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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.
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Acqua, Rossana, meditavo in questi giorni sulle differenti forme di idealizzazioni in campo sentimentale e credo principalmente siano di due tipi. La prima tipologia prevede la costruzione di un’immagine inevitabilmente distorta della persona di cui ci siamo invaghiti. Spesso ci affezioniamo così tanto a questa proiezione emotiva che nemmeno di fronte alla realtà nuda e cruda siamo disposti ad abbandonarla. La ritengo una forma molto pericolosa, in quanto ci impedisce di essere lucidi in merito alla persona che ci troviamo di fronte, giustificando spesso difetti o atteggiamenti che in altri condanniamo ferocemente.
Poi esiste l’idealizzazione della relazione, in cui cerchiamo di ricostruire nella realtà tutti quei fotogrammi, accumulati per anni, che corrispondono alla nostra idea di amore. In questo caso il problema risiede nella difficoltà di scendere a compromessi con una realtà che necessariamente ci comprime e limita, in qualche modo ci tarpa le ali. Credo di ritrovarmi più nella seconda tipologia, avendo sempre fatto fatica ad attenermi ad un rigido principio di realtà.
Cosa ne pensate?
Golem allora forse non hai capito!
Non ho più intenzione di dialogare con te.
Quindi evita sia di contattarmi sia di citarmi nei tuoi commenti.
Punto.
Ciao Rossana
Ci sono molti argomenti interessanti di cui parlare.
Per te e per chiunque altro sono sempre disponibile.
Ciao Suzy, bentornata! La prima forma di idealizzazione che descrivi può rivelarsi in effetti molto pericolosa, soprattutto in alcuni casi estremi (vedi donne succubi di uomini violenti che annullano se stesse giustificando ogni sopruso ai loro danni). In casi meno eclatanti può comunque diventare rischiosa se le basi deboli su cui si fonda l”apparente” tolleranza dovessero improvvisamente crollare a valle di un episodio- evento di “rottura” che riporta alla piena consapevolezza della cruda realtà.
L’idealizzazione della relazione, invece, può servire per migliorare un rapporto ideale. Il non accontentarsi e tentare costantemente di avvicinarsi al nostro ideale di amore , non significa necessariamente volere che l’altro sia diverso da quello che è’, ma impegnarsi nel cercare di reinventare alcune nostre modalità di relazione per giungere al miglior compromesso possibile.In questo senso penso che quindi che questa seconda forma di idealizzazione racchiuda un potenziale di “creatività” positiva che si può esprimere in diversi modi permettendoci di modulare alcune nostre aspirazioni esagerate e di trovare un giusto equilibrio tra desiderio e realta’. Per quanto mi riguarda credo di essermi “inventata”‘questa attrazione parallela nei confronti di uno sconosciuto , proprio per “compensare” degli aspetti che non trovo nella mia relazione reale. Il che non significa che io sia del tutto insoddisfatta della mia relazione, ma solo che in certi momenti”vorrei di più” e quindi non potendo realizzare un desiderio impossibile , preferisco “sognare” che esista un modo per soddisfarlo, pur essendo consapevole che è’ solo una mia invenzione. Probabilmente facendo attenzione che questa “condizione”non degeneri in un auto isolamento /smarrimento in fantasie da romanzo, ma che sia invece utilizzata come valvola di sfogo temporaneo di “tensioni” incomprimibili, si dovrebbe garantire il mantenimento del giusto equilibrio…
Markus grazie per aver fornito alcune informazioni utili a comprendere meglio i tuoi interessi. Credo sia importante riflettere sulle varie esperienze, ma sono d’accordo con Rossana che l’esperienza spesso è’ di aiuto per la presa di consapevolezza e risoluzione del problema, solo al diretto interessato. Difficilmente nei problemi che affrontano gli altri, per quanto simili , troveremo soluzioni per i nostri.
Per quanto riguarda la tua situazione ricorrente ovvero la tendenza a tenere così distinti sesso e amore, mi permetto di ipotizzare che forse sei troppo critico e pretenzioso con le donne che incontri. A mio parere si può far funzionare una relazione di amore (se parliamo di amicizia e’diverso), solo se scatta un’ attrazione fisica supportata da un’attrazione mentale immediata che dovrebbe attivarsi già nella primissima fase dell’innamoramento ( in forma di “potenziale” presenza di aspetti caratteriali desiderabili nella persona incontrata). A questo punto l’attrazione mentale potrà evolvere, con la conoscenza reale della persona, in Amore (uguale: ti scelgo per come sei e mi impegno a scoprire le mie carte per condividerle con te accogliendoti con i tuoi pregi e difetti), oppure essere interrotta a causa della consapevolezza che quello che si credeva di aver intravisto nell’altro e che per noi è fondamentale, in realtà non è presente. In questo secondo caso è’ opportuno considerare che, se l’obbiettivo è trovare per miracolo e senza sforzo la persona giusta, difficilmente si riuscirà a concretizzare un rapporto di amore stabile.
Nell’altra situazione ovvero presenza di attrazione mentale, ma non di desiderio sessuale penso possano nascere forti e stabili amicizie e rapporti di affetto, ma difficilmente nascerà Amore che essendo un’esperienza completa richiede necessariamente, oltre alla condivisione delle anime, il dono spontaneo, gratuito e reciproco della propria corporeità.
“mentre “conosci” scopri che c’é troppo da sapere per una vita sola.”
Golem, proprio così. E’ una cosa di cui ho dovuto prendere atto proprio negli ultimi tre/quattro anni.
Il termine “siffatto” mi ha ricordato il dialogo di una scena dell’ ultima versione cinematografica di Dorian Gray…
Per il resto, non vedo nulla di nuovo: il solito sopravvenire della consueta finta intellettuale che ti “esclude” di proposito per dimostrare che non sei alla sua altezza, ma che così facendo dimostra l’ esatto contrario! ci siamo capiti.. 😉
Chi non riesce a REGGERE IL CONFRONTO non può far altro che cercare di “metterti all’ angolo”. Solita vecchia storia.
