuori Dal Coro, ti sei scelto un nick che già di per sè per te avrà un significato, ma quando scrivi ciò che hai scritto qui sopra, anche se comprendo il significato di ciò che scrivi, non ti rendi conto che ogni dolore personale è particolare e “speciale” e “dolorosamente unico”.
Cosa vuol dire: un tizio che sta soffrendo come tanti per un distacco, invece la cosa è più profonda…?
Certo che il tuo distacco è avvenuto in maniera traumatica, ma forse la ragione per cui questo tuo dolore non si scioglie non è solo il fatto che oggettivamente un trauma c’è, e le dinamiche di cui parli, ma anche perché tu insisti, insisti con te stesso non solo nel dire che lei è stata speciale (o è, certo) speciale per te ecc, ma anche che se stai così male è perché la cosa era unica, irripetibile, senza macchia, senza paura, senza una sbavatura.
E non si tratta di banalizzare una storia, le persone, i sentimenti o un dolore, ma forse nel momento in cui guarderai le cose con un po’ di “umiltà” comincerai a guarire.
E’ che sembri confondere ideali e realtà, perdonami, nel momento in cui ti dici una serie di cose. Forse proprio perché quello che non accetti è un finale doloroso e “banale” (pur nel suo evolversi traumatico, ma intendo dire banale in quanto fine di un matrimonio, come concetto stesso) rispetto alla grandiosità della storia per come tu la leggi. E con questo non voglio dire che non possa essere stata grandiosa, le emozioni sono le tue. Nè ti ho mai detto che non credo che tu stia male, nè ti ho mai detto che non mi sembra una croce esagerata quella che ti porti riguardo l’aver detto di no, in quel momento, alla paternità, nè che tu non possa stare male anche nel tuo continuo chiederti come fa un angelo a cadere in volo ecc ecc…
tuttavia quell’angelo caduto in volo è comunque una persona.
e lo sei tu. E a voi può capitare (come non capitare) quello che capita a tutti gli altri.
Nel momento in cui ti renderai conto di questo, forse, per quanto non sia un bel pensiero, forse comincerai a guarire da questo stato di shock. Non guarirai in un giorno, ma almeno riucirai a vedere. A vedere anche che dici: mi piacerebbe chiederle…
bene, perché non puoi farlo? perché non puoi andare da lei a chiederle quello che hai bisogno di sapere?
com’è che questo angelo non ti dà neppure le risposte più “banali” che cerchi?
com’è che al di là di quali siano le cause non si è seduta REALMENTE a tavolino con te, ma REALMENTE, per lasciarvi in modo assertivo, se dal suo punto di vista non c’era nessuna soluzione? perché questo è il suo carattere? solo che quando c’è il sole è in un modo e quanto c’è tempesta è in un altro?
Non fai che ripetere che tu l’hai sempre trattata
con i guanti e in un certo modo, facendola partecipe di ogni decisione e mettendola al primo posto.
Bene, io non c’ero, non so se sia così o no. Ma se così fosse allora le son girate le palle la prima volta che non lei hai detto di sì?
Tanto non riuscirò a spiegarti quello che voglio dire, che non è nè negare che possa essere stata una storia importante, nè ciò che tu ci hai vissuto, visto, nè che tu possa essere shoccato, sconvolto, nè che il finale in questo modo ti abbia traumatizzato, nè che tu possa metterci due anni o più almeno per fare uno scatto verso un’altra fase della tua rielaborazione.
Però, perdonami Fuori dal Coro, ma per me, per me, quando dici una frase come:
@voi state di là, dietro un computer come me e state leggendo di un tizio che sta soffrendo come tanti per un distacco da un amore. Invece la cosa è più profonda. Ci sono mille sfaccettature in questo distacco. Tante che ti colpiscono dentro. Ogtnuna come una coltellata.
sei fuori strada. sei fuori strada non perché soffri per quelle che per te sono cose che non capisci, che ti colpiscono dentro, per le sfaccettature personali, per le coltellate che senti ti trafiggono…
non per questo, ma perché ti blocchi e ti ammazzi da solo con un atteggiamento del tipo:
a caio e gina e patrizia e guglielmo poteva succedere, ma a noi NO (di fatto però è successo).
caio, gina, patrizia, guglielmo possono anche comportarsi in questo modo, LEI no (di fatto però ti ha chiesto la separazione e in un certo modo)
le persone non cambiano o comunque il carattere non cambia e io il suo conoscevo (forse non conoscevi tutti i lati del suo carattere o come dici tu c’erano dei lati che in determinate situazioni possono rivelare il peggio).
mi pare evidente che tu veda la tua storia unica e lei unica, ma forse un po’ di “umiltà” e smettere anche di vederla come un essere sopranaturale forse ti aiuterebbe a cominciare a guarire.
sembra che tu dica, a volte: è vero, ci sono persone che ricominciano a vivere ad un certo punto dopo una grande delusione d’amore, ne conosco, ma allora forse è perché non erano poi così innamorati, o non era poi così grande la loro storia d’amore. Non era veramente speciale, non provavano sentimenti così grandi, o c’erano delle ragioni evidenti, o litigavano tutti i giorni, ecco perché, sennò è impossibile. Io e mia moglie eravamo troppo speciali perché io possa continuare a vivere, è ovvio che gli altri, che hanno avuto storie sciacquetta o non sanno cosa sia l’amore, possano tornare a sorridere. Ma se è quello che ti dici (e io ho l’impressione che tu a volte dica e ti dica questo) allora non mi stupisce che tu non riesca a smuoverti.
