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Grazie a Golem & Suzie, in realtà le prime battute del brano, anche se un po’ forti, forse potevano passare, ma col procedere del discorso l’amico è caduto decisamente in basso. Io non me ne offendo, francamente mi dispiace soprattutto per lui. Salutoni a tutti e a presto.
Purtroppo la mia più cara amica è morta per colpa di uno di questi assassini:
https://m.youtube.com/watch?v=VSdBE7SnuBw&t=11s&pp=ygUTVHVtb3JpIGNoZSB1Y2NpZG9ubw%3D%3D
Che cosa mi ha fatto capire la morte? Che la vita non ha senso, mi spiace ma la penso così…
La vita ha un senso chiaro solo dal punto di vista della Natura, che ci mette al mondo per riprodurci e quindi perpetrare la vita…fisica sul pianeta. Però la nostra sopraggiunta -chiamiamola così- intelligenza, tra le altre cose ci pone delle domande al riguardo, e le risposte che ci diamo per trovarvi un senso “altro” sono le più varie. Le religioni ci hanno pensato dando una speranza per l’Aldilà, imponendo delle regole che in realtà servono come controllo sociale, ma chi ha Fede ha la fortuna di credere quella speranza, e non è poco. Gli altri cercano di trovare un senso durante la vita terrena, probabilmente l’unica che abbiamo. Io faccio così.
Prendersela per quello che dice Angelo Duro è come fare i bacchettoni davanti ai pischelli che si divertono a fare i simpatici malandrini, o davanti alle ragazze che portano la minigonna. Si risulta ridicoli. Max mi sembri più intelligente di così.
Caro Stunt, non me la sono presa e non mi son sentito offeso, tant’è che la reazione che ho avuto e che ho proposto alla nostra Unione non è stata di viva protesta o di indignazione, proprio perché mi rendo conto che la satira e il paradosso hanno i loro diritti. Ma alcune affermazioni che Angelo fa in quel pezzo mettono in forse molte idee che noi abbiamo impiegato decenni a far accettare alla società e fanno trapelare un’insofferenza nei confronti della disabilità che svaluta ciò che le persone da essa affette riescono, pur con fatica, a realizzare. E con le sue parole fa credere che siano dei privilegi quelle misure che, invece, sono atte a compensare dei disagi che comunque, la persona si trova a vivere. I disabili non vogliono “fare gli abili”, come egli dice, ma vogliono cercare, con l’ingegno e con l’aiuto della collettività, di essere appunto un po’ meno disabili. Angelo, come re del paradosso, può dire ciò che vuole, ma certe idee da lui affermate vanno…
Tommy,
condoglianze per la perdita della tua amica.
Il cancro dilaga ovunque. Persi già 4 vicini e 2 parenti a causa di questa belva silenziosa. Una nipote e una vicina per ora sopravvissute…
Tutto inquinato: aria e cibo, innanzitutto, a cui si aggiungono complicazioni esistenziali a non finire, economiche, burocratiche e relazionali.
Max,
una delle prime cose da imparare nella vita è quella di lasciarsi scivolare addosso i punti di vista e le critiche di chi non può avere, per qualsiasi ragione, la nostra stima.
È qualcosa che ancora non ho finito d’interiorizzare, soprattutto se contrasti e rimproveri mi giungono da persone a cui sono affezionata o che godono anche solo in parte del mio rispetto.
Ma tu sei ben più avanti di me in questo allenamento e le battute di quel comico da strapazzo non possono che essere penose per chi ha anche solo pochi grammi di cervello pensante in zucca.
Hai fatto bene a mettere il link: si ha così modo di vedere confermata la cattiveria e la carenza di sensibilità di alcuni esseri che diventa difficile includere nel genere cosiddetto umano.
Offendere chi non ha fatto nulla per esserti ostile è già di per sé riprovevole. Lo diventa molto di più quando va a colpire chi già fatica a sostenere anomale difficoltà, qualsiasi esse siano.
Solo che Duro non è un pischello, è fare satira utilizzando i “problemi” fisici di altra gente, oltre ad essere di mediocre livello è da vigliacchi. E di quella satira, chiamiamola così, può riderne solo chi di quel livello lo è di suo. Purtroppo molti, troppi come ho anticipato.
