Chi li capisce gli uomini!
di
skar1982
Riferimento alla lettera:
Salve, vi scrivo perché vorrei un vostro parere. 32 anni, lui 40! Inizialmente non mi piace, poi pero approfondiamo, ci conosciamo meglio e nasce una forte attrazione. Con molta modestia e vi prego prendetelo solo per poter capire, vi dico che sono una bella ragazza fisicamente, e per di piu...
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Data di pubblicazione: 2 Febbraio 2014
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Categorie: - Amore

è al contrario. In fondo Fab un giorno, se ho capito bene, ha una moglie che improvvisamente se ne va, già pronta a liberarsi di lui, se pure con una paventata pausa di riflessione, e che pone tutto al segno meno. E ha tradito. Per quanto? Quanto si è relazionata con quella persona prima di compiere questa azione più plateale? Ha avuto un colpo di fulmine quel pomeriggio? A te sembra incredibile, Laras, e parli di crisi. Ma esistono anche “crisi in solitaria” eh. Se la tua crisi deriva da un’altra persona, con cui ti stai relazionando, non è una crisi di cui parli con la persona con cui stai. Con la persona con cui stai parli nel momento in cui la tua relazione con quella persona è al centro. Allora ti incazzi, protesti, cerchi di far capire, come diceva Fab delle dieci di sera. Se l’asse è spostata paradossalmente il quotidiano può proseguire con una certa normalità, soprattutto se consolidata. E semmai è con l’altro/a che ti incazzi se arriva 10 in minuti in ritardo, o gli spieghi come sei fatto e quello che vuoi. Mio zio non litigava affatto con la zia, né puntualizzava, né era più lontano. E non perché aveva ad un certo punto smesso, come dice Rebecca, di cercare di far capire senza avere riscontro. Ma perché, mentre viveva la sua vita di ogni giorno, incluso andare a fare la spesa con la moglie, dal nipotino e sorridere e chiacchierare, i “patemi”, in positivo e negativo, erano con l’altra. Magari quando diceva: vado a comprare il giornale ed era una scusa per telefonarle. E se la moglie lo vedeva strano (ma non strano ufo, magari un po’ pensieroso o che) e lui diceva: niente, ho il mal di testa, lei dopo 40 anni gli credeva. La bomba esplose perché un giorno, per scambio di cellulari casuali, la figlia trovò dei messaggi che lui si scambiava con la tipa. Ma la tipa mica era arrivata quel giorno eh. Anzi. Ma lui, nella fase in cui non era pronto a mollare le sicurezze, ma quella relazione lo gratificava, non aveva interesse a mostrarsi diverso. Poi fece come la ex di Fab. Non è un esempio soggettivo, ma per descrivere una modalità mica così inusuale. Con Rebecca condivido che puoi smettere di parlare, l’ho fatto anch’io. Ma prima avevo parlato, detto, perché nella coppia c’ero. Se ci sei ti interessa che l’altro sappia cosa pensi, e cosa pensa, anche e soprattutto se ci stai male. Di un tema che ti sta così a cuore con una persona che ti sta a cuore parli solo tra le righe? E se pensi SOLO al sentire tuo non sei autoreferenziale?
Luna, il tuo ultimo post chiarisce molte cose e nello stesso tempo rende ancora più incredibile il tutto.
Non riesco ad immaginare, come ho spiegato a Fabrizio, come, anche nell’eventualita’ che l’ipotesi di John fosse quella più probabile, si possa “sparire” dopo vent’anni di convivenza, come se si scendesse da un tram o da un ascensore dove si sono scambiate quattro chiacchiere sul tempo con un altro passeggero.
Francamente più vengo a conoscenza di dettagli e meno si incastrano le logiche, anche quelle piu’ estreme. Ognuna di questa ha delle cose che non tornano, che dimostrano, comunque una personalità enigmatica, dove l’amore che Fabrizio ha percepito nei momenti sereni non riesco piu’ ad immaginarlo vero, e in questo senso ora capisco Luna quando sosteneva che vent’anni insieme, nessuno al mondo li liquiderebbe in quel modo.
E capisco sempre di piu’ e in maniera chiara l’angoscia di un uomo che si trovi di fronte a questo enigma angosciante, riversando su di se’ la domanda ” dove ho sbagliato”, mentre ama ancora un’ immagine della moglie che forse non corrispondeva a quella vera.
Signori, io non so più, sinceramente, quali categorie logiche, psicologiche o emozionati applicare a questa vicenda, perché da qualunque parte si cerchi di afferrarla sfugge come un’anguilla.
Io spero vivamente che Fabrizio possa indirizzare tutta la sua emotività e sentimento verso una donna che sappia capirlo. Gli auguro quello che è accaduto a me che quando non credevo più di trovare un amore grande come quello che avevo perso, ne ho trovato uno più grande.
Mi scuso con tutti se sono apparsa ottusa in certi momenti, ma francamente e’ difficile immaginare una situazione del genere e non pensare alle normali categorie di “separazione” per poi scoprire che bisognava cercare di dare un senso a una specie di incubo.
