Chi li capisce gli uomini!
di
skar1982
Riferimento alla lettera:
Salve, vi scrivo perché vorrei un vostro parere. 32 anni, lui 40! Inizialmente non mi piace, poi pero approfondiamo, ci conosciamo meglio e nasce una forte attrazione. Con molta modestia e vi prego prendetelo solo per poter capire, vi dico che sono una bella ragazza fisicamente, e per di piu...
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Data di pubblicazione: 2 Febbraio 2014
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Categorie: - Amore

Fab, magari, dal momento in cui per lui la Storia Importante e’ quella che con lei lui vive, per il nuovo compagno della tua ex moglie, lei e’ la migliore delle donne, per la nuova tipa dello zio lui e’ il migliore degli uomini. Cio’ che dimostrebbe “tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo’, chi anzi ha avuto il coraggio, per un vero e grande amore, di correggere quell’errore, quell’impedimento. Chi e’ stata/o vittima di mostrozia e mostro Fab, che come si puo’ aver fatto cosi’ male a due cosi’ splendide creature (loro, non voi). O forse si lanciano piatti e i nuovi partners vorrebbero poter usufruire del diritto di recesso. Ma visto che entrambi dopo la separazione hanno chiesto il divorzio, per continuare a stare con i nuovi ecc si presume di no. Ammetto che una cosa me la sono chiesta pero’ (perche’ io al posto della nuova partner dello zio me la chiederei e di chi ha un certo “modo”): ma uno che,a parte separarsi in se’, tratta cosi’ una donna con cui ha passato una vita, che rinnega anche figli e nipoti che idea mi da’ del rispetto per gli altri, i sentimenti, gli affetti? Ho pensato: magari lei si e’ sentita molto piu’ amata per questo e con meno rogne: guarda cosa ha fatto per me, ha resettato, immolato tutti, ogni rapporto precedente. La forza del suo amore per me, in questo mondo superficiale, e’ stato tale. E non ho manco la rogna non solo di avere la ex moglie tra le palle, manco come concetto affettivo, ma neanche i figli, i nipoti, gli amici, tutti coloro che avrebbero potuto costituire una tensione. Invece bel belli si ricomincia da zero, una nuova era,magari con un figlio nostro. Peccato che a sta moglie rompipalle lui deve passare qualcosa che viene tolto al nostro budget…/ oppure lei magari gli dice “ma chiamali i tuoi figli almeno a Natale, vai a conoscere il tuo nuovo nipote…e lui dice “no, non mi frega una fava! La mia vita ora e” questa!” o “no, sai che non hanno appoggiato la mia scelta di cambiare vita. Sono dei cattivoni che ce l’hanno con me…” / ste fantasie (a cui non do’ molta corda e peso in verita’) hanno fatto capolino nella mia mente perche’ accade quando uno scompare e si comporta come lui ha fatto. Da un lato e’ come se fosse morto pero’ non lo.e’. Da un lato non ho ovviamente ideadi che fa e sono, lo dico sinceramente,molto piu’
Interessata a chi e’ rimasto, al tangibile, al reale, alle persone che lui ha piantato ma che io amo e mi vivo. Semmai a volte, rispetto al fatto del sangue del suo sangue che e’ cresciuta e sta crescendo, o alla nuova creatura che e’ nata, viene il flash di pensare: lui tutto questo non lo sa, non sa neanche che faccia hanno… a volte, avendolo visto per una vita, mi chiedo “chissa’ com’e’ adesso”. Ma capisco, essendoci stata prima e in questi anni, quando sua figliami ha detto: “se era morto potevo piangerlo, portargli un fiore, ricordarlo con dolore per averlo perso ma anche con un sorriso”. Il fatto e’ che un giorno se morira’ davvero, anche se lei dice che per lei lui e’morto (per il modo, Laras, per la tenacia con cui ha mantenuto quel modo, per essere scappato anche dovendo dei soldi a sua figlia, per un accordo normale fatto tra padre e figlia con un sorriso, e tanto altro) non so cosa sara’… Io, riguardo l’alieno, in realta’ sono “boh”. L’ho conosciuto per decenni, li’ si ferma lo “scibile”, a parte i fatti. Cosa faccia, dove sia, cosa abbia nella testa non lo so. E ti posso anche dire che, prevalentemente, non me ne frega un cacchio. Ma quella domanda me la sono.fatta, con curiosita’, perche’ se uno veramente cancella dalla faccia della terra e si comporta in un certo modo… E’ che vedo la cosa per come funziono io. Un conto e’ aver chiuso una relazione, nel senso di non avere certe “pendenze”, un altro e’ rinnegare, il proprio stesso vissuto, quel modo. Riesco a spiegarmi? Io capisco Fab, al di la’ del fatto che non accetta proprio che la sua Storia, la loro, sia finita, sul punto “alieno”. Non tanto sul fatto che e’ ovvio che ti sembra una cosa aliena gia’ il fatto che una persona che ti amava o diceva di amarti ecc cambia in tal senso e non e’ piu’ li” (questo e’ uno shock inevitabile e comune), Fab dice “la persona ti da’ la sua parola e non cambia”, ma su questo un “controllo” non c’e’, che piaccia o no. Pero’, fermo che domani posso diventare un marziano e che certamente al mondo c’e’ gente che puo’ rimproverarmi di aver deluso o ferito, anche andandomene, e che lo ha pure fatto, quel tipo di alienazione/rinnegamento/revisionismo no. No perche’ non dico “uccide” solo in modo autorefenziale. Che pure ognuno abbia una sua versione, rielaborazioni.
Buongiorno Luna.