Solo che Duro non è un pischello, è fare satira utilizzando i “problemi” fisici di altra gente,
Che poi lui è pure belloccio, facile così, ragione per cui non lo guardo
Max io penso che Angelo non stesse facendo un discorso discriminatorio verso chi ha degli handicap ma anzi inclusivo, come a voler dire: io non ti tratto come un povero sfortunato ma come un mio pari, perché tale ti considero. Quindi ti rispetto molto di più di chi ti tratta da poveretto. Infatti nella parte conclusiva lui accenna ai maranza, ai diversamente pensanti della nostra società riferendosi al fatto che la vera disabilità è quella: l’ ignoranza. E non l’essere ciechi, sordi, paralizzati, ecc… Lo so, sono sottigliezze che non tutti sono in grado di cogliere. E infatti è per questo che la comicità di Angelo Duro non è per tutti, non è per la massa.
Ma il punto non è che fa comicità sulla disabilità, bensí che le battute fanno pena. Non è per tutti, sicuramente. Me lo ricordo dalle Iene, mi è sempre sembrato un cretino.
Bè, è un’interpretazione soggettiva quella dell’inclusione molto soggettiva. Se non l’ho capita io, che ho la fortuna di avere la vista, Max ancora meno, e lui, al contrario di me, non è rozzo e massificato.
Sicuramente non è per tutti quella “satira”, ma non lo è nei termini opposti a quelli che citi, e per le abbondanti ragioni “intestinali” che ho citato.
I Monty Phyton la sfiorano, ma quella è così raffinata e intelligente che davvero non è per la massa. Quella però.
Stunt, hai ragione, noi persone con disabilità non pretendiamo né la compassione né tantomeno l’approvazione a prescindere. Anche noi vogliamo essere trattati per ciò che valiamo e essere richiamati all’esigenza di comportarci in modo socialmente compatibile. Ribadisco che non ho né avuto io stesso né promosso in altri una reazione piccata e offesa allo sketch di Angelo, in esso critico: 1. Il fatto che egli ci rimproveri per comportamenti che conseguono al nostro stato (il chiedere informazioni su ciò che ci circonda mira a compensare il fatto che, appunto perché non vediamo, rischiamo di rimanere isolati ed estranei); 2. Se abbiamo alcune agevolazioni come i parcheggi riservati o un contributo dallo Stato, queste son misure atte a compensare un disagio nel quale, comunque, viviamo; 3. Non vogliamo “fare gli abili”, ma vogliamo cercare di essere un po’ meno disabili. E questo grazie al nostro ingegno e grazie all’aiuto della collettività e di chi ci sta vicino.
Rossana, quella belva silenziosa doveva essere fermata già da prima, il problema è che lo stato preferisce sprecare i soldi in caxxate strafregandosene di tutti quanti noi comuni mortali, per questo spero solo in una giustizia divina!
Viviamo in un mondo falso purtroppo rossana.
Al nostro Presidente ho suggerito di non optare per una risposta indignata al pezzo di Angelo ma piuttosto, di invitarlo a conoscere un po’ più da vicino la nostra realtà, aderendo ad alcune iniziative che vengono organizzate appunto per sensibilizzare le persone vedenti verso la nostra situazione. Ad esempio, può essere utile partecipare ai Percorsi al Buio, nei quali gruppi di persone vedenti vengono guidati, da ciechi, a effettuare percorsi al buio completo, sperimentando i diversi tipi di ambiente (strada tranquilla o col suono degli uccellini, strada trafficata e piena di rumori assordanti, marciapiedi ingombri di ostacoli ecc.). Oppure partecipare a una Cena al Buio, nella quale le persone vedenti si trovano a consumare un pasto al buio, servito da persone cieche, dovendo capire come si affronta senza vedere l’uso corretto delle posate, il riconoscimento del cibo, il versare bevande da una bottiglia ecc. Il tutto senza tristezze e in un’atmosfera serena e incoraggiante.
Max, sei un delizioso signore.
La tua elegante replica al tentativo di Stuntman di far passare come intelligente, in quanto “inclusiva”, quella specie di “cinepanettone” cabarettistico, è una lezione di raro stile.
Nel tuo caso, ma non solo nel tuo, avendo avuto io in ufficio un Davide non vedente, spiritoso e ironico sulla sua disabilità e che spesso accompagnavo al bus che lo riportava a casa, viene dimostrato come certe “disabilità” conferiscono abilità che certi “abili” non potranno mai avere.
