Coppia aperta
di
C18
Cercavo opinioni inerenti la coppia aperta. Non cerco un semplice “E’ una cosa squallida” o un banale “Non ha senso, piuttosto metti le corna, ma non dirlo al compagno”, oddio, se proprio dovete ok, ma almeno motivate in modo coerente. Cercavo un commento o un’opinione un po’ articolata. Vanno bene anche esperienze personali.
Grazie,
C18.
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Categorie: - Amore - Riflessioni
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Secondo me la coppia aperta è una coppia che non ha frustrazioni nè
tabù, è avere accanto una persona amica, amante, fidanzata, moglie
allo stesso tempo, la persona che nn è uno scudo ma quella che ti
completa!
L’ingrediente principale di una coppia è la comunicazione, per far
funzionare una coppia bisogna saper ascoltare da parte di entrambi,
saper capire prima di dare in escandescenza.
Però attenzione a quelli che ti dicono di volere una relazione aperta
e poi si approfittano ed esagerano superando il limite del rispetto.
A me è successo questo, lui dopo un’esperienza di prigionia voleva una
relazione aperta, io che sono una aperta di mio ho scoperto una
relazione molto matura, senza gelosie e segreti, sembrava una storia
senza fine la nostra, c’era tanta complicità… ma poi lui si è
approfittato della mia disponibilità, ha omesso molte cose di lui
(forse se ne vergognava) e io mi sono sentita ferita per tre volte di
più che in una normale relazione e non sono più scesa a quel
compromesso. è finita e ora non mi fido più di nessuno, ho perso la
stima anche nelle persone pronte a tutto pur di dire la verità anche
se scomoda.
L’unica relazione aperta a cui credo è quella con me stessa
Non ti parlo per esperienze personali, perchè non ho mai vissuto una storia simile, ne mi si è mai presentata l’occasione. Sarò sincera io penso che due persone che si amano non possano mai vivere una relazione aperta, sia perchè se stai con una persona che ami davvero non hai bisogno di cercare niente negli altri, e poi non lo trovo giusto nei confronti della persona che si ha a fianco. Poi se ad entrambi fa DAVVERO piacere questa situazione è un altro conto. Io comunque mi risparmierei la fatica di essere fidanzata, e mi godrei la libertà di essere single così da poter avere tutte le relazioni che voglio. Sarò anche un parere sbagliato, ma io la penso così. Spero di esserti stata utile.
Buongiorno.
Se per ‘coppia aperta’ deve intendersi una forma di convivenza o di pseudo-convivenza che si basa sulla ‘non esclusività sessuale’, di mancanza di obiettivi e progetti comuni, di mancanza di reciproci sentiti sentimenti, di mancanza di reciproci obblighi, ritengo che questa non sia una…coppia.
Questo tipo di situazione ibrida, in un vissuto quotidiano indipendente e svincolato da qualsiasi legame, non determina appunto un ‘rapporto di coppia’.
Il sentirsi ‘moderni’, ‘liberi’, ‘giovani’ secondo me nasconde una mancanza di valori dove tutto diventa possibile e plausibile.
Quindi non c’è ‘coppia’. Anche il vivere sotto lo stesso tetto, in questa tipo di condizione, non vuol dire essere una ‘coppia’.
Quindi il termine ‘coppia aperta’ è un nonsense, non ha significato.
Quindi il problema, secondo me, non può essere ridotto al solo ‘mettere le corna’, anche perchè se si vive consapevolmente in una coppia aperta non ci sono corna, tanto lo si sa che succede.
Anche affrontando l’aspetto religioso della ‘coppia’ come unione per la procreazione, rende immatura ( e irresponsabile qualora ci siano figli) una ‘coppia aperta.
In sostanza, se vuoi, la coppia aperta vive di false relazioni basate su molte affinità, anche culturali, di interesi comuni, spesso poi legate a incontri sessuali.
Ma manca di autenticità, di intensità, di passione, di un vero riconoscimento verso una persona.
Chi vive questo tipo di situazione è certamente una persona svincolata mentalmente da affetti profondi, da amore.
Questa la mia opinione, senza voler condannare nessuno. Ognuno fa le sue scelte.
Mau.
“il termine ‘coppia aperta’ è un nonsense, non ha significato”
“Chi vive questo tipo di situazione è certamente una persona svincolata mentalmente da affetti profondi, da amore.”
Condivido pienamente quanto scritto da Mau. L’idea della coppia aperta viene solo a chi non è veramente innamorato. Quando ami una persona non sei proprio in grado di sopportare una cosa del genere. E questo è oggettivo, è così, non si tratta di giudicare.
Poi, anche dal punto di vista di chi si vuole “divertire”, non vedo la necessità di stare in una coppia aperta: meglio rimanere single! Tutto è ancora meno complicato!
Insomma, è un nonsense da qualsiasi punto si osservi.
si hanno ragione cara N. C18…coppia aperta è una cosa che nemmeno nei telefilm vecchi tpo bayside school si sente più…coppia significa due!può essere coppia complicata, coppia strana, coppia d’assi..anche coppia incestuosa va!ma coppia aperta è na cosa che non si può sentì…non ha nulla di reale.
Non sopporto i commenti assoluti, parlate come foste Dio in terra.
Qualcosa che per voi è inconcepibile non vuol dire che lo sia. Ci sta
che pensiate che certe cose siano prive di senso, ma è pur sempre
un’idea vostra.
Apprezzo Mau che ha detto le vostre stesse cose ma difendendosi dicendo
che è una sua opinione.
In ogni caso, grazie per le risposte. 🙂
Saluti.
Scusate, ma a me sembra che qui non si sappia proprio di cosa si stia parlando. Coppia aperta, amore, sesso, forse sarebbe bene fare un po’ di chiarezza ma principalmente superare i preconcetti che ci attanagliano.
Prima di tutto specifichiamo cos’è l’amore: L’amore in generale è l’inclinazione dell’anima verso persona o cosa che diventa oggetto del bene, ma più specificamente, qui ci riferiamo al sentimento intenso che lega un uomo ad una donna e questa a quello, ebbene l’amore è incondizionato, non si ama per una ragione specifica, si ama e basta. Questo sentimento è stato magistralmente espresso in innumerevoli modi, ma ritengo molto illuminante la maniera utilizzata nel famosissimo libro: “Il Profeta” di Gibran Kahlil Gibran a cui vivamente vi rimando e che potete trovare in una versione, che a me non soddisfa pienamente, a questo link (consiglio in particolare la lettura “sull’amore” e quella “sul matrimonio”):
http://www.la-poesia.it/stranieri/orientali/gibran/index_gibran.htm
Se il nostro sentire è in sintonia con quanto espresso non possiamo temere anzi, amare per noi significa essere orgogliosi, fieri, vogliosi di donare, offrire se stesso all’altro, consentirgli di penetrare nel nostro intimo più profondo e viceversa, godere del piacere dell’altro sottraendosi agli egoismi personali.
La società c’impone un’etica verso la coppia che deve appartenere ad un cliché ben delineato, ma chi ha stabilito queste regole? Amare significa sottostare a rigide norme oppure è una cosa che nasce nell’intimo e non può essere guidato in quanto sfugge a tutti i tentativi di racchiuderlo in limiti stabiliti?
È possibile però turbarci per altri elementi che riteniamo ad esso legati, come la gelosia, ed allora è meglio specificare il significato di questo vocabolo: sospetto, dubbio, assillo, tormento di perdere l’amore della persona amata. La gelosia quindi è una nostra personale insicurezza interiore, il timore di perdere il possesso dell’oggetto del nostro amore, essa si alimenta della paura di perdita, del non sentirsi all’altezza di proteggere adeguatamente la nostra proprietà. In ultima analisi, come si evince dagli studi più avanzati in questo campo, la gelosia è un sentimento degenerativo, mentre l’amore è costruttivo. Siamo al cospetto di due condizioni contrapposte e non complementari né consequenziali.
L’amore ed il sesso sono assolutamente svincolati tra loro, è possibile facilmente individuare l’uno senza l’altro e viceversa. Tutti credo concordino che il sesso non presuppone essenzialmente la presenza dell’amore, ma anche l’amare un figlio aborrisce un rapporto sessuale tra i due. Il fatto che in una coppia “canonica” si presupponga la presenza dell’amore e del sesso è un fatto conclamato ma non assicurato. Il sesso è un piacere fisico che può contenere, ampliandone enormemente i confini, un coinvolgimento emotivo, ma da qui allo stabilire che debba esserci amore il passo è da ritenere veramente forzato.
—– C O N T I N U A —-
Il “nonsense” indicato nei vari post precedenti e riferito alla “coppia aperta” è una conseguenza di quel preconcetto che l’etica c’impone; nascondere un’attrazione fisica verso una persona terza insinua nell’amore un pericoloso presupposto al suo evolversi. L’amore si alimenta di complicità, di offerte, di chiarezza, di gioia e il nascondere significa tradirlo.
Quante coppie conosciamo che vivono nell’amore? A ben vedere tutte o almeno la gran parte sono legate da fattori affatto diversi: condizioni finanziarie; figli; cose ed affetti comuni; abitudine; un surrogato di sesso. Ma l’amore? In una coppia ben armonizzata ed innamorata invece, si possono individuare altre ragioni: interesse ad ampliare i confini di coppia; desiderio di approfondimento della reciproca conoscenza; ampliamento dei confini amicali; estensione della libertà. Credo proprio che mara78 abbia più di altri centrato il senso di “coppia aperta”, brava mara! Per 24ore poi, forse non sa che da studi scientifici seri, condotti da numerosi istituti di ricerca medica, scaturisce che circa una coppia su quattro pratica lo “scambismo”, o per lo meno ne è attratta, pertanto la sua affermazione resta solo sua! per gli altri, vale ciò che afferma c18.
Permettetemi di concludere questo breve ma credo utile “trattato” con una frase di Seneca: “Nullius boni sine socio iucunda possessio est”. – Nessuna cosa è bella da possedere se non si hanno amici con cui condividerla –
Senti C18, ma è chiaro che sono NOSTRE opinioni. Ma di chi pensi che siano? Credi che stiano scritte nella Bibbia o in qualche altro Libro Sacro? Come avrei dovuto parlare per non sembrare “Dio in terra”? Dimmi.
Il fatto che IO pensi quelle cose che ti ho scritto non t’impedisce di fare tutt’altro, non capisco proprio perchè ti irriti. Puoi fare ciò che vuoi della tua vita…vuoi la coppia aperta? Bene! A me non cambia nulla. Ti ho solo scritto il MIO punto di vista!
Nessuno ti obbliga a pensarla come noi. Ricordati però che l’hai richiesta tu la nostra opinione scrivendo in questo sito.
In bocca al lupo! 🙂 Saluti
@ PolvereDiStelle:
Veramente io non ho detto cosa voglio e nemmeno la mia opinione, la
mia domanda sulla “coppia aperta” non è propriamente per me, ma per
vedere la comune mentalità della gente. Nulla contro le vostre idee,
mi ha solo dato fastidio l’arroganza e l’imposizione con le quali le
avete espresse. Poi, oh, è anche vero che tramite internet si fa
fatica ad intendere il tono di una persona, o meglio, spesso si
fraintende, però io ho avuto quell’impressione lì.
Non ti preoccupare che a prescindere dai commenti altrui io la mia
vita la scelgo in base ai miei criteri e senza farmi influenzare da
internet o simili.
Tranquilla, non sono alterata, è che quel giorno ero girata male di
mio e per lo più ho un modo di scrivere molto fraintendibile, mi
dispiace.
@ CoppiaBiricchina:
Grazie. Non per aver scritto un poema, eheh, ma per aver scritto
qualcosa, finalmente, di diverso. Avevo perso le speranze.
ciao C18 🙂
hai ragione sul fatto che sul forum può capitare che i toni vengano fraintesi, quindi premetto che ti sto scrivendo in assoluto relax 🙂
come mi pare peraltro che ti abbiano anche risposto gli altri. Tu hai chiesto cosa ne pensano loro e loro hanno detto cosa ne pensano loro, in sintesi perché per loro stessi è concepibile o no il concetto di coppia aperta. Tipo: il colore blu ti piace? No.
Il colore blu non me lo sento bene addosso. Il che non significa che poi vadano a fustigare chi si veste di blu. Però non è che uno deve dire che il blu gli piace e se lo vede bene addosso se non gli piace, no? 😛 O che le persone a cui non piace il blu siano per forza daltoniche e non vedano quanto è bello. Degustibus, no?
Effettivamente, come dici tu, tu non hai espresso la tua opinione, hai solo chiesto. Quindi, in un certo qual modo, chi ti ha risposto, in questo dialogo che hai creato, si è messo in gioco molto più di te. Senza neanche chiederti se tu fossi contro o pro.