A me é capitato di stare dall’altra parte. Di essere cioè un uomo che frequentava una donna impegnata.
Quando mi sono accorto delle menzogne che usava verso il marito (che non conoscevo ma che poi ho saputo fosse un’ottima persona) ho abbandonato la cosa. Ho pensato: figuriamoci che donna può essere una che mente al proprio marito per andare a letto con un altro. Poveraccio lui na io che me ne faccio di una cosi ? Questa é capace di rifarmi la stessa cosa.
Un’altra volta conobbi una donna che era fidanzata. Mi disse che era una storia ormai finita. Ok le dissi. Chiudi la storia e poi ne tiparliamo. E ne riparlammo….dopo.
La terza volta la donna di un amico. Ma la donna di un amico é sacra. E soprattutto é sacra l’amicizia (con un uomo).
Quindi, per me, donne del genere non sono mai le migliori.
Purtroppo l’ho presa in quel posto nonostante tutto.
Fabrizio, ricordo che hai scritto tempo fa della fortuna di aver conosciuto quella donna, ma mi dispiace non riuscire a spiegarmi, visto che volevo dire quello che hai appena sostenuto tu. L’ho detto in ragione di quello che appare il tuo punto di vista che spero riconoscerai essere molto soggettivo, lo dimostra il fatto che quanto ti è sfortunatamente accaduto, per te è diventato un assioma universale. Ma dovresti sospettare che, con tutto il rispetto per i tuoi principi, non può essere così.
Tu sostieni che sai riconoscere ciò che è MEGLIO, e ne sei assolutamente convinto che possa valere anche per gli altri. Questo dettaglio non l’ho notato solo io, ma purtroppo non è così.
Ovviamente ognuno e libero di ritenere e di vedere le cose e gli eventi come ritiene più opportuno, e regolare la propria vita su queste sicurezze, salvo scoprire che c’è qualcuno che può non pensarla allo stesso modo.
Nessuno potrà mai dirlo naturalmente, ma se questo modus vivendi non piace, per esempio, a chi ci sta vicino potremmo sorprenderci delle sue reazioni al riguardo, e NON capirle.
Per quanto riguarda l’esempio della prevalenza del ” potere” maschile, lo so cosa vuol dire Fabrizio: che non è stato dato sufficiente spazio alle donne per dimostrare quello che possono valere.
Luna, si, se la moglie di Fabrizio fosse stata più onesta sarebbe stato meglio per lui. È evidente. Da “pena capitale a ergastolo”. Ripeto la differenza con la quale si sarebbe realizzato il suo destino.
È importante il come di un evento, ma forse lo è di più il perché.
Una buona giornata.
Buongiorno Laras
Al di là della mia questione, quello che sto cercando di farti capire è che, a volte, non esistono punti di vista ma delle realtà uniche.
Le leggi possono cambiare, le verità universali no.
Ti faccio un paio di esempi pratici:
La schiavitù è sbagliata. Ma la legge un tempo la tutelava.
Tradire è sbagliato. Ma per la legge oggi non lo è. Anni fa si.
Il modus e lo status vivendi di un epoca non possono modificare quelli che non sono principi ma verità. Anche se un legislatore cambia le regole del gioco.
Buongiorno Fabrizio, le uniche verità universali sono quelle della Fisica, che sono tangibili e immutabili, quelle umane NON esistono se non nella morale di ognuno di noi, che può essere anche collettiva, nella cultura nella quel si vive.
Quando Newton scopri la legge della Gravità, questa esisteva anche se lo scienziato inglese non l’avesse mai scoperta, e perdura oggi e per sempre. Einstein teorizzò il princopio della Relatività, che si è aggiunto alle nostre conoscenze, indicando che la lettura di certi fenomeni, come lo spazio è il tempo sono “relativi” al luogo in cui ci troviamo, la Terra nel nostro caso.
Ma per quanto riguarda le “verità assolute umane” cui penso tu ti riferisca, l’unica che conosco è la morte, il resto sono solo “applicazioni” contingenti di principi con i quali una società si regola. Ma questi principi non sono assoluti per nessuno, neppure quello più sacro come il rispetto della vita umana, come sai.
In questo senso sarei curiosa di sapere quali siano queste verità universali cui ti riferisci, aggiungendo che il tradimento che si condannava era solo quello femminile e non rientra in un valore universale, infatti tradivano anche i maschi, con “quelle” donne. Ritieni che questo fosse un principio accettabile? Uno può farlo l’altra no?
Oggi il tradimento femminile non viene sanzionato con la carcerazione o la lapidazione, solo perchè è stato accettata l’evidenza che questo rientra nell’ambito delle scelte personali, svincolando la donna dalla “PROPRIETA’ maschile. Questa banale constatazione che una donna debba avere gli stessi diritti di un uomo non esclude che il tradimento sia biasimevole secondo certe morali, ma non è più assimilabile alla categoria del delitto.
Le leggi regolano una società organizzata secondo delle economie e dei valori concordati dai componenti di QUELLA società, ma che POSSONO cambiare, e lo fanno.
Le verità universali “VERE” no, quelle non cambiano. Ma, come ripeto, dell’ambito umano l’unica che si può definire universale è solo quella che non è mai cambiata dall’inizio dei tempi: la morte.
Un saluto
Laras ti rispetto sempre con affetto. Ma se parli in questi termini allora ti posso dire che anche le leggi della Fisica non sono verità assolute ma riguardano situazioni legate all’uomo. Visto che come hai scritto anche tu, citando Einstein, sono legate al luogo in cui si vive: la Terra. Già sulla Luna la legge di gravità non vale.
Ma se ragioniamo così allora siamo liberi anche di uccidere un nostro simile o di procurargli lesioni e dolore fisico.