Non voglio farlo, ma potrei inventarmi -immaginandomi non vedente- dieci scenette sulle disabilità di un vedente come quel pirla di Duro.
Grazie Max per la tua gentile e intelligente risposta, molto ma molto più interessante di altri commenti che ho letto, scontati e banali. Non so guarda, io non faccio il comico e non è che me ne intendo molto, ma personalmente non ho visto in quel monologo un reale intento di colpire le persone disabili. Magari Angelo avrebbe potuto utilizzare parole e frasi diverse, meno fraintendibili, ma è anche vero che così facendo non sarebbe stato il suo stile, non sarebbe stato lui. E forse tutto il discorso avrebbe perso di quel significato e di quella carica che lui ha voluto dargli. Secondo me lui non sfotteva i disabili, ma l’ atteggiamento ( e i pensieri ) che molti hanno verso di loro.
Tommy, mi spiace per la tua amica. Lo Stato però non è Dio, non è un’entità astratta che plasma i nostri destini muovendoci come marionette inermi. Lo Stato siamo tutti noi, singolarmente e come collettività, e pertanto abbiamo responsabilità di ciò che ci accade. Tanto per fare un esempio : tanta bufera sulla “costrizione” vaccinale durante il Covid e sull’incapacità del Sistema sanitario di far fronte ad un evento pandemico. E ora? Va tutto bene? Ora la sanità è messa addirittura peggio del periodo ceitico, ma nessuno se ne indigna, nessuno se ne preoccupa, se non quando ti ammali perché lo screening preventivo sulle forme tumorali curabili è stato sospeso, oppure le cure disponibili non vengono somministrate a tutti perché troppo costose, o ancora ti accorgi che in ospedale tutte le procedure standard stabilite dalle aziende sono volte al risparmio e quindi si evitano emocolture pee individuare batteri specifici, si rimandano esami costosi e nel frattempo i ricoverati muoiono.
Purtroppo ne ho recente esperienza diretta : mio padre ce lo siamo portato via perché il degrado dei reparti in cui era ricoverato faceva accapponare la pelle. Tutto ciò unito a personale non adeguatamente formato (soprattutto dal punto di vista umano), disinteressato alla cura del paziente, incapace di relazionarsi coi parenti. Un ambiente di menefreghismo diffuso, di infermieri e OSS ciondolanti nascosti in qualche stanzino pur di non essere disturbati. Un quadro davvero desolante. Mi immagino tra l’altro quelle persone anziane che non hanno nessuno a vigilare come possano essere trattate. Ci vuole un cambiamento radicale, persone motivate, formate e adeguatamente retribuite, che vengano incentivate a fare il proprio mestiere in modo dignitoso per sé stesse e per i pazienti. Ci vogliono soldi, vero, ma anche educazione e cambiamento di paradigmi.
Tommy,
più che d’accordo con te: si guarda alla crescita del PIL e all’avere sempre di più a livello individuale, trascurando gli aspetti più importanti nella vita di tutti quelli che per salvaguardare la loro salute dipendono dall’assistenza sanitaria di stato.
Golem e Stunt, grazie a entrambi per le gentili risposte le quali, da angolazioni diverse, dicono cose sulle quali sono sostanzialmente d’accordo. Ribadisco che per me il monologo di Angelo non costituisce un problema in quanto tale, poiché lo considero come un esempio di paradosso e di iperbole che sono insiti nella satira e nella comicità. Però certe idee da lui espresse tendono a diffondersi, in modo più o meno subdolo, in contesti più “seri”. E questo è ciò che, pur con la leggerezza del caso, chi si occupa di disabilità cerca di contrastare.
“Secondo me lui non sfotteva i disabili, ma l’ atteggiamento ( e i pensieri ) che molti hanno verso di loro”.
Vabbè, quando si vuole far passare per bravo un cialtroncello che cerca di fare il comico senza averne il talento.
Non sarà un commento intelligente, ma la realtà è quella.
D’altra parte oggi, con la bulimia mediatica che c’è, anche se fai un monologo con le scoregge traverai qualcuno che ti segue e ne ride. Ma sempre di scoregge si tratta.
