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di LAD

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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015

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Categorie: - Archivio Interno

24.294 commenti

  • 9351
    Suzanne -

    Insomma, ciascuno di noi sceglie quali piccole o grandi illusioni possono rendere più intensa la propria vita, l’unico vero problema è quando questo meccanismo ci sfugge di mano e ci ritroviamo vittime delle nostre stesse costruzioni mentali, perdendo l’ancoraggio con ciò che si può definire realtà ( e anche qui si potrebbe aprire una discussione infinita su come definirla).
    Insomma, siamo tutti sulla stessa barca, che ci piaccia o meno.

  • 9352
    rossana -

    Beetle,
    non metto in dubbio che dall’esterno si possano trarre deduzioni o conclusioni sulla persona o sulle sue “illusioni”. spesso lo si fa anche su chi non si conosce che per via indiretta o per sentito dire…

    per quanto mi riguarda, penso che se non si sono vissute le stesse esperienze, o almeno vagamente affini, preferibilmente nella stessa epoca, sia pressoché impossibile centrare le sensazioni e i sentimenti del prossimo.

    ciò vale anche per le amicizie, come tu stesso hai affermato. ognuno è un mondo a sè, con il proprio modo di essere e di sperimentare/valutare quanto lo circonda, a cui dovrebbe potersi accostare senza l’impegno di mettere TROPPO in azione il raziocinio: altrimenti, a mio avviso, si può parlare di buon senso, di rispetto della parola data e dei sentimenti altrui, approcci più affini al dovere che al volere.

  • 9353
    Golem -

    Beetle, siamo sempre lì, è questione di esperienze. Per quanto possa sembrarti presuntuoso, io SO, senza poterlo dimostrare, per le ragioni appena accennate, che la mia storia sarà per sempre. Il perchè lo so io e lo sa lei, è un aspetto della nostra coppia che potrebbe essere compreso solo se si fossero vissute le fasi della costruzione del rapporto che ci unisce. Non è quella “certezza” emotiva che fa fare dichiarazioni eterne a chi è in preda di quel trip ormonale, ma nasce da una consapevolezza di natura più profonda, che include la personale libertà e volontà di amare (ti VOGLIO amare, e amo farlo) e esclude le suggestioni effimere che NON possono superare quel patrimonio di intesa, stima, affetto, desiderio e piacere umano e sessuale che si è accumulato nel tempo.
    Quando si raggiunge quel raro “climax”, lo mantieni per anni, e ogni giorno lo constati con piacere, tutto diventa chiaro, e capisci la differenza tra la speranza illusiva e la verità. Ma ripeto, ci vuole fortuna e poi volontà .

  • 9354
    Golem -

    Suzy. “…ciascuno di noi sceglie quali piccole o grandi illusioni possono rendere più intensa la propria vita, l’unico vero problema è quando questo meccanismo ci sfugge di mano e ci ritroviamo vittime delle nostre stesse costruzioni mentali…”

    E’ chiaro. Ma succede spesso che si arrivi a vivere “solo” di quel meccanismo credendolo vero, se si ha solo quella realtà a disposizione. E a quel punto è come vivere in un sogno, dove in un momento sogni di volare e ti senti capace di farlo solo volendolo. in quel momento, la perdita di contatto con la famosa realtà ontologica può prendere due direzioni, o diventando un poeta, o uno spostato. Ma è più facile che accada la seconda ipotesi credendo di appartenere alla prima.
    Proprio ieri guardavo una retrospettiva su Alda Merini, che è passata alternativamente da entrambe le fasi, sino a chiedere essa stessa di essere internata in manicomio, per quanto era preda di quella alternanza tra veglia e “sonno” dell’anima.
    Ma era Alda Merini.