Comunque Suzy, io sono un tipo generoso e visto che tu non “ti abbassi” a parlare con me, sarò io ad ABBASSARMI a parlare con te, rispondendo ai tuoi amletici quesiti:
1. La prima tipologia ( le proiezioni ): “Dal momento che mentiamo a noi stessi riguardo ai nostri sentimenti più intimi, l’unico modo per ritrovarli è vederli negli altri: essi ci rimandano l’immagine riflessa delle nostre emozioni nascoste, e questo ci permette di riconoscerle e riappropriarcene. Istintivamente ci ritraiamo dalle nostre proiezioni negative: è più facile esaminare ciò da cui siamo attratti piuttosto che guardare ciò che ci ripugna. ”
Quando insomma operiamo una “proiezione”, sia essa negativa o positiva, su un’ altra persona, stiamo in pratica facendo emergere di riflesso la nostra parte inconscia, che razionalmente tendiamo a reprimere o a soffocare del tutto per qualche ragione. Forse perchè, per esempio, ne siamo intimoriti, o non ne siamo di fatto all’ altezza.
fonte: http://www.jungitalia.it/2014/06/08/la-proiezione-cio-che-vediamo-negli-altri-quanto-ci-appartiene/
2. La seconda tipologia ( il riadattamento della realtà che ci circonda ): per quanto riguarda il secondo quesito, è fin troppo semplice rispondere senza nemmeno avvalersi del supporto di qualche fonte di riferimento. Chi cerca in qualche modo di crearsi una sua realtà parallela, anche di relazione, è perchè evidentemente non è perniente soddisfatto di quella contingente che lo circonda, nella quale probabilmente il partner tende ad ascoltare poco o a ignorare del tutto le nostre istanze più profonde. La realtà non è “rigida” in quanto tale, anzi può essere estremamente “fluida” e creativa, a patto però di trovare qualcuno che sia disposto ( CON NOI E PER NOI ) a “dipingere” quella “tela” che conterrà “mille colori” e che rappresenterà la nostra storia d’ amore con questa persona. Diversamente, se ciò che abbiamo davanti viene percepito come rigido, piatto e immutabile, significa che c’è un blocco, un limite, o una mancanza da parte nostra, oppure da parte dell’ altra persona, oppure da parte di entrambi. Potrebbe essere che questo tipo di persone hanno paura di VIVERE DAVVERO ( cioè di gioire, di soffrire, di AMARE, di odiare, di perdere il controllo e di mettersi nei guai, e di prendere atto delle cose per quello che sono, nella loro accecante bellezza così come della loro orribile crudezza, a seconda dei casi ). E allora si limitano a “vivere” solo con la fantasia.
Voglio comunque riportare anche in questo caso uno spunto interessante tratto da un articolo trovato in rete:
http://www.archetipi.org/psicologia/principio-di-piacere-e-principio-di-realt%C3%A0
La persona ADULTA, insomma, riconosce che l’ appagamento che può ottenere da elementi oggettivamente reali è immensamente superiore da quello ottenibile attraverso la mera immaginazione fine a se stessa.
Non me ne volere Suzy se ho “osato” introdurmi nell’ annosa discussione, per la quale non sono certo all’ altezza, ovviamente.
Finalmente ti arrendi Markus???
O guarda era ora!
E dopo non aver capito un c.... di niente sulla storia di golem e aver detto una valanga di cazzate e cose senza senso su di lui…la tua ultima bella figura di merda l’hai fatta! Adesso è vero…comincia a essere un uomo e trova la tua dignità OK? Bravo .
Camy, sei un “camy umano”. Come i tuoi confratelli professi con convinzione la filosofia della banalità come soluzione ai mali del mondo. Ma espressa con convizione sembra una buona soluzione.
Gli esempi si sprecano anche solo su questo thread
non ho fatto nomi (anzi nick) eppure chissà come mai certi utenti si son sentiti chiamati in causa.. la coda di paglia brucia? eh sì..
XMarkus,l’ho capito benissimo, senza contare che diverse volte ho chiesto io di piantarla, perchè con te è come parlare con “Furby”, un giocattolo parlante di qualche anno fa.
Inoltre io dico e faccio quello che mi pare quando leggo stupidaggini, come “l’elaborazione” dei trattati di psicologia da parte del geometra. Un termine che si presta facilmente ad essere “frainteso” in un senso diverso e più qualificante per la tua immagine, rispetto a quello che certamente è il vero significato.
È questo che mi è insopportabile in certa gente, specie quando grida al FALSO verso glu altri.
Il piromane al fuoco
Sofia
Senti cosetta, mi pare di averti detto da diversi mesi che non devi interagire con me né nominarmi.
Invece continui a farlo seppur io mai ti nomino né ti prendo in considerazione.
Ti lamenti di Walk che ti sta sempre appiccicato come una cozza. Tu invece con me che fai?
Apri le orecchie e gli occhi una buona volta : Fai il vento! Aria! Sparisci! Io non esisto per te, tu non esisti per me.
E smettila di offendere! Hai rotto i co...... ok?
Vedi Maria Grazia, ancora una volta hai dimostrato il tuo essere prevenuta. Mi sono rivolta ad Acqua e Rossana, semplicemente perché è con loro che ho iniziato questo scambio di opinioni. Se vogliamo essere precisi non mi sono rivolta nemmeno a Markus ma mica per escluderlo, semplicemente ho l’impressione che l’argomento non lo interessi più di tanto. Del resto ognuno qui ha scopi differenti; mi pare di aver già specificato la mia tendenza a stancarmi in fretta delle discussioni, soprattutto quando vengono prolungate forzatamente.Io non mi sento superiore a nessuno, posso però comunicare solo con chi condivide la stessa accezione del termine: comunicare= istituire un rapporto dicomprensione e partecipazione. Mi piace un po’ meno la definizione di “trasmettere ad altri per contagio”, ma ognuno ha le sue preferenze.
Se cambierai il tuo atteggiamento, sarò ben contenta di ascoltare le tue opinioni, in questo momento non mi va di raccogliere la provocazione ( anche se in parte ti ho comunque accontentato).
Acqua, nella mia personale esperienza ho vissuto una relazione esattamente come ho sempre immaginato di volerla, perfettamente rispondente al film che mi ero costruita in mente per anni e anni. Ciò ha significato vivere un po’ dentro una bolla di sapone che entrambi avevamo deciso di condividere. Il problema è che optando per questa scelta una buona fetta di realtà rimane comunque inaccessibile e questo, ad un certo punto,risulta come una rinuncia autoimposta.
Quello che mi domando è se sia possibile trovare un buon compromesso tra l’inevitabile impellenza di sentirsi ancorati al terreno e il continuo bisogno di volare in alto.
“I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili, proprio perchè sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo”.
F. Pessoa
“sono d’accordo con Rossana che l’esperienza spesso è’ di aiuto per la presa di consapevolezza e risoluzione del problema, solo al diretto interessato.”
quindi Acqua tutti i testi, i trattati, gli enunciati e le teorie che sono state elaborate nel corso dei secoli al fine di cercare cause comuni a fenomeni collettivi, non hanno alcuna rilevanza?
Ma allora a questo punto se “ognuno per sè e Dio per tutti e solo io posso sapere cosa è meglio per me”, che senso ha cercare di confrontarsi con altri circa le proprie esperienze o cercare di capire le dinamiche di certi fenomeni documentandosi anche in ambito letterario? Sapete già tutto, quindi che problema c’è??