‘Tommy, mi spiace per la tua amica. Lo Stato però non è Dio, non è un’entità astratta che plasma i nostri destini muovendoci come marionette inermi. Lo Stato siamo tutti noi”
Lo stato siete voi statali, Suzy
Max, ripeto, sei troppo signore. La buona comicità, o satira, che dir si voglia, utilizza “caratteristiche” particolare dei soggetti di cui ridere, vedi l’uso che ne fa Crozza quando fa la caricatura di De Luca o Feltri, che fanno parte dell'”essere” del soggetto, di cui questo ignora la presenza. Richiamare per ridere comunque, “mancanze” che invece sono ben presenti a chi ne oggetto, è cosa da mediocri.
A me comunque non fa ridere. Sarò massificato?
Suzanne, io credo che a questo punto l’unica opzione che ci rimane è la ribellione, solo così cambiano le cose altrimenti andrà sempre peggio. Vedi dove buttano via i soldi? PIL e spese militari, anziché spenderli per fermare una buona volta per tutte questo maledetto assassino chiamato cancro che ha ucciso la mia migliore amica. E sinceramente a me questo cancro mi spaventa più del Covid perché per qullo non c’è vaccino che tenga, nemmeno con la chemioterapia fermano quel bastardo. Sono traumatizzato, questa disgrazia mi ha segnato la vita per sempre, mi ha portato via l’unica amica che per me era come una sorella.
Sai Max, se c’è una cosa che ho imparato nella vita è diffidare di chi a parole dice di essere buono, generoso e protettivo con i più sfortunati. Di solito questi sedicenti samaritani non fanno altro che portare abilmente una bella maschera, ma nella loro vita privata si guardano bene dal praticare quello che predicano. Forse l’intento di Angelo Duro era proprio quello di veicolare l’attenzione sui disabili, proprio perché quasi tutti se ne fregano di loro. E se lo ha fatto mettendosi peraltro in una posizione scomoda, non è che da encomiare.
Stuntman, perdona se mi intrometto, ma “lo vuoi” proprio bene a ‘sto Angelo Duro, per arrivare a immaginarne una iperbolica quanto raffinatissima capacità di fare della “buona” morale con quella “particolare” satira. Tutto per mettere alla berlina l’ipocrita moralismo dei buonisti mentre si ride dei ciechi dei sordi. Certo tutto è possibile, pur sempre nei limiti della possibilità che “l’ermetismo” del messaggio venga recepito, ma credo proprio che qui siamo nel campo delle pareidolie.
Indomma, un po’ come i devoti alla “Maronna” che ne vedono le sembianze nelle macchie di umidità del bagno. Vedono la Maronna, ma sempre macchie sono.
Caro Stunt, apprezzo l’intelligenza delle tue argomentazioni ma molti passaggi del discorso di Angelo Duro proprio non posso accettarli. Poi, come ho già detto più volte, la mia reazione non vuole essere di indignazione o di offesa ma cerca di improntarsi su un registro più “lite”, ma nel merito, quello sketch proprio non lo posso condividere. Vorrei far presente che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la cecità come la più grave, o almeno una fra le più gravi forme di disabilità. Questo può sembrare paradossale, perché chi è affetto da tetraplegia o da SLA conduce una vita indiscutibilmente pesante e sofferta. Ma non possiamo dimenticare che il 75 per cento delle informazioni che riceve il cervello proviene dalla vista, per cui la mancanza di un canale che fornisce una quota così elevata di informazioni non può non avere ripercussioni pesanti nella quotidianità e nell’organizzazione percettiva e cognitiva di chi si trovi in questa condizione.
Ovviamente le strategie compensative, che ci permettono di condurre una vita accettabile, ci sono e portano ad ottimi risultati, ma non si può dimenticare che ciò avviene con enormi sforzi e con una capacità di organizzazione di pensiero e azione che ai vedenti è richiesta molto meno. E la compensazione, anche là ove porta a risultati brillanti, non sarà mai completa, proprio perché ciò che manca incide per una percentuale molto forte. Non è questo né il tempo né il luogo per dare esempi di ciò che qui ho affermato: chi vorrà saperne di più potrà chiedermelo nello specifico o, meglio ancora, potrà contattare la nostra Unione per aderire alle iniziative che ho menzionato nei miei interventi precedenti (Percorsi o Cene al Buio). Queste iniziative non puntano a suscitare mera compassione, ma a far sperimentare potenzialità e limiti di una condizione che molti credono di conoscere ma che, proprio perché ha a che fare con la percezione, presenta dinamiche di funzionamento sue proprie.
