Chi li capisce gli uomini!
di
skar1982
Riferimento alla lettera:
Salve, vi scrivo perché vorrei un vostro parere. 32 anni, lui 40! Inizialmente non mi piace, poi pero approfondiamo, ci conosciamo meglio e nasce una forte attrazione. Con molta modestia e vi prego prendetelo solo per poter capire, vi dico che sono una bella ragazza fisicamente, e per di piu...
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Data di pubblicazione: 2 Febbraio 2014
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Categorie: - Amore

…come dovrebbero fare anche molti uomini come lo zio di luna e altri che, come hai citato tu, lasciano figli e famiglie per prostitute e simili.
Laras, se non erro e’ Alberoni che parla di rivoluzione a due. Del fatto che a volte invece di mettere in discussione se stesso uno cambia partner e incolpa quello precedente di cose anche sue e che ha scelto. Fabrizio: prego. Sai, poiche’ sua moglie per prima (e’ il suo carattere) non gli da’ epiteti e poiche’ comunque i suoi figli hanno sofferto io non dico mai loro “che bastardo”. E’ una forma di rispetto per loro; non per lui. Neache tra noi che lo abbiamo conosciuto sin da piccoli ne parliamo molto. A parte si resta senza parole questa cosa l’abbiamo vissuta da vicino, da dentro, accanto a chi ha beccato l’onda d’urto. Tu dici: non ci sono punti di vista. Io onestamente, perdonami, non vedo un atteggiamento tanto dissimile in tua moglie. Nei confronti del coniuge no. La dinamica base no. Non ho capito quando lei disse “marginale” e “persa la testa”. Comunque come detto mille volte: se amo qualcuno e voglio un figlio da lui dopo anni in cui tanto piu’ eravamo comunque in sintonia e sul non averne, non ancora, l’argomento non mi pare cosa da mezze frasi ma centrale. E se mi sto distaccando per quella ragione da chi amo e mi ama glielo dico forte e chiaro. Non mi pare abbia avuto remore alcuna a sputare fuori dopo, quando era gia’ via e l’altro c’era. E il fatto che tu fossi piu’ pronto non andava bene cmq. Quando ti ama e si accorge che potrebbe allontanarsi, lei da sola, da te sta zitta e 🙂 e quando se ne va ha voce per insultare un reggimento? Guarda caso quando alla fine sta difendendo la sua nuova vita a tutta forza? Ma non lo dice. / eri un despota e non poteva aprire bocca? Tu dici dici di no. Hai scritto per anni sulla questione figlio, ma l’esempio dello zio era per dire che chi lascia e soprattutto per un’altra persona un pretesto, tanto piu’ se pensa di dover trovarne, lo trova. E se si comporta di m con chi era da una vita e vuole escluderlo lo esclude. E si da’ ragione nel farlo. Poi c’e’ chi non lo fa. Ma che tua moglie ti abbia trattato parecchio di m. Da quel che dici, e sotto molti aspetti, mi pare un fatto. Anche chi si disamora puo’ chiedere scusa se se ne va con un altro e avere un po’ di empatia eh. Non e’ che sia una “licenza ad uccidere”. Forse le e’ sfuggito.
Laras, non esistono solo i perche’, ma anche come funzionano le persone. Concordo che alla fine di una storia rielaborare e’ anche comprendere delle dinamiche relazionali, punti di vista ecc e anche imparare dai propri errori o osservare incompatibilita’. Ma i perche’ sono anche sogettivi e funzionali. E le persone hanno anche egoismi, coazioni a ripetere, modi di reagire a stimoli veri o presunti, di preservare i propri equilibri e pararsi le chiappe ecc. Il modo conta secondo me. A volte supera persino la valenza dei perche’. A parita’ di stimolo e “perche'” uno ti taglia le ruote o ti vuole rovinare o altro; un altro anche se ai suoi perche’ ci crede uguale ha un piano di civilta’; empatia, rispetto. al momento di lasciarsi o di dividere le strade in un’amicizia difficilmente non ci sono parole grosse, delusioni, recriminazioni. Tuttavia non tutte le persone hanno un comportamento fetente. Non mi pare che, da uomo lasciato e tradito, Fab per esempio lo abbia avuto. E non credo sia solo questione d’amore. Forse anche quando ha lasciato non e’ stato in un certo modo. L’ex di un mio amico, corna e bugie dopo pochi mesi di matrimonio, disse “non mi portavi mai a mangiare il gelato”. E non sto scherzando. I perche’ potevano non c’entrare con lui, molti, che dici? Forse erano suoi di lei e come funzionava e ragionava lei. Dei perche’ dipendi anche con chi parli e come. E il modo ci parla di una persona. Osservare la storia e se stessi si’, ma anche la persona che hai davanti, come si comporta.