  • 9355
    Golem -

    Beetle. Trovo sempre interessante come alcuni di noi imparino con apparente soddisfazione dall’esterno, attraverso letture o esperienze indirette, e lo stesso ambito, esterno, non lo si ritenga adatto ad insegnare alcunchè in altri momenti. In quel modo le ragioni pregiudiziali che evidentemente agiscono in quel discrimine -in positivo o in negativo che fossero- non possono insegnare nulla. Confermano solo quello che si pensa di sapere giá o che preferiamo sentire.
    In definitiva, e per chiosare in parte l’aspetto relativo alle variabili umane cui accenni, se la gente fosse davvero un mondo a sè, e quindi quasi “impossibile” da decifrare, le mode e la pubblicitá non esisterebbero come fenomeni sociali. Siamo noi che pensiamo di essere unici quando invece siamo banalmente prevedibili e, ripeto, condizionati dal “software” che la vita e gli istinti ci hanno fornito. Che noi spesso elaboriamo e magnifichiamo nella realtà come un unicum assolutamente ed esclusivamente “nostro”. Un’altra illusione?

  • 9356
    Acqua -

    Crearsi delle aspettative è un meccanismo insito e naturale nell’indole umana. Si tende, inizialmente, a proiettare in modo istintivo sulla persona amata i propri desideri. A seconda dell’effettivo grado di corrispondenza tra il reale e l’ideale si potrà parlare o meno di idealizzazione e illusione. Alcuni induvidui sono realisti e vedono l’altra persona persona per quella che è, accettandone di buon grado le discrepanze col proprio “ideale”, altri tendono ad ignorare (anche per molto tempo) tali discrepanze continuando a sperare che nel tempo si possano progressivamente attenuare. Un certo grado di cambiamento e reciproco adattamento è auspicabile e positivo, ma è ovvio che i tratti principali della personalità ed i valori di base della persona rimarranno immutati.

  • 9357
    Acqua -

    Di conseguenza una scelta di amore consapevole andrebbe fatta attraverso dialogo/confronto, nel momento in cui cala o cessa l’effetto “dopante” dovuto all’attrazione fisica/fisiologica iniziale (che tende ad indurre automaticamente l’idealizzazione o la convinzione della sussistenza di”affinità mentali”). Il più delle volte è raro essere così sincronizzati e quindi alcune persone preferiscono continuare ad illudersi per evitare sofferenze e distacco o rinuncia del proprio sogno o ideale.

  • 9358
    Acqua -

    Di conseguenza una scelta di amore consapevole andrebbe fatta attraverso dialigo/confronto, nel momento in cui cala o cessa l’effetto “dopante” dovuto all’attrazione fisica/fisiologica iniziale (che tende ad indurre automaticamente l’idealizzazione o la convinzione della sussistenza di”affinità mentali”). Il più delle volte è raro essere così sincronizzati e in generale alcune persone preferiscono comunque continuare ad illudersi per evitare sofferenza o allontamento dai propri sogni iniziali.

  • 9359
    Golem -

    Insomma, Agua, l’illusione in fondo potremmo assimilarla metaforicamente a quella famosa “sabbia” nella quale spesso si ficca la testa per non farsi “vedere”… dalla realtà. Cioè dalla vita in definitiva.

  • 9360
    Roberta -

    Io non voglio più illudermi di niente ormai perché sono stanca. Quindi ho solamente bisogno di prendermi una bella vacanza rilassante, voglio restare sola e in santa pace, solo questo desidero…staccare la spina da tutto quello che per me è opprimente…

  • 9361
    beetlejuice -

    Golem, non sarò certo il primo a dirti (e nemmeno l’ultimo) di essere consapevole che la tua storia sarà per sempre, ma è appunto la tua, fatta sicuramente di sentimento sincero, fortuna, esperienza.. È porla come campione universale dell’autenticità che non mi trova d’accordo.
    Sono convinto anche io che il ventaglio dei sentimenti umani sia grossomodo lo stesso per tutti, è la diversità di ciascuno di noi (caratteriale, genetica, dei vissuti..) a scombinare la carte.

    Rossana, il problema del tuo punto di vista è che, teoricamente, nessuno può parlare di nulla eccetto il proprio vissuto, non ha quindi senso intavolare nessun confronto, se tanto “non facciamo a capirci”

    Acqua, parafrasando Clint Eastwood, vedo che sei tornata armata a dovere questa volta 😁

    Suzanne, concordo!