Inoltre, se è vero che ognuno deve guardare esclusivamente al SUO caso, continuo a chiedermi come mai si cerchi costantemente di imporre modelli femminili ( come ad esempio quello che si richiama al romanticismo vittoriano e della castità ) a cui la “donna ideale” ( cioè quella adatta alle relazioni serie ) si dovrebbe attenere. Il problema è che le donne ( TUTTE ) non si rendono nemmeno conto di tutti i vari tipi di violenze ( anche quelle meno evidenti ) a cui quotidianamente sono sottoposte e assuefatte.
Per quanto riguarda Markus, a mio avviso è solo uno dei TANTISSIMI casi di maschi che sono istintivamente attratti dalla donna emancipata, libera, sessualmente disinibita e mentalmente consapevole, ma al tempo stesso TEMONO il confronto con donne così e hanno paura di costruirci una vera e propria relazione vincolante. Quelli come Markus, in pratica, trovano rassicuranti le donne “vecchio stampo”, che parlano di castità, di amori da romanzo e di matrimonio. Ma al tempo stesso non le trovano eccitanti e stimolanti, ecco perchè difficilmente ci si mettono insieme. Allo stesso tempo però rifuggono la donna che VIVE DAVVERO, in quanto la percepiscono come pericolosa, anche se affascinante…
.. Markus insomma vive il classico complesso dell’ uomo maschilista. Nulla di particolarmente “interessante” o “inusuale”. Nel caso del maschio misogino ( e Markus probabilmente lo è ) va detto che spesso si è attratti dalla donna emancipata proprio per un’ inconscio desiderio di dominarla e di piegarla ai propri voleri e alla propria visuale. Il non riuscirci, crea in questi uomini un fortissimo senso di frustrazione. Devo precisare che le mie parole non vogliono essere un attacco diretto a Markus ( come del resto non lo erano state nemmeno quelle di Golem ). Il mio è solo un voler analizzare OBIETTIVAMENTE quanto riportato dallo stesso Markus.
Markus…ma non era per offenderti..è che mi fai troppo ridere!…
Grazie per la cosetta! È un nome sexy! Molto gentile markus…
E a proposito di co......…( sapessi quanto ne hai rotti te….ma da morire di sfinimento)…
Non ti parlo più dai..solo perché mi annoi come non so..solo per quello he!..ciao cosetto!
Non dovrei intervenire perché non mi riguarda ma qui si cade nel surreale. Markus, ma tu per caso qui cercavi uno psicologo-veggente che riuscisse ad analizzare obiettivamente tutto ciò che non hai mai detto? Siamo veramente alla cultura da supermercato, visionaria per altro. Markus, io credo che tu sia rimasto fin troppo tempo invischiato in una discussione totalmente improduttiva, lascia perdere!
Tra l’altro credo che la psicologia divulgativa abbia fatto più danni che altro, legittimando la catalogazioni di ogni soggetto in casistiche necessariamente troppo rigide e generalizzate per poter essere attendibili ( e in certi casi frutto di stereotipi ormai datati).
No Camy, è solo sarcasmo preventivo. Io adoro le tipe come te. Fai parte del grande gruppo degli “esuberanti”.
Golem non sono stato abbastanza chiaro? : NON DEVI PIÙ INTERAGIRE CON ME!
Suzanne, io non devo cambiare nulla della mia impostazione semplicemente perchè le ragioni della mia partecipazione a questo forum non sono quelle cui qualcuno adduce ( il coalizzarmi con altri ). Non sono condizionata e influenzata proprio da nessuno! A differenza di altri che scrivono io non temo di “inimicarmi” qualcuno o di apparire per quella che sono proprio perchè sono convinta di quello che dico. E lo rimarrò fino a che non arriverà qualcuno a smentirmi con argomenti consistenti, e finora questo non è accaduto con nessuno che non fosse Golem. Non è un voler denigrare tutti gli altri, ma solo un dato di fatto. Il motivo della tua esclusione ( come di quella di Acqua ) nei miei confronti è fin troppo evidente, si tratta semplicemente della fatica ad accettare un punto di vista differente dal vostro, ma anche se evitassi di metterlo in luce ciò non cambierebbe i fatti e le dinamiche che regnano in certe discussioni, e che a mio modesto avviso le “viziano”, rendendole poco costruttive. Secondo me in un confronto SERIO non si va a “preferenze” e a “simpatie”, ma si valutano IN MANIERA OGGETTIVA i contenuti riportati. Altrimenti non ha nemmeno senso iniziare un dibattito. Se un giorno, per esempio, Golem e Sofia mi dicessero: “Maria Grazia ma vaffanculo! ma che c.... dici io non sono d’ accordo con quanto scrivi!”, io potrei FORSE obiettare i modi e la forma con cui Golem e Sofia si rivolgono a me, ma non le loro argomentazioni, NEL CASO fossero OGGETTIVAMENTE significative e sensate. Quindi in quel caso non mi resterebbe da fare altro che prendere atto che ho scritto una cosa quantomeno inesatta, invece che incaponirmi a cercare di avere ragione, e questo vale per TUTTI. Quindi, ben venga una Suzanne che mi contesta apertamente ( a me come a chiunque altro ) piuttosto di una Suzanne che cerca in qualche modo di apparire “attendibile” appellandosi alla netiquette. O almeno io la vedo così…
…Le persone sincere meritano di essere ricambiate con la stessa sincerità, per quanto “cruda”. Il problema è sempre lo stesso per chiunque: quando proponi alla gente SOLUZIONI VERE, cioè che costringano ad uscire dalla propria zona di confort, a quel punto diventi automaticamente un nemico per queste persone. Ma quelle “putroppo” sono le uniche soluzioni EFFICACI ai propri malesseri.
Poi, dici che a Markus l’ argomento “non lo interessa più di tanto”.. Ma se ha scritto chilometri di commenti in questo thread al solo scopo di controbattere efficacemente alle tesi di Golem ( tentativo vano, purtroppo per lui ). Pensa allora se fosse stato INTERESSATO, che avrebbe fatto!
“Quello che mi domando è se sia possibile trovare un buon compromesso tra l’inevitabile impellenza di sentirsi ancorati al terreno e il continuo bisogno di volare in alto.”
Io invece ti inviterei a riflettere sul PERCHE’, secondo te, un sentimento amoroso, per essere degno di considerazione, deve per forza di cose dipanarsi attraverso una situazione dolorosa. E’ una visione alquanto “distorta”, ne convieni?
“ancora una volta hai dimostrato il tuo essere prevenuta”
mmm… io invece penso che ANCORA UNA VOLTA ho dimostrato di essere LUCIDA. Che ne dici? 😉
Maria Grazia, visto che tanto debbo stare in casa per brutta influenza, avrò premura di puntualizzare una premessa fondamentale a qualsivoglia conversazione: io non cerco affatto soluzioni oggettive, infallibili, vere e lucide per approcciarmi alle relazioni amorose. Questo semplicemente perché non credo in nessuno dei sopraelencati aggettivi e anche se per assurdo qualcuno potesse mostrarmi empiricamente l’efficacia di un certo approccio, sarei ancor più decisa ad intraprendere la strada opposta. Sai perché? Per rivendicare la mia libertà di individuo, in tutte le incongruenze che necessariamente una vita autentica comporta.