Un caro saluto a tutti
Laras, forse il mio post apparso subito prima del tuo può chiarirti ancora meglio ciò che intendevo dire, ciò che mi ha colpito, ma non veramente “sorpreso” come una possibilità assolutamente illogica. Avendo visto personalmente, e molto da vicino, @ come si possa “sparire” dopo vent’anni di convivenza, come se si scendesse da un tram o da un ascensore dove si sono scambiate quattro chiacchiere sul tempo con un altro passeggero@. Io l’ho visto accadere, proprio così, dopo 40 di anni. Non è successo direttamente a me, ma neanche in modo così indiretto. I miei zii li chiamo così non per un legame di sangue, ma per un legame così famigliare che se loro non sono i miei genitori i loro figli però sono come i miei fratelli. Quindi le cose non mi sono state solo semplicemente raccontate, versioni, ma le ho vissute molto da dentro. Neanche dei figli possono avere l’esatta percezione di un rapporto tra i loro genitori, ma non stiamo comunque parlando di “sentito dire”. Ne’ di immagini che si voglio edulcorare. Io c’ero quando sua figlia andò in crisi con il suo matrimonio, e ti assicuro che se ne accorgevano anche i sassi che una crisi c’era, anche se lei amava ancora suo marito. Quando si separarono (e non in cinque minuti, non senza dolore da entrambe le parti, per quanto ci fossero state incomprensioni, le cose “normali” di cui abbiamo parlato più volte) il più inorridito, stupito oltre che dispiaciuto fu proprio lo zio. E la figlia tornò a vivere con loro, quindi era in casa con loro. Ma posso assicurarti che neanche lei, nessuno di loro oltre che nessuno di noi, che comunque in quella casa e famiglia ci abbiamo vissuto, poteva immaginare. Eppure lui appunto non solo tradiva, ma reagì come la moglie di Fab e non scese solo dall’ascensore, che puoi scendere ma saluti e ti scusi…
figurati, non è questione di ottusità, come non di cercare a tutti costi degli esempi borderline. E’ ovvio, poi, che l’essere umano, anche nella sua semplicità più logica, è sempre più complesso di una semplice definizione. Anch’io, per quanto alle sfumature sia sempre stata più attenta che solo al “dovrebbe essere così” ecc, anni fa, sebbene con una vicenda diversa, ho provato sgomento assoluto e ho visto che esistono logiche “altre”. Lo zio comunque ci ha lasciato senza parole, ma la sua “logica”, pur nella sua brutalità, ha una “logica”. I narcisisti amano o mentono per una vita? Amano, a modo loro, ma, per dirla in breve, hanno un rapporto molto brutale con assenza di empatia
Mi dilungo, scusa e scusate, perche’ comprendo il tuo @non capisco come si possa…@ e ti dico, con grande sincerita’ e affettuosamente, che sono contenta per te. Non e’ che io ora pensi @si puo’, che ci vuole!@ ne’ che laddove si litighi per un cinema o anche per cose ben piu’ serie o ci si perda io ci veda Marte per forza. Il punto e’ che a volte il confine tra “logico” e quelle che sembrano logiche incredibili non e’ neppure cosi’ netto. Sino a un certo punto della mia vita io delle cose non le avevo mai incontrate. Persino la madre del mio ex ex che fu terrifica aveva una “logica” piu’ comprensibile anche se gli elementi per fare una guerra erano una sua lettura e le sue modalita’ allucinanti. Ma era gelosa di suo figlio e in crisi con il suo mondo,stringi stringi. Per il resto pero’ persino la crisi tra me e lui, il lasciarci fu su un piano “normale”. Ho passato anni e anni con una persona e non ho mai visto nulla che per il mio cervello fosse “incomprensibile”, anche nelle incomprensioni possibili e poi nel ritrovarsi, nei difetti e nell’essere una squadra, nell’affrontare la vita. Guarda che io in cio’ che dici dello stare insieme mi rivedo molto. Ma ad un certo punto e’ accaduto altro e io ovviamente sono andata nei “perche'” ecc. L’essere umano, se ci tiene, trova un ostacolo e cerca di capirlo, misurarlo, si attiva per superarlo. E funziona a “mappe”, usa le esperienze, anche inconsapevolmente, anche quando si trova di fronte a un comportamento che non capisce, non riesce a collocare, cerca di collocarlo, rispetto a cio’ che sa dell’altro e i suoi “valori ecc”. Io alla mia striz dicevo “perche’?” in base alle mie logiche e “non dovrebbe essere cosi'”.e lei “guarda quel che e'”. Quel che e’ era qualcosa di completamente diverso da ogni mappa che io avessi in tasca e nel cuore. L’altro non stava nei miei “dovrebbe/non dovrebbe”, ma nei suoi, nel bene e nel male. Mio zio quando si guarda allo specchio sta nel suo equilibrio e nella ragione che si da’, nella sua interpretazione della realta’. E’ palese che ci sono decine di persone che anche non giudicando che se ne sia andato in se’ (avra’ avuto o si sara’ dato suoi motivi) fanno molta piu’ difficolta’ a capire (totale) come possa aver cancellato i suoi stessi figli. Ma lui quando ci pensa si capisce e si da’ perche’ per lui validi. Lo facciamo tutti, sconvolge qdo quelli altrui sono per noi devastanti. Ma chi sta nei suoi percorsi li trova logici, funzionali anche se per noi e’ assurdo.
Buongiorno a tutti.
Eh Laras, si, gli ultimi post di Luna credo ti abbiano chiarito meglio.
Dopo interverrò con più tempo.
Ciao Laras. In realtà non è che posso aggiungere molto a quanto scritto da Luna. Credo sia stata molto chiara ed esaustiva in diversi suoi passaggi, in particolare nei commenti n. 650 e n. 651. Mi ha colpito molto una sua frase: “crisi in solitaria”.
Eh si Laras, quella che potrebbe essere accaduta a lei. Da sola, lei e la sua testa, lei e i suoi pensieri. Io non c’ero, io dovevo solo capire e afferrare ciò che eventualmente le passava nel cervello.
Per me esisteva solo un problema nella nostra coppia. Ma lungi da me il pensare che potesse scatenare di botto un terremoto del genere. Cerco di essere più chiaro: forse quel problema “avrebbe potuto” generare una crisi. Ma doveva ancora “generarla”. Mi spiego Laras ?
Io non so se tra lo zio di Luna e sua moglie ci fossero delle tensioni evidenti. Ma comunque il suo comportamento, quello di suo zio cioè, non differisce granchè da quello di mia moglie.