  • 9362
    Golem -

    Sì Beetle, quello è chiaro, ma se mi batto contro le illusioni, è proprio perché solo riconoscendole come tali si può puntare al “forever”. Cosa che può essere di tutti, se LO SI VUOLE davvero. Invece c’è chi delle illusioni ne fa sia una “giustificazione” che uno stile di vita, sia vedendosi per ciò che non si é (ma credendo di essere) che proiettando la stessa visione “idealizzata” sul partner. É logico che poi, a luci spente e a “proiezione” finita, si facciano i conti con la realtà. E quella non mente, quella È. E quella ti dice chi sei e cosa hai fatto, senza pietà.
    Ma come dice sorella Acqua, accade che “alcune persone preferiscono comunque continuare ad illudersi per evitare sofferenza o allontamento dai propri sogni iniziali”. Ma alla fine, se é vero che siamo artefici del nostro destino, semplicemente non si vuole fare il consuntivo con la vita. Cosa diceva Lao Tze: “Un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa”. Esempi ce ne sono.

  • 9363
    rossana -

    Beetle,
    i concetti generalizzanti sono utili per fare confronti, appunto in linea generale, ma non si possono calare come armature indistintamente su tutti i casi che contengono la stessa radice.

    nè tutte le problematiche di coppia si possono risolvere con l’applicazione della stessa “medicina”, come per il raffreddore. il sintomo può essere lo stesso ma ogni soggetto l’affronta a modo suo, compatibilmente con le reazioni del partner.

    a mio avviso, le donne pensano e agiscono con modalità e attitudini diverse da quelle degli uomini. non sono TUTTE stupide illuse. ognuna rientra in questa umana condizione con entità e profondità diverse, che dev’essere in grado di elaborarsi da sola. non è che di utilità di facciata la gelosia retroattiva di un uomo con l’intento di ricondurle sulla retta via. per me, si è attratti e si ama per ragioni ogni volta diverse, difficilmente assimilabili.

    continua

  • 9364
    rossana -

    segue per Beetle

    in amore, come in amicizia, si prende o si lascia. gli aggiustamenti imposti sull’altro non servono che a prolugangare l’ambiguità e l’incertezza del rapporto.

    spesso riporto il discorso del momento sul caso in questione a causa del massiccio tentativo, qui quasi coatto, di ridurre ogni complessa relazione di coppia alla stupidità dell’inevitabile innamoramento e alla anche peggior stupidità delle “illusioni” che questo comporta. sembra che non esista altro di più deleterio e inutile, come se queste componenti si potessero evitare o razionalizzare a piacere.

    si è tutti esposti all’influenza del contesto sociale in cui si vive ma niente può essere accettato e incamerato nella stessa misura, nè esiste una sola esperienza pregnante d’amore, cioè quella caratterizzata dal “per sempre”. ognuno conosce la sua, e su questa si basa per valutare tutte le altre, possibilmente con equilibrio e con meno pregiudizi possibile.

    opinioni del tutto personali.

  • 9365
    Golem -

    Cari lettori. In retorica, lasciare aperte “tutte le possibilità” per situazioni che invece riguardano un fenomeno riconoscibile in miriadi di altri casi -tutti con la stessa “eziologia” e esiti- consente a chiunque in quella eziologia e in quegli esiti si ritrova, di sentire comunque le proprie eziologie e esiti “diversi” da quelli simili. In fondo è un modo abile per l’oratore di trovare tutti d’accordo senza peraltro avere neppure sfiorato la questione.
    Tutti abbiamo bisogno di sentirci “unici”, e ci sentiamo tali anche quando compriamo il tal profumo che ci ha trasmesso quel tale messaggio che ci ha convinto di essere unici assieme a qualche centinaio di migliaia di unicitá più uniche della nostra. E così in altri milioni di casi di unicitá che unicità non sono, se non nella solita illusione che ci rende simili (ma unici, mi raccomando) alla stessa sostanza dei sogni citata dal Bardo di Stratford upon Avon, non a caso ne “la Tempesta” (ormonale nel caso dell’unicitá in argomento)

