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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015
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Categorie: - Archivio Interno

“si vede sempre quello che si vuol vedere e si scarta quello che non “piace” quando lo scopo è la ricerca di conferme, da gente qualunque per di più.” – appena dimostrato, invece, che c’è chi tollera BENEVOLMENTE quanto NON gli piace.
riporta TUTTI i concetti esplicitati da un autorevole psicoanalista tralasciando quelli espressi da un ben meno attendibile comico. gente comune, trascurabile.
è stato Benigni a citare Camus (AMANTE), con l’aforisma: “Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all’incirca. Per il resto, vanità o noia.” – LaD ha testimonianza dell’esistenza rarissima dell’IDEALE UFFICIALIZZATO a cui ogni AmorE giustamente aspira, mentre sembra proprio vero che tutto il resto non esista e non sia mai esistito!
sveglia! la discussione e la guerra sono finite da un pezzo, e ognuno si tiene i suoi PUNTI DI VISTA. riuscendo, magari, persino ad ammirare la poesia sulla desquamazione notturna di pesci, illuminata da un AmorE di certo già svuotato d’INNAMORAMENTO.
dalla lettera: “Comportamento scorretto di uno psicologo…”:
1) “la realtà dei fatti è che le “vocazioni laiche” (medico, insegnante, ecc…) non esistono quasi più in un’epoca orientata all’individualismo e al denaro.”
commento: “Quindi, se tutto è merce è inutile illudersi.”
– sintesi: OVUNQUE, se non è pappa, è ciccia: basta che si torni alla provocazione/predicazione ossessiva, con immancabile strattone alla solita giacchetta.
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2) “c’è gente che è qui perchè più bisognosa di essere “ascoltata” che non di “ascoltare”, anche se d’acchitto potrebbe sembrare il contrario.
Il problema principale di questa nostra società è la solitudine, la mancanza di vera comunicazione tra le persone, e lo psicologo è lì per sopperirvi.”
– meno male che non frequento uno psicologo da più di 30 anni! quindi, forse, mi tocca solo l’abusata battutina del processo ai fatti e agli intenti immaginari, questi sì, denigratori…
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gradevole il nuovo passatempo nel passatempo!
Il passaggio di Benigni non è stato riportato per mancanza di spazio, e si poteva sottolineare che lui stesso “quelli” li ha definiti “amori veri”, ma è chiaro che si riferiva agli amori NOTI, Camus compreso, come pure Dalì, per Gala. Ma è altrettanto ovvio che ve ne sono tanti anonimi, sia pur percentualmente pochissimi rispetto alla massa degli illusi dall’ammore.
Constato però che l’intensa “intimità” descritta dalla poetessa brasiliana con la pulizia del pescato da parte dei due coniugi sia stata letta come un momento ormai privo “dell’innamoramento”. Questo dimostra solo una cosa, che l’innamoramento “adulto” non lo si è conosciuto, e che ogni discussione intorno al senso dell’amore senza quell’esperienza è solo “teoria”.
Il segreto dell’Amore è proprio il tempo, che alimenta il desiderio e non il contrario e che rende sempre “inedito” l’oggetto amato.
Ecco perche ancora una volta servirebbe l’esempio del cieco al quale non si può parlare dei colori. Non sveglia, sogni d’oro.
Adèlia Prado.
Casamento
“…ci sono mogli che dicono: “mio marito, se vuole pescare, che peschi, ma i pesci poi se li pulisca, lui.”
Io no. A qualsiasi ora della notte mi alzo, lo aiuto a squamare, pulire e salare.
È così bello, noi due da soli in cucina, ogni tanto i gomiti si toccano.
Lui dice cose come: “questo è stato difficile, brillava nell’aria con colpi di coda” e fa il gesto con la mano.
Il silenzio della prima volta che ci siamo visti, attraversa la cucina come un fiume profondo.
Alla fine, i pesci nella teglia, andiamo a dormire.
Cose argentee guizzano.
Siamo sposo e sposa.