Tu mi scrivi che l’amore che io ho percepito nei momenti sereni non riesci più ad immaginarlo vero. Io ancora tracollo al pensiero di una cosa del genere. Perché se il suo non era amore qual è l’amore ? Lei mi ha dato molto, forse tutto. Ma se lo è ripreso con gli interessi. Quasi fosse un prestito a scadenza.
A fronte di ciò è logico che mi sono chiesto e, che mi chiedo ancora “dove ho sbagliato”. Perché si, ho sbagliato, ma non credo al punto tale da far verificare tutto questo.
Al di là della questione che sappiamo ho cercato di spulciare, setacciare ogni momento della mia vita insieme a lei. Con tutta onestà e con sincerità non sono riuscito a trovare mancanze tali da causare il tutto. Al di là di normali errori che chiunque, uomini e donne, commettono nella quotidianità, io non mi sento responsabile di nulla.
Il trauma più grande, forse più della separazione in sé, è stato quello di sentirmi rinfacciare azioni, gusti, atteggiamenti, pensieri, passioni, hobbyes, amicizie che ero certo, facessero parte del nostro noi. Di cose che condividevamo insieme e non che fossero un peso. Quasi che lei fosse stata obbligata a fare per anni cose che non sopportava.
E per me questo è stato traumatico. Mi sono sentito “disarmato” di fronte a queste accuse e rinfacci. Mi si chiudeva la gola e avevo colpi al cuore. Nemmeno la rabbia prendeva il sopravvento. Tanto era l’incredulità che mi paralizzava.
Per adesso mi fermo qui.
Caro Fabrizio, di fronte a questa storia si rischia di diventare retorici. Quando ti chiedi se il suo non fosse amore, qual’e’ quindi l’amore? La risposta e semplice: il tuo. Ti ho già detto che di fronte alla tua delusione ti chiedi comunque dove puoi aver sbagliato, ma quando si è in buona fede non si sbaglia mai , semmai e’ l’oggetto di quell’amore che non ha saputo ascoltare quella voce che veniva dal tuo sentimento. Tu hai comunicato come dovevi e come potevi ma lei non ha voluto ascoltare e forse non ha neppure capito.
La dimostrazione di quell’amore, che forse un giorno quella donna potrebbe rimpiangere, sta nel fatto che non sa che tu ne rimpiangi la presenza non perché ti manchi il suo amore, ma il tuo nei suoi confronti. Non ti manca solo per quello che ti dava, ma per quello che tu davi a lei.
È quel tuo bisogno di “dare” che non lascia dubbi sul fatto che tu non hai sbagliato.
Fabrizio, hai una ricchezza rara e forse non te ne rendi conto, ma fai in modo che chi ti incontrerà in futuro non scambi più diamanti per pezzetti di vetro.
Un caro saluto.
salve non ho più letto gli interventi ma solo l’ultimo di fab.
fab se una si innamora di un altro non è che per forza debba esser collegato a presunti errori o mancanze del partner.
#“crisi in solitaria”
#”Io non c’ero, io dovevo solo capire e afferrare ciò che eventualmente le passava nel cervello.”
no appunto fab, è qui che non capisci, tu NON dovevi capire un bel nulla.
perché se lo capivi sarebbero stati cxzzi amari per lei e per te.
lei in testa aveva già lui (l’altro) e poi te ormai come problema.
se ci fosse stato qualcosa che dovevi capire te lo avrebbe fatto capire sta tranquillo, se non te lo ha fatto capire è perché era nel suo interesse appunto non farlo.
è dura da accettare ma è così che va e dopo 20 anni può succedere, succede pure dopo 2 anni o 2 mesi…
poi sei libero di credere quello che vuoi…
“Il trauma più grande, forse più della separazione in sé, è stato quello di sentirmi rinfacciare azioni, gusti, atteggiamenti, pensieri, passioni, hobbyes, amicizie che ero certo, facessero parte del nostro noi. Di cose che condividevamo insieme e non che fossero un peso. Quasi che lei fosse stata obbligata a fare per anni cose che non sopportava.”
Fabrizio, ha sbagliato lei se anche così è stato, perché magari ha inziato il vostro rapporto accettando anche i tuoi hobbyes, le tue amicizie, e tutto ciò di cui parli, senza avere il coraggio (ma è un errore suo) di dirti se magari qualcosa non la gradiva davvero, ma ti seguiva solo per farti felice, non contrariarti. ci sono donne così, accondiscendenti, e sono donne che appunto non hanno il coraggio di palesare i loro veri pensieri, la loro identità, i loro gusti. Perché a me, sinceramente, a sentire queste frasi che ti ha detto lei “avevamo solo problemi” “non mi piacevano in realtà le cose che facevamo insieme”, viene da pensare proprio questo. che lei, cioè, inizialmente accettava senza controbattere, per carattere accondiscendente. ma poi, maturando, sono cominciate le sue insoddisfazioni personali (la crisi in solitaria, sì, esatto) fino all’altro uomo, a cui si è interessata proprio per questo motivo, che non era soddisfatta del vostro rapporto (ma perché lei in fondo non c’era mai stata sinceramente, secondo me, per questi motivi di non dirti nulla per farti contento). ha sbagliato lei, ma te lo stiamo dicendo tutti. ci dispiace che tu soffri ancora così, perché tu sì che eri innamorato ma lei purtroppo è stata un’attrice, non dico da subito, ci mancherebbe, ma certo negli ultimi tempi sì, visto che ti ha nascosto la sua relazione per chissà quanto. del resto anche con te ha nascosto i suoi reali pensieri, come dicevo prima, insomma come vedi sono falle che lei aveva nel suo carattere e che sicuramente si ripresenteranno nel suo nuovo rapporto, perché è lei che è così, incapace di dire la verità. comunque INGANNO è la parola chiave della tua storia.. e so quanto possa essere traumatico.. mi è capitato con un ex, tempo fa, e quando l’ho scoperto ho avuto poi la nausea fisica per più di un anno, mi svegliavo con la nausea e mi facevo tutto il giorno con questa addosso, non riuscendo neanche a mangiare più di tanto, perché era reale la sensazione, anche se era psicologica.. e andavo a letto con la nausea, non mi ha abbandonato per più di un anno..pensavo non passasse più..L’inganno è un vero TRAUMA.