Max, Angelo Duro ci è andato giù troppo duro. Però vorrei affrontare la tematica che ha sollevato, facendo l’avvocato del diavolo. Conosco alcuni disabili, impiegati come categorie protette, che sul posto di lavoro si approfittano della loro disabilità, pretendendo cose che a loro non spettano. È giusto tutelare una persona che ha un problema, ma andare oltre assecondandoli in tutto non fa bene a nessuno. Poi aggiungiamoci che le pari opportunità ti tormentano se hai scritto una circolare rivolgendoti a “tutti i dipendenti”, anziché “tutti i dipendenti e tutte le dipendenti”.
Per il resto Angelo Duro ha detto delle cattiverie. Mi metto nei panni di un non vedente che ascolta il cabaret di Angelo. Resterei male a sentire la battuta sprezzante che i non vedenti gli rompono le scatole, chiedendogli dove sia il gradino. Penserei:”Ma chi gli ha mai chiesto niente?!” Che poi sarebbe come affermare che gli anziani
mi stanno sulle palle perché chiedono un aiuto per alzarsi dalla sedia. Non ci trovo niente da ridere, è disprezzo immotivato nei confronti di una categoria di persone, solo perché sono diverse.
Sono tematiche troppo delicate
Partendo dal presupposto che si deve poter ridere su tutto e tutti, c’è chi è capace a fare il comico e chi no. Questo tizio semplicemente cavalca la tendenza attuale secondo cui sei piú figo tanto piú ti spingi a dire cose “fuori dal coro” perché “tu sí che hai il coraggio”. Basta leggere i commenti sotto il video per far naufragare immediatamente la tesi di Stuntman ; diciamo che lo si ringrazia per dire quello che tutti penserebbero. Io non credo di essere particolarmente nobile d’animo, ma se un cieco mi chiedesse indicazioni non mi sembrerebbe una drande scocciatura ecco. Poi capisco che la gente sia sempre piú cinica, ma almeno lo fosse con eleganza e intelligenza. No, solo burinaggine oltre misura. Max, se mi inviti ad una cena al buio con te, ci vengo con molto piacere!
Insomma, spero di essere stato chiaro. Non condivido quegli sketch, ma ho approfittato per discutere di un fenomeno, peraltro non esattamente quello tirato fuori da Angelo, che in certi casi ho notato accadere con persone disabili in generale di un’azienda, non solo con i ciechi, anzi, a pensarci bene quelli ciechi non fanno parte dei dipendenti che si approfittano della loro disabilità. Dipendenti con salute a rischio che pretendono lo smart working ora che l’emergenza COVID-19 è terminata. Non accettano il lavoro agile, perché presuppone un orario di servizio e quindi dovrebbero rispondere al telefono da casa, mentre lo smart working consente più libertà. Il resto della satira di Angelo sui ciechi è sprezzante. Hai ragione, è inaccettabile.
Tommy, mi unisco al tuo dolore. Deve essere terribile.
Devo ancora risponderti al video. Da metà ferragosto sto lavorando poco e frequento LaD quando lavoro. Devo anche dare altri consigli a Rapunzel. Il poco tempo in cui ero su LaD…
Putroppo è andato per rispondere a quei due babbuini di Bad e Marconi. L’altro giorno ho anche perso tempo per scrivere ad OLLA, ma non ha risposto. Dedicarle il mio tempo è stato come dare perle ai porci, se sapevo che non rispondeva scrivevo subito a voi invece che a lei.
Trader, non devi, fai solo quello che ti senti di fare, io non credo di avere più la forza di andare avanti, ormai sono finito nel vero senso della parola, questo tipo di disgrazie sono troppo devastanti.
Angelo Duro si lamenta dei ciechi per due motivi. Il primo, gli dà fastidio doverli aiutare indicandogli la presenza di uno scalino. E subito mi chiedo: Angelo, quante volte ti è capitato di dover aiutare un cieco? Tra vicini di casa fastidiosi, automobilisti che mi tagliano la strada, colleghi, utenti di LaD mascalzoni, i ciechi sono l’ultima categoria di persone che mi danno fastidio. Angelo invece li classifica tra i rompiscatole. Allora tutti gli esseri viventi in difficoltà, bisognosi d’aiuto, dovrebbero infastidirci: un bambino che si è perso, una persona che ha fatto un incidente. Che palle, c’è un tipo che ha appena avuto un infarto, devo perdere tempo per chiamargli l’ambulanza!