Senno’ a forza di cercare giustificazioni di un certo tipo sfugge quel che e’, ma anche che la funzione di un comportamento non e’ solo legata all’interazione (i perche’ rispetto all’altro) ma anche interna.
@ Laras
Allora mettiamola così , noi uomini prevalentemente siamo analitici , cioè analizziamo i dati principali:
1) 20 anni insieme
2) mancanza di un figlio
3) inganno/doppia vita
4) tradimento contestuale
5) Abbandono con massacro emotivo (colpe , rinfacci)
Cosa se ne deduce ? Che forse ci potrebbe essere una colpa di Fabrizio , ma questo non giustifica tale comportamento . Nessuno qui ha detto cose volgari verso questa donna , perché non siamo in diritto di giudicarla come persona , ma possiamo dire con assoluta certezza che si è comportata malissimo.
Da questo ne deriva la ferita di Fabrizio e la sua sfiducia . Comprensibile , quando un certo avvenimento dimostra quanto sia caduco un legame, che pur dura nel tempo , se non asseconda le esigenze altrui .
Ora , vogliamo comprenderne i perché? Beh , mi sembra una missione impossibile ! Vogliamo capire gli errori ? Idem ! Ci basiamo sui pochi dati di fatto e deduciamo che i massacri emotivi nascondono altro , visto che decine di altre esperienze lo dimostrano .
Cercare di capire gli errori di Fabrizio , è come ipotizzare che sua moglie fosse un essere perfetto che si è trovata in balia delle circostanze e allora si è detto ( da voi donne) soffermandovi sui particolari de :
– Il rapporto tra fabrizio e sua madre
– L’imprevedibile
– Il non capire sua moglie (che ad un certo punto non si è voluta lei far capire, in quanto aveva una doppia vita)
Quindi , si discute in una ottica prevalentemente relazionale , che è tipica del ragionamento femminile e per carità , non voglio dire che per strade diverse , non si possa arrivare alle medesime conclusioni , ma non mi sta bene che le colpe di Fabrizio siano costruite per essere il famoso “perché” della fine di questa relazione e di questo amore. Come se l’amore di una donna fosse l’archetipo della devozione assoluta!La fine di questa relazione l’ha decretata sua moglie , perché era l’unica che conosceva l’intensità delle proprie insoddisfazioni, i propri desideri e ,dopo 20 anni , avrà conosciuto il modo di comunicarli al sui uomo.
E allora si ritorna sempre al principio e cioè che l’amore era terminato (magari una crisi personale, dovuta a quell’incontro, e non per forza a causa Fabrizio) e lei ha recitato una farsa, ingannando Fabrizio , ed il figlio mancato da desiderio reale , in maniera opportunistica , è diventato anche il pretesto per tutto il resto , cosa confermata dal tradimento e dal suo massacro emotivo!
Che altro si vuol cercare? Non capisco!
E siamo ritornati ai perchè, ma pare che non servano. Ok, ma se Fabrizio non accetta, non si fa capace, come dicono in Salento, che la moglie abbia fatto quello che ha fatto, cosa resta da dire? Possiamo solo prendere atto che Fabrizio non concepisce cose del genere ma queste sono successe, che lui se sente “sangue” per una femmina ma non ne approfitta, e lo apprezziamo, che non avrebbe mai compromesso una famiglia forte dei suoi principi, e siamo con lui, che non avrebbe buttato via vent’anni di rapporto, e gli diamo ragione, ma la moglie l’ha fatto, e anche se si trova qualche possibile “perchè”, niente, non serve. Va bene, prendiamo atto anche di questo, cosa che era già stata fatta peraltro.
Possiamo essere solidali con lui, e io lo sono davvero con vero affetto, ma cos’altro si può dire al riguardo? E’ quasi inevitabile finire sui perchè, che sono le uniche domande che possono dare qualche indicazione sulla mente della fedifraga. Il resto è “patente”, come dicono gli avvocati, a che serve discutere se dirò sempre a Fabrizio: “hai ragione, è inconcepibile, non lo meritavi”, senza tentare di dare una spiegazione dei fatti?
Quale giovamento potrà portargli la constatazione di un dato di fatto inoppugnabile, ancorchè non accettato da lui?
Nessuno, se non un pensiero continuo sull’ingiustizia che ha subito e che continua a girargli nella testa come un criceto nella ruota, senza soluzione di continuità.
Fabrizio dimmi, se ti confermo ancora una volta che sono d’accordo su tutto quello che dici, e che certe cose non andrebbero fatte, in cosa ti sono servita?