Ma visto che siamo uomini e viviamo sulla Terra, dobbiamo attenerci a quelle che sono le verità che stanno sulla Terra, fermo restando che la morte è l’unica cosa certa.
Quando ho scritto del tradimento parlavo di tradimento inteso non solo tra uomo e donna ma inteso in senso lato. Ogni tipo di tradimento.
Le verità TERRENE, non sono solo quelle sulla fisica. Ma anche e soprattutto quelle basate sui principi umani. La schiavitù, come ti ho citato è un esempio di quei principi.
E le leggi che regolano questi principi non possono cambiare in continuazione in base alle economie e quant’altro.
Altrimenti se come dici tu, questi principi non sono validi per tutti, bè allora non ci rimane altro che attenersi alle regole che detta la natura. Anch’essa come la Fisica detta delle verità universali e le sue regole.
E comunque il tradimento femminile, in alcuni paesi è sanzionato ancora con la lapidazione in alcuni paesi. Ma mi pare si facciano crociate per far si che ciò non accada. E non penso che per stabilire che sia una pratica sbagliata quella della lapidazione sia necessario andare a scomodare Einstein e le sue teorie.
E’ sbagliato lapidare. Umanamente sbagliato. E’ una Verità Inconfutabile che sia sbagliato lapidare. Così come uccidere, tradire, ridurre un uomo in schiavitù e quant’altro.
Un saluto anche a te.
Fabrizo, dobbiamo riconoscere che non ci capiamo. Le leggi universali sono quelle che esistono a prescindere dall’uomo. Se l’essere umano non fosse mai esistito, una pietra che si staccasse da una monte, cadrebbe a valle per la famosa legge che ha “scoperto” Newton. Scoperto non inventato, quindi ASSOLUTA. NON lo sono invece le NORME morali cui credo ti riferisci tu che sono RELATIVE.
La schiavitù infatti è stata abolita perchè NON è una verità assoluta.
L’adulterio femminile viene sanzionato sino alla morte, in certi paesi fondamentalisti, mentre in occidente si fanno una risata. Quindi NON è una legge assoluta, ma “RELATIVA” pertanto suscettibile di essere modificata dagli uomini (intesi come umanità).
E’ sbagliato lapidare? E schiavizzare? E uccidere? Certo, infatti in molte parti del mondo queste pratiche sono state abolite, ma c’è chi lo fa e lo ritiene persino GIUSTO. E non gli importa che Fabrizio pensi che sia sbagliato, perchè questi pensano che sia Fabrizio che sta sbagliando. E i principi degli uni valgono quanto quelli dell’altro: sono INTERCAMBIABILI.
Ma prova a cambiare la legge di gravità, sulla Terra, o a cambiare il secondo principio delle termodinamica o a scendere sotto lo zero assoluto, circa – 280 gradi centigradi. E’ impossibile, come è impossibile eliminare la morte. Quelle a cui ti riferisci tu sono NORME morali, suscettibili di essere disattese.
Quelle di cui parlo io sono invece le leggi universali Fabrizio, il resto è solo aleatorio e assolutamente relativo, e in quanto tale NON vero in assoluto, ma solo per chi lo ritiene vero.
Purtroppo torniamo al solito discorso che mi auguro trovi una conclusione, e cioè, che tu credevi in certe cose che ritenevi e ritieni assolute, la fedeltà in questo caso, un’altra persona no, perchè a un certo punto non ci ha creduto più, e purtroppo quella persona è la donna che amavi. Ha “infranto” una legge, anzi una NORMA, perchè non è ASSOLUTA ma relativa, ma se avesse voluto per assurdo annullare quella di gravità per punirti, non poteva riuscirci in nessun modo, a meno che non fosse san Giuseppe da Copertino, che pare levitasse durante le estasi. Ma questa è una leggenda, naturalmente
Quindi, qual’è la verità assoluta? La tua o la sua? Ognuno dei due crederà alla propria. Questi sono i FATTI in questo momento, ma sono pur sempre RELATIVI, perchè…umani e come tali “soggettivi”. Salvo la morte. Quella legge è l’unica “UMANA” che non può infrangere nessuno restando vivo in eterno.