Quindi mi pare che invece, al di là dei pro o dei contro, ci sia stato un bello scambio di idee, fermo restando che forse, l’idea che maggiormente manca da scambiare è proprio quella di chi il quesito lo ha lanciato. Non sono polemica, eh! semplicemente osservo.
Osservo che è invece una frase come “@finalmente scritto qualcosa di diverso. Avevo perso le speranze” suona un po’ arrogante.
Perché mentre tu non hai espresso un’opinione e quindi, di fatto, nessuno può averla giudicata, tu con quella frase giudichi la presunta scarsa originalità di un pensiero, che essendo individuale rispetto a sè esprime una coerenza e non cerca originalità(ripeto, osservo senza alcuna volontà polemica. Io manco ti avevo risposto ancora).
Ma perché più della discussione/confronto sulla coppia aperta o chiusa e lo scambismo o l’esclusività – è una cosa su cui è evidente che ci possono essere mille opinioni diverse, se pure principalmente riassumibili in sì/no… ma poi magari ognuno ha le sue sfumature – la cosa che mi colpisce è un’altra. E non è la prima volta che la riscontro in discussioni su questi temi, nel forum, ma anche non solo.
E cioè che se è vero che chi ama una visione della coppia meno tradizionale, diciamo, e si sente a suo agio nella sua propria visione di coppia, non ama che gli si dica che è fuori di cotenna e venire giudicato (corretto) tipo caccia alle streghe spesso però accade anche il contrario… e cioè che se qualcuno ama la sua visione della coppia tradizionale e ci si sente a suo agio diviene: bigotto, limitato, castrato nei suoi reali impulsi, con una predominanza di emozioni distruttive e negative, ipocrita, prigioniero o colui che imprigiona l’amore, non generoso verso l’altro o colui che non capisce che la libertà è molto di più…
E questa cosa ammetto mi fa un po’ sorridere. Ma nel senso che finisce con il sembrare una visione limitata, paradossalmente, quanto quella di chi non riesce a concepire che esistano altri modi, meno
tradizionali, diciamo, di viver
coppia.
Premetto subito che questo confronto di idee mi interessa, e non da un punto di vista pregiudiziale. Io la mia idea ce l’ho e me la vivo molto serenamente come Coppiabirichina vive la sua.
Però trovo che alle volte ci siano delle generalizzazioni un po’ curiose anche nel verso opposto, cioè quello della coppia non tradizionale. Mi spiego: gli individui non sono tutti uguali, e le relazioni, pure se vogliamo metterle nei sottotipi coppia/coppia aperta/coppia scambista non sono tutte uguali. Quindi, ammesso pure che ci siano una serie di schemi che sembrano più “identificabili” rispetto ad un tipo di relazione di coppia aperta/chiusa ecc ogni individuo li vive poi a modo suo, anche fosse pure soltanto a livello emotivo.
Personalmente, a scanso di equivoci, premetto che conosco persone che vivono la coppia in modo meno tradizionale e la cosa non turba me e non turba loro il fatto che io mi senta a mio agio nella coppia tradizionale, esclusiva, e non credo che ciò derivi da un’etica che mi ha imposto la società, o da miei sentimenti distruttivi piuttosto che costruttivi. Io sono una persona che ama molto la sua libertà, intesa come stato d’animo ed evoluzione, e sono assolutamente d’accordo che la coppia non dovrebbe essere un organismo che fa implodere la socialità, le amicizie, i talenti… però penso anche che non esiste solo la coppiatradizionalegalera, esiste anche la coppia in cui due individui con piacere mettono in gioco sia la loro libertà che dei punti di incontro. Quindi non capisco perché alla coppia non tradizionale viene spesso opposta la degenerazione, anche implosiva e antievolutiva, della coppia tradizionale. Quando esistono squadre a due eccezionali, in cui gli individui si rispettano e si arricchiscono vicendevolmente e proprio anche attraverso l’esperienza della scelta a due. Per quanto mi riguarda non vivo la coppia come un freno alla mia libertà sessuale, perché scegliere l’esclusività per esempio è un atto istintivo, fisico ed emozionale spontaneo di quella mia libertà.
Tornando alla coppia aperta penso che se due individui adulti e consenzienti la scelgono e sono sereni sono in senso buono affari loro. (Diverso è il discorso se uno impone all’altro una visione di coppia aperta e l’altro si adegua con sofferenza vivendo la coppia a due… da solo). Per quanto riguarda lo scambismo idem, cioè si capisce CB che voi siete contenti così: però mi chiedo cosa c’entri l’assenza di gelosia, in generale. Per quanto ne so (posso sbagliarmi) quella della scambismo è una libertà sessuale condivisa ma controllata, cioè è concesso a livello sessuale ed emotivo quello che viene accettato dalla coppia ed è noto alla coppia, comunque. Quindi rispetto alla scelta/esperienza sessuale vissuta in maniera solo individuale, emotivamente e fisicamente che sia, l’atteggiamento emotivo ed etico è identico a quello della coppia tradizionale: sensazione di tradimento, non controllo della situazione e gelosia rispetto ad un’invasione esterna.
@ LUNA:
Non ho espresso la mia opinione perchè non mi è stata chiesta. Mi
interessano quelle altrui, non ho espresso la mia perchè non so a chi
e quanto possa interessare.
Senza volere mi hai aiutato a specificare cosa intendevo. Per pareri
“assoluti” intendevo proprio quello che tu per prima hai escluso: il
fatto che certa gente che la pensi in un modo in realtà non condanni
quelli che la pensano diversamente. E’ proprio questo invece il punto!
Santo Dio, per me una persona può morire a 90 anni vergine come può
avere 5 ragazzi contemporaneamente, ma mi da fastidio quando la
novantenne vergine dichiara puttane quelle che fanno esperienza, e mi
da fastidio se la ragazza che va con 5 ragazzi al giorno dice che la
novantenne è una suora che non ha capito niente della vita!
Ed è la cosa che succede più frequentemente quella di trovare persone
che criticano a tal punto di diventare razzisti verso certe persone
per il loro stile di vita o mentalità.
Ho aperto questo.. Lettera/topic/nonloso, proprio per vedere le
persone come reagiscono. E reagiscono come mi aspettavo, con il
concetto sottointeso di “Ho ragione io, è come la penso io, e tu no!”
senza neanche prendere vagamente in considerazione il fatto che certe
cose, solo perchè per loro inconcepibili, non vuol dire che non
abbiano un senso. Perchè dire “Non ha senso” è ben diverso da dire
“Penso sia insensato”. Ma tanto. Perchè se io dico “Oggi c’è il sole”
è ben diverso da “Penso che oggi ci sia il sole”, perchè magari piove.
Quindi se dico che non ha senso, magari ne ha. E viceversa.
Scusate, ma ritengo che in questo blog, stia avvenendo ciò che peraltro succede in quasi tutti gli inizi di discussioni: un burrascoso avvio fatto d’incomprensioni condite di una certa dose d’insofferenza alle opinioni avverse. Per entrare prima nel merito forse è bene chiarire subito che qui non si cerca di criticare alcunché ma piuttosto arricchire la propria prospettiva d’osservazione, ciò non toglie che è giusto eliminare da subito alcuni ostacoli a questa incomprensione. Permettetemi quindi di ripetere quanto già detto usando un modo forse più esplicito. Sottrarsi ai preconcetti consapevolizzandoli, si badi bene non dico eliminandoli perché ciò comporterebbe la perdita di valore per una eventuale trasgressione.
Lili dice: due persone che si amano non possano mai vivere una relazione aperta. Questo è proprio vero? Io provo piacere a fare per la mia donna anche cose che non solo non farei per nessun altro, ma che addirittura possono andare contro i miei stessi principi, e lo stesso è per lei. Ritengo che questo sia uno dei sintomi dell’amore, eppure viviamo con piacere situazioni trasgressive.
Ed ancora: se stai con una persona che ami davvero non hai bisogno di cercare niente negli altri. Sicura? Se si riflette a fondo, sono proprio tante le cose che il nostro partner non è in grado di darci.
Ed infine: non lo trovo giusto nei confronti della persona che si ha a fianco. Amare non è in sintonia con limitare, quindi quale valore ha il termine “giusto”?
Continua mau: la coppia aperta manca di progetti comuni, sentiti e vicendevoli sentimenti, obblighi reciproci. Chi lo dice? A me ed alla mia donna piace stare insieme ed essere complici, questo c’impedisce di essere una coppia propriamente detta aperta, eppure proviamo piacere nel trasgredire e questo non c’impedisce di provare amore e di essere fedeli l’uno all’altra in modo totale.
Poi: un vissuto quotidiano indipendente e svincolato non determina un rapporto di coppia. Quanto e come è vincolato e dipendente il rapporto nella maggior parte delle coppie tradizionali?
Ancora: sentirsi moderni, liberi e giovani nasconde una mancanza di valori. Una coppia tradizionale forse non può essere moderna, libera e giovane?
Ed infine: la coppia aperta manca di autenticità. Quanto è autentica una coppia tradizionale che rimane unita per il pubblico e poi in privato si tradisce raccontandosi un amore inesistente?
PolvereDiStelle sottolineando il “nonsense” espresso da mau aggiunge: l’idea della coppia aperta viene solo a chi non è veramente innamorato; ed aggiunge ancora: chi si vuole “divertire”, non vedo la necessità di stare in una coppia aperta: meglio rimanere single!
Il sentimento ed il rispetto reciproco sono il legante costitutivo della coppia, il sesso è una componente assolutamente non essenziale, come tante altre. Esistono molte coppie legate da amore sincero e profondo in cui il sesso, per le ragioni più varie, non è neppure contemplato.
in particolare per LUNA
Il dibattito verte sulla differenziazione delle varie configurazioni di coppia e non sul “meglio o peggio”. Quest’ultima valutazione viene aggiunta dalla nostra mente in base ai suoi pregiudizi. Io ho tentato di esprimere alcune sensazioni che provo nel vivere una certa condizione, senza nessuna intenzione di volerle imporre a chicchessia né tanto meno cercando consensi, l’unico scopo era di indicare spunti per una visione altra, dare cioè un’alternativa al nostro modo di concepire le cose aprendo la mente verso una demolizione di quel certo stereotipo che ci opprime tutti conducendoci inevitabilmente verso un certo tipo d’intolleranza.
L’immagine comune della coppia tradizionale (idealizzata) è quella di due persone innamorate che condividono tutto (escluse le trasgressioni) e pervasa da un sesso sublime portatore di figli fantastici così da rendere le vite di entrambi una cosa superba, unica ed indivisibile; finché morte non li separi. Nella realtà poi, le coppie che possono vantare di corrispondere a questo stereotipo non sono molte, spesso a tenerle unite sono piuttosto: i problemi; i figli; comuni affetti, economie e cose; abitudini e probabilmente un surrogato di sesso. Questa discrepanza esistente tra l’ideale ed il reale conduce a: disaccordi; infedeltà; insicurezza; rabbia e quant’altro.
Ritengo che se ci soffermiamo a riflettere con attenzione su questo non possiamo non convenire che la coppia ideale è un racconto che ci è stato insegnato fin dalla più tenera età ed a cui abbiamo creduto, e quando la realtà si rivela, a noi non rimane altro che la sensazione oppressiva di vuoto e di fallimento, cosa naturalmente da nascondere al mondo esterno. Se poi qualcuno esprime un’alternativa che evidenzia questa condizione, un moto di sdegno ci pervade all’istante. La reazione espressa da c18 nei suoi post è la conseguenza di questo sentire che pervade i post 2 di Lili, 3 di Mau, 4 di PolvereDiStelle e 5 di 24ore.
Il pensiero di LUNA è molto più articolato, eterogeneo e meno pregiudizievole, non manca però di una impercettibile valenza di questo vincolo. Certo è che nessuno di noi ha la conoscenza infusa, ma a ben guardare riusciamo tutti a percepire le dissonanze di fondo del nostro e dell’altrui raccontarsi, basta riuscire ad essere scientemente sinceri e porsi costantemente la domanda: da dove scaturisce il “credo che” spesso utilizzato?
E poi lasciatemelo dire, le cose sembra si riducano solo e sempre al sesso ed aggiungo, anche di bassa qualità!
Coppiabirichina: ciao 🙂
penso di aver già espresso il mio pensiero, anche in modo articolato, appunto, ma non ho problemi a riassumerlo serenamente.
Voi (vi do del voi perché avete un nick plurale e quindi immagino che possiate scrivere insieme o alternativamente) dite: @dare cioè un’alternativa al nostro modo di concepire le cose aprendo la mente verso una demolizione di quel certo stereotipo che ci opprime tutti conducendoci inevitabilmente verso un certo tipo d’intolleranza.