Un saluto a tutti
Kid, quanto ho scritto nel post coincidente con il tuo, risponde anche a quest’ultimo tuo intervento, dal quale emergono ancora un’elenco di dati incontestabili relativi al compotrtamento di quella donna che chissà come le fischiano le orecchie. Allora la domanda la faccio a te. Accertato che la moglie si è comportata male. Quindi? quale conclusione possiamo trarre? che la moglie si è comportata come non avrebbe dovuto. Tautologia di quanto ho detto poco prima e di quanto scrive da sempre Fabrizio e tu.
Morale?
Insomma tutta questa lunga discussione che finalità si prefigge, che ci sono persone che tradiscono le aspettative di chi ha avuto fiducia in loro? Io lo sapevo, voi no? Oppure vogliamo deliberare che queste cose le fanno solo le donne? Se vi fa piacere posso dirvi di sì e accontentarvi come si fa coi bimbi, ma i problemi che qualcuno ha con il sesso femminile resteranno inalterati. Se invece vogliamo parlare da persone dotate di discernimento è un’altra cosa, e allora sono disponibile.
Luna ha citato comportamenti maschili analoghi a quelli della moglie di Fabrizio. C’è bisogno di sottolineare che fedifraghi e traditori sono di entrambi i sessi. Mi sembra superfluo. Mentre cercare il perchè di un tradimento, questo si ha in senso.
Ciao.
Kid, ho notato rileggendo il tuo post, che vedi nella inutile ricerca dei perché, la voglia di qualcuno di far emergere le eventuali colpe di Fabrizio. Come ricorderai, dopo una mia prima presa di posizione nei confronti di questa frequente evenienza, ho detto chiaramente, molti post fa, che la posizione di Fabrizio, per quello che ho letto e potuto conoscere di lui, è quella di “innocente”. I perché eventuali erano da ricercare nelle possibili motivazioni che hanno spinto la moglie a comportarsi in quel modo, e semmai scoprire quelli che LEI avrebbe potuto ritenere gli errori o le mancanze del marito, LEI, lo ribadisco. Ipotizzando anche quello ” sbarrellamento ormonale” di cui ho parlato, che invece non conosce ragioni e che non nasce da e per colpe piu o meno evidenti, cosa che accade nei maschi come nelle femmine, e che accadono purtroppo, anche se, come auspicava Fabrizio, sarebbero state obbligatorie delle inibizioni motali per una persona che viveva un matrimonio. Ok?
Quindi se pensi che questa discussione voglia subdolamente salvare la parte femminile della vicenda ti sbagli. Come ti sbaglieresti se invece di chiamarsi Fabrizio il nostro amico si chiamasse Fabrizia e il fedifrago fosse stato il marito. Spero di essere stata chiara che non sono qui in veste di “partigiana”. Visto che tra l’altro questo thread si chiama come sai, e mi piacerebbe quindi che fosse così anche per gli altri interlocutori. Ciao
Non comprendo bene perche’ parlate solo di ormoni e di “fare sangue”, dando per scontato che una persona possa mollare tutto per ragioni prevalentemente sessuali. Tanto piu’ se dopo il tradimento se ne va a a distanzadi sei anni e” ancora la’. Non so ovviamente quale sia stata la spinta verso quell’uomo, ma evidentemente non sara’ stato il primo, per lei, che passava correndo o solo uno che le faceva sangue sul tram. Ma uno che le piaceva al punto (e piacere vuol dire molte cose) da fare questo casino. Laras, Fab e’ andato avanti a lungo con l’idea che qualsiasi cosa avesse fatto lei la colpa era sua, di lui. Perche’ lei di suonon poteva aver fatto cosi’ e perche’lui avrebbe dovuto comunque capire, avere la sfera di cristallo ancora un po’ e perche’ la cosa del figlio era stata una mancanza, nei confronti di lei,talmente grave da… Anche perche’ lei ha scaricato se stessa di ogni responsabilita’ e messa in discussione ecc e caricato lui di tutto al 6000%. Dire “si e’ comportata male” e’ stato per molti, credo, tentare di comunicare a Fabrizio un senso delle proporzioni piu’ equilibrato, mentre lui continuava a colpevolizzare se stesso di un atto di egoismo continuando a vedere quelli di lei come pura reazione ai suoi, di lui, errori, veri o presunti. “Mia moglie stava male e io non me ne sono accorto”. “Mia moglie si era presa di un altro e mi ha piantato non parlandomi chiaramente e anzi trattandomi come un cane” una differenza la fa. Gia’ solo “mi ha trattato di m. Punto”. Fa male, malissimo. Ma rendersi conto che una persona nella facolta’ di scegliere come comportarsi in quel frangente ha attuato quel modo per me una differenza la fa, soprattutto se ho passato anni a logorarmi pensando che la causa sono stato io, anche perche’ mi e’ stato fatto credere. / a me ha sempre colpito piu’ il modo violento e “unilaterale” in cui lei ha chiuso il matrimonio (senza un minimo di vero dialogo, empatia, con atteggiamento “fuggitivo” e distruttivo) piu’ del perche’ del figlio. E non perche’ sottovaluti un desiderio di maternita’ o il fatto che due persone con vedute opposte su questo possano decidere di lasciarsi, ma per dei discorsi di grande autoreferenzialita’, e anche per uno strano “gioco” per cui anche quando Fab diceva di volere il figlio lei gli diceva che non sarebbe stato un buon padre.
