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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 75
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Categorie: - unclassified

Ma va Suzy che anche tu vai matta per il soggetto “tenebrointroversocomplicato”, lo hai “mostrato” indirettamente in diverse occasioni. Che poi altro non è che la variante intellettualoide del tipo “fuori norma”, che la solita leggenda iconografica di lontana origine religiosa fa immaginare foriero di chissà quali profondità. A te il tipo maschile anche molto intelligente e brillante e magari pure colto, ma ilare e spiritoso, non ti stimola il velopendulo, anzi, ti infastidisce, dì se non è così. Una congrua dose di sofferente malinconia e magari anche l’aspetto chiuso e convalescente del soggetto maschile è più sexy pour toi, n’est pas? Ecco, questi potremmo definirli “ammori diversamente tossici” diciamo. E a me invece stimolano ironie inenarrabili più di quelli realmente tossici, che posso farci. ? Byebye.
Ma dai, Suzy, anche tu hai dichiarato piu’ volte che sei affascinata dall’artista “maledetto” e dal “lato oscuro” degli individui.
Stiamo discutendo di connotazioni di tipo prettamente morale e non di caratteristiche fisiche-corporee.
Che poi a MaryG piacciano anche i “vigorosi”, questi sono suoi gusti personali, attinenti piu’ all’aspetto esteriore. Il “bandito” per alcune donne puo’ essere benissimo impersonato dal fragile e magrolino poeta, un po’ solitario, scapestrato e tenebroso, all’apparenza “alternativo” in quanto si distingue dalla massa per il suo “mood” e per la sua insofferenza alle “convenzioni” che lo rende a suo modo “sfacciato”.
E comunque le categorizzazioni sono solo degli esempi fittizi per per definire gli “estremi”: e’ ovvio che in mezzo si collocano infinite sfumature di tratti caratteriali, talvolta in contrasto tra loro nello stesso individuo.
Comunque ci hai azzeccato: io da piccola ho giocato tantissimo con i puffi. Erano davvero i miei personaggi preferiti e nelle mie innumerevoli storie inventate alternavo spesso, nel ruolo di “protagonista vincente”, il “puffo bandito e passionale” e “il puffo dolce e buono” con una leggera predilizione per il primo.
Ciao Golem,
non ho fatto studi antopologici e quindi non so rispondere con sicurezza alla tua domanda sulla donna Masai.Non ho affermato che la componente “cultural-sociale” non abbia inciso fortemente sulla mia visione delle cose, ma ho solo constatato come questa, per quanto mi riguarda, abbia trovato un terreno “genetico” molto fertile sul quale radicarsi e svilupparsi. Se fossi vissuta in un “humus” valoriale diverso e in un contesto ambientale differente probabilmente avrei altre tipologie di “ideali”, ma credo che la mia “essenza” mi porterebbe comunque a creare fantasie simili. Come MaryG penso che al di la’ delle “contaminazioni” culturali e dei mezzi letterari ed artistici che hanno diffuso e magnificato le “tendenze romantiche” nel mondo occidentale, vi sia un minimo comune denominatore che riguarda il genere femminile ovvero la naturale propensione a collegare al sentimento amoroso ad un’”aura” misteriosa e sfuggente. Ho appena trovato in rete un’affascinante defininzione di “aura” del filosofo Walter Benjamin che adopero’ tale termine per indicare “il carattere individuale e di unicità dell’opera d’arte originale”.
Mi ricollego al discorso di MaryG. quando parla di “desiderio universale di accapparrarsi il meglio” che a mio parere e’ piu’ propriamente il “desiderio di accapparrarsi chi appare unico e si distingue dalla massa”, anche in senso negativo. Il tutto nasce probabilmente da un’esigenza egositica di “auto-affermazione”: piu’ e’ faticosa la “conquista”, piu’ la sfida e’ avvincente e piu’ ci si sente fortificate e forti. Ovviamente il piu’ delle volte si tratta di un inganno di cui si prende coscienza solo una volta sperimentato ed analizzato razionalmente. Sono poi pienamente d’accordo su come la letteratura e la cinematografia abbiano favorito enormemente l’instaurarsi dell’ideale dell’eroe ombroso e “cattivo”. Il mio preferito e’ Heathcliff, quello di “Cime tempestose”. Pero’non disdegnerei neanche un impavido Corsaro Nero o un “selvatico” guerrigliero rivoluzionario che lotta per i diritti dell’umanita’ infrangenone lui stesso qualcuno…
il termine “maschità” è fortissimo boss, mi ha fatto morire. Il vero dramma è che certi nostalgici dei “bei tempi andati” si considerano “maschi” appunto perchè utilizzano certi parametri obsoleti per regolarsi nelle relazioni con le donne, senza invece comprendere che quella non è “virilità”, ma “coglionità”.