E qui, anche se la logica del discorso sicuramente fila, però secondo me emerge una sorta di vostro pregiudizio, perché aggiungete:
@L’immagine comune della coppia tradizionale (idealizzata) è quella di due persone innamorate che condividono tutto (escluse le trasgressioni) e pervasa da un sesso sublime portatore di figli fantastici così da rendere le vite di entrambi una cosa superba, unica ed indivisibile; finché morte non li separi. Nella realtà poi, le coppie che possono vantare di corrispondere a questo stereotipo non sono molte, spesso a tenerle unite sono piuttosto: i problemi; i figli; comuni affetti, economie e cose; abitudini e probabilmente un surrogato di sesso. Questa discrepanza esistente tra l’ideale ed il reale conduce a: disaccordi; infedeltà; insicurezza; rabbia e quant’altro.
Ritengo che se ci soffermiamo a riflettere con attenzione su questo non possiamo non convenire che la coppia ideale è un racconto che ci è stato insegnato fin dalla più tenera età ed a cui abbiamo creduto, e quando la realtà si rivela, a noi non rimane altro che la sensazione oppressiva di vuoto e di fallimento, cosa naturalmente da nascondere al mondo esterno. Se poi qualcuno esprime un’alternativa che evidenzia questa condizione, un moto di sdegno ci pervade all’istante.
Sembra cioè che si dia per scontato che chi ha un’opinione diversa dalla vostra sia intollerante, infastidito, o abbia un’opinione diversa solo perché è imbevuto di ideali irraggiungibili e frustranti o perché è limitato da schemi e stereotipi. Ma è questa idea che io non condivido e non il fatto che a voi possa piacere praticare lo scambismo e che per voi possa essere la via migliore per vivere la vostra dimensione di coppia aperta.
A me non cambia nulla il fatto che voi pratichiate lo scambismo, quindi perché io dovrei scrivere per cercare di farvi cambiare idea?
Però il fatto che a me non interessi praticarlo ha una sola, semplice spiegazione: non mi interessa praticarlo 🙂
Nella mia vita ho fatto diverse scelte che potevano, da altri, essere giudicate controcorrente. E il mio problema non è mai stato voler fare qualcosa controcorrente o dimostrare qualcosa attraverso una scelta controcorrente. Perché io penso (e il mio “io penso” non nasce da ideali o preconcetti, ma dalle mie esperienze di vita e dal mio modo di sentire, e riguarda il mio percorso)
che il regalo più grande che può farsi un individuo è ascoltare cosa desidera realmente, tanto più quando riguardano le relazioni umane. Poi è possibile che non tutto vada per forza come vuoi, perché non possiamo controllare gli altri, possiamo solo cercare di incontrarci realmente con gli altri, ma ascoltarsi resta fondamentale.
Io non credo (non per teorico pregiudizio, ma per aver conosciuto persone hanno praticato scelte alternative, anche di altro genere, con cui si è parlato non in modo superficiale nè pregiudiziale, bensì molto sereno, di relazioni) che le scelte alternative di per sè siano un qualcosa che per forza preserva da una serie di emozioni e frustrazioni che possono essere proprie di ogni essere umano, a seconda del proprio carattere, del proprio stato d’animo, delle proprie paure, e esperienze personali. Nè preserva per forza da altre incompatibilità di carattere, incomprensioni, crisi, anche di cambiamento, che ogni coppia può avere. Crisi che non necessariamente riguardano il “settore” sessuale della coppia. Conosco persone che nonostante lo scambismo si sono nel tempo allontanate, e a dieci anni dal matrimonio stanno divorziando e sono rimasti insieme sino ad ora anche per i figli, per non dare un dolore ai genitori, per questioni economiche, per la paura della solitudine… per le stesse identiche ragioni per cui alcune, non tutte, le coppie possono restare insieme nonostante la frustrazione. Conosco persone che, pur con la coppia aperta, si sono tradite o si sono innamorate di altre persone. Queste persone ovviamente non sono lo stereotipo della coppia aperta. Come i miei amici che stanno divorziando (e non per defaillance o noia sessuale) non sono lo stereotipo della coppia tradizionale. Mi pare ovvio. Sto dicendo appunto che in nessun caso stiamo parlando di stereotipi, appunto, bensì di esseri umani e di relazioni umane. Anche se forse esisterà anche un’idea idealizzata della coppia aperta o scambista, come dicevate voi, il punto non è nell’idealizzazione, ma dello stato d’animo positivo con cui, ciascun individuo, vive e percepisce la sua vita, come individuo e come parte integrante di una relazione affettiva.
Non comprendo del tutto perché il discorso parta da un concetto di coppia tradizionale frustrante per parlare di scambismo, anche se mi è chiaro il concetto “alternativa”. Dunque gli scambisti sono tutte persone che, frustrate dalla coppia tradizionale, annoiate dal sesso in coppia, hanno deciso un’alternativa? Non sono persone, semmai, che si sono scoperte compatibili nel loro individuale concetto di trasgressione?
(non mi avete risposto alle mie ultime righe sulla gelosia nel precedente post, ma era una domanda aperta).
Personalmente non credo che siamo TUTTI oppressi da ideali favolistici e stereotipi che ci costringerebbero, interiormente, ad andarci contro subendo delle scelte sentimentali e sessuali limitative che non sentiamo. C’è anche chi sta bene come sta 🙂 comunque, “apertamente”, la veda 🙂
scusate se mi intrometto… coppia aperta… per aperta, cosa si intende? la possibilità
di fare sesso con altri/e senza che il coniuge ti porti in tribunale e ti lasci in
mutande? libertà vista in che senso? ognuno vive la vita come meglio crede e come
meglio gli pare…
Cara Luna, spero che non me ne voglia per un approccio così amicale. A scrivere sono sempre io, il lui della coppia, anche se ciò che esprimo è frutto di scambi continui fra ambedue i punti di vista che naturalmente non sono sempre totalmente concordi. Aggiungo però che ciò che redigo è sempre perfettamente conforme e condiviso, la sola ragione che a scrivere sono sempre io è che lei purtroppo non ha una grande propensione verso questa attività; anzi non ne ha proprio sigh! Ad essere positivi però, ciò ci consente un più proficuo dibattito.
Per quanto riguarda i pregiudizi, credo che sia impossibile per chiunque liberarsene, come dice DANTE (cito a memoria):
-in tra due cibi, distanti e moventi in un modo,
-prima si morria di fame che liber’uomo
-l’un recasse ai denti.
il ché vuol significare che non può esistere un uomo totalmente libero capace di effettuare scelte non assoggettate ad alcunché. Questo naturalmente ci lascia con un po’ di amaro in bocca. – Come, “Io” non posso scegliere liberamente? –
Espresso ciò, vorrei che si riflettesse sul lavoro che gli psicologi svolgono: si ritiene che essi fondino i loro stereotipi su pregiudizi, o piuttosto su analisi scientificamente comprovabili? Io propendo più per un’idea di indagine metodologica, pertanto quando esprimo un’idea, questa tende, per quanto è possibile, ad essere il più inerente possibile alle conclusioni scientifiche di questi studiosi; piuttosto lascio che la presupposizione si riferisca al dubbio che l’indagine effettuata da chi non accetti certe conclusioni possa essere conseguente ad una analisi non sufficientemente meditata.
Non intendo in alcun modo alzare l’indice verso alcuno ed alcunché, anche perché sono pienamente consapevole dei miei limiti (sono anch’io un mortale). Né voglio gerarchizzare i valori individuali in rapporto alle preferenze, né tanto mento ritengo che a scelte uguali corrispondano stessi presupposti. Insomma cerco di esprimere le convinzioni a cui sono giunto e le ragioni che le sottendono.
Conosciamo diverse coppie, scambiste e non (in realtà nessuna “aperta”), che esprimono ragioni assolutamente difformi da questi stereotipi, pertanto l’analisi “filosofica” è solo un tentativo di comprendere, e per tale ragione permettimi di esprimere una diversa prospettiva:
La coppia “tradizionale” secondo una visione corrente maschilista-sessista-riduzionistica, è costituita da due individui, sessualmente opposti, uniti da fattori diversi di cui formalmente l’amore ne è l’elemento fondante. L’uomo e la donna sono però suddivisi in due entità gerarchicamente distinte in cui la sessualità conferisce all’uomo, che trova quest’ultima un’attività molto piacevole e quindi auspicabile anche se l’etica lo costringe a rendere più o meno celato il suo soddisfacimento, una posizione privilegiata (capo famiglia).
Per la donna, relegata invece in una posizione subalterna, si presuppone una marcata divergenza tra l’aspetto sociale e quello personale. Colei in cui predomina una qualità morale “merita” essere confinata all’interno della famiglia (regina della casa, dei figli e del marito verso cui spetta anche il ruolo contrastante di amante esclusiva e porca), mentre quella in cui prevale una valenza di piacere personale e perciò sporca puttana, può solo aspirare ad un soddisfacimento dei bisogni maschili con l’interdizione ad un ruolo stabile nella famiglia.
Ritengo che fino a quando non si supererà questa presupposta suddivisione dei ruoli, la coppia sarà sempre parzializzata e la donna parcellizzata. Uno scenario più consono alla realtà impone maggiore parità nell’espletamento delle singole funzioni e da qui un modo diverso di concepire il sesso ed il rapporto di coppia. Quale sia la concezione di “coppia” in questa nuova dimensione non ci è ancora dato sapere, attualmente si profilano alcune “sperimentazioni” come le coppie di fatto, quelle aperte, le scambiste e quelle di genere (gay o lesbiche), ogn’una delle quali rappresenta un tentativo liberatorio da una o più costrizioni e su cui è auspicabile un serio e fattivo dibattito e forse giungere così ad una visione più “olistica” che presuppone una maggiore parità individuale dei costituenti pur sempre nella differenza organica dei ruoli. Questo non significa assolutamente che la coppia del futuro sia assimilabile ad una di quelle formulate, anzi potrebbe addirittura superarsi il concetto stesso di coppia. Non ho la sfera di cristallo purtroppo, altrimenti ti darei anche qualche buon numero vincente per la lotteria.
L’accenno alla gelosia a cui ti riferivi nasceva da una costante obiezione che viene sollevata alle coppie non tradizionali che secondo un sentire comune non può provare amore in quanto chi sente questo sentimento è necessariamente geloso del proprio partner (prima presupposizione) e chi è geloso non può concedere “aperture” alla coppia (seconda presupposizione). Come vedi qui esistono addirittura due presupposti su cui lavorare.
@ dancan
Più o meno la “coppia aperta” può trovare una rispondenza in quanto esprimi, anche se detta così sembra che in essa non vi siano assolutamente né valori né regole, inoltre sono da considerare i motivi e le modalità in cui la relazione si esprime. La libertà è un concetto molto ampio ed abusato ma ancora troppo poco assimilato, tendenzialmente si ritiene che esso significhi semplicemente fare tutto ciò che si vuole.
scusa, ma da quando l’uomo è capo famiglia?…. mai provato a fare qualcosa a cui
tua moglie non va a genio? le decisioni le prende solo l’uomo?
per quello che riguarda il ruolo della donna… orbene.. chi li educa i figli? e la
famiglia, chi la manda avanti? l’uomo? ma dai.. siamo seri, per favore. posizioni
personali a parte, purtroppo alla donna è richiesta una scelta: o la famiglia o il
lavoro a tempo pieno. ( a meno che pagare colf, badanti e babysitter, salvo poi
lamentarsi se i figli mandano a fare in culo tutti..) io ad esempio, lavoro molto. e
sto molto fuori casa. chi segue la famiglia? io se nn lavoro, i soldi non entrano.
facciamo che ognuno ha un ruolo, senza fare i moralisti? le donne hanno voluto
laparità. purtroppo hanno puntato solo ai lati sbagliati, della parità… carriera in
testa ( salvo poi rendersi conto che a 50 anni un figlio è dura farlo e seguirlo) gli
stessi diritti di essere stressate a dare fuori di testa per i ritmi infami a cui ci
sottopongono.. oppure il lato opposto: fare un c.... e puntare ad uno con il
grano.. strane, le donne… coppia aperta.. tralasciando i discorsi filosofici in cui ci
si addentra per giustificare le proprie scelte ( che a mio avviso, se devo
giustificare una scelta, non so quanto sia consapevole, nè quanto ci si creda, in
quella scelta) qui si parla, in soldoni e basso termine, di sco..... un’altra che non
è la tua donna. ok, siamo tutti maggiorenni e ognuno fa quello che gli pare. ma
per come la vedo.. lo scambismo, la ‘coppia’ aperta, è solo un palliativo per
evitare che il marito ( o la moglie) ti tradisca e ti molli li. sbaglio? se si toglie la
voglia di un’altra, poi torna da me. infatti, se lo infilano in tutti i buchi, ma non si
baciano. ok, è una morale tutta dell’ambiente. io non giudico, dico cio che penso.