E per una serie di violenze morali ecc fatte passare per lecite e giustificate.
@ Laras
Certamente , tutto bello quello che dici e già chiarito ma io non capisco come tu ti incaponisca ad voler dare questa probatio diabolica !
Cioè ipotizzare , e neppure dimostrare , le ragioni per cui la moglie possa essersi comportata in quella maniera .
Come puoi soltanto presumere di farlo?
Ed ancora a cosa servirebbe ? Me lo puoi spiegare perché per te è così importante addentrarti in questo “ignoto”?
Vuoi infondergli fiducia nel futuro?
La fiducia non gli ritornerà nel capire ragioni presunte ma quando riuscirà a dimenticare , senza scordare . Allora , sarà più consapevole che niente è scritto e ciò che sembra scorrere con serenità potrebbe anche non esserlo .
A forza di addentrarsi troppo nei perche’ si rischia di non attivare adeguate difese e capacita’ reattive e di autoguarigione, credo, perdendo di vista che una persona ti stia facendo male e che piu’ che un atto di estrema comprensione nei suoi confronti o per salvare cio’ che l’altro ha reso comunque finito e insalvabile. E’ ovvio che sia uno shock, che sia naturale una fase dei ‘perche'”, lo e’ anche se un socio che era il tuo testimone di nozze scappa con la cassa o lasciando dietro a se’ nefandezze. Ma se ti confronti anche con il fatto che ti ha mentito,derubato o che comunque ha cambiato registro con te e non edulcori l’istinto di autoconservazione prevale e ti cura piu’ della non accettazione. Poi puoi stare male anni comunque dopo una botta simile, e non mi permetto di giudicare in alcun modo le fasi del dolore ecc di Fabrizio. Ma tante tante delle sue energie sono state tese verso l’autocolpevolizzazione, la conservazione di un’immagine di lei e di protezione di lei anche dai suoi stessi, di lei, comportamenti lesivi nei suoi,di lui, confronti. Lei lo ha lasciato senza spiegazioni sufficienti o volutamente parziali ecc, e lui per anni ha tentato di colmare questo vuoto senza guardare il fatto che potendo scegliere se rispondere o meno lei aveva scelto. E non gli stava chiedendo di cercare i perche’ anche per lei, ma che gli aveva detto “arrangiati” e sottostimando anche la sua, di lui, sofferenza. Tutti anche involontariamente possono feriregli altri, ma di fronte ad una tua sofferenza prolungata e visibile lei non ha avuto empatia. Non ha trovato un’ora per liberare una persona massacrata dai perche’ senza risposta e da un atteggiamento autoaccusatorio… in anni. Un giorno tua moglie potrebbe anche incontrarti per caso e dirti “ma davvero ti sei massacrato anni con i perche’? Ma dai??? Ma non avevi capito che ero innamorata di un altro e basta?”Oppure potrebbe non dirtelo mai, perche’ non ammetterebbe mai la sua parte o perche” manco ci pensa. Non lo so. Ma dopo sei anni, Fabrizio, spero che tu possa curare anche la tua delusione e le tue paure,sacrosante, uscendo pero’ dall’imbuto dei perche’. Che comunque non cambiano le cose. Perche’ se non siete insieme e’ perche’ lei se n’e’ andata e ha scelto. Perche’ di tempo per combattere insieme per provare a mettere a posto le cose ne avete avuto e tu eri disposto anche dopo un tradimento. Lei no. Non condivido una visione di genere e non la condividerei neanche se…
A parlare fosse una donna. E’ a certi funzionamenti delle persone che dobbiamo stare attenti, indipendentemente dal sesso e dandociil diritto di dire NO. Ma comprendo una visione di Kid, pragmatica. Se mi punti una pistola mi punti una pistola. Non per questo ti sparo, ma neanche mi devo far sparare addosso perche’ poiche’ ti voglio bene la tua pistola dev’essere a salve per forza.
