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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015
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Categorie: - Archivio Interno

Ciao Marconi, sì, lo sapevo che il brano di Barry Manilow si rifaceva ampiamente a un motivo di Chopin. Ma non ne è una smaccata copiatura: lo si individua soprattutto nell’incipit e nel resto del brano esso costituisce soprattutto uno spunto per creare qualcosa di personale. Del resto, il saccheggio dei motivi classici da parte di interpreti di musica leggera risale ancora agli anni 30 e 40. Uno dei maggiori saccheggiatori è stato Freddy Martin con la sua orchestra, che si avvaleva del piano e degli arrangiamenti di Jack Fina che fra l’altro ideò la versione boogie-woogie del Volo del Calabrone di Rimski Korsakov che ritengo molto interessante e il cui ascolto propongo a te e a quanti volessero goderne, all’indirizzo
https://www.youtube.com/watch?v=a104umGyZXE
Il direttore d’orchestra in realtà era sassofonista, tant’è che nei programmi radio dell’epoca si diceva: Freddy Martin and his Singing Saxophone. Ma la parte del leone un po’ in tutto la faceva il pianista, appunto…
Roberta,
in assenza di riferimenti profondi, impossibili in una conoscenza on line, la mia interpretazione è del tutto superficiale. quasi certamente un qualcosa a cui eri già arrivata da sola.
si tratta della realizzazione onirica di un desiderio irrazionale. la piazza deserta è come un monito, a non isolarsi troppo. Lady Gaga è un accostamento della tua personalità alla sua, con l’intento d’imitarla e di averla come guida per superare un blocco di sofferenza psichica e avventurarti in ambienti più attraenti e piacevoli di quelli finora sperimentati. ancora privi, però, di elementi umani.
il sogno dovrebbe avere una valenza positiva, d’incoraggiamento e di buon augurio. se così è, al risveglio ne dovresti aver riportato una sensazione di gratificante benessere.
Urca Acqua, che dichiarazione d’amore da baci Perugina! Cosí però togli tutto il divertimento del dico-non-dico, un po’ di pepe ci vuole altrimenti sembra il voto della devota davanti al suo dio… Per carità, ognuno si sceglie i propri dei e i propri demoni, ma non è che devi convincere me a seguire la tua Vocazione! Io sono senza Fede in questa fase di vita, quindi refrattaria a qualsiasi venerazione, terrena o divina che sia.
Rossana, se vuoi aderire tu alla nuova fede dei Golemiani eh eh;)
Scherzo, please, non iniziamo ora la guerra infinita di Lad che poi vi mandano nuovamente in esilio.
Golem, ben poca roba se di me hai scoperto che ho la puzza sotto al naso e fingo di essere l’Eleonora Duse de noiartri. Mi aspettavo di meglio.
Non sei tu la Duse, Suzy Wong, e manco la Duncan. Quelle proposte sono immagini figurate di “performance” generiche, tipiche di chi a BLoaDway è alla milonesima replica del Fantasma dell’Opera, Pia.
No, stai tranquilla, se può consolarti non sei collocata così male nella mia personale “Hall of fame”. Strano che ti sia vista in quelle “vesti”. Sei solo un po’ nonna Abelarda, malgrado la giovane età. Forse ci vorrebbe un po’ di “bumba bona”, o di narda, per sciogliere l’ingessatura che trattiene la “tigra” che c’è in te. E immagino che una volta tolti i celanti sette veli -grazie alle pratiche dionisiache di cui sopra- quelle mutande cui accennavi in precedenza, non siano nè ascellari nè di cotonina, come si potrebbe immaginare dalla tua civettuola abelardità.
Stay foolish.
P.S. curioso come ieri sera l’opera straussiana riprendesse l’eterno bipolarismo amoroso femminile qui spesso trattato: sesso>amore; amore<sesso, dove le due figure di Arianna e Zerbinetta ne rappresentavano i due poli. Coincidenze.