Amerò sempre le contraddizioni, le strade tortuose, i cambiamenti di rotta, le perdite di equilibrio.
Per questo posso anche dirti che non mi sono mai sentita vittima di nessuna situazione, proprio perché ho sempre voluto testardamente scegliere come vivere, anche a scapito di una quiete spicciola, ma guadagnando momenti di assoluta bellezza. Sono scelte.
Il punto non è confrontarsi con persone differenti, ma farlo quando ci si può “donare” qualcosa, altrimenti è solamente tempo perso. Se tu credi che io non possa apportare nulla di significativo alla tua visione, ad esempio, perché ti rivolgi a me? Vorresti redimermi? Mi spiace, ma io amo perdermi…
O sono in preda ai deliri febbrili o un mio commento si è volatilizzato. Tenterò di riscriverlo.
Maria Grazia, forse non è chiara la premessa necessaria alla discussione: io non sto cercando una modalità oggettiva, lucida, infallibile, razionale, vera ed efficace di vivere le relazioni amorose, in quanto non credo in nessuno dei sopraelencati aggettivi.Se anche fossi in grado di mostrarmi empiricamente il buon funzionamento delle tue teorie io non mi atterrei comunque. Sai perché? Rivendico la mia libertà di individuo complesso e contraddittorio.
Per questo motivo non mi sono mai sentita vittima di alcuna situazione in ambito amoroso: ho sempre scelto in totale consapevolezza, anche rinunciando ad una spicciola quiete, ma guadagnando momenti di impareggiabile bellezza.
Comunque su un aspetto hai ragione: amo circondarmi di persone con indole simile alla mia o, comunque, di soggetti che abbiano voglia di “donare” e non indottrinare. Tu cosa cerchi invece in un confronto? Vorrai mica redimermi? Mi spiace ma amo perdermi…
Io credo che Markus fosse più interessato a confutare la tesi golemiana piuttosto che al tema in sé. Ma potrei sbagliarmi.
Markus, non si potrebbe interagire con te comunque. Vieni usato anche come “utile idiota” da “Piccolarossanacresce” nel suo ultimo post, per lanciarmi una frecciatina, che sicuramente avrai afferrato al contrario.
Questo perchè “sei una bella persona”.
Hai ragione Suzanne, la psicologia divulgativa ha fatto un sacco di danni volendo catalogare l’individuo in categorie troppo rigide.
Il successo della “pubblicità” e dei persuasori occulti ne sono una prova per i danni che fanno, dimostrando proprio il fatto che siamo più omologati e prevedibili di quello che vuoi “farti credere”.
Se posso esprimere la mia opinione su una questie che hai proposto in uno dei tuoi post, la domanda che hai fatto sulla possibilità di convivenza tra i due “mondi” di cui accenni non andrebbe neanche posta, perchè è abbastanza ovvio che la presenza di un “mondo” esclude automaticamente l’altro. Sono due dimensioni spaziali e temporali diverse.
L’aforisma di Pessoa è tratto dal “Libro dell’inquietudine” vero? Il titolo del libro spiega sia la frase del Poeta che la ragione della tua domanda. Nel concreto il tuo dubbio rientra nella più banale dicotomia tra la paura e il coraggio, tra la la fuga dalla realtà e la lotta per farla propria.
C’è anche chi ha scelto di vivere la realtà dopo NON averla vissuta con la fantasia. Io la conosco, e se vuoi te la presento. Ti ho già proposto di incontrarci. Pensaci.
Commento n. 762: vedi Suzanne, è esattamente come pensavo. Tanti di voi non capiscono che CIO’ CHE NON SI DICE è molto più importante e più significativo di ciò che si dichiara apertamente ( per chi SA arrivarci, naturalmente ). Non credo che sia un caso, ad esempio, che a te salti la mosca al naso ogni qualvolta io accenno a donne “rassicuranti ma poco eccitanti”, e questo dice parecchio su di te molto di più di qualunque “dichiarazione spontanea” tu possa fare su te stessa. La cosa importante sono LA SOSTANZA E I CONTENUTI, non la FORMA o il saper “risultare simpatici e adorabili”. Devo dire che psicologa-veggente-visionaria non me l’ aveva ancora mai detto nessuno. Ma tu non ti riferivi A ME. Ovvio. Comunque non traggo le mie conclusioni dalla “cultura divulgativa da supermercato”, spiace deluderti. Se però tu ritieni di poterti avvalere di qualche riferimento o di qualche fonte di livello nettamente superiore alle mie, non ho nulla in contrario se ce ne fai partecipi. Allo stesso modo, se Markus non si ritrova in quello che ho scritto su di lui, dovrà essere lui stesso a dirmelo e a spiegarmene ( se gli va ) le ragioni con ARGOMENTI CONSISTENTI. Altrimenti significa che non mi sono sbagliata. E’ la “democrazia della conoscenza”, bellezze.
Ciao va là.
Grazie Maria Grazia, mi regali grasse risate nella noia della malattia. Sei matta come una scopa, è come conversare col cappellaio di Alice, non c’è alcuna logica nelle tue affermazioni, come possono essere smentite? Ma è OVVIO che mi riferissi a te, come potrebbero esserci dubbi? Rassicurante e poco eccitante??Ti assicuro che c’è chi si divertirà ancora più di me a leggere le tue baggianate ( ma questa è un’altra storia). Ma quali fonti? Tu stai delirando. Le fonti sulla vita privata di Markus o sulla mia? Le preferisci orali o iconiche?
Golem, non posso assolutamente condividere la dicotomia da te espressa; soprattutto non credo esista il Coraggio o la Codardaggine. Ci sono solo situazioni, che continuamente tireranno fuori diverse e antitetiche parti di noi.
Perché dici che sono condizioni spaziali e temporali diverse?
Suzy
“Se anche fossi in grado di mostrarmi empiricamente il buon funzionamento delle tue teorie io non mi atterrei comunque. Sai perché? Rivendico la mia libertà di individuo complesso e contraddittorio”
“Anche se fossi in grado di dimostrarmi… io NON mi atterrei”. È un classico Suzy, fin troppo frequente, e quell’ “ANCHE” dice tutto quello che nasconde quella dichiarazione. Più della dichiarazione stessa.