Kid, facendo finta di non naver capito il fine ultimo della tua logica , ti chiedo perchè ti interessa sapere il motivo per il quale si cerca la ragione di una cosa, in questo caso quella che tu chiami la probatio diabolica? La provocazione è chiara: in ogni nostra azione la ricerca dei perchè è una costante. E’ la caratteristica principale dell’intelligenza quella di sapere i motivi di un evento e trarne un insegnamento che diventa esperienza.
Lo fanno già i bambini che a tre anni vivono il periodo dei perchè, assetati di conoscenza utile appunto a guidare la crescita. L’hanno fatto migliaia di scienziati, che senza quel bisogno di sapere non avrebbe portato l’umanità a quel grado di conoscenza tecnologica che abbiamo. Lo fa l’ingegnere, che pur ritenendo di aver ben progettato l’edifico vuole sapere perchè è crollato, per esempio. Lo fa il commissario di polizia per capire il “movente” di un delitto, e lo farei io se mi succedesse quello che è accaduto a Fabrizio dopo vent’anni di una relazione apparentemente funzionante.
Mi appare singolare che non si vogliano conoscere i motivi che spingono una persona ad infrangere un patto che appare funzionare.
Caro Kid, suppongo quindi che quell’abbandono di cui sei stato vittima NON ti abbia mosso la necessità di sapere perchè sia accaduto, evidentemente sarà così se sei convinto che quella ricerca delle ragioni non sia un’esigenza automatica quando accade un fenomeno che “non ti aspettavi”.
In realtà mi sto convincendo che i ragionamenti su questo forum abbiano più altri scopi che non quello che pensavo all’inizio, dove la posizione ideologica personale, e la propria “figura”, prevalgano rispetto al tema che si tratta.
Già dai primi contatti ho avuto la sensazione che Fabrizio rappresentasse per alcuni più l’ulteriore dimostrazione di una certa teoria, utile per sottolineare l’idea che alcuni hanno delle donne, che non la voglia di dargli una mano. Credo quindi di essermi sbagliata nel valutare questi siti come un forum, apparendo più come uno “sfogatoio”.
Caro Kid, ti chiedi a cosa servirebbe sapere o anche solo ipotizzare le famose ragioni di un evento che sconvolge le nostre vite. Proprio a quello che auspichi tu: dimenticare, ma consapevolmente, comprendendo se possibile quali sia stata la “vera” realtà di una vicenda, al di la della imprevedibilità della vita, di cui ricorderai ho sempre sottolineato la presenza nei nostri destini, ma che tu aggiungi solo ORA nel concludere il tuo intervento.
Saluti
Laras, esulando dalla diatriba tra te e Kid e dal caso di Fab, ma sul concetto del perche’: vi sono casi, come la vera violenza morale e psicologica, in cui la gente “diventa matta” e si ingarbuglia e affossa proprio cercando i perche’ con una logica che sarebbe “normale” ma diviene totalmente fuorviante e perdendo di vista modalita’ di azione e effetti. In ql caso uscire dal perche’ permette di “vedere” e a quel punto di vedere anche dei perche’ che sono su un altro piano.
Bellissima premessa , Laras ,che attiene alla fisica. Le medesime regole non valgono per la sfera emotiva perché essa è troppo complessa.
Sì può solo ipotizzare , partendo dalla esplicazione dei sentimenti in azioni .
Ricordi quando la moglie di Fabrizio , coinvolgeva parenti , amici nell’avventura della nuova casa e dimostrava di amarlo , non facendogli mai mancare un sms sul cellulare?
Eppure , ella aveva già un’altra vita , ed in quella familiare si trascinava , indossando la maschera del “è tutto a posto!”
Immagino , come Fabrizio si sentisse fortunato e come anche i loro amici avranno avuto una opinione positiva ed invidiabile di quel legame .
Però , se tu vuoi continuare ad indagare puoi liberamente farlo , ma ti inviterei a farlo in modo asettico.
Perché le crisi nascono , prima di tutto ,da sé stessi e questo impedisce di affrontare un ostacolo . Sì sa già cosa sia giusto o sbagliato , gli scemi non esistono ! Ma semplicemente non si ha la voglia , forza di affrontarlo nella giusta maniera. Fine .
E non è detto che manchi l’amore , almeno per come qualcuno lo intende , ma si sente più forte il bisogno di accondiscendere sé stessi.