@ Maximum
se ci fosse stato qualcosa che dovevi capire te lo avrebbe fatto capire sta tranquillo, se non te lo ha fatto capire è perché era nel suo interesse appunto non farlo.
Niente da aggiungere!
@ Laras
Con tutto il rispetto per le tue idee e forma mentis , ma vivi in un’altra “epoca” , quella appunto delle “donne di una volta” , definizione che a te non era piaciuta.
Quello che è successo a Fabrizio , con quelle dinamiche infime e vigliacche , non solo è la normalità di quanto accade intorno a noi, ma è la maggioranza schiacciante degli epiloghi di una storia. Peggio ancora , quando ci sono figli e soldi di mezzo . Ora non voglio scoraggiare nessuno , tanto ognuno ha il suo destino , ma le persone che conosco , più grandi di me , han fatto un conto rapido tra loro amici e conoscenti, e solo tra i vecchi compagni di scuola , circa 40 persone , una coppie su dieci ancora dura . Gli altri tutti saltati e mettiamoci pure in conto che questi provengono da un periodo storico dove si guadagnava e parecchio . Oggi , se salti , t’aspetta la povertà o quasi!
Alzi la mano chi non l’ha mai passato almeno una volta il famoso “fulmine a ciel sereno”. Ovviamente con tutta la bella cornice di colpe e rinfacci ! Per quali cose ? Beh , quelle “mie” non le dico per decenza , perché ci sarebbe davvero da mettersi a ridere , per quanto erano sciocche, se raccontassi! Poi dopo, tra fulmini a ciel sereno e matrimoni che potrebbero comprometterti la vita , qualora saltassero , è , ovvio , che ci sia una allergia dilagante maschile al volersi impegnare. Sì , è vero , non saremo tutti uguali , ma purtroppo se accadesse , oggi , per un uomo , ci va di mezzo il resto della sua vita . E direi che un “povero cristo” che si fosse comportato bene , ma purtroppo sia stato cancellato , abbia diritto a potersela rifare ! Capiamoci , un uomo di mezza età che fa l’operaio o l’impiegato , quando ha finito di pagare il conto mensile alla ex , se ritrova una badante russa o rumena, più grande di lui , è già un miracolo.
100% daccordo con maximum.
Maximum: si’ :/ 🙁 Fab/Laras: infatti, Fab, sai che e’ un punto che ho sempre notato, comprendendo il trauma che e’ stato per te, ma anche notando un certosuo meccanismo e una totale mancanza di sua messa in discussione. Totale. E rammento frasi da forte violenza morale, che riguardavano la tua identita’ al di la’ della relazione e di una possibile divergenza di vedute o incomprensione. Frasi distruttive su te come persona che cmq come individuo proseguira’ la sua vita, che cmq aveva subito un tradimento e un abbandono e che aveva perso suo padre. / ci sono inferni nelle case e non lo sappiamo, ma non e’ il caso dello zio, lui aveva davvero una bellissima famiglia, e aveva una moglie che lo amava e rispettava, che dopo 40 anni lo guardava e trattava con amore. Io ti posso dire che la zia e’ una persona cosi’ positiva che persino quando e’ esploso quel che e’ esploso e lui si e’ comportato di m e scappato in quella casa, anche se ovviamente c”era dolore e sgomento lei non ha trasmesso mai negativita’. Poi si puo’ non essere felici ovunque e non amare piu’ anche chi ti ama, ma e’ comunque piuttosto ogettivo che lui era amato, che si svegliava ogni mattina in un luogo sereno, che i problemi erano quelli che ogni famiglia puo’ trovarsi ad affrontare e condividereanche parlandone a tavola evenendosi incontro a vicenda. a parte la scossa data da un divorzio della prole (ma nota bene gli ex coniugi sono in buoni rapporti e mia zia se incontra chi frequentava la sua casa un tempo ha un indiscusso affetto) il vero disastro lo ha causato lui, il vero malessere, l’angoscia, i problemi di salute, gli avvocati, l’indicibile dolore di una persona, non solo marito, ma padre, nonno che scompare, che rinnega la sua intera vita. Dopo anni c’e’ un nuovo equilibrio, una nuova serenita’ ricostruita con le unghie e con i denti e con amore, molto, con la solidarieta’ reciproca, anche con la capacita’ individuale di esserci, dare, condividere e al contempo la generosita’ di ciascuno, nel suo ruolo, di dire “io soffro da morire, ma anche le persone che amo e ho attorno”. Cioe’ un rispetto, un non scaraventarsi a vicenda addosso un trauma comune. Io ho sempre visto amore in quella casa finche’ lui c’era e quando lui ha fatto questo ne ho visto ancora di piu’, se prima erano belle persone le ho viste ancora piu’ belle