Non sono pochi i soggetti che usano comportarsi così, per “ripicca”, c’è chi di “crogiola” di questa posizione che oscilla tra il martirio e l’eroismo. E pur di sentirsi “diversi” arrivano a farlo anche a proprio reale svantaggio, credendo di affermare in quel modo la propria individualità su una presunta “imposizione”. Mentre è proprio quella “ripicca” che sta mostrando il timore di non averla quella individualità. Momenti di assoluta bellezza compresi, certo. Il masochista esulta nei momenti in cui è umiliato. Anche quella è “bellezza”. La sua.
Ah: auguri per l’influenza.
“Se anche fossi in grado di mostrarmi empiricamente il buon funzionamento delle tue teorie”
Ma io e Golem te lo abbiamo già dimostrato.
“Rivendico la mia libertà di individuo complesso e contraddittorio.”
Bene. Noi altri facciamo altrettanto. Ma questo cosa cambia ?
“non mi sono mai sentita vittima di alcuna situazione in ambito amoroso: ho sempre scelto in totale consapevolezza”
Grandioso! Quindi hai sempre avuto QUELLO CHE VOLEVI e ora ti trovi esattamente dove avresti voluto essere, giusto?
“amo circondarmi di persone con indole simile alla mia o, comunque, di soggetti che abbiano voglia di “donare” e non indottrinare.”
L’ importante Suzanne è saper riconoscere i doni AUTENTICI dai “doni” farlocchi. Certo se ti fermi sempre alla “confezione” per valutare il “contenuto”, riuscire in questo ti risulterà alquanto difficile.. Non nego che circondarsi SOLO di persone simili a te possa risultarti gradevole, ma non ti permetterà mai di “crescere”. Comunque qui nessuno sta cercando di “indottrinare” nessuno. Ognuno dice semplicemente la SUA opinione.
“Vorrai mica redimermi?”
Per carità! E poi il mio compito è “traviare” e non “redimere”.
“amo perdermi…”
Anch’io, ma preferibilmente quando i mezzi pubblici sono ancora in funzione e a portata di mano. Sai, detesto pagare il taxi per dover ritrovare la strada di casa.
Comunque anch’ io ho l’ influenza, che combinazione. Altrimenti a quest’ ora non stavo qui a chattare con te ma mi sarei “persa” in qualche festino a base di sesso, droga e rock n’ roll… evabbè! 🙂
“Il motivo della tua esclusione ( come di quella di Acqua ) nei miei confronti è fin troppo evidente, si tratta semplicemente della fatica ad accettare un punto di vista differente dal vostro, ma anche se evitassi di metterlo in luce ciò non cambierebbe i fatti e le dinamiche che regnano in certe discussioni, e che a mio modesto avviso le “viziano”, rendendole poco costruttive”.
Dopo aver letto questo post e il post 771 a Suzanne , temo, a questo punto, Maria Grazia, che tu soffra di una sorta di mania di protagonismo alternato a complesso di persecuzione (o di esclusione).
Io accetto il tuo punto di vista, ma non puoi pretendere che lo faccia mio. Come Suzanne NON voglio che tu mi rendima. Che ci vuoi fare se noi stiamo bene così, con le nostre incongruenze ed incertezze e se ci piace interrogarci sulle “inconsistenze” della vita e della mente umana che tu invece non tolleri?
Le tue “verità” tratte da analisi “obbiettive” di fatti frammentati raccontati su un forum da parte persone che NON conosci, mi lasciano assai perplessa. In generale non amo le teorie preconfezionate sulla psiche umana, nemmeno quelle più autorevoli, perché ritengo che ciascun individuo per motivi genetici e ambientali abbia delle peculiarità uniche che non possano essere generalizzate se non in modo molto “grezzo”.
“Quello che mi domando è se sia possibile trovare un buon compromesso tra l’inevitabile impellenza di sentirsi ancorati al terreno e il continuo bisogno di volare in alto”.
Si’ , Suzy, a mio parere è possibile ed è’ questo bisogno che ci permette di comprendere meglio i nostri limiti e la nostra”finitezza” sviluppando l’ attitudine inquieta alle ricerca perpetua e faticosa, ma tesa verso un’ideale di felicità che, a tratti, si rivela.
Il compromesso sta , per me, nel saper scovare e godere dei momenti di soddisfazione nella vita quotidiana, senza riununciare ai nostri desideri inconsci che possono diventare una fonte di creatività e uno stimolo al cambiamento.
Golem, io non mi considero assolutamente masochista; come tutti, suppongo, ho attraversato fasi di “altruismo” amoroso ed altre di egoismo, fasi in cui desideravo viaggiare ad alte quote, ed altre in cui avevo bisogno del contatto con la terra. Fai attenzione, ricordati che l’indole come la mia o quella di H2O (e di Sally? Questo lo sai tu) non potrai mai modificarla davvero. Potrà magari rimanere sopita a lungo, ma prima o poi ci sarà una nuova esplosione di vita e di caos.
Siamo come salamandre, attraversiamo il fuoco senza bruciarci ( magari solo lievi scottature) ma non possiamo stare lontane dall’acqua. Io, per la precisazione, opto per la salamandra alpina.
Acqua, io credo che il primo grande passo per trovare un compromesso tra i due universi risieda proprio nell’accettare la nostra contraddittorietà, e farne un motivo di forza. Il secondo, farci comprendere appieno da chi amiamo.
E comunque la psicologia non mi ha mai convinto, nemmeno quella accademica studiata all’università. Se di scienza devo occuparmi, allora preferisco quella esatta della matematica o della fisica.
Acqua, questa invece te la dedico 😉
“Io brucio la mia vita, brucio la mia vita
il mio sangue si consuma nelle mie vene,
io sento che si consuma
solo nel ricordo d’un altro sangue,
d’una voluttà data e provata,
dell’amore lontano
che forse non ritroverò”.
S. Aleramo
Ciao Acquando
Io penso che da persone che hanno esperienza ci sia molto da imparare. E l’esperienza stessa, di conseguenza, ritengo sia utile non solo al diretto interessato
Per il resto vorrei precisare che, momento sono felicemente accompagnato, per cui (pare) che abbia trovato quel giusto equilibrio di cui ti parlavo. Ma in generale ho trovato spesso diverse difficoltà in questo senso. Le donne che mi attraevano sessualmente non mi attraevano mentalmente e viceversa. Non riscontravo gli “aspetti caratteriali desiderabili” in colei che mi faceva “impazzire a letto”. Mentre accadeva viceversa
Non credo sia questione di essere critici o pretenziosi, io non ho mai lasciato nulla di intentato, ma non potevo forzare troppo la mano, se non era non era.
D’altronde in queste situazioni bisogna anche fare attenzione e cercare di capire i caratteri e i modi di vivere ‘tra le righe’, perché, fin troppo spesso, quando si é innamorati, ci si mostra per quelli che non si é realmente e si falsa il proprio modo di essere.