Così, non mi interessa, personalmente, capire le ragioni delle rotture , perché esse avranno certamente una esplicazione tangibile , attraverso gesti e parole e comportamenti opinabili , maschere che si indossano per giustificarsi davanti agli altri ,ma questi sono gli effetti e non le ragioni! Anzi dovrei dire motivi , che nascono da sensazioni di incompletezza , infelicità , solitudine interiore , depressione , costrizione , sentirsi interferiti . Ognuno ha le sue e non possono essere giudicate . Posso giudicare il gesto , il modo ,la scelta di infierire o meno, ma non il motivo ed esso non è detto che sia necessariamente rapportabile al partner.
Imponderabile non coincide con imprevedibile se volessimo spaccare il capello: Il primo è attinente al fatalismo in senso stretto, nel senso che non puoi sapere il peso che avrà o meno un evento nel futuro , l’altro attiene alla logica della consequenzialità degli eventi e sfugge ad essa . Ma assume , nel contesto di essi, una connotazione più soggettiva . Per Fabrizio era imprevedibile cosa stesse succedendo. Per qualcun’altro , l’insorgere di una crisi era una ipotesi possibile mancando un tassello importante nella coppia.
Ma come essa si sia sviluppata , tanto da far scegliere di tradire ed ingannare , credo per 3 anni , piuttosto che riprovare ,non è dato saperlo .
Kid, basterebbe quel ” non necessariamente rapportabile al partner” per giustificare l’ interesse di capirne quanto questa evenienza possa aver pesato nell’esito finale di una storia d’amore. Sul resto si può fare tutta la filosofia possibile, come quella che hai proposto, tra l’altro in contrasto con la pragmaticita’ che fin’ora hai mostrato, tanto da sembrare non fossi tu a scrivere.
Si Luna, quello che dici è una delle infinite possibilità con le quali possono manifestarsi i disagi in una relazione. Ma è uno dei dettagli del “quadro” che una coppia dipinge della propria storia.
Luna io ti ho risposto. Non capisco perché pensi sia un fake. Mi rendo conto di essere impopolare per un forum ma se scrivo ho dei dubbi e debolezze. Accetto le critiche così come ,i sono state anche rivolte da Sarah, però a priori pensare che io sia o una rovina famiglie o fake mi sembra eccessivo. Ad ogni modo capisco che mi sono esposta a un dialogo forte, forse impossibile da comprendere per chi non lo vive e sicuramente tu avrai colto il timore, il mio, nel non sapere se ascoltare la vocina la testa o l’istinto. Sono nel caos, così come avevo già espresso. Io mio caos non dipende dalle precedenti relazioni, quelle le ho ben chiare. Quando ho incontrato la persona di cui parlo, io non ci pensavo lontanamente a un compagno, lui è stato come quasi un regalo. Poi come tutte le cose improvvise e inaspettate o magari troppo belle per essere vere possono nascondere qualcosa di più profondo nel quale io voglio entrare. Quello che chiedevo a voi, che chiedo a me e non so se me la racconto o cosa è semplicemente se questi incontro non può essere solo un incontro di 2 metà. Due persone che si cercavano e si sono trovate. Forse per questo fatico ad accettare l’etichetta del traditore seriale, perché ognuno di noi può incontrare la sua metà e redimersi da tutto quello fatto in precedenza. L’amore è anche la cura, la cura della propria anima dei propri errori. No? Devo solo agrovellarmi nei dubbi o dare ascolto alle continue sollecitazioni da parte di amiche nel riflettere con serietà, piuttosto che dare retta alla voce del cuore e credere che può essere solo un incontro tra 2 anime? Un amica spera di no, perché sostiene che allora sarei come lui, ma qua ripongo la medesima domanda. Non potrebbe invece essere lui come me? Quindi non fedifraga e che con amore lo porto nel suo vero io? Farnetico?
Scusa Marion, lo chiedi a “voi” o solo a Luna?
@ Laras
Non è in contrasto! L’analisi dei fatti ti permette soltanto di capire perché una persona , apparentemente di principio , diventi aggressiva e cinica , adducendo colpe e rinfacci inutili (sono inutili in quanto ha già deciso di lasciare): Ha qualcosa da nascondere, dietro la maschera dell’ipocrisia e di quella inutilità, che è ben più grande di quello che avrebbe “subito”. L’unica risposta che può avere Fabrizio è questa e cioè di convincersi a dimenticare accuse , colpe e rinfacci , perché erano solo strumentali e degni di biasimo verso la ex moglie , la quale dopo essere caduta in basso , ha così toccato il fondo .
