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di LAD

Riferimento alla lettera: Usa questo spazio per conversazioni "Fuori Tema".
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 75

L'autore, LAD, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - unclassified

24.289 commenti

  • 7901
    Rdf -

    Beh ma mg io non faccio altro che rispondere alle tue insinuazioni e sterili certezze sui maschi, poiché nel mio caso invece la situazione è ben diversa da come le racconti

    Tu vedi me come quello “mazzuolato’, mentre nella realtà dei fatti sono io che , accortomi sempre subito con chi avevo a che fare , mi deludevano intellettualmente e spiritualmente e non sono più riuscito ad innamorarmi e varie castronate con cui il vulgus si riempie la bocca

    Io esamino la realtà , la mia ricoprirà un 5% delle analisi, che sul resto si basano statisticamente su esperienze altrui che presentano sempre le medesime dinamiche (basta leggere solo questo forum x rendersene conto)

    Te la puoi cantare come vuoi ma qui quella che scrive più degli altri ad ogni ora ed in ogni chat non sono certo io. Io mi diverto ad intervenire perché la ipocrisia generale che regna sovrana mi diverte , come mi sollazza rilevare le tue presuntuose certezze

    domandati invece quali siano le tue insoddisfazioni che ti spingono a così frequenti interventi !

    Ma perché poi cerco di parlare con una donna sec logica portando dati oggettivi ? non porta da nessun parte, è inutile che io insista… non ho bisogno di convincere nessuna , parla la rdf al posto mio 🙂

  • 7902
    maria grazia -

    Analisi incontrovertibile boss, come sempre. I contenuti da te espressi mi hanno fatto ripensare alla biografia di mia mamma. Prima di sposarsi era una ragazza “all’ antica” di poche pretese, nata e cresciuta nel profondo sud rurale, non aveva istruzione, aveva cominciato a lavorare a 10 anni come contadina, non aveva la patente ed era stata allevata nella convinzione che il marito ideale dovesse avere una sola, unica caratteristica: essere in grado di mantenerla economicamente e di provvedere anche a tutto il resto della famiglia che si sarebbe venuta a creare. Così, quando ha incontrato mio padre ( un ragazzo semplice e non particolarmente affascinante, che veniva dalle sue stesse zone e dal suo stesso background ma che poteva contare su guadagni sicuri ) mia madre non esitò a fidanzarcisi e ad eleggerlo come l’ uomo della sua vita. Mia madre aveva allora poco più di 20 anni e non era mai stata con altri uomini.
    Dopodichè i miei ( ancora fidanzatini ) si trasferirono a Milano. E qui mia madre si trovò di fronte a una realtà completamente diversa rispetto a quella “arcaica” dalla quale proveniva: luci stromboscopiche per le strade, ragazze libere che giravano in minigonna, cinema aperti anche di notte, “movida”, arte,…

  • 7903
    maria grazia -

    ..cultura. Una vera Milano da bere degli anni 60, insomma. Di lì a poco i miei si sposarono, ma mia madre da quel momento cominciò a sviluppare una sorta di insofferenza nei confronti di mio padre e della vita matrimoniale. Diceva sempre che si sentiva “incompleta”, che fare solo la madre e la moglie la limitava, che si annoiava a morte perchè mio padre non la faceva “sognare” ( diceva proprio così ) non la portava da nessuna parte e non si divertivano mai. In parte era vero, mio padre non è mai stato un uomo particolarmente romantico e premuroso, era un tipo terra terra e per lui la massima dimostrazione d’ affetto era provvedere materialmente a tutti noi. Ma credo anche che mia madre avesse cominciato ad andare in crisi e a sentirsi inadeguata nel confrontarsi con un modello femminile futurista e rivoluzionario. E finì per rimanere angosciosamente combattuta tra la voglia di emancipazione e il timore del giudizio di parenti e conoscenti se avesse trasgredito a certe tradizioni radicate nell’ ambiente da cui arrivava. Sviluppò allora una vera e propria “schizofrenia” che sfogava su noi figli e in particolare su di me, che invece con la mia sfacciata indipendenza rappresentavo tutto ciò che lei non sarebbe mai riuscita ad essere.