forse si fa cosi, per ‘ravvivare il rapporto, ed evitare la noia’ cavolo.. evitare la
noia? darsi una svegliata all’interno della coppia e affrontare i problemi insieme,
no? logico.. chi non vorrebbe avere il permesso di farsi la donna di un’amico,
sapendo che poi la moglie non lo mette sul lastrico? è solo il mio pensiero. ma
non che siamo messi cosi, perchè è piu facile aggirare i problemi, piuttosto che
affrontarli? purtroppo, per quelli che pensano che la famiglia sia un concetto
superato, sbagliano molto. ci sono molti tipi, di famiglia. 2 eterosessuali. 2
omosessuali,1 trans e un omosessuale, un brasiliano operato e uno no. 23 amici,
qualche animale. tutte queste cose formano una famiglia. con la stessa
complessità. servono molte personalità all’interno, ma tutte con lo spirito comune
e l’obbiettivo di andare avanti. ma se si vuole mettere al mondo una nuova vita,
sempre un maschio e una femmina servono. e l’amore e la pazienza per andare
avanti. comunque, cedere ai propri istinti,anche se puo essere piacevole e
liberatorio, non sono sicuro che sia sempre un bene. se ami una persona, vuo il
suo bene, anche se significa vederla con un altro. ma questa persona,
dovrebbe volere IL tuo, di bene, quindi anche quello di non mettere in pericolo te
e la relazione, con atteggiamenti sbagliati. insomma.. ognuno fa quello che gli
pare, ovvio, ma forse fare sempre quello che si vuole, non sempre puo dare buoni
risultati. e se durante questi scambi… la moglie rimane incinta? o se per caso ti
accorgi che non vuoi piu la tua donna perchè l’altra ……. di pericoli, per la
coppia, ce ne sono molti normalmente… andarseli pure a cercare, però……. e se
durante questi scambi qualcuno prende qualche cosa? e magari la trasmette in
famiglia? bo. punti di vista. ognuno fa come vuole. ma non tiratemi in ballo
filosofie e altre cose. vi piace trombare. punto. avete trovato la quadra in questo
modo. ( scopo e non succede nulal in famiglia) avete trovato la quadratura del
cerchio. ma da qui a tirare fuori una filosofia per giustificare il fatto che all’uomo
piace la passera e alla donna il cefalo… 😉
Caspiterina che discussione ne è uscita fuori.
In tutti i casi interessante, dico davvero.
Ma…una slavina…ma che dico..un maremoto..uno tzunami di parole, concetti, riferimenti letterari che mi lasciano annichilito.
Ammetto…sono groggy. Non ho capacità di reazione.
Mi inchino a certi professori di vita. Sanno tutto.
In confronto il mio precedente post sembra scritto da un idiota.
E si perchè qualcuno poi ha fatto anche le pagelle…
Tu promossa….altri rimandati…altri bocciati.
Quel concetto è giusto…quell’altro sbagliato.
Ma una cosa lasciatemela dire…
Io rimango della mia idea e non cambio una virgola di quanto scritto precedentemente.
(In tutti i casi credo che qualcuno debba rileggerla…forse non ha letto tutto…)
E..faccio le pagelle anch’io….
Promossi: PolvereDiStelle ! E tutti quelli che la pensano come lei..che poi sarebbe come la penso io….
Un cordiale saluto a tutti.
Mau.
CB: perché dovrei offendermi per un saluto gentile?
@L’accenno alla gelosia a cui ti riferivi nasceva da una costante obiezione che viene sollevata alle coppie non tradizionali che secondo un sentire comune non può provare amore in quanto chi sente questo sentimento è necessariamente geloso del proprio partner (prima presupposizione) e chi è geloso non può concedere “aperture” alla coppia (seconda presupposizione). Come vedi qui esistono addirittura due presupposti su cui lavorare.
No, in realtà io dicevo un’altra cosa, che esulava da questa costante obiezione a cui tu ti riferisci. Dando per scontato che chi sceglie la coppia aperta parte da presupposti diversi da quelli da te enunciati, la mia domanda era molto più precisa e si riferiva al tuo avere espresso il concetto che le persone che praticano lo scambismo e la coppia aperta sarebbero immuni dalla gelosia, sentimento, se non sbaglio, da te definito distruttivo o qualcosa del genere, che invece sarebbe proprio della coppia tradizionale, per il fatto che la coppia tradizionale non vede di buon occhio che uno dei due partner intrattenga relazioni sessuali con altre persone.
Però la mia domanda, se effettivamente la coppia aperta o scambista, possa essere effettivamente immune da gelosia, nasce da due considerazioni:
la prima è che la gelosia (intesa non come mera possessività, ma come timore di perdere la persona amata) non riguarda soltanto il settore sessuale, ma riguarda anche la dimensione emotiva.
la seconda è che, se non erro, la “regola” (passami la parola) della coppia scambista sia che le esperienze sessuali altre siano comunque in qualche modo comunque controllate (si decide insieme, si agisce insieme, se non è così si è comunque informati di quanto succede) e condivise, se non sempre a livello prettamente fisico e contemporaneo (voyerismo incluso) comunque a livello verbale. Insomma, anche nella coppia scambista (se non erro, correggimi se sbaglio su questo punto, ovviamente) in realtà la libertà ha un limite.
E lo scambismo controllato di per sè (anche se c’è uno sfogo di energia e fantasie sessuali) non rappresenta una garanzia assoluta del fatto che uno dei due partner possa provare un interesse per un’altra persona indipendente dalla coppia come organismo convidiso ed informato, e anche non solo a livello sessuale.
E’ un pregiudizio credere infatti che le persone tradiscano solo per ragioni meramente sessuali, o che le persone non possano provare un interesse emotivo per qualcun altro al di là di una sola spinta sessuale (seppure inclusa).
L’essere umano è complesso, e quindi anche una persona che vive la sua libertà in modo totale all’interno della coppia, come dici tu, può desiderare comunque (per ragioni sue, che siano di tipo sentimentale, ma anche solo di autoaffermazione individuale) di vivere un’esperienza solo individuale.
La mia domanda dunque è: se la tua compagna vivesse delle esperienze sessuali o emotive che esulano dalla condivisione di coppia, a qualsiasi livello, se la tua compagna avesse dei rapporti sessuali con un’altra persona e tu lo scoprissi soltanto in seguito e non fossi stato incluso/informato in nessun modo, se la tua compagna provasse un interesse per un’altra persona, se un’altra persona le piacesse più di te, non solo a livello sessuale, ma a livello mentale/emotivo e quindi tu rischieresti di perderla e non si tratterebbe più di un gioco di libertà condivise, non proveresti le stesse emozioni frustranti e negative base che può provare un individuo che sente di poter perdere l’amore e una centralità (al di là del sesso) con la persona amata?
Io ho una visione un po’ più umanista e dinamica della tua. Nè più pessimista nè più ottimista. E non credo molto più chiusa, per quanto lo scambismo non mi attiri in nessun modo e non credo che sarebbe una maggiore affermazione della mia libertà.
Continuo a non capire perché opponi alla coppia aperta o scambista la degenerazione della coppia tradizionale. Per esempio trovo riduttivo e pregiudiziale portare come esempio una coppia basata su presupposti sessisti e nella quale gli individui vorrebbero in realtà avere più partner sessuali ma ciò viene loro impedito. Ovvero, trovo pregiudiziale pensare che la donna vorrebbe avere maggiore libertà sessuale all’esterno della coppia ma ciò le viene impedito dal partner o dal fatto che socialmente sennò sarebbe considerata una zo....... E che se non prova il desiderio di avere più partner sessuali e non considera prioritario mettere in atto ciò si sta in realtò castrando in base ad errate convinzioni pregiudiziali o il timore di giudizi sociali o altro.
Trovo anche pregiudiziale considerare che la violenza morale, sociale e l’ingabbiatura” possano essere agite solo dall’uomo (sesso forte) nei confronti della donna (sesso debole) e non anche viceversa, mentre basta leggere lettere in questo forum per rendersi conto che molto spesso avviene anche il contrario. Così come basta ascoltare le persone realmente, là fuori (dico là fuori perché spesso nel forum si parla di problemi, non di cose che funzionano, per ovvie ragioni che chi scrive una lettera in un forum di solito lo fa per sfogarsi o confrontarsi su un disagio) per rendersi conto che esistono molte realtà effettivamente paritarie. Trovo riduttivo associare il concetto di libertà individuale e libertà all’interno della coppia, e di benessere individuale e di coppia e di costruzione della coppia solo ad un concetto sessuale e di ampliamento della libertà sessuale. Come individuo me medesima non vedo nella coppia aperta e nello scambismo una maggiore affermazione della mia identità di donna, o di libertà, e non vedo per forza nella coppia tradizionale una castrazione dell’espressione della femminilità e della sensualità. Altre libertà fondamentali non sono per forza castrate da una relazione tradizionale sana.
Ho confrontato questo forum con quello dedicato allo scambio di coppia e sono rimasto estremamente perplesso. Vorrei proporre a tutti gli utenti qualche piccolo spunto di riflessione:
1) Ho l’impressione che molta gente non sappia distinguere un giudizio estetico da un giudizio morale. A me lo scambio di coppia provoca un’indicibile senso di nausea, ma questo non significa affatto che io sia un bacchettone o che disprezzi moralmente le persone che lo praticano. Dal punto di vista etico la cosa mi lascia del tutto indifferente. C’è chi preferisce il gelato alla crema e chi preferisce il gelato al cioccolato. Si tratta semplicemente di una questione di gusti, con cui la morale non ha niente a che vedere.
2) Non capisco per quale motivo le persone che prediligono un rapporto esclusivo debbano essere considerate tradizionaliste, antiquate o perfino retrograde (“schiave dei pregiudizi”)
3) Non capisco perché i teorici della coppia aperta debbano essere considerati persone moderne, trasgressive e dotate di una mentalità più aperta.
4) Una coppia che vive il proprio rapporto in modo esclusivo può essere molto più anticonformista, audace e trasgressiva di una coppia aperta che pratica assiduamente il liberoscambismo. Ci sono sicuramente molti scambisti che praticano il sesso in modo asettico e meccanico, senza alcuna creatività e senza alcuna fantasia. E ci sono sicuramente molti “monogami” che lo vivono in modo originale, fantasioso e trasgressivo.
5) Quello che distingue i due tipi di coppia è soprattutto il diverso modo di intendere la complicità e l’intimità. Per un monogamo incallito come me è estremamente difficile comprendere le dinamiche che regolano un rapporto “aperto”, perché ho la sensazione che l’intimità della coppia ne uscirebbe completamente distrutta. Per un teorico della coppia aperta, probabilmente, è vero esattamente il contrario.
Ovviamente siamo nel campo della soggettività più assoluta e qualsiasi giudizio morale sarebbe completamente fuori luogo.
Sono veramente contento nel vedere come il dibattito si stia surriscaldando ed anche per i valori dei post che non si limitano ad un semplice botta e risposta, lo sono un po’ meno per i contenuti che spesso si rifanno a congetture aprioristiche e quindi spesso non rispondenti al vero, questo però è comprensibile visto che la discussione è appena all’inizio ed ancora non ci si conosce a sufficienza.
Ripeto alcune cose espresse in precedenza; non intendo essere polemico né voglio giudicare alcuno o alcunché e neppure sono qui a dire che la visione di una qualche cosa è meglio o peggio dell’altra. Spesso anzi concordo in pieno con quanto viene espresso, come ad esempio con quello che scrive LUNA riguardo alla gelosia; ritengo infatti possibile essere gelosi sia che si viva in una coppia tradizionale che in una trasgressiva, anche se ritengo che nel secondo caso ci sia una probabilità inferiore che si verifichi, e concordo anche sul non ritenere una coppia trasgressiva migliore di una tradizionale, anche perché le coppie sono fatte da donne ed uomini e tutti sono diversi da tutti ed i migliori possono essere sia da una parte che dall’altra indifferentemente.
Detto ciò, non vorrei però, che essendo tutti d’accordo, si vada ognuno a casa e fine dei giochi.
Scherzi a parte, io mi ritrovo spessissimo a rivalutare le mie convinzioni perché vivo nel terrore di svegliarmi un giorno e scoprire di essere caduto nella trappola di un pregiudizio inconsapevolmente e continuare a soccombergli senza essere riuscito a renderlo evidente (cosa che comunque puntualmente accade).