Diversamente , è inutile indagare le ragioni, perché è esisto più un momento preciso in cui lei avrebbe potuto scegliere se salvare quella storia o meno . Un momento in cui ancora l’amore era ancora presente ma ha scelto di non percorrerlo, non facendo presente il suo disagio in maniera marcata, un’altro in cui il terzo incomodo non sarebbe esistito se lei non avesse scelto di volerselo vivere . Come e perché , anche davanti ad una difficoltà , ma con la certezza assoluta dell’amore da parte del proprio partner , si arrivi a compiere tali processi distruttivi non è dato saperlo . E’ , presumibile , che questo nasca dal voler colpevolizzare inconsciamente l’altro perché non ha saputo contribuire alla propria realizzazione . Ma è veramente così? In parte , soltanto . Il primo vero inganno è verso sé stessi , e consiste nel porsi dalla parte di chi ha subito un torto imperdonabile ed il tradimento , non quello fisico , ma quello della scelta divergente , è la veste della vendetta che appaga il senso di rivalsa. L’inconscio serve a seppellire il conscio , altrimenti come si potrebbe arrivare a tanto , verso una persona da cui si è amati? Si devono trovare scuse e giustificazioni e “noi” siamo programmati per questo dalla nascita per sopportare il peso della vita , la cosiddetta “l’insostenibile leggerezza dell’essere” !
Non c’è da stupirsi della incoerenza assoluta dei comportamenti umani, anche dei più “biechi” attraverso i quali prima di rinnegare l’altro si rinnega sé stessi. Del resto , lasciare dietro di noi , un pezzo di vita , è una “morte” ed una “rinascita” ed in quest’ultima troviamo nuova linfa e le macerie che lasciamo dietro di noi , tranci di ipocrisia su cui fondiamo quelle ragioni fasulle da raccontare agli altri , saranno presto seppellite dalla solita frase:” Non ne voglio più parlare!”
Beh, che la negazione sia uno dei nostri meccanismi di difesa e adattamento non e’ una novita’. / Marion, che le persone si “uniscano” per una serie di ragioni non e’ una novita’, ma in queste ragioni vi sono anche bisogni contingenti, piu’ o meno consci, e aspettative. Che nel tuo raccontare la storia nel tuo caso sembrano altissime, con una forte idealizzazione dell’Amore, della persona e della relazione anche andando per assoluti. Lui grazie alla forza dell’amore cambiera’ e vissero felici e contenti e per i prossimin
90 anni come le grandi Coppie della Storia. Ora, chi stabilsce di no, chi vivra’ vedra’ e sara’ il tuo percorso e non il mio o delle tue amiche. ma, come ti ho gia’ detto, se lui ha i suoi problemi, di qualsiasi natura siano, tu forse hai i tuoi se pensi che l’amore abbia per forza un potere curativo e che redime e se viaggi per assoluti. e rispetto a un uomo che conosci comunque poco e conosce poco te. al di la’ di questa fase di innamoramento iniziale e anche del suo e tuo curriculum vitae anche voi vi conoscerete via via anche al di la’ di ogni affinita’ elettiva o che entrambi ora per varie ragioni personali vi percepiate come il cacio sui maccheroni o la panacea di tutti i mali. come tutti vivrete comunque giorno dopo giorno e lo scoprirete solo vivendo. tu invece, cosi’ a me pare, per carita’ e’ la mia sensazione, viaggi a seimila come se fossi gia’ proiettata nel momento in cui lui dira’ “questa donna mi ha redento!” e l’Amore salvifico sotto forma delle tue fattezze avra’ portato a compimento tale redenzione. tu ovviamente puoi dare a lui, te, la vostra storia e l’amore le valenze che sai e vuoi. io credo che se pur con tutto il sentimento e il romanticismo del mondo si ridimensionano queste esaltazioni “salvifiche” ecc due persone possono amarsi e anche darsi molto ma nella realta’. io sono la persona sbagliata a cui fare discorsi impostati in un certo modo, Marion, e non perche’ io non creda alle possibili affinita’ elettive, al fatto che le sane dimostrazioni d’amore e di affetto (sane) non servano, anzi, ne’ non credo che ciascuno di noi, se lo sente e lo vuole, non possa fare un percorso evolutivo nella vita. ma non sono una persona adatta perche” 1) non ho una sindrome da crocerossina e un bisogno di sentirmi colei che redime attraverso l’amore. anzi, credo sia un’idea del cacchio e pericolosa nella sua inconsapevole supponenza 2) penso che nell’idea “io ti aiutero’ a cambiare cosi’ sarai veramente giusto per me’ ci sia una forte componente di controllo. non si “cambia” a immagine e somiglianza di aspettative altrui 3) Non vedo il vivere una storia disfunzionale come un valore aggiunto o una “sfida” 4) se una persona ha una dipendenza o altre cose da risolvere sue non mi gratifica l’idea che instauri con me un rapporto di dipendenza infermieristico-salvifica. per me anche il sostegno affettivo presuppone un’autonomia. anche nella vera complicita”
Analisi condivisibile sotto il profilo delle dinamiche psicologiche, che come tali tengono conto del vissuto di chi la produce. Vissuto che non esclude, per ovvi motivi, l’interazione col partner, laddove il valore delle mancanze di quest’ultimo può essere amplifica a vantaggio della decisione che sta maturando. Ma quelle finzioni che si presentano nel comportamento del traditore, possono tradursi in un comportamento incoerente che, peradossalmente vuole proteggere la sensibilità del tradito, specie quando fosse riconosciuta la buona fede di questo, come nel caso di chi sta tradendo chi gli dimostra amore.