  • 7904
    Golem -

    Normale MG. Se la Masai, che pensa alle vacche e alle capre nel suo ambiente, la porti a Milano in età “plastica”, integrerà il suo “programma” e comincerà a rivedere certe posizioni. Magari, con un po’di titubanza assaggerà persino il gorgonzola e pian piano lo troverà gradevole, e così, arricchendosi di nuove informazioni “emotive”, per la regola generale “buono, no buono” aggiusterà il tiro sulle proprie aspirazioni e desideri. È chiaro che se vivi fissa a Roccacannuccia, oltre a non trovare il famoso psicologo, per l’ovvia emarginazione
    geografica del luogo (?) i parametri di riferimento saranno quelli imposti dalle “dimensioni” di quei limiti fisico culturali, è inevitabile. E attenzione, questi “limiti” permangono anche oggi nonostante la diffusione dei mezzi di comunicazione come questi che stiamo usando, che danno “l’illusione” di essere “circondati dal mondo” per l’opportunità che questi offrono riguardo contatti extralocali. Ma non è cosi, perchè l’interazione virtuale è monca di tantissimi altri messaggi e comunicazioni che il contatto reale invece fornisce. Per esempio -per fare un’altro esempio banale- è come ascoltare Bruce Springsteen da un disco seduti sul divano invece di andare ad un suo concerto. Le sensazioni>>>

  • 7905
    Golem -

    >>> che avremo “dentro” il concerto non sono neppure lontanamente paragonabili a quelle da divano, e non c’è bisogno che spieghi il perchè. Ma chi non è mai stato ad uno di quei concerti, o vive per 365 giorni l’anno a Roccacannuccia non sa che c’è altro che si può provare. Questo spiega in parte perchè qui si sono verificate guerre bibliche su “certe” convinzioni messe in discussione anche senza volerlo fare. Peraltro è difficile abbandonare quelle convinzioni con le quali e per le quali si è vissuti per la maggior parte della propria vita, e che si sentono assolutamente come nostre, quando spesso e volentieri sono solo il frutto di un’azione di subpersuasione culturale che ha formato il nostro IO, che tuttavia sarà sempre relativa, per le ragioni che ho esposto, ma che comunque diventa inevitabilmente la pietra di paragone per giudicare il mondo. Anche se quella pietra che ci sembra enorme -forse anche per l’età raggiunta- nei fatti è solo un granellino di sabbia. L’ho capito durante la famosa “revisione”, dove (come dovrebbero fare i famosi psicoterapisti) ho dovuto sottopormi ad un’autoanalisi proprio mentre affrontavo quella della persona che mi interessava per poterla capire. Fossi rimasto sulla mia pietruzza oggi sarei ancora lì. Solo.

  • 7906
    maria grazia -

    Rdf io non faccio alcuna insinuazione sui maschi in generale ( come invece fai tu ripetutamente sulle donne ). io mi sono espressa su quello che TU hai scritto, e basta. e ne ho tratto le mie personali considerazioni.
    Che io scriva qui in continuazione è assolutamente falso visto che due o tre commenti ogni due tre giorni è pochissimo. o comunque è una media normale di frequentazione.
    Ribadisco che in base a ciò che scrivi sei semplicemente un maschio rabbioso con le donne perchè queste non sono/non fanno come tu vorresti. Ma sputare veleno a destra e a sinistra non risolverà i tuoi problemi nel concreto.

  • 7907
    maria grazia -

    Anche stavolta ci hai preso completamente boss. Mia mamma, oltre che le orecchiette alle cime di rapa e il sugo di involtini di cavallo, sa cucinare egregiamente anche il risotto e la cass’la. Il punto da te sollevato è cruciale: quanto la nostra capacità di essere emancipati mentalmente è ancora più importante del poter viaggiare fisicamente? Direi che è vitale. E’ da questo che dipende tutto! Potremmo girare il mondo e rimanere dei pecorari ( e qui sul web ne abbiamo avuto molti esempi, anche in questo sito ), così come potrebbe essere che rimaniamo sul divano di casa nostra e sviluppiamo una mente estremamente poliedrica e un pensiero molto dinamico. Tutto secondo me dipende da una nostra predisposizione interiore a liberarci facilmente di sovrastrutture e schemi consolidati, guardando il mondo non con gli occhi di chi pensa di sapere già tutto, ma con quelli di chi ha ancora voglia di sperimentare, scoprire, imparare. Certo è che per riuscire in questo bisogna spogliarsi del proprio ego e delle proprie inibizioni culturali e accostarsi alla vita con animo semplice e genuino. Una cosa questa che per alcuni è impraticabile, quand anche fossero in completa buonafede. Ed ecco che allora si assiste a tutte le violente…