Ritengo che se non si tenti di chiarire un punto che reputo cruciale, continueremo a rimbalzarci la palla senza mai avviare un fattivo prosieguo del dibattito. Dice Marquito : “…. Si tratta semplicemente di una questione di gusti, con cui la morale non ha niente a che vedere.”.
Se si tratta di una questione di gusti personali allora mi risulta difficile capire come mai gli artisti del passato amassero modelle corpulente, e non penso ad un singolo artista o ad una sola forma d’arte, mentre oggi invece si preferiscono le magre; oppure come mai i gusti degli italiani sono diversi da quelli… mettiamo dei tedeschi, ed il mio pensiero va al cibo, all’abbigliamento ecc… Naturalmente possiamo fare un discorso analogo per la morale e per tante cose. Forse Sigmund Froid o uno dei suoi tanti discepoli, potrebbe parlarci di uno strano “IO” che nascosto in noi ci guida quasi fossimo burattini. Oggi con l’ipnosi, con il PNL (Programmazione Neuro Linguistica) o con tante altre diavolerie del genere, si possono fare cose incredibili, pensare perciò al nostro libero arbitrio diventa un po’ più complesso di quando si riteneva fino a qualche tempo fa.
Per finire permettetemi di esprimere un’ultima riflessione, almeno per ora, in tutta la lunga storia umana ci sono stati moltissimi grandi pensatori che analizzando questo o quello, ci hanno portato dalla caverna alla luna, ed a guardar bene, anche loro erano costretti a seguire i loro tempi, e non parlo solo di tecnologia ma proprio come evoluzione mentale (società, etica, filosofia e potremmo continuare quasi all’infinito). Evidentemente Wernher Magnus Maximilian Freiherr von Braun non sarebbe mai potuto esistere durante l’impero romano.
Vi starete domandando, ma tutto questo che c’azzecca con la coppia trasgressiva? Niente, ma c’entra con il nostro dibattere, perché si continua a discutere delle convinzioni autonome e personali, di preferenze, di come la coppia tradizionale e quella trasgressiva si differenzino tra loro e se una sia più o meno evoluta dell’altra.
Ad essere sincero sono convinto che la coppia trasgressiva si possa ritenere più evoluta di quella tradizionale (si badi bene, non ho detto migliore), solo perché quella a cui ci riferiamo (anche nel passato sono esistiti diversi modi di concepire la coppia che oggi definiremmo trasgressiva anche se nella propria epoca non lo era), succede alla seconda e quindi, in una società in evoluzione, diviene una rappresentazione evolutiva.
@ LUNA
Sulle coppie scambiste vi è molto da dire, intanto partiamo dal nome “scambismo”, il termine presuppone lo scambio tra partner, ma in realtà non tutte le coppie cercano questo, qualche coppia desidera solo parlare di sesso, altre sono semplicemente esibizioniste ed amano farsi guardare. Altre amano soltanto guardare ed al limite fare qualche effusione tra loro mente guardano oppure lasciarsi andare a qualche carezza o toccatina ma nulla più. Ci sono coppie che fanno sesso accanto ad altre coppie che a loro volta fanno altrettanto o dove solo alle donne è consentito giocare mentre gli uomini restano a guardare o partecipano solo con le proprie donne. Ci sono coppie che permettono ad uno o più singoli di partecipare, da sole o con altre coppie o donne che amano lasciarsi andare tra diversi uomini mentre i compagni restano a guardare o possono partecipare anch’essi. Esistono poi coppie in cui i partner possono scambiarsi in luoghi diversi o anche in tempi diversi. Insomma le varianti possono essere tante, ed anche varianti di queste varianti. Considera poi che queste coppie possono essere costituite non solo da due eterosessuali, ma anche da un etero ed un bisessuale o da entrambi bisex, oltre a ciò si possono avere differenziazioni relativi ai gusti sui tipi di giochi.
Alcune coppie sono legate ad un solo tipo di gioco o si lascia andare a quello che al momento le attira di più, ci sono coppie che tendono a fare amicizia e quelle che invece preferiscono sconosciuti che poi abbandonano al termine dei giochi. Qualcuna si precipita subito al dunque mentre altre preferiscono lunghi preliminari. Le regole comunque ci sono ed anche ferree.
Innanzitutto vorrei rispondere a un’obiezione che mi è stata mossa da CoppiaBiricchina. CoppiaBiricchina scrive: ” Se si tratta di una questione di gusti personali allora mi risulta difficile capire come mai gli artisti del passato amassero modelle corpulente mentre oggi invece si preferiscono le magre, oppure come mai i gusti degli italiani risultino diversi da quelli dei tedeschi etc etc.”.
Premetto subito che il mio approccio è fortemente individualistico ed anti-storicistico. Non credo all’esistenza di contesti storico-culturali perfettamente omogenei, e neppure all’esistenza di uno Zeit-Geist universale, a cui ogni singola manifestazione individuale sarebbe riconducibile come per magia. Ancora meno credo all’uniformità dei gusti all’interno dei singoli paesi, come ad esempio l’ Italia e la Germania.
Ma ammettiamo per un attimo che CoppiaBiricchina abbia ragione. Accettiamo per un attimo l’impostazione storicistica, secondo cui ogni epoca storica sarebbe caratterizzata da una forte omogeneità di gusti e di mentalità. Che cosa cambierebbe ai fini del nostro dibattito ? Che si tratti di gusti soggettivi(come sostengo io) o di gusti collettivi propri di una determinata epoca e di un determinato paese (come sostiene CB), sempre di gusti si tratta … gusti che cambiano radicalmente spostandoci di qualche secolo o di qualche latitudine … in entrambi i casi siamo nel campo della relatività più totale.
Non capisco cosa c’entri il libero arbitrio, che è stato tirato in ballo senza alcun motivo. Io non ho mai affermato che i nostri gusti siano frutto di una scelta volontaria e consapevole; anzi; sono assolutamente convinto del contrario. I nostri gusti sono il frutto della nostra storia personale, dei traumi che abbiamo vissuto, del nostro temperamento individuale e del nostro codice genetico.
Al di là di tutti i discorsi che si possono fare, non capisco perché i sostenitori della coppia aperta ci tengano tanto ad apparire più anticonformisti e più “evoluti” degli altri. Non sarà mica una forma di auto-suggestione ? Non sarà mica una forma di pregiudizio ?
Io posso solo ribadire ciò che ho scritto nel mio precedente post. Ci sono delle coppie monogame che vivono la loro sessualità in modo vivace, originale e fantasioso e ci sono delle coppie “aperte” che lo vivono in modo freddo, meccanico e banale. La differenza sta soprattutto nel diverso modo di concepire l’intimità all’interno della coppia e questa, per quel che mi riguarda, è fondamentalmente una questione di gusti. Chi fra di noi è più aperto e tollerante ? 🙂
Caro masquito certamente gli italiani sono tutti diversi tra loro, come i tedeschi ecc… eppure c’è qualche cosa che li accomuna o no? Cos’è? Le proprie scelte fino a che punto sono proprie? Quando si porta una tesi si cerca di esprimere un concetto generalizzandolo e si utilizzano le prove più incisive, è chiaro poi che ci sono i distinguo e prove incerte ed inefficaci, se dico che oggi la temperatura è di 17° in realtà potrei avere alcune zone in cui la temperatura è più alta ed altre in cui è più bassa.
Il caso particolare non è mai la regola, esso entra semplicemente a far parte della summa che la rappresenta.
Nel caso in questione, dire che le coppie trasgressive, che rappresentano ¼ di tutte quelle esistenti (quantità relativa a quante lo ammettano), appartengono ad un certo cliché, non significa che ogni singola coppia è fatta così anzi probabilmente nessuna di esse è come viene rappresentata, c’è grande differenza tra coloro che amano farsi guardare e stop, e quelli che invece sono solo voyer; e coppie in cui uno dei partner è esibizionista e l’altro è voyer ecc…
Riguardo poi al libero arbitrio esso era riferito alla convinzione comune di una presunta qualità a determinare una scelta estetica o morale, tu però hai voluto esprimere un distinguo affermando che nel tuo caso ritieni i gusti non frutto di scelte consapevoli, anzi sei convinto che essi siano la summa di: storia personale; traumi vissuti; temperamento individuale; codice genetico. A questo punto mi chiedo: i tabù, l’etica sociale, la morale comune; hanno o no influito sul tuo “vissuto” o sul tuo “temperamento individuale” e sulla tua “storia personale”? Queste influenze sono o no consapevoli? Generalmente le persone ritengono di non essere influenzate dalla pubblicità eppure questa prospera, ci sarà un motivo?
Io non sono qui a giudicare, ma solo a tentare di rendere più evidenti le discrepanze esistenti tra il nostro credo e il nostro essere, cosi da poter capire.
Nell’ultimo punto che hai evidenziato, devo dire: siamo alle solite. Le coppie “trasgressive” sono tali proprio perché non si conformano alle regole etiche e quindi trasgrediscono e sono evolute perché non sono conservatrici, cioè sono inclini a trasgredire le regole perciò a cambiarle quindi a che si evolvano. Il fatto che delle persone siano originali o banali, vivaci o fredde, fantasiose o fredde, non è ragione sufficiente a porle nel calderone dei trasgressivi o meno. Insomma, nessuno afferma che una configurazione di coppia è meglio o peggio dell’altra.
@ Coppiabiricchina:
Riguardo al primo punto: Sarebbe da pazzi affermare che il contesto storico in cui ci muoviamo è totalmente ininfluente nel determinare le nostre scelte e le le nostre abitudini. Ma sarebbe ancora più assurdo ricondurre a tale “contesto” tutto quello che facciamo e tutto quello che pensiamo. In primo luogo il contesto storico non è un monolite, ma è sempre in qualche misura multiforme e variegato. In secondo luogo la capacità dell’uomo di pensare con la propria testa varia notevolmente da individuo a individuo. In tutte le epoche , in tutti i paesi, ci sono sempre state delle persone che apparivano eccentriche e originali perché se ne infischiavano allegramente delle consuetudini e della morale prevalente. E qui veniamo alla seconda questione, quella che più ci preme:
Quello che mi lascia perplesso è l’uso che voi fate della parola “trasgressivo”. Voi evidentemente vi ritenete molto anticonformisti e molto trasgressivi, ma io, anche alla luce delle mie personali esperienze, mi permetto molto umilmente di avanzare qualche dubbio. Vi pongo una domanda semplice e banale: è più trasgressiva una “coppia aperta” che vive i rapporti sessuali in modo tradizionale o una coppia monogama che vive quei rapporti in modo fantasioso e non convenzionale ? Cos’è che conta di più nel determinare se una coppia è trasgressiva; il numero dei partner o il modo di fare l’amore ? La mia non è affatto una domanda retorica; è legata al fatto che a me le coppie aperte non sembrano per niente trasgressive e in alcuni casi (non sto parlando di voi due !) mi paiono anche molto presuntuose e molto pretenziose. Non capisco questa pretesa di essere originali ed anticonformisti soltanto perché si pratica consensualmente la poligamia che (ci tengo a ricordarlo) è una pratica antichissima e nient’affatto moderna.
Quando sostengo il mio relativismo, affermando che in fondo è soltanto una questione di gusti, vengo puntualmente criticato sia “da destra” che “da sinistra”. La domanda che mi pongo è: Se non è soltanto una questione di gusti, allora che cos’è ? E’ una questione di etica ? E’ una questione morale ? O forse si ritiene, un po’ ingenuamente, che la coppia aperta rappresenti una grande evoluzione nell’ambito della sessualità e dei costumi ?
Ciao 🙂
Sono un po’ stanca oggi e quindi spero di riuscire a spiegarmi bene, visto che in questi post c’è molta carne al fuoco, ma, a dire il vero, anche un po’ di carne al fuoco che forse finisce con il distaccarsi dalla questione centrale.
Non sto dicendo che si sta divagando, anche perché penso che ciascuno ha l’assoluto diritto di vedere i suoi personali rimandi (io peraltro lo faccio spesso e a mia volta mi capita quindi di divagare in teoria ma per me personalmente no), però ho l’impressione, appunto, che si tenda, come diceva anche Marquito, a generalizzare una questione che è appunto molto personale. E il sesso lo è sempre, secondo me.
Lo è comunque che lo si stia facendo da soli, in due o in dieci, che sia etero o no, in due con dieci che guardano o in dieci con due che guardano. Qui poi non si parla solo di sesso, ma si parla di coppia, quindi di relazione, il che è ancora di più un discorso diverso, anche se può essere complementare, e ancora di più personale dal punto di vista emotivo, e riguarda due indivualità o più.
Quindi penso che potremmo andare avanti all’infinito a parlare di sociologia e psicologia e filosofia e antropologia ecc ecc.