Cia
Fab/Lara: forse il punto, anche non volendo parlare di valori universali e di generi, sta nella “compatibilita’”. Posso non giudicare una persona che fa delle scelte secondo una sua scala di valori edei suoi perche’, ma se la persona interagisce con me ed io con lei esiste anche il fatto di avere delle idee compatibili o meno. E un rispetto reciproco. Di base. Poi se per qualsiasi ragione cio’ viene violato, da me o dall’altro, non e’ questione di multe e sanzioni, ma e’ un fatto. Ognuno puo’ avere anche un suo concetto di responsabilita’ all’interno di un lavoro di gruppo, un progetto. Al di la’ delle varie componenti caratteriali le persone possono dire a priori “io mi prendo questo compito”, “questa e’ la percentuale in cui ci saro'” ecc. Nel work in progress, fermo che per me prendersi una responsabilita’ seriamente ha un valore, per me inaffidabile non e’ chi con un vero problema, ostacolo inatteso informa gli altri e dei mutamenti possono essere necessari o presentarsi in corso d’opera (responsabilita’ singola e di gruppo, elasticita’ costruttiva, empatia). Inaffidabile e’ chi prende sottogamba un suo impegno e facendolo crea ripercussioni sugli altri, chi non avverte (potendolo fare, non perche’ non puo’ oggettivamente) e tira un bidone o piu’ con reale leggerezza, ecc. Cosi’ di fronte allo stesso perche’ (problemi personali, difficolta’, problemi di salute, contrattempi, casini, malintesi ecc ecc) il “modo” puo’ essere estremamente diverso. Il modo in cui ti interfacci con te stesso e gli altri. Relativo puo’ essere che con la febbre uno lavora lo stesso oppure e’ steso, puo’ essere relativo anche al virus che ho preso, posso anche essere k.o. e non riuscire ad avvertire. Ma il “modo” di cui si parla e’ un’altra cosa. Nel senso: e’ qualcosa che rivela come una persona funziona esi interfaccia con il circostante, una sua scala di valori e priorita’. Ok, mettiamo pure sia relativa, a me /non credo solo a me/ non risulta compatibile il modo in cui mio zio si e’ comportato. Quali siano le giustificazioni e ragioni che certamente si da’. Poiche’ non e’ il solo ad aver lasciato la via vecchia per la nuova ma non tutti poi fanno questa violenza e non era stato neppure lapidato ne’ sua moglie ha cercato di vendicarsi e di spennarlo io non trovo che il perche’ in se’ sia pari al modo. Poi, se vogliamo chiamare il perche’ la ragione che sta alla base di un comportamento umano allora attenzione, perche’ il…
Comportamento umano non si basa solo su perche’ causali, su reazioni a cio’ che avviene, ma anche su perche’ “finali”. Se il mio fine e’ stare con uno nuovo il vecchio puo’ diventare un ostacolo di cui mi voglio liberare. Se voglio spendere tutta la mia pensione per la nuova vita che mi faccio non e’ che lascio la mia ex moglie in strada perche’ e’ stata cosi’ stronza che se lo merita, ma perche’ il mio fine e’ piu’ importante. Banalmente anche se lo e’ la conservazione del mio “io” in quel momento, o altro. Pensare che un patto sia immutabile per forza puo’ essere anche “ingenuo”, ma credere che ci possa essere un certo livello di lealta’ e rispetto anche nel come viene sciolto non mi pare banale. Poi uno puo’ fare come crede (e lo fa. Non abbiamo controllo sugli altri, a meno di non compiere vera manipolazione e coercizione ecc) ma posso notare in che modo si e’ mossa, non solo nei fatti in se’, ma di porsi nella gestione dei fatti e del rapporto con me, se’ e la relazione 1:1. Esiste la coppia aperta e lo scambismo, il triangolo o anche l’esagono, ma il concetto di “mentire” e’ piuttosto universale, credo. Dire “ti lascio e amo un altro” o “ti lascio per gli errori tuoi ma ho anche un altro” e’ comunque diverso da “ti lascio per gli errori tuoi e basta”. E non e’ che non vuoi causare una sofferenza in piu’ non dicendo che l’altra storia c’e’ nel momento in cui tiri vagonate di merda…/ concordo con laras pero’, Fab,che entrare nell’universale quando il tuo problema e’ stato con una donna precisa puo’ farti schivare il problema invece di affrontarlo. Dici delle donne, ma poi dici “gli amici (uomini)”. Dunque il fatto che lei se ne sia andata con un uomo che non condivide i tuoi valori (vedi anche rispetto al fatto che tu c’eri ancora) non universalizza il concetto a tutti gli uomini. Io non ne faccio un’apologia alle donne, a parte che ho scritto post da cui si evince che non ne faccio in senso universale, direi la stessa cosa a parti invertite. Se fossi in te, con tutto rispetto davvero lo dico, forse mi concentrerei a guardare il modo di lei, lei con te, senza questione “la migliore tra un universo drek” versus”dunque pari a universo drek”. Ti pare realistico che fosse la sola, anche prima, su miliardi di abitanti donne, ad avere dei valori solo lei?
Io mi ritiro. Credo in tutta onesta’ di aver analizzato la situazione di Fabrizio sotto tutti gli aspetti, cercando di essere più chiara possibile. Non credo di essere più in grado di sostenere l’ultima chiosa di Luna e dei dettagli che propone, compresa la storia dello zio, che apre, una volta di piu’, scenari di crescita delle visuali di lettura esponenziali, da sistema frattale: pressoché infinite.
Due persone si sono frequentate, forse amate, per non ritrovasti più sugli obiettivi da perseguire. Uno di questi ha lasciato, male, per divergenze sui principi che attengono al proprio modo di interpretare la voce” libertà” e realizzazione di se’. Non c’e molto più da dire dopo quanto ho espresso per chiarire questi fatti.