  • 7908
    maria grazia -

    discussioni che possiamo leggere nei forum e nei vari social sui diversi punti di vista di ognuno.
    Hai pienamente ragione. Il virtuale da solo non basta ad integrarci con il mondo, e se oltre a questo non ci adoperiamo per vivere la nostra esistenza anche sul piano reale e fisico non potremo mai andare da nessuna parte. Il virtuale è senz’ altro un mezzo utile per metterci in contatto con persone che altrimenti non avremmo mai incontrato nel nostro quotidiano, ma la sua funzione secondo me dovrebbe limitarsi solo a questo, mentre vedo che tanta gente ha ormai completamente sostituito la vita reale con i cyber-“rapporti”. Che, essendo a portata di click, sono senz’ altro molto meno impegnativi ma anche infinitamente meno appaganti e significativi. Ci sono addirittura persone che hanno rinunciato completamente al sesso fisico per dedicarsi esclusivamente a quello virtuale! Lo trovo inquietante..
    Anch’ io nel “revisionare” sia me stessa che i miei vissuti, non ho avuto bisogno dei “pissicolochi”. E’ successo attraverso altre vie. E modestamente ritengo che il risultato di questa mia “ricerca” e di questo confronto con una nuova prospettiva, sia stato ben riuscito. Se non altro per raggiungere finalmente serenità e pace

  • 7909
    Golem -

    MG, in realtà il comportamento umano è riconducibile, ridotto ai minimi termini, in linguaggio binario” 0;1. Dove le due cifre significano quel “buono-no buono” cui ho accennato in un precedente commento. Ogni nuova esperienza “buono” è tale perchè ci ha fornito un “piacere”, la “no buono” un “dis-piacere”. Intorno a questa semplice espressione binaria ruota tutta la costruzione che gli eventi della vita ci hanno creato, comprensiva dei limiti relativi di cui ho parlato. Banalmente siamo SOLO le nostre esperienze. In realtà però non è del tutto vero, perchè le nostra capacità intellettive eminentemente umane, con la capacità di “pro-jettarci” (gettarci in avanti) sono facilmente condizionabili da esperienze “indirette” in mancanza di quelle dirette. Quando facevo l’esempio dei romanzi Harmony come modello per molte donne, o ai supereoi di qualunque natura -compresi quelli armati di katana, pensavo a tutti quei soggetti che deprivati di esperienze reali per tutta una serie di limiti contingenti, perdurano anche in età adulta ad identificare in questi un’obiettivo identitario che non ha trovato riscontro nella realtà.
    C’è quindi chi per evadere dalla realtà si “sente” come la romantica Francesca dei Ponti di Madison County >>>

  • 7910
    Golem -

    >>> chi come una Anna Karenina, o chi come il fiero difensore della Legge che obbedisce alle “maschie” regole del Bushido, e come questi altri mille altri esempi di identificazione “prospettica”. Insomma la solita fuga da una realtà che non si è rivelata per quella che quelle esperienze indirette facevano credere possibile.
    Il problema è che per molti di questi l’dentificazione con la “proiezione” diventa l’unica possibilità di “sopravvivenza” disponibile di fronte ad un consuntivo reale negativo. È un po’ come il debito pubblico, frutto cioè di un errore di valutazione tra la prospettiva di certi investimenti e la capacità di raggiungere certi risultati e quindi ripagare il “prestito”, qui inteso come differenza tra la valutazione delle proprie qualità, umane e intellettuali, e del vedersele poi riconosciute dalla realtà dei fatti.
    Alla base di queste situazioni c’è una delle tante illusioni della nostra non solo recente cultura dell’immagine, dove a ognuno viene promesso il famoso quarto d’ora di notorietà, a fronte invece della stragrande maggioranza che vive tutta una vita di anonimità, che ci spinge a un continuo bisogno di riconoscimenti, anche minimi, come minimo riconoscimento di identità e di un vero IO mai trovato. Fine car…

  • 7911
    maria grazia -

    Ne convengo Golem. Chi manca di esperienza diretta ( vuoi perchè non gli è capitata, vuoi perchè l’ ha deliberatamente evitata ) tenderà a ritagliarsi dei modelli ideali di riferimento – dettati il più delle volte da stereotipi – che fungono da cartina tornasole e da “parafulmine” alle delusioni che la vita inevitabilmente riserva a tutti prima o poi. La differenza secondo me sta nel come le si superano. C’è chi prima o poi riuscirà a guardare in faccia la cruda realtà, analizzandola per quella che è e rielaborandola di conseguenza. E poi c’è chi continuerà ad aggrapparsi al “sogno”, riadattando il proprio vissuto secondo comode spiegazioni consolatorie perchè diversamente non riuscirebbe a sopportare “il colpo”. In tutto questo, completa il quadro l’ uso compulsivo del virtuale e il crearsi un personaggio che rispecchia ciò che nella vita non si potrà mai essere in termini di riconoscimenti e di approvazione.
    Ma se anche questa ammirazione venisse dispensata nel reale anzichè in uno spazio virtuale, avrebbe comunque zero valore se la si ottiene solo perchè si porta una maschera. E chi finge in fondo lo sa.