In un momento cosi” grave che e’ umano poter tirar fuori anche “il peggio” di se’. No, loro hanno tirato fuori il meglio e mai contro di lui. Mai. Semmai si sono dovuti difendere da brutture egoismi cattiverie gratuite di lui. Gratuite oltre al fatto che per lui sarebbe stato piu’ comodo un reset completo. A me per te e’ dispiaciuto anche questo: tu quando e’ successo soffrivi molto ma attorno avevi persone che ti amavano e rispettavano, e si rispettavano, persone positive e “delicate d’animo” mi e’ parso. Avevi attorno un grande abbraccio e gente intelligente, che non si e’ limitata a giudicare o a frasi di circostanza. Gente che nella tua volonta’ di capire dove tu potessi aver sbagliato ha parlato molto con te e cmq ha anche cercato di capire lei. Tu avevi diritto di farti sostenere veramente da tutto questo, di ricevere questo amore, queste cose sane. Qualunque fossero le sue ragioni pero’ lei ti ha detto che tu non dovevi e non ti potevi amare, ti ha lasciato addosso anche la sua modalita’ distruttiva. Lo ha fatto anche lo zio, anche con i figli. Tutti erano colpevoli, sbagliati, che si vergognassero, gli altri. Certamente troppo “tarati” per meritare amore, incapaci di darne, disadattati delle relazioni. Loro… mica lui. Lui perfetto. E non li conosceva lui, dimmi, se li conosco io? La loro sensibilita’, che colpo poteva essere per i suoi stessi figli, che si sarebbero “divelti” chiedendosi dove loro avessero sbagliato? Fab, io non ti conosco, ma ti leggo e cosa e’ per te “cambiamento” e la “planimetria affettiva” si legge a ogni riga. Conoscere non vuol dire prevedere, la vita e’ un divenire, le relazioni dinamiche, ma dimmi lei che e’ stata con te 20 anni che pure volesse lasciarti non sapeva che gia’ solo essere lasciato dopo 20 anni ti avrebbe sconvolto? Che ti saresti rivoltato gia’ da solo come una calza? non sapeva le ragioni per cui tu, non contro di lei, avevi remore ad avere un figlio? Puo’ non trovarle suff comunque per se stessa, ma cosa c’entrano con tutte le schifezze che lei ti ha scaricato addosso come uomo, individuo? Se nonmi piacesse davvero come uno e’ ma sto zitta 20 anni lo faccio per fare un favore a lui credi? Ma poi tu hai davvero un’ingenuita’ su modalita’ che sottolinea anche Max, di revisionismo. non ha finto, e’ stata finche’ le andava bene di stare e poi ti ha mandato a ca..... Prima segno piu’, poi segno meno. Qd qcuno entra in segno meno puo’ essere civile e empatico o straincivile. Se si’: s.o.s., proteggersi
Bè Laras, a me di quell’amore mancano tante cose. Mi manca lei, mi manca la vita che facevo con lei. Io sono sincero Laras, alla luce dei fatti, nel rapporto quella che più dava sembrava essere lei. A tutt’oggi non mi sento di negare questo, nonostante tutto.
Ciao Camy. Durante il nostro rapporto non ho mai visto una “accettazione”, quanto una “condivisione”. Anche se la parola “accettazione” non è una parolaccia, ma un modo per dire “si, mi sta bene”. E se mi sta bene vuol dire che sono d’accordo, che do il consenso. Altrimenti si porrebbe un veto. No ?
Pensarla un’attrice mi fa male. Anche se purtroppo la parola inganno, come scrivi tu, rieccheggia spesso nella mia mente. Ma non potrebbe essere altrimenti visto come sono andate le cose.
Ma l’inganno è tanto più traumatico quanto la persona che ti inganna è persona da cui non ti aspetti ciò. E verso la quale riponi non un’estrema fiducia ma “L’ESTREMA” fiducia.
E sono d’accordo con te quando scrivi che “l’inganno è un vero trauma” !
Kid, Maximum, John, a malincuore (non per colpa vostra ci mancherebbe), ma come non essere d’accordo su quanto avete scritto nei vostri ultimi commenti ?
Luna, conosci bene tanti dettagli. Hai già analizzato e lo stai rifacendo a distanza di qualche anno. Colpisci nel segno, anche quando lo fai in senso generale.
Fabrizio
Le colpe ci saranno pure ma non tali da giustificare certe prese di posizione estreme o giudizi impensabili ! Cose che a sentirle ti cascano le braccia da quanto sono ridicole , tanto che al momento , neppure le prendi sul serio .
Ma , e sono onesto , meglio pensare che ci sia qualcun’altro da dover nascondere ,del credere davvero che ci sia gente capace di rinfacciarti minchiate come
se fossero affronti gravissimi ! Allora , davvero , inizi a pensare che sia pieno di pazze/mine vaganti , capaci di sfasciare tutto per robe da asilo, che già solo a rinfacciarle ci sarebbe da vergognarsi . Meglio prima che dopo, si dice!
Ma una cosa l’ho imparata : Che tu sia buono o tristo , cioè “cattivo” , come si dice dalle mie parti , non cambia assolutamente niente . Quindi , è meglio non essere troppo accondiscendenti e fare la fine di quelli che han dato anche il sangue e se la sono presa in saccoccia . Probabilmente , la forma relazionale più rodata è l’ipocrisia di facciata , per poi farsi i cavoli propri dietro .
Amara considerazione , ma direi realistica . Ma chi non c’è tagliato , come me ,
per forza dice quello che pensa e fa quello che ritiene giusto fare, a suo rischio e pericolo , e non come fanno tanti che si castrano, perché poi chi la sente la loro compagna/moglie/ragazza! Che vita è? Eppure se la fanno andare bene ! Per questo sono contrario al matrimonio , perché se la stronza finge bene di essere un angioletto, poi ti mette sotto scacco! Eccome no!
Invece , la trasparenza e la correttezza , pur difendendo i propri spazi ed idee ,senza farsi castrare, non pagano mai! Anzi sei giudicato come uno stxxxo arrogante da cui non si può cavare nulla di buono! E , allora , ed anche per questo motivo , me ne sto meglio da solo , piuttosto che dover fare , dover dimostrare , vivere una vita in funzione di una donna , che se niente-niente non è al centro del mondo , va in crisi esistenziale e ti manda a gambe all’aria , magari appena dopo averci messo le sue !