Si può farlo. I miei interessi spaziano anche nella sociologia, psicologia, filosofia, antropologia ecc.
Ma il piano della discussione (non intesa come litigio) qual è veramente?
Per quanto mi riguarda ho già ampiamente detto come la penso. Avrai sicuramente le tue ragioni, emotive, biografiche, idealiste, genetiche ecc nel tuo percorso e nelle tue scelte – non lo dico con ironia eh – per considerare che la coppia aperta sia un’evoluzione e la coppia tradizionale una gabbia, e per portare più cose possibili per avvalorare la tua tesi. Probabilmente tu, in una coppia tradizionale, ti saresti sentito soffocare, e quindi hai trovato la tua via per esprimerti al meglio. Non scomoderò Freud e altri per domandarti come mai della coppia tradizionale hai un’idea così degenerativa, limitativa, noiosa. Se ciò ti viene da qualche esperienza personale, per esempio. Quali siano stati i modelli negativi di coppia tradizionale con cui puoi esserti trovato a contatto…
Non lo sto facendo davvero. Uno perché sarebbero assolutamente fatti tuoi e non mi permetto. Due perché sarebbe arbitrario pensare che le scelte e le idee debbano per forza avere un’origine traumatica o pregiudiziale. Tre perché appunto credo che a te possa semplicemente piacere il sesso di gruppo e una certa idea di relazione che senti ti somigli di più.
Ma se ho posto la questione in questo modo era per mostrarti che un po’ si vede che hai difficoltà ad accettare il fatto che a delle persone veramente ciò che a te su suscita maggiore piacere e sensazione di libertà possa suscitare indifferenza o anche sensazioni negative.
E non per una questione di limitazione culturale, sociale, o che. E che, al contempo, possano stare bene nella loro pelle con scelte diverse dalle tue.
Faccio un passo indietro e torno ad uno dei primi post, quello in cui si affermava che “coppia aperta” è una contraddizione in termini.
Ho conosciuto un tizio il cui sogno (talvolta realizzato) più grande era piazzarsi in poltrona e guardare la propria compagna (possibilmente esile) agitarsi, compiaciuta e partecipe, sotto il peso di una specie di Mastro Lindo semisconosciuto.
Apice della goduria? Eh….il caso dello semisconosciuto attirato nella “trappola” organizzata dalla coppia senza che avesse il minimo sospetto (avete presente il: “uhhhh mi ha telefonato mia moglie…..pensa che ha preparato i tortellini per 15 persone che hanno disdetto l’invito…….dai, fermati a cena, saranno vent’anni che non ci vediamo).
All’epoca del racconto ho mostrato un (dal mio punto vista legittimo) certo stupore…..apriti cielo: le peggiori accuse sono piombate sulla mia testa.
E ripeto: mi sono limitata a stupirmi!
Non ho urlato “aiuto aiuto, accor donna, c’è uno sporcaccione!!!! Arrestatelo, anzi, bruciatelo sul rogo e disperdetene le ceneri in modo che sparisca dalla memoria di TUTTI”!
Mi sono stupita senza contestare a priori perche, di principio, non contesto ciò che non conosco.
Posso decidere di non voler conoscere una situazione. Ed è ciò che ho fatto…..per questo sono stata coperta di insulti ( eh no….il semplice “sei una tradizionalista” non renderebbe l’idea 🙂
E quando ho tentato di capire le dinamiche del cervello di quel tizio sono stata cassata con una sentenza di “non mi avrete mai come mi volete voi (tradizionalisti)” detta con schifo e disprezzo.
Ognuno è liberissimo di vivere una relazione come gli pare.
Essere in tre, quattro, cinque, in comitiva facendo il trenino, etero, lesbo, gay, miscele varie,….ci sta tutto.
Ma si può veramente parlare di coppia?
Non mi intrufolo nella filosofia, nell’antropologia, nella sociologia.
Non le conosco e non mi ci addentro.
Mi limito a fare due più due come la mia bisnonna che aveva la terza elementare….
Che senso ha la frase “coppia aperta”?
Aperta a cosa? A che tipo di esperienza?
Forse alla fantasia?
Quale fantasia?
Il sesso può essere fatto in quattordicimila modi e, a volte, non basta una vita per sperimentarli tutti con la stessa persona.
Aperta a chi? O meglio…a quanti?
Ripeto: ognuno è libero di fare ciò che gli pare. Ma una comunità non è una coppia!
Cosa intendo per coppia?
1-UN uomo ed UNA donna (sempre gli stessi, sempre loro).
2-due persone che vivono l’intimità come un qualcosa da condividere solo con la persona che si ama (non in comitiva turistica),
4-che quando parlano di complicità intendono il capirsi con uno sguardo e non il (un esempio a caso tra mille) tendere trappole al Mastro Lindo di turno che pensa di mangiare tortellini e si ritrova a zompare in un letto mostrando le natiche ad un guardone piazzato in poltrona.
Non sto affermando “siete degli zozzoni” (magari lo penso ma non è la sede per dirlo e poi, il mio, è solo un pensiero tra mille altri pensieri 🙂 sto semplicemente affermando che una coppia che apre la porta ad una coppia magari accompagnata da un’altra coppia che a fine serata, esaltata dal clima conviviale, invita un’altra coppia è, in realtà, un’allegra comitiva in cui l’amore si perde in un concetto universale di amicizia, socialità, predisposizione alla goduriosa pratica del “ndo cojo cojo, nel mucchio c’è più tanta roba”
Comunque…ognuno è libero di fare ciò che gli pare.
Basta scegliere con cura un/a compagna della stessa tipologia senza chiudere in “gabbia” chi vuole esibirsi al mondo intero o mettere sul palcoscenico di un teatro affollato chi vorrebbe starsene in gabbia.
@Marquito
Coppia trasgressiva è una definizione data comunemente per definire quei rapporti non comuni nella coppia, che non seguono cioè le tradizionali regole sociali che sottendono un’unione tra due individui di sesso opposto che decidono liberamente di vivere insieme e che stipulano tra loro un contratto civile, il matrimonio (quello religioso è comprensivo di quello civile, la chiesa cattolica però non riconosce come coppie regolari, quelle che contraggono solo matrimonio civile). Sono quindi definite coppie tradizionali quelle sposate, mentre tutte le altre vengono etichettate come trasgressive anche se però alcuni tipi di coppie si trovano ad essere giudicate “tradizionali” per lo Stato e “trasgressive” per la Chiesa come quelle sposate solo civilmente. Per le risposte a tutte le altre tue domande, mi sembra di aver già espresso il mio modo di vedere, ma sono sicuro che ci ritorneremo ancora sopra.
@LUNA
Ho difficoltà ad esprimere il fatto che sono semplicemente interessato a raccogliere le idee altrui per migliorare il mio pensiero. Mi piacerebbe valutare i modi di vedere di chi segue e chi no, le varie modalità ”trasgressive”. Voglio però esprimere che nel rapporto di coppia, il normale sentire emozionale (amore, tradimento, gelosia e quant’altro), cioè quello che si percepisce in qualsivoglia realtà di coppia, mi interessano relativamente, anche perché ci sono altri mille modi per raccoglierle. Ciò che credo interessante trovare qui, siano quelle emozioni che scaturiscono intimamente riguardo agli aspetti meno tradizionali, quelli cioè che nascono in rapporto alla “trasgressione”, sia quelli repulsivi espressi da chi non approva questo tipo d’unione, sia quelli propulsivi di chi invece segue queste modalità.
In quest’ottica naturalmente la questione sessuale diviene primaria, ma a me non interessa ciò che sessualmente si fa o come lo si fa, ma piuttosto quali sono le ragioni emotive che sottendono le scelte che si effettuano, sia in rapporto alle spinte verso l’attuazione che alle reazioni che scaturiscono dal durante e dal dopo. Ma qui dovrebbe dire la sua C18, promotore del dibattito.
@ tutti
Ancora una volta su questo blog, come del resto avviene su tutti quelli simili, si cade nelle ragioni del sì e del no alla coppia trasgressiva, allontanandosi dal tema del dibattito. Capisco la difficoltà che si prova a dover spiegare ad un Eschimese come sopravvivere nel deserto del Saara e probabilmente a questo neppure interesserà saperlo. Io però, anche se non sono interessato ad essere un Messner 2°, sull’Everest ci sono stato, è vero che sulla mia testa svettava ancora una montagna di oltre 3000 metri, ma sotto di me c’erano circa 5500 metri d’esperienza e di sensazioni inspiegabili, indimenticabili ed irripetibili. Certo non si può essere tutti degli astronauti ma fare un voletto su un sicuro aeroplanino non rovina nessuno e ci regala sensazioni che non si possono provare in altro modo.
C’è gente che non è mai uscita dal suo paesino arroccato sulla montagna e ci vive anche bene ed il mare non gli mancherà mai avendo visto per TV che si tratta solo di una gran massa d’acqua ma… se si è avventurato oltre la sua valle, ritornerà al suo paesello sicuramente più ricco di prima, sia che in quel viaggio abbia vissuto esperienze belle che brutte.
Io sono convinto che di alcune cose non se ne può discutere se i propri sensi non le abbiano conosciute almeno un po’. La mia compagna ed io disconoscevamo questo mondo perverso e pensavamo a cose simili alle vostre, poi per una circostanza particolare ci siamo ritrovati ad avvicinarlo, anche se molto ma molto alla lontana e con amici che provvedevano alla nostra sicurezza. Per nostra fortuna ci siamo imbattuti subito in un gruppo di persone straordinarie; abbiamo respirato un’aria che non avevamo mai assaporato; una gioiosa sensazione di familiarità, di libertà e di schiettezza, non esprimibile a parole e che ci era totalmente sconosciuta. Oggi siamo in grado di dire che in realtà quella situazione non sempre si trova in quel mondo, anzi direi che si tratta di una condizione alquanto rara anche se comunque non riscontrabile in altre realtà. Mi sento di dire che chi ha paura di prendere una scossa, può anche non avvicinarsi mai ad un impianto elettrico, ma resterà al buio o vivrà un senso di profonda angoscia quando dovrà accendere la luce e gli sarà impossibile conoscere quella tranquillità che pervade chi, anche se non elettricista, la luce l’accende consapevolmente.
@ Coppiabiricchina:
Può darsi che noi si parli due linguaggi diversi e che non riusciamo a capirci, ma mi sembra che tu non abbia risposto a nessuno dei miei rilievi e delle mie argomentazioni. Per quello che può valere la mia opinione, i tuoi ultimi post denotano una presunzione che non riesco in alcun modo a comprendere né a condividere. Te lo dico con la massima cortesia: tu non puoi dare del “provinciale” a chi non condivide i tuoi stessi gusti e il tuo stesso modo di vivere il rapporto di coppia e non puoi nemmeno accusarlo di avere una mentalità più ristretta della tua. Se lo fai presti il fianco alle critiche peggiori, come quella di essere inconsapevolmente e sottilmente intollerante. Tutte quelle metafore sugli aereoplani e sugli astronauti sono cariche di saccenteria e di arroganza; la cosa è di un’evidenza solare e la trovo estremamente fastidiosa.
Io ti avevo posto una domanda ben precisa, e te l’avevo posta perché mi interessava comprendere meglio il tuo punto di vista. La mia domanda era: “Se non è semplicemente una questione di gusti, allora che cos’è ? E’ una questione etica ? E’ una questione morale ? Si vuole seriamente affermare che la coppia aperta rappresenta un’evoluzione morale/spirituale rispetto alla coppia monogama ? “. A questa domanda tu non hai mai risposto espressamente, ma nei tuoi ultimi post hai fatto intendere di pensarla proprio così… Di obiezioni da farti ne avrei moltissime (alcune sono state anticipate già da Luna), e se il dibattito proseguirà non mancherò di fartele conoscere. Adesso mi preme di più chiarire un altro concetto.
Voi non volete capire che si può essere monogami per indole e per predisposizione naturale. Vi siete messi in testa che tutte le persone monogame sono tradizionaliste e schiave dei pregiudizi, mentre invece, in moltissimi casi, si tratta semplicemente di una questione di gusti e di inclinazioni soggettive. Credevo di avertelo spiegato chiaramente, ma a questo punto mi vedo costretto a ripetermi: la semplice idea di praticare lo scambio di coppia mi provoca un violento senso di nausea, proprio come pensare a un cibo avariato o andato a male. E’ un pregiudizio ? E’ un giudizio morale ? Assolutamente no. Non mi permetterei mai di giudicare chi ha dei gusti sessuali differenti dai miei; sarebbe come se giudicassi una persona perché ama la vaniglia piuttosto della fragola.