Chi ha la “vista”
vede, anzi, “sente” in questa poesia cosa significhi il vero innamoramento, quello che proviene dall’Amore, anzi è “dentro” l’amore, non quello che lo anticipa con sensazioni che ne equivocano il senso. L’unico degno di quel nome. Che per questa unicità non è per tutti.
La rarita’ del Vero Amore sta in parte nella scarsa volonta’ di riconoscere le nostre “mancanze” e lasciare quindi che anche l’altro le “scopra” per poterle colmare, in parte nella difficolta’ di rimanere costantemente allineati con l’altro durante gli inevitabili cambiamenti che avvengono nelle nostre esistenze (determinati anche da fattori esterni e non dipendenti da noi) che possono mutare radicalmente le nostre ambizioni e deisderi iniziali. L’egocentrismo , l’orgoglio, il sentirsi migliori dell’altro costruiscono pian piano un muro che mette a rischio lo scambio aperto e la comunicazione sincera. Questo solitamente non si verifica nei rapporti di amicizia che non richiedono necessariamente una “quotidianita’ ” con la relativa costante condivisione di stati d’animo contrastanti . La componente “corporea” o “fisica” nel sentimento di amore evidentemente gioca un ruolo rilevante nel determinare la continuita’ o rottura di una relazione.
Inoltre, dal momento che e’ soprattutto l’istinto che ci guida nelle prime fasi dell’ innamoramento, e’ anche questione di “caso” o “fortuna” imbattersi nella persona “giusta” , ovvero quella che possiede le potenzialita’ per entrare (in futuro)in reale contatto con il nostro io piu’ profondo. Diciamo che la volonta’ (reciprioca) di impegnarsi in tal senso e’ molto importante, ma che anche il destino concorre al “successo” della “fusione di corpo e anima” (Non so perche’ ma questo discorso mi ha messo una gran voglia di tortino al cioccolato con cuore caldo fondente).
Puntualizzazioni:
– Poesia intitolata “Matrimonio”.
– Adelia nasce nel 1935, si sposa nel 1958, ed è madre di 5 figli.
– La rappresentazione del quotidiano è il filo conduttore dei suoi scritti. Vivendo in una piccola città, i temi ricorrenti sono quelli della vita di provincia: la donna che rassetta la cucina, le funzioni religiose, il profumo dei campi, i vicini di casa. (Note tratte dal web)
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Moglie legata al suo credo, è immersa in una cultura che esprime minimo una 50ina d’anni di ritardo rispetto alla nostra attuale.
– Mi era però sfuggita la frase: “Il silenzio della prima volta che ci siamo visti, attraversa la cucina come un fiume profondo.”, che in effetti richiama un’IMPORTANTE base fondante.
– Gala è per Dalì moglie e musa, per l’intera vita.
– Camus ebbe, invece, fino alla morte, una relazione di 16 anni con Maria Casarès, parallela a quella con la moglie.
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Forse, l’AmorE (RARISSIMO) sembra non essere solo appannaggio di matrimoni o convivenze.
Capito niente.
Rossà, l’Amore è Amore, con o senza anello al dito. Non mi pare di aver fatto distinzioni al riguardo. Il rapporto è indipendente dallo stato civile, mi pare ovvio. Non vedere le cose attraverso il tuo solito prisma ottico.
La poesia si chiama “Casamento” che è Matrimonio in italiano, e il fatto che la poetessa sia “antica” non significa niente, altrimenti quello che TRASMETTE nella sua poesia non avrebbe significato nè oggi nè mai. Le poesie parlano di “emozioni” senza tempo, sennò sarebbero diari. E poi, ogni donna amata veramente è musa del suo uomo, moglie o convivente che fosse, cosa puntualizzi. Le amanti 99 volte su 100 sono sono…amanti. Sopperiscono, senza bisogno che tu ti veda sopperitrice
Mio padre aveva l’amante, credo per 25 anni, e di altrettanti più giovane di lui, mica scemo. Quando era agli sgoccioli è tornato a casa per morire. A casa. Fanno tutti così. Chiedi a qualche psicologo e ti spiegherà il perchè.
(Hahaha, Acqua ti adoro. Il tortino finale è genio… fondente)
“Che per questa unicità non è per tutti.”