Grazie per l’attenzione prestatami e vi auguro una buona vita,
Laras
Laras, grazie a te. Ammetto di non aver capito a cosa ti riferisci. Credo comunque che al di la’ dello specifico caso di Fab, da analizzare o meno, sotto il topic “chi li capisce gli uomini” (o donne che siano) siano emersi vari spunti, visioni, opinioni, considerazioni e anche racconti di esperienze ecc com’e’ proprio nel forum, soprattutto con argomenti che riguardano le relazioni umane. intendo dire, se si dovesse fare “un bilancio”, se, da questo punto di vista proprio in linea con le diverse ragioni per cui questo spazio esiste, Lad, mi pare positivo. Per quanto riguarda Fab lui fa comunque le sue rielaborazioni, sulla sua storia, si dara’, anche col tempo, le sue risposte. quelle, alla fine, che servono, di solito a guardare avanti, pur con una personale integrazione/collocazione di cio’ che sta dietro. Non credo che si tratti, per il resto, di apertura di “scenari esponziali”. Ma non capito davvero a cosa ti riferisci. Rispetto ovviamente la tua opinione per te che il perche’ conti piu’ del come. puo’ darsi anche che nelle tue esperienze personali il “modo” sia stato meno rilevante. puo’ darsi, dico. per questo forse (e’ solo la mia sensazione) nel riassumere i fatti il riassunto si chiude su un certo punto. Lo comprendo nel senso che in diverse esperienze anche personali il “modo” non e’ qualcosa che abbia avuto un impatto cosi’ forte da divenire un aspetto persino “a se'”, sebbene legato a quelle battute, ragioni precedenti. Non a caso, infatti, mi riferisco, comunque sia andata, e quali i perche’, a persone che non considero aliene ne’ loro me, non si evince un surplus di accanimento, violenza, destabilizzazione. pur con il ritorno all’individualita’, pur non con un rapporto di “dipendenza”, con la necessita’ di una rielaborazione dal noi al separarsi e anche coi possibili momenti piu’ complessi iniziali. ma no alieni nel senso dello zio (esempio di una certa modalita’, e dell’effetto che fa, l’ho citato per questo). Come, anche Corvirio, cita certi atteggiamenti della ex, che vanno credo al di la’ della divergenza di opinione, del concetto di liberta’ e realizzazione personale. Per il resto, Fab, una volta palese che lei ha un’altra vita trovo sano un no contact nel presente che ti permetta di rielaborare un distacco, quello sano, per il recupero di un tuo equilibrio. ma perche’
cio’ avvenga deve anche avvenire via via quello “scatto” di smettere di analizzare convulsamente il passato. cosa che ad un certo punto non serve a capire di piu’, ma e’ solo una centrifuga che continua a girare su se stessa. Io penso che, proprio per come sembri funzionare tu, tanto piu’, il “modo” abbia inciso non poco, oltre alla fine, sul fatto di andare in “centrifuga”. Ad un certo punto pero’ i fatti sono che lei non e’ piu’ in quella relazione che ti ostini ad analizzare: quando si e’ in due il senso puo’ essere costruttivo; quando si rimane soli lo e’ perche’ sia una sana autocritica che un’osservazione dei fatti e delle sinergie o meno ecc cmq e costituire rielaborazione esperienza. ma oltre un certo limite… se valuti che questa persona abbia avuto infine degli atteggiamenti egoisti e che non stimi e che comunque stesse pensando alle sue chiappe quando ti sciorino’ addosso una serie di atteggiamenti e parole ha senso dare corda a quell’egoismo e anche a cio’ che non valuti vero continuando a pensarci per sei anni? avendoti letto anche anni fa ti leggo cmq piu’ ricentrato su te. il fatto poi di non sentirti pronto per un’altra relazione mi sembra fisiologicamente piuttosto naturale dopo un divorzio, non e’ che tutti l’indomani siano yeye e aperti in tal senso; ne’ un nuovo amore cresce sugli alberi. e che sei anche un tot incazzato mi sembra piu’ sano e una fase anche quella rispetto a quando la tua rabbia e il tuo fastidio erano piuttosto repressi a favore di una totale autoecolpevolizzazione e idealizzazione. detto cio’, al di la’ di ogni possibile analisi piu’ i meno condivisibile comprendo ilnconveto “felicita” psgata con gli interessi”; anche se lei non ha voluto fartela pagare ma il modi ecc sono stati solo conseguenzadel pensare alle sue chiappe o dove la portassero il cuore e le ragioni che si e’ data. L`esperienza dela fine di un Amore, se ti arriva addosso all’improvviso (indipendentemente se l’altro lo sapesse gia’) e’ pdicologicamente, ma soprattutto emotivamente e snche fisicamente pesaantissima. E ci mette parecchio a risolversi, con gradi di malessere altissimim Banale? Ionmi sono resa conto che avevo l’empatia delle persone e anche nella loro paura del puo’ succedere. ma le persone a cui non era effettivamente successo dopo (durante) una Vita insieme non conoscevano da dentro quella “malattia” che ti arriva addosso.abbiamo avuto altri dolori durante, grandi.e pensavo mi rincuora non conoscano questo. spero davvero mai.
comunque Fabrizio, il voltafaccia è purtroppo cosa frequente nelle persone.. pure da chi non ti aspetti e che ti voleva bene fino a un minuto prima e a cui tu volevi bene… è brutto accettarlo, specie da chi non ti aspetti.. ma tant’è .. che possiamo fare? a volte penso che è solo questione di fortuna, trovare quello o quella che non si trasformano a un certo punto. ciao, buona fortuna
Laras, Luna, Camy, buongiorno.
Comprendo la bontà delle vostre risposte e anche le divergenze di opinioni. Che comunque non sono poi tanto tali.
Tu Laras, a mio parere sembri attenerti molto ai fatti. Nel senso cioè come dati di fatto. E dici “ok é avvenuto, poteva accadere”. Ti attieni a ciò che non é modificabile. Poi tutto il resto é possibile. Certo che é così. Ma esiste il giusto e lo sbagliato. E anche se nessuno di noi é giudice abbiamo comunque la capacità di valutare. Chiaro che come dici tu bisogna sempre sentire l’altra campana. Ma a volte non é possibile perché l’altra campana non c’é. Riguardo lo zio di Luna ad esempio io non lo conosco. Ma dai fatti esposti da Luna non posso non accusarlo. É lui che ha sbagliato, senza se e senza ma. A volte Laras nella vita ci sono situazioni che vanno valutate in base ad una regola che vale più di qualsiasi legge. Si tratta del BUON SENSO. Il buon senso non cambia con le leggi. Rimane tale sempre e comunque. E ti fa dire che la schiavitù é sbagliata anche quando ci sono leggi che la tutelano. E che il tradimento é sbagliato anche se non é reato.