Suzy, guarda, io non voglio convincere proprio nessuno e sto parlando solo per me e per la mia esperienza. Ho avuto modo in questi mesi (anzi ormai più di un anno) di approfondire privatamente la mia “Fede” (tramite frequenti esercizi spirituali via e-mail) e posso dire che le mie impressioni iniziali positive sono state confermate. Non si tratta certo di “venerazione” in quanto io non seguo quasi mai “i sacri e saggi precetti”raccomandati dal mio Idolo gigante d’argilla, ma mi sento ascoltata e capita e so che se ho bisogno di un consiglio imparziale posso contare su di lui. Sono peraltro convinta che se tu non fossi così “pungente e sospettosa” io e te andremmo molto d’accordo e potremmo fare un bel viaggio insieme anche senza conoscerci. Anzi prima o poi lo faremo.
Beetle,si’ il punto è proprio quello da te evidenziato. Se si superano determinati limiti si rischia di identificare come “realtà” la versione più avvincente ed edulcorata prodotta dalla nostra fantasia “privata”, sottraendo tempo e impegno alla costruzione di relazioni vere e solide che prevedono condivisione e comunicazione con l’altro dei nostri desideri e aspettative
Hahahaha Golem, e come darti torto? Appena posso faccio il riposino al pomeriggio con la coperta d’alpaca peruviana, figurati se posso negare di essere nonna Abelarda!! ( I mutandoni bianchi però ancora non li porto eh!).
Mi spiace Acqua, l’amour s’est terminé, purtroppo era solo un’illusione e non si è potuto trasformare in un maturo e razionale amore saffico. Pungente sí, sospettosa nemmeno poi tanto.
Ci hai azzeccato in pieno, rossana, complimenti…sei una tipa sveglia che riesce a capire al volo. Ma tra noi donne ci capiamo con semplicità e questo è bello…
Lo so, non ha caso ho citato “l’intimo tigrato”. Comunque che ti dicevo. Sono meglio di un interpretatore di sogni condotto o no?
🤪😢
Ah, è così hai trovato la pace interiore in quel modo. Me cojoni, é bellissimo.
Il “soogno” come filosofia di vita. Anche da svegli. Che dice Lady Gaga al proposito?
E va bene prendo atto di questo “se tu sei amica di Golem, allora io non ti resto più amica”e rivolgerò altrove le mie fantasie saffiche. Tanto ormai sono abituata ai due di picche e tendo comunque a non darmi mai per vinta: nemmeno di fronte all’evidenza demordo. Ribadisco che sei anche “sospettosa” perche’basi su sospetti I tuoi giudizi, senza preoccuparti di approfondire e verificarli. Adios.
Perchè vedi Acqua, mentre si additano i miei giudizi come approssimativi si viene approssimativizzati per pregiudizio. L’occhio non vede se stesso, è sempre così. La differenza tra il robot di terracotta e quelli di carne è che il primo, non avendo una natura umana, non finge nè le sue emozioni nè “aggiusta” le sue valutazioni per averne un indiretto ritorno, al quale è del tutto indifferente in positivo come in negativo. Robot cretaceo che contrariamente a quello che si è portati a pensare quando si è comandati dalle umane emozioni, non risente di pregiudizi “rassicuranti” per le suddette ragioni.
Mi spiace però che la tua attrazione per Aby venga mortificata dall’avermi degnato della tua stima, peraltro ricambiata.
Come vedi le dinamiche “sociali” restano immutate quando il bisogno di “riconoscimenti” non viene soddisfatto, con quell’esclusività che ci si aspetta quando questi diventano uno degli appigli ai quali appendere un’identità.
La carne è debole ma lo spirito spesso lo è di più.