Ciao Acqua, neppure io ho studiato Antropologia, magari, ma ho letto diversi libri di quella materia, il più importante era uno di Del Boca che comprai a Roma su una bancarella e che non trovo più, dove già si accennava a quegli imprinting che condizionano le nostre aspirazioni in ambito sociale, come pure erotico e “sentimentale”. Ma basterebbe leggere anche dei romanzi che hanno un impianto storico sociologico per intuire le profonde differenze tra il nostro mondo e quelli persino contigui, come il vicino Oriente per esempio. Molti anni fa, prima di un viaggio in Turchia, lessi “Il mio nome e Rosso” di Orhan Pamuk, ambientato nella Istanbul di fine ‘500 e più di recente, ma non troppo, “Tre figlie di Eva”, di Elif Shafak con ambientazione nella recente attualità. Nelle pieghe delle trame ci leggi come l’amore e i sogni femminili di quella cultura a questo legati, nonostante i secoli, attingano a quei “riferimenti” in termini di attrattività maschile che alle nostre ragazze farebbero tenerezza, e quanto invece le discussioni sui bei tenebrosi, intoversi o banditeschi puffi che intrigano le nostre Sally, Acqua o MG, (Suzy no) visti dagli “occhi” islamici delle varie Shirin, Mona e Peri gli muoverebbero delle risate non troppo contenute >>>
>>> per quanto per i loro valori gli apparirebbero grotteschi. Ma basterebbe pensare alla trama di “Mille e una notte” per cogliere, già in quel pure apprezzato libro dalle nostre “romanticofile”, le sfumature evidenti nelle differenze dei “sogni” di donne cresciute in quegli impianti valoriali diversi. Che comunque tendono a modificarsi nel tempo in ragione dei cambiamenti della morale sociale e della cultura (intesa come cognizioni) delle protagoniste. Il famoso fenomeno biblio-filmografico, più volte citato da me come paradigma di una visione occidentale dei reconditi desideri erotici femminili, o comunque delle “emozioni” più cercate dalle donne di quell’ambito socio culturale, ha venduto oltre 100milioni di copie quasi solo in quell’area “culturale”. Qualcosa vuol dire, anzi vuol dire molto. E se ne cerchiamo le ragioni queste, andando in fondo, vediamo che affondano le radici nella nostra storia morale che arriva a sua volta dalle norme religiose. E le nostre si prestano tanto, e con perverso piacere trasgressivo, ad essere infrante. È da quegli ancestrali divieti che nasce il gusto del proibito e del peccaminoso, già da Eva, la prima (non casualmente) “trasgressora” della Storia. E mò ho finito sti c.... di caratteri. Cont…
Ma adesso Acqua tu e Golem vi mettete d’accordo per scrivere le stesse cose? Sí, a quindici anni andavo matta per Kurt Cobain. E sí, mi piacciono le persone malinconiche, un po’introverse e non appariscenti. Questi gli unici e soli punti in comune tra le persone di cui mi sono innamorata in vita mia.
E invece Golem, il mio fidanzato ha la grande capacità di farmi divertire e ridere come una matta, questo mi ha fatto innamorare, pensa un po’! Ma poi cosa c’entra questo discorso? Ciascuno di noi ricerca nel prossimo determinate caratteristiche, e quindi? Il problema sorge quando ci si fa del male attraverso relazioni malate; nel momento in cui si sta bene dove sarebbe il problema?
Aspetto convalescente poi proprio no, mi piacciono gli uomini-puffo in salute possibilmente…
beetlejuice, ma qui non si discute il fatto che prestare ( anzi regalare ) soldi a un profittatore sia sbagliato. Non si stanno incentivando gli amori malati. Si sta mettendo in luce il fatto – reale – che non è vero che a cadere vittime di certe fascinazioni siano unicamente donnine sciocche e sprovvedute. Poi possiamo star qui a parlare all’ infinito sul perchè o sul percome tali donne non si innamorino invece di ragazzi irreprensibili, ma servirebbe a poco perchè la realtà è un tantino più complicata ed è sapientemente spiegata dagli ultimi interessanti commenti di Acqua e di Golem.