Ecco le verità di cui parlavo. Fornite dal buon senso. Che non é legge né fisica né penale né morale. Ma che se tutti noi l’applicassimo saremmo in grado di valutare e, perché no ? Di giudicare.
Caro Fabrizio, non mi sentirai mai dire che quello che dici NON sia vero, ma come ti ripeto c’è chi non la pensa come te e come noi. La schiavitù e’ sbagliata ma c’era chi la praticava, tua moglie NON doveva comportarsi così ma lo ha fatto, e nessuno può farci niente, se non constatarlo.
Bisogna accettare che ci sia chi NON la pensa come noi. Lo chiamano ” libero arbitrio”.
Un saluto cordiale.
Fab, credo che il discorso sia che ognuno di noi ha comunque un proprio concetto di accettabile/inaccettabile, di giusto/sbagliato ecc che non riguarda solo un’idea sua teorica, ma anche i suoi bisogni personali e la sua emotivita’ e il suo limite tra equilibrio e cio’ che considera un pericolo al suo equilibrio. Tu quando hai scoperto che tua moglie ti aveva tradito in quel momento, per quanto pensi che tradire per te sia sbagliato, hai messo sulla tua bilancia quella cosa e in quel momento sei, in qualche modo (consentimi il termine se pure improprio) riuscito ad accettarlo, perche’ non andava oltre un tuo limite di tolleranza riguardo il tuo equilibrio mentre altro ti risultava piu’ intollerabile. Un’altra persona di fronte a quell’azione l’avrebbe vista superiore come “sbagliata” e intollerabile rispetto a qualsiasi altra istanza, un altro avrebbe magari detto “presentami il tuo amico e facciamo tre cuori in affitto o un triangolo”. Lo zio, per me, non solo per me, si e’ comportato di stramerda, anche perche’ io amo le persone con cui lui si e’ comportato di m. E ho visto da vicino le difficolta’ che ha creato. Pero’ lo zio ha vicino una persona per cui quel comportamento non e’ grave quanto lo sia per me, lo vede dalla sua angolazione. Per lei, dopo un tot di relazione intercorsa e avviata tra loro, lui sarebbe stato uno stronzo se la piantava e restava in famiglia e continuava la sua vita. Secondo una “regola” per te probabilmente lei non avrebbe avuto alcun diritto di lamentarsi, lui era sposato e lo sapeva. Ma dal suo punto di vista, dopo un bel po’ di relazione da lui impostata come vera e comunque centrale e da lei vissuta come tale (indipendentem che non si sapesse) lui sarebbe stato una merdaccia se avesse mollato lei, non la moglie. Idem mio zio ha ancora dei parenti, per quanto ne so, che lo frequentano e hanno tagliato invece i ponti con la zia e avra’ amici nuovi i quali magari sapranno pure da dove e cosa viene ma non per questo non gli rivolgono la parola. Io non so che farei se lo zio un giorno risbucasse. Certamente non direi a mia zia se perdonarlo o dargli un calcio in culo, perche’ riguarda lei, non me. O i suoi figli. Io personalmente non sono stata colpita dal fatto che abbia scelto di andarsene, di separarsi quanto da .come. E dall’aver visto come abbia trattato le persone che gli volevano bene, senza alcuna empatia e lasciandole ma anche mettendole in difficolta’, facendo un danno (sotto vari aspetti)…
Ma lasciando agli altri di occuparsene e gestolirlo. Nella fattispecie lui sapeva per esempio che i suoi figli in quel momento, dovendo anche chiudere un’attivita’ (un figlio non lui), avevano problemi economici e il loro bilancio famigliare, anche con una nuova creatura da sfamare. Ma sapeva anche che se lui avesse lasciato sua moglie nella m. anche a rischio di non avere piu’ un tetto (legato al lavoro di lui) per andare a fare “l’americano” i suoi figli si sarebbero fatti in 100 per risolvere anche tutte le questioni abitative, burocratiche, economiche ecc che lui aveva mollato dietro a se’. Non solo “c.... suoi”, ma anche “in fondo so che qualcuno se ne occupera’”. Conosceva troppo la sua famiglia per non sapere che, in qualche modo, si sarebbero messi a correre come criceti sulla ruota per gestire la sua totale irresponsabilita’. Anzi, gli e’ stato pure sulle palle che l’avvocato gli abbia dettoche volens o nolens dei doveri lui li aveva. Anche se l’avvocato di lui diceva: la signora a 58 anni puo’ ancora andare a lavorare. Certo, si potrebbe discutere che e’ meglio che una donna lavori ecc, ma che lei non lavorasse (e non per questo era una donna passiva, mantenuta, esosa, dipendente) lo avevano deciso insieme, anche perche’ per molti anni il lavoro di lui lo portava a trasferirsi e lei con i figli lo seguiva e rimetteva in piedi con lui, e anche piu’ lui, da parte sua, ogni volta, la loro stabilita’ tra casa, scuole ecc. Gli anni duri, poi piu’ stabili e sereni. Voglio dire che credo che ognuno possa scegliere per se’, certo, ma la mentalita’ per cui “posso fare quel che mi pare, in nome della mia Liberta’, tanto qualche fesso o semplicemente piu’ responsabile ecc si occupera’ di cio’ di cui mi sarei dovuto occupare io” oltre a la visione “utilitaristica” degli altri (ti resetto, vaffanculo) per me e’ un modo di essere e non di fare. E che, per i miei codici, non per forza universali, e’ una vera schifezza. Colpisce tutti? Non e’ detto. Ea me in particolar modo. Se lui se ne fosse andato anche con una soubrette ma preoccupandosi, di nascosto che fosse, di non farla cadere nel vuoto ecc… So di gente che lo ha fatto persino prima di suicidarsi. Ha pensato a chi restava. Lui no. Ed e’ per questo che probabilmente io, che non sono nessuno per giudicare un altro, ma io in quanto tale a mio zio non saprei dare alcuna stima e fiducia, al di la’ della sofferenza che abbia causato ad altri. quali ragioni lui si dia.