Golem, che c’è non ti è piaciuto il mio sogno? Vabbè, pensa se mi sognavo la caduta delle sette vele e magari mi trovavo senza il reggiseno, sarebbe stato imbarazzante o magari ti saresti accontentato…ma nella realtà, questo ci tengo a precisartelo, io non credo proprio di cadere…anche perché sono una brava ballerina equilibrista. 🙂
Ah, dimenticavo: se non hai delle ombre, non puoi innalzare la tua luce. La pace interiore poi, non si troverà mai fino a quando non si imparerà ad ascoltare il cuore…
Bé Acqua, anche tu mi pare che non ti esimi dai giudizi sugli altri.
Io giudico ciò che viene scritto, e, in tutta franchezza, non trovo più nulla di originale e tuo in quello che leggo. Mi ricordo bene le prime volte in cui intervenivi e mi eri molto più simpatica, perché genuina, spontanea. Ora mi sembra di leggere il compito assegnato a casa che l’alunna diligente esegue, senza un minimo di rielaborazione personale. Tra l’altro non sono l’unica ad aver notato la trasformazione; anche nella diatriba tra Golem e Adam eri intervenuta completamente a sproposito solo per difendere l’indifendibile.
Ti credevo più cazzuta, tutto qui. Addirittura hai assecondato i pensieri psicopatici di altri utenti non più presenti sul sito, con quel modo da adepta che mi fa rabbrividire.
Siamo lontane anni luce, tutto qui.
E il problema non è Golem con cui mi diverto pure, sia nello scontro, che nella battuta.
Roby, mi piace tutto del tuo sogno, che la Lady Germanotta ha onorato come special guest, e mi piace pure la successiva interpretazione. Ma quello che mi piace di più sono queste tue ultime dichiarazioni: “Ah, dimenticavo: se non hai delle ombre, non puoi innalzare la tua luce. La pace interiore poi, non si troverà mai fino a quando non si imparerà ad ascoltare il cuore…”
Mi piace perchè io mi fermo ad ascoltare pancreas e a volte la milza, mentre l’unica luce l’ho innalzata ieri sera sul terrazzo in attesa della grigliata di domani. Ma non c’erano ombre perchè era già tramontato el sol. Quindi ti ammiro, anche per il fatto che come brava cardiologa laddiana, con quel tuo “speciale” stetoscopio scevro di retorica che possiedi, ascolti “quelo che te dice er core” e lo capisci pure. Io, che vuoi, anatomopatologo sono. I cuori che vedo non sono cuori. Lo furono.
Una prece.
Beetle,
per amor di chiarezza, esprimo il mio pensiero sulle “idealizzazioni”, ovvero, sulla fase successiva alle “illusioni” amorose.
L’attrazione da parte di un partner si manifesta sia su linee di condivisione materialistiche che su caratteristiche astratte, di affinità mentale. In alcuni soggetti sono predominanti le prime, legate alla vita pratica. In altri, le seconde.
Se gran parte delle prime, alla verifica dei fatti, si rivela inadeguata o deludente, ciò non annulla necessariamente anche le seconde, spesso cristallizzate e comprovate negli anni, che non possono essere destrutturate o annientate dalla volontà altrui.
Il partner che attrae, e che è amato, di solito ricambia in modo meno intenso e con minori garanzie di futura stabilità.
Per quanto mi riguarda, una parte delle idee e dei valori condivisi con il mio ex-marito non è mai venuta meno, pur non essendo più rilevante nella quotidianità, dopo la nostra separazione. Questa è anche la ragione per cui non posso rinnegare del tutto un legame che ritengo sia stato importante per entrambi.
continua…
segue per Beetle
Se viene meno la possibilità di condividere interessi/obiettivi, questo non esclude che si possa conservare affetto, stima e rispetto, non necessariamente idealizzati.
A mio avviso, il punto dirimente non sta nella qualità/quantità di aspetti personali positivi dell’ex conservati quanto nell’importanza che questi possono assumere, per chi li mantiene, nel raffronto con quelli dell’attuale partner, che andrebbe sempre evitato.
Il passato diventa importante/ingombrante soltanto quando ci si ostina a continuare a viverlo in modo troppo pregnante nel presente.