E comunque si, nel tuo caso io onestamente intravedo certe “dietrologie”.
Condivido pienamente la tua lettura del fenomeno, Acqua. L’ ipergamia congenita insita in noi donne ci porta spesso a desiderare “l’ impossibile” per avere la conferma del nostro potere femminile. Che poi qualcuna voglia negarlo contro ogni evidenza, poco importa.
Un salutone!
Ma qui si sta facendo confusione, innamorarsi di chi non fa per noi e tiene sulla corda è capitato quasi a tutti, finire vittima di vampiri economici è un’altra. Che poi tu stessa hai detto che una donna matura e intelligente non cade in certi stereotipi, ciò che ho scritto io per l’appunto. Ne consegue che una immatura e/o manipolabile sarà invece maggiormente predisposta. Sarei proprio curioso di sapere a parti invertite, come definireste uomo che si facesse spillare soldi da una bella “bandita”.
In ogni caso un Felice Maniero con il diamante rubato farà colpo sulla ragazzina, ma su una donna adulta, se scafata, non credo. Fortunatamente per noi ots (omini tristi standard) ci sono pure quelle a cui dei diamanti, rubati o meno, non frega niente.
Vabbè Suzy, non c’è bisogno di mettersi d’accordo, dai, sei leggibile facilmente. Ma è chiaro che ognuno di noi cerca nell’altro certe caratteristiche, con la differenza che c’è chi lo trova senza cercarlo -com’è successo a me che non ho mai saputo in vita mia come “la volevo”, fin quando non ho “sentito” quel quid diverso- e c’è chi lo cerca con l’uso di un retroterra immaginifico alimentato dagli stereotipi di cui si è parlato, e che frequentemente si rivela solo una delusione, perchè le aspettative sono nutrite da immagini idealizzate, provenienti da suggestioni esterne. E in molte donne, le più portate a quelle suggestioni, il farsi male è quasi certo.
Ma Suzy, accidenti, sono contento se il tuo fidanzato è spiritoso, anzi mi è pure simpatico. Finalmente uno sano. Sappitelo tenere se é così allora. Sarebbe ora che si capisse che gli introverso-depressi, al maschile e al femminile, ti uccidono la vita. E c...., il compagno di vita, la vita me la deve dare non togliermela; anche se vediamo che a “qualcuna” sembra piacere la cosa. Ma qui mi fermo sulle ragioni di certe assurdità, pensando che persino Freud in una vita passata a cercare di capire la mente femminile, alla fine, e per sua stessa ammissione, non ci è riuscito.
Ciacciacciao
Ehhhhh Beetle, in che mondo puffoso viviamo! Gargamella mi sembrava un po’ troppo sfigato, e non sufficientemente vigoroso…Forse c’era il puffo-bandito con la pistola negli stivali e la chioma al vento, ma probabilmente l’avevo scambiato con Maria Grazia per avere il Puffo-emaciato, malaticcio e sofferente ( di fisico e di anima). Infatti ricordo che possedeva in dotazione una scatolina con pasticché che credevo fossero zigulí e invece erano psicofarmaci, povero Puffo Emaciato!
Allora Suzy, senti me che sono un’esperta. I piu’ fighi sono: Puffo forzuto (vigoroso , con lo sguardo da macho), Puffo cow-boy (selvatico, con cappello e sttivali), Puffo Inventore (intelligente, con la matita dietro l’orecchio), Puffo-meccanico (pratico, con la tuta da lavoro), Puffo pasticcere (bravo in cucina, con la tortina buona), Puffo musicista (divertente, con il sax), Puffo scrittore(colto, col libro), Puffo re (leader, con la corona).
Ehhh Golem, mi sa che però entrambi avete frainteso il significato di ciò che io stessa ho più volte affermato ( niente deduzioni in ciò che viene esplicitato).
La malinconia per me è una particolare disposizione d’animo che nulla ha a che vedere con la tristezza. Una persona malinconica più essere al contempo divertente, ironica, allegra, ma vedrà sempre il mondo con una certa modalità.