Infatti Golem. Sono più unici che rari certi amori.
“Chiedi a qualche psicologo e ti spiegherà il perchè.” – non ho bisogno di chiedere niente a nessuno. tanto meno di prendere lezioni da chi crede di possedere verità e perfezioni assolute.
le amanti, come le mogli, possono conoscere o non conoscere amore maturo e piena condivisione. non esistono percentuali statistiche in merito, e le opinioni personali restano tali.
l’amore, quello sincero e spontaneo, è da rispettare quanto quello superbamente superiore a tutti gli altri, in quanto, come tanti altri aspetti di un essere umano, è espressione della SUA personalità e della SUA capacità d’amare, anche quando, magari, questa non è adeguatamente o per niente condivisa dal partner.
gli Amori Eterni appartengono ai miracoli, alle favole o, anche solo, alla rarità di incontri più fortunati di altri.
vero che la poesia, se tale, resta immutabile nel tempo. anche per questa è questione di gusti e di temperamenti, di chi scrive e di chi legge.
ognuno sa per sé, e ognuno sente, pensa e vive a modo suo.
Dovresti aver capito che sono detentore solo di quello che “vedo”, ma semmai lo fossi in assoluto lo condivido con persone che ne sanno più di di me come sai. Questo a prescindere dalla “bellezza” di ogni personale “scarrafone”. Ma sfido chiunque a non desiderare che quello scarrafone se dà felicità non duri per la vita. E checchè se ne dica chi ci riesce qualcosina in più di chi non c’è riuscito forse ha capito su quel sentimento, al netto della “fortuna”.
Il rispetto di cui parli è proporzionale alla maturità espressa dal rapporto. Quelli a cui pensi tu possono far tenerezza tuttalpiù. Poi il solito “ognuno sa per sé, e ognuno sente, pensa e vive a modo suo” è il corrispettivo del “perche sì” di quando si era bambini, oltre ad essere ovvio. Ma è un fatto che realtà simili sono confrontabili in termini di “qualità”, altrimenti casso si fa su un forum. Inoltre andrebbe considerato se quell’orgoglioso sa, sente, pensa e vive per sè è una scelta o una condizione ob torto collo. O no?
Ce ne sono Mare, più di quello che si pensi. Ma fanno più clamore quelli cinematografici o romanzeschi, che chi dell’amore ha capito poco o niente insegue come l’asino fa con la carota appesa al bastone. Come diceva Benigni qualche sera fa intervenendo in un interessante programma sugli amori che durano, nelle favole amorose si parla solo del prima e mai del dopo, quando “vissero felici e contenti”.
È chi si è fermato a quelle favole per “sapere” di quel sentimento che se lo immagina solo come “il prima”, e lo insegue ingenuamente, quando invece è il “vissero felici e contenti” che ne dà la misura del vero valore. È raro l’Amore perchè è rara la maturità col quale lo si “avvicina”.
Scusa. Appoggio qui un link che mi è caro, non potendolo fare nel thread adatto.
https://youtu.be/0P0i-8_mdZ8
Basta parlare male di Golem.
Golem è forte, è cul!
(per chi conosce l’inglese)
Non ho mai capito se Golem scrive qui per noia, per divertimento o per studio sociologico. Ma una cosa è certa: bisogna riconoscergli una resistenza fuori dal comune nel confrontarsi quotidianamente con tanti casi umani.
Recalcati parla anche d’altro
Sembra lontanissimo dal concetto di amorE, (con la E maiuscola in quanto Endless), con un futuro già scritto oggi per il domani.
Nel parlare di quello che lui definisce, amore vero, evidenzia un aspetto a suo dire fondamentale, che differenzia l’esperienza individuale da quella di coppia, da quell’essere due che genera un nuovo universo.Cito:
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” Il due fa sorgere il mondo, ma ci espone anche ad un rischio. L’amore è l’esperienza di questa esposizione assoluta al rischio della perdita,quindi al rischio del trauma essere nelle mani dell’altro senza riserve.
E’un rischio assoluto- L’amore assoluto esige l’esposizione assoluta e questo espone al rischio della perdita”
.