Scusa Suzie, visto che c’entra Golem, ma indifendibile per chi? Per te forse? Se è così cadi in una incoerente relativizzazione che di solito stigmatizzi all’altrui, e ciò mi sorprende dopo le geremiadi intorno alla necessità di rispettare la democrazia d’espressione. Io sono tranchant nei miei giudizi, ma questo é risaputo, ma tu no, si dice.
In cosa consisterebbe quell’indifendibile scusa, che qualcuno non la pensi come te e lui? Tu “ami” Adam, ed è bello ciò, ma non ti chiami Eve per cui biblicamente lui è l’unico masculo cui rifarsi ob torto collo, e tanti saluti e baci. Oggi, dopo milioni di anni, esistono variegate alternative a cui guardare. Calma quindi.
Vedi che piano piano i veli cadono? Gli slip tigrati si avvicinano.
Acqua,
spero ti renda conto che il tuo atteggiamento in ambito di coppia ha ottenuto rispetto, condiscendenza e comprensione negate ad altre donne, che sono state indotte “rovesciare gli intestini sul tavolo” e ad annientare le loro “illusioni”.
due pesi e due misure? in modo così netto ed evidente?
non mi sembra che questo confermi una grande coerenza, ma forse sbaglio o valuto con pregiudizio un’attitudine conciliante tesa al semplice reciproco consenso.
per quanto hai qui esposto sulle tue “illusioni”, non mi dispiace nemmeno di essere una volta tanto in relativa sintonia mentale con chi ti ricambia stima e supporto senza riserve.
scusa l’intromissione.
È arrivata la “cavilleria”.
Un’illusione o idealizzazione che sia, VALUTA un mondo che NON ESISTE, e costruire una storia con materiali inconsistenti non porta che al crollo del manufatto, che regolarmente avviene.
In analisi matematica si studia prima il “campo di esistenza” di una funzione, ed è SOLO dentro quel campo che si può “disegnarla”. Che siano ricordati i “calcoli giusti” dell’intervallo che porta alla constazione di inesistenza della funzione, non significa niente quando la funzione NON POTEVA esistere.
L’esempio matematico calza sempre, è inutile obiettare che la vita non è matematica (altra illusione) perché tutto è matematica, visto che “Dio non gioca a dadi” e che il termine “funzione” si può usare per ogni eventualità. Persino per le cosiddette emozioni. Tanto è vero che attualmente esistono robot umanoidi (non la Rossye, neh) che reagiscono con emozioni “umane”, pur essendo macchine cibernetiche, e sono fatte solo di “funzioni matematiche” e circuiti integrati. Occhio quindi a sentirsi speciali perché fatti di carne, ossa e cartilagini.
Suzy,ognuno esprime, appunto, i suoi pareri in base a quanto interpretato dagli scritti. Se trovi poco originale quello che scrivo e non ti sto piu’ simpatica, nessuno ti obbliga a rispondermi. Non credo affatto di aver subito trasformazioni: se cosi’ fosse e applicassi diligentemente da adepta (brrrr) i precetti del mio Guru, avrei gia’ risolto tutti i miei “problemi”.
Spiacente: non sono ne’ originale (anzi spesso mi fossilizzo in modo ciclico e ossessivo su alcuni argomenti),ne’ cazzuta (come te) perche’ non ci tengo particolarmente a dimostrarmi come tale. Tu sei lontana anni luce perche’ hai voluto tu prendere le distanze, ma io sono sempre qui disposta a “prenderti” come sei. Anche quanto in modo del tutto contradditorio affermi “nella diatriba tra Golem e Adam eri intervenuta completamente a sproposito solo per difendere l’indifendibile” e subito dopo: “il problema non è Golem con cui mi diverto pure…”.
Golem, indifendibile il tuo atteggiamento volutamente denigratorio e offensivo nei confronti di un utente di cui tutto si può dire, ma non certo che manchi di educazione e propensione al dialogo.