Sono monogamo perché la monogamia mi piace; perché mi realizzo completamente riversando tutto il mio amore su una sola persona, perché adoro la complicità e l’intimità che caratterizzano un rapporto esclusivo … Essere fedele al mio partner mi procura soddisfazione e gioia … Cosa diavolo c’entra con tutto questo con l’evoluzione e col progresso ?
CB: @Ho difficoltà ad esprimere il fatto che sono semplicemente interessato a raccogliere le idee altrui per migliorare il mio pensiero.
@Mi sento di dire che chi ha paura di prendere una scossa, può anche non avvicinarsi mai ad un impianto elettrico, ma resterà al buio o vivrà un senso di profonda angoscia quando dovrà accendere la luce e gli sarà impossibile conoscere quella tranquillità che pervade chi, anche se non elettricista, la luce l’accende consapevolmente.
@C’è gente che non è mai uscita dal suo paesino arroccato sulla montagna e ci vive anche bene ed il mare non gli mancherà mai avendo visto per TV che si tratta solo di una gran massa d’acqua ma… se si è avventurato oltre la sua valle, ritornerà al suo paesello sicuramente più ricco di prima, sia che in quel viaggio abbia vissuto esperienze belle che brutte.
Io sono convinto che di alcune cose non se ne può discutere se i propri sensi non le abbiano conosciute almeno un po’
Non ti sembrano un po’ in antitesi in tuoi pensieri? Ovvero, il fatto di dire che le persone che non hanno fatto quello che per te è stato un salto che ha significato raggiungere nuove vette vivano al buio non ti sembra un tantino solipsista e pretenzioso? Guarda che te lo dico serenamente, eh.
Tu dici di no, che non è così, però poi contrapponi buio e luce, implosione e limite ad evoluzione. Ed è questo che mi fa un po’ sorridere, onestamente.
Io credo che quello che continua a sfuggirti – e che di una semplicità secondo me invece persino disarmante – è il concetto che quello che per te è così interessante può non esserlo per altri. che non è questione di paura di prendere la scossa, ma semplicemente che non sono interessati a queste esperienze. (il che riassume le molteplici ragioni per cui uno può non essere interessato, che sia pure che l’idea di accoppiarsi con Mastrolindo gli fa proprio senso).
Le persone più serenamente “anticonformiste” che conosco – e ne conosco diverse, e mi sembra molto limitativo pensare che l’anticonformismo debba riguardare soltanto il sesso – non pensano che gli altri debbano essere come loro perché sennò sono limitate. E sono peraltro in grado di riconoscere l’apertura mentale anche in persone che hanno fatto scelte molto diverse dalle loro.Per il resto, c’è anche gente a cui piace farsi prendere a calci in culo perché si eccita. ed è disposta a pagare, anche salato, per farsi prendere a calci nel sedere. Ma non è che per questo a tutti debba piacere farsi prendere a calci nel sedere. C’è anche chi è feticista, ma non tutti sono feticisti. Peraltro trovo anche che si stiano mescolando discorsi diversi:
il fatto che esistano altri tipi di famiglie, oggi rispetto a ieri, o meglio che questi tipi nuovi di famiglie siano uscite maggiormente dall’omertà non è per forza collegato alla trasgressione sessuale per come la intendi quando parli di superare le vette e farsi un giro in areoplani. Rischia anche di sembrare un discorso un po’ ipocrita, e ti spiego perché.
Le nuove forme di
di famiglia che sono sempre esistite ma che oggi si dichiarano con maggiore libertà, cioè le coppie omosessuali per esempio, o anche la coppia etero che non intende sposarsi, hanno dei problemi concreti che riguardano il loro presente e il loro futuro e che hanno a che vedere con il fatto di avere gli stessi diritti in determinate situazioni, che non starò ad elencare perché sono note. In questo senso possiamo dire che ci sono una serie di leggi and co che vanno bene per le coppie tradizionali (felici di esserlo) e che possono però non venire del tutto incontro ad altre forme di coppie, comunque a due (felici di esserlo). Poi ciascuna di queste coppie vive la sua intimità come meglio crede.
Per fare un esempio di maggiore trasgressione a livello di nucleo famigliare, rispetto al modello classico, le persone che vivono una famiglia a tre elementi, perché magari uno dei tre componenti è bisessuale, e quindi si verificano delle situazioni per cui ci sono famiglie formate da due uomini e una donna, o da due donne e un uomo, nel momento in cui non sono legate meramente dal fatto di vivere una trasgressione sessuale (cioè non c’è un terzo elemento che di volta in volta cambia, o che ha un ruolo marginale, ma c’è una continuità di nucleo famigliare, legato da particolari equilibri di affetti, e ciò indiscutibilmente si verifica) ma formano, a loro modo di sentire e vedere, una famiglia, si ritrovano banalmente anche a scegliere dove vivere, se tutti insieme o divisi, se avere tre conti in banca o uno solo, se fare un figlio e chi lo fa con chi, e come tutelarsi con dei diritti da famiglia pur non potendo, evidentemente, sposarsi in tre. Quindi per la famiglia a tre (felice di esserlo, e dove comunque se uno dei tre tradisce gli altri tre succede un casino) il sistema che concepisce la famiglia a due può non risultare sufficientemente adeguato. Peraltro le famiglie a tre possono avere gli stessi problemi delle famiglie a due moltiplicati per tre e giochi di equlibri pratici ed emotivi ancora più complessi che per la famiglia a due. Perché le persone possono anche sentire la mancanza, talvolta, della dimensione a due, non solo sessuale, ma anche emotiva. e peraltro le coppie meno tradizionali possono provare cali di tensione sessuale come tutte le altre. Ora mi pare implicito che non è che la coppia tradizionale formata da una donna e un uomo sia superata, ma che esistono altri tipi di coppie. e che questi altri tipi di coppie non sono un’alternativa per le coppie etero che vivono la loro realtà, ma sono semplicemente altre realtà.
Però cosa c’entra lo scambismo con il concetto di coppia o coppia gay o tris rispetto alla società e alle sue norme? Tu e lei (non ricordo se siete sposati) se ho capito bene, rispetto alla società appartenete alla forma tradizionale, ne vivete le tutele e i vantaggi, e vivete le vostre trasgressioni come un gioco. Ma poi ognuno dei giocatori torna a casa sua. O affrontate la realtà quotidiana, oneri inclusi, di una comune?
Posso fare un commento spicciolo spicciolo? Io a mio marito lo “corcherei” di mazzate (purtroppo solo nella mia fantasia, perchè è grande e grosso e non ce la farei!) se scoprissi un suo tradimento perchè mi salirebbe su una rabbia…. figuriamoci se gli do la mia benedizione per andare con un’altra donna..da solo..insieme.. non cambia. Le sue manine non le deve mettere sul culo di un’altra (scusate la volgarità) perchè altrimenti mi girano. Niente filosofia..antropologia..o quello che vi pare. Ma come si fa a vedere il “tuo” (si è mio..mio..mio..pure se non me lo so’ comprato all’ikea!) uomo che tocca..lecca e tromba con un’altra o peggio con un altro? eccitante? ma a me mi prenderebbe un nervoso… sono retrograda??? puo’ essere. Sono gelosa..possessiva a morire… coppia aperta? puàh… apritevi voi.. se vi pare..
bravo Marquito, stavo per rispondere in maniera analoga ma tu hai giá detto tutto. brava pure Luna.
CoppiaBiricchina tende a mascherare la sua arroganza ma é palese, d´altra parte ognuno ha le sue convinzioni, il problema é come giustamente dice Marquito quando diamo un giudizio di valore alle pratiche e ai gusti degli altri. ovvio lo facciamo sempre nei nostri stessi confronti peró per ragioni di rispetto e tolleranza bisognerebbe lasciar perdere di credere di poter andare a insegnare o anche solo dire agli altri quale sarebbe la via piú “giusta” e “evoluta”. questo bisogna scoprirlo e saperlo per se stessi in primo luogo a mio parere.
aggiungerei che parlare di trasgressione al giorno d´oggi mi sembra effimero se non futile. ma quale trasgressione ? oggi ognuno é libero di fare quello che gli pare nella sua vita privata (se ne é rimasta effettivamente una…) basta che “sia in chiaro” e che non infligga danni agli altri o si faccia reo di un reato. oggi non c´é piú morale, ci sono solo reati e leggi, molte delle quali pure alquanto arbitrarie…
la trasgressione ha potere in un ambito di proibizionismo reale ed effettivo, non solamente “morale”, questo é venuto sempre piú a mancare, Dio é morto diceva giá giustamente Nietzsche (con tutte le implicazioni..)
cosí mi chiedo quale fascino di trasgressione effettivamente possa ancora avere vivere una sessualitá “aperta” dove tutti sono consensienti, non diventa semplicemente normalitá e routine ? non diventerebbe piú trasgressivo fare il monogamo all´interno di una realtá del genere ?
saluti
Marquito: @Sono monogamo perché la monogamia mi piace; perché mi realizzo completamente riversando tutto il mio amore su una sola persona, perché adoro la complicità e l’intimità che caratterizzano un rapporto esclusivo … Essere fedele al mio partner mi procura soddisfazione e gioia …
🙂
La mia donna ed io, col cuore colmo d’amore per l’universo intero ed armati di una curiosità quasi infantile, abbiamo partecipato fin dalle prime battute a questo dibattito dal titolo “Coppia aperta” perché avevamo scorto nel così detto “mondo trasgressivo” una interessante concezione relazionale sintonica con l’entropico moto universale. Ahimé dobbiamo costatare che qui esiste solo una vetusta veduta di un mondo monolitico fatto di singole persone , di singoli sentimenti, di singole cose con svilenti relazioni tra loro. Mi domando dov’é quell’universo indeterminato, scoperto nella fisica quantistica, fatto di variabili relazioni tra disomogenei agglomerati energetici?
Unici “trasgressivi” condannati da molteplici “tradizionalisti” di arroganza, presunzione, intolleranza e quant’altro, non riusciamo a scorgere null’altro cha invettive, ed una domanda sorge spontanea, siete sicuri di trovarvi nel posto giusto?.
La mia donna ed io amiamo le cene a due, a lume di candela, in un ambiente raffinato, con suadente musica di sottofondo, questo però non c’impedisce di partecipare a cene tra amici, di lavoro e quant’altro, naturalmente non siamo disposti a metterci a tavola comunque e con chiunque né riteniamo che il cibo non serva a nutrire. Non c’interessa criticare chi ritiene che a tavola si vada solo per nutrirsi, ma non si può pretendere che ciò non ci crei un profondo senso di sconforto. Sono sicuro di aver risposto adeguatamente a tutte le vostre domande, ma se voi continuate a leggere le risposte con i vostri presupposti valori è chiaro che non riusciate a riconoscerle come tali. Facciamo una prova:
Marquito espone nel post 37 una critica completa secondo una sua comprensione preconcetta della mia posizione dicendo che: tu non puoi dare del “provinciale” a chi non condivide i tuoi stessi gusti e il tuo stesso modo di vivere il rapporto di coppia.
In realtà ho scritto: C’è gente che non è mai uscita dal suo paesino arroccato sulla montagna e ci vive anche bene ed il mare non gli mancherà mai avendo visto per TV che si tratta solo di una gran massa d’acqua ma… se si è avventurato oltre la sua valle, ritornerà al suo paesello sicuramente più ricco di prima, sia che in quel viaggio abbia vissuto esperienze belle che brutte.
A me non sembra di aver dato del “provinciale a lui né a nessun altro, ma semplicemente di aver espresso un concetto generale sul dare un giudizio esente da esperienza diretta. Se lui sente ciò come un attacco personale, a me non fa venire in mente altro che il detto latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta.” – Una scusa non richiesta è una palese auto accusa.
Ed ancora: – Si vuole seriamente affermare che la coppia aperta rappresenta un’evoluzione morale/spirituale rispetto alla coppia monogama ? –
A questo gli avevo già risposto nel post 30 dove scrivevo: Le coppie “trasgressive” sono tali proprio perché
non si conformano alle regole etiche e quindi trasgrediscono e sono evolute perché non sono conservatrici, cioè sono inclini a trasgredire le regole perciò a superarle quindi a che si evolvano. Il suo aggiungere “morale/spirituale” al vocabolo “evoluto” palesa solo il suo sentire preconcetto.
Possiamo così continuare riportando la sua successiva affermazione: Voi non volete capire che si può essere monogami per indole e per predisposizione naturale. Vi siete messi in testa che tutte le persone monogame sono tradizionaliste e schiave dei pregiudizi, mentre invece, in moltissimi casi, si tratta semplicemente di una questione di gusti e di inclinazioni soggettive.
Per chi ci segue non può essere sfuggita la mia affermazione: le coppie sono fatte da donne ed uomini e tutti sono diversi da tutti ed i migliori possono essere sia da una parte che dall’altra indifferentemente.