Come se dire: posso stare meglio fosse dire: ALLORA NON HO VERAMENTE AMATO, e ciò andrebbe contro non solo ciò che IO SO di avere vissuto, ma anche contro ciò chi SO di essere e SO CHE LEI E’.
Fuori dal coro, questi pensieri credo se li facciano TUTTI, sono una fase del lutto. Il punto è anche quanto ti fossilizzi e blocchi lì.
Ciao Fuori dal Coro. Ti capisco sul fatto che a volte non si ha proprio voglia di scrivere, anche se leggo…a volte non riesco a scrivere. Certo non riesco a fare a meno di intervenire quando leggo questi tuoi accorati appelli che sembrano cadere nel vuoto. Conosco bene la frustrazione che deriva dal non poter avere un dialogo funzionale con qualcuno, o perchè questo qualcuno ascolta selettivamente oppure perchè questo qualcuno non è presente, rifiuta il confronto. Ti capisco ed è per questo che scriviamo qui. Cerchiamo disperatamente risposte, quelle risposte che loro non ci vogliono dare.
aleba: …e forse già questo è una risposta. Non tutte tutte, ma dice molto. Che non sappiano o non vogliano. Ho passato ANNI a farmi domande, quindi non è che non capisco. E non ti so neanche spiegare bene perché dico che è una risposta. Importante. Però per es la mia striz diceva ‘tal dei tali FUNZIONA così’. Anche non dare risposte è un modo di funzionare. Notte, bacin
aleba- non sempre si e’ nell’ottica giusta di dare risposte sensate, e per sparare cavolate che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra e’ meglio aspettare e’ riflettere. fate bene a scrivere quello che sentite nel cuore, e a leggere soltanto quando non avete voglia di nulla, tutto va bene, la vita trascorre cosi’ solo il tempo porta delle risposte.
Luna:
No Luna no. Forse quella frase è stata male interpretata. Ma posso capire. Volevo solo intendere che voi, come me, stiamo dietro un computer e dall’altra parte c’è un tizio, che potrebbe essere ognuno di noi 5 che sta soffrendo per un distacco di un amore. Quindi per una cosa che succede a tante persone. La mia frase voleva solo far capire che forse, da dietro un pc, non si riescono a comprendere i reali disagi di chi sta scrivendo. Semplicemente perchè spesso è difficile mettere su carta le reali emozioni, positive o negative che siano e le reali sofferenze che una persona sta provando. Ma questo vale per me come per chiunque. Ecco, volevo intendere solo quello, null’altro.
E’ difficile per me spiegare quello che tu scrivi con molta chiarezza. Il mio distacco è avvenuto in maniera traumatica ed è un dato di fatto inequivocabile. E’ come quando ti muore una persona cara giovane per un infarto fulminante e una persona cara anziana e malata da tempo. Il dolore c’è sempre ma al primo non sei preparato mentre al secondo da tempo te ne fai una ragione. Ma non è questo il punto. Non ti capisco quando mi dici che dovrei guardare le cose con più “umiltà”: perchè confondo ideali con realtà ? Mi dici che non accetto che la mia storia, grandiosa dal mio punto di vista, possa essere finita dolorosamente e “banalmente”. Non so se sia così. Forse la tua frase che rende più l’idea e quella “dell’angelo caduto in volo”. Ecco forse questa è la frase che rende meglio il tutto.
L’angelo caduto in volo che come dici tu è comunque “una persona”. Ok d’accordo. Ma io non ho mai pensato che fosse un angelo. Ma semplicemente una persona. Ecco diciamola in maniera più semplice possibile: Io ho semplicemente CREDUTO in quella persona nello stesso modo in cui CREDEVO IN ME. Non siamo tutti uguali mi dirai tu, ognuno ha il suo cervello. Ok. L’ho sempre pensato questo. Infatti nella vita difficilmente mi sono fidato di qualcuno al punto tale da idealizzarlo.
Con lei l’ho fatto. Non posso negarlo. L’ho idealizzata ma…non come se fosse una donna esente da difetti. Semplicemente come una persona leale, corretta, onesta, pulita. Niente di più. Una donna che come tutti può sbagliare ma una donna che credesse nei sentimenti veri. Nè più nè meno di come ero io. Io sono una persona che sbaglia, che ha sbagliato. L’errore è umano. Li commettiamo tutti. Anche lei quindi. Non l’ho esentata da ciò. Si sbaglia con i nostri migliori amici, con i nostri genitori, con i nostri fratelli. Perchè non si può sbagliare con i nostri partner ? Questo io l’accetto.