È una delle tue modalità argomentative preferite, quella di relegare gli altri a macchiette, privi di una dimensione emotiva e intellettiva degna di rilievo. Che poi mi si venga a dire che l’offesa sta nella percezione di chi si sente offeso, scusa, ma è una grandissima supercazzola. Avrai tanti pregi Golem, non lo discuto, ma la sensibilità verso il sentire altrui proprio no, eddai! Sarai sensibile a certe problematiche, perché simili a quelle che riguardano il tuo vissuto, ma appena uno si discosta un minimo, ecco che parte la duplice tattica: da una parte, se donna mansueta, la lisciatura di pelo, se uomo o donna cocciuta lo svilimento e/o insulto più o meno celato. Questo il tuo personaggio qui, quantomeno. P.S. Animalier assolutamente bandito!!!
Rossana, sono d’accordo su alcuni punti da te espressi. A mio avviso nessuno è autorizzato a destrutturare niente, se non l’interessato stesso, ma questa operazione, spesso viene vissuta come un tradimento verso qualcosa che si è vissuto, piuttosto che un’onesta analisi di ciò che è stato. Ciò fa sì che permanga una presenza ingombrante che tende a soffocare ciò che viene dopo. Chi è maggiormente amato, tende a ricambiare, ciò non toglie che “l’ingombro” vada a ledere la coppia, fino a farla morire lentamente e alla fine anche chi trascinava, smette di farlo. Tutto questo perché non si vuole dare la giusta dignità, nè al passato,nè al futuro. Spesso su questo sito ho letto commenti interminabili su astrazioni e una riga, triste e sterile sulla realtà vissuta. È il meccanismo che porta la mamma a pensare che il figlioletto sia troppo sensibile, quando in realtà è solo maleducato o a ergerlo come un vero e proprio simulacro.
Cara Suzie, “il sentire altrui”, come lo definisci tu, dev’essere accompagnato da uno stile, come lo chiamo io, lineare e coerente per essere degno di rispetto, mi hai capito, vero? Se io negli anni noto che quello stile è, diciamo, ondivago, per ragioni che non voglio neppure più indagare, a prescindere “dall’educazione”, come la chiami tu, e che io a quel punto chiamo “velo” (o vela, come cita la Robbie, altra splendida quanto recente acquisizione) io non mi trattengo. È inutile, è più forte di me, direi genetico, visto che non mi trattengo da quando succhiavo le tette di Franca, povera mamma con un figlio così.
Ho pagato molto, in termini di “carriera ufficiale”, per lo stesso motivo, e volentieri aggiungo, visto che ne ho fatta una “ufficiosa” per me prestigiosa e priva di qualuque compromesso, che in Italia, significa essersi “corrotti”. E alla fine dormo bene, sono allegro come quando avevo vent’anni e ho pure la fortuna di avere incontrato la donna che dovevo amare. Indifendibile? Sono io.
“…altre donne, che sono state indotte “rovesciare gli intestini sul tavolo” e ad annientare le loro “illusioni”.
Ma si può spiegare da dove nascerebbe la certezza di quel “sono state indotte”? Non per me che SO come sono andate le cose, ma per chi legge certe affermazioni apodittiche, che fanno parte della NOTA tendenza dell’esprimente a farsi un quadro di convenienza PROPRIO, piuttosto che ammettere che gli intestini siano stati rovesciati da entrambe le parti; durante una crisi che stava sgretolando um rapporto che era stato e poteva essere quello che poi è diventato.
E perchè si stava sgretolando? Per delle stupide illusioni su quello che si riteneva dovesse essere l’amore mentre era solo “ammore”. Inesistente perchè non ricambiato innanzitutto, e soprattutto idealizzato, a prescindere dal personaggio, ma proprio come prototipo dell’ammore dei sogni.
E così sognando sognando stava andando tutto a puttane.
Un uomo sposato degno di questo nome ha il DOVERE di “capire”. Trovare “alternative” sarebbe stato per me molto più facile. Erano pronte. Plurale.