Secondo motivo: i ciechi sarebbero dei privilegiati. Ebbene, qua rimando al mio primo commento di questo tema.
Errata corrige del comm. 18934: no lavoro agile, bensì telelavoro. lavoro agile e smart working sono la stessa cosa. Il telelavoro presuppone un orario preciso, in cui devi rispondere al telefono. Lo smart working no, quindi lo smart consente di sparire nel nulla.
La comicità di Angelo Duro non viene capita da tutti proprio perché non è per tutti. Chi lo critica non accetta di riconoscere di far parte di quel pecorame abituato a ragionare così come il sistema gli ha insegnato, cioè fermandosi alla superficie e omologandosi a quel pensiero unico che promuove il buonismo di facciata. Purtroppo siamo circondati da queste persone, siamo abituati a interfacciarci con loro tanto da assorbirne la forma mentis. Ed è il motivo per cui nemmeno chi come Max si distingue dal gregge, riesce a cogliere che AD nei suoi sketch utilizza i paradossi, afferma cioè una cosa ma il realtà vuole esprimere tutt’altro. Ma sono appunto raffinatezze che non tutti possono cogliere.
Quindi se mi divertono i fratelli Marx e i Monty Phyton, e se persino i Jackal mi fanno ridere, ma non Angelo Duro, che anzi mi provoca un moto di fastidio, mi devo automaticamente considerare un pecorone. Questo perchè non ne saprei cogliere certe “raffinatezze”.
Bè, che questo Duro sia diventato persino un indicatore di Q.I. è cosa con cui l’umanità dovrá ormai fare i conti.
Che ridere. “Pensiero unico, pecorame, buonismo di facciata”, caspita che pensieri originali. Mi ci gioco anche la testa su chi li ha partoriti eh eh. Non si sfugge dalla propria identità, anche cambiando mille nomi.
Non so, Stuntman. Angelo Duro ha parlato chiaro. Stai dicendo che Angelo Duro parla nel linguaggio delle donne: no=si, si=no; alla domanda “che succede, che hai quella faccia?” La risposta “niente” significa “sono arrabbiata nera con te”.
Non so.
Mi dispiace molto, ma la raffinatezza e il messaggio profondo di Angelo Duro, pur con tutto l’impegno, non riesco proprio a individuarli. E sì che, mi si perdoni l’immodestia, del paradosso e dell’iperbole ne son sempre stato innamorato e credo di intendermene. Ancora ancora avrei potuto apprezzarlo e farci su una bella risata se avesse fatto un discorso del tipo: “Ma quelli che appena vedono un cieco, o lo sentono cantare, trac! subito ne fano un Caruso nato, ecc.” Ma egli parla di: “I ciechi”, soggetto. “I disabili sfruttano…”, soggetto. Come avrebbero reagito, per esempio, i gay a fronte di uno sketch similare rivolto a loro? E io, pur invitandoli a una reazione composta e misurata, quale quella che ho avuto io stesso, avrei comunque condiviso il loro disappunto. Niente denunce, niente censure, niente bavagli, per carità! Ma che uscite simili sono quanto mai inopportune e sono ben lontane da una satira di buon gusto, credo si possa dirlo, senza tema di passar per pecoroni.
Suzanne ma qui tutti usiamo nomi di fantasia. O mi vorrai dire che Trader, Golem e Suzanne sono nomi veri? Il problema non è cambiarsi il nome, ma portare più maschere facendosi chiamare sempre allo stesso modo.
Trader vuoi dire che Angelo Duro si sia ispirato alle donne? Beh sì può essere 😆
A questo punto che Angelo Duro vi possa prendere per mano e portarvi nel tempio della notte tra sogno e realtà dove il suono nasce morbido e sicuro…. E che sia libero…. E che sia Duro. 🙂
Be’, un paio di cose ironiche sui ciechi ve le dico io, proprio per dimostrare che non siamo contrari alle battute su di noi. Un cieco che esplora con le mani la grattugia del formaggio: Ma che cavolo hanno scritto qui sopra, non si capisce niente! E quali sono i cioccolatini preferiti dai ciechi? I Gianbuiotti!
“Suzanne ma qui tutti usiamo nomi di fantasia. O mi vorrai dire che Trader, Golem e Suzanne sono nomi veri?”