  • 9366
    Acqua -

    Il mio discorso si basava sulla difficoltà di identificare un’illusione a priori, dato che essa si configura come tale solo se l’obiettivo a cui si auspica è certamente irraggiungibile. Altrimenti si parla genericamente di aspettativa, il cui esito futuro potrebbe essere positivo (soddisfatta) o negativo (disattesa). Siccome tutti, in misura più o meno variabile, siamo soggetti durante la nostra esistenza, a cambiamenti più meno profondi generati dalle nostre esperienze, dal contesto sociale esterno e della progressiva conoscenza di noi stessi (derivante in primis dalla nostra crescita e maturazione personale), io credo che un’illusione sia da ritenersi tale quando diventa palese che non ci sono speranze per realizzare l’aspettativa. Alcune persone (io stessa) tendono a mantenere tali speranze “in vita” per periodi molto lungh, non rassegnandosi all’idea rinunciare ai propri desideri/ sogni, anche se la probabilità che si concretizzino è bassa o minima. Questo perché si confida nel cambiamento.

  • 9367
    Golem -

    L’illusione è sempre accompagnata da entusiasmi infantili usati come indicatori di giudizio. Condizione questa che predispone inesorabilmente all’attesa del piacere. Il famoso “sabato del villaggio” insomma. L’illusione non può essere percepita dall’illusa perché è inconsciamente VOLUTA. Ci sono troppi piaceri prodromici per rinunciarvi. Ci si accorge del “pacco” solo con l’arrivo della “domenica sera del villaggio”, quando non si è verificata nessuna delle aspettative che accompagnano il miraggio. Niente oasi dietro le palme insomma.
    Certo, è una condizione umana, ma fa parte delle debolezze di questa, specie se diventa il non raro modello di vita per alcuni. Va vista con tenerezza, come si fa con le fantasie dei bambini, ma non può diventare un parametro da mettere sullo stesso piano delle emozioni adulte che accompagnano l’amore, se è questo l’ambiente in cui si manifestano, e che non è l’unico.
    Ripeto, quando si vive di sogni e illusioni, o si è poeti o spostati. O sposati.

  • 9368
    rossana -

    Cari lettori,
    lasciamo l’ultima parola agli assoluti e ai fortunati nonnetti baciati dal raro successo amoroso degno di tale etichetta.

    per le persone comuni, illuse e infantili, resta la banale normalità di spostati, con tutte le sue incognite e tutte le sue inevitabili difficoltà.

  • 9369
    Golem -

    Egregi leggenti, rapidamente annuncio vobis che i nonnetti svegli a quelli sognatori non possono che augurare un sereno…sleep well.
    🤣🤪.

    P.S. scusatemi, ma ho appena iniziato una nuova lettura: “I tre porcellini e la montagna incantata”. Sono laconico perchè presissimo dalla trama.

  • 9370
    Suzanne -

    Le illusioni non sono solo delle aspettative irrealizzabili, ma anche tutto ciò che crea scollamento tra il nostro pensiero e la realtà. Appunto, senza astrazione illusoria non esisterebbe arte, e probabilmente nemmeno tante e sempre più diffuse malattie mentali. Per noi che ci troviamo banalmente in mezzo a matti e poeti, non ci resta che far buon uso della nostra percezione illusoria della realtà ( anche se nella maggior parte dei casi ne siamo ben consapevoli). Alla fin fine mi è sfuggita l’importanza di questa diatriba che portate avanti da anni, giuro non ne capisco il senso…

  • 9371
    Golem -

    Ma è semplice invece Suzy. Tu a un certo punto della tua vita, alla luce degli eventuali fallimenti che avessi “conquistato”, avresti il coraggio di riconoscere che la ragione è quella di aver vissuto di illusioni? O daresti la colpa al “fato rio”?
    È questa la radice della diatriba. Riconoscere che forse per presunzione, supponenza o semplice ingenuità si è voluto credere agli asini che volano.
    C’è chi lo ha fatto e chi no. C’é chi coraggiosamente tira fuori la testa dal buco nella sabbia e guarda la R.d.F. (ci manca lui, vero?) e chi preferisce mantenerla, perché, come dice Acqua, o ci si continua ad illudere che prima o poi si vedrà passare una pattuglia di asini acrobatici, o semplicemente perchè é dura “svegliarsi” e fare i conti con la realtà, di solito, dura. Temo che quando si sente che non c’è più tempo, quel buco nella sabbia diventi il porto più sicuro e forse l’unico ove “rifugiarvisicisivi”.