Quello che non accetto e che mi fa star male è come una persona (non un angelo) possa aver di punto in bianco cambiato le carte in tavola nei confronti del proprio uomo con il quale avevi condiviso ogni cosa, avevi confidato tutto, avevi riso, scherzato, parlato, dialogato, sofferto. Come si può ? e soprattutto perchè ?
Ti ho scritto che mi piacerebbe chiederle questi perchè. E tu giustamente mi dici come mai questo…..
LUNA…segue
…”angelo” non ti dà le risposte più banali. Luna lei le sue risposte me le ha date ma a mio parere non reggono. Sono risposte che contrastano una con l’altra. Da una parte la questione figlio: l’ho ferita, dall’altra non stava bene con me da un po’ di tempo, dall’altra ancora un intervento che le ha fatto vedere la vita in maniera diversa, dall’altra ancora il mio essere egoista e pensare alle mie cose, dall’altra ancora la mia trascuratezza nei suoi confronti. Vista così sembra un’ecatombe. Ha vissuto con un uomo che non le ha dato nulla. Eppure tutte queste cose io non le ho viste. Non le ho notate. Io mi sto autodistruggendo per il discorso legato al figlio. Quello si. Non posso negare lo sbaglio. Ma l’altro ? Da sempre mi sono comportato nello stesso modo con lei. Se qualcosa non va al punto tale da spingere a separarti ci sarebbe dovuta essere qualche crisi, discussione, tensione. Ma io tutto ciò non l’ho visto e per questo non mi do pace. Non so se mi spiego: da una parte sono frastornato perchè non capisco perchè tutto questo (ammesso che esista) non sia venuto a galla prima in maniera importante in modo da apportare dei correttivi, dall’altra mi autoflagello per non aver capito che stavo comportandomi in maniera non corretta (ma è vero ?), dall’altra ancora ho l’immagine di lei con me sempre calmi, tranquilli, sereni, scherzosi. Io ho foto, video, lettere, sms, da cui non si notano malesseri o crisi.
E’ difficile spiegare certe cose per iscritto. Non è facile. Io mi fossilizzo si è vero. Non mi sblocco è vero. E’ chiaro, come scrivi tu, che io reputo la mia storia “unica” e inconsciamente penso che a gina, patrizia, caio, guglielmo poteva succedere e a me no. Semplicemente perchè loro avevano dei problemi. Luna in questi mesi ho parlato con tanta gente separata. Addolorata, avvilita ma che alla fine tirava fuori problemi evidenti, crisi, che in un modo o nell’altro non sono riusciti a superare. Luna un fulmine a ciel sereno ti uccide, ti blocca, ti fossilizza, ti destabilizza, ti distrugge interiormente non ti fa andare avanti. E il tutto va sommato al tuo senso di colpa, al rimpianto, al rimorso. I rimorsi ti uccidono Luna. Metti tutto insieme fai le somme e….non tornano i conti. Poi vedi tante coppie, ti senti infelice e pensi: ma saranno felici loro. Speri di si e continui a chiederti cosa è successo di grave alla tua di coppia. Poi vedi un bimbo sulle spalle del padre. Allora ti scorrono le lacrime che cerchi sempre di fermare. Per questo Luna mi fossilizzo, mi blocco, non vivo. E credimi sto cercando di farlo…di vivere…di reagire. Ma la somma di tutto quello che ho scritto in questo post è come una forza sovrumana che mi spinge all’indietro. Ciao Luna e scusa Aleba se non ho potuto risponderti. E finito lo spazio. Lo farò al prossimo post
Ciao
fuori dal coro.dici: prima lottavo per lei e’ mi sentivo piu’ in forma ed ora che so che lottare non mi porta a nulla sto’ a pezzi!
siamo propio rovinati, comandati dalla mente. se siamo felici e folli a mantenere a tutti i costi un rapporto in vita anche se poi alla fine non c’e’ piu nulla, chissa’ per quale motivo riusciamo a ci sentiamo vivi, grintosi,pieni di energie,voglia di costruire cose nuove che ci danno giovamento; invece se scendiamo con i piedi per terra e che guardiamo in faccia alla realta’ tutto quel castello di gioia scompare, e noi non abbiamo piu voglia di vivere.
fuori dal coro- per questo di dico che devi reagire e trovare tra questi due poli la forza di tirarti su.tu non accetti ancora, che tutto, ormai non esiste piu!
te lo dico chiaramente, sbattiti per tirarti su, ma fallo tu da solo, ormai sei solo tu il responsabile di te stesso. pensa solo a te, lei non fa’ piu parte della tua vita da un pezzo. la verita’ e’ questa, ACCETTALA. NON HAI SCELTA. io leggo che sei sulla strada giusta, stai male lo so, e’ lo starai ancora di piu’ quando prenderai coscenza che ormai e’ tutto finito.
solo il tempo salda le ferite, ma aspettare che questo tempo passi, diventa un massacro per il tuo cuore, tu accettalo questo laceramento, prima o poi ne’ sarai libero.
maria.