Stuntman, che c’entra la tua affermazione con quanto detto da Suzanne? Certo che il mio nickname è un nome di fantasia, che peraltro è la mia professione, ma uso solo quello. Non ho bisogno di difendermi da solo scrivendo con altri nickname. E la mia maschera è sempre la stessa. Perciò di chiedo di non tirarmi in ballo facendo insinuazioni generalizzate. Io sono una persona sincera e coerente.
A questo punto ho le idee chiare: mi dissocio dal pensiero di Stuntman. Come avete notato, prima di giungere a questa conclusione, ci ho pensato. La mia è una scelta ragionata, non è il frutto del condizionamento del sistema, né del gregge.
Trader ma mica mi riferivo a te. Né a nessun altro, facevo un discorso generale. Mi sembrate tutti un tantino tesi, ragazzi rilassatevi! La vita è bella. Malgrado tutto.
Max carina la battuta🙂
Stuntman e Paolo, dobbiamo attenzionare le new entry perché in passato abbiamo subito una situazione caotica a causa di una baraonda di utenti sbucati dal nulla che ci attaccavano. Peraltro voi vi siete subito posti come antagonisti.
Vi chiediamo quindi una presentazione per assicurarci che non destabilizziate il clima. A mia volta vi fornirò una mia presentazione. Se gli altri vorranno fare una loro presentazione, ben venga.
Sono laureato in economia, faccio il trader professionista e l’ASPP di una grande azienda come secondo lavoro, professione per cui le aziende richiedono almeno la laurea triennale in ingegneria. Qua ho conosciuto validi utenti, dal quale posso imparare molto. Molti sono laureati e anche chi non ha la laurea è molto intelligente. Golem è architetto in pensione e ha grandi conoscenze in ogni campo. Max e Suzanne sono laureati in filosofia. Max e Suzanne sono laureati in filosofia. Suzanne per me è come una sorella: ci litigo sempre. Rossana è una donna sensibile
E di grande esperienza.
Il giovane e caro Tommy.
Torniamo a me. Come dicevo, sono un trader di provincia, faccio un lavoro meraviglioso, il trader, aiutandomi a fare anche un secondo lavoro.
Il trader è un lavoro impegnativo, anche se lo faccio a casa vestito come voglio, anche in pigiama.
Ieri di prima mattina sono andato nel bosco per riflettere sui miei investimenti. Ho incontrato una famiglia di quattro mufloni o qualche specie analoga, non me ne intendo. Avendo paura che mi aggredissero, sono tornato indietro. È un mestiere pericoloso, il mio!
“Trader ma mica mi riferivo a te. Né a nessun altro, facevo un discorso generale.”
Appunto, parlando in generale ci hai compreso tutti, seppur senza nominarci personalmente. Infatti ho detto che hai fatto delle insinuazioni generalizzate. Essendo generalizzate, arrivano a tutti: a Suzanne, Golem, Max e me. Non si fa così. Anche per questo motivo è suonato il campanello d’allarme. Potresti essere un utente difficile e quindi dobbiamo attenzionarti.
Stuntman, stai continuando ad irritarmi. Su LaD sei una burba appena arrivata, porta rispetto per i veterani. 🫵
Trad, abbiamo il dovere di citare anche gli altri protagonisti che rendono vivace il contesto, come l’ineffabile Geigei Bad von Karism e i suoi seguaci. E anche quelli che purtroppo non compaiono più, come Passante, Walker (?) e il resto della truppa, di cui non ricordo più i nomi tanto si somigliavano nella comune, strenua ricerca del loro quarto d’ora di notorietà.
È inutile negarlo, ma questi soggetti sono e restano molto importanti per il gioco delle parti che si veniva a creare nella, diciamo, interazione dialettica.
Nessuno s’offenda, ma io diletto la mia parte diciamo, nobile, se incrocio un finedicitore dalla raffinata quanto feroce intelligenza, com’era l’insuperabile Professor Yog, ma essendo anche in possesso di una dichiarata vena sado-laidochista, devo dire che uno come Bad, con la folta schiera dei suoi epigoni, non mi fanno godere di meno.
E poi, la “poesia” che mi hanno ispirato, come dimenticarlo.
E di questo sarò loro sempre grato, perchè non lavorando più, come loro né incontro sempre meno. E solo IO lo sa quanto mi sono divertito. Con loro.