Ciao Luna, scusa il ritardo.
Bè non è proprio così. Non è che sia riuscito ad accettarlo il tradimento. Tutt’altro. Facevo fatica a crederci. E comunque volevo bene a quella donna.
Per quanto riguarda la donna con il quale tuo zio è scappato bè….è tutto dire. Una donna che definisce “normale” abbandonare moglie e figli…..che donna è ?
Ecco quello che cercavo di far capire a Laras. Dobbiamo imparare a dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Perchè spesso non sono punti di vista. E non si può sempre dire che ciò che è giusto per te può esssere sbagliato per me.
Proprio perchè deve prevalere quello che è il Buon Senso. Che vale più di ogni regola, legge o altro.
Il buon senso, semplicemente il buon senso ti fa capire che tuo zio è in torto. E che la donna con cui è scappato tuo zio sta in torto anche lei. Perchè lo stesso buon senso avrebbe dovuto far capire anche a lei che se si fosse trovata nei panni di tua zia come avrebbe reagito ?
Fab, ciao, buongiorno. Non so ovviamente se se lo sia mai chiesto, ma molte persono non lo fanno questo ragionamento. Lei non e’ nei panni dellazia, punto. Sta nei suoi e lui ha lasciato per lei. Il dramma suo era il contrario. Lei poi nei panni della zia nonci starebbe mai. La zia e’ stata con lui una vita, i figli cresciuti insieme, lo ha visto ragazzo negli anni duri, i figli grandi, i nipoti. La sua e’ un’altra storia con lui..io ti capisco sull’immedesimazione. Poi, sai, il punto di vista puo’ anche essere: l’ha lasciata per i loro problemi.e non per me. Ma comunque io dico: e’ un nonno che non ha mai piu’ visto i suoi nipoti. Anzi uno mai. Anche non l’abbia fatto per te…
Il punto e’ anche in quel che dici “abbandonare moglie e figli”. Ecco, si dice che si giudica chi lascia, chi si innamora di un’altra persona. Il fatto e’ che due persone si possono lasciare. Dire “mi dispiace veramente, ma amo un’altra persona”. Ma “abbandonare”, davvero, e’ ancora un’altra cosa. Conosco una che suo padre se ne e’ andato via con uomo. Ignoro la dinamica se abbia celato la sua omosessualita’ per decenni o sia bisessuale. Ora, a parte il fatto che la sua famiglia vuole avere ancora contatti con lui, lui li ha con loro. La sua rivoluzione, direi, e’ stata forse un po’ piu’ rocambolesca, non conosco sua moglie per sapere se il fatto che l’altro sia un uomo per lei sia stato peggio, meglio o uguale rispetto allo shock della fine. Comunque sta certamente a lei anche decidere come rapportarsi con l’ex. Ma per quanto riguarda lui (non che sia una medaglia, ma si parlava del modo) sua figlia dice che di fatto per quanto riguarda l’affetto, la civilta’, l’assicurarsi che stia e stiano bene non si e’ mai tirato indietro. Non ha mai imposto ai figli il suo compagno ma neppure lo nasconde non e’ sparito senza spiegare, brutto che fosse, che cacchio gli sia passato per la testa. . Sempre ha mollato, tradito ecc mi dirai. Sempre a lei ha spezzato il cuore. Diciamo che pero’ non le e’ anche andato sopra altre dieci volte o ai figli con un trattore. Per sua figlia e’ piu’ facile accettare che suopadre sia gay senza averlo mai saputo che un padre che scappa con una donna e scompare nel nulla. Anzi potendo ti fa ancora piu’ male.
“669
camy – 12 marzo 2014 0:56
“Mia madre e’ rimasta per un “ricatto” dovuto a una società patriarcale e maschilista, non perché fosse migliore delle donne di oggi. Era solo schiava di un ruolo, era una “dipendente”; oggi siamo libere, anche di fare cazzate, come hanno sempre potuto farle i maschi.”
già, Laras, il problema è che non vogliono capirlo, perché essere libere ad oggi, come non lo si era un tempo, per loro vuol dire che ci perdono.. e questo li spaventa.”
esatto camy ! esatto !!… non accettano che oggi anche noi donne abbiamo il DIRITTO DI “SBAGLIARE”. cosa che loro, a differenza nostra, HANNO SEMPRE AVUTO ANCHE PRIMA. E la propria crescita e maturazione personale passa necessariamente anche attraverso i propri sbagli.
un abbraccio 🙂
https://www.youtube.com/watch?v=peF168raRIE
Maria Grazia,
non solo tu e Camy avete perfettamente ragione ma c’è di più… un uomo di solito DIMENTICA i suoi errori, se li lascia alle spalle, come se non fossero mai avvenuti e non avessero apportato beneficio alla sua evoluzione, spesso insieme ai figli che ha contribuito a mettere al mondo, che diventano di serie B… niente deve offuscare la sua perfezione e il suo successo di coppia, se ha la fortuna di raggiungerlo!
a una donna, invece, nulla è quasi mai perdonato e, secondo me, fa benissimo a tenersi tutto per sé e, se possibile, a non lasciar tracce di cosa ha vissuto e con chi. in tal senso, all’epoca, sono stata fortunata (mi accadde di mentire su un aspetto serissimo di giudizio sul passato al femminile senza aprire bocca)!
il mio ex marito, che quando l’ho incontrato intratteneva diversi tipi di relazioni con una mezza dozzina di donne e aveva tre figli, avuti con due donne diverse, mi fece piangere per gran parte della prima notte che abbiamo trascorso insieme per i pochissimi flirt, di nessuna importanza, avuti prima dei 22 anni.
credo non mi abbia mai amata nel vero senso della parola ma aveva ben piantata in testa l’idea del possesso. se avessi avuto anche solo una decina di anni in più o una maggior esperienza in relazioni amorose avrei dovuto lasciarlo fin da allora…
buon pomeriggio!