Il punto è che così come non si può prevedere se è quando ci di innamora, allo stesso modo non si può prevedere il disinnamoramento.
Il tema è: ma se ami e sei riamato devi CONTOLLARTI.
E qui entreremmo nel delicato quanto bruto mondo degli istinti, che come sappiamo sono molto più antichi dei moti culturali. Quanto si possano controllare questi istinti non è facile dirlo, e chi ha provato queste sensazioni sa cosa voglio dire.
Un esempio di quanto la repressione dell’istiinto sessuale, sottoposti al controllo di una potente morale la fornisce la statua di Santa Teresa D’Avila in preda alle estasi. Più di uno studioso ha ritenuto che quello fosse un orgasmo, che si è manifestato sotto forma di estrema comunione col Creatire.
Teresa era una suora, giovane e le sue pulsioni trovavano sfogo attraverso i canali che le due potenti istanze le concedevano.
Se è potuto succedere una cosa del genere alla moglie di Fabrizio, quelle che tu chiami comprensibilmente come un castello di menzogne, altre non sono che la ricerca di quel “canali” per la soluzione di quei bisogni. La lotta tra le due entità, morali e istintuali, e’ probabilmente quello che ha lasciato allibito Fabrizio.
Tu hai giudicato, secondo la tua teoria, una situazione anomala, con dei parametri “normali”. Ma in questo modi avrai sempre il risultati che tu ti aspetti. Ciao
Grazie Luna, anche se non hai risposto esattamente ai miei quesiti,
Lola, lo chiedo a tutti. Sei benvenuta
“Tu hai giudicato, secondo la tua teoria, una situazione anomala, con dei parametri “normali”. Ma in questo modi avrai sempre il risultati che tu ti aspetti. Ciao”
Cosa vuoi dire ? Parla chiaro .
peradossalmente vuole proteggere la sensibilità del tradito, specie quando fosse riconosciuta la buona fede di questo, come nel caso di chi sta tradendo chi gli dimostra amore.
Sì , certo ! E’ come dire che partendo dal presupposto che niente durerà per sempre , entro in una relazione e poi , quando ,dopo un po’ , non mi sento al top , mi faccio i fatti miei , mentendo . Però , sono giustificato , in fondo , mentendo ti proteggo. Da cosa? Dal mio essere falso? Dai per favore , non scadiamo nelle “idiozie” , nude e crude. Puoi fare di meglio 😀
Marion, come puo’ un’altra persona, da fuori e in un forum, dirti con certezza se lui tradira’ sempre o con te sara’ diverso per sempre? Tu hai deciso di leggere il suo passato come una globale occasione di riscatto. Fermo che una persona non e” solo, nel bene e nel male, una sua dipendenza o coazione a ripetere ecc (ma di peso nella vita quelle grosse ne hanno) per esperienza personale l’amore da solo non fara’ per esempio di un giocatore d’azzardo uno che smette o non ci ricasca o non mette la sua dipendenza prima di te solo perche’ l’amore c’e”. Venire a patti con una dipendenza o un problema piu’ profondo (ammesso che uno lo voglia davvero) nasce da un’esigenza interiore vissuta come necessaria per se stessi prima che per chiunque altro e dalla volonta’ di affrontare realmente la cosa. secondo me nessuno cambia in tal senso per un altro ma in primo luogo per se stesso, per le ragioni che si da’. e l’amore da solo, come semplice concetto, non cambia nessuno. senno’ il mondo non sarebbe pieno di persone amate che comunque non sono mai «cambiate» e di persone che dicono di avere amato troppo. l`esempio del gioco e` unoo tra mille oma persnalmente no lapideprei un giocatore ma penderei atto che ha davvero un probkema di ludopatia con tutto cio^ checomporta. e oltre a non pensare «io lo salvero`» saprei che «ora che ti amo non gioco piu» sarebbe una palla anxhe e psino in buona fede se il problema e` profondo e non ci lavora su. e benibteso vale anche per noi stessi