  • 7912
    maria grazia -

    Il grande attuale successo, anche presso il pubblico adulto, dei supereroi di fantasia nel cinema d’ oltreoceano ha stupito anche me. Ma forse anche questo – proprio come nel caso delle famose 50 sfumature – è dovuto a quel desiderio di fuga dalla realtà di cui parlavamo.
    Nell’ uno vediamo Capitan America che è onnipotente, in grado di fare qualsiasi cosa voglia, nell’ altro invece la ragazza qualunque che riesce a far capitolare il bellissimo e ricchissimo playboy impenitente con velleità sadomaso. Si tratta in entrambi i casi di favole naturalmente.
    Ma la gente ci vuole “credere”, non so se mi spiego. Il mondo ha bisogno di emozioni boss, disperatamente. Poi c’è chi come me le cerca nei “teppisti” e chi invece le insegue nei sogni romantici. Ma una cosa è certa: dai al mondo le emozioni, e avrai il mondo ai tuoi piedi.

  • 7913
    Rdf -

    “Ma sputare veleno a destra e a sinistra non risolverà i tuoi problemi nel concreto.”

    Ma mg io non sputo veleno, io descrivo L realtà che si presenta ai miei occhi dopo esperienze varie ed analisi approfondite!

    Per di più queste mie “convinzioni personali”, se così vuoi definirle , sono per giunta avvalorate dalle centinaia di interventi (che raccontano dinamiche di vita) che ogni giorno son sempre i medesimi

    Ma perché invece che prendervela con me, non prendete atto della cosa? Alla fin fine che sia come sia, basta riconoscerlo, senza ipocrisie o cercando di difendere con le unghie stereotipi culturali del tutto banali ormai…tutto qui

  • 7914
    Golem -

    MG, con un po’ di allenamento non è difficile individuare quei soggetti “fatti” di inesperienze di cui ho parlato. O sono caratterizzati da una grottesca graniticità ideologica, anche di fronte a obiezioni logiche evidenti, o al contrario mostrano per la stessa una continua flessibilità alle contingenze. In entrambe i casi, la mancanza di reali e variegate esperienze di vita ha creato due differenti modalità di darsi un’identità che, come ho ricordato nel precedente post, non ha potuto svilupparsi per una personale storia di isolamento sociale. Il risultato della frequente interazione con questo tipo di soggetti è che, analizzando criticamente la relazione, ti accorgi di non aver ricavato nessun REALE arricchimento umano. Se non delle dichiarazioni apodittiche da una parte e diplomatiche dall’altra. In ambito professionale avevo due colleghi ingegneri fatti così. Il primo lo avevo battezzato “Leonardo da Perdi, perchè pur con la sua granitica sicurezza (non rara in quella categoria) le cazzate che faceva non lo schiodavano dalle sue comiche certezze. L’altro era “l’ingegner Orale”. L’unico laureato in “ingegneria orale”. Questo perchè a parole aveva una soluzione per tutto e per il contrario di tutto, ma nessuno le ha mai viste applicate. Fine car…

  • 7915
    maria grazia -

    So fin troppo bene quello che vuoi dire Golem. Io in mezzo a questo tipo di soggetti ci sono cresciuta e ci ho passato quasi un’ intera vita, e ne ho avuto vari esempi anche nel virtuale. Nulla e nessuno li sposterà mai di una virgola nemmeno davanti alle dimostrazioni concrete più eclatanti che rimettono in discussione il loro assetto ideologico. Però sono abili nel mascherare con un’ educazione di circostanza e una finta benevolenza le loro assurde prese di posizione e gli atteggiamenti più prevaricanti, salvo poi dare di matto e perdere tutto il loro self control nel momento in cui – messi alle strette – non possono proprio più arrampicarsi a nulla negando anche l’ evidenza. Dietro a questo atteggiamento ci sono profonde ferite narcisistiche mai sanate, e la mancanza di un’ identità strutturata per non aver ricevuto quel riconoscimento affettivo ( o non averlo ricevuto adeguatamente ) nel momento più delicato della vita di tutti noi: l’ infanzia.