“E se mi sta bene vuol dire che sono d’accordo, che do il consenso. Altrimenti si porrebbe un veto. No ?”
beh le cose sarebbero come dici tu, ma non sono sempre così lineari nelle donne.. lo dici anche tu che non siamo semplici, ma contorte.. ovviamente io non so se è la realtà che ha vissuto tua moglie ma so per certo che ci sono donne che non lo dicono: “no, non mi sta bene” proprio per non contrariare il proprio partner, per non causargli una sofferenza.. così almeno loro la vedono.. e per questo dicono sì ma in realtà pensano no.
tu dirai che non è giusto, e io concordo con te, ma purtroppo le donne, a volte, sono anche così, incoerenti, per nulla semplici e lineari.
c’è chi fa l’attrice (o l’attore) perché è una persona debole.. non tutti lo fanno per spietatezza e cattiveria, e in realtà, come ho scritto prima, penso che tua moglie avesse un po’ questo carattere non proprio coraggioso… per cui la sua recita alla fine è stata per debolezza e non per cattiveria, secondo me….
ti capisco anche sul fatto della “persona in cui riponi l’estrema fiducia”.. infatti nel caso che mi è capitato è andata così.. io proprio da lui non me lo aspettavo, noi eravamo amici anche, e io mi fidavo come con nessun altro.. e questo ha reso difficile da accettare il doppio inganno, doppio perché fatto ai miei sentimenti e alla nostra amicizia..non riuscivo a crederci, ho passato mesi a dire pure io “ma come ha potuto?”, non ci credevo, come tu con tua moglie (anche se il mio non era un matrimonio, ma ci conoscevamo da 7 anni ed eravamo stati comunque amici per molto tempo..)..ed è per questo che ho avuto quelle conseguenze psicologiche che ho scritto.. sono stata traumatizzata da quello che ha fatto.. anche lui non aveva avuto il coraggio di dirmi la verità..
purtroppo ho capito che aspettarsi troppo dalle persone causa facilmente sofferenza e aspettative deluse prima o poi, perchè nessuno è come noi lo vediamo in modo idealizzato, nessuno può essere perfetto..
“Invece , la trasparenza e la correttezza , pur difendendo i propri spazi ed idee ,senza farsi castrare, non pagano mai! Anzi sei giudicato come uno stxxxo arrogante da cui non si può cavare nulla di buono!”
trooopppo vero kid.
nella stragrande maggioranza dei casi è così.
poi ci possono esser felici eccezioni…(forse)
ma c’è sempre un ma a lungo termine…la sindrome del “devo cambiarti!”
infatti cala l’innamoramento e allora iniziano a vedere cose che prima non erano un problema ma adesso di colpo lo sono!
è li che a me girano di brutto.
cioè sta cosa qui, così l’ho sempre fatta prima e non era mai stato un problema, adesso invece non va più bene, devi cambiare!!
hahahah oggi mi metto a ridere se una mi arriva col devi cambiare, stu cazz.
anche perché quando l’ho fatto (cambiare x una) poi il compenso è stato più o meno lo stesso di quello che è capitato a fabrizio e 100000 altri…
never again!
Kid, il fatto che oggi ci siano i fenomeni che citi tu, dimostra prima di tutto che le donne di una volta se vivessero oggi si comporterebbero di conseguenza, cioè come le donne di oggi.
Non si può dare “tour court” la colpa al sesso femminile se saltano le coppie.
Le donne di una volta, pazienti , rassegnate e sacrificate, quando lo erano e perché non avevano alternative.
La società e’ cambiata perché la famiglia era in fondo un accordo societario: tu lavori, io bado all’ economia familiare e ai figli. Tu porti i soldi e comandi io ubbidisco perché mi mantieni. Oggi lavorano entrambi e si mantengono autonomamente, i figli, non rientrano più nella “tradizione”, come vediamo e le ” voglie” si soddisfano se si vuole.
Come al solito la differenza la fanno due cose:
la qualità della persona e la qualità del rapporto di coppia. Io è mio marito non siamo di una volta, ma funzioniamo da una vita e va sempre meglio. Perché?
Perché abbiamo “scelto” che ci piace state insieme. Mia madre non ha potuto farlo, se voleva sopravvivere doveva “abbozzare” e ingoiare le ” libertà” del marito. Se vista dall’esterno quella coppia poteva essere uguale alla mia, ma invece c’era una bella differenza, come puoi immaginare.
Quindi non è questione di donne o uomini di una volta, ma di donne o uomini, che rispettano il partner.
Mia madre e’ rimasta per un “ricatto” dovuto a una società patriarcale e maschilista, non perché fosse migliore delle donne di oggi. Era solo schiava di un ruolo, era una “dipendente”; oggi siamo libere, anche di fare cazzate, come hanno sempre potuto farle i maschi.
Ciao
“Mia madre e’ rimasta per un “ricatto” dovuto a una società patriarcale e maschilista, non perché fosse migliore delle donne di oggi. Era solo schiava di un ruolo, era una “dipendente”; oggi siamo libere, anche di fare cazzate, come hanno sempre potuto farle i maschi.”
già, Laras, il problema è che non vogliono capirlo, perché essere libere ad oggi, come non lo si era un tempo, per loro vuol dire che ci perdono.. e questo li spaventa. in fondo è comprensibile… secondo me gli uomini sono più fragili di noi emotivamente.. noi ci sappiamo riprendere in qualche modo (non tutte), per loro è più difficile “ripartire”, non a caso la filosofia che poi cominciano ad avere è proprio quella che si legge sul sito: “le donne sono così e cosà, non vi fidate, non vi innamorate più, non vi impegnate”.. e purtroppo ci sono poi le modalità che per esempio anche kid e maximum scelgono di adottare, cioè non accettare compromessi e vivere liberi. fanno pure bene eh, è vero che non ci sarebbe più la sicurezza emotiva (perché di questo parliamo) che un tempo c’era appunto perchè le donne erano meno libere, ma questo può far loro perdere delle occasioni, immagino. infatti capita anche di leggere, sul sito, di alcuni che si sono chiusi e non riescono ad aprirsi con un nuova fidanzata tanto da “trattarla male” anche se non vorrebbero.. perché poi succede anche questo.. la paura fa questi scherzi.. anche Fabrizio non si riesce più a fidare. ha ragione ma la vita è una sola… poi io la penso esattamente come te riguardo la storia del navigante, dell’avere il coraggio di lasciare il porto ecc.. la vita non è forse un’avventura? 🙂
buonanotte.