Stesso dicorso per le persone introverse e poco appariscenti, lontane anni luce dal fascino del poeta maledetto o cavolate simili. Io mi sono sempre riferita a tratti caratteriali e modalità di abitare il mondo, non ad atteggiamenti che per la maggior parte delle volte sono assolutamente vuoti.
Quindi mi sa che avete letto male. A me gli atteggiati di ogni genere e tipo non sono mai piaciuti ( né I finti banditi, né I finti artistoidi).
Suzy ti ringrazio, mi hai strappato una bella risata. Per il resto, anche stavolta temo di doverti comunicare che sono d’ accordo con Golem: sei molto leggibile. Lo si denota anche da fatto che – almeno in questo forum – interagisci più frequentemente con i maschi “insolenti” e/o ombrosi rispetto a tutti gli altri. Ma faremo finta di niente, stai tranquilla!
Ciavo.
beetlejuice, come definirei un uomo che è stato derubato? Lo definirei semplicemente come “persona che ha subito un furto”. Fine. Non credo sia necessariamente un idiota, anche perchè fino a prova contraria è la persona che inganna a doversi vergognare e sentire sbagliata, e non chi il raggiro lo ha subìto.
Quindi, dire che chiunque sia finito in relazioni malsane è un soggetto sciocco e manipolabile mi sembra azzardato e semplicistico. Magari ci sono aspetti su cui quella persona deve lavorare, questo si, ma non puoi imputare totale mancanza di intelligenza, di maturità e di cognizione di causa a chi ha la semplice sfortuna di innamorarsi della persona sbagliata.
Sono discorsi da “zitello” inacidito, su!
Sì Beetle, ci sono anche maschietti che si gettano nelle braccia di “mantidi religiose”, certo, il fascino del “pericoloso” non risparmia nessuno, anche se la parte femminile prevale nettamente, almeno a vedere la quantità di letteratura sull’argomento. Ma qui oltre a prendere in considerazione il fenomeno si è cercato di capire le ragioni della “cupio dissolvi” che produce, come l’ho definita io, e queste stanno principalmente in un retroterra fatto di immagini proiettate da un un “melànge” di istinti e dogmi culturali da infrangere, che ho voluto richiamare nell’allegoria di Eva che ci proviene dalla Bibbia, proprio perchè il fenomeno è conosciuto da sempre, e si presenta regolarmente con l’istituzione dei tabù. Ma è fatto anche e soprattutto di illusioni “protoromantiche” come nel caso della “puffofilia” con l’aura malinconica, cotte in secoli di amor cortese e di illusioni favolistiche sull’ammore cresciute intorno al desiderio sessuale femminile, opportunamente irregimentato dalla morale, ufficiale e non. Ripeto, e chiudo, quando OGGI, 100 milioni di donne, si comprano un libro o guardano un film che nella trama contiente la descrizione di un rapporto “malato”, la domanda da farsi e: perchè? Ecco, qui di questo si è parlato. Cià vò.
“A me gli atteggiati di ogni genere e tipo non sono mai piaciuti…” Lo sappiamo Suzy, non hai fatto altro che sottolinearlo fino ad ora. Ma esistono “atteggiati” che non si “atteggiano” secondo i canoni classici ma lo fanno ugualmente. Al contrario del buffone pieno sè, usano più raffinati mezzi di “atteggiamento” vestiti di seriosa modestia, ma si “atteggiano” allo stesso modo dell’altro, sotto mentite spoglie. Ne ho conosciuti qui, al maschile e soprattutto al femminile. Questi soggetti vivono di un’intima quanto malcelata supponenza di “superiorità” che hanno imparato a dissimulare con abile ipocrisia, con esagerate ostensioni di finta modestia che tuttavia non ha scopi diversi da quelli del caciarone che gonfia il petto con plateali dichiarazioni delle sue presunte dotazioni, e mi sono più antipatici di quest’ultimo. Ecco, tu non ami i guasconi quanto io non sopporto a pelle questi “gesuiti”, che percepisco finti quasi immediatamente.