  • 7916
    Golem -

    Ahahaha Angwhy. Essere ammiratori della nostra Rossye è già un onore in sè. E sono orgoglioso di essere forse stato il primo in quel senso Mi chiedo però dove con gli ammiratori siano finiti gli esegeti che ne difendevano le centurie.

  • 7917
    Angwhy -

    Non so piu cosa dire caro avvocato,posso solo immaginare( e comprendere) lo stupore di chi,ultimo arrivato,deve misurarsi con certe risposte

  • 7918
    Golem -

    Eppure ci fu chi lo fece, si misurò e parve entusiasta dell'”arricchimento” ricevutone, ma non volle mai farci partecipi di quelle gioie. “Egoiste”.

  • 7919
    Yog -

    Dottore, un San Michele Appiano “di gran spessore” giustifica tutto. La capisco e le dimostro, positivamente, una discreta invidia. Ma ci sta.

  • 7920
    Golem -

    MG, naturalmente tutte le “femmine” nascono con un istinto che le indirizza verso un maschio che le fornisca certe “emozioni”, sintonizzate sui parametri di valore dell’ambiente in cui vive e proietta il proprio futuro. Ma questi valori non sono “assoluti”. Da noi, e per certe donne, neppure la “salute fisica” del desiderato lo è. Quello che voglio dire è che se tu, così come sei, fossi stata adottata da una famiglia thailandese, boscimane o hinuit, lontane e non “contaminati” dalle nostre suggestioni erotiche per come sono state strutturate da quella sottocultura “immaginifica” di cui parlo spesso, non avresti certe attrazioni come quelle che hai, perchè ti sarebbero incomprensibili, non rientrando negli stimoli innescati dai parametri con i quali vengono decisi i valori in quello specifico ambiente.
    Una donna Masai, Hinuit, Yanomami o del Buthan, non saprebbe che farsene di uno spacciatore attempato dalla voce calda e dalla vita piena di guai. La sua vita spericolata non rappresenta nessuna attrattiva particolare ai suoi occhi, neppure esteticamente, non so se mi sono spiegato.
    E non perchè queste realtà siano prive del retroterra favolistico legato all’amore, anzi. È solo che quel retroterra parte da paradigmi valoriali completamente >>>

  • 7921
    Golem -

    >>> differenti. E lo stesso vale per le nostre “femmine”, che mai troverebbero “affascinante” uno di quelli. A meno che non sia uno scultoreo fusto come lo sono certi neri, ma lì siamo nel campo dell’istinto puro, non dell’ammore inteso come possibilità di comunicazione tra i due, fosse anche perversa come quella che si discute su questa lettera. Entrare nei dettagli per spiegare il perchè sarebbe impossibile ovviamente, ma credo mi sia spiegato a sufficienza. Ricordo un film di molti anni che parlava proprio dell’ammore tra una bianca occidentale e un “bel” nero centroafricano che pure parlava la stessa lingua. Ma NON lo stesso “linguaggio”. Infatti dopo le illusorie sco...., che lei coniugava come premessa di un possibile amore secondo i SUOI parametri, mentre i due mano a mano si conoscevano cominciavano i problemi, per le ragioni
    che ho cercato di spiegare. Ma non c’è stato bisogno del film per capirlo, oltre alle mie letture durante la “crisi”, mi è bastato vedere i risultati di un paio di unioni fallite di amiche con musulmani, e che sono falliti a causa della loro ovvia islamicità e dell’illusione di quelle donne occidentali che con “l’intelligenza” si potessero “aggiustare”. Non può accadere, a meno che non si resetti “quella” mente.