Camy, ovviamente il mondo e” vario, ma io non credo moltissimo al non dico per altruismo verso te, che e’ comunque una cosa che parte da se’. Fermo che essere chiari e” sempre meglio, che il non dire sia perche’ anche si pensa che il partner debba avere la sfera di cristallo e se ti ama persino anticipare i tuoi desideri, cosa che in molte donne vedo, la teoria del “segno piu’/segno meno” mi sembra piu’ veritiera. Finche’ ti dai piu’ ragioni per starci con una persona i suoi difetti li minimizzi, quando le tue ragioni anche sentimentali calano tendi a infastidirti. Se la tua spinta interna e’ a stare con per lui o lei scaleresti una montagna e quando guardate un tramonto e’ dieci volte piu’ bello, quando consideri la persona un ostacolo te ne vuoi liberare e un tramonto pazzesco e’ scialbo e sto/starompipalle ti rovina la visuale. Enfatizzo, ma se e’ vero che le relazioni si fanno, mantengono, disfano in due e’ anche vero che neppure attraverso le nostre migliori o peggiori azioni abbiamo un sicuro “controllo” su cio’ che accade o puo’ accadere nell’altro, l’intersecarsi di personalita’, ragioni, rimandi, pare, emozioni e valenze… Noncredo tanto all’eccesso di altruismo, che spesso sottintende anche una certa immagine di se’ che non si vuole scalfire, un problema – anche con risvolti rancorosi – che riguarda il se’ ben piu’ che l’altro e le sue effettive, prepotenti richieste e talvolta anche un ricatto affettivo (se io faccio tutto questo tu non potrai mica lasciarmi…). Non sto dicendo che se ami qualcuno non tolleri, proteggi, vai verso, abbozzi… ma appunto ami qualcuno, tu. A meno che non ti stiano puntando una pistola si presume che ti stai dando delle ottime ragioni, in te stesso, per essere generoso, accondiscendente… Valide ragioni che possono essere di vari tipi amore, dipendenza, sicurezze, il fatto che comportarti in un certo modo ti da’ piu’ benessere che malessere o che comunque per te ne vale la pena, anche se sei in pieno masochismo. Anche chi vive una relazione fortemente disfunzionale, ama troppo, in quel momento si da’ piu’ ragioni per starci che no. Mentre se una persona e’ veramente ma veramente convinta di andarsene chi la tiene? E se andarsene comporta far soffrire l’altro, solo ed esclusivo altruismo verso l’altro, resta? Non credo. Magari ha ancora empatia per l’altra persona, affetto, non si comporta con incivilta’ ma
Non rimane solo per l’altro. Prova ne sia che molti che si sarebbero immolati per anni per non fare soffrire te (nb, parlo di chi e’ stato con chi tutto sto masochismo non lo ha mai richiesto) ad un certo punto ti sparano con diciotto cannoni in faccia. Cioe’, prima non potevi manco dirmi che non ti piace la pasta con la salsiccia per non farmi rimanere male e soffrire (anche se potevi ordinare anche pasta e ceci e anzi mi avrebbe fatto piu’ piacere sapere cosa realmente pensi), ma troppo sensibile e altruista inghiottivi con nausea e sorriso, poi, nel momento in cui ti piace ben altra salsiccia, puoi lasciarmi a piedi nella brughiera tirandomi pietre… “sapessi quante volte per amore non ti ho detto che! E ora paghi per il tuo egoismo!”. Anche la faccenda del non coraggio e della “debolezza” a me sta un po’ sulle palle… nel senso che molti presunti “deboli” (poverini…) sono quelli che hanno questo magico jolly anche quando pigliano a martellate, tanto quelli che hanno avuto il culo di nascere “forti” se la caveranno o sono meno sensibili. Il parametro pero’ chi lo fa? Fab una para sui figli lui non poteva averla? E sai quale e’ il problemi di quelli che (in una certa versione) “sono poco coraggiosi”?Che spesso la colpa e’sempre degli altri. Che hanno tarpato loro le ali o che, che possono diventare un capro espiatorio, anche in caso di percorsi assolutamente individuali. Ovviamente, Camy, non sto dicendo che, volens o nolens, non possiamo essere egoisti nei confronti dell’altro, che non si possano creare squilibri all’interno di una coppia e che non vi siano vere violenze. Anche solo ciecita’ e trascuratezze che manco ci si rende conto di compiere. Pero’ se una persona che puo’ farlo non ti dice cio’ che pensa e poi ti butta tutto addosso di colpo anche risalente alla crisi del 1929… che cosa puoi farci? E soprattutto se ti massacra proprio qualcosa non va, non quadra. E comunque se non ti ama piu’ (e lo sai a giochi chiusi) che puoi farci? Io ho avuti anni complicati e una crisi anche mia. In quella crisi mia ho rielaborato dati vari. Non sono stata direttissima, com’e’ nella mia natura,con una mia cara amica che volens o nolens mi aveva lasciata un po’ perplessa. Ma anche sapendo che ero cmq in una certa fase io. Cmq mi mettevo in discussione. Un giorno lei mi fa la punta su una cosa e gliele sparo io