Comunque sono contento che tu sia indenne dalle suggestioni immaginifiche, anche se non sono proprio sicuro che tu non ne sia mai rimasta vittima. Personalmente ho spesso la sensazione che crogiolarsi nella malinconia sia una sottile forma di vittimismo per “bambini viziati”. Ma potrei sbagliare
Ammazza Golem, hai sbagliato proprio mestiere; potevi fare il Puffo-Psicologo nel tuo magico mondo dei Puffologi. Questa poi sulla malinconia come forma di vittimismo di bambini viziati chiude la mia possibilità di spiegare oltre. Siamo su due pianeti diversi, proprio impossibile comunicare. Le mie suggestioni immaginifiche le ho avute, e continuo ad averle in certi ambiti, ma tu non saresti proprio in grado di comprenderle. Non hai connessione con la mia mente, né io con la tua. Puoi continuare ad analizzare chi ti osanna ad ogni frase che scrivi, perché ti piace vincere facile. Sul resto del mondo continua ad applicare le tue rigide categorie, che davvero non sbagli un colpo!
P.S. il Puffo-Emaciato gira ancora con le pasticche, applicati di più!
Ecco Suzy, ammetto che provo un certo laido piacere quando leggo reazioni come la tua, perchè, pur non volendolo, si deve aver toccato qualche nervo scoperto se ti sei sentita chiamata in causa, pur avendo io chiuso l’intervento con una dichiarazione dubitativa per la quale potevi vedere riconosciuta la tua esclusione dall’ipotesi. Sì, è difficile “comunicare” perchè abbiamo “linguaggi” diversi. Tu non ti rendi conto che la tua ironia su quella che ti appare una mia sicumera dovrebbe fare il paio con la tua di sicumera. Ma, per qualche ignoto motivo, ti senti al sicuro dal peccato di presunzione perchè non ti atteggeresti, non ti piacciono i guasconi assieme a tutte le manifestazioni palesemente ostentative, e hai pure una propensione alla melanconia e all’introversione, che nell’immaginario collettivo suona spesso come indicazione di “profondità”, che dà gratuitamente un tono “importante” a chi le possiede, o sbaglio? Non so se ho sbagliato mestiere, sono stato un discreto architetto, sarei stato un bravo pilota e sono un ottimo “soul anatomist”, questo lo so con sicurezza. Lo ero sin da “puffino” e ho migliorato strada facendo. Non tutte le “autopsie” sono facili, ma la tipologia del “paziente” dà tutto il tempo di vedere le cose con calma. Cià
Ciao Golem, sarebbe interessante “intervistare” su questo tema qualche donna di cultura profondamente diversa dalla nostra e non influenzata da contaminazioni occidentali, come ad esempio una ragazza cinese o una congolese provenienti da villaggi isolati.
A me piacciono molto i romanzi sud americani, in particolare quelli di Isabel Allende: in tali narrazioni non ho trovato grandi differenze relativamente ai desideri erotico-romantici delle “eroine”, rispetto a quelli delle “colleghe” europee.
Sono d’accordo con te e per questo ti Osanno (anche se non sei figlio di David) sull’enorme attrattivita’del tabu’ che sembra “nato” per essere infranto. L’uomo (o la donna???) è un essere troppo curioso e spesso desidera spaziare con mente e corpo oltre i suoi limiti. È proprio il fatto che esistano i tabù ad originare la tentazione e “stimolare” la ribellione. La differenza tra “giusto” e “sbagliato” è molto relativa e alla donna è comunque toccato da sempre il ruolo di Eva “tentata” e “tentatrice”allo stesso tempo.
Suzy, mi spiace ma non credo di aver travisato le tue affermazioni o frainteso le tue parole. In ogni caso, se talvolta le mie interpretazioni possono essere imprecise, raramente le mie intuizioni sono scorrette. Non venirmi a raccontare che non piacerebbe anche a te il guerrigliero rivoluzionario, quel tipo un po’ solitario, con barba di qualche giorno, neri capelli spettinati, e occhi scuri come il carbone, che attende nascosto nella boscaglia l’attimo giusto per scatenare la rivolta a difesa dei diritti dei deboli, mentre scrive malinconici versi intrisi di passione alla sua amata lontana, magari canticchiando in po’ con la chitarra. Vabbe’.