Spunto interessante, direi diametralmente opposto alla certezza dell’oggi sul domani, alla rivisitazione del passato fatta solo con le lenti odierne.
“È raro l’Amore perchè è rara la maturità col quale lo si “avvicina”.” – maturità, spontaneità e intensità di ENTRAMBI i partner, ovviamente! attenzione agli atteggiamenti semplicemente compiacenti, tutt’altro che rari.
meraviglia delle meraviglie! per UNA volta pienamente d’accordo!!! c’è da temere che domani nevichi…
chi, invece, ancora non ha raggiunto una buona maturità emotiva, NON prova sentimenti. è sempre e solo, maschio o femmina, trascinato dagli istinti.
maledetto dualismo cattolico, che divide un animale pensante in due aspetti in costante opposizione. con il risultato che, purtroppo per lui, decide e sceglie SEMPRE con il cervello limbico, quello del tutto simile a tutti gli altri mammiferi, cioé seguendo l’emozione. a cui, solo in seguito, cerca di sovrapporre l’equilibrante raziocinio, nella misura in cui esiste, tramite formazione, conoscenza ed esperienza.
nessuno nasce imparato. ci si arriva per gradi, se e quando si ha modo di arrivare…
Certo Adam, non mi è sfuggito il dettaglio. So cosa significa “perdere”, nonostante tutto e anche per motivi indipendenti dalla nostra “volubilità”, avendo “perso” una ragazza che amavo, e da cui ero riamato, per scelta del destino . Il rischio è insito nella nostra esistenza, ma c’è un lato umano che è presente dall’alba della coscienza, ed è quello della sfida, della ricerca con tutti i mezzi che si hanno e che si possono scoprire “dentro” quella umanità, di vincere le avversità e di essere protagonisti del proprio futuro.
Ho richiamato spesso le figure di Prometeo, Ulisse, Icaro, che rappresentano quella ineluttabile sfida e bisogno di conoscenza che è immanente nell’essere umano, ed è quello l’aspetto che lo distingue dal resto delle creature senzienti. Quelle richiamate sono figure mitologiche e non a caso, perchè sfidano gli dei, per avvicinarsi a loro attraverso la “co-noscenza”, termine molto vicino a “co-scienza”. Come dire che la prima NON può fare a meno della seconda>
> per “farci” uomini.
Di queste continue “scoperte”, l’Amore è la più ardua perchè si conduce in “due”, e quella dualità è un’altra costante della vita che troviamo in ogni aspetto di questa, anche quello fisico. Giorno/notte, caldo/freddo, nascita/morte. È un continuo convivere con gli opposti, e ognuno di questi aspetti è DA SEMPRE “vissuto” dall’essere umano cercando di conciliarne il contrasto in maniera di trovare il modo di viverli al meglio, nella ricerca del proprio benessere, e della felicità quando si tratta di “sentimenti”.
L’amore è stato sempre condizionato dai ruoli sociali imposti ai due generi, limitandone le espressioni soggettive secondo le culture del momento, non di meno lo stesso Recalcati cita l’esempio di Ulisse che rinuncia all’eternità per amore di Penelope. Questo ci dice che in “quell’amore” c’è più “Eternità” che non nella mera infinita sopravvivenza senza vero amore. Ecco l’Amore e non l’amore.
Solo 2000 caratteri, ma spero di essere stato chiaro.
E pieno inverno. Non è difficile che da qualche parte nevichi.
Golem
Non sembrerebbe un dettaglio per Recalcati, piuttosto un fondamento:
“L’amore è l’esperienza di questa esposizione assoluta al rischio della perdita ”
“L’amore assoluto esige l’esposizione assoluta e questo espone al rischio della perdita”
“Esige” No, proprio non parlerei di dettaglio.
E non si riferisce solo a scelte del destino (come nel caso di cui parli)
anzi le sue parole che ho citato sono specificatamente riferite ad un esempio da lui portato della fine di una coppia per separazione.
La fine di un amore che Recalcati definisce comunque un grande amore parlando del passato della coppia, durata negli anni con progetti, speranze gioie e dolori condivisi.