E sono incazzata come mai mi ha vista in anni. Le dico delle cose e lei :O e resta anche stupita per delle cose di cui non si era accorta. Va detto che non solo siamo amiche da tanto, ma che ci siamo state reciprocamente vicine in momenti importantissimi, siamo riuscite a non pestarci i piedi e a sopportarci anche in periodi difficilissimi per me e per lei e abbiamo sempre parlato molto. Ad un certo punto io ho sentito squilibri, disarmonie. In anni pero’ in cui tra lutti, casini, pensieri, difficolta’ dura l’abbiamo avutadavvero. E del contesto ho sempre tenuto conto. Non sono stata direttissima non solo per “proteggere” lei ma anche per mie considerazioni. Ora pero’ perche’ parlo? Non perche’… l’ho gia’ “lasciata” indietro e non voglio piu’ saperne di lei, ma perche’ mi accorgo che potrebbe succedere. Puo’ sembrare assurdo, ma se sono in qualche misura fatalista se qualcuno decide di mandarmi a fare in culo se pensa di avere le sue ottime ragioni io ho un carattere per cui se sento che io mi sto allontanando da qualcuno a cui voglio bene, che puo’ perdermi forever perche’ mi sto distaccando io… avverto.Prima di arrivare alla fase che diceva Rebecca, in cui davvero pensi che parlare non abbia alcun senso. La fase del non ritorno. Essendo una persona molto indipendente rispetto il fatto che gli altri abbiano un’individualita’ e una vita. Non sono una che fa la punta, da ricatto morale o colpevilizzazione, ma se mi accorgo che sto vivendo una mia crisi in solitaria che riguarda il mio rapporto con qualcuno mi scatta il fatto che deve saperlo.che il rischio e’ che io me ne vada. Con la mia amica? E’ stata la nostra prima vera crisi in 15 anni. E non era iniziata ieri. Abbiamo perso qualche colpo, via via. Al momento eravamoo deluse entrambe, l’una dell’altra. dicendoci cose anche piuttosto dure. Poi lei mi scrive: non so se sia meglio parlarne subito o tra qualche giorno. Tu cosa ne pens? Ci parliamo a monosillabi. Sembriamo davvero una coppia in crisi, che ha perso tutta la sua naturale magia. In teoria dovremmo parlarci dopo tre giorni ma iincazzate e deluse non spezziamo davvero il contatto. Come tra chi su ama.ancora
. E quando parliamo finiamo anche col darci ragione a vicenda su delle cose oltre a chiarire dei malintesi. E dopo l’esplosione ripartiamo ritrovando anche la complicita’ che era andata a incagliarsi. Perche’ (caratteri non solo autoreferenziali a parte) il volersi bene sotto c’era e l’interesse a venirsi incontro. No mero lanciomerda
“Siamo tutti pellegrini su questa Terra, in cerca di un compagno, di un affetto che dia senso a questo viaggio senza senso.”
per quel che mi riguarda io non ho paura di iniziare o approfondire relazioni, solo che certi compromessi non mi vanno e lo dico subito, non appena se ne presenta la questione.
poi se viene recepito nel modo giusto ok, altrimenti liberissime di dire no allora non ci si vede mai più.(asilo, ma succede spesso)
secondo me il tutto ha anche molto a che fare con la maturità delle persone.
il mio motto è vivi e lascia vivere, ma se insisti e non mi lasci vivere beh allora verrò a dirti che puoi pure andare a rompere i cosiddetti a qualcun’altro.
non è che sto li a diventar matto perchè miss s’é impuntata su una cosa e la vuole a tutti i costi come dice lei.
poi di principio non tratto male nessuno ma se mi rompi, davvero, ti mando a fancxlo e basta e non è che dopo ci ripenso e mi metto a frignare…
quando si ha imparato a vivere da soli, questo è molto più facile chiaramente.
Laras, in tutta onestà non ho avuto una madre che è rimasta con mio padre per un “ricatto” dovuto a una società patriarcale e maschilista. E come mia madre conosco decine e decine di donne di un’altra epoca che non si sono sentite schiave di un ruolo. Semplicemente c’erano dei ruoli che venivano rispettati.
D’altra parte care Laras e Camy, a me non sembra di vedere oggi molte donne felici della vita che fanno. Anzi mi sembrano piuttosto stressate e aggressive. Chiaro segno di vita non serena.
Alla fine di tutto mi chiedo, e vi chiedo: ma tutta questa libertà a cosa ha portato ? Al fatto che ogni tanto esista una coppia (cito il tuo esempio Laras) che riesce ad essere felice o quantomeno serena ?
Se mi guardo attorno vedo un mare di matrimoni falliti e coppie separate. Figli buttati qua e là con famiglie allargate e quant’altro. E donne (o uomini) che infilatisi in nuove relazioni non è che abbiano trovato il paradiso !
E quei pochi che funzionano ? Laras, Camy, io vi porto i fatti: negli ultimi anni, causa la mia situazione, ho avuto modo di parlare con diversa gente. Tra cui persone “felicemente” sposate.. Non vi dico quanti uomini seri ed affidabili, paragonabili al compagno di Laras, mi hanno confidato che per far funzionare le cose debbono applicare il discorso fatto da Kid. Cioè “l’ipocrisia di facciata”. Vi prego di credermi sulla parola: sono tanti, per non dire tutti.
E parlo anche di secondi matrimoni e/o seconde relazioni.
Quindi tutta questa liberalizzazione dalla “schiavitu” patriarcale per ottenere cosa ? Mi pare che comunque esistano ancora uomini che picchiano e violentano le donne. Certo, mi direte, oggi si ha la libertà di andarsene e lasciare i violenti. D’accordissimo, prima non era possibile. Ma non è che all’epoca dei miei genitori esistesse tutta questa ampia casistica di mariti picchiatori.
Alla luce di tutto questo è ovvio che l’uomo “normale”, non si fida più. D’altra parte tu Laras scrivi “oggi siamo libere, anche di fare cazzate” e tu Camy scrivi: “poi io la penso esattamente come te riguardo la storia del navigante, dell’avere il coraggio di lasciare il porto ecc.. la vita non è forse un’avventura? “
Con tutto il rispetto, sono frasi che non danno certezze. Al contrario. Soprattutto se si considera che sono frasi espresse da donne (Laras e Camy), dalle quali si è evinta, attraverso i numerosi commenti, un’elevata serietà, principi e valori sani.
Io da uomo di oggi non vado alla ricerca della “libertà di fare…