Beetle, ci sono centinaia se non migliaia di uomini che vengono fregati economicamente da abili e avvenenti manipolatrici. Saranno tutti tontoloni ingenuotti? Credo, come MaryG,che se ci si innamora della persona sbagliata, si rischi sempre di essere fregati, indipendentemente dall’intelligenza o dalla maturità. Quando si dà fiducia a una persona si spera e si crede in quello che dice o promette. Purtroppo molti/e ingannano l’altra/o per trarre vantaggi personali, proprio sfruttando la loro fiducia e il loro stato di innamoramento.
Ciao MaryG un saluto Osannante anche a te.
Secondo me sono stati sovrapposti differenti piani di lettura, finendo per analizzare l’aria fritta. Ci sono numerosi esempi di fascinazioni legate a certi personaggi controversi e “negativi”. Criminali, politici, sportivi, attori ecc, che tra l’altro esercitano un fascino trasversale. Maradona per dire, eccelso sportivo, uomo discutibile, ê stato osannato da tutti indistintamente.
Un altro piano é lo “stronzo”, sovrapponibile al precedente, ma anche no.
Poi ci sono le idealizzazioni amorose, soprattutto femminili, che “appiccicano” all’amato la loro idea di amore e su questo concordo con Golem.
Altra cosa gli amori malati o tossici, chiamateli come volete, in cui una persona può manipolare un’altra portandola a compiere gesti che la danneggiano o danneggiano altri. E non é vero che le vittime sono in prevalenza donne, pensate agli uomini che arrivano ad uccidere perché gliel’ha detto ordinato l’amata come prova d’amore.
Maria Grazia, vedo che ad ogni commento aggiungi un particolare dietrologico. Per natale ti regalerò l’allegro psicologo.
Suzanne questa tua ossessione per i puffi nasconde qualcosa, é fin troppo evidente. Mai fidarsi di chi é tutto blu, ora hai imparato la lezione.
Ciao “Osacqua”, la Allende a chi non piace, ma non dobbiamo pensare ai moti amorosi femminili allo stato puro, legati al recondito scopo riproduttivo, dove è naturale che la femmina di qualunque latitudine e cultura coltivi il “sogno” della dolcezza e della tenerezza come assicurazione futura di un’accudimento di sè e della creatura che potrebbe “nascere” da quella auspicabile unione, comunque mossa da un’attrazione sessuale sia pure scaturita da parametri “relativi” a quella condizione culturale. Qui parliamo di “aberrazioni” comportamentali che sfociano in comportamenti esattamente opposti a quelle che fanno capo a quell’istinto amorosi. Parlando al “limite”, in quei “mondi” naive diciamo, non esiste il sadomasochismo, non esiste il bondage, nè quelle che noi chiamiamo eccitazioni sessuali che arrivano a situazioni persino estreme, perchè semplicemente la cultura sociale e morale del sesso è rimasta a livelli “elementari”, e con essa il livello di controllo del singolo. In parole molto povere , da noi l’interazione tra le eterne esigenze istintuali, le norme che le hanno regolate per secoli e la “libertà” di infrangerle che si è sovrapposta, per via di quella “nota” umana che è il desiderio di esplorare mondi sconosciuti, e la curiosità.
Cont.
Segue. che la alimenta, fa il resto, anche in termini perversi se il piacere della sfida si somma ad altre istanze che provengono dalla famosa morale, in quel cocktail di impulsi dove non si riconoscono più i singoli elementi che lo costituiscono. Nella figura femminile occidentale, nel caso specifico, ritroviamo sia Eva, che sfida la Norma divina proprio per quella incontrollabile curiosità, che la Vergine, come esempio di dedizione e assoggettamento al volere della divinità, e da queste contrastanti figure archetipiche, a cui si sommano le infinite “azioni” culturali e sottoculturali che ne hanno disegnato le forme nei secoli dei secoli, nascono gli episodi che stiamo discutendo. E’ ovvio che è proprio il caso di dire che su LaD non possiamo partire da Adamo ed Eva per spiegare il perchè, ma bisognerebbe doverlo fare per capire come e quanto certi comportamenti siano il risultato di un “algoritmo” di cui ci sfugge la “presenza”, e che da noi crea aspettative e desideri “soggettivi” che in ambiti meno complessi non possono crescere e delinearsi. Ma è chiaro, come ho detto in precedenza, che se prendiamo una giovanissima amazzonica e la alleviamo in occidente sarà occidentalizzata quanto a desideri e aspirazioni. E intanto sono finiti ‘sti c.... di caratteri. Bye