Per il resto sono d’accordo con te quando sostieni che se non c’e’ desiderio sessuale difficilmente può nascere amore. Però credimi, perché l’ho provato sulla mia pelle, é tremendamente più duro interrompere una relazione in cui c’e’ sintonia mentale e non desiderio sessuale che viceversa. Perché nella prima situazione ti trovi nell’impossibiilità di poter risolvere in quanto non dipende dalla tua volontà. Mentre nel secondo caso puoi fare qualcosa, tipo venirsi incontro, capire le esigenze dell’altro ecc.
Maria Grazia, se hai letto la mia risposta ad Acquando avrai capito che il discorso dell’essere attratto sessualmente da donne “emancipate” non c’entra proprio un bel nulla.
A me una donna, qualsiasi essa sia, non mette nessuna paura, o mi ci trovo bene o non mi ci trovo bene. E per “trovarmici bene” intendo condividere interessi, gusti, dialogarci. Niente di più banale.
Io non vivo nessun complesso di uomo maschilista. E…
nemmeno voglio dominare nessuno. Semplicemente mi piace condividere. Purtroppo il caso vuole che spesso riesco a condividere la vita con le donne che non mi attraggono sessualmente, mentre non ho gusti ed interessi in comune con chi provo forte desiderio sessuale.
E credimi, non é questione di bellezza. Mi capita di frequente di essere attratto da donne che, onestamente, belle non sono. É semplicemente un binomio che faccio fatica a far incastrare.
Cosa caspita c’entra il discorso dell’emancipazione lo sai soltanto tu.
Suzanne,
accantonando le innumerevoli, divergenti opinioni dotte, le mie esperienze sull’idealizzazione amorosa sono molto scarse. Risalgono a decenni fa, quando tutto era più semplice. Forse su di esse ha influito un’educazione severa e un clima famigliare di rigore pratico, mitigato da una visione ideale di fine ‘800. Un certo peso può averlo avuto anche l’indole naturale.
Sta di fatto che ho idealizzato pochissimo entrambi i miei compagni di vita. Nel primo tentativo di coppia giovanile credo di aver idealizzato il rapporto più che non l’uomo, pur riconoscendone il fascino e condividendone parecchi valori.
Credo che questo primo approccio all’amore possa essere sperimentato da molti, nella ricerca di una maturazione complessiva e di una più ampia conoscenza di sé con confronti più approfonditi di quanto possa avvenire con legami d’amicizia con l’altro sesso.
Nella seconda esperienza, in età più matura, ho percepito fin dal primo incontro un’oscura sensazione molto coinvolgente. Il vero e proprio innamoramento è subentrato più di un anno dopo, avendo avuto modo di conoscere la persona più a fondo della norma. Iniziali resistenze da entrambe le parti sono state poi superate nell’interazione giornaliera per lavoro, che ci ha indotti a cedere alle emozioni e al bisogno d’accoglierci a vicenda come coppia.
Anche ora mi sembra di essere alquanto equilibrata fra realtà/esigenze pratiche e sogno/ideale, integrando fra loro le diverse attitudini quanto basta per un benessere d’insieme ma mantenendole nel modo più stabile possibile negli ambiti che a loro propriamente competono.
Nei decenni in cui ho condiviso l’arricchimento di relazioni amorose (più razionale, ufficializzata la prima – più trasgressiva, passionale la seconda), più che non fantasticare sugli uomini con cui avevo di volta in volta deciso di stare, permaneva una forma di speranza di perfezione esistenziale, abbastanza slegata da quanto poteva dipendere dai partner.
H2O, non ti sono sfuggite le “pizzicate” che posso aver dato a Suzanne, però CHISSA PERCHE’ sembri ignorare del tutto quelle che lei, per prima, ha riservato a me. Solita storia.. Se tu e Suzanne avete trovato un vostro personale equilibrio che vi fa sentire bene la cosa non può che farmi piacere. Cosa vuoi che mi interessi farvi cambiare idea? A me interessava solo capire e mettere in evidenza determinate cose in alcune dinamiche di interazione di questo forum, dimostrando che se certi utenti vengono volutamente “estromessi” da alcuni dialoghi, non è per una loro mancanza di cognizioni ( come si vorrebbe far credere ) ma c’è ALTRO dietro; e gettando l’ ennesima “esca” sono riuscita nel mio intento. Infatti ho avuto esattamente le “risposte” che mi aspettavo. Fine. Sono d’ accordo con te sul fatto che la curiosità verso la conoscenza di nuovi aspetti e nuove dimensioni del vivere non dovrebbe MAI venire a mancare, GUAI se fosse così! Magari abbiamo semplicemente modi diversi di perseguirla. Io personalmente mi baso sui dati oggettivi di fatti accaduti, perchè PER ME quello è il riferimento più attendibile nell’ ottica di non ripetere sempre gli stessi errori che MI FANNO STAR MALE. Ma lungi da me voler imporre la mia visione delle cose, che non si basa nè su pregiudizi e nè tantomeno su teorie preconfezionate, ma solo e semplicemente sull’ intuito che mi proviene dall’ esperienza diretta. Io comunque rimango in trepidante attesa della smentita, da parte di Markus, delle mie teorie su di lui. Mi farebbe molto piacere sapere di essermi sbagliata, significherebbe che tra gli uomini della mia generazione quelli che la pensano in un certo modo sono di meno di quelli che mi sarei aspettata.
“Ma è OVVIO che mi riferissi a te, come potrebbero esserci dubbi?”
Suzy, così come era OVVIO che la mia fosse IRONIA quando mi sono riferita a quella tua frase. Ho voluto solo “canzonare” un pò il tuo modo di dire le cose, con il quale accusi e lanci..
…e lanci anatemi cercando però sempre di non essere troppo diretta e di non “rivelarti”. Tattica tipica anche di un’ altra utente. Se è vero, come dice H2O, che siete intensamente immerse nella ricerca della conoscenza, vi consiglio di migliorare il vostro “metodo di studio”..
Comunque mi fa piacere se faccio divertire qualcuno. E’ pur sempre meglio, per questo qualcuno, che passare tutto il tempo a FANTASTICARE su quello che NON C’E’. Credo che Golem parlasse in questo senso della dimensione dell’ immaginazione, la quale non può che distinguersi nettamente da quella della realtà concreta, per ovvie ragioni. E’ un concetto fin troppo elementare da comprendere.
Il Cappellaio di Alice ? NO! io sono la “strega-in-bacheca”. Però devo dire che qui se ne leggono tante di “cappelle”.
Bye.
Acqua,
continuando a leggere i tuoi commenti, mi fa piacere sentirmi sempre più affine a te, come, da sempre, a Suzanne.
E’ bello condividere anche con voi la sintonia provata con altre utenti che, pur nelle frequenti divergenze d’opinioni, non ha avuto occasione di venir meno.
Suzy, perchè fantasia e realtà non possono convivere sullo stesso piano, è palese. Una è contingenza concreta, l’altra è proieziene di una “possibile” contingenza. Una esiste, l’altra no.