Lara,
“senza voler fare del razzismo di genere sembra che i maschi reagiscano più acidamente e in maniera più frustrata della parte femminile, che anzi spesso è ancora lì a rimpiangere il feritore, con atteggiamenti che sfiorano il ridicolo oltre che il masochismo, francamente.” – punto di vista interessante, a cui, con sfumature leggermente diverse, ero pervenuta anch’io…
“l’abitudine millenaria a queste ingiustizie le ha modificate, adattandole meglio alla sopportazione del dolore.” – ottima constatazione anche questa, sotterranea e inconscia ma probabilmente molto reale, almeno fino a qualche tempo fa!
“Ecco che tu lamenti il fatto che molte donne sono attratte dai cosiddetti stronzi, ed è vero. E’ un antico equivoco nel quale cadiamo, quando siamo molto giovani o indebolite dalla vita, per cui sbagliando intravediamo in certe false sicurezze maschili un valore che quasi mai esiste. Poche donne sono rimaste indenni al fascino dello stronzo, ma tutte ne escono con le ossa rotte, per eccesso di fantasia, non per autolesionismo. Ma una volta imparata la lezione non si sbaglia più.” – buon senso e serena presa d’atto della realtà dei fatti allo stato puro!
“I due mondi, sessualmente e anche sentimentalmente, hanno parametri di base DIVERSI, e con questi giudicano le azioni che si compiono.” – abbiamo così tanti punti di vista in comune che non ho potuto fare a meno di evidenziarli!
“Perchè del mito si ha bisogno, rappresenta quell’idealità a cui vorremmo tendere per essere felici.” – altro punto in comune! se amassi cambiare nick (ho riconosciuto Golem e Giampaolo su questo thread, e mi chiedo quali siano state le ragioni del loro cambiamento di pelle), avrei potuto essere io a scrivere le stesse constatazioni…
“L’amore VERO, caro Fabrizio è una rarità dell’universo, ma quasi sempre è solo una necessità per raggiungere quello scopo di senso, di esistenza, che potrebbe apparire egoistico secondo la mia visione appena esposta, ma non è altro che la prosecuzione di quello che avevamo dalla mamma. Declinato in un modo dall’uomo e in un altro dalle donne. Ma in un modo o nell’altro è pur sempre una maniera per realizzarsi e NON per realizzare l’altro.” – ciliegina sulla torta, che condivido da sempre e che sfata brutalmente il solo concetto sessuale, tanto caro ai maschi, legato a indomabili istinti di riproduzione, che pure hanno la loro valenza!
rossana, non posso che convenire con la tua esposizione! la fissa degli uomini per la di lei fedeltà e il di lei passato, altro non è che mania di possesso e lustro del proprio ego di “maschio”, l’ amore non centra un bel nulla in questi casi! anzi secondo me più un uomo è ossessionato dalla paura delle corna, e meno è in grado di amare e di provare empatia per la sua donna. questa è solo una mia opinione personale, sia chiaro… ma rimango convinta che il vero amore si esplichi non tanto nell’ ammirare i lati buoni dell’ altro e nel compiacersi per la sua OBBEDIENZA, quanto nel comprenderne gli errori e il vissuto, rielaborandoli in un’ ottica di affetto e di comprensione.
mi trovo pienamente d’ accordo anche con il commento 724. in questo caso devo puntualizzare che una certa tendenza al “masochismo” della donna nel rapporto di coppia come anche in quello sessuale, come anche la propensione a preferire “lo stronzo” rispetto al “bravo ragazzo”, è appannaggio di donne di tutte le età, condizione sociale e condizione emotiva. in questo non me la sento di colpevolizzare gli uomini ( o i maschi … ); in quanto è semplicemente una caratteristica innata di noi donne; se dettata da fattori istintuali piuttosto che culturali poco importa. importa invece che è una caratteristica di cui gli uomini devono tener conto, se vogliono rapportarsi con noi senza uscirne con le ossa rotte.
“a una donna, invece, nulla è quasi mai perdonato e, secondo me, fa benissimo a tenersi tutto per sé e, se possibile, a non lasciar tracce di cosa ha vissuto e con chi”
mano mano che conosco gli uomini e che mi rapporto intimamente con loro, sono sempre più convinta della necessità della donna di non rivelarsi fino in fondo, nel caso abbia avuto un passato turbolento o comunque un certo numero di esperienze, specie in campo sessuale, se intende conservare il rispetto dell’ altro. ma non è una questione di “cattiveria” degli uomini, ma bensì una QUESTIONE CULTURALE: siamo ancora LONTANISSIMI da una piena accettazione della donna, da parte del maschio, come soggetto PARITARIO.
rossana, spero che gli uomini ( e i maschi .. ) di questo forum, se proprio non vogliono tener conto dell’ opinione di noi “terribili e ingestibili donne di oggi”, considerando le nostre tesi come i discorsi deliranti di nazi-femministe, possano almeno avere riguardo del tuo parere, in quanto donna un pochino più grande, più saggia, e più esperta di noi altre in esperienze della vita!
un caro abbraccio