Continua a sembrarmi diametralmente opposto alla certezza dell’oggi sul domani, e alla rivisitazione del passato fatto con le lenti odierne.
–/–
No la semplificazione “l’amore vero non può finire” non sembra essere presente in Recalcati.
Che per inciso conoscevo poco, è stato interessante documentarsi e ho trovato diversi spunti interessanti, altri punti sono a me più lontani.
—–
Ho letto i tuoi commenti, bella retorica, traspare siano cose per te sentite.
Bello.
“Prometeo, Ulisse, gli dei”, sono concetti che, immerso nel micro e nel quotidiano,io sento lontani,ma ad ognuno il suo, nulla da dire.
Se non un chiarimento su quando scrivi:”c’è più “Eternità” che non nella mera infinita sopravvivenza ”
E’ un bel concetto, ma non credo sia certo questo quello a cui ti riferisci nelle migliaia di interventi in cui scrivi:
“amore vero non può finire” da qui i miei due commenti e la citazione di Recalcati.
Adam, qui abbiamo la carta annonaria dei 2mila caratteri, quando ne servirebbero 20mila e forse più per spiegarmi. Intanto torno a ripetere che quello dell’amore vero, così come lo vedo io, è una MIA riflessione, che contiene tutte le mie esperienze, dirette e indirette al riguardo. In secondo luogo mi sembra evidente che Recalcati non possa esprimere dei concetti così assoluti come il mio che me lo “gioco” nella mia vita. Immagina quanta gente si ribellerebbe a una dichiarazione così “tranchant” che lui ha fatto dire a Benigni tra le righe, poco prima che terminasse il monologo con la poesia che ho riportato che personalmente ho “sentito” perfettamente calzante al mio caso, che trasmette quel sottile, consueto piacere di stare insieme che io ho citato più volte con parole ovviamente meno efficaci. La filosofia -e Recalcati è filosofo oltre che psicanalista- non da risposte perentorie, e quello dell’esporsi in amore contiene ovviamente il rischio di sconfitta. Lo è stato per>
> Prometeo che volle rubare il “fuoco” agli dei per amore di conoscenza. E lo fu per Icaro, che volle superare i suoi limiti. Ma queste allegorie non hanno impedito all’uomo nè di dominare il “fuoco”, inteso come la tecnologia, nè di volare sino alla Luna. Ci dicono però che il loro “amore” non si è realizzato proprio per ECCESSO di cieca passione, ma ci dice ANCHE che l’anelito che ci muove come esseri umani è sì costellato di fallimenti, ma che non ci fermano nella ricerca del “divino”. Perchè ogni “Amore”, a quello tende. È l’unico tratto di “divinità” che intravedo nell’essere umano, peraltro grandiosamente richiamato da Dante con quell'”Amor che move il Sole e l’altre stelle”.
Dante fa dire a Ulisse “nati non fummo a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza.” Ulisse è “l’uomo”, con le sue debolezze e tentazioni, ma è anche colui che sa vedere il VERO senso di quella MORTALE ETERNITÀ nell’Amore per la SUA donna. E da LEI torna.
(..tacci dei caratteri finiti)
Io invece ti parlo del dopo. Non ci piove, le storie o finiscono o durano per sempre. E diamo per scontato che in quelle che finiscono non c’era vero amore. E in quelle che durano per sempre c’è vero amore ?
Come te anche io mi affido a ciò che vedo, o che ho visto. E non mi riferisco a films romanzeschi.
Vita vissuta. Coppie ultratrentennali finite causa mortis. E i restanti in vita quasi liberati. Che addirittura si riaccoppiano in breve.
Poi la coppia che va avanti per inerzia, o per comodo. O in cui é presente l’amante. Tanto non se ne accorge nessuno. Poi ci sono i figli e si va avanti per loro, per la famiglia. Poi quelli che sembrano perfetti. Ma uno dei due ricorda con nostalgia un amore passato che non ha avuto sbocchi. E poi qualcuno che davvero rappresenta la coppia perfetta. Ma quanti sono ? E chi può dirlo ? Possiamo garantire per noi e neanche tanto.