Sai Suzy, in definitiva quello che conta, banalmente come al solito, è aver raggiunto una condizione di serenità se non di appagamento.
In fondo, se c’è una cosa che ho voluto trasmettere con la tediosa descrizione della mia esperienza, è proprio quella condizione, raggiunta con il ricorso alla volontà e alla ragione, non certo alle leggende sull’amore e all’illusione che le alimenta.
Siamo appena tornati da un giro in spiaggia, e da un sole tiepido che ha anche dato colore ai nostri volti. Io e lei, soli, lo sciabordio delle onde e il tepore del sole di mezzogiorno. Non c’era neppure bisogno di parlare per sentire quella serenità.
Altro che la fantasia. La realtà quando è così la supera. E non ci vuole molto. Basta saper apprezzare ciò che si ha, e non anelare quello che non si ha nè si avrà mai.
Life is now.
Trovare il senso ai discorsi di MG è come capire questa canzone.
https://www.youtube.com/watch?v=iJ7pwTYG4Hk
Immagino MG dimenarsi sulle note di questo sound nella sua giovinezza e ora non potendo più farlo tocca subirla su questo sito.
Francesco Salvi, salvaci tu.
Suzy, non credo ci sia bisogno di ricorrere al brano critico tratto dal libro di De Rougemont, dove si parla proprio del piacere “soft masochistico” che si prova in certi struggimenti che tu, forse inconsapevolmente, hai riproposto con la erotica implorazione della Aleramo. Furori ormonali in attesa di essere soddisfatti.
Un uomo “normale” non potrà mai regalarvi quelle sensazioni, soprattutto se “presente”, perché semplicemente sono sensazioni che non esistono, se non nell’immaginazione. Si possono avere solo in quel modo. È una forma di tossicodipendenza autoprodotta.
Il piacere dello struggimento sofferto é affine alla “Vis grata puellae” latina. La presa di forza, ma senza violenza, da parte del maschio, che rientra a sua volta nei sogni erotici inconfessabili di tante donne, che appartiene alla stessa “famiglia” del “piacere della sofferenza”. É una caratteristica connaturata alle emozioni amorose femminili, quasi la metafora dell’eterna lotta tra istinto e ragione per guadagnarsi il piacere del sesso, anche elaborato dalla cultura dell”amore”, ma che la natura offre cole gratificazione in cambio della riproduzione della vita. Lo sai come la penso.
Come ho avuto modo di dire più volte, 100 milioni di copie di “50 sfumature di Grigio”, dimostrano l’esistenza di quella componente più di qualunque test psicologico, ardentemente ricercata da donne di tutte le estrazioni e livello culturale.
E con quei “bisogni” ho dovuto fare i conti anch’io un bel momento. E sai sia il come che il perché.
La scelta della cara Sibilla era volutamente provocatoria; amo lo struggimento e la passione che trapelano dalle sue poesie, anche se meno la sua immagine di donna. Il libro che hai citato tu però non ha forza né passione, e nemmeno innalzamento tramite il potere immaginifico che, per riuscire a potrarti via, dev’essere autentico. 50 sfumature di grigio è un prodotto confezionato ad hoc per chi la fantasia non la esercita da anni, o peggio, non l’ha mai sviluppata e quindi si accontenta dei cliché più comuni sui desideri femminili più reconditi. Io ancora una volta parlo di quella piacevolezza nell’immaginarsi mondi “altri”, che spesso si trova lontana anni luce da un desiderio erotico, ma risulta altrettanto eccitante. E comunque, hai ragione, ciò che realmente conta, è trovare un equilibrio soddisfacente tra la propria natura e la realtà che ci troviamo a vivere. Ma siamo sempre comunque degli elefanti su un filo da acrobata…
Rossana, grazie per la tua testimonianza. Io comunque credo che si possano condividere certe idee anche senza necessariamente aver avuto esperienze simili, anche perché qui non stiamo parlando di casi estremi “patologici”, ma semplicemente di modi di vedere la vita
Markus, mi dispiace, ma non mi hai convinto. E del resto non sei obbligato a riuscirci. Mi sembra alquanto strano che di tutte le donne da cui ti senti istintivamente attratto, non ce n’è una che sia una che possa corrispondere ai tuoi interessi di condivisione e alle tue aspettative. Penso invece che tu per qualche motivo sei INCONSCIAMENTE attratto proprio da quel genere di donna che la tua parte razionale “ripudia”, e forse dovresti cominciare a chiederti il perchè.
Golem, personalmente non ho mai trovato “tedioso” quello che scrivi, in NESSUNA occasione. Per quanto mi riguarda, i tuoi commenti rimangono GLI UNICI da cui si possono trarre spunti davvero interessanti.
Sissì “oldboy” certo… la prossima volta che fakeri però usa più fantasia. Così sei troppo riconoscibile. Il tuo commento invece si che è sensato, accipicchia! Com’è ricco di significati profondi! Te l’ hanno suggerito i tuoi amici del baretto della piazzetta? gli stessi che ti scelgono le fidanzate? Se proprio vuoi tentare di screditarmi come fanno molti altri, perlomeno usa un pò più di stile. Tra l’ altro quando uscì quella famosa canzone di Salvi non è che fossi giovane, ma ero proprio poco più che una BAMBINA. Oltre che scrivere idiozie non sai manco far di conto.
“E’ bello condividere anche con voi la sintonia provata con altre utenti”
più che altro, è bello cogliere la palla al balzo per tentare anche stavolta di isolare del tutto chi ti è scomoda, vero? 😉
Cara Maria Grazia, già ti ho scritto in precedenza di qualche tuo difettuccio, come quello di non saper (o non voler) leggere.
Se tu avessi letto realmente il mio ultimo post non mi avresti scritto che:
“…di tutte le donne da cui ti senti istintivamente attratto, non ce n’è una che sia una che possa corrispondere ai tuoi interessi di condivisione e alle tue aspettative….”
Infatti ho scritto che:
“….al momento sono felicemente accompagnato, per cui (pare) che abbia trovato quel giusto equilibrio di cui ti parlavo….”
Inoltre:
“…in generale ho trovato spesso diverse difficoltà in questo senso….”
Quindi intanto quell’ “UNA” che corrisponde ai miei interessi di condivisione ed aspettative, in questo momento esiste.
Inoltre “spesso” non vuol dire “sempre” . Per cui, così come é vero che ho trovato “SPESSO” delle difficoltà ad applicare il binomio sesso/condivisione, é altrettanto vero che qualche volta sono riuscito ad applicarlo.
Io non “ripudio” nessun genere di donna, nemmeno inconsciamente. Cosa c’entra il “ripudiare” con il non trovarsi d’accordo su gusti e interessi?