  • 9372
    rossana -

    Egregi leggenti,
    spero siate consapevoli che “I tre porcellini” è lettura consigliabile ai bimbini delle elementari mentre “La montagna incantata” forse corre il rischio di far addormentare persino i nonnetti più svegli, che s’ingegnano a trovare il modo di unire infanzia a vecchiaia (cosa per loro difficilissima, a causa di progressiva perdita di memoria).

    per chi dorme da sempre, nessun rischio: solo bei sogni, sulla base di statistiche che asseriscono che soltanto il 5% dei fiori produce frutti, pur restando parte integrante della bellezza della natura e della sua spinta vitale.

  • 9373
    rossana -

    Suzanne,
    mi piace la definizione complessiva del tuo post 8951, incluso l’accenno alla “percezione illusoria della realtà”.

    vi aggiungo quella della Treccani: “Inganno della mente che consiste nell’attesa di un atto o di un fatto destinato a rimanere irrealizzato, nel concepire speranze vane, nel formarsi un’opinione inesatta (in genere troppo ottimistica o favorevole) su persone o cose, nel dar corpo a ciò che non ha consistenza reale.”

    per me, l’argomento “ILLUSIONI” sarebbe chiuso da tempo, se non fosse di nuovo tirato in ballo su QUALSIASI lettera accenni a difficoltà amorose, a rimpianti del passato o a persistenza di sentimenti a seguito di separazioni.

    pur essendo parecchi gli “spostati”, a mio avviso, non lo sono sempre con indubitabile certezza TUTTI quelli che patiscono pene d’amore.

    dopo quasi 6 anni di diatriba, forse nell’attuale fase non si tratta più che di confronto prolungato fra l’assoluto e il relativo, entrambi con la stessa dignità d’esistere e di essere espressi.

  • 9374
    Golem -

    Distinti leggendi. L’ironia è assolutamente off limits per essere solo lontanamente intuita da chi si regola con le statistiche per conoscere “la norma”.
    Alla Norma, invece, apprezzo molto li maccarruni cu la ricotta salata. In scaglie.
    Appena finisco “I tre porcellini e la montagna incantata”, e in attesa per l’autunno de “i Tre porcellini alla ricerca della Arca perduta”, mi aspetta il libro da spiaggia “I tre porcellini e il pozzo della solitudine”. Parla della difficile storia di tre porcelline, nate però in un tozzo e irsuto corpo da cinghiale maschio, e della loro sofferta decisione di diventare quello che sentono di essere: delle rosee porcelline. Ma parla anche di quanto il loro selvatico aspetto rimastogli, non abbia giovato alla trans-formazione. Insomma, mentre loro finiranno nell’oblio di una norcineria della provincia umbra, si parlera di loro solo per quei tre cacciatorini di cinghiale, rimasti come eccedenza da esito post operatorio. Che tempi.
    Forse ne faranno una serie tv.

  • 9375
    Acqua -

    Suzanne, per me personalmente non esiste nessuna diatriba. Concordo sul fatto che l’illusione sia strettamente collegata all’immaginazione e quindi, di riflesso, alle potenzialita’ creative della mente umana che sono danno vita ad arte, musica e poesia.
    Di per se’ quindi l’illusione non e’ negativa perche’ crea una tensione positiva “ottimistica” e comunque “finche’ c’e’ speranza c’e vita” (durante l’emergenza Covid-19 anche “finche’ c’e’ Speranza c’evita contagio… speriamo” ahahah). Ovviamente chi sogna molto deve essere preparato ad affrontare le delusioni senza incorrere in stati di depressione o rabbia. Solitamente chi e’ ha la propensione per esercitare “la sua percezione illusoria” ed e’ abituato ad utilizzarla ne conosce i limiti ed impara gradualmente a sfruttarne solo i benefici.

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