Né la posizione riguardo sia al termine “tradizionale” così riportato nel post 35: “Sono quindi definite coppie tradizionali quelle sposate, mentre tutte le altre vengono etichettate come trasgressive”, perciò riportando una definizione comune e senza contenuti morali; sia verso il concetto di “gusto personale” e del suo collegato “libero arbitrio” verso cui esprimo una perplessità a riguardo sintetizzando: Generalmente le persone ritengono di non essere influenzate dalla pubblicità eppure questa prospera, ci sarà un motivo? (domanda senza risposta)
Se poi consideriamo quanto espresso da LUNA nel post 38: Ovvero, il fatto di dire che le persone che non hanno fatto quello che per te è stato un salto che ha significato raggiungere nuove vette vivano al buio non ti sembra un tantino solipsista e pretenzioso? Guarda che te lo dico serenamente, eh. Tu dici di no, che non è così, però poi contrapponi buio e luce, implosione e limite ad evoluzione. Ed è questo che mi fa un po’ sorridere, onestamente.
Credo che Albert Einstein non sia stato giudicato né solipsista né pretenzioso quando ha affermato che E=mc2 , anche se le sue dimostrazioni apparivano alquanto in contrasto con le convinzioni scientifiche del momento.
Non ritengo certo di potermi innalzare alla sua grandiosità, ma le mie tesi sottendono un superamento dei preconcetti espressi nel vostro comune sentire, e sono sostenute da una filosofia generale emergente come l’olismo senza contare le dileggiate dimostrazioni che ho addotto a sostegno di dette tesi. Questo naturalmente non sta ad indicare che un domani le coppie debbano essere necessariamente trasgressive, ma più propriamente che si superi questa distinzione classista permettendo ad ogni singolo di potersi ritagliarsi liberamente il suo spazio vitale senza etichettature etiche.
Vorrei ancora continuare ma lo spazio è tiranno perciò concludo: vogliamo continuare il dibattito cercando costruttivamente di comprendere le posizioni altrui, o proseguire nella strenua difesa delle proprie posizioni compiacendosi delle condivisioni raccolte?
@ Coppiabiricchina:
Amico mio, se tutti i partecipanti al dibattito hanno colto nelle tue metafore una vena di presunzione e di malcelata arroganza molto probabilmente ci sarà un motivo … Può darsi che ti sia espresso in modo inappropriato, ma quando ti sento dire che “non tutti sono nati astronauti” (ed altre amenità di questo genere)mi sembra che ci possano essere pochi dubbi sul senso da attribuire alle tue parole. Forse dovresti fare un po’ di autocritica, perché qui dentro sei proprio tu che stai dando prova di intolleranza e di scarsa apertura mentale. Ti faccio umilmente notare che io non ho mai giudicato nessuno; anzi ho dato ripetutamente prova di possedere uno spirito aperto e tollerante. Ho ribadito a più riprese che non condanno nessuno per i suoi gusti sessuali e per il suo modo di concepire la vita di coppia; mi vanto di essere un relativista e di non credere ai Valori Assoluti, per cui, almeno nel mio caso, i tuoi rilievi sono totalmente privi di fondamento. Alle tue domande ho sempre risposto (casomai sei tu che non hai risposto alle mie), per cui ti consiglio di leggere i miei post con maggiore attenzione. Chiunque esamini questo dibattito con spirito sereno e scevro da pregiudizi si rende conto di dove stiano quei preconcetti e quei pregiudizi che tu, ribaltando abilmente la frittata, vorresti ad ogni coso attribuire agli altri. Vabbé; lasciamo perdere le polemiche fini a sé stesse e torniamo a discutere pacatamente sul tema che ci interessa.
Una caratteristica tipica della mente umana è quella di volere ad ogni costo razionalizzare i propri gusti e le proprie inclinazioni, anche quelle che per loro natura sono totalmente soggettive e irrazionali. Tutti quei discorsi sull’olismo e sull’amore universale mi sembrano veramente tirati per i capelli, non perché l’argomento in sé non sia degno di interesse, ma perché, appunto, ho l’impressione di trovarmi di fronte a un tipico caso di razionalizzazione. Ovviamente posso benissimo sbagliarmi e tu sei libero di discettare su tutto ciò che vuoi; ti dico soltanto che non c’è bisogno di scomodare la filosofia olistica per giustificare agli occhi del mondo la propria naturale propensione allo scambio di coppia e alla poligamia. Io sicuramente non ti giudicherò mai per le tue inclinazioni sessuali; per discutere con me non hai bisogno di alcuna patente e di alcuna legittimazione filosofica 😉
Tu continui a divagare e a sgusciare via come un’anguilla, senza fornire alcuna risposta alla questione fondamentale: In che senso ritieni che la coppia aperta sia più evoluta di quella monogama ? Questa maggiore evoluzione va intesa in senso morale, in senso spirituale o in quale altro senso ? Finché non ci risponderai chiaramente su questo punto tutti noi continueremo a brancolare nel buio. Può darsi che la colpa sia nostra, che siamo noi a non avere compreso il senso delle tue parole, ma ti sarei molto grato se tu volessi fornirci un chiarimento definitivo.
A questo punto mi pare doveroso un chiarimento. Coppiabirichina afferma di avere già risposto alla mia domanda e mi rimanda al post n.30, dove scrive che l’evoluzione consisterebbe in una maggiore propensione ad infrangere le regole etiche dominanti. Perché non ho tenuto conto di questa affermazione ? Perché si tratta di un’affermazione ambigua, che presuppone un giudizio di valore senza motivarlo. Prendiamo il caso che più ci interessa, quello della coppia “aperta”. Come facciamo a stabilire che si tratta di un’evoluzione e non di un’involuzione ? Più in generale: chi ha stabilito che la propensione al cambiamento sia sempre e comunque un fattore di evoluzione ? La risposta contenuta nel post n.30 mi è sembrata del tutto insensata ed insoddisfacente , anzi, dal mio punto di vista non rappresenta nemmeno una risposta. E’ per questo che ho continuato insistentemente a formulare la mia domanda.
La (non) risposta di Coppiabiricchina mi sembra davvero paradossale e mi fa veramente sorridere. Coppiabiricchina, ma di quali regole stai parlando ? Si può sapere in che mondo vivi ? Al giorno d’oggi la vera trasgressione consiste nell’essere ostinatamente fedeli al proprio partner. La poligamia è diventata la regola; la monogania è diventata l’eccezione. Ma davvero pensate di essere trasgressivi perché praticate consensualmente la poligamia ? La poligamia è una pratica antichissima, che nella nostra società è tornata estremamente di moda, e non ha assolutamente niente di audace né di trasgressivo. Non infrange nessuna regola se non quelle che voi stessi vi siete costruiti nelle vostre teste. Ho conosciuto un sacco di gente che praticava lo scambio di coppia e l’amore di gruppo; li ho incontrati perfino sul luogo di lavoro dove ho dovuto faticosamente difendermi dalle loro avances :-)) Non parliamo di tutte quelle coppie che hanno stabilito un tacito accordo e che conducono serenamente due vite parallele … praticamente sono la maggioranza delle coppie sposate.
Non siete affatto dei pionieri e per quel che mi riguarda non siete nemmeno all’avanguardia. Forse è la vostra visione della società che è rimasta ancorata agli anni cinquanta …
COPPIABIRI: @Questo naturalmente non sta ad indicare che un domani le coppie debbano essere necessariamente trasgressive, ma più propriamente che si superi questa distinzione classista permettendo ad ogni singolo di potersi ritagliarsi liberamente il suo spazio vitale senza etichettature etiche.
Francamente non vedo dove cogli la “distinzione classista” nè la negazione dell’altrui libertà del fare della sua sessualità quello che meglio crede o di ritagliarsi il suo spazio vitale.
In me non di sicuro, a meno che tu non voglia vedere quello che non c’è.
Per quanto riguarda la pubblicità non è che non si possa anche aprire un dibattito socioantropologico di 34 post sull’argomento, ma mi sfugge cosa c’entri con la coppia tradizionale o coppia trasgressiva.
siamo sempre là: a voi piace farlo così, ad altri piace farlo colà, con la stessa, serena, convinzione.
Mi domando il problema dove sta.
C.B: “Se lui sente ciò come un attacco personale, a me non fa venire in mente altro che il detto latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta.” – Una scusa non richiesta è una palese auto accusa”.
Marquito ha semplicemente manifestato un’opinione che, EVIDENTEMENTE, stenti a digerire perchè, EVIDENTEMENTE, non riesci a comprendere come ci siano persone che riescono a trovare in un/a solo/a compagno/a tutto ciò che cercano senza dover ricorrere ad un discutibile puzzle umano.
Tu intravedi in Marquito una sorta di represso.
Sei viscido ed estremamente maleducato nell’affermarlo senza neppure conoscerlo.
E se ti dicessi che, invece, io intravedo in te l’equivalente in campo “affettivo”- sessuale di chi, a fine cena, viene portato via con l’ambulanza per aver trangugiato come un porco?
Un esagerato, un vizioso, uno zozzone che ha avuto il culo di trovarsi una degna compare di scorribande?
Ognuno ha la propria idea e se per sostenerla occorre insulatare, bè, Coppia Biricchina, significa che sei totalmente carente di argomentazioni.
La mia idea è che le coppie AFFOLLATE siano, in realtà, “coppie” con le virgolette.
Coppie che fanno acqua da tutte le parti,che per stare a galla devono riempire le falle con “tappi umani” (benchè accuratamente selezionati…..
E quando parlo di coppie affollate intendo quelle che, a fine serata, accompagnano gli “amici” alla porta.
NON non sto parlando delle famiglie allargate, NON sto parlando di chi “adotta” un utero integrandolo nel contesto famigliare.
Insomma, non sto parlando di famiglie differenti da quelle tradizionali ma pur sempre famiglie ma sto parlando degli assembramenti destinati a smantellarsi nel giro di poche ore.
Vediamo di riportare un po’ di ordine in questa discussione, che sta rischiando di diventare surreale. Coppiabiricchina tira in ballo Einstein, la pubblicità, la fisica quantistica, la filosofia olistica e l’amore universale … Premesso che ognuno è libero di argomentare le sue opinioni come meglio crede, ho l’impressione che ci stiamo allontanando dal nocciolo del problema.
Coppiabiricchina sostiene che le coppie aperte sono più “evolute” di quelle monogame, ma non ci porta nessun valido argomento che possa giustificare questa sua affermazione. L’equazione trasgressione = evoluzione è totalmente assurda e priva di fondamento. Se bastasse trasgredire le regole per essere evoluti, allora anche il delinquente andrebbe considerato più evoluto della persona onesta. La propensione a trasgredire le regole, considerata in sé e per sé, non è necessariamente un fattore di evoluzione.
Per quanto riguada ciò che hanno scritto Eme e Luna, io credo che il problema si possa porre in questi termini:
C’è una domanda cruciale a cui i teorici dello scambismo dovrebbero rispondere. Si tratta della questione capitale, di quella da cui dipende il senso steso di questa discussione. La domanda è la seguente:
QUESTI RAPPORTI SESSUALI CHE VOI PRATICATE CON I VOSTRI “AMICI” SONO O NON SONO EMOTIVAMENTE CONVOLGENTI ?
Apparentemente ci sono solo due possibili risposte:
A) Questi rapporti non sono emotivamente coinvolgenti. In questo caso ci troviamo di fronte a un semplice svago, a un semplice divertissement, il che è perfettamente legittimo, ma per giustificare una ammucchiata non c’è bisogno di scomodare Einstein e la fisica quantistica 😉
B) Questi rapporti sono emotivamente coinvolgenti e investono anche la sfera affettiva. In questo caso la faccenda si fa molto più complessa e molto più interessante, ma mi domando come si faccia a parlare ancora di Coppia. Tutt’al più si potrà parlare di triangolo, di quadrato, di pentagono o di esagono. Anche di icosaedro se volete (la cosa mi è del tutto indifferente), ma non più di coppia … a meno che la trasgressione non consista nel’infrangere le più elementari regole della logica, al punto tale che anche la matematica è diventata un’opinione.
Un’ultima osservazione:
Al di là di tutti i discorsi che si possono fare su questo argomento, io credo che la tolleranza non possa essere esercitata sempre a senso unico. Ho ribadito, in tutti i modi possibili e immaginabili, che non mi permetterei mai di giudicare una persona per le sue inclinazioni sessuali. Ho spiegato, in modo limpido e cristallino, che i miei giudizi sono dei meri giudizi estetici e che non hanno assolutamente niente a che fare con la morale. La risposta è stata quella che avete visto … No; la tolleranza non può essere esercitata sempre a senso unico …