D’altronde dovresti spiegarmi il perché allora non ‘ripudio” inconsciamente le altre, quelle cioè che non mi attraggono sessualmente. Spesso “sventolone” che non ti dico, ma che purtroppo non sono in grado di scatenare i miei istinti.
D’altronde capita anche a me di non scatenare istinti verso alcune donne. Fa parte del gioco. Semplicemente a me dispiace di tutto questo, soprattutto perché non posso farci nulla.
La verità é questa. Che tu ci creda o no non so cosa dirti. D’altronde ti leggo da tempo, e la tua caratteristica é spesso stata quello di “fissarti” sui discorsi delle donne emancipate e sugli uomini maschilisti.
Vai un po’ oltre cara Maria Grazia, perché esistono anche situazioni diverse e che si discostano da questi tuoi pensieri.
Suzy, ci mancherebbe che “50 sfumature…” avesse la forza e la passione di un vero romanzo erotico. È un pamphlet di basso livello ma di grande successo, al quale bisogna però riconoscere la capacità di aver saputo raccogliere tutta la stereotipia di un certo immaginario femminile medi. I protagonisti bellissimi tutt’e due, lui ricco sfondato ma con un’infanzia difficile, lei ovviamente intelligentissima, innamorata e col “diploma di crocerossina”, un rapporto sadomaso, con sfumature comiche per chi non viene preso dalla trama, e il classico finale da “happy ending”. Il trionfo dello scontato dal titolo “il mio ammore ti salverà”. Eppure un successo universale. Qualcosa significa, e se dovessimo dar retta alla teoria markusiana che vede nel numero dei consensi la verità su un certo aspetto del comportamento umano, ci sarebbe da spararsi sul futuro delle donne.
Spero non sia così, ma certo è che osservando certi fenomeni resta il dubbio che gli istinti saranno sempre indifferenti alle tante lotte femministe. Vedremo.
Comunque, è anche vero che questa sera, per esempio, abbiamo provato anche noi uno struggimento lascivo; per un Tormaresca rosato che accompagnava “ciciri, tria e baccalà”, seguito da un maialino da latte in crosta.
Quasi un’estasi alla Santa Teresa d’Avila, provata all’unisono.
Ci ricamerò con la fantasia fino alla prossima primavera.
La vacanza non poteva concludersi meglio.
Maria Grazia, non posso che compiacermi di quanto mi dici.
Ma certo lo scarso “successo” in generale, sarà dovuto al fatto che non provoco struggimenti, anzi.
Io sono come un gavettone in inverno per qualcuno. Non “applico” pezze calde.
È uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve fare.
“Tutto ciò che è confuso, non è amore.”
“concordo: questo si chiama essere sintetici e chiari! :)”
Non oso immaginare cosa invece si sarebbe scatenato se la stessa frase l’avesse scritta Golem.
Suzy, grazie per avermi dedicato questi versi molto intensi. A volte il fuoco toglie il respiro, ma allo stesso tempo accende la determinazione a continuare a cercare l’impossibile.
Io ho già accettato questa contraddittorietà che, come saggiamente ricordavi in altri post, ci attira verso gli opposti creando caos e smarrimento. Sono convinta che questa “indecisione”, paradossalmente, ci doni la “leggerezza” necessaria per guardare dall’alto, con un certo distacco, le situazioni in cui siamo emotivamente immerse, per poi farci di nuovo precipitare a capofitto,come in un tuffo da un’alta scogliera, nel nostro mare in tempesta.
Maria Grazia per quanto riguarda il mio “metodo di studio”, ti posso assicurare che è molto simile al tuo: infatti anch’io mi baso su dati oggettivi di fatti (a me) accaduti. Raramente commetto gli stessi errori, in quanto dagli errori commessi ho imparato molto, avendomi procurato una certa sofferenza.
Golem, credo che “passione” e “amore” siano indissolubili e che “piacere” e “dolore” non siano altro che le due facce della stessa medaglia (se non erro anche a livello cerebrale le aree coinvolte dovrebbero essere le stesse).
Markus, ora però hai detto che sei riuscito a trovare il giusto equilibrio con la tua attuale compagna, no?
Comunque per quanto riguarda la difficoltà ad interrompere relazioni dove c’è forte affinità mentale e zero coinvolgimento sessuale, a mio parere, la giusta mossa, dovrebbe essere quella di cercare di consolidarle in rapporti di amicizia piuttosto che forzare un’emozione contro natura . In questo modo la complicità dovrebbe restare intatta senza creare false aspettative. A me non è mai capitato di pensare ad un rapporto diverso dall’amicizia con uomini che non mi attraggono sessualmente, perciò non conosco bene questo aspetto. Una delle mie migliori amiche, però, mi ha raccontato della sua esperienza: un rapporto d’amore tormentato durato abbastanza a lungo, dove lui le diceva che la amava , ma quando erano a letto le sembrava di essere con sua sorella, con il risultato che alla fine l’ha lasciata, rompendo anche l’amicizia, dal momento che lei ne soffriva.
Rossana, sono contenta che tu ti senta “affine” : come ti ho già detto penso tu sia gentile e colta e che il tuo sincero intento (visti anche i tuoi interventi su altre lettere) sia quello di offrire supporto e spunti di interpretatazione ai dubbi esposti dai vari utenti.
Acqua, immagine evocativa molto bella in cui mi ritrovo perfettamente!
Anch’io non riesco molto a capire come possa iniziare una relazione senza attrazione sessuale, mi pare un elemento assolutamente imprescindibile per avere quella “spinta” nel tuffarsi a capofitto nel mondo dell’altro. Allo stesso tempo, però, un’attrazione sessuale non supportata da condivisione mentale si è sempre dissolta come neve al sole d’agosto. Forse per un uomo non è così, non saprei, ma il desiderio fisico, per resistere anche una volta scomparso il “mistero”, deve nel mio caso essere supportato da un qualcosa in più, una curiosità irresistibile verso l’altro, che abbracci completamente la sua esistenza.
Purtroppo o per fortuna ( dipende dai casi), il sesso è un collante tra i più forti in una coppia. Non è un caso che tutti i delitti siano “passionali”; laddove manca questo aspetto si accetta molto più facilmente il distacco o l’abbandono.
Golem, in effetti mi sono interrogata anch’io sulla motivazione di questo successo, come anche di quello del film tratto da questo prodotto commerciale a tutti gli effetti. Non c’é nessuna trasgressione, nessuna innovazione, nessuno stimolo diverso dalla solita trita storia d’amore tra il riccone finto-cattivo e la giovinetta ingenuotta e sognatrice. Da nausea. Però le donne che mi hanno parlato entusiaste del film o del libro sono o molto giovani ( e ci sta), oppure molto “pudiche”. Persone, insomma, che a mio parere non si sono mai sentite libere di lasciare spazio alle LORO personalissime fantasie, preferendo quindi prendere per buone quelle progettate ad hoc per tutte.