  • 7922
    maria grazia -

    Si Golem, capisco bene quello che vuoi dire. Quando ebbi la storia con il rumeno, presto le nostre divergenze culturali su molte cose ( la condizione della donna in primis ) vennero prepotentemente a galla e presero il sopravvento su tutte le nostre belle e alate iniziali promesse reciproche d’ amore. insieme alla consapevolezza che il mio “eroe” non solo non aveva voglia di lavorare, ma non intendeva nemmeno contribuire alle spese per l’ affitto e per le utenze.
    tutto ciò che mi resta di positivo di quell’ esperienza è il ricordo di qualche momento lieto condito di qualche bella risata liberatoria e di sesso inebriante. Avrei dovuto capire già allora che altro non mi sarei potuta aspettare da una relazione di quel tipo.
    io sono cresciuta in un ambiente molto occidentale ( Milano ) e sono stata allevata da un papà fascista allergico alle minoranze e fanatico dell’ attività fisica e della buona forma. Quindi il mito del “superuomo ariano” ha attecchito in me forse più che in altre. Poi, la nostra “cultura” cinematografica e musicale ha fatto tutto il resto. Anche se forse il radicarsi nell’immaginario collettivo femminile occidentale della figura romantica del ribelle è iniziata già molto prima, in epoca vittoriana.

  • 7923
    maria grazia -

    In aree geografiche con una cultura completamente diversa dalla nostra, come già detto le donne tendono a prestare attenzione ad aspetti più pratici e “terra terra”, anche a costo di sacrificare la propria emancipazione. Questa è la ragione per cui i maschilisti nostrani mirano a quei paesi nel cercarsi una compagna fissa.
    Ma resta il fatto che per le femmine di tutto il mondo è importante riuscire ad accaparrarsi un maschio che secondo la loro comunità di appartenenza è ritenuto al top della lista.
    Cosa genera tutto questo nelle donne di ogni latitudine? Il gusto per la “sfida”, cioè il piacere ( o l’ illusione ) di essersi assicurate “er mejo der bigoncio”. E, come abbiamo visto abbondantemente anche su queste pagine, tante donne proprio non accettano che la loro fosse solo un’ illusione che hanno attraversato in un dato momento. Da qui sono nati tutti gli accesi dibattiti sul tema che abbiamo visto.
    C’è anche da dire che l’ uomo “pieno di guai” suscita nella donna occidentale ( forse più che in altre ) quel desiderio di “soccorso” che istintivamente ci deriva forse dall’ impostazione cristiano-cattolica che abbiamo assimilato fin da piccolissime.
    io comunque sono contro le droghe. attualmente opterei più per un rapinatore.

  • 7924
    Golem -

    MG, nell’attrazione per l’ “uomo pieno di guai” si riversano, come in un cocktail, tanti elementi sia istintuali che acquisiti che vanno dalla tendenza femminile all’accudimento “materno”, al solito stereotipo pseudoromantico dell'”io ti salverò”, cresciuto durante il neoclassicismo e durato sino a “ieri”, che porta ancora dentro di sè l’antico ruolo “ancillare” femminile nei confronti del maschio del quale era ancora dipendente. Come si può facilmente notare, oggi questo comportamento è sempre meno praticato dalle donne, che vanno lentamente emancipandosi e liberandosi da quella dipendenza psicologica, con grande dispiacere di buona parte del mondo maschile allevato da madri “ancelle”, cosa che si evince anche su queste pagine dai racconti di nostalgici della famiglia patriarcale.
    Questo momento storico dal punto di vista delle relazioni sentimentali è talmente confuso e lontano dai riferimenti relazionali “classici”, che giudicarne la “bontà” con quegli antichi parametri è come voler misurare un campo con le unità di misura agrarie dell’800 e pretendere che vengano capite da chi conosce solo il sistema metrico decimale. Ma come sai c’è ancora chi usa quel metodo, anche se forse avrà misurato un paio di campicelli, e il resto sulla carta.

  • 7925
    Golem -

    Ciao Acqua, sono d’accordo con quello che dici, ma come avrai letto io relativizzo le manifestazioni di quella femmininità genetica, e voglio farti una domanda, e cioè, quanto ritieni che la tua “cultura” sociale e i riferimenti sessuali archetipici che la contraddistinguono abbiano inciso sulla tua visione delle cose che dici, e quanto tu ritenga che, seppure cresciuta in un “humus” valoriale diverso dal tuo, quelle istanze si sarebbero potute manifestare come oggi ti succede. Cioè, tu ritieni che la “maschità” misteriosa, torbida e sfuggente che tanto affascina molte delle nostre donne sia comunque attrattiva per tutte le femmine di tutte le latitudini? Per fare un esempio banale, se una bella e intelligente donna Masai, mai “contaminata” dalle immagini della nostra cultura, andrebbe in deliquio, come succedeva alle ragazze dei ’50,’60 e anche’70, per un Elvis Presley “The Pelvis” che dimena provocatoriamente il bacino mentre canta “Heartbreak Hotel”? Famme sapè cosa ne pensi. Cià.